Andrea Bocelli fará show gratuito no Santuário Nacional de Aparecida

Andrea Bocelli fará show gratuito no Santuário Nacional de Aparecida

15 de outubro

O tenor italiano Andrea Bocelli se apresentará no Santuário Nacional de Aparecida no próximo dia 15 de outubro. O show, intitulado "Primavera Musical no Vale", será gratuito e faz parte da comemoração do Jubileu de 300 anos do Encontro da Imagem de Nossa Senhora Aparecida no Rio Paraíba do Sul.

O show é uma realização do Santuário, junto ao Ministério da Cultura e a Secretaria de Estado da Cultura. Além de Bocelli, também haverá Coral e Orquestra Jovem do Estado de São Paulo. 

O espetáculo terá início às 19h e contará com a participação de convidados especiais, que fortalecem a desenvoltura e performance do tenor em solo brasileiro. O concerto reunirá um repertório especial de peças sacras, tradicionais do setlist do artista, que deve incluir "Ave Maria" - momento que promete ser apoteótico da apresentação. 

"As comemorações do jubileu dos 300 anos do Encontro da Imagem começam, oficialmente na Novena e Festa da Padroeira 2016, e se prolongam até o ano 2017, quando teremos a grande festa dos 300 anos. Neste período, muitas ações acontecerão e uma delas é o show de Andrea Bocceli. Estamos muito felizes com a presença do tenor, pelo trabalho que realiza, pela proximidade religiosa que tem e pelo lindo material que traz ", explica padre Daniel Antonio, administrador-ecônomo do Santuário Nacional.

A apresentação terá a produção da Dançar Marketing, com apoio do Colégio Vértice, Algar Telecom, Allergan e AON.

Andrea Bocelli - O tenor italiano, com mais de 80 milhões de álbuns vendidos no mundo, já se apresentou para três presidentes norte-americanos, três papas e famílias reais de todo o mundo. 

Andrea Bocelli é dono de um timbre específico de voz, que se tornou sua assinatura. O artista emociona com sua voz potente e se apresenta com um repertório que varia do estilo clássico às baladas populares, se destacando por sua interpretação das letras e em sua percepção das sutilezas de expressão musical.

           

da: http://m.agoravale.com.br/noticias/Cultural/andrea-bocelli-fara-show-gratuito-no-santuario-nacional-de-aparecida   

                 

 

Circolo Italiano di San Paolo: Recital da pianista internacional Eny da Rocha

 

Brasile, concerto  della pianista Eny da Rocha al Circolo Italiano di San Paolo

 

SAN PAOLO – Questa sera, presso il Salone delle Feste del Circolo Italiano di San Paolo, recital della pianista Eny da Rocha. Il concerto dell’artista di fama internazionale, per i suoi 67 anni di attività . In programma :J.S.Bach-C.Saint Saëns, F.Chopin, F.Liszt, F.Mignone, E.Nazareth e H. Villa Lobos. Il concerto inizierà alle ore 18.30

Nata a San Paolo del Brasile, Eny da Rocha ha cominciato a suonare il piano molto presto. A 12 anni era solista della Gazeta Radio Orchestra, diretta da Armando Belardi. Ha studiato con Maria de Freitas e poi con Souza Lima. Ha conseguito il diploma al Conservatorio drammatico e musicale di San Paolo. In Europa, a Parigi, ha studiato con Marguerite Long e Descaves Lucette e conseguito il diploma dell’École Long. A Vienna, ha studiato con Hans Graf e Bruno Sedlhofer, conseguendo il diploma alla Akademie für Musik e Darstellende Kunst. Eny da Rocha Ha ricevuto numerosi premi a concorsi di piano nazionali e internazionali.

Giovanni Manassero, presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e vice presidente del Circolo Italiano, e Cecilia Maria Gasparini, presidente della Fapib-Federazione Associazioni Piemontesi in Brasile, invitano ad assistere al concerto della famosa pianista.

Salone delle Feste del Circolo Italiano : Av. São Luiz, 50 – 1º piano – San Paolo . Per ulteriori informazioni: telefono (11) 3154.2900  (Inform) 

da:

INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA   -   EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 - 00176 ROMA  - Tel. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 -E-mail:inform@mclink.it     -     ANNO LV N. 162   24 AGOSTO  2016

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Al Circolo Italiano di San Paolo: Recital da pianista internacional Eny da Rocha, il 24/08/2016

24/08/2016 – 18h30 – O Circolo Italiano de São Paulo convida para o Recital da pianista internacional Eny da Rocha, que está comemorando 67 anos de vida artística. Programa: obras de J.S.Bach-C.Saint Saëns, F.Chopin, F.Liszt, F.Mignone, E.Nazareth e H. Villa Lobos. Local: Salão de Festas do Circolo italiano (Av. São Luiz, 50 – 1º andar – SP) Mais informações: (11) 3154.2900

                            

                    

Show ao vivo com João Kouyoumdjian e as Choronas no Domingo na Paulista

 

Show ao vivo com João Kouyoumdjian e as Choronas no Domingo na Paulista

 

Domingo na Paulista com João Kouyoumdjian às 12h e Choronas às 15h30

 

 

Allarme dei ricercatori sulla Sla: nel 2040 i malati aumenteranno del 32 per cento

11/08/2016

Allarme dei ricercatori sulla Sla: nel 2040 i malati aumenteranno del 32 per cento

11/08/2016 

 

NOEMII PENNA

 La Sla cambia bersaglio. Quella che in questi anni è stata conosciuta come la malattia dei calciatori, vedrà nei prossimi anni non solo un cambiamento dei “pazienti tipo” ma anche un aumento preoccupante. Nel 2040 sarà del 32% l’aumento medio dei malati nel mondo, con un raddoppio dei casi in Africa e un aumento del 40% fra le donne.  

 

LO STUDIO  

A svelarlo è, per la prima volta, uno studio scientifico italo americano sulla frequenza e la prevalenza futura della sclerosi laterale amiotrofica nel mondo, pubblicato oggi sulla rivista internazionale Nature Communication. La ricerca è frutto della collaborazione tra il professor Adriano Chiò del Centro Sla della Città della Salute di Torino e dell’Università degli Studi di Torino e il dottor Bryan Trayno del National Institutes of Health di Bethesda e rivela informazioni preziose per la programmazione degli interventi sanitari a favore dei pazienti con questa malattia.  

 

I DATI  

I ricercatori italiani e americani hanno previsto che il numero di casi di Sla nel 2040 passerà dai 200 mila del 2015 ad oltre 370 mila. E l’aumento non sarà omogeneo nei vari continenti: in Europa è previsto in incremento del 20% (da 28 mila a 35 mila casi, di cui 16 mila donne), negli Stati Uniti del 35% (da 21 mila a 30 mila), in Cina del 50% (da 20 mila a 32 mila) e in Africa del 100%. In Italia si passerà da 1800 a 2300 malati. 

 

LE CAUSE  

Tale incremento è dovuto in parte all’invecchiamento della popolazione ma è stato osservato soprattutto tra le donne, che in passato risultavano meno colpite da questa malattia rara, la cui causa è ancora sconosciuta, così come la cura. Attualmente sono noti circa 20 geni che possono causare la Sla, in abbinamento a “cause ambientali” come l’attività sportiva intensiva e il fumo.

 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/08/11/scienza/benessere/allarme-dei-ricercatori-sulla-sla-nel-malati-aumenteranno-del-per-cento-yjMcyY8BEAhs39jtp1bJTK/pagina.html

 

 

Curitiba, CONVITE ESPECIAL: Serata lirica com Ornella De Luca

Serata lirica com Ornella De Luca
 

Este é um convite para quem aprecia a música lírica.

A Ornela é a menina da capa da edição de outubro de 2013 da Revista Insieme.

Está quase formada e, ainda de férias em Curitiba, quer compartilhar seu

já extenso repertório com amigos e apreciadores da arte vocal.

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Oggi è l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo finito le risorse annuali della Terra

lunedì 08 agosto 2016, 19:06

Oggi è l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo finito le risorse annuali della Terra

Secondo Global Footprint Network servirebbero 1,6 pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali da parte dell'uomo

Immagine di repertorio

Oggi, lunedì 8 agosto, sono finite le risorse annuali della Terra. È l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui la domanda di risorse naturali da parte dell’umanità supera le risorse che la Terra può rigenerare in 365 giorni. Ciò significa che in 7 mesi e 8 giorni abbiamo usufruito di ciò che doveva durarci 12 mesi, e che abbiamo sottratto risorse alle generazioni future.

Per soddisfare la domanda servirebbero 1,6 pianeti. E gli italiani? Siamo degli spreconi: in Italia la giornata era già arrivata a inizio aprile e se la popolazione globale vivesse come noi, di pianeta Terra ce ne vorrebbero 2,7.

Sono dati forniti da Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che ogni anno comunica la data. “Emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi”, ha evidenziato Global Footprint Network

Il problema è che questa triste ricorrenza ogni anno si anticipa: nel 2000 ricorse a fine settembre, nel 2015 il 13 agosto. Dobbiamo tornare indietro di 46 anni per una situazione di parità: nel lontano 1970 il consumo globale è stato pari alle risorse disponibili.

 rg

 

da: http://www.targatocn.it/2016/08/08/leggi-notizia/argomenti/targato-curiosita/articolo/oggi-e-learth-overshoot-day-il-giorno-in-cui-abbiamo-finito-le-risorse-annuali-della-terra.html

 

 

Teatro Regio, da Torino alla Finlandia

 

Teatro Regio, da Torino alla Finlandia

 27 Luglio 2016

L'Orchestra e il Coro diretti da Noseda portano Norma e Bohème

(ANSA) - TORINO, 27 LUG - Il Teatro Regio di Torino, dal 2 al 6 agosto,parteciperà al prestigioso Savonlinna Opera Festival, in Finlandia, giunto quest'anno alla sua 104/a edizione. La Bohème e Norma sono i due allestimenti che l'Orchestra, diretta da Gianandrea Noseda, maestro del coro Claudio Fenoglio, allestiti nel Castello di Olavinlinna. La Bohème andrà in scena il 2, 4 e 6 agosto e avrà la regia di Vittorio Borrelli. Il soprano Erika Grimaldi vestirà i panni della protagonista, Mimì; il tenore Stefano Secco sarà Rodolfo. Il 3 e il 5 agosto sarà la volta della Norma, regia di Vittorio Borrelli dall'originale di Alberto Fassini. Norma sarà il soprano Elena Mosuc, Pollione il tenore Gregory Kunde.

 

da: http://www.regione.piemonte.it/web/index.php/news-ansa/new/3044-teatro-regio-da-torino-alla-finlandia

      

 

OMAGGIO A LICIA ALBANESE

22 Luglio 2016

 

OMAGGIO A LICIA ALBANESE
Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation
Popolarissima negli Usa dopo il trasferimento dall’Italia nel 1945
L’Associazione Internazionale Regina Elena e l’IRCS ricorderanno, oggi a New York (Usa), l’indimenti-
cabile Licia Albanese, nata a Torre a Mare (Bari) in una famiglia di commercianti il 22 luglio 1913.
Richiamata a Dio a new York il 15 agosto 2014, alla veneranda età di 101 anni, l'artista italiana naturaliz-
zata statunitense, che fu la più popolare soprano, debuttò a Milano nel 1934, anche se non in modo uffi-
ciale (qualcuno sostiene che cantò per la prima volta in pubblico al Teatro Municipale di Bari lo stesso
anno), sostituendo all'ultimo momento la cantante titolare in Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Sarà
questa l'opera per la quale diventerà, in futuro, famosissima.
Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation, da lei fondata nel 1974 e dedicata all'assistenza
di giovani artisti, in oltre quarant'anni di attività lirica cantò più di 300 volte il personaggio della geisha
Cio-Cio San (Madama Butterfly).
Popolarissima negli Stati Uniti dopo il trasferimento dalla provincia di Bari nel 1945, era un'esperta del
Dal giorno del debutto il successo arrivò anche in Francia, Regno Unito e Malta, portando l'interprete a
vedersi spalancare le porte della Metropolitan Opera di New York il 9 febbraio 1940, nella prima delle 72
recite di Madama Butterfly.
Arturo Toscanini la invitò a cantare in un concerto per la trasmissione radiofonica delle opere La Bohème
e La Traviata con la NBC Symphony Orchestra nel 1946 e, tra il ‘41 e il ‘61, cantò alla San Francisco
Opera interpretando 22 ruoli in 120 rappresentazioni.
Dal ‘45, intanto, aveva lasciato definitivamente l’Italia e si era trasferita a New York
Lasciò il teatro nel 1966 a seguito di incomprensioni con il direttore Rudolf Bing, tornando a cantare a
San Francisco nel 1972 per un concerto di gala al Sigmund Stern Grove in occasione del 50o anniversario
della San Francisco Opera.
Nel settembre 1973 tornò nella città californiana per partecipare ad un concerto speciale in occasione del
Concorso musicale Golden Gate Park cantando con Luciano Pavarotti e l’Opera Orchestra diretta ancora
Anche dopo una carriera che attraversa sette decenni, in cui prese parte ad alcune registrazioni con Benia-
mino Giglie Arturo Toscanini, continuò a cantare in qualche raro concerto.
Dopo averla sentita cantare l'inno nazionale durante un'apertura di stagione al Met, Stephen Sondheim e
Thomas Z. Shepard le offrirono il ruolo della cantante di operette Heidi Schiller nell’opera Follies con la
New York Philharmonic all’Avery Fisher Hall nel 1985.
Nella sua lunga carriera Licia Albanese ha ricevuto alcune delle più importanti onorificenze statunitensi:
nel 1995 il presidente Bill Clinton le conferì la National Medal of Arts mentre cinque anni più tardi, nel
2000, il sindaco Rudolph Giuliani la insignì della Handel Medallion, la più alta onorificenza concessa
dalla città di New York, per il suo contributo alla vita culturale della città. Durante la cerimonia il sinda-
co Giuliani ricordò la carriera di una donna che “senza dubbio alcuno è stata una delle più amate e rispet-

OMAGGIO A LICIA ALBANESE

 

Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation

Popolarissima negli Usa dopo il trasferimento dall’Italia nel 1945

 

L’Associazione Internazionale Regina Elena e l’IRCS ricorderanno, oggi a New York (Usa), l’indimenticabile Licia Albanese, nata a Torre a Mare (Bari) in una famiglia di commercianti il 22 luglio 1913.

Richiamata a Dio a new York il 15 agosto 2014, alla veneranda età di 101 anni, l'artista italiana naturalizzata statunitense, che fu la più popolare soprano, debuttò a Milano nel 1934, anche se non in modo ufficiale (qualcuno sostiene che cantò per la prima volta in pubblico al Teatro Municipale di Bari lo stesso anno), sostituendo all'ultimo momento la cantante titolare in Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Sarà questa l'opera per la quale diventerà, in futuro, famosissima.

Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation, da lei fondata nel 1974 e dedicata all'assistenza di giovani artisti, in oltre quarant'anni di attività lirica cantò più di 300 volte il personaggio della geisha Cio-Cio San (Madama Butterfly).

Popolarissima negli Stati Uniti dopo il trasferimento dalla provincia di Bari nel 1945, era un'esperta del repertorio di Puccini.

Dal giorno del debutto il successo arrivò anche in Francia, Regno Unito e Malta, portando l'interprete a vedersi spalancare le porte della Metropolitan Opera di New York il 9 febbraio 1940, nella prima delle 72 recite di Madama Butterfly.

Arturo Toscanini la invitò a cantare in un concerto per la trasmissione radiofonica delle opere La Bohème e La Traviata con la NBC Symphony Orchestra nel 1946 e, tra il ‘41 e il ‘61, cantò alla San Francisco Opera interpretando 22 ruoli in 120 rappresentazioni.

Dal ‘45, intanto, aveva lasciato definitivamente l’Italia e si era trasferita a New York.

Lasciò il teatro nel 1966 a seguito di incomprensioni con il direttore Rudolf Bing, tornando a cantare a San Francisco nel 1972 per un concerto di gala al Sigmund Stern Grove in occasione del 50o anniversario della San Francisco Opera.

Nel settembre 1973 tornò nella città californiana per partecipare ad un concerto speciale in occasione del Concorso musicale Golden Gate Park cantando con Luciano Pavarotti e l’Opera Orchestra diretta ancora da Adler.

Anche dopo una carriera che attraversa sette decenni, in cui prese parte ad alcune registrazioni con Beniamino Giglie Arturo Toscanini, continuò a cantare in qualche raro concerto.

Dopo averla sentita cantare l'inno nazionale durante un'apertura di stagione al Met, Stephen Sondheim e Thomas Z. Shepard le offrirono il ruolo della cantante di operette Heidi Schiller nell’opera Follies con la New York Philharmonic all’Avery Fisher Hall nel 1985.

Nella sua lunga carriera Licia Albanese ha ricevuto alcune delle più importanti onorificenze statunitensi: nel 1995 il presidente Bill Clinton le conferì la National Medal of Arts mentre cinque anni più tardi, nel 2000, il sindaco Rudolph Giuliani la insignì della Handel Medallion, la più alta onorificenza concessa dalla città di New York, per il suo contributo alla vita culturale della città. Durante la cerimonia il sindaco Giuliani ricordò la carriera di una donna che “senza dubbio alcuno è stata una delle più amate e rispettate interpreti nel mondo”.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©                                      Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16553 - 22 Luglio 2016

               

 

 

Soundscape Big Band no MCB

 

 

 

Concertos líricos sinfônicos - 15 e 17/07 - Pianista Marco Boemi

 

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Concertos líricos sinfônicos - 15 e 17/07

nl 15 e 17 07

il 16/7 Concerto para violino e piano al Teatro S.Pedro

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Concerto para violino e piano - 16/07 às 17:00

nl 16.07

 

Accademia dei Folli: Bubbles 2016. Pentabrass Quintetto di Ottoni in concerto venerdì 8 luglio a Chieri

Bubbles 2016

Pentabrass Quintetto di Ottoni in concerto

venerdì 8 luglio a Chieri

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PENTABRASS

Quintetto di ottoni in concerto

 BUBBLES 2016 - TEATRO DIFFUSO DI CHIERI
venerdì 8 luglio 2016

Cortile San Filippo 

Via Vittorio Emanuele II 63, Chieri

ore 21.00


Bubbles ospita Pentabrass, il quintetto di ottoni degli artisti dell'Orchestra del Teatro Regio di Torino, venerdì 8 luglio nel Cortile San Filippo. Nato nel 1998, l’ensemble è molto attivo sia a livello nazionale sia internazionale ed è ospite dei più importanti festival dedicati agli ottoni.

I brani scelti per la serata valorizzano le possibilità espressive dello strumento a ottone, liberandolo dall'immagine di strumento potente e chiassoso:

un repertorio ampio, di alto livello artistico e ricco di raffinatezze, all'insegna del buon umore, dell’ironia e del gioco, finalizzato a una resa comunicativa e coinvolgente. 

Da Verdi a Brahms, dal Tango al Ragtime e la Bossa Nova.

 

Ingresso intero €13, ridotto con coupon €10

 

In caso di maltempo lo spettacolo si terrà in Sala della Conceria

Via della Conceria, 2 - Chieri

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Pentabrass

Quintetto di ottoni

Venerdì 8 Luglio 2016

Bubbles – Teatro diffuso di Chieri

Cortile San Filippo

Via Vittorio Emanuele II 63, Chieri

Ore 21

 

ARTISTI DEL TEATRO REGIO DI TORINO

 

Con Ivano Buat tromba | Marco Rigoletti tromba | Ugo Favaro corno| Vincent Lepape trombone| Rudy Colusso tuba

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Italia in Jazz - Imagens, sons e interpretações sobre o jazz italiano

Italia in Jazz - Imagens, sons e interpretações sobre o jazz italiano

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nl 06.07

 

Orquestra Bachiana em comemoração aos 70 anos do SESI-SP na Catedral da Sé

3 de julho 2016

Orquestra Bachiana em comemoração aos 70 anos do SESI-SP na Catedral da Sé

 

Ouvir a Bachiana SESI-SP já é um privilégio. E na Catedral da Sé, só numa ocasião muito especial. 70 anos do SESI.

Há 70 anos o SESI-SP educa e prepara nossas crianças para a vida, por meio da educação, da cultura e do esporte. Venha comemorar com a gente.

3 de julho - Catedral Metropolitana de São Paulo - Praça da Sé | 11h - Missa Solene pelos 70 anos do SESI-SP celebrada pelo Arcebispo Metropolitano de São Paulo, Cardeal Dom Odilo | 12h30 - Orquestra Bachiana Filarmônica SESI-SP, sob a regência do maestro João Carlos Martins

Bachiana Sesi-SP

 

 

VIVA EUROPA! IL CONCERTO PER L’EUROPA IL 2 LUGLIO A BRATISLAVA

 

30/06/2016 - 15.37

VIVA EUROPA! IL CONCERTO PER L’EUROPA IL 2 LUGLIO A BRATISLAVA

 

VIVA EUROPA! IL CONCERTO PER L’EUROPA IL 2 LUGLIO A BRATISLAVA 

BRATISLAVA\ aise\ - “In occasione dell’avvio della Presidenza slovacca nel Consiglio dell’UE, sabato 2 luglio alle 20:00 a Bratislava sulla piazza di Eurovea si terrà il concerto di gala “Viva Europa!” che unirà sul palco un'ensemble originale composto di 100 coristi di tutti e 28 i paesi dell’Unione Europea e l’Orchestra sinfonica Viva Musica! sotto la direzione di Jozef Chabron Un appuntamento gratuito e da non mancare, che prevede un ricchissimo programma: saranno eseguiti brani in 24 lingue di autori di tutti gli Stati membri (sarà Verdi a rappresentare l’Italia con la Marcia trionfale dell’Aida)”. A rilanciare la notizia è Pierluigi Solieri su “Buongiorno Slovacchia”, quotidiano online che dirige a Bratislava.
“Il concerto sarà chiuso come si conviene dall’Inno dell’Europa, ovvero l’Inno alla gioia (An die Freude) dalla Sinfonia numero 9 di Beethoven, seguito dal brano slovacco Aka si mi Krásna (Come sei bella) di Eugen Suchon. Il testo, opera del poeta Peter Dobroslav Bella Horal, è un inno d’amore alla terra natia, con le sue bellezze naturali, le acque, le foreste, le montagne e valli.
Per poter prendere confidenza e interpretare al meglio i brani in tante linque diverse, spesso poco conosciuti, i coristi europei sono ospiti per tutta la settimana a Bratislava dove faranno prove tutti i giorni. L’idea del concerto si ispira al motto dell’Unione europea “Unita nella diversità”, a indicare le molteplici culture, tradizioni e lingue che arricchiscono il nostro continente.
Il concerto è parte, anzi, segna l’apertura del prestigioso festival Viva Musica! che anche quest’anno vedrà musicisti slovacchi e internazionali portare a Bratislava musica di alta qualità. Tra i nomi più interessanti quest’anno il violoncellista Misha Maisky, la soprano Edita Gruberova, il Kronos Quartet, il cembalista Jean Rondeau e il fisarmonicista Richard Galliano con il suo sestetto. Biglietti in prevendita su Ticketportal.sk”.
(aise)

    

da: http://www.aise.it/rassegna-stampa/viva-europa-il-concerto-per-leuropa-il-2-luglio-a-bratislava/65974/1/1/3239

          

                

L’inferno delle malattie infiammatorie croniche intestinali e la speranza in un nuovo anticorpo

L’inferno delle malattie infiammatorie croniche intestinali e la speranza in un nuovo anticorpo

Come vivono i malati di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa. Lavoro e vita privata messi a dura prova dai sintomi della patologia. Il farmaco «vedolizumab» agisce in 6 settimane

fabio di todaro

«Una discesa all’inferno». Non usano giri di parole gli specialisti, per descrivere la piega che assume la vita di quei pazienti - almeno duecentomila in Italia, ma non esiste un registro ufficiale - che soffrono di malattie infiammatorie croniche intestinali: morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa. 

 La metafora è presto spiegata. Più tardivo è l’intervento, maggiore è il danno. Così condizioni croniche che nei casi meno severi possono essere curate con i farmaci, in altre situazioni non possono prescindere dal ricorso alla chirurgia: nemmeno sempre risolutiva.  

 I DRAMMATCI SINTOMI DEL CROHN E DELLA RETTOCOLITE ULCEROSA  

Dolori addominali, spossatezza, sanguinamenti, urgenza di correre al bagno anche più di dieci volte al giorno. Non si racconta nulla di nuovo a quei pazienti colpiti da una malattia infiammatoria cronica intestinale, le cui diagnosi oggi sono in aumento anche tra i bambini. Molti di loro sono giovani, scoprono di essere ammalati nel pieno della carriera lavorativa e di dover sottoporsi a una terapia per tutta la vita.  

 È presto chiaro dunque perché le ricadute sulla qualità della vita siano notevoli. «Si tratta di malattie che tolgono il sonno, spesso anche il lavoro e condizionano la quotidianità», racconta Alessandra Tongiorgi, psicologa dell’Unità operativa di gastroenterologia dell’azienda ospedaliera-universitaria di Pisa. Persino le vacanze diventano un’impresa per questi pazienti, che oltre ai disagi della malattia sono costretti a frequenti assenze dal luogo di lavoro. In Italia le tutele sono pochissime: nulle per i liberi professionisti, migliori per i dipendenti pubblici. Nel mezzo c’è chi lavora per aziende private, che «usufruisce prima dei giorni malattia, poi comincia a erodere il monte ferie per sottoporsi ai controlli», afferma Salvo Leone, direttore generale di Amici Onlus, l’associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino.  

 NUOVO FARMACO PER CHI NON RISPONDE PIÙ ALLE TERAPIE  

In questo scenario difficile, però, c’è anche una buona notizia. Si chiama vedolizumab il nuovo anticorpo monoclonale (Takeda) approvato per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa e malattia di Crohn in forma attiva da moderata a grave che hanno avuto una risposta inadeguata o si sono dimostrati intolleranti alla terapia convenzionale o a un antagonista del fattore di necrosi tumorale alfa. A spiegare il meccanismo di funzionamento del farmaco è Silvio Danese, responsabile del centro di ricerca e cura per le malattie infiammatorie croniche intestinali dell’istituto Humanitas di Rozzano (Milano). 

 «Vedolizumab ha un meccanismo d’azione che si basa sull’inibizione selettiva dei linfociti che transitano e vengono reclutati nell’intestino infiammato. I globuli bianchi hanno una sorta di codice di avviamento postale che li indirizza e fa sì che vengano attratti nell’intestino. Legandosi a esso, vedolizumab blocca solo questi linfociti. L’effetto è evidente: si osserva una minore tossicità e un’ottima efficacia clinica».  

 Dai dati delle ricerche condotte è emerso che in una buona percentuale di pazienti il trattamento esplica la sua azione in appena sei settimane. È stata osservata anche una riparazione del danno strutturale - più del novanta per cento dei pazienti ha avuto un miglioramento delle ulcere intestinali - e la remissione è stata mantenuta fino a tre anni.  

 MALATTIE CHE HANNO UNA NOTEVOLE RICADUTA PSICOLOGICA  

Oltre al danno intestinale, il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa hanno anche pesanti ricadute psicologiche. Questi malati, sottolinea Tongiorgi, «sono spesso ostaggio di routine rigide e della necessità di avere un bagno sempre vicino per evitare incidenti particolarmente sgradevoli, magari in un luogo pubblico. Il rischio è di sviluppare un senso di inadeguatezza. Penso a un padre che non può portare il figlio al parco, o alle difficoltà di iniziare una nuova relazione di coppia dovendo confidare all’altro il proprio calvario».  

 In questo senso «la possibilità di avere una terapia a disposizione che ha un tempo di infusione ridotto, e che viene somministrata a regime ogni due mesi, permette la pianificazione di una vita normale e può aiutare a migliorare lo stato psicologico e il clima familiare».  

 SERVE PIÙ ATTENZIONE PER QUESTE MALATTIE  

Ad aggiungere un ulteriore carico è il problema di dover pagarsi le prestazioni sanitarie che l’esenzione ticket per malattia purtroppo non include. Nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) non c’è ancora spazio per le malattie infiammatorie croniche intestinali. Un esempio concreto lo porta Fernando Rizzello, ricercatore del Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’università di Bologna: «Un paziente che inizia una terapia con un farmaco biologico ha la necessità di fare alcuni esami di screening che però non sono coperti dall’esenzione. E quindi già solo per avviare la cura dovrà sborsare fra 150 e 200 euro. Poi ci sono gli esami per monitorare la terapia, sempre a carico del paziente, che deve prevedere in media un investimento di almeno duemila euro l’anno solo per gestire la propria malattia, senza che ci sia una tutela da parte delle istituzioni». Ecco perché è giunto il momento di accendere i riflettori sulle malattie infiammatorie croniche intestinali. 

Twitter @fabioditodaro 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/06/13/scienza/benessere/linferno-delle-malattie-infiammatorie-croniche-intestinali-e-la-speranza-in-un-nuovo-anticorpo-qCU87CqIgwR246L8lQlLyJ/pagina.html

 

 

Porto Alegre: Recital da Ospa - Quinteto de Brahms

26/06/2016

Recital da Ospa - Quinteto de Brahms -

Série “Música no Museu”

Foto da capa
26JUN  -  

 

No terceiro recital da Série “Música no Museu”, as artes visuais e a música de câmara se encontram mais uma vez em um dos espaços históricos mais bonitos da Capital gaúcha. O Museu de Arte do RS Ado Malagoli (MARGS) recebe os instrumentistas da Ospa Diego Grandene (clarinete) e Gabriela Vilanova (viola) e os músicos convidados Marcello Guerchfeld (violino), Hella Frank (violino) e Romina Monsanto (violoncelo) para a interpretação do “Quinteto para clarinete e cordas em Si menor, Op. 115” de Johannes Brahms. A obra, uma das últimas do compositor alemão, é considerada uma importante peça para essa formação instrumental. A apresentação é gratuita e tem início às 16h30.

ENTRADA FRANCA

PROGRAMA
Brahms, J.: Quinteto para clarinete e cordas em Si menor, Op.115”

Apresentação: Diego Grendene (clarinete), Gabriela Vilanova (viola), Marcello Guerchfeld (violino), Hella Frank (violino) e Romina Monsanto (violoncelo).

 

 

UN CONCERTO A CASA TUA. CI PENSA IL SITO

UN CONCERTO A CASA TUA. CI PENSA IL SITO

 
Vi piacerebbe ospitare una serata di musica da camera nel salotto di casa vostra, spendendo solo dieci dollari e conoscendo persone nuove? In molte città degli Stati Uniti potreste farlo, grazie alla piattaforma online «Groupmuse», che lo scorso anno ha organizzato più di 300 concerti. Il meccanismo è semplice e a suo modo geniale. Chi desidera mettere a disposizione la propria abitazione valuta lo spazio disponibile, calcola quante persone potrebbero sistemarvisi (anche solo dieci), fissa una data e contatta la piattaforma.
Non avrà altre incombenze, se non quelle consuete di un padrone di casa, e se non ci saranno abbastanza sedie, poltrone o divani non sarà un problema, perché Groupmuse incoraggia la creazione di ambienti informali, nei quali ci si accomoda per terra, magari su un cuscino. Come precisato in modo molto esplicito sul sito, l’anfitrione non dovrà nemmeno prevedere di comprare da bere: i partecipanti sono tenuti a portare la propria bottiglia, se non vogliono restare all’asciutto. Sarà però suo compito garantire l’atmosfera giusta: come precisato nelle istruzioni online, non si tratta di musica di sottofondo, ma di concerti; e questa «è musica nella quale sprofondare, non musica sulla quale fare conversazione».

A quel punto interviene la piattaforma, che scrittura una formazione di giovani professionisti della musica classica (dal solista al sestetto) e inserisce sul proprio sito la data, il luogo e il programma del concerto, che in media dura 45 minuti. Groupmuse precisa poi sul sito quanti posti liberi sono ancora disponibili e chi desidera partecipare, previa registrazione, non deve far altro che presentarsi all’appuntamento, comportarsi in maniera educata - la piattaforma fornisce indicazioni dettagliate sulla «tolleranza zero» nei confronti di comportamenti considerati fastidiosi o scorretti - senza dimenticare la propria bevanda e un contributo finanziario per pagare i musicisti, da stabilire a propria discrezione ma partendo da un minimo di 10 dollari. Riunite domanda e offerta, si realizza dunque il concerto. (…) Groupmuse offre ora concerti anche per i luoghi di lavoro. Li chiama Groupmuse at work, costano dai 2 ai 3 mila dollari, a seconda del numero di musicisti impegnati, e vengono proposti con il saggio intento di ispirare e rendere dunque più efficace la vita lavorativa di uffici e capannoni. Come, senza dubbio, poi avviene (si pensi a quanto in questo senso fanno, anche in Italia, alcuni imprenditori, capaci di inseguire la perfezione dei propri prodotti innalzando la qualità della vita dei propri dipendenti con iniezioni di cultura ed arte). Ora, per chi non ha avuto modo di studiare un po’ di storia della musica l’esperienza di Groupmuse suona come rivoluzionaria.
Lo è la modalità operativa, che utilizza un social network per realizzare incontri ed esperienze
reali, e intense, come la condivisione dell’ascolto della musica classica. Non certo nello spirito di un’attività musicale casalinga, che era prassi comune nell’Ottocento, quando la borghesia cominciò a riprodurre in piccolo, nel salotto di casa, le modalità di fruizione che erano state tipiche dell’aristocrazia ormai decaduta.

E, così come il principe Nicola I Esterházy si dilettava a suonare il proprio baryton, una sorta diviola da gamba bassa per la quale aveva commissionato a Franz Joseph Haydn, proprio dipendente,diverse partiture, i più appassionati membri della nuova borghesia si dedicavano alla pratica di qualche strumento, e le celebri schubertiadi, per le quali Franz Schubert ha composto molti capolavori, erano serate nelle quali ci si ritrovava, tra amici, per fare musica insieme, riunendo dilettanti e professionisti nella gioia della condivisione. Se è vero che per i nativi digitali condividere significa esclusivamente cliccare su un’icona, è anche vero che l’ascolto di un concerto di musica classica, a smartphone spenti e con ildesiderio di «sprofondare» nel linguaggio sonoro, è forse l’esperienza di condivisione reale più intensa che ci sia rimasta. Groupmuse l’ha capito benissimo, e su questo sta costruendo il proprio successo.


Nicola Campogrande - Il Corriere della Sera, 19 giugno 2016

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©                          Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16359 - 20 Giugno 2016

 

 

Pomodori sul terrazzo e nell’orto, le regole per coltivarli

16/06/2016

Pomodori sul terrazzo e nell’orto, le regole per coltivarli

antonella mariotti

torino

Nel linguaggio dei sogni è il simbolo della pienezza della vita. E non poteva esserci verdura migliore del pomodoro per esprimere benessere e forza vitale. La stessa delle piantine di pomodoro che - anche senza essere dei maestri del verde - si possono coltivare, senza difficoltà, in terrazzo o nell’orto. 

 

LE VARIETÀ  

Il segreto per i principianti è acquistare le piantine dai vivai e non iniziare dalla semina, troppo difficile per chi si avvicina all’orto in terrazzo o in piena terra, e poi scegliere un buon terreno concimato. La scelta della varietà poi dipende dai gusti e dall’impegno che si vuole mettere nella coltivazione. I ciliegini sono i più facili da ottenere, perchè la pianta cresce poco - circa 60 centimetri -, mentre per i cuori di bue serve una manualità più esperta. I cuori di bue certo sono i migliori per le insalate, mentre i ciliegini sono ottimi per i sughi freschi estivi. Per chi vuole pomodori «da sugo» o per conservare i pomodori secchi (che andranno anche sott’olio) meglio scegliere i san marzano, sono l’ideale e anche non difficili nella coltivazione.  

Per tutti basta seguire i pochi consigli del grafico qui sotto.  

 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/06/16/societa/giardinaggio/pomodori-sul-terrazzo-e-nellorto-le-regole-per-coltivarli-dBNmhDVDOc4VsM17ZAxk2O/pagina.html

 

 

OGGI, 650 ANNI DI STORIA DEL BLU SAVOIA

 

 OGGI, 650 ANNI DI STORIA DEL “BLU SAVOIA”

Da più di un secolo, l'azzurro è il colore ufficiale degli atleti e delle squadre che rappresentano l'Italia nelle competizioni internazionali: dall'amichevole di calcio del 6 gennaio 1911 all'Arena di Milano tra la Nazionale italiana e l'Ungheria. Prima l'Italia calcistica aveva giocato con una maglia bianca, in attesa di scegliere il colore ufficiale.
L’azzurro è un omaggio al colore della dinastia regnante, ovvero il Blu Savoia, che secoli dopo si trova nello stemma ufficiale della Regione Piemonte, che riprende lo stendardo rosso-crociato in argento di Casa Savoia, con un lambello azzurro a tre gocce in cima: è il Blu Pantone 285 CMYK 91/43/0/0.
Luigi Cibrario fa risalire l’origine del colore al 20 giugno 1366, quando partì per la Crociata il “Conte verde” Amedeo VI, “di devozione di Zendado Azzurro con l'immagine di Nostra Signora in campo seminato di stelle (oro). E quel colore di cielo consacrato a Maria è, per quanto a me pare, l’origine del nostro color nazionale”.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©                        Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16358 - 20 Giugno 2016

 

 

Le 4 suore che un secolo fa catalogarono 400 mila stelle


ERANO IMPIEGATE ALLA SPECOLA VATICANA


Le 4 suore che un secolo fa catalogarono 400 mila stelle
Erano rimaste anonime: ora sono stati scoperti i loro nomi
Fornirono un importantissimo contributo all’astronomia di inizio Novecento

Fra il 1910 e il 1922 quattro anonime suore originarie della Lombardia e impiegate all’Osservatorio Vaticano (Specola Vaticana) scoprirono e catalogarono più di 400 mila stelle. Dopo quasi un secolo i nomi di queste preziose aiutanti sono stati finalmente rivelati. Si tratta di Emilia Ponzoni, Regina Colombo, Concetta Finardi e Luigia Panceri. I loro nomi sono stati ritrovati per merito di una scoperta casuale fatta poche settimane da padre Sabino Maffeo, che lavora per l’Osservatorio Vaticano. Grazie a lui e alla giornalista Carol Glatz del sito Vatican News, che per prima ha riportato la notizia, le quattro suore potranno ora godere della giusta riconoscenza.
Un’opera fondamentale. Tutto inizia fra il 1897 e il 1899 quando gli astronomi più famosi del mondo si riunirono in vari incontri a Parigi per provare a catalogare le stelle attraverso l’opera denominata Catalogo Astrografico (Catalogo AC o Carte du ciel). Obiettivo delle conferenze era quello di creare una mappa del cielo e indicare il più precisamente possibile la posizione degli astri. Grazie a quella serie di eventi si ebbe la prima mappatura dell’universo che diede poi il via all’astronomia moderna e alle successive scoperte nello spazio. Agli incontri parteciparono esperti da ogni parte del mondo e anche il Vaticano, grazie alla lungimiranza di papa Leone XIII, decise di inviare un proprio studioso. Il pontefice era convinto che in questo modo si sarebbe fatto sapere al mondo come la Chiesa cattolica fosse interessata alla scienza e non unicamente preoccupata su questioni teologiche e religiose.
Le quattro suore. L’esperto scelto dal Vaticano fu il sacerdote Francesco Denza, che passò poi la mano al gesuita John Hagen fatto arrivare appositamente da Washington. Per compiere al meglio i suoi studi, l’astronomo americano fece richiesta per avere qualche aiutante pronto a scrivere e riportare diligentemente le coordinate delle stelle. Furono scelte così le quattro suore, che con il tempo diventarono sempre più capaci finché non furono in grado non solo di scrivere i dati, ma anche di usare l’enorme telescopio per scrutare il cielo.

Assistenti anonime. «Questa storia era conosciuta nel mondo ecclesiastico, ma nessuno aveva mai trovato il nome di quelle assistenti», spiega Glatz, «Le quattro sorelle provenivano dall’Istituto Suore di Maria Bambina, la cui casa generalizia si trova tuttora nel centro di Milano». Il loro apporto per l’astronomia moderna fu enorme, tanto che il Vaticano fu uno degli Stati che contribuì maggiormente a compilare una delle prime mappe del cielo. «Una volta che alle suore fu spiegato come fare, diventarono da subito molto brave», ha detto padre Maffeo, autore della scoperta, «tanto che vennero soprannominate “le donne calcolatrici” per la loro capacità di calcolare le coordinate e le formule da riportare sui fogli».
Coinvolgimento casuale. Il loro coinvolgimento fu casuale, dato che Hagen scelse le suore di quel convento perché era il più vicino al telescopio e quindi le donne avrebbero potuto recarsi all’osservatorio più velocemente. Il progetto internazionale per la mappatura dello spazio cominciato a fine ’800 andò avanti fino al 1966 permettendo di catalogare quasi 5 milioni di stelle. Se alcune di queste furono scoperte e studiate da scienziati esperti, si può dire che una parte della nostra conoscenza del cielo è da attribuire anche a quattro suore italiane, che ora potranno godere della giusta gratitudine attesa per più di un secolo.

Andrea Indiano
Il Corriere della Sera, 2 giugno 2016

  

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©     Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16278 - 6 Giugno 2016

 

 

Música no MCB - Museu da Casa Brasileira apresenta: Orquestra Sinfônica Infanto-Juvenil do Guri

Música no MCB apresenta: Orquestra Sinfônica Infanto-Juvenil do Guri

 

http://antigo.mcb.org.br/Convite_05_06.png

 

 

Eroas Ramazzotti. Promoção IIC

Eroas Ramazzotti. Promoção IIC

 

Concerto de Duo Alterno dia 03/06/16 às 20hs no Teatro de São Bento

Concerto de "Duo Alterno"  (de Turim) dia 03/06/16 às 20hs no Teatro de São Bento

IN PIEMONTE È TEMPO DI "JAZZ VISIONS 2016"

31/05/2016 - 16.23

 

IN PIEMONTE È TEMPO DI "JAZZ VISIONS 2016"

IN PIEMONTE È TEMPO DI "JAZZ VISIONS 2016"TORINO\ aise\ - Torna in Piemonte, dall’11 giugno al 19 novembre, la rassegna "Jazz Visions", organizzata dal Cenacolo Studi "Michele Ginotta" sotto la direzione artistica di Luigi Martinale, una manifestazione che ospita ogni anno artisti di fama internazionale, distinguendosi per la qualità ed il prestigio dell'offerta musicale, sempre di primo piano.

Un'edizione piena di sorprese quella del Jazz Visions 2016, presentata dal direttore artistico Luigi Martinale e dal presidente dell'associazione "Michele Ginotta" Mauro Comba, due nomi legati indissolubilmente a questo progetto, due persone che sin dalla prima edizione hanno investito le loro energie affinché la rassegna diventasse quello che è oggi agli occhi tutti: uno dei più conosciuti e rinomati eventi jazzistici a livello internazionale.
La rassegna prende il via ad Osasco (Torino) sabato 11 giugno in piazza della Resistenza, ore 21,30, con l'Harold Danko Quintet: Harold Danko, pianoforte, Gigi Di Gregorio, sassofoni, Franck Taschini, sax tenore, Simone Monnanni, contrabbasso, Luigi Bonafede, batteria. Gli incontri sono stati linfa vitale per tutta la storia del jazz: incontri di culture, di uomini e di esperienze. E ancora oggi gli scambi e la condivisione producono arte e bellezza. Harold Danko è depositario della grande tradizione del jazz: dopo anni a stretto contatto con chi ha scritto la storia condivide spesso, con grande piacere, la sua musica con Gigi Di Gregorio e altri musicisti italiani che parlano il suo stesso linguaggio. E per questa volta anche con il monegasco Franck Taschini, gradito ospite del gruppo.
Venerdì 24 giugno in piazza Foro Boario, a Cuneo, alle ore 21.30, In collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica G.F.Ghedini di Cuneo si esibiscono Tiziana Ghiglioni e Luigi Martinale in "Vocal Visions". Le voci più brillanti del Conservatorio si incontrano con star di livello internazionale in un luogo d'eccezione nel cuore della città di Cuneo. "I giovani incontrano i big. Questo il nocciolo del progetto Vocal Visions, frutto della collaborazione del Conservatorio "G.F.Ghedini" di Cuneo con Jazz Visions", spiega il direttore del Conservatorio, Francesco Pennarola. "Il risultato di un work in progress dei giovani studenti che si sono preparati in una formazione vocale non contemplata dai programmi accademici, in un percorso davvero unico, fianco a fianco con grandi professionisti, a partire dai docenti Tiziana Ghiglioni e Luigi Martinale, ideatori e responsabili del progetto. Un gruppo di eccellenza per una festa nel cuore della città".
Un musicista di assoluto prestigio ad inaugurare il primo appuntamento di "Jazz Visions – Piano Series": mercoledì 27 luglio, alle ore 21.15, a Saluzzo ci sarà Enrico Pieranunzi con il suo Piano Solo. Ad spitare il concerto sarà la "Croce Nera", come comunemente viene chiamata la meravigliosa Confraternita della Misericordia, un luogo suggestivo e pieno di storia che offre la possibilità di immergersi in un concerto totalmente acustico. Enrico Pieranunzi è uno dei pianisti più amati del mondo jazzistico internazionale, un poeta del pianoforte, costruttore di geometrie sonore che colpiscono sempre direttamente al cuore, sa essere lirico e allo stesso tempo swingare con forza. Nat Hentoff, un’autorità della critica statunitense, ha scritto di lui come di "un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta". Il concerto di Saluzzo è organizzato in collaborazione con l’associazione "Amici della Musica di Savigliano" all’interno della rassegna "Recondite Armonie" e l’associazione Collegium Artium di Saluzzo.
Sabato 17 settembre al Teatro Politeama, sempre a Saluzzo, alle ore 21.15, sarà in scena l’Oliver Ker Ourio Trio, con Oliver Ker Ourio all’armonica cromatica, Emmanuel Bex all’organo Hammond e Matthieu Chazarenc alla batteria. Olivier Ker Ourio è considerato il vero erede di Toots Thielemans e di tutto ciò che significa jazz eseguito con l’armonica cromatica. La sua musica è fresca, inaspettata, non riconducibile ad altri percorsi ormai noti, a tratti memore dell’isola di Reunion, dove è cresciuto. Insieme ad Emanuel Bex, un’autorità dell’organo Hammond, e al batterista Chazarenc, attirerà gli spettatori nel suo mondo musicale.
Venerdì 7 ottobre, alle ore 21.15, al Teatro Civico di Busca, sarà la volta della West Project Orchestra con: Valerio Ravera (sax alto, soprano, baritono), Livio Zanellato (sax alto, flauto), Mirco Rebaudo (sax alto), Simone Verrando (sax tenore, soprano), Andrea De Martini (sax tenore), Martino Biancheri (trombone), Valerio Crespi (trombone), Simone Biamonti (tuba), Franco Cocco (tromba), Luigi Cocco (tromba), Angelo Guglielmi (tromba, trombino), Massimo Dal Prà (piano, arrangiamenti), Riccardo Anfosso (chitarra, direzione), Giuliano Raimondo (contrabbasso), Gianni Raspaldo (batteria) e Fausto Biamonti (percussioni). Nata nel 1995 da un’idea di Roberto Coggiola, all’epoca direttore artistico del Club Tenco di Sanremo, la West Project Orchestra ha sempre perseguito la realizzazione di un repertorio che si differenziasse da quello tradizionale delle big band, affrontando temi musicali inconsueti per le grosse formazioni. L’ispirazione è stata senza dubbio la Liberation Music Orchestra di Charlie Haden, con riferimento agli album "The Ballad of the Fallen" e "Dream Keeper", nei quali il repertorio si allontana dalla tradizione statunitense per proporre arrangiamenti originali di canti per la libertà di tutto il mondo, dall’Europa al Sud America, per arrivare al Sud Africa.
Sabato 19 novembre al Teatro Silvio Pellico di Bagnolo Piemonte, alle ore 21.15, è in programma l’omaggio a Tiziana Formaiano, a cura di Click & Jazz. Sul palco Francesco Bearzatti Tinissima 4et in Monk'n'roll per un omaggio all’icona della storia del jazz Thelonious Monk. Osteggiato dal pubblico all’inizio della sua carriera per le sue bizzarrie musicali, considerato invece un nume tutelare dai musicisti che gli stavano intorno, Monk raggiunse la fama senza mai cambiare il suo modo di suonare e comporre. La sua poetica è stata fonte di ispirazione per generazioni di musicisti e compositori, non solo in ambito jazzistico. Francesco Bearzatti, profondo conoscitore della tradizione quanto proiettato in ogni ambito stilistico della contemporaneità, con curiosità onnivora e “sprezzo del pericolo”, assecondato dal suo Tinissima Quartet - Francesco Bearzatti al sax e clarinetto, Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria - celebra il genio musicale di Monk con un progetto di adrenalina pura, in cui tutta l’energia e la potenza di famosi pezzi rock dei Led Zeppelin, Pink Floyd, Lou Reed, Michael Jackson, Police, Aerosmith , si intersecano con i famosi temi del compositore scomparso ormai più di 30 anni fa.
(aise)

 

da: http://www.aise.it/la-cultura-del-martedi/in-piemonte-%C3%A8-tempo-di-jazz-visions-2016/63902/1/1/3239

 

 

In scena a San Paolo del Brasile Portraits in song

30 MAGGIO 2016

In scena a San Paolo del Brasile "Portraits in song"

 

SAN PAOLO - "Portraits in song". E' questo il titolo di un concerto che l'eMPathia Jazz Duo terrà domani maggio a San Paolo, con il supporto dell'Istituto italiano di Cultura. Nel nuovo progetto artistico l'affascinante voce di Mafalda Minnozzi e l'accompagnamento "orchestrale" ma allo stesso tempo essenziale del chitarrista newyorchese Paul Ricci propongono la loro personale interpretazione di autori come Cole Porter, Morricone, Piaf e Jobim creando originali ritratti musicali.

Il concerto, che è già stato presentato al pubblico italiano in una recente tournee, conterà con le partecipazioni speciali di Blubell, Filo Machado, Toninho Ferragutti e Rubem Farias. "Portraits in song" propone un variegato repertorio di canzoni italiane, americane, brasiliane e francesi. L'obiettivo e contribuire ad avvicinare ulteriormente la popolazione brasiliana all'Italia e agli Stati Uniti passando attraverso la musica, linguaggio universale. Il concerto, peraltro, sarà propedeutico anche al pre-lancio dell'album "Inside" del duo jazzistico. (Inform)

     

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA  -  EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it  -  ANNO LV N. 103         

             

             

Come scegliere le piante per arredare il terrazzo e il balcone

28/05/2016 

Come scegliere le piante per arredare il terrazzo e il balcone

Il segreto? Muoversi come a riempire una scarpiera, o l’armadio degli abiti: scegliete con cura i colori da abbinare a secondo anche dell’esposizione a sole

ANTONELLA MARIOTTI
TORINO

 Non accontentarsi mai della prima pianta che troviamo al super mercato o dal vivaista. Incuriositevi anche dell’edera - ideale per chi ha un balcone in ombra - ne esistono molte varietà. Il segreto sta tutto nel muoversi come a riempire una scarpiera, o l’armadio degli abiti: scegliete con cura i colori da abbinare a secondo anche dell’esposizione del vostro terrazzo o balcone. In un balcone al sole potete permettervi davvero tutto, dagli agrumi alle ortensie, dalle graminacee agli aceri, al bamboo.   

Da dove partire per chi non ha mai tenuto nulla in balcone? Sempre dalle aromatiche. Sono semplici, sempre verdi, profumano e sono belle». Anche qui, a discapito delle credenze, sono tante. Leggi i consigli nella tabella qui sotto  

 

 

 da: http://www.lastampa.it/2016/05/28/societa/giardinaggio/come-scegliere-le-piante-per-il-terrazzo-e-il-balcone-SBtv5L6Al2zeSVRlge0NUJ/pagina.html

 

 

Música no MCB - Museu da Casa Brasileira: Conrado Paulino Quarteto

Música no MCB: Conrado Paulino Quarteto

 

29/05/2016

 

In Spagna torna il bisonte europeo: la specie viene reintrodotta sulle montagne di León

23/05/2016

In Spagna torna il bisonte europeo: la specie viene reintrodotta sulle montagne di León

francesco olivo

Erano diecimila anni che non si vedeva da queste parti. Per questo è una grande notizia la nascita di un cucciolo di bisonte europeo, il più grande mammifero del vecchio continente, nel nord della Spagna. Il luogo di nascita è il Museo della fauna selvatica di León, che conta otto esemplari, fra cui due femmine, la specie è stata reintrodotta dal 2010, in alcune valli della Cantabria, in progetti pilota. «E’ una notizia eccezionale - ha commentato Eduardo Romero, presidente della fondazione che gestisce il museo - vuol dire che adesso abbiamo animali fertili». 

 

 

I bisonti avevano smesso di abitare le montagne della Cantabria circa 10.000 anni fa e questa nascita fa intravedere la possibilità che in breve tempo si riformi una popolazione stabile con centinaia di esemplari. La ripopolazione è già avvenuta in Polonia, nel Parco nazionale di Białowieża. Per centinaia di anni il bisonte europeo era presente soltanto negli zoo, negli ultimi anni sono stati molti i progetti di reintroduzione negli ambienti naturali, in Svezia, Francia e Danimarca.  

 

 

Il piccolo bisonte non ha ancora un nome e il Museo vuole far decidere gli utenti del sito internet per il momento i favoriti sono Romerito, Campillo e Porma.  

Il presidente della fondazione ha spiegato che i bisonti convivono senza alcun problema con cervi, stambecchi, cinghiali e il bestiame tipico di queste zone.

 

da: http://www.lastampa.it/2016/05/23/societa/lazampa/animali/in-spagna-torna-il-bisonte-europeo-la-specie-viene-reintrodotta-sulle-montagne-di-len-NTNEA3MLcQ5uazt74tvzcP/pagina.html

 

 

L’ISTRUZIONE NEL REGNO DI NORVEGIA


L’ISTRUZIONE NEL REGNO DI NORVEGIA

Norvegia – Bandiera Norvegia - Stemma
La politica dell’istruzione nel Regno di Norvegia si basa sul principio dell’uguale diritto all’istruzione per tutti i membri della società, indipendentemente da quale ambiente sociale o culturale essi provengano, e a prescindere dal luogo in cui abitano. È compito della scuola trasmettere sia il sapere che la cultura, e analogamente promuovere la mobilità sociale e porre le basi per creare ricchezza e benessere sociale per tutti. L’insegnamento nelle scuole norvegesi deve essere adattato alle abilità e capacità individuali.

Programmi speciali sono disponibili per persone con disfunzioni o per coloro con necessità particolari che sarebbero altrimenti impossibilitate a partecipare alle attività scolastiche consuete.
A causa dell’incremento dell’immigrazione, il numero di studenti appartenenti a minoranze linguistiche è in crescita.
La politica scolastica norvegese prevede che siano prese in considerazione le necessità degli studenti appartenenti alle minoranze linguistiche in modo da permettere loro di completare le scuole superiori e intraprendere studi universitari e carriere. Il Parlamento norvegese (Storting) e il governo hanno la responsabilità di fissare gli obiettivi e stabilire il budget per il settore dell’istruzione. Il Ministero per l’Istruzione e la Ricerca è l’unità amministrativa a cui sono deputate le questioni relative all’istruzione, e che è responsabile per lo svolgimento della politica scolastica nazionale.
Il Regno di Norvegia ha un sistema scolastico unificato basato su uno standard comune. Un curriculum nazionale è stato introdotto per fare in modo che siano raggiunti gli standard educativi previsti dal governo.
La scuola dell’obbligo norvegese dura dieci anni e comprende la scuola elementare, secondaria inferiore e secondaria superiore. La responsabilità di garantire che la giusta scolarizzazione sia accessibile a bambini, giovani e adulti in tutte i comuni e regioni, è stata affidata alle autorità scolastiche competenti a livello regionale.

Le singole amministrazioni comunali sono responsabili della gestione delle scuole elementari e medie, mentre le scuole superiori sono amministrate a livello regionale. Il settore dell’istruzione dopo la scuola dell’obbligo viene ottemperata attraverso programmi didattici dalle università e dagli istituti superiori. L’ammissione a questi programmi dipende normalmente dall’avere frequentato tre anni di scuola secondaria superiore. Ad eccezione di pochi istituti parauniversitari privati, tutti le istituzioni universitarie sono gestite dallo stato. Tuttavia, ogni istituzione gode di ampia autonomia accademica e amministrativa.
L’istruzione pubblica nel Regno di Norvegia è gratuita fino al compimento delle scuole superiori incluse.
Le tasse richieste per i corsi universitari presso istituzioni statali sono solitamente minime.
Il Fondo Norvegese Statale per il Prestito agli Studi, fondato nel 1947, fornisce prestiti di studio e contributi per la copertura delle spese di mantenimento per coloro che frequentano corsi universitari. Tali forme di aiuto sono disponibili anche per gli studenti che intendono studiare parzialmente o totalmente all’estero. Le scuole private indipendenti offrono una possibilità supplementare rispetto al sistema scolastico pubblico. Il Ministero per l’Istruzione e la Ricerca riconosce tali scuole sulla base di precisi criteri di qualità. I programmi di studio presso le scuole private devono soddisfare i requisiti richiesti esposti nelle normative pertinenti. Le scuole private autorizzate possono ottenere finanziamenti statali.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©                             Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16193 - 23 Maggio 2016

 

 

Traviata di glam e di governo


23/05/2016

Traviata di glam e di governo

Roma, tra le stelle e le celebrity, partecipano all’anteprima della Traviata anche il candidato sindaco Roberto Giachetti e la ministra delle Riforma Maria Elena Boschi
LAPRESSE

Il candidato sindaco di Roma Roberto Giachetti con la ministra Boschi. In basso Monica Bellucci e Kim Kardashian

 

maria corbi

roma

Sinistra di glam e di governo. Alla festa romana più internazionale dell’anno - l’anteprima della Traviata al teatro dell’Opera con i costumi di Valentino - ecco che spuntano il candidato sindaco alla capitale Roberto Giachetti e il ministro delle riforme Maria Elena Boschi: «Che bella coppia!», esclamano due dame romane che non avevano capito chi fosse quell’uomo in smoking un po’ brizzolato, un po’ spaesato, accanto alla ministra vestita in lungo, con scollatura vertiginosa a mostrare la schiena.  

 

Non c’erano Alfio Marchini, non c’era Giorgia Meloni, non c’era Virginia Raggi. E la domanda rimasta senza risposta è: un endorsement del Teatro dell’Opera e di Valentino? Oppure un rifiuto furbo degli altri candidati per evitare che si dicesse che invece di occuparsi delle periferie fanno festa? Mah. Le versioni piovono diverse.

 

E dopo l’anteprima della Traviata firmata da Sofia Coppola, con Violetta in rosso Valentino, tutti a cena all’Acquario romano, illuminato da fiaccole e allestito con scenografie dell’Opera. E se Giachetti, Boschi facevano gruppetto con il ministro della cultura Enrico Francheschini, Giovanna Melandri e Salvo Nastasi, braccio destro di Franceschini, con doti e ambizioni da «Gianni Letta» della sinistra. Attorno a loro il circo fashion internazionale: Kim Kardashian, in abito bianco con spacco, Monica Bellucci, Kira Knightley, Francis Ford Coppola arrivato ad applaudire la figlia Sofia. Tanto cinema italiano. Miliardari americani, brasiliani. Per conquistare Roma il passaggio dalle forche glamour è d’obbligo.

 

da: http://www.lastampa.it/2016/05/23/spettacoli/traviata-sinistra-di-glam-e-di-governo-XS6iheHYMR2kXCOCTSRRHN/pagina.html

 

 

Virada Cultural no MCB apresenta Lo Fi Jazz, exposições e atividade educativa

21 e 22 de maio 2016

Virada Cultural no MCB apresenta Lo Fi Jazz, exposições e atividade educativa

 

 

22/05/16 - Música no MCB: Ricardo Baldacci apresenta Brothers in Swing

Música no MCB: Ricardo Baldacci apresenta "Brothers in Swing"

 

 

Riccardo Muti torna a dirigere al Teatro alla Scala dopo 12 anni

11 maggio 2016

 

Riccardo Muti

Riccardo Muti torna a dirigere al Teatro alla Scala dopo 12 anni

 

Riccardo Muti alla Scala nel 2004 (Afp)

Riccardo Muti alla Scala nel 2004 (Afp)

Il 20 e il 21 gennaio 2017 sono due date da incorniciare sul calendario perchè segnano l’atteso ritorno di Riccardo Muti alla Scala. Il maestro dirigerà due concerti “evento” dopo dodici anni di assenza. L’ultima sua presenza in quello che è considerato uno dei teatri più famosi al mondo, infatti, risale al 2 maggio del 2005 con i Wiener Philharmoniker. Muti dirigerà la Chicago Symphony nell’ambito del tour europeo dell’orchestra.

Per la Chicago Symphony, che è considerata tra le migliori orchestre del mondo e di cui Riccardo Muti ha assunto la direzione nel 2010, si tratta della terza presenza alla Scala dopo i concerti diretti da Sir Georg Solti per la Stagione Sinfonica nel 1971 e nel 1981.

Il sovrintendente Alexander Pereira ha dichiarato: “Dalla prima conferenza stampa come Sovrintendente ho sottolineato insieme a Riccardo Chailly la necessità che alla Scala dirigano i più grandi direttori del mondo, ed in particolare chi è entrato nella storia del Teatro dando un contributo artistico straordinario come Riccardo Muti. Dopo la mostra per i suoi 75 anni Riccardo Muti sarà al Piermarini nel 2017 per due concerti con la Chicago Symphony Orchestra: un momento atteso dalla città e da tutti gli amanti della musica”.

L’acquisto dei biglietti è previsto come di regola a partire da due mesi prima delle date dei concerti.

 

da: http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2016/05/11/AS1p1tgC-riccardo_dirigere_teatro.shtml

 

 

L’ORCHESTRA DI SANTA CECILIA IN BRASILE

 28/04/2016 - 11.34

L’ORCHESTRA DI SANTA CECILIA IN BRASILE

 

L’ORCHESTRA DI SANTA CECILIA IN BRASILE

SAN PAOLO\ aise\ - Dopo aver attraversato in questi anni tutta l’Europa e aver toccato anche la Cina e il Giappone, questa volta l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal Maestro Antonio Pappano, sbarca in America Latina. La prima tappa della tournée sudamericana dell’Orchestra sarà, il 7 e 8 maggio prossimi, la Sala São Paulo della metropoli di San Paolo, dove l’Orchestra torna per la terza volta dopo dodici anni. Il viaggio di Santa Cecilia in Sud America proseguirà poi verso Buenos Aires.
Ma la presenza dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a San Paolo avrà anche una importante valenza didattica, grazie al prezioso supporto della Fondazione Banco do Brasil.
Infatti, in occasione dei due concerti a San Paolo, saranno assegnate due borse di studio a due giovani musicisti brasiliani. Grazie a tale opportunità, i giovani talenti brasiliani seguiranno per due mesi a Roma i corsi di perfezionamento e vivranno l’esperienza in orchestra con i ragazzi della JuniOrchestra, presso la sede dell’Accademia di Santa Cecilia.
Oltre al supporto dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia, altri partner dell’Accademia in questo tour brasiliano sono l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, il Banco do Brasil e la società Almaviva do Brasil.
Con Santa Cecilia e il Maestro Pappano, ci sarà anche la giovanissima e ormai affermata pianista Beatrice Rana, che sarà l’interprete del celebre Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Tchaikovsky. I concerti dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia costituiscono uno dei momenti più significativi della programmazione in Brasile dell’Anno dell’Italia in America Latina.
Entrambi i concerti inizieranno alle 21. In repertorio Verdi (La Forza del Destino: Sinfonia) e Tchaikovsky (Concerto per pianoforte n. 1, Sinfonia n. 5) il 7 maggio, cui si aggiungerà Saint-Saëns (Sinfonia n. 3) domenica 8.
(aise)

 

da: http://www.aise.it/lingua-e-cultura-allestero/lorchestra-di-santa-cecilia-in-brasile/61483/1/1/3239

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sábado, 7 de maio de 2016 - domingo, 8 de maio de 2016

INFORMAÇÕES: 3258 3344

Concertos da Orquestra da Accademia Nazionale di Santa Cecilia

A Orquestra da Academia Nacional de Santa Cecília foi pioneira na Itália a dedicar-se exclusivamente a um repertório sinfônico, promovendo primeiras execuções de importantes obras primas do século XX. Desde 1908 a Orquestra apresentou-se em cerca de 15.000 concertos, colaborando com os maiores músicos do século. Foi regida por Mahler, Debussy, Strauss, Stravinskij, Sibelius, Hindemith, Toscanini, Furtwängler, De Sabata e Karajan.
Seu atual diretor artístico, Antonio Pappano, ocupa também o posto de diretor musical do Convent Garden, em Londres, além de atuar como convidado à frente das melhores orquestras do mundo. Foi reconhecido pela Royal Philharmonic Society como o regente do ano em 2005. A californiana Beatrice Rana, de 22 anos, começou a se destacar como solista depois de vencer, aos 18 anos, o Concurso Internacional do Canadá, e de receber, em 2013, o segundo prêmio no Concurso Internaci

Informações

Data: sábado, 7 de maio de 2016 - domingo, 8 de maio de 2016

Horários: *

Local: SALA SÃO PAULO - PRAÇA JÚLIO PRESTES, 16, SÃO PAULO

INGRESSO RÁPIDO: 4003 1212 - WWW.CULTURAARTISTICA.COM.BR

 

da: http://www.iicsanpaolo.esteri.it/IIC_SanPaolo/webform/SchedaEvento.aspx?id=942

 

 

 

Maestro Gianmario Cavallaro, soprano Clarissa Monti Lettieri e tenore Paulo Mandarino: La Grande Musica Napoletana

Maestro Gianmario Cavallaro, soprano Clarissa Monti Lettieri e tenore Paulo Mandarino:

La Grande Musica Napoletana  

Tour Brasil 16

Il Maestro italiano Gianmario Cavallaro sta per arrivare a San Paolo con la sua tour "La Grande Musica Napoletana", accompagnato dalla soprano, Clarissa Monti Lettieri e del tenore, Paulo Mandarino. Questa è un'iniziativa della Commissione Giovani del COMITES SP, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo e Hospital Santa Catarina.


Venerdì sera 06/05/2015 alle 19:00

Hospital Santa Catarina Avenida Paulista, 200 São Paulo


Partecipate numerosi. Ingresso gratuito.

