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Finalmente riapre la Reggia di Venaria!
Il grande giorno è finalmente arrivato! Dopo due secoli di abbandono e grazie a una monumentale opera di restauro durata otto anni, venerdì 12 ottobre è in programma l'inaugurazione della Reggia di Venaria, uno dei più significativi esempi della magnificenza e dell'architettura barocca internazionale del XVII e XVIII secolo. Il giorno successivo è in calendario l'apertura al pubblico della grande corte regale del Piemonte con una mostra dedicata ai Savoia tra Cinque e Settecento "La Reggia di Venaria e i Savoia: Arte, magnificenza e storia di una corte".
L'inaugurazione della Reggia - una cerimonia di tipo non tradizionale, senza sfarzo - rappresenta la tappa essenziale del progetto di recupero architettonico e paesaggistico, iniziato nel giugno scorso con l'apertura di una parte dei giardini storici recuperati, dell'intero patrimonio della Venaria Reale, la grande corte realizzata fra il XVII e il XVIII secolo dai più esperti architetti dell'epoca - Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri - per essere luogo di caccia e di piacere dei sovrani. Un palcoscenico di storia, natura e cultura, in cui la straordinaria architettura barocca, i Giardini, il Parco della Mandria e il suggestivo borgo cittadino si integrano in una cornice di spazi di quasi un milione di metri quadrati, di cui la Reggia è il cuore.
Eccezionale per complessità e dimensioni, il progetto "La Venaria Reale" dal 1997 rappresenta uno tra i più rilevanti programmi di conservazione e valorizzazione di un bene culturale in Europa, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dalla Regione Piemonte, con il sostegno dell'Unione Europea, in collaborazione con la Provincia di Torino, i Comuni di Torino, Venaria Reale e Druento. Il progetto ha richiesto un investimento finanziario di 200 milioni di euro.
"Restituiamo ai cittadini - afferma la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso - un bene che era stato abbandonato nell'incuria e ora diventerà il perno di tutte le attrattive del territorio. Avevamo una struttura unica in Europa sulla quale sono stati fatti investimenti ingenti, ma c'era il problema che dopo due secoli di abbandono la residenza era completamente vuota. E una reggia vuota, anche attingendo a tutti i musei e i castelli del Piemonte, non avrebbe mai potuto fare concorrenza a una perfettamente conservata, come Versailles. Abbiamo dovuto ingegnarci, per animarla abbiamo chiamato anche il regista Peter Greenaway, e i frutti sono arrivati. L'evento - osserva ancora Bresso - segnerà la storia del restauro. Sono state compiute ricerche, elaborate tecnologie e materiali nuovi, formati artigiani e specialisti. Duecento imprese hanno lavorato su una reggia mai davvero abitata, che negli anni è stata abbandonata, saccheggiata, utilizzata come caserma. La loro opera restituirà alla fruizione di tutti il sogno di grandezza dei Savoia". In occasione dell'inaugurazione, la presidente restituirà alcuni dipinti che fino a pochi giorni fa arredavano il suo ufficio in Regione ma erano quadri appartenenti alla Reggia: un grande ritratto di Vittorio Amedeo II, che a Venaria fu proclamato Re di Sicilia, e uno di suo figlio Carlo Emanuele III.
Per approfondire: www.lavenaria.it/
Torino, 11/10/2007
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La Val Germanasca, paesaggio e storia valdese
Meno conosciuta di altre per gli sport invernali, stazione di Prali a parte, ma ricca di paesaggi incantevoli e di storia, la Val Germanasca - in provincia di Torino - è ideale per le escursioni e le gite nel periodo che si avvicina alla primavera. La presenza valdese ne caratterizza fortemente gli usi e in parte anche le costruzioni.
Nel villaggio della Balziglia, sui monti di Massello, fino al 1690 i 'capitani' valdesi, guidati dal leggendario Enrico Arnaud resistettero per mesi all'assedio dei francesi agli ordini del generale Nicolas Catinat. Fin da Perosa Argentina alla confluenza col Chisone, la val Germanasca si annuncia selvaggia e maestosa, autentico paradiso nascosto tra montagne impervie, custodi di una storia sociale ricchissima e sofferta. L'antica 'valle nigra', valle oscura, per lungo tempo ribattezzata 'valle San Martino', dal nome della parrocchiale cattolica sopra Trossieri a Perrero, malgrado il flusso dei tanti turisti, conserva intatto il silenzio d'alta quota, dei borghi alpestri, della grande storia a stretto contatto con una natura straordinaria grazie anche all'acqua cristallina del suo torrente, nel quale si specchia subito il borgo di Pomaretto, porta d'entrata della valle.
Appena più a monte, sulla destra si aprono il vallone di Riclaretto e quello di Faetto con la strada che s'inerpica sul gruppo montuoso della Cialancia. Risalendo il fondovalle, subito dopo Perrero si apre il profondo e selvaggio vallone di Massello, esposto a mezzogiorno, chiuso alla base da aspre gole coperte di conifere. Lo scenario incantevole prosegue lungo il vallone maestro fino a Massello e alla Balziglia, o anche nel vallone trasversale di Salza, delizioso borgo con le baite affrescate da variopinti murales. Preceduta dal solitario vallone di Rodoretto e dalle miniere di talco e grafite trasformate in percorso turistico, la conca di Prali coi suoi impianti sciistici si apre finalmente ai più estesi orizzonti alpini, nella cornice di una valle protetta da cime come il Ghinivert e il Gran Queyron. Un mondo a parte, a suo modo cosmopolita come l'attività del prestigioso centro internazionale valdese di Agape a Prali, in una regione alpina storicamente in bilico tra Italia e Francia, cattolicesimo e valdismo, Occitania e Piemonte sabaudo, Torino e Briançon.
da: www.regione.piemonte.it del 22/08/2007
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Montagna in movimento: A Vinadio dal 7 luglio al 28 ottobre
Vinadio, in provincia di Cuneo, da alcuni anni ha scoperto il suo Forte, aprendolo a migliaia di visitatori che hanno percorso le sue straordinarie gallerie, i camminamenti, le postazioni, i bastioni. E' stato restaurato, reso agibile, restituito a nuove funzioni e chi lo percorrerà nel tratto a monte della strada statale che va da Porta Francia a Porta Neraissa può dal 7 luglio, e fino al 28 ottobre, seguire lo sviluppo di un affascinante racconto sulla "Montagna in movimento".
