Loredana Gintoli executa um trecho do “Saul” de G.F. Händel

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Loredana Gintoli executa um trecho do “Saul” de G.F. Händel

 

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SALVIAMO IL PIANETA

 

 

 

Istituto Italiano di Cultura - San Paolo: Quatro séculos de música com Emmanuele Baldini

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"Quatro séculos de música com Emmanuele Baldini"

 

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SALVIAMO IL PIANETA

SAN GIORGIO

SAN GIORGIO

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Il santo cavaliere e martire Giorgio gode di un culto diffuso in tutta la cristianità e 21 Comuni italiani portano il suo nome; Georgia è il nome di uno Stato americano degli USA e di uno Stato caucasico; sei Re di Gran Bretagna ed Irlanda, due Re di Grecia e altri dell’Est europeo, portarono il suo nome. E’ patrono dell’Inghilterra, di intere Regioni spagnole, del Portogallo, della Lituania; di città come Genova, Campobasso, Ferrara, Reggio Calabria e di centinaia di altre città e paesi. Forse nessun santo sin dall’antichità ha riscosso tanta venerazione popolare, sia in Occidente che in Oriente; chiese dedicate a S. Giorgio esistevano a Gerusalemme, Gerico, Zorava, Beiruth, Egitto, Etiopia, Georgia da dove si riteneva fosse oriundo; a Magonza e Bamberga vi erano delle basiliche; a Roma vi è la chiesa di S. Giorgio al Velabro che custodisce la reliquia del cranio del martire palestinese; a Napoli vi è la Basilica di S. Giorgio Maggiore; a Venezia c’è l’isola di S. Giorgio.

Vari Ordini cavallereschi portano il suo nome e i suoi simboli, fra i più conosciuti: l’Ordine di S. Giorgio, detto “della Giarrettiera”; l’Ordine Teutonico, l’Ordine militare di Calatrava d’Aragona; il Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, ecc. È considerato il patrono dei cavalieri, degli armaioli, dei soldati, degli scouts, degli schermitori, della Cavalleria, degli arcieri, dei sellai; inoltre è invocato contro la peste, la lebbra e la sifilide, i serpenti velenosi, le malattie della testa, e particolarmente nei paesi alle pendici del Vesuvio, contro le eruzioni del vulcano. Il suo nome deriva dal greco ghergós cioè agricoltore e lo troviamo già nelle Georgiche di Virgilio e fu portato nei secoli da persone celebri in tutti i campi.

Giorgio era nato in Cappadocia ed era figlio di Geronzio persiano e Policronia cappadoce, che lo educarono cristianamente; da adulto divenne tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano, ma per alcune recensioni si tratta dell’armata di Diocleziano (243-313) Imperatore dei romani, il quale con l’editto del 303, prese a perseguitare i cristiani in tutto l’impero. Il tribuno Giorgio di Cappadocia allora distribuì i suoi beni ai poveri e dopo essere stato arrestato per aver strappato l’editto, confessò davanti al tribunale dei persecutori, la sua fede in Cristo; fu invitato ad abiurare e al suo rifiuto, come da prassi in quei tempi, fu sottoposto a spettacolari supplizi e poi buttato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione. Il culto per il martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti archeologici della basilica eretta qualche anno dopo la morte (303?) sulla sua tomba nel luogo del martirio (Lydda); la leggenda del drago comparve molti secoli dopo nel Medioevo, quando il trovatore Wace (1170 ca.) e soprattutto Jacopo da Varagine († 1293) nella sua “Leggenda Aurea”, fissano la sua figura come cavaliere eroico, che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa degli artisti successivi e la fantasia popolare.

Con i Normanni il culto del santo orientale si radicò in modo straordinario in Inghilterra e qualche secolo dopo nel 1348, Re Edoardo III istituì il celebre grido di battaglia “Saint George for England”, istituendo l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio o della Giarrettiera. In tutto il Medioevo la figura di S. Giorgio, il cui nome aveva tutt’altro significato, cioè ‘agricoltore’, divenne oggetto di una letteratura epica che gareggiava con i cicli bretone e carolingio. Nei Paesi slavi assunse la funzione addirittura “pagana” di sconfiggere le tenebre dell’inverno, simboleggiate dal drago e quindi di favorire la crescita della vegetazione in primavera; una delle tante metamorfosi leggendarie di quest’umile martire, che volle testimoniare in piena libertà, la sua fede in Cristo, soffrendo e donando infine la sua giovane vita, come fecero in quei tempi di sofferenza e sangue, tanti altri martiri di ogni età, condizione sociale e in ogni angolo del vasto impero romano.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 26002 - 23 Aprile 2020

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SALVIAMO IL PIANETA

 

 

Coronavirus, concerto di Andrea Bocelli nel Duomo di Milano deserto: Una preghiera con milioni di voci

 

 

Coronavirus, concerto di Andrea Bocelli nel Duomo di Milano deserto: "Una preghiera con milioni di voci"

Coronavirus, concerto di Andrea Bocelli nel Duomo di Milano deserto: (reuters)


Immagine Successivastodirò l'emozione di questa esperienza inedita e profonda, di questa Santa Pasqua che l'emergenza ha reso dolente, ma al contempo ancora più feconda, tra le memorie in assoluto più care". Queste le parole del cantante al termine del concerto.

Un abbraccio collettivo a tutte le grandi capitali del mondo in lockdown per il Coronavirus quello che arriva dal Duomo di Milano attraverso il canto di Andrea Bocelli. Il concerto del tenore, ascoltato sul finale da 2,7 milioni di spettatori in diretta su Youtube, si è concluso sulle note di Amazing Grace, l'unico brano cantato all'esterno, con alle spalle la solitaria e maestosa cattedrale. E nelle 15 ore successive quasi 25 milioni di visualizzazioni.

Il messaggio di speranza delle parole della canzone ("Attraverso molti pericoli, insidie e fatiche sono passato/ La Grazia mi ha condotto in salvo fino a qui/e la Grazia mi condurrà a casa") è accompagnato dalle immagini delle strade deserte di Parigi, Londra e New York, alcune delle capitali più colpite dal covid19.

Credo nella forza di pregare insieme e credo nella Pasqua cristiana, simbolo di una rinascita di cui tutti, credenti e non, abbiamo ora bisogno. La generosa, coraggiosa, propositiva Milano e l'Italia tutta saranno di nuovo, prestissimo, un modello vincente, motore di un Rinascimento che tutti auspichiamo", ha detto - in un messaggio tradotto anche in inglese - l'artista.

La performance, promossa dalla città di Milano e dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, è stata prodotta e curata da Sugar Music e Universal Music. Cinque i brani in scaletta: Panis Angelicus (César Franck) Ave Maria (Johann Sebastian Bach - Charles Gounod), Sancta Maria (Pietro Mascagni), Domine Deus (Gioacchino Rossini) e Amazing grace (John Newton).

"Custodirò l'emozione di questa esperienza inedita e profonda, di questa Santa Pasqua che l'emergenza ha reso dolente, ma al contempo ancora più feconda, tra le memorie in assoluto più care". Queste le parole del cantante al termine del concerto.

"Quella sensazione d'essere contemporaneamente solo, come lo siamo tutti, al cospetto dell'Altissimo - ha detto Bocelli -, eppure di esprimere la voce della preghiera di milioni di voci, mi ha profondamente colpito e commosso. L'amore è un dono. Farlo fluire è scopo primario della stessa vita. E con la vita, ancora una volta, mi trovo in debito. La mia gratitudine va a chi ha concepito questa opportunità, il Comune di Milano e il Duomo, ed a tutti coloro che hanno accolto l'invito e si sono uniti in un abbraccio planetario, raccogliendo quella benedizione del Cielo che ci restituisce coraggio, fiducia, ottimismo, nella certezza della fede".

da: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/04/13/news/coronavirus_concerto_di_andrea_bocelli_nel_duomo_di_milano_deserto_una_preghiara_con_milioni_di_voci_-253860025/?ref=RHPPLF-BH-I253860026-C4-P8-S1.4-T1

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Una crociera a 11 mila metri sotto il mare, direttamente nella Fossa delle Marianne

 

Una crociera a 11 mila metri sotto il mare, direttamente nella Fossa delle Marianne

 

Una crociera a 11 mila metri sotto il mare, direttamente nella Fossa delle Marianne

NOEMI PENNAPUBBLICATO IL20 Marzo 2020 ULTIMA MODIFICA20 Marzo 2020 11:03
Chi è alla ricerca della «destinazione più esclusiva della Terra» l'ha appena trovata. Eyos Expeditions offre a tre persone la possibilità di immergersi nientepopodimeno che nella Fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo.

Siamo nell'oceano Pacifico, a est delle isole Marianne, fra Giappone, Filippine e Nuova Guinea, in corrispondenza di due placche tettoniche. Il suo punto più profondo, l'abisso Challenger, si trova a circa 11.007 metri sotto il livello del mare. E tutt'intorno, così come in tutte le altre fosse sottomarine, sono presenti diversi vulcani. Insomma, non certo il posto più comodo e sicuro da raggiungere, ma sicuramente in più esclusivo che il pianeta ha da offrire.

 

 

La spedizione utilizzerà un veicolo sommergibile chiamato Limiting Factor che può immergersi fino a 14 mila metri e permetterà solo a tre ricchi fortunati di partecipare. Il costo per imbarcarsi è infatti di 750 mila dollari, circa 700 mila euro, a persona. Solo sette persone finora possono vantare di aver visto con i propri occhi il fondo della Fossa delle Marianne. E una di queste è il regista James Cameron.

I viaggiatori esploratori dovranno prima raggiungere l'isola di Guam. Da lì, saliranno a bordo della nave da spedizione Dssv Pressure Drop su cui trascorreranno un'intera giornata in mare prima di raggiungere il punto di immersione, in corrispondenza con la Fossa delle Marianne.

 

 

La capsula è formata da uno strato di titanio spesso 9 centimetri che permetterà agli ospiti di «non subire alcun cambiamento di pressione o stress fisiologico. L'interno del sottomarino è silenzioso, pacifico e molto rilassante: ci sono comodi sedili, tre finestre e telecamere surround ad alta definizione» per ammirare al meglio il tetro paesaggio circostante.

L'immersione durerà fino a 14 ore e se si potrà vedere qualcosa tutt'intorno sarà solo merito delle luci del sottomarino, dato che a quella profondità la luce non riesce ad arrivare ed è quindi perennemente notte. «I tre ospiti che si uniranno alla spedizione saranno in prima linea nella nostra continua ricerca scientifica su quella che è la zona più sconosciuta dell'oceano». L'immersione fa infatti parte di una spedizione decisamente più lunga, la Ring of Fire, di sei mesi, portata avanti da Eyos e Caladan Oceanic per raccogliere e analizzare campioni biologici e non di uno degli ambienti più estremi della Terra.

da: https://www.lastampa.it/viaggi/mondo/2020/03/20/news/una-crociera-a-11-mila-metri-sotto-il-mare-direttamente-nella-fossa-delle-marianne-1.38613471

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🎤🎵 Show GRATUITO da cantora e compositora Luedji Luna no Cntro Cultural FIESP

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CROMO VISITA ITÁLIA com Eliane Barni e Antonio Vaz Lemes - 13/02 às 19h

 

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Fred dal whiskey facile. Omaggio a Fred Buscaglione

 


 
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 FRED DAL WHISKEY FACILE

Omaggio a Fred Buscaglione

 

 11 gennaio 2020 | ore 21

CUMIANA

Teatro della Parrocchia

via Salita alla Parrocchia

 
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Sono arrivati gli anni '50 e se lo sono portati via.

Via da casa, via da sua madre, via da Vanchiglia, via da Torino.

Lasciatemelo dire: via da me.

È diventato una star: il “nuovo pezzo da novanta dello swing”.

Signore e signori: Fred Buscaglione!

Lo vedevi ovunque: sulle copertine dei 78 giri, nelle pubblicità in tv, persino nei film.

“La risposta italiana a Gable e Bogart”, avevo letto sulla Stampa. Un orgoglio cittadino.

 

con Carlo Roncaglia e Giovanna Rossi 

e con
Enrico De Lotto - basso
Vince Novelli - chitarre 
Giò Dimasi - percussioni
Gianni Virone - fiati

 

regia Carlo Roncaglia

 
 

 

prenotazioni info@mulinoadarte.com
informazioni 3703259263

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SALVIAMO IL PIANETA

L'ALBERO DI NATALE

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L'ALBERO DI NATALE

Sembra che l’albero di Natale, così come viene usato oggi, sia nato a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell'anima gemella. Questa usanza venne poi ripresa in Germania: una cronaca di Brema del 1570 racconta di un albero che veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta.
Anche la città di Riga (Lettonia) è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale: vi si trova infatti una targa scritta in otto lingue, secondo cui il “primo albero di capodanno” fu addobbato in
questa città nel 1510. Un'altra notizia sull'uso dell'albero di Natale viene dall'Alsazia: una cronaca di Strasburgo annota nel 1605: “Per Natale i cittadini si portano in casa degli abeti (Dannenbaumen nel
tedesco dell'epoca), li mettono nelle stanze, li ornano con rose di carta di vari colori, mele, zucchero, oggetti di similoro”. Un'antecedente dell'albero potrebbe essere l'antico rito pagano di portare in casa, prima del nuovo anno, un ramo beneaugurante. Nel Medioevo si diffonde la tradizione degli “Adam und Eva Spiele” (giochi di Adamo ed Eva) che prevedevano la ricostruzione nelle chiese dello scenario del paradiso in terra, proprio il 24 di dicembre, alla vigilia di Natale, con tanto di alberi di frutta, simboli dell'abbondanza e del mistero della vita. Poi, a questi alberi di frutta si preferirono sempre di più gli abeti.
L'abete ha la caratteristica magica di essere sempreverde, che, secondo una favola, ha avuto come dono da Gesù stesso, per avergli offerto rifugio mentre era inseguito dai suoi nemici. Così non stupisce che l'abete, con la sua sagoma triangolare che rispecchiava anche bene la struttura piramidale e gerarchica della società medievale, diventa nel folclore tedesco anche l'albero cicogna dal quale la levatrice scuote i neonati. Per molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord delle Alpi.
All'inizio, i cattolici la consideravano un uso protestante e solo nel ‘900 questa tradizione si diffuse anche nel mondo cattolico, in particolare in Italia grazie alla Regina Margherita.
Johann Wolfgang Goethe, pur non essendo propriamente di fede cattolica, amava moltissimo questa usanza e grazie a lui l'albero si impose a Weimar che era il centro culturale dell'epoca. Nella sua famosa opera I dolori del giovane Werther l'albero di Natale compare per la prima volta anche nella grande letteratura. Anche i romantici che cercavano di valorizzare le tradizioni popolari non potevano non apprezzare questa antica usanza. In quell'epoca nasce anche la famosissima canzone Oh Tannenbaum, oh Tannenbaum che fino ad oggi è la canzone natalizia più cantata in tutta la Germania.
Assistiamo a una diffusione massiccia e capillare di questa usanza. Ma anche la festa di Natale non poteva certo fuggire al crescente consumismo. Molte tradizioni natalizie sono ormai quasi sparite (la recitazione di poesie natalizie da parte dei bambini, il cantare insieme le canzoni di Natale, il biglietto che i bambini dovevano inviare a Gesù Bambino o Babbo Natale, etc.). La domanda principale di Natale pesso non è più: “Come rendiamo felice il nostro prossimo?”, ma piuttosto: “Quanto possiamo spendere quest'anno?”. Ma l'albero ha resistito, anzi, ha rafforzato la sua posizione, ormai sembra proprio lui il vero simbolo di Natale, dopo il presepe. Inoltre, si sono sviluppate anche delle nuove usanze: sono nati i mercatini di Natale che si stanno diffondendo ormai in molti Paesi. Questi, oltre ad essere belli e accoglienti, hanno la simpatica caratteristica di essere molto utili agli affari. E l'albero, molte volte, non è più 'abete, ma un sostituto di plastica, più o meno verosimile (ringraziano le guardie forestali che protestavano da sempre - già all'epoca di Goethe - contro le devastazioni dei boschi nel mese di dicembre).
Le candele di cera sono diventate delle luci elettriche (ringraziano i Vigili del fuoco che a Natale, almeno in passato, dovevano sempre fare gli straordinari). Ma rinunciare all'albero? Mai!

   

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 25331 - 13 Dicembre 2019

 

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SALVIAMO IL PIANETA

  

Italiano Enzo Favata se presenta com quarteto em Brasília

Italiano Enzo Favata se presenta com quarteto em Brasília

(ANSA) - O quarteto do saxofonista italiano Enzo Favata, um dos músicos de jazz mais celebrados na Europa, se apresenta nesta segunda-feira (25), no Clube do Choro de Brasília.

Quarteto do saxofonista Enzo Favata © Ansa Brasil Quarteto do saxofonista Enzo Favata

Com apoio da Embaixada da Itália no Brasil, o espetáculo começa às 21h e levará à cidade os sons tradicionais da música mediterrânea, unidos ao rock "cósmico" e a outros gêneros que dão um aspecto original à obra de Favata.

O projeto "The Crossing Four" está em turnê mundial e ainda passará por Belo Horizonte, na próxima sexta-feira (29), com oferecimento do Consulado-Geral da Itália na capital mineira. O grupo também já se apresentou no Rio de Janeiro, em 21 de novembro.

O quarteto inclui a baixista e compositora Rosa Brunello, o vibrafonista Pasquale Mira e o baterista UT Gandhi. (ANSA)

 

da: https://www.msn.com/pt-br/musica/noticias/italiano-enzo-favata-se-apresenta-com-quarteto-em-brasília/ar-BBXkiIP?ocid=spartanntp

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SALVIAMO IL PIANETA

FESTIVAL A CHERASCO (CN)

FESTIVAL A CHERASCO (CN)

Fino al 17 novembre Cherasco accoglierà il XIV Festival “Uto Ughi e la Santità Sconosciuta”. La spiritualità anima la rassegna dedicata al “Piemonte Terra di Santi”. La musica ne è il veicolo emozionante in intimo dialogo con le architetture barocche del Santuario di Nostra Signora del Popolo, che accoglierà artisti di fama internazionale.
La rassegna debutterà oggi con il gemellaggio tra Piemonte e Liguria.
L’Orchestra Sinfonica di Sanremo ed il Progetto Giovani Talenti Italiani s’incontreranno per sostenere il futuro della grande musica italiana.
Domani sarà in scena il pianista iraniano Ramin Bahrami, in duo con il flautista Massimo Mercelli, impegnati nell’esecuzione di musiche di Bach. Uto Ughi sarà presente, il 10 novembre, con Le Quattro Stagioni di Vivaldi, accompagnato dall’Orchestra I Filarmonici di Roma

 

Conclusione il 17 novembre con il soprano cuneese Norma Fantini.
da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © 
Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04
n. 25039 - 26 Ottobre 2019
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Growin' up, la storia di Bruce Springsteen sabato 9 novembre a Meina.

 

 

 
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GROWIN' UP

sabato 9 novembre 

MEINA

Teatro  - via Mazzini 58

ore 21

 
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Tutto è cominciato il 9 maggio del ’74, all’Harvard Square Theatre di Cambridge, subito dopo l’uscita di The Wild. Tra il pubblico c’era un critico musicale, un pezzo grosso…

O forse no, amico mio, niente comincia esattamente così, in un certo posto e in una certa data. È cominciato tutto in tanti posti, e tante volte, e alcune di queste volte voglio raccontartele stasera, amico, prima che sia troppo tardi.

 

La storia di Bruce Springsteen. 

Uno spettacolo in bilico tra musica e teatro dedicato a una grande figura della musica d’autore: un racconto di formazione tenero, appassionato, infuocato.


con
 Carlo Roncaglia 

e con 

Max Altieri - chitarra

 Enrico De Lotto - contrabbasso

Paolo Demontis - armonica

 

testi Emiliano Poddi

regia Carlo Roncaglia

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È morto Fred Bongusto, il cantante di 'Una rotonda sul mare'

È morto Fred Bongusto, cantò l'amore degli italianiRep: Il cantore dell'Italia del boom

 

È morto Fred Bongusto, il cantante di 'Una rotonda sul mare'

È morto Fred Bongusto, il cantante di 'Una rotonda sul mare'(lapresse)

Aveva 84 anni. Tra i successi del crooner italiano anche 'Malaga', 'Tre settimane da raccontare', 'Balliamo'. Pippo Baudo: "È stato un grande, Sanremo lo ricordi". Amadeus: "Il festival gli renderà omaggio". Peppino Di Capri: "Ironico e competitivo"

di RITA CELI

È morto Fred Bongusto, voce amata della canzone italiana. Aveva 84 anni. Il suo timbro da cantante confidenziale ha accompagnato le estati degli anni Sessanta e Settanta, il suo più grande successo è Una rotonda sul mare. Il 2 giugno 2005 è stato insignito dal Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, dell'onorificenza di commendatore ordine al merito della Repubblica.

di GINO CASTALDO

  
L'annuncio è stato dato dall'ufficio stampa dell'artista, spiegando che si è spento nella notte, alle 3.30, in un ospedale a Roma. Da qualche tempo era alle prese con problemi di salute. I funerali saranno celebrati a Roma lunedì 11 novembre, con inizio alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli artisti), in piazza del Popolo.