                                                          

Al Teatro Comunale di Bologna: BICENTENARIO DEL BARBIERE DI SIVIGLIA

29 Aprile 2016

BICENTENARIO DEL “BARBIERE DI SIVIGLIA”

CON UNA NUOVA PRODUZIONE (5-15 MAGGIO)

 
Il Teatro Comunale di Bologna festeggia, con un nuovo allestimento firmato dal regista Francesco Micheli, i duecento anni dal debutto di una delle opere più celebri del repertorio, mai uscita dalla programmazione dei teatri di tutto il mondo: Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, compositore formatosi musicalmente proprio a Bologna, al quale il teatro felsineo è tra l’altro particolarmente legato.
Questo nuovo allestimento con scene e luci di Nicolas Bovey, i costumi di Gianluca Falaschi ed i video di Panagiotis Tomaras, è realizzato in coproduzione con la Greek National Opera di Atene. Sul podio dell'Orchestra del Teatro Comunale c'è Carlo Tenan ed un cast di rilievo con interpreti rossiniani doc come Paolo Bordogna (Don Bartolo) e René Barbera (il Conte d’Almaviva), e ancora Julian Kim (Figaro) e Aya Wakizono (Rosina), mezzosoprano giapponese “fiore all’occhiello” dell’Accademia della Scala e dell'Accademia Rossiniana di Pesaro.
Il barbiere di Siviglia va in scena a Bologna dal 5 al 15 maggio; la replica del 10 maggio sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3.

“Approfondendo la lettura del Barbiere di Siviglia capolavoro che segna il passaggio fra l'opera buffa settecentesca e il dramma borghese dell'Ottocento, mi sono concentrato sulla figura di Rosina che vive la “tragedia” di una qualsiasi ragazza segregata in casa, dramma tipico dell’adolescenza di tutti i tempi, da Antigone a Giulietta a Janis Joplin.
Rossini dà voce al bisogno di ribellione di un intero sesso e di un’intera generazione. Dentro quest'opera che compie duecento anni c’è il dinamismo dei giovani contro la stasi opprimente dei vecchi, in un susseguirsi di accesi contrasti. La caleidoscopica trasposizione scenica di questa nuova produzione sfrutta lo sguardo verso il presente (Rosina), il passato prossimo (Figaro) e l'obsoleto (Don Bartolo e Don Basilio) attraverso riferimenti al mondo musicale: proprio all'inizio delle prove abbiamo appreso della morte di David Bowie, modello contemporaneo e “classico” degli stessi” afferma il regista Francesco Micheli.


In Teatro: 5, 6, 10 e 12 maggio alle ore 20; 7, 11 e 14 alle ore 18; 8 e 15 matinées alle ore 15.30.

Info: teatro@comunalebologna.it

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 16046 - 29 Aprile 2016

 

 

La Canzone Italiana al Teatro Sylvia de Alencar Matheus di Vinhedo - SP

Il 4 di maggio 2016:

Gianmario Cavallaro e Richard Bauer: La Canzone Italiana al Teatro Sylvia de Alencar Matheus di Vinhedo

 

 
Foto de Gesse Araujo.
Nesta quarta-feira, 4 de maio, mais um concerto no Teatro Municipal de Vinhedo, às 20 horas, com Gianmario Cavallaro, piano e Richard Bauer, tenor.
Prestigie e conheça as canções tradicionais que fizeram história na música italiana.
Passato e presente. Una notte per l'italiano, brasiliano e tutte le persone. Venire e fatte sentire!
Ingressos no Teatro.
19 3826-2821 / 3876-4182.
           
               

 

Accademia dei Folli: Attenti al Gorilla! Omaggio a De Andrè venerdì 29 aprile a Fossano

 

Attenti al Gorilla! Omaggio a De Andrè

venerdì 29 aprile a Fossano

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ATTENTI AL GORILLA!

Omaggio a Fabrizio De Andrè
29 Aprile 2016

TEATRO I PORTICI - FOSSANO

ore 21

 

Attenti al Gorilla! è un tributo, affettivo e professionale, a uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Attraverso una carrellata di brani celebri e meno celebri, ricca di fascino e poesia, metteremo in scena un grande viaggio attraverso personaggi, situazioni, storie che indagano tra le pieghe più recondite dell’umanità.

 

Non è mai troppo tardi per riascoltare le canzoni di Fabrizio De Andrè. Ritrovare in altri autori una simile coerenza artistica, un tale approfondimento poetico e un’eguale intensità compositiva è cosa rara. Le radici “popolari” dell’intera opera di De Andrè si rivelano tutt’altro che un limite, diventando anzi uno spazio di ricerca sonora dai risvolti sorprendenti.

 

ATTENTI AL GORILLA! Omaggio a De Andrè
Venerdì 29 aprile 2016
Teatro I Portici
Fossano, via Roma 74
ore 21

con Carlo RoncagliaEnrico De LottoGiò DimasiVince NovelliGianni Virone

 

biglietti € 15 - € 12 - € 5


Per info e biglietti Teatro I Portici 0172 633381 | info@i-portici.net | www.i-portici.net

                  

                  

 

Istituto Italiano di Cultura - Conferência de Davide Garattini no Theatro São Pedro - 26/04 ás 10hs

Conferência: Davide Garattini - no Theatro São Pedro - 26/04 ás 10hs

 

Conferência: Gianni Tangucci - no Theatro São Pedro - 25/04 ás 20hs

Conferência: Gianni Tangucci - no Theatro São Pedro - 25/04 ás 20hs

 

Música no MCB - Museu da Casa Brasileira: Quarteto Quadrantes lança o álbum Sinuosa

Música no MCB: Quarteto Quadrantes lança o álbum "Sinuosa"

 

 

Claudia Giulietti e gli Arianuova in concerto a Fossano

venerdì 15 aprile 2016, 18:31

Claudia Giulietti e gli Arianuova in concerto a Fossano

 

 

             

“Non smetto di cercare (e di sognare)” andrà in scena domenica 17 aprile 2016 alle 17 nella chiesa dei Battuti Bianchi

Domenica 17 aprile alle 17, Claudia Giulietti porterà in scena il suo nuovo progetto musicale “Non smetto di cercare (e di sognare)”. Il concerto si terrà nella suggestiva cornice della chiesa dei Battuti Biancbi a Fossano. Si tratta del frutto di due anni di lavoro della cantautrice che da quattro anni è allieva della Fondazione Fossano Musica dove studaia canto moderno, pianoforte, Big Band e CantAutore con il professor Enzo Fornione.

Accanto alla cantautrice in questo progetto dalle sonorità latine ci saranno gli Arianuova: Mario Zappalà (filicorno), Ciro Lo Basso (chitarra elettrica), Luca Merlatti (basso e contrabbasso), Paolo Molineri (batteria), Paola Cagnotto (seconda voce) e Manuela Zappalà (flauto).

Oltre all’autrice e al gruppo, saranno ospiti sul palcoscenico alcuni docenti della FFM che si esibiranno in brani della cantautrice. Cristina Rulfi Raffaella Buzzi presteranno la loro voce accompagnate da Enzo Fornione al pianoforte e Luca Allievi Erik Ventrice alle chitarre acustiche.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Agata Pagani

           

da: http://www.targatocn.it/2016/04/15/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/claudia-giulietti-e-gli-arianuova-in-concerto-a-fossano-2.html

 

 

Da lunedì 11 a domenica 24 aprile:IL TEATRO REGIO DI TORINO PER IL FESTIVAL ALFREDO CASELLA

 29/03/2016 - 15.16

 

Da lunedì 11 a domenica 24 aprile

 IL TEATRO REGIO DI TORINO PER IL FESTIVAL ALFREDO CASELLA

 

IL TEATRO REGIO DI TORINO PER IL FESTIVAL ALFREDO CASELLA

TORINO\ aise\ - Da lunedì 11 a domenica 24 aprile, all’interno del Festival Alfredo Casella, il Teatro Regio di Torino presenta quindici appuntamenti, tra opere, concerti, balletti, convegni, incontri e mostre per far luce sull’opera e la vita del compositore torinese che studiava con Fauré, dialogava con Ravel e suonava con Debussy.
Tra le produzioni programmate dal Teatro Regio la più importante è l’allestimento dell’opera di Casella La donna serpente, in scena, per la prima volta a Torino, dal 14 al 24 aprile. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio sale Gianandrea Noseda che negli ultimi anni ha dedicato una considerevole parte della sua attività allo studio e alla diffusione della musica italiana del Novecento. La regia è di Arturo Cirillo, attore e regista tra i più apprezzati a livello internazionale, uno dei pochi vincitori del premio Ubu per entrambe le attività. In scena, un cast di primissimo piano che annovera, tra gli altri,Piero Pretti, Carmela Remigio, Erika Grimaldi, Francesca Sassu, Sebastian Catana e Roberto de Candia. La donna serpente tenne occupato Casella dal 1928 al 1931. Tra i modelli che il compositore tenne a mente troviamo le opere di Mozart, Rossini, Verdi, Puccini, autori che il genio di Casella seppe fondere e rielaborare per dar vita a un nuovo linguaggio insieme tradizionale e contemporaneo. Un’opera ambientata nel tempo delle favole, abitata da maghi, fate, re e principesse, legati da incantesimi e mossi dall’amore; una fiaba a lieto fine che conquisterà il pubblico di ogni età. Per le recite de La donna serpente è in corso una speciale promozione: acquistando un biglietto, il secondo è offerto dagli Amici del Regio, una grande opportunità per conoscere un titolo di rara esecuzione e dall’avvincente fascino. La Prima dell’opera, giovedì 14 aprile alle 20, sarà trasmessa in diretta TV su Rai5 e da Rai-Radio3, trasmissione inserita anche all’interno del circuito Euroradio. L’opera verrà presentata al pubblico giovedì 14 aprile alle ore 17.30 al Piccolo Regio Puccini da Giorgio Pestelli con una conferenza dal titolo La donna serpente. Intellettualismo e fantasia in Alfredo Casella, nella quale l’illustre musicologo contestualizza la genesi e la ricezione dell’imponente opera.
Dal 20 al 22 aprile, al Piccolo Regio Puccini, andrà in scena il ballettoPirandello Suite, un nuovo allestimento del Teatro Regio in prima assoluta, con coreografia, regia e video di Massimiliano Volpini, costumi di Laura Viglione e luci di Mario Merlino. Un trittico di balletti su musiche di Casella, liberamente ispirato ai capolavori di Pirandello: Sei personaggi in cerca d’autore, Uno, nessuno e centomila e La giara. Quattro le recite: due alla sera (20 e 22 aprile ore 20) e due al mattino (21 e 22 aprile ore 10.30). Anche per questo balletto acquistando un biglietto il secondo è offerto dagli Amici del Regio.
Sabato 23 aprile ore 20.30, all’interno della Stagione I Concerti, Fabio Luisi, uno dei direttori più apprezzati a livello internazionale, dirigerà l’Orchestra del Teatro Regio in un programma che accosta alla monumentaleSinfonia n. 7 di Anton Bruckner, una prima italiana del compositore Luca Lombardi, il concerto per flauto e orchestra E (solista Andrea Manco), ePupazzetti op. 27 bis di Casella. L’ironico titolo fa riferimento a cinque pezzi per pianoforte a quattro mani, composti nel 1915, e orchestrati nel 1920, nei quali Casella rielabora l’esperienza di Debussy e Ravel in un linguaggio indipendente che predilige un contrappunto stilizzato e quel gusto per una melodia ironica dal netto taglio ritmico e già stravinskijano.
Inoltre, accanto a queste proposte musicali, il Regio organizza una serie di incontri, per approfondire la poliedrica figura di Casella, non solo compositore ma anche pianista, direttore d’orchestra, saggista e animatore culturale.
Lunedì 11 aprile ore 17.30, nella Sala del Caminetto del Teatro Regio, la musicologa Fiamma Nicolodi presenta Immagini di una vita, conversazione e proiezioni sulla vita di Alfredo Casella. Un incontro per contestualizzare l’uomo e l’artista e la sua produzione nei turbolenti anni caratterizzati dalle due Guerre Mondiali.
Durante tutto il Festival Casella, dall’11 al 24 aprile, nel Foyer del Toro del Teatro Regio, si potrà vedere la mostra Casella intimo, un percorso iconografico che illumina aspetti poco noti del grande compositore, ritratto in momenti di interessante quotidianità. La mostra fotografica, a cura di Simone Solinas, si avvale della consulenza di Fiamma Nicolodi; l’ingresso è libero nei giorni: lunedì 11 aprile (ore 17-19), martedì 12 aprile (ore 10-18) e lunedì 18 aprile (ore 17-19); la mostra sarà inoltre visitabile dai possessori di biglietto per le visite guidate Al Regio dietro le quinte (da martedì a venerdì ore 15.30; sabato ore 11, 11.45, 15 e 15.45), per l’opera La donna serpente (dal 14 al 24 aprile) e per il concerto diretto da Fabio Luisi (23 aprile).
Mercoledì 12 aprile dalle ore 10.30, nella Sala del Caminetto del Teatro Regio, Giorgio Pestelli modera il convegno Il tempo e la musica di Alfredo Casella. Giangiorgio Satragni, Marco Vallora, Nicola Montenz, Virgilio Bernardoni, Francesco Fontanelli e Antonio Rostagno indagano l’attività di Casella nel contesto delle arti visive, della musica, degli avvenimenti politici e culturali coevi alla sua attività. L’ingresso è libero. Venerdì 15 aprile alle ore 12, all’AtaHotel Principi di Piemonte, il Direttore musicale del Teatro Regio, Gianandrea Noseda e il Direttore artistico del Teatro, Gastón Fournier-Facio, presenteranno l’integrale delle Sinfonie composte da Casella e i Frammenti sinfonici da La donna serpente, incise da Noseda per l’etichetta discografica Chandos. Queste registrazioni si inseriscono nel progetto “Musica Italiana” voluto da Noseda per diffondere tesori musicali dei grandi compositori italiani del Novecento.
Lunedì 18 aprile alle ore 17.30, nella Sala del Caminetto, Gastón Fournier-Facio, modera l’incontro Alfredo Casella scrittore nel quale verranno presentati tre volumi scritti da Casella e ripubblicati per l’occasione in nuove edizioni: I segreti della giara, a cura di Cesare De Marchi, postfazione di Giovanni Gavazzeni; La musica al tempo dell’aereo e della radio. Cronache musicali 1925-46, a cura di Francesco Lombardi; Strawinski, a cura di Benedetta Saglietti e Giangiorgio Satragni, prefazione di Quirino Principe. L’ingresso è libero. (aise)

 

da: http://www.aise.it/la-cultura-del-martedi/il-teatro-regio-di-torino-per-il-festival-alfredo-casella-/59299/1/1/3239

 

 

Il decollo dal Molo Audace che cambiò la storia del volo

03/04/2016
Carissimi,

credo che questo pezzo di storia vera sia estremamente interessante ed emozionante,

E poi coinvolge la famiglia del nostro Amico e Associato Sergio Cosulich, che ha aggiunto alcuni dettagli imperdibili.

Un caro saluto

Guido Urizio - Presidente FERRARI CLUB SAO PAULO
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Il decollo dal Molo Audace che cambiò la storia del volo

Esattamente novant’anni fa fu inaugurata la prima linea aerea commerciale italiana. I biplano “frutto” del coraggio dei fratelli Cosulich collegarono Trieste a Torino

di Luca Perrino 

Il Cant 10 protagonista del primo...

 
 
 
 
 
 

Il "Cant 10" protagonista del primo volo commerciale italiano che collegò Trieste a Torino

TRIESTE Primo aprile 1926. Una data storica per l’aviazione civile italiana. E per la Venezia Giulia. Novant’anni fa quattro biplani monomotori “Cant 10”, realizzati dalle Officine aeronautiche di Monfalcone, effettuarono il primo collegamento Trieste-Torino e Torino-Trieste. E diedero inizio della storia dei voli commerciali nella nostra penisola: quel volo fu il risultato di un vero e proprio atto di coraggio imprenditoriale dei fratelli Cosulich che, originari di Lussinpiccolo, si erano lanciati nell’avventura fondando il Cantiere navale triestino e le Officine Aeronautiche che, successivamente, si trasformeranno nei Crda ovvero nei Cantieri riuniti dell’Adriatico.

La storica impresa dell’aria collegò il molo Audace di Trieste e lo specchio d’acqua del parco del Valentino a Torino: centinaia di chilometri di volo avventuroso all’alba del secolo quando non esistevano ancora i radar e per orientarsi si seguivano i corsi dei fiumi o le linee ferroviarie. Un’impresa affascinante come la storia della società e degli uomini che la resero possibile: la Sisa, Società italiana servizi aerei, prima compagnia aerea commerciale italiana. «L’avventura – racconta lo storico Carlo D’Agostino – iniziò dai primi timidi e avventurosi voli con alcuni Fba, piccoli e traballanti idrovolanti, residuati della prima guerra mondiale, e culminò con i velivoli appositamente progettati dall’ingegner Raffaele Conflenti: il “Cant 10”, monomotore da quattro passeggeri, e il “Cant 22”, trimotore da dieci passeggeri. A precederli, però, ci furono il “Cant 7” per la scuola di volo e il “Cant 18” per l’addestramento più impegnativo».

Risultato: la Sisa chiuse il primo anno d’attività con 575 collegamenti effettuati, 1.589 ore di volo, 238.262 chilometri percorsi, 1.588 passeggeri e 13.470 chilogrammi di merci e bagagli. Nacquero poi nuovi collegamenti aerei: Zara-Ancona-Venezia, Trieste-Fiume-Zara, Trieste-Brioni-Venezia, Trieste-Venezia-Pavia-Genova e ancora Ancona-Zara, Fiume-Abbazia-Brioni-Venezia. Poi, nel 1933, iniziò il declino della Sisa dovuto non solo alla tecnica, con l’avvento dei nuovi aerei terrestri, ma anche alla politica, con la scelta di dar vita a un’unica compagnia aerea nazionale. «Il 1° maggio del 1934, alla presenza di tutto il personale riunito a Trieste dinanzi all’hangar in ferro realizzato pochi anni prima, il presidente – racconta ancora D’Agostino - salutò tutti i collaboratori, mentre la bandiera della Sisa scendeva dal pennone dell’hangar per essere sostituita da quella della Sam, ovvero la Società aerea mediterranea che avrebbe poi assunto il nome d’Ala Littoria».

Una nuova era si apriva per l’aviazione commerciale italiana, ma erano alle porte nuovi e tragici eventi che avrebbero portato in breve alla cessazione di ogni attività aereo commerciale privata. Al termine del conflitto, nel clima di restaurazione di tutte le attività comprese quelle aeronautiche, Alberto Cosulich, con direttori i nipoti Paolo e Callisto Cosulich, rifondò a Trieste

la Sisa: era il 1947.

Il novantennale della storica impresa sarà festeggiato con una rievocazione storica di grande suggestione che prevede anche l’arrivo di un idrovolante al Molo Audace. Oggi, in Municipio, la presentazione di tutti i dettagli.


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Caro Guido

 Altre interessanti notizie da Trieste !

 

Si, siamo parenti ; questi idrovolanti Cant venivano costruiti nel cantiere navale della Fratelli Cosulich a Monfalcone ;Il nome Cant viene da : Cantieri Aero Navali Trieste .La línea per La Dalmazia toccava anche Lussimpiccolo, e mio Padre , Paolo ( ma non quello nominato nell’articolo ) era uno dei piloti ;dopo la guerra i Fratelli Cosulich riattivarono la  SISA ( Soc Italiana Servizi Aerei ) della quale mio Padre era Presidente ; gli aerei erano i DC3 che si chiamavano I-Varo , I-Mare, I- Luna I-Cosu I-Nave ecc . Anche i famosi Cant-Z ( da Zapata ,l’ing che li progetto ) furono costruiti a Monfalcone ;era tromotori sui quali mio padro volo ‘ durante tutta la guerra . Che ricordi !

Gia da tempo, mio fratello Renzo, che passa spesso da TS cercava di convincere il Municipio di far mettere sul molo dove c’era lo scafo degli aerei, um munumento che ricordasse la SISA che e’ stata la prima societa civile di servizi aerei in Italia ; ma c’era sempre um “ no se pol “ !

Ci vediamo martedi

Abraço

Sergio Cosulich

 

 

Concertos de òrgão com Maestro Silvio Celeghin - 07/04 às 21h

Concertos de òrgão com Maestro Silvio Celeghin - 07/04 às 21h

 

             

La menopausa può durare 30 anni. Nuovo farmaco allevia i sintomi

02/03/2016

La menopausa può durare 30 anni. Nuovo farmaco allevia i sintomi

Novità dalla «Le donne e la menopausa» condotta da GfK Italia per conto di Msd Italia. I risultati presentati al 17° World Congress della Società di ginecologia endocrinologica

Oggi una donna trascorre circa 30 anni, ovvero quasi un terzo della sua vita, in post-menopausa e le over 50 rappresentano oggi il gruppo sociale più numeroso anche in considerazione della maggiore longevità femminile. Ma qual è la reazione delle italiane a questa fase della vita?  


OGNI DONNA REAGISCE A MODO PROPRIO  

 

Le «rassegnate» la tollerano, le «serene» la vivono con tranquillità, ma le «eterne ragazze» e le «performanti» si attivano per trovare soluzioni. A dirlo è la ricerca «Le donne e la menopausa» condotta da GfK Italia per conto di Msd Italia i cui risultati sono stati presentati oggi in occasione del 17° World Congress della Società internazionale di ginecologia endocrinologica (Isge), dove è stato presentato anche un nuovo farmaco per la terapia ormonale sostitutiva.  


Tutte le over 50 sono accomunate dal timore per i sintomi, che possono compromettere la qualità della vita a breve, medio e lungo termine. Sono le vampate di calore i più fastidiosi (55% delle donne ne soffre), seguite dall’aumento di peso (ne ha esperienza il 40%), l’impatto sul sonno (31%), gli effetti negativi sull’umore (23%), le problematiche legate alla sessualità (secchezza vaginale 29%, calo del desiderio 29%, difficoltà nei rapporti sessuali 11%).  


QUASI NESSUNA SI ATTIVA PER TROVARE SOLUZIONI  

Nonostante l’impatto dei sintomi, solo un quarto delle donne in menopausa si attiva per trovare soluzioni: il 5% sceglie una terapia ormonale sostitutiva, circa il 10% sceglie un integratore alimentare, l’8% opta per prodotti naturali/omeopatici. Fondamentale il consiglio del ginecologo nella scelta della terapia ormonale: è lui che la consiglia in tre quarti dei casi. Le resistenze a questo tipo di trattamento sono legate prevalentemente al timore di assumere ormoni/farmaci per gestire una condizione considerata fisiologica, al timore di ingrassare, al timore di aumentare il rischio di avere tumori, e più marginalmente, anche a una resistenza da parte del medico. 


CHE COSA SONO I FARMACI SOSTITUTIVI  

Il farmaco è un’associazione tra un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni (Serm), il bazedoxifene, ed estrogeni naturali. Il vantaggio è duplice: con gli estrogeni il farmaco mantiene i benefici della terapia ormonale e con bazedoxifene riduce il rischio di iperplasia endometriale. «Si tratta di un’importante innovazione terapeutica - afferma Andrea Riccardo Genazzani, ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Pisa e presidente Isge - efficace nel contrastare i sintomi correlati alla carenza di estrogeni, indicata per le donne con utero per le quali la terapia progestinica non è appropriata. Si tratta di una combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene». 


«Quindi una terapia ormonale senza progestinico. Gli estrogeni coniugati - aggiunge - rimpiazzano la mancata produzione estrogenica nelle donne in menopausa e alleviano i sintomi menopausali. Poiché gli estrogeni promuovono la crescita dell’endometrio, i loro effetti, se non contrastati, aumentano il rischio di iperplasia e cancro dell’endometrio. Da qui la necessità dell’aggiunta di bazedoxifene, che agisce come antagonista del recettore degli estrogeni nell’utero». La combinazione di estrogeni coniugati e bazedoxifene permetterà a molte donne in post menopausa, per le quali i progestinici non sono appropriati, l’accesso alla terapia.  


Da tempo viene utilizzata la terapia ormonale sostitutiva (Tos) a base di estrogeni e progestinici per tenere sotto controllo e mitigare gli effetti menopausali. Tuttavia il suo profilo di sicurezza e la tollerabilità sono ancora in discussione e secondo quanto emerge dalla ricerca, i motivi per cui non viene usata sono principalmente due: alcune donne non vogliono assumere ormoni e sono contrarie all’utilizzo di farmaci per i sintomi della menopausa, considerata un evento naturale che deve essere accettato


Sull’altro piatto della bilancia, le ragioni che spingono invece le donne che hanno iniziato una Tos a non abbandonare la terapia sono la riduzione dei sintomi, la diminuzione del rischio di osteoporosi e problemi cardiovascolari. Uno dei maggiori fattori che riducono la compliance all’utilizzo della Tos è rappresentato dall’intolleranza al progestinico.  


Adesso, per le donne per le quali la terapia contenente progestinico non è appropriata, grazie a un accordo tra Pfizer e Msd, arriva in Italia Duavive*, il primo di una classe di farmaci, la Tsec, Tissue Selective Estrogen Complex o Complesso estrogenico tessuto-selettivo, in grado di contrastare in modo efficace i più fastidiosi sintomi menopausali: vampate di calore, sudorazioni notturne e qualità del sonno. Problemi che, secondo l’indagine, compromettono il benessere fisico ma anche la sfera sessuale e la vita di relazione. 

 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/03/02/scienza/benessere/la-menopausa-pu-durare-anni-nuovo-farmaco-allevia-i-sintomi-71OAMZZFerByEP9X5XC60N/pagina.html

 

 

A Barge (pv. CN) - L’uomo che vive nella casa che gira: L’ho costruita per stare sempre al sole

L’uomo che vive nella casa che gira: “L’ho costruita per stare sempre al sole”

Nel Cuneese il sogno realizzato di un 80enne: gli amici pensavano fossi pazzo. “La forma a fungo? Avevo poco terreno e volevo godermi la vista sulla pianura”

 

Baciato dai raggi. Michele Beltramone, 80 anni, ex idraulico, ha avuto l’idea della casa che gira montando il palco - rotondo - per il ballo liscio

23/02/2016
andrea garassino
barge (cuneo)

Gira interamente su se stessa seguendo il sole come un girasole, come i ristoranti sulle torri di Berlino, Vienna, Toronto e New York. 

 Ma questa è una casa e qui siamo a Barge, nel Cuneese. Ci abita chi l’ha progettata e costruita 30 anni fa: Michele Beltramone, 81 anni ad agosto, idraulico in pensione («ma lavoro ancora» dice). Titolo di studio: quinta elementare.  

 

Barge, la casa che gira: la storia

 

La «Casa che gira» sembra un incrocio tra un fungo e un’astronave. «Avevo un appezzamento su questo sperone roccioso – dice – da cui si gode di una bella vista sul paese e anche su tutta la pianura fino a Torino e alle Langhe. Volevo un progetto particolare perché qui non c’era una superficie piana estesa. Ne ho parlato con il mio geometra. Dopo aver bevuto qualche bicchiere di vino mi fece notare che il nostro territorio era conosciuto per i funghi e che dovevo pensare ad una casa con quella forma. Allora, ho ribattuto: se girasse su se stessa»? 

 

L’IDEA  

Manca ancora il progetto e passano un paio d’anni. «Nella mia borgata stavamo montando un palco per il ballo liscio – prosegue -, che è rotondo. Mi è tornato in mente il discorso della casa a forma di fungo, rotante. Ho preso un gesso e ho iniziato a disegnare per terra, sulla strada. I miei amici hanno pensato fossi impazzito, ma ho visto dal disegno che la disposizione delle stanze poteva funzionare e ho capito che dovevo darmi da fare e iniziare a costruire». 

 I lavori sono iniziati nel 1983 e sono finiti nel 1986, 30 anni fa «anche se con una casa così non si conclude mai, è sempre un cantiere aperto». 

 Ingranaggi e motore sono un’altra delle creazioni dell’eclettico Beltramone. «Il motore, 2 cavalli, è alimentato a elettricità - spiega -. Consuma pochissimo, come una vecchia lampadina da 100 candele, e permette alla casa di girare su stessa in 56 minuti, ed è la velocità massima, mentre con quella minima la rivoluzione completa si compie in 24 ore. Così, se sto seduto in cucina tutto il giorno, sono sempre baciato dal sole. Ho assemblato pezzi, ingranaggi, rotelle, pulegge, acquistando qualcosa e recuperando altro. All’inizio avevo anche parti di una vecchia Mercedes».  

 

IL PUNTO FERMO  

MCOBER

(Il tetto della casa che gira su se stessa è formato da una cupola in acciaio inox, sotto il quale Michele Beltramone ha piazzato putrelle e tiranti che formano la struttura della casa e le garantiscono solidità)  

 Il «cuore mobile» della casa è nella cantina sottoterra, in mezzo a salami casalinghi e a bottiglie di vino locale. E’ l’unica parte della costruzione che non ruota, si trova esattamente sotto il «piedistallo» ed è lì che c’è anche il cuscinetto composto da 98 sfere, che da solo pesa 30 quintali. Il peso totale dell’edificio è di 4 mila quintali: «Non spiegherò a nessuno come ho fatto a calcolarlo... Ci provino scienziati e i studiosi». 

 L’altezza dell’edificio è di oltre 8 metri. L’abitazione ha un diametro di 16 metri, mentre il «piedistallo» è largo 5. All’interno sono state ricavate 7 stanze, di cui due bagni. Il tetto è formato da una cupola in acciaio inox, sotto il quale ci sono putrelle e tiranti che formano la struttura della casa e le danno solidità. «A un certo punto ho ricevuto un’offerta - ricorda - per vendere: volevano fare di questa casa un club privato, ma ho subito rifiutato. È un progetto unico e non saprei dargli un valore. Avvio la rotazione quando organizziamo cene o feste o quando voglio passare una giornata interamente al sole». 

 Dopo decenni trascorsi nella «Casa che gira» a forma di fungo, Beltramone progettava anche il suo «riposo eterno» in una struttura con le stesse sembianze: «Non ho ottenuto i permessi ma ho costruito ugualmente una tomba unica, disegnata da me, coperta da una cupola semicircolare, sorretta da un’enorme pietra da 160 quintali. La “Casa che gira” resterà ai miei famigliari e decideranno loro che cosa farne». 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/02/23/italia/cronache/luomo-che-vive-nella-casa-che-gira-lho-costruita-per-stare-sempre-al-sole-wlPnZ4koOi4iUJIx6D1fDN/pagina.html

 

 

Giornata mondiale dell’udito: salviamolo con la regola del 60

03/03/2016

Giornata mondiale dell’udito: salviamolo con la regola del 60

Sordità spesso legata a genetica e invecchiamento. A rischio soprattutto i giovani. Attenzione a rumori e musica troppo forti: minuti d’ascolto e decibel da tenere a bada

 

 

 

 

daniele banfi

Oggi è l’International Ear Care Day 2016, la giornata mondiale dedicata alla cura dell’udito. A differenza di quanto si possa pensare i problemi legati a questo fondamentale senso sono molto diffusi. Congeniti o acquisiti questo genere di problemi riguardano il 5% della popolazione mondiale, ovvero 360 milioni di persone. La metà si sarebbero potuti prevenire. A preoccupare sono le nuove generazioni: secondo le stime dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono quasi 32 milioni i bambini con disturbi all’udito. 

 

 

LE CAUSE PRINCIPALI CHE DETERMINANO LA PERDITA DELL’UDITO  

Secondo l’OMS il 40% delle perdite di udito è dovuto a cause genetiche, favorite da fenomeni come il matrimonio tra consanguinei, il 31% è causato da infezioni come morbillo, parotite, rosolia e meningite, il 17% a complicazioni alla nascita e il 4% dall’utilizzo inconsapevole da parte delle donne incinte o dei neonati di farmaci che sono pericolosi per l’udito. «Per prevenire la perdita di udito infantile – spiega Etienen Krug, direttore del dipartimento per le disabilità del prestigioso ente- la vaccinazione regolare, la limitazione dell’accesso ad alcuni farmaci e la riduzione dei livelli di rumore sono fondamentali». 

 

EVITARE ASSOLUTAMENTE I RUMORI ASSORDANTI  

Ed è proprio sul rumore che l’OMS da tempo concentra il proprio sforzo di prevenzione. Sul banco degli imputati, in primis, la musica ascoltata in cuffia ad elevato volume. Una recente ricerca francese ha mostrato che il 67% degli adolescenti ammettere di addormentarsi con la musica nelle orecchie anche in auto e, nel 69% dei casi, anche a letto. Una tendenza preoccupante poiché i giovani, per limitare al massimo i suoni esterni che potrebbero disturbare l’ascolto, tendono ad aumentare il volume a livelli ben oltre il limite e per questo particolarmente dannosi per l’orecchio.  

 

QUANTA MUSICA ASCOLTARE E A CHE VOLUME  

Eppure -il concetto è semplice- più alto il volume e più rapida è la comparsa del danno e la sua entità. I tempi di ascolto considerati sicuri variano con i decibel: otto ore a 85 decibel (il rumore nell’abitacolo di un’automobile), 2 ore e mezza a 90dB (metropolitana), 47 minuti a 95dB, un quarto d’ora a 100dB (treno in transito), 4 minuti a 105Db (un lettore mp3 con il volume al massimo), 28 secondi a 115dB (un concerto rock) e nove secondi a 120Db (una sirena). 

 

LA REGOLA DEL 60  

Per regolarsi con la musica gli esperti consigliano la regola del 60: musica di intensità non superiore a 60 decibel e per non più di 60 minuti al giorno. «Un bambino che fa fatica a sentire può avere difficoltà anche ad imparare a parlare - conclude Etienen Krug-, andare male a scuola ed essere isolato socialmente. Ma questo non deve accadere, abbiamo una serie di strumenti per prevenire, fare diagnosi e curare le perdite di udito».  

Twitter @danielebanfi83 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/03/03/scienza/benessere/giornata-mondiale-delludito-salviamolo-con-la-regola-del-wqkXz5dTW3XaN4yhAmQ84M/pagina.html

 

 

La musicista torinese residente in Svizzera ha fondato e dirige l’Associazione P0URQUOIPAS , che si occupa di sviluppare progetti multimediali innovativi ed eventi artistici a scopi sociali

23 FEBBRAIO 2016

 

Debutto alla Carnegie Hall di New York per la violinista italiana Irene Abrigo

La musicista torinese residente in Svizzera ha fondato e dirige  l’Associazione “Pourquoipas” , che si occupa di sviluppare progetti multimediali innovativi ed eventi artistici a scopi sociali

 

Piena di talento, di fantasia e di energia comunicativa, vincitrice di numerosi concorsi internazionali e del Premio Respighi 2015, la violinista italiana Irene Abrigo, torinese di nascita,ora residente in Svizzera, ha debuttato da solista nel mese di gennaio 2016 in Brasile nel Festival Musica Nas Montana, per la prima esecuzione sudamericana del Concerto di Ottorino Respighi n.1 e nel febbraio 2016, alla Carnegie Hall con la Chamber Orchestra of New York sotto la direzione di Salvatore di Vittorio. (Prima esecuzione newyorkese del concerto per violino e orchestra del compositore belga Dirk Brossé “Black, White and in Between”)

Fortemente convinta della responsabilita sociale dell'arte, Irene ha fondato nel 2015 l'Associazione “Pourquoipas” di cui è direttrice artistica, che si occupa di sviluppare progetti multimediali innovativi ed eventi artistici a scopi sociali.

Da dov'è nato il progetto Pourquoipas?

Pourquoipas nasce dall'idea di creare progetti artistici per sostenere l'arte e l'educazione. Oggi è necessario adattare la musica e la cultura classica nel nostro tempo per attirare i più giovani, ed è un potente mezzo per promuovere l'arte e l'educazione, coinvolgendo un pubblico più ampio.

La filosofia dell'associazione Pourquoipas si basa sull'idea che tutto è possibile, se ci si dedica con dinamismo, trasparenza, professionalità e passione, e che l'istruzione e l'esperienza artistica siano una scuola di vita, e una significativa chiave di sviluppo sociale.

Qual è la missione di Pourquoipas e in che cosa è un progetto unico nel suo genere?

Il nostro obiettivo è quello di offrire o produrre progetti di eccellenza e di innovazione artistica, in collaborazione con fondazioni, teatri, orchestre, festival che condividono i nostri stessi principi.

Suonare sostenendo valori umani crea, tra i musicisti, un'energia ed un impegno profondo, che rende il risultato unico. Pourquoipas Virtuosi, la nostra orchestra, riunisce solisti, musicisti da camera e brillanti orchestrali, che si ritrovano a condividere le loro esperienze di vita artistica con questo obiettivo comune.

Come hai vissuto questo inizio d'anno 2016?

E’ stato un inizio d'anno piuttosto pieno. In primo luogo il mio debutto in Brasile a Poco de Caldas, nella regione di Minas Gerais, con la prima esecuzione sudamericana del primo concerto per violino di Ottorino Respighi. Ho incontrato alcuni grandi musicisti, trascorso due settimane meravigliose e sperimentato un po' la grandezza della natura brasiliana, di cui avevo sentito parlare molto. Amo questo concerto n.1 in la maggiore di Respighi: è un lavoro pieno di freschezza e innovazione, pur mantenendo molti riferimenti al passato (Dvorak e Brahms, per esempio).

A gennaio sei anche andata in India, per la Fondazione Ciao Kids. Ce ne vuoi parlare ?

Madeleine Murray-Robertson (violinista e co-fondatrice di Pourquoipas) ed io abbiamo deciso di sostenere con la nostra musica la Fondazione svizzera ‘Ciao Kids’, che aiuta bambini dell'India del Sud. Ci siamo così recate a Mysore (a sud di Bangalore) per una settimana, per suonare durante l'inaugurazione di due nuove scuole, fissata per il 27 gennaio, appena due giorni dopo la fine del Festival in Brasile... Con questi nuovi edifici, Ciao Kids può ora sostenere l'educazione di circa 500 bambini. Un'esperienza indimenticabile!

Dopo il Brasile e l'India, dunque, sei volata a New York per debuttare alla Carnegie Hall. Che atmosfera hai trovato e come hai vissuto questo importante momento per la tua carriera ?

Sin dal primo contatto ho stretto un ottimo rapporto con la Chamber Orchestra of New York, e il suo direttore Salvatore Di Vittorio; l'incontro con il compositore belga Dirk Brossé, autore del concerto per violino che ho suonato come première newyorkese, mi ha ispirato ancora di più nella mia interpretazione. E' stato proprio Brossé a dirigere il suo “Black, White and in Between”, che racconta la storia di una persona molto determinata, che cerca a tutti i costi la verità, fino a che non si rende conto che la verità è mutevole... una storia che sento molto mia. Il concerto alla Carnegie Hall è stato un grande successo, tutto esaurito, e abbiamo avuto alcune belle recensioni sui media belgi. Al concerto erano presenti autorità e giornalisti italiani e svizzeri, come ad esempio il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, Tiziana Ferrario inviata della Rai, rappresentanti dell'Italia all'Onu, e il direttore della sezione culturale dell'Ambasciata Svizzera a New York. Sono stata molto felice perché ora rappresento due Paesi, e in particolare sono molto grata alla Svizzera per la formazione artistica e le opportunità che mi offre. A Losanna mi sento ormai di casa. (Stéphanie Laurent/Inform)

 

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA  -  EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it  -  ANNO LV N. 36       

 

 

L'Oscar a Morricone

Pubblicato il 29 febbraio 2016

 

L'Oscar a Morricone. "Non c'è grande musica senza grande film". Finalmente DiCaprio

OSCAR

L'Oscar a Morricone. "Non c'è grande musica senza grande film".

Ennio Morricone trionfa nella notte degli Oscar. Dopo cinque nomination andate a vuoto e un Oscar alla carriera nel 2007 il maestro ottantasettenne ha finalmente conquistato la statuetta per la colonna sonora di un film, il western politico di Quentin Tarantino The Hateful Eight. Standing ovation per il musicista italiano che è salito sul palco accompagnato dal figlio Giovanni, ha abbracciato Quincy Jones (che lo ha chiamato "fratellino") e, profondamente commosso, ha detto: "Buonasera signori, ringrazio l'Academy per il prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri candidati e in particolare allo stimato John Williams. Non c'è musica importante se non c'è un grande film che la ispiri, ringrazio quindi Quentin Tarantino per avermi scelto e il produttore Harvey Weinstein e tutta la troupe del film. Dedico questa musica e questa vittoria a mia moglie Maria".

Candidato per sei colonne sonore: quella di I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, di Mission di Roland Joffé (1986) (la delusione più cocente secondo lo stesso musicista), Gli intoccabili di Brian De Palma l'anno seguente, Bugsy di Barry Levinson (1991) e Malèna di Giuseppe Tornatore nel 2001 e infine con The Hateful Eight di Quentin Tarantino il maestro italiano ha trionfato nella notte delle stelle.

 

Il compositore italiano ha battuto rivali temibilissimi come il cinque volte premiato John Williams (50 nomination) per Star Wars: il risveglio della Forza (che lo ha accarezzato mentre gli passava accanto salendo sul palco); Thomas Newman per Il ponte delle spie (tredici nomination andate tutte a vuoto), Carter Burwell per Carol e Jóhann Jóhannsson per Sicario. Due giorni dopo la stella sulla Walk of Fame (tredicesimo italiano) l'Oscar arriva a coronamento di un anno veramente speciale per il maestro che quest'anno festeggia sessant'anni di carriera.

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E' la prima volta che Ennio Morricone firma l'intera colonna sonora di un film per Tarantino, il regista è riuscito a convincerlo in maggio quando è venuto in Italia per ritirare i premi Donatello vinti in passato. In passato Tarantino era stato costretto a "rubare" pezzi da altri film del passato, un inseguimento durato una decina di anni da quando nella colonna sonora di Kill Bill Vol. 1 fu inserito un brano che il maestro aveva scritto per il western di Giulio Petroni del 1966 Da uomo a uomo fino all'exploit di Bastardi senza gloria nel quale vennero inseriti ben otto brani da colonne sonore precedenti.

Il maestro ottantasettenne, autore di centinaia di colonne sonore dai film di Sergio Leone alla lunga collaborazione con Giuseppe Tornatore, firma la musica di "The Hateful Eight" di Quentin Tarantino. Per il regista di "Pulp Fiction" è stato il coronamento di un sogno visto che in passato Tarantino aveva utilizzato la musica di Morricone ma scritta per altri film. Fresco vincitore del Golden Globe ha ottenuto la sua sesta nomination agli Oscar. Nel 2007 ha avuto l'Academy Award alla carriera.

 

da: http://www.repubblica.it/speciali/cinema/oscar/edizione2016/2016/02/29/news/oscar_2016-134439776/?ref=HRER1-1

 

 

Fabula Rasa al Teatro Vittoria - Unione Musicale di Torino domenica 28 e lunedì 29 febbraio


Fabula Rasa al Teatro Vittoria - Unione Musicale di Torino domenica 28 e lunedì 29 febbraio

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FABULA RASA

Parole e musiche à la carte


Teatro Vittoria - Unione Musicale Torino

Via Antonio Gramsci, 4, Torino
domenica 28 febbraio ore 16
lunedì 29 febbraio ore 10.30

 

Doppio appuntamento con Fabual Rasa - Parole e musiche à la carte

 coinvolgente spettacolo interattivo, ogni volta unico e irripetibile.

Le note e le parole si inseguono, si scontrano e si incontrano, duellano, danzano, si corteggiano e si sposano attraverso una carrellata di fiabe e canzoni, da Gianni Rodari a Paolo Conte, dai Fratelli Grimm ad Angelo Branduardi.

 

 Biglietti 

€ 12 intero adulti | € 3 ridotto under 13

 

 

Nuovo premio per Morricone, vince a Londra il sesto Bafta

14/02/2016

Nuovo premio per Morricone, vince a Londra il sesto Bafta

Premio del cinema britannico per la colonna sonora di «Hateful Eight», l’ultimo film di Quentin Tarantino

 

Ancora un premio per Ennio Morricone: l’87enne compositore ha vinto oggi a Londra il suo sesto Bafta, premio del cinema britannico, per la colonna sonora di «Hateful Eight», l’ultimo film di Quentin Tarantino. Una partitura per la quale Morricone è anche candidato all’Oscar. Il sesto Bafta della sua carriera giunge quindicini anni dopo l’ultimo che era del 1991 per «Nuovo cinema Paradiso». I precedenti Bafta erano stati consegnati al maestro per «I giorni del cielo» (1980), «C’era una volta in America» (1985), «Mission» (1987) e «Gli intoccabili». 

 

Morricone ha vinto il Bafta ogni volta che è stato nominato. Non così per l’Oscar: ne ha ricevuto solo uno, alla carriera nel 2007, nonostante le sei nomination. 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/02/14/spettacoli/nuovo-premio-per-morricone-vince-a-londra-il-sesto-bafta-HiBjer2EoVDSe1pv30Kl2J/pagina.html

 

 

Parkinson, così insegneremo ai neuroni ad accettare il placebo al posto dei farmaci


Parkinson, così insegneremo ai neuroni ad accettare il placebo al posto dei farmaci

Studio torinese per misurare l’effetto sul talamo. Obiettivo: diminuire le dosi di farmaco nei malati. Durante l’esperimento si sono avuti miglioramenti nei disturbi motori
 
nicla panciera

Sempre più studiato, il placebo non smette di sorprenderci: è possibile insegnare ai neuroni dei pazienti affetti da malattia di Parkinson a rispondere al placebo al fine di giungere ad un possibile trattamento per ridurre l’assunzione quotidiana dei farmaci. Il meccanismo attraverso cui si induce l’effetto placebo, nel quale i neuroni talamici aumentano la loro attività con l’effetto clinico di un’evidente riduzione della rigidità muscolare, è quello del «condizionamento farmacologico, ovvero si sfrutta la traccia mnemonica che viene lasciata dal farmaco somministrato» spiega il professore Fabrizio Benedetti, ordinario di Neurofisiologia e Fisiologia Umana all’Università degli Studi di Torino e all’Istituto Nazionale di Neuroscienze, pioniere degli studi sul placebo e alla guida del team di neuroscienziati torinesi che hanno condotto lo studio. L’effetto elettrofisiologico e clinico compare dando al paziente una soluzione salina dopo una o più iniezioni di apomorfina, farmaco dopaminergico antiparkinsoniano. 

 

Insegnare ai neuroni il placebo  

 Da tempo si sa che il placebo, inducendo un rilascio di dopamina nello striato e cambiando l’attività neurale nel talamo e nei nuclei subtalamici, porta ad un miglioramento dei sintomi motori del Parkinson. Nello studio, apparso sulla rivista The Journal of Physiology, il gruppo torinese ha potuto controllare il meccanismo registrando l’attività dei singoli neuroni (single cell recording) nel talamo di 42 pazienti parkinsoniani nel corso dell’intervento chirurgico di impianto degli elettrodi per la stimolazione cerebrale profonda (DBS). I pazienti sono stati suddivisi in sei gruppi, sulla base del trattamento somministrato prima dell’operazione (nessun trattamento, il placebo oppure 2 mg di apomorfina per 1, 2, 3 o 4 giorni). 

 Proprio la misurazione elettrofisiologica del segnale elettrico nel talamo, durante l’intervento in awake (con paziente sveglio), ha mostrato l’assenza di effetto placebo in chi non aveva mai assunto l’apomorfina e invece un aumento dell’attività talamica in risposta alla soluzione salina, e un miglioramento dei sintomi motori, in coloro che erano andati incontro a precondizionamento con il farmaco. L’ampiezza e la durata dell’effetto sono stati tanto maggiori quanto più numerose erano state le iniezioni di apomorfina, spiega Benedetti: «Dopo 4 giorni di trattamento con apomorfina a 2mg, l’effetto di miglioramento dei sintomi è durato 48 ore».  

 

Una memoria di breve durata  

Le parola chiave è infatti apprendimento. «Affinché l’effetto placebo possa manifestarsi non basta l’aspettativa, ovvero la credenza che funzioni, come si pensava un tempo ma devo avere esperienze che lo confermino», spiega il professore. Infatti, alla prima somministrazione del placebo i neuroni talamici rispondono pochissimo. Ma con l’apprendimento associativo anche i non-responders possono diventare responders. La speranza dei ricercatori è di allungare la «memoria» dei neuroni aumentando il numero di somministrazioni per avere un effetto di lungo periodo. 

 

Le auspicabili ricadute cliniche  

Il placebo si conferma un fenomeno neurofisiologico complesso e misurabile che coinvolge le aree frontali e quelle subcorticali del cervello. Proprio il gruppo di Benedetti aveva dimostrato nel 2004 in uno studio sui parkinsoniani apparso su Nature che era possibile descrivere la risposta al placebo di singoli neuroni talamici. 

 E nel caso di altre condizioni, come il dolore cronico, ha mostrato che è possibile ridurre le dosi del farmaco sfruttando opportunamente l’effetto placebo, ad esempio ricorrendo ad un protocollo alternato che sfrutti l’apprendimento, con somministrazioni combinate del tipo farmaco-farmaco-placebo e di nuovo farmaco-farmaco-placebo.  

 «Già negli Anni 90 e 2000 abbiamo dimostrato che questo tipo di protocollo permette una riduzione della somministrazione di antidolorifici narcotici» spiega il professore, per il quale ora l’obiettivo è quello di giungere agli stessi risultati anche con il Parkinson. Per quanto, ammette, «la reale applicazione clinica è ancora da dimostrare.» La vera sfida sta nel tentare di andare oltre le 24 e 48 ore – la durata dell’effetto placebo – per giungere ad un effetto più duraturo.

 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/02/10/scienza/benessere/parkinson-cos-insegneremo-ai-neuroni-ad-accettare-il-placebo-al-posto-dei-farmaci-MMakFaMfBLi4nKiUsLgMUK/pagina.html

 

 

Perchè il 29, 30 e 31 gennaio sono detti i Giorni della merla?

Pubblicato: 29 Gennaio 2016

 

Perchè il 29, 30 e 31 sono detti i Giorni della merla?

 


Da dove trae origine questa credenza, entrata oramai a far parte della vita di tutti noi?

Molte sono le versione che spiegano l’origine di questa leggenda, alcuni simili altre assi diverse, ma che vedono in tutte un unico protagonista: una Merla.

La tradizione vuole che il 29-30-31 di Gennaio, gli ultimi tre giorni di questo primo mese dell’anno, vengano ricordati come i “giorni o dì della Merla”, ad indicare uno tra i periodi più freddi dell’inverno.

Tanto freddi che perfino la Merla, che un tempo aveva il piumaggio bianco, per riscaldarsi andò a ripararsi in un camino,Il suo manto,dopo i tre giorni trascorsi nel camino, divenne grigio per la fuliggine e da allora rimase di tale colore.

Forse la leggenda della Merla nacque in un'epoca in cui gennaio era molto più freddo di oggi, o forse la gente sofferente già per due mesi di freddo, aveva la sensazione che il 'cuore' dell'inverno fosse il periodo più freddo dell'anno. 

Statisticamente, dopo il 10 di gennaio le temperatura tendono ad aumentare e numeri alla mano, oggi non è più così.

I "giorni della merla" sono giorni nei quali, attraverso dei segni, è possibile capire quale sarà il clima dell'intero anno: si dice infatti che, se questi giorni sono freddi, la primavera sarà mite e bella, mentre, se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo. 

   

         da: http://atnews.it/curiosita/6517-perche-il-29-30-e-31-gennaio-sono-detti-i-giorni-della-merla.html

    

          

All'ICIB: CURSO DE LÍNGUA ITALIANA NAS FÉRIAS

 

 

 

MATRÍCULAS ABERTAS PARA OS CURSOS DE 2016

 

CURSO DE LÍNGUA ITALIANA NAS FÉRIAS

SUPERINTENSIVO de JANEIRO:

de 12 de janeiro a 02 de fevereiro

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INTENSIVO de JANEIRO:

de 13 de janeiro a 09 de março

Desconto especial até 08/01/2016!


SUPERINTENSIVO de FEVEREIRO:

de 11 de fevereiro a 02 de março

Desconto especial até 05/02/2016!

 

CURSO DE LÍNGUA ITALIANA EM MARÇO

INTENSIVO de MARÇO:
de 14 de março a 06 de maio
Desconto especial até 05/03/16!

REGULAR de MARÇO:
a partir de 11 de março
Desconto especial até 05/03/16!

 

 

MAIS INFORMAÇÕES:

Secretaria de cursos
De segunda a sexta, das 8:30hs às 20hs
e aos sábados (no período letivo) das 9hs às12hs.
Rua Frei Caneca, n. 1071 - Cerqueira César, São Paulo – SP
(próximo ao metrô Consolação).
Telefone: (11) 3285-6933 – Fax: (11) 3287-0516
www.icib.com.br / cursos@icib.org.br

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Mondovì (CN): Ritrova dopo 25 anni i suoi angeli-carabinieri che gli salvarono la vita

 

 

Ritrova dopo 25 anni i suoi angeli-carabinieri che gli salvarono la vita.

Il 16 dicembre 1987, in una serata nebbiosa con visibilità massima 0/5 mt -  così recita il bollettino meteo dell’epoca – lungo la strada statale che porta dal torinese nella Granda nel comune di Carignano (TO) avvenne un violento scontro frontale fra due auto.

Il bilancio fu tragico: tre feriti gravi ed un morto sul colpo, ma soprattutto un veicolo in fiamme nel quale, privo di sensi ed incastrato, vi era uno dei tre feriti.

Le persone accorse sul posto, tramite il telefono di una vicina area di servizio allertarono i Carabinieri, ma nessuno dei presenti trovò il coraggio d’intervenire: l’auto era in fiamme e tutti temettero di restare coinvolti in quella che sembrava sempre di più un’imminente esplosione.

La pattuglia della Stazione Carabinieri di Carignano era poco distante e venne dirottata sul posto. Due/tre minuti, dissero i testimoni, e due ragazzi dell’Arma arrivarono sul posto. Erano giovani e con poca esperienza - di 22 e 24 anni ed in totale non avevano dieci anni di servizio - ma capirono che non si doveva perdere tempo. I due militari divelsero la portiera dell’auto usando altri rottami lì presenti ed estrassero, malconcio ma ancora vivo un ferito. Iniziarono a trascinarlo distante, giunti in prossimità della scarpata della strada puntuale arrivò l’esplosione del serbatoio della vettura: la fiammata lambì i tre parzialmente investendoli poiché provvidenzialmente si erano gettati nella scarpata; per puro miracolo si salvarono.

Per il loro gesto di eroismo i due militari vennero insigniti della medaglia di bronzo al valor civile con questa motivazione: “intervenuto unitamente a parigrado a seguito di grave incidente stradale, con fredda determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava a forzare la portiera di una vettura in fiamme, riuscendo a trarre in salvo una persona priva di sensi rimastavi imprigionata all’interno” .

La persona salvata era un impiegato della SIP in procinto di trasferirsi da Torino a Cuneo con la moglie e due figli in tenera età. Negli anni a seguire diventa uno dei massimi dirigenti della Telecom, ha una terza figlia e riesce ad aiutare concretamente anche la famiglia sconvolta dalla tragedia dalla quale lui è invece scampato. Sin da subito il miracolato – come lui si definisce - cerca dei suoi due angeli custodi vestiti da carabiniere – come lui li chiama - per ringraziarli di persona, ma sono gli anni di piombo ed avere notizie di un carabiniere non è cosa facile, anzi anche per lui diventa impossibile. Negli anni ci prova ancora, ma l’esito alle sue domande è sempre lo stesso: non sappiamo dove siano… forse non sono più in servizio…..

L’uomo è ora in pensione e la figlia più piccola - quella che non sarebbe nata se lui non fosse stato salvato dai due carabinieri - gli promette di aiutarlo a rintracciare i suoi salvatori. Tramite un social forum ne rintraccia uno che, una volta contattato - dopo un’iniziale diffidenza – gli da i riferimenti per trovare anche l’altro commilitone.

Siamo alla mattinata scorsa, ed il Dott. Mario Perla, pensionato Telecom di Boves (CN) suona alla Caserma di Mondovì (CN) e chiede del carabiniere Matteo Russo. I due si incontrano, si ritrovano e si commuovono: dopo ventotto anni, l’uomo salvato da morte certa che non ha mai smesso di cercarlo, ritrova il giovane carabiniere, ora brigadiere, per dirgli semplicemente: Grazie.

In primavera anche l’altro angelo in uniforme, ora brigadiere e capo equipaggio al Nucleo Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni, grosso centro del brindisino, Carmelo Deviciente, verrà nella provincia Granda: finalmente tutti i protagonisti di questa bella storia s’incontreranno.

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da: http://www.vocepinerolese.it/articoli/2015-12-23/ritrova-dopo-25-anni-suoi-angeli-carabinieri-che-salvarono-vita-8403

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ASOCIACIÓN CIVIL "AMIGOS DEL BIEN" SAN FRANCISCO: CONCIERTO DE FIN DE AÑO

 

 

ASOCIACIÓN CIVIL "AMIGOS DEL BIEN" SAN FRANCISCO
 
PRESENTA
 
CONCIERTO  DE  FIN  DE  AÑO
 
EN ADHESIÓN A LOS 10 AÑOS DE ACTIVIDAD DE LA
 
AGRUPACIÓN CORAL "EMIGRANTI"
Dependiente de la Soc. Italiana de San Francisco
 
A CARGO DE:
 
BANDA  MUNICIPAL DE SAN FRANCISCO
 
 
AGRUPACIÓN CORAL "EMIGRANTI"
 
CORO COMUNAL DE "MARÍA JUANA"
 
AGRUPACIÓN CORAL "RAFAELA CANTA"
 
 
 Domingo 13 de diciembre - 20.-- hs.
  
 AUDITORIO "AMIGOS DEL BIEN"
  
Av. Libertador (s) 246
  
  
 
Entrada Libre y Gratuita
 
Se aceptan elementos de higiene personal para donar a Entidades de Bién Público.
 

 

 

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Música no MCB: Orquestra Pinheiro e Coral ECP no concerto

 

Música no MCB: Orquestra Pinheiro e Coral ECP no concerto "Tempo de Natal"

 

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APRESETANÇÃO DO CORAL SAPORE D'ITALIA no dia 09 de dezembro

APRESETANÇÃO DO CORAL SAPORE D'ITALIA

ESTAÇÕES DO METRÔ RECEBEM 51 CORAIS DE NATAL EM DEZEMBRO

 


Durante o mês de Dezembro o Projeto Canto Coral de Natal realizará a sua 22ª edição em diversas estações metroviárias.

 

O evento começa na segunda-feira, dia 1º, e vai até o dia 12 de dezembro. Neste ano, nas estações selecionadas, cinquenta e um corais natalinos farão as clássicas apresentações de Natal nos minipalcos instalados.

 

CORAL SAPORE D 'ITALIA irá se apresentar no dia 09 de dezembro às 13:20 hs. Na Estação Tatuapé.

 

Circolo Sociale Calabrese di San Paolo

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Alessandria: Voglia di teatro? Alla Ristorazione Sociale la musica brasiliana

02/12/2015

 

Alessandria

"Voglia di teatro"? Alla Ristorazione Sociale la musica brasiliana

Giovedì 3 dicembre Chocochoro, quattro musicisti che presenteranno ogni brano raccontandone l'origine e dando interessanti aneddoti
ALESSANDRIA - L'appuntamento di giovedì 3 dicembre per Voglia di Teatro è con un concerto di musica brasiliana, lo Choro, musica con un forte elemento improvvisativo, antecedente alla Bossa Nova. I quattro musicisti (flauto traverso, chitarra a sette corde, mandolino brasiliano a dieci corde e pandeiro) presenteranno ogni brano, raccontandone l'origine e dando interessanti aneddoti. L'appuntamento è alle 21,30 alla Ristorazione Sociale, in viale Milite Ignoto 1/a con ingresso a offerta (a partire da 5 euro). Prima dello spettacolo, prenotando entro mercoledì al numero 3292329806, è possibile gustare alla Ristorazione la Fejolada per 5 euro dalle 20 alle 21:15.

Marco Moro, Fabrizio Forte, Filippo Gambetta e Piero Leone presenteranno il nuovo cd del gruppo, di recente pubblicazione. ChocoChoro è un nuovo progetto dedicato alla musica strumentale carioca. Flauto, chitarra 7 corde, bandolim e pandeiro sono gli ingredienti di questo viaggio alla scoperta della musica da cui hanno avutoorigine il samba e la bossanova.

Lo Choro è considerato il primo genere musicale urbano genuinamente brasiliano. Sembra sia nato attorno al 1870, quando alcuni musicisti di Rio de Janeiro, riunendosi nei suburbi carioca nei quartieri della città, iniziarono a mescolare la struttura armonica di melodie europee come il valzer e la polka, danzate nei saloni di ballo dell’alta società, con ritmi afrobrasiliani e con la musica dei nativi. Ne nacque un nuovo sound soprattutto strumentale e divenne la prima espressione musicale della classe media urbana a Rio de Janeiro, una musica d’improvvisazione, un gioco creativo che necessita di grande abilità.

 

Redazione - redazione@alessandrianews.it

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da: http://www.alessandrianews.it/alessandria/voglia-teatro-ristorazione-sociale-musica-brasiliana-121905.html

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Al Circolo Italiano di san Paolo: Concerto di Natale con l'Orchestra Sinfonica Carlos Gomes

 

 

29/11  -  12:00h

 Concerto di Natale con l'Orchestra Sinfonica Carlos Gomes                   

Domenica 29 novembre p.v., alle ore 12:00, organizzato dalla Commissione Culturale del Circolo Italiano, concerto dell'Orchestra Sinfonica di San Paolo Carlos Gomes nel Salone delle Feste.     Entrata gratis!


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29/11  -  12:00h

Concerto de Natal com a Orquestra  Sinfonica Carlos Gomes                   

Domingo 29 de novembro p.f., às 12:00h, organizado pela Comissão Cultural do Circolo Italiano, concerto da Orquestra Sinfonica Carlos Gomes de São Paulo no Salão de Festas.   Entrada gratuita!

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Operazione dei Carabinieri. - Arrestato un evaso. Tenta di mangiarsi la sua carta d’identità per non essere arrestato

 

 

Tenta di mangiarsi la sua carta d’identità per non essere arrestato.

 

Di Antonio Chiera

 Operazione dei Carabinieri Arrestato un evaso. Tenta di mangiarsi la sua carta d’identità per non essere arrestato

 Pubblichiamo questa notizia per la particolarità del caso.

I carabinieri della Compagnia San Carlo hanno arrestato Luciano Tornabene, 44 anni abitante a Torino, e (sottoposto ai domiciliari), per resistenza a pubblico  ufficiale e per detenzione di un crik, appoggiato sul sedile anteriore della macchina.

In via Caserta angolo via Ceva, durante un posto di controllo, l’uomo è stato fermato alla guida di una macchina, di proprietà della compagna; ha detto ai militari di aver dimenticato i documenti a casa e poi, approfittando di un attimo di distrazione della pattuglia, ha tentato di mangiare la sua carta d’identità per non essere identificato. Sottoposto a perquisizione, Tornabene ha aggredito i militari con calci e pugni. I successivi controlli in banca dati hanno permesso ai militari di appurare che l’arrestato era sottoposto ai domiciliari. Sul sedile anteriore, lato passeggero della macchina, i carabinieri hanno sequestrato un crik.

Foto repertorio

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da: http://www.vocepinerolese.it/articoli/2015-11-16/tenta-mangiarsi-sua-carta-d-identita-non-essere-arrestato-8179

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E allora Dio creò il papà…

 

Dio creò il papà


E allora Dio creò il papà…

Quando Dio creò il papà cominciò disegnando una sagoma piuttosto robusta e alta… Un angelo che svolazzava sbirciò sul foglio e si fermò incuriosito.. Dio si girò e l’angelo “scoperto” arrossendo gli chiese:

– Cosa stai disegnando?

– Questo è un grande progetto… Rispose Dio.

– Che nome gli hai dato? …Chiese l’angelo…

– L’ho chiamato PAPA’… Rispose Dio continuando a disegnare lo schizzo del papà su un foglio….

– P – A – P – A’…. pronunciò l’angelo
– E a cosa servirebbe un papà?
– Un papà interviene per dare aiuto ai propri figli… saprà incoraggiarli nei momenti difficili… saprà coccolarli quando si sentono tristi… giocherà con loro quando tornerà dal lavoro… saprà educarli insegnando cosa è giusto e cosa no…

Dio lavorò tutta la notte dando al padre una voce ferma e autorevole, e disegnò ad uno ad uno ogni lineamento. L’angelo che si era addormentato accanto a Dio, si svegliò di soprassalto e girandosi vide Dio che ancora stava disegnando.
– Stai ancora lavorando al progetto del papà? chiese curioso.
– Sì… rispose Dio con voce dolce e calma – Richiede tempo…
L’angelo sbirciò ancora una volta sul foglio e disse:
– Ma non ti sembra troppo grosso questo papà se poi i bambini li hai fatti così piccoli?
Dio abbozzando un sorriso rispose:
– E’ della grandezza giusta per farli sentire protetti… ma anche per incutere quel po’ di timore perchè non se ne approfittino troppo e lo ascoltino quando insegnerà loro ad essere onesti e rispettosi…
L’angelo proseguì con un’altra domanda:
– Non sono troppo grosse quelle mani?…
– No… rispose Dio continuando il suo disegno… – Sono grandi abbastanza per poterli prendere tra le braccia e farli sentire al sicuro.
– E quelli sono i suoi occhi? Chiese ancora l’angelo indicandoli sul disegno.
– Esatto… rispose Dio… – Occhi che vedono e si accorgono di tutto pur rimanendo calmi e tolleranti…
L’angelo storse il nasino e aggiunse:
– Non ti sembrano un po’ troppo severi…?
– Guardali meglio…. rispose Dio.
Fu allora che l’angioletto si accorse che gli occhi del papà erano velati di lacrime mentre guardava con orgoglio e tenerezza il suo piccolo bambino….

DEDICHIAMO QUESTO RACCONTO A TUTTI I PAPA’, FALLO ANCHE TU PER IL TUO SUPER PAPA’ !

Porto Alegre: Venerdì Culturale - Storia della Canzone Italiana - 06/11/2015

Venerdì Culturale - Storia della Canzone Italiana - 06/11/2015

 

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Concerto do Quinta Essentia Quarteto dia 03/11/15 no Teatro Itália

al Teatro Italia

Concerto do Quinta Essentia Quarteto

Data: terça-feira, 3 de novembro de 2015

Horários: 20:00

Local: Teatro Itália - Av. Ipiranga,344

Organizado por: ISTITUTO ITALIANO DE CULTURA

Em colaboração com: Em colaboração com: Circolo Italiano di San Paolo

ENTRADA FRANCA

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Rive Gauche Concerti: Musiche in Mostra - Gli appuntamenti del 31 ottobre e 1 novembre

 

 

 

Conversa aberta. Uma mensagem não lida.
 