Si tratta di un progetto permanente all'interno del programma di "Alpi365", promosso dalla Regione Piemonte e dall'associazione culturale Marcovaldo in collaborazione con il Comune di Vinadio e con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Suoni, voci, immagini in movimento e installazioni multimediali introducono il visitatore nel mondo delle Alpi meridionali attraverso un linguaggio innovativo che sa dimostrare come le nostre valli siano state punto di partenza e di arrivo di popoli, idee, arti, mestieri, merci, innovazioni. Nel Forte di Vinadio si sono ricreati paesaggi, inediti scenari, racconti per immagini anch'esse in movimento. Quaranta videoambientazioni interattive e sincronizzate, più di sessanta programmi video, segnano il percorso espositivo, articolati in sei aree tematiche: Intro, Le Alpi al centro, Ambiente e territorio, L'uomo e le Alpi, Una crisi di civiltà, Le frontiere del futuro. Le immagini e le testimonianze sono state raccolte nelle valli Po, Varaita, Maira, Grana, Stura, Gesso, Vermenagna e Pesio.
"Come da più parti è stato scritto - commenta l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva - noi siamo il frutto del nostro passato e quindi è essenziale recuperarne i simboli, le strutture, i valori ma in un'ottica non di semplice conservazione e di passiva conoscenza. Il Forte conserva così la sua originaria destinazione solo che invece di difendere territori difende cultura e invece di abbattere nemici abbatte barriere e diffidenze".
Torino, 07/07/2007
Turismo : un 2006 da record per la Regione Piemonte
L'effetto Olimpiadi ha lasciato un segno indimenticabile nella stagione turistica di Torino e di tutto il Piemonte. Il 2006 è stato un anno record per l'afflusso di visitatori, e ora la Regione si attrezza per rilanciare in tutto il mondo la sua offerta. ''Nel 2005 abbiamo avuto un flusso di 10 milioni di persone - quest'anno in soli 10 mesi lo abbiamo già superato'', ha dichiarato con entusiasmo l'assessore regionale al Turismo, Giuliana Manica, nel fare un bilancio della stagione. Nel solo 2006 l'amministrazione regionale ha stanziato 18 milioni per progetti pubblici volti alla valorizzazione del territorio, incoraggiata anche da tutti i segni positivi degli indicatori statistici.
Nel 2005 infatti gli esercizi ricettivi sono cresciuti del 12,28%, con un incremento dei posti letto del 6,37%. Del resto i frutti di questo impegno sono stati subito raccolti. Nei due mesi estivi Torino e la Valle Olimpica hanno avuto una media giornaliera di 40mila visitatori, le strutture del Verbano-Cusio-Ossola hanno registrato il 95% di occupazione degli alberghi, contro la media degli anni passati del 60%, nell'Alessandrino si è avuto un aumento del 10% di arrivi negli agriturismi e non di meno ha fatto l'Astigiano con una crescita di presenze tra il 5 e il 10%. ''Grazie alle Olimpiadi - ha osservato l'assessore Manica - Torino e il Piemonte si sono trasformati, e ora anche i piemontesi stanno accettando questa scommessa sulla loro terra, che diventa sempre più ricettiva e accogliente''.
I programmi di promozione territoriale che la Regione ha ora intenzione di lanciare prendono due binari: uno internazionale, con una campagna di lancio del brand Piemonte in giro per il mondo, e uno a forte caratterizzazione locale, con l'adesione al progetto del Touring delle Bandiere Arancioni. Il 14 settembre è partito da New York il Road Show post Olimpico, un'iniziativa itinerante che ha portato le eccellenze della regione, specialmente quelle culinarie, in visita nelle maggiori città internazionali e italiane.
Tra le varie tappe, da segnalare gli scali a New York, Amburgo, Zurigo e Bruxelles, Parigi e Londra. E alla fine di novembre i migliori chef piemontesi saranno in tournee anche a Milano e a Roma ( Piemonte pressway)
www.piemontefeel.it www.piemonte-emozioni.it
da: Unione Piemontesi del Mondo del 25novembre 2006
La Reggia di Venaria con il Parco della Mandria per passare una vacanza culturale tra il verde degli alberi secolari che circondano uno dei monumenti più importanti del Piemonte.Ma anche luogo dove organizzare grandi eventi.
Ecco cos' è emerso durante la prima giornata del seminario dedicato alle prospettive di sviluppo della Reggia."Da settembre 2007 il complesso della Reggia di Venaria e il Parco della Mandria dovranno occupare la scena turistica internazionale. Partendo dall'utilizzo definitivo della Citroneria e delle scuderie si dovranno mano a mano definire gli obiettivi primari per far sì che Venaria diventi un luogo in cui passare un week-end in ogni periodo dell'anno. La Reggia e il Parco devono diventare un complesso vivente grazie all'impiego di tutti i suoi spazi". Così la presidente Mercedes Bresso ha sintetizzato gli interventi della prima giornata del seminario dedicato alla Reggia.
Insieme a lei, l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva, il direttore generale per i Beni culturali e paesaggistici, Mario Turetta e il presidente della Fondazione per la conservazione e il restauro dei Beni culturali di Venaria Carlo Callieri.
Nel corso della mattinata sono stati presentati studi di fattibilità, modelli gestionali e di organizzazione di grandi eventi.
E' stata inoltre sottolineata l'importanza a livello europeo del Parco della Mandria e del suo utilizzo in termini sportivi e ludici.
"La promozione internazionale deve essere uno dei punti fondamentali per il complesso della Venaria. - ha sottolineato l'assessore Gianni Oliva nel suo intervento - L'obiettivo è di raggiungere un milione di visitatori da quando nel settembre 2007 il centro sarà attivo".
"L'idea è di iniziare il 6 dicembre con la festa della ciabatta che a Venaria veniva organizzata ogni anno a corte e che consisteva nel mettere all'interno di ciabatte, disperse nella Reggia, preziosi regalini che i bambini dovevano trovare"
Torino, 13/09/2006
Da http://www.regione.piemonte.it/
L'inaugurazione di Torino Settembre Musica, la più importante e polivalente rassegna musicale realizzata dalla Città di Torino insieme alla Regione Piemonte, al Teatro Regio, all'Unione Musicale con il contributo della Fondazione Crt, si svolge quest'anno, sabato 2 settembre, nel Palaolimpico di piazza d'Armi, con lo spettacolo della Nona di Beethoven eseguita dai complessi filarmonici della Scala diretti da Myung-Whun Chung.
Nella giornata successiva il festival si sposta negli immensi spazi della Venaria Reale che proprio da tale data, il 3 settembre e fino al 5 novembre, in attesa della prossima apertura al pubblico a conclusione dei cantieri di restauro e degli allestimenti museali, diventa la fastosa cornice della prima edizione di Musica a Corte.
Il programma di Torino Settembre Musica, con i suoi 89 appuntamenti, ospiti il VietNam e l'Afghanistan, e con gli incontri con i pubblici più diversi, vuole offrire come sempre il meglio della musica internazionale, nazionale e piemontese.
Per informazioni:
Tutto il programma è consultabile su: www.comune.torino.it/settembremusica
Torino, 25/08/2006
dal sito www.regione.piemonte.it
È uno dei Sacri Monti più suggestivi del Piemonte. Splendido il colpo d'occhio, con la vista sulla distesa d'acqua del Lago Maggiore, a 360 metri slm.
