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PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SANGUINACCIO CON PANE e SANGUINACCIO CON PATATE

02/02/2012

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SANGUINACCIO CON PANE


 

Si presentano come dei salsicciotti tendenzialmente scuri

Metodiche di lavorazione
Si fa un impasto di sangue di maiale, pane secco raffermo, rifilatura di pancette, aglio, pepe, droghe; il tutto viene insaccato nel budello e venduto fresco. Il prodotto viene consumato cotto bollito e servito con le patate.

Zona di produzione
Diffuso un po’ ovunque in passato, ora difficile da trovare anche a causa della difficoltà di reperire la materia prima sangue.

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SANGUINACCIO CON PATATE


Si presentano come dei salsicciotti tendenzialmente scuri

Metodiche di lavorazione
Si fa un impasto di sangue di maiale, patate bollite, rifilatura di pancette, grasso, aglio, pepe, sale e droghe; il tutto viene insaccato nel budello e venduto fresco. Il prodotto viene consumato cotto bollito.

Zona di produzione
Diffuso in varie zone del Piemonte - es. Bellinzago (NO), Valsesia. Tradizionalmente legato alla montagna per la maggiore disponibilità di patate rispetto al pane.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni

 

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La Barbera “Arengo” ora anche in bag-in-box


feb 5th, 2012
di webmaster.

 

Dopo il felice esperimento dello scorso anno, la Viticoltori Associati di Vinchio e Vaglio Serra, a pochi giorni dalla ricorrenza di San Valentino, presenterà in anteprima agli organi di informazione, venerdì 10 febbraio (ore 18), nella sala convegni della Cantina (in Regione San Pancrazio a Vinchio) la seconda annata di Arengo, la Doc Piemonte Barbera che ha rappresentato una svolta epocale nella concezione della Denominazione regionale, intesa non in uso di ricaduta, bensì come Doc a tutto tondo.

Le caratteristiche del vino e la sua filosofia produttiva saranno illustrate dall’enologo Giuliano Noè, dal presidente Giordano e dal direttore Laiolo. Al termine degustazione in anteprima di Arengo abbinato ad alcuni piatti tipici del territorio. La vera innovazione introdotta lo scorso anno per “Arengo” (la cui nascita è dovuta all’ideazione tecnica dell’enologo Giuliano Noè ed alla convinta condivisione del progetto del presidente Lorenzo Giordano e del direttore Ernestino Laiolo) è stata di selezionare scrupolosamente, ogni anno, i vigneti che, per posizione e caratteristiche pedoclimatiche, forniscono uve che, in maniera naturale e senza alcun arricchimento, consentono di avere vini di gradazione contenuta pur essendo nel contempo ricchi di profumi e sapori.

“Molte consolidate teorie sostengono – afferma il presidente Giordano – che non sia praticamente possibile mantenere alta la qualità in presenza di basse gradazioni. Arengo dimostra invece che, pur non essendo questa una facile impresa, è però possibile vinificare prodotti di alto livello e di gradazione naturale e contenuta, lavorando in modo efficace e corretto soprattutto  in vigneto”.

La novità dell’anno per Arengo sta nel fatto che nel 2012 potrà essere commercializzato oltre che in bottiglia, anche in bag-in-box, un pratico e conveniente sistema di approvvigionamento che la Cantina di Vinchio e Vaglio ha adottato da tempo e che registra crescenti successi commerciali (nel 2011 ne sono stati confezionati oltre 250mila. (Paolo Monticone)

 

da: http://www.vallibbt.com/2012/02/05/la-barbera-arengo-ora-anche-in-bag-in-box/

 

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Mombaruzzo (Provincia di Asti): Berta, oltre la grappa, ora produce anche gli amaretti Moriondo

 

Berta, oltre la grappa, ora produce anche gli amaretti Moriondo

feb 4th, 2012
di webmaster.
 

«Il mondo ha bisogno di dolcezza, indelebilmente connessa  a tutta la forza dell’eccellenza del proprio territorio». E’ l’idea forte che da sempre accompagna Gianfranco Berta nel suo operare.

E’ in quest’ottica che, dietro ad ogni bottiglia di grappa venduta nel mondo, da oggi, è possibile gustare anche la dolce amarezza degli amaretti del bicentenario laboratorio Moriondo di Mombaruzzo, recentemente acquistato ed inaugurato sabato 4 febbraio, circondato da numerosi amici, ripresi dall’obiettivo di alcuni fotoreporter.

Ed è così che alla distilleria di Casalotto, al parco naturalistico di piante officinali e aromatiche, al museo dell’alambicco ed enoteca delle eccellenze, all’hotel de charme ‘Villa Prata’, si sono aggiunti l’amaretto e la pasticceria di Mombaruzzo.

«Un altro tassello della capacità di accoglienza del nostro territorio – si entusiasma Gianfranco – Una grande armonia tra gli uomini della nostra terra, la loro cultura e storia con il paesaggio e i prodotti delle nostre colline, che, speriamo, entrino presto fra il ‘Patrimonio dell’Umanità’.

Esportare in 60 Paesi, 700 mila bottiglie di grappa all’anno senza accompagnarle alle eccellenze della nostra terra non è possibile».

E’ da oltre duecento anni che il laboratorio Moriondo produce la specialità ‘Amaretto’, da quando, cioè, il pasticciere Francesco Giacinto Moriondo che lavorava alla corte dei Savoia, alla fine del 1700, si trasferì a Mombaruzzo ed iniziò a produrre i‘ ‘suoi’ amaretti.

«Un tempo, qui, ogni famiglia aveva una sua ricetta per la produzione degli amaretti. E mia nonna Paolina li profumava con la grappa. Un buon abbinamento che noi faremo con il nostro marchio, mentre i laboratori Moriondo continueranno la produzione con la loro specialità».

Accanto all’Amaretto di Mombaruzzo che avrà più versioni, in particolare quello alla grappa, ci saranno altri prodotti della storia dolce astigiana: i Baci di dama (nocciola e cacao), i Brut e bon (nocciola e albume d’uovo), le Paste di meliga (morbido biscotto con farina speciale ottofile di mais) e ancora tanta pasticceria ‘secca’ tipica.

Al tutto, prossimamente, nella frazione Casalotto di Mombaruzzo accanto all’Hotel ‘Villa Prata’ sarà possibile usufruire di un centro benessere con tanto di giardino storico all’italiana.

«Sarà un modo sempre più completo ed armonico – conclude Berta – di andare verso la gente dell’Europa, del mondo e di accoglierla con la sicurezza, la forza e la storia della nostra terra, che, speriamo, venga presto inserita nel ‘Patrimonio dell’Umanità’».


da: http://www.vallibbt.com/2012/02/04/berta-oltre-la-grappa-produce-anche-gli-amaretti-moriondo/

 

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Coldiretti: Mai più Barbera prodotto in Romania

feb 3rd, 2012
di webmaster.

L’“Italian sounding” e il caso “Simest” approdano nei consigli comunali dell’Astigiano. «Facciamo quadrato con i nostri piccoli Comuni, – sostiene il presidente della Coldiretti provinciale Maurizio Soave – oltre alla tassa IMU abbiamo portato all’attenzione delle amministrazioni comunali il problema delle contraffazioni.»

Dopo la lettere inviata a tutti i sindaci dell’Astigiano per chiedere il dimezzamento della tassa Imu per il settore agricolo, Coldiretti punta sempre sulla base territoriale per dirimere un’altra importante questione. Quella delle contraffazioni a cui non è esente anche il nostro territorio che si avvia a ricevere l’investitura Unesco di “Patrimonio dell’Umanità”. In questi giorni infatti il caso “Italian Sounding” è approdato anche in tutti i Comuni dell’Astigiano.

Le amministrazioni locali stanno rispondendo con convinzione all’appello di Coldiretti per combattere le “agropiraterie” che rubano all’economia nazionale oltre 60 miliardi di euro all’anno. Lo stanno facendo con apposite delibere dei Consigli comunali, ben oltre la metà dei 118 Comuni hanno già approvato un ordine del giorno suggerito da Coldiretti. In questi giorni anche il Consiglio della Camera di Commercio di Asti ha voluto aderire all’iniziativa Coldiretti, sottolineando come il Made in Italy agroalimentare vada difeso dalle contraffazioni. Analoga iniziativa è stata suggerita anche alla Provincia di Asti, ai Consorzi di Difesa e alla Comunità Montana Langa Astigiana.

“Sono troppe le contraffazione e la concorrenza sleale verso i prodotti nazionali – sottolinea il presidente provinciale Coldiretti, Maurizio Soave -  il nostro progetto è quello di agire concretamente, per questo sono state coinvolte le Istituzioni, per combattere la diffusione di prodotti che traggono in inganno circa la vera origine geografica e raggirano i consumatori, che non possono scegliere in modo consapevole”. Ogni amministrazione locale, in tutta Italia, sta ponendo in discussione e condividendo un’azione a tutela dei veri prodotti alimentari “Made in Italy” cercando di attivare così tutte le iniziative del caso. Come è recentemente emerso dalla prima relazione sulla contraffazione e pirateria nell’agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare di inchiesta, le esportazioni agroalimentari potrebbero addirittura triplicare con una radicale azione di contrasto al falso Made in Italy. Sono considerazioni importanti, soprattutto in questo periodo di crisi. Secondo l’analisi Coldiretti/Eurispes, per giungere ad un pareggio della bilancia commerciale del settore agroalimentare italiano, ad importazioni invariate, sarebbe sufficiente recuperare quote di mercato estero per un controvalore economico pari al 6,5 per cento dell’attuale volume d’affari dell’“Italian sounding”.

La presa di posizione e le denunce di Coldiretti, ora adottate anche dai Comuni dell’Astigiano, hanno evidenziato come l’Italian Sounding abbia raggiunto un livello inverosimile. Si può quasi parlare di una truffa di Stato: infatti sono state utilizzate risorse pubbliche da parte della Società Italiana per le Imprese all’Estero (SIMEST s.p.a., società finanziaria controllata dal Ministero dello sviluppo economico) destinandole a finanziare la produzione e la distribuzione di prodotti alimentari che non hanno nulla a che fare con il tessuto produttivo del Paese.

La Simest ha finanziato, ad esempio, società dei gruppi Parmacotto e Lactitialia impegnati in discutibili operazioni di investimento negli Stati Uniti e in Romania, di fatto facendo concorrenza alle produzioni nazionali. “Non possiamo continuare ad assistere alla svendita della nostra economia e dei nostri territori – precisa Soave – che rischia di danneggiare irrimediabilmente il nostro grande patrimonio, per questo vogliamo coinvolgere tutte le amministrazioni nella nostra battaglia, a difesa dell’italianità e delle scelte consapevoli dei consumatori”.

L’obiettivo di Coldiretti è di far approvare una delibera da tutte le istituzioni, per avere il pieno supporto nei confronti del Governo nazionale affinchè possa impedire l’utilizzo improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell’autentico Made in Italy. Da parte dei Sindaci stanno arrivando parole di apprezzamento per la battaglia di Coldiretti, anche perchè la nostra provincia non è risparmaiata da queste frodi alimentari, gli ultimi casi sono il “Gran Moscato Dulce” e la “Barbera” prodotti in Romania.


da: http://www.vallibbt.com/2012/02/03/coldiretti-mai-piu-barbera-prodotto-in-romania/

 

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Dalla fame alla fama

06/02/2012

 

Era destinato alla fabbrica, è diventato uno dei più bravi gelatieri italiani

 

intervista di Nico Ivaldi


A ripensare che era destinato alla fabbrica e invece per tutta la vita ha fatto e venduto gelati (e che gelati!), Alfio Tarateta può considerarsi davvero un uomo fortunato.

Ultimo di dodici figli e con un padre operaio ai grandi laminatoi alle Ferriere Fiat, il mio destino era segnato: anch’io avrei preso la strada dell’officina.”

A “salvarlo” è un uomo grande e grosso che, guarda il caso, aveva un chiosco di gelati nel quartiere popolare di Regio Parco, dove Tarateta, oggi settantenne, torinese ma di origini pugliesi, uno dei “nomi” della gelateria italiana e non solo, era nato.

“Si chiamava Ciciu e ogni volta che passavo davanti al suo chiosco mi fermavo a guardare la macchina con la quale faceva il gelato. Per me era la scoperta di un mondo”.

Quali erano i gusti più buoni che faceva “Ciciu”?

Il torroncino: era qualcosa di speciale, e anche la crema con le uova fresche era di un bontà immensa. Di quei primi anni Cinquanta ricordo anche quando il furgoncino che vendeva i gelati – due gusti, sempre quelli: crema e cioccolato… - entrava nei cortili delle case, per la gioia dei bambini, annunciato dal suono della trombetta. Un giorno un vigile minacciò di multare il venditore perché al suo mezzo mancava un catarifrangente: la gente del borgo protestò e la multa non gli venne data”.

Nel 1956, appena quindicenne, Alfio Tarateta imbocca la strada che non lascerà più per il corso della sua vita.

Sono andato a lavorare nella storica gelateria di via Gramsci 12, La Cremeria, aperta l’anno prima. Ci sono rimasto dodici anni. Un periodo intenso di lavoro, la mia gavetta. In quegli anni eravamo una quindicina di persone a libro paga, in una zona impreziosita da locali storici, come il bar Zucca e il Deorsola”.

Luogo migliore per questa chiacchierata non poteva essere che “+ di un gelato”, la nuova gelateria copyright Tarateta (dopo quella di via San Tommaso 6) nata un mese fa a Torino nella cornice antica della Galleria Subalpina. Elena, la gelatiera ucraina sulle cui capacità Tarateta punta a occhi chiusi, sta travasando da un contenitore con la paletta d’acciaio una crema chiara e morbida.

Oggi si lavora così; nel rispetto dell’igiene il gelato non viene toccato con un solo dito. Quando ho cominciato io questo lavoro, la pala era di legno, per cui spesso si sfilacciava, quindi bisognava rimuovere questi fili. Oggi la cultura della pulizia è predominante.Noi manipoliamo latte, panna, zuccheri, uova, tutti ingredienti che, se non ben conservati nella catena del freddo, subiscono delle alterazioni. Queste alterazioni, all’epoca, esistevano”.
Mentre finiamo di gustare l’eccezionale gusto di castagna, a Tarateta vengono in mente altri ricordi.

“Parliamo del latte. Il latte oggi arriva sanificato rispetto ai miei tempi, quando veniva consegnato in bidoni dalla ditta Biraghi di Cavallermaggiore e poi da noi cotto in padelloni di rame stagnato”.

Tarateta durante il Premio Gelato PiemonteIl gelato esiste dalla notte dei tempi: se ne parla addirittura nella Bibbia. 

Ma l’evoluzione che ha avuto, spiega Tarateta, è stata non tanto nei prodotti, che sono sempre quelli: latte, panna, zuccheri, uova, ma nei semilavorati, prodotti composti, come la nocciola, il torroncino, la malaga. La nostra regione è all’avanguardia nella produzione di nocciole, marroni, cioccolato; in Piemonte siamo fortunati, ecco perché da noi le gelaterie artigianali di qualità non mancano”.

Dopo dodici anni di lavoro “matto e disperatissimo” (come direbbe Leopardi, ma conoscendo l’impegno di Tarateta non siamo troppo lontani da quella definizione), il giovane Alfio decide di fare il salto di qualità: aprire un locale tutto suo. Non è solo: al suo fianco c’è un altro gran lavoratore, il riminese Giuseppe Raggini (scomparso tredici anni fa) con il quale Tarateta consoliderà un rapporto, oltre che professionale, anche di amicizia.

Era l’agosto del ’68 e la cremeria che abbiamo aperto, la san Quintino, si trovava proprio davanti al liceo d’Azeglio, uno dei luoghi caldi della contestazione studentesca, benché frequentato da giovani della migliore borghesia cittadina”.

L’input di mettersi in proprio arriva da un grande arredatore di Sommariva del Bosco, Groppo, che propone ai due giovani, ricchi di entusiasmo ma ancora poveri di mezzi, l’allestimento del negozio. Un rapido scambio di occhiate fra i due e poi scatta l’ok: in tre anni pagheranno i debiti e potranno regalarsi qualche piccolo “lusso” (“un appartamento” sospira Alfio).

“È stato un periodo di grande lavoro e di grandi guadagni. Potevo perfino permettermi di chiudere qualche domenica e andare via con la famiglia. Lavoravamo tanto sul gelato ma anche sulla caffetteria. Facevamo delle creme calde al caffè, alla crema di latte, zabaioni caldi, di cui ormai a Torino si è persa l’abitudine. La crema al latte era quella che andava di più: con un rosso d’uovo, un mezzo bicchiere di latte e tre cucchiaini di zucchero vanigliato, il tutto montato, servivi una crema calda per la quale i nostri clienti andavano matti. Ricordo un ingegnere che, per colazione e spesso per cena, inzuppava un’intera rosetta di pane in questa crema”.

Non solo creme e gelati: la cremeria era specializzata anche nei panini, che vendeva agli affamati studenti del d’Azeglio: ciabatte farcite di salame, prosciutto, formaggio e tonno e carciofini. Ne confezionavano un’enormità e affidavano la vendita alla San Vincenzo, alla quale riconoscevano una percentuale sulle vendite.

Presto il duo Alfio-Beppe diventa un quartetto: anche le due mogli decidono di aiutare i mariti. Quella di Alfio lascia addirittura un posto d’oro al San Paolo per mettere ordine nei conti.

Eravamo bravissimi al banco, ma con i numeri ci azzeccavamo poco, e poi sinceramente non avevamo nemmeno il tempo di seguire tutte le pratiche burocratiche” sorride Tarateta.

Passano gli anni e ai due enfant prodige comincia a stare stretta la cremeria san Quintino. Sarà una mini aggressione (“vetrine rotte al grido di Viva la Libertà, autori figli di papà, quelli che all’epoca si chiamavano cremini”) oltre a qualche altro problema di ordine pubblico (scambi di droga davanti al negozio) a convincere i due a cambiare aria. Vendono – bene – il locale e si trasferiscono a Torino sud.

Groppo aveva rilevato una gelateria a Italia 61, reduce da alcune brutte disavventure. Era rimasta chiusa e mal frequentata per un annetto. Nella cantina c’era addirittura tutta l’attrezzatura per falsificare le targhe delle auto”.

Per prima cosa, pensano Alfio&Beppe, dobbiamo cambiare clientela.

Cominciammo a non vendere più liquori e cocktail, solo caffè e gelati: così i vecchi frequentatori sparirono e ne arrivarono altri. Molta bella gente, i giocatori di Juve e Toro, e nel tempo turisti e scolaresche, che venivano da noi a festeggiare l’ultimo giorno di scuola, con la possibilità per i ragazzi di visitare il laboratorio dove veniva prodotto il gelato”.

Per la prima volta quel locale “Italia 61” viene chiamato caffetteria e non più bar.

Il bar era il locale del ritrovo, del caffè col giornale, delle sigarette. Quando un cliente sostava troppo tempo, noi friggevamo. Non volevamo diventasse un club, il locale doveva essere un luogo di passaggio”.

Il successo è immediato.

“Inauguriamo il 3 ottobre del ’76: alla sera, quando contiamo l’incasso, non crediamo ai nostri occhi, tre milioni!”

Chi è stato ragazzo in quegli anni ricorderà il menù colorato di quella gelateria che si apriva a ventaglio con cinquanta specialità dai nomi allettanti: Spaghetti House, Paciugo, Banana Split. Anche grazie a questa moderna forma di comunicazione, la gelateria “Italia 61” diventa uno dei locali più “in” di Torino, con i suoi duecento posti a sedere, compreso il dehor. Tutto procede per il verso giusto fin quando la morte improvvisa di Beppe non costringe Alfio a vendere l’attività.

Per me era diventato pesante lavorare dodici e più ore al giorno. Così ho venduto il locale a una famiglia di esercenti che hanno mantenuto l’alto profilo della nostra creatura”.

Nel frattempo Tarateta prosegue nel suo impegno sindacale iniziato fin da ragazzo.

“C’era la necessità di regolarizzare il settore, soprattutto dopo la nascita, negli anni ’80, delle prime gelaterie artigianali, prive di licenza e messe in piedi da persone senza esperienza e capacità. Di queste, le migliori sono ancora attive. Un nome su tutti: Il Siculo, conosciuto per le sue eccezionali granite”.

Terminata l’esperienza con i locali, Alfio Tarateta si ritaglia uno spazio come insegnante alla scuola d'Arte Bianca Beccari e con un incarico nazionale nel gruppo dirigente sindacale gelatieri (di cui è stato vicepresidente nazionale per nove anni), senza dimenticare il Salone del Gusto. Inoltre è consulente di Maison Massena, un centro di formazione dell’Ascom, dove tiene corsi per giovani gelatieri, ed è nella giuria del Premio Gelato Piemonte, che ha contribuito a far nascere nel 2010; con lui in giuria c'è anche Filippo Novelli, membro della squadra italiana che ha vinto l'edizione 2012 della Coppa del Mondo della gelateria di Rimini, una manifestazione ideata e organizzata dallo stesso Tarateta, e che ha debuttato a Torino nel 2003: “Abbiamo avuto la partecipazione di 65 gelatieri provenienti dai cinque continenti. È stata come sempre un’esperienza esaltante, che ci permette di fare il punto sulla qualità del gelato fuori dai nostri confini nazionali”.

Ecco, appunto, fuori dall’Italia dove si mangia gelato buono?

In Europa manca la cultura del gelato, pur non mancando i buoni ingredienti, come la cioccolata tedesca. La Francia nella pasticceria è avanti, mentre nella gelateria sta facendo passi avanti grazie agli scambi che abbiamo tra Lione e Rimini. Però il gelato buono nel mondo si mangia dove c’è un italiano che lo produce”.

Com’è cambiato il consumo di gelato nel nostro Paese?

“Nel '56 il consumo pro capite di gelato era di 500 grammi a persona all’anno, nel '76 era di 7 chili all’anno, oggi si parla di 12 kg annui a persona, di gelato artigianale e industriale, e il consumo tra l’artigianale (60%) e industriale (40%). Ma è molto più avanti l’artigianale. I limiti dell’industriale sono quelli classici del prodotto surgelato. Uno dei vantaggi del nostro successo è il fatto di poter inventare dei gusti nuovi e di servire un prodotto fresco”.

Secondo te è prioritario per una vera gelateria artigianale avere il laboratorio a vista?

Certo, guai a congelare le miscele, come fanno alcune gelaterie artigianali che vanno per la maggiore. Il nostro motto è: appena fatto, pronto per voi. Per esempio, nel nostro negozio le pere – che utilizziamo per il gusto pere della nonna, con le spezie e il vino – vengono cotte giorno per giorno nel nostro negozio. Così lo zabaione: quattro chili ogni due giorni”.

Quanto si conserva il gelato?

Settantadue ore al massimo; dopo va gettato via perché subisce una trasformazione. Nei banchi a pozzetto si conserva meglio, non subisce alterazioni di luce, non risente dell’aria. E il gelato rimane leggermente più morbido. Si vende di più nella vetrina a vista, che attira sicuramente di più i bambini, ma non è fresco come nel pozzetto”.

Il settore è in crescita, nel nostro Paese. Il gelato dà lavoro a 150 mila addetti, 32 mila fra laboratori di gelateria, pizzerie-gelaterie, bar-gelaterie e qualche pasticceria-gelaterie. 

Ma quali sono le tendenze in fatto di gusti e sperimentazioni? 

Dopo un periodo di banalizzazione, di mancanza di ricerca, stiamo assistendo a un risveglio della professione, e si sta andando sempre più verso la produzione di gelati a km zero. Frutta di stagione, raccolta sul territorio di produzione. In tema con le buone pratiche ambientali”.

In fatto di tendenze invece “l’ultima novità è il gelato gastronomico”, che Tarateta invita a non chiamare salato, “il sale non si usa”. Gusti? C’è il gelato al prosciutto, alle alici, al pane, alla senape, all’olio. Viene da storcere il naso ma il Maestro invita a non avere pregiudizi: “Sono gelati molto buoni, dice, certo non vanno gustati come dessert, ma in piccole porzioni con l’aperitivo o in abbinamento con gli antipasti, ma anche il bollito”.

Ma lui, il creatore di gelati, è come quei pasticceri che non assaggiano i dolci?

Al contrario, a me il gelato piace molto. Sono un tradizionalista, preferisco le creme in inverno, la frutta in estate. E adoro le granite

 

da: http://www.piemonte-magazine.it/leggi_ultimonumero.asp?articolo=1355&numero=2012_01

 

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Miro: BACARDI EXPERIENCE

lunedì 30 gennaio 2012

BACARDI EXPERIENCE: UN PERCORSO SUGGESTIVO PER VIVERE 150 DI STORIA DEL RUM PIU’ FAMOSO AL MONDO


Museo dell’Automobile 4 febbraio 2012 – 4 marzo 2012 Torino


Non solo l’Italia ha compiuto i suo 150 anni, anche un grande marchio come BACARDI vuole festeggiare i suoi 150 anni di vita e per questo ha scelto Torino ed il Museo dell’Automobile per presentarci una mostra non solo visiva ma anche sensoriale con degustazioni dei loro pregiati prodotti famosi in tutto il mondo.

150 anni di storia di successo sono un grande traguardo che BACARDI vuole condividere con tutti i suoi estimatori. L’appuntamento è quindi presso il Museo dell’Automobile di Torino per immergersi nella storia di questo grande brand.

imageVisitare la Bacardi Experience significa vivere il viaggio alla scoperta del mondo del rum, del bere miscelato, e delle tante storie che si celano dietro il marchio BACARDI: racconti di famiglie, di feste cubane e di leggende.

Seguendo le parole di un'accattivante voce narrante, tutti i visitatori potranno rivivere, attraverso un percorso suggestivo, la vicenda del rum BACARDI intrecciata con 150 anni di storia mondiale.
Emergerà inoltre un racconto sull’origine del bere miscelato moderno che deriva proprio dai cocktail classici Mojito, Daiquirí, Cuba Libre e Piña Colada, nati con il rum BACARDI SUPERIOR.

Suoni, parole, visioni


I visitatori saranno accolti in una cornice suggestiva dove – grazie ad una serie di installazioni multimediali - saranno invitati a intraprendere un viaggio alla scoperta del mondo del rum
BACARDI: l'origine e la storia dell'azienda, la qualità del prodotto, la passione con cui fu creato e i valori che ancora oggi questo brand rappresenta in tutto il mondo.
Soluzioni tecnologiche innovative renderanno la visita sorprendente ed emozionante, grazie a suggestioni visive, sonore e tattili di forte impatto.

La Responsabilità Sociale


All’interno del percorso sarà inoltre presente una postazione completamente dedicata alle iniziative di Responsabilità Sociale che hanno visto, come ambasciatori dell’importante messaggio, il campione e pilota Michael Schumacher fino al 2010 e, dal 2011, Rafael Nadal, il famoso tennista nuovo volto del messaggio del bere in modo responsabile firmato BACARDI Limited.


Poiché BACARDI, in ottemperanza al proprio Codice di Responsabilità Sociale, diretto a favorire un consumo responsabile, riserva tutte le iniziative legate ai propri prodotti, anche laddove non sia prevista una degustazione, ad un pubblico sempre ed esclusivamente maggiorenne, la mostra
sarà visitabile solo da chi abbia compiuto i 18 anni di età.

Fonte: Museo dell’automobile

 Mirò


da: http://www.ilcinzanino.org/2012/01/bacardi-experience-storia-del-rum-piu.html

 


PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALSICCIA DI RISO

30/01/2012


PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)


Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALSICCIA DI RISO

 

 
La salsiccia di riso è detta anche salame bastardo o salame dei poveri.

Metodiche di lavorazione
Il riso viene bollito al dente (10 kg di riso in 30 litri di acqua in cui sono state sbollentate le cotiche). Il riso viene poi miscelato con grassi di maiale; il prodotto è conciato con succo d’aglio, pepe sale e vino locale, e talvolta anche con sangue di maiale centrifugato. Le salsicce vengono fatte asciugare in idonei locali, una volta venivano utilizzati per l’asciugatura fuochi di ginepro: talvolta venivano conservati nella “doja” cioè sotto grasso.

Zona di produzione
Curino e zone limitrofe.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/64.htm

 

 


Giulia Mameli: Barbera d’Asti a Residuo Zero®, i produttori ci mettono la faccia


Barbera d’Asti a Residuo Zero®: i produttori ci mettono la faccia

Scritto da giuliamameli | Pubblicato: 19/01/2012

La locandina del nuovo "Visus"

L’ appuntamento con il vino è fissato per domani alla libreria “Millevolti” in Corso Francia 101 a Torino alle 21. Il vino presentato durante la serata si chiama “Visus”, è prodotto dalla Cascina Le Maire ed è il primo Barbera d’Asti a Residuo Zero®. Un vino che, oltre ad essere di qualità è davvero “pulito”.

Durante la degustazione i responsabili della cooperativa “Sei Alfieri”, che riunisce alcuni produttori vinicoli dell’Astigiano, spiegheranno l’iniziativa che da alcuni anni stanno portando avanti. Un progetto che ha permesso di produrre un vino privo di residui chimici e pesticidi con tanto di certificazione di laboratorio.

Alcuni studi, come quello condotto nel 2008 dalla Pan Europa, il network europeo che in questi anni si sta battendo contro l’uso indiscriminato dei pesticidi in agricoltura, ha dimostrato come molti dei vini che portiamo in tavola, anche di etichette famose e pregiate, sono spesso piene di sostanze chimiche residue, frutto di un uso spesso poco consapevole di agro farmaci.

“ Noi non abbiamo detto no ai concimi e fertilizzanti – precisa Giuseppe Ferrara, titolare della Cascina Le Maire – ma abbiamo cercato di farne un uso più cosciente”. E il prodotto finale “Visus” è la dimostrazione di questi sforzi improntati alla purezza. “Purezza – ricorda Ferrara – che non è solo percepita e sbandierata, ma attestata da analisi chimiche che tutti ci possono richiedere”. È un impegno serio quello che si stanno prendendo i sei viticoltori che hanno deciso, letteralmente, di metterci la faccia. Sull’etichetta della bottiglia campeggiano infatti  proprio i loro volti aperti in un sorriso soddisfatto per un lavoro onesto e davvero “trasparente”.

Ma questa non sarà l’unica occasione per assaggiare il Barbera d’Asti D.O.C.G. a Residuo Zero®. È previsto infatti un secondo appuntamento il 9 Febbraio in piazza Castello 9, sempre a Torino, nella sede dell’Associazione Donne Sommelier.

 

da: http://futura.unito.it/blog/2012/01/19/barbera-d%E2%80%99asti-a-residuo-zero%C2%AE-i-produttori-ci-mettono-la-faccia/#more-15993

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALSICCIA DI CAVOLO o SAUTISSA’D COI

13/01/2012

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALSICCIA DI CAVOLO o SAUTISSA’D COI

SALSICCIA DI CAVOLO O SAUTISSA 'D COI


Un tempo era prodotta utilizzando solo foglie di cavolo e grasso di maiale, in tempi più recenti si è diffuso l’utilizzo, almeno in parte, di carne di suino. Si utilizza circa un terzo di foglie di cavolo, un terzo di grasso di suino ed un terzo di carne. Delle foglie di cavolo si utilizza solo la parte verde (si elimina la nervatura centrale). Lunghezza 20 cm, diametro 7- 8 cm, peso 500 g.

Metodiche di lavorazione
Le foglie di cavolo sono lavate, bollite e schiacciate per far uscire l’acqua. Vengono unite al grasso ed alla carne e il tutto è macinato (più o meno finemente) ed insaccato. Queste salsicce sono prodotte in autunno ed inverno; si conservano fino a due settimane dopo la preparazione. Per il consumo è necessaria la bollitura

Zona di produzione
Mattie (TO)

 

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/63.htm

 


PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALSICCIA DI BRA

11/01/2012

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALSICCIA DI BRA

Salsiccia di Bra

Salsiccia di Bra

 
Si presenta come una normale salsiccia, anche se è visibilmente più magra, poiché è fatta con carne di vitellone. Metodiche d lavorazione
La carne di bovino (80%) viene macinata una volta e viene poi unita alle pancette di maiale e macinata nuovamente per ottenere una migliore amalgama. Vengono aggiunti sale pepe e aromi naturali. Alcuni aggiungono vino o formaggio. L’impasto è insaccato in budellino naturale

Zona di produzione
Bra (CN) e aree limitrofe


 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/62.htm

 

 

Sempre più difficile produrre vino. Troppi moduli da riempire e controlli (inutili) da superare


martedì 10 gennaio 2012, 19:00

Lo sostiene in un articolo apparso su Repubblica, il fondatore di Slow Food, Carlin Petrini. "Speriamo che la liberalizzazione concentri tutte le funzioni di controllo in un solo organismo"

 

Nel passato, anche recente, la questione del tormentato rapporto tra burocrazia e produzione vinicola è stata protagonista di moltissimi convegni e dibattiti, anche in Asti e provincia.

Tante belle parole, idee più o meno utili a cercare di risolvere un problema ormai atavico. Risultato? Purtroppo “zero”, dal momento che non solo non si è alleggerita la pressione burocratica sul settore, ma, se possibile, è ulteriormente aumentata.

Trattandosi in pratica del classico “nervo scoperto” per tantissimi produttori, non poteva non fare scalpore l’articolo di Carlin Petrini, anima e fondatore di Slow Food, pubblicato ieri sul quotidiano La Repubblica che lancia accuse ampiamente condivise da chi vorrebbe produrre vino senza perdersi in un mare di adempimenti, spesso del tutto inutili.

Il mondo del vino è giunto al limite della sopportazione. Al calo dei consumi, alla crescita della concorrenza mondiale, agli effetti della crisi economica sulla classe media, i viticoltori italiani devono aggiungere una pressione burocratica che pesa oggi come mai in passato scrive Petrini Paradossalmente, per loro è la burocrazia a ubriacare. Quello del vino è un settore su cui si concentrano controlli e soprattutto adempimenti di varia natura in misura superiore a ogni altro comparto del settore agroalimentare. E questo stato di cose non può più continuare per due ordini di ragioni: primo, perché pretendere dall'industria e dal vigneron gli stessi adempimenti può diventare la peggiore ingiustizia e, secondo, perché la ragione di molte scartoffie è venuta meno, ma sono rimasti chili di moduli, da compilare, spesso, attraverso consulenti, associazioni di categoria e "professionisti" variamente interessati”.

L’autore dell’articolo, che il settore conosce molto bene,  aggiunge una sintesi che da l’idea anche per i non addetti ai lavori di quanto succede in cantina, dove l’adempimento principale dovrebbe essere quello di produrre vino buono.