  

Musiche in Mostra - Gli appuntamenti del 31 ottobre e 1 novembre

Rive Gauche Concerti



 




31 ottobre

1 novembre

MUSICHE IN MOSTRA
2015
stile e improvvise-azioni






È dedicato al periodo del simbolismo francese “Pour invoquer pan, dieu du vent”, il concerto del 31 ottobre all’Archivio di Stato di Asti del celebre Duo Petrouchka, formato da Massimo Caselli e Alessandro Barneschi.
Per la XXX edizione di Musiche in Mostra, Rive-Gauche Concerti, in collaborazione con il Circolo Filarmonico Astigiano, torna al contesto cosmopolita che segnò l’ambiente artistico della Parigi di inizio Novecento con il Duo Petrouchka. Il Duo fa la sua prima apparizione in pubblico nel ‘99 in un concerto a Roma. In realtà la sua nascita avviene nell’ambito di una decennale frequentazione didattica. Dopo l’esordio romano, il Duo si è fatto apprezzare per le proprie doti di affinità artistica e espressiva in una serie di importanti recital in Italia e all’estero riscuotendo sempre ottimi riscontri da parte della critica e del pubblico. In programma alcuni capisaldi della letteratura pianistica francese, da Debussy a Ravel a Satie. 
Il concerto si apre con le “Six epigraphes antiques” che appartengono all’ultima stagione creativa di Claude Debussy. È il luglio del 1914, le ultime settimane di pace prima dello scoppio della Grande Guerra, e il compositore sembra aver definitivamente abbandonato quell’isolamento solitario che aveva caratterizzato i suoi anni precedenti. All’amicizia con Debussy si ricollega, tradizionalmente, la composizione “Tre pezzi in forma di pera” di Erik Satie, raccolta-simbolo dello spirito dissacratore del più eccentrico dei compositori del primo Novecento. Le improvvise-azioni si ritrovano nella nuova composizione di Massimo Iamone dedicata al Duo Petrouchka “Et ventus in alis” ed eseguita in prima assoluta. A conclusione la suite di Maurice Ravel “Ma mere l’Oye”, in parte ispirata alle fiabe di Charles Perrault. 
Il 1° novembre il concerto in programma all’Accademia Albertina di Torino “Fratres und Freu(n)de”, di natura squisitamente cameristica, è un intimo viaggio musicale da Mozart ai contemporanei sul filo della tradizione massonica e, in parte, ebraica. A proporlo sono due solisti di rango, il Duo Franco Mezzena & Stefano Giavazzi, attivi su scala internazionale.
Franco Mezzena suona un violino di Antonio Stradivari del 1695. È noto didatta e ha registrato oltre 60 cd e dvd ottenendo consensi dalla critica specializzata con recensioni e copertine sulle principali riviste musicali. Stefano Giavazzi, vincitore di competizioni pianistiche internazionali, vanta una prestigiosa carriera sia da camerista sia da solista in recital e con orchestra. Nel programma “Fratres und Freu(n)de” si parte da Mozart per arrivare ai contemporanei Arvo Pärt, con “Fratres”, e Rita Portera, con la nuova composizione “Freude”, per chiudere con due autori che si ispirano alla tradizione ebraica come Schulhoff e Bloch.
Le esecuzioni del Duo saranno corredate da videoproiezioni e letture di Oliviero Corbetta, nell’ottica del contrappunto tra diverse forme d’arte che caratterizza da una ventina d’anni le programmazioni di Musiche in mostra. Nel corso dell’atelier, il direttore artistico interagirà con il pubblico sui contenuti del programma.
 
SABATO 31 OTTOBRE 
Asti, Archivio di Stato, via Govone 9, ore 21.15
Pour invoquer Pan, dieu du vent 
Duo Petrouchka: Massimo Caselli & Alessandro Barneschi, pianoforte a quattro mani 
Musiche di Debussy, Poulenc, Iamone*, Satie, Ravel
In collaborazione con il Circolo Filarmonico Astigiano

DOMENICA 1 NOVEMBRE
Torino, Accademia Albertina, via Accademia Albertina 8, ore 16.30
Fratres und Freu(n)de
Duo Franco Mezzena & Stefano Giavazzi
Franco Mezzena, violino
Stefano Giavazzi, pianoforte 
Letture di Oliviero Corbetta 
Musiche di Mozart, Pärt, Portera*, Schulhoff, Bloch
In collaborazione con l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

* nuove composizioni



Musiche in Mostra 2015 è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Arti Sceniche 2015, i contributi di Regione Piemonte, Fondazione CRT, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il Conservatorio Vivaldi di Alessandria, l’Associazione Pasquale Anfossi di Genova, il Circolo Filarmonico Astigiano, il Museo del Paesaggio Sonoro, l’associazione La Froja e il patrocinio della Città di Torino.
Musiche in Mostra rientra tra le iniziative di Contemporary Arts Torino + Piemonte ed è parte integrante del progetto NUOVISSIMA. 

 

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No Colégio Dante Alighieri de S.Paulo: Semana da Língua Italiana, Sara Musical italo brasileiro

 

 

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Música: Concerto Lírico com Roberto Scandiuzzi, Maria Luigia Borsi e Orquestra do Theatro São Pedro - 16 e 18/10

Música: Concerto Lírico com Roberto Scandiuzzi, Maria Luigia Borsi e Orquestra do Theatro São Pedro - 16 e 18/10

 

Eugenio Becherucci: Sons inauditos – a música atual de violão na Itália- 13/10/2015

 

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RADIO AGIPA ONLINE: Ël paisan a sëmla la meglia

05/10/2015

 

Ciau Amis e Amise 'd RADIO AGIPA ONLINE
Ël paisan a sëmla la meglia, peuj a speta ch'a nassa, peuj a speta ch'a chërsa, peuj a speta ch'a mura, peuj a la cheuj, peuj a la sfeuja, peuj a la sgron-a, peuj a la macin.a e finalment a peul fe la polenta. Che 'd passiensa e dë speransa ch'a l'ha 'l paisan.

Bon principe dë sman-a 'n compagnia 'd nòsta programassion: www.agipa.net/?id=radio

 

 
Foto de RADIO AGIPA.
 

 

Olá amigos e amigas de rádio agipa online
O camponês semeia o maiz após espera que nasça após espera que cresça, após espera que amadureça, após a colheita, após a deshoja após a desgrana após a muele e finalmente pode fazer a polenta. Quanto paciência e esperança deve ter o camponês.
Bom início de semana na companhia da nossa programação: www.agipa.net/?id=radio

Traduzido automaticamente
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Cari nonni d'Italia oggi è il vostro giorno

Festa dei nonni

 

02.10.2015

Cari nonni d'Italia oggi è il vostro giorno

La festa delle figure famigliari celebrata nel mondo. E anche da un doodle di Google

a.l. 
Festa dei nonni 

Festa dei nonni

Oggi il globo, e insieme a esso anche il portale di ricerca più famoso del mondo, si veste di un abito particolare. Non quello riservato a icone di sangue legate da un rapporto di primo grado. Ma a quelle figure che in seconda battuta, ma spesso anche in prima, ci hanno accompagnato nella vita. Si tratta dei nonni e tutta la società ne celebra l'importanza.

Per Google l'immagine più festosa è quella di un nonno in compagnia della sua schiera di nipoti e intento a pescare. Ma da dove nasce questa festività così importante? Prima di tutto dall'equiparazione tra la festa degli Angeli Custodi, che secondo il calendario avviene ogni 2 ottobre, e quella dedicata ai nonni.

Per altri invece, l'origine di questa festa, nasce nel 1978 negli Stati Uniti d'America per volontà del Presidente Carter. Il capo de governo statunitense, raccolse a quel tempo l'idea di una casalinga del West Virginia Marian McQuade, che madre di quindici figlie e nonna di quaranta nipoti, propose al Presidente di sottolineare pubblicamente il ruolo fondamentale del patto tra generazioni.

Perché lo scopo della festa è proprio quello di creare valore a partire dalle relazioni famigliari. Più esse si muovono in direzioni trasversali, tra genitori e figli, tra figli e figli, tra figli e nonni, più sono in grado di fare rete di fronte a problemi e godere invece delle gioie. Con qualche rito specifico che ne rafforzi il significato.

Per esempio il fiore ufficiale della festa è il Non-ti scordar-di-me. Una pianta che esprime proprio il messaggio di trasversalità tra persone e rapporti intimi. Ma ogni festa che possa dirsi tale, ha anche il proprio inno. "Tu sarai" è la canzone di Walter Bassani scritta nel 2005 per celebrare la festa dei nonni. Poi ci sono le manifestazioni sul territorio, dove accanto ai festeggiamenti, compare il divertimento. Magari addentrandosi nell'universo dei centri anziani, per capire come esso stia cambiando anche nell'immaginario collettivo.

Per questo la Federanziani, organizza delle visite nei centri, per mostrare come essi si stiano evolvendo in quanto a intrattenimento e forme di comunicazione con l'esterno, che possono sempre di più contare sulla tecnologia per svilupparsi. E allora è proprio il caso di fare un grosso augurio ai nonni d'Italia. 

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da: http://www.stile.it/essere/tendenze/articolo/art/cari-nonni-ditalia-oggi-il-vostro-giorno-id-21213/

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1 ottobre giornata mondiale anziani: Italia secondo paese più «vecchio» al mondo e primo in Europa

1 ottobre 2015 (modifica il 1 ottobre 2015 | 12:49)

1 ottobre giornata mondiale anziani

Italia secondo paese più «vecchio»
al mondo e primo in Europa

Dati dell’Oms: entro il 2050 raddoppierà numero degli over 60 nel mondo, già entro il 2020 i «seniors» supereranno in numero i bambini di cinque anni

di Redazione Salute online

(Jpeg Fotoservizi) (Jpeg Fotoservizi)

  L’Italia è il paese «più vecchio» in Europa con il 21,4% dei cittadini over 65 e il 6,4% over 80, è secondo al mondo preceduto solo dal Giappone. Lo rivela un rapporto dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità presentato a Washington alla vigilia della Giornata Internazionale degli Anziani (1 ottobre e il 2 ottobre si celebra in Italia la Festa dei nonni).


2 miliardi di over 60 nel 2050

Il rapporto in generale evidenzia che il nostro mondo sta invecchiando rapidamente. Entro il 2050 raddoppierà il numero degli over 60 - da 900 milioni di oggi due miliardi - , mentre già entro il 2020 i “seniors” supereranno in numero i bambini di cinque anni. Oggi, per la prima volta nella storia, la maggior parte delle persone raggiungono e superano i 60 anni, mentre 125 milioni di persone nel mondo raggiungono gli 80; entro il 2050 la maggior parte di questi - 120 milioni - vivranno in Cina, mentre 434 milioni nel resto mondo.



Il dato italiano

L’Italia, grazie a fattori come l’accessibilità universale e l’alto livello del sistema sanitario tra cui anche i risultati raggiunti nella salute materno-infantile, è al secondo posto per numero di anziani al mondo, in Europa davanti a Germania e Portogallo. Nei prossimi 20 anni Cile, Cina, Iran e Russia avranno una proporzione simile di popolazione anziana come quella del Giappone, il Paese con il più alto tasso di popolazione anziana nel mondo. Le donne costituiscono la maggioranza delle persone anziane e forniscono gran parte della cura familiare per coloro che non possono più prendersi cura di se stessi.


Le sfide da vincere

«L’agenda globale di sviluppo deve adottare cambiamenti in linea con una società più anziana pensando in particolare le donne che costituiscono la porzione più consistente degli “over 60”», dice Flavia Bustreo, vice Direttore Generale dell’Oms per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini. «I 70 anni non sembrano ancora essere diventati i nuovi 60. Ma potrebbe essere così. Anzi, dovrebbe essere così», conclude.
Il rapporto mette in luce tre aree chiave di intervento che richiederanno un cambiamento. La prima è quella di rendere i luoghi in cui viviamo molto più piacevoli e fruibili per le persone anziane. Inoltre, è fondamentale che i sistemi sanitari siano allineati con le esigenze degli anziani: con sistemi in grado di fornire assistenza per le malattie croniche, più frequenti in età avanzata. I governi devono, infine, sviluppare sistemi di assistenza a lungo termine che possano ridurre l’uso improprio dei servizi sanitari e garantire alle persone che vivono i loro ultimi anni di farlo con dignità. «Le famiglie avranno bisogno di sostegno per fornire assistenza, dando maggiore libertà alle donne, che spesso sono anche coloro che si prendono in carico la cura per i familiari più anziani», conclude Flavia Bustreo.

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da: http://www.corriere.it/salute/15_ottobre_01/italia-secondo-paese-piu-vecchio-mondo-primo-europa-2ddb5eb0-6825-11e5-8caa-10c7357f56e4.shtml
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Barra do Garças (508km de Cuiabá): Concerto lírico italiano traz tenores, pianista e quinteto de cordas para evento beneficente



20/08/2015 - 17:00

Concerto lírico italiano traz tenores, pianista e quinteto de cordas para evento beneficente

 

Da Redação - Isabela Mercuri

Foto: Reprodução

Concerto lírico italiano traz tenores, pianista e quinteto de cordas para evento beneficente

Acontece hoje (20), em Barra do Garças (508km de Cuiabá), um Concerto Lírico Italiano. Com a presença de tenores italianos, acompanhados da pianista Denise Trindade e o quinteto de cordas da Orquestra Jovem de Mato Grosso, o evento será beneficente.

Leia mais:

Orquestra de Mato Grosso apresenta espetáculo “A Farsa da Boa preguiça” em companhia de artistas locais
Instalação feita por Coral Infantil e Juvenil integra exposição da artista Capucine Picicaroli em SP

A entrada custa um quilo de alimento não perecível, que será entregue para entidades filantrópicas, ou R$5, que serão revertidos para a reforma do Asilo Lar da Providência, Creches das irmãs Vila Maria, Antônio Marcucci, Associação Luz do Araguaia e outros. O evento é promovido pelo Circolo Italiano, Associação dos Italianos de Barra do Garças e Região.

No evento, se apresentarão a meio-soprano Mônica Tagliasacchi, vencedora do concurso “Luciano Pavarotti International”realizado em Philadelphia, a soprano Daniela Pilotto, o Tenore Crístian Di Gregório, o Basso barítono Walter Bertello, vocalista Sara Bonini, Soprano Marguerita Buri com Tamara Bairro na viola e a clarinetista Simone Arlorio.

O evento tem início às 20h na Arena Porto do Baé, e tem apoio da Assembléia Legislativa, do Governo do Estado, da Prefeitura e Câmara de vereadores da Barra, e parceiros como o Rotary Club e CDL.

Serviço

Concerto Lírico Italiano
Quinta (20)
20h

Arena Porto de Baé - Barra do Garças

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da: http://www.olhardireto.com.br/conceito/noticias/exibir.asp?noticia=Concerto_lirico_italiano_traz_tenores_pianista_e_quinteto_de_cordas_para_evento_beneficente&id=9018

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Come funziona il cerotto che accelera guarigione

03/09/2015

Come funziona il cerotto che accelera guarigione

Rivestito di una particolare sostanza è in grado di attrarre i batteri ed evitare infezioni. Così la ferita si rigenera in fretta

La dottoressa Martina Abrigo che autrice dello studio

 

daniele banfi

Infezioni addio. Per accelerare il processo di guarigione delle ferite ed evitare che i batteri rallentino il processo di cicatrizzazione servirà solamente un cerotto “nanotech”. Ad annunciarlo, sulle pagine della rivista ACS Applied Materials and Interfaces, è un gruppo di ricercatori della Swinburne University of Technology (Australia). Un risultato davvero importante che porta anche i colori del nostro Paese. L’autrice dello studio è Martina Abrigo, scienziata italiana di Treiso –piccolo paese in provincia di Cuneo, laureatasi in ingegneria biomedica presso il Politecnico di Torino. 

 Perché le ferite alle volte non si cicatrizzano?  

Come spiega l’autrice dello studio, «la maggior parte delle ferite guariscono in maniera veloce e spontanea. In alcuni casi però questo processo di “riparazione” si blocca e così le ferite necessitano di molto più tempo per guarire. Una situazione che rende queste persone molto più vulnerabili alle infezioni». Ecco perché gli scienziati australiani hanno messo a punto un sistema in grado di “sequestrare” i microrganismi nella zona della ferita per accelerare così la guarigione ed evitare infezioni. 

 Cerotto speciale in nanofibra  

Per sviluppare la “benda speciale” antibatterica i ricercatori, attraverso una tecnica chiamata elettrospin, sono riusciti nell’impresa di creare un tessuto di nanofibre della grandezza cento volte più piccola di un capello. Una volta prodotto il “cerotto” è stato rivestito con allilammina, un composto in grado di attrarre un gran numero di specie batteriche. Nello studio da poco pubblicato gli scienziati hanno dimostrato che il tessuto in questione –messo a contatto con Staphylococcus aureus, un microrganismo coinvolto in molte infezioni croniche delle ferite- è stato in grado di attrarre i batteri. Allo stato attuale i ricercatori stanno testando –i dati non ancora pubblicati sembrano però confermare il successo- la benda su campioni di cute umana. 

 Applicazioni nell’uomo  

Il prossimo passo sarà ora quello di testare se le bende hanno lo stesso effetto nelle ferite per se vi è una differenza sul tempo di guarigione. Se tutto andrà secondo le prime indicazioni il materiale potrà essere incorporato nelle bende e sfruttato per la cura delle ferite di chi vive in aree remote o di chi è affetto da malattie croniche che espongono ad un alto rischio di infezione. «Ci auguriamo che questo lavoro possa portare allo sviluppo di medicazioni intelligenti in grado di impedire le infezioni» conclude la Abrigo.  

Twitter @danielebanfi83 

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da: http://www.lastampa.it/2015/09/03/scienza/benessere/come-funziona-il-cerotto-che-accelera-guarigione-Q0bW629r4wjsFRYkUpgbLN/pagina.html
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Festival internazionale di organi storici della Valsesia

4 AGOSTO 2015

Dal 5 al 14 agosto

Festival internazionale di organi storici della Valsesia

 

VARALLO SESIA -E’ giunto alla 28^ edizione il “Festival internazionale di organi storici della Valsesia” che propone anche quest’anno un ricco calendario .

Domani, mercoledì 5 agosto alle oe 16,30 l’appuntamento è alla Colleggiata di San Gaudenzio con il concerto della ricorrenza degli 85 anni della costruzione del Grande Organo Mascioni, la cui inconfondibile voce si risuona sotto la volta della chiesa dal 1930. Il concerto sarà tenuto dal maestro Mario Duella che ha scelto un qualificato repertorio per esaltare le risorse timbriche dello strumento.

Il festival intende promuovere il ricco patrimonio di organi storici della Valsesia: il 7 agosto sarà a Sabbia, nella chiesa di S. Maria delle Grazie, sabato 8 agosto a Grignasco nella chiesa di Maria Vergine Assunta, domenica 9 agosto a Scopello nella chiesa della Beata Vergine Assunta, lunedì 10 a Scopa nella chiesa di San Bartolomeo, martedì 11 a Cravagliana nella parrocchia di Brugaro, il 12 agosto a Rastiglione nella chiesa di San Lorenzo, e venerdì 14 agosto a Rassa nella chiesa di Santa Croce. La rassegna ha il sostegno della Regione Piemonte e del ministero dei Beni e e delle attività culturali e del Turismo. (Inform)

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da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it  -  ANNO LIV N. 151     

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Estreia do documentário musical NA HARMONIA DO TEMPO de N. Nannavecchia

 

terça-feira, 4 de agosto de 2015

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Estreia do documentário musical "Na harmonia do tempo" (Itália, 2015 - 84' - de N. Nannavecchia)

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Estreia do documentário musical “Na harmonia do tempo” é um documentário sobre o amor pela música, que entrelaça as experiências de Richard Galliano, o mais completo e renomado músico do mundo na história da sanfona, com os contos de vida de Paolo Gandolfi, um jovem italiano de família camponesa, que nos anos de 1950, com 21 anos de idade, torna-se Campeão Mundial de Sanfona. O diretor e o Maestro Gandolfi estarão presentes no evento.

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Informações

Data: terça-feira, 4 de agosto de 2015

Horários: 19h

Local: Salão do Instituto Italiano de Cultura – Av. Higienópolis, 436

Organizado por: Instituto Italiano de Cultura de São Paulo

Em colaboração com:

Lugares limitados. Reservas: eventi.iicsanpaolo@esteri.it

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La supermemoria di Giovanni Gaio: la sua sindrome ipertimesica stupisce la Scienza

30 luglio 2015

 

La supermemoria di Giovanni Gaio: la sua sindrome ipertimesica stupisce la Scienza

Ingegnere, 32 anni: è un "calendario vivente". I risultati dei test  a cui  si è sottoposto sono stati definiti eccezionali

di JENNER MELETTI

La supermemoria di Giovanni Gaio: la sua sindrome ipertimesica stupisce la Scienza

FELTRE (BELLUNO) -  La pagina del Corriere delle Alpi è appesa al muro, nell'"Antica osteria da Casot". "Giovanni, calendario umano", annuncia il titolo. "Sono io. Giovanni Gaio, anni 32, ingegnere industriale, con sindrome ipertimesica. Significa, semplicemente, super memoria. Sono un uomo che ricorda tutto".

Fino all'altro giorno non sarebbe stato possibile sapere nulla di lui. Teneva nascosta questa sua capacità di "viaggiare nel tempo" ricordando ogni momento della sua vita e "tante cose della vita degli altri". "Il primo ricordo? Avevo quattro anni, nell'agosto 1986 vidi un camion rovesciato in una curva. Secondo ricordo: mio padre che sgrida mio fratello per una brutta pagella a scuola. Era il febbraio 1987. Già da piccolo sapevo di avere qualcosa di speciale. Non riuscivo a capire come i miei compagni, alle elementari, non riuscissero a ricordare certe cose magari successe appena un anno prima. Il 5 ottobre dell'anno scorso mi sono sottoposto a un test dell'università La Sapienza di Roma. Con 81 punti, 27 risposte giuste su 30, sono risultato primo in Italia. La media degli altri era 20 punti. Mi sono tenuto tutto dentro per mesi e mesi. Poi mi sono deciso a raccontare. Vede, la mia autostima è sempre stata molto bassa. Adesso ho capito che essere unico è comunque un valore e allora tanto vale farlo sapere agli altri. Da quando è uscito l'articolo mi hanno chiesto 6 autografi ".

Nella primavera 2004 legge su Le Scienze un articolo sull'ipertimesia (super memoria). Poi ha notizia di una lectio magistralis di James McGaugh, neurologo americano della California Irvine, alla Sapienza di Roma. Il professore racconta la sua ricerca sulla super memoria e l'intenzione di estenderla all'Italia, in collaborazione con la professoressa Patrizia Campolongo. "Anch'io  -  mi sono detto  -  sono un super dotato. Ho mandato una mail alla professoressa per chiedere di essere valutato. L'esame è arrivato, via telefono, alle 14,30 del 5 ottobre 2014. Trenta domande e le prime 3 le ho sbagliate. Mi sono laureato ma non ho mai amato gli esami. Poi sono partito. Ho risposto a tutte le altre 27 domande. Chi era Nicola Calipari? Cos'è successo il 4 luglio 2004? E il 2 maggio 2011?".

Calipari fu ucciso in Iraq, mentre liberava Giuliana Sgrena. Il 4 luglio la Grecia vinse gli Europei, Portogallo  -  Grecia 0 - 1. Il 2 maggio ci fu la morte di Bin Laden. La professoressa mi chiedeva, di ogni data, il giorno della settimana. Era lunedì, era giovedì... Qui la memoria speciale non è necessaria. Basta tenere a mente che ogni 28 anni, dal 1901 a 2099, il ciclo si ripete. Quando ero piccolo anche il Manuale delle giovani marmotte spiegava come fare questi calcoli".

Inutile cercare trappole. Chiedi che giorno era il 15/2/48 e immediatamente risponde "domenica". Più veloce di Google. "Io non devo fare calcoli. Lo so".

Parli di personaggi a caso e lui interviene subito. "Pavarotti? È morto il 6 settembre 2007. Lo ricordo perché il 9 settembre si è giocata la partita Modena  -  Spezia e i canarini avevano il lutto al braccio. Avere una super memoria è un dono e anche una condanna. Vede, siamo qui all'osteria da Casot e io so che la prima volta sono entrato qui il 29 settembre 1994, quando avevo 12 anni e un giorno. Non ho avuto e non ho una vita leggera e allora viaggiare nel tempo a volte mi aiuta. Possono scegliere i pezzi migliori. Il 26 luglio 1992 ero in campeggio con la parrocchia, si giocava a calcio ed io che ero il più piccolo (no, c'era uno più piccolo di me, si chiama T., il suo telefono di casa era...) e comunque ero il più brocco. Ho segnato 3 gol e abbiamo vinto 4 a 1. Potrei fare le radiocronaca di quella partita, rivivo ogni azione. Finalmente ero sulla bocca di tutti. Primo dicembre 1999. Vinco per la terza volta in quattro anni le Olimpiadi di matematica nel mio istituto, l'Itis. La memoria è anche una condanna perché si ricorda il male ricevuto. Se vedo una persona che mi ha fatto soffrire 15 anni fa, rivivo tutto. Non voglio parlarne. Si storpia il cognome, e con Gaio non è difficile, e si continua così, per anni. I bulli scelgono un bersaglio e tutti in gregge dicono: divertiamoci con lui. E allora ti chiudi. Anche dopo l'università, fino ai trent'anni, per uscire di casa dovevo spingermi da solo. Adesso basta, ho deciso di raccontare chi sono. Con quali aspettative? Nessuna. Meglio non illudersi".

Patrizia Campolongo, docente di Farmacologia alla Sapienza, conferma. "L'ingegnere di Feltre è l'unico italiano, fra coloro che si sono proposti per il test, di cui è stata accertata la super memoria autobiografica (Hsam, Highly superior autobiographical memory). Ma non possiamo fare una ricerca scientifica con una sola persona, fra l'altro ci mancano ancora i fondi. Il suo test, davvero eccezionale, è però allo studio del professor James McGaugh. Spero che presto ci sia un esame diretto".

Acqua e menta all'osteria da Casot. "Chi sono io? Non saprei. Una persona singolare, single, poliedrica. Propositiva direi proprio no. Ecco: sono una persona fuori dal mazzo. Ho una memoria eccezionale ma purtroppo non sono un genio. Ho fatto da solo il test sulla sindrome di Asperger, forma leggera di autismo, e ho scoperto di avere un punteggio alto, 170 su 200. Ci sono persone che con quella sindrome hanno abilità particolari, io ho difficoltà nella manualità. Mi consolo pensando ad Albert Einstein, che da giovane lavorava all'ufficio brevetti di Berna e poi diventò Einstein. Mi concedo qualche speranza. Qualche ".

Una borsa piena di ritagli, appunti, qualche foto. "Mi piace questa. Sono io a 16 anni, mi chiamavano Recoba per via dei capelli. Quel gran gol da centro campo? 25 gennaio 1998, Inter  -  Empoli 1 a 1. Ma l'esordio di Recoba avvenne il 31 agosto 1997, Inter  -  Brescia 2 a 1, doppietta dell'uruguaiano. Poco dopo la mezzanotte di quel giorno, a Parigi, nel tunnel sotto il ponte dell'Alma moriva lady Diana. Due giorni dopo..". Passa un amico, P. "Giovanni, ho letto l'articolo. Sei un grande". "Grazie". Poi, sottovoce: "Nel marzo del 1989, alle elementari, mi trattò male. Ricordo, ricordo tutto. Ma proverò a far finta di niente".

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da: http://www.repubblica.it/scienze/2015/07/30/news/giovanni_gaio_la_sua_si_chiama_sindrome_ipertimesica_questo_ingegnere_di_32_anni_e_un_calendario_vivente_i_risultati-120080097/?ref=HREC1-20

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Usare il cellulare davanti ai figli li rende irascibili e disattenti

 

15/07/2015

Usare il cellulare davanti ai figli li rende irascibili e disattenti

Secondo una ricerca il 54% dei figli minorenni ritiene che padri e madri controllano troppo spesso i loro cellulari


paolo mastrolilli

INVIATO A NEW YORK

Non usate in continuazione i cellulari davanti ai vostri figli, ne va della loro salute mentale. Lo sostengono studi condotti dalla compagnia di sicurezza online AVG/Location Labs e da ConsumerWatch, e lo confermano diversi psicologi. Il problema è che i bambini si sentono trascurati, e spesso i genitori diventano più irascibili e disattenti, quando tengono gli occhi puntati sugli smartphone. 

 Secondo i dati di AVG/Location Labs, i l 54% dei figli minorenni ritiene che padri e madri controllano troppo spesso i loro cellulari, e il 32% ha detto che si sente non importante, quando i grandi sono distratti da questi strumenti di comunicazione. ConsumerWatch ci ha aggiunto un rilevamento da playground, dove emerge che p arecchi bambini si sentono “tristi” quando l’attenzione per il telefonino viene prima di loro. 

 Gli psicologi pensano che sia un problema serio, che pesa sullo sviluppo mentale dei figli, ma è anche un fenomeno pericoloso. Infatti la professoressa di Harvard Catherine Steiner Adair ha detto alla Cbs che c’è un aumento del 22% degli incidenti prevenibili di cui sono vittime i bambini, quando i genitori o chi li custodisce sono distratti dai cellulari. 

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da: http://www.lastampa.it/2015/07/15/societa/usare-il-cellulare-davanti-ai-figli-li-rende-irascibili-e-disattenti-J1Ij5QAfuNTUgW2Vm27nbK/pagina.html

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10 grammi di noci al giorno tolgono il medico di torno

12/06/2015

10 grammi di noci al giorno tolgono il medico di torno

Insieme con le arachidi esercitano uno scudo contro varie patologie

Noci e arachidi come scudo contro le principali cause di morte. Il forte effetto protettivo di questi alimenti è stato fotografato da uno studio pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, che conferma un legame tra la loro assunzione e tassi di mortalità più bassi. Nessun effetto benefico, però, per il burro di arachidi, come forse alcuni ghiottoni di questo dolciume avrebbero sperato.  

 Arachidi e noci contengono entrambe vari composti come acidi monoinsaturi e grassi polinsaturi, varie vitamine, fibre, antiossidanti e altri composti bioattivi, che probabilmente contribuiscono a mantenere la nostra salute, spiegano gli esperti. La ricerca è stata condotta utilizzando i dati del Netherlands Cohort Study, attivo dal 1986, su oltre 120.000 olandesi di 55-69 anni, uomini e donne. 

 Il consumo degli alimenti in questione è stato valutato con domande sulla frequenza di assunzione e sulla dimensione delle porzioni di frutta a guscio e burro di arachidi. I ricercatori dell’Università di Maastricht hanno poi analizzato la relazione con la mortalità totale e causa-specifica dal 1986 in poi. 

 Ebbene, gli uomini e le donne che mangiano almeno 10 grammi di noci o arachidi al giorno hanno un minor rischio di morire per alcune importanti cause di morte rispetto alle persone che non ne consumano. La riduzione della mortalità risulta in particolare più forte per malattie respiratorie, neurodegenerative e diabete, seguite da cancro e patologie cardiovascolari.

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da: http://www.lastampa.it/2015/06/12/scienza/benessere/dovete-sapere/grammi-di-noci-al-giorno-tolgono-il-medico-di-torno-LSkDmQbsshZjgltYNAZ4QI/pagina.html

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27 e 28 de junho de 2015. Concerto dell'ensemble Orchestra Roma Tre.



Concerto dell'ensemble Orchestra Roma Tre

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Concerto dell'ensemble Orchestra Roma TreCriada em 2005, a Orchestra é composta principalmente por músicos jovens que cursam ou já cursaram a Università degli Studi Roma Tre. Para atender a qualidade de execução admitem uma integração com jovens elementos externos à Università e com músicos de alto nível. No Brasil pela primeira vez, se apresentarão com o quinteto de cordas composto por: Marco Fiorentini – violino Eunice Cangianiello - violino Lorenzo Rundo - viola Marco Simonacci – violoncelo Alice Belardini Pini – harpa.
No programa: peças de Debussy, Roussel, Menotti.

CALENDÁRIO DAS EXIBIÇÕES:
27/06 ÀS 20:00
LOCAL - AUDITÓRIO DA SECRETARIA DE EDUCAÇÃO RUA LAMARTINE DELAMARE S/N, JACAREÍ - SP

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Informações

Data: domingo, 28 de junho de 2015

Horários: 11h

Local: Theatro São Pedro – Rua Doutor Albuquerque Lins, 207 - Barra Funda

Organizado por: Istituto Italiano di Cultura di San Paolo

Em colaboração com: Theatro São Pedro, Fundação Cultural de Jacarehy José Maria de Abreu e Cia Ópera São Paulo

Entrada franca

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Un asteroide dedicato alla Valle d’Aosta - Il corpo celeste fu scoperto nel 2007 da Albino Carbognani, ricercatore dell’Osservatorio di Saint-Barthélemy

 

15 GIUGNO 2015

Il Minor Planet Center di Harvard ha comunicato che si chiamerà ‘Valléedaoste’

Un asteroide dedicato alla Valle d’Aosta

Il corpo celeste fu scoperto nel 2007 da Albino Carbognani, ricercatore dell’Osservatorio di Saint-Barthélemy

 

AOSTA  - Un asteroide dedicato alla Valle d’Aosta.

Il Minor Planet Center di Harvard, centro internazionale per lo studio dei corpi minori del Sistema Solare, ha comunicato ufficialmente che si chiamerà ‘Valléedaoste’ un asteroide di Fascia Principale scoperto da Albino Carbognani, ricercatore all’Osservatorio Astronomico a Saint-Barthélemy (Aosta). La Valle d’Aosta, dunque, è ora in cielo proprio nella regione di spazio che ospita le “montagne volanti” del sistema solare.

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da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it  -  ANNO LIV N. 115     

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L’ORGANISTA ITALOBRASILIANO CRISTIANO RIZZOTTO IN CONCERTO A ROMA


11/06/2015 - 11:43

L’ORGANISTA ITALOBRASILIANO CRISTIANO RIZZOTTO IN CONCERTO A ROMA

 

L’ORGANISTA ITALOBRASILIANO CRISTIANO RIZZOTTO IN CONCERTO A ROMA

ROMA\ aise\ - Questa sera, giovedì 11 giugno, alle ore 20.00, presso la Chiesa di San Marcello al Corso in Roma si terrà il concerto d'organo del giovane quanto famoso organista brasiliano, ma veneto d'origine, Cristiano Rizzotto. L’evento, ad ingresso libero, avrà in programma brani di Cooman, Bach, Albright, Peters e altri ancora.
Cristiano Rizzotto è un organista con all'attivo varie tournée internazionali. Ha attivamente promosso lo sviluppo di nuova musica per organo. Compositori come Carson Cooman e Antoine Giovannini hanno composto per lui dei brani.
Attualmente sta proseguendo i suoi studi presso l'università dell'Oklahoma ed è sia direttore che organista presso la Chiesa Cattolica di Duncan. In precedenza è stato organista presso l'abbazia benedettina di Rio de Janeiro, che possiede uno dei più antichi organi del Sud America, dove i monaci carioca continuano a mantenere la tradizione del canto e della liturgia dal XVI secolo.
Il suo obiettivo è quello di continuare a migliorare le proprie capacità e sviluppare la cultura dell'organo in Brasile e contribuire ad arricchire lo scenario musicale e liturgico.
(aise)

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da: http://www.aise.info/cinema-teatro-musica/lorganista-italobrasiliano-cristiano-rizzotto-in-concerto-a-roma/39686/1/1/3239

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Come si spiega che...l'inventore della dieta dissociata...l'inventore del jogging...l'inventore della Nutella........

 

 

POIS É....

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A Música no Tempo das Catedrais - Mosteiro de São Bento de São Paulo


26-28 e 29 d3 maio: A Música no Tempo das Catedrais - Mosteiro de São Bento de São Paulo

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No Teatro Paulo Machado de Carvalho: Concertos de A. Nisi e G. Tommaso - Orquestra filarmonica de São Caetano do Sul

Concertos de A. Nisi e G. Tommaso - Orquestra filarmonica de São Caetano do Sul

 

 

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4º Festival de Música e Poesia do Imigrante (migrante)


18 de maio de 2015 14:42

 

Temos a alegria de  comunicar a realização do 4º Festival de Música e Poesia do Imigrante.

Segue panfleto anexo.

Agradecemos pela participação, apoio e divulgação.

Atenciosamente,

Equipe Cami.


 cid:image001.png@01CF9135.FF8B09B0

4º Festival de Música e Poesia do Imigrante (migrante).

Visando fortalecer e promover a cultura popular, a identidade dos imigrantes e  migrantes, o Cami – Centro de Apoio e Pastoral do Migrante está promover o 4º Festival de Música e Poesia do Migrante.

O mesmo está programado para acontecer no dia 06 de setembro de 2015, em parceria com a Praça Kantuta.

Além da promoção das culturas, o festival visa conscientizar as pessoas e as comunidades sobre temas relevantes para uma melhor compreensão e inserção dos imigrantes na sociedade em que vivem. Também tem o objetivo de dar voz e vez aos artistas populares que, muitas vezes, não têm oportunidades de mostrar  seu talento e arte. Ainda visa capacitar pessoas que possam, com seu canto e poesia, ser uma fonte de animação das comunidades fortalecendo a luta por direitos e cidadania.

Dessa forma, convidamos os(as) artistas populares músicos, poetas e poetisas a prepararem, de próprio punho, a música e ou poesia para participar desse importante evento que propiciará a confraternização de diversas culturas, com o espírito de solidariedade, otimismo e cidadania.

O festival terá como tema: Migración, Mujeres e Sociedad 

Quanto ao tema, o/a artista pode abordar sobre a sua própria experiência e história de vida e de migração; pode ser sobre as mulheres e as famílias, do que passam, e ou sobre a comunidade e ou Brasil, país em que atualmente vivem.

Os participantes devem encaminhar à secretaria do Cami uma cópia da letra que deve ser inédita, do próprio punho, para ser pré-avaliada dentro dos temas.

O 4º Festival está aberto para todas as nacionalidades.

Além do reforço da identidade e valorização do multiculturalismo, haverá premiação.

Não perca tempo, prepare-se para participar desta importante manifestação cultural, humanista e democrática.

As inscrições estão abertas até 20 de Agosto de 2015.

Dúvidas: entre em contato com o tel. 11 26945428 ou pelo e-mail: cami.imigrantes@terra.com.br; cami.pastoraldomigrante@gmail.com

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da: CAMI - Centro de Apoio e Pastoral do Migrante

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Spettacolo jazzístico " Emozioni Mediterranée " al Dante Alighierki

21/05/2015

Cari Tutti,


stasera alle ore 21 presso L' Auditorium dela Scuola Dante Aligheri,
Alameda Jaú, 1165 si terrá um grande spettacolo jazzístico " Emozioni
Mediterranée " con Il tenore Lorenzo Licitra, il Maestro Peppe Arezzo
e uno dei piú grandi Saxofonisti al mondo Peppe Cafiso.
L´Ingresso é gratuito.


Vi aspetto,

Antônio Alamia

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L'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e la Film Commission Torino Piemonte presentano “Cinema sotto la Mole”

4 MAGGIO 2015

 

Questa sera e mercoledì 6 maggio

L'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e la Film Commission Torino Piemonte presentano “Cinema sotto la Mole”

 

BRUXELLES - L’attività principale della Film Commission Torino Piemonte è il sostegno alle produzioni cinematografiche e televisive che scelgono di produrre sul territorio piemontese. Sono centinaia le produzioni realizzate in questi anni, tra documentari, videoclip, cortometraggi, fiction TV e lungometraggi per il cinema come Il Divo, Vincere, I demoni di San Pietroburgo, La solitudine dei numeri primi, Anche se è amore non si vede, Maschi Contro Femmine, È nata una Star?, Il Gioiellino, Il Comandante e la Cicogna

In occasione della rassegna “Cinema sotto la Mole” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles - Rue de Livourne 38 - lunedì 4 e mercoledì 6 maggio, doppio appuntamento cinematografico a partire dalle ore 18. Verrà inoltre inaugurato l’allestimento permanente di manifesti di celebri film italiani realizzato grazie alla collaborazione del Museo del Cinema di Torino.

Lunedì 4 maggio, alle ore 18 il documentario La Zuppa del demonio (2014) di Davide Ferrario. La zuppa del demonio è il termine usato da Dino Buzzati per descrivere le lavorazioni nell'altoforno nel documentario del 1964, Il pianeta acciaio. Cinquant'anni dopo, quella definizione è una formidabile immagine per descrivere l'ambigua natura dell'utopia del progresso.

Alle ore 20, il film Patria (2014) di Felice Farina. L'operaio Salvo si arrampica sulla torre della fabbrica dove lavora, per protesta contro il licenziamento, o forse solo per rabbia cieca, minacciando di buttarsi giù. Giorgio, operaio e rappresentante sindacale, anche se di carattere e fede politica del tutto opposti, sale per aiutarlo. Luca, custode ipovedente e autistico, si aggiunge per fare loro compagnia

Mercoledì 6 maggio, alle ore 18 il film Il mondo fino in fondo (2014) di Alessandro Lunardelli. Davide e suo fratello Loris, vivono in un paesino del nord Italia. Figli di un industriale della zona, i due lavorano nella fabbrica di passamaneria di famiglia. Davide ha diciotto anni ed è gay, Loris ha quasi trent'anni e non ha idea che suo fratello sia omosessuale.

Alle ore 20 il film La Sapienza (2014) di Eugene Green. Al termine della proiezione, incontro con uno dei protagonisti del film, Fabrizio Rongione. Nel film di Eugene Green il cinema racconta l'architettura, in questo caso quella dell'architetto barocco Francesco Borromini: (Inform)

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da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA - ANNO LIV N. 86

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it

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Al Circolo Italiano di San Paolo: CONCERTI IN BRASILE 2015: GIANMARIO CAVALLARO, CLARISSA MONTI LETTIERI e PAULO MANDARINO

5 MAGGIO 2015

Al Circolo Italiano di San Paolo:  CONCERTI IN BRASILE 2015: GIANMARIO CAVALLARO, CLARISSA MONTI LETTIERI e PAULO MANDARINO


Cari Amis,

il Circolo Italiano di San  Paolo, l'Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e l'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo presentano Concerti in Brasile 2015 con il Direttore d’Orchestra e Maestro di Coro Gianmario Cavallaro (Novara - IT.), con la soprano CLARISSA MONTI LETTIERI (BR) ed il Tenore PAULO MANDARINO (BR).

 Il concerto avverrà alle ore 20 di martedì 5 maggio p.v. nel Salone delle Feste del Circolo Italiano.

Dopo l'evento il Circolo Italiano offrirá un bocconcino!

PARTECIPATE NUMEROSI

Un caro abbraccio a tutti e cerea, neh!

Cecilia Maria Gasparini - Direttore Segretario Giovanni Manassero - Presidente dell'Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo

Il programma é anche pubblicato nel sito www.piemonte.org.br


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CONCERTI   IN  BRASILE  2015

 

Martedì 5 maggio 2015 - Ore 20:00

 

L’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo, il Circolo Italiano di San Paolo e l’Istituto Italiano di Cultura stanno organizando un concerto con il Direttore d’Orchestra e Maestro di Coro Gianmario Cavallaro e con la partecipazione di una soprano ed um tenore brasiliani per martedí 5 maggio pv.

 

Soprano CLARISSA MONTI LETTIERI (BR)    -    Tenore PAULO MANDARINO (BR)    -   Pianoforte GIANMARIO CAVALLARO (ITA)

 

Salone delle Feste del Circolo Italiano

 

                                                                                      Dopo lo spettacolo seguirà un bocconcino!

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CURRICULUM

 

M° GIANMARIO CAVALLARO

Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere  il  Balletto di Mosca,  debutta al Festival della Versigliana  (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti  formazioni  quali:

l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza, l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile) ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

 

 

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda,  il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. Collabora più volte con l’Orchestra “I Solisti Veneti” diretta da Claudio Scimone.

Realizza concerti  a Milano, Torino, Venezia, Firenze, Roma, Trieste, Mantova, Bergamo, Lucca, Pisa, Salerno, Avellino, al Festival della Versiliana, Torre del Lago, in Sardegna e  in Sicilia…

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia.  Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

 

 

ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000  fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002  fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus.  È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”. 

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra  al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2004 dirige a Torino a  Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”. Nella Capitale ha diretto in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi, 

Ad agosto 2009  il Balletto “Giselle”  al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus. Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano dirige “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

Nello stesso anno è invitato in Brasile per una serie di concerti.

A febbraio 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio dirige il Requiem di Mozart a Roma e i Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO). A novembre 2011 la Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

A maggio 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE. Ad agosto 2012 compie una trasferta in Svezia.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2,  a Lugano presso il Palacongressi dirige La Traviata in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera Madama Butterfly di Puccini in Italia e in Svizzera. Dirige ad Avellino il Lago dei Cigni con il prestigioso Balletto di Mosca. Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Tra gli impegni del 2015 una tournè in Canada e la direzione d’orchestra al Festival Lirico internazionale di Saarema (Estonia).


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CURRICULUM

CLARISSA MONTI LETTIERI

Clarissa Monti Lettieri

Soprano
Clarissa Monti Lettieri 

 

Formação

  •                                                                  Coach: Ricardo Ballestero
  •                                                                  Técnica vocal: Helly-Anne Caran
  •                                                                  Abr/Mai-12: Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma), especialização técnica com Valentina Marraffa
  •                                                                  Masterclass: Eliane Coelho (Jul/13), Giuseppe Sabbattini (Abr/11)
  •                                                                  Professores de canto: Neyde Thomas, Carlos Vial, Luis Tenaglia
  •                                                                  XXV Oficina de Música de Curitiba (Jan/2007)
  •                                                                  EMMSP: 2000-2005

 

Prêmios

III Concurso Jovens Cantores Líricos - Carlos Gomes (Set/10): Finalista

9º Concurso Internacional de Canto Bidú Sayão (Abr/11): Semifinalista

 

Óperas

Lola – Cavalleria Rusticana, P. Mascagni (Ago/12 – Mogi Guaçu)

Mimi – La Bohème, G. Puccini (Dez/10 – São Paulo)

 

Recitais

  • Soprano solista em O Messias de Händel (trechos) no Centro Cultural Banco do Brasil com regência de Karin Uzun (2013)
  • Música no Masp e Sesi de Música (2010 e 2011)
  • XXV Festival de Música de Curitiba, Teatro Guaíra (2007)
  • Quintas Musicais: Biblioteca Municipal Mário de Andrade, Theatro São Pedro e Sala Dinorá de Carvalho (2000 à 2005)
  • Festivais de inverno, Concertos do TLE (Teatro Lírico de Equipe), Festivais de Arte Sacra

 

Concertos

  • 400 anos de São Luis do Maranhão (2012): Orquestra Sinfônica da Paraíba, regência Alberto Dantas
  • La Musica Napoletana in Brasile (2010): Orquestra Filarmonia Santa Catarina, regência Gianmario Cavallaro (Itália)
  • Messe de Minuit pour Nöel de Charpentier (2000): Orquestra de Câmara Paulista

 

Discografia

Cânticos da Salvação Eterna (2011), Celestial Sounds

Cânticos ao Cordeiro de Deus (2010), Celestial Sounds

 

Repertório

Donna Elvira

Don Giovanni

W. Mozart

Ilara

Lo Schiavo

C. Gomes

Liú

Turandot

G. Puccini

Lola

Cavalleria Rusticana

P. Mascagni

Micäela

Carmen

G. Bizet

Mimi e Musetta

La Bohème

G. Puccini

Nedda

Pagliacci

R. Leoncavallo

 

Ein deutsches Requiem, Op. 45

J. Brahms

Requiem, Op. 48

G. Fauré

Stabat Mater

G. Rossini

Wesendonck Lieder

R. Wagner

 

Canções: R. Strauss, H. Duparc, F. Poulanc, R. Hahn, J. Brahms, F. Schubert, F. Mendelssohn, C. Gomes, R. Wagner, W. A. Mozart


 
 
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CURRICULUM

PAULO MANDARINO                  

             

 

Paulo Mandarino

tenor

Com sólida formação musical, Paulo Mandarino destaca-se no cenário lírico como intérprete de personagens que vão do clássico ao verismo. Ganhador da Bolsa Virtuose, concedida pelo Ministério da Cultura a profissionais consagrados, estudou na Accademia Lirica Italiana, em Milão, com o tenor Pier-Miranda Ferraro.

Apresentou-se em concertos nas cidades de Paris, Milão, Roma, Viena e Budapeste.

Em 2015, fará sua estreia no papel título da ópera Oedipus Rex, de Stravinsky e como Arnold em Guilherme Tell, de Rossini, no Theatro São Pedro, em São Paulo.

Alguns de seus papéis principais são Riccardo/Gustavo, em Un Ballo in Maschera; Duca di Mantova, em Rigoletto; Edgardo, em Lucia di Lammermoor; Rodolfo, em La Bohème; Cavaradossi, em Tosca; Pinkerton, em Butterfly; Hoffmann, em Les Contes d´Hoffmann; Idomeneo, na ópera homônima de Mozart. Na música de concerto, tem interpretado o Requiem e Inno delle Nazioni, de Verdi; Stabat Mater e Petite Messe Solennelle , de Rossini e Réquiem, de Berlioz, entre outras obras.

 

 




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Italiano Bartolomeo Cristofori inventou o piano

04/05/2015

Quem inventou o piano? Doodle do Google homenageia criador

Italiano Bartolomeo Cristofori modificou o cravo para dar origem ao piano.

No dia do 360º aniversário do italiano Bartolomeo Cristofori (1655-1731), o Google homenageia nesta segunda-feira (4) o fabricante de instrumentos musicais conhecido como inventor do piano. No Doodle da ferramenta de busca para comemorar a data.

Quando Cristofori se iniciou no mundo da música, o cravo era o instrumento mais popular. Como o instrumento não permitia alterações na intensidade do som, ele buscou alterar sua configuração. Foi na corte de Florença, a convite do príncipe Fernando de Médice, que ele montou o avô dos pianos modernos, em 1709. Chamou de “gravicembalo com piano e forte”, ou “cravo com piano e forte“, em português.

O criador do Doodle, Leon Hong, escolheu “Joy of Man’s Desiring”, de Johann Sebastian Bach, como a música tocada na homenagem.

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da: http://g1.globo.com/tecnologia/noticia/2015/05/quem-inventou-o-piano-doodle-do-google-homenageia-criador.html

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Concerto il 2 maggio - Da Nova Padua (Brasile) a Trichiana la “Banda di Santa Cecilia”

28 APRILE 2015

 

Concerto il 2 maggio

Da Nova Padua (Brasile) a Trichiana la “Banda di Santa Cecilia”

 

BELLUNO - I legami non si cancellano. Soprattutto quelli fatti da profonde radici e che l’emigrazione forzata di fine ‘800 ha cercato di strappare. Dopo oltre un secolo di emigrazione, la dimostrazione di quanto siano forti questi legami sarà data dal concerto della “Banda di Santa Cecilia” della città di Nova Padua, Stato del Rio Grande do Sul (Brasile).

L’evento, organizzato dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, la Famiglia ex emigranti della Sinistra Piave, la Proloco di Trichiana, il Coro polifonico Trichiana e con il patrocinio del Comune di Trichiana, si terrà sabato 2 maggio alle ore 20.30 presso la Sala parrocchiale “San Felice”.

La banda, con molti componenti oriundi veneti, è presente in Veneto da circa una ventina di giorni. La tappa bellunese ha l’obiettivo di far conoscere ai trichianesi, e non solo, l’emigrazione veneta in Brasile raccontata con la musica.

L’ingresso è libero. (Inform)

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da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA - ANNO LIV N. 83

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it                        

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Festa fella Liberazione: Recital lírico da soprano Stefania Bonfadelli

  Por ocasião das celebrações da "Festa della Liberazione"

 

 

Recital lírico da soprano Stefania Bonfadelli

(acompanhada ao piano pelo Maestro André dos Santos)

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Recital lírico da soprano Stefania BonfadelliNascida em Valeggio sul Mincio (próximo a Verona), estreou muito jovem na ópera Lucia di Lammermoor sob a direção de Maurizio Rinaldi, na cidade de Rieti, no Concorso Mattia Battistini. Iniciou sua carreira internacional na Staatsoper de Viena em 1997 com I Puritani. Apresentou-se no Covent Garden de Londres, na Deutche Oper de Berlim, na Staatsoper de Munique, no Ópera de Frankfurt, no La Maestranza em Sevilha, no Bolshjoi de Moscou, entre outros. Obteve grande sucesso apresentando-se sob a direção de Seiji Ozawa, Placido Domingo, Lorin Mazel, Daniel Oren, Riccardo Muti, Zubin Mehta, Bruno Campanella.
Ao lado de Laura Polverelli e Nicoletta Olivieri montou o “Damen trio. Stefania Bonfadelli, em sua primeira vez no Brasil, interpretará árias de: Lucrezia Borgia, La Traviata, Otello, La Bohème, Turandot, entre outras.

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Informações

Data: sábado, 25 de abril de 2015

Horários: 20h

Local: Theatro São Pedro – Rua Doutor Albuquerque Lins, 207 - Barra Funda

Organizado por: Instituto Italiano de Cultura de São Paulo

Entrada franca

 

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da: http://www.iicsanpaolo.esteri.it/IIC_SanPaolo/webform/SchedaEvento.aspx?id=824

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Curiosità: Ricostruita la voce dell'Uccello del terrore

12/04/2015

Ricostruita la voce dell'Uccello del terrore

Popolava il Sudamerica tra 62 e 2 milioni di anni fa. Il risultato è stato possibile grazie al ritrovamento dello scheletro di un esemplare completo al 90%

Ricostruita la voce dell'Uccello del terrore

NON A CASO si chiamavano "uccelli del terrore". Erano enormi, carnivori, alti fino a tre metri, con un becco a uncino e molto, molto sanguinari. Questi giganteschi pennuti preistorici, incapaci di volare, popolavano il Sudamerica fra 62 e 2 milioni di anni fa. Ora un gruppo di ricercatori, guidati da Federico Degrange dell'Università di Cordoba in Argentina, è riuscito a ricostruire la sua temibile voce. Il risultato è stato possibile grazie alla scoperta dello stesso gruppo di scienziati dello scheletro fossile più completo di uno di questi bizzarri uccelli.

Pubblicata sul Journal of Vertebrate Paleontology, la ricerca spiega che questa nuova specie di uccello del terrore o fororaco, chiamata Llallawavis scagliai, potrebbe essere la dimostrazione che nel periodo del Pliocene c'era una maggiore ricchezza di animali di quanto finora pensato. Quello ritrovato in Argentina è il fossile più completo finora scoperto di fororaco, con oltre il 90% dello scheletro perfettamente conservato. "È stato ritrovato a La Estafeta, piccola città a sud di Mar del Plata", spiega Federico Degrange, "nel 2010. Usando delle tomografie siamo riusciti a ricostruire digitalmente il suo orecchio interno". In questo modo è stato possibile misurare la coclea e la sua capacità uditiva. "Non sappiamo com'era la sua voce", continua Degrange, "ma sappiamo che era capace di rilevare suoni a bassa frequenza, che sono quelli che subiscono meno modificazioni nell'aria e potevano essere usati da questi uccelli per comunicare tra loro a lunghe distanze e segnalare possibili prede".  E, sapendo quali suoni era in grado di udire, si può ipotizzare quale potesse essere la sua voce, su frequenze molto basse e ravvicinate. Poiché questi uccelli preistorici sono imparentati con le moderne chunas, piccoli uccelli terrestri che vivono in Sudamerica, si può pensare che la loro voce fosse simile, dunque con suoni bassi e semplici, ma sotto la media degli attuali uccelli.

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da: http://www.repubblica.it/scienze/2015/04/12/news/voce_uccelli_preistorici-111755138/?ref=HRLV-17

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Mondovì: anche quest'anno torna il Festival Bredolese

martedì 14 aprile 2015, 13:03

Mondovì: anche quest'anno torna il Festival Bredolese

L'associazione La Coccinella e il Gufo insieme alla Consulta giovani di Mondovì, riprongono la kermesse musicale per tutti. Preiscrizioni in scadenza il 27 aprile

 

Dopo il buon successo dell'edizione 2014, l'Associazione La Coccinella e il Gufo, insieme con la Consulta giovanile del comune di Mondovì e le Cucine Musicali, sono decisi a riproporre il Festival Bredolese.

Il Festival ha una storia lunga molti anni.

Nato come una manifestazione canora parrocchiale, ha conquistato in qualche anno la prestigiosa piazza Ss. Pietro e Paolo . Bambini e adulti, negli anni, si sono sfidati a colpi di note, stonature, risa e delusioni all'ombra del campanile del Moro di Mondovì.

Una pausa durata molti anni e l'amore per la manifestazione di alcuni ex partecipanti hanno portato, lo scorso anno, al suo ritorno e, considerata la bella serata del giugno scorso, quest'anno si è deciso di replicare. Con molta probabilità saranno 3 le categorie in gara divise per fasce d'età, e ci sarà la possibilità di proporsi come solisti o come gruppi musicali, senza limiti anagrafici.

Le preiscrizioni chiuderanno lunedì 27 aprile 2015.

Per maggiori informazioni, gli organizzatori invitano a contattare l'associazione La Coccinella e il Gufo tramite mail (info.coccigufo@gmail.com) o telefonicamente (328-5659433 333-8391259) oppure la Consulta giovanile del comune di Mondovì(338-2883295 Jessica).

Simone Floccari

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da: http://www.targatocn.it/2015/04/14/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/mondovi-anche-questanno-torna-il-festival-bredolese.html

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La Bestia di Torino torna in pista dopo 100 anni

Venerdì 10 Aprile, 2015

La Bestia di Torino torna in pista dopo 100 anni

Nel 1912 sfiorò i 290 chilometri orari grazie a un msotruoso motore 4 cilindri da 28.3 litri. Oggi, dopo 100 anni di inattività e un lungo restauro la Fiat S76, la Belva di Torino, è pronta a tornare in pista. 

 

La Bestia di Torino torna in pista dopo 100 anni 

 Motore 4 cilindri per 28.353 cc e una potenza di 290 cavalli. Costruita da Fiat nel 1911, la Bestia di Torino frantuma un record di velocità dopo l'latro e nel 1912 a Long Beach sfiora i 290 km/h. Oggi, dopo 100 anni e un lungo restauro la Fiat 300 HP Record torna in pista al Goodwood Festival of Speed. (foto Archivio Storico Fiat)

 

Questa è la storia di una delle auto più straordinarie della storia. Una di quelle che avrebbe meritato un film. 1911: l’Italia è unita da soli 50 anni e al governo (per la quarta volta) c’è Giovanni Giolitti che sta per imbarcare il Paese nell’avventura coloniale in Libia. Sono anni di sconfinata fiducia nel progresso, nelle scienze, nella tecnica e battere i record, in terra, cielo e mare, è la moda del momento. Fiat decide di regalare al Regno d’Italia il primato di velocità terrestre e per farlo viene progettata la S76 (dal nome del motore), poi divenuta famosa come Fiat 300 HP Record o semplicemente come la Bestia di Torino

L’S76, per dimensioni, è un motore che farebbe letteralmente impallidire quello di una Bugatti Veyron: 4 cilindri in linea e una cilindrata, mostruosa, di 28.353 cc (28 mila 300 centimetri cubici!) in grado di erogare ben 290 cavalli. Oggi decine di modelli sul mercato hanno motori da 300 cavalli e già quando le guidiamo proviamo un brivido nonostante tutta l’elettronica che semplifica la vita. Ora provate a immaginare un siluro d’acciaio di quasi due tonnellate con sospensioni a balestra e ruote con pneumatici 895 x 135. Nonostante l’aerodinamica fosse per l’epoca eccezionale e il peso contenuto (viste le dimensioni del motore e i materiali utilizzati), solo un folle adepto della Dea Velocità può pensare di pilotare il mostro. E magari di sopravvivere. 

Uno dei primi è il leggendario Felice Nazzaro, che la guida per le strade di Torino sparando fiammate sulle teste degli attoniti passanti, raggiungendo i 185 orari e giudicandola incontrollabile. Tocca poi a un altro mito del Motore, Pietro Bordino, salire in sella: a Brooklands, Inghilterra, tocca i 200 chilometri orari, ribadendo poco dopo il record sulla spiaggia di Saltburn e rischiando di finire in mare a causa dell’alta velocità. Bordino lascia, arriva l’americano Arthur Duray e nell'aprile 1912 a Long Island, la Fiat 300 Hp Record è in grado di percorrere il miglio all'aeronautica velocità di 290 km/h. Poi un rapido oblio. Uno dei due esemplari viene smantellato per evitare che la concorrenza potesse carpire segreti, l’altro viene acquistato da un australiano. Dopo 100 anni il collezionista britannico Duncan Pittaway acquista l’auto e inizia un minuzioso restauro che dura ben dieci anni. Il prossimo 25 giugno la Bestia tornerà a correre al Goodwood Festival of Speed. Godspeed!
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da: http://www.tuttosport.com/motori/vintage/2015/04/10-327636/La+Bestia+di+Torino+torna+in+pista+dopo+100+anni
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Instituto Italiano de Cultura de São Paulo: Concertos de órgão com o M° SILVIO CELEGHIN

Instituto Italiano de Cultura de São Paulo: Concertos de órgão com o M° SILVIO CELEGHIN

em São Paulo e São Bernardo do Campo

 

11 e 12 de abril 2015 

 

sábado, 11 de abril de 2015

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Concerto de órgão com o M° SILVIO CELEGHIN

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Concerto de órgão com o M° SILVIO CELEGHINSilvio Celeghin (pianista e organista) começou como organista aos onze anos na igreja da sua cidade, Noale (Veneza), formando-se em piano em 1985 (Marialuisa Caprara), órgão em 1990 (Renzo Buja) e cravo em 1997 (Lia Levi Minzi ), obtendo notas máximas nos conservatórios de Padova e Castelfranco Veneto. Obteve, entre outros, o III Prêmio Absoluto no “Internationaler Orgelwettbewerb J.J.Froberger de Kaltern (BZ)” em 1995. Participa regularmente como organista solista de “I Solisti Veneti” de Claudio Scimone. Graças à sua experiência, apresentouse junto a importantes instituições, como a Orquestra de Padova e do Veneto, Maggio Musicale Fiorentino, Milano Classica, La Fenice de Veneza, Simon Bolivar de Caracas. É coordenador artístico da Associação Cultural “Marzo Organistico” de Noale. Apresentou-se em importantes palcos da Itália como: “La Scala”, Vaticano, Basílica de São Marco, “La Fenice”, Basílica de Assis e em importantes festivais internacionais na Europa e nas Américas. É docente no Conservatório “B. Marcello” em Veneza.

Os órgãos: 

Órgão da Basílica Menor N. S. da Boa Viagem Matriz de São Bernardo do Campo - SP 
35 registros com 1877 tubos. Inteiramente projetado e construído pela fábrica Família Artesã Rigatto e Filhos de São Paulo, inaugurado dia 20 de outubro de 2013, recebeu uma ampliação para uma nova inauguração no dia 12 de abril de 2015 às 20:00 hs. 

Órgão da Igreja Santa Cecília em São Paulo 
Construído pela Laukhuff e montado por Gottholdo Budig em 1913, foi inaugurado em 1913 pelo Maestro Furio Franceschini. Restaurado e ampliado por Rigatto e Filhos em 2014.

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Informações

Data: sábado, 11 de abril de 2015

Horários: 17h

Local: Paróquia Santuário Santa Cecília - Largo Santa Cecília, s/n

Organizado por: Instituto Italiano de Cultura de São Paulo

 

Entrada franca

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Data: domingo, 12 de abril de 2015

Horários: 20h

Local: Basílica Menor N.S. da Boa Viagem - Matriz SBC - R. Padre Lustosa (R. São Bernardo) - São Bernardo do Campo

Organizado por: Instituto Italiano de Cultura de São Paulo

 

Entrada franca

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Curiosità: Una foto imbarazza il presidente dell’Ecuador

09/04/2015

Il bimbo in posa e quella maglietta con l’insulto Una foto imbarazza il presidente dell’Ecuador

Correa immortalato con un giovane ammiratore che portava una t-shirt con la scritta: «Sto con uno stupido». L’immagine è subito diventata virale: risate e prese in giro sul web

 

 

La foto simbolo che ha fatto il giro del web

filippo fiorini

buenos aires

Il popolo della rete li chiama «fail», ma quando assumono dimensioni del genere, si dice addirittura «epic fail»: un errore madornale. Ed è proprio uno di questi, quello che ha commesso ieri il presidente dell’Ecuador Rafael Correa, che distrattamente ha accettato di scattarsi una foto con un ragazzino, senza rendersi conto che il giovane ammiratore portava una di quelle ormai famose magliette che dicono «I’m with a stupid» (sono con uno stupido), e indicano con una freccia chiunque si avvicini da sinistra. 

 L’immagine è risultata così divertente, che in poche ore è diventata virale, uscendo dall’Ecuador e facendo il giro del mondo. L’account Twitter e la pagina Facebook del capo dello stato sono state bersagliate da beffe di ogni genere. Il suo nickname su Internet «mashi Rafael», che in una delle lingue indigene di questo Paese sudamericano significa qualcosa tipo «compagno Rafael», è stato storpiato nei modi più diversi, ma quasi sempre in abbinamento con la parola stupido. 

 Alcuni utenti si sono chiesti addirittura se il presidente, un economista di 52 anni che ha fatto una bandiera politica dell’anti-americanismo e che qualche settimana fa ha messo a processo un vignettista perché ha preso in giro uno dei suoi parlamentari, conosca o meno l’inglese. Di certo, c’è che il bambino in questione non parla questa lingua e nemmeno aveva intenzione di offenderlo. A prenderne le difese è stata la stessa madre, che in un primo momento ha cercato di ridurre alla ragione i vari internauti che replicavano l’immagine di suo figlio, spiegando loro che non aveva idea di cosa significasse la scritta, ma poi, si è dovuta arrendere alla moltitudine. 

 Mano a mano che la situazione si ingrandiva, è sorta, sempre su Internet, anche una coalizione di sostenitori del presidente, che pubblicava messaggi con la firma «siamo con te, Mashi». Il fatto è che Rafael Correa, che attraversa il suo secondo mandato, sta affrontando uno dei periodi più difficili in termini di immagine pubblica. Dalla fine dello scorso novembre, il dissenso si è fatto sentire nelle strade delle principali città, sia per bocca degli studenti, che dei sindacati, e la polizia ha risposto duramente. L’ultima grande manifestazione è stata il 19 marzo e gli slogan dei dimostranti puntavano dritto contro il suo governo.

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da: http://www.lastampa.it/2015/04/09/esteri/il-bimbo-in-posa-e-quella-maglietta-con-linsulto-una-foto-imbarazza-il-presidente-dellecuador-oh4MELxlkvboXgSIt8fOFK/pagina.html

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Espetáculo Fábulas em Música - grupo italiano Amarcord

 

 

 

 

Egitto, gli archeologi scoprono due lattine Cirio di cent’anni fa

 

12/03/2015

Egitto, gli archeologi scoprono due lattine Cirio di cent’anni fa

La Cirio è stata fondata nel 1856 a Torino

Un ritrovamento che apre una pagina sconosciuta di storia dell’azienda e dell’Esercito italiano

 

luigi grassia

Di solito gli archeologi che vanno in Egitto scoprono delle antichità egizie (e che altro?) ma invece capita che si imbattano (per caso) in oggetti di tutt’altra provenienza, e non ci riferiamo alle improbabili tracce di Ufo arrivati lì per costruire le piramidi. Per esempio il fortunoso ritrovamento di due lattine vecchie di un secolo documenta una pagina quasi dimenticata della storia della Cirio, e anche della storia dell’Esercito italiano.  