In molti ricordano con affetto il talento dell'amico e collega. "Bongusto è stato un grande, un cantante molto bravo e delicato, purtroppo negli ultimi anni è stato molto male, ha sofferto tanto" dice Pippo Baudo. "È stato un grande cantante, sarebbe giusto che a Sanremo venisse ricordato con l'affetto e il rispetto che merita" ha aggiunto. Suggerimento subito accolto dal conduttore e direttore artistico Amadeus: "Fred Bongusto appartiene alla storia della musica italiana. Ho avuto l'onore di conoscerlo qualche anno fa, un incontro informale in cui ci eravamo salutati con affetto. Avevo i suoi dischi, i miei genitori erano suoi fan. Ci sarà sicuramente modo per ricordarlo al Festival di Sanremo, rifletteremo su come omaggiare un grande della musica".
 

da: https://www.repubblica.it/spettacoli/2019/11/08/news/e_morto_fred_bongusto-240569916/?ref=RHPPLF-BH-I240569628-C8-P6-S1.8-T1

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Recital de Música de Câmara:Quadros sonoros, com o violinista Manfredo Kraemer e o Conjunto de Música Antiga da USP

 

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Recital de Música de Câmara: "Quadros sonoros", com o violinista Manfredo Kraemer e o Conjunto de Música Antiga da USP - 7 de novembro no IICSP

 

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Festival Ópera na tela em São Paulo

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“Festival Ópera na tela” em São Paulo

 

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IL ROSARIO e LEPANTO


 

IL ROSARIO

Stando a racconti trasmessi da una generazione all’altra, la Vergine Aparecida (Apparsa), sotto il nome di Immacolata Concezione, divenne la patrona della città di San Paolo del Brasile dopo un episodio risalente al XVIII secolo, quando alcuni pescatori, gettando le reti nel fiume Paraiba, portarono in superficie una statua decapitata della Vergine Nera. Dopo avere gettato le reti la seconda volta ne recuperarono la testa. La statua rimase nella casa di uno di quei pescatori e qui la gente del villaggio si riuniva per recitare insieme la preghiera del S.Rosario.
Il Rosario, preghiera degli umili, ritmata nel silenzio o nel rumore da mani di uomini e di donne che accarezzano granelli di legno oppure di vetro. Una devozione diffusa da S. Domenico de Guzman (1170-1221), spagnolo, uomo di studio e fondatore dei Domenicani, come risposta all’eresia che nel suo tempo imperversava con cattiveria e faziosità. Una preghiera che ha accompagnato e accompagna, come un canto lievissimo, la sofferenza, la preoccupazione, la fatica, la morte di tante persone. Una preghiera spesso posta ai bordi di molti percorsi spirituali perché ritenuta ripetitiva, monotona, superata, vecchia.
In realtà il Rosario è un modo, nella sua semplicità e nella sua essenzialità, per meditare sui misteri della fede in compagnia di una donna, Maria. Su questi sentieri dell’anima, dove è difficile se non ingiusto esprimere valutazioni, nasce tuttavia qualche domanda guardando a figure di persone quotidiane e di uomini politici o intellettuali che sgranavano con profonda convinzione la coroncina del Rosario.
Perché lo facevano, perché lo fanno?
Perché Vittorio Bachelet ritmava i suoi passi per alcuni tratti delle strade di Roma con questi granelli tenuti insieme dal filo leggero dell’Ave Maria? Perché il Beato John Henry Newman, sostenitore del primato della coscienza, in un breve sermone tenuto nel 1879 ai ragazzi disse: “Voi sapete che Dio sceglie le cose piccole di questo mondo per umiliare le grandi”?
E perché Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, fa dire a Lucia, che spaventata nel castello dell’Innominato riprende la trama delle avvemarie, “Ma il Signore lo sa che io ci sono”?
L’invito che viene dalla preghiera del S. Rosario, dall’inanellarsi dell’Ave Maria con i misteri della fede, è quello di ritrovare il significato autentico di umiltà. Occorre riscoprire, in un cultura troppo spesso superba e arrogante, che vi è tanta altezza nell’umiltà e vi è tanta umiltà nell’altezza. Solo così la preghiera del Rosario potrà essere compresa nella sua verità, nel suo essere espressione limpida della fiducia dei figli nella loro madre e viceversa.
Alla scuola dell’umile ragazza venerata anche all’Aparecida, a Roma (Basilica Papale di S. Maria Maggiore), a Pompei, a Lourdes, a Fatima, a La Salette ed a Loreto lo ripete ai giovani di tutto il mondo.

 

LEPANTO
Oggi la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine Maria del Rosario.
Una ricorrenza istituita da S. Pio V per commemorare la vittoria riportata dalle nazioni cristiane contro la flotta islamica a Lepanto il 7 ottobre 1571.
E’ una località sul Golfo di Corinto dove avvenne lo storico scontro tra le flotte dell’Impero Ottomano e della cristiana Lega Santa che, riuniva forze navali di Venezia, della Spagna (con Napoli e Sicilia), di Roma, di Genova, dei Cavalieri di Malta e del Ducato di Savoia, federate sotto le insegne pontificie.

Per ringraziare il Duca di Savoia Emanuele Filiberto, Papa Gregorio XIII istituì l’Ordine dei SS.Maurizio e Lazzaro.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 24903 - 7 Ottobre 2019

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SALVIAMO IL PIANETA

 

I BIBERON PIÙ ANTICHI DEL MONDO, USATI 7.000 ANNI FA

 

I BIBERON PIÙ ANTICHI DEL MONDO, USATI 7.000 ANNI FA
Le ceramiche dalla forma di animali immaginari rinvenute nelle sepolture bavaresi risalenti al
1.200 a.C. Contenevano residui di latte di pecora, di capra e anche umano Uno spaccato intimo sulla vita quotidiana delle società preistoriche Chi ha inventato i biberon? Non lo sapremo mai con certezza, nella preistoria non esistevano i brevetti.
Ora però sappiamo che, come moltissimi oggetti di uso quotidiano, anche il biberon ha una storia che si perde nel tempo, prima della Storia. Settemila anni fa le madri hanno iniziato a nutrire i figli con quella bottiglietta che ora non può mancare nelle case di tutto il mondo dopo il 'lieto evento'. Lo usavano, nel nord Europa, almeno 3.000 anni fa, ma si pensa che il suo utilizzo sia pratica molto più antica, addirittura fino a 5.000 anni prima di Cristo.
I biberon più antichi del mondo, usati 7.000 anni fa(foto: H. Seidl da Fonseca) 
  
Animali fantastici. Quelle ritrovate nelle tombe di neonati risalenti all’età della Pietra e del Bronzo in Bavaria sono piccole forme ceramiche a forma di animale. In alcuni casi hanno l’aspetto di bestiole immaginarie, con due zampe, delle orecchie (o corna) e un beccuccio. La loro funzione era un rebus.
Anche se l’ipotesi che fossero usati per nutrire i bambini era già stata avanzata (assieme alla teoria che fossero usate per anziani e infermi). Ma ora, la composizione dei residui al loro interno toglie praticamente qualsiasi dubbio aprendo uno spaccato intimo sulla vita quotidiana delle società preistoriche, dal Neolitico all’età del Bronzo.

Il latte e lo svezzamento. I ricercatori dell’Università di Bristol e dell'Accademia delle Scienze di Vienna hanno scoperto ciò che era rimasto dentro tre di quelle coppette, dopo millenni, usando analisi chimica e degli isotopi. In due hanno trovato resti di latte di ruminanti da allevamento (mucche, pecore o capre), mentre nell’altra di mammifero, maiale oppure umano. A questo si aggiungono la forma e le dimensioni dei vasetti, larghi dai 5 ai 10 centimetri quindi adatti a essere tenuti in mano da un bambino; decorati e modellati come un giocattolo (viene da pensare), per la fantasia di un infante. E ovviamente il luogo in cui sono stati rinvenuti, la tomba di un neonato o di un bambino, indica che l’uso doveva essere destinato a loro. Secondo gli autori dello studio, pubblicato su Nature, si tratta dunque di alcuni dei più antichi biberon mai rinvenuti, usati per nutrire i bebè con latte materno, con latte animale in alternativa a quello della madre oppure in fase di svezzamento: "Queste piccolissimi, evocativi, vasetti ci danno preziose informazioni su come venivano nutriti i bambini migliaia di anni fa - sottolinea Julie Dunne, della School of Chemistry dell’università di Bristol, prim a autrice dello studio - e ci forniscono un reale sguardo su [la vita di] madri e neonati nel passato".
Le tombe bavaresi sono datate tra i 1.200 e gli 800 anni prima di Cristo. Ma ceramiche simili sono state rinvenute anche in siti del neolitico, databili a circa sette millenni fa. Le analisi di questo studio fanno luce non solo sulle origini di un oggetto che viene usato ancora oggi, con forme e materiali certo differenti. Ma anche sulla vita e in qualche modo la società dell’epoca. Nel periodo in cui l’agricoltura e l’allevamento erano già parte dell’economia delle comunità, ci danno uno spaccato di come venivano cresciuti i bambini, con quali alimenti, anche nella fase dello svezzamento, e sull’allevamento: "Vasi simili, anche se rari, appaiono anche in altre culture preistoriche in tutto il mondo - conclude Dunne - ci piacerebbe condurre uno studio geografico più ampio e scoprire se avevano la stessa funzione".
 
Matteo Marini
Repubblica, 27 settembre 2019
 
da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 24832 - 28 Settembre 2019
 
 
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SALVIAMO IL PIANETA

 

COMO SURGIU O ELEVADOR?


COMO SURGIU O ELEVADOR?

Conheça a história do equipamento e entenda como surgiu o elevador.

O elevador é um equipamento prático e tecnológico que nos ajuda em diversas tarefas, otimizando o tempo que gastaríamos ao subir e descer escadas. Mas, você sabe como e quando ele surgiu? É justamente sobre isso que queremos falar hoje.

De acordo com registros históricos, em 1500 a.C os egípcios já utilizavam uma espécie de elevadores rudimentares para transportarem água, com ajuda de homens e animais. No entanto, o primeiro elevador foi construído em Roma no século I a.C, por um engenheiro chamado Vitrúbia. Foi quem criou equipamentos compostos por um conjunto de roldanas movidos também por força humana e animal.

O primeiro sistema de segurança, que impedia a queda do elevador em caso de rompimento das cordas, foi criado pelo americano Elisha Grave Otis em 1853. Ao passo que era baseado em trilhos serrilhados que prendiam a plataforma caso ela perdesse a sustentação. No entanto, os primeiros elevadores eram muito lentos e para alcançar o oitavo andar, por exemplo, levava mais de dois minutos. Hoje, alguns elevadores chegam a atingir a velocidade de 550m/m, ou seja, são 45 vezes mais rápidos que seus antecessores.

No Brasil, os elevadores começaram a ser fabricados em 1918. O cabineiro, que girava uma manivela, era o responsável por fazer o elevador subir ou descer. Naquela época, as portas eram abertas e fechadas manualmente. Aos poucos, com a construção de edifícios cada vez maiores, o transporte com manivela foi substituído por opções elétricas mais complexas. Dispensando assim o serviço dos cabineiros. De lá para cá, muita coisa mudou e hoje os equipamentos estão cada vez mais modernos. Acima de tudo, oferecendo segurança e conforto para os usuários.

Veja a linha do tempo da criação deste equipamento tão utilizado diariamente:

100 A.C

Um desenho em uma tumba romana apresenta a mais antiga imagem de um guindaste movido a moinho humano. O sistema tinha polias e era operado por cinco trabalhadores.

1853

Esse foi o ano em que os primeiros elevadores surgiram movidos por máquinas a vapor. Os cabos se enrolavam em grandes tambores, sua operação exigia um operar treinado e a movimentação das portas era feita de forma manual.

2000

Os elevadores mais modernos chegaram com tudo e passaram a empregar programas de inteligência para lidar com grandes fluxos de pessoas. Além dos motores serem menores, funções tecnológicas começara a surgir para garantir a segurança e o conforto dos passageiros.

 

Para saber mais informações sobre os serviços que oferecemos acesse o nosso site. Caso precise de algum de nossos trabalhos, você também pode entrar em contato através do telefone (11) 3345-0000.

 

da: Crel Elevadores > Blog > Informativos > Como surgiu o elevador?

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Jazz Tempo Itália = Festival de 20 a 22 de setembro no Jazz nos Fundos

 

 

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Relembramos: Jazz Tempo Itália Festival de 20 a 22 de setembro no Jazz nos Fundos

 

newsl jazz

 

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📖 🎻 22/09 | Venha participar do Lançamento do Livro: João de A a Z

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All’Italia l’Ig Nobel 2019 per la Medicina grazie alla pizza: È anticancro solo se fatta in Italia

13 Settembre 2019

All’Italia l’Ig Nobel 2019 per la Medicina grazie alla pizza: “È anticancro solo se fatta in Italia”

La cerimonia nel Massachusetts per gli irriverenti riconoscimenti alla scienza

L'Italia vince l'Ig Nobel 2019 per la Medicina per «aver fornito l'evidenza che la pizza può proteggere da malattie e morte, purché fatta e mangiata in Italia», si legge nella motivazione del premio che la rivista Annals of Improbable Research e l'Università di Harvard dedicano alle ricerche che fanno «ridere ma anche riflettere». Ig Nobel 2019, sono i premi che da 1991 sono dedicati alla scienza improbabile e alle ricerche più immaginifiche. Tra musiche, concerti e dimostrazioni esilaranti, la cerimonia è finanziata anche dalle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica dell'Università di Harvard.

Tre gli articoli vincitori, pubblicati su riviste internazionali da epidemiologi di primo piano, rappresentati da Silvano Gallus, dell’Istituto Mario Negri di Milano e Università di Maastricht. «Una buona pizza racchiude tutte le virtù della dieta mediterranea», ha detto Silvano Gallus ritirando il premio. Nel minuto che ogni ricercatore ha a disposizione per esporre i suoi risultati e le motivazioni delle ricerche sulla pizza, Gallus ha detto che la pizza può protegge dall'infarto del miocardio e da alcune forme di tumore. Gli ingredienti devono essere però, ha aggiunto, quelli tipici della dieta mediterranea: no, quindi, ad altre «interpretazioni» della pizza.

Nel campo dell’Educazione medica sono state premiate Karen Pryor e Theresa McKeon per aver utilizzato una semplice tecnica di addestramento degli animali, chiamata “clicker training”, per addestrare i chirurghi a eseguire interventi di chirurgia ortopedica. 

Biologia: un team di ricercatori provenienti da Singapore, Australia, Polonia, Usa e Bulgaria ha scoperto che gli scarafaggi, una volta resi magnetici, da morti si comportano diversamente che da vivi; 
Anatomia: al centro della ricerca vincente, l'analisi di Roger Mieusset e Bourras Bengoudifa sull'asimmetria della temperatura scrotale nei postini francesi, presi in esame sia da nudi che da vestiti.
Per la Chimica ha vinto lo studio che ha stimato il volume totale di saliva prodotto al giorno da un tipico bambino di cinque anni. I dati sono stati forniti anche dai figli del professore Shiguru Watanabe, presi in esame quando erano piccoli 35 anni fa.
Ingegneria: Il ricercatore iraniano Iman Farahbakhsh ha vinto grazie all'invenzione della macchina per automatizzare il cambio dei pannolini nei neonati.
Economia: Uno studio promosso da Turchia, Olanda e Germania ha messo a confronto le banconote di diversi Paesi per appurare quali siano quelle che trasmettono meglio batteri pericolosi.
Pace: Sul podio la ricerca di Regno Unito, Arabia Saudita, Singapore e Stati Uniti che ha tentato di misurare quanto piacere procura grattarsi un prurito.
Psicologia: Il premio è andato a Fritz Strack per aver scoperto che tenere una penna in bocca fa sorridere, il che rende piu' felici, e poi aver scoperto che non e' vero.
Fisica: Gli studiosi si sono concentrati sul capire come e perchè i wombat, marsupiali australiani, producono escrementi a forma di cubo.

 

L'abitudine è stato il tema dell'edizione 2019 degli Ig Nobel e il filo rosso della cerimonia, compresa l'esibizione di un improbabile coro dedicato alle cattive abitudini. A consegnare il premio, tre autentici Nobel: Eric Maskin, Nobel per l'Economia 2007, Rich Roberts, per le Medicina 1993, e Jerome Friedman, per la Fisica 1990. Il compito di bloccare i ricercatori che non rispettavano i 60 secondi rigorosamente previsti per i loro interventi è stato affidato a una bambina di otto anni, che entrava in scena gridando: «per favore fermati, mi sto annoiando». 

 

da:m https://www.lastampa.it/scienza/2019/09/13/news/all-italia-l-ig-nobel-2019-per-la-medicina-grazie-alla-pizza-e-anticancro-solo-se-fatta-in-italia-1.37459327

 

 

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Recital de Música de Câmara – Harmoniemusik, 12 de setembro às 19h no IICSP

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Recital de Música de Câmara – Harmoniemusik, 12 de setembro às 19h no IICSP

 

newsletter harmoniemusik

Recital “Trilogia Tudor: le tre regine” com a soprano Maria Pia Piscitelli - 25/08

 

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Recital “Trilogia Tudor: le tre regine” com a soprano Maria Pia Piscitelli - 25/08

 

newsletter piscitelli sp

Música de Cámara no IIC - Luca Buratto 08 de agosto

Istituto Italiano di Cultura - San Paolo

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Música de Cámara no IIC - Luca Buratto 08 de agosto

 

newsletter concerto buratto rid

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Sextas Musicais no Consulado da Itália em BH Show da cantora Charlotte de Melo

Sextas Musicais no Consulado da Itália em BH
Show da cantora Charlotte de Melo 

21/06, às 12h
 

Em ocasião da “Festa della Musica”, celebrada em diversas cidades do mundo inteiro, o Consulado da Itália traz para Belo Horizonte a cantora italiana Charlotte de Melo. Jovem intérprete da música italiana, Charlotte iniciou os estudos de canto e de piano aos cinco anos. Integrou o Coral de Vozes Brancas do Auditorium Santa Cecilia de Roma e estudou piano emescolas renomadas como o Mississippi Jazz, Rogi Music School e Studio X Recording, em Roma. Conta com participações em concursos musicais e programas de TV, ao lado deartistas internacionais como Gianna Nannini, Alvaro Soler, Umberto Tozzi, entre outros. A apresentação de Charlotte será na próxima sexta-feira, 21 de junho às 12h, na sede do Consulado da Itália (R. Alagoas, 721, Savassi), e será aberta ao público. O repertório terá algumas das mais belas músicas italianas.

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FCIESP _ SESI: 🎵 Apresentação da Banda Sinfônica do Corpo de Fuzileiros Navais.

Banda Sinfônica do Corpo de Fuzileiros Navais
Banda Sinfônica do Corpo de Fuzileiros Navais
Banda Sinfônica do Corpo de Fuzileiros Navais

Recital de Harpa - 13 de junho às 19h no Istituto Italiano di Cultura

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Recital de Harpa - 13 de junho às 19h no Istituto Italiano di Cultura


 

recital de harpa

Recital di violino e pianoforte con Francesco D’Orazio (violino) e Giampaolo Nuti (pianoforte)

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Recital di violino e pianoforte con Francesco D’Orazio (violino) e Giampaolo Nuti (pianoforte)

 

rec dorazio e nuti

 

Recital de piano com Alessio Bax e Lucille Chung no Cultura Artística

21/22 maggio 2019

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Recital de piano com Alessio Bax e Lucille Chung no Cultura Artística 

concerto duo max 21 21 0519                  

 

Concerto de Aniello Desiderio - 09 de maio às 21h

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Concerto de Aniello Desiderio (violão) - 09 de maio às 21h

 

exposio aiello 09 0519

Lo spettacolo Stop Musicheresistenti di sabato 27 aprile spostato al Teatro di Meina

Lo spettacolo Stop Musicheresistenti di sabato 27 aprile spostato al Teatro di Meina


 
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Causa condizioni meteorologiche avverse, lo spettacolo

Stop Musicheresistenti

di sabato 27 aprile è stato spostato al

 

Teatro di Meina

via Mazzini 58 

ore 21

 
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Un percorso musicale ed emotivo che tocca aree e periodi storici differenti, tutti riconducibili ad un’idea universale di Resistenza: dalla lotta italiana al nazi-fascismo, al Chile di Pinochet, dal Sudafrica dell'Apartheid agli afroamericani in catene nei campi di cotone.

 

Accademia dei Folli e Architorti

 

con 

Giovanna Rossi |Enrico Dusio | Carlo Roncaglia


e con
Marco “Benz” Gentile primo violino | Federica Biribicchi secondo violino
Elena Saccomandi viola  Marco Robino violoncello | Enrico De Lotto contrabbasso

 

 arrangiamenti originali  e trascrizioni
Marco Robino, Enrico De Lotto

luci e fonica Fabio Bonfanti

testo Emiliano Poddi
regia Carlo Roncaglia

 

Biglietti acquistabili
online su www.ticket.it (13€) o sul luogo dell'evento (15€)

QUESTA MATTINA, AL BELVEDERE REALE DI SAN LEUCIO, PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DELLA CANZONE CLASSICA NAPOLETANA COME PATRIMONIO UNESCO

 

O L O R E
Agenzia Stampa
QUESTA MATTINA, AL BELVEDERE REALE DI SAN LEUCIO,
PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DELLA
CANZONE CLASSICA NAPOLETANA COME PATRIMONIO UNESCO
Presente la “Consulta per la tutela del patrimonio e delle tradizioni napoletane”
dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus
La canzone napoletana è sicuramente uno dei patrimoni natu-
rali della Città ed uno dei punti di eccellenza della canzone
italiana. Molti sono stati gli artisti nazionali e internazionali
che si sono distinti in questo genere canoro ed hanno fatto
conoscere al mondo intero la vera indole di un popolo, quel-
lo napoletano ed il suo modo di pensare e di essere. Oggi alle
ore 10, presso il Belvedere Reale di San Leucio, l’associazio-
ne “Terra Nostra” con il suo Presidente Corrado Giardina e la
“Fondazione Aurelio Fierro” rappresentata dal Presidente
Fabrizio Fierro, attraverso un apposito comitato, hanno inteso
presentare il progetto per la candidatura della canzone classi-
ca napoletana a divenire patrimonio dell’Unesco.
Ospitata dal Comune di Caserta (va ricordato che Enrico Caruso era originario di Alife in provincia di
Caserta), la manifestazione si svolgerà nella magnifica cornice settecentesca di Fernandopoli, con la
presenza del Sindaco della città Carlo Marino, dell’Assessore alla Cultura Tiziana Perillo e dell’Assesso-
re agli Eventi Emiliano Casale. Dopo la relazione introduttiva dei Presidenti delle due associazioni che
hanno promosso l’evento, interverranno la Dr. Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio
culturale e le candidature Unesco, Leandro Ventura, Direttore del servizio VI del MBAC, il Prof. Mauri-
zio Di Stefano, Presidente onorario ICOMAS, la Dr. Stefania Baldinotti, funzionario antropologo della
ICDE-MBAC. Vi saranno inoltre interventi di altri illustri personaggi come il Prof. Francisco Javier
Lopez Morale, consigliere Unesco degli stati fe-
derali del Messico, il Prof. De Melis, cineasta
etnomusicologo dell’Università La Sapienza,
Claudio Bocci della Feder Culture, l’Avv. Anto-
nio Patané, capo di gabinetto del Sindaco di No-
to e consigliere scientifico della Fondazione Pa-
trimonio Unesco Sicilia, il M° Carmine Santa-
niello, direttore del Conservatorio S. Pietro a
Maiella, Armando De Rosa, giornalista esperto
della canzone classica napoletana.
Saranno presenti per la “Consulta per la tutela
del patrimonio e delle tradizioni napoletane”
dell’Associazione Internazionale Regina Elena
Onlus Francesco Colonnesi e Giuseppe d’Anni-
bale.