“Per arrivare a tappare la sua bottiglia di vino DOC, un viticoltore deve fare richiesta per poter piantare, subire la verifica di ciò che ha piantato e quindi iscrivere la vigna all'albo. Dopo la fatica e l'investimento, dopo tre anni di coltivazione (e sperando che la grandine, la peronospora e la flavescenza stiano sempre lontane), finalmente arriva la prima vendemmia. E con essa, la prima denuncia di produzione all'organismo di controllo, la prima compilazione del registro di vinificazione, (su cui si scrive almeno mezza dozzina di volte ogni anno, per ogni vino, con colonne, conti e riporti). Poi c'è il registro di carico e scarico; quindi il registro di imbottigliamento e naturalmente bisogna acquistare le fascette, chiedere il parere di imbottigliamento, mandare il vino in degustazione e attenderne il responso. Una pletora di attività richieste, fra le quali non è più facile distinguere le molte cose inutili dalle poche utili.”

In una zona vitivinicola come l’Astigiano ed in generale il Monferrato dove è molto diffusa l’attività di piccole e medie aziende agricole che vinificano  e imbottigliano in proprio le loro uve , il problema è ovviamente molto sentito.

Il fatto che la legge della burocrazia sia uguale per tutti si traduce così in una regolarità formale per aziende che operano con logiche industriali, che spalmano i costi della segretaria dedicata su milioni di bottiglie o li recuperano commercializzando prodotti mediocri, mentre diventa la spada di Damocle della costante irregolarità formale, sulla testa dei vignaioli veriprecisa il “Carlin” - Dunque tutte quelle pratiche (quanta ironia in questo nome) non assicurano la regolarità sostanziale di quelle aziende. E cosa ci dicono della sostenibilità umana e ambientale del loro modo di lavorare? Cosa della qualità di quei vini? Se da vent'anni la critica enologica tributa i giusti allori alle produzioni di taglia artigianale, fino ad arrivare ai quasi paradossali vins de garage, siamo dinanzi a un fatto: le bottiglie più premiate e lo stesso prestigio enologico di un Paese vengono da chi ha le maggiori difficoltà a sostenere il peso della burocrazia”.

Difficile anche non dargli ragione quando sostiene che tutti questi lacci e laccioli finiscono per disincentivare tutti quei giovani che potrebbero avvicinarsi a questa attività e che si trovano di fronte subito ad una montagna di  spaventosi adempimenti.

Il potere politico ha l'opportunità di fare questa liberalizzazione e, a mio avviso, ha il dovere di concentrare tutte le funzioni di controllo in un unico organo cui fare riferimento. Sì perché, oggi, gli interlocutori della cantina sono Comune, Provincia, Regione, ASL, ICQ (ex repressione frodi), Camera di Commercio, Valoritalia, senza contare le forze di polizia (che sono comunque quattro, a loro volta). E alcune di queste istituzioni interagiscono con le cantine attraverso uffici diversi, che spesso comunicano assai poco fra loro. Si camminano più i corridoi che le vigne, prendendo a prestito un'espressione di Veronelli”.

Speriamo che le sagge parole del fondatore di Slow Food non cadano nel vuoto.

L’attuale ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania,  è stato un “burocrate” ai massimi livelli non solo nazionali ma nella Ue, quindi conosce bene la materia, c’è da augurarsi che, sia pure nel limitato periodo di tempo che ha davanti, riesca se non altro a mettere mano a qualche misura in grado di snellire procedure ormai davvero anacronistiche.

 

da: http://www.atnews.it/index.php?id=388&tx_ttnews[year]=2012&tx_ttnews[month]=01&tx_ttnews[day]=10&tx_ttnews[tt_news]=490651&tx_ttnews[cat]=413&cHash=23dd4fde696b561a0d7417864170c08a

 

 

Grandi chef all’Alberghiero Giolitti di Mondovì

lunedì 09 gennaio 2012, 10:27

Giovedì 26 gennaio è la volta di Juri Chiotti Chef delle Antiche Contrade di Cuneo

All'Alberghiero continuano le serate dedicate ad alcuni tra i migliori chef che operano sul territorio: dopo Antonio Ietto della "Trattoria Ezzelino" di Mondovì, Daniele Lunghi della Locanda Canevari di Volpedo e Marc Lanteri de "Il baluardo", arriva, il 26 gennaio, Juri Chiotti del ristorante "delle Antiche contrade" di Cuneo.

Chiotti è nato a Rossana nel 1985 e ha maturato significative esperienze con Massimo Camia alla locanda del Borgo antico di Barolo, con Norbert Niederkofler alla Rosa Alpina di San Cassiano Dolomiti e con Giancarlo Morelli dell'Osteria del Pomiroeu di Seregno. Infine nel maggio scorso è approdato come chef all’elegante ristorante delle Antiche Contrade di Cuneo del patron Giorgio Chiesa e della gentile signora Stefania Calandri.

Il giovane chef, che ha ottenuto nei mesi scorsi il prestigioso riconoscimento della riconferma della stella Michelin, è un ex alunno dell'Istituto nella sede associata di Dronero, nonchè ex allievo del Corso IFTS organizzato e gestito dall'IPSSAR, con la collaborazione del CFP Cebano Monregalese, conclusosi nel 2007. 

Ed è proprio nel nome di questa gratificante continuità che la serata sarà anche l'occasione per la consegna degli Attestati di Qualifica del nuovo Corso IFTS "Tecnico Superiore per la ristorazione e la valorizzazione dei prodotti territoriali e della produzioni tipiche", tenutosi nell'anno scolastico 2010/2011 presso il Giolitti di Mondovì, agli allievi che hanno sostenuto l'esame a giugno 2011 con ottimi risultati.  

Chiotti propone una cucina del territorio rivisitata preparata con prodotti dell’eccellenza piemontese ovvero con materie prime di altissima qualità. La cena si terrà nella Sala Belvedere dell’Alberghiero Giolitti di Mondovì alle 20 di giovedì 26 gennaio prossimo. Chi fosse interessato a partecipare alla cena può prenotare al n. 328-2698996 (ore d’ufficio). I posti sono limitatissimi.


da: http://www.targatocn.it/2012/01/09/leggi-notizia/argomenti/monregalese/articolo/grandi-chef-allalberghiero-giolitti-di-mondovi.html

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALSICCIA AL FORMENTINO

 04/01/2012

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

SALSICCIA AL FORMENTINO


Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

Salsiccia sottile , tradizionalmente più magra delle normali salsicce, fresca e priva di conservanti Metodiche d lavorazione
Si utilizzano: spalla disossata, pancette, sale, pepe, chiodi di garofano e cannella, più il Furmentin (Vino bianco secco tipico della zona di produzione del salume). Il vino bianco è messo in ‘infusione’ con aglio, chiodi di garofano e cannella. La carne, tritata e impastata con gli altri ingredienti, è insaccata in budellini di capretto. La salsiccia si consuma fresca.

Zona di produzione
Cossano Belbo

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/61.htm

 

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAMINO DI VACCA o SUSICCIA D’VACCA

22/12/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAMINO DI VACCA o SUSICCIA D’VACCA


Insaccati di carne macinata di bovino adulto generalmente vacche, alla carne magra viene aggiunto, a seconda delle zone di produzione lardo di suino e spezie. Per la Valsesia la traduzione letterale di ‘susiccia’ è ‘salsiccia’, ma si tratta in realtà di salami crudi a pasta fine, preparati con carne di vacca. Sono di norma completamente magri, lunghi 12-15 cm e con un diametro di 4-5 cm. Gli animali utilizzati sono le cosiddette “vacche salamere”, cioè le bovine a fine carriera. Metodiche d lavorazione
La carne è insaccata in budello fine; la legatura è semplice. Il salame a seconda della zona di produzione è più o meno stagionato, talvolta a lungo finché non è completamente duro, per venire poi tagliato in fette sottilissime. In Valsesia è d’uso relativamente recente l’aggiunta di piccole percentuali di pancetta di maiale nell’impasto, per consentire il consumo del salume ancora allo stato morbido.

Zona di produzione
Valsesia (VC) tutti i comuni, Alessandrino (Mandrogne, Litta Parodi, Cascinagrossa, paesi della Fraschetta).

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/60.htm

 

 

 

Gancia impalmata nuova zarina dal magnate russo Tariko

15/12/2011 14:15

VALLIBBT NEWS

newsletter

Dopo oltre 160 anni di gestione familiare e sei generazioni di imprenditori, Casa Gancia azienda leader a livello mondiale nella produzione di spumanti e vermouth (100 dipendenti, 70 milioni di fatturato nel 2010/2011), perde il suo primato cedendo il 70% della produzione alla Russian Standard Corporation, una delle più grandi compagnie russe operanti nel mercato al consumo, leader nella produzione di Vodka di qualità (con vendite in ben 75 Paesi con 19mila addetti, in Russia, new York, Londra e Parigi). Ne fa parte, anche Russian Standard Bank, leader in Russia nel credito al consumo, con oltre 150 filiali e 25 mil ioni di clienti, e Russian Standard Insurance leader nel ramo vita del settore assicurativo.

E’ quanto è stato annunciato, questa mattina, giovedì 16 dicembre, nella sede canellese dell’azienda spumantiera dal presidente avv. Carlo Pavesio e dal fondatore di Russian Standard il magnate russo Roustam Tariko (50 anni, laureato in economia) affiancato dall’amministratore delegato Paolo Fontana, nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato la famiglia Gancia al completo.

E’ stata una “scelta coraggiosa e difficile per la famiglia Vallarino Gancia” ha sottolineato l’avv. Pavesio. “Una scelta di grande rispetto, un progetto ambizioso, dalle aspettative importanti” ha aggiunto Fontana.

Il nuovo presidente della società Tariko - “straordinario imprenditore dalle idee molto chiare” come ha evidenziato Fontana - ha nominato il nuovo c.d.a. in cui, oltre ai rappresentanti di RSC Russian Standard Corporation, fanno parte: Edoardo Vallarino Gancia, Lamberto Vallarino Gancia, Paolo Fontana confermato amministratore delegato, mentre Massimiliano Vallarino Gancia, ricoprirà il ruolo di ambasciatore globale del brand.

La famiglia Vallarino Gancia rimane dunque nell’azienda e con lei “il radicamento sul territorio”, la "continuità dell'eccellenza".

Come ha sottolineato l’avv. Carlo Pavesio: “La presenza della famiglia Vallarino Gancia nel cda e nell’azionariato garantisce la continuità e soprattutto una presenza forte sul territorio e testimonia la capacità della famiglia Vallarino Gancia nel saper interpretare i cambiamenti in un mondo in cui la globalizzazione non ha più confini”.

Per Roustam Tariko “Il nostro investimento è strategico e consentirà di diventare una delle società dominanti nel settore del beverage a livello mondiale. Abbiamo le dimensioni, le infrastrutture, l’esperienza e le risorse finanziarie tali da trasformare Gancia nel marchio leader sia in Russia che a livello globale”. “Gancia e Canelli – ha ggiunto - sono tra i migliori ambasciatori del made in Italy nel mondo. La storia della Casa e la specificità del territorio sono insostituibili a livello internazionale.”

Circa il rischio paventato da alcuni di una delocalizzazione della produzione del marchio Gancia, un "no" deciso è stato pronunciato dallo stesso Tariko. In merito alle voci di licenziamenti, l’amministratore delegato Fontana ha parlato piuttosto di una “riorganizzazione interna che prevederà sia entrate che uscite, in un’ottica però di crescita dell’azienda”.

Tuttavia, non si può escludere che alcuni cambiamenti strutturali a livello organizzativo (tra i quali l’implimentazione di un nuovo sistema informatico) dovrebbero portare però ad un ridimensionamento a livello amministrativo. 

Tariko, la cui ascesa imprenditoriale è stata vertiginosa, da oltre venti anni intrattiene rapporti commerciali con il Piemonte (con le aziende Ferrero, Martini & Rossi, Cinzano, ecc.). Non nasconde che l'inizio del suo business abbia coinciso con la crisi del '98 e confessa apertamente di accarezzare il progetto ambizioso di assicurarsi il 100% delle quote societarie dell'azienda Gancia, coi suoi prodotti di punta (Asti, Moscato d'Asti, Vermouth, Metodo Classico, Pro Secco).

Nel primo pomeriggio Roustam Tariko, insieme all'amministratore delegato Fontana, ha incontrato nella locanda Gancia, vicino alla stazione ferroviaria di S. Stefano Belbo, i cento dipendenti dell'azienda a cui si è presentato ed  ha esposto le sue intenzioni di fondo sulla conduzione della nuova Gancia, insistendo in particolare sul valore del brand (marchio), del territorio, della qualità del prodotto, dei dipendenti, dell'azienda e di tutto l'indotto. 

VALLIBBT NEWS giornale delle Valli Belbo, Bormida e Tanaro (At, Al, Cn) iscritto alla FISC. Direttore: Beppe Brunetto. Tel e fax 0141.822575 - cell. 347.3244300 - P. Iva 01323990059 - Iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato di Asti n. 10732

www.vallibbt.com

 

 

VALLIBBT NEWS: Il rilancio mondiale della Gancia passa attraverso la Russia, con riduzione dell'orga​nico?

13/12/2011

newsletter


Nella mattinata di giovedì 15 dicembre, nella sede canellese dell'azienda vinicola Gancia, tra le etichette più note delle bollicine italiane, avrà luogo una conferenza stampa, annunciata dall'amministratore delegato Paolo Fontana. per illustrare il nuovo accordo commerciale tra l'azienda canellese Gancia e il magnate della vodka e proprietario della Standard Bank in Russia Roustam Tariko, recentemente divenuto il cui più grande azionista della polacca Cedc (che vende già prodotti Gancia).

E Vallibbt News aveva colto, con largo anticipo, i chiari segnali di questa novità.
La produzione Gancia negli ultimi mesi ha suscitato crescente interesse sia sul mercato italiano che su quello estero, soprattutto sul fronte dei 'nuovi ricchi', in particolare verso la gamma dei Metodi Classici e il vermouth Gancia.

Nel mese di ottobre, non sono sfuggite alla curiosità dei canellesi alcune 'incursioni' nel canellese, in elicottero e in Limusin, di personalità russe accolte con tutti gli onori, compreso pranzo tipico ai tartufi nel Club, insieme agli azionisti.

E tra loro è stato notato il magnate Roustam Tariko, che parla bene l’italiano, apprezza la cucina locale ed è assiduo frequentatore della Costa Smeralda. A conferma dell'improvvisa evoluzione della situazione e del maturare dell'accordo, le sempre più frequenti e impegnative riunioni dei revisori dei conti e, a coronamento dell'opera, l'incontro insolito tra tutti i componenti della famiglia Gancia domenica 11 dicembre.

 Ma i vertici Gancia non si sono pronunciati fino a questo momento. Non hanno confermato né smentito la quota societaria del 52% con cui il magnate russo entrerebbe con passo deciso nella società, con un investimento valutato in circa 150 milioni di euro secondo il quotidiano russo “Kommersant”.

Dalla conferenza stampa di dopodomani verranno indicazioni precise sia sulla quantità delle azioni acquistate, sia sull'importo e sulle modalità della transazione, ma anche indicazioni sul nuovo orizzonte della Casa spumantiera che, caratterizzata per tanto tempo da una gestione familiare (sei generazioni), si è progressivamente  orientata verso un allargamento societario e commerciale, come prova anche il progetto per la realizzazione di un residence con 30/40 stanze, nella parte dell’azienda che si affaccia sulla ferrovia e i prossimi lavori del ‘Wine bar Gancia’ che dovrebbero decollare in primavera, con le autorizzazioni del Comune e dell’Asl.

Il che farebbe pensare ad un rilancio esponenziale dell’azienda. Tuttavia desta qualche apprensione la voce, non ufficiale, di ridimensionamento dell'organico di una decina di unità nella prossima primavera (attualmente l'azienda conta un centinaio di dipendenti) e di altrettante unità nel 2013.

Recentemente l'azienda ha ceduto il marchio Conte di Mirafiore al patron di Eataly Oscar Farinetti che lo ha ricondotto nell'ambito  dei Tenimenti di Fontanafredda, da lui rilevati dal Montepaschi di Siena. Anche le tenute agricole dei Vallarino che avevano impegnato la Gancia sul fronte dei vini rossi dal Barolo, alla Barbera all'Albarossa, erano state disinvestite.


Un pezzo di storia che se ne va. Tutto ebbe origine dal capostipite Carlo Gancia che, primo in Italia, mise a punto nel 1851 un sistema di spumantizzazione simile a quello appreso in Francia, nelle cantine dello Champagne. Il successo fu enorme e la Gancia divenne capofila dello  sviluppo industriale spumantiero italiano.


VALLIBBT NEWS giornale delle Valli Belbo, Bormida e Tanaro (At, Al, Cn) iscritto alla FISC. Direttore: Beppe Brunetto. Tel e fax 0141.822575 - cell. 347.3244300 - P. Iva 01323990059 - Iscrizione alla Camera di Commercio Industria Artigianato di Asti n. 10732


da: www.vallibbt.com

 

 

L'olio italiano dalla DOP ai VIP

 14/12/2011

 
 
 

Dalla politica al mondo dello spettacolo, c'è grande interesse per le potenzialità e la tutela dell'oro verde nostrano.

L'olio d'oliva italiano e la sua qualità non interessano più solamente a chef e appassionati gastronomi, ma dalla politica ai vip tutti sembrano interessarsi alle potenzialità e alla tutela di un bene prezioso, di cui l'Italia è uno dei principali produttori con i suoi 6/7 milioni di quintali, seconda in Europa dopo la Spagna. E con l'extravergine italiano che è considerato dagli intenditori tra i migliori al mondo sia per il gusto, sia per le qualità organolettiche.

Oggi, 14 dicembre, per la prima volta al Senato della Repubblica Italiana sarà organizzata, dalla senatrice Colomba Mongiello e con la partecipazione del neoministro per l'agricoltura Mario Catania, una degustazione dal titolo emblematico: "Scova l'intruso", che in un'atmosfera giocosa vuole comunque concentrare l'attenzione sulla necessità di potere e saper distinguere con certezza tra il prodotto di qualità e quello contraffatto. Una questione che rimanda alla polemica degli oli deodorati spacciati per extravergine. Ed infatti parallelamente due senatori, Franco Bruno (Api) e Giovanni Procacci (Pd), hanno presentato una interrogazione al ministero per chiedere di farsi promotore presso l'Unione Europea di un abbassamento dei livelli degli alchilesteri consentiti nell'extravergine.

Ma non è solo la politica a mostrare interesse verso l'olio italiano, visto che capita sempre più spesso che personalità del mondo dello spettacolo si cimentino, spesso anche con successo, nella coltivazione degli ulivi e nella produzione di olio. Un esempio per tutti è quello di Gino Paoli, che nella sua azienda sulle colline metallifere toscane produce un olio che si è tra le altre cose aggiudicato uno degli ambiti premi recentemente assegnati dalla guida agli extravergine del mondo Flos Olei. E subito dopo ha chiarito che l'olio è "una ricchezza che dovrebbe essere ancora più valorizzata e dovrebbe essere più tutelata, come il vino, perché l'olio si può fare bene e male . Quello fatto bene è una ricchezza tale che può essere una grossa chance, anche economica". E intanto dell'oro verde si innamorano anche Francesco De Gregori, che produce in Umbria olio biologico, e Oliviero Toscani, che come al solito per la promozione del suo prodotto non rinuncia a qualche provocazione.

 

da: http://www3.lastampa.it/cucina/sezioni/notizie/news/articolo/lstp/434407/

 

 

L’aglio di Caraglio completamente esaurito fino al prossimo raccolto

 

 dic 10th, 2011

di webmaster

 Il Presidente del Consorzio Tutela, Promozione e Valorizzazione dell’Aj ‘d Caraj–Aglio di Caraglio Lucio Alciati, per la tutela dei consumatori, ha annunciato che il raccolto dell’aj ‘d Caraj, prodotto nella passata annata agraria, è totalmente esaurito. E’ quanto emerso, nel corso della riunione generale dei soci produttori tenutasi lunedì 5 dicembre scorso, in municipio.

Non sarà più possibile quindi acquistare aglio di Caraglio prodotto secondo il rigido disciplinare adottato dal Consorzio stesso e marchiato con logo registrato, presso negozi o mercati, fino al prossimo raccolto che inizierà dal 24 giugno 2012 (festa di S. Giovanni Battista).

 

da: http://www.vallibbt.com/2011/12/10/laglio-di-caraglio-completamente-esaurito-fino-al-prossimo-raccolto/

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAMINI ITALIANI ALLA CACCIATORA

01/12/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAMINI ITALIANI ALLA CACCIATORA


Salami di piccole dimensioni (3 – 4 etti). Spesso tendenzialmente duri, talvolta stagionati fino a tre mesi, spesso allestiti in ‘collane’. Metodiche d lavorazione
La lavorazione comprende l’insaccatura di carne e grasso di maiale tritati. Vi è una certa variabilità da zona a zona per ciò che riguarda la concia, che comprende spesso l’utilizzo di vini tipici o speziature tipiche della zona di produzione.

Zona di produzione
Piemonte.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/59.htm

 

 

 

 

Abbiamo ricevuto: Terra Madre Day A-Z

02/12/2011

Terra Madre Day A-Z

Queridos amigos,

Por ocasião do Terra Madre Day, no próximo dia 10 de dezembro, milhares de pessoas do movimento Slow Food do mundo inteiro estarão comemorando o alimento local nas comunidades, vilarejos, cidades de todo o planeta. De Alexandria, no Egito, a Zapopan, no México, defendendo o vínculo com as raízes locais, que deveria ser fácil como o ABC! Não é tarde para se unir ao dia mundial de festa, para o qual já foram registrados quase 700 eventos...

…um encontro europeu em Amsterdã, na Holanda
…foco no desperdício de alimentos, em Brisbane, Austrália
…apoio aos pequenos produtores orgânicos, em Cidade do Cabo, África do Sul
…uma palestra sobre os OGMs em Dhaka, no Bangladesh
…uma merenda a base de fruta local para as crianças da escola de El Pinar, no Uruguai
…cardápios de inverno km0 nos restaurantes de Figueres, na Espanha
…um jantar a base de peixe e produtos locais em George Town, Ilhas Cayman
…um show de música folk em Huehuetenango, na Guatemala
…biscoitinhos e “quentão” em Innsbruck, na Áustria
…à descoberta da origem do tahine, em Jaffa, Israel
…um festival sobre os alimentos tradicionais, com a participação de 3 tribos em Kitale, no Quênia
…uma seleção de 7 eventos em La Habana, Cuba
…o lançamento de uma horta escolar em Mosta, Malta
…um almoço compartilhado a base de produtos caseiros, em Northland, Nova Zelândia
…uma demonstração dos métodos de pesca tradicionais em Ostuni, na Itália
…um jantar a base de uma sopa preparada pelos alunos de uma escola, segundo uma receita tradicional, em Panamá
…visita a uma comunidade rural em Queretaro, no México
…uma competição culinária para a melhor receita a base de mandioca no Rio De Janeiro, Brasil
…uma aula sobre as técnicas para salvar as sementes, para quem tem hortas em casa, em Salem, nos EUA
…uma oficina do gosto sobre produtos locais em Toulouse, na França
…a festa da colheita e sushi, em Unzen, no Japão
…uma banca do Slow Food no mercado da cidade em Viejo San Juan, Porto Rico
…um encontro de produtores e cozinheiros do Terra Madre em Wolfville, no Canadá
…um intercâmbio agricultores-estudantes em OaXaca, México
…contos envolvendo os alimentos tradicionais em Yogyakarta, na Indonésia
…e oficinas do gosto e visitas aos produtores em Zanica, na Itália

Encontre um evento na sua região, ou cadastre o seu no website do Terra Madre Day, e participe da celebração internacional.

A equipe Slow Food
www.slowfood.com/terramadreday
www.facebook.com/slowfoodinternational

 

 

S.Paulo - Evento Terra Madre Day, Ecogastromotiva: uma gastronomia sustentável

 

Ecogastromotiva: uma gastronomia sustentável


Convivium: Gastromotiva


7 Decembre 2011

SÃO PAULO, Brazil

Palestra para universitários da Universidade Cruzeiro do Sul (Unicsul), campus Anália Franco, sobre Ecogastronomia. Assuntos a serem abordados: conceito de alimento bom, limpo e justo; pequenos produtores de São Paulo e estratégias de sustentabilidade em Gastronomia.


Coordinatore: Katiuscia Farias de Vasconcelos
Contatto:
katiusciafarias@gmail.com


Luogo del tuo evento Terra Madre Day: Universidade Cruzeiro do Sul (Unicsul)
Av. Regente Feijó, 1.295 - São Paulo/SP
SÃO PAULO
Brazil

 

 

Luca Ferrua: L'agnolotto perfetto si nasconde nel tovagliolo

 

27/11/2011 -

L'agnolotto perfetto si nasconde nel tovagliolo

 

Del plin si è detto quasi tutto. Ma per andare alla ricerca del sapore assoluto bisogna assaggiarlo senza sugo delicatamente appoggiato su un panno.

Luca Ferrua

Mangiare un agnolotto al plin è un classico per chiunque si avvicini alla cucina piemontese. Anzi un assaggio obbligato secondo guide, esperti e cantori della buona tavola subalpina. Per capire il «plin» in tutto il suo sapore bisogna però gustarlo «al tovagliolo»: non al burro, né al sugo ma nella semplicità di un telo di cotone o di lino. La massima concessione che si può fare alla fantasia dello chef è la cottura: non in acquama in brodo.

Venendo da un mondo dove mio nonno sosteneva che la «morte» del plin era con il vino e mia nonna invece me li faceva assaggiare crudi ho trovato nel tovagliolo una meravigliosa sintesi di sapore, tradizione e golosità. Consiglio di mangiarli con le mani e di bere vino soltanto dopo averli consumati a uno a uno. Farli in casa non è difficile e trovarli buoni in città è abbastanza facile, ma se volete completare il rito prendete l’auto e dirigetevi verso le Langhe, il Roero o anche il Canavese, meglio se c’è nebbia e nell’aria si sente il profumo della legna che arde nelle stufe. Il piacere sarà perfetto.

 

da: http://www3.lastampa.it/cucina/sezioni/reportage/tre-chef-in-tavola/articolo/lstp/431970/

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAMI AROMATIZZATI DEL PIEMONTE (Muletta monferrina, S. del Monferrato, S. della Val Borbera, al barolo, al tartufo, della Val Curone, della Rosa)

 30/11/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAMI AROMATIZZATI DEL PIEMONTE (Muletta monferrina, S. del Monferrato, S. della Val Borbera, al barolo, al tartufo, della Val Curone, della Rosa)

In Piemonte vi è una fiorente tradizione relativa alla produzione di salami suini. Essi si presentano generalmente con le classiche caratteristiche del prodotto, cioè insaccato e legato con spago, con dimensioni differenti anche a seconda del budello utilizzato per la produzione. Diverse sono anche le caratteristiche relative alla proporzione di tagli magri e grassi utilizzati ed alla dimensione della macinatura della pasta (fine, grossa).
Un discorso particolare riguarda la “concia”, infatti ogni zona produce salami utilizzando generalmente i vini tipici del luogo e diverse proporzioni di aromi e spezie, spesso caratteristiche del luogo per produzione o per tipologia di gusto consolidato nel tempo; molto spesso viene utilizzato anche aglio, tartufo o altri aromatizzanti che conferiscono al prodotto note caratteristiche tipiche del luogo di produzione.

Metodiche di lavorazione
Le metodiche di lavorazione sono quelle tipiche della produzione salumiera del Nord Italia che comprendono fasi di:
Disossatura e pesatura dei tagli di carne suina – macinazione dei tagli magri e grassi a diversi livelli di grana, additivazione e impasto con concia, insaccatura, asciugamento e stagionatura effettuata con modalità diverse e con tempistiche diverse varibili da zona a zona.

Zona di produzione
I salami sono prodotti in tutte le zone del Piemonte con modalità differenti da zona a zona.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/58.htm

 

 

Anteprima Moscato d’Asti d.o.c.g. & Asti d.o.c.g. 2011 a Mango

nov 8th, 2011

di webmaster.

A Mango, nel Castello dei Busca, sede dell’Enoteca Regionale «Colline del Moscato», dall’1 all’ 8 dicembre, si svolgerà l’“Anteprima Moscato d’Asti d.o.c.g. & Asti d.o.c.g. 2011”, evento dell’anno che ritorna, con la terza edizione, nei primi giorni di dicembre, offrendo un programma nuovo ed intenso che ruota intorno alla presentazione di due grandi vini dell’ultima vendemmia: il Moscato d’Asti docg e l’Asti docg.

Giovedì 1 dicembre 2011: apertura dei lavori e cena di benvenuto
L’apertura della manifestazione è prevista per le ore 19 con il saluto ai giornalisti invitati e l’intervento delle autorità che saranno ospiti alla Cena di Benvenuto.

Venerdì 2 dicembre 2011: “Moscato wine tasting”
La giornata sarà interamente dedicata alla degustazione tecnica da parte dei giornalisti, impegnati con gli assaggi di tutti i Moscato d’Asti D.O.C.G. ed Asti D.O.C.G. dei produttori del territorio partecipanti all’evento.
Il Wine Tasting svelerà piacevolmente i caratteri dell’ultima vendemmia.

Da sabato 3 a giovedi 8 dicembre 2011: banco d’assaggio
I saloni dell’Enoteca aprono le porte per la degustazione aperta al pubblico della nuova annata del Moscato d’Asti d.o.c.g. e dell’Asti d.o.c.g. delle aziende partecipanti all’evento, che continuerà fino a giovedì 8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione.

 

da: http://www.vallibbt.com/2011/11/08/anteprima-moscato-d%e2%80%99asti-d-o-c-g-asti-d-o-c-g-2011-a-mango/

 

 

Anteprima della Barbera d’Asti docg 2011, a San Damiano

 

nov 23rd, 2011

di webmaster

Importante primo appuntamento per la Barbera d’Asti 2011.


Nel momento più importante per l’affinamento dei vini nelle cantine, Coldiretti Asti propone, giovedì 24 novembre, alle ore 17, nella Cantina “Terre dei Santi” a San Damiano d’Asti, l’Anteprima della Barbera, il meeting di degustazioni della Barbera d’Asti docg annata 2011, molto atteso in particolare dai tecnici, dai vignaioli, dagli operatori del settore e dai giornalisti.

Anche quest’anno con l’“anteprima” si potranno raccogliere le indicazioni utili per una analisi approfondita della nuova produzione vinicola in un’ottica di costante crescita qualitativa media, che rimane fondamentale per l’economia e l’immagine vitivinicola dell’importante vino piemontese.

L’iniziativa coinvolge anche il Centro Studi Vini del Piemonte con sede a San Damiano d’Asti che metterà a disposizione centinaia di analisi realizzate sia sulle uve che sui vini.
I vini presi in considerazione per l’”Anteprima” riguarderanno, a campione, tutto il territorio provinciale e potranno essere messi a confronto con l’esperienza ormai decennale maturata nelle edizioni precedenti dell’iniziativa di Coldiretti.

L’incontro-degustazione sarà condotto, come negli anni precedenti, dal Prof. Vincenzo Gerbi del Di.Va.P.R.A. Industrie Agrarie Università di Torino, tra i maggiori esperti di viticoltura ed enologia a livello nazionale. 
L’Anteprima Barbera d’Asti è la prima analisi pubblica delle caratteristiche e potenzialità del vino annata 2011 ancora  in piena fase evolutiva.

Come nei precedenti appuntamenti, i campioni dei vini, rigorosamente proposti anonimi, ovvero senza indicare il produttore, ma con la sola zona di provenienza, riguarderanno in pratica tutte le aree di produzione della Barbera in provincia di Asti.
Questo aspetto fornirà altri utilissimi strumenti agli esperti assaggiatori, per valutare in anticipo e con maggiori dati di riferimento, l’andamento medio dell’ultima vendemmia sul piano qualitativo e fare i primi raffronti tra le varie zone di produzione.

 

da: http://www.vallibbt.com/2011/11/23/anteprima-della-barbera-dasti-docg-2011/

 

 

S.Paulo - Evento Terra Madre Day, Ecogastromotiva: uma gastronomia sustentável

 

Ecogastromotiva: uma gastronomia sustentável


Convivium: Gastromotiva


7 Decembre 2011

SÃO PAULO, Brazil

Palestra para universitários da Universidade Cruzeiro do Sul (Unicsul), campus Anália Franco, sobre Ecogastronomia. Assuntos a serem abordados: conceito de alimento bom, limpo e justo; pequenos produtores de São Paulo e estratégias de sustentabilidade em Gastronomia.


Coordinatore: Katiuscia Farias de Vasconcelos
Contatto: 
katiusciafarias@gmail.com


Luogo del tuo evento Terra Madre Day: Universidade Cruzeiro do Sul (Unicsul)
Av. Regente Feijó, 1.295 - São Paulo/SP
SÃO PAULO
Brazil

All’orizzonte della Gancia anche un magnate russo

 

nov 21st, 2011

di webmaster.

Se ne parla da qualche tempo nei bar, sotto il platano, in piazza…
E’ un momento di grazia per la produzione Gancia che ha conseguito traguardi eccellenti, soprattutto nei metodi classici. Top della gamma il 60 Mesi Riserva  Alta Langa Doc 2005 (fiore all’occhiello della gamma, segnalato come miglior Alta Langa dell’anno 2010, secondo la guida Vini d’Italia  dell’Espresso) e il 36 Mesi Alta Langa Doc 2007 che hanno ricevuto importanti riconoscimenti.

Quest’anno, l’Oscar della Douja d’Or è stato assegnato, unico spumante, al 36 Mesi Alta Langa Doc, il prodotto che si dedica alla valorizzazione dei prodotti provenienti da una precisa area produttiva di alta collina.
Incontra molto favore anche la gamma dei Metodi Classici Gancia: 18 Mesi Metodo Classico, 18 Mesi Rosè Metodo Classico brut, 24 Mesi Asti Docg Metodo Classico Millesimato – unico Asti docg a metodo classico sul mercato – 36 Mesi Alta Langa Doc Metodo Classico brut e 60 Mesi Riserva Alta Langa Doc Metodo Classico Brut.

Questi prodotti stanno suscitando interesse crescente sia sul mercato italiano che su quello estero, soprattutto dal fronte dei ‘nuovi ricchi’.
Nel mese di ottobre, non sono sfuggite alcune ‘incursioni’ in elicottero a S. Stefano Belbo e in Limusin direttamente a Canelli, di personalità russe accolte con gli onori del caso, compreso il pranzo ai tartufi, insieme  agli azionisti, nel Club e successiva visita alla collina di Sant’Antonio, la più bella del Monferrato.