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Archeologico di Vienna, lavorando su due villaggi abbandonati nella regione egiziana della Nubia, ha rinvenuto due lattine con marchio Cirio, databili intorno al 1923, che in origine contenevano rispettivamente estratto di pomodoro e concentrato di carne. 

I due villaggi, edificati intorno al 1895, furono abbandonati negli Anni Trenta quando la zona fu colpita da un’inondazione, perché si era rotta una piccola diga britannica vicino ad Assuan. Il luogo esatto del ritrovamento è una località chiamata Shellal, dove si trovava l’ultima fermata di una linea ferroviaria costruita dagli inglesi nel 1884 e utilizzata per spostamenti militari, dalla quale i soldati proseguivano verso Sud utilizzando una barca a vapore. 


La lattina risale agli Anni Venti  


 La Cirio, uno dei marchi alimentari più antichi del nostro Paese, è stata fondato nel 1856 a Torino e oggi è di proprietà del gruppo cooperativo Conserve Italia. L’azienda nel 1923 era fornitrice ufficiale dell’esercito italiano, impegnato nel ventennio fascista in azioni militari e di colonizzazione nelle zone vicine dell’Eritrea e della Somalia. «Questo ritrovamento è un piccolo tassello di una grande storia – commenta il presidente di Conserve Italia Maurizio Gardini – che ricorderemo con una serie di iniziative il prossimo anno, per la ricorrenza dei 160 anni di vita del marchio». 

 

Il luogo del ritrovamento  

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da: http://www.lastampa.it/2015/03/12/societa/egitto-gli-archeologi-scoprono-due-lattine-cirio-di-centanni-fa-3YH7HhP3Y0r1XhNKhxqkFJ/pagina.html
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Madonna, biglietti esauriti in tre minuti per il concerto di novembre al Pala Alpitour

16/03/2015

Madonna, biglietti esauriti in tre minuti per il concerto di novembre al Pala Alpitour

Il sito di vendita Ticketone preso d’assalto come per gli U2, i fans subiscono l’effetto bagarini
REUTERS   -  Madonna
fabrizio assandri

torino

Esauriti in tre minuti i biglietti per Madonna. Il sito di vendita (ufficiale) Ticketone è stato preso d’assalto ed è andato subito in tilt. Come già accaduto per gli U2, per molti fan e per molti torinesi è stato impossibile accaparrarsi un biglietto – da 51 a oltre 300 euro - dell’unica data italiana della popstar, al Pala Alpitour il 21 novembre. Il semaforo che indica i biglietti in vendita è passato subito dal verde al rosso: anche provando subito ad acquistarli il sistema si bloccava. Spesso però la beffa dei ticket subito esauriti non dipende solo dai fan, ma anche dagli specialisti del bagarinaggio online che riescono a comprare biglietti in blocco per poi rivenderli maggiorati. Un fenomeno che gli operatori non riescono a fermare.

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da: http://www.lastampa.it/2015/03/16/cronaca/madonna-biglietti-esauriti-in-tre-minuti-per-il-concerto-di-novembre-al-pala-alpitour-9jxi9HhE9z3cJDNmrb1IFN/pagina.html

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Slot, Biella si gioca 500 euro all'anno

 

08 marzo 2015

Slot, Biella si gioca 500 euro all'anno

Slot, Biella si gioca 500...

I cittadini della Provincia di Biella buttano nelle macchinette qualcosa come 515 euro ciascuno. Un dato spaventoso che fa comprendere l’urgenza di una legge che regolamenti il gioco d’azzardo.

 E il Piemonte ci sta pensando, dopo il convegno di giovedì scorso in consiglio regionale in cui sono stati snocciolati dati alquanto allarmanti. Biella resta la provincia dove si spende meno per le new slot o per le videolottery, nonostante la cifra, 515 euro, sia elevatissima. A Torino, ad esempio, si sale a 776 euro pro capite l’anno. Ancora peggio Verbania con 831 euro. Seguono poi Vercelli con 747 euro, Asti con 746, Novara con 739, Cuneo con 606 e, come detto, in coda, Biella con 515.

Questi sono i numeri che sono stati, come detto, snocciolati giovedì durante il convegno dedicato all’argomento. E proprio in quella sede l’assessore alla sanità regionale, Antonio Saitta e quello all’istruzione Gianna Pentenero, sono intervenuti per spiegare i criteri della nuova legge che verrà portata all’attenzione della giunta regionale questa settimana.

Un disegno di legge per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. In Italia il fenomeno del gioco d’azzardo è in continua crescita, come si desume dalle statistiche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli  relative alla quantità di denaro giocato. Il fatturato del gioco in Italia nell’anno 2011 è stato di 79,9 miliardi e di 86 miliardi nel 2012. La spesa degli italiani negli ultimi anni si attesta a poco meno di 90 miliardi: in pratica è come se ogni italiano spendesse 1400 euro all’anno per tentare la fortuna.

«In Piemonte - sottolinea Saitta - la spesa per il gioco d’azzardo è stimata in circa 5 miliardi di euro. A questi costi vanno  associati i costi sociali legati all’impatto sulle famiglie, gli interessi economici da parte delle criminalità (usura, riciclaggio di denaro, irretimento dei giocatori, gestione del gioco illegale); i costi derivanti dall’impatto negativo sull’economia e sul mondo del lavoro, ma anche i costi sanitari della presa in carico per la cura dei giocatori: un paziente preso in carico dai Sert costa mediamente 2000 euro l’anno. L’azzardo costa: costa a chi gioca perché spende, costa alle famiglie che si rovinano, costa alla sanità pubblica che deve seguire chi è malato».

Il fenomeno del gioco d’azzardo interessa il mondo giovanile, nonostante sia espressamente vietato ai minori di anni 18: la prevalenza del gioco d’azzardo patologico è stata stimata in circa l’8% nella popolazione  tra i 15 e i 19 anni. Se in Italia la stima dei giocatori  d’azzardo patologici varia dallo 0,5% al 2,2% (dati Ministero della Salute), in Piemonte  nel 2013 sono stati trattati, nei Servizi per la cura delle Dipendenze (Sert), 1256 soggetti per gioco d’azzardo, 10 per gambling problematico e 1246 per gambling patologico. Le donne sono 268, i maschi 988, 3,7 volte più numerosi delle donne. I nuovi utenti sono stati 578, gli utenti rientrati o già in carico 655. L’età media è di 47,9 anni: 51,9 nelle donne e 46,7 negli uomini, 46,8 nei nuovi utenti 48,8 tra gli utenti rientrati o già in carico.

L’assessore all’Istruzione Pentenero ha ricordato «l’importanza del coinvolgimento delle scuole per sensibilizzare i ragazzi e le ragazze piemontesi sull’esigenza di contrastare un fenomeno purtroppo assai diffuso. È importante creare una rete sul territorio che possa sia diffondere la conoscenza del problema che prevenirlo e per far questo bisogna iniziare dai ragazzi, fornire loro strumenti, competenze e conoscenze per aiutarli a comprendere che il gioco d’azzardo può diventare patologico e quindi un vortice incontenibile».

 

Enzo Panelli

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http://www.ecodibiella.it/it/web/slot-biella-si-gioca-500-euro-allanno-10160/sez/biella-citta/

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Giacomo Medici pela primeira vez no Brasil com o show “Passione e canto”, uma viagem pela música italiana.

 

 

Giacomo Medici pela primeira vez no Brasil com o show “Passione e canto”, uma viagem pela música italiana.

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A Associazione Marchigiani in Brasile com o Apoio da Regione Marche, Circolo Italiano de São Paulo e Istituto Italiano di Cultura SP convidam para o show "Passione e Canto" do cantor italiano Giacomo Medici, acompanhado pelos músicos Danilo Casemiro, Tiago Nazário e Rolando Sterzi.


Giacomo Medici, da cidade de Ancona, Região de Marche/Itália trará músicas de seu repertório, mas também músicas tradicionais italianas e brasileiras que fizeram sucesso na terra da bota!

Um show para todas as idades. Venha experimentar um pouco da cultura de Marche no Brasil.

Entrada Franca.


Estará se apresentando nos dias:

11/03/2015 – 20h00 – Show em São Roque - Rua Abará, 251  
 

12/03/2015 – 19h30 – Show no Circolo SP - Avenida São Luiz, 50 (Chegar às 18:00). Após o show será servido um cocktail aos presentes.


Mais informações: www.marcheinbrasile.com.br e facebook/marcheinbrasile

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Bianco e oro o nero e blu? Il vestito che fa impazzire il web

 

Oro e bianco o blu e nero? La foto di questo vestito ha fatto il giro del mondo e diviso vip e gente comune. Scopri nell’ultima immagine di che colore è realmente l’abito.

Diciamolo subito: è blu e nero. E’ infatti questo l’insindacabile verdetto di Photoshop sul colore del vestito che sta facendo letteralmente impazzire il popolo del web. A confermarlo è anche Roman Originals, creatore dell’abito. Insomma in molti si sono scomodati per dirimere una questione che ha lacerato il web. Infatti, nessuno sembra essere d’accordo su quale sia il vero colore del vestito, protagonista di una delle più grandi allucinazioni collettive: per alcuni il vestito è bianco e oro, per altri blu e nero.

L’immagine è stata postata dalla cantante scozzese Caitlin McNeill sul suo sito Tumblr. «Ragazzi per favore aiutatemi», scrive la giovane artista. «Questo vestito - continua - è bianco e oro oppure blu e nero? Io e i miei amici non ci mettiamo d’accordo e stiamo impazzendo». In brevissimo tempo, il quesito è diventato un rompicapo virale, tanto da diventare top hashtag su Twitter e da meritarsi un sondaggio sul sito americano BuzzFeed. Il risultato vede una maggioranza di preferenze verso il colore bianco e oro. Anche molti vip sono stati contagiati dal «vestito dannato», come lo ha ribattezzato BuzzFeed. Kim Kardashian e Kanye West hanno scritto la loro su Twitter: per il rapper il vestito è nero e blu e per la sensuale Kim oro e bianco. Neanche il nuovo premio Oscar Julianne Moore ha resistito alla tentazione: «è oro e bianco, che problema c’è?»

In realtà, la percezione del colore del vestito non è tanto scontata. E il rompicapo del vestito avrebbe una spiegazione scientifica. Sappiamo che la luce penetra l’occhio con diverse lunghezze d’onda a seconda dei diversi colori. Una volte che colpisce la retina, tocca al cervello interpretarla e a «decidere» di che colore è l’oggetto illuminato. Il nostro cervello, quindi, scarta intuitivamente lo sfondo e la luce, al fine di vedere il colore «vero» di un oggetto. «Il nostro sistema visivo dovrebbe buttare via le informazioni su ciò che illumina ed estrarre informazioni sulla riflettanza reale», spiega Jay Neitz, neuroscienziato all’Università di Washington. Ma non tutti lo fanno allo stesso modo. Quindi quello che succede quando si guarda il vestito è che alcuni tendono a «scartare» fasce cromatiche e a concentrarsi su altre. E questo popolare rompicapo del vestito ne è la prova. «Ho studiato le differenze individuali nella percezione dei colori per 30 anni, e questa è una delle più grandi differenze individuali che abbia mai visto», ammette Neitz.

Invece, per Matteo Piovella, presidente della Società Oftalmologica Italiana, non si dovrebbero sottovalutare i problemi «tecnici» intrinseci dell’immagine. «La foto è stata fatta attraverso una vetrina, e questo già falsa i colori perché il vetro filtra le radiazioni verso il rosso», spiega l’esperto. «Inoltre i diversi dispositivi con cui si fanno le foto - continua - hanno sensibilità diverse, e anche questo varia il colore percepito». Ma agli ostacoli oggettivi si affiancano anche caratteristiche individuali. «La sensibilità al contrasto, cioè la capacità di distinguere tra diversi colori, non è la stessa per tutti», sottolinea Piovella.

 

di VALENTINA ARCOVIO

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da: http://www.lastampa.it/2015/02/27/multimedia/societa/bianco-e-oro-o-nero-e-blu-il-vestito-che-fa-impazzire-il-web-BBbSHYmBcIR8X2ArF63oeP/pagina.html

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Federico Vacalebre: Morto Giacomo Rondinella, addio all'ultimo grande vecchio della canzone napoletana

 

giovedì 26 febbraio 2015 - 12:23

Morto Giacomo Rondinella, addio all'ultimo grande vecchio della canzone napoletana

Lanciò "Munasterio 'e Santa Chiara" e "Malafemmena", divo al cinema, star di "Carosello napoletano

 


di Federico Vacalebre



Se n'è andato anche l'ultimo grande vecchio della canzone napoletana, il divo americano, per qualcuno addirittura l'imperatore della melodia come lo salutano i fans su Facebook.

Giacomo Rondinella, 91 anni, è morto mercoledì notte alle tre. Star di una famiglia d'arte (papà Ciccillo e mamma Maria Sportelli cantanti ed attori, il fratello Luciano cantante e discografico, la nipote Clelia attrice e le sue sorelle Francesca e Amelia cantanti anche loro) era nato in tour a Messina il 30 agosto 1923, ma i genitori avevano provato a farlo crescere lontano dalle scene, indirizzandolo verso una carriera di capitano di lungo corso.

Bello, alto, atletico e dongiovanni, fece la guerra nel battaglione San Marco, poi tentò la carriera di pugile, quindi fu inevitabilmente risucchiato dal richiamo del mondo dello spettacolo, divenendo in breve una star di cantaNapoli. Vinse il concorso per voci nuove indetto da Radio Napoli nel '44, appena un anno dopo lanciò "Munasterio 'e Santa Chiara" in una rivista di Galdieri, lavorò a teatro con la Magnani e Cervi, fino a conquistare il cinema con la sua fotogenia e a diventa star di pellicola popolari, musicarelli ma non solo.

Nel '54 arrivò a girar ben dieci film, sempre invischiato in storie d'amore e melodrammoni, ma colpì anche Rossellini che lo volle in "Dov'e' la liberta".

Ma a consegnarlo alla storia dello spettacolo furono "Carosello napoletano" di Ettore Giannini portato dal palcoscenico al grande schermo (1950), e "Malafemmena" di Toto' che fu il primo a incidere nel 1951.

Se la sua fama, ed il suo pieno stile tenorile di canto, rimasero ancorati agli anni Cinquanta, Giacomo continuò, anche al ritorno in Italia dopo oltre un ventennio, a far sfoggio di un'ugola sicura, di un'emissione potente, di una prestanza fisica invidiabile.

Da tempo viveva alle porte di Roma, a Fonte Nuova, da dove spediva agli amici i provini di registrazioni in cui musicava Poesie di Totò ed Eduardo, o si misurava con qualche classico non ancora da lui inciso. Ma anche progetti, per un nuovo Festival di Napoli, per una scuola della canzone partenopea. Senza di lui il Novecento canoro napoletano è ormai afono come un passato sempre più remoto.

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da: http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/morto-giacomo-rondinella-cantante-napoletano/notizie/1205201.shtml

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L’Orchestra Fiati “Giovanni XXIII” di Pianezza (prov. di Torino) alla XVII edizione del Festival Internazionale delle Brass Band di Praga

L’Orchestra Fiati “Giovanni XXIII” di Pianezza alla XVII edizione del Festival Internazionale delle Brass Band di  Praga

L’evento musicale , segnalato dall’Istituto Italiano di Cultura d Praga, si terrà  dal 13 al 14 febbraio

 

ROMA - L’Istituto Italiano di Cultura di Praga segnala la partecipazione dell’Orchestra Fiati “Giovanni XXIII” di Pianezza (prov. di Torino) alla XVII edizione del Festival Internazionale di Bande Musicali che si terrà nei giorni 13 e 14 febbraio 2015 a Praga presso la sala congressi dell’Hotel Pyramida (Bělohorská 24, Praga 6). Il Festival è organizzato dall’agenzia OR-FEA s.r.l. in collaborazione con la NIPOS – Artama Praha e si svolgerà sotto gli auspici di Praga, capitale, e della CISM (Organizzazione Internazionale per la musica a fiati). L’Orchestra Fiati “Giovanni XXIII” di Pianezza, nata 8 anni fa e composta da circa 40 elementi con l’età media intorno ai 17 - 18 anni, è diretta dal maestro Antonio Zizzamia. Sono previste varie esibizioni dell’orchestra presso l’Hotel  Pyramida . La primasi terrà il 13 febbraio insieme alla “Beer - Sheva Municipal Concert Band” (Israele) Una seconda esibizione avrà luogo il 14 febbraio davanti alla giuria nell’ambito della competizione internazionale delle orchestre amatoriali. Nel medesimo giorno , nell’ambito della cerimonia finale del Festival, l’Orchestra Fiati “Giovanni XXIII” parteciperà al concerto conclusivo in cui suoneranno insieme tutti i musicisti partecipanti al concorso. Per informazioni più dettagliate www.or-fea.cz .

(Inform N.22 - notiziario della DGIEPM del Ministero degli Affari Esteri)

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Futura Online: Musica e solidarietà per il pranzo di Natale

mercoledì 17 dicembre 2014 -- 12:12:43

 

Musica e solidarietà per il pranzo di Natale

di Futura Online

L’Accademia di Sant’Uberto

Musica e solidarietà insieme per sostenere il primo Pranzo di Natale per i poveri organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio di Torino. Nella chiesa dei Santi Martiri di via Garibaldi venerdì 19 dicembre alle 18 si terrà un concerto natalizio per raccogliere offerte per sostenere l’organizzazione del pranzo.

A dirigere lo spettacolo ci sarà Alberto Conrado che insieme all’Accademia di Sant’Uberto e all’Orchestra e al Coro del Liceo Musicale Cavour porterà in scena un repertorio che va dal gregoriano alle musiche classiche natalizie anni ’20, da Bach, Händel, Gruyer, a John Wesley Work o Mykola Leontovich.

Sarà un concerto che vedrà l’esibizione dei corni da caccia, i trompe de chasse e la tromba suonati dai musicisti dell’Accademia di Sant’Uberto, Onlus nata nel 1996 con l’obiettivo di salvaguardare l’arte della tromba da caccia usata un tempo nelle residenze sabaude, e le abilità canore e strumentali delle classi III e IV B del Liceo Classico Cavour che da quest’anno ha acquisito anche l’indirizzo del Liceo Musicale.

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da: http://futura.unito.it/blog/musica-solidarieta-per-pranzo-natale/

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Musiche in Mostra - Gli appuntamenti di sabato 6 dicembre 2014

Musiche in Mostra - Gli appuntamenti di sabato 6 dicembre 2014

 

MUSICHE IN MOSTRA 
XXIX edizione, 12 concerti, 5 città 


Gli appuntamenti di sabato 6 dicembre
Due appuntamenti in due città lo stesso giorno. Si chiude con un doppio concerto, a Genova e ad Asti, sabato 6 dicembre, la XXIX edizione di Musiche in Mostra. 


 
A Genova, a Palazzo Tursi, è in programma il concerto che fu rinviato lo scorso 15 novembre a causa dell'allerta meteo. 
Uno dei padri della contemporaneità, il compositore ungherese Béla Bartòk, viene messo a confronto con gli autori emergenti del repertorio d'oggi nell'appuntamento con il giovane Ensemble De Rerum Mechanica, la cui anima è il compositore fiorentino Manzini, vincitore del Toru Takemitsu Composition Awards 2014. Il concerto si configura come un rondò esapartito il cui refrain, che appare tre volte, è rappresentato da uno dei capolavori del Novecento. 

La babele dei linguaggi 
Genova, Palazzo Tursi 
Sabato 6 dicembre, ore 16.30
Musiche di Béla Bartòk, Rossella Spinosa, Cristian Gentilini, Giovanni Scapecchi, Alessandra Ravera, Daniele Venturi, Giovanni Dario Manzini*


Ensemble De Rerum Mechanica: Francesco Checchini (flauto), Pietro Montemagni (violino), Emanuele Caligiuri (viola e violino II), Giorgio Marino (violoncello), Giovanni Dario Manzini (direttore).   



Dal titolo di una delle opere più significative di Girolamo Frescobaldi (testualmente: "Cento partite sopra passacagli") trae spunto il titolo del programma conclusivo di Musiche in Mostra 2014, in cui i brani, eseguiti da Mattia Laurella e Gian Luca Rovelli su antichi strumenti, come il flauto traversiere e il clavicembalo, fluttuano tra memoria e attualità.
A due eterni capolavori del Sei-Settecento nei nomi di Bach e Frescobaldi, si alternano tre composizioni rappresentative dell'oggi e ispirate alle tradizionali forme della passacaglia e della ciaccona: da due opere simbolo del clavicembalo contemporaneo formate da Gyorgy Ligeti alla prima esecuzione assoluta della Passacaglia ciacconata (Omaggio a Bach) del compositore toscano Antonio Galanti.

Cento passacaglie 
Asti, Archivio di Stato
Sabato 6 dicembre, ore 21.15 

Musiche di Gyorgy Sàndor Ligeti, Girolamo Frescobaldi, Antonio Galanti*, Bach

Mattia Laurella, flauto traversiere 
Gian Luca Rovelli, clavicembalo       

 


Ingresso libero 

* Nuova commissione







Musiche in Mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell'ambito del Bando Arti Sceniche 2014, e della Regione Piemonte in sinergia con l'Associazione Pasquale Anfossi di Genova, il Circolo Filarmonico Astigiano e il Concorso Nazionale Clavicembalo di Acqui Terme.    

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Scala, applausi in ritardo. “L’oboe è ancora sul taxi”

05/12/2014

Scala, applausi in ritardo. “L’oboe è ancora sul taxi”

La “primina” degli under 30 è un trionfo per il “Fidelio”

Il pubblico under30 della «primina» della Scala in piedi per l’esecuzione dell’Inno di Mameli

Francesco rigatelli

milano

Il sovrintendente Alexander Pereira esce dal sipario: «Che meraviglia la Scala piena di giovani per la prima under 30 del Fidelio di Beethoven. Prometto che la ripeteremo anche i prossimi anni. Ora però c’è un problema: il primo oboe è ancora in taxi che sta arrivando. Siccome la tivù deve fare delle riprese dell’orchestra bisogna aspettarlo». Per i 2.800 giovani che riempiono il teatro è subito ricreazione. Una ricreazione gioiosa ma educata.  

 Chi pensasse che l’Italia è finita doveva venire ieri sera alla Scala. Gli Sdraiati si sono alzati in piedi all’unisono quando il direttore d’orchestra Daniel Barenboim ha dato il via all’Inno di Mameli. In platea e nei palchi i ragazzi, giunti da Nord e da Sud, ma anche dall’estero, dall’Asia e dall’America, arrivati diversi, sono diventati un pubblico omogeneo durante l’opera. Come solo a teatro, come solo la musica può.  

 Nell’atrio, vicino a un inusuale albero di Natale, anche l’ex sovrintendente Stéphane Lissner: «Mi chiedono la differenza tra la Scala e l’Opéra di Parigi che dirigo ora. Sono realtà così diverse!». E ironizza: «Posso solo dire che Parigi è più fredda di Milano». Il Fidelio alla Scala l’ha voluto lui e se ne dice soddisfatto.  

L’unica opera di Beethoven è una storia d’amore e di libertà dal carcere. Nella regia contemporanea di Deborah Warner, ieri sera è tornata giovane fra i giovani. Tra i pochi in smoking nell’atrio c’è Marzio Monteiro, 24 anni, brasiliano: «L’ho messo perché è la mia prima volta alla Scala, mi ha invitato un amico». Xiaozhen, olandese dai tratti cinesi, è con l’amica Giulia Uboldi al bar: «Il mio fidanzato, sapendo che venivo a Milano per il week-end, ci ha regalato due biglietti. Questo teatro è il più bello del mondo». Dietro di loro, le bottiglie di Bellavista con la frase di Beethoven per l’occasione: «Perché scrivo? Tutto quello che ho nel cuore deve uscire. Ecco perché».  

 Una serata d’amicizia e d’amore: quante coppie non si sono lasciate sfuggire l’occasione di un evento speciale. Come Giovanni Faroni, 27 anni, e la sua Margherita: «Facciamo i restauratori e da tempo volevamo vedere il teatro dall’interno. Ci siamo regalati una serata diversa». Marco e Lucia Vavassori, 25 e 23 anni, dell’opera sono appassionati. Sposati da due mesi, il loro secondo appuntamento è stato proprio alla Scala. Secondo Lucia, «quando l’orchestra suona per i giovani si esprime ancora meglio». 

 Adatta ai giovani anche la scenografia, uno scenario postindutriale, con i panni stesi tra le colonne di cemento, scrivanie da commissariato, bidoni e scopettoni per lavare per terra. Sullo sfondo, il filo spinato per dare l’idea del carcere. Marcellina, interpretata dal soprano Mojca Erdmann, monta l’asse da stiro e ci dà dentro con il ferro con tanto di prolunga. I costumi sono felpe col cappuccio: vale per lei, il suo pretendente Jaquino, mentre Fidelio che è Leonore (il soprano Anja Kampe) travestita da uomo ha una tuta blu con il mocio in mano. 

 Quando un carcerato tocca il sedere a Marcellina si becca uno schiaffo e le guardie hanno due pastori tedeschi al guinzaglio. Alla fine del primo atto i prigionieri escono da una scala sullo sfondo come da una tomba. La scena s’illumina mentre cantano invocando religiosamente la libertà. Nel secondo atto la scenografia cambia di poco, ma il finale è un trionfo d’amore e liberazione con i carcerati che sventolano foulard e stendardi rossi. A sipario calato, dieci minuti di applausi.

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da: http://www.lastampa.it/2014/12/05/spettacoli/scala-applausi-in-ritardo-loboe-ancora-sul-taxi-SWj7u9aVibz8FT9PmhJEHI/pagina.html

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ICIB. Professore: Maurizio Russo: LA CANZONE ITALIANA E IL FESTIVAL DI SANREMO Dal 1951 ai giorni nostri.

 

 

LA CANZONE ITALIANA E IL FESTIVAL DI SANREMO

Dal 1951 ai giorni nostri.

Un viaggio nella canzone italiana attraverso la storia della più importante manifestazione canora d’Italia.

Era il 29 gennaio del 1951, e a Sanremo, comune ligure conosciuto per la coltivazione dei fiori e per il suo Casinò, si svolge la prima edizione del Festival della Canzone Italiana, in seguito più comunemente chiamato “Festival di Sanremo”.

Oggi, 64 anni dopo, questa controversa manifestazione canora resiste ancora all’usura del tempo e continua ad essere il più importante appuntamento canoro italiano.

Il corso di 4 lezioni, ognuna delle quali della durata di un’ora e mezza, è così suddiviso:

Prima lezione: 1951 – 1962 - Gli anni d’oro del Festival.
Da “Grazie dei fiori” cantata da Nilla Pizzi a “Quando, quando,quando” di Toni Renis.

Seconda lezione: 1963 – 1982 - Il boom discografico, il declino e la rinascita.
Nascono i 45 giri e ne vengono vendute milione di copie, i giovani si ribellano e il Festival entra in crisi.
Nel 1982, con “Vado al Massimo” di Vasco Rossi, torna a gli “splendori di un tempo rivelando nuovamente alcuni dei grandi nomi della musica italiana.

Terza lezione: 1983 - 2014 - Da manifestazione canora a prodotto televisivo.
La televisione ormai è sempre più padrona del Festival che si trasformerà da semplice manifestazione canora, quale era, a grande contenitore utilizzato dalla RAI per pubblicizzare i propri prodotti o quelli delle case discografiche, anch’esse sempre più interessate al ritorno economico e d’immagine più immediato. La canzone e i cantanti passano sempre più in secondo piano.

Quarta lezione: 1964 -1968 - I cantanti stranieri cantano in italiano.
In cinque anni passano dal palco del Festival alcuni dei più grandi nomi della canzone internazionale, e, cosa oggi impensabile, partecipano alla manifestazione (in coppia con un cantante italiano) cantando in italiano!! I nomi? Questa sarà una sorpresa che non vi deluderà!!

 
Opzioni:
- giorni 2, 9, 16 e 18 dicembre, dalle 19.00 alle 20.30
- giorni 4, 11, 16 e 18 dicembre, dalle 16.00 alle 17.30
 

Professore: Maurizio Russo
Livello minimo: A1.2 (conclusione del corso Elementare 2)
Numero minimo studenti:8
Costo: R$ 360,00
Iscrizioni: entro 29 novembre
Materiale didattico: dispensa a cura della scuola (inclusa nel prezzo)

Informazioni: Tel. 3285-6933 / e-mail: cursos@icib.org.br
ICIB - Rua Frei Caneca, 1071 – Cerqueira César – São Paulo (próximo ao metrô Consolação)

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Musiche in Mostra 2014 - 18/23 novembre

Gli appuntamenti dal 18 al 23 novembre
Gli studenti del Conservatorio Vivaldi di Alessandria incontrano martedì 18 novembre due dei più grandi chitarristi dell'Oregon: Bryan Johanson e Jesse McCann.
Al mattino, alle 10, in una lezione aperta dal titolo "La chitarra contemporanea si racconta" verrà messa a confronto la realtà musicale statunitense con quella italiana e, al pomeriggio, alle 16.30, nel concerto condiviso "Magic Serenade" gli studenti dedicheranno i loro "Preludes for Bryan and Jesse" ai due grandi autori, prima della loro esibizione su un repertorio chitarristico che dalla metà del Novecento si estende ai contemporanei, con due prime assolute e un interessante excursus sui lavori dello stesso Johanson.     

Magic Serenade
Alessandria, Conservatorio Vivaldi
Martedì 18 novembre, ore 16.30 

Musiche di Dusan Bogdanovic, Bryan Johanson*, Umberto Bombardelli*, Miroslav Tadic  

Bryan Johanson e Jesse McCann. 




Giovedì 20 novembre lezione-concerto per gli studenti del Liceo Galileo Galilei di Alessandria, da un progetto innovativo ideato dai giovani musicisti del Conservatorio Vivaldi: nove prime esecuzioni assolute di autori under 35 eseguite dall'Ensemble Innesti di Cultura. Ogni brano è ispirato a un animale e le esecuzioni sono corredate da interventi di elettronica e videoproiezioni, alcune delle quali sotto forma di improvvisazione attraverso una perlustrazione estemporanea dei materiali disponibili su Youtube. 

MDA - Musica degli Animali, parte II 
Alessandria, Liceo Galileo Galilei
Giovedì 20 novembre, ore 10.30 

Musiche di Irena Zlateva*, Alberto Gallo*, Sofija Milutinovic*, Roberto De Mattia*

Ensemble Innesti di Cultura: Alberto Barolo (voce narrante), Valentina Pennino (voce cantante), Asia Uboldi (flauti), Francesco Cilione (tromba), Riccardo Munari (pianoforte/tastiera elettronica), Matteo Bertolina (regia del suono e foto-suoni), Victor Andrini (improvvisazioni su Youtube).  




Nel nome di Nino Rota e della sua indimenticabile musica per film, trascritta per l'occasione per il flauto di Mario Carbotta e il pianoforte di Carlo Balzaretti, viene intessuto un programma che parte da una tradizione, ormai parte integrante dell'immaginario collettivo, per rispecchiarsi in due esecuzioni contemporanee: una di John Tavener, l'altra di Pieralberto Cattaneo. 

Musica dallo schermo 
Asti, Archivio di Stato
Sabato 22 novembre, ore 21.15 

Musiche di Nino Rota, Pieralberto Cattaneo*, John Tavener, Alfredo Casella, Francois Borne 

Mario Carbotta e Carlo Balzaretti.  



L'Ensemble SpazioMusica di Cagliari, da decenni impegnato nella performatività contemporanea, propone, domenica 23 novembre, all'Accademia Albertina di Torino, una versione, tra passato e presente, della "fuga" notoriamente considerata la più alta espressione del contrappunto della tradizione occidentale. 

Fuga Libre. L'ultimo contrappunto 
Torino, Accademia Albertina di Belle Arti
Domenica 23 novembre, ore 16.30 

Musiche di Johann Sebastian Bach, Goffredo Petrassi, Alex Nante*, Marcello Pusceddu*, Paolo Boggio*, Astor Piazzolla

Ensemble SpazioMusica: Enrico Di Felice (flauti), Riccardo Leone (pianoforte), Roberto Migoni (vibrafono/percussioni).  
    



Ingresso libero 

Palestra do crítico musical Sergio Casoy all'Istituto italiano di Cultura di S.Paolo

 

Musiche in Mostra, rassegna annuale di Rive Gauche Concerti

Musiche in Mostra, rassegna annuale di Rive Gauche Concerti


Musiche in Mostra è l'armonica contaminazione delle arti contemporanee, con il concerto tra le opere della Pinacoteca dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, i concerti-atelier in antichi palazzi - dall'Archivio di Stato di Asti al Palazzo Cuttica di Alessandria, dalla Sala San Giovanni di Cuneo a Palazzo Rosso e Palazzo Tursi, a Genova, dichiarati Patrimonio dell'Umanità Unesco - e i concerti-lezione nei licei di Alessandria.  

Musiche in Mostra, particolarmente in questa edizione, è il dialogo tra il passato e il presente: la contemporaneità è figlia del passato, a volte del trapassato, si potrebbe anzi dire che la contemporaneità è il trapassato presente, da cui il sottotitolo della rassegna "tra•passato•presente". 

Musiche in Mostra è il confronto tra diverse forme espressive, tra la musica popolare e la musica colta, con il coinvolgimento di artisti di fama internazionale, tra cui  Ivo Nilsson, uno dei protagonisti della contemporaneità sin dagli anni Ottanta, Bryan Johanson e Jesse McCann, due dei massimi chitarristi dell’Oregon, il Duo Pianox2, il violoncellista Nicola Baroni, riconosciuto alfiere dell’hypercello, il Duo Alterno, considerato uno dei più significativi punti di riferimento nel repertorio vocale-pianistico dal ‘900 storico ai contemporanei, e interpreti tra i più accreditati nel mondo della musica contemporanea, come Gianni Trovalusci, Giuseppe Giuliano, Walter Prati, Sergio Armaroli.

Ingresso libero a tutti i concerti, con inclusa visita al Museo

 

 

Musiche in Mostra 2014, XXIX rassegna annuale di Rive Gauche Concerti, è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del Bando Arti Sceniche 2014, i contributi di Regione Piemonte, Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Conservatorio Vivaldi di Alessandria, Fondazione Nuto Revelli di Cuneo, Associazione Pasquale Anfossi di Genova, Circolo Filarmonico Astigiano e il patrocinio della Città di Torino.
Musiche in Mostra rientra tra le iniziative di Contemporary Arts Torino + Piemonte ed è parte integrante del progetto NUOVISSIMA che vede coordinate in rete quattro storiche associazioni di musica contemporanea attive a Torino e in Piemonte (Antidogma, Fiarì, Rive-Gauche e Xenia).

IL CALENDARIO

IL CALENDARIO
 
• Genova, Palazzo Rosso, sabato 8 novembre ore 17.30
Dodici tanghi in contemporanea
Pianox2 & Nicola Baroni 
Musiche di Albeniz, Bacalov, Barber, De Nazareth, Festa, Karasiski, Lokhart, Pavia*, Piazzolla, Pinelli, Porto, Putignano* 
 
• Torino, Accademia Albertina, domenica 9 novembre ore 16.30
La voce e il soffio
Ivo Nilsson & Il Duo Alterno
Contestuale alla V Giornata di Musica e Studi “La voce contemporanea in Italia” 
Musiche di Ambrosini*, Cifariello Ciardi, Clementi, Guarnieri, Nilsson, Pinelli 

• Alessandria, Liceo Saluzzo Plana, giovedì 13 novembre ore 10.30
MDA Musica degli Animali, parte I
Ensemble Innesti di Cultura 
Musiche di Andrini*, Bertolina*, De Mattia*, Fasanelli*, Gallo*, Milutinovic*, Petronzi*, Zacconi*, Zlateva*

• Genova, Palazzo Tursi, sabato 15 novembre ore 16.30
La babele dei linguaggi
Ensemble De Rerum Mechanica 
Musiche di Bartok, Gentilini, Manzini*, Ravera, Sanna, Scapecchi, Spinosa, Venturi
 
• Torino, Accademia Albertina, domenica 16 novembre ore 16.30
Toccata in blu
Bryan Johanson & Jesse McCann 
Musiche di Bogdanovic, Bombardelli*, Domeniconi, Duarte, Johanson, Svoboda, Tadic
 
• Alessandria, Conservatorio Vivaldi, martedì 18 novembre ore 16.30
Magic Serenade
Bryan Johanson & Jesse McCann
Musiche di Bogdanovich, Bombardelli, Johanson, Svoboda, Tadic
 
• Alessandria, Liceo Galileo Galilei, giovedì 20 novembre ore 10.30
MDA Musica degli Animali, parte II
Ensemble Innesti di Cultura 
Musiche di Andrini*, Bertolina*, De Mattia*, Fasanelli*, Gallo*, Milutinovic*, Petronzi*, Zacconi*, Zlateva*
 
• Asti, Archivio di Stato, sabato 22 novembre ore 21.15
Musica dallo schermo
Mario Carbotta e Carlo Balzaretti 
Musiche di Borne, Casella, Cattaneo*, Rota, Tavener
 
• Torino, Accademia Albertina, domenica 23 novembre ore 16.30
Fuga Libre. L’ultimo contrappunto
Ensemble SpazioMusica 
Musiche di Bach, Boggio*, Oppo, Petrassi, Piazzolla, Pusceddu*
 
• Cuneo, Sala San Giovanni, sabato 29 novembre ore 15
Il mondo dei vinti: Foto-suoni per Paraloup
Il Duo Alterno
Musiche di Lerda, Nono, Piacentini*
 
• Torino, Accademia Albertina, domenica 30 novembre ore 16.30
FormaleInformale
ImprovvisoFantasia
Musiche di Cage, Stockhausen
 
• Asti, Archivio di Stato, sabato 6 dicembre ore 21.15
Cento passacaglie
Mattia Laurella e Gian Luca Rovelli
Musiche di Bach, Frescobaldi, Galanti*, Ligeti 

* Nuove commissioni 

Copyright © 2014 Rive-Gauche Concerti, All rights reserved.
La presente e-mail è inviata in copia nascosta e, a norma del Decreto Legislativo 196/03, abbiamo reperito il tuo indirizzo navigando in rete, o da e-mail che l'hanno reso pubblico, o da e-mail ricevute, o da contatti personali, o tramite attività di ufficio stampa, o perché sei iscritto alla nostra mailing list. Se non sei interessato a ricevere i nostri aggiornamenti ti invitiamo a cliccare il link seguente per disattivare il servizio.

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Strada degli Alberoni 12/22

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• Genova, Palazzo Rosso, sabato 8 novembre ore 17.30
Dodici tlinguaggi
Ensemble De Rerum Mechanica 
Musiche di Bartok, Gentilini, Manzini*, Ravera, Sanna, Scapecchi, Spinosa, Venturi
 
• Torino, Accademia Albertina, domenica 16 novembre ore 16.30
Toccata in blu
Bryan Johanson & Jesse McCann 
Musiche di Bogdanovic, Bombardelli*, Domeniconi, Duarte, Johanson, Svoboda, Tadic
 
• Alessandria, Conservatorio Vivaldi, martedì 18 novembre ore 16.30
Magic Serenade
Bryan Johanson & Jesse McCann
Musiche di Bogdanovich, Bombardelli, Johanson, Svoboda, Tadic
 
• Alessandria, Liceo Galileo Galilei, giovedì 20 novembre ore 10.30
MDA Musica degli Animali, parte II
Ensemble Innesti di Cultura 
Musiche di Andrini*, Bertolina*, De Mattia*, Fasanelli*, Gallo*, Milutinovic*, Petronzi*, Zacconi*, Zlateva*
 
• Asti, Archivio di Stato, sabato 22 novembre ore 21.15
Musica dallo schermo
Mario Carbotta e Carlo Balzaretti 
Musiche di Borne, Casella, Cattaneo*, Rota, Tavener
 
• Torino, Accademia Albertina, domenica 23 novembre ore 16.30
Fuga Libre. L’ultimo contrappunto
Ensemble SpazioMusica 
Musiche di Bach, Boggio*, Oppo, Petrassi, Piazzolla, Pusceddu*
 
• Cuneo, Sala San Giovanni, sabato 29 novembre ore 15
Il mondo dei vinti: Foto-suoni per Paraloup
Il Duo Alterno
Musiche di Lerda, Nono, Piacentini*
 
• Torino, Accademia Albertina, domenica 30 novembre ore 16.30
FormaleInformale
ImprovvisoFantasia
Musiche di Cage, Stockhausen
 
• Asti, Archivio di Stato, sabato 6 dicembre ore 21.15
Cento passacaglie
Mattia Laurella e Gian Luca Rovelli
Musiche di Bach, Frescobaldi, Galanti*, Ligeti 

* Nuove commissioni 

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NOBEL PER LA FISICA ASSEGNATO AI LED/ GREENPEACE: DICIAMO ADDIO AL CARBONE

Martedì 07 Ottobre 2014 19:53

NOBEL PER LA FISICA ASSEGNATO AI LED/ GREENPEACE: DICIAMO ADDIO AL CARBONE

 

ROMA\ aise\ - Il premio Nobel per la fisica assegnato ai Led (Light Emitting Diode) (i rivoluzionari dispositivi elettronici che sfruttano le proprietà ottiche di alcuni materiali per produrre la luce in modo più efficiente) è un segno dei tempi. Ne è convinta Greenpeace, soddisfatta per l’assegnazione dei Nobel della Fisica a Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, i tre scienziati giapponesi che hanno sviluppato i Led blu.

"Era ora – si legge nella nota di Greenpeace - che passi così innovativi verso un futuro sostenibile venissero adeguatamente celebrati. La scienza e la ricerca sono la chiave per liberarci dai combustibili fossili".
"Il potenziale di efficienza in Italia nel settore dell'illuminazione al 2020 – precisa Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia - è stimabile in circa 35 miliardi di kWh. Investire in LED e negli altri sistemi efficienti di illuminazione sia nelle case che negli uffici e nelle industrie consentirebbe di eliminare completamente la produzione di elettricità di tutti gli impianti a carbone". (aise).

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da: http://www.aise.it/index.php?option=com_content&view=article&id=184895:nobel-per-la-fisica-assegnato-ai-led-greenpeace-diciamo-addio-al-carbone&catid=66:ambiente&Itemid=191

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Cuneo: sabato 4 ottobre torna la Festa dei Nonni

mercoledì 01 ottobre 2014, 15:00

Cuneo: sabato 4 ottobre torna la Festa dei Nonni

 

 


Cuneo, tra le prime città in Italia, 9 anni fa ha organizzato la 1^ edizione della Festa dei nonni, ricorrenza istituita dalla legge nazionale 159 del 31 luglio 2005 che ha anche individuato il 2 ottobre (giorno in cui la Chiesa cattolica celebra gli angeli custodi) come data per “celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale”

Cuneo, tra le prime città in Italia, 9 anni fa ha organizzato la 1^ edizione della Festa dei nonni, ricorrenza istituita dalla legge nazionale 159 del 31 luglio 2005 che ha anche individuato il 2 ottobre (giorno in cui la Chiesa cattolica celebra gli angeli custodi) come data per “celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale”. Il Parlamento Italiano ha quindi formalmente riconosciuto il ruolo insostituibile dei nonni e lo ha istituzionalizzato insieme alle feste del papà e della mamma. Ciò vuole significare come i nonni rappresentino figure e modelli di vita che affiancano ed aiutano i genitori nell'assistenza quotidiana e nella crescita dei bambini, soprattutto sotto il profilo della sfera affettiva, oltre che un prezioso patrimonio di esperienza e saggezza.

A Cuneo, l’edizione 2014 della Festa dei Nonni si svolgerà sabato 4 ottobre, con una giornata a loro dedicata, intitolata “Come l’acqua che scorre… sul filo dei ricordi”, che partirà  alle ore 16 al Teatro Toselli. Gli alunni della scuola primaria di Passatore leggeranno ricordi e testimonianze storiche a cui farà seguito un finale in musica con canti e danze eseguite da Serena Garelli (soprano), Flavia Giordanengo (pianoforte) e Monica Punzi (ballo).

Per informazioni: Settore Socio-educativo del Comune di Cuneo, tel. 0171.444.450, email socioeducativo@comune.cuneo.it

c.s.

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da: http://www.targatocn.it/2014/10/01/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/cuneo-sabato-4-ottobre-torna-la-festa-dei-nonni.html

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Concerto do violonista Aniello Desiderio

 

na quinta-feira, 2 de outubro de 2014

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Concerto do violonista Aniello Desiderio

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Concerto do violonista Aniello DesiderioDesde os 8 anos, Desiderio consolidou-se como um dos mais destacados violonistas da atualidade, alcançando a incrível marca de conquistar dezoito vezes o primeiro lugar em concursos internacionais. Aniello Desiderio já se apresentou pelo mundo todo e nos mais prestigiados festivais internacionais, passando pelas mais importantes salas em recitais solos ou como solista de grandes orquestras.

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Informações

Data: quinta-feira, 2 de outubro de 2014

Horários: 21h

Local: Teatro JK Iguatemi – Avenida Presidente Juscelino Kubitschek, 2041 -3º piso Itaim Bibi

Organizado por: Interarte e Cultura Artística

Em colaboração com: Instituto Italiano de Cultura de São Paulo

Ingressos: http://www.culturaartistica.com.br/?p=7402

 

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anielo

Aniello Desiderio

02/10/2014 às 21:00h

 

 

Um dos mais premiados violonistas da atualidade é a atração de outubro dos Recitais de Violão da Série de Câmara 2014, da Cultura Artística. Ganhador de concursos como Tárrega, Guerrero e Havana – destaques em um currículo que contabiliza nada menos do que 18 prêmios -, o napolitano Aniello Desiderio toca no Teatro JK Iguatemi no dia 2 de outubro, às 21h.

Ao ouvi-lo, o pianista Chick Corea confessou-se “nocauteado”, enquanto o maestro Lorin Maazel afirmou: “agora eu conheço o verdadeiro som do violão”. Tendo começado os estudos do instrumento aos seis anos de idade, Desiderio vem conquistando público e crítica especializada desde suas primeiras apresentações, aos oito.

O menino-prodígio rapidamente se tornou um artista requisitado, tocando na Europa, Ásia e América Latina, em recitais solo e apresentações com grupos como a Orquestra da Rádio de Berlim, Orquestra de Câmara de Viena, Bach Collegium e Os Virtuosi de Moscou, regidos por Vladimir Spivakov.

Presença constante em festivais internacionais, Desiderio fez turnês com o célebre violonista Angel Romero, e foi escolhido por John McLaughlin para estrear o concerto para violão “Thieves and Poets”.

Fundador de grupos como World Guitar Ensemble, Passione Napoletane, Tango con Passion (com o bandoneonista argentino Romulo Larrea) e o Quartetto Furioso (violão, violino, piano e percussão), Desiderio gravou para a Frame, Waku Music, Koch Universal e Termidor e, em 2006, criou o selo Adoro Records.

Autores e obras

Isaac Albéniz (1860 – 1909)

Asturias Sevilla

Um dos principais compositores espanhóis de todos os tempos, Albéniz foi um pianista elogiado pela clareza e delicadeza, escrevendo para seu instrumento uma série de miniaturas com inequívoco sabor nacional, que foram agrupadas sob o título de Suíte Espanhola. Algumas delas, como Asturias e Sevilla, funcionaram tanto em transcrição para violão que hoje costumam ser mais ouvidas e executadas nessa versão do que em sua forma original, para teclado.

Joaquín Turina (1882-1949)

Sevillana Op. 29

Sonata Op. 61

Pianista, regente e musicólogo, o sevilhano Joaquín Turina contribuiu decisivamente para o repertório do violão ao escrever diversas obras para o legendário Andrés Segovia, ao qual ele dedicou sua Sonata Op. 61, estreada em Roma, em 1932. A obra tem colorido nacionalista, assim como a Sevillana Op. 29, em que o compositor dialoga com o universo do flamenco.

Mauro Giuliani (1781 – 1829)

Rossiniana nº 1 Op. 119

Nascido em Bari, Giuliani radicou-se em Viena em 1806, tocando violoncelo na estreia da Sétima Sinfonia, de Beethoven, e ganhando a reputação de maior violonista de sua época. Enriqueceu o repertório do violão com mais de 200 obras para o instrumento, destacando seis suítes “rossinianas”, nas quais elabora temas tirados das óperas do mais popular compositor de teatro da época, Gioachino Rossini (1792-1868).

Napoléon Coste (1805 - 1883)

Le Dèpart Op.31

Aluno do célebre violonista e compositor espanhol Fernando Sor (1778-1839), o francês Napoléon Coste foi um pedagogo, compositor e violonista de destaque em Paris. Escrita em 1856, Le Dèpart (A Partida) é chamada por Coste de “fantasia dramática”, e retrata a volta das tropas francesas a seu país, depois do triunfo sobre os russos na Guerra da Crimeia.

Carlo Domeniconi (n. 1947)

Koyunbaba Op. 19 Conhecido tanto pelas obras “eruditas'” quanto pelas jazzísticas, Carlo Domeniconi é um compositor e violonista italiano com forte atuação em Berlim, e grande paixão pela cultura turca. Nascida como improvisação livre, composta em 1985, e modificada várias vezes pelo compositor desde então, Koyunbaba reflete seu interesse pela música e pelo imaginário popular da Turquia.

 

Programa

Isaac Albéniz

Asturias

Sevilla

Joaquín Turina

Sevillana Op. 29

Sonata Op. 61

Mauro Giuliani

Rossiniana nº 1 Op. 119

Napoléon Coste

Le Dèpart Op.31

Carlo Domeniconi

Koyunbaba Op. 19

A Série

A Série de Câmara 2014 da Cultura Artística reúne grandes atrações brasileiras e internacionais como o jovem pianista Cristian Budu (vencedor, em 2013, do Concurso Clara Haskil, na Suíça), a soprano Eliane Coelho, o grupo francês Les Arts Florissants, e o Quarteto Ariel, criado em Israel e residente na Universidade de Cincinnati (EUA).

Este ano pela primeira vez, compõem a Série de Câmara uma sequência de quatro apresentações especialmente dedicadas ao violão erudito. Os chamados Recitais de Violão trazem quatro nomes de fama internacional: o japonês Kazuhito Yamashita, o uruguaio Eduardo Fernández, o brasileiro Fabio Zanon e o italiano Aniello Desiderio.

Serviço

Cultura Artística – Série de Câmara 2014 – Recitais de Violão

Aniello Desiderio, violão

Quando: 2 de outubro, (quinta), 21h

Onde: Teatro JK Iguatemi – 3° Piso

Ingressos: R$ 60,00 (R$ 30,00 meia-entrada)

Informações: http://www.culturaartistica.com.br e www.ingressorapido.com.br

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Torino: Il Requiem d’apertura scelta felice del Regio

01/10/2014

Il Requiem d’apertura scelta felice del Regio

La stagione lirica del Teatro torinese inaugurata con la “Messa” di Verdi dal maestro Noseda a cui il pubblico ha dedicato un’ovazione particolare

Gianandrea Noseda, il maestro «dimissionario», si è regolarmente presentato per il primo concerto della stagione

giorgio pestelli

torino

Il Regio ha aperto la sua stagione d’opera 2014-2015 con la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, Orchestra e Coro del Teatro diretti da Gianandrea Noseda, maestro del Coro Claudio Fenoglio, quartetto vocale di eccellenti solisti, Erika Grimaldi e Gregory Kunde (che hanno sostituito due cantanti indisposti e che ritroveremo il 14 ottobre come Desdemona e Otello), Daniela Barcellona e Michele Pertusi: esecuzione fervida e concorde nei singoli e nelle masse, collaudata in varie tournées da Vienna a Tokyo, da Dresda a Pietroburgo come biglietto da visita della città: una concordia e un’armonia di risultati che ha fatto sentire lontane le nubi addensate sul nostro teatro dalle cronache degli ultimi mesi.  

 Inaugurare una stagione lirica con un Requiem? Certamente è possibile: intanto perchè in questo 2014 un po’ dappertutto si è voluto ricordare il centenario della Grande Guerra, e vengono in mente le parole di Valéry nel 1919, sulle ceneri del disastro, quando scriveva di sentire che una «civiltà» ha ora «la stessa fragilità d’una vita». E poi nel caso particolare di questa Messa, voluta da Verdi, come tutti sanno, quale omaggio ad Alessandro Manzoni a un anno preciso dalla sua morte; ma solo la prima esecuzione, il 22 maggio 1874, ebbe luogo nella chiesa milanese di San Marco come parte di una cerimonia liturgica (che procurò a Verdi seri ostacoli col rito ambrosiano e col divieto alle donne del coro di cantare in chiesa); poi viene eseguita sempre in teatri, tre giorni dopo alla Scala, poi nello stesso anno Parigi (Opéra-Comique), Londra (Albert Hall), Vienna, NewYork. Il fatto è che il sentimento religioso di Verdi era una cosa sola col suo linguaggio drammatico: alcune sezioni del «Lacrimosa» e dell’«Ingemisco» derivano o si ritrovano nel Don Carlos, e poi al costume teatrale appartiene anche la volontà di Verdi di puntare, come nell’opera, su voci per lui irrinunciabili, Teresa Stolz come soprano (la sua Aida!) e Maria Waldmann come mezzosoprano, per la quale scrisse la nuova versione del Liber scriptus, battezzata nell’esecuzione londinese e rimasta poi definitiva.  

 Anche nella nostra inaugurazione, la sostituzione all’ultimo di due solisti era di squisita marca teatrale. Ma il rischio limitato dall’essere i due nuovi nomi già «sul posto» a provare l’Otello. Prima di tutto bisogna riconoscere a Gianandrea Noseda il merito di aver tenuto tesa e compatta tutta la vicenda straordinaria della Messa, con le sue escandescenze e i suoi momenti, forse anche più numerosi, di raccoglimento e di poesia intima. 

 I cori hanno fatto sentire tutta la potenza della concezione drammatica, e gli incastri con l’orchestra e con i solisti vocali è stata governata da Noseda con sicuro istinto musicale: è evidente che il maestro ha la partitura in tasca, la conosce in ogni sua piega. L’unico appunto che gli si può fare è di aver tenuto i solisti vocali un po’ troppo lontani per cui qualche volta si perdevano le loro voci e di avere fatto degli spazi troppo lunghi tra un movimento e l’altro in modo da allungare la composizione. Comunque va ringraziato per la sua prova a cui il pubblico ha tributato un’ovazione particolare. Da lodare i quattro solisti. Erika Grimaldi non ha forse i decibel per sostenere il «Libera me Domine» finale, però ci ha fatto sentire cose deliziose di fraseggio con la sua voce ferma, pulita e chiara. Daniela Barcellona, mezzo soprano drammatico, espressiva e bravissima, bastava sentire come ha attaccato il «Lacrimosa». Gregory Kunde è il tenore che combatte vittoriosamente con una parte spesso acuta ma è riuscito lo stesso a darci tratti dolcissimi e trasognati. Idem Michele Pertusi dal volume espressivo e sicuro in ogni parte.

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da: http://www.lastampa.it/2014/10/01/spettacoli/il-requiem-dapertura-scelta-felice-del-regio-oWW0fVqafj5hDF9HzIZ15O/pagina.html

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Tutti i vip di casa Clooney

 

25.09.2014

Tutti i vip di casa Clooney

Al matrimonio dell’anno, quello tra George Clooney e Amal Alamuddin, non poteva certo mancare una parata di star

giulia mattioli
George Clooney <br>
LaPresse   Amal Alamuddin e George Clooney



Non se ne abbiano a male Angelina e Brad, ma avendo annunciato le nozze in anticipo e in pompa magna il titolo di matrimonio dell’anno sta andando alla coppia Clooney-Alamuddin. Non solo per l’annuncio ufficiale che la i signori Jolie-Pitt non hanno voluto fare, ma anche perché George era sempre sembrato così allergico alle nozze da rendere la notizia della cerimonia una vera bomba.


Detto ciò, i Brangelina saranno sicuramente presenti alle nozze dell’amico, che si celebreranno a Venezia il 27 settembre a Cà Papadopoli, palazzo che ospita un resort a 7 stelle della catena Aman, e pare che saranno proprio loro i testimoni di nozze. Sempre secondo indiscrezioni, la lista degli invitati celebri prosegue con Sandra Bullock, amica storica di George, sua partner nel pluripremiato ‘Gravity’. La parata di star continua con Bono Vox, Matt Damon, Cindy Crawford. Ospiti d’eccezione, che allieteranno la giornata di festeggiamenti con le loro esibizioni, Andrea Bocelli e Lana del Rey, che terrà un mini concerto.
 

Anche tra le persone coinvolte nei preparativi non mancano nomi famosi. Ad ufficiare le nozze sarà l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, imprevedibile amico di George, il quale non ha voluto riti religiosi essendo ateo ma solo una cerimonia civile. Anna Wintour avrebbe invece partecipato nella decisione sull’abito da sposa, consigliando ad Amal Alamuddin di scegliere un modello disegnato da Sarah Burton per Alexander McQueen, suggerimento accettato (scelta che fece anche Kate Middleton). I capelli della sposa saranno acconciati dagli hairstylist del salone Michael John di Mayfair, Londra. Un volo privato porterà gli invitati, tra cui molti italiani, si vocifera, a destinazione, ma naturalmente le bocche sono cucite, anche per quanto riguarda l’esclusiva mediatica italiana, mentre già si sa che le immagini andranno in esclusiva a Vogue America in cambio di una donazione alla fondazione di Clooney.
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da: http://www.stile.it/essere/icone/articolo/art/tutti-i-vip-di-casa-clooney-id-18582/
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AIDA em Porto Alegre - Giuseppe Verdi e a Ópera

sábado 06/12/2014

AIDA em Porto Alegre - Giuseppe Verdi e a Ópera

 

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Belo horizonte: 19/09 - Mafalda Minnozzi lança o dvd SPRITZ DAL VIVO - Teatro Bradesco

 

Amigos,

 
MAFALDA MINNOZZI LANÇA EM BH O DVD “SPRITZ DAL VIVO!” – TEATRO BRADESCO
Reconhecida como grande intérprete e performer, Mafalda Minnozzi apresenta em seu novo show SPRITZ DAL VIVO, nome também do recém lançado DVD, originais releituras para alguns temas da celebrada era da canção italiana. O show, em turnê pelo país, vem recebendo elogios da crítica e do público, principalmente pela ousadia da cantora ao revestir os eternos clássicos italianos dos anos 50/60, com novos e originais arranjos, provocando uma mistura entre o jazz, a bossa nova e o pop. RECOMENDADÍSSIMO!!

INGRESSOS (R$ 80,00 e R$ 40,00) JÁ À VENDA NAS BILHETERIAS DO TEATRO, E ATRAVÉS DO SITE INGRESSORAPIDO.COM.BR - OUTRAS INFORMAÇÕES: (31) 3516-1360
 
 


Contato:

ALVES MADEIRA COMUNICAÇÃO & PRODUÇÃO
alvesmadeira@terra.com.br
www.compositoresbr.com
www.alvesmadeira.com.br


Abraço meu,


Martha Toffolo

 

 

 

 

 

 

 

Coordenação de Comunicação 
Festival Palco Itália  - Ponte entre Culturas
Tel. (31) 3221-6959  - Cel.(31) 8745-6959      
marthatoffolo@gmail.com

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Juventus, il calcio è alla moda con Trussardi

 

04.09.2014

Juventus, il calcio è alla moda con Trussardi

Arrivano dall’olimpo del fashion le nuove divise per celebrare l’eleganza del football club bianconero.

livia fabietti
Leonardo Bonucci e Luca Marrone in divisa Trussardi<br>
LaPresse / Leonardo Bonucci e Luca Marrone in divisa Trussardi. Foto LaPresse
Sempre più va ad affermarsi il binomio moda/sport, un connubio rivelatosi vincente che porta in campo tenute comode e pratiche da indossare ma, allo stesso tempo, belle da vedere perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Uno degli ultimi accordi unisce il calcio con uno dei nomi più illustri dell’alta moda italiana: Trussardi e Juventus Football Club hanno infatti rinnovato, per altre due stagioni, la partnership per vestire i Campioni d'Italia con una divisa formale.
La “Vecchia Signora” ha presentato la nuova tenuta al mondo intero in occasione della prima giornata del Campionato di calcio 2014-2015 di Serie A, Chievo-Juventus, presso lo stadio Bentegodi di Verona. A sottolineare l’eccellenza del Made in Italy è il marchio del Levriero che terrà compagnia ai giocatori per l’intera stagione calcistica.



Bonucci con la nuova divisa della Juventus firmata Trussardi. Foto LaPresse

Il completo rispecchia fedelmente i codici “effortless elegance” e la tradizione sartoriale cari allo stilista, quella classe e raffinatezza che si riscontrano nell’elegante gessato blu scuro che si compone di una giacca dal taglio sartoriale, un pantalone lineare abbinati ad una camicia bianca ed una cravatta che, nei colori, richiama l’abito.

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da: http://www.stile.it/vestire/icone/articolo/art/juventus-il-calcio-alla-moda-con-trussardi-id-18410/

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Parte l’ottava edizione di MiTo SettembreMusica. La festa dei suoni, un progetto culturale

31/08/2014

 

Parte l’ottava edizione di MiTo SettembreMusica. La festa dei suoni, un progetto culturale

Forte presenza di Orchestre dall’Est: Filarmonica Ceca e di San Pietroburgo, Budapest e Radio Polacca

 

La Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov (7 settembre)

 

PAOLO GALLARATI

Con il Concerto della Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer al Teatro Regio di Torino prende il via il 4 settembre l’ottava edizione di MITO SettembreMusica che il giorno dopo vede la stessa orchestra esibirsi al Teatro alla Scala, per l’inaugurazione della stagione milanese. I programmi sono diversi: molto composito quello di Torino, con Brahms, Schubert, Mahler, Strauss, Dvorak, Kodaly; molto compatto quello di Milano, dedicato alla memoria di Claudio Abbado, con la Terza e Quarta Sinfonia di Brahms. Accanto ad alcune orchestra italiane (Teatro Regio e Filarmonica di Torino, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Verdi e dei Pomeriggi musicali di Milano) le orchestre straniere sono sempre state un tratto distintivo del festival settembrino.  

 

Quest’anno abbondano quelle dell’Est: oltre a Budapest, avremo l’eccelsa e notissima Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov (7 settembre Torino, 9 Milano), l’Orchestra Filarmonica Ceca (17 settembre Milano, 18 Torino), l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca di Katowice diretta da Alexander Liebreich con il grande pianista Krystian Zimerman (20 sett Torino, 21 Milano) . Siamo poi molto curiosi di conoscere il 10 settembre (11 a Milano) la Neojiba Orchestra, Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia, fondata dal pianista e direttore Ricardo Castro, che ha inteso riprodurre in Brasile lo straordinario esperimento di educazione musicale ideato in Venezuela da José Antonio Abreu. La presenza di questa orchestra sarà impreziosita dalla partecipazione della pianista Martha Argerich, che eseguirà il primo concerto di Ciaikovskij: la serata promette quindi di essere tra le più attraenti dell’intero programma. Tra i solisti più rinomati sarà da mettere in calendario anche il tenore Ian Bostridge, che eseguirà Lieder di Schumann Liszt e Strauss nel Tempio Valdese, il 12 settembre.  

 

Una delle più piacevoli caratteristiche di MITO è la varietà del repertorio e l’offerta di musiche solitamente poco eseguite, come le composizioni della polifonia antica. I patiti della musica barocca possono contare, tra l’altro, su due appuntamenti particolarmente allettanti: il 9 settembre, al Teatro Carignano, verrà eseguito Dido and Aeneas di Purcell con l’Accademia degli Astrusi e l’Ars Antica Choir diretti da Federico Ferri; mentre il 16, al Regio, Jordi Savall, con Le Concert des Nations, presenta musiche di Jean-Philippe Rameau, del quale è assurdo che nessun teatro italiano si preoccupi di inscenare i capolavori operistici. 

 

Come sempre, il programma del Festival segue alcuni filoni culturali che raggruppano manifestazioni diverse attorno ad un tema. «Aimez-vous Brahms» è il titolo del romanzo di Françoise Sagan con cui la direzione artistica di MITO ha voluto etichettare una serie di concerti sinfonici e da camera: saranno un’occasione per ascoltare alcuni giovani al Teatro Vittoria e al Piccolo Regio di Torino e al Conservatorio di Milano. «La grande guerra» è il tema di un convegno che darà modo di riflettere sulla musica negli anni del primo conflitto mondiale, e che servirà di appoggio a quelle della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense (6 a Milano, 7 a Torino) e del duo pianistico Canino-Ballista che, insieme al soprano Lorna Windsor, eseguirà, (7 a Milano all’Auditorium San Fedele, 8 a Torino al Carignano), musiche di Casella, Ravel, Debussy, Stravinskij. Inoltre, dall’ 8 al 14 settembre, il tema della Grande Guerra sarà affrontato anche nel Cinema Massimo di Via Verdi con la proiezione di film antimilitaristi. 

 

Come sempre, un settore del programma è dedicato alla musica contemporanea, rappresentata quest’anno da Fabio Vacchi e Beat Furrer. E come sempre, accanto alla musica classica, ruoteranno manifestazioni dedicate, al jazz alla musica folk, al rock, al Tango di Piazzolla, alla canzone d’autore, con Vecchioni, e alla danza. Tra queste spicca per interesse lo spettacolo Trauerbach, di Alain Platel (9 sett. Fonderie Limone) , più vicino alla prosa che alla danza, in cui gli straordinari danzatori del gruppo Les ballets C de la B si muoveranno sulle note di Artur Zmjewski (Bach cantato dai sordi) e sulle arie di Mozart. Se a tutto questo si aggiungono le attività per bambini e per ragazzi, si comprende come, per le due città, il cartellone di MITO rappresenti una festa musicale a tutto campo, con una forte valenza non solo artistica ma culturale ed educativa.

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da: http://www.lastampa.it/2014/08/31/spettacoli/musica/parte-lottava-edizione-di-mito-settembremusica-la-festa-dei-suoni-un-progetto-culturale-dC689RQriuMAujicEoFPWO/pagina.html

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28 e 31/08/2014 Theatro São Pedro - Recital Lirico Mariella Devia

Recital Lirico Mariella Devia, Theatro São Pedro - 28 e 31/08

 

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Il matrimonio: il 70 per cento delle future spose lo programma sotto l’ombrellone


Il matrimonio: il 70 per cento delle future spose lo programma sotto l’ombrellone

Gino Signore (direttore creativo di Maison Signore): “I dati che emergono dal sondaggio rappresentano chiaramente come sono cambiate le propensioni di spesa delle future spose”

Nuotate, gite in barca, relax e… preparativi per le nozze. Il 70 per cento delle future spose programma il matrimonio durante le vacanze estive: questo quanto emerge dai risultati del sondaggio approntato dall’Osservatorio sul Wedding di Maison Signore (www.maisonsignore.it) su un campione di più di 2 mila future spose italiane.   
Dai risultati emerge che data, chiesa, testimoni ed invitati vengono scelti, da più del 70 per cento delle future spose, in questo periodo, complice forse qualche ora libera in più per riflettere, mentre la scelta dei fornitori, da ponderare anch’essa accuratamente, slitta all’autunno quando le fiere di settore offrono una larga panoramica del pianeta wedding tutto da esplorare.