Agenzia Stampa

QUESTA MATTINA, AL BELVEDERE REALE DI SAN LEUCIO, PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DELLA CANZONE CLASSICA NAPOLETANA COME PATRIMONIO UNESCO


 

Gazzetta di Napoli

Presente la “Consulta per la tutela del patrimonio e delle tradizioni napoletane” dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus 

 

La canzone napoletana è sicuramente uno dei patrimoni naturali della Città ed uno dei punti di eccellenza della canzone italiana. Molti sono stati gli artisti nazionali e internazionali che si sono distinti in questo genere canoro ed hanno fatto conoscere al mondo intero la vera indole di un popolo, quello napoletano ed il suo modo di pensare e di essere. Oggi alle ore 10, presso il Belvedere Reale di San Leucio, l’associazione “Terra Nostra” con il suo Presidente Corrado Giardina e la “Fondazione Aurelio Fierro” rappresentata dal Presidente Fabrizio Fierro, attraverso un apposito comitato, hanno inteso presentare il progetto per la candidatura della canzone classica napoletana a divenire patrimonio dell’Unesco.

Ospitata dal Comune di Caserta (va ricordato che Enrico Caruso era originario di Alife in provincia di Caserta), la manifestazione si svolgerà nella magnifica cornice settecentesca di Fernandopoli, con la presenza del Sindaco della città Carlo Marino, dell’Assessore alla Cultura Tiziana Perillo e dell’Assessore agli Eventi Emiliano Casale. Dopo la relazione introduttiva dei Presidenti delle due associazioni che hanno promosso l’evento, interverranno la Dr. Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale e le candidature Unesco, Leandro Ventura, Direttore del servizio VI del MBAC, il Prof. Maurizio Di Stefano, Presidente onorario ICOMAS, la Dr. Stefania Baldinotti, funzionario antropologo della ICDE-MBAC. Vi saranno inoltre interventi di altri illustri personaggi come il Prof. Francisco Javier Lopez Morale, consigliere Unesco degli stati federali del Messico, il Prof. De Melis, cineasta etnomusicologo dell’Università La Sapienza, Claudio Bocci della Feder Culture, l’Avv. Antonio Patané, capo di gabinetto del Sindaco di Noto e consigliere scientifico della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, il M° Carmine Santaniello, direttore del Conservatorio S. Pietro a Maiella, Armando De Rosa, giornalista esperto della canzone classica napoletana.

Saranno presenti per la “Consulta per la tutela del patrimonio e delle tradizioni napoletane” dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus Francesco Colonnesi e Giuseppe d’Annibale.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 23995 - 13 Aprile 2019

 

 

 

Istituto Italiano di Cultura - San Paolo: Mafalda no Auditório Ibirapuera de SP

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Dica do Istituto

 

retratos em bossa jazz 4

Apresentação do Festival Verdi de Parma com a Dra. Anna Maria Meo, Diretora Geral do Teatro Regio de Parma

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Apresentação do Festival Verdi de Parma com a Dra. Anna Maria Meo, Diretora Geral do Teatro Regio de Parma (11/03 às 11:00)

 

convite img

😃🎤 Convide os amigos e venha curtir um show GRATUITO no Domingo na Paulista

Convide os amigos e venha curtir um show GRATUITO no Domingo na Paulista

GAÚCHO DA FRONTEIRA E GRUPO TRADIÇÃO
OS 3 MUNDOS
SARRO: O BRASILEIRO GLOBAL
RAFAEL E A DEFINIÇÃO DA BELEZA
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Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
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🎶 Venha curtir o fim de semana no Centro Cultural Fiesp!

COMEMORAÇÃO AO DIA DO TANGO: VIOLENTANGO E SOFIA VIOLA
SARRO: O BRASILEIRO GLOBAL
QUARTAS MUSICAIS: FILARMÔNICA DE PASÁRGADA
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🎵 O sambista Leandro Fregonesi agita o Domingo na Paulista. Não perca!

CCF
LEANDRO FREGONESI - 11 de novembro, às 16horas
ESPAÇOS COMPARTILHADOS DA IMAGEM
OS 3 MUNDOS
RAFAEL E A DEFINIÇÃO DA BELEZA
ESPETÁCULO: QUE MONSTRO TE MORDEU?
ESPETÁCULO: A MONSTRUOSA EXPOSIÇÃO DOS MONSTROS

🎶 Venha sambar no Domingo na ZL com Douglas Sampa e Encandeia Samba

🎶 Venha sambar no Domingo na ZL com Douglas Sampa e Encandeia Samba

Domingo na ZL
DOUGLAS SAMPA E ENCANDEIA SAMBA
DOUGLAS SAMPA E ENCANDEIA SAMBA
DOUGLAS SAMPA E ENCANDEIA SAMBA
Programação
Fiesp Sesi

Al via la stagione di concerti per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Al via la stagione di concerti per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Ieri sera l’inaugurazione nell’Auditorium Arturo Toscanini. La prima Sinfonia «Il titano» di Mahler era preceduta dalla Sinfonia in do maggiore KV 388 di Mozart. Direttore James Conlon

 

Pubblicato il 20/10/2018
Ultima modifica il 20/10/2018 alle ore 15:09
PAOLO GALLARATI

«…Mozartl….Mozartl…». Così, con la l finale del diminutivo, come par appropriarsi di un soggetto amato, Mahler pronunciava le sue ultime parole, mentre le dita riuscivano ancora a muoversi, mimando in un estremo ricordo i gesti del direttore d’orchestra. Con quel nome, fatto proprio nella deformazione affettuosa, il compositore agonizzante connetteva forse con il trascendente l’immagine artistica della qualità suprema. Mozart: la bellezza, l’armonia, la luce che pervade la totalità dell’esperienza, anche quella della tragedia e del dolore. Un’armonia perduta, di cui Mahler aveva celebrato, con la sua musica, la distruzione e insieme la struggente privazione.  

 

Questo pensiero mi suscitava il programma con cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha voluto inaugurare ieri sera la sua stagione di Concerti nell’Auditorium Arturo Toscanini sotto la guida del direttore principale James Conlon. La prima Sinfonia «Il titano» di Mahler era infatti preceduta dalla Sinfonia in do maggiore KV 388 di Mozart, così felice, aitante, sportiva, piena di quella raggiante sicurezza che il giovanotto ventiquattrenne esibiva con orgoglio, mordendo il freno degli impegni che lo costringevano alla vita insopportabile di Salisburgo. Conlon l’ha diretta con scrupolosa esattezza, anche se sembrava che la sua mente fosse già proiettata verso la seconda parte del programma, ben più complessa e imponente, ma in fondo più facile da rendere di quanto non sia l’acrobatico equilibrio tra vita ed esattezza richiesto da Mozart. Così l’esecuzione, del «Titano», diretto a memoria, è parsa di livello più alto.  

 

Davanti ad un pubblico molto folto, pieno di giovani, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha suonato benissimo, in ogni settore. E sappiamo quanto Mahler impegni sia i singoli che la massa in un continuo andirivieni di effetti timbrici, sonori, perfino spaziali, con alcuni strumenti fuori scena che ignorano i confini della sala da concerto e aprono immaginarie prospettive.  

 

Nel primo movimento si spalanca l’immagine di un bosco, colto durante il risveglio primaverile. Conlon vi si è addentrato con molta delicatezza: i richiami boscherecci, i movimenti di danza, il cinguettio degli uccelli, in particolare quello del cuculo, che assurge quasi a motivo conduttore, apparivano, in questa musica “ottica”, con evidenza fotografica. Tutto era poetico e misteriosamente inquieto , anche quando l’idillio si rompe come avviene nel secondo movimento, grottesco girotondo contadino intriso d’umor nero e , soprattutto, nel terzo, dove il tema della canzone «Fra Martino campanaro» continua a ripresentarsi, nel corso di una marchia funebre, tra innocenza e sarcasmo, suoni leggeri e gorghi vischiosi, nerastri.  

 

È compito del direttore legare in un flusso organico questa instabilità non priva di angoscia, in cui la nostalgia dell’innocenza e della bellezza (Mozart) affiora di continuo, per sparire di nuovo.  

 

Conlon ci è riuscito bene , come nell’ultimo movimento, dove passano, come in un film , le più diverse vedute, sino all’esito trionfale: autentico trionfo del positivo o maschera ingannevole che nasconde il dramma? Non si sa, ma proprio nel lasciare aperta questa domanda stava, a mio parere , l’intelligenza dell’interpretazione.  

 

da: http://www.lastampa.it/2018/10/20/spettacoli/al-via-la-stagione-di-concerti-per-lorchestra-sinfonica-nazionale-della-rai-pTfaD80ni9cHAPGRPWsvGP/pagina.html

 

 

Concerto “Taranta d’Amore” – concerto do acordeonista Ambrogio Sparagna, acompanhado pela Orchestra Popolare Italiana

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Concerto “Taranta d’Amore” – concerto do acordeonista Ambrogio Sparagna, acompanhado pela Orchestra Popolare Italiana

 

convite taranta damore

Al Circolo Italiano di SP: \Show Pedro Mariano - Piano & Voz

 

 
 
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Show Pedro Mariano Piano & Voz 
18 de outubro a partir das 19h
Circolo Italiano, Avenida Ipiranga, 344 - 1° e 2° andar - República, São Paulo - SP, 01046-010, Brasil
Pedro Mariano, um dos mais respeitados intérpretes da música brasileira, se une ao Pianista Marcelo Elias, para apresentar o Show “Piano e Voz”. Ingressos: ingressorapido.com.br
COMPRE JÁ O SEU INGRESSO
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Istituto Italiano di Cultura - S. Paolo: Concerto da Orquestra de Câmara no Theatro S. Pedro

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Concerto da Orquestra de Câmara (Theatro São Pedro) - 17/10

 

musica di cam 17 10 18 tv

O ritmo K-POP no Teatro SESI-SP com show GRATUITO do cantor Dabit

CCF
OS 3 MUNDOS
CONTAÇÃO DE HISTÓRIAS: CIRANO, O MENINO NARIGUDO
MOSTRA: A MONSTRUOSA EXPOSIÇÃO DOS MONSTROS
ESPETÁCULO: QUE MONSTRO TE MORDEU?
CULTURA COREANA NA PAULISTA
ESPETÁCULO: A MONSTRUOSA EXPOSIÇÃO DOS MONSTROS
 

No Dante Alighieri: La Canzone Italiana - Grandi successi del Passato

Cari Amis,

domani 11 ottobre 2018, il Maestro piemontese Gianmario Cavallaro al  pianoforte e la brasiliana Clarissa Monti Lettieri, soprano, si presenteranno alle 19,30 nell'Auditorio Miro Noschese dell'Istituto Dante Alighieri, Alameda Jaú,1061, con il Concerto "La Canzone Italiana - Grandi successi del Passato".

L'evento è patrocinato dal "Colégio Dante Alighieri de San Paulo" con lappoggio della FAPIB

Vi apettiamo numerosi 

Un caro saluto a tutti e cerea, neh!

Cecilia Maria Gasparini – Presidente della FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

Giovanni Manassero -  Presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e  Vice Presidente del Circolo Italiano di S.Paolo
 
 

🎵 Tributo a Michael Jackson com Rodrigo Teaser no Domingo na ZL!

🎵 Tributo a Michael Jackson com Rodrigo Teaser no Domingo na ZL!

 

Domingo na ZL
tributo ao michel jackson com rodrigo teaser - Domingo na ZL
Os Filhos dos Caras - Domingo na ZL
Os Filhos dos Caras - Domingo na ZL

ANDREA BOCELLI IN CONCERTO A PORTO ALEGRE

23/09/2018

ANDREA BOCELLI IN CONCERTO A PORTO ALEGRE

 22/09/2018 - 16:13

ANDREA BOCELLI IN CONCERTO A PORTO ALEGRE

PORTO ALEGRE\ aise\ - Tenore italiano di fama mondiale, Andrea Bocelli ha incluso il Brasile nella sua tournèe internazionale e domani si esibirà in concerto a Porto Alegre, nello stadio Beira-Rio, anche grazie al contributo di Ambasciata e Consolato generale. 
Il concerto inizierà alle 20. Dopo Porto Alegre, Bocelli si esibirà anche a Brasilia, il 26 settembre all’Estádio Nacional, e a San Paolo, il 29 settembre all’Allianz Parque.
I biglietti per lo spettacolo si acquistano qui: https://bocelli.uhuu.com/. (aise)

 
da: https://www.aise.it/lingua-e-cultura-allestero/andrea-bocelli-in-concerto-a-porto-alegre/120841/1/1/8421
 
 

Concerto do Quartetto di Venezia, 19/09 no MASP

 
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Relembramos: Concerto do Quartetto di Venezia, 19/09 no MASP

 

quartetto di venezia 19 09

Luca Velotti Quartet - 13/09 21h

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Luca Velotti Quartet - 13/09 21h

 

flyer velotti

ICEFIRE QUARTET

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DICA DO ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

 

icefire quartet

A Brasilia il concerto del Luca Velotti Quartet


   A Brasilia il concerto del Luca Velotti

Quartet

 

Il 10 settembre al Clube do Choro

 

un'esibizione nell'ambito di "Segundas

 

musicais" promossi dall'Ambasciata

 

d'Italia in loco

 

BRASILIA – È in programma il 10 settembre alle ore 21 al Clube do Choro di Brasilia il concerto del Luca Velotti Quartet, tappa del tour brasiliano di "Moonray" della band che si inserisce nell'ambito dei concerti "Segundas musicais" promossi dall'Ambasciata d'Italia in loco.

"Moonray" è un viaggio musicale, tra melodie, canzoni e racconti. È una rilettura del tutto personale e contemporanea del jazz di Armstrong, Bechet, Goodman e di grandi compositori americani, come Hoagy Carmichael e Duke Ellington, ai quali si affiancano composizioni originali.

Luca Velotti è musicista eclettico, sassofonista e clarinettista della band di Paolo Conte e collaboratore di Nicola Piovani. Diplomato in clarinetto, approfondisce con il musicista americano Bob Wilber. Come leader del Velotti Jazz Ensemble ha partecipato a molti festival jazz internazionali come l’Heineken Jazz Festival a Beirut, il Manly Jazz Festival a Sidney, il Reduta International Jazz Festival a Praga, il New Orleans Jazz Festival ad Ascona. Numerose sono le registrazioni discografiche sia come leader che come collaboratore. Nell’area newyorkese ha lavorato e registrato a fianco di musicisti quali Kenny Davern, Al Casey , Toots Thielmans, George Masso, Bob Wilber, Dan Barrett, Ken Peplowsky, Dick Sudhalter, Bill Crow, Bill Smith, Tony Scott, Leonard Gaskin, Frank Vignola, Howard Alden, Joe Ascione, partecipando come ospite speciale ai concerti della Sidney Bechet Society. Velotti ha sviluppato la sua vena compositiva in molteplici colonne sonore, spot pubblicitari per la televisione e il cinema, collaborando tra gli altri con Ennio Morricone e Armando Trovajoli.

Così come per tutti gli appuntamenti di "Segundas musicais", anche la tappa di Brasilia di "Moonray" è una realizzazione dell'Ambasciata d'Italia a Brasilia in collaborazione con il Club Choro di Brasilia. Grazie al supporto dell'Ambasciata d'Italia, dell'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, dei Consolati italiani di San Paolo, Recife e Manaus, il Quartetto Luca Velotti terrà concerti anche a Recife (11 settembre), San Paolo (13 settembre , al "Tupi or not Tupi") e a Manaus (15 settembre, al Teatro Amazonas).

Insieme a Velotti (clarinetto, sax tenore e soprano) si esibiscono sul palco Gerardo Bartoccini (contrabbasso), Michele Ariodante (chitarra a sette corde e voce) e Carlo Battisti (batteria). (Inform)

 

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA - EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05

 

ANNO LVII N. 191                                                                                   3 SETTEMBRE 2018

 

 

 

🎵Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp

🎵Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp


Carlinhos vergueiro
MOSTRA: A MONSTRUOSA EXPOSIÇÃO DOS MONSTROS
PAISAGEM AMBULANTE 381
ESPETÁCULO: QUE MONSTRO TE MORDEU?
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
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Istituto Italiano di Cultura - San Paolo: Giovanni Guidi no Jazzb

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Giovanni Guidi no Jazzb sexta-feira 31/08 às 22h

 

giovanni guidi

Calcio - Serie A: buona la prima della Juve all’Allianz: Lazio battuta 2-0

Niente gol di Ronaldo, ma buona la prima della Juve all’Allianz: Lazio battuta 2-0

Pjanic e Mandzukic decidono la sfida con i biancocelesti (una rete per tempo: entrambi al 30’)
REUTERS

 

Pubblicato il 25/08/2018
Ultima modifica il 25/08/2018 alle ore 22:55
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

La rima è in “ic”, ma alla Juve va bene così. Nell’attesa messianica del primo gol di Cristiano Ronaldo, ci pensano Pjanic e Mandzukic (un gol per tempo: entrambi al 30’) a battere la Lazio nella prima sfida di campionato allo Stadium. I campioni d’Italia rischiano meno rispetto al debutto di sette giorni fa a Verona, due gol presi contro il Chievo e tre punti acciuffati solo al 93’, ma creano anche meno. Alla fine basta un lampo del regista bosniaco e un facile tap-in dell’attaccante croato per mantenere la vetta a punteggio pieno, mentre Allegri sa che dovrà lavorare ancora molto sull’intesa di squadra con Ronaldo. CR7 ci ha provato in tutti i modi a lasciare il suo segno, ma non era la giornata giusta in uno Stadium strapieno che aveva occhi solo per lui. 

 

Allegri non guarda in faccia a nessuno per questo debutto casalingo e schiera il 4-3-3 con Mandzukic punta centrale a sostegno di Ronaldo e Bernardeschi a sfondare sulla destra. Dybala e Douglas Costa, dunque, si siedono in panchina per vedere una Juve che domina nel possesso palla (62% nel primo tempo), ma fatica a tirare e soprattutto a servire CR7. Il tutto mentre la curva Sud se la prende con Leonardo Bonucci (“Mercenario” e “Sciacquati la bocca” i cori che hanno diviso lo Stadium tra fischi e applausi) in una sfida nella sfida. L’occasione migliore è al 19’, quando Khedira colpisce il palo e Bernardeschi sfiora il gol dopo aver recuperato il pallone sulla linea di fondo e aver saltato due avversari. La Juve spinge, la Lazio prova a colpire in contropiede e solo al 30’ la sfida si sblocca grazie al gran tiro al volo di Pjanic da fuori area. Miglior modo per festeggiare il rinnovo contrattuale fino al 2023 l’ex romanista non poteva proprio trovarlo. 

 

La Juve si dimostra già compatta, Douglas Costa e Cancelo fanno la differenza

AFP

 

Nel secondo tempo il copione non cambia, anche se la squadra di Simone Inzaghi esce dal guscio e prova a prendere qualche iniziativa, fino a sfiorare il pareggio al 14’ con il tiro di Luis Alberto fuori di poco. I tentativi di servire Ronaldo aumentano, ma non cambia la sostanza: c’è sempre qualcuno o qualcosa ad impedire il primo gol bianconero del portoghese. Al 17’ è la barriera, un minuto dopo il suo colpo di testa finisce fuori di poco e al 26’ ci pensa Strakosha a volare sul gran tiro dalla distanza per alzare in angolo. I 40mila dello Stadium non aspettano altro e al 30’ l’urlo rimane in gola: Cancelo sfonda sulla destra e serve CR7, che in controtempo colpisce male e prende il suo stesso piede. Mandzukic, però, è lì appostato e spedisce in porta il facile 2-0. La prima volta di Ronaldo è ancora rinviata, ma la Juve intanto continua a vincere. 

 

 

JUVENTUS-LAZIO 2-0  

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (40’ st Bentancur), Pjanic (24’ st Emre Can), Matuidi; Bernardeschi (15’ st Douglas Costa), Mandzukic, Ronaldo. A disposizione: Pinsoglio, Perin, Rugani, Barzagli, Benatia, Dybala, Cuadrado. Allenatore: Allegri. 

 

LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Wallace, Acerbi, Radu; Marusic, Parolo (19’ st Badelj), Leiva, Milinkovic-Savic (34’ st Durmisi), Lulic; Luis Alberto (19’ st Correa), Immobile. A disposizione: Guerrieri, Proto, Basta, Bastos, Caicedo, Caceres, Cataldi, Murgia, Rossi. Allenatore: S. Inzaghi. 

 

ARBITRO: Irrati. 

RETI: pt 30’ Pjanic; st 30’ Mandzukic 

AMMONITI: Alex Sandro, Parolo, Milinkovic-Savic, Douglas Costa, Emre Can. 