Tra loro è stato riconosciuto un magnate della vodka e proprietario della Standard Bank in Russia che parla benissimo l’italiano, ospite fisso della Costa Smeralda, dove possiede una villa berlusconiana.
Dal prossimo gennaio, – si dice – sarà l’importatore numero uno del Vermout Gancia in Russia, altri lo additano addirittura come  potenziale socio dell’azienda.

E non sono sfuggite le frequenti e impegnative riunioni dei revisori dei conti che si sono susseguite recentemente.
A quanto pare, in primavera, non appena arriveranno le autorizzazioni del Comune  e dell’Asl, dovrebbero iniziare i lavori del ‘Wine bar Gancia’, con apertura prospiciente corso Libertà.
Si parla anche di un progetto per la realizzazione di un residence con 30/40 stanze, nella parte dell’azienda che si affaccia sulla ferrovia.

Voci rassicuranti, insomma.
Tutto fa pensare ad un ulteriore rilancio dell’azienda protesa ad adeguarsi continuamente ai cambiamenti e al recupero delle grandi professionalità che, comunque, hanno avuto e potrebbero riavere un ruolo importante nella fortuna Gancia.

 

da: http://www.vallibbt.com/2011/11/21/allorizzonte-della-gancia-anche-un-magnate-russo/

 

 

Degustazioni a Cervere (CN): protagonista il porro

 

lunedì 21 novembre 2011, 11:32

 

 

Il "Pala porro"

L'accostamento di prodotti tipici della provincia di Cuneo ad altri della vicina Provenza ha vissuto, domenica 20 novembre, un'ulteriore, importante parentesi di visibilità in occasione della “Fiera del porro” di Cervere, dopo l'esordio nel capoluogo provinciale, in concomitanza con la Fiera del marrone.

Nell'ambito del progetto Alcotra “Viaggio tra i prodotti”, due degustazioni guidate si sono svolte, grazie al supporto organizzativo della Camera di commercio, presso la sala gastronomica “La Boccio”, con un assortimento di voci legate a rappresentare la provincia Granda e Digne les Bains, al di là delle Alpi.

Alla quarantina di intervenuti, suddivisi in due gruppi, sono stati presentati all'assaggio, con commento del prof. Marco Rissone, in collaborazione con Onaf e Onav, le organizzazioni nazionali di assaggiatori di formaggio e di vino, la focaccia  di porro di Cervere con salsiccia cruda di vitello, porri crudi conditi con olio vergine d'oliva biologico di Alta Provenza, nostrale d'Alpe con miele biologico di lavanda sempre proveniente dall'arrière pays francese, gnocchi di patate di Entracque, quaquare di Genola con cioccolato fondente caldo. Il tutto innaffiato da Barbera d'Alba, Barbaresco 2007, Birra artigianale e Barolo chinato.

La ricerca  di nuove armonie tra ciò che viene prodotto di qua e di là dalle montagne - è il commento del presidente camerale Ferruccio Dardanello - fa parte di un progetto comunitario che mira alla riscoperta e valorizzazione, oltre che al rilancio di prodotti locali, forti di una lunga tradizione, altamente tipicizzati, capaci di riportare in auge sapori che l'omologazione alimentare di oggi sembra spesso ignorare”.

Condizioni climatiche e contesto ambientale simili hanno consentito, nel tempo, a Cuneesi ed abitanti dell'Alta Provenza, di  individuare specialità, espressione di un territorio variegato, capace ancora oggi di stupire. Nella degustazione, la Granda ha puntato su ortaggi cosiddetti poveri, quali patate, carote e porri e sui dolci di borgata, cotti nel forno comune, mentre i francesi hanno optato per formaggio d'altura, miele ed olio. Ne è nato un apprezzabile insieme di gusti e profumi, dimentico di antichi confini.

Soddisfazione da parte del consorzio per la valorizzazione e tutela del Porro Cervere per l’iniziativa che si è svolta in terra cerverese: “Abbiamo apprezzato questa iniziativa della Camera di commercio di Cuneo - sottolinea il presidente dell’omonimo Consorzio, Giorgio Bergesio - che permette l’abbinamento in degustazione di prodotti importanti dei nostri produttori. Il porro è un ortaggio duttile, abbinabile a numerosi piatti; siamo consapevoli che la promozione volta al consumatore finale può farne aumentare la coltura.”

da: http://www.targatocn.it/2011/11/21/leggi-notizia/argomenti/fossanese/articolo/degustazioni-a-cervere-protagonista-il-porro.html

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: "SALAMET" O SALAMETTO CASALINGO

19/11/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n. 46-5823


Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

"SALAMET" O SALAMETTO CASALINGO

 


Il Salametto Casalingo è un insaccato a base di carne suina piemontese di prima scelta (Coscia disossata, culatello) e grasso duro di prima categoria (Grasso di pancetta), con l'aggiunta di sale, pepe, vino rosso e aglio.
Ha una lunghezza di circa 16- 18 centimetri ed un diametro di 3 - 4 centimetri. Caratteristico è il consumo fresco dopo una stagionatura che va dai 10 ai 15 giorni.

Metodiche di lavorazione
La preparazione avviene raffreddando notevolmente la carne in modo da garantire una grana compatta prima di procedere ad altre fasi di lavorazione. Alla carne macinata si aggiungono gli altri ingredienti e si insacca il tutto in budella torte di bovino. La stagionatura di questo prodotto è piuttosto breve, in quanto non sono presenti alcun tipo di farine o caseinati e quindi il salame tende ad indurirsi molto velocemente.

Zona di produzione
Provincia di Biella

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/57.htm

 

 

 

 

Fiera di San Martino e del tartufo, la riscoperta di odori e colori antichi

nov 14th, 2011

di webmaster.

 Dopo i troppi, lunghi, giorni di piogge e frane, il sole è tornato a risplendere, e non solo a Canelli. Protagonista tanta gente che, domenica 13 novembre, sfidando il freddo delle prime ore, ha serenamente invaso tutta la città, fino a notte inoltrata. Tanta, tanta gente (le auto erano parcheggiate addirittura nei prati dopo il cimitero e alla Dota) come, da anni, non si vedeva in occasione della Fiera di San Martino e del Tartufo.

Tanti banchetti di genere alimentare (60) e numerose  bancarelle (150), ben sistemati e con libero accesso ai negozi, si distribuivano da piazza della Stazione alla sede Iat di via G.B. Giuliani, all’ex mulino di via Roma. 

Ben distribuite e riuscite le iniziative nell’ampio e ben allestito spazio della ditta Gancia con il Concorso  dei tartufi (4,5 Kg presentati da trifolao, commercianti  e ristoratori), l’asta (alla sua 25^ edizione, curata dalla Pro Loco di Canelli), l’esposizione dei tartufi in concorso, l’asta del tartufo dolce, la mostra dei quadri in vendita (in ricordo di Devis Marenco e per le necessità dei Vigili del Fuoco di Canelli), i disegni  del concorso “La tua fiera” dei bambini…

Alla riuscita della manifestazione notevole è stato il contributo delle associazioni di volontariato: in piazza Stazione, la Pro Loco Antico borgo Villanuova ha servito più di 400/500 porzioni di ottima ‘trippa’; Spil  ha servito 200 porzioni di polenta e salsiccia, 200 ‘friciule’ con lardo, il tutto accompagnato da buon vino; in piazza Gancia, la Pro loco città di

Canelli ha sfornato innumerevoli teglie della sua ben nota ed apprezzata farinata; l’associazione “Dal fuso in poi” (in corso Libertà) ha gestito un po’ tutta la partecipazione dei bambini e i manufatti scolastici; la Fidas, in piazza Cavour, ha curato l’operazione albero di Natale dei trentini con il coinvolgimento del volontariato canellese

 

da: http://www.vallibbt.com/2011/11/14/fiera-di-san-martino-e-del-tartufo-la-riscoperta-di-odori-e-colori-antichi/

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE : SALAME o SALAMINO DI CAPRA o SUSICCIA D’CRAVA

 16/11/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n. 46-5823


Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME o SALAMINO DI CAPRA o SUSICCIA D’CRAVA


E’ un salame più o meno duro a seconda della stagionatura. La produzione avviene in generalmente in primavera ed in autunno.

Metodiche di lavorazione
Viene descritta la modalità di produzione utilizzata nel Canavese, in altre zone le modalità di produzione sono comunque simili.
La lavorazione prevede diverse fasi: la scelta della carne; l’impasto dei vari ingredienti (50% circa di carne di capra ben sgrassata, carne di maiale, lardo o pancetta, carne di bovino); la macinazione e l’insacco a formare salami di 15-20 cm legati in file. La successiva fase di stagionatura comprende:
- Il riscaldamento – asciugatura in una particolare cella chiamata nel canavese “paiola” (dal patois paiulà), in cui viene mantenuta una temperatura intorno ai 20 °C e un’umidità del 65% circa. Questa fase dura una settimana circa e ogni giorno i valori di umidità e temperatura sopra indicati variano (2 °C in meno e 2 punti percentuali di umidità in più ogni giorno). Questa fase non è sempre presente.
- La stagionatura vera e propria, dura mediamente dai 20 ai 30 giorni, e avviene in celle o cantine a temperatura costante di 10-12 °C e con un’umidità relativa del 70-80 %. Può anche essere consumato fresco, dopo 15 giorni.
Il procedimento di lavorazione, stagionatura e conservazione non ha subito mutamenti con il passare del tempo; l’unico intervento è di carattere strutturale e legato ai locali delle salumerie che sono stati adeguati alle disposizioni sanitarie in materia di lavorazione della carne.
In Valsesia La carne è insaccata in budello fine; la legatura è semplice. Il salame è stagionato a lungo finché non è completamente duro, per venire poi tagliato in fette sottilissime. E’ d’uso relativamente recente l’aggiunta di piccole percentuali di pancetta di maiale nell’impasto, per consentire il consumo del salume ancora allo stato morbido.



Zona di produzione
Il prodotto è diffuso in tutto l’arco alpino piemontese e nelle vallate alpine specialmente nella Comunità Montana Valli di Lanzo nel Canavese, nel Verbano Cusio Ossola e nelle zone della Valsesia.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/56.htm 

 

 

Giuliano Adaglio: Anforchettabol, dietro le quinte degli chef

 

Anforchettabol, dietro le quinte degli chef

Scritto da Giuliano Adaglio | Pubblicato: 16/11/2011

Simone Rugiati Lo chef Simone Rugiati  

I piatti preferiti di dodici grandi chef, i sapori gli hanno “cambiato la vita” prima che entrassero a far parte del firmamento della grande cucina internazionale. Li ha raccolti in un volume Antonio Marchello, cuoco di origine torinese oggi di base a Milano, dove alterna l’attività di personal chef a quella di formatore in azienda.

Il libro – che ha per titolo un simpatico gioco di parole, “Anforchettabol, alla ricerca del piatto perduto: Gli Chef” – sarà presentato giovedì 17 novembre alle 18,30 presso lo spazio Fnac del centro commerciale “Le Gru” di Grugliasco (via Crea 10).  Ad accompagnare Antonio Marchello nella presentazione ci sarà Luca Montersino, pasticcere di origini piemontesi noto al grande pubblico per la partecipazione al programma “La prova del cuoco”.

All’interno del volume (Trenta Editore, 208 pagine, 22 euro) trovano spazio le memorie di alcuni dei più famosi chef del panorama nazionale, da Carlo Cracco a Davide Oldani, raccolte in una serie di interviste che svelano il loro lato più intimo e personale. Il libro è corredato dalle fotografie di Monica Placanica, che ha ritratto i cuochi in una serie di scatti informali, in aderenza con lo stile confidenziale dei racconti.

“Anforchettabol” non è un libro di ricette, quanto piuttosto un viaggio letterario nei ricordi: il primo di una serie di volumi tematici in cui Marchello darà voce alla memoria di personaggi dello spettacolo e della cultura. Perché il detto “dimmi quello che mangi e ti dirò chi sei” è più vero e attuale che mai.

 

da: http://futura.unito.it/blog/2011/11/16/anforchettabol-i-piatti-preferiti-degli-chef/#more-14497

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME D’OCA o CON OCA (GRATON D’OCA)

15/11/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME D’OCA o CON OCA (GRATON D’OCA)


Si presenta con il colore e la grana di un salame cotto, di colore tendenzialmente chiaro. Si tratta di un impasto formato per circa un terzo da carne d’oca, un terzo da carne magra di maiale ed un terzo da grasso e pancetta.
Nell’impasto vengono aggiunti sale, pepe ed aromi. Questo salame differisce dal salame d’oca ECUMENICO, che viene o veniva prodotto in Lomellina (Lombardia) solo con carne di oca e senza grasso di maiale. Tale prodotto era infatti destinato agli ebrei che non consumano il maiale per motivi religiosi. Metodiche d lavorazione
L’impasto veniva insaccato nel collo d’oca (salame allungato) o nella pelle del petto cucita su di un lato per formare un sacco che contenga l’impasto.
Questo “salame” veniva poi cotto in acqua bollente; attualmente viene cotto in forni a vapore e poi stagionato.

 

Zona di produzione
Novarese e Vercellese

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/02.htm

 

 

Negato l’ingresso di Asti nei 52 Comuni del Moscato

 

nov 11th, 2011

di webmaster.

Venerdì mattina 11 novembre, al teatro Balbo di Canelli, un’assemblea di oltre quattrocento persone, coltivatori di uva Moscato, in gran parte giovani e competenti produttori, ha dimostrato di saper esprimere chiaramente e senza trascendere le proprie idee.

L’assemblea, fortemente voluta e abilmente gestita dall’assessore regionale Claudio Sacchetto, ancora una volta, ha affrontato il caso dell’immissione del territorio di Asti, fra gli altri 52 Comuni del Moscato d’Asti docg.
Dopo i saluti del sindaco Marco Gabusi, il presidente del Consorzio Paolo Ricagno, chiede che l’assemblea accetti l’ingresso del territorio di Asti nell’area del Moscato d’Asti, anche per evitare il danno che ne potrebbe derivare alla denominazione stessa da parte di un eventuale ricorso a Bruxelles. Ricagno si è detto disponibile a chiedere alla Regione la sospensione delle iscrizioni fino a marzo – giugno».

Giovanni Satragno, premesso che i produttori non sono “né oltranzisti, né separatisti”, e quindi sono «disponibili a cambiare e far entrare Asti nei Comuni del Moscato d’Asti, ma non con questo sistema. Aprire ad Asti potrebbe aprire una breccia pericolosa che, a macchia d’olio, aprirebbe agli altri numerosi Comuni che già si stanno facendo avanti». Sulla questione dei diritti di reimpianto ha concluso che «non si tratta di una questione solo economica, ma soprattutto di giustizia. Oggi il terreno da Moscato è quotato anche 5 euro al mq. Il tutto dovrebbe finire a chi produce. Non è giusto finisca, gratis, a qualcuno».

Il brevissimo e storico intervento di Vittorio Gancia ha praticamente chiuso ogni discussione. Richiamandosi “all’errore” del nonno Camillo che, nel 1905, cancellò il nome ‘Moscato – Champagne’ sostituendolo con ‘Spumante Asti’, ha avanzato la concreta quanto provocatoria proposta che «qualora si dovesse cambiare denominazione, l’unica soluzione è quella di ritornare a chiamarlo, almeno per qualche anno, ‘Moscato Asti docg Canelli’, poi i consumatori si abitueranno e ‘Asti’ si potrà tranquillamente cancellare». Gli applausi non finiscono più.

Soave della Coldiretti e Ricagni della Cia hanno fatto fronte comune negando l’apertura ad Asti o a nuovi concessioni di impianto.
La Confagricoltura, in caso di parere negativo della filiera (unanime ed evidente), farà sua la posizione dei produttori.
Per il vicesindaco di Asti, Sergio Ebarnabo, un’area più ampia e dagli interessi omogenei sarebbe vantaggiosa per tutto il comparto.

Tra i giovani, in evidenza l’intervento di Ignazio Giovine, che, a nome della ‘Muscatellum’ (l’associazione, nata 10 anni fa a Canelli, conta settanta imbottigliatori agricoli, e non, di Moscato d’Asti) ha sottolineato come il senso di responsabilità richiesto alla parte agricola andrebbe ribaltato a chi blocca il percorso di approvazione del nuovo disciplinare. E poi, perché non discutere dell’inserimento di Asti dopo l’approvazione definitiva del disciplinare?».
Il sindaco di S. Stefano Belbo, Luigi Icardi, riferisce che non sono pochi i produttori, soprattutto anziani, che stanno vendendo il terreno con diritto di reimpianto a 4/5 euro al mq, con la possibilità di smottamento idrogeologico. Quindi più che ampliare conviene tutelare il territorio, soprattutto quello dei surì.

Da non sottovalutare l’intervento, per nulla fuori posto, di Luciano Manzo che, rifacendosi ad Antoine Exupèry, ha invitato tutti a riflettere sul fatto che “Tutti i grandi della terra sono stati bambini”.
L’assemblea si è conclusa con l’assicurazione di Sacchetto, per cui “la Regione prenderà atto della volontà sovrana dei produttori e opererà di conseguenza”.

da: http://www.vallibbt.com/2011/11/11/negato-l%e2%80%99ingresso-di-asti-nei-52-comuni-del-moscato/

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME D’LA DOJA

09/11/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

SALAME D’LA DOJA

Salam d'la duja

Si tratta di salami di puro suino. Gli ingredienti sono: spalle e pancetta, triti di banco, sale, pepe, spezie e vino (generalmente rosso e Barbera); solitamente viene messo un po’ di aglio. Generalmente l’impasto è un po’ più tenero rispetto ai normali salami. La pezzatura è di ca. 200 g. Metodiche d lavorazione
I salami vengono insaccati in budello naturale ed asciugati circa 15 gg in celle di stagionatura. Una volta venivano asciugati per 30 giorni circa in cantine con braceri. Vengono poi immersi nello strutto di maiale contenuto in un recipiente di terracotta e lì vengono conservati per poter essere consumati in estate.



Zona di produzione
Novarese, Vercellese, Biellese, ma diffuso anche in altre zone del Piemonte.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/54.htm

 



CSI-Piemonte e Museo del Gusto di Frossasco: Tecnologie protagoniste

 

Sabato 12 novembre: tecnologie protagoniste 

 

logoCome può la tecnologia essere al servizio del “gusto”? Come può l’informatica essere al fianco dei produttori? Quali sono le sfide del futuro per il binomio “innovazione – enogastronomia”?
Da queste semplici domande è nata la collaborazione tra CSI-Piemonte e il Museo del Gusto di Frossasco. SABATO 12 NOVEMBRE, alle ore 10,45, nella bella cornice del Museo del Gusto di Frossasco, in via Principe Amedeo 42/A, il Direttore del CSI-Piemonte, Stefano De Capitani, e il Presidente del Museo del Gusto, Franco Cuccolo, sottoscriveranno un accordo di collaborazione che si pone l’obiettivo di sviluppare nuove attività nel settore agroalimentare, oltre che di mettere in rete esperienze e competenze e condividere possibili modelli di sviluppo per il futuro.
Inoltre, sabato 12 novembre sarà interamente dedicata ai dipendenti del CSI-Piemonte al Museo del Gusto di Frossasco. Un’iniziativa promossa dal Museo, in occasione della firma dell’accordo di collaborazione tra Museo e CSI-Piemonte.

 

da: http://www.museodelgusto.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1108

 

 

Terra Madre Day 2011: uma vídeo-mensagem de Carlo Petrini fundador do Slow Food

 

Terra Madre Day 2011: uma vídeo-mensagem de Carlo Petrini

Carlo Petrini e Giovanni Manassero (Presidente dell'Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile) nel 2010 a San Paolo

“O Terra Madre Day é tudo isto: sentir-se unidos num destino comum, no mesmo dia, em todos os cantos do planeta.”

O fundador do Slow Food, Carlo Petrini, parabeniza toda a rede Slow Food, em pleno efervescer dos preparativos do Terra Madre Day. Assista ao vídeo completo, de três minutos de duração, no site do Slow Food.

Que se trate de um eat-in, da apresentação de um filme, de um jantar, ou qualquer outra atividade já cadastrada, o Terra Madre Day é uma festa, um dia durante o qual se celebra o alimento local, promovendo a filosofia do bom, limpo e justo, todos juntos com alegria!

Se você também deseja organizar um evento por ocasião do Terra Madre Day, é o momento melhor para cadastrá-lo: todos os eventos inscritos até o dia 10 de novembro receberão uma bandeira do Terra Madre Day e uma do Slow Food, que poderão ser utilizadas o ano todo. Visite o site do Terra Madre Day e cadastre seu evento, una-se, para comemorar comendo local!

A equipe do Slow Food
tmday@slowfood.com

www.slowfood.com/terramadreday

Carlo Petrini

Carlo Petrini (born 22 June 1949), born in the province of Cuneo in the commune of Bra in Italy, is the founder of the International Slow Food Movement. He first came to prominence in the 1980s for taking part in a campaign against the fast food chain McDonald's opening near the Spanish Steps in Rome.

In 1977, Petrini began contributing culinary articles to communist daily newspapers il manifesto and l'Unità.[1] He is an editor of multiple publications at the publishing house Slow Food Editore. He has written weekly columns for La Stampa and is currently a regular journalist on La Repubblica. In October 2004, he founded the University of Gastronomic Sciences, a school intended to bridge the gap between agriculture and gastronomy. He was chosen as one of Time magazine's heroes of the year.

da: http://en.wikipedia.org/wiki/Carlo_Petrini

 

 

Con Vinissage 2011 il binomio vincente di vino biologico e tartufo

 

 nov 5th, 2011

 

di webmaster.

Vino biologico e tartufo, la coppia più gustosa e profumata del momento, sarà protagonista ad Asti, al Palazzo del Collegio (edificio storico, recentemente restaurato) in via Goltieri angolo c.so Alfieri, da sabato 19 a domenica 20 novembre, in occasione di una due giorni di eventi legati a Vinissage, il salone dei vini biologici e delle bio-eccellenze giunto alla sesta edizione e organizzato dal Comune di Asti, che si svolge in concomitanza con la grande fiera che la città di Alfieri dedica al tartufo bianco.  .

Dice il Sindaco Giorgio Galvagno: «Vinissage completa e arricchisce l’offerta enoturistica di Asti, che si conferma come una delle capitali mondiali dell’enologia. Questa manifestazione è un prezioso cammeo nel panorama dei grandi gioielli enologici del Piemonte e d’Italia»

Per l’assessore comunale a Turismo e Manifestazioni, Piero Mora: «Vinissage rilancia il messaggio del rispetto della natura e dei suoi cicli, nel segno di un forte legame con il  territorio ed in armonia con l’ambiente. Ci rivolgiamo a coloro che prediligono i vini bio, ma non solo a loro, naturalmente. Puntiamo ai turisti del vino, una schiera sempre più numerosa ed interessata. Troveranno una città vivace ed aperta, un territorio incontaminato con le colline e le vigne candidate a diventare patrimonio mondiale  dell’Unesco. Per Asti, che a settembre ha ospitato l’Assemblea autunnale delle Città del Vino con cento sindaci da tutt’Italia, un’altra occasione per inserirsi in un circuito nazionale, con ricadute significative anche dal punto di vista economico».

 

da: http://www.vallibbt.com/2011/11/05/vinissage-2011-vino-biologico-e-tartufo-un-binomio-vincente/

 

 

Terra Madre Day 2011: e você, como festejará?

 

28/10/2011

 

Mil Hortas na África.

No ano passado, o Terra Madre Day viajou através de 120 países, passando por um festival de alimentos espontâneos nas florestas verdes de Java, na Indonésia, por laboratórios de cozinha tradicional nos vilarejos palestinos, por um banquete preparado com energia solar em Costa Rica e por um Eat-In (espécie de Pique-Nique) em Kings Cross, em Londres.

Mas o melhor local onde estar neste próximo 10 de dezembro será na sua comunidade...tanto em um evento simples como complexo, grande ou pequeno, como você quiser.

Para preparar a sua festa, visite o site do
Terra Madre Day e faça o download do guia de informações para os organizadores e assim descobrir mais e inspirar-se com atividades das edições precedentes.

Registre o seu evento no site até o dia 10 de novembro e enviaremos a você a bandeira do Terra Madre Day, junto com uma bandeira do Slow Food. Recorde-se de dar uma olhada no kit para os organizadores, que terá a logomarca do Terra Madre e outros elementos gráficos que poderão ser expostos e utilizados para a promoção em nível local.

Esperamos novidades de vocês, a equipe do Slow Food.

tmday@slowfood.com
www.slowfood.com/terramadreday
Alimentos locais são o nosso futuro, e celebrar estes alimentos e seus produtores - diariamente e em eventos especiais- é a nossa melhor maneira de protegê-los.

Este é o espírito com o qual a rede global do Slow Food realiza o Terra Madre Day a cada ano no dia 10 de dezembro - um dia para promover o alimento bom, limpo e justo e reconhecer a importância das regiões, culturas e comunidades que trabalham para proteger e promover tais alimentos.

Todos estão convidados a celebrar o Terra Madre Day com um evento na sua comunidade - convivia do Slow Food, a rede do Terra Madre, organizações que nos apoiam e amigos. Se puder, por favor utilize este dia para arrecadar apoio para o maior projeto do Slow Food em 2011:

 

 

Queijos artesanais, Slow Food Brasil no 1o Simpósio, Divulgação e pedido de apoio

22/10/2011

Caros,
Estamos encaminhando abaixo uma carta sobre Queijos Artesanais, o I Simpósio de queijos e a participação do Slow Food nesse simpósio.
Peço que leiam com atenção.

Abraços
Cenia Salles - Líder do Convívio SP

 


Caros companheiros do Slow Food

Na última reunião da Comissão da Arca do Gosto, o Slow Food Brasil foi convidado a colaborar com a organização do 1º Simpósio de Queijos Artesanais do Brasil, que será realizado de 23 a 25 de novembro de 2011, em Fortaleza.

Para participar deste evento, formamos um Grupo de Trabalho em Queijos Artesanais do Brasil, com membros do Slow Food e parceiros, tendo como objetivo a defesa do Manifesto Internacional do Slow Food em Defesa dos Queijos de Leite Cru. Há cerca de um mês o Grupo vem interagindo intensamente, agregando novas pessoas, se comunicando com a organização do Simpósio, identificando produtores, fazendo sugestões para a programa ção.

Através do contato com o Slow Food na Itália, Piero Sardo, presidente da Fundação Slow Food Internacional para a Biodiversidade, se dispôs vir, mas colocou como condição que sua passagem fosse paga por nós. Ficamos felizes, porque Piero vem acompanhando internacionalmente a campanha em defesa dos queijos de leite cru no mundo e participou recentemente da oitava edição do Cheese. Ele foi inserido na Palestra de Abertura do Simpósio e queremos aproveitar a sua vinda e organizar duas atividades, uma em São Paulo (aberta ao público e voltada para a mídia) e outra em Fortaleza (antecedendo o Simpósio, com produtores artesanais e pessoas do Slow Food que se mobilizarem para ir ao Simpósio)

Nosso desafio atual é garantir a presença, no Simpósio, de pessoas-chave do Grupo de Trabalho e levar pelo menos um produtor tradicional de cada região e uma amostra, a mais artesanal pos sível, dos seguintes queijos, identificados até o momento:
Queijo Serrano : RS e SC
Queimo Colonial: Oeste de SC
Queijos Mineiros: Salitre, Canastra e Serro
Queijos Coalho, queijo manteiga, requeijão (Nordeste)
Queijo Marajoara : PA
No momento, estamos buscando recursos para fazer tudo isso acontecer, numa corrida contra o tempo. Gostaríamos de contar com a colaboração de vocês. Como?
Organizando eventos, jantares, degustações, para arrecadar fundos (e divulgar a defesa dos queijos de leite cru) ;
Contribuindo com dinheiro, no valor que for possível para cada um;
Doando milhas aéreas;
Outras formas de colaboração, dependendo das possibilidades e da criatividade de cada um.
Os recursos levantados estão sendo reunidos num caixa único, na conta do Instituto Slow Food São Paulo. Quanto mais recursos obtivermos (e quanto mais rápido) mais produtores de queijos artesanais e membros do Grupo de Trabalho conseguiremos levar. A contabilidade da utilização dos recursos será divulgada publicamente. Quem quiser apoiar de alguma maneira, entrar em contato com o/a líder do seu convivium ou enviar email para
saopaulo@slowfoodbras il.com ou riodejaneiro@slowfoodbrasil.com

O Grupo de Trabalho está aberto a novos participantes, que estejam dispostos a arregaçar as mangas em prol desta causa. O simpósio é aberto a qualquer pessoa que queira participar. Quem tiver condições de ir por conta própria, entrar em contato conosco. Todos serão muito bem vindos. Estamos à disposição para qualquer outra informação e disponibilizamos abaixo alguns links para quem quiser conhecer mais.

Agradecemos o apoio de todos
Grupo de Trabalho do Queijos Artesanais.
__________________________________
Participantes do Grupo de Trabalho em Queijos Artesanais:

Adriana Lucena - Líder do Convivium Potiguar, membro Comissão da Arca do Gosto, chef, produtora rural.
Bibi Cintrão - Convivium Slow Food Rio de Janeiro, membro Comissão Brasileira da Arca do Gosto, Associada da Rede Ecológica. Pesquisadora na área de desenvolvimento rural e políticas públicas para agricultura. Agrônoma/Cientista Social.
Carlos Doria - diretor da ONG Sertão Bras, defensora dos queijos artesanais mineiros de leite cru. Doutor em sociologia pela Unicamp, estudioso da culinária e gastronomia, autor de vários livros sobre o tema. Autor do blog e-Boca Livre.
Cenia Salles - Lider Convivium Slow food São Paulo, Presidente do Instituto Slow Food São Paulo. Consultora gastronômica
Clóvis Dorigon - Associado do Slow Food, Pesqu isador da Epagri - SC. Tese de doutorado e pesquisas sobre os produtos coloniais no Oeste de Santa Catarina, seus processos e técnicas tradicionais de produção. Agrônomo.
Denise Gonçalves - Lider do convivium Slow Food Petrópolis-RJ. Historiadora da arte com experiência em patrimônio histórico e cultural, estuda história da culinária.
Fabiana Thomé da Cruz - Doutoranda em Desenvolvimento Rural (PGDR/UFRGS). Pesquisa sobre a valorização de alimentos tradicionais, tendo como obj eto de estudo o Queijo Serrano. Co-editora da Coluna "Alimentação e Cultura" do site do Slow Food Brasil.
Fábio Sicilia - Líder do Convivium Slow Food Amazônia-Belém. Chef, Restaurante Famiglia Sicilia
Jaqueline Sgarbi - Doutoranda em Sistemas de Produção Agrícola Familiar/UFPel. Pesquisa o Queijo Serrano, instrumentos de salvaguarada e conflitos legais. Convivium Produtos da Terra-RS.
Katia Karam Toralles - Llíder do Convivium de Pirenópolis, Presidente da Comissão Brasileira da Arca do Gosto, Produtora de leite. Antropóloga
Margarida Nogueira - Líder do Convivium Slow Food Rio de Janeiro. Chef.
Maria Lucia Barreto Sá - Professora da Universidade Estadual do Ceará, Nutricionista. Pesquisa queijos tradicionais.
Mauricio Fonseca - Historiador, Responsável Técnico pela Fortaleza do Palmito Juçara, Membro do Convivium SP e da Comissão Brasileira da Arca do Gosto.
Renata Menasche - Editora da Coluna "Alimentação e Cultura" do site do Slow Food Brasil. Doutora em Antropologia Social, professora da UFPel e do PGDR/UFRGS. A partir da Antropologia da Alimentação, pesquisa produtos locais e comida como patrimônio.
Sônia de Souza Mendonça Menezes - Doutora em Geografia, professora da Universidade Federal de Sergipe, Pesquisa história da produção de queijos e interfaces da produção e comercialização em Sergipe (Requeijão do Sertão e Queijo de Coalho).
Teresa Corção - Presidente do Instituto Maniva, membro do Convivium Slow Food Rio de Janeiro. Chef, dona do Restaurante O Navegador.

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Mais informações nos Links :

- 1o Simpósio de Queijos Artesanais do Brasil - http://www.uece.br/eventos/simposiodequeijos/
- Manifesto Internacional do Slow Food em defesa dos queijos de leite cru:: http://www.slowfoodbrasil.com/content/view/39/57/
- Campanha Queijos Leite Cru - Slow Food Internacional (não tem em português) http://www.slowfood.com/rawmilk/welcome_en.lasso
- Notícia sobre o Cheese 2011 - http://www.slowfoodbrasil.com/content/view/472/95/
- Artigo do Piero Sardo - Segurança que mata - conto sobre a floresta (lindo!)
http://terramadre.org/pagine/attivita/leggi.lasso?id=C2744B881444324FFDHp9A807850&ln=pr&id_el=113&tp=3
- Entrevista com Piero Sardo no caderno paladar http://m.estadao.com.br/noticias/impresso,italia-mirou-o-marmore-e-quase-acertou-o-lardo,778896.htm>
- Site da SertãoBras (artigos e informações em defesa dos queijos artesanais):
http://www.sertaobras.org.br/
- Filme “O Mineiro e o Queijo”, lançado nacionalmente este mês nos cinemas.
http://www.omineiroeoqueijo.com.br/ Há trechos do filme no site:
- Artigo da Nina Horta sobre o Filme:


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slowfoodsp.blogspot.com
www.slowfoodbrasil.com
www.slowfood.com

 

 

Convegno su “Il Barolo, un vino di successo” a La Morra

 

 ott 31st, 2011

di webmaster

Con alcuni tra i più noti e prestigiosi personaggi del mondo del vino piemontese ed italiano in veste di relatori, la Sezione Onav del Piemonte, in collaborazione con la Cantina Comunale di La Morra, organizza un interessante convegno sul Barolo, le sue interpretazioni, i suoi successi e le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

Il convegno, dal titolo “Il Barolo, un vino di successo. Aspetti vitienologici, degustativi, nutrizionali e di mercato”, si svolgerà sabato 5 novembre con inizio alle 10, nel Salone polifunzionale del Comune di La Morra (piazza Vittorio Emanuele) che ha concesso il patrocinio all’iniziativa.

Ad aprire la serie degli interventi, coordinati dal Presidente della Cantina nonché direttore generale nazionale dell’Onav, Michele Alessandria, sarà il prof. Mario Fregoni, nota figura di scienziato del vino, già Presidente del Comitato Nazionale Tutela Vini ed attualmente Presidente Onorario dell’Oiv, che tratterà il tema “Metodi per incrementare il colore dei vitigni con ridotta sintesi antocianina. Ricerche su Nebbiolo e Sangiovese”.