Secondo i risultati del sondaggio, il 55 per cento delle future spose ha un’età compresa tra i 25 e i 30 anni,  il 60 per cento sceglierà la chiesa per la celebrazione delle nozze ed il 58 per cento prevede (o almeno spera) di spendere tra i 35 ed i 45 mila euro per l’intero matrimonio.
Future spose di Nord, Centro e Sud concordano sulla scelta di una bella villa come location per i festeggiamenti (più del 50 per cento) che supera di gran lunga le sale di hotel e ristoranti. La media degli invitati per il 65 per cento del campione oscilla tra gli 80 ed i 130.
Solo il 20 per cento delle future spose pensa poi di affidarsi ad un Wedding Planner e, analizzando le risposte, questo venti per cento coincide con coloro che immaginano di superare i 45 mila euro di spesa per le nozze.

Il 60 per cento delle future spose non è disposto a risparmiare sull’abito e il 50 per cento sul ricevimento mentre il 55 per cento si dichiara disponibile a risparmiare sulle bomboniere, il 60 per cento sul viaggio di nozze, il 65 per cento sull’auto ed più del 70 per cento sulla musica durante il ricevimento, sulle partecipazioni ed il servizio fotografico.

“I dati che emergono dal sondaggio - dichiara il direttore creativo della Maison, Gino Signore-  rappresentano chiaramente come sono cambiate le propensioni di spesa delle future spose. Si cerca di spendere meglio su quegli ingredienti che rendono unico un matrimonio come l’abito da sposa ed il ricevimento e si punta a risparmiare su quei servizi che possono incidere marginalmente nella riuscita dell’evento.”

Per ulteriori informazioni ed interviste: 3339064533 o 3470885233

Maison Signore
Quaranta anni di attività nel mondo del bridal fashion, più di duemila metri quadrati di showroom tra gli Atelier di Napoli e Caserta,  tre collezioni e più di cento modelli diversi di abiti da sposa ogni anno: sono questi alcuni dei numeri di Maison Signore (www.maisonsignore.it).
L’azienda quest’anno ha completato la sua offerta aggiungendo alle collezioni Signore Excellence e Victoria F, che hanno reso celebre e portato al successo la Maison, la collezione “Seduction” nata dalla partnership con Valeria Marini.
Gli abiti di Maison Signore sono interamente Made in Italy e realizzati rigorosamente a mano da sarte e ricamatrici esperte.

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da: Maison Signore Ufficio Stampa  
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Apresentação Musical com a Filarmônica Bachiana SESI-SP - 25/08/14

 

 

 

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Papa Francesco, le sue radici anche in Liguria

Papa Francesco, le sue radici anche in Liguria

Cabella Ligure scopre le radici del Papa: la nonna di Bergoglio è nata qui  

09 agosto 2014

dal nostro inviato Patrizia Albanese,
ha collaborato Marzia Persi

Cabella Ligure - Tutto merito della Mariangela. Che s’è accorta dell’errore di trascrizione di una vocale, nel 1887, rendendo possibile la scoperta dell’atto di nascita della nonna di Papa Francesco. Da 32 anni, la Mariangela dell’anagrafe custodisce i segreti di questo paesino arroccato in Alta Val Borbera. Conoscendo per nome tutti e 478 residenti. Compresa “la Santona” Shri Mataji Nirmala Devi, che ha creato la più affollata comunità di “yoga naturale” fuori dall’India nell’ex Castello Doria, meta di migliaia di seguaci che arrivano qui fin dal Canada. «Ovvio che conosca tutti» si schermisce lei, tutta rossa per l’improvvisa notorietà. Un po’ meno scontato, però, era riuscire a scovare proprio quassù i natali della madre della mamma del Pontefice: Maria Gogna, «nata nel 1887 al numero 1 di Teo», frazione di Cabella.

La Curia di Tortona ci stava impazzendo da mesi. Fin da quella prima indicazione scritta sul Secolo XIX , da Eloisa Moretti Clementi. Un articolo finito sulla scrivania della biografa del Pontefice, Analìa Montorfano di Buenos Aires. Che insieme a Silvia Malaspina, dell’Archivio storico diocesano, era sicura dovesse essere in questa valle tra Liguria e Piemonte «la tessera mancante del puzzle». Ma senza riuscirne a venirne a capo. Finché la Curia non s’è rivolta alla Mariangela Bava, chiedendole lumi su quel «certificato di Battesimo» recuperato nella diocesi di Tortona. E che raccontava di quella piccolina, «Maria Gugna di Pietro Giovanni e Regina Demergazzo».

Naturalmente, la ricerca - come aveva sottolineato al telefono Giuseppe Decarlini – non doveva essere riservata: di più. Ufficiosamente, per non creare voci sulla nonna di Francesco, nel caso di un errore. Di fatto, logicamente, per lasciare al Popolo, settimanale della Curia, l’onore di un simile scoop. Che ha valenza di un atto ufficiale, sparato in prima pagina: «La nonna materna del Papa è nata a Cabella Ligure». E che da ieri è la notizia della Val Borbera. Andando a caccia, stavolta, dei “cugini” e di altri parenti Gogna di Francesco. Col sindaco Roberta Daglio e Carlo Repetti - genovesissimo uomo dei teatri, con cittadinanza onoraria qui, paesino dei suoi avi – già alle prese con un torpedone da organizzare in direzione San Pietro, «per portare al Papa l’atto di nascita originale». E con mezzo Comune già allertato per (ri)trovare la casa di Maria Gogna, sulla quale – appena identificata – campeggerà una doverosa targa, che faccia conoscere l’evento urbi et orbi.

Probabilmente, la piccola Maria – trascritta in Curia come Gugna, anziché Gogna – ci rimase pochissimi anni, prima del trasferimento in Argentina. Ma quassù, resistono ancora tre famiglie Gogna. Una, proprio a Teo – un chilometro in linea d’aria dal quartier generale dello yoga – frazione semideserta, con più case in vendita che ristrutturate. Ma con un’aria talmente sana da far passeggiare l’Antonia Calegari sulle stradine ripide e sassose, a dispetto del bastone e dei suoi 90 anni. L’Antonia è vicina di casa della Zeffirina Gogna, che a questo punto dovrebbe essere cugina di secondo grado del Papa: «Ma va, davvero? E che onore». Già a conoscenza della parentela vaticana, il fratello Mario si almanacca disperatamente per tentare di ricordare se il nonno avesse una sorella di nome Maria. E mentre l’Italo Gogna giura che no, figurarsi se ci può mai essere una sua parentela col Pontefice, fervono le ricerche. E l’orgoglio di campanile. Che ieri di buon mattino ha portato l’ex sindaco a telefonare «al cardinale», per comunicargli la clamorosa notizia. Notizia appresa da Domenico Calcagno, savonese, durante i pochi giorni di vacanza da queste parti: a Tramontanino. «Era contento. E stupito» racconta l’ex sindaco mentre in piazza a Cabella si cercano disperatamente copie (e fotocopie) del numero del Popolo.

Conoscendo l’umanità e soprattutto la normalità di questo Papa che ha abolito vacanze, attici e conti cifrati, in parecchi qui sperano in una telefonata. Quantomeno alla Mariangela, che gli ha fatto ritrovare l’origine della nonna materna. «Figurarsi. Ha tante cose da fare» sussurra l’impiegata dell’anagrafe sistemandosi il caschetto biondo. Però, magari un po’ ci spera. Come del resto tutto il paese per una notizia che farà il giro del globo. Insieme alla storia di Maria «emigrata in tenera età in Argentina con i genitori e vissuta in Calle Yapeyù 669 fino al 4 aprile 1907,quandò andò sposa di Francesco Sivori, nella parrocchia di San Carlo Borromeo». Una data infelice, che segnò le nozze della giovane Maria e la morte della madre Regina, bisnonna di Francesco. Ma quel nome “Regina” tornò in famiglia «il 28 novembre 1911» quando venne alla luce la madre del futuro Papa. Che chissà, magari prima o poi troverà il tempo di arrampicarsi sui tornanti infiniti di quest’angolo di Appennino. A Cabela, come dicono i liguri e i piemontesi. E come forse direbbe Francesco col suo dolce accento argentino.

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da: http://www.ilsecoloxix.it/p/basso_piemonte/2014/08/09/ARx2qtcB-cabella_francesco_scopre.shtml

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Teatro del Silenzio di andrea Bocelli: una serata speciale con Placido Domingo

Aggiornato il 18 luglio 2014
Pubblicato il 17 luglio 2014

Teatro del Silenzio di Bocelli: una serata speciale con Placido Domingo

Teatro del Silenzio di Bocelli: una serata speciale con Placido Domingo

Torna l'evento organizzato dal maestro sulle colline di Lajatico, in provincia di Pisa. La nona edizione ha in programma, come consuetudine, una sola serata con un grande ospite: il maestro Domingo, che affiancherà Andrea Bocelli

Bocelli e il maestro Domingo magia Teatro del Silenzio

Bocelli e il maestro Domingo
magia Teatro del Silenzio



DOPO il grandissimo successo ottenuto negli scorsi otto anni, con oltre 150.000 spettatori, Andrea Bocelli presenta la nona edizione del Teatro del Silenzio. Il meraviglioso scenario di Lajatico - luogo di nascita del maestro - in provincia di Pisa, ospita, come è sempre avvenuto, una sola serata ma dalle grandissime aspettative: Bocelli si esibirà il 20 luglio con la partecipazione straordinaria del maestro Placido Domingo che dirigerà I Cameristi del Maggio musicale fiorentino, orchestra di 70 elementi, e il Corale Quadriclavio, coro di 80 elementi. 

Presidente onorario dell'associazione Teatro del Silenzio, Andrea Bocelli ha concepito un luogo unico in cui portare il suo mondo di musica e di emozioni. La spettacolare conca naturale dell'Alta Valdera ha accolto dal 2006 artisti come Laura Pausini, Noa, Lang Lang, Nicola Piovani, Toquinho, Zucchero, Elisa, José Carreras e Katherine Jenkins. Non solo musica, ma anche palco per la danza e per le arti figurative: si sono esibiti ballerini come Roberto Bolle ed Eleonora Abbagnato e ogni anno hanno dedicato una loro opera agli spettacoli artisti come Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro, Marco Ceroli, Hans Peter Ditzler, Kurt Laurenz Metzler, Venio Santoni e Giuseppe Carta. La regia di tutte le edizioni è stata curata da Alberto Bartalini, direttore artistico del Teatro del Silenzio, che quest'anno sarà affiancato, per lo spettacolo di Bocelli, da Veronica Berti.

Alle serate sarà presente la Andrea Bocelli Foundation con i suoi volontari che, come nelle passate edizioni, coglierà l'occasione per mostrare i progetti realizzati nel corso dell'anno 2013-2014 e presentare le nuove iniziative. Tutta la struttura viene allestita appositamente per l'evento e disallestita subito dopo l'ultimo spettacolo, in modo da restituire la collina al suo percorso naturale e quindi a una nuova stagione dedicata alla coltivazione del grano. Il palco, completamente senza copertura, sfida ogni anno le condizioni meteorologiche, permettendo così il perfetto inserimento nel paesaggio circostante. Il Teatro del Silenzio prende vita sulle colline di Lajatico, piccolo gioiello dell'entroterra volterrano, che per 364 giorni l'anno rimane intatto e per un giorno si anima di una vita diversa dove i protagonisti sono la musica, la danza e l'arte.

I biglietti della serata sono in vendita sul sito citysoundmilano, tramite il circuito Vivaticket e presso l'Info point del Teatro del Silenzio, in piazza Vittorio Veneto a Lajatico.

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da: http://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2014/07/15/news/teatro_del_silenzio-91673990/?ref=HRERO-1

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Torino: Dopo Mozart e Beethoven una compilation di autori

05/08/2014

Dopo Mozart e Beethoven una compilation di autori

Nel 2015 si cambia. Il Comune: ogni sera una nazione diversa

Anche l’ultima sera, con la pioggia, il festival Mozart piazza San Carlo ha fatto il pieno

 emanuela minucci
 

C’è chi diceva Vivaldi. Chi Verdi. «Sicuramente un italiano, comunque, perché dopo Beethoven e Mozart, dovremo celebrare i compositori di casa nostra».  

E invece no, l’assessorato alla Cultura del Comune ha spiazzato tutti. In onore dell’Expo, nel giugno del 2015, manderà in scena in piazza San Carlo e per le strade di Torino, cinque serate all’insegna della musica internazionale: la prima dedicata alle più note arie italiane (e qui ci stanno certamente sia Vivaldi sia Verdi), la seconda ai grandi musicisti tedeschi (da Bach a Haendel), la terza ai compositori americani (da George Gershwin a Charles Ives), la quarta alla grande musica russa (da Caikovsky a Stravinsky) e l’ultima ai francesi e agli spagnoli (da Debussy a Manuel de Falla).  

 Spartito internazionale  

Insomma, saranno cinque serate che raggrupperanno il meglio della musica europea: «Abbiamo pensato che il 2015, essendo l’anno dell’Expo, non avrebbe potuto privilegiare un solo autore - ha spiegato l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe - e proprio perché arriveranno nel nostro Paese milioni di turisti stranieri noi cercheremo di mettere insieme il meglio della storia dell’opera e della musica classica di cinque Paesi europei. Aprendo naturalmente con l’Italia». I concerti andranno in scena nella solita location di piazza San Carlo, dal 24 al 28 giugno. Sperando che nell’estate del prossimo anno piova meno che in questa. 

 Eventi diffusi  

Forte del successo ottenuto con il Festival Mozart (120 mila presenze in sei giorni) il Comune pensa di estendere anche il cartellone degli eventi «off», quelli della musica per strada che quest’anno tanto successo hanno riscosso in quartieri come il Quadrilatero romano: «Avremo una giornata in meno rispetto alle sei di quest’anno - spiega ancora Braccialarghe, ma in compenso organizzeremo più appuntamenti “on the road” spalmati dal pomeriggio fino a sera e magari coinvolgendo non solo il centro, ma un’area più ampia». C’è chi - alla divisione Cultura - già pensa a un coinvolgimento delle Ogr, le Officine Grandi Riparazioni che per il 2015 saranno messe completamente in sicurezza. 

 Il cartellone  

Dopo la riunione di ieri ne seguirà un’altra a settembre fra Comune e orchestre (da quella del Regio alla Rai) per mettere a punto una scelta dettagliata di compositori e brani. 

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da: http://www.lastampa.it/2014/08/05/cronaca/dopo-mozart-e-beethoven-una-compilation-di-autori-U4BmoVdHsZWaCGskhpvm5I/pagina.html

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Il vino di Antinori dà verve alle calzature Moreschi

23.07.20

Il vino di Antinori dà verve alle calzature Moreschi

Dalla collaborazione eno-calzaturiera tra due eccellenze manifatturiere nasce una limited edition esclusiva. Pensata per la primavera-estate 2015

massimo franzosi

 

Moreschi shoes Antinori wines limited edition<br>
Courtesy of Moreschi

Presentate a Firenze nella suggestiva cornice di Palazzo Antinori, le Moreschi 1946 Guado al Tasso verranno realizzate in soli 120 paia.

Parafrasando il motto latino “In vino veritas” si potrebbe dire che nel vino buono - qual è, per esempio, il Bolgheri di casa Antinori - si celano anche tutto il colore e, soprattutto, tutta la lucentezza indispensabili a consentire ai maestri calzolai di Moreschi di costruire un paio di scarpe “veramente” esclusive come le Moreschi 1946 Guado al Tasso. In particolare, realizzate interamente a mano nell’atelier di Vigevano (Pv) utilizzando la pelle tinta con le vinacce lavorate nella cantina Guado al Tasso di San Casciano Val di Pesa (Fi), le Moreschi 1946 Guado al Tasso verranno prodotte rigorosamente su misura in soli 120 esemplari.

Vendute insieme ad una magnum di vino, le “francesine” Moreschi sono tinte a mano con le vinacce fornite dalla cantina Guado al Tasso.

Ordinabili entro l’anno presso tutte le boutique Moreschi in Italia e nel mondo ad un prezzo al pubblico stimato in 2.000 euro, verranno fornite in una confezione altrettanto esclusiva contenente una bottiglia magnum di Bolgheri Doc Superiore. L’ideale per rafforzare l’asse food-fashion in vista dell’Expo. Unica concessione a tanta eccellenza italiana, il modello prescelto per la limited edition: una Oxford …meglio nota come francesina.

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da: http://www.stile.it/vestire/tendenze/articolo/art/il-vino-di-antinori-d-verve-alle-calzature-moreschi-id-18244/

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Dubbi addio, si dice chirurga e ministra, sindaca e avvocata: rispettando l’italiano si rispettano anche le donne

11 luglio 2014

di Giovanna Pezzuoli

 

Dubbi addio, si dice chirurga e ministra, sindaca e avvocata: rispettando l’italiano si rispettano anche le donne

Non esistono due opzioni, il genere è un meccanismo regolatore della nostra lingua. Certo, occorre buon senso: professoressa ormai nell'uso comune è meglio di professora. Cecilia Robustelli, consulente dell'Accademia della Crusca, presenta alla Camera il manuale progettato da GiULiA

 

«La presidenza va al marito dell’assessore», oppure «Il sindaco di Cosenza: aspetto un figlio! Il segretario Ds: Il padre sono io». E ancora «Marianna Madia, il ministro è incinta». Suscitano ilarità e sconcerto questi accostamenti linguistici nei media che non tengono conto del genere. Salvo trasformarsi repentinamente in scelte grammaticali ineccepibili quando la connotazione è ironica: ecco che spunta la giudice licenziata in tronco perché si era tolta i vestiti nel suo ufficio per prendere il sole. Oppure c’è la aspirante sindaca nel pezzo che deride Nathalie Kosciusko-Morizet fotografata mentre fuma insieme ad alcuni clochard. Sono esempi significativi tratti dal manuale “Donne, grammatica e media”, fortemente voluto dall’associazione di giornaliste, che viene presentato venerdì 11 luglio, alle ore 10,30, nella sala Aldo Moro della Camera dei Deputati. Così sappiamo che è corretto dire ingegnera e chirurga, architetta e ministra, senatrice e prefetta.

E avvocata è preferibile ad avvocatessa, mentre professoressa resta in auge come studentessa e dottoressa, ormai entrate nell’uso comune. A delineare il nuovo dizionario italiano declinato secondo il genere è , docente di linguistica italiana all’Università di Modena. Che con voce autorevole fa una serie di proposte operative per superare ogni perplessità – eliminando anche l’alibi del suono strano o anti-estetico – circa l’adozione del genere femminile per nomi professionali e istituzionali “alti”, suggerendo soluzioni di facile applicazione, come nota Nicoletta Maraschio presidente onoraria dell’Accademia della Crusca.

Ha dato un forte segnale in questo senso Laura Boldrini, che sul sito del Parlamento si definisce la presidente:

«Se io attribuissi ad un uomo una connotazione femminile quell’uomo si ribellerebbe. Allora il rispetto passa anche attraverso la restituzione del genere»

Ci aveva provato quasi trent’anni fa con le sue “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana”.

«Alcune erano proposte lessicali e sintattiche difficili da accettare, andavano fin troppo contro la tradizione e la grammatica – nota Cecilia Robustelli – per esempio in presenza di nomi maschili e femminili, si concordava al femminile se nella frase le femmine erano più dei maschi».

«Era una riflessione molto complessa per i tempi, anche l’assoluta condanna verso la desinenza in “essa” vista come dispregiativa oggi appare superata. Probabilmente risuonavano all’orecchio di Alma Sabatini le definizioni piene di scherno di inizio ‘900, le “pettorute deputatesse” di Alfredo Panzini»

Così la stampa si scaglia contro il suo lavoro, ridicolizzandolo. “Ah, ah, dovremmo scrivere professora!”. E per quasi trent’anni le riflessioni sul linguaggio sessista restano in soffitta. L’incertezza e le continue oscillazioni sono coltivate dalle stesse istituzioni. «Se arriva un comunicato da Palazzo Chigi che parla del ministro Roberta Pinotti, è facile che la “o” resti tale. Anche in passato a voler essere chiamata senatrice è stata soltanto Franca Falcucci nel 1974, una mosca bianca!» prosegue Cecilia Robustelli.

«Mi fa sorridere la ministra Maria Elena Boschi, che interrogata da Daria Bignardi risponde “preferisco essere chiamata ministro”. Ma non esistono due opzioni, il genere è un parametro fisso come lo è un numero, è un meccanismo regolatore della nostra lingua»

Le proposte sono ispirate a gradualità e buon senso. Per esempio viene ammessa “un’abitudine innocua” come quella di definire il nome proprio femminile con l’articolo, come la Merkel, la Mogherini, in quanto sottintenderebbe un “la famosa” e peraltro appartiene alla tradizione linguistica fiorentina. E se la parola “recensora” appare troppo audace, si può sempre usare la perifrasi colei che fa la recensione.

Ma com’è nata l’idea di questa guida? Risponde Maria Teresa Manuelli, che ha progettato e curato il volume: «Venivamo spesso interpellate dai colleghi “ma qual è il femminile di fabbro?”, “si può dire rettrice?”… Così, confrontandoci durante l’assemblea nazionale di GiULia è emersa l’esigenza di chiamare le cose con il loro nome. Anche perché gli errori e i dubbi spesso non nascevano da un atteggiamento sessista o da cattiva volontà, bensì da semplice ignoranza. Ma è solo l’inizio, non siamo entrate nel merito di dissimmetrie semantiche fondate su stereotipi, la donna svenevole, fragile o isterica, la mogliettina, la stellina, il dottor Rossi e signora e via di questo passo».

Punta il dito contro una visione androcentrica e una forse inconsapevole pigrizia mentale Sergio Lepri, storico direttore dell’Ansa, che  racconta: «Se l’Ansa scriveva “la presidente Jotti” e non “il presidente Jotti” come l’interessata in un primo tempo voleva, i giornali scrivevano “la presidente Jotti”; e alla fine anche Nilde Jotti accettò di essere chiamata “la presidente”». Diversamente dalla senatrice Susanna Agnelli che voleva a tutti i costi essere chiamata senatore e si risentì molto per la definizione al femminile.  Ma, fa notare Lepri, solo da noi le forme femminili non sono accettate. In Francia si dice regolarmente “la ministre”, “la présidente”, “la juge”, “la conseillère”; in Germania Angela Merkel è “kanzlerin”, la ministra è “ministerin”. Quanto alla Spagna, hanno addirittura “la presidenta”, “la profesora”, con l’autorità che viene dalla Real Academia Española…

Eppure, la strada da percorre è ancora lunga: secondo il recente sondaggio diffuso in rete da Se non ora quando Genova,  è forte la resistenza al cambiamento sia da parte degli uomini, sia delle donne. Alla domanda “quando ti riferisci a una donna e al suo mestiere, usi la lingua italiana declinata al femminile?”, il 22,87% per cento del campione ha risposto “mai”; il 33,58% “qualche volta”; il 27,49% “spesso” e il 16,06% “sempre”. Tra le motivazioni di chi rifiuta il cambiamento, una donna ha addotto “il lavoro è un lavoro, non un genere”, mentre un uomo ha definito una “violenza femminista” declinare i nomi al femminile, e poi chiamare una donna chirurga o architetta sarebbe riduttivo per la donna stessa!

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da: http://27esimaora.corriere.it/articolo/dubbi-addio-si-dice-chirurga-e-ministra-sindaca-e-avvocata-rispettando-litaliano-si-rispettano-anche-le-donne/

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Apresentação musical com a Filarmônica Bachiana SESI-SP sob regência do maestro João Carlos Martins - 05/08/2014

 

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Clay Paky all’evento live di Radio Italia in Piazza Duomo a Milano

inviato da: redazione mercoledì, 16 Luglio 2014 - 09:00 PM

Clay Paky all’evento live di Radio Italia in Piazza Duomo a Milano


Il progetto “Radio Italia Live – il Concerto” nasce nel 2012 con la celebrazione del 30esimo anniversario di Radio Italia. In quell’occasione, la nota emittente radiofonica organizzò per la prima volta lo spettacolo in Piazza Duomo a Milano, ottenendo una partecipazione incredibile, oltre 150.000 persone, e la trasmissione in diretta su Radio Italia, Video Italia e in differita su Italia 1. Da allora l’organizzazione decise che Radio Italia Live – Il Concerto sarebbe diventato un punto di riferimento fisso per l’inizio dell’estate milanese, e oggi costituisce una delle poche vetrine “pubbliche” di show di musica italiana con un cast di altissimo livello. Nell’edizione 2014 si sono esibiti Biagio Antonacci, Laura Pausini, Elisa, Negramaro, Edoardo Bennato, Emma, Claudio Baglioni, Alex Britti.

Giancarlo Toscani, LD responsabile del progetto luci, del progetto grafico e della scenografia, ci spiega che “Dal primo al terzo anno si è trattato di un work in progress: lavorare nella piazza più centrale di Milano equivale a sottostare a moltissime normative in termini di sicurezza, tutela e impatto ambientale, livello di luci e audio, il tutto all’interno di tempistiche strettissime. Nonostante queste limitazioni, quest’anno abbiamo fortemente voluto conferire all’evento una impronta molto live, interpretando con un disegno luci specifico ognuno dei 3 brani per ogni artista e valorizzando al contempo la location, il pubblico e l’orchestra”.

Visti i tempi stretti e la difficoltà di operare per le prove in Piazza Duomo, è stato necessario preparare gran parte del progetto scenotecnico e illuminotecnico in studio, oltre che il disegno del palco e l’intero progetto delle americane. Giancarlo Toscani ha supervisionato il processo artistico a 360°, armonizzando la difficile coesistenza tra un ampio ledwall dietro gli artisti e gli effetti luce: “Il ledwall dietro gli artisti è indispensabile per veicolare alcuni messaggi pubblicitari, ma mi obbliga a certi posizionamenti forzati delle luci per “bucare” il video. In questi casi, bisogna forzatamente scegliere dei fari che riescano a farsi vedere: i 92 Sharpy Clay Paky e i 20 Sharpy Wash 330 Clay Paky sono stati una vera manna dal cielo per questo scopo”.

Un altro grosso problema è stata la “luce a cavallo” (ndr: il passaggio dal tramonto al buio), che è stato risolto aggiornando ogni 15 minuti il livello di luminosità del ledwall, “in modo da armonizzare senza strappi la visione diurna a quella notturna. Questo è stato reso possibile solo gestendo in completa autonomia i contenuti video: parlando in generale, sono davvero felice che la gestione del ledwall sia rientrata a pieno diritto nella sfera d’azione di un lighting designer!”

Questo è un punto che il LD sostiene in modo molto accalorato: i Lighting Designer ritornano al loro ruolo originale, cioè la realizzazione del progetto in toto del palco, integrando nel disegno luci i video e le grafiche in maniera che il tutto rientri in un unico contesto di interpretazione artistica dei brani musicali. Negli anni scorsi, le due cose sono state spesso separate, quasi come se facessero parte di contesti diversi, rendendo molti show simili tra loro. Invece, per dirla con Giancarlo Toscani, “diventa fondamentale, oggi più che mai, che struttura, luci e video siano soggetti ad un unica interpretazione e gestione da parte del lighting designer che ne realizza il progetto. Per il Concerto di Radio Italia Live, abbiamo creato grafiche dedicate per ognuno dei brani musicali, in alcuni casi creando dei veri video clip. Nessuna grafica è stata recuperata dalle librerie dei media server. Io e il mio assistente Ivan Lavezzoli abbiamo trascorso più di 20 giorni con i grafici di Event Managemant per la loro realizzazione!”.

Giancarlo Toscani spende infine più d’una parola per gli ultimi nati in casa Clay Paky, i pluripremiati A.leda B-EYE K20, i formidabili led wash che si stanno rapidamente diffondendo sugli stage di tutto il mondo.

“D’accordo con Radio Italia, abbiamo voluto essere i primi in Italia a impiegare in modo massiccio gli A.leda B-EYE in una grossa produzione. Li ho installati frontalmente, lungo il perimetro della cornice curve, cosicché fossero compatibili sia con le esigenze del pubblico in piazza che con quello della TV. I B-EYE sono stati usati in tutti i modi possibili: wash, fascio beam ed effetti grafici. E’ un faro incredibilmente versatile e luminoso, che risaltava benissimo malgrado la luminosità del ledwall sullo sfondo. Le funzioni shape mi hanno alleggerito gran parte del lavoro e mi hanno permesso di programmare degli effetti molto belli e originali in metà del tempo”.

Il parco luci era completato da 120 tra Alpha Beam 700, Alpha Spot HPE 700, Alpha Wash 700 e Alpha Profile 1500 Clay Paky, oltre ad altri prodotti a led e fari convenzionali.

Le luci per Radio Italia Live sono state fornite da Audiolux; Produzione di Radio Italia; Produttore Gaetano Notaro; Regia di Lele Biscussi

Giancarlo Toscani website: www.visionariagroup.it



COPYRIGHT FOTO: Elena di Vincenzo

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da: http://www.monitor-radiotv.com/phoenix/html/Article2269.html?utm_medium=email&utm_campaign=MonitoR+Newsletter+-+n.328+-+17.7.2014+-+...&utm_source=YMLP&utm_term=cp1.jpg

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La faglia di San Andrea...presto al cinema

21 de julho de 2014 01:03

La faglia di San Andrea...presto al cinema


 


A Los Angeles gia' si parla dei mega incassi al box office che il preannunciato film San Andreas riuscira' a registrare il prossimo anno. San Andreas con Kylie Minogue e Dwayne "The Rock" Johnson, si incentra sul 'Big One' il mega terremoto che secondo i simoslogi dovra' colpire l'area con una magnitudo superiore ai 7.5.
L'ultimo cataclisma si e' verificato nel 1680 e il prossimo e' gia' in ritardo di un secolo.
A farne le spese sara' downtown in Los Angeles un settore della citta' in cui le case non hanno avuto alcun adeguamento antisismico al contrario dei criteri con i quali sono stati costruiti gli altri centri direzionali in cui e' suddivisa questa megalopoli che misura piu di 160 km di larghezza e nella quale il traffico si svolge in prevalenza sulle congestionate autostrade cittadine.
Una serie di cinque piccoli terremoti di magnitudine 4.00 che si sono avuti nei mesi passati e', secondo gli esperti, il segno che qualcosa di grosso si sta muovendo.
Secondo uno studio dell'Universita' di California sono 1,451 gli edifici della citta' costruiti in cemento che non sono stati adeguati alle nuove tecnologie, e tra questi 50 hotels, 50 chiese, e 25 nursing homes.
Nella Southern California ci sono 23 milioni di abitanti. Nel caso di un terremoto di magnitudo superiore a 7.5 quanti di questi moriranno intasando le autostrade per fuggire dalla citta' e da quelle satellite? Se lo chiedono in molti a cominciare dal Governatore Jerry Brown che, comunque, consiglia di non fare catastrofismo. Basta Hollywood.
A tre ore di macchina da Los Angeles c'e' la citta', si fa per dire, di Parkfield con diciotto abitanti. Autodefinita 'La capitale mondiale del terremoto'. I visitatori sono accolti da cartelli che invitano ad essere li' quando il terremoto si verifichera', dato che la faglia di San Andrea passa proprio sotto l'abitato. Dal 1857 al 1966 si sono avuti ogni 22 anni sei terremoti di magnitudo 6.00. Ovviamente a Parkfiled vi sono diecine di sonde che monitorizzano il movimento delle due componenti antagoniste della faglia di San Andrea.
Si prevede che il 'Big One' uccidera' almeno diciottomila persone, creando milioni di senza tetto con un danno di oltre 250 miliardi di dollari.
Per sapere come andra' a finire, visto che in genere i soggettisti di Hollywood ci azzeccano sempre, sara' opportuno prenotare il biglietto al cinema.

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da: http://www.oscarb1.blogspot.com.br/

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Giornalista, un lavoro in via d'estinzione. Come i taglialegna

da: Informa 18 LUGLIO 2014

Giornalista, un lavoro in via d'estinzione. Come i taglialegna

giornalista in estinzioneGiornalista, una razza in via di estinzione. Secondo il rapporto di Career Cast 2014 quello del reporter, insieme ad altri mestieri come l'agente di viaggio, il postino, il lettore dei contatori e il taglialegna, è un lavoro destinato a scomparire in meno di 10 anni. Le previsioni dell'organizzazione parlano di prospettive di assunzione per i reporter di giornali in precipitoso calo del 13% entro il 2022. Per chi lavora in una redazione non è poi troppo una novità. Perfino il New York Times, nei mesi scorsi, ha fatto ricorso a licenziamenti e pre-pensionamenti."Il calo degli abbonamenti e la contrazione della pubblicità hanno influenzato negativamente il potere di assorbimento di nuovo personale da parte di alcuni giornali, mentre altri hanno cessato completamente le operazioni", scrive Career Cast nel suo epitaffio per la professione giornalistica. L'ultimo chiodo nella bara è stato piantato dal web: "I siti online continuano a rimpiazzare i giornali tradizionali e le prospettive a lungo termine per i giornalisti della carta stampata riflettono il cambiamento". Lo studio ha preso in considerazione 200 tra mestieri e professioni usando dati del Bureau of Labor Statistics. La palma della migliore carriera del futuro è toccata a chi ha a che fare con i numeri: matematici e statistici, per la poliedricità di applicazione della loro esperienza, dividono la "top 3" con i professori universitari. Condividono invece il triste destino dei giornalisti, i tipografi, ed era prevedibile, anche se peggio di loro stanno i postini, i cui ranghi dovrebbero contrarsi del 28 per cento entro il 2022: anche questa è una fine annunciata. Con l'avvento di Twitter e Facebook i social network forniscono il canale con cui la gente resta in contatto mentre tutti i conti di casa vengono ormai pagati online. Male anche i taglialegna: "Tutti questi lavori in via di estinzione hanno a che fare con la carta", ha spiegato Tony Lee, il direttore di Career Cast, secondo cui "i consumatori non hanno smesso di leggere notizie o bestseller, solo che lo fanno online e non a stampa". Meno prodotti a stampa richiedono meno lavoro nelle tipografie e meno richiesta di cellulosa, che a loro volta ha messo in crisi il mestiere del boscaiolo.

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da: http://www.adginforma.it/prima-pagina-mainmenu-14/giornalismo-mainmenu-47/4701-giornalista-un-lavoro-in-via-destinzione-come-i-taglialegna.html

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L'albero più vecchio della Gran Bratagna esiste da 5000 anni

L'albero più vecchio della Gran Bratagna esiste da 5000 anni

 

L'albero più vecchio della Gran Bratagna è un tasso che si trova nel cimitero gallese di st'Cynog's, nella località du Defynnog vicino Sennybridge (Powys). Secondo gli esperti, che hanno effettuato diverse analisi tra cui quelle del Dna, il maestoso albero esiste da 5000 anni, ovvero circa dal 3000 avanti Cristo



Galles, scoperto l'albero più vecchio della Gran Bretagna: 5mila anni (Foto Iberpress)

 

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da: http://www.repubblica.it/ambiente/2014/07/08/foto/galles_in_un_cimitero_l_albero_pi_vecchio_del_mondo-91012172/1/?ref=HRESS-2#1

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SOLISTI DELL’OPERA ITALIANA al Theatro São Pedro

Prezados associados e amigos.

Convidamos a todos para prestigiarem o evento que será realizado pelo Istituto Italiano de Cultura no dia 24.06.2014 às 20 horas no Theatro São Pedro - Rua Albuquerque Lins, 207 - Barra Funda, São Paulo, com "I Solisti dell'Opera Italiana" - músicos da Região Emilia-Romagna.


A entrada é gratuita e solicita-se a gentileza de retirarem os convites a partir das 19 horas diretamente na bilheteria do teatro. Entretanto, para garantirmos convites aos nossos associados e amigos, solicitamos a todos os interessados que nos encaminhem e-mail, com nome e quantidade de convites, para que possamos solicitá-los antecipadamente ao Istituto Italiano de Cultura.

 

Segue informações sobre o evento.

Contamos com a presença de todos.

Tragam seus familiares e amigos. Divulguem nosso Circolo!

Caroline Ricciluca Matiello Felix

Presidente

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DIA 24/06 às 20hs


I Solisti dell’Opera Italiana, é a denominação dos ensembles formados por músicos de nível internacional, selecionados
entre os primeiros instrumentos da recém-criada Orchestra dell’Opera Italiana (OOI) e das mais renomadas orquestras
italianas. Muitos dos músicos da OOI pertenciam à Orchestra del Teatro Regio di Parma cujos participantes foram
protagonistas -ao lado de regentes do calibre de: Muti, Maazel, Temirkanov, Bartoletti, Chung- em todas as produções de 2002 a 2012, em mais de 40 tournées por 18 países.
Com esta nova denominação, I Solisti já colaboraram com artistas de fama internacional como Andrea Lucchesini e Enrico Dindo e no biênio 2014/ 2015 serão os protagonistas do projeto “Con Verdi nel mondo”, um tour internacional de
concertos de câmara, com programas rigorosamente italianos e com a marcante “presença” do compositor de óperas
mais famoso e mais apresentado no mundo, Giuseppe Verdi. O projeto “Con Verdi nel mondo” estreou no último dia 8
de maio na Alemanha.


SOLISTI DELL’OPERA ITALIANA
Filippo MAZZOLI, flauta
Stefano FRANCESCHINI, clarinete
Enrico BALBONI, violino
Luca FRANZETTI, violoncelo
Andrea DINDO, piano


Theatro São Pedro
Rua Albuquerque Lins, 207 - Barra Funda, São Paulo
Entrada Franca (retire seu ingresso, na bilheteria, a partir das 19hs do dia do concerto)

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Genova, per la Procura fotografare un vip in strada è reato

12 Giu 2014

Genova, per la Procura fotografare un vip in strada è reato

Toffanin - PiersilvioFotografare da un luogo pubblico un vip è reato secondo la procura della Repubblica di Genova e i carabinieri di Santa Margherita Ligure. A quattro fotogiornalisti sono state contestate le molestie consistite nello scattare fotografie lungo la pubblica via e da circa 500 metri di distanza, a Silvia Toffanin, personaggio indubbiamente pubblico, nonché compagna di Pier Silvio Berlusconi, personaggio altrettanto pubblico, durante la festa di compleanno del figlio celebrata sulla spiaggia nei pressi di Portofino. Raggiunti da una pattuglia di carabinieri mentre sul piazzale stavano riprendendo la cerimonia con foto richieste da agenzie, quotidiani e periodici (l'evento era preannunciato), sono stati invitati a comparire in caserma per il verbale e la contestazione generica del reato. Così aveva indicato ai militari la magistratura. Nessun diritto di cronaca, nessun esercizio, in piena legittimità, della professione: secondo il pm quelle fotografie sono state probabilmente scattate, come il reato di molestie configura, semplicemente per petulanza o biasimevole motivo. "Quanto accaduto - scrivono in una lettera congiunta il presidente del Gruppo cronisti liguri e il segretario dell'Associazione ligure dei giornalisti - è sconcertante, lascia senza parole, rappresentandosi in tutta la sua gravità. Mette in luce quanto la professione del giornalista, del cronista, che esercita con scrupolo e correttezza il proprio diritto/dovere di cronaca, sia ancora oggi considerata del tutto marginale, nonostante i diritti sacrosanti riconosciuti dalla nostra Costituzione, dai Codici di legge e dalle norme sulla privacy". "Il Gruppo Cronisti liguri – continua la nota - Alfredo Provenzali e l'Associazione Ligure dei Giornalisti, oltre ad esprimere la piena solidarietà nei confronti dei foto-giornalisti sotto accusa, si rende pienamente disponibile a sostenere i colleghi nella loro difesa.

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da: http://www.adginforma.it/prima-pagina-mainmenu-14/giornalismo-mainmenu-47/4634-genova-per-la-procura-fotografare-un-vip-in-strada-e-reato.html

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L'Accademia dei folli presenta LO CHIAMANO LAVORO

L'Accademia dei folli

 

presenta

LO CHIAMANO LAVORO – IL DISCO

La nostra campagna di crowdfunding continua… on banking!

BASTANO POCHI EURO PER AIUTARCI A REALIZZARE IL NOSTRO SOGNO!

La nostra avventura alla ricerca di fondi per realizzare il disco di inediti continua.
Insieme a te possiamo arrivare a concludere LO CHIAMANO LAVORO: 10 canzoni, come si conviene a un album vecchio stampo, che raccontano con ironia e buoni sentimenti la passione per il teatro, le parole e l'amore.

Manca poco alla realizzazione del nostro sogno, per questo ti chiediamo ancora un aiuto, folle amico: sostienici con un bonifico bancario!

Per chi partecipa alla raccolta fondi abbiamo riservato bellissimi premi

10 euro disco in digitale in anteprima
15 euro disco in digitale + CD autografato
20 euro CD autografato + ringraziamenti nel booklet
25 euro CD autografato + ringraziamenti nel booklet + CD outtakes
30 euro CD autografato + "Tracce di resistenza" (cd + dvd)
35 euro CD autografato + t-shirt Accademia dei Folli
40 euro CD autografato + "Tracce di resistenza" (cd+dvd) + t-shirt Accademia dei Folli
50 euro CD autografato + ingresso per 2 persone al concerto di presentazione a Torino o a Milano
60 euro CD autografato + "Tracce di resistenza" (cd + dvd) + primo cd dell'Accademia dei Folli "Monografie in musica" – INTROVABILE! + ringraziamenti nel booklet
80 euro CD autografato + 2 ore di lezione privata (chitarra, armonica, contrabbasso, voce o batteria) con i musicisti dell'Accademia dei Folli dal vivo o via Skype
100 euro CD autografato + ingresso per 2 persone al concerto di presentazione a Torino o a Milano + inserimento del nome nel booklet tra i coproduttori
500 euro CD autografato + un corso a scelta tra quelli proposti dalla nostra scuola (teatro, voce e interpretazione a leggio)
1000 euro CD autografato + ingresso per 2 persone al concerto di presentazione a Torino e Milano + concerto/spettacolo privato “su misura”

Per maggiori info e per sentire l’anteprima di due pezzi dell’album clicca qui

Dai il tuo contributo a:

Compagnia di musica-teatro Accademia dei folli
bonifico presso UNICREDIT banca di Torino
iban: IT42Q0200801020000003327689

Insieme a te possiamo farcela!

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In Brasile sulla rotta di Del Prete l’uomo che ha unito l’Italia e Rio

 

15/06/2014

In Brasile sulla rotta di Del Prete
l’uomo che ha unito l’Italia e Rio

Diario di viaggio nel Paese del calcio. Dietro, sotto, di lato e all’ombra dei Mondiali 2014

 

GIULIA ZONCA
INVIATA A RIO

La mappa c’è già, è in una piccola piazza di Rio che ha un nome italiano: Praça Carlo Del Prete, come dice la targa «eroe aviatore». Sul papiro di bronzo c’è la storia avventurosa di quest’uomo venuto da lontano, pioniere degli Anni 20 decennio di incursioni ed esaltazioni. Periodi di incroci pericolosi e di imprese. 

Carlo Del Prete parte per la sua nel 1928: insieme con Arturo Ferrarin vola sul “Santa Maria”, un Savola Marchetti S64, senza scali intermedi, da Montecelio a Rio Grande do Norte. Percorre 7.188 km in 49 ore e 19 minuti, un record. Grande clamore per il viaggio, sia in Italia che in Brasile. L’aereo è riprodotto sul monumento a misura d’uomo, discreto, in uno spiazzo circondato dai lavori in corso dove arrivo per caso. Visto che è il giorno dopo la vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra decido che è la coincidenza potrebbe avere un senso. 

Il trionfo di Del Prete suscita ancora racconti epici qui, davanti al palazzo che una volta ospitava l’ambasciata italiana, non che la gente ne conosca la storia ma quella statua piace. Gli abitanti del quartiere ci sono affezionati, dicono che porta spirito d’avventura: «Voi italiani coraggiosi», mi dicono indicando il nostro eroe. Noi italiani conosciamo la strada per Rio, l’abbiamo tracciata noi e ora bisogna ripercorrerla anche se non con un volo diretto. Da Coverciano a Rio verso la finale. A tappe stavolta, prossimo scalo Recife. Che Del Prete ci mandi qualche segnale per non sbagliare strada.

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da: http://www.lastampa.it/2014/06/15/sport/speciali/mondiali-di-calcio-2014/rio-grande/in-brasile-sulla-rotta-di-del-prete-luomo-che-ha-unito-litalia-e-rio-BQ6jCj3o6PjNrHpQgeaq2H/pagina.html

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Mondiali di calcio 2014: Prostitute a scuola di inglese. Così si prepara l’evento Mondiale

 

Mondiali di calcio 2014

10/06/2014

Prostitute a scuola di inglese
Così si prepara l’evento Mondiale

Nelle città che ospiteranno i Campionati le associazioni hanno organizzato dei corsi. Una di loro: «Magari è la volta buona per trovare l’uomo giusto»

REUTERS

Una lezione di inglese per prostitute a Belo Horizonte

paolo manzo

SAN PAOLO

In Brasile sono circa un milione le prostitute e molte non vedono l’ora che inizi il Mondiale. Proprio per non farsi trovare impreparate da oltre un anno le associazioni di lucciole delle 12 città sede della Coppa hanno organizzato corsi di lingua gratuiti per le loro socie che, così, oltre alle bellezze potranno sfoggiare di fronte ai tifosi stranieri anche una capacità di comunicazione ed una cultura all’altezza della massima kermesse pallonara.  

 Solo a Belo Horizonte, la terza città del Brasile dove nel gruppo D dell’Italia l’Inghilterra giocherà contro il Costa Rica, delle 4mila socie dell’Aprosmig, l’Associazione delle prostitute del Minas Gerais, circa 2mila hanno partecipato a questi corsi d’inglese dalla durata di 6-8 mesi, offerti gratuitamente da volontari.  

«Hanno imparato a dire in english molte parole di frutta e verdura- spiega Cida Vieira, poco meno di 50 anni e presidente dell’Aprosmig - ma chiaramente anche parole più “tecniche”, legate al nostro lavoro, al sesso, al fetisc». «Finalmente potrò negoziare il prezzo con i miei clienti stranieri senza problemi di fraintendimenti», commenta soddisfatta Maria, socia dell’Aprosmig che non vede l’ora che il Mondiale inizi: «l’unica cosa che sapevo dire finora era I love you ma, adesso, grazie al corso d’inglese chissà mai che anch’io non possa trovare l’uomo della mia vita?». 

 Quello del sesso è un business che muove miliardi e coinvolge tutte le fasce della popolazione in Brasile. I bordelli legalmente registrati con tanto di codice fiscale, migliaia in tutto il paese, hanno prezzi per tutte le tasche ed ovunque è possibile pagare con carta di credito richiedendo regolare fattura. Se così non è il consiglio delle autorità ai turisti in cerca di sesso a pagamento è di tenersene alla larga. Una cosa deve essere chiara: in Brasile la prostituzione esercitata da maggiorenni non è considerata un crimine dal 2000 e, anzi, le lavoratrici del sesso «possono tranquillamente versare i loro contributi all’INSS (il nostro Inps)» spiega a La Stampa Nilce Machado, 54enne prostituta e presidente del NEP POA, il Nucleo di Studi sulla Prostituzione di Porto Alegre. Inoltre «la prostituzione è inserita nel CBO, il Codice brasiliano delle occupazioni del nostro ministero del Lavoro», aggiunge Nilce che però esprime un grande rammarico: «purtroppo ci vorrà ancora del tempo prima che si approvi una legge ad hoc che parifichi la prostituta a qualsiasi altra lavoratrice». 

 A compiere questo passo storico in un paese dove le garotas de programa di locali notturni come il Café Photo o l’Hotel Club Bahamas di San Paolo hanno quasi tanti fan quanti i campioni del calcio, ci aveva provato anni fa l’ex deputato del Partito Verde, il giornalista, intellettuale ed ex guerrigliero Fernando Gabeira, presentando un progetto di legge rilanciato ora da Jean Wyllys, giovane parlamentare di Rio. Suo obiettivo far approvare la norma entro i Mondiali. Mission impossible perché, nonostante siano le stesse associazioni delle prostitute a collaborare con amministrazioni locali, governo federale, università ed ong per combattere il vergognoso crimine della prostituzione minorile – «noi imponiamo alle nostre associate di segnalare sempre quando vedono qualche ragazzina appartarsi con uomini», chiarisce Nilce – l’idea che per legge una lucciola abbia lo stesso status di un impiegato di banca o di un operaio «fa storcere il naso ancora a molti ipocriti nel nostro paese», sbotta Pollyana, da cinque anni «prostituta felice di esserlo» in quel di Belo Horizonte. E se le lucciole che lavorano nei bordelli brasiliani possono pagarsi i contributi e sono comunque tracciabili dal fisco, a fare esplodere il sommerso verde-oro è invece lo spaccio di droga. Quello della marijuana ma soprattutto del crack, la vera piaga del Brasile targato 2014 che, con oltre un milione di usuari da pedra, ha superato anche gli Stati Uniti ed è il paese dove più la si consuma al mondo.

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da: http://www.lastampa.it/2014/06/10/sport/speciali/mondiali-di-calcio-2014/prostitute-a-scuola-di-inglese-cos-si-prepara-levento-mondiale-KvoewD0XeCcdE8TR44Y1GJ/pagina.html

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Marieta è tornata a Ostana (prov. di Cuneo)

Mercoledì 04 Giugno 2014

Marieta è tornata a Ostana

Foto del comunicato stampaAgli inizi del secolo scorso un costume femminile lasciava Ostana (Cn) destinazione Roma per il museo delle tradizioni popolari, allestito in occasione dell’Expo. Ora, a cento anni di distanza, Marieta, grazie anche al sostegno del Consiglio regionale, è tornata a casa e troverà collocazione nel museo di Ostana, comune simbolo della rinascita culturale delle Valli Occitane.
Del tipico abito femminile di fine ‘700 vi era traccia nell’opera grafica realizzata da Antonio Maria Stagnon, un documento storico che raccoglieva quaranta incisioni di vestiti indossati dalle donne nelle province del Regno.
L’abito, identico a quello che si trovava nel libro, è stato accolto a Ostana durante la tre giorni dedicata alle Scritture in lingua madre, premio dedicato alle lingue minoritarie, giunto quest’anno alla sesta edizione.
A breve verrà realizzata una giornata studio per approfondire la storia dell’abito, di cui ancora poco si conosce.
Sia il festival sia il desiderio di ampliare il museo locale, ora con l’abito, più avanti con materiale multimediale, rientrano nell'obiettivo dell’amministrazione comunale di recuperare le origini e le tradizioni, anche in chiave moderna, per favorire un dialogo interculturale.

 

I fatti in breve

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da: http://www.cr.piemonte.it/cms/comunicati/2014/giugno/2218-marieta-e-tornata-a-ostana.html

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In manette per aver tentato di introdurre illegalmente negli States 6000 ovetti Kinder: la bufala fa il giro del globo

 

venerdì 06 giugno 2014, 15:00

In manette per aver tentato di introdurre illegalmente negli States 6000 ovetti Kinder: la bufala fa il giro del globo

 

 

 

 

 

Lo scherzo di una radio canadese è diventato una "notizia virale" ed è arrivata fino a noi

 

Come può una bufala trasformarsi in notizia e fare il giro del globo arrivando fino a noi? Grazie alla rete e al dilagare dei social network. Un'emittente radiofonica del Canada ha inventato la seguente "notizia": tre donne canadesi sono state arrestate per aver tentato di contrabbandare 6000 ovetti di cioccolato Kinder attraverso un tunnel di mezzo chilometro scavato tra la British Columbia in Canada e una cittadina dello stato di Washington. 

Contrabbando? Ebbene sì, perché negli Stati Uniti sono legali le armi ma non gli ovetti Kinder, in quanto le sorprese al loro interno sarebbero rischiose perché potrebbero provocare il soffocamento dei bambini. La decisione del Governo statunitense risale al lontano 1972 ed è cosa sulla quale non sono ammesse deroghe. Pensate che nel 2011 una donna, anche questa canadese, rischiò una multa di 300 dollari perché, in un controllo, mentre si accingeva ad entrare negli Stati Uniti via terra, le trovarono un ovetto Kinder. 

E' forse proprio da questa vicenda del 2011 che i due conduttori della trasmissione radiofonica "This is That", in onda per la CBC radio, hanno inventato la notizia. Ma c'erano tutti gli elementi per capire che di bufala si trattava: il carattere della trasmissione, che fa prettamente satira, e

alcuni dettagli della storia. Fatto sta che in molti ci sono cascati, non ultimi giornali di grande prestigio internazionale. 

Comunque sia, bufala o no, pare che siano migliaia gli ovetti che entrano ogni anno negli Stati Uniti. Sarà perché sono buonissimi?

rg

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da: http://www.targatocn.it/2014/06/06/leggi-notizia/argomenti/targato-curiosita/articolo/in-manette-per-aver-tentato-di-introdurre-illegalmente-negli-states-6000-ovetti-kinder-la-bufala-fa.html

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Show de Fiorella Mannoia com Projeto Axé

 "Show de Fiorella Mannoia com Projeto Axé"

   

All’udienza in San Pietro prosegue il ciclo di catechesi sui doni dello Spirito Santo. E cita un’espressione nel piemontese dei suoi nonni: "Mugna quacia”

4/06/2014 

“Non confondere la pietà con il pietismo e la ‘faccia da immaginetta’”

 
Il Pontefice all'udienza in piazza San Pietro©LaPresse) Il Pontefice all'udienza in piazza San Pietro

 

 

 

 

Iacopo Scaramuzzi
Città del Vaticano

È ricorso al piemontese, lingua dei suoi nonni, Jorge Mario Bergoglio, per mettere in guardia i fedeli dal fraintendimento che può nascere a proposito della “pietà”, all’udienza generale in piazza San Pietro. Proseguendo un ciclo di catechesi sui doni dello Spirito, papa Francesco ha sottolineato che la “pietà” non è da confondere con il “pietismo”, la “faccia da immaginetta”, “far finta di essere come un  santo”, “in piemontese – ha aggiunto – noi diciamo ‘mugna quacia’”.

 “Oggi – ha detto il Papa, che nelle scorse settimane ha parlato di sapienza, intelletto, consiglio, fortezza e scienza – vogliamo soffermarci su un dono dello Spirito Santo che tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale, e che invece tocca nel cuore la nostra identità e la nostra vita cristiana: si tratta del dono della pietà. Bisogna chiarire subito che questo dono non si identifica con l’avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con lui, anche nei momenti più difficili e travagliati”.

 Questo legame con il Signore, ha proseguito Bergoglio a braccio, “non va inteso come un dovere o un’imposizione: alcuni pensano che avere pietà è chiudere gli occhi, fare faccia di immaginetta, far finta di essere come un santo: ma questo non è il dono della pietà. In piemontese noi diciamo mugna quacia”, un’espressione che i dizionari etimologici dialettali traducono con gatta morta, monaca cheta, faccia ingenua, ma “questa non è pietà”, ha detto il Papa. “Si tratta invece di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione. Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di fiducia filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore”.

 Papa Francesco ha poi messo in evidenza il “rapporto molto, molto, stretto” fra il dono della pietà e quello della mitezza: “Il dono della pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio: al servizio con mitezza degli altri”. “Chiediamo al Signore – ha concluso papa Francesco – che il dono del suo Spirito possa vincere il nostro timore, le nostre incertezze, anche il nostro Spirito inquieto, impaziente, e possa renderci testimoni gioiosi di Dio e del suo amore, adorando il Signore in verità e anche nel servizio dei prossimi, con mitezza e anche col sorriso che sempre lo Spirito Santo ci dà nella gioia. Che lo Spirito Santo dia a tutti noi questo dono della pietà”.

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da: http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-udienza-audiencia-audience-34543/

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Concerto de Giandomenico Anellino no Colègio Dante Alighieri

       

Recital do tenor Leon Viola no Circolo italiano di San Paolo

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Maria Gaetana Agnesi: escreveu o primeiro livro que tratou, simultaneamente, do cálculo diferencial e integral

 

Maria Gaetana Agnesi



Maria Gaetana Agnesi (Milão, 16 de maio de 1718 - Milão, 9 de janeiro de 1799) foi uma linguista, filósofa e matemática italiana. Agnesi é reconhecida como tendo escrito o primeiro livro que tratou, simultaneamente, do cálculo diferencial e integral. Escreveu em latim a obra "Propositiones philosophicae" (Proposições Filosóficas), publicada em Milão em 1738; mas o que a tornou notável foi o seu compêndio profundo e claro de análise algébrica e infinitesimal na obra "Instituzioni Analitiche" (Instituições Analíticas), traduzida para o inglês e para o francês. O livro foi além dos tópicos sobre filosofia e abordou mecânica celestial e teoria da gravidade de Newton. Durante uma década, Agnesi escreveu uma obra de dois volumes; o primeiro deles, com mais de mil páginas tratava de aritmética, álgebra, trigonometria, geometria analítica e cálculo. O segundo abrangia equações diferenciais. Foi a primeira obra que uniu as ideias de Isaac Newton e de Gottfried Leibniz 1 . É dela também a autoria da chamada "curva de Agnesi". Faleceu numa instituição para idosos, em Milão, chamada Pio Albergo Trivulzio. Nasceu em Milão em 1718, provinda de uma família rica e culta. Seu pai, Pietro Agnesi, teve vinte e três filhos com suas três esposas, sendo Maria a primogênita. Pietro tinha condições de oferecer a Maria os melhores tutores para que ela pudesse ter uma educação privilegiada. Dessa maneira, proporcionou-lhe uma educação privada primorosa, que lhe possibilitou adquirir conhecimentos profundos em várias áreas, o que não era hábito das damas desse século.

Aos nove anos de idade, publicou um discurso em latim que defendia um ensino de alta qualidade para as mulheres. Ao contrário do que muitos pensaram, Maria não havia escrito o discurso, mas fizera a tradução para o latim a partir do original escrito por um de seus tutores. Entretanto, Maria fez o discurso em público, sem recorrer à leitura, para uma audiência acadêmica, organizada por seu pai.

Aos 13 anos, além do italiano e do latim, sabia cinco outras línguas: grego, hebreu, francês, espanhol e alemão e, por isso, a chamavam de: O Oráculo das Sete Línguas. Quando tinha 15 anos, o pai a introduziu num círculo de intelectuais, onde todos se admiravam com a sua genialidade na área da Matemática, da Física e da Filosofia.

Em 1738, publicou uma série de estudos filosóficos chamado Propositiones Philosophicae . Essa obra continha 191 teses que Maria defendera publicamente na presença de importantes convidados nacionais e internacionais. Seu pai os convidava e ela, apesar de não apreciar muito falar em público, obedecia. Certo dia, Maria confessou ao pai seu desejo de tornar-se freira, mas ele, desejoso da companhia da filha, implorou-lhe que mudasse de idéia. Maria aceitou apenas sob três condições: ir à Igreja sempre que quisesse, vestir-se de maneira simples e humilde e não precisar freqüentar festas, teatros e outras diversões que considerava profanas.

 

A partir daí, concentrou seus esforços para estudar Religião e Matemática. Maria tinha que aprender Matemática praticamente sozinha - um feito reservado a pouquíssImas pessoas - mas teve a sorte de Ramiro Rampinelli, professor de matemática da Universidade de Roma e Bolonha, chegar em Milão e se tornar um assíduo freqüentador de sua casa. Foi ele quem a ajudou a estudar os textos de Cálculo do matemático Reyneau.

Através de Rampinelli, Agnesi entrou em contato com o matemático Riccati, que foi de vital importância na revisão da obra que lhe daria grande reconhecimento. Esse trabalho foi publicado em 1748, numa obra em dois volumes, intitulada Istituzioni Analitiche ad uso della Gioventù Italiana com temas de Álgebra, Geometria e Cálculo Infinitesimal. O aparecimento desse livro causou grande sensação ser uma publicação feita por uma senhora e desenvolvida com maestria, envolvendo questões matemáticas consideradas profundas e difíceis.

 

Tamanho foi o sucesso dessa obra que a Academia de Ciências de Paris publicou um relatório onde dizia: "...Muita habilidade, como a autora demonstrou ter, foi necessária para reduzir e quase uniformizar os métodos que estas descobertas geraram ao longo dos trabalhos de matemáticos modernos, freqüentemente muito diferentes entre si. Ordem, clareza e precisão reinam em todas as partes deste trabalho... Nós o consideramos como o mais completo e melhor tratado já feito."

A primeira seção de Istituzioni Analitiche trata da análise de quantidades finitas, dos problemas elementares de máximo e mínimo, tangentes e dos pontos de inflexão. A segunda seção discute a análise de quantidades infinitamente pequenas. A terceira seção é sobre o Cálculo Integral e apresenta uma discussão geral do estado do conhecimento. A última seção trata do método inverso das tangentes e das equações diferenciais. No volume 2 é apresentada uma extensa discussão sobre a curva cúbica, conhecida como Curva de Agnesi.

A contribuição matemática mais importante de Agnesi foi a primeira tradução francesa dos Principia de Newton, publicada postumamente em 1756, com um prefácio de Voltaire e sob a direção de Clairaut.

Por volta de 1750, Agnesi foi convidada para ocupar a cadeira de Matemática na Universidade de Bolonha, mas sua vida, em seguida, tomaria um rumo completamente diferente. Com a morte do pai, movida pelos seus sentimentos religiosos, deixou a docência e recolheu-se em um convento para se dedicar aos que sofriam de doenças graves. Quando a instituição Pio Istituto Trivulzo foi aberta, Maria ficou encarregada de sua direção. Esse Instituto era uma casa para doentes e enfermos, aos quais ela se dedicou inteiramente, doando toda a sua fortuna e trabalhando ali até a sua morte.

Maria era uma pessoa delicada e muito tímida. Nunca teve ambição de se tornar uma matemática famosa a despeito de seu gênio brilhante. Alguns dizem que ela apenas se interessou por matemática para agradar ao pai.

Não obstante, a sua inteligência e o seu talento tornaram possível integrar todo o conhecimento de mais alto nível sobre Cálculo da época de uma maneira muito clara. Maria Agnesi é reconhecida como a primeira mulher matemática a ter produzido textos de alta qualidade científica.

Morreu em janeiro de 1799, com 81 anos de idade, no seu hospital.

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da: http://pt.wikipedia.org/wiki/Maria_Gaetana_Agnesi

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Maria Gaetana Agnesi, la signora della matematica celebrata in un Doodle

La vita, le opere e le scelte controcorrente di una delle più importanti personalità scientifiche del Settecento europeo, ricordata oggi da Google insieme alla curva matematica che porta il suo nome.

di: Elisabetta Intini
Il Doodle dedicato a Maria Gaetana Agnesi.
Il Doodle dedicato a Maria Gaetana Agnesi.
Il volto incorniciato nell'elegante Doodle di oggi, venerdì 16 maggio, è quello di Maria Gaetana Agnesi, erudita e matematica milanese del Settecento (1718-1799) nota in tutta Europa sia per il profilo intellettuale sia come benefattrice. Oggi la donna compirebbe 296 anni e Google la celebra insieme alla versiera, un tipo di curva piana che Maria Gaetana Agnesi descrisse nel suo più celebre trattato, le Istituzioni Analitiche ad uso della Gioventù (1748).
Ragazza prodigio
Di famiglia colta, prima di 21 figli, si mostrò sin dalla più tenera età particolarmente votata allo studio: si dice che prima di compiere 20 anni sapesse già parlare sette lingue (oltre all'italiano, latino, francese, tedesco, spagnolo, greco, ebraico). Questa attitudine convinse il padre a investire sulla sua istruzione e a indirizzarla in particolare alle scienze matematiche e alla filosofia.

Grazie ai contatti della sua famiglia, che si era guadagnata un nome nell'industria della seta, e alla conoscenza del monaco Ramiro Rampinelli, docente di matematica a Padova, Maria Gaetana Agnesi conobbe i più importanti esponenti dell'illuminismo cattolico lombardo: nel salotto della sua casa poteva capitare di vedere Cesare Beccaria, Giuseppe Parini, Alessandro e Pietro Verri impegnati in dissertazioni matematiche.

Grande divulgatrice
Fu in questo contesto che la giovane donna, appassionatasi allo studio della geometria e dell'algebra, pubblicò, a soli 30 anni, i due volumi delle Istituzioni Analitiche ad uso della Gioventù, un tentativo di sistemazione delle più recenti scoperte sul calcolo infinitesimale pubblicato in italiano (e non in latino come si usava a quel tempo) e poi, in tutta Europa, anche in francese e in inglese.

Nell'opera, indirizzata ai principianti della matematica, Maria Gaetana Agnesi espone, con un linguaggio chiaro e asciutto, i principi base dell'algebra, della geometria analitica e del calcolo differenziale e integrale. Descrive, con una precisione mai raggiunta fino a quel momento, la versiera, una curva dalla forma a campana costruibile attraverso alcuni semplici procedimenti geometrici, ed esprimibile, in analisi matematica, con una una funzione cubica, già studiata da matematici precedenti del calibro di Pierre de Fermat.

La curva rappresentata dal Doodle è proprio una versiera, termine che, a causa di un errore di traduzione, venne reso in inglese con l'espressione "witch of Agnesi", "la strega di Agnesi" (il traduttore aveva scambiato la parola versiera con avversiera, "avversaria di Dio" e, quindi, strega).

Una decisione coraggiosa
L'opera ottenne un successo internazionale e fu considerata "la migliore introduzione ai lavori di Eulero". L'imperatrice Maria Teresa d'Austria, a cui il trattato era dedicato, regalò a Maria Gaetana preziosi gioielli, e papa Benedetto XIV la nominò professore di Matematica e filosofia naturale all'Università di Bologna, dove però, come accadde anche ad altre scienziate, non le venne mai consentito di insegnare.

Ma fu proprio al culmine della carriera che Maria Gaetana Agnesi prese una scelta controcorrente: alla morte del padre, nel 1752, mise da parte gli studi per dedicarsi alla beneficienza. Con i soldi messi da parte e con la vendita dei preziosi gioielli che le erano stati donati, mise in piedi una struttura dedicata alle persone con problemi mentali.

L'arcivescovo di Milano, Giuseppe Pozzobonelli, le chiese di assumere la direzione del Pio Albergo Trivulzio di Milano (attivo ancora oggi), e la donna accettò di buon grado dedicandosi a questa attività fino alla sua morte, sopraggiunta all'età di 80 anni. Fu questa predilezione per il prossimo bisognoso - e la scelta, poi accantonata, di prendere i voti - a far guadagnare a Maria Gaetana Agnese il soprannome di ricercatrice di Cristo.