Prima della costruzione del Sacro Monte sorgeva un piccolo oratorio dedicato al Mistero della Trinità, eretto in una posizione panoramica sulla riva piemontese del Lago.
La prima cappella del Sacro Monte, che ha per tema l'Incoronazione di Maria (Cappella dell'Incoronata), risale al 1647. All'interno, oltre al tema principale, si trovano nicchie contenenti le statue in terracotta dei profeti e dei dottori della chiesa.
Al decennio successivo risale la Cappella di San Giovanni Battista (a pianta ottagonale con pregevole portico anulare). Successiva ( prima citazione nel 1703) è la Cappella di Abramo, al cui interno si trova il patriarca in atto di adorazione di tre angeli rappresentanti la SS. Trinità.
Se si esclude il porticato della Via Crucis edificato nel 1752, la Cappella di Abramo è l'ultima edificazione di rilievo, circostanza che rende il Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa un'opera probabilmente incompiuta. Le altre nove o dieci cappelle forse previste nel progetto originario rimasero confinate negli intenti. Il complesso ricorda i Sacri Monti di Orta e Varese.
Alla fine degli anni '70, per mancanza di risorse il complesso versava in condizione di degrado. Con l'istituzione delle Riserva naturale speciale, nel 1987, è avvenuta la rinascita, testimoniata dalle opere di restauro delle parti architettoniche e statuarie.
Nell'area protetta, di complessivi 200 ettari, è predominante il bosco, che riveste interamente il Monte Carciago.
Info:
http://www.parks.it/riserva.sacro.monte.ghiffa/index.html
http://www.sacromonteghiffa.it/
Torino, 01/09/2006
dal sito www.regione.piemonte.it
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Langhe e Laghi: Accordo fra territori diversi per la promozione turistica
Lo sviluppo turistico del Piemonte passa per la prima volta attraverso la collaborazione fra territori diversi, creando una "sinergia" volta a sviluppare un sistema che consenta alla nostra Regione di acquisire sempre maggiori quote di mercato. Dal punto di vista turistico il Piemonte ha compiuto negli ultimi anni dei passi avanti straordinari, ma in un mercato dinamico e competitivo come quello del marketing territoriale occorre essere sempre all'avanguardia e "saper fare sistema". Partendo da questi presupposti è stato siglato un accordo di promozione congiunta fra le Langhe e il Lago Maggiore, due aree che dal punto di vista turistico sono da sempre fra le più rinomate. Se le Olimpiadi invernali hanno rilanciato Torino e le sue montagne, portando il Piemonte al centro del mondo, sono ora i vari territori a dover creare circuiti turistici interessanti ed appetibili: l'enogastronomia delle Langhe e l'offerta paesaggistica dei Laghi sono un'ottima occasione per proseguire su questa strada, offrendo prodotti complementari e di grande interesse.
La presentazione dell'accordo è avvenuta il 3 luglio a Villa Taranto a Verbania Pallanza, alla presenza dell'assessore regionale allo Sport e Turismo Giuliana Manica. Durante l'incontro sono state illustrate le linee strategiche del documento unico di programmazione, un progetto studiato in tandem tra le due province per sfruttare il richiamo consolidato dell'enogastronomia langarola e l'eco dell'offerta paesaggistica del Verbano Cusio Ossola. Si cerca di sfruttare la notorietà del Piemonte Regione-regina della tavola italiana e del Piemonte 'balneare' sulle sponde dei Laghi. L'intenzione è di creare un traino per le mete meno note, mettendo a frutto il potenziale inespresso delle due aree, incrementando la qualità degli arrivi, il numero dei pernottamenti e la spesa giornaliera dei visitatori. Il patto si concretizza in un catalogo di presentazione dei due territori, corredato da una serie di proposte di soggiorno. Si è scelto di predisporre piani flessibili per lasciare ai tour operator e agli agenti di viaggio la possibilità di comporre itinerari personalizzati per la propria clientela.
Torino, 05/07/2006
dal sito www.regione.piemonte.it
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Da tre generazioni la famiglia Cerutti, di Montà d'Alba, si dedica con passione e orgoglio alla ricerca dei tartufi.

Fare il “trifulè” è un mestiere che non si impara a scuola o sui manuali; si impara seguendo il padre e il nonno.
“Per fare questo mestiere bisogna amare la terra e il bosco” dice Paolo Cerutti. E bisogna amare profondamente anche i cani, indispensabili compagni nell'avventura della ricerca.

Cerutti oggi è un riferimento internazionale per tutto ciò che riguarda il tartufo: mercato, qualità, distribuzione, innovazione. Grandi cuochi, grandi personaggi hanno chiesto, ed ottenuto, di andare con lui alla ricerca di tartufi, volando appositamente dall'altro capo del mondo.
Chi va a Montà d'Alba d'autunno non rinunci a dare un'occhiata alle vetrine del Trifulé. Potrebbe esserci un magnifico frutto della terra che Paolo e il suo cane Tobi hanno trovato nella notte.
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1° PERCORSO
PARTENZA: Serole
ARRIVO: Rocchetta Palafea
SEROLE è il comune più a sud della provincia di Asti, già ai confini con la Liguria , tra castagneti, pascoli di capre Saanen e boschi selvaggi.
Nelle campagne sono ancora visibili cascinali fortificati del XVI secolo.
Da Serole si prosegue per ROCCAVERANO passando per OLMO GENTILE con cascinali ancora più antichi e il piccolo borgo con l'affascinante castello con l'immancabile torre di vedetta.
Roccaverano è la capitale della Langa Astigiana e il paese più alto, un insieme di edifici in pietra e vere opere d'arte architettoniche come la sua Settime e parrocchiale rinascimentale , inserito in un paesaggio particolare modellato dall'uomo in terrazze per ricavare pascoli per le capre di razza autoctona (roccaverano)o impiantare i noccioleti che producono la Tonda Gentile delle Langhe. Passando per SAN GIORGIO SCARAMPI, sede di una Bottega del Vino e prodotti tipici e di un'importante fondazione culturale nell'antica chiesa dei Disciplinanti, si scende nel fondovalle a VESIME dove una sosta sulla piazza centrale dominata dal palazzo municipale medioevale permette di assaggiare la tipica torta di nocciole. Poco più avanti, a Cessole, si ritrova una vera curiosità architettonica nella bella chiesa parrocchiale costruita sovrapposta alla chiesa della confraternita. Di fronte la loggia del mercato istituito nel XVII secolo.
Tappa seguente BUBBIO sede di uno degli storici polentoni della Langa e di pasticcerie dove nascono gli amaretti alla nocciola e altri dolci a base di questo frutto. Da Bubbio, lungo le rive del fiume Bormida si sale sulla collina di CASSINASCO limite tra Langa e alto Monferrato. La sua torre ferita dalle guerre del ‘600 è diventata un belvedere e svetta sul piccolo centro famoso per la produzione del torrone artigianale con le nocciole e il miele locale.