Seguirà l’intervento del dr. Donato Lanati, straordinario protagonista della vita enologica nazionale e titolare di Enosis Meraviglia, su “L’analisi chimica del vino al servizio della tracciabilità, della genuinità e della qualità”. Sul non mai abbastanza approfondito “Rapporto tra qualità del nebbiolo e andamento climatico” parlerà la dr.ssa Dora Marchi, ricercatrice di Enosis Meraviglia. Sergio Germano, in rappresentanza del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero, fornirà alcune interessanti informazioni sul “Barolo nella competizione internazionale dei grandi rossi”.

Dei “Caratteri sensoriali del Barolo” tratterà infine Armando Cordero, uno dei più accreditati e profondi conoscitori del mondo del Barolo, lasciando al Presidente nazionale dell’Onav, prof. Giorgio Calabrese, il compito di chiudere la mattinata parlando del “Barolo come bevanda e come alimento”.
Al termine degustazione di Barolo dei produttori aderenti alla Cantina Comunale di La Morra. (Paolo Monticone)
Info: 0141.535246,
segreteria@onav.it, www.onav.it

da: http://www.vallibbt.com/2011/10/31/convegno-su-il-barolo-un-vino-di-successo/

 

 

Slow Food - A batalha pelo leite cru

 

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A batalha pelo leite cru

Italy - 10 Oct 11

Há anos o Slow Food realiza uma campanha a favor do leite cru e dos queijos elaborados com esta técnica. Uma iniciativa realizada para promover e tutelar as diferentes identidades de queijos que se perdem com a pasteurização professada pela indústria alimentar.

Uma das maiores vitrines para mostrar a veracidade do extraordinário universo que os queijos a leite cru podem oferecer é Cheese, a quermesse bienal sobre o mundo dos produtos lácteos que foi realizada pelo Slow Food no mês passado em Bra (Itália).

Agora, a associação do caracol realizou um site lançado em ocasião de Cheese 2011, para dar possibilidade a todos de haver os instrumentos e as informações sobre a nossa campanha a favor do leite cru.

Este site que estará disponível em 5 línguas , possui sessões sobre saúde (riscos e benefícios), campanhas locais, “os heróis do leite cru” (produtores que levam adiante a sua filosofia mesmo enfrentando dificuldades econômicas e legislativas), educação do gosto, bem-estar animal e muito mais...

Se você já provou um queijo preparado com leite cru, seguramente visitará este site, se você nunca provou um queijo elaborado com leite cru, não fique esperando e experimente o que é!


www.slowfood.com/rawmilk

 

 

Miro: Tartufasti: un mese intero di eventi ad Asti dal 29 ottobre al 20 novembre 2011

 

Tartufasti: un mese intero di eventi ad Asti
dal 29 ottobre al 20 novembre 2011

L’Amministrazione Comunale di Asti organizza, nell’ambito delle iniziative già previste per il mese del tartufo bianco (fiera regionale, incontri, cene, ecc.), una manifestazione denominata “Tartufasti” che prevede una serie di eventi di animazione che contribuiscano a rendere più ricco ed intenso il mese di novembre (concerti di musica dal vivo, esibizioni di scuole di ballo, aperitivi musicali, cabaret, ristorTartufasti 2011azione, ecc.), in collaborazione con le associazioni di categoria e nell’ambito delle iniziative previste per sostenere la promozione del nuovo Centro Commerciale Naturale, ovvero delle attività finalizzate alla valorizzazione del piccolo commercio anche attraverso l’animazione degli spazi del centro cittadino con eventi culturali, musicali, enogastronomici, ecc.

”Tartufasti” , shopping. musica, aperitivi, degustazioni di vino e cucina saranno i cardini su cui sarà imperniato il “mese del tartufo”; in Piazza San Secondo sarà allestita una struttura coperta, riscaldata, bella ed elegante, intorno alla quale graviteranno tutta una serie di eventi, alcuni organizzati dal Comune, altri dalle associazione e dai commercianti del centro.

Nell’ambito della manifestazione “Tartufasti” è previsto un concorso per il miglior allestimento delle vetrine di bar e negozi il cui premio sarà rappresentato da un tartufo (il tartufo di Alfieri).
I negozi potranno rimanere aperti fino alle 24 nelle serate in cui sono previsti gli spettacoli e alla domenica fino al 20 novembre.

Questo il programma degli eventi organizzati dal Comune:

Sabato 29 ottobre, alle 18, inaugurazione con brindisi Asti Spumante.
Alle. 18 Microbirrifici artigianali piemontesi. Alle 21 concerto Gruppo Divina.

Domenica 29 dalle 17 alle 24, piazza Medici, via della Valle – La festa delle streghe e della zucca di Hallowen- alle 18 Microbirrifici artigianali piemontesi- 21 Concerto Tredici gatti neri

4 novembre, alle 21 Esibizione scuola di ballo Step-Up
5 novembre, alle 21 Concerto Helter Skelter

6 novembre, alle 12 Pro loco astigiane con distribuzione di piatti tipici

6 novembre, alle 18 Esibizione tango argentino con Astintango

11 novembre, alle 21 Concerto Banda Spessotto

12 novembre, alle 21 Esibizione scuola di ballo Salsabor

13 novembre alle 12 Pro loco astigiane con distribuzione di piatti tipici

18 novembre alle 21 Concerto in unplugged di Maurizio Solieri con i Custodia Cautelari

19 novembre alle 22,30 Assegnazione premio “Dalle terre di Enolandia il tartufo di Alfieri” ai vincitori miglior vetrina, miglior allestimento bar e miglior allestimento ristoranti “


Tutti i giorni gonfiabili e giochi per i più piccoli all’interno del padiglione riscaldato.

Nei fine settimana del 4/5/6, dell’11/12/13 e del 18/19/20 novembre dalle 18 alle ore 20 a Palazzo Mazzetti: “La barbera a palazzo” - aperitivi al barbera e visite guidate - a cura del Consorzio Tutela vini d’Asti e del
Monferrato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti Per il periodo che va dal 28/10 al 20/11 ristoranti e bar del centro presenteranno allestimenti legati ad una casa vitivinicola, prodotti tipici, piatti a base di tartufo.

Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/2011/10/tartufasti-ad-asti-dal-29-ottobre-al-20.html

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME DI TURGIA

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME DI TURGIA


E’ un salame ad impasto più o meno consistente, a seconda della stagionatura, a grana grande. Viene prodotto con carne di bovine a fine carriera, amalgamata a lardo, sale, pepe in grani e spezie. Si può consumare anche fresco, e in questo caso difficilmente si affetta, ma tende ad aggregarsi con l’involucro che lo contiene. Si consuma crudo e cotto. La produzione è annuale. Metodiche d lavorazione
La lavorazione prevede diverse fasi: la scelta della carne, l’impasto dei vari ingredienti (70% circa di carne di vacca, 30% circa di carne di maiale). La macinazione e l’insacco a formare salami di 10/15 cm singoli. Per l’insacco si utilizza budello di vitello.
La successiva fase di stagionatura comprende:
- Il riscaldamento – asciugatura in una particolare cella chiamata “paiola” (dal patois paiulà), in cui viene mantenuta una temperatura intorno ai 20 °C e un’umidità del 65% circa. Questa fase dura una settimana circa e ogni giorno i valori di umidità e temperatura sopra indicati variano (2 °C in meno e 2 punti percentuali di umidità in più ogni giorno). Questa fase non è sempre presente.
- La stagionatura vera e propria, dura mediamente dai 20 ai 30 giorni, e avviene in celle o cantine a temperatura costante di 10-12 °C e con un’umidità relativa del 70-80 %. Può anche essere consumato fresco, dopo 15 giorni.
Il prodotto finale si presenta a pasta medio – grossa.
Il procedimento di lavorazione, stagionatura e conservazione non ha subito mutamenti con il passare del tempo; l’unico intervento è di carattere strutturale e legato ai locali delle salumerie che sono stati adeguati alle disposizioni sanitarie in materia di lavorazione della carne

Zona di produzione
La zona di produzione coincide con l’intero territorio della Comunità Montana Valli di Lanzo e con alcune aree vicine.

 

La storia


L’origine di questo insaccato è da ricercarsi in questioni pratiche. Quando una vacca, patrimonio di sussistenza ed economico per l’agricoltore, diventava improduttiva o doveva essere abbattuta per i più svariati motivi, ogni parte della carcassa veniva utilizzata. Con la carne che non poteva essere consumata fresca si producevano i salami, che permettevano di conservarla anche per lungo tempo.
Oggi, sebbene non più con le stesse motivazioni, per realizzare i salami di turgia si utilizzano vacche a fine carriera, tanto che il termine “turgia”, con gli anni, è diventato sinonimo di vacca improduttiva o non più fertile.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/53.htm

 

 

Miro: NEBBIOLO GRAPES 2011: QUARTA EDIZIONE SUL LAGO MAGGIORE

 

 

NEBBIOLO GRAPES 2011: QUARTA EDIZIONE SUL LAGO MAGGIORE
Stresa 28,29,30 ottobre 2011

Tre giorni per parlare di Nebbiolo e degustare i vini fatti con il nobile vitigno e provenienti da quattro continenti.

L’appuntamento con Nebbiolo Grapes 2011 è per il 28, 29 e 30 ottobre a Stresa, nella magnifica cornice del Lago Maggiore. Dopo aver toccato Sondrio, per due volte, e
Alba, per la prima volta il convegno internazionale dedicato al vitigno Nebbiolo  approderà nell’Alto Piemonte grazie al coinvolgimento delle Camere di Commercio di Novara, Vercelli, Verbano-Cusio-Ossola, Biella e Torino, che si avvarranno della collaborazione di Unioncamere Piemonte e del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. Un importante supporto arriva anche da Regione Piemonte e dalla Fondazione Banca Popolare di Novara, a completare uno schieramento di forze che promette un’edizione in grande stile.

ImageUn appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del nobile vitigno. Il programma propone per iniziare i forum di Nebbiolo Grapes: una sessione di approfondimento tecnico scientifico nella quale di dibatterà sull’origine genetica del vitigno e la sua variabilità intra-varietale, sul confronto tra diversi terroir del Nebbiolo in ambito nazionale e internazionale e sulle peculiarità agronomiche, e una sessione dedicata al mercato nella quale affrontare i principali temi aperti legati al marketing e alla comunicazione.

Non mancherà l’atteso banco d’assaggio che sabato e domenica proporrà in degustazione la carta del Nebbiolo, con etichette e produttori da Italia, Stati Uniti, Australia, Messico, Sudafrica… Un evento nell’evento che attirerà gli amanti nel Nebbiolo sul Lago Maggiore, nella magica atmosfera dell’Hotel des Iles Borromées e del Regina Palace Hotel. Un’occasione eccezionale per degustare la Carta del Nebbiolo, conoscere e apprezzare le diverse sfumature di vini prodotti con lo stesso vitigno ma in parti del mondo così diverse.

Nebbiolo Grapes è un evento unico nel suo genere che, con cadenza biennale, permette l’incontro di “Nebbiolisti” da tutto il mondo, legati dalla passione per un vitigno la cui diffusione risulta quanto mai limitata.

Il Nebbiolo si concentra infatti principalmente in Italia e, nello specifico, in quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Sardegna. Dei 5.325 ettari coltivati a Nebbiolo, 4.698 ettari sono in Italia: di questi in Piemonte si trova circa il 70% della superficie mondiale coltivata a Nebbiolo, segue la Valtellina con il 17%, mentre valle d’Aosta e Sardegna si attestano complessivamente su una percentuale di poco superiore all’1%. Il restante 12% è coltivato in 10 Paesi, dei quali quelli europei hanno un ruolo marginale.

Rivestono un certo interesse le superfici coltivate in Argentina, negli Stati Uniti, dove il Nebbiolo è presente in ben otto Stati, in Messico e in Australia dove è coltivato in cinque Stati. Si tratta quindi di un vitigno che, in un mondo che corre verso la globalizzazione, rimane autoctono e fortemente legato alla patria d’origine.

Per tre giorni Stresa e l’Alto Piemonte, terra di grandi Nebbioli, saranno dunque protagonisti di confronti, degustazioni e dibattiti intorno al nobile vitigno. Un importante momento di comunicazione ma anche di crescita, per fare il punto sulla situazione nazionale e internazionale e prospettare il futuro dei grandi vini che nascono dal Nebbiolo.

IL PROGRAMMA

Ghemme, 15 ottobre 2011 – Si parte venerdì 28 ottobre con i forum di Nebbiolo Grapes, aperti al pubblico con libero accesso. La Sessione tecnico scientifica sul Nebbiolo si terrà dalle 9.30 alle 12.30, la Sessione marketing e comunicazione dalle 14.00 alle 16.30.
Il banco d’assaggio aperto al pubblico è in programma nelle giornate di sabato 29 (dalle ore 12.30 alle 19.30) e domenica 30 ottobre (dalle ore 10.00 alle 19.30) nella magica atmosfera dell’Hotel Des Iles Borromées e del Regina Palace Hotel di Stresa. Prezzo d’ingresso 10 € con balloon serigrafato e taschina porta bicchiere in omaggio.

A questo link trovate il programma di Nebbiolo Grapes 2011 (Pdf) mentre per aggiornamenti sulle aziende presenti al banco d’assaggio, novità sul programma, informazioni e contatti è possibile consultare il sito internet www.nebbiolograpes.com.

Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/2011/10/nebbiolo-grapes-2011-ghemme-282930.html

 

 

Momento Italia Brasil: Spazio Italia na Semana Mesa São Paulo 2011

Spazio Italia na Semana Mesa São Paulo 2011

 


A Câmara Ítalo-Brasileira de Comércio, Indústria e Agricultura em comemoração ao “Momento Itália-Brasil” convida para o evento Spazio Italia Gastronômico, que acontecerá entre os dias 26 e 28 de outubro, no “Mesa ao Vivo”, no Centro de Convenções do Senac Santo Amaro.

A iniciativa se realizará em colaboração com o maior evento enogastronômico da América Latina, “Semana Mesa São Paulo”, organizado pela revista Prazeres da Mesa e pelo Senac São Paulo.

Em sua oitava edição, o Spazio Italia Gastronômico tem por objetivo divulgar a cultura gastronômica italiana, seus procedimentos e produtos, reunindo em um único espaço os principais nomes da gastronomia italiana no Brasil. O espaço abrigará as empresas italianas que possuem interesse no mercado brasileiro.

No Spazio Italia serão realizadas exposições de produtos e degustações na “Cozinha Show”, onde renomados chefs de cozinha, selecionados por Samuele Oliva, do restaurante Terraço Itália, elaborarão pratos inspirados na “Dieta Mediterrânea” com produtos típicos italianos com degustações ao público e convidados, das 14h00 às 20h00. Em 2010, a Semana da Mesa recebeu 11 mil pessoas e, para 2011, o evento terá como tema “Itália-Brasil: a caminho de uma cozinha consciente”, e contará com o patrocínio de empresas italianas representantes do segmento gastronômico.

O Spazio Italia Gastronômico 2011, contará com os produtos dos patrocinadores como os azeites da Olitalia, as massas da Barilla e da Zini, as conservas da Di Salerno, os panetones da Bauducco, os sorvetes do Empório Chiapetta e ingredientes das regiões Sardegna e Sicília.

A estrutura do Spazio Italia Gastronômico estará sob cura da ITALCAM em colaboração com a Arteon, e os utensílios de cozinha serão fornecidos pela Ballarini bem como as taças pela Bormioli Rocco. Além disso contará com o apoio da Allegrini e da Lapastina para o fornecimento de vinhos.

Contaremos este ano também com a participação Scuola Alma di Cucina para o desenvolvimento das receitas nas degustações chefiadas pelo Chef Samuele Oliva.

Mais informações sobre o evento: www.semanamesasp.com.br

Mesa SP 2011 - Itália-Brasil: a Caminho de uma Cozinha Consciente. Massimo Bottura confirma presença

 

Nesse mês de outubro, entre os dias 25 e 28 acontece a Semana Mesa SP 2011, maior evento enogastronômico das Américas, que traz o tema: “Itália-Brasil: a Caminho de uma Cozinha Consciente”.


Como no ano passado, será no Centro Universitário Senac, campus Santo Amaro, e o melhor de tudo

 O Slow Food terá um stand no Mesa ao Vivo entre os dias 26 a 28 das 14h as 22h.
Em nosso stand teremos uma mesa da biodiversidade, uma TV plasma passando documentarios,  e  vamos fazer novas associações e como muitos de nós estão com a associação expirada, os interessados poderão renovar  lá no local do evento.


Quem quiser ajudar no stand, por gentileza enviar e-mail para: saopaulo@slowfoodbrasil.com


A Semana Mesa SP 2011 se divide em duas faces; abaixo, uma pequena explicação sobre cada uma delas:
 
Mesa Tendências – 25 a 27/10 - congresso internacional voltado aos profissionais, que discutirá os caminhos da cozinha e terá como tema a Itália. Para dar peso ao debate, foi escalado um time de feras da gastronomia brasileira e internacional. Nada menos que 27 estrelas no Guia Michelin desembarcarão aqui. Alguns nomes confirmados do Brasil: Alex Atala, Helena Rizzo, Faustino Paiva, Danio Braga, Joca Pontes, Carla Pernambuco, Mara Mello e muito mais. E da Itália: Enrico Cerea, Carlo Cracco, Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Dario Cecchini, e muitos outros.


Mesa Ao Vivo – de 26 a 28/10 - show de gastronomia e jornalismo. A partir do olhar dos leitores que vão vivenciar a interação com chefs, sommeliers, jornalistas, produtoras e fotógrafos, será produzida a revista Prazeres da Mesa. A programação promete três dias de intensas atividades. Alguns dos chefs confirmados: Thomas Trosgros, Ivo Lopes, Neka Mena Barreto, Amanda Lopes, Marcos Bassi, Barbara Verzola, César santos, Luciano Tona, e muito mais.
 
Vejam a programação completa e tabela de preços aqui.
Participem e não se esqueçam de levar a carteirinha!


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Cenia Salles e Equipe de Comunicação
slowfoodsp.blogspot.com
www.slowfoodbrasil.com
www.slowfood.com

 

 

Convivium Slow Food SP - Semana Mesa SP 2011: “Itália-Brasil: a Caminho de uma Cozinha Consciente”.

 

03/10/2011

Plateia lotada na última edição do Semana Mesa SP

 

Boa noite pessoal! 


Nesse mês de outubro, entre os dias 24 e 28 acontece a Semana Mesa SP 2011,  maior evento enogastronômico das Américas, que traz o tema: “Itália-Brasil: a Caminho de uma Cozinha Consciente”.


Como no ano passado, será no Centro Universitário Senac, campus Santo Amaro, e o melhor de tudo: membros Slow Food com associação em dia terão 30% de desconto na inscrição. Como muitos de nós estão com a associação expirada, os interessados poderão renovar pelo site e lá no local do evento.


A Semana Mesa SP 2011 se divide em duas faces; abaixo, uma pequena explicação sobre cada uma delas:
 
Mesa Tendências – 25 e 26/10 - congresso internacional voltado aos profissionais, que discutirá os caminhos da cozinha e terá como tema a Itália. Para dar peso ao debate, foi escalado um time de feras da gastronomia brasileira e internacional. Nada menos que 27 estrelas no Guia Michelin desembarcarão aqui. Alguns nomes confirmados do Brasil: Alex Atala, Helena Rizzo, Faustino Paiva, Danio Braga, Joca Pontes, Carla Pernambuco, Mara Mello e muito mais. E da Itália: Enrico Cerea, Carlo Cracco, Massimo Bottura, Moreno Cedroni, Dario Cecchini, e muitos outros.


Mesa Ao Vivo – de 26 a 28/10 - show de gastronomia e jornalismo. A partir do olhar dos leitores que vão vivenciar a interação com chefs, sommeliers, jornalistas, produtoras e fotógrafos, será produzida a revista Prazeres da Mesa. A programação promete três dias de intensas atividades. Alguns dos chefs confirmados: Thomas Trosgros, Ivo Lopes, Neka Mena Barreto, Amanda Lopes, Marcos Bassi, Barbara Verzola, César santos, Luciano Tona, e muito mais.

Convivium Slow Food SP

 

 

 

 

Pagella vendemmiale a cura di Giancarlo Montaldo

ott 20th, 2011

 

di webmaster.

La vendemmia 2011, grazie al clima stabile e costante, a quasi due mesi dall’inizio (da metà agosto), ha  aiutato i viticoltori  a definire il giusto percorso vendemmiale.
Una caratteristica  della vendemmia 2011 è stata l’iniziale precocità poi assestatasi ripristinando la graduale maturazione.
Pertanto ad un primo esame dei vitigni annota il consulente e giornalista Giancarlo Montaldo:

Chardonnay e Pinot nero: belli e sostanziosi. All’inizio di agosto le uve erano splendide. L’aumento della temperatura ha poi favorito la raccolta, riducendo  il pericolo di gradazioni eccessive e la conseguente caduta dell’acidità.

Moscato bianco: biondo e profumato. A luglio si prevedeva una ricchezza aromatica  fuori dal comune. Il troppo caldo della seconda metà di agosto ha un po’ modificato i piani, ma il quadro aromatico è rimasto al di sopra del livello 2011 e il vino ne guadagnerà in struttura e pienezza.

Dolcetto: generoso e resistente.  E’  forse il vitigno che ha faticato di più soprattutto nei terreni ben esposti e nelle vigne più giovani. La maturazione  dei grappoli è stata accentuata, incrementando, in modo evidente, la gradazione alcolica dei vini.

Arneis: duttile e sorprendente. La maturazione è avvenuta in modo discontinuo  ed ha molto impegnato i viticoltori nel selezionare le vigne per posizione ed età. Il caldo di agosto ha accelerato la maturazione, ma  ne ha rafforzato la struttura e la sostanza.

Barbera: ricco ed elegante.  Dopo l’interessante situazione climatica di fine luglio, il caldo della seconda metà di agosto e di settembre il vitigno barbera ha incrementato il livello di alcol  e la struttura. del vino che sarà pieno, sapido ed aromatico.

Nebbiolo: maestoso e impeccabile. E’ il vitigno che meglio ha affrontato le insidie del clima. Le rese per ettaro contenute e il rendimento di uva in vino  piuttosto ridotte promettono vini ricchi di colore, profumi, sapori, sapidi, strutturati e persistenti. Da più parti si dice che  saranno premiate le posizioni alte e fresche.

da: http://www.vallibbt.com/2011/10/20/pagella-vendemmiale-a-cura-di-giancarlo-montaldo/

 

 

Autunno col Tartufo, le Fiere e le Sagre

 

cuneese, astigiano e alessandrino

Dal 08-10-2011 Al 30-11-2011
Moncalvo (At)

Autunno col Tartufo, le Fiere e le Sagre

 

Dalla prestigiosa Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (8 ottobre – 13 novembre), città che vanta il più vecchio mercato e che determina il prezzo “ufficiale” del prodotto, alle Fiere nazionali di Moncalvo (23 e 30 ottobre) e di Montechiaro (6 novembre) nell’Astigiano, di Murisengo (13 e 20 novembre) e di San Sebastiano Curone (20 novembre) nell’Alessandrino, fino alle fiere regionali e locali in tutto il sud del Piemonte, sono oltre trenta gli appuntamenti dal mese di ottobre fino a marzo inoltrato. Occasioni imperdibili per degustare e acquistare le ghiotte prelibatezze locali, ma anche per conoscere e ammirare le bellezze caratteristiche dei borghi piemontesi. 

 

da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/3/enogastronomia/1057/autunno-col-tartufo-le-fiere-e-le-sagre.html

 

 

Cioccolato, l'Italia sfida la Francia

 

13/10/2011
 
Domori-Illy all'attacco di Valrhona per conquistare il mercato "labo"
Torte, praline, mingno: il cioccolato è da sempre un componente essensiale dell'alta pasticceria e i migliori maestri artigiani, anche italiani, utilizzano prevalentemente la "copertura" - cioè il cioccolato professionale in gocce da sciogliere e utilizzare nelle preparazioni dolci - di un'azienda francese, la Valrhona (quartier generale a Tain l'Hermitage e ottima qualità) o di una multinazionale svizzero-inglese-belda la Barry Callebaut (con alcuni prodotti che puntano sul prezzo concorrenziale). Ora il Gruppo Illy, con un investimento di due milioni di euro in una nuova linea produttiva dedicata al cioccolato di qualità per uso "labo" (per i laboratori professionisti) sfida i colossi francesi e belgi: l'Italia va così all'attacco per conquistare un mercato in grande espansione. Ieri a None, sulla strada che da Torino porta a Pinerolo, è stato presentata la linea della Tecno 3 - altra azienda del "made in Italy", con sede in Corneliano d'Alba -, tutta automatizzata, che produce 400 kg/ora di gocce di cioccolato.

Per capire l'importanza di questo evento nella secolare rivalità tra Francia e Italia sul cioccolato bisogna spiegare alcune caratteristiche di questa complessa lavorazione e del settore. Il piccolo artigiano infatti non ha le attrezzature per trasformare le fave di cacao in pasta di cacao e poi in tavolette, salvo rarissime eccezioni che si contano sulle dita di una mano (come Guido Castagna, di Giaveno, vicino a Torino, del quale ho già parlato in altri post e in un
video). In Italia chi ha introdotto la cultura del fondente di qualità è Gianluca Franzoni: un grandissimo esperto di "Cibo degli Dei" - che è uscito in questi giorni con un nuovo libro, curato da Camilla Baresani, Alla ricerca del cacao perduto, edito da Gribuado - che è ora presidente della azienda Domori, da lui fondata nel 1997. La sede della società si trova a None (alle porte dei Torino), e dal 2006 (vedi mio post del 2007) fa parte del Gruppo Illy, presieduto da Riccardo Illy, l'ex sindaco di Trieste e governatore del Friuli Venezia Giulia: la lavorazione parte dalla tostatura della fava di cacao, che Gianluca ricerca tra le migliori qualità in tutto il mondo e arriva alle tavolette, con 18 diverse origini indicate in etichetta, dal Vanenuela all'Ecuador al Madagascar al Perù. Finora le "napolitaine" (i piccoli cioccolatini di 8-10 grammi per degustazione) di Domori sono state prodotto per il mercato "retail", dei consumatori, destinate ai negozi gourmet e nelle enoteca: hanno ricevuto diversi premi - l'ultima volta dalla "Tavoletta d'oro" della Compagnia del cioccolato - in quanto utilizzano fave di cacao provenienti da piantagioni di proprietà nell'Hacienda San Josè, in Venezuela, dove Franzoni ha recuperato le qualità del rarissimo cacao "criollo" (meno dell'1% della produzione mondiale) . In questo modo una tavoletta di fondente nasce da un "cru" come il vino è debitore delle sue caratteristiche dal vitigno e della zona del mondo in cui è prodotto: le colline del Barolo o di Montalcino o della Borgogna.

"La mia famiglia ha incominciato la sua attività imprenditoriale nel 1933 a Triese, con mio nonno Ernesto - spiega Riccardo Illy (nella foto, a destra, con Gianluca Franzoni) - che produceva sia caffè sia cioccolato, con il socio Hausbrandt: sono quindi particolarmente contento che ora la nostra gamma, grazie all'acquisizione di Domori e al tè francese Hamman (al 75%), sia così rivolta a tutte le bevande che fecero la loro comparsa in Europa nel Secolo dei Lumi. Con questo progetto siamo in grado di competere sui mercati e presentare un 'made in Italy' più vivo che mai, nonostate le difficoltà della fase economica attuale". Il direttore dello stabilimento di None Angelo Nani e il nuovo amministratore delegato Domori, Stefano Giubertoni (il fatturato oggi è sui 10 milioni di euro) hanno illustrato agli addetti ai lavori le caratteristiche tecniche del nuovo impianto di Tecno 3. Per la prima volta Domori usa la tecnica classica del "concaggio" del liquore ottenuto dalla tostatura e spremitura delle fave di cacao, che si aggiunge al passaggio dei "mulini a sfera" usato ancora per le tavolette "retail"; inoltre viene  inserito nella copertura de burro di cacao - ovviamente nessun altro grasso vegetale - in modo da facilitarne l'uso nei laboratori professionali. Una rivoluzione nel mondo del fondente di qualità Domori, che i maestri artigiani del settore hanno apprezzato. Ora a None è anche aperto uno spaccio aziendale (strada Pinerolo 72)

Naturalmente questo tipo di cioccolato, aromatico e "dolce" nonostante sia un fondente , dalle note complesse di frutta e dai profumi inebrianti, costa di più di una tavoletta "mass-market" e deve essere "compreso" dal consumatore attraverso un codice di degustazione  e non "divorato" ma apprezzato lentamente. Domori è leader di questo settore in Italia e dopo l'acquisizione da parte del Gruppo Illy  ha diversificato la sua offerta con nuovi prodotti, in sinergia con l'Agrimontana, azienda cuneese della famiglia Bardini specializzata in
marroni canditi, confetture e semi-lavorati per i professionisti, che è della Illy per il 40%. Sono così nate le scorzette candite, i gelati, le albicocche e tante golosità ricoperte dal cibo degli dei. Ma ora l'agguerita rete vendita di Agrimontana potrà offrire i sacchetti di gocce con l'etichetta del "cru" di cacao, come fanno da tempoValrhona e Barry Callebaut, con un prodotto tutto italiano. All'open day Domori sono passati anche due grandi maestri parigini, Patrick Roger e Oaki (maestro giapponese della pralina nella capitale francese): da un mese è stata inaugurata una "Domori Academy" nello stile della scuola di Tain l'Hermitage di Frédéric Bau. Questa è tutta italiana: ha la consulenza del "Team Massari" di Iginio Massari (il più noto maestro pasticcere italiano, sede a Brescia e fondatore dell'Accademia e della Cast Alimenti)  con docenti come il torinese Fabrizio Galla (San Sebastiano da Po, Torino, star della "Coppa del Mondo di pasticceria" di Lione foto sopra) e il veneto Diego Crosara.  

Massari ha anche ideato una sua "mignon" (le piccole delizie di pasticceria) che vuole sfidare, guarda un po', il "macaron" francese: l'ha battezzato "morbidone" (nella foto) - ci permettiamo di dire che il nome evoca più un bombolone che un dolcetto da 12 grammi - e la versione al cioccolato, senza farina, ha una tenerezza davvero sorprendente. Si cuoce al forno pochi minuti in stampi semisferici di silicone. La ricetta? Rivolgersi in Domori e a Fabrizio Galla.




Nella foto a fianco, il direttore dello stabilimento Domori di None, Angelo Nani, all'inizio della visita nell'"Open day" del 12 ottobre 2011, con i sacchi di cacao aromatici che arrivano da molti Paesi del mondo











La nuova linea di concaggio per il cioccolato "labo" (sia fondente sia al latte) nello stabilimento di None, realizzato dalla azienda Tecno 3 di Corneliano d'Alba: un investimento da 2 milioni di euro








Le gocce di cioccolato per professionisti della linea Domori










Il nuovo spaccio aziendale sulla statale Torino-Pinerolo
 

da: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=128&ID_articolo=350&ID_sezione=280

 

 

Il Passito di Loazzolo alla base di un gelato ottobrino

 

ott 3rd, 2011

 

di webmaster.

Nel mese di ottobre, da qualche anno, in tutte le gelaterie GROM in Italia,  ad Asti, Bergamo, Bologna, Casale Monf., Chieri, Chioggia, Cremona, Cuneo,  Ferrara, Firenze, Genova, Mantova, Mestre, Milano, Novara, Padova, Parma, Perugia, Sanremo, Torino, Treviso, Trieste, Venezia e in Francia, a Parigi, il “Gusto del mese”  è costituito dallo “zabaione al passito di Loazzolo”. Si tratta del “Pianbè” Loazzolo doc 2008 (il riconoscimento d.o.c. fu ottenuto nel 1992) prodotto dall’azienda vinicola Pianbello di Pietro Cirio.

Vino rarissimo, prodotto con uva Moscato esclusivamente a Loazzolo da pochi produttori (10/12 ettari complessivi), con una resa di 27,5 hl/ettaro.
L’uva viene vendemmiata tardivamente, per ottenere un’ottima gradazione zuccherina. E’ lasciata appassire, per circa 2 mesi, su graticci di canne e poi selezionata a mano.
Il mosto è invecchiato per 2 anni, di cui almeno uno in barriques, dopodiché viene imbottigliato.
Grande vino da dessert, ottimo con formaggi molto stagionati, ideale con la Robiola di Roccaverano.
E’ un vino da meditazione, da gustare in momenti molto speciali.
Caratteristiche approssimative: alcool minimo 11,5% vol. acidità totale 5 gr./lt. zuccheri residui 150 gr./lt.
Imbottigliato in: Renana da 37,5 cl.

da: http://www.vallibbt.com/2011/10/03/il-passito-di-loazzolo-alla-base-di-un-gelato-ottobrino/

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME DI TESTA O CUPA

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME DI TESTA O CUPA


Il prodotto si ottiene dalla carne della testa del suino.

Metodiche di lavorazione
La testa del suino viene accuratamente lessata, disossata e tagliata in piccoli pezzetti; il tutto viene conciato con sale, pepe, noce moscata, marsala, acqua e vino, spesso si aggiunge grappa o brandy. Il semilavorato così ottenuto viene insaccato a caldo nel budello bondeana e messo a raffreddare. Si consuma fresco.

Zona di produzione
Valli Ossolane, Verbano Cusio Ossola, diffuso però anche in altre zone del Piemonte.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/52.htm

 

 

Piemonte informa: Nasce la Barolo&Castles Foundation

 

Nasce la Barolo&Castles Foundation

Il castello di Barolo (da www.comune.barolo.cn.it)Si chiama Barolo&Castles Foundation l’organismo promosso dall’assessorato al Turismo della Regione con l’obiettivo di gestire in modo diretto e integrato il “sistema castelli” che si sviluppa attorno al WiMu, Museo del Vino di Barolo.

Il progetto parte con l’immediata disponibilità dei Comuni di Barolo, che ha già messo a disposizione il castello dei marchesi Falletti, Roddi, una volta ultimati i lavori di restauro, e Serralunga d’Alba, che ha definito una convenzione con la Soprintendenza per i Beni architettonici per riacquisire la disponibilità diretta del castello.

“Alla Fondazione spetterà il compito di curare la gestione integrata dei tre beni, comprese le aperture e chiusure e di individuare il partner privato con cui collaborare per il WiMu - illustra l’assessore regionale al Turismo, Alberto Cirio - Inoltre, la Barolo&Castles Foundation si occuperà di cercare le risorse necessarie per la promozione e la realizzazione degli eventi che questi castelli organizzano, con Barolo già palcoscenico naturale del vino, Roddi che diventerà la sede di tutti gli eventi legati al tartufo e Serralunga, il cui castello potrà essere rilanciato grazie alla sinergia con la neonata associazione Amici di Serralunga, che raccoglie produttori e imprenditori del settore turistico ed enogastronomico”.