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da: http://www.focus.it/scienza/maria-gaetana-agnesi-la-signora-della-matematica-celebrata-in-un-doodle_C12.aspx

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CORNER, Elena Lucrezia: 1678, la prima donna laureata al mondo era italiana

1678: la prima donna laureata al mondo era italiana

CORNER, Elena Lucrezia


Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 29 (1983)

di Renzo Derosas

Anonimo: Ritratto di Elena Cornaro, Biblioteca Ambrosiana, Milano

 

 

CORNER, Elena Lucrezia. - Nacque a Venezia il 5 giugno 1646, da Giovan Battista di Girolamo e da Zanetta di Angelo Boni. Fu la quinta di sette figli, assieme a Francesco, Caterina, una femmina di cui non si conosce il nome, che si fece monaca, Baldissera, Caterina Isabetta, Girolamo Baldissera.

La vicenda della famiglia fu particolarmente travagliata. La Boni, originaria della Valsabbia nel Bresciano, era infatti di assai umili condizioni, per taluni contemporanei addirittura una prostituta. Giovan Battista strinse con lei una relazione irregolare, e ne ebbe ben quattro figli prima di decidersi a condurla ad abitare presso di sé, attendendo ancora fino al 1654 per sanare l'imbarazzante situazione col matrimonio. Benché legittimati, i figli rimanevano tuttavia esclusi dal novero del patriziato, a causa della condizione sociale della madre. Giovan Battista poté porvi rimedio solo nel 1664 - in occasione delle aggregazioni concesse per rinsanguare le casse dello Stato - quando, dopo aver subito l'umiliazione di ben quattro rifiuti, riuscì alfine a piegare le fortissime resistenze del Senato e del Maggior, Consiglio e a far iscrivere Francesco e Girolamo al Libro d'oro, sborsando 105.000 ducati. Ma gli restava egualmente l'amarezza per il declino in cui versava la sua famiglia, dopo il grandissimo prestigio goduto nei secoli passati. Egli stesso non ne era responsabile che in parte; aveva anzi cercato di rinverdirne gli allori, facendone raccogliere le memorie e riacquistando l'intera proprietà del palazzo avito. Avrebbe voluto anche farsi riconoscere l'antico titolo di cavaliere di Cipro, ma la sua richiesta non venne neppure presa in considerazione. Né gli riservò maggiori soddisfazioni la pur intensa partecipazione alla vita pubblica, rimasta sempre relegata in una trafila di magistrature secondarie, benché a soli 36 anni egli avesse acquisito, pagandola 20.500 ducati, la prestigiosa carica di procuratore di S. Marco. Se godeva di un po' di influenza, lo doveva solamente ai legami che aveva saputo intrecciare in Senato coi suoi traffici di "corteggiano e brogliesco".È sullo sfondo di queste continue frustrazioni, di queste ripetute amarezze, che occorre situare la vicenda della Corner. L'acquisizione di una cultura vastissima, le esibizioni erudite, l'attività accademica, fino alla consacrazione tenacemente perseguita della laurea, non si potrebbero infatti comprendere senza tener conto della prepotente ambizione del padre, deciso a servirsi delle sue straordinarie doti per riscattare l'onore e il lustro della famiglia. Secondo il suo primo biografo, M. Dezza, la C. avrebbe persino espresso il timore che "non fusse il padre per ardere nel Purgatorio per lo vano compiacimento" che mostrava ai suoi successi, anche se intendeva comunque assecondarlo, poiché "tanto ne godeva" che "le sembrava di vederlo ringiovanire" (Vita, p. 105). Ella stessa, del resto, era ben conscia del ruolo affidatole dal padre, come dimostrava scrivendogli dopo una malattia seguita alla laurea, per assicurarlo di esser pronta a riprendere con maggior vigore gli studi, "et domus nostrae Nomen ab interitu temporis vindicare" (Opera, p. 156). Ma per parte sua sembrava desiderosa piuttosto di condurre una vita ritirata, e certo era incline più alla modestia e alla riservatezza che all'esibizione e allo sfoggio erudito. Soprattutto nutriva un'autentica vocazione religiosa, che la spinse a diciannove anni ad entrare come oblata nell'Ordine benedettino: una scelta, sofferta e compromissoria, che pur scontentando i genitori, intenzionati a farla sposare, evitava però di deluderli del tutto con una reclusione monastica e le permetteva l'osservanza della regola pur continuando a vivere secolarmente. Rimase poi sempre fedele a questa consacrazione, come testimoniano chiaramente le lettere, tutte intessute di motivi religiosi, inviatele da G. P. Oliva, preposito generale della Compagnia di Gesù, di cui la C. apprezzò le opere di devozione e al quale si rivolse anche per avere reliquie sacre e per la concessione di un altare privilegiato per la sua cappella privata.

Sull'atteggiamento del padre influiva anche un'ormai consolidata tradizione familiare. Il nonno Giacomo Alvise, nipote per via materna del celebre Alvise Corner "vita sobria", era stato una personalità di rilievo nella vita culturale padovana degli inizi del sec. XVII, scienziato, inventore, e buon amico di Galileo; il padre Girolamo, autore di studi di idraulica come lo zio Marcantonio, aveva allestito una cospicua biblioteca, che era stata ulteriormente arricchita da Giovan Battista, e affiancata da un'importante pinacoteca e da una raccolta di strumenti scientifici; egli stesso, grazie anche all'interesse che queste suscitavano, era in frequente contatto con studiosi ed eruditi.

Non stupisce dunque che trovasse favorevole accoglienza il consiglio del parroco di S. Luca, G. B. Fabris, colpito dall'intelligenza della piccola C., di farle impartire un'educazione superiore e certo eccezionale per una donna, avviandola agli studi classici. Per quanto riguarda il greco, venne prescelto come insegnante lo stesso Fabris, buon conoscitore di letteratura greca e latina e studioso di Aristotele, che seguì la sua allieva per quasi un quindicennio, anche se probabilmente non sempre con la medesima assiduità, fino alla morte avvenuta nel 1668. Subentrò poi al suo posto A. Gradenigo, protopresbitero di rito greco proveniente dall'isola di Candia, uomo di notevole cultura e molto legato ai Corner: il procuratore l'aveva infatti aiutato a ottenere l'incarico di bibliotecario alla Marciana ed era inoltre padrino del figlio Giovanni; quando quest'ultimo si recò a Roma, per i suoi studi, venne accompagnato da Girolamo e da una lettera di presentazione della stessa C. al card. Francesco Barberini. Pur non sapendo fino a quando durò il suo insegnamento vero e proprio, si può dunque immaginare che egli le fu vicino almeno fino al conseguimento della laurea e al suo trasferimento a Padova. L'insegnamento del latino le venne invece impartito dapprima da don G. Valier, canonico di S. Marco, e successivamente da un non meglio noto dottor Bartolotti.

Le doti non comuni della C. le permisero comunque di allargare notevolmente la sua formazione oltre i confini della cultura classica e umanistica, affiancandovi un'ottima conoscenza di lingue moderne come il francese e lo spagnolo, oltre al greco moderno insegnatole dal Gradenigo, e di discipline quali l'astronomia, la geografia, la matematica e le scienze naturali. Purtroppo non si hanno notizie esplicite su chi possa aver seguito la sua preparazione in questi ambiti meno consueti: nel dedicare all'Oliva la sua traduzione di un'opera di devozione spagnola - la Lettera, ovvero Colloquio di Cristo... di J. Lanspergio - la C. lo ringraziava appunto di averle concesso un precettore della Compagnia, "sotto la cui disciplina non men avanzai nella cognitione delle matematiche discipline che di qualche linguaggio straniero". L'identificazione più plausibile è quella, formulata dal De Santi e ripresa dal Maschietto, con il padre C. M. Vota, uomo di solida erudizione sia scientifica sia letteraria, oltre che buon poliglotta, che visse a Venezia dal 1661 al 1678, partecipando attivamente alla vita culturale della città: resta comunque singolare che un insegnamento tanto importante e una consuetudine che si suppone intensa e prolungata non abbiano lasciato altra esplicita testimonianza.

L'incontro che comunque doveva rivelarsi più fecondo di conseguenze per la C. fu certamente quello con Carlo Rinaldini. Studioso di filosofia e di matematica, ammiratore delle dottrine di Galileo e convinto seguace di Gassendi, il Rinaldini insegnò per diciotto anni a Pisa, prima di trasferirsi nel 1667 alla cattedra di filosofia dell'università di Padova. Sul finire di quell'anno, si recò a visitare la celebre biblioteca di Giovan Battista Corner, e qui fece casualmente conoscenza con la figlia, che lo lasciò stupito mettendosi a disquisire su di un teorema geometrico. Da allora il Rinaldini prese a frequentare la casa del procuratore con una certa assiduità, seguendo e indirizzando la C. nella formazione di una solida cultura filosofica. Tra i due sorse anzi un duraturo legame di amicizia e di reciproca stima, destinato ad interrompersi solo con la morte della C.; questa ebbe, in seguito, più volte occasione di dar prova della riconoscenza che la legava al maestro, si prestò come intermediaria per lui con il card. di Bouillon, intervenne in suo favore presso i Riformatori dello Studio per il rinnovo del suo incarico, lo richiamò affettuosamente alla conclusione delle sue opere senza lasciarsi distrarre da preoccupazioni contingenti.

Se anche il padre della C. poteva aver già vagheggiato l'idea della laurea, sembra però assai probabile che solo in seguito alla consuetudine con un eminente docente dello Studio e col conforto del suo assenso un progetto tanto audace e senza precedenti potesse essere preso più concretamente in considerazione. Fosse comunque per completare la sua formazione in vista del titolo dottorale, o anche perché mossa da specifici interessi culturali e spirituali, la C. si dedicò negli stessi anni anche allo studio della teologia, con ogni probabilità sotto la guida del conventuale F. Rotondi, che dal 1662 sovrintendeva agli studi nel suo convento veneziano, e nel '65 era stato chiamato all'insegnamento teologico nell'università di Padova. In una lettera al Rinaldini egli stesso affermava infatti di aver avuto nella C. più una maestra che un'allieva, e fu comunque lui a patrocinare la richiesta di laurea presso il Collegio dei teologi. Alla teologia la C. affiancò infine lo studio dell'ebraico, acquisendone in breve una notevole padronanza: maestro d'eccezione fu il rabbino della comunità israelitica veneziana S. Aboaf, un uomo che godeva di grandissima autorità e reputazione in tutta Europa, noto per il rigoroso ascetismo e l'intransigente difesa dell'ortodossia ebraica.

Ancor prima della laurea, la fama della C. per la sua erudizione, la cultura scientifica, la conoscenza di numerose lingue straniere, si era venuta progressivamente diffondendo fino ad assumere dimensioni europee. Fin dal 1669, veniva accolta per acclamazione nell'Accademia dei Ricoverati di Padova, di cui già facevano parte A. Gradenigo e C. Rinaldini e dove entrerà in seguito anche F. Rotondi; accettò poi l'aggregazione a quelle degli Infecondi di Roma, degli Intronati di Siena, degli Erranti di Brescia, dei Dodonei e dei Pacifici di Venezia. Nel 1675 la sua assenza dalla rassegna di personaggi celebri fatta da G. Leti nei primi tre volumi dell'Italia regnante suscitò l'indignata reazione di un'altra letterata, la ginevrina Louise de Frotté de Windsor, che inviò all'autore un "reproche plein de ressentiments" per l'esclusione: il Leti si affrettò a riparare alla lacuna, dedicandole trenta pagine nel quarto volume dell'opera, uscito l'anno successivo.

Una tale aura di prodigio circondava ormai la C. che illustri personaggi si recavano appositamente a farle visita, per verificare di persona se quanto si diceva su di lei rispondesse a verità. Nel '70 il langravio d'Assia, card. Federico di Assia-Darmstadt, volle farla disquisire sulle proprietà della sfera. Pochi anni dopo fu la volta del card. di Bouillon, di ritorno in Francia dopo il conclave del 1676, che la sottopose a un accurato esame con l'assistenza di due eruditi al suo seguito, C. Cato de Court e L. Espinay de Saint-Luc. Il risultato dovette essere quanto mai lusinghiero, poiché il cardinale divenne poi uno dei principali divulgatori alla corte francese delle grandi doti della C.; anche il Cato de Court e l'Espinay in quell'occasione strinsero amicizia con lei ed ebbero modo più volte di esprimerle la loro ammirazione. Nel 1681 infine, dopo la laurea, la C. dovette nuovamente esibirsi per il card. d'Estrées, che sostò appositamente a Padova nel corso di un suo viaggio a Roma.

Nella testimonianza di un membro del suo seguito, T. Maria Peyre, che raccontò la visita all'amico G. M. Foresti, il prelato "conobbe che le sue virtù superavano la fama, non solamente nella perizia di tante lingue, ma nella profondità di tante scienze speculative, morali ed istoriche; e mi disse che questo era un oggetto che poteva tirare a sé ogni gran personaggio dalle più remote parti, e che esso ne partiva rapito per encomiarla in tutti i luoghi" (Maschietto, p. 144).

Assieme a questi esami privati, la C. fu ripetutamente chiamata a dare dimostrazioni pubbliche della sua erudizione. Quella che suscitò maggiore meraviglia e ammirazione fu tenuta nelle Procuratie il 30 maggio 1677, quando davanti all'intero Collegio, a gran parte del Senato e a un gran numero di veneziani e forestieri, sostenne una disputa filosofica in greco e in latino con Giovanni Gradenigo, il figlio del suo maestro Alvise, e coi padri F. Caro e G. Fiorelli.

Quest'ultima esibizione servì chiaramente a preparare il terreno per la richiesta della laurea in teologia, che difatti venne presentata di lì a pochi mesi. Benché del tutto inusitata, la domanda non trovò ostacoli di natura politica: certamente preavvertito, il governo veneziano dovette pensare che tale conferimento si sarebbe risolto in vantaggio del declinante prestigio dell'ateneo. Anche i teologi padovani, confortati dai pareri dei colleghi di Parigi e di Lovanio, concordarono sulla liceità della richiesta e apprestarono un cerimoniale adeguato all'eccezionale circostanza, che escludeva comunque il riconoscimento del diritto all'insegnamento. Ma un ostacolo imprevisto e insormontabile venne dal vescovo di Padova, card. Gregorio Barbarigo, il cui consenso quale cancelliere dell'università era necessario per ogni dottorato in teologia. Informato a Roma dal vicario A. Mantovani, questi oppose un fermissimo rifiuto, convinto che fosse impensabile la concessione della laurea in teologia, e in generale che "dottorar una donna" fosse "uno sproposito" cui non si poteva condiscendere, "se non vogliamo renderci ridicoli a tutto il mondo" (S. Serena, S. Gregorio Barbarigo..., I, p. 215).

Tra il padre della C., che vedeva sfumare tutte le sue speranze, e l'irremovibile Barbarigo prese allora avvio uno scambio epistolare che toccò punte anche assai aspre: "il sig. proc. Cornaro - si lamentò una volta il cardinale - mi scrive in tal forma che, se continuerà, io non gli risponderò: perché alla fine la buona creanza sta bene in ogni luogo ed in ogni persona". La paziente mediazione di un comune amico, il procuratore G. Giustinian, riuscì alla fine a por termine al contrasto con la proposta compromissoria del conferimento di una laurea in filosofia. Il Barbarigo accettò di buon grado, lieto di liberarsi "da un gran tedio", mentre il Corner vi si piegò malvolentieri, tanto che anche dopo la laurea proseguì imperterrito a raccogliere pareri in vista di un secondo titolo in teologia.

Assistita dal Rinaldini, il 25 giugno 1678 la C. poté finalmente sostenere la propria dissertazione davanti al Collegio dei medici e dei filosofi, e ricevere poi dalle mani del suo maestro le insegne dottorali e la corona d'alloro. Il 9 luglio venne poi aggregata per acclamazione al Collegio, ma non partecipò ulteriormente alla sua attività. L'eccezionalità dell'avvenimento fu naturalmente celebrata con una fioritura di composizioni encomiastiche, che il Corner amava distribuire a tutti girando per Venezia; ma anche all'estero esso suscitò l'ammirazione e il plauso degli ambienti eruditi.

Dopo la laurea la C. tornò a Venezia, ma verso la fine del '79 decise di trasferirsi definitivamente a Padova, nel palazzo che la famiglia possedeva in contrada del Santo. Riprese qui con rinnovato impegno gli studi, dedicandovisi - a parere del Rinaldini, con cui era in continuo contatto - "più del giusto". Già precedentemente alla laurea la sua salute aveva dato segni di cedimento, che durante il soggiorno padovano si intensificarono e si aggravarono ulteriormente. Gravemente debilitata dal susseguirsi di tante malattie, morì infine di cancrena a trentotto anni, il 26 luglio 1684. Venne sepolta nella chiesa di S. Giustina, a Padova.

Pare che prima di morire desse disposizione di distruggere tutti i suoi manoscritti. Giudicando dal poco che è rimasto di lei, non si trattò forse di una grave perdita. Le sue opere si riducono comunque a quattro discorsi accademici su temi politici, morali e religiosi, undici elogi, cinque epigrammi, un acrostico, sei sonetti e un'ode, cui si può aggiungere la traduzione già citata dell'Alloquium Iesu Christi, che godette della fortuna di cinque edizioni (Venezia, Giuliani, 1669, 1673;ibid., Hertz, 1681;Parma, Rosati, 1688;Venezia, Hertz, 1706).

Sono opere di circostanza, o di esibizione erudita e artificiosa piuttosto faticose e farraginose anche quando sono ispirate, come l'ode al Crocifisso, da una, genuina sensibilità religiosa, "Scarsissimo o nullo è il valore di tutta cotesta letteratura ascetica e rimeria spirituale": così ne scrisse il Croce, prendendola ad esempio di tutto un filone letterario minore del Seicento, e ci sembra che il suo giudizio possa difficilmente esser soggetto a revisioni.

Quanto poi al valore di riscatto femminile che è stato talvolta attribuito alla sua figura, occorre dire che in tutta la vicenda della C. non è dato cogliere anche il più tenue barlume di una difesa della dignità delle donne, di una rivendicazione della loro capacità, se non del diritto, a competere con gli uomini almeno sul piano culturale. "L'ornamento che rende gratiose le donne e famosissime da per tutto - ebbe anzi a scrivere - è il silenzio; né sono fatte che per istar in casa, non per andar vagando" (Opera, p. 184). Non si vede dunque come si possa dare del suo "primato" una lettura in chiave femminista. Gli unici accenni in questo senso vennero semmai dagli amici Espinay e Cato de Court, che, scrivendole per deprecare le opposizioni alla sua laurea in teologia, sostennero la possibilità per una donna di essere più intelligente e più colta di molti uomini. Paradossalmente, proprio la sottolineata eccezionalità delle sue doti sembra invece risolversi in un'implicita riconferma della "naturale" inferiorità femminile. "In ea praeter sexum nihil muliebre": così la celebrarono appunto gli accademici Infecondi. Del resto lo spiraglio aperto con la sua laurea venne immediatamente richiuso, e fu proprio suo padre ad opporsi tenacemente alle richieste analoghe presentate dalla figlia di C. Patin, perché si sarebbe "in tal modo levato il lustro a cotesta università et a tanto e sì famoso Studio".

Non sorretto da opere che ne testimoniassero la grandezza, o dalla forza di rivendicazioni ideali che altri potessero raccogliere, l'astro della C. conobbe un repentino declino, destinato in sostanza a durare sino alla fine del secolo scorso, quando uscirono le biografie della benedettina M. Pynsent e del gesuita A. De Santi, per conoscere poi una nuova fortuna di studi in concomitanza con le celebrazioni per il terzo centenario della laurea. Che però tale interesse non abbia prodotto che ulteriori ricostruzioni biografiche, per quanto accurate e documentate, ci sembra in definitiva un segno del suo scarso rilievo nella storia della cultura e del costume.

Una raccolta delle opere e di alcune lettere con una biogr. della C. è stata pubbl. da B. Bacchini in Helenae Lucretiae (quae et Scholastica) Corneliae Piscopiae ... Opera quae quidem haberi potuerunt ..., Parmae 1688; cfr., inoltre, Lettera overo colloquio di Christo N. R. all'anima devota composta dal R. P. D. Giovanni Laspergio ... in lingua spagnola e portata nell'italiana dall'ill.ma sig.ra E. L.C.P. ..., Venetia 1669; altri scritti in Epantismatologia overo raccoglimento poetico ... nella solenne coronatione in filos. e medic. del sig. Angelo Sumachi ..., Padova 1668.1 pp. 7-10; Seconda corona ... percoronar di nuovo il ... p. Giacomo Lubrani ..., Venetia 1675, pp. 45-64; Poesie de' signori accad. Infecondi di Roma, Venezia 1678, p. 341; Compositioni delli sigg. Accad. Ricovrati, Padova 16783 p. 57; Oratione di A. Dragoni e componim. d'altri soggetti in lode di Giovanni Cornaro ..., Udine 1683, pp. 138 s.; Componim. poetici delle più illustri rimatrici d'ogni secolo, raccolte da L. Bergalli, II, Venezia 1726, p. 169; lettere in C. Rinaldini, Commercium epistolicum, Patavii 1682, p. 65 (e v. anche pp. 66 s., 81-91); e in C. Ivanovich, Minerva al tavolino..., Venezia 1681, pp. 84 s., 90-101.

Fonti e Bibl.: Le seguenti indicazioni sono limitate alle fonti e alle opere più rilevanti, rinviando per inform. più dettagliate alle bibl. quanto mai esaurienti pubbl. da M. Tonzig, in N. Fusco, E.L.C.Piscopia, Pittsburgh 1975, pp. 4981, e da F. L. Maschietto, E.L.C.Piscopia prima donna laureata nel mondo, Padova 1978, pp. XXI-XLI; Bibl. Apost. Vaticana, Barb. lat. 4502. cc. 98-103: Discorso accademico sopra la Madonna della Neve recitato nell'Accad. degli Infecondi ... a die 4 ag. 1672 dall'ill.ma sig.ra E.L.C.Piscopia ...; Ibid., Barb. lat. 6462, cc. 169-173, 179-180v, 182-185, 191 s.: tredici lettere dellaC. al card. Francesco Barberini (18 apr. 1671-18 dic. 1677); Ibid., Ottob. lat. 2479 (I): la descrizione della disputa filosofica sostenuta il 30 maggio 1677; Venezia, Bibl. naz. Marciana, Mss. It., cl. VII, 2393 (= 11.724), cc. 19-23: tre lettere della C. a Nicolò Venier riformatore dello Studio di Padova (non ricordate da Tonzig e Maschietto); Ibid., Mss. It., cl. VII, 1847 (= 9617), c. 30: un breve di Innocenzo XI alla C., 6 maggio 1684; Venezia, Biblioteca del Civico Museo Correr, Mss. Morosini-Grimani, b. 442, fasc. XVII: una lettera della C. ad Antonio Grimani; Ibid., Cod. Cicogna 1216: Poesie eroiche di diversi auttori, cc. 104-107v: Il Sole coronato dal Sole. Nel mirabil dottor. dell'ill.ma sig.ra E.L.C.Piscopia ...;Ibid., Mss. Correr 872: B. Dotti, Sonetti in morte della n. d. sig.ra E.C. Piscopia ...; lettere dei Riformatori dello Studio di Padova per la laurea della C. e per proibire la laurea di altre donne in Arch. di Stato di Venezia, Riform. dello Studio di Padova, b. 75, cc. n. n. (18 ott. 1677, 16 giugno 1678, 7 febbr. 1679); Ibid., b. 490: la lettera del padre della C. contro la laurea della Patin, 27 febbr. 1679; Padova, Bibl. del Museo civ., B. p. 125-1: G. Scardova, Vita compendiosa di E.L.C.Piscopia;Ibid., B. P. 126-XIV: G. Ottaviani Cantù, Descrizione della funzione in cui venne conferita la laurea alla n. d. E.C.Piscopia ...;Padova, Archivio antico dell'università, ms. 365: Index quartus actorum sacri collegi, cc. 24v, 25, 26rv. Cfr., inoltre, C. Rinaldini, De resolutione et compositione mathematica libri duo, Patavii 1668, p. 157; Id., Geometra promotus, Patavii 1670, pp. 59-60; F.F. Frugoni, De' ritratti critici, III, Venetia 1669, pp. 262-67; G. Leti, L'Italia regnante..., IV, Valenza 1676, pp. 4372; G. P. Oliva, Lettere..., Venetia 1681-1683, I, pp. 4, 159 s.; II, pp. 8, 25, 46, 138 s., 198, 240, 252, 271 s.; J. Mabillon-M. Germain, Museum Italicum..., I, Luteciae Parisiorum 1687, pp. 35 s.; le lettere del Barbarigo sulla laurea della C. in S. Serena, S. Gregorio Barbarigo e la vita spirituale e culturale nel suo semin. di Padova, I, Padova 1963, pp. 184 s., 198-202, 204, 210, 215 s.. Oltre a quella del Bacchini, le principali biografie della C. sono quelle di M. Deza, Vita di H.L.C. Piscopia, Venezia 1686; A. Lupis, L'eroina veneta, overo la vita di E.L.C.Piscopia, Venetia 1689; M. Pynsent, The Life of H.L.C.Piscopia ..., Rome 1896; A. De Santi, E.L.C.Piscopia. Nuove ricerche, in La Civiltà cattolica, s. 17, IV (1898), pp. 172-186, 421-440, 678-689; V (1899), pp. 176-193, 433-447; F. Dalmazzo, L.C.Piscopia oblata benedettina, Subiaco 1943; delle cit. biogr. di N. Fusco e F. L. Maschietto, non arreca alcun contributo e presenta alcune imprecisioni la prima, mentre è fondata su una accuratissima ricerca originale e sostanzialmente equilibrata nei risultati quella di Maschietto, su cui si veda la rec. di F. Ambrosini in Arch. veneto, CXIII (1979), pp. 144-151; il giudizio di B. Croce è in Appunti di letter. secentesca inedita o rara, in La Critica, XXVII (1929), pp. 471 s.; un recente tentativo di riconsiderare criticamente la figura e la vicenda della C. è stato compiuto da P. H. Labalme, Women's roles in Early Modern Venice, an Exceptional Case, in Beyond their Sex. Learned Women of the European Past, New York-London 1980, pp. 129-152.

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da: http://www.treccani.it/enciclopedia/elena-lucrezia-corner_%28Dizionario-Biografico%29/

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Diciotto studentesse torinesi sbaragliano i cori di tutto il mondo

06/05/2014 

Diciotto studentesse torinesi sbaragliano i cori di tutto il mondo

Al Mikron primo premio “summa cum laude” allo European Music Festival for Young People di Neerpelt, in Belgio

 

TORINO
 

Il coro giovanile torinese Mikron ha vinto il primo premio assoluto «summa cum laude» alla 62a edizione dello «European music festival for young people», concorso europeo di cori giovanili che si è concluso domenica nella cittadina belga di Neerpelt, al confine con l’Olanda.  

Una giuria di musicisti appartenenti a prestigiose istituzioni musicali di tutta Europa ha valutato nell’arco di quattro giornate 89 cori suddivisi in varie categorie, dai bambini ai giovani fino ai 25 anni, provenienti da ogni angolo d’Europa, dalla Russia alla Gran Bretagna, dalla Spagna alla Polonia e anche dal Giappone. A rappresentare l’Italia, le diciotto studentesse torinesi, dai 14 ai 23 anni, del Mikron diretto da Paola De Faveri e accompagnato al pianoforte da Marco Cordiano, formazione fondata dieci anni fa per far proseguire l’esperienza corale iniziata dalle ragazze nelle scuole D’Azeglio (elementare) e Calvino-Tommaseo (media). Il programma che il Mikron ha portato a Neerpelt spaziava dalla musica rinascimentale e barocca ai canti popolari, passando per la musica romantica. D’obbligo era un brano contemporaneo di Paul Steegmans. 

«Il nostro coro ha fatto in questi giorni un’esperienza speciale - riassume Paola De Faveri - è stata un’occasione di crescita per il confronto con tanti altri gruppi in un’atmosfera di festa e di condivisione in cui il sostegno e l’incitamento reciproco sono sicuramente prevalsi sullo spirito competitivo. E tutto questo anche grazie all’accoglienza che la città di Neerplet ci ha riservato».  

 Qualcosa di simile Torino l’ha vissuta un paio di anni fa durante Europa Cantat. Novanta cori significa 3500 bambini e ragazzi con i loro accompagnatori. Tutta la cittadina (quindicimila abitanti) si è mobilitata, come fa dal 1952, per accogliere i giovani in una «festa europea della musica». Palestre trasformate in refettori con turni da mille persone servite da volontari - insegnanti, ragazzi, pensionati -, ogni gruppo accompagnato da una hostess, una quantità di chiese, centri d’incontro e aule magne di scuole trasformati in sale da concerto. «I momenti di massima tensione sono stati il secondo concerto, quello in chiesa davanti alla giuria - raccontano le ragazze - e poi l’annuncio del risultato, durante la festa al Palazzo dello Sport». Il premio? Oltre all’apprezzamento incondizionato dei giurati «il concerto che abbiamo tenuto in teatro la sera di sabato», spiega la direttrice. Entusiaste le ragazze, alcune delle quali sono nella formazione fin dall’inizio (ed ora studiano all’Università o al Politecnico). «La cosa che ci ha colpito di più? Che al concerto - concordano -, in un bellissimo teatro tutto esaurito, un pubblico fatto di autorità e gente comune ha pagato 15 euro per ascoltare noi e gli altri cori con i punteggi migliori. Un segno di rispetto verso la musica e in generale la cultura». 

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da: http://www.lastampa.it/2014/05/06/cronaca/il-coro-torinese-mikron-vince-in-belgio-summa-cum-laude-BvCxDqau6fNOIOPL30U0fO/pagina.html

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Al Phenomenon di Fontaneto: Un viaggio di emozioni con Bollani

 

Un viaggio di emozioni con Bollani

04-05-2014

Un viaggio di emozioni con...

Il grande pianista mercoledì al Phenomenon di Fontaneto. Un anticipo di Novara Jazz

FONTANETO D'AGOGNA - Il “Piano Solo” di Stefano Bollani. Come già annunciato, grande appuntamento al Phenomenon di Fontaneto d’Agogna mercoledì 7 maggio alle ore 21. Il concerto, organizzato da Veruno Musica e Phenomenon con il supporto di Groove Company e Novara Jazz, è in programma nella sala polifunzionale del locale che è di casa sulla ex Statale 229. E in attesa di svelare il programma dell’undicesima edizione di Novara Jazz, in programma dal 17 maggio all’8 giugno in diversi angoli della provincia di Novara e non solo, due importanti eventi anticipano il festival: il primo con Stefano Bollani e il secondo in calendario domenica 11 maggio alle 21.30 al Teatro Galletti di Domodossola con Francesco Chiapperini NOPAIR feauturing TIM BERNE. Quella di Fontaneto sarà un’ occasione unica per ascoltare dal vivo il pianista italiano, definito
unanimemente come un talento jazz mondiale. Così la musica live farà il botto al Phenomenon. Bollani proporrà un viaggio nella sua musica interiore, nelle sue emozioni, prendendo per mano lo spettatore in un puzzle di simpatia ed estemporaneità. Bollani inizia a suonare all'età di 6 anni e si diploma al Conservatorio Cherubini di Firenze, iniziando la sua attività professionale a 15 anni e suonando sia con gruppi pop rock che con gruppi jazz. Nel 1996 l'incontro con Enrico Rava, suo mentore, è fondamentale e da quel momento inizia una collaborazione mai interrotta. Con Rava suona suoi palchi di tutto il mondo e incide 13 dischi pluripremiati. Il percorso musicale di Bollani è spesso legato alla letteratura, con invasioni continue nella classica. Le sue proposte sono ”un puzzle di musica, di simpatia, di estemporaneità - così nel biglietto di presentazione - che si fondono in continuazione per poi cogliere e plasmare i suoni in un continuo dialogo fra improvvisazione e canzone, pubblico e pianista. Nel suo concerto in “Piano Solo” non chiedetegli cosa farà: Stefano Bollani non lo sa finché non appoggia le due dita sui tasti e inizia a ripercorrere il suo io, la sua memoria, i suoi sentimenti. Un viaggio nella sua musica interiore, nelle sue emozioni, passando dal Brasile alla canzone degli anni' 40 fino ad arrivare ai bis a richiesta in cui mescola 10 brani come se fosse dj.
Un viaggio incredibile, dove Bollani sembra prendere per mano ogni spettatore per portarlo accanto a sé, nella sua musica piena di sentimento e di divertimento. Destrutturando e ricostruendo ogni volta in modo diverso i brani che spesso ritroviamo nei suoi dischi”. Costo dei biglietti d’ingresso: poltronissima 48,30 euro (40 per possessori di NJ card), poltrone 43,70 euro (35 per possessori di NJ card), galleria  39.10 euro (30 per possessori NJ card). Prevendite su www.phenomenon.it. Per acquistare la NJ card scrivere a info@novarajazz.org.

Eleonora Groppetti

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da: http://www.corrieredinovara.com/it/web/un-viaggio-di-emozioni-con-bollani-23686/sez/novara-provincia/

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Caetano Veloso, dopo quattro anni torna in Italia - Prima tappa a Torino

25.04.2014 - 09:11

Caetano Veloso, dopo quattro anni torna in Italia


Prima tappa a Torino il 30 aprile

Dopo 4 anni (l'ultima volta era stata nel 2010 con uno spettacolo in solo), Caetano Veloso, uno dei più popolari e autorevoli cantautori sudamericani, icona della musica brasiliana nel mondo, torna in Italia con il suo «Abraçaço Tour 2014». Il debutto è fissato per il 30 aprile a Torino (piazza Castello), per poi fare tappa a Padova (2 maggio PalaGeox), Milano (5 maggio Nuovo Ciak), Roma (7 maggio Auditorium Conciliazione), Bari (9 maggio Teatro Petruzzelli) e Sassari (13 maggio, Nuovo Teatro Comunale, Festival Abbabula). Il tour italiano fa parte di un tour mondiale che dopo il Brasile tocca America Latina, Usa, Europa, Asia e Australia.

La data di Torino è un evento gratuito nell'ambito del Torino Jazz Festival, per Padova, Milano e Roma i biglietti sono acquistabili su www.ticketone.it, per la data di Bari i biglietti sono acquistabili su www.bookingshow.it e per la data di Sassari (13 maggio) i biglietti sono acquistabili nei punti vendita del circuito box office di Cagliari (www.boxofficesardegna.it ) o presso la Cooperativa Le Ragazze Terribili in via Tempio 65 a Sassari. 

Sul palco, insieme al re del Tropicalismo, la Banda Ce', che è composta da Pedro Sa' (chitarre), Marcelo Callado (batteria), Ricardo Dias Gomes (basso elettrico). «Abraçaço Tour 2014» segue l'uscita dell'omonimo album pubblicato nel 2013 (Universal, in Italia Jazz & Classics). L'album, con un sound decisamente elettropop, è il terzo di una trilogia di dischi di canzoni inedite prodotti dal figlio Moreno Veloso, insieme ad un trio di giovani musicisti (batteria, basso elettrico e chitarra elettrica).  

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da: http://www.nostalgia.it/articolo/lstp/11103/

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Dolce&Gabbana disegnano una cravatta tricolore per la Nazionale di calcio

 

17/04/2014

Dolce&Gabbana disegnano una cravatta tricolore per la Nazionale

I due stilisti forniranno a tutta la squadra un guardaroba completo per i Mondiali in Brasile

Uno dei bozzetti della divisa della Nazionale Italiana

ROMA

La cravatta delle nuove divise della Nazionale di Calcio Italiana firmate da Dolce&Gabbana, sponsor ufficiale degli Azzurri dal 2006, sarà tricolore, ma in verticale.  

 

Lo hanno deciso i due stilisti che forniranno ai nostri goleador e a tutto il team, in vista dei Mondiali in Brasile, un guardaroba completo costituito da look formali, casual e accessori.  

 

La divisa formale come da tradizione sartoriale del marchio, è un vestito tre pezzi con fit Martini realizzato in fresco di lana blu navy. 

 

La giacca a due bottoni ha rever punta a lancia, bottoni della stessa tonalità del tessuto e l’interno azzurro per celebrare i colori della Nazionale. La camicia è rigorosamente bianca, con bottoni in vera madreperla e polso «smussato», ulteriore espressione dell’anima sartoriale di Dolce&Gabbana. 

 

La cravatta presenta un inedito tricolore italiano posizionato in verticale e in tutta la sua lunghezza per onorare l’Italia anche nello stile. 

 

Le scarpe sono stringate in vitello nero con cintura abbinata.  

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da: http://www.lastampa.it/2014/04/17/societa/moda/dolcegabbana-disegnano-una-cravatta-tricolore-per-la-nazionale-PgAm4RHCtuABgkKZ61WPzN/pagina.html

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Concerto per Laudes Paschales - Chiesa Corpus Domini, via Palazzo di Città 20, Torino

 

Invito giovedì 17 aprile 2014, ore 21 
Concerto per "Laudes Paschales"

Concerto per Laudes Paschales

Chiesa Corpus Domini, via Palazzo di Città 20, Torino  
Giovedì 17 aprile, ore 21 

Rive Gauche Concerti
per il Coordinamento Associazioni Musicali di Torino

Rassegna Laudes Paschales 


"Capolavori barocchi e metafore in dono"  


Jan Reznicek e Eduard Spacil, viola e clavicembalo digitale
Riccardo Piacentini, foto-suoni con letture da Hannah Arendt   

Tra musica, letture e "foto-suoni" Rive Gauche Concerti presenta, nell'ambito della rassegna Laudes Paschales "Capolavori barocchi e metafore in dono".  
Cinque capolavori della letteratura musicale barocca a firma dei massimi esponenti - in ordine cronologico di nascita: i tedeschi Johann Pachelbel e Johann Sebastian Bach, l’anglo-sassone Georg Friedrich Händel e il francese Jean-Marie Leclair - interpretati  e "rivisitati" attraverso due strumenti particolari, viola e clavicembalo digitale, in un programma nuovo e sorprendente che presenta exploit di timbri inattesi.   
Il violista di Brno Jan Reznicek, membro del Janacek String Quartet, spazia senza limiti tra la viola degli albori e quella delle più recenti sperimentazioni, e il pianista e compositore di Praga Eduard Spacil è personaggio musicale eclettico, la cui attività di concertista e compositore attraversa ambiti e generi differenti, dal classico all’elettronica al jazz, sempre prediligendo le esperienze votate alla contemporaneità e promuovendo i più sofisticati strumenti a tastiera dell’era digitale.
Alle performance dei due artisti cechi si intercalano le letture e i foto-suoni diRiccardo Piacentini, dove i testi di Hannah Arendt sul “dono della metafora” interagiscono plasticamente con estratti del paesaggio sonoro, i “foto-suoni” appunto, registrati dallo stesso Piacentini nei suoi viaggi di concerti con il Duo Alterno nei cinque continenti e composti in sollecitanti metafore musicali.
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Estrela internacional, cantor italiano faz estreia no Brasil na ópera 'Falstaff'

 

Estrela internacional, cantor italiano faz estreia no Brasil na ópera 'Falstaff'

Ambrogio Maestri já interpretou o papel mais de duzentas vezes e sobe ao palco do Teatro Municipal a partir do dia 12


03 de abril de 2014 | 18h 47
João Luiz Sampaio - O Estado de S. Paulo

 

Ambrogio Maestri durante entrevista no Teatro Municipal - Sergio Castro/Estadão
Sergio Castro/Estadão
Ambrogio Maestri durante entrevista no Teatro Municipal

A entrevista já havia acabado quando Ambrogio Maestri, enquanto posa para fotos no Salão Nobre do Teatro Municipal, revelou o que tem lhe preocupado. “Na Itália, andam dizendo que o frio no Brasil em junho pode atrapalhar a Azzurra. Faz frio assim mesmo, dois, três graus?” Não, dificilmente. “Menos mal, então. E quem vocês acham que ganha a Copa?” Brasil, jogando em casa. “Ah, sim”, ele diz, mas a resposta, ainda que gentil, não carrega nem um pouco de convicção.

Maestri está no Brasil pela primeira vez. Não veio por conta do futebol. No dia 12, sobe ao palco do Municipal de São Paulo para interpretar o papel-título de Falstaff. Trata-se da última ópera de Verdi - para muitos sua obra-prima. Para Maestri, também. E ele fala com conhecimento de causa. Ao longo de pouco mais de uma década de carreira, o barítono, hoje com 44 anos, já interpretou o velho bufão mais de 200 vezes. Nos últimos tempos, três novas gravações da ópera foram lançadas em DVD - e ele está em todas. Em dezembro, foi a estrela de uma nova produção da obra no Metropolitan, de Nova York - e é na mesma condição de estrela que desembarca em São Paulo.

“Falstaff já é um antigo companheiro”, ele diz - e completa, bem-humorado: “Tenho sorte por ter a voz e, claro, caso você não tenha percebido, o físico ideal para interpretar um papel tão rico como esse, sobre o qual descubro sempre algo novo”. Sir John Falstaff nasce na ópera de Verdi da junção de pedaços de Henrique V e As Alegres Comadres de Windsor, de Shakespeare. O responsável pela confecção do libreto, o texto da ópera, foi o poeta e compositor Arrigo Boito, que se tornou parceiro de Verdi no final da vida, trabalhando com ele ainda na revisão de Simon Boccanegra e na escrita de Otello, também baseada no dramaturgo inglês.

A ópera narra a história deste velho bufão e decadente, atolado em dívidas, que vê na tentativa de conquistar duas senhoras da sociedade a saída para reviver um passado (que ele imagina de glórias) e resolver a crise financeira construída em noitadas nas principais tavernas de Windsor, na Inglaterra.

Em suas idas e vindas mundo afora no papel, Maestri já foi, em Zurique, um Falstaff de cores minimalistas e mediterrâneas; em Busseto, terra natal de Verdi no interior da Itália, protagonizou uma montagem tradicional da ópera, comandada pelo diretor Franco Zeffirelli. Já no ano passado, no Metropolitan, a Windsor do século 15 transformou-se num universo campestre dos anos 1950. 

Em São Paulo, a montagem, assinada por Davide Livermoore, ainda está envolta em mistério. Pelo pouco que já foi divulgado dos cenários, há no palco uma reprodução do próprio Municipal - uma discussão sobre os limites do teatro, relacionada à mensagem final da ópera, de que “tutto nel mondo é burla”, ou seja, “tudo no mundo é uma grande farsa”? Nas redes sociais, o maestro John Neschling, que rege o espetáculo, explicou o porquê do convite ao diretor inglês. “A concepção inovadora, tenho certeza, dará azo a discussões acaloradas”, escreveu. “Pelo menos foi essa a minha intenção ao convidar Davide Livermoore para dirigir e criar os cenários para essa produção. Será uma releitura contemporânea da obra-prima de Verdi, com citações variadas de personagens ingleses tão típicos quanto o Sir obeso que estamos acostumados a assistir no papel típico.”

De todas as produções de que participou, Maestri relembra com especial carinho da primeira, aos 29 anos. Na ocasião, trabalhou com o maestro Riccardo Muti. Era o ano do centenário da morte de Verdi. “Trabalhar com alguém como o maestro Muti ensina muito sobre um papel”, ele lembra. “E também define muitas coisas na sua carreira. É como no futebol. Todo mundo joga, mas nem todo mundo é bom o suficiente para ser um jogador. Eu cantava. Mas foi naquela montagem que descobri que poderia ser um cantor.”

Carreira

Quem vê o baixo-barítono italiano Ambrogio Maestri sobre o palco como o grande Falstaff de sua geração, não imagina que a ópera quase o perdeu para outros interesses. Duas vezes. 

Nascido em Pávia, cantava desde a infância, mas na adolescência entrou para o time de basquete local. E, para não ficar para trás nos estudos, acabou abandonando as aulas de canto. Ao mesmo tempo, desenvolveu o gosto pela culinária, cultivado no restaurante dos pais. 

Cozinhar é algo que ele faz até hoje - no seu site, junto aos vídeos em que canta nas principais casas de ópera do mundo, você encontra um outro, em que ele ensina passo a passo a receita de seu Risotto Salsiccia e Funghi. Mas o basquete ele acabou deixando de lado quando frequentadores do restaurante dos pais o incentivaram a apostar na voz. Em tempo: o futebol, aliás, ele também já não joga - “hoje, só se for futebol americano”.

Ele, claro, não se arrepende. A carreira tem lhe tratado bem. Além de Falstaff, ele tem conquistado críticas arrebatadoras pela interpretação de papéis como Dulcamara, em O Elixir do Amor, de Donizetti; ou Scarpia, na Tosca, de Puccini. Mesmo dentro do universo de Verdi, há outros marcos importantes, em óperas como Aida, A Força do Destino, Traviata, Nabucco, Rigoletto, Simon Boccanegra

Ele não se define, no entanto, como um “barítono verdiano”, maneira como nos referimos tanto ao tipo de cantor utilizado pelo compositor em suas óperas como ao intérprete desses papéis. “O fato é que é muito difícil reduzir os barítonos de Verdi a um esquema só. A escrita do início da carreira do músico pede um tipo específico de voz, de tessitura mais aguda, o que muda ao longo de sua carreira.”

O compositor é decisivo na maneira como são compreendidas hoje as vozes mais graves, acredita Maestri. “De repente, ele escreve um dueto para dois barítonos, como no Falstaff, ou para dois baixos, como no Don Carlo. E um elemento que me fascina particularmente é como trata o tema da paternidade, de forma muito rica e sensível.”

Maestri diz que é possível dividir a trajetória do compositor em dois momentos distintos - ainda que haja entre eles alguns pontos de contato. “O primeiro Verdi ensina a cantar. Já o segundo, bom este ensina a ser um artista, um cantor que atua com a voz, mais completo. É o caso do Otello, do Falstaff.”

A ópera é a última de Verdi e sua segunda comédia - a primeira, escrita 50 anos antes, foi Un Giorno di Regno, fracasso retumbante de crítica e público. Falstaff, por sua vez, foi um sucesso. A escrita musical é de extrema sofisticação, quebra a estrutura tradicional de números em favor de um discurso narrativo mais orgânico. A voz, como sempre nas obras do compositor, tem protagonismo - mas a escrita orquestral ganha em ousadia e riqueza.

Shakespeare foi uma das obsessões de Verdi ao longo de toda a sua vida. Mas Maestri vê em Falstaff tanto do dramaturgo quanto do próprio compositor e de seu libretista. “A parceria de Verdi e Boito é fundamental para o sucesso da ópera, o modo como trabalham texto e música é perfeito”, diz o cantor, para quem Falstaff não é uma comédia pura e simples, nos moldes da ópera-bufa italiana. “O personagem tem um quê de mefistofélico, carrega também uma dose de tristeza, é algo muito especial. Se aprendi algo nessas mais de 200 apresentações é justamente essa riqueza, essas camadas do personagem.”

E são elas que fazem com que Falstaff seja um personagem que Maestri quer levar ao seu lado para toda a vida. “A cada apresentação, é algo novo que se aprende com ele, algum detalhe que se revela, e isso não é banal. Fazer bem o papel significa estar atento a essas variações e se dedicar a entendê-las.”

Mas Maestri sabe que tem uma longa carreira ainda pela frente. Além de Verdi, o que coloca no seu horizonte? “Neste momento, começo a pensar em incorporar papéis de Puccini e outros do verismo. Penso em Gianni Schicchi, Il Tabarro. Atualmente, estou estudando Andrea Chénier, que tem um dos maiores papéis para barítono.”

Seja como for, a opção pelo canto lhe parece acertada. E não há volta. “Santo Agostinho dizia que quem canta reza duas vezes. Em dez anos, acho que posso dizer que já serei um verdadeiro santo”, brinca. E emenda: “Cantar mais e mais, aprender com as óperas, enriquecer minha percepção desses papéis todos. É isso que quero. Até porque algo me diz que não poderei realizar o sonho de ser bailarino, você não acha?”.

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da: http://www.estadao.com.br/noticias/arte-e-lazer,estrela-internacional-cantor-italiano-faz-estreia-no-brasil-na-opera-falstaff,1149041,0.htm

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Negramaro con UN AMORE COSÌ GRANDE: un omaggio alla squadra italiana

03/04/2013 Ora d'inserimento: 14:02

 

Negramaro con UN AMORE COSÌ GRANDE: un omaggio alla squadra italiana

(NoveColonne ATG) Roma - Saranno i Negramaro con “Un amore così grande 2014” a fare da colonna sonora alle prossime partite di calcio della Nazionale italiana. Il progetto, nato da un’idea di Radio Italia (da anni partner ufficiale della Federazione Italiana Giuoco Calcio), in accordo con Sugar e con la band, che ha scelto il brano, è stato accolto con entusiasmo dalla Figc, e vuole essere un grande omaggio alla squadra azzurra, impegnata a breve nella Coppa del Mondo Fifa 2014 in Brasile. I proventi dell’iniziativa saranno interamente devoluti alla ricerca sulla Sla e sulla sclerosi multipla. I Negramaro hanno rivisitato e riscritto "Un amore così grande", simbolo della musica italiana, composto originariamente da Guido Maria Ferilli nel 1976 e portato al successo da Claudio Villa, in una versione assolutamente originale.

Festival Pianistico Internazionale di Galliate: dal 4 aprile la decima edizione

 

Festival Pianistico Internazionale di Galliate: dal 4 aprile la decima edizione

01-04-2014

Festival Pianistico...

Alla direzione artistica ancora il maestro Massimo Folliero

GALLIATE – Il prossimo 4 aprile partirà la decima edizione del Festival Pianistico Internazionale di Galliate. Promotrice dell’evento sarà ancora l’Associazione Musicale FortePiano, nata nel 2012 dall’unione di un gruppo di amici amanti della musica classica e desiderosi di partecipare attivamente al progetto portato avanti nelle prime sette edizioni dall’Associazione Musicale Camena ma soprattutto di svilupparlo e condurlo negli anni a diventare uno tra gli appuntamenti più importanti del nostro territorio. Direttore artistico del Festival è sempre il maestro Massimo Folliero, noto pianista novarese conosciuto a livello internazionale. Il programma che ha voluto proporre il maestro Folliero per l’edizione 2014 del Festival è incentrato sul grande repertorio pianistico proposto da artisti di livello internazionale ma anche con uno sguardo al nostro territorio in cui non mancano di certo i talenti.
Si partirà venerdì 4 aprile con un duo spagnolo pianoforte-voce formato dalla pianista Mariona Sarquella e dalla voce di Xavier Thiò Fernandèz D’Henestrosa, i quali proporranno un concerto dal titolo “Viaggio in Catalogna” in cui verrà eseguito l’integrale delle “Cancons i Danses” del compositore catalano Mompou, il tutto arricchito da immagini fotografiche che rappresentano la Catalogna attuale; un mix di musica e immagini dal fascino molto particolare.
Il concerto seguente sarà martedì 15 aprile con un serata in cui si esibiranno due talenti del Conservatorio di Novara selezionati dall’Associazione FortePiano, Elena Costa e Gaston Polle Ansaldi, i quali si esibiranno in due mini-concerti solistici in cui eseguiranno brani di Ravel, Dusapin, Scriabin, Verdi/Liszt e Prokofiev.
Il terzo appuntamento della manifestazione è fissato per il 9 maggio e vedrà come ospite un grande pianista americano, Thomas Hecht. Musicista completo, Thomas Hecht è stato per diversi anni allievo ed assistente del grande pianista e direttore d’orchestra americano Leon Fleisher presso il Peabody Institute of The Johns Hopkins University di Baltimora (Usa). Il concerto proposto dal maestro Hecht avrà come titolo “Musiche delle Superpotenze mondiali” e prevede l’esecuzione di brani di compositori americani e russi.
Per tradizione il Festival include nel suo cartellone anche un concerto di musica da camera con pianoforte e quest’anno è la volta di un duo spagnolo violoncello-pianoforte composto dal violoncellista Ramon Gomez e dalla pianista Pilar Valero Abril, due musicisti attivi sia come solisti sia in molteplici formazioni cameristiche e con un’esperienza internazionale di primissimo piano che si esibiranno il giorno 16 maggio e chiuderanno quindi la manifestazione.
Tutti i concerti appena descritti si terranno alle 21 nella sede storica del Festival e cioè presso la suggestiva Sala Ottocentesca del Castello visconteo-sforzesco di Galliate. Il prezzo del biglietto è di 12 euro intero e di 8 euro ridotto. La sottoscrizione della Tessera Annuale all’Associazione permetterà invece il libero ingresso a tutti i concerti del Festival e a tutti gli eventi che l’associazione organizzerà nel corso dell’anno.

Valentina Sarmenghi

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da: http://www.corrieredinovara.com/it/web/festival-pianistico-internazionale-di-galliate-dal-4-aprile-la-decima-edizione-23165/sez/novara-provincia

 

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I Nomadi festeggiano i 50 anni di carriera a Novara


I Nomadi festeggiano i 50 anni di carriera a Novara

25-02-2014

I Nomadi festeggiano i 50...

Lo storico gruppo si esibirà all’ex Sporting il 21 marzo

NOVARA – I Nomadi, band simbolo della musica italiana, hanno scelto proprio Novara per festeggiare il 50° anno della loro carriera. Lo faranno con un concerto dal vivo il prossimo 21 marzo all’ex Sporting. Il gruppo guidato da Beppe Carletti vanta primati da record: mezzo secolo di attività, quindici milioni di dischi venduti, una quantità enorme di concerti nelle grandi città e nei piccoli paesi. Un’idea, una ragione e uno stile di vita, prima ancora che un complesso musicale. Fondati nel 1963 da Carletti e Augusto Daolio, i Nomadi sono ancora nel pieno delle proprie forze, come dimostra la recente pubblicazione di “Terzo tempo”, nuovo album di inediti balzato subito in testa alle classifiche.La storia è ormai lunga cinquant’anni, e ora Beppe Carletti la racconta in prima persona, con grande affetto e sensibilità, ripartendo dai gloriosi anni Sessanta, dal beat dei capelloni e dalle proteste studentesche, attraversando poi gli anni Settanta dell’amicizia con Francesco Guccini e degli anni bui della contestazione, fino a giungere alla dolorosa scomparsa di Augusto Daolio, volto inconfondibile dei Nomadi e amico fraterno di Beppe, e alla rinascita degli ultimi due decenni, costellati da soddisfazioni, impegno e amore verso il proprio pubblico. Il concerto novarese – che viene organizzato con la collaborazione del Fan Club Nomadi  “Vox Populi”, si terrà nell’Arena dell’Impianto Polisportivo del Terdoppio (ex Sporting), che viene in questo modo rilanciato come sede di importanti iniziative culturali e di spettacolo. I biglietti sono già in vendita sul circuito Ticket One (sia on line che nei punti vendita sul territorio, a Novara Tune Dischi), e saranno venduti al botteghino dell’Arena negli ultimi tre giorni prima del concerto. Già dai primi giorni la risposta del pubblico degli appassionati è stata entusiasmante, con moltissimi biglietti venduti.

Valentina Sarmenghi

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da: http://www.corrieredinovara.com/it/web/i-nomadi-festeggiano-i-50-anni-di-carriera-a-novara-22434/sez/novara-citta

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EVENTO CULTURALE DELL'ASSOCIAZIONE MARCHIGIANI IN BRASILE con la mezzosoprano marchigiana Serena Pasqualini


EVENTO CULTURALE DELL'ASSOCIAZIONE MARCHIGIANI IN BRASILE

 

L'Associazione Marchigiani in Brasile, con l'appoggio della Regione Marche e dell'Istituto Italiano di Cultura-San Paolo, ha il piacere di invitare Associati ed amici per il recital della Mezzosoprano marchigiana Serena Pasqualini, appositamente venuta da Tolentino, Italia.

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Il 13 marzo 2014, alle ore 19:00, nel Salone Nobile del Circolo Italiano-San Paolo, accompagnata al pianoforte da artista locale, Serena interpreterà musica operistica e romanze, nonché canzoni italiane moderne in omaggio ai giovani presenti.

 

Dopo la presentazione verrà servito un coktail. L'ingresso é gratis.

 

INTERVENIAMO NUMEROSI!          

 

Sitio: www.marcheinbrasile.com.br

Facebook: https://www.facebook.com/marcheinbrasile

 

 

EVENTO CULTURAL DA ASSOCIAZIONE MARCHIGIANI IN BRASILE

 

A Associazione Marchigiani in Brasile, com o apoio da Região das Marcas e do Istituto Italiano di Cultura-San Paolo, tem o prazer de convidar Associados e amigos para o recital da Mezzosoprano marchigiana Serena Pasqualini, especialmente vinda de Tolentino , Itália.

 

Dia 13 de março de 2014, às 19:00 horas, no Salão Nobre do Círcolo Italiano-San Paolo, acompanhada ao piano por artista local, Serena irá interpretar música operística e lírica, além de canções italianas modernas em homenagem aos jovens presentes.

 

Após a apresentação, um coquetel será servido. A entrada é gratuita.

 

VAMOS TODOS PARTICIPAR!

 

 Site: www.marcheinbrasile.com.br

Facebook: https://www.facebook.com/marcheinbrasile

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19 luglio 2014 a Barolo: sale sul palcoscenico di Collisioni la straordinaria Elisa

martedì 25 febbraio 2014, 11:51

Da non perdere: sabato 19 luglio 2014 a Barolo sale sul palcoscenico di Collisioni la straordinaria Elisa con “L’anima Vola Tour”

 

 

 

 

 

 

I biglietti per la singola giornata del sabato comprensiva del concerto di Elisa saranno disponibili sempre su ticketone e nei negozi Piemonteticket a partire dalle ore 15 di mercoledì 5 marzo ad un costo di 10 euro più diritti di prevendita

COLLISIONI annuncia per l’edizione 2014 un nuovo concerto, che si aggiunge a quelli dei mitici Deep Purple e dell’inossidabile icona del rock Neil Young. Dopo Patti Smith nel 2012 e Gianna Nannini nel 2013, un'altra grande artista della musica sarà protagonista della giornata principale del festival per l'unica data estiva nel nord-ovest e Lombardia. 

 Sabato 19 luglio, alle ore 21.30, a Barolo salirà sul palcoscenico ELISA, una delle voci più originali del panorama musicale italiano. Il concerto sarà all'interno della giornata del sabato e prevede un ingresso al prezzo popolare di dieci euro.

 Con “L’ANIMA VOLA Tour” (prodotto e organizzato da F&P Group), Elisa darà voce, con una nuova veste, al suo poliedrico universo artistico, presentando  un disco (l’ottavo in studio, dopo il progetto discografico “Ivy” del 2010) di cui ancora una volta è autrice di musica e testi, ad eccezione di “A modo tuo”, brano scritto interamente da Ligabue.

 “L’ANIMA VOLA”, inoltre, contiene il brano “E scopro cos’è la felicità”, con la firma ed un incontro vocale con Tiziano Ferro e il brano “Ecco che”, scritto da Giuliano Sangiorgi su musica di Elisa e scelto da Giovanni Veronesi per il suo nuovo film “L’ultima ruota del carro, per cui Elisa ha composto l’intera colonna sonora. Ad impreziosire il progetto discografico, inoltre, il brano Ancora Qui”, il cui testo è stato scritto da Elisa sulla musica del Maestro Ennio Morricone (incluso nella colonna sonora dell’ultimo film di Quentin Tarantino “Django Unchained”).

COLLISIONI, il festival rock di letteratura e musica in collina, che ormai da  cinque anni  raduna nelle Langhe del Barolo, mecca del vino piemontese, decine e decine di migliaia di spettatori, si svolgerà dal 18 al 21 luglio 2014 a Barolo con un ricco programma di scrittori internazionali ospiti, star della tv, della musica e del cinema, e band di fama internazionale.

 Ancora una volta, malgrado la crisi economica, l'organizzazione ha compiuto un enorme sforzo per tenere i biglietti alla portata di tutti, presentando questa unica occasione in Italia di assistere a un concerto di questa portata in forma semigratuita, all'interno del cartellone di Collisioni.

INFO:

La formula abbonamento quattro giorni che consente l'accesso a tutti gli eventi del festival compresi i concerti dei Deep Purple, Neil Young ed Elisa è già acquistabile sui circuiti Ticketone per un costo di 69 euro più diritti di prevendita del gestore.  

 

I biglietti per la singola giornata del sabato comprensiva del concerto di Elisa saranno disponibili sempre su ticketone e nei negozi Piemonteticket a partire dalle ore 15 di mercoledì 5 marzo ad un costo di 10 euro più diritti di prevendita.

Per informazioni: www.collisioni.it |info@collisioni.it | tel. (39)3383865001

cs

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da: http://www.targatocn.it/2014/02/25/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/da-non-perdere-sabato-19-luglio-2014-a-barolo-sale-sul-palcoscenico-di-collisioni-la-straordinaria.html

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Sindone, l'ultimo studio sull'immagine


Sindone, l'ultimo studio sull'immagine
"Fu impressa durante un terremoto"

Il Politecnico di Torino, in un lavoro pubblicato dalla rivista internazionale Meccanica, ipotizza che la figura di Gesù sia legata alle emissioni di neutroni liberati durante il sisma del 33 dopo Cristo, descritto nel Vangelo da Marco

 
12 febbraio 2014

Sindone, l'ultimo studio sull'immagine Uno nuovo studio, compiuto al Politecnico di Torino dai professori Carpinteri, Lacidogna e Borla, e pubblicato sulla rivista internazionale "Meccanica" suggerisce che l'immagine sulla Sindone potrebbe essere stata impressa a seguito delle emissioni di energia provenienti dal terremoto che ha scosso Gerusalemme nel 33 dopo Cristo, descritto anche dal Vangelo e interpretato come reazione della natura al supplizio inflitto al Figlio di Dio. "Il velo del Tempio si squarciò in due dall'alto in basso", scrive Marco al versetto 38 del capitolo 15.

Secondo gli autori dello studio, in conseguenza di ciò sarebbero stati i neutroni a imprimere sulla Sindone l'immagine corporea dell'uomo avvolto nel lino, e nello stesso tempo a modificare il livello di carbonio 14 presente nel lenzuolo, contribuendo così a rendere praticamente impossibile una valutazione della data attraverso questo metodo.

Nel corso di un terremoto, sostengono gli autori, le fasce della crosta terrestre interessate sottoposte a pressioni molto elevate in tempi estremamente brevi provocano emissioni di alta frequenza, e l'emissione di neutroni. Questi ultimi avrebbero reagito con gli atomi di azoto presenti nelle fibre del tessuto, generando una reazione chimica tale da "fotografare" il lino nei punti a contatto con il corpo l'immagine del deposto. E nello stesso tempo l'emissione di energia avrebbe alterato i valori di radiocarbonio.
Uno degli autori dello studio non è nuovo alle ricerche clamorose. E' di Alberto Carpinteri infatti lo studio sul "piezonucleare" che lo ha portato alla presidenza dell'Inrim (Istituto nazionale di ricerca metrologica), voluto dal ministro Gelmini. Il consiglio di amministrazione dell'istituto lo ha però sfiduciato nel febbraio 2013, proprio per lo stesso studio, dopo la protesta di oltre mille scienziati che giudicavano i progetti sul piezonucleare "privi di alcun fondamento scientifico".

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da: http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/02/12/news/l_immagine_della_sindone_impressa_dal_terremoto-78370587/

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Giorgio Enrico Cavallo: Da Gironi a Gianduja, l'origine della maschera piemontese „ Da Gironi a Gianduja, la lunga storia della più famosa maschera piemontese


Da Gironi a Gianduja, l'origine della maschera piemontese

Da Gironi a Gianduja: la lunga storia della più famosa maschera piemontese

Il celebre burattino nacque all'inizio dell'Ottocento a Callianetto, frazione di Castell'Alfero, vicino ad Asti. Da due secoli diverte generazioni di piemontesi



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Giorgio Enrico Cavallo
25 febbraio 2014

L'avrebbero mai detto, Giovanni Battista Sales e Gioacchino Bellone, in quei primi anni dell'Ottocento, di aver inventato la maschera tipica piemontese? Probabilmente, no. Come spesso accade, le invenzioni nascono per caso, e anche la genesi di Gianduja (o, se scritto nella corretta grafia piemontese, Giandoja) avvenne senza volerlo, anzi: col preciso intento di non danneggiare il potere costituito, con il quale i due "padri" del burattino avevano avuto qualche screzio di non poco conto.

Eh già, perché il nome di battesimo della più famosa maschera piemontese fu Giròni, nome tratto da antichi canovacci secenteschi: ma il nome, troppo simile a quello del doge di Genova, Girolamo Durazzo, spiacque alla polizia, che arrestò i due burattinai. Un secondo inconveniente avvenne quando il nostro Giròni venne sospettato di essere una caricatura del fratello di Napoleone, Girolamo. Molto più saggio era, dunque, trovare un nuovo nome al burattino: e sembra che il secondo battesimo avvenne osservando un popolano che  veniva chiamato Gioanin dla doja: Gioanin-dla-doja, Giandoja. Sì, poteva funzionare. La "rinascita" avvenne a Callianetto, frazione di Casell'Alfero, ancora oggi noto per aver dato i natali a un così illustre personaggio.

Da allora, Gianduja non ha mai smesso di far ridere e divertire, venendo elevato a nuova maschera regionale. Non mancò di "scendere in politica", come quando, per lo spostamento della capitale da Torino a Firenze, venne "crocifisso" da Cavour e dai politici del tempo; ovviamente, solo sulle vignette satiriche.

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I musei più strani d’Italia e del mondo: un tour tra le ‘follie della cultura’

 

24.02.2014

Questo pazzo, pazzo museo

I musei più strani d’Italia e del mondo: un tour tra le ‘follie della cultura’

giulia mattioli

Museo Zagabria<br>

Museum of Broken Relationships

Non solo quadri e sculture: diversi musei offrirono una panoramica culturale davvero singolare. Soggetti folli o disgustosi, totalmente inutili o semplicemente brutti, inquietanti, impensabili o 'per soli itneditori', ecco una panoramica sui musei più strani d’Italia e del mondo - da prendere con una buona dose di ironia.

Cominciamo dal nostro paese, dove tra le idee bizzarre su cui fondare un museo troviamo ad esempio il Museo dei Cavatappi a Barolo (Cuneo) che ospita ben 500 interessantissimi modelli di apri bottiglia. O perché non andare a visitare il Museo dello Scarpone di Montebelluna (Treviso)? Rimanendo al nord potete vivere l’esperienza della Bora, il vento implacabile che soffia su Trieste, presso il Magazzino dei Venti la troverete replicata artificialmente, mentre a Modena qualcuno ha pensato di mantenere viva la fissazione infantile delle figurine allestendo appunto il Museo delle Figurine. Visto il momento di crisi non si può trascurare di visitare il Museo del Risparmio di Torino, mentre se siete curiose di sapere tutto, ma proprio tutto sul pomodoro, a Parma trovate un museo ad esso dedicato. E scusate ma non potete dirvi ‘colti’ se non avete visitato il Museo del Paracarro di Canezza -Trento, dignitosissimo elemento della cultura montana.