SPETTATORI: 40.173 per un incasso di 2.704.132 euro. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/08/25/sport/rinviata-la-prima-di-ronaldo-con-il-gol-ma-buona-la-prima-della-juve-allallianz-lazio-battuta-yjoWy2DXcMpVLvB9yKXykL/pagina.html

 

 

ESTATE A OROPA

 

ESTATE A OROPA "A SUON DI MUSICA"

SABATO 28 LUGLIO ORE 21
XXI Festival Internazionale Storici Organi del Biellese. Basilica Antica
Suona l'organista Michel Colin

 
SABATO 4 e 18 AGOSTO ORE 21
Musica senza Tempo: da Bach al Jazz contemporaneo

Nella Basilica Antica del Santuario di Oropa, due incontri-concerto dedicati alla modernità e alla ritmicità della musica di J. S. Bach.
A cura dell'organista Sebastiano Domina

 
SABATO 28 LUGLIO - 11 - 25 AGOSTO
Ore 15: Visita guidata al Sacro Monte 

SABATO 4 AGOSTO
Ore 15: Storie di devozione

Visita guidata alla scoperta dei dipinti votivi
VENERDI' 10 e 17 AGOSTO
Ore 21: Oropa sotto le stelle

Visita guidata al Santuario e al Tesoro
Ritrovo allo Chalet Info Turistiche
SABATO 11 AGOSTO ORE 21
“Tra cielo e terra”
, proiezione di fotografie di avifauna e flora di Pietro Monteleone.
Sala Frassati 
Mostra fotografica visitabile dal 4 al 15 agosto nella Sala Dottrina
FINO AL 2 SETTEMBRE
Mostra fotografica "Uno sguardo sui Sacri Monti". 
I nove Sacri Monti Prealpini. Fotografie di Marco Beck Peccoz. Galleria S. Eusebio

 

Informazioni
Santuario di Oropa
Tel. 015 25551200  info@santuariodioropa.it  www.santuariodioropa.it

 

 

STEFANO BOLLANI IL 20 AGOSTO IN CONCERTO A BRASILIA

STEFANO BOLLANI IL 20 AGOSTO IN CONCERTO A BRASILIA

 03/08/2018 - 15:44

STEFANO BOLLANI IL 20 AGOSTO IN CONCERTO A BRASILIA

BRASILIA\ aise\ - La musica è da sempre un elemento che unisce e supera i confini nazionali. Voci e suoni di origini diverse s’incontrano e creano nuove armonie, dove la comunicazione e il rapporto artista-spettatore avvengono indipendentemente dalla lingua parlata. Nella convinzione che Italia e Brasile, tra i tanti legami forti che possiedono, condividano anche una relazione artistica musicale di grande rilievo, l’Ambasciata, i Consolati e gli IIC hanno voluto promuovere anche in questo 2018 incontri con alcuni grandi nomi della scena musicale italiana, spesso accompagnati sul palco da musicisti brasiliani. 
Il prossimo sarà Stefano Bollani, uno dei più importanti talenti del jazz italiano nel mondo, che nella sua tournée brasiliana si esibirà con grandi rappresentanti della musica brasiliana come Jorge Helder, Jurim Moreira e Armando Marçal alle percussioni. Artisti molto amati da Bollani che già avevano preso parte al progetto di Carioca del 2007.
A Brasilia il concerto di Bollani – il 20 agosto dalle 21 - si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “Segundas Musicais”, ciclo di concerti promossi dall’Ambasciata d’Italia che, dallo scorso maggio e fino al mese di ottobre, hanno luogo presso il Clube do Choro, il più importante centro musicale di Brasilia nonché uno dei più conosciuti in tutto il Brasile per la tradizione dello choro, struttura portante della musica strumentale tradizionale brasiliana.
La tournée brasiliana di Bollani, QUE BOM, è inoltre parte integrante del progetto "Vivere all'Italiana", strategia di promozione integrata dell'Italia all'estero promossa in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (aise) 

 

da: http://www.aise.it/lingua-e-cultura-allestero/stefano-bollani-il-20-agosto-in-concerto-a-brasilia/119171/1/1/7071

 

 

Concerto del rinomato fisarmonicista erudito Mtro.Mirco Patarini di Spoleto al Circolo Italiano di S.Paoolo

Cari Amis,

 vi ripassiamo l'e-mail dell'Associazione Marchigiani in Brasile informadovi che il 19/08/2018 avremo  gratuitamente al Circolo Italiano di San Paolo un concerto del rinomato fisarmonicista erudito Mtro.Mirco Patarini di Spoleto

Invitiamo tutti i a partecipare numerosi.

 

  Un caro saluto a tutti e cerea, neh!

Cecilia Maria Gasparini – Presidente della FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

Giovanni Manassero -  Presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e  Co-Presidente del Circolo Italiano di San Paolo

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links das matérias já publicadas sobre o evento: 
 https://www.sampaonline.com.br/cultura/espetaculo.php?id=100810   
https://www.egonoticias.com/circolo-italiano-recebe-mirco-patarani/  
http://www.jornal3idade.com.br/?p=20078 
https://www.cpp.org.br/cultura/dica-cultural/item/12813-circolo-italiano-san-paolo-recebe-acordeonista-erudito-mirco-patarani  
Teremos divulgação na Radiometrópolis na Rádio Cultura FM - Fábio Malavoglia e jornal Folha de SP. 

19/08/2018 – das 11h00 às 12h00

A Regione Marche, o Circolo Italiano San Paolo e a Associazione Marchigiani in Brasile convidam para o concerto do acordeonista Mtro. Mirco Patarini, de Spoleto (Região da Úmbia, Itália), No mundo do acordeom, o Mtro. Mirco Patarini é autoridade e principal referência para os demais concertistas, prevalecendo em seus repertórios música erudita. Em paralelo à sua carreira artística, ele ocupa o cargo de Presidente da Confederação Internacional dos Acordeonistas (CIA, “Member of the International Music Council – IMC, Non Governamentald Organization – and official partner of UNESCO). Programa Livre.

Local: Salão Nobre do Circolo Italiano San Paolo, à Av. Ipiranga, 344, 1o andar – Edifício Itália.

O restaurante do Circolo estará funcionando, aberto ao público, com excelentes pratos a preços módicos.

Belo Horizonte: Concerto de Musica Barroca e Palestra sobre Lucrécia Romana

 

O evento no Memorial Vale, dia 19 de agosto às 11 horas

Concerto de Musica Barroca 
e Palestra sobre Lucrécia Romana
O grupo MUSICA FIGURATA apresenta o concerto Lucrecia Romana. Antes do concerto o historiador e professor Luca Palmesi apresenta a palestra Lucrécia Romana; uma celebridade histórica que inspirou muita música barroca. 
Lucrécia Romana
Personagem central na fase mais antiga e mitica da história de Roma, ela desencadeia, pelas consequências de sua ação, a passagem da monarquia para a repubblica, por volta do V século A.C. 
Grupo Musica Figurata
Especializado na música dos séculos XVI ao XIX, o Grupo divulga o Barroco italiano e sua relação com Minas Gerais através de dezenas de espetáculos realizados desde 2004, ano de sua fundação.
Luca Palmesi
É professor de História na Fundação Torino, Graduado e Mestre em História  pela UFMG.
Luca Palmesi trabalhou na área de História da ciência, procurando tecer relações com a História da alimentação, com a teoria antropológica e com a recepção de textos da medicina antiga e medieval.
Trabalhou com a constituição e organização de acervos e pesquisas na área de História da Ciência, Memória da UFMG.
Trabalhou com mediação e formação de mediadores na mostra sobre "Roma, a vida e os imperadores" na Casa Fiat de Cultura.
Desenvolveu pesquisas em História da imigração italiana em Minas Gerais.
O evento no Memorial Vale, dia 19 de agosto às 11 horas.

 

 

Stefano Bollani no Festival SESC Jazz 2018 - 17/08 Ribeirão Preto e 18/08 Jundiaì

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Stefano Bollani no Festival SESC Jazz 2018 - 17/08 Ribeirão Preto e 18/08 Jundiaí

16/08| COMEÇA HOJE! Galeria Digital Reger a Paulista no Centro Cultural Fiesp

 

16/08| COMEÇA HOJE! Galeria Digital Reger a Paulista no Centro Cultural Fiesp


reger a paulista

REGER A PAULISTA

O participante é o maestro e a própria cidade é sua orquestra nessa experiência audiovisual interativa em escala urbana

A arte interativa coloca a ação da audiência no coração de sua estética. É a ação do observador que dá forma, presença e materialidade para uma obra interativa, ao mesmo tempo que sua ação é também a fonte de sua experiência estética. É quando o observador dá um passo além de seu papel tradicional na história da arte e torna-se também performer, realizador e ativador da experiência interativa.

A forma como a audiência explora e testa a interface de interação é, então, o componente central de "Reger a Paulista". Sua imersão existe não na comunicação “passiva”, mas sim no processo de “feedback” mediado pela interface tecnológica oferecida aos interatores. E essa interface tem de ser explorada antes que qualquer processo de contemplação (ou análise) possa ser iniciado.

Mas as intenções de interatividade não se restringem apenas à relação “homem-máquina”: O fato de a interação se dar em duplas, é determinante aspecto da ideia de interação social que a obra oferece, propondo um momento único de convívio e diálogo social mediado por um processo estético - essencial para o conceito de arte pública. É exatamente nessa relação de tentativa e erro, nesse jogo de aparente desequilíbrio, que "Reger a Paulista" se faz relevante, relocando o espectador e a obra, a cidade, sua paisagem e suas dinâmicas de interação social, em mútua transformação que decorre durante o desenvolver da experiência estética e suas diversas camadas de processualização.

Os elementos sonoros e visuais de "Reger a Paulista" foram concebidos afim de enaltecer a percepção e explorar diversas possibilidades de interação entre som e luz, público e arquitetura, a cidade e seus cidadãos, explorando a paisagem como uma tela multidimensional que reativa e redesenha espaços urbanos. Utilizando-se de uma plástica minimalista, que explora “erros” digitais e música da vertente chamada de microsounds, a obra transita por diferentes contextos, trazendo referências à uma gama de obras do mundo da arte digital contextualizando-a no século XXI. Resultando em uma instalação que, ao utilizar-se de tecnologias emergentes, se renova a cada vez que é ativada, dando novo significado as paisagens urbanas e convidando o público a tomar parte na criação de uma obra de arte pública de larga escala.

DALLE FESTE PAGANE ALL’ASSUNZIONE

 

DALLE FESTE PAGANE ALL’ASSUNZIONE
Il termine Ferragosto fu coniato nel 18 a.C. quando Cesare Augusto, il primo Imperatore romano, istituì un intero
mese di feste come dono personale al popolo romano. Agosto, dal suo nome, appunto. Ricordiamo che l’anno ini-
ziava a marzo, e le feste di Augusto furono chiamate feriae Augusti, per festeggiare la fine dei principali lavori
agricoli. Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia; tale festa era
tipicamente romana, tanto che in età rinascimentale fu reso obbligatorio dai decreti pontifici.
La ricorrenza si collega anche con i Consualia, il periodo di festa e riposo che nell’antica Roma si dedicava al dio
Conso, protettore dell’agricoltura. Nel corso di questi festeggiamenti, anche in tutto l’impero si organizzavano
corse di cavalli e gli animali da tiro (cavalli, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.
Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il celeberri-
mo “Palio dell’Assunta” a Siena. Il palio si corre, oltre che il 2 luglio, ricorrenza della Visitazione, anche per la
festa della Vergine Assunta, protettrice della città. Secondo un preciso cerimoniale si seguono l’offerta dei ceri alla
Vergine, l’estrazione a sorte delle contrade ammesse alla gara (10 su 17) e dei “bàrberi”, e così anche le varie
prove fino a quella definitiva che si svolge nel Campo, e preceduta dal corteo col Carroccio recante il
“drappellone”, che verrà consegnato alla contrada vincitrice. Il fantino con un “nerbo” di bue eccita il proprio
cavallo, ma può anche sferzare la schiena degli altri concorrenti: può succedere che il fantino cada durante la
corsa, ma per la vittoria basta che giunga alla meta il cavallo, poiché il Palio è vinto dal cavallo che, dopo tre giri
di pista, tagli per primo il segnale di traguardo formato da una bandierina bianco-nera di fronte al palco dei giudi-
ci. Un attraente spettacolo offre la “sbandierata” finale. Le 17 contrade, hanno raffigurato sulla propria bandiera,
uno stemma simbolico: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Liocorno, Lupa, Nicchio, Oca,
Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Val di Montone.
Si può dire che il Ferragosto, tipicamente italiano, non abbia città, cittadina o paesino dove la sua tradizione anco-
ra oggi viva e sia intrecciata con gli antichi riti pagani. E’ rimasta attuale anche l’usanza di accendere fuochi la
notte del 14 agosto. Nell’antichità i falò venivano fatti con le graminacee, in onore, appunto, degli Dei agresti. Nei
luoghi di mare i falò avvenivano, ed avvengono, sulle spiagge.
Però una corrispondenza del ferragosto nell’Assunzione la troviamo anche nel Regno di Spagna, dove le celebra-
zioni della Vergine durano una settimana (come nell’Antica Roma).
Questa festa comunque è tra le più antiche del mondo cristiano. Si celebra almeno da 1.500 anni; e se ne ha
memoria fin dal secolo V in Oriente e dal secolo VII in Occidente. È la festa del trionfo di Maria che la liturgia ci
presenta con le parole dell’Apocalisse: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la
luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. Ma il vero significato della festa rimane la festa
della presenza di Maria, ossia l’assunzione non l’ha allontanata da noi, non l’ha posta su un trono inaccessibile, ma
l’ha resa più vicina, e presente vicino a noi. Maria è viva fra noi: nei giorni della gioia, come a Cana: “E c’era la
Madre di Gesù...”; nei giorni del dolore, come sul Calvario: “Stava presso la croce, sua madre...”; nei momenti
della preghiera, come nel Cenacolo: “Erano con Maria, la madre di Gesù...”, sempre. Questo è il senso della
presenza di Maria, tra i suoi figli. Si è cominciato presto ad invocarla, a pregarla: “Kaire Maria”.
“Rallegrati Maria” come traccia un graffito, del IV secolo, in caratteri greci, trovato in uno scavo dove ora sorge la
Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Questa è l’Assunzione di Maria, un dogma proclamato dal Servo di Dio
Pio XII il 1o novembre dell’Anno Santo 1950, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, nella
quale affermò che “l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu
assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. E’ un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli
altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.
Oltre il Palio di Siena, fra le feste più importanti si ricorda la processione della “Vara” a Messina (fercolo di
dimensioni di oltre 13 m d'altezza), trascinato per le principali vie della città da oltre 1.500 fedeli scalzi e vestiti di
bianco.

DALLE FESTE PAGANE ALL’ASSUNZIONE

 

Il termine Ferragosto fu coniato nel 18 a.C. quando Cesare Augusto, il primo Imperatore romano, istituì un intero mese di feste come dono personale al popolo romano. Agosto, dal suo nome, appunto. Ricordiamo che l’anno iniziava a marzo, e le feste di Augusto furono chiamate feriae Augusti, per festeggiare la fine dei principali lavori agricoli. Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia; tale festa era tipicamente romana, tanto che in età rinascimentale fu reso obbligatorio dai decreti pontifici.

La ricorrenza si collega anche con i Consualia, il periodo di festa e riposo che nell’antica Roma si dedicava al dio Conso, protettore dell’agricoltura. Nel corso di questi festeggiamenti, anche in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro (cavalli, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.

Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il celeberrimo “Palio dell’Assunta” a Siena. Il palio si corre, oltre che il 2 luglio, ricorrenza della Visitazione, anche per la festa della Vergine Assunta, protettrice della città. Secondo un preciso cerimoniale si seguono l’offerta dei ceri alla Vergine, l’estrazione a sorte delle contrade ammesse alla gara (10 su 17) e dei “bàrberi”, e così anche le varie prove fino a quella definitiva che si svolge nel Campo, e preceduta dal corteo col Carroccio recante il “drappellone”, che verrà consegnato alla contrada vincitrice. Il fantino con un “nerbo” di bue eccita il proprio cavallo, ma può anche sferzare la schiena degli altri concorrenti: può succedere che il fantino cada durante la corsa, ma per la vittoria basta che giunga alla meta il cavallo, poiché il Palio è vinto dal cavallo che, dopo tre giri di pista, tagli per primo il segnale di traguardo formato da una bandierina bianco-nera di fronte al palco dei giudici. Un attraente spettacolo offre la “sbandierata” finale. Le 17 contrade, hanno raffigurato sulla propria bandiera, uno stemma simbolico: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Liocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Val di Montone.

Si può dire che il Ferragosto, tipicamente italiano, non abbia città, cittadina o paesino dove la sua tradizione ancora oggi viva e sia intrecciata con gli antichi riti pagani. E’ rimasta attuale anche l’usanza di accendere fuochi la notte del 14 agosto. Nell’antichità i falò venivano fatti con le graminacee, in onore, appunto, degli Dei agresti. Nei luoghi di mare i falò avvenivano, ed avvengono, sulle spiagge.

Però una corrispondenza del ferragosto nell’Assunzione la troviamo anche nel Regno di Spagna, dove le celebrazioni della Vergine durano una settimana (come nell’Antica Roma).

Questa festa comunque è tra le più antiche del mondo cristiano. Si celebra almeno da 1.500 anni; e se ne ha memoria fin dal secolo V in Oriente e dal secolo VII in Occidente. È la festa del trionfo di Maria che la liturgia ci presenta con le parole dell’Apocalisse: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. Ma il vero significato della festa rimane la festa della presenza di Maria, ossia l’assunzione non l’ha allontanata da noi, non l’ha posta su un trono inaccessibile, ma l’ha resa più vicina, e presente vicino a noi. Maria è viva fra noi: nei giorni della gioia, come a Cana: “E c’era la Madre di Gesù...”; nei giorni del dolore, come sul Calvario: “Stava presso la croce, sua madre...”; nei momenti della preghiera, come nel Cenacolo: “Erano con Maria, la madre di Gesù...”, sempre. Questo è il senso della presenza di Maria, tra i suoi figli. Si è cominciato presto ad invocarla, a pregarla: “Kaire Maria”.

“Rallegrati Maria” come traccia un graffito, del IV secolo, in caratteri greci, trovato in uno scavo dove ora sorge  la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Questa è l’Assunzione di Maria, un dogma proclamato dal Servo di Dio Pio XII il 1o novembre dell’Anno Santo 1950, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, nella quale affermò che “l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. E’ un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.

Oltre il Palio di Siena, fra le feste più importanti si ricorda la processione della “Vara” a Messina (fercolo di dimensioni di oltre 13 m d'altezza), trascinato per le principali vie della città da oltre 1.500 fedeli scalzi e vestiti di bianco.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 22542 - 15 Agosto 2018

 

 

 

Stefano Bollani no Bourbon Street dia 14/08 - Código promocional de 20%

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Salvano uno strano animale che rovista nei rifiuti, che si trasforma una volta curato

Salvano uno strano animale che rovista nei rifiuti, che si trasforma una volta curato

 

Pubblicato il 12/08/2018
GIULIA MERLO

Quando l’hanno visto la prima volta, mentre rovistava disperatamente tra i rifiuti di una strada in una cittadina della California, nessuno riusciva a capire che animale fosse. Era completamente senza pelo, con una pelle rosata, grandi zampe e grandi orecchie, e per molti è diventato un enigma da risolvere. 

 

Il mistero è stato svelato dallo staff della FFAWC, che è intervenuto per recuperare il povero animale: si trattava di un orso nero affetto da un terribile caso di alopecia, denutrito e disidratato, che non sarebbe sopravvissuto a lungo se qualcuno non fosse intervenuto. 

 

 

“È il peggior caso mai visto nel nostro centro”, ha detto il direttore, Matthew Anderson, “Se non fosse stata portata da noi quest’orsa non sarebbe sopravvissuta”. 

L’animale è stato portato al sicuro la vigilia di Natale e per questo è stata ribattezzata Eve e, per i successivi 8mesi, ha combattuto tra la vita e la morte. 

 

 

Le cure sono state lunghe ma Eve ha avuto tutti i confort: coperte, un igloo per giocare e anche alcuni animali di peluche a tenerle compagnia. I veterinari la hanno curata, le hanno fatto molti test del sangue e per la pelle, ma sono riusciti a curare la sua alopecia. 

 

 

Piano piano, l’orsa ha cominciato a riprendere peso e il pelo a ricrescerle, grazie ad una dieta di pesce, ghiande e frutta. “Ora sembra un orso decisamente di più, adora giocare in piscina e scalare tutto quello che trova”, ha raccontato Matthew. 

All’inizio si pensava che si trattasse di un cucciolo, invece Eve ha almeno qualche anno di vita e, finalmente, grazie alle cure può comportarsi come un animale della sua specie. 

 

 

Le cure per l’infrazione cutanea dureranno ancora qualche settimana ma i veterinari sono ottimisti sulle possibilità di reintrodurla nel suo habitat naturale. 

“Sta facendo passi nella giusta direzione, il nostro obiettivo è di garantirle un perfetto reinserimento in natura”, ha concluso Matthew. Speriamo che sia così, ma tutto sembra far presagire il meglio per Eve, che grazie all’aiuto dei medici ha avuto una seconda chance. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/08/12/societa/salvano-uno-strano-animale-che-rovista-nei-rifiuti-che-si-trasforma-una-volta-curato-GJBsGM8wfr4OZaS9pONGAM/pagina.html

 

 

🎵 Show da Banda de Pífanos de Caruaru no Domingo na Paulista.

 

🎵 Show da Banda de Pífanos de Caruaru no Domingo na Paulista. 

VW

Banda de Pífanos de Caruaru vai tocar zabumba, forró e outros ritmos tradicionais nordestinos em show gratuito no Domingo na Paulista.

Dia 24 de junhoàs 13h, em frente ao Metrô Trianon-MASP.

Vem curtir com a gente!

Banda de Pífanos de Caruaru

🎶 Lia Sophia e Anastácia no Domingo na Paulista.


🎶 Lia Sophia e Anastácia no Domingo na Paulista. Saiba mais no vídeo!

 

VW

No dia de São João, as cantoras Lia Sophia e Anastácia fazem um show gratuito em homenagem aos ritmos tradicionais do Norte e do Nordeste em plena Avenida Paulista.

Dia 24 de junhoàs 16h.

Chame seus amigos e venha forrozear!

Lia Sophia e Anastácia
Veja a programação completa no site

MÚSICA: QUARTETO PARA VIOLINO, VIOLA, VIOLONCELO E CLARINETE, 20/06 no IICSP

 

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MÚSICA: QUARTETO PARA VIOLINO, VIOLA, VIOLONCELO E CLARINETE, 20/06 no IICSP

 

ciclo musica de camera 20 06

 

Lakescapes: sabato 16 giugno Bandakadabra in concerto a Baveno

Bandakadabra in concerto a Baveno

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BANDAKADABRA


 

LAKESCAPES

sabato 16 giugno 2018

Parco di Villa Fedora

Strada del Sempione 2 - Baveno

ore 21.30

 

Sette fiati, due percussioni, Swing, rocksteady, latin, balkan.