Secondo Cirio, “i nostri castelli non hanno nulla da invidiare a quelli della Loira, bisogna solo promuoverli di più e meglio. Quelli di Barolo, Roddi e Serralunga sono i primi che attraverso la nuova Fondazione mettiamo in rete, con l’obiettivo di estendere presto il progetto a tutto il sistema dei castelli delle Langhe e del Piemonte”.

Tutti gli incarichi della fondazione sono gratuiti e vengono svolti con esclusivo spirito di servizio per il territorio. Il cda è composto da Tino Cornaglia (presidente), Luigi Barbero (vicepresidente), Renata Bianco (assessore al Turismo di Barolo), Matteo Cavallotto (vicesindaco di Roddi), Gianfranco Capoccia (sindaco di Serralunga d’Alba). Roberto Berzia, Massimo Lavelli e Gabriella Rossotti formano il collegio dei revisori.

jurso / 29 settembre 2011 / da: http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/nasce-la-barolo-castles-foundation.html

 

 

'Sementes e especiaria​s preservada​s pelo movimento Slow Food e comidas tradiciona​is com uma pitada de Brasil' na escola Wilma Kovesi

Apresentam


Sementes e especiarias preservadas pelo movimento Slow Food e comidas  tradicionais com uma pitada de Brasil

 
Os chefs Claudia Mattos e David Herz contam histórias e preparam receitas do Marrocos e da Índia mesclando ingredientes locais e brasileiros


10 de Outubro (2ª feira) - das 19h às 22 hs, na Escola Wilma Kövesi de Cozinha
    

A partir de suas experiências de viagem, Claudia Mattos, do ZYM Café, e David Hertz, da Gastromotiva, membros ativos do movimento Slow Food, contam histórias de algumas Fortalezas -  produtos preservados pelo  movimento – e preparam receitas dos territórios que mais os inspiram: Índia e Marrocos.


Além de apresentar produtos como arroz basmati, açafrão e óleo de argan, os chefs vão mostrar - a partir da elaboração de receitas tradicionais com toques de ingredientes brasileiros  - a diversidade dos territórios que o Slow Food apoia.


A dupla também fará um relato especial sobre a fazenda Navdanya, de Vandana Shiva, vice-presidente do Slow Food Internacional e uma das mais respeitadas cientistas e ativistas da Índia, que lidera movimentos em defesa do arroz aromático (basmati) e sementes da biodiversidade. 

As receitas de Claudia e David:
. Lassi com cardamomo e cambuci (bebida típica indiana a base de iogurte e fruta nativa brasileira)
. Tajine de cordeiro, com açafrão, óleo de argan e sal do Zerradoun
. Arroz basmati ao limão temperado com massala
. Triângulos doces com massa de chapati, figo grelhado e pasta de amlou (óleo de argan, amêndoa e mel)

 

Sobre os chefs:
. Claudia Mattos é pesquisadora e criadora de receitas a partir de experiências acumuladas em viagens e no dia a dia. Atua na defesa do uso de produtos orgânicos na gastronomia. No ZYM, associa o prazer no preparo de pratos variados e criativos à busca de novas combinações alimentícias.
. David Hertz é formado em gastronomia. Fundou e dirige a Gastromotiva, Associação responsável pela capacitação  de jovens em situação de invisibilidade social para o o mercado de trabalho, em especial na área  gastronômica. 


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Serviço:
Local: Escola Wilma Kövesi de Cozinha
Endereço: Rua Cristiano Viana, 224 – Pinheiros
Informações e inscrições: (11) 3063-1592
Preço: R$ 185,00

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Parte da arrecadação obtida com as inscrições é destinado à sustentação do Convivio Slow Food São Paulo.

** O Slow Food é uma associação internacional sem fins lucrativos fundada em 1989 como resposta aos efeitos padronizantes do fast food; ao ritmo frenético da vida atual; aos alimentos em crescente risco de extinção. O desaparecimento das tradições culinárias regionais. O esvaziamento dos campos agrícolas no mundo todo. Esse ambiente não é o mais sadio para o desenvolvimento das gerações futuras. Assim, um trabalho importante do Slow Food é mostrar como nossas escolhas alimentares podem afetar e moldar o mundo. E isso se dá, inevitavelmente, através da educação
e da convivência. Pequenos produtores, voluntários, estudantes, acadêmicos e chefs  estão envolvidos na causa do Slow Food, que se dedica a alimentação de qualidade, socialmente justa e ambientalmente sustentável (bom, limpo e justo).

 

de Convivium Slow Food SP saopaulo@slowfoodbrasil.com

 

 

Torino: Paissa-Eataly: 1 a 0

domenica 14 agosto 2011

Paissa-Eataly: 1 a 0

Da qualche giorno a Torino in via Lagrange ha aperto una filiale di Eataly, il «supermercato» di cibi di qualità, del territorio, a chilometro zero, tipici, bla bla bla, fondato da Oscar Farinetti (già fondatore di UniEuro: ricordate l'ottimismo, sale della vita?), improntato alla stessa filosofia enogastronomica su cui è incentrato Slow Food. Premetto che conoscevo già la sede del Lingotto, di cui apprezzo la possibilità e comodità di trovare molti generi alimentari un po' particolari tutti insieme (che è il principio di base dei supermercati in genere, molto poco «slow» rispetto alle botteghe di una volta e ai mercati rionali; ma tant'è). Certo, da Eataly costa tutto di più: per esempio, i torcetti della ditta Massera (squisiti!) saranno anche difficili da trovare, fatto sta che al Crai di via Vanchiglia ci sono, e costano qualche decina di centesimi in meno. Ma è anche vero che il Crai non è «fashion» come la sede di Eataly, che – ripeto – mi piace visitare di tanto in tanto per qualche compera (stando però ben alla larga dalle pere: una volta ne ho acquistata una da accompagnare al formaggio, ed era immangiabile: durissima, legava i denti e non sapeva assolutamente di nulla; ma tant'è). Già: tant'è. La curiosità di fare un salto nella nuova filiale c'era, e così sabato mattina il Pupo e io siamo andati a sbirciare, con la scusa che lui doveva acquistare qualche regalo mangereccio e bevereccio. Purtroppo siamo arrivati ch'era ora di pranzo, e a quanto pare i torinesi non ancora in ferie erano tutti lì a mangiare. Sì, perché da Eataly – per chi non lo sapesse – oltre a fare la spesa come in un supermercato, si può anche metter qualcosa sotto i denti. Al Lingotto, però, le due attività sono tenute sufficientemente separate: in alcune zone, oltre agli scaffali di prodotti gastronomici, ci sono i «ristorantini», che consistono in banconi ai quali ci si può sedere per assaggiare piatti preparati con i cibi in vendita in quel reparto. In via Lagrange, invece (vuoi perché non tutti hanno la dote di fare due più due e prevedere il prevedibile, vuoi per tenere il piede in due staffe, leggi «fare più soldi»), han pensato bene di mettere tavolini e seggiole dappertutto! Risultato: un girone dantesco. Ci siamo trovati a scegliere cosa comprare dagli scaffali, col sedere praticamente sulla testa di chi mangiava; se uno si alzava dal tavolo, sbatteva lo schienale della sedia contro un cliente; per non parlare delle cameriere che sfrecciavano ovunque in mezzo alla folla reggendo piatti di pasta sui quali chiunque, prima che fossero giunti a destinazione, poteva sternutire, tossire, far cadere capelli e altre amenità. Secondo me, è totalmente non a norma. Fra l'altro, sarò strana, ma a me vedere la gente che mangia fa passare l'appetito, e quindi anche la voglia di comprare da mangiare. E poi, come si fa a ciondolare bel belli a guardare bottiglie di vino, a mezzo metro da gente che sta pranzando? Che intimità! Per non parlare di quei poveracci che stavano seduti a tavola, con la gente che gli girava intorno alla ricerca del reparto prosciutti! Altro che «slow»!
 
C'è da dire, poi, che la scelta di Eataly sembra enorme, ma in realtà presenta delle lacune. Il Pupo cercava l'alkermes, e lì non l'abbiamo trovato. Allora ho pensato di andare in quella meravigliosa drogheria che si trova in piazza san Carlo: Paissa. Sta lì da più di un secolo, quando non si parlava di prodotti tipici, perché tanto era già tutto tipico; da Paissa, poi, è anche tutto speciale. Le sue grandi vetrine mostrano con orgoglio whisky da 200 euro (e li valgono tutti) accanto a saponette cinesi al gelsomino da 1 euro, creme al tartufo e fois gras accanto a detersivi per pavimenti: e tutto di ottima qualità. Hanno le galettes bretoni a 2 euro e i krumiri di Casale a 20 euro, i dolcetti turchi lokum e le offelle di Parona, le gaufres francesi, il sapone Valobra in tutte le profumazioni possibili, vini di tutti i prezzi, grissini, tè di ogni provenienza in scatole di latta dipinte... e poi tanta, tanta cioccolata! Dimenticavo: hanno anche l'alkermes... Ma la cosa impagabile – e, a quanto pare, irriproducibile – è che, varcata la soglia di questo sancta sanctorum delle delizie, ti ritrovi in un ambiente nient'affatto snob, o alla moda, o «slow». Dentro, trovi semplicemente un ambiente accogliente, stipato fino al soffitto di leccornie, e una gentilissima signora di una certa età che ti serve come se fossi l'unico potenziale cliente sulla faccia della Terra: con calma, con garbo, con semplice eleganza, con soddisfazione e competenza. Perché Paissa non è «tipico»: è solo e semplicemente Paissa. Paissa non è «slow» (banalissimo, questo uso di vocaboli inglesi: non molto tipici..., ma si vede che l'italiano non attira abbastanza clienti, con buona pace di Dante e Manzoni). Paissa è molto di più: è un posto dove si ritorna bambini che guardano con occhi spalancati meraviglie che si erano dimenticate, ma che poi, a osservarle bene, ci si ricorda che quel tè lo beveva il nonno, quel detersivo lo usava la nonna, quei bonbon te li comprava la mamma quand'eri piccolo e quelle saponette hanno un profumo che hai già sentito tanti anni fa.
 
da: http://aperto-per-lavori-in-corso.blogspot.com/2011/08/paissa-eataly-1-0.html

Miro: Cantine Giordano Vini di Valle Talloria (Cn)

lunedì 3 ottobre 2011

Cantine Giordano Vini di Valle Talloria (Cn)

Dopo la Cinzano e dopo la Martini & Rossi eccomi a parlare di un’altra grande azienda del settore enologico ma non solo, la Giordano Vini.

La Giordano Vini è una delle più grosse realtà del mondo vitivinicolo delle Langhe, infatti la direzione generale si trova tra i meravigliosi vigneti di Valle Talloria a poche centinai di metri dal castello di Gallo Grinzane.

I clienti delle Cantine Giordano sono decine di migliaia in tutto il mondo e la particolarità di questa azienda è che i prodotti nimageon sono in vendita nei normali canali di distribuzione ma sono in vendita diretta attraverso depliants cartacei che arrivano per posta o in allegato alle migliori riviste oppure i clienti vengono contattati direttamente dal sevizio clienti.

Le Cantine di invecchiamento, in Valle Talloria d’Alba, sono il vero cuore storico della Giordano. Qui, infatti, si sono svolte per più di 100 anni tutte le attività: vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento, confezionamento, magazzino e spedizioni.

Negli edifici che circondano le cantine storiche sono alleggiate più di 1000 barriques dove vengono invecchiati i preziosi vini della zona come il vino barolo il barbaresco etc..
Le cantine sono anche visitabili come è possibile acquistare le bottiglie nel negozio aziendale.

Da alcuni anni la Giordano ha investito nei grandi vini di Puglia a Torricella, vinificando e imbottigliando vini pregiati come il Primitivo, il Negroamaro ed altri vini della tradizione vinicola locale.

numerosi premi vinti dai vini Giordano dovuti alla passione e dalla continua ricerca della qualità che per Ferdinando e Gianni Giordano è la prima cosa su cui puntare per soddisfare il cliente.

La Certificazione di Qualità ISO 9001 è un marchio importante che assicura che l’Azienda Giordano svolge la propria attività di produzione e di commercializzazione di vini e specialità alimentari nel rispetto della norma che tutela i propri Clienti e consumatori.

Ma la Giordano no è solo vini ma anche specialità alimentari tipiche delle Langhe e Roero.

Chi fosse interessato a maggiori informazioni può visitare il sito ufficiale della Ditta Giordano Vini..www.giordanovini.it

Chi invece volesse conoscere ricette, vini, prodotti tipici e curiosità enogastronomiche del Piemonte può visitare il sito delle ricette di Zia Fiorella …www.ricetteziafiorella.com

Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/2011/10/cantine-giordano-vini-di-valle-talloria.html

 

 

Autunno col Tartufo, le Fiere e le Sagre

 

cuneese, astigiano e alessandrino

Dal 08-10-2011 Al 30-11-2011
Moncalvo (At)

Autunno col Tartufo, le Fiere e le Sagre
Autunno col Tartufo, le Fiere e le Sagre

Dalla prestigiosa Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (8 ottobre – 13 novembre), città che vanta il più vecchio mercato e che determina il prezzo “ufficiale” del prodotto, alle Fiere nazionali di Moncalvo (23 e 30 ottobre) e di Montechiaro (6 novembre) nell’Astigiano, di Murisengo (13 e 20 novembre) e di San Sebastiano Curone (20 novembre) nell’Alessandrino, fino alle fiere regionali e locali in tutto il sud del Piemonte, sono oltre trenta gli appuntamenti dal mese di ottobre fino a marzo inoltrato. Occasioni imperdibili per degustare e acquistare le ghiotte prelibatezze locali, ma anche per conoscere e ammirare le bellezze caratteristiche dei borghi piemontesi. 

 

da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/3/enogastronomia/1057/autunno-col-tartufo-le-fiere-e-le-sagre.html

 

 

Abbiamo Ricevuto: alla Casa Sta.Luzia della Alameda Lorena di San Paolo campagna promozionale di vini dell´Albese

Abbiamo Ricevuto:

Caro Amico Manassero,


come buona piemontese ti informo che alla Casa  Sta.Luzia della Lorena, c´é una campagna promozionale di vini dell´Albese a prezzi straordinari:
Cerca nella ADEGA i vini della Cantina Terre Nostre:
 
- Dolcetto d´Alba ( invecchiato in barrique)  ...........R$   57,80;
- Barolo.............................................................R$ 130,00;
- Barbaresco......................................................R$   86,00;
- Barbera...........................................................R$   70,00;
- Chardonnay ( bianco invecchiato in barrique).........R$   57,00;


É una festa!


Forte abbraccio e cerea neh.
Bruna Bianco Giannetti

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME DI PATATE

26/09/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME DI PATATE


E’ una preparazione insaccata a base di patate bollite e carne di maiale, in alcune zone del Biellese viene aggiunto anche un po’ di sangue per rendere il prodotto rosa.

Metodiche di lavorazione
Vengono fatte bollire le patate, il prodotto è stagionale (ottobre – marzo) in quanto le patate novelle non vanno bene perché non si prestano per caratteristiche intrinseche alla lavorazione, inoltre il prodotto è molto delicato e soffre il caldo I ritagli di carne (carnetta, triti di banco, grasso di sottogola, spolpo di costine ecc) vengono passati nel tritacarne insieme alle patate ed agli aromi.
Una volta la proporzione delle patate era predominante, attualmente si utilizzano proporzioni uguali di circa 1/3 di patate, 1/3 di carne suina, 1/3 di grasso suino; in alcune zone si utilizza fino al 50% di patate. Il tutto viene insaccato in budelle torte piccole. Una volta prodotto viene consumato fresco, entro 5-6- gg., oppure asciutto entro 15 gg. La pezzatura del prodotto è di ca. 1 etto.

Zona di produzione
Il Canavese considerato dalla Dora Baltea alla Stura di Lanzo, alcune zone del Biellese.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/51.htm

 

 

Miro: FUNGO D'ORO 2011

 

FUNGO D'ORO 2011
Dal 23 settembre al 30 ottobre per tutti gli amanti del fungo
 

Torna la manifestazione del Fungo d’Oro, promossa dal Museo del Gusto di Frossasco con il patrocinio della Regione Piemonte e il sostegno della Provincia di Torino.

Un evento, giunto alla sua 15^ edizione, che dal 23 settembre al 30 ottobre proporrà tanti appuntamenti all’insegna del Re dei Boschi e delle degustazioni di questa prelibatezza delle valli.

Numerosi gli enti, i consorzi e le associazioni che collaborano attivamente all’iniziativa: Comunità Montana del Pinerolese, Città di Pinerolo, Città di Giaveno, Comuni di San Pietro Val Lemina, Prarostino, San Secondo di Pinerolo, Bibiana e Coazze, Accademia Italiana della Cucina, CFIQ di Pinerolo, Istituto Alberghiero “A. Prever” Pinerolo, Associazioni micologiche del territorio.

L’edizione 2011 proporrà un vero e proprio “FESTIVAL DEL FUNGO D’ORO”, obiettivo del quale è coinvolgere i grandi chef del territorio per valorizzare le eccellenze enogastronomiche a base di funghi, con uno sguardo particolare volto ad allargare gli orFunghi porciniizzonti della manifestazione creando un legame con altre realtà che organizzano manifestazioni dedicate al fungo anche oltre i confini della nostra provincia.

Il Festival del Fungo d’Oro sarà inoltre affiancato dal circuito “FUNGO IN TAVOLA”: dal 23 settembre al 30 ottobre presso i ristoranti di Pinerolese, Val Sangone e Bassa Valle di Susa sarà possibile degustare e votare prelibatezze e base di funghi. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di valorizzare i menù a base di funghi con particolare attenzione alle ricette locali, tradizionali e legate alle culture famigliari..

Al circuito “FUNGO IN TAVOLA” potranno partecipare tutti i ristoranti che, nel periodo previsto, proporranno nei loro locali menù a base di funghi. Oltre gustare i funghi, il pubblico che cenerà nei ristoranti potrà votare, attraverso apposite cartoline che troverà direttamente nei locali, il piatto preferito e partecipare all’estrazione di vaucher validi per una cena per due persone da consumare nel mese di novembre.

Come da tradizione, nell’ambito della manifestazione Fungo d’Oro si svolgerà anche la “Serata d’onore”, in programma per lunedì 17 ottobre presso l'Istituto Alberghiero “A.Prever” di
Pinerolo, durante la quale sarà possibile gustare le prelibatezze enogastronomiche realizzate dagli Chef del Fungo d’Oro di Pinerolese e Val Sangone.

Nel corso della serata , inoltre, verranno assegnati alcuni premi volti a riconoscere l'impegno e la passione nel promuovere il "Fungo". Verranno infatti premiati gli Chef di Pinerolese e Val Sangone con il “FUNGO D’ORO 2011”, i “Gran Boulajour e Boulaiaire 2011” di Giaveno, Prarostino e San Pietro Val Lemina, alcune Associazioni del territorio (tra cui l'Associazione “Boulaiaire Val Lemina”, l'Associazione “Amici dei Funghi Val Sangone Boulajour” e l'Associazione “Bulajour della Val Sangone”).

Verranno inoltre presentate numerose iniziative del territorio, tra cui: il nuovo Gruppo dei Ristoratori del Pinerolese e Val Sangone; l’Associazione “Boulaiaire Val Lemina”; la nuova iniziativa “Le Città del Fungo”, obiettivo della quale è mettere in contatto le diverse città italiane impegnate nella valorizzazione di questo prodotto; il Gemellaggio Enogastronomico tra Giaveno e San Pietro Val Lemina; i “Percorsi dei Funghi", un percorso enogastronomico attraverso i territori di Pinerolese, Val Sangone e Bassa Valle di Susa.

Il Fungo d’Oro si conferma quindi un appuntamento importante per la valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze enogastronomiche, una manifestazione di grande risalto non solo per il pinerolese ma per le valli torinesi unite nella passione per il Re dei Boschi.

Fonte: Regione Piemonte

Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/2011/09/fungo-doro-2011-dal-23-settembre-al-30.html

 

 

L’enogastronomia di 11 regioni s’incontra a “Canelli, la città del vino”

set 26th, 2011

di webmaster

‘Canelli, la città del vino – Tante buone Regioni per incontrarsi a Canelli’ non poteva iniziare in modo migliore: venerdì 23 settembre, nell’ingresso dell’Antica Cantina sociale, inaugurazione del disegno sulla storia del vino (10 metri x 1,60), il più grande su tela, dell’artista palermitano Sebastiano Caracozzo ed aperitivo nella nuova cantina sotterranea dello spumante metodo classico cui ha fatto seguito, alle ore 21, al teatro Balbo, la brillantissima esibizione della Banda Città di Canelli, diretta da Cristiano Tibaldi con l’esilarante “Musica, vino e territorio”.

Tre giorni di festa nella città capitale dello spumante italiano che già ben si delineano: Vino, Musica, Arte, Gastronomia,  Territorio, Gente, i sei sensi della Città del vino.
L’edizione di quest’anno, nonostante la diminuzione dei contributi, ha dato la netta sensazione di una organizzazione più efficiente e di un’informazione più capillare.

 Gli industriali del vino si raccontano. In particolare ha lasciato il segno quello,  al teatro Balbo, di sei storici imprenditori con trecento studenti “Le grandi firme dello spumante si raccontano” oltre al convegno “Terra Unesco, esperienze e buone pratiche di valorizzazione e gestione di un territorio”,  alla Contratto.

  

Regioni. Undici Regioni hanno presentato le loro eccellenze enogastronomiche: dalla Liguria alla Puglia, Sicilia, Lazio, Piemonte,  Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Lombardia. 

 

Eventi. Il trenino e il ‘cartun’ (carro trainato da cavalli) hanno girato strapieni da una cantina all’altra; il ‘Mercatino del ghiottone’, in via Roma, è stato molto apprezzato; bella la ‘Casetta di campagna’ della Pro Loco di Canelli che ha sfornato ottima farinata, in allegria; resteranno indimenticabili le esibizioni della Banda Città di Canelli, sia al teatro Balbo sabato sera che, domenica, per le vie della città con brani e musiche dedicate al vino.

Volontariato.  Rilevante è stata la partecipazione di molte associazioni di volontariato, presenti con competenza e professionalità un po’ ovunque.

 

Mostre. Ne abbiamo contate dieci, con le tecniche più diverse e originali: dalla pittura alla fotografia, dalle capsule di bottiglia al ricamo bandera, alle cartoline storiche, ai manifesti pubblicitari.
ncontri.

 
da: http://www.vallibbt.com/2011/09/26/lenogastronomia-di-11-regioni-sincontra-a-canelli-la-citta-del-vino/
 
 

Sei industriali storici del vino e dello spumante si raccontano

set 26th, 2011

 

di webmaster.

Per la prima volta sei storici industriali canellesi del vino e dello spumante hanno raccontato le origini delle loro Case storiche e il loro rapporto con il mondo del vino e con Canelli,  davanti a studenti delle scuole medie e superiori che hanno così avuto modo di ravvivare, in diretta, la storia e la cultura dello spumante italiano, nato a casa loro, più di 150 anni fa. Le confidenze di sei nonni imprenditori a 300 ragazzi che, con promettente attenzione e curiosità, hanno ascoltato e vivacemente applaudito per novanta minuti. La ripartenza per una nuova Canelli?

Sul palco del teatro Balbo, alle 10,30 di sabato 24 settembre, sono saliti Miranda Bocchino, Luigiterzo Bosca, Alberto Contratto, Roberto Coppo, Lorenzo Vallarino Gancia e Ottavio Riccadonna. Filippo Larganà, giornalista e blogger, ha stimolato il dibattito.
L’iniziativa è stata promossa  dalla Comunità collinare “Tra Langa e Monferrato” (Giovanni Borriero, presidente) in collaborazione con l’Associazione culturale “Canelli domani” (presidente Renzo Vallarino Gancia).

Per Renzo Vallarino Gancia “Serve parlare di passato, ma senza crogiolarsene” e, con evidente riferimento al progetto Unesco: “Noi dobbiamo puntare lontano, come ha fatto mio bisnonno Carlo che, nel 1865, dal Moscato ha tirato fuori uno spumante. Un’idea nuova che, per emergere, ha dovuto superare molte difficoltà (una per tutte, le bottiglie che scoppiavano…)”.

Un’altra intuizione ebbe il nonno di Miranda Bocchino, quando, rientrato dall’Argentina, ebbe la lungimirante idea di far fermentare le vinacce di Moscato che, sistematicamente venivano gettate nel Belbo. Fu il primo esperimento di grappa con vinacce da Moscato, ineguagliabile per il suo gusto e profumo, tanto bene pubblicizzata dallo spot ‘Sempre più in alto’, di Mike Bongiorno dal Cervino, dove rischiò  addirittura la vita.

Dalla sua visione della vita singolare per un industriale, Luigi Terzo Bosca (“la mia vita non può essere legata  solo ai numeri e ai bilanci di un’azienda”) trasse lo stimolo per le sue innovative  ‘trovate’ (da lui non citate), come il Canei  e il Verdi e le numerose iniziative artistiche e culturali promosse dalla sua azienda.
Agli avi di Alberto Contratto, ‘magnin’ (fabbricavano paioli di rame) provenienti dalla Valle dell’Orco nel Canavese, spetta la grande abilità nell’essersi lasciati  “contagiare  dall’ambiente frizzante che si respirava a Canelli” e quindi a cambiare mestiere. Mitica l’idea del concorso con la ‘moneta d’ora’ (una sterlina di 4 grammi, una per cento bottiglie), nascosta sotto la gabbietta dello spumante ‘Bacco d’oro’.

Per Gianni Coppo e i suoi tre fratelli Piero, Paolo e Roberto, “nati in una botte”, fare vino è una “tradizione di famiglia”, frutto di una grande passione e amore così come accadde al nonno che, sposandosi una canellese, “venne a Canelli per amore”. Gianni ricorda che “allora, si produceva più Barbera che Moscato. Barbera che oggi non riusciamo a valorizzare come meriterebbe”.
Ottavio Riccadonna, di nobil casato, già proprietario di una ‘torre’ a Bologna, non ha difficoltà a spiegare come e perché la sua azienda sia stata ceduta: “Noi spendevamo il 6-7% nella comunicazione. Risibile! Con l’arrivo della grande distribuzione, le multinazionali  hanno avuto buon gioco”. 

In Casa Riccadonna non sono mai mancate le idee rivoluzionarie a cominciare dalla famosa ‘Torre vinaria’ (primo silos verticale), dall’invenzione del ‘President’, lo spumante di tutte le domeniche e non solo stagionale come l’Asti.
Tra le amministrazioni e i dipendenti Gancia e Riccadonna che si portavano al lavoro su marciapiedi diversi, c’era rivalità? “Si trattava solo di comodità – è la papale risposta di Riccadonna – Ci fu una sana rivalità.” e per Renzo Gancia: “Non bisogna mai confondere l’amicizia con la concorrenza”.

da: http://www.vallibbt.com/2011/09/26/sei-industriali-storici-del-vino-e-dello-spumante-si-raccontano/

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME DI GIORA

26/09/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME DI GIORA

 

Il Salame di Giora (pronuncia: GIURA) è un salame ad impasto consistente, a grana fine, prodotto con carne di vacche di razza Piemontese dimesse dalla riproduzione ed ingrassate (Giore). La carne delle bovine viene miscelata con lardo di maiale, sale, spezie (pepe bianco, cannella, noce moscata), zucchero e vino Barolo. Il salame di Giora si consuma esclusivamente crudo e viene prodotto stagionalmente da dicembre a fine marzo.

Metodiche di lavorazione
La carne di vacca Piemontese entra nell'impasto del salame per il 65% con i seguenti tagli: brutto e buono, copertina della caramella, copertina di spalla e copertina del carrè, essendo il restante 35% apportato dal lardo di maiale. Alla miscelazione segue l'insaccamento in budello di maiale ottenendosi salami di lunghezza pari a 18cm con diametro 4 - 4,5 cm negli esemplari stagionati e con un peso di 250-300 grammi. Si procede quindi al riscaldamento e alla asciugatura dei salami, attuati in cella ad una temperatura iniziale di 20°C con umidità dell'85%, per scendere gradualmente a partire dal 3° giorno a 11°C con il 70% di umidità. Il salame di Giora viene stagionato per 40 giorni in cella a temperatura costante di 10°C ad un'umidità del 70-80%

Zona di produzione
La zona di produzione è rappresentata dalla pianura a sud di Torino fino ad arrivare al Cuneese (da Carmagnola al Braidese)

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/50.htm

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME DI CINGHIALE

 21/09/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME DI CINGHIALE

 

 

 Sono salami non molto stagionati (20-30 gg), scuri, ottenuti da carne magra di cinghiale mescolata a pancetta di maiale (15-20 %). Metodiche d lavorazione
La carne tritata è introdotta nel budello.

Zona di produzione
Diffuso un po’ in tutto l’arco pedemontano della regione. In particolare nella zona di Corio (TO)

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/49.htm

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME DI CAVALLO

 21/09/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME DI CAVALLO

Si presenta con la forma di un cacciatorino un poco più lungo. L’impasto è formato da una parte magra di carne di cavallo al 100 % e da una parte grassa costituita da lardelli pancetta e grasso di maiale. Metodiche d lavorazione
L’impasto, aromatizzato con sali, aromi, spezie, viene insaccato e legato a filzi o file. Viene poi stagionato 15 gg.

Zona di produzione
Specialità tipica del Novarese, diffusa anche in altre zone del Piemonte

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/48.htm

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME DEL CIOS

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME DEL CIOS

Salame insaccato nel budello grande cieco; si presenta perciò delle dimensioni di una coppa ed è più morbido e di più lunga durata (si consumava tradizionalmente fino a tutta l’estate).

Presenta una pezzatura elevata, essendo il peso di 1,5-2,0 kg, il diametro di circa 15 cm e la lunghezza intorno ai 20 cm.

 

 Metodiche d lavorazione
Normale tecnologia per la produzione di salame



Zona di produzione
Calosso (AT) e Valle Belbo in genere

 

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/47.htm

 

 

Gianluca Zambrotta, terzino della nazionale (campione del mondo nel 2006), parteciperà alla vendemmia della Barbera

 

Gianluca Zambrotta parteciperà alla vendemmia della Barbera

set 15th, 2011

di webmaster.

Lunedì 19 settembre, per l’inizio della vendemmia della Barbera, sarà a Castagnole delle Lanze – tra i filari – Gianluca Zambrotta, terzino del Milan e della nazionale (campione del mondo nel 2006). Zambrotta è, infatti, un “adottante”, ovvero uno degli oltre 1.000 amanti della Barbera che hanno, nel 2010,  “adottato un filare nelle Lanze”… Zambrotta, dunque, parteciperà alla vendemmia nel “suo” filare.

A seguire, si svolgerà in Municipio, alle ore 16, la cerimonia di consegna dell’”adozione” 2011.

 

da: http://www.vallibbt.com/2011/09/15/gianluca-zambrotta-partecipera-alla-vendemmia-della-barbera/

 

 

L’eccellenza enogastronomica a “Canelli, la città del vino”

 set 12th, 2011

 

di webmaster

Nel mese di settembre Canelli, la pavesiana “Porta del mondo”, luogo di confronto e dialogo tra territori diversi, si spalanca ed accoglie le culture del gusto, del vino e del cibo di altre terre, con il patrimonio di sapori e tradizioni che accomuna la civiltà del cibo e del vino. Nelle cantine storiche, candidate a essere riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che si snodano per chilometri nel sottosuolo di Canelli, si svolge una festa dell’eccellenza enogastronomica con la degustazione di vini d’autore e ricette tradizionali. Nel centro storico di Canelli per due giorni è offerta una cucina da gourmet.

Il programma:
Venerdì 23 settembre: alle 17.30, presso la Cantina Sociale, via Bosca 40, si svolgerà l’inaugurazione della “Megalografia della Storia del Vino”, opera dell’artista palermitano Sebastiano Caracozzo realizzata per l’ingresso del punto vendita della Antica Cantina di Canelli. Aperitivo nella cantina sotterranea.
Ore 21, al teatro Balbo, “Musica, vino e territorio”, iniziativa offerta dalla Antica Cantina di Canelli. La Banda Città di Canelli eseguirà brani e musiche dedicate al vino. Grande festa con arte, musica, film e vino di qualità. Brindisi offerto dalla Antica Cantina di Canelli.
Sabato 24 settembre:
- Alle 10.30, nel teatro Balbo, “Le grandi firme dello Spumante si raccontano” incontro con le famiglie delle storiche cantine di Canelli: Bocchino, Bosca, Contratto, Coppo, Gancia e Riccadonna.
- Alle 16.00, nella sala Cassa di Risparmio di Asti, premiazione del 33° concorso in lingua piemontese;
- Alle 18.00, alle Cantine Contratto, Inaugurazione ufficiale della manifestazione.
- Alle 18.30,  sempre nelle Cantine Contratto, incontro “Terra di Unesco, esperienze e buone pratiche di valorizzazione e gestione di un territorio”.
Domenica 25 settembre:
- In via Roma, “Mercatino del ghiottone”;
- Nel centro cittadino ritornano i Cartunè (carrettieri), che trasporteranno i visitatori da una cantina all’altra;
- In piazza Gioberti, rievocazione della pigiatura ottocentesca dell’uva;
- Mostra di pittura presso l’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana;
- Nel salone Riccadonna diCorso Libertà, mostra “Canelli si racconta”;
- Nella sala delle Stelle del Comune, mostra fotografica “Radici locali, sviluppo mondiale”, a cura della Pernod Ricard Italia;
- “Mostra capsule provenienti da tutto il mondo”, nella Cantina Bosca;
- “Si fa così”, nella  Cantina Bosca, esposizione dimostrativa di un’antica tecnica di ricamo di Casa Savoia: il bandera;
- Dipinti “wine made” di Elisabetta Rogai, nelle Cantine Coppo: mostra di opere realizzate esclusivamente con l’utilizzo di vino come colore -
- Nel centro cittadino, per ricordare l’arrivo (maggio 1865) della ferrovia a Canelli, funzionerà un trenino “Risorgimentale” dell’Asti Spumante, che unirà le varie cantine cittadine;
- Distribuzione palloncini e punto informativo della Fidas, in piazza Cavour;
- Nella chiesa dell’Annunziata, mostra di pittura “I colori mediterranei del vino”, diSebastiano Caracozzo;
- All’Amici Pescatori, in via Cairoli, mostra di pittori italiani e d’oltralpe del 1800 e ceramiche piemontesi. (dalle 16 alle 20 di sabato e dalle 10 alle 18 di domenica);
- Mostra itinerante di disegni e vignette di Franco Bruno;
- “Il Tango patrimonio dell’umanità” spettacoli di danza realizzati dall’Associazione culturale “Arcibò” – Cantine Gancia – sabato e domenica dalle 17 alle 19;
- Truccabimbi e palloncini, a cura del Gruppo Pionieri della CRI di Canelli, in piazza Cavour;
- Mini luna park per i più piccoli, in piazza Gancia.