Poco distante il Santuario della Madonna dei Caffi (il nome della località deriva dall'arabo). Pochi tornanti e si giunge a CANELLI capitale dell'Asti Spumante e del Moscato che ben si accompagnano alle specialità alla nocciola (tra cui i caratteristici coppi) delle pasticcerie del centro. Durante la Fiera di San Martino in novembre Canelli è sede di una delle Fiere Regionali del Tartufo. Da Canelli ci si sposta a Nizza Monferrato, città del tartufo e del cardo gobbo che accompagnano la originle maratona della bagna cauda in novembre.
Una passeggiata sotto gli antichi portici della Via Maestra bermette anche un assggio della belecauda la tradizionale farinata di ceci. Seguendo proprio la zona di produzione del cardo lungo le rive del fiume Belbo tra i pioppeti percorsi in autunno dai trifulao si giunge a Incisa Scapaccino (qui il cardo è invece detto storto) la cui parte più interessante dal punto di vista artistico è il paese alto con la gotica chiesa del Carmine . Poco distante Cortiglione , in cui ogni anno si rievoca l'antica trebbiatura del grano. Risalendo il Belbo verso Canelli si giunge a Calamandrana, dove si tiene un raduno dei trifolao. Poco oltre Calamandrana una bella strada conduce a Rocchetta Palafea entrando nella Langa Astigiana.
2° PERCORSO
PARTENZA: Moncalvo
ARRIVO: Castagnole Lanze
A Moncalvo, rinomato centro enogastronomico, la visita comprende le sue chiese ricche di opere del pittore omonimo e la grande piazza sui bastioni che ospita ogni anno in ottobre una frequentatissima Fiera del Tartufo. Percorriamo quindi le colline del Basso Monferrato Astigiano per raggiungere Castagnole Monferrato (il cui toponimo si riferisce proprio al frutto dei boschi che ricoprivano un tempo queste colline). Si imbocca quindi la strada della Valle Versa passando sotto il castello di Castell'Alfero e si arriva ben presto a MONTECHIARO, borgo fortificato fondato nel 1200 per riunire e difendere gli abitanti dei villaggi circostanti, dei quali rimangono testimonianze preziose come la piccola pieve romanica di SS. Nazario e Celso . Anche Montechiaro è sede di una delle Fiere Regionali del Tartufo. Proseguendo nella Valle raggiungiamo MONTIGLIO, il paese delle meridiane, gli orologi solari che qui sono più di 40 tra antichi e recenti. Terra di tartufi e di arte: il suo grande castello, in cui dimorò il Marchese del Monferrato, cela nella cappella del parco il più importante ciclo di affreschi trecenteschi del Piemonte. Da assaggiare anche le specialità alla nocciola della zona. Tramite via panoramica ci si muove verso PIOVA' MASSAIA con una delle più belle parrocchiali settecentesche la cui cupola emerge nel paesaggio di questa parte di Monferrato. Ci si immette poi sull''antica strada romana per Industria, parte, nel Medioevo della Via Francigena (la via percorsa dai pellegrini per raggiungere Roma). Questa è una zona ricca di pievi romaniche e castelli, due in particolare ben visibili: la mole medioevale di CORTANZE e la dimora settecentesca di PIEA. Poco distante SOGLIO, il cui piccolo castello cela uno dei giardini storici piemontesi. Una sosta si impone per visitare a CORTAZZONE la chiesa romanica dedicata a San Secondo . Da visitare anche Settime e Cinaglio dirigendosi verso il capoluogo. ASTI merita una visita approfondita al suo centro storico ricco di testimonianze medioevali e barocche, sede della Fiera del Tartufo in novembre. Da Asti si raggiunge San Damiano d'Asti seguendo il percorso collinare che attraversa Revigliasco, il paese delle ciliegie, Antignano e San Martino Alfieri, con il castello circondato dal parco storico del Kurten.
Dopo la visita al centro storico di San Damiano con le eleganti chiese e palazzi ai lati della via Maestra, si sale a Cisterna, tra le rocche e i boschi del Roero. Attraversando il Tanaro si sosta a Castagnole Lanze, sede di una Fiera delle nocciole in agosto. Da visitare il paese alto.
Ricerca fatta da Gloriana Demo
Il sito della Regione Piemonte dedica, con una grafica semplice ed elegante, nuove pagine ai parchi piemontesi ( www.regione.piemonte.it/parchi ).
In apertura della sezione salta in evidenza, oltre al nuovo layout, l'attenzione dedicata ai contenuti e alle informazioni utili, tra cui la rubrica delle Aree protette piemontesi, le notizie su Rete Natura 2000, gli aggiornamenti sui programmi di Cooperazione internazionale e di Corona verde, le attività seguite dall'Osservatorio parchi e le pagine dedicate al Progetto lupo.
L'intento del nuovo progetto è quello di conciliare con la ricercatezza dei contenuti una maggiore facilità di navigazione. Sono presenti infatti quattro opzioni che aiutano il navigante a scegliere la modalità di visualizzazione desiderata: solo testo, alta visibilità, skin 1 (con elementi grafici ridotti) e skin 2 (con elementi grafici completi).
Uno spazio considerevole è dedicato a Piemonte Parchi Web ( www.regione.piemonte.it/parchi/ppweb ), la versione on line della rivista di ambiente, natura e territorio che la Regione Piemonte pubblica da oltre vent'anni. Accanto agli abstract mensili della rivista, navigando si accede agli articoli di approfondimento di "Primo Piano", alle rubriche dedicate agli angoli di parco e alle recensioni di libri naturalistici.
E' possibile inoltre per i 4000 iscritti alla newsletter della redazione di Piemonte Parchi leggere le notizie aggiornate ogni settimana sul web o, scaricarle direttamente dalla propria posta elettronica.
Infine a tutti coloro che accedono al nuovo sito, Piemonte Parchi regala il calendario 2006 per il proprio desktop, scaricabile nella sezione immagini .
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"Habemus Apuliam – Terra che vai.. sapore che trovi"
Tema del convegno organizzato dalla "Grotte di Castellana Srl", i molteplici aspetti legati a turismo e integrazione, domanda e offerta, ambiente e natura, territorio e cultura culinaria, che si terrà a Castellana Grotte il 21 gennaio 2006, presso la Sala Congressi dell'IRCCS "De Bellis".