Una vera orchestra da passeggio che unisce l'energia delle formazioni street al sound delle Big Band anni Trenta. Uno spettacolo in cui la musica si fonde con una forte componente comica e teatrale capace di coinvolgere qualsiasi tipo di pubblico.

 


In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso la Sala Nostradomus in piazza della Chiesa



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Informazioni

Accademia dei Folli 011 0740274 | info@accademiadeifolli.com


Accademia dei Folli: Sabato 9 giugno Accademia dei Folli in concerto a Dormelletto con Teatrantimusicantincostanti.

 
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C’è un solo tempo in cui non muoio

e quello è oggi ora soltanto

C'è un solo tempo che è infinito

Infinito presente, nessun rimpianto. 
Son teatrante, incostante,

Immanente, deprimente,

destinato a non restare.

 
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TEATRANTIMUSICANTINCOSTANTI

TRAGICOMMEDIA MUSICALE IN 8 QUADRI,

INTERVALLO ED EPILOGO

 

LAKESCAPES

Sabato 9 giugno 2018

Casa Cartis

Via Vitt. Emanuele, Dormelletto

ore 21.30



BIGLIETTI

Intero €15 

Ridotto con prenotazione €12

 Bambini fino ai 10 anni €2

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso la palestra di via San Rocco 3 

con

Carlo Roncaglia, Enrico De Lotto, Paolo Demontis, Giò Dimasi, Vince Novelli

regia Carlo Roncaglia

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 Informazioni

Accademia dei Folli 011 0740274 | info@accademiadeifolli.com

Concerto Anotações musicais do mundo com a cantora italiana Tosca

Concerto “Anotações musicais do mundo” com a cantora italiana Tosca - 30/05

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Concerto “Anotações musicais do mundo” com a cantora italiana Tosca - 30/05

 

tosca per news

Recital de violino e piano de Domenico Nordio e Antonio Vaz Lemes - 25/05

 

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Música - Recital de violino e piano de Domenico Nordio e Antonio Vaz Lemes - 25/05

 

nordio e vaz 25 05

 

Javier Camarena a Pavia : è spuntato un nuovo tenorissimo

 

Toh, è spuntato un nuovo tenorissimo

Trionfale recital di Javier Camarena a Pavia (con un cameo della Bartoli)

Gianluca Capuano, Cecilia Bartoli e Javier Camarena applauditissimi al teatro Fraschini di Pavia


Pubblicato il 24/05/2018
Ultima modifica il 24/05/2018 alle ore 20:35
ALBERTO MATTIOLI
INVIATO A PAVIA

Beh, serata divertente come poche. Perché la musica può essere anche gioco, sfida, prodezza sportiva, scherzo, virtuosismo magari fine a sé stesso ma eccitante. Divertimento, appunto. Come a un Festival di musica sacra dove si fa un recital tutto operistico a tutti acuti cui interviene, ma solo come guest star per un cameo, la cantante d’opera più famosa al mondo, mentre il direttore artistico si incarica di fare le voci fuori campo delle sorellastre di Cenerentola. 

La cronaca, per iniziare. Per ragioni di sponsor e di attenzione al territorio (leggi: di buoni rapporti con la Regione), la Scala ha decentrato a Pavia, che del resto è appena a venti minuti di treno dalle sacre mura del Piermarini, un Festival di musica sacra di notevole spessore: Gardiner, Chailly, Casoni, grandi voci, la Petite Messe Solennelle di Rossini, delle cantate di Bach, la Messa da Requiem di Verdi e via pregando. Mercoledì sera, è toccato a un «Omaggio a Manuel García», che non era affatto un religioso (anzi) ed era «don» solo perché spagnolo. In effetti García (1775-1832) fu uno dei massimi tenori del suo tempo, anche compositore e didatta, celebre egualmente per le doti canore e per quelle riproduttive. Fra le sue varie benemerenze operistiche, infatti, c’è anche quella di aver messo al mondo due figlie che diventarono la Malibran e la Viardot e un figlio, Manuel come lui, che scrisse un celebre trattato di canto tuttora in uso. 

García a parte, quel che però ha fatto convergere su Pavia stuoli di vociomani allupati (un tenore buono è più di un tenore buono, è una rarità) è il «quasi debutto» del messicano Javier Camarena, star riconosciuta in tutto il mondo tranne che in Italia, dove finora aveva appunto cantato solo a un concerto, ironia della sorte, quello sì di musica sacra, diretto da Abbado a Bologna. E Camarena non ha deluso, cantando molto (undici brani compresi tre bis, e tutti sul difficile spinto) e soprattutto benissimo. 

Programma abbastanza strano. Musiche intanto dello stesso García uno e trino, come autore di «tonadillas» spagnole, di opere e di «tragédie lyrique» francesi (La mort du Tasse, a Parigi nel 1821), musicista tutt’altro che spiacevole ma nemmeno fondamentale. Insomma, non è che dopo mercoledì se non ci daranno la nostra dose quotidiana di García andremo in crisi d’astinenza. E poi musiche eseguite da García, come l’aria di Everardo dal Giulietta e Romeo di Zingarelli, la cui hit più celebre, «Ombra adorata aspetta», era il brano preferito di Napoleone (ma si dice che se lo fosse autocomposto il castrato Gerolamo Crescentini, primo Romeo, amatissimo dal Napo che lo decorò con l’ordine della Corona ferrea. Ai cortigiani scandalizzati perché era una medaglia che si dava di solito ai soldati rispose il contralto Giuseppina Grassini, prima Giulietta e amante del Napo - e poi, perfettamente bipartisan, anche del duca di Wellington -: «Crescentini? Dimenticate la sua ferita!». Ma non divaghiamo).  

Per García, Rossini scrisse due parti, Norfolc dell’Elisabetta, Regina d’Inghilterra e Almaviva del Barbiere: Camarena ha eseguito il rondò di Almaviva, ma poi ha preferito cantare l’aria di Ramiro della Cenerentola e la cavatina di Ricciardo nel Ricciardo e Zoraide, opera però nella quale García faceva Agorante e non Ricciardo, vabbé. E qui va aggiunto che se in Cenerentola e Barbiere si può anche fare a meno del coro, nella cavatina del Ricciardo un secondo tenore che faccia da pertichino ci vorrebbe proprio, perché si tratta in pratica quasi di un duetto. 

Detto questo, Camarena non solo è bravissimo, ma è uno di quei rari tenori che ti mettono di buonumore. Ha un registro acuto (l’altra sera fino al mi, vocalizzando in una cadenza) estesissimo, solidissimo, sanissimo, ed è capace di prendere un do acuto, tenerlo a dismisura e intanto rinforzarlo, mentre tu salti sulla sedia e godi. Quando deve cantare piano su tessiture acute, invece, Camarena usa con molta abilità dei suoni di testa, quasi un «misto» d’antica scuola. E poi, i cantabili. L’altra sera, una leggera raucedine sporcava talvolta qualche piano, ma il fraseggio era sempre di un gusto squisito. In sintesi: un tenore spettacolare ma che non si limita ai fuochi d’artificio. In più, è simpaticissimo e con due parole si è «messo in tasca» il pubblico.  

Di gran livello il contorno. I Musiciens du Prince, l’orchestra con strumenti originali di Montecarlo di cui è direttrice artistica Cecilia Bartoli, si confermano una delle migliori formazioni della più recente movida barocca. Alle volte la scrittura rossiniana li mette alla frusta ma, a differenza di quel che è stato a lungo dogma in Italia, non solo si può fare un Rossini «storicamente informato», ma vale anche la pena farlo. Anche perché sul podio c’è Gianluca Capuano, che dosa con grande consapevolezza colori e «pesi» orchestrali, ritmi e accenti. Non l’applicazione al primo Ottocento del «ba-rock» di moda, ma la ricerca di un linguaggio specifico. In ogni caso, molto interessante. 

Gran finale con Cecilia Bartoli. Immaginate la scena. Sul palco, Capuano e i suoi Musiciens che attaccano il preludio al duetto del primo atto della Cenerentola. Arriva Camarena-Ramiro in frac che sbriga il suo recitativo cercando una compagna, o almeno un po’ di compagnia. E qui sbuca Bartoli conciata come nella produzione di Michieletto a Salisburgo, jeans, grembiule, sneakers, guanti gialli e scopa in mano. I due eseguono (benissimo) il cantabile. E quando da fuori si deve sentire la voce delle sorellastre befane, provvede da un palco il direttore artistico del Festival, il regista Grischa Asagaroff, facendole tutte e due. Segue cabaletta dove santa Cecilia delle colorature dimostra come riesca a sgranare in un soffio cascate di notine ancora meglio di chiunque altra. E noi da giù che iniziamo a ululare (uno scriteriato anche: «Viva la santa!», esagerato). Insomma, 

l’avete capito: trionfissimo e serata da ricordare a lungo.  

 

da: http://www.lastampa.it/2018/05/24/spettacoli/toh-spuntato-un-nuovo-tenorissimo-LODh8L9qypCBd0q5S2R9MK/pagina.html

 

            

🎤 Domingo com shows de Daniel e Palavra Cantada

🎤 Domingo com shows GRATUITOS de Daniel e Palavra Cantada

VW

SHOWS GRATUITOS NA ZONA LESTE E NA AVENIDA PAULISTA!

Domingo na ZL Domingo na Paulista
PALAVRA CANTADA - 20/05 - 16h DANIEL - 20/05 - 16h
KAROL CONKA - 27/05 - 16h SUPERCOMBO - 27/05 - 16h

Av. Prof. Eng. Ardevan Machado,
perto do Metrô Itaquera

domingonazl.com.br

Av. Paulista, 1313, na frente do Metrô Trianon-MASP

domingonapaulista.com.br

100 ANOS DE ARTE BELGA
MENS REA: A CARTOGRAFIA DO MISTÉRIO
SÁBADO LITERÁRIO: FEIRA DE TROCA DE LIVROS
MOLIÈRE – UMA COMÉDIA MUSICAL DE SABINA BERMAN
Programação completa

FATIMA E CASA SAVOIA

 

FATIMA E CASA SAVOIA
Pochi sanno che a Casa Savoia è legato anche il miracolo di Fatima
Dobbiamo risalire al XII secolo quando i lusitani ovvero i portoghesi avevano vinto i mori, che miravano alla
conquista della penisola iberica. Alfonso I (1109-1185), detto il Conquistatore (Conte del Portogallo dal 1128 al
1139 e poi primo Re del Portogallo dal 1139 fino alla morte), affidò al suo eroico condottiero, Don Gonçalo, il
compito di difendere il Paese dal pericolo islamico. Prima della decisiva battaglia di Ourique (26 luglio 1139),
Alfonso stava pregando per la protezione del popolo portoghese, quando gli apparve una visione di Gesù Cristo
sulla croce. La guerra fu vinta e, in segno di gratitudine, il Re incorporò le cinque ferite di Cristo nella bandiera,
inserendo cinque pallini bianchi all’interno dei cinque scudi azzurri, che rappresentano i cinque sovrani more-
schi sconfitti proprio ad Ourique: piaghe e scudi sono tuttora presenti sul drappo portoghese.
Quale premio per la vittoria ottenuta, il Re concesse al fedele Gonçalo il privilegio di scegliersi in sposa la
giovane più bella fra le musulmane prigioniere e quest’ultimo elesse Fatima, nome assai noto fra gli islamici,
perché appartenuto alla figlia di Maometto. Ma a Fatima venne imposta una condizione, che la giovane accolse
benignamente: la conversione alla religione cattolica. Maestra e catechista fu la moglie di Alfonso I, Mafalda di
Savoia, prima Regina del Portogallo. L’unione fra il condottiero, conosciuto come Matamoros, e la bella Fatima
durò poco: la sposa morì prematuramente e Gonçalo decise di ritirarsi a vita di preghiera e di penitenza nell’ab-
bazia cistercense di Alcobaça, tra i figli di San Bernardo, abbazia fondata e donata a San Bernard de Clairvaux
(1090-1153) dallo stesso Alfonso I. Don Gonçalo, al fine di avere un più vivo ricordo dell’amata sposa, ne fece
trasferire la salma in una località vicina e che da lei prese il nome: Fatima.
Il 19 agosto 1999 è stata ritrovata, fra le antiche carte dell’archivio del monastero delle Domenicane di Alba
(Cuneo), fondato dalla beata Margherita di Savoia, una straordinaria documentazione di cui si erano perse le
tracce. Questi scritti rivelano che nel XV secolo Casa Savoia venne informata delle future apparizioni di Fatima
e degli annunci mariani circa i castighi che si sarebbero abbattuti sull’umanità. Era il 16 ottobre 1454 quando,
in questo monastero di Santa Maria Maddalena, una certa suor Filippina de’ Storgi (?-1454), prima di spirare,
lasciò una profezia: la Madonna sarebbe apparsa a Fatima. Suor Filippina era la figlia di Filippo II di Savoia-
Acaia (1340-1368), vittima di una congiura familiare che lo condusse ad essere legato e gettato ancora vivo nel-
le invernali e gelide acque del lago di Avigliana. Tuttavia, avendo chiesto l’intercessione del beato Umberto di
Savoia (1136-89), si salvò miracolosamente. Fu così che decise di fuggire e di vivere da pellegrino penitente e
orante per essere perdonato dei propri peccati, prendendo il nome di frate Guglielmo. Raggiunse i santuari della
Francia, della Svizzera, della Spagna, del Portogallo e giunse fino a Fatima, dove era stata edificata una chiesa
per volere di Mafalda di Savoia, figlia di Amedeo III di Savoia (1087-1148), detto il Crociato, poiché aveva
partecipato, richiamato alle armi da Papa Callisto II, alle guerre in Terrasanta. Filippo di Savoia-Acaia entrò
nella modesta chiesetta di Fatima e scorse, davanti all’altare, sul nudo pavimento, una pietra tombale con una
scritta latina che recitava: «Qui giace Mafalda ovvero Matilde figlia di Amedeo III Conte di Savoia e sorella di
Umberto III Conte di Savoia, consorte di Alfonso Eriquez I Re del Portogallo insieme alla sua figlia spirituale
Oureana, già chiamata Fatima. Questa chiesa e l’attiguo convento li fece erigere quella Regina, per onorare la
Gran Madre di Dio nell’anno 1154». Fatima e Mafalda erano, dunque, state sepolte insieme. La Regina, morta a
Coimbra il 4 novembre del 1157, lasciò scritto nel suo testamento che aver «portato Oureana alla fede cristiana
è stata la mia grande gioia. Lascio a lei il compito di continuare il culto della Vergine nella chiesetta che feci
costruire alla Sierra de Aire, che tanto somiglia alla mia Savoia e dove desidero essere seppellita io stessa per
riposare nella quiete eterna ai piedi della Vergine Maria, lontano dall’eco della città». Gli auspici di Mafalda di
Savoia si realizzarono e la chiesetta del Borgo di Fatima divenne centro universale di spiritualità mariana. (...)
Cristina Siccardi - RC, 11 maggio 2018

FATIMA E CASA SAVOIA

Pochi sanno che a Casa Savoia è legato anche il miracolo di Fatima

 

Dobbiamo risalire al XII secolo quando i lusitani ovvero i portoghesi avevano vinto i mori, che miravano alla conquista della penisola iberica. Alfonso I (1109-1185), detto il Conquistatore (Conte del Portogallo dal 1128 al 1139 e poi primo Re del Portogallo dal 1139 fino alla morte), affidò al suo eroico condottiero, Don Gonçalo, il compito di difendere il Paese dal pericolo islamico. Prima della decisiva battaglia di Ourique (26 luglio 1139), Alfonso stava pregando per la protezione del popolo portoghese, quando gli apparve una visione di Gesù Cristo sulla croce. La guerra fu vinta e, in segno di gratitudine, il Re incorporò le cinque ferite di Cristo nella bandiera, inserendo cinque pallini bianchi all’interno dei cinque scudi azzurri, che rappresentano i cinque sovrani moreschi sconfitti proprio ad Ourique: piaghe e scudi sono tuttora presenti sul drappo portoghese. 

Quale premio per la vittoria ottenuta, il Re concesse al fedele Gonçalo il privilegio di scegliersi in sposa la giovane più bella fra le musulmane prigioniere e quest’ultimo elesse Fatima, nome assai noto fra gli islamici, perché appartenuto alla figlia di Maometto. Ma a Fatima venne imposta una condizione, che la giovane accolse benignamente: la conversione alla religione cattolica. Maestra e catechista fu la moglie di Alfonso I, Mafalda di Savoia, prima Regina del Portogallo. L’unione fra il condottiero, conosciuto come Matamoros, e la bella Fatima durò poco: la sposa morì prematuramente e Gonçalo decise di ritirarsi a vita di preghiera e di penitenza nell’abbazia cistercense di Alcobaça, tra i figli di San Bernardo, abbazia fondata e donata a San Bernard de Clairvaux (1090-1153) dallo stesso Alfonso I. Don Gonçalo, al fine di avere un più vivo ricordo dell’amata sposa, ne fece trasferire la salma in una località vicina e che da lei prese il nome: Fatima.

Il 19 agosto 1999 è stata ritrovata, fra le antiche carte dell’archivio del monastero delle Domenicane di Alba (Cuneo), fondato dalla beata Margherita di Savoia, una straordinaria documentazione di cui si erano perse le tracce. Questi scritti rivelano che nel XV secolo Casa Savoia venne informata delle future apparizioni di Fatima e degli annunci mariani circa i castighi che si sarebbero abbattuti sull’umanità. Era il 16 ottobre 1454 quando, in questo monastero di Santa Maria Maddalena, una certa suor Filippina de’ Storgi (?-1454), prima di spirare, lasciò una profezia: la Madonna sarebbe apparsa a Fatima. Suor Filippina era la figlia di Filippo II di Savoia-Acaia (1340-1368), vittima di una congiura familiare che lo condusse ad essere legato e gettato ancora vivo nelle invernali e gelide acque del lago di Avigliana. Tuttavia, avendo chiesto l’intercessione del beato Umberto di Savoia (1136-89), si salvò miracolosamente. Fu così che decise di fuggire e di vivere da pellegrino penitente e orante per essere perdonato dei propri peccati, prendendo il nome di frate Guglielmo. Raggiunse i santuari della Francia, della Svizzera, della Spagna, del Portogallo e giunse fino a Fatima, dove era stata edificata una chiesa per volere di Mafalda di Savoia, figlia di Amedeo III di Savoia (1087-1148), detto il Crociato, poiché aveva partecipato, richiamato alle armi da Papa Callisto II, alle guerre in Terrasanta. Filippo di Savoia-Acaia entrò nella modesta chiesetta di Fatima e scorse, davanti all’altare, sul nudo pavimento, una pietra tombale con una scritta latina che recitava: «Qui giace Mafalda ovvero Matilde figlia di Amedeo III Conte di Savoia e sorella di Umberto III Conte di Savoia, consorte di Alfonso Eriquez I Re del Portogallo insieme alla sua figlia spirituale Oureana, già chiamata Fatima. Questa chiesa e l’attiguo convento li fece erigere quella Regina, per onorare la Gran Madre di Dio nell’anno 1154». Fatima e Mafalda erano, dunque, state sepolte insieme. La Regina, morta a Coimbra il 4 novembre del 1157, lasciò scritto nel suo testamento che aver «portato Oureana alla fede cristiana è stata la mia grande gioia. Lascio a lei il compito di continuare il culto della Vergine nella chiesetta che feci costruire alla Sierra de Aire, che tanto somiglia alla mia Savoia e dove desidero essere seppellita io stessa per riposare nella quiete eterna ai piedi della Vergine Maria, lontano dall’eco della città». Gli auspici di Mafalda di Savoia si realizzarono e la chiesetta del Borgo di Fatima divenne centro universale di spiritualità mariana. (...)