Vino in borraccia. Domenica 25/9, cicloturistica non competitiva in mountain bike “Vino in borraccia – In bici tra vigne e cantine” 5^ ed., dalla sede storica di produzione del celebre Canei, in via Buenos Aires, partirà alle ore 9,30. Organizzata dall’assessorato allo sport del comune di Canelli, il percorso è prevalentemente in asfalto adatto a tutti: tratti di sterrato sono riservati ai più “attrezzati”. Per 15 Km tra i vigneti con soste in cantine per visite e degustazione di vini e altri prodotti del territorio (aziende agricole “Scagliola Giacomo”, “Bocchino Giuseppe” di Canelli e “Pianbello” di Loazzolo).

Giornate Europee del Patrimonio. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (Unione Europea e Ministero dei Beni Culturali) saranno visitabili alcuni edifici religiosi, il Museo Multimediale del Sud Astigiano (MUSA).
Le Cantine Storiche Canellesi sono inserite nel progetto di candidatura per il riconoscimento da parte dell’Unesco dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte quale patrimonio dell’umanità.

Notte dei cinque sensi. Dalle ore 20 alle ore 2 – Percorso goloso e sonoro che si snoda attraverso le vie e le piazze della città.
Info: IAT Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica, via G. B. Giuliani 29 – tel. 0141-820280.

da: http://www.vallibbt.com/2011/09/12/leccellenza-enogastronomica-a-canelli-la-citta-del-vino/

 

 

Miro: Tartufo Bianco “Trifula” – Guida e manuale

giovedì 15 settembre 2011
 
Parlare del Tartufo bianco  d’Alba e del Monferrato
  è una cosa facile ma difficile nello stesso tempo. E’ il prodotto più famoso  al mondo e nello stesso tempo uno dei meno conosciuti, gastronomicamente parlando, in quanto probabilmente anche il più caro e non alla portata di tutte le tasche.
Tantissime ricette le trovate nel sito “Le ricette di zia Fiorella” con tante altre della tradizione piemontese.


Sicuramente è un mito senza eguali, i pezzi pregiati vengono contesi con aste da capogiro che coinvolgono tutti i continenti ed è proprio in questo territorio che si trovano quelli più pregiati e ricercati che finiscono sulle tavole dei potenti del mondo.
 
Il turismo enogastronomico legato alla “trifula” non conosce cedimenti, anzi sono sempre maggiori le visite che ogni anno vengono effettuate alle numerose fiere che si snodano tra le Langhe , il Roero   e il Monferrato. Ma…….

image
Cosa è il Tartufo “Trifola”

 
È il nome comune con il quale sono indicati i corpi fruttiferi (sporocarpi) di funghi che compiono il loro intero ciclo vitale sotto terra (ipogei) appartenenti al genere Tuber. Devono obbligatoriamente vivere in simbiosi con piante arboree per produrre il prezioso sporocarpo. Sono formati da una parete esterna detta peridio, il quale può essere liscio o sculturato e di colore variabile dal chiaro allo scuro.

La massa interna, detta gleba, di colore variabile dal bianco al nero, dal rosa al marrone è percorsa da venature più o meno ampie e ramificate che delimitano degli alveoli in cui sono immerse delle grosse cellule (gli aschi) contenenti le spore. Le caratteristiche morfologiche del peridio, della gleba, degli aschi e delle spore, sommati alla dimensione ed alle caratteristiche organolettiche permettono l’identificazione delle specie di tartufo.
 
 
 
Piante da Tartufo Bianco

 
Per il Tuber magnatum il terreno deve essere preferibilmente marnoso-calcareo, di altitudine inferiore ai 700 m s.l.m, areato discretamente ma non eccessivamente permeabile, con presenza negli strati superficiali di discreta umidità anche nei mesi più secchi, discretamente dotato di calcare, povero di fosforo e di azoto, ricco di potassio, con pH tra 6,8 a 8,5, scarso di sostanza organica, bagnato da piogge primaverili ed estive, possibilmente in vicinanza di corsi d’acqua su fondi valle ma privo di ristagni, con modica inclinazione.

È necessario quindi un preciso rapporto tra le condizioni d’ambiente, composizione chimica umidità del suolo e condizioni climatiche.

Questa tipologia di terreno corrisponde a quella favorevole anche alle piante simbionti le quali sono: Farnia, Cerro, Rovere, Roverella, Pioppo nero, pioppo bianco, Pioppo carolina, Pioppo tremulo, Salicone, Salice bianco, Tiglio, Carpino nero, Nocciolo.
 

  image Caratteristiche morfologiche

Peridio liscio, a volte screpolato di colore giallo chiaro tendente al grigio negli esemplari scadenti.
Forma globosa o appiattita con protuberanze spesso dovute alla qualità del terreno .
Gleba compatta, di colore marroncino, tonalità, direttamente proporzionale al grado di maturazione, percorsa da venature biancastre composta da filamenti di ife.

Caratteristiche organolettiche:

A maturazione adeguata trasmette un intenso profumo composto da aromi che evocano quelli dell’aglio, del fieno, della terra bagnata, del miele, del fungo e delle spezie. (non facile da descrivere).
Il sapore è molto gradevole (unico).

Composizione chimica:
Quantità per 100g.

Acqua 82,6 g. Sodio 40 mg.
Azoto 0,9 Potassio 188
Azoto non proteico 0,2 Zinco 2,8
Proteine 4,1 Rame 1
Lipidi 2,1 Calcio 12,4
Glucidi 2,0 Magnesio 8,1
Fibra 0,4 Ferro 3

Condizioni ambientali

Si origina in ambienti freschi, umidi a 10/15 cm da terra ad una temperatura media di 6°c.
Dalla diffusione di spore si sviluppa un micelio che avvolge gli apici radicali di una pianta appartenente alle specie predisposte.
Da quì si origina la micorriza che si sviluppa in simbiosi con con la pianta.
Il micelio che si diparte dalle micorrize potrà produrre lo sporocarpo.

Difetti possibili

Grado di maturazione insufficiente > Quando il tartufo non ha raggiunto un buon livello di maturazione le sue caratteristiche non sono adeguate al consumo

Presenza di Micosi > Si manifestano con alcune macchie brune sul peridio, variano consistenza e profumo alterandone la piacevolezza.

Odori sgradevoli > In alcuni casi di deperimento emana effluvi di ammoniaca, metano e fermentato.

Assenza di integrità > Sono possibili stati di deperimento dovuti alla presenza di parassiti inoltre è possibile riscontrare la presenza di scalfiture dovute a unghiate del cane utilizzato nella ricerca.

Gommosità > Questa caratteristica si presenta in esemplari non freschi o non conservati adeguatamente.

La Cerca

Per "scovare" un tartufo il cercatore o "trifolao" deve avvalersi della collaborazione di un cane dal fiuto finissimo ed addestrato al riconoscimento dell’aroma di questo fungo.
Per dedicarsi all’attività di cercatore di tartufo è necessario possedere un tesserino in regola con il pagamento di una tassa annuale.

Esistono inoltre calendari di raccolta riferiti alle differenti specie di Tuber e che sono variabili per ogni regione in cui si possono trovare tartufi.

Nel bosco quando il cane fiuta il tartufo lo indica al cercatore il quale con un particolare zappino lo estrae con la massima delicatezza.
 
Per permettere la formazione di nuove radichette (che saranno a loro volta micorrizate) è di fondamentale importanza che il cercatore rimetta a posto il terreno rimosso, così da poter ben sperare nella formazione di un nuovo corpo fruttifero

Storia

Nel Settecento il tartufo piemontese era considerato presso tutte le corti europee un alimento tra i più ghiotti. Tra i grandi estimatori di questo “frutto della terra” non va dimenticato il musicista Gioacchino Rossini, che lo definì “il Mozart dei funghi”. Il tartufo bianco piemontese è sempre stato considerato il più pregiato, ma solo nel ‘900, il Tartufo d’Alba ha acquistato fama mondiale, grazie alla geniale opera di promozione svolta da Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba, giustamente “incoronato” Re dei Tartufi già nel 1933 dal Times di Londra.

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Il Mercato e il …….Mito

Il mercato del Tartufo è quanto di più misterioso si possa immaginare. All’apertura i “Trifolao” se ne stanno calmi e tranquilli, senza far vedere il frutto della loro ricerca che conservano nascosto nelle capaci tasche delle loro giacche di fustagno. Invece parlano e discutono di cani e di pioggia, di stagioni e del tempo e aspettano che il mercato si muova, che i compratori si facciano avanti e cerchino di capire quanto prodotto è in vendita.

Poi, lentamente con circospezione, incominciano tirar fuori piccoli pacchetti di tartufi avvolti nei grandi fazzoletti , inizialmente i più piccoli, poi i pezzi più pregiati, riservati agli intenditori, a chi cerca il pezzo bello per un regalo ed è disposto a spendere qualcosa in più.

E mentre il profumo di tartufo diventa inebriante, il “Trifolao”, appartato in un’angolo, conclude i suoi affari migliori. Ma ormai questo è quasi solo mito.
 
 
Consigli per l’acquisto

Curiosità: Sfatiamo alcuni miti

Le maggiori Fiere del Tartufo in Piemonte

Alba , Alessandria, Asti, Canelli, Moncalvo, Vezza d’alba, Montechiaro d’Asti, Murisengo, San Sebastiano Curone, Bergamasco, Mondovì, Montiglio, Odalengo Piccolo, Acqui Terme, Rivalba T.se.

Per tutte le informazioni dettagliate sulle Fiere del tartufo in Piemonte seguite questo Link...
Fiere Tartufo Piemonte  2011

Ricordate comunque che:

A questo punto non rimane che farci la grattatina su un bel piatto di Tajarin fatti in casa.

Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/2010/02/prodotti-tipici-il-tartufo-bianco-dalba.html

 

 

Bra (CN): Cheese 2011

 

Cheese 

Centro storico

http://cheese.slowfood.it 

Dal 16-09-2011 Al 19-09-2011
12042 Bra (Cn)

Cheese
Cheese

Molto più di un enorme mercato tutto dedicato al mondo dei formaggi, con centinaia di produttori italiani e stranieri. Cheese, iniziativa biennale di Slowfood in programma a Bra dal 16 al 19 settembre, sa richiamare centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo grazie anche ai laboratori del gusto e alle mille iniziative collaterali tra cucina di strada, chioschi degustazione ma anche dibattiti e approfondimenti sulle tematiche del settore e la biodiversità casearia. Il focus dell’edizione 2011 è la Francia, che ha sempre tutelato le produzioni a latte crudo, valorizzato il lavoro di casari e affinatori, promosso le diversità territoriali. Le sue eccellenze si trovano in Gran Sala ed Enoteca - 100 formaggi e 150 etichette - e 10 dei 34 Laboratori del Gusto sono interamente dedicati ai prodotti d’Oltralpe, con la testimonianza dei Meilleur Ouvrier de France, il più importante premio per un artigiano francese.
Ospiti d’onore di Mercato, Gran Sala e Laboratori del Gusto, i Presìdi Slow Food rappresentano due continenti (Europa e Africa) e decine di nazioni, con piccole produzioni mai presentate a Cheese da Italia, Svizzera, Macedonia e Francia. Tra le novità, la Piazza della Pizza dove si concretizza l’alleanza tra pizzaioli e Presìdi. Numerose anche le iniziative didattiche. 

 

da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/3/enogastronomia/927/cheese.html

 

 

Glúten em excesso pode causar enxaqueca

quarta-feira, 14 de setembro de 2011 17:25
Da Redação reporterdiario

Foto: Stock.xchng

As opções de alimentos que não contém glúten em sua composição são cada vez maiores nas prateleiras dos supermercados. Isso porque, a substância que é necessária para a dieta diária pode causar distensão abdominal, enxaqueca, desconforto abdominal e até mesmo gases se ingerida em grandes quantidades, segundo especialistas.

Apesar de ser desconhecido pela grande parte da população o glúten nada mais é do que a mistura de duas proteínas, a gliadina e a glutenina e pode ser encontrado em sementes, farinhas, cereais e cevadas.

Para quem excluiu o glúten da alimentação radicalmente precisa ficar atento já que a substância faz parte das pirâmide alimentar e não leva a benefício alguma caso seja retirado totalmente da dieta.

“Um exemplo de que o glúten e os alimentos em q ele compõe são importantes é o trigo, elemento que constitui o pão. O pão de glúten, no qual o glúten é adicionado além da farinha de trigo, diminui o índice glicêmico por ter mais proteínas, podendo ser interessante para diabéticos”, afirma Camila Belentani, nutricionista do Hospital Santa Helena, com unidades no Grande ABC.

Doença Celíaca

O glúten deve ser totalmente excluído apenas das refeições de quem tem intolerância a substância, como os pacientes com doença celíaca. “Pacientes com doença célica é que devem abolir o glúten da dieta, devido a falta de enzima transglutaminase, responsável pela quebra do glúten para sua metabolização e absorção” explica Camila. (Colaborou Larissa Marçal)

 

da: http://www.reporterdiario.com.br/Noticia/309098/gluten-em-excesso-pode-causar-enxaqueca/

 

 

Cheese 2011, il latte prende forma

 

15/09/2011 -

Cheese 2011, il latte prende forma

Al grande mercato dei formaggi ci sono quest’anno 186 bancarelle di cui 136 italiane e 50 straniere (erano 162 nel 2009)

 

Da venerdì 16 settembre a Bra formaggi da tutto il mondo

BRA (CN)

Tutti pronti? Sorridete e fate Cheese. Eccola l’istantanea della fiera internazionale dei formaggi che quest’anno ha per titolo «Le forme del latte» e che trasformerà Bra, da domani a lunedì nella capitale del latte in tutte le sue forme. Un appuntamento biennale da grandi numeri, organizzato da Slow Food nella città piemontese tra Langa e Roero che ha fatto da culla al movimento internazionale di cultura gastronomica. L'ormai mitico indirizzo di via Mendicità Istruita è al centro della mappa punteggiata da bancarelle e stand, laboratori, chioschi di degustazione e presidi. E siccome non si vive di solo formaggio ecco le piazze dedicate ai vini e alle birre artigianali, alla pizza e alle cucine di strada. Ci saranno il caffè letterario e l'area concerti. Venti le nazioni rappresentate, dall'Armenia al Kenya, dal Portogallo agli Usa, con i francesi ospiti d'onore per questa edizione 2011. Il tutto superando campanilismi e voglie di primeggiare nella comune consapevolezza che il mondo dei formaggi vive, con l’intero comparto alimentare, la sfida tra le logiche delle multinazionali agroindustriali e quelle di chi continua a vivere e produrre difendendo tradizioni e territori. Si incontreranno produttori e affinatori di tutto il modo negli Stati generali dell'arte casearia.

«La battaglia di civiltà per la difesa delle produzioni di formaggi da latte crudo, dopo le vittorie in Europa e negli Stati Uniti si è allargata e ha trovato nuovi alleati» ripetono quelli di SLow Food che lanciano da Cheese la nuova sfida contro i falsi formaggi. Li hanno definiti «imitation cheese» e utilizzano solo una parte delle componenti naturali del latte come la caseina, il resto sono olii vegetali e idrocolloidi al posto delle proteine e dei grassi. Si calcola che almeno il 20% della mozzarella «made in Usa» sia ottenuta in questo modo e anche in Europa ne sappiamo qualcosa: dallo yogurt senza latte a formaggi a pasta filante che fanno scalpore quando si colorano di inquietanti tonalità blu o rosa.

La manifestazione che offre la possibilità di assaggiare, fare provviste, osservare, imparare, chiedere e ottenere risposte. Una vocazione didattica di educazione alimentare che vedrà passare per le vie e le piazze braidesi oltre 150 mila persone, compresi migliaia di studenti ai quali sono dedicate lezioni e giochi educativi per insegnar loro l'Abc del sapere caseario.

Ed è proprio dai giovani casari che si parte domani alle 16 per dimostrare che il «mestiere del fare il formaggio» può e deve avere un futuro. Domani si può an che andare Oltreoceano accompagnati da Jeffrey Roberts alla scoperta dei formaggi e delle birre che impreziosiscono il viaggio coast to coast nordamericano. Sabato si percorre idealmente l'arco alpino entrando nel mondo del Beaufort, in via d'estinzione e finendo tra i casari austriaci del bergkase. Domenica un incontro eno-caseario con uno dei migliori Porto della valle del Douro. Si potrà finire lunedì passando dallo Champagne all'arte dell'olio extravergine. Info e programmi dettagliati su
www.slowfood.it/cheese

SERGIO MIRAVALLE
 
da: http://www3.lastampa.it/cucina/sezioni/notizie/news/articolo/lstp/420282/
 
 

CARLO PETRINI: Cheese, lasciate che i sensi vi guidino

  15/09/2011

Cheese, lasciate che i sensi vi guidino

CARLO PETRINI

Caro direttore,

 da domani a lunedì la mia città, Bra, la città di Slow Food, si trasformerà per accogliere tra vie e piazze Cheese, la più grande manifestazione internazionale dedicata al formaggio e al latte nelle sue forme più buone, pulite e giuste.

Ogni due anni, dal lontano 1997, questo che per molti è diventato una sorta di rito collettivo che richiama a Bra i migliori produttori, affinatori, allevatori e pastori del mondo, si ripete crescendo un poco, migliorando l'offerta, proponendosi come un momento educativo sul formaggio davvero unico.

Non posso esimermi dal dare un caloroso benvenuto a tutti, e ai tantissimi visitatori, rivolgendo un invito a passeggiare per la mia città ascoltando. Ascoltando i propri sensi per capire le differenze tra i vari formaggi presenti, le virtù di quelli a latte crudo che sono un monumento al gusto e alla biodiversità, ma anche ascoltando le storie, i racconti, le spiegazioni di chi alleva, caseifica, affina, vende. La passione e la conoscenza di queste persone è così preziosa che l'opportunità di condividerla nei prossimi giorni è forse la cosa più golosa, al di là del mare di assaggi, laboratori, momenti conviviali e acquisti che si potranno fare. Il mercato si arricchisce fino a 186 bancarelle di venditori e produttori rigorosamente selezionati, più 44 grandi stand, il tutto con una rappresentanza quasi totale del mondo caseario di qualità italiano e un buon numero di stranieri con 20 nazioni rappresentate. In più i Presìdi del formaggio: 47 italiani e 24 internazionali, e le comunità del cibo di Terra Madre di pastori e produttori.

Una delle cose più belle di Cheese di solito è l'atmosfera che si crea, la sua vivibilità, il fatto che una cittadina si fermi per farsi palcoscenico di quella che a tutti gli effetti è una grande festa. E quindi non posso che ringraziare la Città e in particolare i miei concittadini, che, pur dovendo fare qualche piccolo sacrificio rispetto al normale svolgersi delle loro vite, sanno accogliere con entusiasmo e rendono ancora più belli i luoghi di Cheese. È la storia di una comunità locale che si apre e partecipa. Cosa abbastanza rara: ciò che alla fine rende Cheese più speciale di quanto non possa già essere di per sé.

 

da: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9202

 



 

Cheese 2011: a Bra, no Piemonte, de 16 a 19 de setembro de 2011

12/09/2011

 

Cheese 2011!

O Cheese está de volta a Bra, no Piemonte, de 16 a 19 de setembro de 2011. O evento internacional bienal organizado pela Prefeitura de Bra junto ao Slow Food Itália chega à oitava edição. Dedicado ao leite em todas as suas formas, o evento criou uma rede de mestres queijeiros e artesãos que se reúnem a cada dois anos para apresentar seus produtos, encontrar coprodutores (isto é, consumidores), discutir desafios e perspectivas de mercado, compartilhando soluções para velhos e novos problemas.
O Cheese 2011 ilustra e aprofunda a complexidade – de conhecimento, exigências, problemas e recursos – ligada aos laticínios, com enfoque nos três pilares que regem a excelência da produção de queijo: leites, ofícios, territórios. Estes três aspectos multifacetados encontram no Cheese exemplos concretos com a presença de produtores, queijos e com o relato de suas histórias.

Leites: porque o leite não é todo igual. Pode ser de vaca, ovelha, cabra, camela e até de iaque, e cada espécie animal tem uma rica variedade de raças, muitas das quais em risco de extinção devido à dificuldade de adaptação às condições de vida da criação industrial. O leite destes animais dá origem a queijos únicos em gosto e cultura, resultado de pastoreios e práticas que constituem um verdadeiro patrimônio natural e de conhecimentos. O leite cru é a melhor garantia da qualidade sensorial e da ligação com o território. O Slow Food luta pelo reconhecimento da qualidade do queijo de leite cru, promovendo internacionalmente esta luta desde sua primeira edição.

Ofícios: os pastores são os guardiães do ambiente rural e de montanha e o pasto protege a paisagem da erosão e do abandono. Às vezes, o pastor é também o mestre queijeiro, e este é depositário de conhecimentos seculares, aprimorados e transmitidos entre gerações através da cultura oral.
Há também os curadores, que garantem lucro aos produtores, aprimorando o sabor e aroma do queijo, e valorizando o produto junto a restauranteurs e a lojas. O Cheese quer dar o justo reconhecimento a todos os que trabalham no setor, trazendo-os para o centro das atenções.

Territórios: queijarias de montanha, pastos, paisagens rurais. Um desenvolvimento sustentável pode ser promovido através da implementação de microeconomias locais baseadas na qualidade, defesa do meio ambiente e apoio aos jovens que vivem nas áreas marginais. Valorizar o produto local significa criar postos de trabalho e oportunidades de vida social para as comunidades.

O foco do Cheese 2011 é a França, que sempre defendeu a produção à base de leite cru, valorizou o trabalho dos queijeiros e curadores e promoveu a diversidade regional.
O evento Cheese será realizado no centro histórico de Bra, cidadezinha piemontesa onde nasceu o movimento internacional Slow Food e sede da associação. Durante o Cheese haverá mais de 200 bancas de expositores vendendo e oferecendo degustações de seus produtos. A “Gran Sala del Formaggio” merece uma visita: os visitantes poderão degustar 150 queijos de todo o mundo e escolher entre mais de 700 vinhos para acompanhar. Para reservar eventos como os Laboratórios do Gosto, visite
www.cheese.slowfood.it e escolha o seu idioma, entre as opções no alto, à direita.

da: Slow Food Communication

 

 

L’eccellenza enogastronomica a “Canelli, la città del vino”

 

 set 12th, 2011

di webmaster.

Nel mese di settembre Canelli, la pavesiana “Porta del mondo”, luogo di confronto e dialogo tra territori diversi, si spalanca ed accoglie le culture del gusto, del vino e del cibo di altre terre, con il patrimonio di sapori e tradizioni che accomuna la civiltà del cibo e del vino. Nelle cantine storiche, candidate a essere riconosciute dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che si snodano per chilometri nel sottosuolo di Canelli, si svolge una festa dell’eccellenza enogastronomica con la degustazione di vini d’autore e ricette tradizionali. Nel centro storico di Canelli per due giorni è offerta una cucina da gourmet.

Il programma:
Venerdì 23 settembre: alle 17.30, presso la Cantina Sociale, via Bosca 40, si svolgerà l’inaugurazione della “Megalografia della Storia del Vino”, opera dell’artista palermitano Sebastiano Caracozzo realizzata per l’ingresso del punto vendita della Antica Cantina di Canelli. Aperitivo nella cantina sotterranea.
Ore 21, al teatro Balbo, “Musica, vino e territorio”, iniziativa offerta dalla Antica Cantina di Canelli. La Banda Città di Canelli eseguirà brani e musiche dedicate al vino. Grande festa con arte, musica, film e vino di qualità. Brindisi offerto dalla Antica Cantina di Canelli.
Sabato 24 settembre:
- Alle 10.30, nel teatro Balbo, “Le grandi firme dello Spumante si raccontano” incontro con le famiglie delle storiche cantine di Canelli: Bocchino, Bosca, Contratto, Coppo, Gancia e Riccadonna.
- Alle 16.00, nella sala Cassa di Risparmio di Asti, premiazione del 33° concorso in lingua piemontese;
- Alle 18.00, alle Cantine Contratto, Inaugurazione ufficiale della manifestazione.
- Alle 18.30,  sempre nelle Cantine Contratto, incontro “Terra di Unesco, esperienze e buone pratiche di valorizzazione e gestione di un territorio”.
Domenica 25 settembre:
- In via Roma, “Mercatino del ghiottone”;
- Nel centro cittadino ritornano i Cartunè (carrettieri), che trasporteranno i visitatori da una cantina all’altra;
- In piazza Gioberti, rievocazione della pigiatura ottocentesca dell’uva;
- Mostra di pittura presso l’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana;
- Nel salone Riccadonna diCorso Libertà, mostra “Canelli si racconta”;
- Nella sala delle Stelle del Comune, mostra fotografica “Radici locali, sviluppo mondiale”, a cura della Pernod Ricard Italia;
- “Mostra capsule provenienti da tutto il mondo”, nella Cantina Bosca;
- “Si fa così”, nella  Cantina Bosca, esposizione dimostrativa di un’antica tecnica di ricamo di Casa Savoia: il bandera;
- Dipinti “wine made” di Elisabetta Rogai, nelle Cantine Coppo: mostra di opere realizzate esclusivamente con l’utilizzo di vino come colore -
- Nel centro cittadino, per ricordare l’arrivo (maggio 1865) della ferrovia a Canelli, funzionerà un trenino “Risorgimentale” dell’Asti Spumante, che unirà le varie cantine cittadine;
- Distribuzione palloncini e punto informativo della Fidas, in piazza Cavour;
- Nella chiesa dell’Annunziata, mostra di pittura “I colori mediterranei del vino”, diSebastiano Caracozzo;
- All’Amici Pescatori, in via Cairoli, mostra di pittori italiani e d’oltralpe del 1800 e ceramiche piemontesi. (dalle 16 alle 20 di sabato e dalle 10 alle 18 di domenica);
- Mostra itinerante di disegni e vignette di Franco Bruno;
- “Il Tango patrimonio dell’umanità” spettacoli di danza realizzati dall’Associazione culturale “Arcibò” – Cantine Gancia – sabato e domenica dalle 17 alle 19;
- Truccabimbi e palloncini, a cura del Gruppo Pionieri della CRI di Canelli, in piazza Cavour;
- Mini luna park per i più piccoli, in piazza Gancia.

Vino in borraccia. Domenica 25/9, cicloturistica non competitiva in mountain bike “Vino in borraccia – In bici tra vigne e cantine” 5^ ed., dalla sede storica di produzione del celebre Canei, in via Buenos Aires, partirà alle ore 9,30. Organizzata dall’assessorato allo sport del comune di Canelli, il percorso è prevalentemente in asfalto adatto a tutti: tratti di sterrato sono riservati ai più “attrezzati”. Per 15 Km tra i vigneti con soste in cantine per visite e degustazione di vini e altri prodotti del territorio (aziende agricole “Scagliola Giacomo”, “Bocchino Giuseppe” di Canelli e “Pianbello” di Loazzolo).

Giornate Europee del Patrimonio. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (Unione Europea e Ministero dei Beni Culturali) saranno visitabili alcuni edifici religiosi, il Museo Multimediale del Sud Astigiano (MUSA).
Le Cantine Storiche Canellesi sono inserite nel progetto di candidatura per il riconoscimento da parte dell’Unesco dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte quale patrimonio dell’umanità.

Notte dei cinque sensi. Dalle ore 20 alle ore 2 – Percorso goloso e sonoro che si snoda attraverso le vie e le piazze della città.
Info: IAT Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica, via G. B. Giuliani 29 – tel. 0141-820280
.

da: http://www.vallibbt.com/2011/09/12/leccellenza-enogastronomica-a-canelli-la-citta-del-vino/

 

 

Alcune immagini del Festival delle Sagre

 

 set 12th, 2011

di webmaster.

Niente come il vino identifica nel mondo Asti e la sua provincia. Per rendere omaggio a questo ambasciatore universale, da 38 anni si celebra ogni seconda domenica di settembre, sotto il segno della Douja d’Or, il Festival delle Sagre, una grande giornata di festa che è stata definita “la più vera rappresentazione di vita contadina”.

Oltre 40 pro-loco della provincia di Asti propongono le loro specialità gastronomiche, accompagnate da vini DOC astigiani, nel ristorante all’aperto che è arricchito dai caratteristici bicchieri di vetro da osteria, dai piatti di carta e dalle posate di materiale biodegradabile, simbolo del passato e del futuro allo stesso tempo, il tutto impreziosito da ombrelloni e colorate tovaglie che arredano la piazza insieme alle casette delle pro-loco, conferendo all’insieme quel pizzico di allegria e gioiosità che renderanno il Festival delle Sagre una giornata memorabile.

Come ormai da 25 anni, anche la Pro Loco Città di Canelli ha partecipato, domenica 11 settembre, alla spettacolare manifestazione Festival delle Sagre, la 38^. Vi ha preso parte con sei forni a legna per la produzione di ‘Frittata di farina di ceci con erbe aromatiche’, la torta di nocciole, il Moscato di Canelli, la Barbera delle migliori cantine canellesi.

Alla sfilata ha partecipato una quarantina di canellesi che ha dato vita all’immagine della vendemmia con la raccoltadi uva in vigna (filare di moscato), trasporto dell’uva in bigoncia di legno, e dei vendemmiatori in festa. Non del tutto soddisfatto il presidente Giancarlo Benedetti: “L’uscita è andata benissimo il sabato sera, non troppo la domenica”.

da: http://www.vallibbt.com/2011/09/12/immagini-del-festival-delle-sagre/

 

 

Miro: Fiera del tartufo d’Alba 2011, 8 ottobre - 13 novembre

 

sabato 3 settembre 2011

Fiera del tartufo bianco d’Alba
8 ottobre – 13 novembre 2011

La Fiera Nazionale del tartufo bianco d’Alba è giunta all 81° edizione ed ancora una volta si prevendono numeri record di affluenza di pubblico, anche perchè oltre al mercato del tartufo bianco sono sempre di più le manifestazioni collaterali.

Il cuore pulsante della Fiera dedicata al Tartufo Bianco d’Alba, il luogo fisico in cui si può conoscere davvero il Tartufo, immergendosi in un’atmosfera profumata e unica è nel grande spazio che ospita il Mercato del Tartufo nel Cortile della Maddalena gourmet , ma anche i semplici golosi e curiosi possono visitare le decine di stand della Rassegna enogastronomica AlbaQualità.

ImageProtagonisti saranno i vini del territorio di Langa e Roero, le raffinatezze, della pasticceria artigianale, i formaggi, le paste all’uovo, i salumi e tante altre prelibatezze del territorio.

Tantissime ricette con il tartufo bianco d’Alba le trovate sul sito “Le ricette di Zia Fiorella”, che vi consiglio di visitare, mentre è disponibile una utile guida al tartufo bianco d’Alba e del Monferrato.

Queste sono alcune delle manifestazioni che si svolgeranno tra ottobre e novembre 2011 nell’ambito della Fiera del tartufo bianco d’Alba:

Sabato 1º ottobre
dalle ore 10.00 - Piazza E. Pertinace
“I presidi Slow Food alla Fiera del tartufo nel Mercato della terra”
dalle ore 14.30 alle ore 23.00 presso il Bocciodromo albese: Gara internazionale di bocce “Fiera del Tartufo”

Domenica 2 ottobre
ore 10.00 - Piazza Risorgimento Assegnazione degli asini ai Borghi
dalle ore 10.00 - Piazza E. Pertinace “Vale la pena!” Mercatino dei prodotti del carcere e dai terreni confiscati alle mafie.
ore 14.00 - Centro storico Sfilata con mille figuranti in costume medievale
ore 16.30 - Piazza Cagnasso: Palio degli Asini : La prima domenica di ottobre i nove borghi della città di Alba si disputano un drappo dipinto, il Palio, per mezzo della Corsa degli Asini. È un momento giocoso, ma anche una giornata di forte richiamo turistico. La gara del Palio è preceduta dalla grande sfilata per le vie della città di oltre mille figuranti, tra cui nobili dame, cavalieri, armati, popolani e contadini, tra squilli di trombe e rullo di tamburi, stendardi e bandiere.

Venerdì 7 ottobre
ore 17.30 Teatro Sociale “G. Busca”
Inaugurazione 81ª edizione Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba
ore 18.30 - Cortile della Maddalena –
Palatartufo Taglio del nastro ed apertura ufficiale della 81ª Fiera del Tartufo Bianco d’Alba
ore 20.30 Teatro Sociale “G. Busca”
Concerto inaugurale della Fiera - “Cori e arie dell’età
risorgimentale” Coro “Lodovico Rocca

Sabato 8 ottobre
ore 14.30 - Piazza Savona Trofeo eleganza per auto storiche: Sfilata auto d’epoca a cura del CLAMS. In collaborazione con ALBAeventi

fino al 23 ottobre - Via Mazzini, 1: Il colore del profumo. “La lavanda”

Domenica 9 ottobre
dalle ore 10.00 - Centro Storico Albaromatica kermesse dedicata ad erbe e spezie
dalle ore 10.00 – Piazza Risorgimento A.M.A. la carne La carne piemontese, sottorazza albese: a cura dell’Associazione Macellai Albesi
dalle ore 9.00 alle ore 19.00 - Cortile della Maddalena Mostra di funghi freschi a cura del Gruppo Micologico “G. Camisola” di Asti

Giovedì 13 ottobre
dalle ore 8.00 alle ore 13.00 - Piazza Prunotto: Rassegna bovina

Sabato 15 ottobre
dalle ore 20.30 - Centro storico: Il Baccanale del Tartufo
La città, nella notte magica del Baccanale del Tartufo, sarà riallestita in una splendida versione medioevale. Il visitatore verrà accolto da torce, fiaccole, sapori e profumi di un tempo imperdibile. Non mancheranno le musiche, i personaggi vaganti, mentre un migliaio di figuranti in costume animeranno Alba, riportando indietro l’orologio del tempo.

Domenica 16 ottobre
dalle ore 10.00 alle ore 19.00 - Centro storico” Il borgo si rievoca”
Si entrerà nel vivo della vita medioevale: usanze, canti, grida, abiti, quotidianità, buon bere e buon mangiare. Ci sarà la possibilità di gustare vini e piatti di Langa e Roero in versione moderna e medioevale, oltre che divertirsi, ballare, far festa accompagnati dai borghigiani. Sarà questa una festa di popolo, pronto ad accogliere, nel culmine della Fiera, i suoi amici, che arrivano da lontano: la tradizione dell’ospitalità è sacra per Alba.