L'obiettivo è quello di rilanciare il territorio della "Terra di Mezzo" e rispondere alle accuse avanzate dagli operatori turistici d'oltralpe, che ritengono la Puglia carente di strutture ricettive e poco sensibile in fase di accoglienza. Il dito è puntato, prevalentemente, proprio sul barese. L'esigenza è quella di guardare al futuro con logiche imprenditoriali innovative e concorrenziali, partendo tuttavia dalla consapevolezza che l'antico adagio "l'unione fa la forza" diventa inevitabilmente l'arma della quale attrezzarsi per ripartire. Il mercato del turismo è andato modificandosi sensibilmente negli ultimi due anni, e continuare ad ignorare i mutamenti non ha fatto che produrre regressioni nelle presenze dei turisti e disavanzi nei conti di bilancio delle aziende dell'indotto economico del territorio. Scarsità di collaborazione e cooperazione la leva di accusa. Il mandato, dunque, della Srl Grotte, assume tutti i contorni auspicati da anni, dell'apertura cioè, del pubblico al privato.
Il dibattito si fa ardente se si riflette sui dati registrati nell'ultimo periodo dalla Società che gestisce il meraviglioso "mondo sotterraneo" di Castellana. Il complesso carsico continua ad entusiasmare, e non poco, tutte le tipologie di visitatori, dai turisti fai-da-te ai gruppi organizzati, ma emerge un dato rilevante: trattasi prevalentemente di turismo di passaggio. I visitatori sono interessati all'approfondimento culturale, ma lamentano la mancanza di servizio di informazione e capacità di accoglienza.
Con una strategia comunicazionale giovane e dinamica, la Società sta concretizzando una penetrazione di mercato che guarda al soddisfacimento dei bisogni reali e latenti del turista, e con alcune operazioni messe in atto, si è dato il via ad una offerta integrata. L'obiettivo aspirazionale diviene il turismo di cultura, che scava nel folklore e si trattiene a gustare i piatti della tradizione; il passato culinario della nostra regione è costantemente apprezzato e rivalutato e la prospettiva futura ripropone gli antichi "sentieri". Non più, dunque, turismo en passant, concentrato solo sull'attrattiva principale. Trionfo della "complicata semplicità" barese proposta in itinerari enogastronomici per un'emozionante viaggio nelle tappe epocali della trasformazione sociale, tra Grotte, Trulli, Mare, Ulivi, centri storici e città bianche.
L'open day sarà formulato come segue: Workshop, a partire dalle ore 15:00 , incontro vertici Società – trade. Presentazione pianocommerciale per l'anno 2006 e reali opportunità di cooperazione.Convegno, aperto al pubblico, dalle ore 17:00 . Ai presenti sarà offerta la possibilità di interagire con le Istituzioni territoriali intervenute, apprendere le case-history dei testimoni in sala e valutare nuove strategie aziendali.
Il parterre ricco e le aspettative elevate.
È disponibile link sul sito www.grottedicastellana.it
Rota dos Espumantes será ampliada para toda região da Serra Gaúcha
O sabor e a beleza da Rota dos Espumantes abrangerá toda a Serra Gaúcha. Foto: Vinícola Peterlongo

A rota turística que reúne vinícolas produtoras de espumantes do município de Garibaldi irá ampliar seu circuito para toda região. Renomeado de Rota dos Espumantes da Serra Gaúcha, o roteiro passará a contar com vinícolas não apenas de Garibaldi, mas também dos municípios vizinhos. A presidente da Rota, Deyse Tanuri, informa que o pré-requisito é produzir espumante e oferecer espaços para degustação e visitação de turistas. “O objetivo é somar esforços, tanto para atrair recursos quanto para ampliar os atrativos do percurso”, explica.
Atualmente, o circuito é formado pelas vinícolas Chandon, Peterlongo, Georges Aubert, Adolfo Lona, Garibaldi, Courmayeur e Rossoni, todas garibaldenses. Lançado em abril de 2001, o percurso registrou em 2005 um fluxo de 140 mil turistas. “Com a modificação, a expectativa é de que esse número tenha um incremento de 20%, já no próximo ano”, diz Tanuri.
140 mil turistas já percorreram a Rota. Foto: Vinícola George Aubert
A presidente da Rota destaca que desde 2004 estão sendo realizados investimentos em treinamento de receptivo turístico, sinalização e ações de divulgação. “Agora, a ampliação será mais um passo decisivo para colocar o roteiro no mapa dos mais visitados do sul do Brasil”, destaca.
No site www.rotadosespumantes.com.br , interessados podem encontrar informações sobre cada vinícola que integra o roteiro, com os respectivos horários de atendimento ao público. A página também disponibiliza uma Central de Reservas, que informa, orienta e agenda visitas. A Central também pode ser consultada através do telefone 0800 510 1199.
Fonte: Redação ORIUNDI/Dinâmica Comunicação Empresarial
Sexta-Feira - 09/12/2005
La città non è mai stata così attiva, divertente, ricca di eventi. L'arte contemporanea è la vera, grande protagonista. A partire da questa seconda settimana di novembre, fino al 2006.
Torino Triennale Tremusei , alla prima edizione, è la rassegna principe. Dopo le serate di inaugurazione la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Il Castello di Rivoli, la Gam e le altre sedi espositive presentano le installazioni di 80 giovani artisti. Da tutto il mondo.
Ancora, ad arricchire il weekend, Artissima 12, la fiera mercato dell'arte, e due interessanti mostre, In Sede e Nuovi Arrivi.
Secondo protagonista, il cinema: è il momento del Torino Film Festival, che comincia venerdì 11 novembre. Al commento d'apertura , Extratorino affiancherà la cronaca, giorno per giorno, dell'importante rassegna cinematografica.
Un fine settimana da intenditori che coinvolge anche le orecchie: venerdì 11 è la serata clou di Club to Club , il festival internazionale di musica contemporenea, tutta la notte, da un locale all'altro.
Per chi, a Torino, non riesce proprio a fermarsi.
Scopri la regione delle meraviglie
Il Piemonte è una terra dove anche il più piccolo comune ha una storia straordinaria da raccontare.
E dove la natura e l'architettura danno sempre spettacolo.
Itinerari, parchi naturali, manifestazioni, beni architettonici, strutture ricettive e molte altre meraviglie a portata di mouse, sui tre nuovi siti dell'Agenzia Turistica Regionale:
www.laghiedimorestoriche-piemonte.it
www.vignecastelli-piemonte.it
www.montagnaestiva-piemonte.it
La "Via Alpina"
La "Via Alpina", on line il nuovo sito internet
Il nuovo sito internet della Via Alpina è on line all'indirizzo http://www.via-alpina.org. Il progetto è nato nel 2001 nell'ambito di un programma Interreg dell'Unione Europea al quale hanno aderito gli otto Paesi alpini firmatari della Convenzione delle Alpi.
Si tratta di un percorso escursionistico da Trieste al Principato di Monaco che interessa Slovenia, Austria, Germania, Liechtenstein, Svizzera, Francia e Italia.
La Regione Piemonte (Assessorato alla Montagna - Direzione economia montana e foreste), alla quale è stato attribuito l'importante ruolo di Segretariato nazionale per la parte italiana, è partner del progetto insieme alle Regioni Valle d'Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e alle Province di Imperia, Trento, Bolzano e Belluno. Capofila del progetto Via Alpina è La Grande Traversée des Alpes (Gta), il partenariato pubblico-privato francese.
