![]()
IL MUSEO REGIONALE DELL’EMIGRAZIONE - PIEMONTESI NEL MONDO
IL MUSEO REGIONALE DELL’EMIGRAZIONE - PIEMONTESI NEL MONDO
FROSSASCO - TORINO
Inaugurato nel settembre del 2006 a Frossasco il Museo dell’Emigrazione Piemontesi nel Mondo rende omaggio a oltre trent’anni di attività ed impegno condotti dall’Associazione Piemontesi nel Mondo e documenta nel suo percorso di visita il valore di un fenomeno, storico, sociale e culturale, quello dell’emigrazione, di grande significato e dalle mille sfaccettature, che ha interessato milioni di persone, epoche diverse, regioni e campanili di tutta Italia.
Il Museo dell’Emigrazione di Frossasco, Comune della Val Noce, in provincia di Torino è stato concepito e realizzato secondo un indirizzo di attività condiviso e portato avanti da Michele Colombino, presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, Alessandra Maritano, studiosa e ricercatrice e da Ezio Giaj, ideatore ed allestitore con l’obiettivo di farne una “Ambasciata” in costante costruzione della conoscenza e della testimonianza del perché, del come, del dove e quando dell’emigrazioni dei piemontesi nel mondo. Un percorso, quello allestito nell’edificio messo a disposizione dal Comune e dall’allora Amministrazione Comunale guidata da Silvano Francia e sostenuta dal Consigliere Provinciale Elvi Rossi sito in Piazza Donatori di Sangue, che offre un viaggio in un patrimonio di storia e di memoria di affetto e di attualità anche per la considerazione dei nuovi fenomeni che interessano il nostro Paese e nella opportunità di interessare le generazioni attuali e quelle future.
L’itinerario di visita offerto dal Museo propone alcune direzioni di lettura e conoscenza del fenomeno migratorio piemontese muovendo l’attenzione per il periodo che va dal 1876 al 1927 che registrò la partenza di quasi 2 milioni di persone.
L’allestimento racconta delle mete principali interessate dalle partenze, quelle della vicina Francia e Svizzera e quelle della lontana Argentina, meta dove è stato calcolato si sia diretto il 58,6% di tutti gli emigranti piemontesi, che nei cento anni successivi al 1876 hanno raggiunto le Americhe. Ed ancora dell’emigrazione verso il Brasile, gli Stati Uniti, l’Australia e il Sud Africa, muovendo dai paesi delle province di Alessandria, Torino, Cuneo e Novara.
Le sale concepite per illustrare la storia mostrano la partenza, il Piemonte lasciato, il viaggio e il viaggio in nave per chi scelse mete oltre Oceano, rappresentato questo con l’inserimento in uno spazio buio della proa di una nave che punta dritta verso la sognata terra della speranza e delle opportunità. Di seguito pannelli affiancati da bauli, valigie con poche, semplici cose propongono l’arrivo nelle grandi città come New York e Buenos Aires, la dimensione della nuova casa e del lavoro e la pluralità dei mestieri svolti.
Uno spazio dedicato del Museo illustra il ruolo e il valore della corrispondenza, delle lettere delle fotografie inviate, scatti che immortalano famiglie con il vestito “buono”, uomini in posa in scenografie artificiali, i luoghi del lavoro e le occasioni di festa del sentimento piemontese.
Un’ampia sezione, in una ideale galleria di ritratti, offre una panoramica sulle fortune raggiunte dal “genio” made in Piemonte; pone in evidenza al visitatore la forza delle braccia e la determinazione del cervello di uomini e donne, di laici e di religiosi che hanno saputo e operato per costruire futuri diversi per sé e per gli altri, diventando protagonisti indiscussi nel mondo della cultura, dell’imprenditoria, della medicina, nel campo sociale. Fra questi si possono citare Antonio Agù a lui si deve la prima “pietra” della città di Osasco del Brasile, oggi uno dei centri più importanti del Paese, con poco meno di un milione di abitanti, Dino Pogolotti, giavense, artefice all’Avana nei primi del ‘900 di un quartiere di edilizia popolare, il “Barrio Pogolotti”, il ristorante Barbetta di Laura Maioglio a New York, intraprendente ristoratrici che ha fatto conoscere agli americani e ai divi di Hollywood il sapore dei tartufi, ed ancora il cumianese Pierre Grosso scopritore del “lavandin” più famoso della Provenza e la governatrice del Connecticut Ella Tambussi Grasso, prima donna negli States a ricoprire questo incarico i cui genitori erano originari della provincia di Alessandria.
Il percorso di visita alterna a pannelli e gigantografie una ricca esposizione di oggetti e documenti originali, ma presenta anche video, vecchie pellicole e filmati ingialliti insieme ad effetti acustici come quello del rumore dell’acqua infranta dalla nave che solca l’oceano.
Nel 2007 la Provincia di Torino ha adottato a riguardo una deliberazione di riconoscimento del valore del Museo come testimonianza e luogo di cultura e memoria.