Giovedì 20 ottobre
ore 18.30 - Sala consiliare Comune di Alba: Presentazione del libro: Il re del tartufo scritto da
Raoul Molinari e Giordano Berti

Palio degli asini, AlbaVenerdì 21 ottobre
dalle ore 10.00 - Centro ricerche La Filanda” - Via Pietro Ferrero “
Green accord” - 9° Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura
“People building future” media, democrazia e sostenibilità: convegno “La comunicazione, motore del cambiamento”
ore 17.00 PalaMiroglio - Via Santa Barbara, 11: “Pasta, Tartufo e 2.0” Convegno: la Comunicazione Enogastronomica al tempo dei “food blog” Il Tartufo è storia, emozione e curiosità, è prodotto legato fortemente al mondo del mito e del- la tradizione contadina. Il Tuber magnatum Pico ha saputo attraversare le epoche adattandosi ai loro costumi e mantenendo un posto d’onore nell’immaginazione. Ha saputo adattare se stesso alla modernità fino al punto di essere esempio tra i prodotti glocal e diventare alfiere dell’enogastronomia a livello mondiale.

Sabato 22 ottobre
ore 15.30 - Piazza Risorgimento: Pantalera storica in costume

Domenica 23 ottobre
dalle ore 11.00 - Piazza Cagnasso: Giornata gastronomica a cura dei volontari della Confraternita Misericordia di Alba, per realizzare un punto di appoggio abitativo per i volontari impegnati nelle missioni umanitarie.
ore 15.00 Piazza Risorgimento Festival della Bandiera “B. Destefanis” Memorial “F. Pescarmona”

Venerdì 28 ottobre
ore 20.00 - Cattedrale di S. Lorenzo Visita guidata del Duomo
ore 21.00 - Concerto gospel “Anno Domini Gospel Choir”

Domenica 30 ottobre
dalle ore 10.00 alle ore 19.00 - Centro storico Langhe e Roero in Piazza…con la Granda

Domenica 7 novembre
ore 9.00 - Piazza Risorgimento “Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo bianco d’Alba”

Venerdì 11 novembre
ore 21.00 - Chiesa di San Domenico “Finissage Mostra di Valerio Berruti”.
Concerto di Alessandro Mannarino

Domenica 13 novembre
Castello di Grinzane Cavour “Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba

Venerdì 18 novembre
ore 20.00 - Chiesa di San Domenico Visita guidata della Chiesa
ore 21.00 Concerto gospel con il coro Incontrotempo

images

Eventi in evidenza

Dall’8 ottobre al 13 novembre
Il Sabato e la Domenica, dalle ore 9.00 alle ore 20.00
Apertura straordinaria: 31 ottobre e 1º novembre
Cortile della Maddalena – Palatartufo Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba e AlbaQualità: Rassegna delle specialità enogastronomiche del Piemonte.

29 e 30 ottobre – dalle ore 10.00 alle ore 20.00 - 31 ottobre e 1º novembre – dalle ore 10.00 alle ore 18.00: Piazza Risorgimento Il Tartufo più buono del mondo incontra la Nocciola più buona del mondo

Sabato 8, 15, 22, 29 ottobre e Sabati 5 e 12 novembre
Piazza Risorgimento I sabati “Foodies
Sabato 8 ottobre: Passione pasta: tajarin e non solo con il tartufo bianco d’Alba
Sabato 15 ottobre: Il giro del Piemonte in 6 formaggi DOP: con i figli del Nebbiolo
Sabato 22 ottobre: “Il salto dell’acciuga” con l’Arneis
Sabato 29 ottobre: Il cioccolato con il Berolo chinato
Sabato 5 novembre: Della” fassona” Albese e del bue di Carrù, con il dolcetto d’Alba e la Barbera d’Alba
Sabato 12 novembre: Tonda e gentile… la Nocciola più buona del mondo: con il Moscato d’Asti

Fino al 13 novembre
Palazzo Mostre e Congressi “G. Morra” – Piazza Medford, 3 “”Le Langhe di Camillo Cavour”

Venerdì 9, Sabato 10 e Domenica 11 settembre
Piazzetta Chiodi (in caso di pioggia Sala Beppe Fenoglio) Letture corsare – Festival letterario, IV edizione

Domenica 2, 9, 16 e 23 ottobre
dalle ore 9.00 in tutto il Centro Storico e nelle zone adiacenti :
Mercato ambulante della Fiera
Mercato della Terra Campagna amica

29 settembre; 2, 5, 9, 13, 27 ottobre; 7, 20 novembre
Luca Mercalli, Mauro Corona, Giovanni Allevi, Pietrangelo Buttafuoco, Serata Salgari, Licia Maglietta, Vauro, Luis Sepulveda “Collisioni”

Venerdì 14, 21 e 28 ottobre
Dalle ore 17.00 alle ore 20.00 Open Alba Food&Wine Degustazioni d’autore In tutti gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa.

Nei giorni 22-23 -29-30-31 ottobre e 1º novembre
Dalle ore 9.00 alle ore 20.00 Piazza Falcone Raccontare la Pietra: di
Langa

Altre fiere del tartufo bianco in Piemonte nel 2011

Post in aggiornamento….

Le date e gli orari possono variare senza preavviso, non sono pertanto responsabili di eventuali variazioni e consiglio di verificare telefonicamente o sul sito ufficiale della manifestazione lo svolgimento regolare degli eventi.

Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/

 

 

 

Miro: Eventi enogastronomici in prov. di Cuneo ottobre 2011 (Autunno con gusto)

 sabato 10 settembre 2011

Autunno con gusto 2011 in provincia di Cuneo, tutti (o quasi) gli eventi enogastronomici che si svolgeranno in provincia di Cuneo da settembre a dicembre 2011.

La provincia di Cuneo è quella che più di ogni altra in Piemonte offre una varietà di sagre, fiere e manifestazioni varie legate all’enogastronomia, a queste vanno aggiunte quelle del tartufo bianco che si svolgeranno da ottobre a novembre 2011 e che esporrò dettagliatamente nei prossimi giorni con dei post dedicati.

Images

Fiere sagre ed eventi enogastronomici “autunno con gusto” che si svolgeranno a ottobre 2011:

16^ SAGRA DELLA PATATA
01/10/2011 - 02/10/2011
Prazzo

Il programma della manifestazione prevede il sabato la cena con menù tipico e la domenica mattina l’apertura della mostra-mercato della patata e di altri prodotti tipici con numerose bancarelle che animano le strade del paese. Seguono la benedizione delle patate, la dimostrazione pratica di cucina e nel pomeriggio musica, balli occitani e merenda montanara a base di “trifulos bruà”.
Info: tel. 0171.99123, fax 0171.999900, prazzo@reteunitaria.piemonte.it, www.comune.prazzo.cn.it

LA CASTAGNA GARESSINA 01/10/2011 - 30/10/2011
Garessio
Garessio: tel. +39/0174/81122 fax +39/0174/82098 infoturismo@garessio.net www.garessio.net
Ormea: tel./fax +39/ 0174/392157 uff_turistico.ormea@libero.it

nei fine settimana del mese di ottobre
Borgo Maggiore, Borgo Ponte, Borgo Poggiolo, Borgata Valsorda
La fiera propone mostre, caldarrostai, artisti di strada, musica e balli in piazza, transumanza, percorsi enogastronomici a tema, degustazioni e mercatini con prodotti di valle ed infine l’appuntamento nel bosco per rendere omaggio alla “Reginetta del Bosco”.
Orari: da definire
Info: tel. 0174.805644/803145, fax 0174. 805623, turismo@comune.garessio.cn.it, www.comune.garessio.cn.it, www.garessio.net

OTTOBRATA
01/10/2011 - 04/10/2011
Barge
+39/0175/340134

Fiera dedicata all’artigianato e al commercio locale. La manifestazione, dedicata alla filiera “A Km 0”, realizzata in collaborazione con la Coldiretti e con le scuole per il progetto “Fattoria Didattica”, prevede inoltre eventi e spettacoli tra cui la degustazione di prodotti tipici, il raduno di mongolfiere e di auto storiche.
Orari: 9-23.30
Info: tel. 328.9664546, tel. / fax 0175.343437 (Pro Loco)

SAGRA DELLA PERA MADERNASSA
01/10/2011 - 02/10/2011
Valgrana

Il programma prevede delle serate enogastronomiche, l’esposizione delle pere madernassa e dei prodotti locali e danze occitane.
Orari: sab. dalle 20.30, dom. tutto il giorno
Info: tel. 349.7142622

CASTAGNATA DELLA PRO-LOCO SERRA-CARDINI
02/10/2011 - 02/10/2011
Roburent
tel./fax +39/0174/227575 utsangiacomo@yahoo.it

Loc. Cardini
Castagnata con più fuochi per preparare le caldarroste offerte gratuitamente, insieme a bruschette e salsiccia e a vino Dolcetto. I ristoranti propongono due menù tipici. Faranno da “contorno” tanta musica e allegria.
Orari: 14-18
Info: tel. 0174.227560

SAGRA DELLA CASTAGNA E DEL FUNGO
02/10/2011 - 02/10/2011
Rossana

Fiera dei prodotti tipici locali con possibilità di acquisto. Animazioni musicali.
Orari: tutto il giorno
Info: tel. 0175.64101 (Comune di Rossana)

15^ FESTA DELLA BAGNA CAODA
07/10/2011 - 11/10/2011
Faule

Gli abitanti di Faule invitano a gustare la bagna caôda, un piatto che con i suoi ingredienti racconta la storia e trasmette il calore della gente del posto. Per dare a tutti l'opportunità di assaggiare questa antica e piemontesissima ricetta contadina sono previsti alcuni momenti gastronomici (tutte le sere alle ore 19; domenica anche alle ore 12.30). E inoltre: raduno camper, mercatini di scambio e baratto, rassegna di antichi mestieri, passeggiate e pedalate lungo il Po, mostre e serate danzanti.
Orari: feriali e sab. a partire dalle 19, dom. tutto il giorno
Info: tel. 011.974113, fax 011.9748956, faule@ruparpiemonte.it, www.comune.faule.cn.it (Comune di Faule)

18^ SAGRA DELLA ZUCCA
07/10/2011 - 09/10/2011
Piozzo

La Sagra della Zucca di Piozzo è giunta ormai alla 18^ edizione e continua, anno dopo anno, a raccogliere migliaia di visitatori attratti dalle più di 400 varietà di cucurbitacee dislocate nel paese su antichi carri agricoli. Possibilità di degustare piatti tipici a base di zucca e la domenica, su prenotazione, di pranzare con specialità a tema. Il tradizionale appuntamento è per la prima domenica di ottobre: l’atmosfera, nel paese dei Lapacuse, sarà sicuramente festosa!
Orari: ven. 20-24, sab. - dom. 8-24
Info: tel. 0173.795101, 333.9777854, fax 0173.795518, info@comune.piozzo.cn.it, www.comune.piozzo.cn.it, www.prolocopiozzo.it

23^ SAGRA D'AUTUNNO
07/10/2011 - 11/10/2011
Piasco

Fiera dei prodotti tipici locali con possibilità di acquisto. Animazioni musicali.
Orari: tutto il giorno
Info: tel. 0175.79124 (Comune di Piasco)

23^ SAGRA DELLA CASTAGNA - 20^ PREMIO DELLA CASTAGNA D'ORO
07/10/2011 - 09/11/2011
Frabosa Sottana
Infopoint Mondolé: tel. +39.0174.244481, fax +39.244730, infopoint@mondole.it

Manifestazione che celebra la castagna ma anche gli aspetti più tipici delle nostre montagne: gastronomia, folklore, cultura e sport. Il programma prevede una cena di gala con protagonista la castagna a cura di rinomati cuochi, una serata di cabaret con grandi nomi dello spettacolo e la consegna della “Castagna d’Oro” a sportivi e personaggi di spicco delle nostre vallate.
Orari: ven. 20-24, sab. 15-24, dom. 8-24
Info: tel. 0174.244481, fax 0174.244730, infopoint@mondole.it, www.mondole.it, www.sagracastagnafrabosasottana.blogspot.com

6^ FESTA DI MARGHÉ
08/10/2011 - 09/10/2011
Magliano Alpi

Rievocazione della transumanza con sfilata ed esposizione della razza bovina d’alpeggio nel parco adiacente la manifestazione. Il programma prevede anche la degustazione di prodotti locali, un’esposizione artigiana e un mercatino con prodotti tipici e macchine agricole.
Orari: sab. dalle 15, dom. dalle 8
Info: tel. 0174.66121, magliano.alpi@reteunitaria.piemonte.it

9^ FIERA DI VALLE - 34^ GRAN CASTAGNATA
08/10/2011 - 09/10/2011
Roccabruna

La fiera è una vetrina dei prodotti artigianali ed agro-alimentari locali e delle valli limitrofe. La Gran Castagnata completa la manifestazione con la degustazione di prodotti tipici come “mundaj” e “bignette”, allietando l’atmosfera con musiche e balli.
Orari: sab. 17-24, dom. 9-20
Info: tel. 0171.917201, fax 0171.905278, info@comune.roccabruna.cn.it, www.comune.roccabruna.cn.it
Orari: sab. 16-23, dom. 9-20

COLORATISSIMO AUTUNNO
08/10/2011 - 09/10/2011
Fossano

Il programma della manifestazione prevede una Mostra Nazionale di Pappagalli, un’esposizione dal titolo “La Fauna Ittica e Bentonica della Provincia di Cuneo”, il Salone della Pesca in Acqua Dolce, una mostra ortofrutticola e florovivaistica. Completano l’evento un mercatino dei piccoli animali (la domenica mattina), le degustazioni di prodotti enogastronomici locali e, il sabato sera, la grande bagna caôda con verdure.
Orari: sab. 15-23, dom. 8-18
Info: tel. 0172.699679, fax 0172.634836, servizioagricoltura@comune.fossano.cn.it

FIERA DI SAN LUCA
08/10/2011 - 09/10/2011
Demonte
tel. +39/0171/955555 - fax +39/0171/955055 - segreteria@vallestura.cn.it

Fiera della transumanza che prevede la discesa degli animali dagli alpeggi ed il loro passaggio nel centro del paese. Si svolge inoltre una mostra mercato dei prodotti locali, un’esposizione di capi ovini e bovini e di piccoli animali (conigli, colombi, oche, ecc.). Il sabato sera alle ore 21 concerto di musica occitana e degustazioni di prodotti locali nei ristoranti di Demonte, la domenica pomeriggio gara di abilità con cavalli da montagna.
Orari: sab. dalle 15, dom. 9-18
Info: tel. 0171.955614 / 95127, fax 0171.95416, cdemonte.servizisociali@vallestura.cn.it, www.comune.demonte.cn.it

49^ SAGRA DEL MARRONE
09/10/2011 - 09/10/2011
Roccavione

Per la gente delle valli cuneesi la castagna è sempre stata uno degli alimenti principali: il castagno veniva infatti chiamato "albero del pane". Ieri era tra i protagonisti della cucina povera ed oggi viene celebrata in questa sagra tradizionale giunta ormai alla 49^ edizione. Tra gli eventi in programma di quella che è considerata la più antica sagra del marrone del Piemonte: un seminario sulla castagna, un progetto di "raccolta sul campo" per i turisti, visite all'ecomuseo del mulino, momenti folkloristici, distribuzione di caldarroste e vino novello.
Orari: tutto il giorno.
In occassione della Sagra, presso il Salone Polivalente in via Santa Croce (vicino al Municipio), mostra di pittura bipersonale con Samantha Olivier e con "Colori e Sensazioni" di Riccardo Balestra.
Info: tel. 0171.767108, fax 0171.757857, roccavione@reteunitaria.piemonte.it, www.comunediroccavione.it (Comune di Roccavione)

FESTA DEL CECE DI NUCETTO
09/10/2011 - 09/10/2011
Nucetto

Il programma della 7^ Festa del Cece di Nucetto prevede il mercatino dei prodotti tipici a partire dalle ore 9, il conferimento del Premio Cece d’Oro alle 12, il pranzo con menù a base di ceci di Nucetto alle 13 e la gran castagnata alle 15.
Orari: 9-19
Info: tel. 0174.74112, fax 0174.74092, nucetto@reteunitaria.piemonte.it, www.nucetto.net

FIERA DEL BUON GUSTO E DELLA TRADIZIONE – CASTAGNATA ROBURENTESE
09/10/2011 - 09/10/2011
Roburent
tel./fax +39/0174/227575 utsangiacomo@yahoo.it

La Fiera del Buon Gusto e della Tradizione, che celebra nel 2011 la 5^ edizione, accompagnerà la quarantennale castagnata roburentese. Il programma proporrà convegni, mostre, auto e moto d’epoca, momenti di degustazione e musica tradizionale, bancarelle, ludobus e momenti dedicati alla tradizione. Per i gourmet possibilità di scoprire i menù tipici presso i ristoranti locali.
Orari: dom. 9-19
Info: tel. 0174.228105, www.prolocoroburent.org (Comune di Roburent)

SAGRA DEL GARUN
09/10/2011 - 09/10/2011
Valdieri

Mercato tradizionale ed esposizione e vendita di prodotti agricoli, in particolare la castagna. Castagnata con musiche e balli occitani.
Orari: 14-19
Info: tel. 0171.97109, fax 0171.97149, valdieri@ruparpiemonte.it, www.comune.valdieri.cn.it

FIERO DEI DES
10/10/2011 - 10/10/2011
Bellino

Pian Melezé
Mostra zootecnica e rassegna della produzione agricola locale. Possibilità di degustazioni e acquisto, esposizione degli allevamenti locali. Animazioni.
Orari: tutto il giorno
Info: tel. 0175.95110, comune.bellino@tiscali.it, www.comune.bellino.cn.it

13^ FIERA NAZIONALE DEL MARRONE
13/10/2011 - 16/10/2011
Cuneo

È la vetrina più prestigiosa delle produzioni tipiche cuneesi, un’occasione unica per apprezzare la qualità e la tipicità dei prodotti locali ed in particolare della castagna alla quale è profondamente legata la tradizione gastronomica delle vallate alpine cuneesi. Grande spazio è riservato alle degustazioni presso l’Officina del Dolce - con le sue ghiotte delizie di pasticceria - e nella ristorazione a tema che propone i più raffinati sapori della terra di Granda.
Orari: giov. 12-23, ven. - sab. - dom. 10-23
Info: tel. 0171.444285/457, fax 0171.444214, manifestazioni@comune.cuneo.it

GRANDE CASTAGNATA - 5^ FESTIVAL DEGLI ARTISTI DI STRADA
15/10/2011 - 16/10/2011
Frabosa Soprana
tel. +39/0174/244010 - fax +39/0174/424163 - comunedifrabosasoprana.c@tin.it

La manifestazione promuove i prodotti tipici locali di stagione: il formaggio Raschera, i funghi dei boschi circostanti, le paste di meliga e le castagne, arrostite in innumerevoli padelle. Il programma prevede la distribuzione di caldarroste e vino, l’animazione in piazza, il mercatino del dolce e del salato. Per gli ospiti si sfideranno inoltre nei due giorni della manifestazione i migliori artisti di strada con arti magiche e giocolerie mirabolanti.
Orari: dalle 17 del sab. alle 18 della dom.
Info: tel. 0174.244024, 335.5871488, 349.7611102, fax 0174.244163, pierpaolomanfredi@hotmail.com, www.comune.frabosasoprana.cn.it

LA CASTAGNA – MOSTRA MERCATO DEI PRODOTTI AGRICOLI E ARTIGIANALI DELLA VALLE VARAITA
15/10/2011 - 16/10/2011
Venasca

Si tratta della più completa vetrina delle tipicità della Valle Varaita: dalla gastronomia all’artigianato d’eccellenza, dai prodotti agricoli e zootecnici alla tradizione culturale, senza tralasciare i progetti turistici e ambientali della valle.
Orari: sab. 8-24, dom. 8-20
Info: tel. 349.2233378, 333.1178222, fax 0175.567006, ufficio@sottolala.it, prolocovenasca@libero.it, www.sottolala.it

9^ MOSTRA-MERCATO DELLE RAZZE DA LATTE DI MONTAGNA
16/10/2011 - 16/10/2011
Frabosa Soprana
tel. +39/0174/244010 - fax +39/0174/424163 - comunedifrabosasoprana.c@tin.it

La manifestazione ha l’obiettivo di incrementare nelle zone montane la produzione di latte sia bovino per la produzione di DOP d’alpeggio, sia ovi-caprino. Lo scopo è di valorizzare e appassionare giovani e meno giovani all’agricoltura montana, ben diversa da quella di pianura, e di sviluppare e promuovere le tipicità dei prodotti DOP d’alpeggio.
Orari: 9-18
Info: tel. 0174.244638 / 244024, 348.2529971, 338.6115962, fax 0174.244991, info@cooperativafrabosa.it

FESTA D’AUTUNNO
16/10/2011 - 16/10/2011
Montaldo Mondovì

Festa dedicata alla castagna, prodotto tipico del territorio, con caldarroste, degustazione di piatti tipici della cucina locale, musica.
Orari: 11.30-19

Info: tel. 0174.323105, fax 0174.323275

GRAN CASTAGNATA
16/10/2011 - 16/10/2011
Ormea
tel./fax +39/ 0174/392157 uff_turistico.ormea@libero.it

Mercatino dell'Artigianato del Cuore e, a partire dalle ore 15.00, gran castagnata accompagnata da un buon bicchiere di vino ormeasco, musica e danze.
Orari: dalle ore 9
Info: tel./fax 0174.392157, uff_turistico.ormea@libero.it, www.ormea.eu

SAGRA DELLA CASTAGNA – 44^ edizione
16/10/2011 - 16/10/2011
Roburent
tel./fax +39/0174/227575 utsangiacomo@yahoo.it

Fr. San Giacomo
Durante l’evento vengono accesi una quindicina di fuochi per preparare le caldarroste offerte ai visitatori insieme al vino. La giornata è allietata da musicanti e gruppi folkloristici mentre le botteghe espongono prodotti tipici ed i ristoranti propongono menù autunnali.
Orari: 14-19
Info: tel. 0171.227575, fax 0174.227105, info@nobru.it, www.nobru.it

LA CASTAGNA A BERNESS
21/10/2011 - 23/10/2011
Bernezzo

Il programma prevede il venerdì “4 castagne en tel piat”, cena a base di castagne e uno spettacolo teatrale con delitto in sala, il sabato uno spettacolo teatrale per giovani. La fiera prosegue la domenica con la mostra-mercato dei prodotti tipici, la distribuzione di mundaj, frittelle di mele e sangria e con i balli occitani.
Orari: ven.-sab. 20-24, dom. 14-19
Info: tel. 333.3560870, fax 0171.683956, paolodelfino87@libero.it

25^ FESTA DELL’AUTUNNO - FIERO DI QUATRE
22/10/2011 - 23/10/2011
San Damiano Macra

Esposizione e vendita di prodotti agricoli ed artigianali della Valle Maira e mostra degli antichi attrezzi della tradizione occitana. La sera del sabato 19^ edizione della rassegna corale “Canto L’Outoun” organizzata dal Gruppo Corale “La Reis”. Balli occitani dalle ore 15.00 della domenica.
Orari: sab. 21-24, dom. 10-19
Info: tel. 0171.900203, fax 0171.900935, san.damiano.macra@ruparpiemonte.it

FESTA DEL MARRONE - 14^ edizione
22/10/2011 - 23/10/2011
Chiusa Pesio
Ufficio Turistico di Chiusa Pesio Tel. +39/0171/734990, Fax +39/0171/735339, E-mail: info@vallepesio.it, Web: www.vallepesio.it

Tradizionale festa in onore del “Re Marrone”, prodotto tipico della Valle Pesio. Il programma prevede l’esposizione d’arte ed artigianato locale, stand gastronomici con prodotti tipici, degustazioni di castagne e môndài, vin brulé e dolci, musica e balli popolari.
Orari: sab. 16-22, dom. 8-20
Info: tel./fax 0171.734990, fax 0171.735339, info@vallepesio.it, ufficio.turistico@vallepesio.it, info@sportval.com, www.proloco.vallepesio.it

FESTA DELLA CASTAGNA – 31^ edizione
23/10/2011 - 23/10/2011
Roburent
tel./fax +39/0174/227575 utsangiacomo@yahoo.it

Fr. San Giacomo
Durante l’evento vengono accesi una quindicina di fuochi per preparare le caldarroste offerte ai visitatori insieme al vino. La giornata è allietata dai mercatini dell’artigianato mentre le botteghe espongono prodotti tipici ed i ristoranti propongono menù autunnali.
Orari: da definire
Info: tel. 0171.227575, fax 0174.227105, info@nobru.it, www.nobru.it

SAGRA DELLA CASTAGNA - 36^ edizione
23/10/2011 - 23/10/2011
Montaldo Mondovì

Fr. Sant’Anna Collarea
La Sagra è dedicata alla castagna e a tutti coloro che ogni autunno ritornano nel loro castagneto per sentire il profumo del legno, per scaldarsi con il fuoco e gustare i preziosi frutti del sottobosco. La manifestazione prevede, oltre alla partecipazione di espositori e produttori locali, la possibilità di degustare i prodotti tipici locali che insieme alla castagna tramandano antichi sapori: il Brus, la Raschera, la polenta e le paste di meliga.
Orari: 9-17
Info: tel. 0174.227570, www.parpaiun.org

FIERA DEI SANTI - MOSTRA DELLA PECORA SAMBUCANA
29/10/2011 - 30/10/2011
Vinadio

Gli splendidi paesaggi della Valle Stura e i suggestivi spazi del Forte Albertino fanno da sfondo alla manifestazione che riprende la tradizione di un'antica fiera di fine alpeggio. Concerti, mostre e spettacoli con musiche e danze occitane richiamano numerosi visitatori italiani e francesi per i quali la fiera è un'occasione unica per degustare la rinomata carne di agnellone sambucano.
Orari: sab. 9-23, dom. 9-20
Info: tel. 0171.955555, fax 0171.955055 (Comunità Montana Valle Stura); tel. 0171.959143, fax 0171.959432 (Comune di Vinadio)

PECCATI DI GOLA – 15^ FIERA REGIONALE DEL TARTUFO
29/10/2011 - 30/10/2011
Mondovì

Rassegna enogastronomica con esposizioni, degustazioni, laboratori ed eventi di valorizzazione dei prodotti tipici del territorio.
Orari: da definire
Info: tel. 0174.559271/300, fax 0174.559231, turismo@comune.mondovi.cn.it, www.comune.mondovi.cn.it

8^ SAGRA DELLA FRITTELLA
30/10/2011 - 30/10/2011
Caramagna Piemonte

Via Luigi Ornato
La Sagra della Frittella, alla 8^ edizione, riproporrà le frittelle caramagnesi, quelle marocchine, le zeppole di Aquilonia e le frittelle dal Mondo. Il programma prevede l’iniziativa Caramagna Porte Aperte, il mercatino delle cose usate e la festa del volontariato locale.
Orari: dalle 8 al tramonto
Info: tel. 348.4991006, fax 0172.89710, torrecara@hotmail.it, www.comune.caramagnapiemonte.cn.it

Autunno con gusto in prov. di Cuneo a settembre 2011
Autunno con gusto in prov. di Cuneo a ottobre 2011
Autunno con gusto in prov. di Cuneo a novembre/dicembre 2011

Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/2011/09/eventi-enogastronomici-in-prov-di-cuneo_10.html

 

A Monforte d’Alba il convegno: Il cibo e il vino negli scrittori liguri e piemontesi

 

Convegno: Il cibo e il vino negli scrittori liguri e piemontesi

set 1st, 2011

 

di webmaster

 

Dalle ore 9,15 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18 di sabato 10 settembre, all’Auditorium Fondazione Bottari Lattes – Monforte d’Alba (Cn), si svolgerà il convegno “A tavola con le parole. Il cibo e il vino negli scrittori liguri e piemontesi” (da Calvino a De Amicis, da Arpino a Sanguineti). Ingresso gratuito.

I gusti, i profumi e i colori dell’universo enogastronomico nelle parole di autori piemontesi e liguri, come Italo Calvino, Edmondo De Amicis, Giovanni Arpino, Edoardo Sanguineti, il poeta dialettale torinese Nino Costa e lo scrittore in piemontese Pinin Pacot’. Il viaggio nel mondo del cibo e del vino nella letteratura in Piemonte e Liguria sarà proposto dal convegno “A tavola con le parole. Il cibo e il vino negli scrittori liguri e piemontesi” in programma sabato 10 settembre dalle ore 9,15 all’Auditorium della Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (via Marconi, 16 – Cn).

L’incontro, organizzato dal gruppo poetico “003 e oltre” e dalla Fondazione Bottari Lattes, patrocinato dall’Università degli Studi Torino e dall’Università degli Studi di Genova, è il settimo appuntamento del ciclo di convegni liguri-piemontesi annuali dal titolo “Il Varco è qui?”, dedicati alla letteratura locale. Ispirandosi al verso montaliano, dal 2005 gli incontri hanno offerto occasioni d’indagine e confronto su tematiche quali la poesia (2005), la narrativa (2006), i borghi e le città (2007), la poesia dialettale (2008), la letteratura e le arti figurative (2009), la Liguria vista dagli scrittori piemontesi e il Piemonte visto dagli scrittori liguri (2010).

Docenti e critici letterari, oltre che giovani ricercatori, si alterneranno in cinque appuntamenti mattutini (dalle ore 9,15 alle ore 12) e altrettanti interventi pomeridiani (dalle ore 15 alle ore 18) per proporre riflessioni sul rapporto tra letteratura ed enogastronomia, su come il cibo e il vino abbiano ispirato poesie e pagine di narrativa, su come piatti e bevande siano stati al centro di pagine descrittive in grado di catturare i sensi, sulle abitudini e i gusti di un popolo partendo dalle riunioni a tavola.

Interverranno: Giannino Balbis, Marino Boaglio, Giorgio Barberi Squarotti, Cristina Cordola, Marco Berisso, Lorenzo Còveri, Giorgia Fissore, Simona Morando, Bruno Quaranta, Franco Vazzoler.

Il programma:

Ore 9,15: saluto delle autorità e introduzione ai lavori a cura di Alberto Beniscelli (Università di Genova)Ore 9,30: Giannino Balbis, “I menù poetici della Marchesa del Cairo”
Ore 10: Marino Boaglio, “Proteo in cantina. De Amicis e gli effetti del vino”
Ore 10,30: Giorgio Barberi Squarotti, “Le signore che mangiano le paste”
Ore 11,00: Cristina Cordola, “La mensa frugale di due piemontesi: Nino Costa e Pinin Pacot”
Ore 11,30: Marco Berisso, “Mangiarsi le parole. Pratiche verbali tra XX e XXI secolo” – Presiede: Giorgio Barberi Squarotti
Ore 15,30: Lorenzo Còveri, “Parole del cibo e del vino nella letteratura del Novecento in Liguria”
Ore 16,00: Giorgia Fissore, “”Può darsi che io ti sembri un po’ insipido”. Il cibo nella narrativa di Italo Calvino”
Ore 16,30: Simona Morando, “L’impossibile gastronomia di Palomar”
Ore 17: Bruno Quaranta, “Il façon di Arpino”
Ore 17,30: Franco Vazzoler, “Il crudo e il cotto nell’immaginario poetico di Edoardo Sanguineti
Info: Fondazione Bottari Lattes – www.fondazionebottarilattes.it - Tel 0173.789282; 333.8685149 – segreteria@fondazionebottarilattes.it
da: http://www.vallibbt.com/2011/09/01/convegno-il-cibo-e-il-vino-negli-scrittori-liguri-e-piemontesi/

Miro: Fiere del tartufo in Piemonte 2011, Langhe, Roero e Monferrato capitali del gusto

 domenica 4 settembre 2011

Fiere del tartufo in Piemonte 2011

Le fiere e sagre del tartufo bianco in Piemonte sono sempre tante e coprono tutto il periodo da ottobre a dicembre 2011.

Come sempre le provincie coinvolte sono quella di Asti, di Alessandria e di Cuneo che inglobano le zone più ricche di questo prezioso tubero che sono le Langhe , il Roero  ed il Monferrato  Astigiano e Alessandrino.

Images

Tantissime ricette con il tartufo bianco d’Alba e Monferrato le trovate nel sito ”Le ricette di Zia Fiorella” dove troverete anche le migliori ricette della cucina piemontese.