“E' un ambizioso progetto per trasformare le Alpi in un grande percorso turistico-culturale-commenta l'assessore alla Montagna della Regione Piemonte, Bruna Sibille - puntando alla valorizzazione e al recupero dell'identità dei territori montani, allo sviluppo economico compatibile con l'ambiente coinvolgendo gli operatori locali. Un turismo “lento”, consapevole e attratto dalle specificità di aree montane che possono trasformare la loro marginalità da handicap a valore aggiunto. L'unico modo per presidiare e curare l'ambiente, ripopolare le montagne con nuove e qualificate opportunità di lavoro, prevenire i dissesti del territorio causa di gravi fenomeni nelle pianure come le alluvioni”.
Dopo alcuni anni di studi e incontri tra amministratori, tecnici, associazioni e club alpini sono stati definiti cinque percorsi collegati tra loro: l'itinerario rosso attraversa le otto nazioni, l'itinerario giallo tra Dolomiti e Otzal, l'itinerario blu tocca Monte Rosa e Gran Paradiso e si incrocia con quello rosso oltre il Monviso. Più a nord si sviluppa l'itinerario viola nelle Alpi mitteleuropee e il più breve itinerario verde attraverso la Svizzera.
In totale la Via Alpina comprende 5mila km di sentieri con 60 passaggi di frontiera. Attraversa 8 Paesi, 30 Regioni, Cantoni o Länder, più di 200 Comuni. Da 0 a 3000 metri da una riva all'altra del mare, passando dal punto più alto, situato a 3017 metri sul Niederjoch (confine italo-austriaco): 341 tappe delle quali 121 sul territorio italiano.
Un sentiero ideale attraverso le bellezze naturali e paesaggistiche dell'Europa, tra territori d'alta quota e centri urbani di fondovalle, per un progetto di offerta turistica che si propone di offrire itinerari spettacolari accessibili a tutti gli escursionisti e di valorizzare borghi rurali, parchi, riserve naturali protette, testimonianze storiche di antichi mestieri e prodotti tipici della montagna.
La Via Alpina si basa sull'attuale rete di sentieri e strutture ricettive. Nella prima fase del progetto lo sforzo principale è stato indirizzato alla valorizzazione delle risorse esistenti, attraverso il coordinamento tra i vari Paesi, il potenziamento delle infrastrutture, la segnaletica multilingue, la comunicazione mirata diretta al pubblico internazionale.
La seconda fase progettuale - 2005-2007 -mira invece a sviluppare l'uso della Via Alpina da parte degli attori locali come strumento di promozione del loro territorio tramite un turismo di qualità. Consiste nella definizione di una strategia internazionale di marketing e comunicazione basata sulle strutture di promozione turistica di ogni Paese. Il sostegno alla realizzazione di programmi di sviluppo intorno all'escursionismo in territori pilota, in particolare transfrontalieri. Allo sviluppo di strumenti ed azioni di interpretazione ed educazione ambientale, in particolare destinati ai giovani, in base agli itinerari.
Durante la prima fase, dal 2001 al 2004, gli otto Paesi partecipanti e l'Unione Europea hanno investito complessivamente 2,5 milioni di euro per lo sviluppo degli elementi di base della Via Alpina. L'approvazione a fine 2004 di una nuova richiesta di finanziamento per 2,4 milioni di euro (dei quali 1,3 provenienti forniti dai Paesi partecipanti e 1,1 milioni dell'Unione Europea/Fondo europeo per lo sviluppo rurale) per il periodo 2005-2007 (progetto VIADVENTURE - Via Alpina Development Venture), permetterà di organizzare l'utilizzo della Via Alpina da parte dagli attori locali e lo sviluppo dell'iniziativa.
LE ALPI IN CIFRE
191.000 km², 13 milioni di abitanti, otto Paesi e più di 6000 comuni.
4 lingue nazionali (tedesco, italiano, francese, sloveno) oltre alle lingue regionali e ai dialetti (romancio, ladino, friulano, alemanno, bavarese, dialetto walser, occitano, franco-provenzale...)
10% del turismo mondiale, con 370 milioni di presenze l'anno - 4,7 milioni di posti letto - 60 milioni di visitatori - valore aggiunto 25 miliardi di euro (dati 1995, fonte CIPRA).
300.000 km di sentieri escursionistici, la cui segnaletica e manutenzione sono spesso garantite dai volontari delle associazioni escursionistiche e dai club alpini.
Dal sito ufficiale della Regione Piemonte del 30/08/2005
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Il Museo dei siti Unesco alla Reggia di Venaria
14 lug 2005
Torino — La Reggia di Venaria potrebbe in tempi non troppo lontani diventare, sotto l'egida dell'Unesco, una gran bella vetrina del patrimonio culturale mondiale dell'umanità.
Lo ha annunciato poche settimane fa Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, al Castello di Racconigi (CN) durante la terza conferenza nazionale dei siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, in occasione di un incontro con Francesco Bandarin (direttore generale del World Heritage Centre dell'Unesco), Francesco Caruso (ambasciatore italiano presso l'Unesco), Maxwell Anderson (responsabile della società Aea), Renzo Pini (direttore dell'Agenzia del Demanio del Piemonte) e Rolando Zorzi (responsabile per la valorizzazione dell'Agenzia del Demanio).
Afferma Mercedes Bresso: «Il Centro di documentazione dell'Unesco che sorgerà all'interno della Reggia di Venaria sarà unico al mondo e di rilievo internazionale. Ne faremo anche un importante Museo incentrato sul rapporto tra civiltà e paesaggio, tra arte e natura, proprio com'è rappresentato nei siti che sono patrimonio dell'Umanità. E - rispettando in pieno questo binomio - si svilupperà sia negli spazi juvarriani delle Citroniere e delle Scuderie sia nel giardino, vale a dire in una cornice stupenda tanto sotto il profilo architettonica quanto sotto quello “verde”».
Un progetto ambizioso
Un Museo mondiale dedicato ai siti Unesco è, quindi, l'ambizioso progetto che va prendendo corpo e sul quale sta già lavorando un affermato gruppo d'esperti. E' l'ultima iniziativa, in ordine di tempo, che riguarda la Reggia, protagonista d'impegnativi interventi di restauro e valorizzazione oltre che sede del neonato Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali, inaugurato lo scorso marzo.
Lo studio di fattibilità sarà presentato entro l'estate e poi inizierà il vaglio dell'Unesco, che - come ha spiegato Francesco Bandarin — ha tempi piuttosto lunghi. E' stato annunciato, infatti, che alla Conferenza generale dell'Unesco in programma il prossimo ottobre l'Italia chiederà la “cessione degli auspici” per il progetto, che potrebbe poi ricevere l'imprimatur dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la Cultura entro il 2007.