Molte le iniziative e le attività realizzate in questi anni, dagli incontri, alla presentazione di libri fra cui anche il catalogo del Museo realizzato con l’apporto dell’Assessorato Regionale all’Emigrazione, ai convegni, alla Festa del Piemonte, all’accoglienza dei 137 delegati provenienti da tutto il mondo partecipanti alla Terza Conferenza dei Piemontesi nel Mondo di Alessandria del novembre 2007, alle visite di molti piemontesi delle comunità gemellate, agli studenti e ai ricercatori che hanno fatto riferimento al Centro Studi e Documentazione del Museo per attingere a pubblicazioni, dati per lavori di ricerca, all’adesione a “Migranti fra pregiudizio e integrazione” rassegna di film e video su emigrazione e immigrazione organizzata dall’Archivio nazionale Cinematografico della Resistenza con il sostegno della Città di Torino e con la collaborazione di Teche Rai, ospitata presso il Museo Diffuso della Resistenza, alla Summer Scuola con la Fondazione Agnelli Centro AltreItalie, alle mostre, alle proposte didattiche specifiche per le scuole, attività che contribuiscono all’arricchimento dei giovani, delle nuove generazioni coinvolte in lavori e ricerche.
Dall’ ottobre 2008 il Museo dispone di un nuovo settore dedicato agli Alpini nel mondo, un omaggio alle “Penne Nere” che consta di una descrizione su pannelli della storia degli Alpini a partire dall’idea concepita dal giovane Ufficiale del Corpo di Stato Maggiore del Regno d’Italia Domenico Perruchetti, una proposta per affrontare la difesa dei nuovi confini terrestri che nel 1872 per determinazione del Ministero della Guerra dell’epoca, del Generale Cesare Riccotti Magnard viene tradotta nella costituzione degli Alpini. Storia che si sviluppa attraverso i grandi fatti della storia, delle guerre per arrivare fino ai giorni nostri. Oggi le truppe alpine, rinnovate nella struttura e nei ruoli da svolgere, sono uno strumento non solo al servizio e per la difesa del nostro paese ma anche “garanti” dell’ordine, della sicurezza e stabilità internazionale. Un percorso per testi e per immagini che fanno riferimento al motto degli alpini, alla descrizione del cappello e della penna, intercalati dalla messa in esposizione di una buona collezione di gagliardetti ed altri oggetti fra cui vecchi cappelli alpini donati al Museo dalle rappresentanze piemontesi estere. Il settore presenta cimeli storici e fotografie messi a disposizione dal Presidente A.N.A. dell’Argentina Cav. Uff. Fernando Caretti e dall’Alpino Enrico Armand Hugon dell’Uruguay e ricercati fra le varie Associazioni di Piemontesi nel Mondo dal collaboratore Fausto Sala.
Presso il Museo ha trovato, inoltre, nuova sede l’Associazione Piemontesi nel Mondo creata e guidata da Michele Colombino, e il Centro documentazione sull’emigrazione piemontese con circa 3.000 titoli, una ricca raccolta di libri, pubblicazioni, tesi, giornali e video a tema in italiano e nelle lingue dei paesi di emigrazione.
Fra i servizi attivi presso la sede una banca dati con 20.000 nominativi di piemontesi emigrati in Argentina nel periodo 1923 – 1929.
La Regione Piemonte con una propria Legge votata all’unanimità, la Legge Regionale dell’11 maggio 2009, n. 13 ha riconosciuto il Museo dell’Emigrazione: Museo di rilevanza ed interesse regionale, con l’assunzione della denominazione di “Museo Regionale dell’Emigrazione – Piemontesi nel Mondo”
Secondo la Legge regionale ad ottobre 2009 è stato nominato dal Consiglio Regionale il Comitato di Gestione, insediatosi formalmente lo scorso dicembre, con lo scopo di gestire, promuovere e valorizzare il Museo, operando per la promozione della conoscenza del fenomeno migratorio piemontese al fine di conservarne la memoria; il reperimento e la conservazione delle testimonianze documentarie, fotografiche e d’ambientazione; la promozione di iniziative tese alla partecipazione dei cittadini, quali manifestazioni, conferenze, mostre, incontri internazionali.
Il Comitato di Gestione si compone di cinque rappresentanti, di cui tre nominati dal Consiglio regionale del Piemonte ed individuati in Gianpaolo Cleri, Alessandra Maritano e Bruna Peyrot, di un rappresentante dell’Associazione Piemontesi nel Mondo individuato in Michele Colombino, presidente dell’Associazione stessa e di un componente designato dal Comune di Frossasco, Laura Bianciotto.
Il Museo Regionale dell’Emigrazione promuove, organizza eventi ed iniziative culturali, convegni, mostre e manifestazioni a tema. Collabora con la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, i Comuni del Territorio, con il Centro Studi Emigrazione di Roma, con Enti e Associazioni diversi nella realizzazione e collaborazione ad attività diverse.
Fra i prossimi impegni la presentazione della mostra e del catalogo su “Dino Pogolotti, un piemontese all’Avana” il 26 giugno 2010, la proposta alle scuole di un programma di attività laboratoriali per l’anno scolastico 2010/2011 e un convegno seminario con studiosi e ricercatori italiani a settembre in occasione dei 4 anni di apertura del Museo.
a.m.
Museo Regionale dell’Emigrazione Piemontesi nel Mondo
Piazza Donatori di Sangue n. 1
10060 Frossasco – TO-
Tel. +39 0121.352398