Queste sono le fiere del tartufo in Piemonte per il 2011:

Fiere del tartufo 2011 in prov. di Asti

Comune di:    Castagnole Monferrato (At)
Data:    Dal 09-10-11 al 09-10-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    Fiera del tartufo abbinata vendemmia del nonno

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Statuto 1 - 14030 Castagnole M.to (At)
Tel: 0141/292.123 - Fax: 0141/292.421 - E-mail: anagrafe.castagnooe.monferrato@ruparpiemonte.it
Sito internet: http://www.castagnole.monferrato.com
Sede:    Piazza Statu - Via Umberto 1?
Settori:    Enogastronomia, prodotti tipici piemontesi

Comune di:    Incisa Scapaccino (At)
Data:    Dal 30-10-11 al 30-10-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    19^ Giornata del tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune e Pro Loco - Piazza Ferraro 13 - 14045 Incisa Scapaccino (At)
Tel: 0141/740.40 - Fax: 0141/746.61 - E-mail: incisa.scapaccino@ruparpiemonte.it
Sito internet: http://www.comuneincisascapaccino.at.it
Sede:    Borgo Ghiare - Piazza Ferraro
Settori:    Tartufo e prodotti agricoli vari

Comune di:    Mombercelli (At)
Data:    Dal 16-10-11 al 16-10-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    Giornata del tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Alfieri 2 - 14047 Mombercelli (At)
Tel: 0141/969.610 - Fax: 0141/959.756 - E-mail: vigili.mombercelli@reteunitaria.piemonte.it
Sito internet: http://comune.mombercelli.at.it
Sede:    Piazza Alfieri e vie limitrofe
Settori:    Tartufi, gastronomia, prodotti tipici locali

Comune di:    Moncalvo (At)
Data:    Il 23 e il 30-10-11
Qualifica:    Nazionale
Denominazione:    Fiera mostra mercato nazionale del tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Buronzo 2 - 14036 Moncalvo (At)
Tel: 0141/917.505 - Fax: 0141/917.353 - E-mail: comunedimoncalvo@libero.it
Sito internet: http://www.comune.moncalvo.at.it
Sede:    Piazza Carlo Alberto
Settori:    Tartufi, enogastronomia, artigianato

Comune di:    Montiglio Monferrato (At)
Data:    Il 02 e il 09-10-11
Qualifica:    Regionale

Denominazione:    Fiera regionale del tartufo di Montiglio Monferrato - Premio cane d'argento

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Umberto 1 - 14026 Montiglio Monferrato (At)
Tel: 0141/994.008 - Fax: 0141/691.928 - E-mail: montigliomonferrato@tin.it
Sito internet: http://www.comune.montigliom.at.it
Sede:    Concentrico
Settori:    Tartufi, antiquariato, artigianato, florovivaismo

Comune di:    Asti (At)
Data:    Dal 20-11-11 al 20-11-11
Qualifica:   
Regionale
Denominazione:    Fiera regionale del tartufo

Tipologia:    Fiera specializzata
Ente organizzatore:    Comune - Servizio Manifestazioni - Piazza San Secondo 1 - 14100 Asti
Tel: 0141/399.486 - Fax: 0141/399.483 - E-mail: manifestazioni@comune.asti.it
Sito internet: http://www.comune.asti.it
Sede:    Palazzo civico e centro storico
Settori:    Tartufi, agroalimentari, enologia, artigianato, florovivaismo

Comune di:    Canelli (At)
Data:    Dal 13-11-11 al 13-11-11
Qualifica:    Regionale
Denominazione:    Fiera regionale del tartufo di Canelli

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Via Roma 37 - 14053 Canelli (At)
Tel: 0141/820.210 - Fax: 0141/820.207 - E-mail: commercio@comune.canelli.at.it
Sito internet: http://www.comune.canelli.at.it
Sede:    Area antistante Stazione, Corso Liberta e Via Riccadonna
Settori:    Tartufi, agroalimentari, macchine agricole, artigianato tipico

Comune di:    Castelnuovo Don Bosco (At)
Data:    Dal 27-11-11 al 27-11-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    Fiera del tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Via Roma 12 - 14022 Castelnuovo Don Bosco (At)
Tel: 011/987.61.65 - Fax: 011/987.68.16 - E-mail: polcdb@libero.it
Sito internet: http://www.comune.castelnuovodonbosco.at.it
Sede:    Piazza Don Bosco e Via Roma
Settori:    Tartufi, agricoltura

Comune di:    Montechiaro d'Asti (At)
Data:    Dal 06-11-11 al 06-11-11
Qualifica:   
Nazionale
Denominazione:    Fiera nazionale del tartufo bianco del Monferrato
Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Umberto I, 9 - 14025 Montechiaro d'Asti (At)
Tel: 0141/999.136 - Fax: 0141/901.128 - E-mail: montechiaro.asti@inwind.it
Sito internet: http://www.montechiaro.info
Sede:    Piazza Umberto I
Settori:    Tartufi (Tuber Magnatum Pico), enogastronomia, artigianato

Comune di:    Montegrosso d'Asti (At)
Data:    Dal 27-11-11 al 27-11-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    Fiera del tartufo
Tipologia:    Fiera generale
Ente organizzatore:    Comune - Via Re Umberto 60 - 14048 Montegrosso d'Asti (At)
Tel: 0141/953.052 - Fax: 0141/953.739 - E-mail: info@comune.montegrossodasti.at.it
Sito internet: http://www.comune.montegrossodasti.at.it
Sede:    Piazza Saracco, Piazza Rovero
Settori:    Tartufi, agricoltura, Artigianato

Comune di:    Nizza Monferrato (At)
Data:    Dal 06-11-11 al 06-11-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    Fiera del San Carlo e Giornata del tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Martiri di Alessandria 19 - 14049 Nizza M.to (At)
Tel: 0141/721.500 - Fax: 0141/720.536 - E-mail: nizza@tin.it
Sito internet: http://www.comune.nizza.asti.it
Sede:    Centro Storico
Settori:    Alimentare e agricoltura

Comune di:    San Damiano d'Asti (At)
Data:    Dal 06-11-11 al 06-11-11
Qualifica: 
  Regionale
Denominazione:    Fiera del Tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Liberta 2 - 14015 San Damiano d'Asti (At)
Tel: 0141/975.056 - Fax: 0141/982.582 - E-mail: segreteria@comunesandamianodasti.it
Sito internet: http://www.comunesandamiano.at.it
Sede:    Piazza Liberta
Settori:    Agricoltura

Fiere del tartufo 2011 in prov. di Alessandria

Comune di:    Bergamasco (Al)
Data:    Dal 09-10-11 al 09-10-11
Qualifica:   Regionale
Denominazione:    13^ Fiera mostra mercato del tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Via IV Novembre 20 - 15022 Bergamasco (Al)
Tel: 0131/777.101 - Fax: 0131/777.518 - E-mail: bergamasco@reteunitaria.piemonte.it
Sito internet: http://www.comune-bergamasco.it
Sede:    Piazza della Repubblica e vie limitrofe
Settori:    Tartufi, enogastronomia, artigianato, florovivaismo

Comune di:    Odalengo Piccolo (Al)
Data:    Dal 08-10-11 al 09-10-11
Qualifica: 
  Regionale
Denominazione:    18^ Fiera Tufo & Tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Piemonte 1 - 15020 Odalengo Piccolo (Al)
Tel: 0141/919.126 - Fax: 0141/919.900 - E-mail: info@comune.odalengopiccolo.al.it
Sede:    Piazza Piemonte
Settori:    Tartufi, enogastronomia, artigianato

Comune di:    Acqui Terme (Al)
Data:    Dal 27-11-11 al 27-11-11
Qualifica:   Regionale

Denominazione:    7^ Mostra mercato regionale del tartufo
Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Ufficio Turismo - Piazza Arrigo Levi 12 - 15011 Acqui Terme (Al)
Tel: 0144/770.274 - Fax: 0144/576.27 - E-mail: turismo@comuneacqui.com
Sito internet: http://www.comuneacqui.com
Sede:    Parco italiano del tartufo e Spazio espositivo Kaimano
Settori:    Tartufi, enogastronomia

Comune di:    Cella Monte (Al)
Data:    Dal 05-11-11 al 06-11-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    Sagra del tartufo bianco in Valle Ghenza

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Via Barbano Dante 30 - 15034 Cella Monte (Al)
Tel: 0142/488.161 - Fax: 0142/489.962 - E-mail: info@comune.cellamonte.al.it
Sito internet: http://www.comune.cellamonte.it
Sede:     Centro storico e area verde
Settori:    Tartufi, agricoltura, enogastronomia,

Comune di:    Murisengo (Al)
Data:    Il 13 e il 20-11-11
Qualifica:   
Nazionale
Denominazione:    Fiera nazionale del tartufo - Trifola d'Or

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza della Vittoria 1 - 15020 Murisengo (Al)
Tel: 0141/993.041 - Fax: 0141/993.759 - E-mail: protocollo@murisengo.com
Sito internet: http://www.fieradeltartufo.com
Sede:    Concentrico
Settori:    Tartufi, enogastronomia, artigianato

Comune di:    San Sebastiano Curone (Al)
Data:    Dal 20-11-11 al 20-11-11
Qualifica:   
Nazionale
Denominazione:     Mostra mercato del tartufo

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Piazza Roma 7 -15056 San Sebastiano Curone (Al)
Tel: 0131/786.205 - Fax: 0131/786.205 - E-mail: sansebastianonline@libero.it
Sito internet: http://www.comunesansebastianocurone.it
Sede:     Viale Francischelli
Settori:    Tartufi, agricoltura, enogastronomia

Comune di:    Serralunga di Crea (Al)
Data:    Dal 06-11-11 al 06-11-11
Qualifica:    Locale
Denominazione:    Fiera del tartufo bianco d'Alba - Mostra mercato del Tartufo del Monferrato
Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Pro Loco - Via Madonnina - 15020 Serralunga di Crea (Al)
Tel: "329/176.20.04 0142/940.101" - Fax: 0142/940.660 - E-mail: serralunga.di.crea@ruparpiemonte.it
Sede:    Piazza della Madonnina
Settori:    Agricoltura, enogastronomia

Fiere del tartufo 2011 in prov. di Cuneo

Comune di:    Mondovi (Cn)
Data:    Dal 29-10-11 al 01-11-11
Qualifica:    Regionale

Denominazione:    15^ Fiera regionale del tartufo - Peccati di gola

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Corso Statuto 13 - 12084 Mondovi (Cn)
Tel: 0174/559.271 - Fax: 0174/559.231 - E-mail: turismo@comune.mondovi.cn.it
Sito internet: http://www.comune.mondovi.cn.it
Sede:    ex Caserma galliano - Rione Piazza
Settori:    Tartufi, enogastronomia del Monregalese, turismo

Comune di:    Alba (Cn)
Data:    Dal 08-11-11 al 13-11-11
Qualifica:    Internazionale
Denominazione:   
Fiera internazionale del Tartufo Bianco d'Alba

Tipologia:    Mostra Mercato
Ente organizzatore:    "Comune e Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba - Piazza Medford 3 – 12051
Alba  (Cn)"
Tel: 0173/361.051 - Fax: 0173/223.022 - E-mail: info@fieradeltartufo.org
Sito internet: http://www.fieradeltartufo.org
Sede:     Centro storico
Settori:    Tartufo Bianco d'Alba, enogastronomia, turismo

Comune di:    Mondovi (Cn)
Data:    Dal 29-10-11 al 01-11-11
Qualifica:   Regionale
Denominazione:    15^ Fiera regionale del tartufo - Peccati di gola

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Corso Statuto 13 - 12084 Mondovi (Cn)
Tel: 0174/559.271 - Fax: 0174/559.231 - E-mail: turismo@comune.mondovi.cn.it
Sito internet: http://www.comune.mondovi.cn.it
Sede:    ex Caserma galliano - Rione Piazza
Settori:    Tartufi, enogastronomia del Monregalese, turismo

Comune di:    Vezza d'Alba (Cn)
Data:    Il 20 e il 27-11-11
Qualifica:   Regionale
Denominazione:    Fiera regionale del tartufo bianco di Vezza d'Alba e dei vini del Roero

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Via Mazzini 29 - 12040 Vezza d'Alba (Cn)
Tel: 0173/650.22 - Fax: 0173/651.84 - E-mail: info@comunevezzadalba.it
Sito internet: http://www.comunevezzadalba.it
Sede:    Salone manifestazioni - Piazza San Bernardo, 10
Settori:    Tartufi, enogastronomia, ortofrutticoltura, artigianato

Fiere del tartufo 2011 in prov. di Torino

Comune di:    Rivalba (To)
Data:    Dal 13-11-11 al 13-11-11
Qualifica:   Regionale
Denominazione:    24^ Fiera del tartufo bianco d'Alba raccolto nelle colline torinesi

Tipologia:    Mostra mercato
Ente organizzatore:    Comune - Via Roma 1 - 10090 Rivalba (To)
Tel: 011/960.45.27 - Fax: 011/981.69.00 - E-mail: comunerivalba@tin.it
Sito internet: http://www.comune.rivalba.to.it
Sede:    Struttura polivalente - Campo sportivo e Piazza S. Amanzio
Settori:    Tartufi, enogastronomia, artigianato, florovivaismo

Post in aggiornamento…

Le date e gli orari possono variare senza preavviso, non mi ritengo responsabile di eventuali cambiamenti e vi invito a contattare gli enti organizzatori per la conferma degli eventi.

 Mirò

da: http://www.ilcinzanino.org/2011/09/fiere-del-tartufo-in-piemonte-2011.html

 

 

Una Douja d’Or al sapore dell’Asti e del Moscato d’Asti docg

 

set 6th, 2011

di webmaster.

È una Douja d’Or al sapore dell’Asti docg e del Moscato d’Asti docg, e con molte novità, quella che si svolgerà dal 9 all’11 settembre ad Asti.

 Per la prima volta il Consorzio per la Tutela dell’Asti D.O.C.G. è ospitato all’interno del cortile del Palazzo dell’Enofila, nuova location della kermesse vinicola astigiana.

 Alla 45° edizione il Consorzio dell’Asti presenterà il rinnovato “percorso polisensoriale” che identifica e caratterizza la comunicazione e l’avvicinamento all’Asti ed al Moscato d’Asti nelle più importanti manifestazioni vinicole nazionali ed internazionali.

 L’area Asti docg, progettata dall’architetto Andrea Capellino, occuperà i portici dell’Enofila e, con due parallelepipedi dorati, si protenderà fuori dalle pertinenze dell’edificio dando l’impressione di un tappo che esce dal collo di una bottiglia con un forte impatto scengrafico.

 Il percorso polisensoriale - originale esempio di educazione enologica legata ad un vino spumante nel panorama vinicolo italiano e internazionale – oltre la percezione delle caratteristiche più esaltanti e originali del più celebrato e venduto spumante dolce italiano. Utilizzando materiali, immagini e tecnologia di ultima generazione, vengono esaltati ognuno dei cinque sensi: dal tatto (terra, vetro e sughero), alla vista (paesaggi, vigneti), all’udito (i rumori del vino e delle bollicine), all’olfatto (profumi e aromi del moscato) fino al gusto con le degustazioni dell’Asti docg e del Moscato d’Asti docg in purezza e miscelato.

 Altra particolarità di questo percorso polisensoriale targato Douja d’Or, sarà che, a prendere per mano i visitatori e a guidarli lungo tutto l’itinerario, troveranno Mr. Perlage, il personaggio uscito dalla matita della cartoonist astigiana Elena Pianta e che parla seguendo la sceneggiatura scritta da Roberto Gagnor. Mr. Perlage, novello eno-cicerone, svelerà i segreti dell’uva moscato che diventa vino e spumante. Inoltre, il 10 settembre, nella sala convegni Elena Pianta e Roberta Gagnor, insieme all’enologo esperto del mondo dell’Asti, Lorenzo Tablino, spiegheranno come si è arrivati ad unire il mondo dei fumetti a quello del Moscato usando la tecnica dei cartoons.

 Ma la presenza dell’Asti e del Moscato non sarà solo virtuale o di vetrina. Perché nell’area dedicata al gusto saranno realizzati aperitivi con i vini della denominazione. L’appuntamento è quello classico dell’happyhour serale, dalle 18,30 alle 20. Non mancheranno le degustazioni “in purezza”, cioè di Asti docg e Moscato d’Asti al naturale; e i seminari con assaggi guidati da esperti.

Mini corsi, inoltre, saranno tenuti dall’enologo Lorenzo Tablino nei giorni di sabato 10 e domenica 11, dalle 19 alle 21. Tablino condurrà i partecipanti lungo un affascinante viaggio enologico tra le numerose etichette di Asti docg e Moscato d’Asti docg che saranno abbinati a piatti dolci e salati con specialità proposte dai maestri artigiani di Confartigianato e dai ristoratori dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Astigiani.

 E per gli amanti della buona cucina, tutte le sere nell’area ristorazione (padiglione 3) sarà proposto un “piatto d’autore” realizzato da grandi chef astigiani seguito da un dolce del territorio creato appositamente da maestri pasticceri e servito in abbinamento ad una coppa di Asti D.O.C.G.

 Venerdì 9 settembre (Moscato d’Asti docg) e lunedì 12 settembre (Asti docg) alle 21, sempre nel Palazzo dell’Enofila (padiglione 4) , sono previste degustazioni guidate in abbinamento a piatti salati e dolci realizzati dalle eccellenze artigiane della Confartigianato di Asti con la collaborazione dell’Onav.

da: http://www.vallibbt.com/2011/09/06/17943/

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME D’ASINO

05/09/2011
PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME D’ASINO

Molto simile al salame di cavallo, ma di pezzatura un poco più piccola. L’impasto è formato da una parte magra di carne di asino al 100 % e da una parte grassa costituita da lardelli pancetta e grasso di maiale. Metodiche d lavorazione
L’impasto, aromatizzato con sali, aromi, spezie, viene insaccato e legato a filzi o file. Viene poi stagionato 15 gg.

Zona di produzione
Novarese (Oleggio – Bellinzago) e Vercellese (Borgomanero comuni limitrofi). Diffuso anche nell’Astigiano e in altre zone del Piemonte.

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME CUNEO

05/09/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME CUNEO


Si tratta di salami prodotti solo con carni di suini allevati in Piemonte; sia le metodologie di allevamento e di alimentazione degli animali, sia quelle di lavorazione del salame sono ratificate da un apposito disciplinare emesso dal Consorzio CON.SA.TI.
Le categorie dei salami finiti sono due e differiscono per pezzatura e stagionatura:
Le Rose: pezzatura da 700 a 1000 g con stagionatura di 40 gg circa;
Le Rosette: pezzatura da 300 a 400 g con stagionatura di 20 gg circa.
Il prodotto deve essere tenero, di colore rosso vivo al taglio, impasto compatto, grasso bianco, sapore ed aroma caratteristici, anche in funzione della stagionatura.
Tutti i prodotti sono riconoscibili dai marchi del consorzio apposti sui salami. Metodiche d lavorazione
Per indicazioni più precise si rimanda al disciplinare di produzione CON.SA.TI. di cui vengono riportati i punti fondamentali:
Materia prima: carni di suini allevati in Piemonte, razze ed alimentazione riportati in disciplinare, età almeno 9 mesi, macellati in Piemonte presso strutture associate a CON.SA.TI. Proibito l’uso di carni di verri e scrofe e di carni congelate.
Metodiche di lavorazione: si utilizzano tagli di carne e grasso specifici citati in disciplinare(tagli di prima scelta), il rapporto carne magra/grassa deve essere 100/40 ed il budello utilizzato per insaccare deve essere naturale; sono indicati in disciplinare anche le quantità di droghe e spezie e le tipologie di vini da utilizzare nella aromatizzazione delle carni macinate e sono state definite anche le caratteristiche dello spago di legatura.
L’asciugatura e la stagionatura variano da 20 a 40 gg a seconda della tipologia del prodotto.


Zona di produzione
La zona di produzione è stata individuata nella Provincia di Cuneo

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/45.htm

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: SALAME COTTO

 05/09/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

SALAME COTTO

Salame cotto e compagni

Salame cotto e compagni


Si tratta di un insaccato di carni suine che viene prodotto con metodiche diverse a seconda della zona del Piemonte.

Metodiche di lavorazione
Le parti scelte del suino si utilizzano generalmente per fare il salame crudo, con i ritagli e gli scarti delle parti magre veniva generalmente fatto il salame cotto.
Attualmente il prodotto viene fatto con tagli scelti e raramente con le seconde scelte di carne. La carne viene macinata più o meno finemente con l’aggiunta di lardo e pancette; a seconda della zona di produzione vengono aggiunte sale, droghe, spezie (pepe, cannella, chiodi di garofano), a volte anche menta, nel biellese, a volte vino; il tutto viene poi insaccato in budello (Tascone o bondeana) che ha la caratteristica di essere di grosse dimensioni. L’insaccato viene cotto in acqua bollente con tempi variabili a seconda dalla pezzatura (da un’ora a quattro – cinque ore), attualmente i salumifici più moderni cuociono a vapore (generalmente 72°C per 5 ore). Una volta veniva spesso conservato in salamoia nel brodo di cottura (brodo privato del grasso che affiorava) e posto nella parte più fredda della cella, ora si utilizza la tecnologia del sottovuoto anche per conferire una maggiore igiene ed una durata più lunga con vantaggi commerciali.

Zona di produzione
Il salame cotto è una produzione tipica del Piemonte e si trova un po’ dovunque, è piuttosto diffuso ogni zona però presente variazioni sugli ingredienti.

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/44.htm

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: RANE DELLE RISAIE PIEMONTESI

 

aggiornato al 03/09/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

RANE DELLE RISAIE PIEMONTESI

La coltura del riso nelle terre vercellesi ha portato alla creazione di un ecosistema che ha favorito la proliferazione di rane che venivano poi catturate per il consumo.
Esistevano anche figure di pescatori che erano specializzati nella pesca di tali animali e che vendevano il prodotto sui mercati locali, buona parte del prodotto era invece autoconsumato dalle famiglie degli agricoltori.



Metodiche di lavorazione
Nessuna metodica di allevamento, solo metodi per la cattura o la raccolta.

Zona di produzione
Relativamente al Piemonte la maggioranza degli allevamenti sono diffusi in provincia di Cuneo e di Torino.

 

http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/43.htm

 

 

Il Migliore Dolce alla Nocciola d’Italia a Carlo Moriondo di Mombaruzzo

 

 ago 30th, 2011

di webmaster

Nella splendida cornice della chiesa di San Francesco a Cortemilia (Cn), si è svolta domenica 28 agosto la premiazione della seconda edizione del concorso nazionale riservato ai professionisti del dolce “Il Migliore Dolce alla Nocciola d’Italia”, inserito nella 57° edizione della Sagra della Nocciola 2011.

21 maestri Pasticceri da tutta Italia (da Lecce a Bergamo, da Imperia ad Ancona, Bologna, Varese ecc…) sono convenuti a Cortemilia per sfidarsi a suon di Nocciole Piemonte IGP e scoprire quale fosse il dolce alle Nocciole più buono d’Italia.

Il concorso, organizzato dall’amministrazione comunale insieme al Club di Papillon e alla prestigiosa rivista di settore “Pasticceria Internazionale”, mira a valorizzare e far emergere la grande qualità del prodotto corilicoro di cui Cortemilia ne è orgogliosa capitale.

La giuria di assoluto livello e con garanzie di estrema competenza era presieduta dal giornalista Paolo Massobrio ed era composta dall’editrice di “Pasticceria Internazionale”, Livia Chiriotti; dal direttore della rivista “Hotel Domani”, Renato Andreoletti; dalla redattrice di “Maitre & Sommelier”, Alberta Carlesso; dal redattore de “La Cucina Italiana” Paolo Becarelli; dalla giornalista de “La Stampa” Manuela Arami; dal giornalista de “L’Ancora” Giovanni Smorgon; dal gran Maestro della Confraternita della Nocciola Luigi Paleari; dal tecnico pasticciere Alessandro Dalmasso e dai giornalisti Terry Baccini e Giancarlo Montaldo.

Sostenitori di prestigio del concorso sono state le aziende : Novi, Carpigiani e Silikomart.

Ecco di seguito riportato l’elenco delle nomination con, al numero uno (scritti in rosso), i nomi dei vincitori delle singole categorie :
1.categoria: la migliore Torta da Forno
I.Panificio Pagnani – Arcevia (AN)
Pasticceria La Dolce Langa – Vesime (AT)
Pasticceria Sapori da Scaletta – Castelletto Uzzone (CN)
2.categoria: la migliore Pasticceria Secca
I.Pasticceria L’Acquolina in Bocca – Cairo M.tte (SV)
Pasticceria Medico – Torino
Pasticceria Veniani – Gavirate (VA
3.categoria: il miglior Cioccolato
I.Pasticceria L’Angolino – Villanova di Mondovì (CN)
Pasticceria A. Giordano – Leini (TO)
Pasticceria Vacchieri – Rivalta T.se (TO)
4.categoria: la migliore pasticceria fresca
I.Pasticceria Orchidea – Montesano (SA)
Pasticceria Avidano – Chieri (TO)
Pasticceria Dolce Salato– Bologna (BO)
5.categoria: il miglior gelato – Premio Carpigiani:
I.Pasticceria Nocciol’arte – Castelletto Uzzone (CN)
Gelateria Soban – Valenza (AL)
Gelateria Antonio Raffaele – Lecce
6.categoria : il miglior Amaretto alle Nocciole
I.Pasticceria Carlo Moriondo – Mombaruzzo (AT)
Pasticceria Gallo – Bubbio (AT)
Pasticceria Chiodo – Strevi (AL)
7.categoria: il miglior dolce alla Crema Novi
I.Consuelo Staderoli – Villanova di Mondovì (CN)
Alessandro Racca – Imperia (IM)
Giorgio Zanatta – Gelateria Veneta – Asti (AT)

Tenuto conto dell’altissimo livello qualitativo riscontrato nella categoria “Il Gelato” e delle lievi differenze di punteggio tra i nominati, la giuria ha comunque deciso di premiare le gelaterie Soban di Alessandria e Antonio Raffaele di Lecce con due menzioni speciali.
Grande attesa anche per i PREMI speciali conferiti dall’amministrazione di Cortemilia e dal comitato organizzatore :
i.premio Speciale alla Carriera per Giuseppe CANOBBIO della pasticceria Canobbio Cortemilia. Il “Premio alla Carriera”; che vuole riconoscere la professionalità e la passione al lavoro di un pasticciere che negli anni ha saputo valorizzare e promuovere il prodotto ed il territorio.

ii.premio speciale per il “Miglior Pasticciere delle Nocciole d’Italia” a Chicco CEREA del Relais la Cantalupa di Brusaporto (BG). Per riconoscere la professionalità e la passione al lavoro di un pasticciere che negli anni ha saputo valorizzare e promuovere il prodotto a livello nazionale ed internazionale.

Al termine delle premiazioni delle singole categorie, tra tutti i pasticcieri che hanno ottenuto le nomination, è stato premiato colui che ha ottenuto, in degustazione, il punteggio assoluto più alto e quindi proclamato vincitore assoluto del Concorso 2011: “Amaretti Moriondo Carlo di Mombaruzzo-At”.

Gran finale del Concorso con lo show cabaret che ha concluso i festeggiamenti della 57^ Sagra della Nocciola, con gli amici del “La Carica dei 101” di Radio 101 con Sara, Paolo Cavallone, Sergio Sironi e Cristiano Militello di Striscia la Notizia.

Alcuni commenti e dichiarazioni:
Paolo Massobrio, presidente di giuria :
“Sono stato sorpreso dalla partecipazione e dai nomi dei pasticceri in Concorso. Abbiamo riscontrato un livello qualitativo superiore all’’anno scorso. E’ un trend in crescita con ottime prospettive future!”.

da: http://www.vallibbt.com/2011/08/30/17792/

 

 

 

Anticipata la raccolta di tartufi

 

 ago 31st, 2011

di webmaster

La Giunta regionale ha modificato il calendario per la raccolta del Tuber aestivum (tartufo scorzone) e del Magnatum Pico (tartufo bianco). La proposta di modifica del calendario è stata avanzata dall’assessore provinciale all’agricoltura Fulvio Brusa, come si legge nella premessa della delibera regionale.

Il suggerimento della Provincia di Asti è stato accolto all’unanimità da tutte le amministrazioni provinciali il cui territorio ha vocazione tartufigena, coinvolgendo, oltre ad Asti, anche Alessandria, Cuneo e Torino.

Secondo la nuova normativa la raccolta del tartufo scorzone potrà avere inizio il 15 giugno anziché il 1° luglio, come prevedeva il precedente calendario, proseguendo fino al 30 agosto. Per ciò che riguarda invece il tartufo bianco, la campagna potrà essere avviata a partire dal 15 settembre, con un anticipo di 15 giorni rispetto alle passate disposizioni che stabilivano nel 1° ottobre la data di inizio delle ricerche del pregiato fungo ipogeo.

L’entrata in vigore del nuovo calendario già a partire dal 30 agosto di quest’anno permetterà ai “trifolau” di realizzare fin da subito la raccolta del tartufo bianco secondo gli ultimi ordinamenti.

Commenta l’Assessore Brusa: “Attraverso le nuove disposizioni, il periodo di divieto assoluto della raccolta si riduce a 15 giorni, dal 31 agosto al 14 settembre, consentendo ai cercatori di ampliare il periodo di azione. Ciò di cui siamo molto soddisfatti è l’entrata in vigore già a partire dal 30 agosto, permettendo così di seguire immediatamente le nuove disposizioni.

La Provincia di Asti – chiarisce Brusa - è stata promotrice di questa proposta che, siamo felici, è stata unanimemente accolta da Alessandria, Cuneo e Torino. Il tartufo è uno dei prodotti tipici di eccellenza del nostro territorio, cui sono legate numerose fiere regionali e nazionali che contribuiscono a diffondere il nome di Asti a livello internazionale. E’ giusto promuovere e valorizzare al meglio quello che è diventato a tutti gli effetti uno strumento di sviluppo del nostro territorio, forza attrattiva per turisti ed appassionati”.

da: http://www.vallibbt.com/2011/08/31/anticipata-la-raccolta-di-tartufi/

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: PROSCIUTTO MONTANO DELLA VAL VIGEZZO

aggiornato al 30/08/2011

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

PROSCIUTTO MONTANO DELLA VAL VIGEZZO


Prosciutto crudo affumicato ottenuto da cosci di suini pesanti nazionali. Le fette presentano un gradevole aroma di fumo. Metodiche di lavorazione
Una volta ritirati i cosci si effettua una prima fase di riposo di 24 ore circa. Segue la salatura con sale marino e la speziatura con pepe, cannella, chiodi di garofano. L’impasto per la salatura, che viene effettuata con massaggio manuale, contiene anche aglio. La salatura è eseguita per tre volte ad intervalli di 10 giorni, con variazioni che dipendono dalle dimensioni dei cosci, dalle condizioni meteorologiche e dall’esperienza del produttore. In linea generale la salatura dura 25- 30 giorni. Seguono poi la lavatura, l’asciugatura e l’affumicatura (in apposito locale) con legno di ginepro. Infine si ha la stagionatura, dai 12 ai 16 mesi.



Zona di produzione  


Val Vigezzo

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

da:http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/42.htm

 

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: PROSCIUTTO CRUDO DELLA VALLE GESSO, PROSCIUTTO CRUDO DELL’ALTA VAL SUSA e PROSCIUTTO CRUDO DI CUNEO

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

PROSCIUTTO CRUDO DELLA VALLE GESSO

Caratteristiche: E' privato dell'osso la stagionatura.
Metodiche di lavorazione: Si segnala la salatura a secco con sale marino per 15 giorni consecutivi salando e massaggiando una volta al giorno. La stagionatura si protrae per 18 mesi in cantine naturali.



ZONA DI PRODUZIONE: Valle Gesso - Cuneo.

MATERIALI ED ATTREZZATURE SPECIFICHE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE, IL CONDIZIONAMENTO O L'IMBALLAGGIO DEI PRODOTTI: Non si segnalano attrezzature particolari.

DESCRIZIONE DEI LOCALI DI LAVORAZIONE, CONSERVAZIONE E STAGIONATURA: Cantine di stagionatura senza il controllo della temperatura.

DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE CHE LE METODICHE DI LAVORAZIONE CONSERVAZIONE E STAGIONATURA SI SONO CONSOLIDATE NEL TEMPO PER UN PERIODO NON INFERIORE AI VENTICINQUE ANNI: Tradizione orale.

da: http://www.prodottitipici.com/prodotto/10054/prosciutto-crudo-della-valle-gesso.htm


PROSCIUTTO CRUDO DELL’ALTA VAL SUSA

La coscia di suino é privata dell’osso prima della salatura. Una rifilatura particolare permette alla cotenna di ricoprire tutta la carne (grazie anche ad una cucitura molto forte). Il peso finale é di 12-13 kg.

Metodiche di lavorazione
La salagione é effettuata a secco con sale per 15 giorni. Segue una giornata di asciugatura ed una pressatura con un peso di circa 3 chilogrammi per 3-4 giorni. Si ha poi un riposo di 100 giorni a 3-5°C, con un rivoltamento al giorno. Dopo il riposo si esegue un lavaggio ed inoltre le cuciture sono stuccate con la sugna. La fase di stagionatura si protrae per 15-16 mesi con un rivoltamento alla settimana.

Zona di produzione
Alta Val Susa - Torino.

  

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/02.htm

 

PROSCIUTTO CRUDO DI CUNEO


Prosciutto crudo prodotto a partire da cosce suine fresche. I suini sono macellati ad almeno otto mesi di età. Le cosce rifilate sono prive del piede e con l’anchetta presente. La stagionatura del prodotto dura almeno 10 mesi dall’inizio della lavorazione. Peso finale 7-10 kg.

Metodiche di lavorazione
La salagione é eseguita a secco con sale essiccato o parzialmente umidificato. Il sale può contenere piccole quantità di pepe nero spaccato e aceto e può essere miscelato con spezie o estratti di spezie.
Segue un riposo di almeno 50 giorni in ambienti tali da garantire un adeguato asciugamento a freddo del prodotto.
La successiva fase di toelettatura ha lo scopo di rimuovere le asperità derivanti dall’asciugamento superficiale. Si effettua poi un lavaggio ed un secondo asciugamento. La stagionatura é condotta in ambienti con adeguato ricambio d’aria.

 

Zona di produzione
Intero territorio della provincia di Cuneo e parte delle province di Torino e Asti.

 

da: http://www.saporidelpiemonte.it/prodotti/carni/41.htm

Sagra del Peperone a Carmagnola

22/08/2011

Sagra del Peperone a Carmagnola

Sagra del peperone di Carmagnola

www.comune.carmagnola.to.it

Dal 26-08-2011 Al 04-09-2011
10022 Carmagnola (To)

Sagra del Peperone a Carmagnola
Sagra del Peperone a Carmagnola

Quadrato, Corno di bue, Trottola o Tumaticot? Sempre di peperoni si tratta, ma delle varietà tipiche e riconosciute dal Consorzio dei produttori come "Peperoni di Carmagnola", quelle che la sagra in programma nella località del torinese mette in mostra per il sessantaduesimo anno, dal 26 agosto al 4 settembre, con un fitto programma di festeggiamenti. Oltre alla tradizionale esposizione di peperoni e ai relativi concorsi, alle degustazioni, alla sfilata di "Re Povron" e la "Bela Povronera" e agli spettacoli , il pubblico può trovare una ricca area commerciale e ampio spazio dedicato alle degustazioni e ai prodotti tipici. Tra le iniziative, venerdì 26 il concerto di Niccolò Fabi e mercoledì 31 la Carovana Balacaval col suo varietà di musiche dal mondo seguito da un Bal Occitan Folk. Domenica 4 settembre in piazza Sant’Agostino, sulla scia del record 2010 con la peperonata più grande del mondo, nella pentola del Carmagnola Pepper Guinness si cucina l’antica ricetta della “Trippa al Peperone”; chiusura alle 23 con il grande spettacolo di fuochi artificiali. 

 

 da: http://www.piemonteitalia.eu/

 

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE: PROSCIUTTO COTTO

16/08/2011

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)

Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione

PROSCIUTTO COTTO

 

Il prosciutto cotto appartiene alle produzioni tradizionali che venivano preparate in casa o in piccole salumerie e che hanno poi rapidamente preso la strada dell’industrializzazione. Il prosciutto è ricavato dalla coscia del maiale, si presenta generalmente di colore roseo, umido con la tipica forma “a cuore” del coscio di maiale. Per apprezzarne a pieno l’aroma ed il sapore il prosciutto cotto deve essere consumato dopo breve tempo dalla produzione.

Metodiche di lavorazione

Prosciutto cotto di Canale
La coscia viene tagliata, disossata, modellata lavata e posta in una salamoia dalla composizione variabile a seconda del produttore e della zona di produzione; nella salamoia spesso si utilizzano spezie ed erbe aromatiche tipiche del luogo di produzione, alcuni aggiungono anche essenze di frutta alla salamoia per addolcire il sapore e l’aroma del prodotto finito.
La cottura avviene generalmente a vapore dopo aver posto il coscio in uno speciale stampo metallico. In passato avveniva in acqua bollente.

Zona di produzione