Se l'iniziativa andrà in porto, il Piemonte diventerà la sede del Museo deputato a raccontare la natura dei siti Unesco esistenti sul pianeta (780, finora). E' un'occasione unica per riunire in una sola sede la comunicazione sulla cultura, la conservazione e la promozione della tutela dei beni considerati “patrimonio dell'umanità”.
Una cittadella della cultura
Ma «sarà un museo di “cose”, dai molteplici percorsi, e certo non solo di documentazione fotografica e multimediale» — spiega l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva. «Prestiti importanti e a tema ne faranno un'occasione museale particolarmente attiva e interessante. L'intenzione è di creare una grande attrazione, ricordando che si tratterà pur sempre di un centro di ricerca e di formazione».
Nelle intenzioni della Regione e dell'Unesco, il Museo è destinato a diventare una realtà complessa e articolata tra il Centro di Ricerca e di Restauro e il Museo dei giardini da realizzare nell'immensa Citroniera, con modelli, pezzi e realizzazioni in scala di alcuni dei più bei giardini del mondo nelle varie epoche.
La Reggia di Venaria ambisce, quindi, a diventare una sorta di cittadella della cultura della bellezza mondiale. «Intanto», conclude Bresso, «i lavori per il completamento del suo restauro continueranno. Se il progetto del grande Museo andrà in porto, l'allestimento potrà essere pensato e realizzato a lavori già conclusi».
Naturalmente la Reggia si candida ad essere anche sede di mostre “a tema”, da allestire nelle Scuderie, dedicate a siti specifici o a temi trasversali. Ancora secondo Mercedes Bresso, potrebbero essere «strutturate sulla base di criteri geografici o temporali e con la possibilità di presentare al pubblico anche oggetti originali».
E quanto alla gestione della Reggia? Al proposito, Mercedes Bresso ha anticipato che dovrebbe poi rientrare nella Fondazione delle Regge Sabaude, un'istituzione - tuttora al vaglio- che avrà come modello quello innovativo della Fondazione del Museo Egizio.
Una nuova viabilità per la Reggia di Venaria
Mentre si lavora al progetto di far nascere nella Reggia un nuovo, grande museo, procede anche lo studio che annuncia per Venaria una nuova viabilità, una pista ciclabile e parcheggi.
Il progetto approvato recentemente dalla giunta della Provincia di Torino prevede in particolare una migliore accessibilità da sud alla città di Venaria Reale, alla Reggia dei Savoia e al parco della Mandria.
In sostanza, spiegano all'assessorato provinciale ai trasporti e grandi infrastrutture, si tratta di un'anticipazione rispetto all'accessibilità da nord, che sarà conclusa con le circonvallazioni di Venaria Reale e Borgaro. In attesa della risoluzione completa del problema, entro il 2006 si potrà raggiungere la zona sud del Comune e la Reggia proseguendo direttamente sul prolungamento di corso Regina Margherita di Torino.
L'opera complessiva prevede (importo complessivo lordo: circa 4 milioni di euro) una nuova viabilità, una pista ciclabile e parcheggi. L'inizio dei lavori è ipotizzabile nella prossima primavera, la conclusione entro la fine del 2006. Saranno realizzate due nuove rotatorie, una nuova viabilità che aggira l'area industriale di via Don Sapino.
Sul lato ovest della strada in progetto correrà parallela una pista ciclabile, bordata da un'alberatura di gelsi, che in direzione nord proseguirà utilizzando via Don Sapino mentre in direzione sud verso Collegno si raccorderà con la pista ciclabile in costruzione sul lato est della provinciale 176. In totale saranno disponibili 3.5 km di percorso ciclabile protetto.
R. R.
Per saperne di più:
http://www.regione.piemonte.it
Nei nostri archivi:
cerca Venaria, La Mandria, Unesco, residenze sabaude
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Lidia Tosi
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Settimane musicali di Stresa e del Lago Maggiore

È stata presentata, presso la Sala Multimediale dell'Assessorato al Turismo e Sport della Regione Piemonte, la 44ma edizione del Festival Internazionale "Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore", fra i maggiori appuntamenti internazionali di musica classica in uno degli scenari naturali più suggestivi non solo del Piemonte ma di tutta Italia.
La splendida cornice delle isole Borromee, il Castello visconteo di Vogogna, Villa Sa Remigio a Verbania, la Rocca Borromeo ad Angera, l'isola di San Giulio a Orta sono solo alcuni degli affascinanti palcoscenici dei concerti che anche in questa edizione vedranno il succedersi di artisti di fama internazionale e di giovani leve del concertismo.
L'Assessore regionale al Turismo, Sport e Pari Opportunità Giuliana Manica, assente per motivi istituzionali, ha mandato un saluto in video, in cui ha sottolineato la "grande importanza dell'appuntamento, soprattutto quest'anno, perché il Festival viene a coincidere con il "Piano d'Area" per il rilancio turistico del Distretto dei Laghi, che abbiamo attivato nei giorni scorsi a Pettenasco. La capacità di coniugare un cartellone musicale di altissimo livello, con gli aspetti paesaggistici e le ricchezze del territorio è uno degli aspetti più interessanti e importanti delle Settimane Musicali".
Il Direttore Artistico della rassegna, Gianandrea Noseda, ha illustrato nel dettaglio i numerosi appuntamenti che si alterneranno tra Stresa e il Lago Maggiore dal 27 luglio al 10 ottobre: dall'esibizione dell'Orchestra delle Settimane Musicali di Stresa alla presentazione in forma semi-scenica della terza opera della trilogia Mozart/Da Ponte "Le nozze di Figaro", e guardando avanti, ha anticipato l'idea di voler proseguire nell'allestimento per Orchestra di opere liriche anche in occasione della 45° edizione (il programma dettagliato è disponibile si www.settimenemusicali.net ).
Come spesso accade per le iniziative in grado di coniugare le suggestioni del paesaggio alla qualità della proposta artistica, le Settimane Musicali di Stresa si confermano uno degli appuntamenti che fanno del Piemonte una meta da scoprire o riscoprire per vivere in prima persona l'emozione di uno spettacolo dal vivo, che diventa fulcro e insieme pretesto per approfondire la conoscenza di un territorio naturale e artistico di grande prestigio e bellezza.
Sito ufficiale della Regione Piemonte 09/07/2005
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SESTRIERE, UN'INTUIZIONE A DUEMILA METRI
Il frutto di un' intuizione, questo e' il Sestriere. Un centro turistico conosciuto in tutto il mondo creato partendo praticamente da zero, costruendo sul nulla, grazie a quella che e' stata definita una ''geniale intuizione'' della famiglia Agnelli.