Cristina Siccardi - RC, 11 maggio 2018

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21982 - 14 Maggio 2018

 

 

Recital de piano com Christian Leotta - Franz Schubert - 10/05 às 20h

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MÚSICA - Recital de piano com Christian Leotta - Franz Schubert - 10/05 às 20h

 

leotta 3 prova

AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

gamma di possibili manifestazioni cliniche, da quelle meno eclatanti, con presenza di competenze verba-
li, alle forme più severe con assenza del canale verbale e ridottissime competenze comunicative. Nelle
prime esistono competenze comunicative tali da consentire una vita di relazione abbastanza autonoma, la
possibilità di perseguire un percorso formativo efficace se adeguatamente sostenuto da un adulto, talora
con picchi selettivi in aree ristrette in cui il soggetto in un certo senso si specializza (si parla di autismi ad
alto funzionamento). All’estremo opposto si osservano atteggiamenti di grave chiusura, con comporta-
menti cosiddetti “problema”, di difficile gestione per la frequente difficoltà di comprendere la reale causa
sottostante a un disagio espresso, a causa della gravità del deficit comunicativo. In questi casi in genere le
abilità cognitive sono anche gravemente compromesse, e la mediazione dell’adulto diventa assolutamente
necessaria per la globalità delle autonomie personali e sociali. Gli studi più recenti mostrano correlazioni
con alterazioni neurobiologiche strutturali a livello encefalico, che in una percentuale di casi si configura-
no come vera e propria sindrome genetica, come accade nei soggetti affetti da X-fragile, una anomalia
cromosomica che determina un’associazione di segni e sintomi tipici della sindrome, ma con incidenza e
profondità variabile da caso a caso. L’autismo è forse la causa maggiormente riconosciuta sul piano
sociale di disabilità infantile, soprattutto per la risonanza emotiva provocata negli adulti dall’idea che un
bambino non possa riuscire a comunicare le emozioni che prova, che vorrebbe esprimere, i propri biso-
gni, i propri pensieri. Pertanto possiamo considerare queste condizioni come rappresentative del signifi-
cato essenziale di disabilità, del non poter condividere con gli altri sentimenti ed espressioni proprie del
sentire comune e di non poter raggiungere le autonomie proprie per l’età cronologica. A scuola ci si trova
gomito a gomito con bambini con deficit cognitivi, motori, relazionali, comportamentali, ma non tutti
sono in grado di fare spontaneamente spazio a chi è meno abile o meno efficiente, a chi non è in grado di
condividere uno spazio ludico o comunque in cui interagire su un’attività proposta. E questa disponibilità
passa attraverso due momenti fondamentali: da un lato la presenza di insegnanti curricolari e di sostegno
preparati o, quantomeno, predisposti a fare un’esperienza piena di didattica costruita sulle reali difficoltà
dell’allievo che ha bisogno di un aiuto speciale per la costruzione del progetto educativo individualizzato.
Ma l’altro momento costituivo di una vera esperienza di integrazione è l’ambiente in cui il soggetto con
disabilità viene a trovarsi, quello che viene chiamato in gergo gruppo-classe. E, di riflesso, stiamo parlan-
do dello stile educativo in cui è cresciuto ciascuno dei componenti del gruppo stesso. L’inclusione inizia
nei messaggi veicolati all’interno dell’educazione familiare, laddove si impara a fare spazio ai limiti degli
altri a ed offrire la propria competenza a chiunque si incontri nella quotidianità, nello spirito della colla-
borazione reciproca e della condivisione delle differenti caratteristiche. Solo l’accettazione dei propri
limiti può portare a ricercare e a scoprire nell’altro le qualità che lo caratterizzano, e a far tesoro anche
del più piccolo contributo che si può ricevere da chi si trova in condizioni di ridotte abilità personali. An-
che un bambino con gravi chiusure relazionali è in grado di esprimersi sul piano affettivo in un rapporto
empatico, in un programma formativo orientato dall’educatore, e di giungere a scambi inaspettati sul pia-
no funzionale, come quando in un gioco a due con la palla uno calcia verso la porta e l’altro cerca di pa-
rare, e poi ci si scambia di ruolo, perché è la reversibilità la cartina al tornasole della reciprocità sociale.
Roberto Rossi, neuropsichiatra dell’età evolutiva
Romasette, 27 aprile 2018AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

(...) E’ stato introdotto il concetto di “Disturbi dello spettro autistico”, in modo da comprendere tutta una amma di possibili manifestazioni cliniche, da quelle meno eclatanti, con presenza di competenze verbali, alle forme più severe con assenza del canale verbale e ridottissime competenze comunicative. Nelle prime esistono competenze comunicative tali da consentire una vita di relazione abbastanza autonoma, la possibilità di perseguire un percorso formativo efficace se adeguatamente sostenuto da un adulto, talora con picchi selettivi in aree ristrette in cui il soggetto in un certo senso si specializza (si parla di autismi ad alto funzionamento). All’estremo opposto si osservano atteggiamenti di grave chiusura, con comportamenti cosiddetti “problema”, di difficile gestione per la frequente difficoltà di comprendere la reale causa sottostante a un disagio espresso, a causa della gravità del deficit comunicativo. In questi casi in genere le abilità cognitive sono anche gravemente compromesse, e la mediazione dell’adulto diventa assolutamente necessaria per la globalità delle autonomie personali e sociali. Gli studi più recenti mostrano correlazioni con alterazioni neurobiologiche strutturali a livello encefalico, che in una percentuale di casi si configurano come vera e propria sindrome genetica, come accade nei soggetti affetti da X-fragile, una anomalia cromosomica che determina un’associazione di segni e sintomi tipici della sindrome, ma con incidenza e profondità variabile da caso a caso. L’autismo è forse la causa maggiormente riconosciuta sul piano sociale di disabilità infantile, soprattutto per la risonanza emotiva provocata negli adulti dall’idea che un bambino non possa riuscire a comunicare le emozioni che prova, che vorrebbe esprimere, i propri bisogni, i propri pensieri. Pertanto possiamo considerare queste condizioni come rappresentative del significato essenziale di disabilità, del non poter condividere con gli altri sentimenti ed espressioni proprie del sentire comune e di non poter raggiungere le autonomie proprie per l’età cronologica. A scuola ci si trova gomito a gomito con bambini con deficit cognitivi, motori, relazionali, comportamentali, ma non tutti sono in grado di fare spontaneamente spazio a chi è meno abile o meno efficiente, a chi non è in grado di condividere uno spazio ludico o comunque in cui interagire su un’attività proposta. E questa disponibilità passa attraverso due momenti fondamentali: da un lato la presenza di insegnanti curricolari e di sostegno preparati o, quantomeno, predisposti a fare un’esperienza piena di didattica costruita sulle reali difficoltà dell’allievo che ha bisogno di un aiuto speciale per la costruzione del progetto educativo individualizzato.

Ma l’altro momento costituivo di una vera esperienza di integrazione è l’ambiente in cui il soggetto con disabilità viene a trovarsi, quello che viene chiamato in gergo gruppo-classe. E, di riflesso, stiamo parlando dello stile educativo in cui è cresciuto ciascuno dei componenti del gruppo stesso. L’inclusione inizia nei messaggi veicolati all’interno dell’educazione familiare, laddove si impara a fare spazio ai limiti degli altri a ed offrire la propria competenza a chiunque si incontri nella quotidianità, nello spirito della collaborazione reciproca e della condivisione delle differenti caratteristiche. Solo l’accettazione dei propri limiti può portare a ricercare e a scoprire nell’altro le qualità che lo caratterizzano, e a far tesoro anche del più piccolo contributo che si può ricevere da chi si trova in condizioni di ridotte abilità personali. Anche un bambino con gravi chiusure relazionali è in grado di esprimersi sul piano affettivo in un rapporto empatico, in un programma formativo orientato dall’educatore, e di giungere a scambi inaspettati sul piano funzionale, come quando in un gioco a due con la palla uno calcia verso ]rare, e poi ci si scambia di ruolo, perché è la reversibilità la cartina al tornasole della reciprocità sociale.

 

Roberto Rossi, neuropsichiatra dell’età evolutiva

Romasette, 27 aprile 2018

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

]eg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21892 - 29 Aprile 2018

 

 

Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li agitarem o Domingo na ZL. Não perca!

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Domingo na ZL

Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li
agitarem o Domingo na ZL com um super show gratuito.

Os artistas revezam o palco e relembram seus maiores sucessos.

Dia 29 de abril, às 16h, 
na Av. Prof. Eng. Ardevan Machado,
pertinho do Metrô Itaquera.

Domingo na ZL com Rappin Hood e Negra Li dia 29 de abril, às 16h
Veja a programação completa no site domingonazl.com.br

🎤 Domingo com shows GRATUITOS de Rappin Hood, Negra Li e Frejat

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Domingo na ZL Domingo na Paulista
Rappin Hood convida Negra Li - 29/04 - 16h Frejat - 29/04 - 16h
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PALAVRA CANTADA - 20/05 - 16h BANDA MARY JANE - 13/05 - 16h
KAROL CONKA - 27/05 - 16h DANIEL - 20/05 - 16h

Av. Prof. Eng. Ardevan Machado,
perto do Metrô Itaquera

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100 ANOS DE ARTE BELGA
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Programação completa

🎵 Ricardo Valverde Quarteto convida Tiê e Bia Goes - 25/04

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RICARDO VALVERDE QUARTETO CONVIDA TIÊ E BIA GOES                                
Teatro do SESI-SP

Quartas Músicais

Comemorando os 60 anos da Bossa Nova, espetáculo traz grandes clássicos como Garota de Ipanema e Eu Sei Que Vou Te Amar


Ao resgatar as formações musicais de época e reler grandes clássicos, o vibrafonista Ricardo Valverde e as cantoras paulistanas, Tiê e Bia Goes, homenageiam as belezas e encantos de um estilo puramente brasileiro: a bossa nova. Ao comemorar os 60 anos do gênero, que virou referência para músicos de todo mundo, os artistas trazem canções de mestres reverenciados como Tom Jobim e Vinícius de Moraes. Com leveza e emoção, os músicos despertarão as memórias afetivas do público, por meio dessas grandes canções eternizadas como Eu Sei Que Vou Te AmarChega de Saudade, e as dos trios instrumentais da época, como o Tamba Trio.
Ocupação_Baleia Paulistana_Temporada

Il complesso universo del mal di schiena. Possibili cause e gestione nel lungo periodo

Il complesso universo del “mal di schiena”. Possibili cause e gestione nel lungo periodo

Tre articoli pubblicati sulla prestigiosa rivista The Lancet evidenziano gli aspetti principali per un corretto inquadramento del disturbo che colpisce

 

Pubblicato il 16/04/2018
ALESSANDRO CHIAROTTO

CHE COSA SI INTENDE PER MAL DI SCHIENA  

Per mal di schiena si intende innanzitutto un problema di dolore nella parte lombare della schiena con o senza irradiazione agli arti inferiori. Circa la metà delle persone adulte prova tale dolore almeno una volta nella vita. Il mal di schiena colpisce soprattutto le persone dopo i 40 anni e maggiormente il sesso femminile. 

 

Dal 1990 al 2015, l’impatto della disabilità provocato dal mal di schiena é aumentato del 50% su scala mondiale, soprattutto a causa dell’ aumento della popolazione e dell’ avanzamento dell’età media. I costi di questo disturbo vanno calcolati sia in termini diretti per i sistemi sanitari che indiretti per la perdita di produttività lavorativa, e sono pari ai costi di altri noti disturbi di salute quali le malattie cardiovascolari, i tumori, i disturbi mentali e le malattie autoimmuni. In generale, le persone con mal di schiena possono provare importanti limitazioni funzionali nella vita di tutti i giorni. 

 

POSSIBILI CAUSE DEL MAL DI SCHIENA  

Una vera e propria causa di dolore lombare é riscontrabile solo in pochissime persone con mal di schiena; un esempio può essere la presenza di una frattura ad una vertebra. Nella grande maggioranza dei casi non é invece possibile identificare nessuna causa specifica ed il dolore viene definito come aspecifico. Infatti, diversi studi hanno dimostrato come alterazioni della colonna vertebrale come un’ernia del disco possano essere presenti anche in persone che non hanno dolore lombare. Un’ ernia del disco può invece venire considerata come causa del dolore se si presenta assieme ad un dolore persistente agli arti inferiori.  

 

L’approccio fisiatrico contro il mal di schiena: ecco quando è utile

 

COME EVOLVE IL MAL DI SCHIENA NEL TEMPO  

Diversi studi mostrano che la maggior parte delle persone con un episodio di mal di schiena migliori in maniera spontanea ma circa 2/3 delle persone continua ad avere un dolore residuo dopo 3 e 12 mesi. Circa la metà delle persone con mal di schiena ha un dolore leggero che é continuo o fluttuante nel corso del tempo. La ricerca ha chiaramente dimostrato che chi ha già avuto un episodio di mal di schiena é a maggior rischio di averne un altro in futuro. Aspetti dello stile di vita quali il fumo, l’ obesità ed un basso livello di attività fisica sono associati ad un maggior rischio di sviluppare uno stato di salute generale più precario e, conseguentemente, anche la presenza di mal di schiena. 

 

IL MAL DI SCHIENA È SOLO UN PROBLEMA FISICO?  

Se il mal di schiena diventa persistente nel tempo, non é probabilmente causato da un problema fisico ma da una combinazione di fattori fisici, biologici, psicologici, sociali ed altri disturbi di salute.  

 

Jan Hartvigsen, Professore Ordinario di Biomeccanica Clinica e Ricerca Muscoloscheletrica presso la University of Southern Denmark (Danimarca) é l’autore principale del primo di una trilogia di articoli dedicati al mal di schiena apparsi sulla rivista The Lancet.  

 

Sottolinea la natura multidimensionale del problema: «Il mal di schiena ha anche un impatto profondo sulla vita delle persone che vivono con questo disturbo che possono avere una perdita di identità sociale, una perdita di autostima, problemi famigliari, e mancanza di denaro per pagare le terapie. Per questo motivo é importante migliorare la formazione dei professionisti sanitari che si occupano di gestire questo problema, abbandonando un approccio biomedico per adottare un approccio multidisciplinare che prenda in considerazione le persone da un punto di vista bio-psicosociale». 

 

LE TECNICHE DIAGNOSTICHE PER IMMAGINI  

Le Linee Guida internazionali per la gestione del mal di schiena fanno una distinzione tra dolore in fase acuta (cioè presente da meno di 6 settimane) e dolore in fase cronica (presente da almeno 12 settimane).  

 

Per l’inquadramento clinico, in entrambe le fasi, non esistono studi che dimostrino come sottoporre una persona con mal di schiena ad indagini radio-diagnostiche (come radiografia o risonanza magnetica) aiuti effettivamente a migliorare il suo dolore lombare, perciò l’ utilizzo di tali indagini in tutte le persone con mal di schiena é fortemente sconsigliato dalla comunità scientifica internazionale. 

 

 

QUALI TRATTAMENTI SONO CONSIGLIATI  

 Le Linee Guida internazionali suggeriscono per il mal di schiena in fase acuta di rimanere «attivi» nella vita di tutti i giorni e viene sottolineata l’ importanza di una adeguata rassicurazione dei pazienti su questo problema di salute, sulla sua natura aspecifica e sulla probabile prognosi positiva. 

 

Come seconda opzione terapeutica, sono suggeriti trattamenti passivi, quali le manipolazioni vertebrali, il massaggio e l’agopuntura, o i farmaci anti-infiammatori non-steroidei (aspirina). Paracetamolo ed altri tipi di farmaci antidolorifici come gli oppiacei (codeina, morfina) non sono consigliati. 

 

Per il mal di schiena in fase cronica, oltre al consiglio di rimanere attivi, vengono anche consigliati l’esercizio terapeutico e la terapia cognitivo-comportamentale come prime opzioni terapeutiche. 

 

Opzioni secondarie sono trattamenti passivi come manipolazioni vertebrali e massaggio, terapie farmacologiche a base di anti-infiammatori non-steroidei, e terapie integrate come la riabilitazione multidisciplinare in cui la persona é seguita da più di un professionista sanitario.  

 

La chirurgia é assolutamente sconsigliata per il mal di schiena aspecifico, ma é invece consigliata come seconda opzione nel caso di dolore lombare con irradiazione agli arti in cui chiari disturbi della colonna come un’ ernia del disco vengano riscontrati. 

 

DIFFERENZE TRA RACCOMANDAZIONI SCIENTIFICHE E PRATICA CLINICA  

Nadine Foster, Professore Ordinario dell’NIHR in Salute Muscoloscheletrica presso la Keele University (Regno Unito) é l’ autore principale del secondo articolo pubblicato su The Lancet. «Prendendo in considerazione l’evidenza scientifica - spiega -, abbiamo riscontrato che in tutti i paesi ad alto reddito vi é un modo poco utile e poco scientifico di trattare le persone con mal di schiena. I professionisti sanitari tendano ad attribuire il mal di schiena ad una qualche patologia della colonna vertebrale, e che quindi siano necessari per i pazienti riposo, farmaci, indagini radio-diagnostiche e trattamenti invasivi per “aggiustare” la colonna. Abbiamo inoltre riscontrato che diversi sistemi sanitari tendono a finanziare o rimborsare in maniera inadeguata i trattamenti efficaci (educazione, esercizio terapeutico, terapia psicologica), e che tali sistemi tendono invece a finanziare farmaci e trattamenti invasivi come le infiltrazioni e la chirurgia». 

 

La terapia del dolore contro il mal di schiena: ecco quando è utile

 

COME SI PUÒ MIGLIORARE LA GESTIONE DEL MAL DI SCHIENA  

Rachelle Buchbinder, Professore Ordinario di Epidemiologia Clinica presso la Monash University (Australia) é l’ autore principale del terzo articolo che é un vero e proprio invito ad agire affinché venga ridotto il fardello collettivo crescente provocato dal mal di schiena. «Vorremmo che i decisori politici, i professionisti sanitari e la popolazione capiscano meglio il mal di schiena ed il modo migliore per gestirlo - scrive - . Vorremmo che politica, sanitá pubblica, professionisti sanitari, servizi sociali e datori di lavoro dessero priorità a questo disturbo, lavorando in maniera unitaria affinché vengano ridotte le cure di bassa qualità attualmente imperanti, in quanto superflue, inefficaci ed in alcuni casi anche dannose». 

 

La Buchbinder propone anche soluzioni, e rivolgendosi alle forze governative dice: «Per i trattamenti che non sono stati ancora testati vorremmo che i governi finanziassero trial clinici di alta qualità e che garantiscano ai pazienti l’ accesso alle terapie in questi trial; qualora i risultati dei trial dovessero essere negativi, vorremmo che venisse rimosso il finanziamento a quei trattamenti ma se i risultati fossero positivi vorremmo che ogni persona avesse la possibilità di accedervi».  

 

Poi, rivolgendosi in maniera diretta ai pazienti esprime un ulteriore desiderio: «Vorremmo che i pazienti e la popolazione in generale adottassero il concetto di “salute positiva”, secondo cui il mal di schiena può essere autogestito rimanendo attivi e facendo esercizio fisico». 

 

LA SITUAZIONE IN ITALIA  

Uno studio condotto dal team di ricerca di Giorgio Della Rocca (Professore Ordinario in Anestesiologia dell’ Universitá di Udine) e focalizzato sull’ accesso al Pronto Soccorso, ha evidenziato come molto spesso le persone con mal di schiena si rechino in pronto soccorso e che, al 72% di loro venga somministrato un farmaco anti-infiammatorio non-steroideo, al 42% un farmaco oppiaceo, ed al 56% venga eseguita un’ indagine radio-diagnostica. Queste procedure terapeutiche (in particolare farmaci oppiacei ed indagini radiologiche) sono apertamente in contrasto con quanto raccomandato dalle Linee Guida internazionali. Lo studio ha anche evidenziato che solo una minima parte dei pazienti ha richiesto il ricovero ospedaliero: la stragrande maggioranza veniva inviata al proprio medico curante. 

 

INDICAZIONI GENERALI PER CHI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA  

Paolo Pillastrini, Professore Ordinario presso l’ Universitá di Bologna ed esperto in riabilitazione muscoloscheletrica, fa una sintesi estrema degli articoli pubblicati su The Lancet: «Questa serie di articoli non può non stimolare l’interesse di chi si occupa di riabilitazione muscoloscheletrica.  

 

I punti chiave da seguire per orientare i cittadini e il personale sanitario interessati da questa patologia sono i seguenti: essere ben informati ed eseguire un autotrattamento sotto supervisione, favorire l’adozione di uno stile di vita corretto, praticare attività fisica generale ed eseguire esercizi terapeutici specifici, senza fare ricorso a terapie fisiche strumentali.  

 

Le Linee Guida internazionali inoltre raccomandano di non abusare delle tecniche diagnostiche per immagini, a meno che non siano strettamente necessarie. La persona, quindi, può e deve diventare protagonista nella gestione e nel trattamento del proprio mal di schiena, con il sostegno di professionisti sanitari qualificati e competenti». 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/04/16/scienza/benessere/il-complesso-universo-del-mal-di-schiena-possibili-cause-e-gestione-nel-lungo-periodo-aJUgFxvAnmkntxxbQLePxK/pagina.html

 

 

🎼 Bachiana Filarmônica Sesi-SP em São Caetano do Sul. Não perca!

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Giovanni Manassero
Bachiana no Teatro do Sesi

Emmanuele Baldini e Horacio Gouveia: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano

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Relembramos: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano - 18/04 às 19h

 

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FIESP - SESI: 🎤 DOMINGO NA ZL com Show GRATUITO do PROJOTA!

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Domingo na ZL

O Domingo na ZL leva para Itaquera um super show gratuito com o Projota.

A festa vai ser dia 15 de abril, a partir das 10h,
pertinho do Metrô Itaquera.


Veja o convite do rapper para o show a e venha curtir com a gente!

Domingo na ZL com Projota dia 15 de abril, às 10h
Av. Prof. Eng. Ardevan Machado, s/n 
esquina com a Rua Dr. Luiz Ayres (próx.ao Metrô Itaquera)
Veja a programação completa no site domingonazl.com.br

Recital dos vencedores do 16º Concurso Brasileiro de Canto Maria Callas

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Recital dos vencedores do 16º Concurso Brasileiro de Canto Maria Callas

 

news recital 15 04

 

 

Música - Palestra OS LUGARES VERDIANOS de Sabino Lenoci

 
10 de Abril
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Música - Palestra “Os lugares verdianos” de Sabino Lenoci (com tradução) 10/04 ás 19h

 

giuseppe verdi 1250

La tivù iraniana censura le mammelle della lupa capitolina nel logo della Roma

La tivù iraniana censura le mammelle della lupa capitolina nel logo della Roma

Il logo della AS Roma censurato

Pubblicato il 05/04/2018
Ultima modifica il 05/04/2018 alle ore 23:45

La tv di Stato iraniana ha censurato le mammelle della lupa capitolina, nel logo della AS Roma, durante la copertura della partita di Champions League con il Barcellona, scatenando l’ironia sui social media. Il terzo canale in particolare, ha oscurato la parte del logo in cui i gemelli fondatori della città, Romolo e Remo, vengono allattati dalla lupa. Lo riferisce la Bbc con tanto di immagine. 

 

Il logo dell’As Roma, che è anche simbolo della città, ritrae il mito dei gemelli fondatori Romolo e Remo allattati dalla lupa. Tuttavia, racconta la Bbc, questo è sembrato troppo per i vertici di Iran’s Voice and Vision, che hanno deciso di sfocare le mammelle della lupa, durante la trasmissione della partita Barcellona-Roma di ieri sera. 