Ma se in Italia abbondano i musei di discutibile contenuto, all’estero non sono da meno i turchi, che in Cappadocia hanno creato il Museo dei Capelli, in cui ‘ammirare’ decine di ciocche di capelli veri. Il vostro bagaglio culturale non è completo senza aver visitato il museo dei Collari per Cani di Leeds, vero must per gli amanti dei quadrupedi. A Parigi c’è il Museo delle Fogne, un inaspettato percorso nelle viscere della città all’interno dei tunnel fognari con tanto di ‘profumo tipico’. Zagabria ospita invece una sorta di mostra permanente sui cuori infranti: il Museum of Broken Relationships, in cui feticci e oggetti simbolici esplorano il concetto di ‘relazione fallita’. E se dopo la tristezza per la fine della relazione sopraggiunge la voglia di riderci sopra, a Reykjavik troverete il Museo Fallologico, che espone una collezione di peni di diversi mammiferi, essiccati o conservati in formaldeide. Troppo ribrezzo? Allora consolatevi con il MOBA, Museum of Bad Art del Massachusetts, dove sono conservate le opere d’arte peggio riuscite del mondo, addirittura ‘troppo brutte per essere ignorate’, recita il motto. Dal brutto all’inutile: in Austria c’è il Nonseum, museo delle invenzioni sbagliate o meno utili del mondo, dal gratta naso meccanico al ‘buco’ portatile, fino all’arrotola – spaghetti e lo spazzolino a forma di wurstel.



Spaghetti Fork
Gottfried Humschaid
foto: Helene Waldner
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da: http://www.stile.it/divertirsi/tendenze/articolo/art/questo-pazzo-pazzo-museo-id-17335/
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ICIB - Instituto Cultural Ítalo Brasileiro: SERATA A TEMA - CANTACALCIO

 

SERATA A TEMA

 

Il calcio influenza la vita di tutti i giorni degli italiani
ed anche la musica ne viene contagiata.

Vi presentiamo un viaggio attraverso
alcune delle canzoni italiane più conosciute
che hanno come tema lo sport più amato dagli italiani.

18 febbraio 2014, alle ore 19.00

Presentazione di: Mauro Finazzi
Lingua: in italiano.
Ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili).

 

ICIB

Rua Frei Caneca, 1071 (próx. ao metrô Consolação)
Secretaria de Cursos - Tel.: (11) 3285-6933
www.icib.com.br / cursos@icib.org.br

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ATTREZZATURE SPORTIVE A SOCHI 2014: L’INNOVAZIONE PARLA ITALIANO

ATTREZZATURE SPORTIVE A SOCHI 2014: L’INNOVAZIONE PARLA ITALIANO

Martedì 11 Febbraio 2014 16:04

sochi_2014

ROMA\ aise\ - Era il 1991 quando uno sciatore per la prima volta usò il casco in una gara di sci: quello sciatore era Alberto Tomba e il casco era realizzato da un’azienda italiana. Nel 2014 l’ultima grande novità in termini di innovazione è la giacca air-bag per gli sciatori realizzata da un altro marchio storico del nostro Paese.

L’Italia ha sempre fatto da guida nel mondo dell’attrezzatura sportiva, oggi come negli ultimi novant’anni. È questo il fulcro di quanto si è discusso a Casa Italia a Sochi sabato scorso durante un forum sull’evoluzione dell’attrezzatura sportiva invernale organizzato da Assosport, l’Associazione Italiana dei Produttori di Articoli Sportivi, in collaborazione con Agenzia ICE, Ministero dello Sviluppo Economico e CONI.

Il forum dal titolo significativo, “Italian Passion for Excellence”, aveva l’obiettivo di presentare a 40 giornalisti la storia dello Sportsystem Italiano, un settore di grande importanza nell’economia nazionale, come ha rimarcato lo stesso Presidente Enrico Letta, che ha sottolineato l’importanza del Forum a cui hanno partecipato anche il Presidente del Coni Giovanni Malagò e il Presidente dell'Ice, Riccardo Monti.

"I Giochi – dichiara il Presidente di Assosport Luca Businaro - sono per le aziende dello sportsystem una vetrina mondiale dell'eccellenza tecnologica, una cassa di risonanza che alimenta negli anni successivi i marchi che vi hanno partecipato. Lo sforzo per arrivare all'Olimpiade è enorme per tutte le aziende, che cercano di creare qualcosa di unico, dalle tute, all'intimo, all’attrezzatura: l'Italia è l'unica nazione che può vestire integralmente gli atleti per tutte le pratiche sportive invernali”.

Assosport rappresenta circa 8 miliardi di euro di fatturato all'ingrosso e impiega oltre 13mila persone, il triplo calcolando l’indotto. Una realtà che si segnala per una produzione all’avanguardia capace di fare da guida all’intero settore. Come ha sottolineato Giulio Colombo, Vicepresidente di Assosport, “il prodotto italiano è ricercato nel mondo non solamente per l'eccellenza del suo stile e qualità: in modo particolare nel settore dello sport, la ricerca e l'innovazione, tese al miglioramento della performance, sono da sempre un elemento chiave del successo delle aziende italiane”.

La tecnologia è stata quindi il tema chiave su cui si è concentrato l’incontro. Materiali sempre più leggeri e flessibili, capaci di aumentare il comfort degli atleti aumentando al contempo sicurezza e prestazioni sono alla base della costante R&S delle aziende italiane.

Ecco allora che al casco Briko in fibra di vetro usato da Tomba nel ’91, presentato da Carlo Boroli, titolare dell’Azienda, è stato affiancato dall’ultimo modello della casa, in ABS e PC polimeri plastici di ultima generazione, con lenti in nylon che usano una tecnologia derivata dalla Nasa, in grado di stoppare la luce blu, la più dannosa per gli occhi.

Alberto Zanatta di Nordica ha fatto una panoramica sulle innovazioni in materia di sci e scarponi, spiegando come l’ultima tecnologia EDT, una piastra in fibra di carbonio e poliuretano leggerissimo, sia capace di favorire il controllo e la trasmissione di energia tra sci e scarpone. Il massimo della novità in termini di sicurezza è invece la giacca air-bag di Dainese per le competizioni da sci, di cui Vittorio Cafaggi ha spiegato la lunga fase di studio ed evoluzione. Quello della sicurezza sulle piste è un tema su cui il CONI sta insistendo in modo particolare ed ha sviluppato con un altro marchio simbolo della tecnologia italiana, Ferrari, una serie di nuovi test nella Galleria del Vento della casa di Maranello.

Anche il rapporto con i testimonial sportivi è cambiato profondamente nel corso degli anni: sempre meno semplice sponsorizzazione e sempre più collaborazione attiva, in cui gli atleti fanno da tester nella creazione e nello sviluppo del prodotto in grado di rispondere maggiormente ai loro bisogni per prestazioni di alto livello. Una realtà raccontata in prima persona da Ippolito Sanfratello, medaglia a Torino 2006 nel pattinaggio velocità.

I protagonisti hanno sottolineato infine il ruolo importante delle università nella fase di R&S e a questo proposito grazie ai contatti ottenuti in questi giorni si apriranno probabilmente interessanti sinergie con l’Università di Sochi, particolarmente all’avanguardia in questo settore. (aise)

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da: http://www.aise.it/index.php?option=com_content&view=article&id=165807:attrezzature-sportive-a-sochi-2014-linnovazione-parla-italiano&catid=44:made-in-italy&Itemid=199

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Valentina Innocente: Mi Illumino di meno, il concerto ”al buio”

 

Mi Illumino di meno, il concerto ”al buio” alla Casa dei Ragazzi

di Valentina Innocente

venerdì 14 febbraio 2014 -- 16:02:58

Torino al buio per un’ora. Non è un guasto alle centraline della luce ma l’adesione alla campagna “Mi Illumino di Meno” lanciata dalla trasmissione radiofonica Rai Caterpillar. Nella giornata del Risparmio Energetico, dalle 18 alle 19,30 istituzioni, cittadini, scuole, negozi, aziende e associazioni culturali sono invitate a spegnere la luce in piazze, vetrine, uffici, aule e case. Un gesto simbolico, che si ripropone da dieci anni e che stimola in ogni città iniziative diverse sul tema della sostenibilità ambientale.

L’Orchestra e il Coro Internazionali per la pace Pequenas Huellas e le Officine Culturali di Catania si esibiranno questa sera in un concerto “al buio” alla Casa Teatro dei Ragazzi. Cantori di eccezione, cento bambini e ragazzi fra gli 8 e i 25 anni, che formano il coro Pequenas Huellas, diretti da Margherita Pupulin affiancati dall’ensemble di percussioni “Out of time”. I musici suoneranno in condizioni di ipoilluminazione,  con un sistema di luci a led e vernici fosforescenti che illumina solo i profili degli strumenti e dei loro esecutori. Il risultato sarà la visualizzazione del “movimento della musica” che amplificherà l’ascolto completandolo, in un gioco di suggestioni sonore, visive e corporee. Nel corso del concerto, poi, verranno coinvolti anche ragazzi non udenti e non vedenti. “Oltre al tema del risparmio energetico, l’obiettivo è anche quello di provare a trasformare, grazie alla musica, il rapporto tra i cosiddetti “abili” e la disabilità in un impegno comune e di reciproco arricchimento – hanno spiegato gli organizzatori – Uno scambio di competenze e di capacità in un’esperienza d’insieme”.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le Officine Culturali che a Catania spegneranno il Monastero dei Benedettini e lo illumineranno con l’energia di un concerto parallelo.

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da: http://futura.unito.it/blog/mi-illumino-di-meno-il-concerto-al-buio-alla-casa-dei-ragazzi/

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ICIB - Instituto Cultural Ítalo Brasileiro: Serata a tema: ITALIA CANTA BRASIL, BRASIL CANTA ITALIA

 

SERATA A TEMA

 

Da Chico Buarque a Mina,
da Vincius de Moraes a Sergio Endrigo,
da Ana Carolina a Fiorella Mannoia....

60 anni di scambi cultural-musicali
tra la canzone italiana
e quella brasiliana.

11 febbraio 2014, alle ore 19.00

Presentazione di: Mauro Finazzi
Lingua: in italiano.
Ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili).

 

ICIB

Rua Frei Caneca, 1071 (próx. ao metrô Consolação)
Secretaria de Cursos - Tel.: (11) 3285-6933
www.icib.com.br / cursos@icib.org.br

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Scoperta la stella più vecchia: ha 13,6 miliardi di anni

 

10/02/2014

Scoperta la stella più vecchia:
ha 13,6 miliardi di anni

Si trova a 6 mila anni luce dalla Terra e potrebbe portare nuove teorie sul Big Bang e sull’evoluzione dell’universo

La stella è stata scoperta da un gruppo di astronomi della Australian National University

antonio lo campo

La stella più vecchia dell’universo sarebbe lei: è quella che porta la sigla SMSS J 031300.36-670839.3. E’ stata scoperta di recente e, d’altra parte, che possa essere la più antica dell’universo lo dimostra la sua età: 13,6 miliardi di anni, una cifra molto vicina all’età di inizio e formazione dell’universo, così come buona parte degli astrofisici e cosmologi ci hanno confermato dopo la straordinaria mappatura effettuata di recente dal satellite europeo “Planck”.  

Questa stella è stata scoperta da un gruppo di astronomi della Australian National University e, secondo i loro calcoli (che naturalmente necessiteranno di conferme) lo studio di questa stella potrebbe portare a nuove teorie sul Big Bang e sull’evoluzione dell’universo.  

 Cento milioni di anni: un periodo decisamente “breve” dopo il Big Bang  

La stella, che si trova a circa 6.000 anni luce dalla Terra, si sarebbe formata circa 100 milioni di anni dopo il Big Bang, quindi all’inizio della formazione dell’universo, che gli scienziati stimano sia avvenuta 13.7 miliardi di anni fa. La scoperta di questa stella è considerata un caso fortuito: secondo Stefan Keller, che guida il team dei ricercatori che hanno effettuato la scoperta, ci sarebbe stata soltanto una possibilità su 60 milioni di scovarla.  

 L’equipe di studiosi guidata da Keller dell’Università Nazionale Australiana, comprende anche il fisico Brian Schmidt, premio Nobel 2011 per la scoperta riguardante l’accelerazione dell’universo; il team di astronomi australiani, per individuare la stella ha usato il telescopio ottico Sky Mapper a Siding Spring presso Coonabarabran, nell’entroterra di Sydney, un osservatorio ottico da 1,35 metri ad angolo largo. Il lavoro, è stato pubblicato sulla rivista di lavori scientifici Nature.  

 Ma com’è fatta questa stella?

Si pensa che abbia avuto la sua origine da una sorta di «supernova primordiale». A stabilire la sua età (con relativa certezza) è stata l’analisi della sua composizione. La stella, infatti, sarebbe formata da materiali ferrosi, originatisi appunto da una supernova, cioé una stella esplosa, di quelle ad alta energia: «Il livello di ferro nell’Universo aumenta con ogni nuova generazione di stelle – ha spiegato Stefan Keller – Possiamo usarlo come una specie di orologio per determinarne l’età: in questa stella il ferro compare in misura nettamente minore che in tutte le altre stelle conosciute. Quindi deve essere per forza più antica».  

 «Gli astrofisici riescono a spiegare la lunga vita delle stelle (il Sole ha un’età di circa 4,5 miliardi di anni - ndr) solo con la liberazione di energia nucleare - ci spiega Piero Galeotti, professore di fisica sperimentale e ricercatore in astrofisica - in particolare con il bruciamento dell’idrogeno e, in seguito, dell’elio. Il processo di bruciamento prosegue poi con i successivi elementi chimici e si arresta quando la temperatura interna della stella non è più in grado di fondere elementi chimici più pesanti».  

 Il segreto? La sua composizione chimica  

La stella fa parte della seconda generazione, formatasi 100 milioni di anni dopo il Big Bang, che segnò la nascita del cosmo 13,7 miliardi di anni fa. In termini astronomici è (abbastanza) vicina alla nostra galassia, la Via Lattea, ed è una fra i 60 milioni di stelle fotografate dalla grande fotocamera digitale dello Sky Mapper. Sembrava una stella tradizionale, ma l’analisi della sua luce ne ha rivelato una composizione chimica molto particolare. Con sorpresa degli scienziati, non aveva livelli percepibili di ferro, e questo ne ha rivelato l’età: «I livelli di ferro nell’universo continuano a salire. Se troviamo una stella che ha una quantità minima di ferro, vuol dire che è molto vecchia», aggiunge Keller. “Alla fine dell’evoluzione” - aggiunge Galeotti - “la maggior parte delle stelle terminano la loro esistenza con un processo esplosivo che distribuisce nello spazio gli elementi chimici che ha sintetizzato nel suo interno; per questo motivo, le stelle giovani si formano da nubi arricchite di elementi chimici pesanti. Quindi, solo le stelle molto vecchie, come quella osservata, sono composte prevalentemente di elementi chimici leggeri e sono prive di elementi, come i metalli, che si osservano invece nelle stelle più giovani, come il Sole”.  

 Piero Galeotti, ha svolto attività di ricerca per l’INFN e il CNR, ed è stato tra i ricercatori che assistettero, tramite strumenti, all’esplosione della supernova del 1987, quella della Nube di Magellano: “Proprio l’assoluta mancanza di elementi pesanti” - aggiunge il docente e ricercatore torinese - “se confermata, potrà indicare la “vecchiaia” di questa stella, ma sarà necessario ottenere anche altre informazioni scientifiche di diversa natura tra cui, per esempio, le caratteristiche del suo moto nella Galassia. Infatti, se la sua età fosse veramente di 13,6 miliardi di anni, questa stella si sarebbe formata quando la Galassia non aveva ancora raggiunto la forma spirale di ora, e il suo moto non sarebbe sul piano galattico, come avviene, per esempio, per il Sole”.  

 E comunque, una prima conferma della scoperta in realtà c’è già stata. Ed arriva dal telescopio Magellano, in Cile, le cui osservazioni indicano che la stella è composta solo di idrogeno, elio, carbonio, magnesio e calcio, mentre la maggior parte delle stelle contiene anche tutti gli altri elementi. In pratica, questa stella appena scoperta, offre agli scienziati “la prima ’impronta digitale’ di una stella di prima generazione” ha detto Keller. Le primissime stelle si formarono infatti dalla condensazione di idrogeno, elio e litio, i soli elementi presenti subito dopo il Big Bang. “Questa scoperta” - conclude Galeotti - “a mio parere è molto importante per capire cosa avvenne all’inizio dell’Universo, anche se sono necessari altri dati per avere informazioni più precise e sicure”.

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da: http://www.lastampa.it/2014/02/10/scienza/scoperta-la-stella-pi-vecchia-ha-miliardi-di-anni-GaNn8XcCNnovX79VYZ5yfP/pagina.html

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L’eli-aereo di 007 esiste

07/02/2014

L’eli-aereo di 007 esiste

 

 

Il prototipo dell’aereo di James Bond per il terzo millenio è stato presentato a Comptec, la fiera dedicata all’industria dei materiali compositi in corso a Carrara. Si tratta di un aereo/elicottero realizzato da Agusta Westland. Avrà propulsione elettrica ed è in grado di volare e immergersi. A presentarlo il graphic designer Michael Robinson. Il velivolo che costituisce una rivoluzione nel mondo aereonautico ha un telaio in alluminio e la scocca in materiale composito. È lungo 8 metri e largo 14 ed è stato realizzato in tempi strettissimi: in 12 mesi si è passati dalla presentazione del progetto alle prove vere e proprie. Il prototipo è stato sviluppato in centri di ricerca in Italia, Regno Unito, Usa e Giappone. L’aereo (Project zero) è un convertiplano completamente elettrico, con due rotori basculanti in grado di ruotare di 90 gradi e integrati nella fusoliera, che permettono di combinare la flessibilità dell’elicottero e le prestazioni dell’aereo (Ansa)

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da: http://www.corriere.it/foto-gallery/scienze_e_tecnologie/14_febbraio_07/eli-aereo-007-esiste-ce6b740e-8ffb-11e3-b53f-05c5f8d49c92.shtml#1

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La canzone degli alpini tanto amata da Papa Francesco cantata dal Coro Ana Vallebelbo

 

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La canzone degli alpini tanto amata da Papa Francesco cantata dal Coro Ana Vallebelbo

gen 31st, 2014
di webmaster.
 

In riferimento al “Testamento del Capitano”, inserito nel programma che il Coro Ana Vallebelbo di Canelli ha presentato il mercoledì 29 gennaio scorso, in piazza San Pietro, a Papa Francesco (su suggerimento del cardinal Laiolo),

Fernando Caretti, illustre emigrato piemontese che dal 1950 vive in Argentina, ricorda, in una sua e-mail inviataci qualche giorno fa, un episodio di un anno e mezzo fa riguardante Papa Francesco quando era ancora Giorgio Mario Bergoglio cardinale in Argentina.

Visitando la chiesa di Lugano Bs As. dove cantava il coro della stessa, domandò ai coristi: “Nessuno di voi conosce il Testamento del Capitano?”

Mio figlio Aldo ci pensò e poi gli chiese: “Come rientra in sede?”
“Con un bus” rispose l’allora cardinale. ”L’accompagno io” propose allora mio figlio.

Strada facendo gli fece ascoltare alcune canzoni alpine. Era sorta una relazione eccellente.

“Essendo discendente di piemontesi, – propose Aldo – la invito a casa Caretti a mangiare la bagna caoda.”

“Sicuramente Papa Francesco si ricorda questo episodio per noi rimasto indelebile.” conclude Fernando Caretti.

Ecco il testo della canzone amata dal Papa “Il testamento del Capitano” tanto amata dagli alpini e dagli scout:

ALPINI828

“Il capitan della compagnia / el è ferito e sta per morir. / E manda a dire ai suoi alpini / perché lo vengano a ritrovar. /E manda a dire ai suoi alpini / perche’ lo vengano a ritrovar. / I suoi Alpini ghe manda a dire /che no ‘i ga scarpe per caminar / O con le scarpe o sanza scarpe / i miei Alpini io li voglio qua. / O con le scarpe o sanza scarpe / i miei Alpini io li voglio qua. / “Cossa comanda sior cepitano / che noi adesso semo rivà?” / Io comando che il mio corpo / in cinque pezzi sia da taglià. / Io comando che il mio corpo / in cinque pezzi sia da taglià. / Il primo pezzo alla mia Patria /secondo pezzo al Battaglione, / il terzo pezzo alla mia mamma /che si ricordi dal suo figlio Alpin. / Il terzo pezzo alla mia mamma /che si ricordi dal suo figlio Alpin. / Il quarto pezzo alla mia bella / che si ricordi del suo primo amor; / l’ultimo pezzo alle montagna / che lo fioriscano di rose e fior. / L’ultimo pezzo alle montagna / che lo fioriscano di rose e fior.

Caretti è presidente dal 1976 dell’Unione Ossolana di Buenos Aires, vicepresidente della Liber Piemont, Tesoriere di Feditalia e del Comites di Buenos Aires, Consigliere di Fediba nonché delegato permanente a Buenos Aires della Federazione di Associazioni Piemontesi in Argentina (FAPA) e presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Buenos Aires e del Sud America.”

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da: http://www.vallibbt.com/?p=37152

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SERBIA: 5 ITALIANI NELLA LISTA DEI 50 STRANIERI PIÙ POTENTI

 

SERBIA: 5 ITALIANI NELLA LISTA DEI 50 STRANIERI PIÙ POTENTI

Martedì 28 Gennaio 2014 20:31
 

ROMA\ aise\ - Cinque italiani, tra cui l'Ambasciatore a Belgrado, Giuseppe Manzo, figurano nella consueta classifica dei 50 stranieri più potenti di Serbia pubblicata dal quotidiano belgradese "Blic".

Antonio Cesare Ferrara, ceo di Fiat Serbia (Fas), è secondo alle spalle del capoclassifica, il russo Kirill Kravcenko, direttore generale della compagnia petrolifera nazionale serba Nis (detenuta al 51% dal colosso energetico russo Gazprom).

Marco Capellini, vicepresidente del consiglio di amministrazione di Banca Intesa Beograd, si piazza al decimo posto, mentre 17/mo è Claudio Cesario, presidente del consiglio di amministrazione di Unicredit Banca Serbia. Seguono Andrea Simoncelli (19/mo), presidente della Camera di commercio italo-serba e presidente e direttore generale di Delta Generali Assicurazioni, e il nuovo Ambasciatore d'Italia a Belgrado Giuseppe Manzo (27/mo), in carica dallo scorso giugno che entra nella classifica di Blic per la prima volta.

I più rappresentati in graduatoria sono i tedeschi con 10 presenze, seguiti dai greci con 9 e dagli italiani con 5. Russia e Austria segnano 4 presenze ciascuna, gli Usa 3, Francia, Gran Bretagna, Croazia, Romania, Corea del sud hanno 2 presenze, mentre una presenza fanno registrare Cina, Svizzera, Ungheria, Olanda, Norvegia.

L'unica donna in graduatoria è l'americana Stacey Kennedy, direttrice generale di Phillip Morris per Serbia e sudest Europa, 22esima e per la prima volta in classifica. (aise)

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da:
http://www.aise.it/index.php?option=com_content&view=article&id=164691:serbia-5-italiani-nella-lista-dei-50-stranieri-piu-potenti&catid=101:comunita&Itemid=234

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Addio al compositore Riz Ortolani

 

23/01/2014

Addio al compositore Riz Ortolani

Grande firma della musica da film, aveva 87 anni

Amato da generazioni di registi italiani, da Vittorio De Sica a Pupi Avati, adorato da Quentin Tarantino che ha inserito alcuni dei suoi brani nelle colonne sonore di «Inglorious Basterds» e «Django Unchained». Musica e cinema piangono il grande Riz Ortolani, geniaccio della musica da film, autore di temi cult come quello del Sorpasso, morto a Roma questa sera per le conseguenze di una bronchite.  

 Ottantasette anni portati alla grande, Riz, come lo chiamavano tutti, ha lavorato fino all’ultimo, autore, tra l’altro della colonna sonora di Un Matrimonio, il film per la tv di Pupi Avati andato in onda qualche giorno fa su Rai1. 

Nato a Pesaro, ultimo di sei fratelli, Rizziero Ortolani (questo il suo vero nome) si era diplomato in flauto a 19 anni e poco più che ventenne era entrato in Rai come arrangiatore di orchestre radiofoniche. È il 1954 quando firma la sua prima trasmissione radiofonica, «Occhio Magico», come direttore d’orchestra. Il lavoro per il cinema prende il via nei primi anni ’60 con la colonna sonora di un documentario, «Mondo Cane», il cui tema principale, «More», cantato dalla moglie Katyna Ranieri gli vale nel 1964 la nomination all’Oscar come Migliore Colonna Sonora. Da allora si susseguono le collaborazioni con gli studios americani (Mgm, United Artist, Universal) e con registi italiani di gran nome, oltre a De Sica, Dino Risi, Franco Zeffirelli. 

 Particolarmente lunghi e fruttuosi i sodalizi artistici con Damiano Damiani e soprattutto con Pupi Avati con il quale dal 1980 ha fatto 25 film, praticamente l’intera produzione del regista emiliano, che oggi lo piange. «Una vita insieme - dice - con lui ho imparato quanto è bello seguire un brano classico con la partitura in mano». 

Appassionato e raffinato conoscitore di jazz, oltre che di musica operistica e sinfonica, infaticabile lavoratore, Ortolani lascia una produzione enorme. Tra le sue oltre 300 partiture, sono diversi i temi diventati di culto, da `Africa Addio´ a `Fratello Sole Sorella Luna´, fino a `La Piovra´. Senza dimenticare, naturalmente, le musiche scritte per Avati da `Ma quando arrivano le ragazze´ a `Il papa´ di Giovanna’, fino a `Una sconfinata giovinezza´. Per lui anche tanti premi e riconoscimenti: 2 Golden Globe, 2 nomination agli Oscar, un Grammy Award e ben cinque David di Donatello. Qualche mese fa, in ottobre, ha ricevuto il Lifetime Achievement Award al festival mondiale della colonna sonora di Ghent: «una serata bellissima - aveva commentato con l’ANSA - l’orchestra sinfonica di Bruxelles ha eseguito benissimo le mie musiche». 

 Attento ai giovani, insieme con l’amatissima moglie Katyna, con la quale ha vissuto un sodalizio di vita e di lavoro così solido da essere diventato proverbiale (avrebbero festeggiato fra pochi giorni i 50 anni di matrimonio) aveva dato vita nel 2007 a Pesaro alla Fondazione Riz Ortolani per promuovere la musica attraverso borse di studio, seminari, dibattiti, concerti e mostre. Ricoverato per un intervento chirurgico, è morto per le conseguenze di una bronchite. Lascia due figli, Rizia ed Enrico. I funerali si terranno a Roma, sabato alle 15, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo. 

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da: http://www.lastampa.it/2014/01/23/spettacoli/musica/addio-al-compositore-riz-ortolani-Xg3WlJFbvmYlf5TymsVrzJ/pagina.html

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Addio a Claudio Abbado il maestro della musica che credeva nei giovani

 20/01/2014

Addio a Claudio Abbado il maestro della musica che credeva nei giovani

Il direttore d’orchestra e senatore a vita aveva 81 anni
L’ultimo concerto in agosto, al Festival di Lucerna.
L’impegno politico e l’amore contrastato con la Scala
ANSA

Claudio Abbado alla Scala di Milano


È morto questa mattina nella sua casa di Bologna il maestro Claudio Abbado. Il direttore d’orchestra e senatore a vita aveva 81 anni. Si è spento dopo una grave malattia, che lo aveva colpito da tempo. La sua salute si era fortemente indebolita negli ultimi mesi, al punto da dover cancellare tutti gli impegni dopo l’estate. Nel suo ultimo concerto, al Festival di Lucerna nell’agosto scorso ripreso anche dal canale satellitare Arte, era apparso fortemente debilitato, destando più di una preoccupazione nei fedelissimi che lo seguivano ovunque. La sua ultima scelta, in una vita dedicata a sostenere i giovani musicisti, è stata devolvere il suo emolumento da senatore a vita per creare borse di studio alla Scuola di Musica di Fiesole.  

 Figura centrale nella musica italiana a partire dalla fine degli anni Sessanta, Abbado aveva ricoperto la carica di direttore musicale del Teatro alla Scala fino agli anni Ottanta, passando in seguito all’Opera di Vienna, ai Berliner Philharmoniker e ricreando da ultimo l’orchestra del Festival di Lucerna. Col passare degli anni, infatti, Abbado aveva scelto di lavorare unicamente con orchestre formate prevalentemente da amici o da illustri solisti. Era anche questo il motivo della creazione a Bologna dell’Orchestra Mozart, che proprio la settimana scorsa aveva annunciato la sospensione dell’attività: a tutti, al di là dei problemi economici, era parso un cattivo segnale circa la salute del Maestro. Anche la Mahler Chamber Orchestra, nata da una costola della grande orchestra giovanile paneuropea Gustav Mahler Jugendorchester, era tra i suoi complessi fidati, al punto da costituire la base dell’orchestra lucernese. L’unico complesso di tradizione cui era rimasto sempre fedele erano i suoi Berliner Philharmoniker, dai quali tornava ogni anno in maggio. Con la Scala, dopo più di vent’anni di assenza, era rientrato nel 2012 dirigendo la Filarmonica della Scala, da lui medesimo creata, unita a prime parti dell’Orchestra Mozart. In programma figurava la Sesta Sinfonia di Mahler. 

 Il compositore boemo era sempre stato il cardine nel suo repertorio sinfonico, al punto che di Mahler Abbado fu direttore di riferimento anche nel periodo in cui, dirigendo l’Opera di Vienna, era sovente anche sul podio dei Wiener Philharmoniker. Nella capitale austriaca, che vide sempre come luogo di conservazione, creò il festival Wien Modern, teso alla promozione di autori di punta della contemporaneità come Rihm o Kurtag. Storica fu la sua amicizia con Luigi Nono, la cui musica Abbado eseguì più volte a Milano e Berlino. Nel repertorio operistico, pur avendo sistematicamente affrontato alla Scala e in disco il repertorio di Verdi (fra cui l’incisione del “Don Carlo” nell’originale francese, curò particolarmente il repertorio mitteleuropeo, lasciando ricordi indelebili dirigendo il “Wozzeck” di Berg.  

 Nella musica ha sempre cercato valori e sentimenti, oltre la perfezione dell’arte, sicuro che possa essere anche salvifica, tanto da essersi dedicato alla creazione di varie orchestre giovanili, affascinato dal modello di El Sistema venezuelano, che - diceva - gli ha «riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga: facendo musica insieme trovano se stessi» e aver provato a crearlo anche in Italia. Oltre all’attenzione per i giovani, Abbado ebbe sempre particolare riguardo anche alla creazione di nuovi spazi per la musica. L’ultimo progetto, seguito con il fedele amico architetto Renzo Piano, era quello di un nuovo Auditorium nella Bologna in cui risiedeva. A Torino fu l’anima della creazione del nuovo Auditorium del Lingotto, progettato dal medesimo Piano con il mago dell’acustica Mueller, inaugurato nel 1994 proprio con i Berliner Philharmoniker che eseguivano la Nona Sinfonia di Mahler. Abbado tornò più volte in quella sala nel sotterraneo di un edificio dove aveva già tenuto un concerto prima ancora della ristrutturazione , dirigendo nella ex sala presse i Wiener Philharmoniker nella Quarta Sinfonia di Bruckner.  

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da: http://www.lastampa.it/2014/01/20/spettacoli/addio-a-claudio-abbado-maestro-della-musica-italiana-OuVl3O1KAwmyouI9whlBJP/pagina.html

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CORRIERE DELLA SERA/ IL PRIMO "SCANDALO" DEL SINDACO DI NEW YORK

LUI REPLICA: TUTTO NORMALE, SONO LE MIE ORIGINI ITALIANE

Lunedì 13 Gennaio 2014 12:06
 

MILANO\ aise\ - "Bill de Blasio mangia la pizza con la forchetta. Ed è "scandalo". No, la pizza con forchetta e coltello proprio no. Soprattutto a New York, dove è buona abitudine usare esclusivamente le mani per divorare una fetta. Se poi è il primo cittadino (con origini italiane) a preferire le posate alle mani nude ecco servito il "Pizzagate"". A riportarlo tutti i maggiori quotidiani italiani, tra cui il Corriere della Sera, in questo articolo pubblicato sabato sulla versione on line del quotidiano di De Bortoli.

"GAFFE CULINARIA - I fatti sono questi: venerdì scorso, il nuovo sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio, si è recato a pranzare da Goodfellas, una delle più note e venerate pizzerie di Staten Island. Lì, ad aspettarlo, c’erano anche i fotografi e alcuni curiosi. Tuttavia, una volta servito, il primo cittadino ha fatto l’"impensabile", scrive il New York Times: ha preso in mano coltello e forchetta. Disastro. Un "vero" newyorkese, infatti, divora una "slice" con le mani.

Per qualche commentatore si tratta del primo passo falso del sindaco, in carica da una decina di giorni. Per altri, la luna di miele è già finita. Critiche esagerate? Forse. Eppure, come accade ogni volta coi casi mediatici, la foto-notizia è stata subito commentata e scambiata sui social network, migliaia di volte. "Credo che volesse solo essere educato", ha raccontato il proprietario della pizzeria Scot Costentino che, indubbiamente, si rallegra di tanta pubblicità.

IN ITALIA SI FA COSÌ - Interpellato sulla vicenda, il sindaco ha dichiarato di essere "semplicemente fedele alle sue origini italiane". Nelle pizzerie del Belpaese, difatti, il coltello e la forchetta si usano eccome. Ciò nonostante, analizzando l’intera sequenza del pranzo del sindaco, si nota che ad un certo punto de Blasio spalanca la bocca e si caccia dentro un altro boccone tenendo la fetta in mano.

Non è la prima volta che il neoeletto inciampa sul più famoso dei piatti italiani: nel corso della campagna elettorale era stato visto cenare in una pizzeria molto esclusiva. E subito lo avevano accusato di essere un elitario.

Altri inquilini di Gracie Manson, da Bloomberg a Giuliani, la pizza l’hanno (quasi) sempre trangugiata con le mani, anche se solo a beneficio di stampa ed elettorato italoamericano.

Oltre alle posate, ci sarebbero pure altri modi di mangiare una pizza a New York, come ci ha insegnato il cinema: Tony Manero, ne "La febbre del sabato sera", s’ingozza mentre cammina e, per risparmiare tempo, mette le fette una sopra l’altra". (aise)

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da: http://www.aise.it/index.php?option=com_content&view=article&id=163233:corriere-della-sera-il-primo-qscandaloq-del-sindaco-di-new-york-mangia-la-pizza-con-forchetta-e-coltello-lui-replica-tutto-normale-sono-le-mie-origini-italiane&catid=89:rassegna-stampa&Itemid=230

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LIVORNO FERRARIS (prov.Vc) – Un singolare matrimonio di fine anno

02/01/2014

LIVORNO FERRARIS – Un singolare matrimonio di fine anno

Enrico Buronzo, 86 anni e Giuseppina Cavallo, 92 anni si sono uniti in matrimonio in Municipio

LIVORNO FERRARIS – Un singolare matrimonio di fine anno
I due novelli sposi con il Vice Sindaco Franco Sandra

 

(r.m.)
- Quando si dice che l'amore non ha età si dice il vero. Domenica 29 dicembre alle ore 11 presso il Municipio di Livorno Ferraris il vice
Sindaco Franco Sandra ha celebrato un matrimonio particolare, si sono scambiati gli anelli come suggello della loro unione Enrico
Buronzo
, classe 1927, 86 anni e Giuseppina Cavallo, classe 1921, 92 anni. A dispetto della loro non più tenera età i due neo coniugi si sono dimostrati ancora in ottima forma.

 

E' il primo matrimonio che celebro – sottolinea il vice Sindaco Sandra – di sicuro è così singolare che lo ricorderò sempre”.

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da: http://www.vercellioggi.it/dett_news.asp?titolo=LIVORNO_FERRARIS_%E2%80%93_Un_singolare_matrimonio_di_fine_anno&titolo=LIVORNO_FERRARIS_%E2%80%93_Un_singolare_matrimonio_di_fine_anno&id=53500&id_localita=24

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Spazio, è partita la missione Gaia: “Collezioneremo un miliardo di stelle”

 

19/12/2013

Spazio, è partita la missione Gaia: “Collezioneremo un miliardo di stelle”

Il satellite realizzato dall’agenzia europea Esa ha cominciato il suo viaggio: un milione e 500 mila chilometri. L’obiettivo? Fare un censimento celeste

andrea chatrian

INVIATO A KOUROU

L’Europa sta per dare al mondo occhi nuovi con cui guardare e comprendere il cielo. Questa mattina, quando l’orologio segnava le 6,12 (le 10,12 in Italia) dallo spazioporto di Kourou, in Guyana Francese, è partita la missione Gaia. A bordo di un razzo Soyuz il satellite realizzato dall’Esa ha cominciato il suo viaggio: un milione e 500 mila chilometri da percorrere per raggiungere il “punto lagrangiano numero 2”, una zona di spazio dove l’attrazione gravitazionale della Terra, del Sole e della Luna si annullano, evitando così che i potenti telescopi di cui è dotata Gaia subiscano interferenze. Gaia sarà in posizione tra circa un mese e operativo - dopo la verifica e la taratura dei sistemi - tra cinque. 

 

Gaia ha compiti più che ambiziosi. In cinque anni di vita “collezionerà” oltre un miliardo di stelle, l’1 per cento di quelle che secondo le ultime stime popolano la Via Lattea. Compirà, cioè, un vero e proprio censimento celeste. Ma non si limiterà a contarle: ogni stella sarà misurata 70 volte nell’arco della missione e Gaia riuscirà a determinarne la posizione, la velocità, la distanza dalla Terra, il colore e la luminosità. Lo farà grazie alla straordinaria fotocamera di cui è dotato il satellite: 106CCD ognuno da 9 milioni di pixel per un totale di un miliardo di pixel. Non scatterà fotografie vere e proprie ma saprà individuare stelle con una luminosità 400 mila volte inferiore agli astri visibili dalla Terra: Gaia ha occhi tanto potenti che sarebbero in grado di individuare una moneta da un euro posata sulla superficie della Luna. 

 

Rilevare posizione, velocità e distanza dalla Terra permetterà di costruire con i dati raccolti da Gaia la prima mappa tridimensionale della Galassia, per comprenderne il passato, il presente e il comportamento futuro. Il compito di lavorare i dati raccolti da Gaia spetterà ai centri di calcolo sulla Terra, uno dei quali, diretto da Mario Lattanzi, si trova a Torino. Ogni giorno Gaia trascorrerà otto ore del suo tempo a trasmettere i dati e lo farà alla velocità di una linea Adsl domestica (5 Mbits/sec). Solo che si trova a 1,5 milioni di chilometri. Al termine della missione, i dati di Gaia avranno riempito 200 milioni di Dvd (o 1000 milioni di milioni di bytes). Il satellite europeo - realizzato dalla Astrium, filiale europea del colosso Eads - non si limiterà ad osservare solo le stelle: gli scienziati pensano che nei suoi 5 anni di lavoro sarà in grado di individuare e studiare oltre 200 mila nuovi asteroidi e scoprirà 2000 nuovi pianeti delle dimensioni di Giove. 

 

La missione Gaia segna anche il rilancio dell’astronometria, disciplina principe dell’astronomia fino alla scoperta della spettrometria - e i suoi strumenti avranno una precisione tale che saranno utilizzati per nuovi test della Teoria della Relatività di Einstein. “L’enorme catalogo di stelle che realizzerà Gaia - dice Giuseppe Sarri, capo del progetto per l’Esa - sarà il più grande di sempre (la missione Ipparco, sempre targata Esa, negli Anni 90 ne censì tra le 100 mila e il milione a seconda della precisione, ndr) e darà lavoro agli astronomi per decenni”. 

 

Varata nei primi Anni Duemila, Gaia costerà in totale un miliardo di euro, uno per ogni stella, ed è il frutto di uno sforzo congiunto di grandi proporzioni: vi hanno lavorato 50 aziende europee di 15 Paesi e 400 ingegneri. “Siamo molto orgogliosi di Gaia: è il frutto dell’Europa migliore” dice soddisfatto Alvaro Gimenez, direttore Scienza ed esplorazione robotica dell’Esa, mentre Gaia comincia il suo viaggio verso le stelle.

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da: http://www.lastampa.it/2013/12/19/esteri/spazio-partita-la-missione-gaia-TdiG55lzPxKkFLPV9Rt3EN/pagina.html

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Musiche in mostra: jeremy bell e il duo alterno l'8 e il 10 dicembre 2013

   

   
  
  
XXVIII rassegna annuale
organizzata da Rive-Gauche Concerti
MUSICHE IN MOSTRA
  
Ottavo e nono appuntamento
Jeremy Bell & il Duo Alterno
  
Torino, domenica 8 dicembre ore 16
GAM – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
  
Alessandria, martedì 10 dicembre ore 16,30
Conservatorio Antonio Vivaldi
 In collaborazione con il Conservatorio Antonio Vivaldi
 
Ingresso libero fino a esaurimento posti
  
Jeremy Bell violino
Tiziana Scandaletti soprano
Riccardo Piacentini pianoforte

Letture di Oliviero Corbetta
su testi di Giovanni Verona
 
Profumato d’elicriso
Vinko Globokar (1934)  Limites per violino e microfono >>
Gyorgy Kurtag (1926)  Da “Kafka-Fragmente” per voce e violino
Sofia Gubaidulina (1931)  Rope dancer per violino e pianoforte >>
Adriano Guarnieri (1947)  Rilke Lieder per voce e pianoforte
Dedicato al Duo Alterno. Anteprima del CD “La voce contemporanea in Italia - vol. 6”
Zack Browning (1953)  Sole injection per violino e “computer-generated tape” >>
Luigi Esposito (1962)  Sei metri quadrati per voce e pianoforte
Dedicato al Duo Alterno. Anteprima del CD “La voce contemporanea in Italia - vol. 6”
Giorgio Magnanensi (1960)  ... per essere fresco per violino e pianoforte preparato >>
Biagio Putignano (1960)  Comment’aria *
(sull’aria “Oh del mio dolce ardor” di Christoph Willibald Gluck)
per voce, violino e pianoforte
 
* Prima esecuzione assoluta
>> Brani eseguiti anche ad Alessandria 
  
 

 Wet paint: musica figurativa
    Friedrich Wilhelm Joseph Schelling considerava la musica come una delle arti “reali” o “figurative” insieme alla pittura e all’arte plastica (architettura, bassorilievo, scultura). La musica, sosteneva Schelling, non è affatto un’arte “ideale”, come lo è ad esempio la poesia, ed è attraverso il ritmo «la prima e più pura forma del movimento dell’universo». Non solo, ma la musica e in genere l’arte esprimono meglio della stessa filosofia e di qualunque altra forma di speculazione e/o espressione le più profonde potenzialità dell’animo umano. Quale altro filosofo si è spinto a tanto?

    Ci sono almeno due aspetti che discendono da questa meravigliosa e unica concezione. Il primo è che la musica, mentre raffigura, sempre narra qualcosa, in altri termini è per sua intima natura “narrativa” ed esprime oltre i suoni, anzi esprime proprio in quanto va sistematicamente oltre i suoni rimandando ad altro (con buona pace degli assolutisti, a cominciare dal figurativissimo autore del Sacre). Il secondo aspetto, ancora più importante e decisivo del primo, è che la musica non orbita lontana da noi, la musica non trascende per nulla la realtà figurativa in cui viviamo immersi, ma la interpreta e la avvicina, la rende più tangibile, addirittura quotidiana, vissuta e vivibile, o almeno più vivibile.

    Così in questa nuova edizione di Musiche in mostra ogni concerto narra una storia, da Opus Number Zoo a La sposa del diavolo, Latin Suite, Calmo espressivo, Density 21.5, Profumato d’elicriso. Come? Venite e lo scoprirete. La musica abbandona le eburnee astrazioni, scende dal piedistallo, smette di farsi soprammobile, si fa racconto umanamente condiviso, qui, ora, non pretende di nobilitare nessuno (che sciocchezza questa dell’arte che nobilita!), piuttosto si fa “figura reale”, tra di noi, da palpare e toccare, da organizzarsi nella vita che ci avvolge tutti i giorni, da narrare appunto.
    Qualcuno ha detto che se la musica non può entrare nel «mondo della vita», per usare una celebre espressione di Edmund Husserl, ed entrarci a suon di capolavori e non di bazzecole demagogiche, entrarci per “imbrattarcisi” così come ci si imbratta in una pittura fresca (wet paint), allora la musica non rimarrà che un lusso dello spirito e, per qualcuno, del portafoglio. Un’enorme semplificazione, un vero peccato. 

Riccardo Piacentini

 Il calendario di Musiche in mostra 2013
1. Torino GAM 27 ottobre ore 16 NED Ensemble  Opus Number Zoo (Berio Campogrande* Gedda* Mannucci Poulenc)
2. Torino GAM 3 novembre ore 16 Trio Armani-Volpato-Cattelan  La sposa del diavolo (
Bianchi DeFonsecaPortugal Gazzaniga Gluck Mozart Ricci Schulhoff Stravinskij Tritto)
3. Genova Palazzo Rosso 9 novembre ore 16,30 Trio Rospigliosi  Latin Suite (Carulli DeSantis Diabelli DiFiore Gaubert Schwertberger Taggeo*
)
4. Genova Palazzo Rosso 16 novembre ore 16,30Piccolo Ensemble di Curva Minore  Calmo espressivo (Cage Giannetto Incardona Lecce Librio Merkù Schulhoff Tonietti* A.Wagner)
5. Torino GAM 17 novembre ore 16** Piccolo Ensemble di Curva Minore  Calmo espressivo (Cage Giannetto Incardona Lecce Librio Merkù Schulhoff Tonietti A.Wagner)
6. Torino GAM 24 novembre ore 16 Luisa Sello  Density 21.5 (
Anzaghi Berio Bischop Bo CifarielloCiardi* Clementi M.Lombardi* Magnan Ogburn Sello Stockhausen Sugiyama Varèse)
7. Torino GAM 1 dicembre ore 16** Urs Brügger e Ernst Moritz  Blanc et Noir (
Berg Carter Kelterborn Koeszeghy Polato*)
8. Torino GAM 8 dicembre ore 16** Jeremy Bell e il Duo Alterno  Profumato d’elicriso (
Browning Esposito Globokar Guarnieri Gubaidulina Kurtag Magnanensi Putignano*)
9. Alessandria Conservatorio 10 dicembre ore 10 e 16,30 Jeremy Bell  Il violino contemporaneo si racconta (Browning Globokar Gubaidulina Magnanensi)

* Prime esecuzioni assolute    ** Letture di Oliviero Corbetta
 


Con il sostegno di
Compagnia di San Paolo

i contributi di
Regione Piemonte, Fondazione CRT, Fondazione Torino Musei,
Conservatorio Vivaldi di Alessandria, Conservatorio Verdi di Torino,
Associazione Pasquale Anfossi

   

  

il patrocinio di
Città di Torino

nel quadro di
ContemporaryArt Torino Piemonte

Info stampa
Emanuela Bernascone info@emanuelabernascone.com

Musiche in mostra sul WEB
www.rivegaucheconcerti.org

www.facebook.com/rivegauche.concerti  seguici su acebook!

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La bella Italia che non seduce gli italiani


17/01/2013

Dante Alighieri

Dopo il caso Dante-Dan Brown: perché le glorie del nostro passato ispirano solo gli stranieri?

massimo gramellini

E così, dopo aver visitato la Roma dei Papi e il mondo esoterico di Leonardo, nel nuovo thriller di Dan Brown si passeggia tra le strade di Firenze e le pagine infernali di Dante. Dan Brown non sarà un maestro di stile, ma è un’autorità indiscussa in materia di fatturato. Se ogni volta mette l’Italia sullo sfondo dei suoi polpettoni è perché sa che l’Italia fa vendere in tutto il mondo. Non l’Italia di oggi, naturalmente, mediocre sobborgo d’Occidente come tanti altri. L’Italia del passato: le città d’arte del Rinascimento e l’Antica Roma. Gli unici due momenti della storia in cui siamo stati la locomotiva dell’umanità.  

   E a questo punto, ossessiva, scatta la solita domanda: perché? Perché, se l’Italia fa vendere, a guadagnarci devono essere sempre gli altri? Perché i miti del passato italiano affascinano gli scrittori e i registi stranieri, ma non i nostri?  

 Al di là delle letture dantesche di Benigni, che sono un’eccezione magnifica ma non esportabile, perché l’Inferno ispira romanzi a Dan Brown e non a Sandro Veronesi (cito lui in quanto bravo e pure toscano), tantomeno al sottoscritto che al massimo potrebbe narrare le imprese di Pulici e Cavour? Perché i telefilm sui Borgia li fanno gli anglosassoni e non un pronipote di Machiavelli? Perché le gesta del Gladiatore sono state narrate da Ridley Scott e non dall’epico Tornatore? Persino lo scrittore-archeologo Valerio Massimo Manfredi, nonostante qualche incursione sporadica nella romanità, preferisce mettere al centro delle proprie saghe i greci Alessandro e Ulisse. Se la tomba dell’eroe di Russell Crowe, scoperta tre anni fa lungo la Flaminia, si trasformerà in un’attrattiva turistica sarà per merito delle associazioni straniere che stanno raccogliendo i fondi necessari al restauro, nel disinteresse impotente del ministero della Cultura, che in Italia dovrebbe contare quanto quello del petrolio in Arabia Saudita, mentre l’opinione comune lo considera una poltrona di serie B.  

   Ma questo rifiuto pervicace di dare al mondo l’immagine dell’Italia che piace al mondo non riguarda solo gli artisti e i politici. Investe tutti noi. Un bravo psicanalista ci troverebbe materiale per i suoi studi. Sul lettino si dovrebbe sdraiare una nazione intera che si rifiuta orgogliosamente di essere come la vogliono gli altri e desidera invece con tutte le sue forze conformarsi al modello globale, condannandosi alla marginalità. Per quale ragione il passato che affascina e stimola la curiosità e l’ammirazione di turisti cinesi e best-selleristi americani ci risuona così pigro e indifferente? Perché rifiutiamo di essere il gigantesco museo a cielo aperto, arricchito da ristoranti e negozi a tema, che il mondo vorrebbe che fossimo? Forse è presbiopia esistenziale.  

 L’antica Roma e il Rinascimento, incanti da esplorare per chi vive al di là dell’Oceano, per noi che ci abitiamo in mezzo si riducono a scenari scontati: le piazze del Bernini sono garage e il Colosseo uno spartitraffico. O è la scuola che, facendone oggetto di studio anziché di svago, ci ha reso noioso ciò che dovrebbe essere glorioso. Ma forse la presbiopia e la scuola c’entrano relativamente: siamo noi che, per una sorta di imbarazzo difficile da spiegare, ci ostiniamo a fuggire dai cliché - sole, ruderi, arte e buona tavola – a cui il mondo vuole inchiodarci per poterci amare e invidiare. 

 

L’Italia capitale universale della bellezza e del piacere è l’unico Paese che può scampare al destino periferico che attende, dopo duemila anni di protagonismo, la stanca Europa. Ma per farlo dovrebbe finalmente accettare di essere la memoria di se stessa. Serve una riconversione psicologica, premessa di quella industriale. Serve un sogno antico e grande, mentre qui si continua a parlare soltanto di spread.  

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da: http://www.lastampa.it/2013/01/17/cultura/opinioni/buongiorno/la-bella-italia-che-non-seduce-gli-italiani-v1UAS0VOdG3cDboci2XESM/pagina.html

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XV edizione del Viotti Festival di Vercelli

Data ultimo aggiornamento: 11/12/2012

Teatro Civico Vercelli
www.viottifestival.it

Dal 10-11-2012 Al 08-06-2013
Via Monte di Pietà, 43 - 13100 Vercelli (Vc)

XV edizione del Viotti Festival di Vercelli
XV edizione del Viotti Festival di Vercelli

“15 appuntamenti tutti da scoprire!” recita lo slogan della XV edizione del Viotti Festival di Vercelli. La stagione iniziata il 10 novembre 2012 con Guido Rimonda e la Camerata Ducale, impegnati in un programma dedicato a Giovan Battista Viotti. Gli altri due appuntamenti violinistici proseguono con Giuliano Carmignola e con Uto Ughi che chiude il Festival l’8 giugno 2013. Le serate pianistiche sono tre, con un'attenzione particolare per Ludwig van Beethoven. Tutt'altra musica con il recital fuori abbonamento sulle note di Gershwin. Gli appuntamenti crossover sono affidati a Richard Galliano e ai Cantabile "The London Quartet". Un'altra esibizione fuori dal coro è quella del mandolinista Avi Avital che presenta brani di Vivaldi, Dorman e Bach. Tra le novità di questa edizione spicca la messa in scena dell'opera “La cambiale di matrimonio”, per la regia di Giovanni Dispenza. Come sempre, il Concerto di San Silvestro è uno degli spettacoli tra i più attesi della stagione e, infine, non manca il Progetto giovani musicisti che coinvolge per due serate gli allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

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da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/9/musica/1645/xv-edizione-del-viotti-festival-di-vercelli-.html

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Restaurato a Torino: Il biplano di D’Annunzio torna a “volare

25/12/2012 

Il biplano di D’Annunzio torna a “volare”

Il velivolo è stato restaurato a Torino

Restaurato a Torino l’aereo utilizzato nel 1918 per il “volo su Vienna”. Sarà esposto a Gardone Riviera (Brescia)
ANTONIO LO CAMPO

Uno dei più celebri aeroplani, passato alla storia come il velivolo di Gabriele D’Annunzio, torna a splendere. Come nuovo. A rimetterlo “a lucido” è un gruppo di appassionati di aeronautica, da tempo molto attivi e impegnati nel recupero e restauro di velivoli storici. E così, grazie a intere giornate di lavoro, che li hanno visti impegnati nei mesi scorsi, i soci del GAVS (Gruppo Amici Velivoli Storici) di Torino, hanno restaurato il biplano SVA 10 esposto al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera.  

 

A bordo di questo fragile biposto, pilotato da Natale Palli, Gabriele d’Annunzio guidò l’87ª Squadriglia nell’epico “volo su Vienna” del 9 agosto 1918 (ma lo SVA è anche famoso per lo storico raid Roma-Tokyo compiuto nel 1920 da Arturo Ferrarin e Guido Masiero).  

 

Nelle scorse settimane il velivolo, all’epoca velocissimo ricognitore da oltre 200 chilometri orari, 8 metri di lunghezza, 9 di apertura alare, peso a vuoto di circa 900 chilogrammi, è stato risollevato nella sua abituale collocazione espositiva, sospeso nella cupola dell’auditorium del Vittoriale: «Ormai più di vent’anni fa – spiega Luciano Bertolo, del GAVS Torino – la nostra associazione aveva svolto altri due cicli di attività sullo SVA 10. Nel 1988, con la sezione di Alessandria, era stata effettuata una radicale pulizia, piccole riparazioni ed interventi rigenerativi e conservativi sulle varie parti del velivolo». 

 

Altri cimeli del Vittoriale vennero già all’epoca ripristinati e successivamente esposti al pubblico, come il mirabile restauro del motore SPA 6A dello stesso velivolo SVA 10, di un rarissimo esemplare della avveniristica telebomba alata Guidoni-Crocco del 1918 e di varie altre parti staccate di aerei della prima Guerra Mondiale. 

«E in quell’occasione, fu anche identificata l’esatta versione dell’aeroplano conservato al Vittoriale, un Ansaldo SVA 10 - ricorda Bertolo –. Il GAVS Torino tornò poi a Gardone Riviera nel 1989, per installare sullo storico velivolo le repliche di alcune parti mancanti copiate da un altro SVA, della simile versione 9, che nel frattempo era stato acquisito, negli Stati Uniti, dall’allora Aeritalia, oggi Alenia Aermacchi. In particolare furono montati i tiranti dei montanti alari, restituendo così al velivolo la corretta geometria delle ali. Inoltre, venne smontato il serbatoio supplementare di liquido refrigerante presente sopra l’ala superiore». 

 

«Il particolare in rame, danneggiato ed incompleto, fu portato a Torino per subire un impegnativo processo di ripristino alla forma originale. Proprio per reinstallare questo serbatoio, il GAVS Torino ha recentemente proposto al Vittoriale degli Italiani di effettuare un ulteriore intervento conservativo sull’aereo, sospeso da ormai 23 anni nella cupola dell’Auditorium del complesso museale. Proposta subito accettata, con entusiasmo». 

 

L’attività di restauro ha compreso anche il controllo dello stato generale del velivolo, la pulizia completa, piccole riparazioni ai guasti del tempo e l’applicazione di prodotti specifici per la conservazione. Nell’occasione è anche stata costruita ed installata la replica di una parte mancante della carenatura laterale in alluminio che caratterizza questo velivolo rispetto a tutti gli altri SVA costruiti. 

 

«E’ certamente un significativo passo avanti nella conservazione di uno dei più importanti cimeli della storia dell’aviazione italiana – conclude Bertolo –. Ora puntiamo a realizzare a Torino un centro espositivo per i nostri velivoli, una piccolo museo aeronautico arricchito dalla nostra vasta biblioteca sulla storia dell’aeronautica, un patrimonio che vorremmo condividere con la comunità locale». 

 

Il GAVS Torino (sito web: www.gavs-torino.it), fondato nel 1985, è un’associazione senza fini di lucro impegnata nel recupero e nella salvaguardia del patrimonio storico aeronautico italiano. Nel corso degli anni ha operato su aerei di grande interesse storico, come il caccia SPAD VII del Museo Baracca di Lugo di Romagna, il caccia Ansaldo A1 Balilla di Antonio Locatelli del Museo del Risorgimento di Bergamo (esposto al Museo del Falegname di Almenno San Bartolomeo), il caccia FIAT G 55 Centauro esposto al Museo Storico dell’Aeronautica Militare ed il ricognitore americano L-5 Sentinel dello Sbarco in Normandia.  

 

Attualmente il team torinese, composto da oltre trenta persone, svolge programmi di restauro statico “in proprio” su cimeli della storia dell’aviazione come l’addestratore FL.3 del Pioniere piemontese Francis Lombardi, un anfibio Piaggio P.136 ed un autogiro sperimentale

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da: http://www.lastampa.it/2012/12/25/italia/il-biplano-di-d-annunzio-torna-a-volare-5XWVMCqnBGHMrUw0l8hdnM/pagina.html

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Em BH o show gravado no Palácio das Artes de Patrizia Laquidara

18/12/2012

Amigos,

 A cantora italiana Patrizia Laquidara se apresentou no Festival Palco Italia 2012, realizado pela Ponte entre Culturas, com o apoio do Consulado da Itália em Belo Horizonte, no âmbito das comemorações do Momento Italia Brasil - MIB.

 A Rede Minas transmitirá o show gravado no Palácio das Artes, no programa Feira Moderna deste sábado (22/12), às 16h, com reapresentação na próxima semana às 00h30 do dia 29/12 (na madrugada de sexta para sábado).

 A partir da próxima segunda, o show também pode ser visto no canal exclusivo no youtube: www.youtube.com/feiramodernatv

 

Patrizia Laquidara se apresentou acompanhada pela guitarra clássica e jazzística de Giancarlo Bianchetti, trazendo um espetáculo que funde sonoridades brasileiras com ecos mediterrâneos e de outras tradições musicais de diversas partes do mundo.

 

Para que vocês aguardem a transmissão da Rede Minas e possam curtir um pouco da expressividade de Patrizia Laquidara, seguem alguns links já veiculados pela Internet.  O último vídeo mostra sua interpretação de "La Tita Tata", que ganhou o prêmio TENCO na categoria dialetal, no Teatro Ariston de Sanremo, onde Patrizia e o coro cantam em dialeto vêneto.

 

http://www.youtube.com/watch?v=Z8NX5YUdI1Q&feature=BFa&list=AVGxdCwVVULXf109aUA5VkYyzVL7jhQ84v&lf=list_related

http://www.youtube.com/watch?v=tIPeJUsxckA&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=FTbNvVyxMKo&feature=BFa&list=AVGxdCwVVULXf109aUA5VkYyzVL7jhQ84v&lf=list_related

http://www.youtube.com/watch?v=FzYq_8l-Y7s&feature=BFa&list=AVGxdCwVVULXf109aUA5VkYyzVL7jhQ84v&lf=list_related

http://www.youtube.com/watch?v=X7nDoWWTKrg&feature=BFa&list=AVGxdCwVVULXf109aUA5VkYyzVL7jhQ84v&lf=list_related

http://www.youtube.com/watch?v=tkJSaaUl19I

http://www.youtube.com/watch?v=iiZUunL5Cbg&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=y3MxLeWJPX0&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=o2EGmWRJjbg

 

Abraço meu,


Martha Toffolo
Coordenação de Comunicação 
Festival Palco Itália  - Ponte entre Culturas
Tel. (31) 3221-6959  - Cel.(31) 8745-6959      
marthatoffolo@gmail.com

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accademiadeifolli: Tutta un'altra Musica - SBAM sud-est

 

presenta

 

BIBLIOTECA CIVICA FRANCONE

via Vittorio Emanuele II, 1 - Chieri

martedì 4 dicembre ore 21.00

ingresso libero

ultimo appuntamento della rassegna

Tutta un'altra Musica - SBAM sud-est

 

 

 

HOW DOES IT FEEL?
SOMETHING ABOUT BOB DYLAN


con
Carlo Roncaglia

 

e con

Enrico De Lotto: contrabbasso, cori

Vince Novelli: chitarre

Giò Dimasi: percussioni


testo: Emiliano Poddi
musiche e arrangiamenti: Enrico De Lotto
luci: Andrea Pagliardi

regia: Carlo Roncaglia

 


Questa è la storia di Bob Dylan quando non era Bob Dylan. Quando cioè si chiamava ancora Robert Zimmermann e viveva a Duluth, Minnesota, la Terra dei Giganti, lui che arrivava sì e no al metro e sessanta. Allora non aveva scritto nemmeno una filastrocca ma, a sentire lui, da qualche parte le sue canzoni c'erano già, ed erano canzoni folk: doveva solo trovarle.
Cambiò nome - Robert Allen - e si trasferì a Minneapolis, sempre Minnesota. Poi diventò Robert Allyn, con la ipsilon, che faceva più fine. Ma di canzoni nemmeno l'ombra. Bob Allyn? Per carità, sembrava il nome di un rivenditore di Cadillac usate.
Finché un bel giorno Robert Thomas - è sempre lui - non incontrò qualcuno che gli cambiò la vita: Woody Guthrie. E allora sì che Robert Dillon - sempre lui - si mise a scrivere canzoni, e anche a cantarle, a New York, in una gabbia di matti universalmente nota come "Café Wha".
Un altro bel giorno Bob Dillon si trova sotto il naso un mucchio di fogli con su scritto: Columbia Records. Era il contratto regolare che si offriva a ogni nuovo artista ingaggiato da loro. Lui doveva solo firmare. E sapete cosa fece? Prese la penna, e così, per istinto, automaticamente, senza neanche pensarci, ci scrisse sopra il suo nome:
Bob Dylan

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Il Boccanegra di Muti intimista e avvolgente

04/12/2012 

Il tenore Francesco Meli e Maria Agresta

Eccellente il protagonista, George Petean. Lo spettacolo di Adrian Noble muove i cantanti-attori con giudizio, serietà e naturalezza

paolo gallarati

ROMA

Riccardo Muti ha diretto per la prima volta Simon Boccanegra, inaugurando nel modo più festoso la stagione lirica romana. L’opera, come si sa, non è molto popolare, non possiede melodie memorabili, si fonda su di una storia tortuosissima, ha un colorito piuttosto plumbeo e uniforme, e ha avuto bisogno di un profondo rifacimento, ventiquattro anni dopo la creazione del 1857. Eppure, alla fine, commuove profondamente, e i suoi personaggi spiccano con una plasticità degna del miglior Verdi. 

 Ma per ottenere questo risultato c’è molto da lavorare. Attraverso una concertazione capillare, Muti ne ha fatto un esempio mirabile di tragedia recitata in musica. Ogni esecuzione criticamente consapevole parte da un punto di vista preciso e vi si attiene con coerenza. L’interesse di Muti si appunta, principalmente, sull’arte del declamato, sullo scavo che Verdi opera nel suono della parola che i meravigliosi cantanti hanno reso, l’altra sera, con una chiarezza e plasticità monteverdiane. Attraverso la cesellatura della recitazione, ne è uscito un Simon Boccanegra fortemente intimista, privo di retorica e di enfasi, lavorato per sfumature, dove l’orchestra romana si muove in pulsazioni segrete, intermittenze presaghe, suoni scintillanti o cupi, avvolgente negli sgorghi melodici, sempre soffice, portata al lirismo ma anche alla più catastrofica rappresentazione del male, come avviene nel scena politica del Consiglio.  

 Eccellenti il protagonista, George Petean, il possente basso Dmitri Beloselskiy nella parte di Fiesco, il tenore Francesco Meli, sempre più aereo e squillante in quella di Gabriele Adorno, Quinn Kelsey, sinistro ma veritiero Paolo Albiani, e Maria Agresta, soavissima Amelia. 

 Lo spettacolo di Adrian Noble, direttore generale delle Royal Shakespeare Company, muove ovviamente i cantanti-attori con giudizio, serietà, profondità e naturalezza, ma le scene di Dante Ferretti, modellate sullo stile romanico dell’antica Genova, sono di effetto assai pesante e i costumi, di Maurizio Millenotti , di gusto assai datato, per foggia e colori. Si rimpiangono un poco, insomma, la leggerezza e la modernità delle scenografie di luce, viste di recente in altri spettacoli verdiani. Grandi applausi per tutti. 

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da: http://www.lastampa.it/2012/12/04/spettacoli/il-boccanegra-di-muti-intimista-e-avvolgente-LUJOrA9Yfzcax4AgRaBBuM/pagina.html

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GAM - Torino 2 dicembre ore 16 : Musica sul ciglio

 

  GAM - Torino 2 dicembre ore 16 

Musica sul ciglio
Trio Albatros Ensemble
Francesco Parrino violino
Stefano Parrino flauto
Alessandro Marangoni
pianoforte
 
Musiche di Bettinelli, Chailly, Donatoni, Gaslini, Ghedini, Malipiero, Panfili*, Solbiati

* Prima esecuzione assoluta


Il Trio Albatros Ensemble è attivo sulla scena internazionale dal 1990. Affermatosi sia perla raffinatezza del repertorio sia per la forza emotiva delle sue interpretazioni che, secondo il giornale svizzero Le Quotidien de La Côte, sono capaci di provocare negli ascoltatori «degli autentici coups de coeur». Le principali testate giornalistiche nazionali – dal Corriere della Sera a la Repubblica al Sole 24 ore – hanno accolto con grande favore l’attività artistica dell’Albatros, descrivendolo come un gruppo «eccellente» che suona «con gusto italiano». Lusinghieri anche i giudizi di importanti compositori come Ivan Fedele, che definisce il Trio Albatros Ensemble «una delle realtà più interessanti della giovane Musica da camera italiana», o Andrew Frank («Tecnicamente l’Albatros è la perfezione, un meraviglioso ensemble»). Numerose ormai le collaborazioni con autori della contemporaneità quali Rocco Abate, Alessandro Annunziata, Bruno Bettinelli, Luciano Chailly, Fabrizio Festa, Simone Fontanelli, Andrew Frank, Giorgio Gaslini, Delilah Gutman, Antonio Iafigliola, Luca Mosca, Flavio Emilio Scogna, Alessandro Solbiati, Giorgio Colombo Taccani, Alessandro Timossi, Adeline Wong, Danuta Zankowska. Attivo su scala internazionale, ha collaborato con le più prestigiose organizzazioni musicali italiane ed estere, effettuando tour in Cile, Colombia, Germania, Gran Bretagna, Perù, Romania, Russia, Slovenia e Turchia. Ospite di diverse trasmissioni radiofoniche e televisive della RAI (TG 2, Mizar [RAI 2], Piazza Verdi e La Stanza della Musica [Radio 3]), del quinto canale della televisione Russa, della Rete 2 della RTSI, più volte il gruppo è stato invitato da RAI 3 a partecipare ai rinomati Concerti dal Quirinale trasmessi in diretta radiofonica dalla Cappella Paolina. Il Trio Albatros Ensemble registra per l'etichetta Stradivarius e, a seguito del successo dei CD "Il triangolo" (STR 33726; raccolta di composizioni di Gaslini, Fedele, Scogna, Donatoni, Bettinelli, Chailly, Clementi), "Improvviso" (STR 33790; antologia di lavori cameristici di Nino Rota) e "Promenade" (la musica da camera di Bohuslav Martinu), è tuttora impegnato nella realizzazione di nuovi progetti discografici.