Sestriere e' un colle desolato a 2000 metri di altezza (per i romani era semplicemente Petra Sistaria, la ''Sesta Pietra'', mentre la denominazione alternativa, Sestrieres, e' dovuta al patois locale) che funge idealmente da ''ponte'' tra la Valle di Susa e la Val Chisone, e per secoli e secoli non e' stato altro che un punto di passaggio di eserciti e di mercanti. La prima moderna rotabile, del 1814, si deve a Napoleone, mentre nel 1864 si giunge alla costruzione della casa cantoniera, prima residenza dei coniugi Lorenzo e Francesca Possetto di Pragelato.
Nel 1914 la famiglia Possetto prese a edificare l' albergo ''Baraccone'', completato solo nel 1921. Quindi, nel 1924, vene inaugurata la chiesetta ''Regina Pacis''.
La zona era ben conosciuta dal senatore Giovanni Agnelli solo per motivi di ''collaudo automobilistico''; fu la passione del figlio Edoardo per lo sci a fare da collante per la realizzazione ex novo della stazione sciistica.
Nel 1930 venne costituita la Societa Anonima per Azioni ''Incremento Turistico Sestrieres'', nel 1932 fu edificato l' albergo Torre di Sestrieres e nel 1933 il Duchi d' Aosta. Seguirono la funivia della Banchetta, il portico per i servizi e gli esercizi commerciali, il cinema, la chiesa di San Edoardo (dedicata ad Edoardo Agnelli, morto nel 1935), la funivia del Fraiteve, la galleria collegante i piazzali; una ''corriera della neve'', intanto, cominciava a condurre gli sciatori direttamente dal centro di Torino al Colle.
Sempre nel 1935 Sestriere diventa Comune autonomo. L' avventura era iniziata e il territorio si apprestava a diventare una delle localita' turistiche piu' famose al mondo, che dopo numerose gare di coppa del mondo di sci ha ospitato nel 1997 i ''Campionati Mondiali di Sci Alpino''.
Una ventina di impianti di risalita consentono oggi di sciare su piste, che dai 2.800 metri raggiungono il Comune, prestigiose e famose (la Giovannino Agnelli, per esempio, di ogni grado di difficolta'), ma la novita' resta l' intero comprensorio, la ''Via Lattea'' un domaine skiable piu' esteso d' Europa con oltre 300 Km di piste dal Sestriere a Cesana, Claviere, Sansicario, Sauze d' Oulx, Monginevro.
Un Colle che si e' ''aperto'' sulle altre realta' della zona e che ospitera' le Olimpiadi Invernali del 2006. Per informazioni
Sestrieres s.p.a. tel. 0122/799411.
Qualquer roteiro turistico sempre inclui um bom numero de idas a restaurantes tipicos para saborear pratos regionais e saborear bons vinhos.
Uma viagem ao Pimonte inclue, com certeza, visitas a locais aonde se pode saborear bons queijos regados a vinhos requintados. A respeito disso, gostaríamos de fazer-lhes um convite.
Se voce tem uma passagem marcada para a Italia, no proximo outono, não deixe de incluir uma visita a Bra, Provincia de Cuneo (Piemonte) para participar de um evento internacional, chamado “Cheese 2003”.
O encontro “Cheese – Le forme del latte” , em sua quarta edição, constitui a maior feira da cultura alimentar da Italia e quiça da Europa.
O Programa foi criado em 1997, com a intenção de fazer frente ao constante processo de despovoamento das montanhas, o abandono da atividade pastoril e, conseqüentemente, o desaparecimento das velhas tradições alimentares ligadas às atividades artesanais de produção de laticínios: principalmente dos queijos típicos, produzidos em pequena escala, nas diversas comunidades de montanha. O programa Cheese surge como uma iniciativa para recuperar e revitalizar antigas tradições e produções artesanais dos derivados do leite, em especial modo dos principais tipos de quiejos DOP e IGP.
O Cheese, contudo não se restringe à produçao local. Na exposição também participam produtores provenientes de toda a Europa. O Programa tem os seguintes eixos estruturantes, caros ao iniciadores do movimento “Slow Food”: um eixo educativo , que envolve a possibilidade de participar de espaços didático-demonstrativos, isto é, de aprendizagem dos diferentes processos de fabricação; a valorização e manutenção da qualidade dos processos de produção; a proteção aos produtos em risco de extinsão e a promoção das comunidades locais. A Cheese 2003, dedicará um espaço especial aos queijos produzidos por pastores, que terão um ambiente só para si.
Sinteticamente o Cheese-2003, que acontecerá na cidade de BRA, de 19-22 de setembro, contará com os seguintes espaços/atividades:
· Um grande exposição de queijos, aonde os diferentes produtores(italianos e europeus) apresentarão e venderão seus produtos;
· Chiosques e salas de degustação tanto de queijo como de vinhos das principais cantinas italianas,
· Espaços reservados às atividades didaticas: aulas, conferências, demonstrações sobre processos e métodos de fabricação;
· A Via Lactea – espaço de degustação de outros produtos derivados do leite: chocolate, yougurt, sorvetes etc.;
· Laboratórios de degustação, encontros em restaurantes típicos, encontros de produtores, etc.
· Distribuição de prêmios para los melhores –restaurantes, casas de venda, etc.
· Finalmente , o Cheese para crianças – contituido de mini-conferencias , laboratórios de degustação para as crianças de 4 a 10 a nos.
Não deixe de participar em Bra, de 19 a 22 de setembro, do Cheese – As formas do leite. Quem tiver interesse poderá ir diretamente, ou solicitar informações de visitas guiadas, aliadas a outros roteiros culturais pela região. Nesse caso dirigir-se a dardanelloa@libero.it consultoria para viagens, na Provincia de Cuneo.
Boa Viagem e boa DEGUSTAÇÃO!!!!!!!

Il Museo delle Antichità Egizie di Torino è uno dei più importanti se non il più importante d'Europa, ha la sede nel palazzo dell'Accademia delle Scienze in Via Accademia delle Scienze, 6 a Torino. Vi sono reperti e collezioni della civiltà dei Faraoni dal XVII secolo ad oggi.
La collezione, caratterizzata da numerosissimi oggetti e documenti eccezionali come: statue, papiri, sarcofogi, stele, mummie, oggetti in bronzo, monili, vasellame ed altri oggetti di vita quotidiana ecc.
La scultura più antica è la statua della principessa Redi scolpita al tempo della III dinastia (2.800 a. C. circa). Con oltre tre secoli di storia il Museo Egizio di Torino si pone come una delle collezioni egizie più importanti grazie anche ai documenti ritenuti eccezionali per la ricerca egittologica, le antichità sono così varie e numerose da rendere possibile un quadro della civiltà dell'egitto antico dalle origini al V - VI secolo d.C.
L'esposizione articolata su tre piani, ben disposta, permette una visita ai settori più importanti in circa due ore, non impedendo ai più interessati di perdere il senso del tempo lasciandosi affascinare da tutte le meraviglie esposte.
MUSEO EGIZIO di TORINO
Località: Torino, via Accademia delle Scienze 6
Telefono:
011 5617776 (sopraintendeza) - 011 5618391 (biglietteria)