 

Sui social media non sono mancate le prese in giro. «In tremila anni, Romolo e Remo sono stati privati del latte materno, ma l’emittente statale iraniana li ha privati persino del latte della lupa», ha scritto su Telegram il giornalista sportivo iraniano che vive in Danimarca Mehdi Rostampour. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/04/05/esteri/la-tiv-iraniana-censura-le-mammelle-della-lupa-capitolina-in-logo-della-roma-KXs6Xq0UoYGmcEPzapAbgL/pagina.html

 

 

Premiata Forneria Marconi, 19 de abril no Espaço das Américas

 

 
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Premiata Forneria Marconi, 19 de abril no Espaço das Américas

 

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GRANATIERI DI SARDEGNA

 

GRANATIERI DI SARDEGNA
La specialità “Granatieri di Sardegna” è la più antica dell’esercito italiano.
Discende dal “Reggimento delle Guardie” dell’Armata Piemontese, fondato in Torino il 18 aprile 1659
dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II che, sciogliendo le milizie mercenarie allora esistenti nel Ducato di
Savoia, formò un esercito nazionale costituito da Reggimenti “di ordinanza”. Composto dagli uomini più
valorosi e fisicamente più forti ai quali erano affidati, in pace e in guerra, particolari compiti di onore e di
prestigio rispetto alle altre unità dell'esercito sabaudo, “occupava i posti più pericolosi e decisivi in guer-
ra, quale riserva eroica da lanciare nella lotta nei momenti decisivi; forniva la scorta d'onore al Capo
dello Stato, in pace, quale Unità più rappresentativa dell'Esercito”. A tale unità, viene data precedenza
sugli altri reggimenti per anzianità, quale primo della fanteria d'ordinanza.
Fin dalla sua prima dislocazione, si vede che esso fu un reggimento creato per essere una buona unità in
guerra. Infatti, solo quattro compagnie erano a Torino, le altre otto (portate a nove l'anno successi-
vo) erano a Vercelli, cioè nella città di confine da poco liberata, a presidio vigile sul Sesia.
Nel 1685 il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, figlio del Duca Carlo Emanuele II, volle potenziare la
capacità di fuoco dello speciale Reggimento, ordinando che in ciascuna delle dodici compagnie fossero
inclusi sei soldati scelti, di alta statura, particolarmente audaci e coraggiosi, incaricati di lanciare allo
scoperto, avanti a tutti, contro il nemico, piccoli ordigni esplosivi dal grande effetto distruttivo. Quegli
ordigni furono chiamati “granate”, perché pieni di piccoli “grani” di polvere esplosiva e gli uomini desti-
nati al loro impiego detti “Granatieri”. Tali soldati erano elementi arditi che, in combattimento, marciava-
no in testa alle colonne d'assalto del battaglione. Erano in sostanza gli “assaltatori” del XVII secolo.
I sei “Granatieri-Guardie” esistenti in ogni compagnia del Reggimento furono successivamente aumentati
di numero e riuniti in speciali compagnie “Granatieri”, sicché tutto il Reggimento delle Guardie assunse,
da quell'epoca, il nome di “Reggimento Granatieri-Guardie”.
Nel 1824 il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, rientrato a Torino dopo l’occupazione buonapartista e
napoleonica, porta con sé il “Reggimento Sardegna Fanteria”, costituito nell'isola dal Patrizio sardo don
Bernardino Genovese Duca di San Pietro. Poiché detto Reggimento assolse nell'isola particolari compiti
al servizio del Re, durante il periodo dell'occupazione dei territori di terra ferma, questi, al suo rientro
nella capitale volle che, a titolo d'onore, il Reggimento entrasse a far parte della valorosa Unità
“Granatieri-Guardie”.
Il 1o gennaio 1815 l'unità si trasformò in Brigata, assumendo il nome di “Granatieri di Sardegna”.
Nel 1850, prese il nome di Brigata “Granatieri”, composta dal 1o e 2o Reggimento “Granatieri”, conser-
vando la precedenza sulle altre Brigate di fanteria.
Nel 1852 il Reggimento “Sardegna Fanteria” fu soppresso dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele II ed i
suoi componenti furono inseriti nel “Reggimento Granatieri-Guardie”, che da allora prese il nome di
“Reggimento Granatieri di Sardegna”. Nel 1855 due battaglioni parteciparono alla Spedizione in Crimea.
Gli appartenenti al Corpo si differenziano dai militari delle altre Armi e delle altre specialità della Fante-
ria per l'immenso retaggio di valore e di gloria che recano i loro 359 anni di storia, immacolato patrimo-
nio spirituale di questi valorosi soldati, forti nel fisico e generosi nel cuore. Gelosi custodi delle tradizio-
ni, i “Granatieri di Sardegna” vantano, da secoli, il privilegio di portare sull'uniforme ed anche sul
cappotto, unica eccezione in tutte le Forze Armate italiane, particolari distintivi che rappresentano i segni
onorifici del loro valore, a differenza delle usuali mostreggiature.

GRANATIERI DI SARDEGNA

La specialità “Granatieri di Sardegna” è la più antica dell’esercito italiano.

 

Divisione fanteria
"Granatieri di Sardegna"
CoA mil ITA mec Bde Granatieri di Sardegna.png
Scudetto della Brigata

Discende dal “Reggimento delle Guardie” dell’Armata Piemontese, fondato in Torino il 18 aprile 1659 dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II che, sciogliendo le milizie mercenarie allora esistenti nel Ducato di Savoia, formò un esercito nazionale costituito da Reggimenti “di ordinanza”. Composto dagli uomini più valorosi e fisicamente più forti ai quali erano affidati, in pace e in guerra, particolari compiti di onore e di prestigio rispetto alle altre unità dell'esercito sabaudo, “occupava i posti più pericolosi e decisivi in guerra, quale riserva eroica da lanciare nella lotta nei momenti decisivi; forniva la scorta d'onore al Capo dello Stato, in pace, quale Unità più rappresentativa dell'Esercito”. A tale unità, viene data precedenza sugli altri reggimenti per anzianità, quale primo della fanteria d'ordinanza.

Fin dalla sua prima dislocazione, si vede che esso fu un reggimento creato per essere una buona unità in guerra. Infatti, solo quattro compagnie erano a Torino, le altre otto (portate a nove l'anno successivo) erano a Vercelli, cioè nella città di confine da poco liberata, a presidio vigile sul Sesia.

Nel 1685 il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, figlio del Duca Carlo Emanuele II, volle potenziare la capacità di fuoco dello speciale Reggimento, ordinando che in ciascuna delle dodici compagnie fossero inclusi sei soldati scelti, di alta statura, particolarmente audaci e coraggiosi, incaricati di lanciare allo scoperto, avanti a tutti, contro il nemico, piccoli ordigni esplosivi dal grande effetto distruttivo. Quegli ordigni furono chiamati “granate”, perché pieni di piccoli “grani” di polvere esplosiva e gli uomini destinati al loro impiego detti “Granatieri”. Tali soldati erano elementi arditi che, in combattimento, marciavano in testa alle colonne d'assalto del battaglione. Erano in sostanza gli “assaltatori” del XVII secolo.

I sei “Granatieri-Guardie” esistenti in ogni compagnia del Reggimento furono successivamente aumentati di numero e riuniti in speciali compagnie “Granatieri”, sicché tutto il Reggimento delle Guardie assunse, da quell'epoca, il nome di “Reggimento Granatieri-Guardie”.

Nel 1824 il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, rientrato a Torino dopo l’occupazione buonapartista e napoleonica, porta con sé il “Reggimento Sardegna Fanteria”, costituito nell'isola dal Patrizio sardo don Bernardino Genovese Duca di San Pietro. Poiché detto Reggimento assolse nell'isola particolari compiti al servizio del Re, durante il periodo dell'occupazione dei territori di terra ferma, questi, al suo rientro nella capitale volle che, a titolo d'onore, il Reggimento entrasse a far parte della valorosa Unità “Granatieri-Guardie”.

Il 1o gennaio 1815 l'unità si trasformò in Brigata, assumendo il nome di “Granatieri di Sardegna”

Nel 1850, prese il nome di Brigata “Granatieri”, composta dal 1o e 2o Reggimento “Granatieri”, conservando la precedenza sulle altre Brigate di fanteria.

Nel 1852 il Reggimento “Sardegna Fanteria” fu soppresso dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele II ed i suoi componenti furono inseriti nel “Reggimento Granatieri-Guardie”, che da allora prese il nome di “Reggimento Granatieri di Sardegna”. Nel 1855 due battaglioni parteciparono alla Spedizione in Crimea.

 

Granatiere in uniforme storica

Gli appartenenti al Corpo si differenziano dai militari delle altre Armi e delle altre specialità della Fanteria per l'immenso retaggio di valore e di gloria che recano i loro 359 anni di storia, immacolato patrimonio spirituale di questi valorosi soldati, forti nel fisico e generosi nel cuore. Gelosi custodi delle tradizioni, i “Granatieri di Sardegna” vantano, da secoli, il privilegio di portare sull'uniforme ed anche sul cappotto, unica eccezione in tutte le Forze Armate italiane, particolari distintivi che rappresentano i segni onorifici del loro valore, a differenza delle usuali mostreggiature.

      

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

eg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21674 - 24 Marzo 2018

 

 

 

SESI: 🎵 Confira a grande surpresa que preparamos para você.

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Vai ter muito forró, frevo e baião na próxima edição do Domingo na ZL.
A cantora Elba Ramalho te convida para um super show gratuito no dia 25 de março, às 11h.

2020 e oltre. Quando incontreremo gli alieni

2020 e oltre. Quando incontreremo gli alieni, “Ho trovato tre indirizzi per la vita aliena”

Charles Elachi: “Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali. Come li esploreremo”. Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali: la Nasa prepara missioni da fantascienza. Parla Charles Elachi, padre della missione “Cassini”, che ha scoperto oceani d’acqua sotto i ghiacci

Un oceano d’acqua sotto la crosta ghiacciata. È stato scoperto su Europa, luna di Giove: una sonda della Nasa (a sinistra) lo studierà

Pubblicato il 11/03/2018
Ultima modifica il 11/03/2018 alle ore 08:05
GABRIELE BECCARIA

Ho chiesto a Charles Elachi quando incontreremo gli alieni e lui mi ha dato i luoghi e il momento. Ha subito aggiunto che siamo fortunati, e soprattutto lo sono i giovani, perché «viviamo nell’epoca d’oro dell’esplorazione spaziale». 

 

Elachi è il Werner von Braun delle missioni interplanetarie. Già direttore di un luogo circonfuso da atmosfere fantascientifiche come il Jpl della Nasa - il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California - è il padre di due icone dei viaggi spaziali, celebri per le spettacolari immagini che ci hanno regalato da altri mondi: l’infaticabile rover marziano «Curiosity» e la sonda «Cassini», impegnata a indagare Saturno e la sua variopinta collezione di satelliti. 

 

I luoghi - spiega Eliachi, che è in viaggio a Roma, in visita all’Agenzia Spaziale Italiana e all’Università La Sapienza - sono altrettante lune del Sistema Solare: Titano, Encelado ed Europa. Il momento: intorno al 2020. 

 

Professore, la vita aliena è più vicina a noi di quanto si pensa: è così?  

«In effetti la sonda “Cassini” ha generato un impatto straordinario sulle nostre conoscenze. Abbiamo scoperto che Titano, uno dei satelliti di Saturno, è bagnato dalla pioggia e possiede fiumi e laghi, simili a quelli terrestri. La differenza è che sono composti di idrocarburi. E quindi è scaturita la domanda-chiave: c’è qualche forma di vita, simile o diversa da quella che conosciamo sul nostro Pianeta? Domanda che vale anche per un’altra luna, Encelado». 

Quali sorprese vi ha riservato? 

«Possiede geyser sparati da un oceano sotterraneo e sono composti per lo più di acqua. Ed ecco che, di nuovo, ci interroghiamo se esista qualcosa in quel mare. Encelado è un altro esempio di come “Cassini” abbia affascinato tutti». 

 

Poi c’è un altrettanto affascinante satellite, stavolta di Giove, battezzato Europa: anche lì c’è un oceano sotto i ghiacci. Altri possibili alieni?  

«Pensiamo che ci sia un vasto oceano di acqua, come quella che beviamo sulla Terra. E ci sono indicazioni dell’esistenza di possibile materiale organico. Là la vita potrebbe essersi addirittura evoluta». 

 

Come la immagina? Batteri a parte, pesci e mostri marini?  

«Ciò che è eccitante di ogni esplorazione è che non sai mai cosa troverai». 

 

Quando strapperete a Europa i suoi segreti?  

«Al Jpl prepariamo la missione “Europa Clipper” per esplorarlo con un radar. Partirà intorno al 2020 e nello stesso periodo anche la missione dell’Esa chiamata “Juicy” lo studierà, dedicandosi poi ad altri due satelliti, Ganimede e Callisto. E sul lungo termine pensiamo di inviare un “lander” proprio su Europa e di perforarne la superficie per scoprire cosa c’è sotto. E, ancora, pianifichiamo una serie di sonde che raccolgano campioni di suolo marziano e li riportino sulla Terra». 

 

Troveremo i marziani?  

«Non crediamo che ci sia vita su Marte, piuttosto i resti di forme di vita esistite intorno a 3 miliardi di anni fa, quando il pianeta aveva fiumi d’acqua». 

 

Che tipo di vita?  

«Difficile che si trattasse di dinosauri! Piuttosto di forme unicellulari». 

 

Mentre cerchiamo gli alieni, i robot affollano lo spazio: saranno sempre più numerosi?  

«Qui a Roma ho parlato agli studenti dei prossimi 30 anni dell’esplorazione spaziale, sperando di ispirarli: avevo più o meno la loro età quando ho iniziato. All’epoca eravamo felici se si realizzava una missione ogni tre-quattro anni. Oggi abbiamo 23 sonde operative, una-due missioni l’anno e sei in programma. Il futuro è eccitante e l’Italia, grazie all’Asi, ha un grande ruolo. Sia nell’esplorazione dello spazio sia nella sua osservazione». 

 

Ora le osservazioni a distanza ci regalano informazioni inattese su altri luoghi potenzialmente ospitali: che possibilità ci sono di trovare cloni della Terra?  

«Un aspetto-chiave delle ricerche è legato proprio allo studio di altri sistemi solari, con pianeti simili al nostro: il telescopio “Kepler”, non a caso, ci ha rivelato che quasi ogni stella ha dei pianeti in orbita». 

 

Milner&Hawking, il miliardario e il cosmologo, vogliono spedire flotte di nano-astronavi verso il sistema stellare Alpha Centauri: lo ritiene possibile?  

«Purtroppo le stelle sono piuttosto lontane e Alpha Centauri, la più prossima, è a quattro anni luce. Con i mezzi attuali la raggiungeremmo in 10 mila anni ed è per questo che si studiano altre tecnologie, dai raggi laser alle vele solari. Ma, anche toccando una frazione della velocità della luce, ci vorrebbero 100-200 anni». 

 

Troppi, secondo lei?  

«No, se si pensa che ci sono voluti tempi simili per innalzare le grandi cattedrali in Europa. Non è irragionevole cominciare a lavorare a quelle missioni: saranno la nostra eredità per le prossime generazioni». 

 

Tornando a tempi più stretti, chi porterà per primo l’uomo su Marte? La Nasa o Elon Musk?  

«Non la vedo come una competizione. Inviare un equipaggio su Marte è una tale impresa da richiedere una collaborazione globale». 

 

Domanda delle domande: troveremo esseri intelligenti nell’Universo?  

«Non credo che siamo stati visitati dagli alieni, ma credo che ci sia vita nell’Universo. Se esistono ovunque le stesse leggi fisiche, non c’è ragione per cui la vita sia sbocciata solo qui. Però non so se sia uguale o diversa, intelligente o no. E non so se qualcuno abbia mai cercato di comunicare con noi». 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/03/11/esteri/e-oltre-quando-incontreremo-gli-alieni-AkkMr5gsHEGkeSci7BIXSO/pagina.html

 

 

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA: BANDI

resterà aperto il Bando  fino al 6 marzo p.v

 

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA: 1.)
BANDO (2018-2020) PER LE SELEZIONI DI STUDENTI PER LA FREQUENZA DEL
CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN CANTO LIRICO; 2.) PROSSIMA APERTURA DEL
BANDO PER LE CANDIDATURE AL MASTER IN "PERFORMING ARTS
MANAGEMENT" PER L'ANNO ACCADEMICO 2018-2019.
Corso di perfezionamento in canto lirico organizzato dall'Accademia d'Arti e Mestieri dello
Spettacolo Teatro della Scala. Scadenza del bando, destinato a giovani cantanti lirici, prevista per il 6
marzo. Prossima pubblicazione del Bando per candidarsi a frequentare il Master in "Performing Arts
Management". Offerta di borse di studio da parte di questo Ministero. Richiesta di diffusione negli
ambienti interessati.3
Si comunica che fino al 6 marzo p.v. resterà aperto il Bando dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello
Spettacolo Teatro alla Scala per il biennio 2018-2020, destinato a giovani cantanti lirici che vogliano
frequentare il corso di perfezionamento in canto lirico.
Il Bando, riguardante il biennio 2018-2020, e' visionabile sul sito web dell'Accademia, ai link:
http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bando_2018_-_2020.pdf (versione in lingua
italiana); http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bozza_bando_2018_-_2020_en-
US-rev.pdf (versione in lingua inglese).
I giovani artisti italiani e stranieri che supereranno le selezioni e verranno ammessi al corso
riceveranno una borsa di studio di 900 € mensili. Questo Ministero, sulla base di un rapporto di
collaborazione che è stato avviato molti anni fa e che ogni anno viene formalizzato attraverso la
stipula di una Convenzione con l'Accademia, offrirà n. 11 borse di studio della durata di 9 mesi,
anch'esse con borsellino di 900 €, destinate agli studenti stranieri.
Nel quadro della predetta Convenzione, questo Ministero offrirà inoltre 5 borse di studio per la
frequenza del Master in "Performing Arts Management", del quale e' imminente la pubblicazione di
specifico Bando nel sito web dell'Accademia:
http://www.accademialascala.it/it/management/corsi/master-management-performing-arts.html.
Il Master si pone l'obiettivo di preparare professionisti di alto livello con competenze manageriali ed
economiche specifiche per il mondo dello spettacolo dal vivo.
L'Accademia riveste un ruolo primario nel settore della formazione dello spettacolo dal vivo e
persegue da sempre una politica di apertura internazionale, che si concretizza attraverso l'accoglienza
di studenti provenienti da tutto il mondo.
(Prof. Augusto Bellon, Direttore Ufficio Scolastico – Consolato Generale d’Italia San Paolo)

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA:

1.) BANDO (2018-2020) PER LE SELEZIONI DI STUDENTI PER LA FREQUENZA DEL CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN CANTO LIRICO;

2.) PROSSIMA APERTURA DEL BANDO PER LE CANDIDATURE AL MASTER IN "PERFORMING ARTS MANAGEMENT" PER L'ANNO ACCADEMICO 2018-2019.

Corso di perfezionamento in canto lirico organizzato dall'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro della Scala. Scadenza del bando, destinato a giovani cantanti lirici, prevista per il 6 marzo. Prossima pubblicazione del Bando per candidarsi a frequentare il Master in "Performing Arts Management". Offerta di borse di studio da parte di questo Ministero. Richiesta di diffusione negli ambienti interessati.

3.) Si comunica che fino al 6 marzo p.v. resterà aperto il Bando dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala per il biennio 2018-2020, destinato a giovani cantanti lirici che vogliano frequentare il corso di perfezionamento in canto lirico.

Il Bando, riguardante il biennio 2018-2020, e' visionabile sul sito web dell'Accademia, ai link:

http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bando_2018_-_2020.pdf (versione in lingua italiana); http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bozza_bando_2018_-_2020_en-US-rev.pdf (versione in lingua inglese).

I giovani artisti italiani e stranieri che supereranno le selezioni e verranno ammessi al corso riceveranno una borsa di studio di 900 € mensili. Questo Ministero, sulla base di un rapporto di collaborazione che è stato avviato molti anni fa e che ogni anno viene formalizzato attraverso la stipula di una Convenzione con l'Accademia, offrirà n. 11 borse di studio della durata di 9 mesi, anch'esse con borsellino di 900 €, destinate agli studenti stranieri.

Nel quadro della predetta Convenzione, questo Ministero offrirà inoltre 5 borse di studio per la frequenza del Master in "Performing Arts Management", del quale e' imminente la pubblicazione di specifico Bando nel sito web dell'Accademia: http://www.accademialascala.it/it/management/corsi/master-management-performing-arts.html.

Il Master si pone l'obiettivo di preparare professionisti di alto livello con competenze manageriali ed economiche specifiche per il mondo dello spettacolo dal vivo.

L'Accademia riveste un ruolo primario nel settore della formazione dello spettacolo dal vivo e persegue da sempre una politica di apertura internazionale, che si concretizza attraverso l'accoglienza di studenti provenienti da tutto il mondo.

(Prof. Augusto Bellon, Direttore Ufficio Scolastico – Consolato Generale d’Italia San Paolo)

 

Come promuovere la musica italiana all’estero

Come promuovere la musica italiana all’estero

Italia Music Export è l’ufficio della Siae, nato per aiutare artisti ed addetti ai lavori del settore a superare i confini nazionali

Il festival olandese Eurosonic è uno dei trampolini più importanti per le band e i musicisti che vogliono puntare ai palchi oltreconfine (Credits: Bart Heemskerk)

Pubblicato il 13/02/2018
Ultima modifica il 13/02/2018 alle ore 15:20

 

MARCO TONELLI

Uno spunto per comprendere la situazione, lo si può trovare scorrendo le classifiche dell’european border breakers chart: un’iniziativa finanziata dall’Unione europea per tracciare i brani che hanno più passaggi nelle radio pubbliche al di fuori dal Paese.  

L’ultima graduatoria risale al 9 febbraio e vede due canzoni italiane posizionarsi rispettivamente al 48esimo e al 84esimo posto. Stessa cosa per quella precedente (del 26 gennaio ): 84esimo e 85esimo posto. E in generale, la Svizzera è il paese straniero in cui questi brani hanno avuto più passaggi.  

 

Insomma, a vedere la classifica, fuori dai confini la musica italiana non la trasmette quasi nessuno. Certo si tratta di un solo aspetto del mercato musicale, ma serve a dare un’idea di come il settore sia confinato all’interno del territorio nazionale o in alcuni casi in quello di stati limitrofi come la Svizzera. Al contrario, secondo l’ultimo rapporto di Italia Creativa (dati 2015), l’industria musicale tricolore ha totalizzato un fatturato di 4,7 miliardi per un settore che conta quasi 170.000 occupati. Si tratta del nono mercato mondiale per dimensione.  