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O Estado de S.Paulo: Giancarlo Giannini é homenageado em S. Paulo

Giancarlo Giannini é homenageado em São Paulo

Ator italiano participa do 8º Festival Pirelli de Cinema Italiano no Brasil, que começa na quinta e segue até 13 de dezembro

26 de novembro de 2012 | 2h 12

 

FLAVIA GUERRA - O Estado de S.Paulo

 O ator Giancarlo Giannini - Sergio Castro/Estadão

Sergio Castro/Estadão
O ator Giancarlo Giannini

A primeira viagem de Giancarlo Giannini ao Brasil estava marcada há 50 anos. Aos 18 anos, formado em técnico em eletrônica, deveria vir ao País para trabalhar em um dos primeiros satélites artificiais da história, "em uma cidade no meio do nada", contou o ator ao Estado em conversa no último sábado. Mas a viagem foi adiada. "Tinha de servir o exército. Mas acabei sendo dispensado. Isso porque eu tinha uma avó. E descobri que, por regra quem era o neto mais velho não servia. Acabei ficando com um ano livre. Foi então que um amigo sugeriu que fosse para a Academia. Pensei que era a militar e me disse: Por que não? Só que depois descobri que era a Accademia d'Arte Drammatica de Roma. Um senhor acabou me preparando, passei no teste e ganhei uma bolsa. Tudo começou como brincadeira. E aqui estou até hoje. Brincando."

Um dos últimos remanescentes da esquadra de ouro dos grandes intérprete italianos, Giannini vem ao País para ser homenageado no 8º Festival Pirelli de Cinema Italiano no Brasil, que começa na quinta e segue até 13 de dezembro.

Antes, nesta segunda-feira, 26, às 11h30, participa de bate-papo com o público no Museu da Imagem e do Som, quando ocorre também o anúncio do protocolo para o Fundo de Coprodução Brasil-Itália. Além de filmes inéditos, o festival traz uma retrospectiva rara com oito de seus mais de 100 filmes - todos em película restaurada, vindas diretamente da Cinemateca de Roma. "Já vim ao Rio algumas vezes, mas muito rapidamente. É a primeira vez em São Paulo. E sinto como se fosse a primeira vez de todas. Finalmente, tanto tempo depois, vim ao Brasil", brincou.

Giannini, que além de ator é diretor, produtor e professor do curso de recitação no Centro Sperimentale di Cinografia de Roma, onde ensina "humanística alegria e fantasia", conversa com o público na Faap na quinta, às 11h, após a exibição de Pasqualino Sete Belezas, às 9h30, que lhe rendeu indicação ao Oscar em 1977 e a primeira nomeação de uma mulher a melhor direção, a italiana Lina Wertmüller, que também o dirigiu em Um Destino Insólito (1974), Mimi - O Metalúrgico (1972) e Amor e Anarquia (1973).

É rara oportunidade para quem, sobretudo os mais jovens, o conhece mais como os vilões da franquia 007 (Cassino Royale, de 2006, e Quantum of Solace, 2008), de descobrir joias como as de Wertmüller e ainda Ciúme à Italiana, de Ettore Scola (1970), O Inocente (de Luchino Visconti, 1976), Me Manda Picone (de Nanni Loy, 1984), O Mal Obscuro (de Mario Monicelli, 1990).

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Sobre, cinema, alegria e morte, ele falou ao Estado.

É interessante que o público de São Paulo possa ver seus filmes clássicos na tela grande e seu novo longa, Ti Ho Cercato in Tutti Necrologi (Te Procurei em todos os Necrotérios). Como foi voltar a dirigir depois de mais de 20 anos? Sua primeira direção foi Ternosecco em 1987, não?


Giancarlo Giannini -
Me alegra muito poder mostrar meus filmes ao público brasileiro. As novas gerações nunca os viram no cinema. Voltei ao set só agora porque senti a necessidade de contar uma história. Gostaria de poder mostrá-lo aqui, mas o inscrevi no Festival de Berlim e, até que saia a resposta, não posso exibi-lo.

Você dirigiu e atuou?


Giancarlo Giannini - 
Rodei no Canadá e nos EUA. Sou produtor, diretor e ator. É inspirado em uma história que ouvi na África há muito tempo. Sobre um que se faz caçar. É uma viagem quase mística. O protagonista é um imigrante italiano no Canadá e dirige um carro fúnebre, transporta corpos para os necrotérios. Até que um dia dá uma carona a uma mulher e encontra o amor. Ainda que não seja mais tão jovem, tem uma energia absurda. É uma viagem mística em direção à redenção. Ao final, ele reencarna em uma espécie de paraíso.

Você se considera um místico?


Giancarlo Giannini -
Sim. Acredito em Deus. Não tenho medo nenhum da morte, assim como o personagem do filme. A morte existe. Assim como a vida. O filme é a luta do bem contra o mal. Ele tem uma força vital incrível e leva a vida no limite, vira uma caça humana. Ainda que o filme tenha cenas de perseguição e seja muito violento, é sobre a experiência mística da vida. É sua viagem em direção à vida após a morte. Temos de ver a morte como uma descoberta. E é por isso que quis terminar o filme no Arizona, onde a natureza é tão forte que chega a ser violenta. E divina.

Assim como a vida e a morte.


Giancarlo Giannini -
Sim. É um jogo que eu quis inventar para mim. E se o público conseguir acolher esta ideia do divino que há na natureza, sentir a mesma alegria de viver que o personagem, apesar das dificuldades, vou estar satisfeito.

Você ensina alegria e fantasia em Roma. Como nasceu a ideia?


Giancarlo Giannini -
Hoje as pessoas têm vergonha de falar em fantasia. É preciso ensinar isso ao jovens. Porque muitas vezes a escola, racional, fecha nossos olhos. No começo ninguém entendeu nada das aulas. Hoje funciona. O ator tem que contar com alegria e fantasia suas histórias. Todos temos de fazer isso. Porque somos todos atores. Não somos gênios como Michelangelo, Mozart, mas temos a possibilidade de estudar as maravilhas do mundo e do novo. E recomeçar sempre. Se você tiver de fazer um prato de espaguete, faça-o melhor possível. A vida é difícil, mas é fantástica. Não é preciso penetrar no mistério, apenas crer nele. Há pequenas coisas que são mágicas. Das borboletas às grandes obras arquitetônicas.

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da: http://www.estadao.com.br/noticias/impresso,giancarlo-giannini-e-homenageado-em-sao-paulo--,965282,0.htm

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Quando le Poste inventarono l’Italia

 

22/11/2012 

Un’immagine scattata nel 1911 a Torino all’interno di un centro per la ricezione telegrammi con l’innovativo sistema del telegrafo senza fili, brevettato da Guglielmo Marconi nel 1896

Dai primi francobolli allo sportello come luogo d’incontro, in mostra 150 anni di storia della comunicazione

gianluca nicoletti

roma

Le Poste Italiane festeggiano un secolo e mezzo di vita, è chiaro che ogni nativo digitale non sarà sfiorato nemmeno dall’idea che questa sia una ricorrenza da ricordare. Sarebbe però presuntuoso non riflettere su quale sia stato il cammino delle transazioni epistolari nel nostro Paese, oggi tra i primi nel mondo per esercizio della comunicazione 2.0. La passione nazionale nel «messaggiarci» deve cercare le sue radici storiche nell’anno 1862, quando l’Italia, nel bene o nel male, era stata fatta da un anno. Fu allora che, chi si era preso l’onere di fare anche gli italiani, reputò indispensabile la creazione di un operatore postale nazionale. Si badi bene a non sovrapporre tutti i luoghi comuni possibili, maturati nel nostro frequentare uffici postali, con quella che fu una straordinaria rivoluzione.  

 La Riforma postale si appoggiava alla Legge n. 604 del 5 maggio 1862 e introduceva dei fondamentali principi riguardo alla corrispondenza, tra cui la sua inviolabilità. Il concetto di privacy riguardo al contenuto delle lettere fu per la prima volta garantito dal fatto che la loro distribuzione su tutto il territorio nazionale fosse in monopolio a un servizio pubblico. Attraverso il francobollo, era imposta una tariffa uguale per tutti i cittadini, in cambio dell’impegno a «coprire» con i propri servizi tutto il territorio nazionale, anche i luoghi dove non ci fosse un congruo ritorno economico. 

 

La posta pubblica cominciò a viaggiare su rotaia, in maniera molto più sicura piuttosto che a cavallo o con corrieri appiedati. Era il progresso, grazie a cui anche le transazioni economiche cominciarono a superare i limiti geografici attraverso il vaglia, che divenne lo strumento principe a cui i nostri emigrarti affidavano le loro rimesse. Dal 1876, dopo che le Poste iniziarono a emettere i libretti di risparmio, chiunque si sentisse socialmente inadeguato a un rapporto con le banche, aveva comunque alternative più sicure che il seppellimento del gruzzolo sotto alla mattonella di casa.  

 Nel 1896 Guglielmo Marconi brevettò il telegrafo senza fili, tre anni dopo fu istituito il Ministero delle Poste e Telegrafi, che ci permise di allargare il nostro orizzonte mentale all’idea che le comunicazioni potessero superare anche la barriera della distanza e dei conseguenti lunghi tempi di consegna. Nell’ambito professionale vale lo stesso principio: tutta la nostra dimestichezza nella gestione di corrispondenza elettronica si fonda su una mutazione genetica dovuta alla posta pneumatica, operativa dal 1913, prima a Milano, poi a Roma e Napoli. Era un bussolotto di metallo sparato ad aria compressa attraverso una rete di tubature che collegavano vari luoghi di lavoro nell’area cittadina. In pratica un embrione del web, anche se ancora legato a un supporto fisico.  

 La Grande Guerra fu un tragico evento, ma sancì la centralità del servizio postale, unico network emotivo possibile tra combattenti al fronte e le famiglie. La penuria di maschi, impegnati nel combattimento, fu paradossalmente motivo di emancipazione femminile. Fu proprio allora che le donne cominciarono a lavorare nelle Poste Italiane. Quando ci mise mano il Fascismo, nel ’24 si inventò il Ministero delle Comunicazioni, che metteva assieme Poste, Telegrafi, Telefoni, Ferrovie e Marina. Come dire che tutto quello che allora costituiva il software e l’hardware della comunicazione pubblica, aveva un unico grande centro di controllo.  

 I dipendenti delle Poste erano tra i lavoratori più invidiati del tempo: avevano la cassa mutua, un loro dopolavoro e potevano usufruire di sconti su generi alimentari, spettacoli e gare sportive. Ed è ipotizzabile che quel moto solidale di ribellione da fila immobile, verso chi sia ritenuto, a ragione o torto, istituzionalmente responsabile del rallentamento, si alimenti anche dalla memoria collettiva dei privilegi che, allora, il regime attribuì ai dipendenti di quel nuovo Ministero.  

 Sarebbe bello che ogni improperio che rimbalza ogni giorno in qualsiasi coda che si formi davanti a uno sportello, fosse solo frutto di un atavico risentimento. Potremmo così sperare che ce ne liberi per sempre, oltre alle nuove tecnologie delle Poste Italiane, anche l’anagrafico esaurimento dei frequentatori più arrabbiati degli uffici postali, da sempre strenui monopolisti del nostro tempo perduto con un tagliando numerato in mano. 

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da: http://www.lastampa.it/2012/11/22/societa/i-anni-delle-poste-specchio-del-paese-ciKRDkOPCFeqEhWvAzryOM/pagina.html

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A Torino: zygmunt krauze a musiche in mostra 2012

28 ottobre: zygmunt krauze a musiche in mostra 2012 

 GAM - Torino 28 ottobre ore 16 

     
Zygmunt Krauze pianoforte
Musiche di Chopin Krauze Lutoslawski Szymanowski
con le letture di Oliviero Corbetta

e con la partecipazione di Domenico Torta strumenti popolari 
per l'anteprima della IV Giornata di musica e di studi “La voce delle cose”
(Riva presso Chieri, Palazzo Grosso, 3 novembre ore 10-19,30)

 

Zygmunt Krauze è considerato uno dei più rappresentativi compositori e pianisti polacchi degli ultimi decenni. Ha studiato all’Accademia di Musica Fryderyc Chopin di Varsavia e con Nadia Boulanger a Parigi. È noto come compositore di "unistic music", ispirata alla poetica della "unistic art" del pittore Wladyslaw Strzeminski (1893-1952) nella quale vengono neutralizzati contrasti e tensioni a favore di una forma fluida ed omogenea. Autore di tre opere teatrali e di svariata musica sinfonica e da camera, ha collaborato con diversi architetti per la composizione di sue musiche concepite per appositi spazi in Polonia, Austria e Francia. Nel 1966 ha vinto il primo premio al Concorso Gaudeamus di Amsterdam e da allora la sua attività artistica non ha avuto soste. Nel ‘67 ha fondato e diretto per oltre vent’anni il Warsaw Music Workshop Ensemble. Le sue masterclass hanno toccato Darmstadt, Berlino, Basilea, Stoccolma, Los Angeles, Tokyo, Gerusalemme, Hong Kong, l’Università di Yale. Nominato "Eminent Corresponding Professor" alla Keimyung University di Daegu-Seoul, dal 2002 è professore di composizione all’Accademia di Musica di Lodz e dal 2006 all’Accademia Chopin di Varsavia. Pierre Boulez lo ha invitato quale consulente musicale all’IRCAM di Parigi. Tra i numerosi incarichi ed onorificenze, la presidenza della Witold Lutoslawski Society e della sezione polacca della ISCM, la Silver Cross of Merit of Poland, la Medal of Distinction della Jeunesses Musicales, il titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres in Francia, il Premio del Ministero della Cultura in Polonia nel 1989 e nel 2005, la Golden Cross of Merit, l’UNESCO Heritage of the Humanity Award in Valparaiso - Cile, il titolo nel 2008 di Officer dans l’Ordre National de la Legion d’Honneur conferitogli dal Presidente della Repubblica Francese, nel 2010 la medaglia d’oro "Gloria Artis" del Ministero della Cultura polacco. Dal 2011 è membro onorario della Unione dei Compositori Polacchi. I suoi lavori sono incisi da Muza, Dux, ORF, Nonesuch, Thesis, Musical Observations (CP2), Collins Classics, Recommended Records, EMI.

Inserita organicamente nel concerto di Zygmunt Krauze è l'anteprima della IV Giornata di musica e di studi "La voce delle cose" (Riva presso Chieri, Palazzo Grosso - Museo del Paesaggio Sonoro, sabato 3 novembre dalle 10 alle 19,30). Durante la presentazione verranno letti brevi estratti dal volume I suoni delle cose, edito da Curci, Milano 2011, ed eseguiti brani su strumenti popolari piemontesi ispirati al paesaggio sonoro e alle sue "voci" che si fanno musica.

  
RIVE-GAUCHE CONCERTI
MUSICHE IN MOSTRA 2012

XXVII edizione
Nove concerti con atelier
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Torino, Genova, Riva presso Chieri

 

Il viaggio della metafora

Polska muzyca, Srpska muzika, British songs, Kontakte, Chansons enchantées, Musica sul ciglio.. sono alcuni dei titoli che connotano i nove eventi della XXVII edizione di Rive-Gauche Concerti, dove la “metafora del viaggio” o, se si preferisce, il “viaggio della metafora”, è una costante armonica.
Il viaggio come apertura dinamica verso l’altro. Non diversamente dalla metafora, la cui etimologia rimanda inequivocabilmente all’idea di movimento. Il viaggio come metafora della metafora, e la metafora come metafora del viaggio, in una reciproca «corrispondenza di amorosi sensi».
In musica viaggi e metafore sono entrambi «elementi vitali e altamente ossigenanti per qualunque póiesi. L’‘ispirazione’, lo ‘stato di grazia’, le alchimie psicochimiche che rendono possibile l’azione compositiva vivono di metafore, che in greco sono ‘ciò che porta oltre’. Con il suo carattere creativo e visionario, fatto consapevole da una natura dichiaramente traduttiva ed ermeneutica che perciò non vuole ingannare ma al contrario rendere vicini e partecipi, la metafora può davvero essere letta, a sua volta metaforicamente, come il ponte o il viaggio tra noi e l’altro» (liberamente tratto da I suoni delle cose. Poetica del foto-suono tra Filosofia, E(ste)tica e Musica, Curci, Milano 2011).

Riccardo Piacentini



    GAM - Torino 21 ottobre ore 16  

La chanson et la rose

Gruppo SineLimite 
DelMonaco Hahn Satie Troncon

 GAM - Torino 28 ottobre ore 16 

Polska muzyka

Zygmunt Krauze
Chopin Krauze Lutoslawski Szymanowski
con le letture di Oliviero Corbetta e la partecipazione di Domenico Torta

    Palazzo Grosso - Riva presso Chieri 3 novembre ore 18 

La voce delle cose

Annamaria Morini – Stefano Zorzanello – Duo Alterno
nel quadro della IV Giornata di musica e di studi "La voce delle cose"
Berberian Cage Gardella* Lupone Piacentini Zorzanello

    GAM - Torino 11 novembre ore 16 

Srpska muzika

Kamerna Banda 
Babic Bozic Divjakovic Golemovic Hristic Milutinovic* Statkic
con le letture di Oliviero Corbetta

    Palazzo Rosso - Genova 17 novembre ore 17 

British songs

Marcello Nardis – Antonio Maria Tessoni
Britten Lerda* Vaughan-Williams

    GAM - Torino 18 novembre ore 16 

Kontakte
Ewa Korolczyk – Martin Schneuing – Martin Daske 
Daske Elikowki-Winkler* Lauricella Rubbert Stockhausen Tramin
con le letture di Oliviero Corbetta

    Palazzo Rosso - Genova 24 novembre ore 17
                 GAM - Torino 25 novembre ore 16

Chansons enchantées

Giuseppe Nova – Marco Allocco – Duo Alterno
    
Debussy Lefebvre Piacentini Ravel Terranova*
con le proiezioni fotografiche di Elio Sivera

    GAM - Torino 2 dicembre ore 16 

Musica sul ciglio
Trio Albatros Ensemble 

Bettinelli Chailly Donatoni Gaslini Ghedini Malipiero Panfili* Solbiati

 

* Nuove commissioni di Rive-Gauche Concerti

 


Con il sostegno di:
Compagnia di San Paolo

i contributi di:
Regione Piemonte, Fondazione CRT, Fondazione Torino Musei,
Museo del Paesaggio Sonoro, Associazione La Froja, Associazione Pasquale Anfossi

  
  

il patrocinio di:
Città di Torino

nel quadro di:
ContemporaryArt Torino Piemonte

 

Info stampa:
Emanuela Bernascone info@emanuelabernascone.com

Musiche in mostra sul WEB:
http://www.facebook.com/MusicheInMostra unisciti a noi su Facebook!
http://www.arpnet.it/rgauche/SITORIVE_MUSICHEINMOSTRA.HTML

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A Canelli: Prestigioso Concorso Internazionale di canto lirico ‘Franca Mattiucci’

 

 

ott 8th, 2012 di webmaster.

 

Sabato 20 e domenica 21 ottobre, a cura dell’Associazione Musicale Coccia onlus di Canelli (presidente Paolo Pagliarino), si svolgerà la seconda edizione del prestigioso Concorso Internazionale di canto lirico ‘Franca Mattiucci’, che tanto successo riscosse lo scorso anno con la partecipazione di settanta concorrenti provenienti da Russia, America, Cina, Corea, Germania, Spagna, Belgio e Italia.

Domenica, 21 ottobre, alle ore 16, si svolgerà la finale del Concorso, al teatro Balbo di Canelli. Un vero e proprio concerto (diretto dal noto soprano Stefania Delsanto), aperto al pubblico e ad ingresso gratuito, nell’ambito del quale si esibiranno i cantanti che avranno superato le prove eliminatorie e semifinali disputate sabato 20 ottobre. Un appuntamento importante per far conoscere il talento di giovani artisti ad agenzie liriche e ad importanti direttori d’orchestra.

Il concorso è dedicato al Mezzosoprano Franca Mattiucci il cui straordinario talento è stato sancito dalla splendida carriera internazionale intrapresa dal 1963 al 1987.  Ritiratasi dalle scene nel 1987, decise di dedicarsi a tempo pieno all’insegnamento della tecnica vocale, diventando ricercata e stimata docente in prestigiose Accademie, Istituti ed Enti musicali italiani ed esteri. Negli anni 2001, 2003, 2005, fu invitata dall’Università più prestigiosa di Tokio per Master Class di 15 giorni.

La giuria, prestigiosa, presieduta da Franca Mattiucci, sarà composta da rappresentanti del mondo culturale-musicale italiano: Paolo Olmi direttore d’orchestra, Paolo Barbacini agente lirico, Alberto Bertino compositore, Roberto Punzi presidente dell’Associazione per la Musica di Cuneo. I vincitori saranno premiati con borse di studio offerte da Rotary Club Canelli-Nizza Monferrato, Fimer Tecnologia dell’imbottigliamento e Banca Crasti. Organizzato con il patrocinio della Provincia di Asti, del Comune di Canelli, con il già citato contributo di Rotary Club Canelli-Nizza Monferrato e con il sostegno dei privati Fimer e Banca Crasti.

La prima edizione del concorso non vide l’assegnazione del primo premio. Fu la stessa Franca Mattiucci a precisarlo: “perché la Giuria non aveva riscontrato nei concorrenti qualità tali che permettessero loro di aspirare al premio più ambito”. Il premio, però, fu suddiviso, ex-aequo, tra i concorrenti piazzatisi al secondo e al terzo posto. Il secondo premio, ex-aequo, venne assegnato a Kil hong Shin, basso (Corea del Sud), e a Zhu Zenthao, baritono, (Cina), mentre il terzo premio, ex-aequo, fu assegnato a Im Sue Jung, mezzosoprano (Corea del Sud), a Verna Alessio, baritono (Italia), e a Tamta Tarieli, mezzosoprano (Georgia). Il premio per il miglior mezzosoprano fu assegnato a Romina Boscolo (Italia). Il concorso si concluse con un apprezzato concerto, aperto al pubblico, brillantemente diretto da Stefania Delsanto.

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da: http://www.vallibbt.com/2012/10/08/prestigioso-concorso-internazionale-di-canto-lirico-franca-mattiucci/

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Si alza il sipario del Teatro Coccia di Novara: Morgan dirige “Il matrimonio segreto”

 

Nozze tra musica e tono ludico

04-10-2012

Nozze tra musica e tono...

Si alza il sipario del Teatro Coccia: Morgan dirige “Il matrimonio segreto”

NOVARA - È  all'insegna della comicità l'imminente prima della stagione lirica 2012 targata Teatro Coccia. Sul palco novarese andrà in scena il Matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, dramma giocoso in due atti su libretto di Giovanni Bertati, rappresentato per la prima volta a Vienna nel 1792.
I motivi di interesse e di attrazione verso questo titolo sono molteplici: evidenziamoli pure in ordine sparso. La rarità della rappresentazione in ambito locale: non ricordiamo un appuntamento recente con questo lavoro di Cimarosa, almeno riferendoci al periodo seguente la riapertura del rinnovato Coccia ma siamo pronti a essere smentiti, la memoria è fallace. Quest'oblio dalle scene alza il livello di curiosità nel sangue. Proseguiamo. Imprescindibile il valore intrinseco della composizione, paragonata dai cronisti del passato alle mozartiane e quasi coeve Nozze di Figaro, tanto apprezzata da resistere nelle programmazioni teatrali lungo tutto l'Ottocento a differenza di pagine di altri autori della scuola napoletana, vedi Paisiello o Piccinnni, destinate a ben altri silenzi e ombre nonostante i primigeni successi. Ora un aneddoto: la fortuna della prima rappresentazione viennese fu tale che lo stesso imperatore Leopoldo II, presente in sala e sponsor del Cimarosa in una capitale che musicalmente parlava l'italiano, invitò l'intera compagnia  a cena e subito dopo volle tornare in teatro per un bis non da poco: l'intera opera! Chissà le lamentele sotterranee dei poveri cantanti, per la pancia piena o la gola stanca: questo la cronaca non lo riporta. E ancora. Accogliere un'occasione per riavvicinarsi alla teatralità settecentesca e ai tipi che la abitano e godere di quell'intreccio denso di relazioni giocate spesso sull'equivoco; sbirciare dentro alla relazione dell'amore negato dalle convenzioni; odorare la scaltrezza e la furbizia e seguire le piccole ambizioni di una classe sociale emergente. Chi incontri? L'avaro ricco mercante (e qui anche un po' sordo), l'esotico conte inglese pronto a impalmare l'esotica fanciulla latina, la sorella peperoncino e gramigna, la vedova pruriginosa e due giovani innamorati precari. 
Insomma, questo matrimonio s'ha da fare? Non vogliamo svelare troppo, ci limitiamo a dirvi che la musica convoglia perfettamente a nozze con il tono ludico della commedia senza cadere mai nel grottesco: vi pervade piuttosto un equilibrio tra sfumature liriche e sentimentali e sottolineature buffe e rustiche. Tutto con misura. Ascolteremo.
Chiudiamo con l'ultimo elemento di interesse ma forse il più sfizioso: il debutto nella regia operistica di Marco Castoldi in arte Morgan,  volto noto della televisione e volto meno noto della lirica, musicista e artista a tutto tondo. Per ora c'è il coraggio di una sfida accettata e vedremo cosa saprà proporci  per questa lettura, sicuramente personalissima, del “Matrimonio segreto”. Potremo inoltre saziare la vista con dedicati oggetti di design firmati da Alessandro Mendini e con i costumi di Simone Racioppo, tutto pensato appositamente per questo spettacolo. La compagnia di canto si compone delle seguenti ugole: Carolina (innamorata precaria) è interpretata da Sfefania Bonfadelli, Geronimo (quello anche un po' sordo) lo impersona  Bruno Praticò, Paolino (innamorato precario) viene cantato da Edgardo Rocha, Elisabetta (la gramigna) ha le sembianze di Maria Costanza Nocentini, Fidalma (la vedovella) ha la voce di Irene Molinari, il Conte Robinson (l'impalmatore) è Filippo Fontana. L'Orchestra filarmonica italiana sarà diretta dal maestro Carlo Goldstein, la produzione è della Fondazione Teatro Coccia. 
Domani spettacolo alle 20.30, domenica si replica alle 16.

Diego Ragazzo

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da: http://www.corrieredinovara.com/it/web/nozze-tra-musica-e-tono-ludico-fotogallery-11936/sez/novara-citta

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Família da Sardenha entra no Guinness Book

27/08/2012


A família mais velha do mundo mora na ilha da Sardenha/ ITA e é formada por nove irmãos cuja soma das idades chega a 818 anos, confirmando assim a fama da localidade conhecida pela longevidade dos moradores. A família Melis foi reconhecida pelo Guinness Book, o livro dos recordes. A mais nova das irmãs se chama Mafalda e tem 78 anos, enquanto a irmã mais velha, Consolata, tem 105. A idade dos outros irmãos fica entre os 80 e 99 anos e todos gozam de boa saúde. Há décadas os cientistas investigam o que há por trás de tanta longevidade na Sardenha, onde existem 22 centenários a cada 100 mil pessoas. O oncologista e ex-ministro de Saúde da Itália, Umberto Veronesi, explica que na Sardenha a média de vida é de 81,2 anos e a taxa de doenças cardiovasculares e de osteoporose são mais baixas que no resto da Itália. O professor de Bioquímica Clinica da Universidade de Sassari, Luca Deiana, diz que o segredo dos centenários sardos conta com uma boa dose de genética, mas também com "os frutos saudáveis da terra, como as peras e as ameixas, que contém substancias que podem contribuir para a longevidade".

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ricevuto da: ACIRS - Língua e Cultura Italiana mondoitaliano@acirs.org.br  -   Il Mondo Italiano - ANO 10 - Edição 488 - 27 de agosto a 02 de set. de 2012

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Il mago artigiano che sogna sedie e tavoli storti

 

 

21/08/2012 - PERSONAGGIO
Il mago artigiano che sogna
sedie e tavoli storti
Come «Alice nel paese delle meraviglie». Giuseppe Bruno intaglia sgabelli che corrono e tavoli che fanno l’inchino, modella credenze imbronciate, comodini che rotolano e sedie che sembrano spezzarsi
Le case asimmetriche 
del «barocco surrealista»
CRISTINA INSALACO
TORINO
A entrare nel laboratorio di «mobili storti» di Giuseppe Bruno, è un po’ come chiudere gli occhi e risvegliarsi nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie. Lui, 35 anni, è un giovane artigiano «barocco surrealista», che con il legno fa magie. Intaglia sgabelli che corrono e tavoli che fanno l’inchino, modella credenze imbronciate, sedie che sembrano spezzarsi e invece reggono pure i ciccioni. C’è Diego, un simpatico comodino rosso che rotola, e Ottavia è una credenza grassa e sempre arrabbiata. Creazioni divertenti e sorprendenti che vanno piazzate in casa a piccole dosi. Altrimenti entrare in una camera dove non c’è nulla di dritto, finisce che ti viene il mal di mare.  
 
Una vita da artista  
Giuseppe Bruno lavora il legno da tutta la vita, da quando tagliava sagome di margherite con gli attrezzi del padre restauratore. Finisce le medie e si butta nell’attività di famiglia. Comincia a scolpire figure classiche e ritratti. Tutti corpi fatti con linee curate attente, ma che trasudavano tristezza. «E io sono una persona allegra – dice Giuseppe -, quando finivo di scolpire sentivo addosso soltanto malinconia e banalità». Così non andava. Due anni fa arriva la scintilla del cambiamento, quando nel disegnare lo schizzo di un comodino per la sua nipotina, si ferma un attimo e pensa: «E se lo disegnassi un po’ storto?». Da quest’intuizione nasce la sua linea di mobili pazzi, di librerie ad albero, di letti che sono caos e armonia insieme. «Le creazioni rispecchiano un po’ la mia personalità – racconta lui -, sono caotico e non facile da capire, sono disordinato, smemorato, mi capita di cambiare idea sulle cose». E se non avesse fatto «l’artigiano dei mobili storti», non lo sa proprio che altro mestiere gli sarebbe piaciuto fare.  
 
I clienti  
L’ispirazione gli arriva sempre quando è felice, «è una cosa che nasce dentro di me», dice. Nella sua azienda a Pinerolo, i clienti sono giovani e ricercati. E lui è abituato a lavorare sempre con l’acquirente: fa sopralluoghi nelle case, studia colori, forme ed esigenze. «In questo sta la differenza rispetto ai grandi negozi d’arredamento – spiega Giuseppe Bruno -, l’artigiano sa fare tutto, dallo schizzo alla consegna». Il futuro dell’artigianato un po’ lo preoccupa. Nelle fiere ci sono sempre meno espositori, e quest’anno per lui c’è stato un calo di incassi del 60%. «Per salvarsi l’artigianato deve cambiare –dice–, essere giovane e internazionale. La gente si deve accorgere che non è un mestiere da vecchi, ma c’è qualcuno che nel legno vuole ancora investire la sua vita». E pensare che la camera da letto di Giuseppe è tutta «dritta». C’è un letto, una sedia. E basta. Nessuna curva nei mobili, nessuna stravaganza. Le stranezze le fa per gli altri. Come le sedie storte con un solo bracciolo, che sarebbero tanto piaciute al Cappellaio Matto di Lewis Carrol per sorseggiare il tè.  

21/08/2012

Le case asimmetriche del «barocco surrealista»

Come «Alice nel paese delle meraviglie». Giuseppe Bruno intaglia sgabelli che corrono e tavoli che fanno l’inchino, modella credenze imbronciate, comodini che rotolano e sedie che sembrano spezzarsi

CRISTINA INSALACO

TORINO

A entrare nel laboratorio di «mobili storti» di Giuseppe Bruno, è un po’ come chiudere gli occhi e risvegliarsi nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie. Lui, 35 anni, è un giovane artigiano «barocco surrealista», che con il legno fa magie. Intaglia sgabelli che corrono e tavoli che fanno l’inchino, modella credenze imbronciate, sedie che sembrano spezzarsi e invece reggono pure i ciccioni. C’è Diego, un simpatico comodino rosso che rotola, e Ottavia è una credenza grassa e sempre arrabbiata. Creazioni divertenti e sorprendenti che vanno piazzate in casa a piccole dosi. Altrimenti entrare in una camera dove non c’è nulla di dritto, finisce che ti viene il mal di mare.  

 Una vita da artista  

Giuseppe Bruno lavora il legno da tutta la vita, da quando tagliava sagome di margherite con gli attrezzi del padre restauratore. Finisce le medie e si butta nell’attività di famiglia. Comincia a scolpire figure classiche e ritratti. Tutti corpi fatti con linee curate attente, ma che trasudavano tristezza. «E io sono una persona allegra – dice Giuseppe -, quando finivo di scolpire sentivo addosso soltanto malinconia e banalità». Così non andava. Due anni fa arriva la scintilla del cambiamento, quando nel disegnare lo schizzo di un comodino per la sua nipotina, si ferma un attimo e pensa: «E se lo disegnassi un po’ storto?». Da quest’intuizione nasce la sua linea di mobili pazzi, di librerie ad albero, di letti che sono caos e armonia insieme. «Le creazioni rispecchiano un po’ la mia personalità – racconta lui -, sono caotico e non facile da capire, sono disordinato, smemorato, mi capita di cambiare idea sulle cose». E se non avesse fatto «l’artigiano dei mobili storti», non lo sa proprio che altro mestiere gli sarebbe piaciuto fare.  

 I clienti  

L’ispirazione gli arriva sempre quando è felice, «è una cosa che nasce dentro di me», dice. Nella sua azienda a Pinerolo, i clienti sono giovani e ricercati. E lui è abituato a lavorare sempre con l’acquirente: fa sopralluoghi nelle case, studia colori, forme ed esigenze. «In questo sta la differenza rispetto ai grandi negozi d’arredamento – spiega Giuseppe Bruno -, l’artigiano sa fare tutto, dallo schizzo alla consegna». Il futuro dell’artigianato un po’ lo preoccupa. Nelle fiere ci sono sempre meno espositori, e quest’anno per lui c’è stato un calo di incassi del 60%. «Per salvarsi l’artigianato deve cambiare –dice–, essere giovane e internazionale. La gente si deve accorgere che non è un mestiere da vecchi, ma c’è qualcuno che nel legno vuole ancora investire la sua vita». E pensare che la camera da letto di Giuseppe è tutta «dritta». C’è un letto, una sedia. E basta. Nessuna curva nei mobili, nessuna stravaganza. Le stranezze le fa per gli altri. Come le sedie storte con un solo bracciolo, che sarebbero tanto piaciute al Cappellaio Matto di Lewis Carrol per sorseggiare il tè.  

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da: http://www2.lastampa.it/2012/08/21/cronaca/costume/il-mago-artigiano-che-sogna-sedie-e-tavoli-storti-gdMq9pjrgR3sIeinnQHUmL/index.html
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L’Orchestra del Maggio Fiorentino vola in Sud America: A Paulínia il 18 agosto e a San Paolo il 19 e 20 agosto. A Rio de Janeiro il 21 agosto

2 agosto 2012
Dall’8 al 23 agosto, undici concerti, in sei città di quattro Stati - Cile, Uruguay, Argentina e Brasile
A Paulínia il 18 agosto e a San Paolo il 19 e 20 agosto

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, il Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo Salvatore Nastasi, il Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino Francesca Colombo e il Direttore Principale del Maggio Musicale Fiorentino Zubin Mehta, hanno presentato ieri la tournée che l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, diretta dal suo Direttore Principale Zubin Mehta, effettuerà in Sud America dall’8 al 23 agosto, attraverso Cile, Uruguay, Argentina, Brasile.

Dopo le tournées in Asia e in Europa del 2011, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Ambasciatore della Cultura e della Musica Italiana nel mondo, si appresta fra pochi giorni alla più importante trasferta del 2012, volgendo al Sud America, dove manca da più di vent’anni (nel settembre-ottobre 1991 visitò Venezuela, Argentina e Brasile).
Dall'8 al 23 agosto 2012, il Maggio Musicale Fiorentino eseguirà in meno di 2 settimane, in 6 città (Santiago, Montevideo, Buenos Aires, San Paolo, Paulínia, Rio de Janeiro), 11 concerti, per più di 2000 minuti di musica nelle più importanti sale da concerto del continente: una grande impresa, ad onore di una orchestra italiana (fondata da Vittorio Gui nel 1928), erede di un festival fra più antichi e autorevoli d'Europa, dopo Salisburgo e Bayreuth, inaugurato nel 1933 sempre da Vittorio Gui, un'impresa che ribadisce il carattere internazionale dell'istituzione fiorentina.


"Dopo il successo di critica e di pubblico del 75° Festival del Maggio Musicale Fiorentino sul tema del viaggio dalla Mitteleuropa al Sud America, il Viaggio del Teatro continua in un percorso, cui stiamo dedicando tanta attenzione ed energia, che mira ad affermare il Maggio Musicale Fiorentino quale punto di riferimento nel panorama culturale internazionale”, ha affermato Francesca Colombo. "Queste tournées offrono momenti di orgoglio per chi vi partecipa con grande professionalità e per chi ha l'onore di essere Ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Anche la scelta del programma artistico, che lega repertorio italiano, omaggi al Nuovo Mondo di compositori europei e composizioni sudamericane, dimostra che il nostro impegno è quello di creare ponti di amicizia tra i popoli con la musica e la cultura".
Il Sovrintendente del Maggio ha infine voluto rivolgere "un ringraziamento sentito al MIBAC che sostiene con lungimiranza queste tournées, rendendole possibili, e al nostro Direttore Principale, Zubin Mehta, che ci guida con grande passione e dedizione. Il nostro pubblico, potrà seguirci sul sito internet del Teatro e sui social media, grazie al Diario di Bordo che condivideremo ogni giorno con voi!”.

Questo viaggio in Sudamerica intende ripercorrere, agli albori del terzo millennio, i viaggi e la storia del celebre mercante ed esploratore fiorentino, che indissolubilmente legò il suo nome al Nuovo Mondo: Amerigo Vespucci, di cui quest'anno ricorrono i 500 anni dalla morte (1454-1512).
Proprio a pochi passi da Borgognissanti in Firenze, dove rimangono ad oggi visibili emblemi e memorie della casa e della tomba dei Vespucci, avrà inizio il viaggio del Maggio, che porterà il grande repertorio musicale mitteleuropeo e italiano in Sud America. Musica e storia si intrecciano in un percorso fitto di suggestioni, a ricordare un anniversario che non poteva essere ignorato.

I programmi dei concerti sono stati studiati per proporre tre grandi filoni musicali, in un intreccio di emozioni ed evocazioni attinte da molteplici repertori, in un viaggio che lega il vecchio al nuovo mondo: il filone mitteleuropeo, con, ad esempio, la Sinfonia Jupiter K 551 di Wolfgang Amadeus Mozart, e ancora la Sinfonia n. 3, detta l'Eroica, e la Sinfonia n. 8 di Ludwig van Beethoven ed Il Capriccio Spagnolo di Nikolaj Rimskij-Korsakov, fino alla Sinfonia dal Nuovo Mondo di Antonin Dvoì'ak, e la Sinfonia n. 4 detta Romantica di Anton Bruckner; il filone italiano rappresentato dalle ouvertures e dagli intermezzi più noti, estratti dalle opere di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni; il filone autoctono, a valorizzare e riproporre le opere dei compositori locali, noti e sovente eseguiti in Europa: dai tanghi di Carlos Gardel alle Variaciones Concertantes op.23 di Alberto Ginastera, entrambi argentini.

Di fatto questa tournée rappresenta il culmine delle celebrazioni in onore di Amerigo Vespucci, sicuramente ne è l'espressione più internazionale e imponente, muovendo un contingente di 120 persone (fra professori d'orchestra e staff), che percorreranno in meno di due settimane una rotta di migliaia di chilometri, per esibirsi su 8 diversi palcoscenici in 11 performances.
Prima tappa, Santiago, in Cile (venerdì 10 e sabato 11 agosto), per proseguire a Montevideo, in Uruguay (lunedì 13 agosto). A seguire, tre “tappe” a Buenos Aires, in Argentina (due esibizioni al Teatro Colon, martedì 14 e mercoledì 15 agosto; una al Teatro Opera City, giovedì 16 agosto, e una in Plaza San Martin, venerdì 17 agosto) e, infine, in Brasile, a Paulínia (sabato 18 agosto), San Paolo (domenica 19 e lunedì 20 agosto) e Rio de Janeiro (martedì 21 agosto).

Per maggiori informazioni: www.maggiofiorentino.it . (ItalPlanet News)

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ricevuto da: La Redazione di ItalPlanet News Newsletter@italplanet.it

http://www.italplanet.it/interna.asp?sez=108&info=26357

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Buon Ferragosto a tutti. Quale il vero significato di questa Festa?

 

mercoledì 15 agosto 2012, 07:00

Ha origini legate alla religione o si tratta di un rito pagano? Questa sera l'atteso Ferragosto dei Vip Cuneesi per sapere dove e con chi i personaggi della Granda hanno trascorso questa giornata

Il termine Ferragosto (dal latino Feriae Augusti = riposo di Agosto) indica una festa popolare, dalle radici antichissime, che si svolgeva il 15 agosto per festeggiare la fine dei principali lavori agricoli.

Nell'occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia; tale festa era tipicamente romana, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici.


La ricorrenza discende direttamente dai "Consualia", il periodo di festa e riposo che nell'antica Roma repubblicana si dedicava al dio Conso, protettore dell’agricoltura.


Agli inizi dell'età imperiale (18 a.C.) tali ferie vennero ribattezzate come "Augustali", in onore dell'imperatore Ottaviano Augusto, da cui deriva l'attuale denominazione del mese di agosto.


Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro (cavalli, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il celeberrimo "
Palio dell'Assunta" che si svolge a Siena il 16 agosto.

Coincide con la festa cattolica della dormizione e assunzione di Maria (madre di Gesù).


Tradizione tipicamente italiana, assente negli altri paesi europei, il Ferragosto è visto come giorno dedicato alla balneazione, nelle zone vicine a mari e laghi. Ma non bisogna dimenticare le tradizionali gite fuori porta verso località montane o collinari, in cerca di refrigerio (
wikipedia.org).

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da: http://www.targatocn.it/2012/08/15/sommario/fossanese/leggi-notizia/argomenti/targato-curiosita/articolo/buon-ferragosto-a-tutti-quale-il-vero-significato-di-questa-festa.html

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Novara: Concerto di Ferragosto con l'Ensemble Carlo Coccia

 

Concerto di Ferragosto con l'Ensemble Carlo Coccia

02-08-2012

Concerto di Ferragosto con...

A ospitarlo, come sempre, il giardino di Palazzo Natta

NOVARA - Grandi nomi per il tradizionale concerto di Ferragosto ospitato nel giardino di Palazzo Natta, sede della Provincia di Novara.
L'evento, promosso dall'Ente provinciale e a ingresso libero, si contraddistinguerà quest’anno per il ricco programma di musica classica, dalle opere del grande Mozart fino alle melodie del maestro Puccini.Protagonista sarà l’Ensemble Carlo Coccia, supportato dalla tromba solista di Pierantonio Merlini, ad accompagnare la voce della soprano Nadia Engheben.
L'appuntamento sarà per le 21 in corso Mazzini 3, a Novara. In caso di maltempo il concerto si svolgerà presso il Salone d’Onore di Palazzo Natta, con ingresso da Piazza Matteotti, 1.
Il programma prevede brani di Haendel, Bach, Mozart, Torelli, Verdi, Puccini.
A comporre l'Ensemble Carlo Coccia, Anna Cima e Chiara Paruzzi, violino, Paolo Fumagalli alla viola e Roberto Politi al violoncello.

Monica Curino

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da: http://www.corrieredinovara.com/it/web/concerto-di-ferragosto-con-lensemble-carlo-coccia-10623/sez/novara-citta

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Il 10 agosto: San Lorenzo, la magia d'una notte di stelle

09/08/2012 -

Con il naso all'insù esprimendo un desiderio si celebra un rito estivo che non conosce crisi

Dove osservare le scie luminose tra spettacoli, letture e degustazioni

VALERIO GRIFFA

San Lorenzo, io lo so perché tanto/ di stelle per l’aria tranquilla/ arde e cade, perché si gran pianto/ nel concavo cielo sfavilla...», scriveva Pascoli. Il fenomeno è conosciuto: la Terra, nel suo cammino intorno al Sole, attraversa in questo periodo dell’anno lo sciame meteorico delle Perseidi, e quindi l’atmosfera terrestre è forata da un numero di meteore molto superiore a quello di altri mesi. Il cielo diventa come la striscia della scatola di fiammiferi, una superficie di sfregamento in cui le meteoriti-capocchie si incendiano, dando l’impressione di stelle che cadono. Succede invece, come rilevato nel 1866 dall’astronomo Schiaparelli, che una cometa, la Swift Tuttle, nel suo passaggio (l’ultimo nel 1992) rilascia particelle che la Terra impatta sulla sua atmosfera a circa 60 km al secondo quando, da fine luglio al 20 agosto (meglio il 12 e il 13, quest’anno con luna crescente), passa da quelle parti.

Intorno al 10 agosto, Notte di San Lorenzo, gli impatti sono un centinaio all’ora, un fenomeno poeticamente inquietante, che sposta i sentimenti umani dall’angoscia esistenziale legata alla caduta, a quello pop e volutamente ingenuo dei desideri da esprimere perché si avverino. E San Lorenzo? Beh, lui è stato martirizzato sulla graticola, e quelle luci nel cielo sarebbero i tizzoni del suo rogo; per altri, le sue lacrime. Comunque la si voglia vedere, le cosiddette stelle cadenti sono uno spettacolo, un grande spettacolo naturale.

Se non si interpreta la notte come quella del rito dei desideri, o non solo, ci sono alcuni luoghi consigliabili. A partire dalla valle Maurienne (Savoia, Francia) appena al di là del tunnel del Fréjus. Da parecchi anni, questa è la 28ª edizione, vi si tiene un quotatissimo Festival de l’Astronomie (11-17 agosto). Il principio è sempre stato quello di insegnare a osservare il cielo a tutti in un ambiente non inquinato. Ci sono stage sul sole e le altre stelle, conferenze, film, spettacoli, mostre, corsi di iniziazione, gestiti da appassionati, studiosi, scienziati. Il 15 agosto, dalle 21,30, appuntamento sull’altipiano di Sardières-Sollières a 1500 metri di quota (si arriva comodamente in auto) per la Nuit des Étoiles Filantes, con letture e spiegazioni, materiale per i bambini e, soprattutto, osservazione commentata del cielo, solcato dalle strisce cadenti. In mezzo alla natura, circondati da boschi e montagne, la magia della notte e del cielo sono uno spettacolo grandioso.

Altra proposta è quella del Monte Generoso (Ticino, Svizzera). Una montagna di 1704 metri al confine con l’Italia, che permette di guardare sulle regioni intorno, dal sottostante lago di Lugano agli altri laghi intorno, a Ovest verso le Alpi valdostane e a Sud verso gli Appennini. Si raggiunge con un trenino a cremagliera, in 40 minuti da Capolago (Mendrisio). Il Gruppo Insubrico di Astronomia, che utilizza l’Osservatorio Monte Generoso, aperto da 15 anni, propone serate di studio e osservazione, un Sentiero dei Pianeti che illustra il Sistema Solare in scala 1:10 miliardi, una meridiana. Sabato 11 agosto ci sarà una serata speciale per l’osservazione delle stelle cadenti. Se il cielo a Sud è illuminato per la presenza delle città padane (comunque spettacolari), quello a Nord è sgombro da inquinamento luminoso. Da notare che in vetta c’è un ristorante panoramico, e che gli orari della ferrovia sono dalle 9,20 alle 19,15 per la salita e fino alle 23,15 per la discesa.

In Italia ci sono moltissime iniziative legate alle Stelle di San Lorenzo. Per tutte, Calici di Stelle , che il Movimento Turismo del Vino organizza in più di 300 cantine associate e piazze delle Città del Vino. Non si tratta solo di degustazioni, piacevoli con il naso all’insù per seguire le meteoriti, ma di visite notturne, di programmi musicali, di trekking urbani, di spettacoli all’insegna delle lacrime del santo. Segnaliamo Ghemme, in provincia di Novara, Città del Vino tra le colline, con un magnifico ricetto. Venerdì 10 agosto dalle 21 alle 24, al Castello Cavenago (navetta gratuita dal centro) si mescolerà allegramente il nebbiolo Alto Piemonte di una ventina di aziende e i prodotti delle colline novaresi con lo sguardo attento al cielo, anche sotto la guida di esperti dell’osservatorio di Suno.

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da: http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/465118/

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Borboletas revelam áreas não preservadas no ABC paulista

Borboletas revelam áreas não preservadas no ABC

segunda-feira, 30 de julho de 2012 16:28

Da Redação

Pesquisa realizada pela Fundação Santo André revela que as borboletas podem diagnosticar nos centros urbanos se a área é preservada ou não. Esta é a conclusão do trabalho apresentado no “I Congresso Latino Americano de Ecologia Urbana”, realizado na Argentina, entre os dias 12 e 15 de junho pelas alunas Viviane Garla Roupa e Vivian Santana do Nascimento, sob a coordenação da professora Dagmar Roveratti dos Santos. A pesquisa foi realizada durante um ano, com mais de 67 horas de observação e contabilizado 954 borboletas em 17 espécies no bairro Cerâmica, em São Caetano.

De acordo com a pesquisa, o local preservado e que mantém a vegetação natural e espontânea é onde aparece a maior variedade de espécies de borboletas. Já os locais urbanizados e com vegetação introduzida em praças ou locais com plantas ornamentais, as espécies diminuíram, o que significa que a recuperação do meio ambiente nas áreas urbanas deve obedecer à vegetação que havia no local.

Os registros foram feitos em três pontos fixos, sendo uma residência com jardim, uma praça constituída predominantemente por vegetação arbórea e gramado e uma área verde composta basicamente por jardim de espécies ornamentais arbustivas e algumas espécies arbóreas, circundado por área de vegetação espontânea. Os dados foram coletados no período de Fevereiro de 2011 a Janeiro de 2012.

A realização do levantamento foi prejudicada porque no mês de junho de 2011 parte da área que era utilizada para as observações foi aterrada, asfaltada e transformada no estacionamento do Shopping Park São Caetano. Com isso toda a flora, que era constituída basicamente por espécies de plantas espontâneas, foi retirada e consequentemente as espécies de borboletas desapareceram do local.

Outro ponto que prejudicou as pesquisa foi a revitalização da Praça Morais Sarmento nas proximidades, uma vez que muitas das espécies de vegetais atrativas para as borboletas foram substituídas por um parquinho e por passagens de concreto.

Segundo as pesquisadoras a pequena riqueza de espécies contabilizadas demonstra o alto grau de impacto ambiental na área e para manter a riqueza de espécies de borboletas em áreas urbanas faz-se necessário a manutenção ou introdução de espécies de plantas espontâneas, além das espécies ornamentais.

As pesquisadoras relatam que há uma preferência das borboletas pelas espécies vegetais espontâneas em detrimento das ornamentais artificialmente introduzidas quando ambas estão disponíveis.

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da: http://www.reporterdiario.com.br/Noticia/355465/borboletas-revelam-areas-nao-preservadas-no-abc

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Olimpiadi: I piedi della Ferrari in prima pagina

27/07/2012

Il 'Financial Times' apre con una foto della ginnasta italiana

LONDRA, 27 LUG - I piedi di un'atleta italiana aprono oggi il 'Financial Times': il quotidiano finanziario britannico illustra con un'immagine di un allenamento della ginnasta Vanessa Ferrari sulla trave, completo del tatuaggio floreale sulla caviglia, per illustrare il concetto che ''Londra si prepara'' ai Giochi 2012 ''mettendo davanti il piede migliore''.
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da: http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-1e53484e-bcf7-4bd9-9a54-1c4340c0d1f6.html
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Europa Cantat XVIII a Torino: Dal 27 luglio al 5 agosto, in città, sono attesi oltre 4.000 partecipanti provenienti da ogni parte del mondo

 

Europa Cantat XVIII a Torino
18 luglio 2012
Dal 27 luglio al 5 agosto, in città, sono attesi oltre 4.000 partecipanti provenienti da ogni parte del mondo

Si apre il sipario su Europa Cantat XVIII, il più importante festival corale europeo, in programma a Torino e in Piemonte dal 27 luglio al 5 agosto. Sono in arrivo oltre 4.000 partecipanti provenienti da ogni parte del mondo (sono rappresentati quasi tutti i continenti) a cui vanno aggiunti ospiti, un grande team nazionale e internazionale e volontari per un totale di circa 4.800 presenze. Per 10 giorni Torino e alcuni luoghi simbolo del Piemonte si trasformano in un gigantesco palcoscenico: pomeriggi, sere e nottate sono animati da oltre 100 concerti e grandi eventi capaci di rappresentare l'arte corale in tutta la sua incredibile varietà: dal canto gregoriano al jazz, da Monteverdi al gospel, da Vivaldi alla pop.

Per la prima volta Europa Cantat approda in una città italiana, cosa che rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese. Nato nel 1961 per promuovere la tolleranza e la pace all’interno di un’Europa in ripresa dopo il conflitto e le divisioni politiche, il festival si svolge ogni tre anni in una città diversa. L'ultima edizione è stata a Utrecht (Paesi Bassi) nel 2009, mentre la prossima sarà a Pécs (Ungheria) nel 2015. Torino, il Piemonte e l'Italia rispondono all'invito europeo offrendo ai partecipanti un patrimonio artistico unico al mondo. Grandi piazze, teatri storici, chiese, cortili, spazi fortemente simbolici come il Lingotto o meraviglie architettoniche come la Venaria Reale: sono questi i luoghi deputati a ospitare il Festival. Non è coinvolta solo la città di Torino, ma è previsto anche un ricco calendario di concerti sul territorio regionale.

Al Festival possono partecipare tutti: c'è posto per alcune tra le più prestigiose formazioni vocali del mondo, ma anche per cori amatoriali di tutti i livelli e di tutte le età, nonché per singoli cantori alla ricerca di esperienze di condivisione. Anche chi non ha mai cantato trova percorsi e momenti studiati ad hoc. Ma Europa Cantat non è solo esibizione: i cantori, seguiti da direttori di grande esperienza e di fama internazionale, partecipano a decine di atelier tematici, cioè a laboratori in cui vengono approfonditi vari aspetti legati al canto e al repertorio corale. Molti atelier si concludono con un concerto pubblico. Sono inoltre previsti progetti speciali per direttori e per compositori, ma anche occasioni di incontro destinati a coinvolgere molteplici discipline tra cui la danza e il cinema.

Il Festival è organizzato da European Choral Association-Europa Cantat e da Feniarco (Federazione Nazionale Associazioni Regionali Corali), con la collaborazione di Acp (Associazione Cori Piemontesi), con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino. Il festival è sostenuto da: Unione Europea - Programma «Cultura», Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù, Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per lo Spettacolo dal Vivo, Compagnia di San Paolo, ente sensibile alle proposte culturali del territorio che ha creduto con convinzione nel progetto, e Camera di Commercio di Torino, attenta anche alle ricadute occupazionali della manifestazione.

Europa Cantat XVIII Torino 2012 è inserito nelle proposte di Torino Young City. Si tratta di un progetto della Città di Torino, con il sostegno di Iren e di Intesa Sanpaolo. L'obiettivo è la creazione di un sistema di eventi per valorizzare, in una prospettiva strategica di medio-lungo periodo, il lavoro svolto a favore dei giovani negli ultimi anni.

"Dopo una lunga attesa, stiamo per immergerci completamente nel canto corale, insieme alla Città e alla Regione che ci ospitano. In questi dieci giorni saremo coinvolti dalla magia della musica, potremo studiare nei diversi atelier, divertirci con gli Open Singing, godere i molti concerti proposti dal cartellone. E naturalmente scoprire le bellezze di Torino e del Piemonte, splendidi spazi dove mettere in scena la nostra festa corale - È questo l'augurio di Sante Fornasier, presidente di European Choral Association-Europa Cantat e di Feniarco - Il canto corale ci permette anche di dare un tono particolare a tanti aspetti della nostra vita: sviluppare le relazioni sociali e amicali, vivere un impegno festoso, imparando a conciliare libertà e responsabilità, accrescere il nostro senso estetico. È un amico prezioso che ci accompagna per tutta la vita". (ItalPlanet News)

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da: http://www.italplanet.it/interna.asp?sez=111&info=26003

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Esqueleto de Mona Lisa pode ter sido encontrado na Itália

26/07/2012

Arqueólogos encontraram uma ossada no convento abandonado de Santa Úrsula, em Florença/ITA. Os pesquisadores acreditam que os ossos pertençam a Lisa Gherardini, a modelo que Leonardo da Vinci teria usado para pintar a Mona Lisa. Gherardini era esposa de Francesco del Giocondo, um rico comerciante de seda. Após a morte do marido, Lisa teria se tornado freira, tendo morrido em 1542, aos 63 anos. As escavações que levaram à descoberta começaram no ano passado. Os pesquisadores encontraram uma cripta, que acreditam ter sido de Lisa, e em seguida acharam um crânio feminino. Os ossos serão submetidos a análises para determinar se a ossada corresponde ao crânio encontrado em 2011. Depois de verificar o esqueleto e o crânio encontrados, os arqueólogos pretendem fazer a reconstrução do rosto da italiana Lisa Gherardini e comparar com rosto da Mona Lisa. Talvez assim, possa ser resolvido o mistério do sorriso enigmático da pint ura com mais de 500 anos.

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da: ANO 10 - Edição 483 - 23 a 29 de julho de 2012 - Informativo da Associação Beneficente e de Assistência Educacional do Rio Grande do Sul - ACIRS

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Ceva: Maxi pomodoro da un chilo e mezzo

Ceva

24.07.2012

Maxi pomodoro da un chilo e mezzo

Vittorio Odasso con il suo maxi ortaggio

E' stato raccolto nell'orto di Vittorio Odasso

muriel bria

Pesa un chilo e mezzo il super pomodoro di forma toroidale raccolto da Vittorio Odasso nei giorni scorsi. Grande lo stupore dell’ortolano alla vista dell’ortaggio gigante cresciuto nel suo orto di Ceva.

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da: http://edizioni.lastampa.it/cuneo/articolo/lstp/12971/

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Domenica tributo a Vasco Rossi a Bene Vagienna

 

"Pomotori" porta in piazza La Combriccola del Blasco

Domenica 22 luglio 2012 "Pomotori" organizza a Bene Vagienna un Tributo a Vasco Rossi con il concerto della Combriccola del Blasco. La "Festa delle pizze" si terrà in piazza Martiri con ingresso libero: si partirà alle 18 con gli aperitivi e poi pizze e birre fino a mezzanotte. Il concerto inizierà alle 21 e 30.Info 0172.655172

Per una sera la pizzeria Pomotori del BVH si trasferisce nel centro di Bene Vagienna, trasformando la città in una pizzeria a cielo aperto, con il patrocinio del Comune di Bene Vagienna e in collaborazione con Mondovip e Ilove. Nella piazza due forni a legna sforneranno le pizze speciali Pomotori e i commercianti di Bene Vagienna proporranno frutta, dolci e altre specialità.

La Combriccola del Blasco, con all'attivo oltre mille concerti, è composta da Kikko Sauda, voce, Tony Bellardi, chitarra solista, Andrea D'Agostino alla chitarra ritmica, Marco Grandi alle tastiere, Marco Bravo al basso e Maurizio De Palo alla batteria. www.lacombriccola.com

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da: http://www.targatocn.it/2012/07/17/leggi-notizia/argomenti/domenica-in-festa/articolo/domenica-tributo-a-vasco-rossi-a-bene-vagienna.html

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Attendendo Bob Dylan, Collisioni chiude un'edizione davvero straordinaria

 

lunedì 16 luglio 2012, 09:22

Attendendo Bob Dylan, Collisioni chiude un'edizione davvero straordinaria

Qualche defezione importante, Sepulveda e Sedaris, fermato a Londra con passaporto scaduto. Ma l'organizzazione è stata perfetta

Le bellissime immagini di Stefania Spadoni www.stefaniaspadoni.com

Barolo ha superato l'esame. Collisioni 2012 anche. Erano sicuramente tanti i timori alla vigilia di questo Festival che è cresciuto, in soli quattro anni, in maniera sorprendente.

Ma nemmeno poi tanto. La formula è vincente: autori di grido, musica per ogni gusto, con ospiti di primissimo livello, e un contesto di una bellezza impareggiabile.

Stasera si chiude con Bob Dylan, ma il "peggio" ormai è passato, nel senso che a Barolo entreranno solo i possessori di biglietto. Per "peggio" intendiamo il sabato sera, con il piccolo paese preso d'assalto da migliaia di persone, la maggior parte delle quali per Patti Smith, la sacerdotessa maudit del rock, come viene definita.

Impossibile o quasi, sabato, muoversi per il paese.

Qualcosa sarebbe anche potuto andare storto, ma così non è stato. Fortuna ma non solo. Il servizio d'ordine e la perfetta organizzazione di tempi e modi, uniti all'educazione delle persone, cosa non scontata in eventi di questo tipo, hanno fatto sì che tutto filasse liscio.

Non ci sono stati, o almeno noi non li abbiamo colti, comportamenti sopra le righe da parte delle decine di migliaia di persone che hanno raggiunto Barolo. E la cosa è stata sottolineata anche da molti negozianti e ristoratori. Sicuramente contenti per l'indotto commerciale legato all'evento - migliaia i pasti serviti, ogni giorno - ma anche contenti di non aver subito danneggiamenti dagli immancabili incivili. Che a Barolo, per quanto abbiamo potuto vedere, non ci sono stati.

Perché Collisioni è davvero per tutti: c'è sempre almeno un evento o appuntamento che soddisfa le esigenze anche più disparate. L'area giochi e i teatrini per i bambini - che erano tantissimi - musica per ogni gusto, interventi trasversali, aree relax, cibo per ogni tasca.

Se si voleva evitare la ressa della piazza blu, destinata agli incontri clou, ci si poteva "ritirare" verso la piazza rosa e ascoltare i tanti gruppi che si sono alternati sul palco, oppure dirigersi verso la piazza verde ad assistere a spettacoli di strada, o ancora verso il bosco, la zona più underground della festa.

Ha poco senso raccontare degli incontri e di ciò che hanno detto gli intervenuti, qualcuno, concedetecelo, un po' al di sotto delle aspettative. Ha senso fare un plauso a chi ha fatto sì che tutto funzionasse al meglio, con qualche immancabile contrattempo, ovvio, ma fa parte del gioco.

Aspettiamo di sapere se nel 2013 sarà ancora Barolo la cornice dell'evento, certi che la mente organizzativa, Filippo Taricco, ci stia già lavorando. E attendiamo i tanti eventi che, dall'autunno in avanti, anticipano il festival. Aspettando Collisioni...

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da: http://www.targatocn.it/2012/07/16/sommario/inverno-sulle-alpi/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/attendendo-bob-dylan-collisioni-chiude-unedizione-davvero-straordinaria.html

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A Barolo "tira" un vento speciale: quello di Collisioni che si chiuderà con il concerto del grande Bob Dylan

 

mercoledì 11 luglio 2012, 09:47

A Barolo "tira" un vento speciale: quello di Collisioni

E' proprio The Wind il filo conduttore di questa quarta edizione del festival di musica e letteratura che si chiuderà con il concerto del grande Bob Dylan

La locandina dell'evento, disegnata da Valerio Berruti

Non è la letteratura, non è la musica, non è l'arte, ma sono tutte queste cose insieme che fanno di Collisioni un festival talmente suggestivo da essere ormai diventato un appuntamento imprescindibile dell'estate cuneese. E non solo.

E sempre restando in tema di suggestione, la cornice che ospita l'evento è tra le più belle al mondo, al punto da meritare una candidatura a "patrimonio dell'umanità".

Collisioni, dopo tre fortunatissime edizioni in quel di Novello, ha traslocato a Barolo, in parte per esigenze logistiche, tale e tanto l'afflusso di pubblico da richiedere uno spazio più consono, anche per ragioni di sicurezza. E sono cresciute talmente tanto le esigenze legate al festival, con conseguente lievitazione dei costi, che quest'anno, per entrare a Barolo, si dovranno pagare 5 euro al giorno.

Una cifra piccola, che stona un po' con la volontà di creare un evento corale e davvero per tutti, ma che risponde ad esigenze concrete a livello organizzativo: palchi importanti, fontane, parcheggi, navette.

Del resto per ospitare Bob Dylan, Boy George, Patty Smith, Vinicio Capossela o i Subsonica, non puoi certo improvvisare.

Si parte il 13 luglio e si farà festa fino a lunedì 16, con la chiusura in bellezza del cantante di "The Wind", Bob Dylan. I biglietti per assistere al suo concerto, l'unico in Italia, sono andati a ruba in quattro giorni.

A Barolo arriveranno davvero in tanti: 
Don DeLillo, Carlo Verdone, Pupi Avati, Moni Ovadia, Luciana Littizzetto, Philippe Daverio, Niccolò Ammaniti, Lella Costa, David Sedaris, Richard Mason, Alessandro Mannarino, Claudio Coccoluto, Michele Dalai, Raffaele Guariniello, Anna Pavignano, Paolo Crepet, Ezio Mauro, Mario Calabresi, Zucchero e ancora altri.

Dialoghi, interventi, pubblico, musica, installazioni artistiche, curate dall'artista albese Valerio Berruti, concerti di gruppi locali ogni sera e in ogni palco. Davvero una grande festa, un evento sul quale forse in pochi scommettevano, quattro anni fa, ma che è cresciuto, grazie ad un energico e magico vento in poppa!

Files:
 programma sintetico COLLISIONI 2012 agg.4.7 1  (198 kB)

barbara simonelli

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da: http://www.targatocn.it/2012/07/11/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/a-barolo-spira-un-vento-speciale-quello-di-collisioni.html

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