 

«Probabilmente, uno dei motivi per cui, negli ultimi dieci anni, artisti, discografici e promoter italiani non hanno mai puntato troppo all’estero è che ci troviamo di fronte a un settore in grado di reggersi con le sue gambe e per questo motivo non sente la necessità di puntare ai mercati oltre confine. Altro aspetto è l’assenza di un soggetto che supporti coloro che invece, vogliono guardare oltre». Lo dice Nur Al Habash, ex direttrice del sito web Rockit e oggi responsabile di Italia Music Export , l’ufficio della Siae nato per favorire la diffusione della musica italiana all’estero. «Istituzioni di questo tipo sono già presenti negli altri Paesi, ad esempio il francese Le Bureau Export è attivo dal 1993», dice Al Habash.  

 

IL PORTALE DI RIFERIMENTO  

Per quanto riguarda la promozione della musica italiana, Italia Music Export vuole diventare il portale di riferimento per gli artisti e gli addetti ai lavori del settore che vogliono puntare al mercato estero e allo stesso tempo per agenzie di booking, etichette discografiche e promoter stranieri che vogliono lavorare con gli artisti italiani. Senza dimenticare la funzione di sportello per coloro che hanno bisogno di una consulenza o un consiglio sulla strategia da seguire. Allo stesso tempo, non manca il supporto economico. Lo scorso febbraio è stato lanciato un bando per artisti e operatori del mercato discografico: 50mila euro di finanziamenti per supportare la loro attività all’estero. Per i musicisti, il denaro deve essere dedicato alla messa in piedi di un tour e alle spese per la promozione, mentre per quanto riguarda discografici e agenzie di booking italiane, deve essere destinato a coprire le spese per la partecipazione agli showcase festival e alle fiere di settore.  

 

ESSERCI, IL PIÙ POSSIBILE  

Ed eventi di questo tipo sono importanti per la promozione della musica. Gli showcase festival ad esempio, sono manifestazioni in cui gli artisti, oltre ad esibirsi per un pubblico di appassionati, suonano anche per gli operatori del settore. Infatti, si stringono contratti e si organizzano date dal vivo. «Non è un caso che, abbiamo voluto essere presenti all’ultima edizione (dal 17 al 20 gennaio 2018 ndr.) dell’Eurosonic di Groeningen in Olanda. Uno degli showcase festival più importanti d’Europa», dice Al Habash.  

 

«E il consiglio che posso dare agli artisti è suonare il più possibile», conclude. Altro aspetto molto importante è la necessità di entrare in contatto con i cosiddetti “gatekeepers”, ovvero giornalisti, bloggers e testate giornalistiche particolarmente rilevanti che possono diffondere la loro musica. «Tutto funziona grazie a una rete di relazioni: per arrivare ai grandi festival bisogna stringere rapporti. E’ molto importante», continua.  

 

Allo stesso tempo. «si vedono dei segnali positivi: dal South By Southwest al Primavera Sound, sono tanti gli artisti italiani che vengono chiamati sul palco: segno di una qualità sempre più alta della proposta», spiega Al Habash. Senza dimenticare che sempre più ascoltatori esterni amano la musica tricolore, soprattutto dal vivo. «Ad esempio, la Germania ha una passione per i nostri artisti, così come tutti i Paesi con una forte comunità tricolore», conclude. Insomma, il nostro Paese ha le carte in regole per ritornare ad essere un colosso della musica mondiale.  

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/13/spettacoli/musica/come-promuovere-la-musica-italiana-allestero-Lxr7WZdbOZTnAEeMYtmodN/pagina.html

 

 

TRAVIATA emoziona anche low cost

“Traviata” emoziona anche low cost

A Milano l’opera trasloca in periferia con pochi mezzi e molto coraggio

Alina Godunov nella «Traviata» allo Spazio Teatro 89 di Milano (foto di Gianpaolo Parodi)

Pubblicato il 18/02/2018
Ultima modifica il 18/02/2018 alle ore 17:49
ALBERTO MATTIOLI
MILANO

«VoceAllOpera» colpisce ancora. I lettori della «Stampa» conoscono, perché l’abbiamo già raccontata più volte, la storia dell’associazione fondata e diretta da Gianmaria Aliverta, aspirante regista d’opera che, invece di stare lì ad aspettare che qualcuno si accorgesse di lui, l’opera ha cominciato a farsela in casa con i suoi amici, pochi mezzi, molta buona volontà e addirittura qualche sprazzo di genialità, o almeno di innovazione coraggiosa e intelligente. 

 

Da cosa nasce cosa, perfino in Italia. Oggi Aliverta è un regista in carriera che firma spettacoli al Maggio e inaugura la stagione della Fenice. Però non ha smobilitato i suoi ragazzi, continua a proporre una stagione d’opera, ospitata adesso allo Spazio Teatro 89 di Milano, in una delle famose periferie da valorizzare, e lancia dei nuovi baby registi. L’ultimo si chiama Luca Baracchini, 24 anni (ma a vederlo ne dimostra anche meno, si direbbe che siamo ai limiti dello sfruttamento del lavoro minorile) cui Aliverta ha affidato un’opera notoriamente insidiosa come «Traviata». Bene: Baracchini se l’è cavata benissimo, valorizzando al meglio i mezzi disponibili, scarsissimi come da miglior tradizione della Casa. 

 

Già l’idea di partenza è buona. Il teatro ha un palcoscenico molto piccolo, poco più di una pedana, dove è stata collocata l’orchestra (ovviamente ridotta, anche se meno del consueto). L’azione è stata spostata tutta in platea, trasformata in un rettangolo vuoto con il pubblico tutto intorno, dunque praticamente in mezzo alla gente. L’effetto è vagamente «alla Vick», e ricorda un po’ l’ormai celebre «Stiffelio» dell’ultimo festival Verdi che tanto scandalo ha destato in chi crede che Verdi sia Ramsete II e il rispetto glielo si dimostri mummificandolo.  

 

Le poche scene, ideate da Aliverta e da Alessia Colosso, offerte dalla Fondazione Castellini di Melegnano e realizzate dagli ospiti della Comunità psichiatrica «La casa di Anania» («VoceAllOpera» ha anche un risvolto sociale), sono poco più di un punto di partenza. Tutto lo spettacolo è in realtà basato sulla recitazione dei singoli, di livello variabile ma nel complesso quasi sempre azzeccata. Qualche idea è suggestiva, come Violetta che lascia Alfredo ma scrivendo col rossetto «Amami» su uno specchio, ed è molto ben risolta la transazione fra un atto e l’altro (c’è un intervallo solo): per esempio, alla fine del primo Violetta si mette a letto e all’inizio del secondo ci si risveglia con Alfredo. Mi piace meno invece che alla festa chez Flora Germont junior le getti un calice di champagne invece che i tradizionali soldi, ma nel complesso lo spettacolo funziona perfettamente. Sarà che i cantanti hanno l’età dei loro personaggi, sarà che sono fisicamente credibili, sarà che credono a quel che fanno, sarà perché li hai lì, accanto a te, e allungando la mano li potresti toccare, l’insieme è coerente, ha una sua verità, convince e avvince. Piccoli Aliverta crescono, insomma. 

 

Una civetteria filologica è vestire tutti con costumi d’inizio Settecento, firmati da Simone Martini. Si sa che Verdi dovette trangugiare questa ambientazione perché gli abiti contemporanei (contemporanei a lui, beninteso) sarebbero risultati intollerabili per un pubblico di cui «Traviata» denunciava l’ipocrisia, e che si sarebbe scandalizzato a vedersi sulla scena come in uno specchio. Così, fino agli inizi del Novecento, Violetta & Co. libarono sempre in abiti Reggenza (fra Luigi XIV e Luigi XV, per intenderci), guardinfante per le femmine e culottes per i maschietti, come infinite fonti iconografiche testimoniano. Poi presero piede i frac e le crinoline, che ormai non scioccavano più i bravi borghesi. Oggi la soluzione migliore sarebbero i costumi contemporanei a noi, lei in minigonna da brava escort e lui in blazer da provinciale che va a donne a Parigi, ma insomma per chi conosce l’opera si tratta di una curiosità soddisfatta. Delle trenta «Traviate» della mia vita, per ora è l’unica settecentesca che abbia visto. 

 

La miniorchestra è diretta da Giovanni Marziliano. Non ho ben capito di chi sia stata la responsabilità di qualche scollamento fra orchestra e cantanti; di certo Marziliano ha il torto di dilatare a dismisura alcune pause proprio nei momenti in cui il ritmo narrativo di Verdi dovrebbe essere particolarmente incalzante. Lodevolissima invece la decisione di non tagliare le cabalette, e pazienza per i daccapo.  

 

È buono il coro e sono buoni i comprimari: da segnalare almeno la verve scenica di Maurizio De Valerio, Gastone, e Fabio Midolo, Douphol. Germont senior, Jaime Eduardo Pialli, ha un fiume di voce e qualche difficoltà a modularla. Germont junior, Robert Barbaro, esibisce una bella vocina in fieri da tenore lirico e sa pure fare il passaggio di registro, il che significa che è anche bene impostata. Dovrebbe solo evitare di strabuzzare gli occhi ogni volta che si trova davanti Violetta: abbiamo capito che la ami, ma non è la Madonna, e in ogni caso è decisamente meno vergine.  

 

La vera rivelazione, comunque, è Violetta. Si chiama Alina Godunov, un destino operistico già nel cognome. Segnalo subito quel poco che non va: qualche inciampo nelle agilità, qualche lieve emissione «fissa», alla tedesca, qualche inflessione slava nella pronuncia. Per il resto, ci sono voce, volume, acuti, precisione, musicalità e soprattutto quell’«anima e sentimento di scena» che sono le prime caratteristiche da cercare in chi canta Violetta, almeno secondo uno che un po’ se ne intendeva: Giuseppe Verdi. Davvero bravissima. Tre recite in tutto, teatro pieno e molti applausi. Viva. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/18/spettacoli/palcoscenico/traviata-emoziona-anche-low-cost-xUv7zHUTlmpFkOTRWNwrCM/pagina.html

 

 

Coreografo torinese Paolo Mohovich: Gli apostoli e i santi danzano per il Messia

Gli apostoli e i santi danzano per il Messia

Successo per l’oratorio di Haendel messo in scena dal coreografo torinese Paolo Mohovich per la Eko Dance di Pompea Santoro

(Foto: Stefano Mazzotta)

Pubblicato il 09/02/2018
Ultima modifica il 09/02/2018 alle ore 19:27
SERGIO TROMBETTA

Il sentimento del sacro, la spiritualità entrano a pieno titolo nella danza del 900 a partire da Léonide Massine per proseguire con i grandi della modern dance (Martha Graham , Josè Limòn) e arrivare nel dopoguerra ai grandiosi affreschi di John Neumeier che costruisce vere e proprie cattedrali coreografiche sulla “Passione secondo Matteo” o sul “Messiah” di Haendel. 

 

È in questa linea dunque che si inserisce il “Messiahaendel” che Paolo Mohovich ha realizzato per l’Eko Dance International Project di Pompea Santoro in prima al torinese Teatro Astra. Ma con uno scarto rispetto alla tradizione. Il suo è un concentrato di danza e spiritualità che rifugge dalla narrazione esplicita. E soprattutto è un lavoro pienamente riuscito grazie anche ai 18 splendidi danzatori della Santoro. 

 

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e Haendel. Mohovich non segue l’intero oratorio, ma sceglie alcuni brani limitando a poco più di un’ora il suo lavoro. Niente quadri evangelici, niente protagonisti biblici, le semplici figure che agiscono in scena potrebbero essere Giuseppe, Maria, Cristo, Angeli, apostoli, peccatori o tentatrici. Ma tenendoli nel loro anonimato, portando in primo piano la simbologia, Mohovich riesce a organizzare liberamente una danza di grande bellezza e dallo stile denso e coinvolgente, dal linguaggio contemporaneo ora scarno ora eloquente. Sempre sostenuto da una ispirazione coreografica forte e da un ritmo interiore che non lascia spazio momenti di fragilità. 

 

La diagonali di danzatori si animano con gesti a canone, i gruppi si dispiegano in palcoscenico occupando la spazio con sapienza, si rapprendono in quadri dalle ardite architetture che hanno un sapore “modern”, i duetti esprimono affetto, dolore, tentazione, pietà.  

 

Per raccontarci tutto questo Mohovich veste i suoi danzatori di tuniche scure che trascolorano dal nero al verde al blu, non esita a mettere i ragazzi a torso nudo; come scenografia sceglie un pannello scuro sullo sfondo e delle porte dorate sulla destra. Ma soprattutto accarezza i suoi danzatori con abili luci contrastate, chiaroscuri dorati che esaltano i corpi. E i ragazzi del progetto professionale di Pompea Santoro, una vera eccellenza torinese, rispondono con entusiasmo alle indicazioni del coreografo. Pronti a partire in tournée che si spera sostanziosa (per ora in programma il Ponchielli di Cremona e San Benedetto del Tronto) e ai quali non si può non augurare il successo del debutto al Teatro Astra di Torino dove ha aperto la rassegna Palcoscenico Danza. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/09/spettacoli/palcoscenico/gli-apostoli-e-i-santi-danzano-per-il-messia-OnvFJSzF5LgXjL0r6SPCYJ/pagina.html

 

 

Gabriele Mirabassi e Giovanni Gnocchi | Ilumina Festival 2018 | 12 à 14/01/2018

Newsletter Farnesina

Gabriele Mirabassi e Giovanni Gnocchi | Ilumina Festival 2018 | 12 à 14/01/2018

 

O Festival Ilumina 2018 é a quarta edição de um projeto cultural, com o patrocínio do Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, dedicado à música clássica e aos jovens talentos musicais. O Festival Ilumina começa no dia 2 de janeiro com 10 dias de masterclass para os 19 jovens (entre os 17 e os 26 anos de idade) ministradas por 11 celebres solistas internacionais entre os quais se destacam dois músicos italianos: o violoncelista Giovanni Gnocchi e o clarinetista Gabriele Mirabassi; o Festival Ilumina prevê, de 6 a 11 de janeiro, com seis concertos da câmera gratuitos, executados pelos solistas e os jovens musicistas em algumas localidades dos municípios de Mococa e Caconde e se encerra, no dia 14 de janeiro, no ilustre cenário do Auditório do Museu de Arte de São Paulo (MASP) com mais quatro representações (12, 13 e 14 de janeiro).

 

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Auguri di Natale del Duo Alterno

Auguri di Natale del Duo Alterno

Nel 2017, per una volta, abbiamo viaggiato soprattutto in Italia. Siamo partiti da Torino, poi Milano, Trapani, Varese, Alghero, San Teodoro, Monaco di Baviera, Camino al Tagliamento, ancora Torino, Rovereto, Forlì, Nonantola, Capua, ancora Milano... E abbiamo inciso per Urania Records il nostro ultimo CD “Tosti 1916”, con le ultime romanze di Tosti eseguite su uno splendido pianoforte Erard del 1904 in massima aderenza stilistica alle partiture e ai metronomi voluti dall’autore. Dalla contemporanea alle radici imprescindibili della vocalità da camera italiana!


Abbiamo portato in giro il programma “Classic Tango” (grazie alla collaborazione con Daniela Cammarano e Davide Vendramin) e i nostri "Foto-songs" registrati e com-posti ovunque per il mondo, dai boschi di eucalipti dell’Africa centrale alle coste atlantiche dell’Uruguay alla rutilante “cable car” di San Francisco, con le musiche di Umberto Bombardelli, Gilberto Bosco, John Cage, Alfredo Casella, Giuseppe Colardo, Giorgio Colombo Taccani, Azio Corghi, Luigi Esposito, Lorenzo Ferrero, Ada Gentile, Mauricio Kagel, Gija Kantscheli, Luca Lombardi, Bruno Maderna, Ennio Morricone, Riccardo Piacentini, Astor Piazzolla, Franco Piersanti, Francesco Paolo Tosti, Erik Satie, Igor Stravinskij, Kurt Weill.


Quest'anno Ennio Morricone ha scritto per noi ("il bel Duo" ci chiama nella dedica) e per il Quartetto Classic Tango una versione speciale del suo celeberrimo tango tratto da "Indagine su un cittadino al di là di ogni sospetto" e anche Luca Lombardi ci ha dedicato il suo grande dittico "Lamento di Orah" e "Siete dei lupi!".

Grazie al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, agli Amici della Musica di Modena e di Trapani, alle associazioni “Più che suono” e “Ellipsis”, all'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera, all'Autunno Musicale di Caserta, a Spazio Classica.


Grazie a chi ci ha sostenuto, ai moltissimi amici, al pubblico generoso di applausi, ai compositori, ai musicologi e ai giornalisti che ci hanno preziosamente sollecitato, ai nostri compagni di viaggio: il violinista Andrea Bordonali, il fisamonicista e bandoneonista Davide Vendramin, la violinista Daniela Cammarano, il compositore (e per noi anche “narratore”) Luca Lombardi.

 

Buon Natale e 2018 Buone Musiche a tutti!

 


Il 2017 lo chiudiamo con questa nostra riflessione sulla musica contemporanea pubblicata dal Giornale della Musica. 

Recital do Soprano Maria Pia Piscitelli 20/12 às 20h00

 

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Recital do Soprano Maria Pia Piscitelli 20/12 às 20h00

 

concerto maria pia 20 12 17

L’Andrea Chénier di Chailly e Martone conquista La Scala

L’Andrea Chénier di Chailly e Martone conquista La Scala

Dieci minuti di applausi con molti «bravi!» dal pubblico per l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica
REUTERS

 

Pubblicato il 07/12/2017
Ultima modifica il 07/12/2017 alle ore 21:59

Dieci minuti ininterrotti di applausi e qualche isolato diniego da parte di un pubblico in grande maggioranza entusiasta hanno salutato alla Scala Andrea Chénier, l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, capolavoro del verismo italiano che ha inaugurato questa sera la stagione del teatro lirico milanese, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone. 

Una serata speciale come tutti i 7 dicembre scaligeri, senza le alte cariche dello Stato, ma con la presenza di alcuni membri del governo, come i ministri dei Beni culturali, Dario Franceschini, dell’Economia Pier Carlo Padoan e della Coesione territoriale Claudio De Vincenti, la sottosegretaria Maria Elena Boschi. E poi il commissario europeo alla Cultura Tibor Navracsics e altri, oltre ai sovrintendenti dei teatri di Vienna e di Lucerna e stilisti, attori, esponenti del jet set milanese e internazionale. 

 

Alla chiusura del sipario, generale è stato il consenso, con calorosi battimani, grida di «bravi!», lanci di fiori e di coriandoli dorati dal loggione. Gli applausi hanno accomunato tutti gli interpreti, ma sono stati più intensi per Anna Netrebko (Maddalena), ormai beniamina del pubblico scaligero avendo riscosso grandi consensi in altre due prime inaugurali: nel Don Giovanni del 2011 e nella Giovanna d’Arco del 2015. Lei veterana, ha duettato col marito debuttante alla Scala, Yusif Eyvazov, apprezzato Chénier. Ai consensi per entrambi è stato accomunato l’altro protagonista Luca Salsi nel ruolo di Gérard. 

 

Ma l’ovazione è stata per Chailly che non ha lasciato spazio ai tradizionali applausi dopo le sei romanze in omaggio al volere di Giordano e al «suo ritmo serrato del tempo teatrale, quasi fosse una sceneggiatura cinematografica». E sono stati applauditi anche il regista Martone e gli autori di scene Margherita Palli, costumi Ursula Patzak, luci Pasquale Mari e coreografia Daniela Schiavone oltre agli altri componenti la compagnia di canto. 

 

È evidente che, al di là della direzione d’orchestra e delle voci, è piaciuta la regia, fedele alla rappresentazione di una vicenda di amore e morte inserita in un contesto storico preciso: la Rivoluzione Francese. Martone ne ha magistralmente affrescato i contrasti: l’ancien regime e la rivoluzione, l’amore e la gelosia, il giusto riscatto della libertà e i crimini commessi in suo nome. Sono tensioni che il regista ha messo in scena, ma senza mai perdere lo slancio vitale dell’opera. 

 

E se Chailly ha voluto esaltare la continuità e il senso ritmico della musica di Giordano, Martone lo ha assecondato ricorrendo a un impianto girevole per evitare le tradizionali pause per i cambi di scena. I quattro quadri che compongono l’opera si succedono così l’uno all’altro con la sola soluzione di continuità dell’intervallo fra il secondo e il terzo. La regia “dei contrasti” appare subito, con la scena della festa nel Castello di Coigny, nel 1789, tra stucchi dorati, specchi, mobili Luigi XV, con i rappresentanti della nobiltà immobili come statue di cera in un museo, quasi fosse il diorama di un’epoca passata, morta. Solo servi e lacché sono persone viventi, quelli che faranno il futuro della storia. La nobiltà si anima per danzare (una gavotta), come i passeggeri del Titanic pochi minuti prima del naufragio. È qui che il poeta Chénier incanta con i suoi versi sull’amore la giovane Maddalena, ed è qui che il servo Gérard, segretamente innamorato della ragazza, getta sprezzante la livrea e abbandona il castello denunciando l’ arroganza dei signori e l’ingiustizia sociale. 

 

Ma la ruota della vita gira, insieme alla scena sul palcoscenico: passano 5 anni e a Parigi impera il Terrore. La scena ricorda il Pont Neuf, con i suoi mascheroni e le botteghe parigine, fra Tricolori e berretti frigi. Gérard, che è uno dei capi della Rivoluzione, ritrova Maddalena, ridotta in povertà e affronta Chénier che la protegge. 

Con lei è determinato e violento, ma la reazione della giovane, che ricorda le proprie vicissitudini («la mamma morta...») e lo respinge con dignità lo fa riflettere - ancora la regia dei “contrasti” - sui crimini che spesso accompagnano l’anelito di libertà delle rivoluzioni. La scena gira ancora, e compare il tribunale, con la sua folla «curiosa e avida di lacrime», dove Gérard tenta fino all’ultimo, senza riuscirvi, di salvare il poeta rivale. E l’ultimo giro è riservato alla fine del dramma, con Maddalena che decide di morire con Andrea. Con lui sale sulla carretta. Sullo sfondo la sagoma inquietante della ghigliottina. 

 

da: http://www.lastampa.it/2017/12/07/spettacoli/palcoscenico/landrea-chnier-di-chailly-e-martone-conquista-la-scala-g4TnX1kAZJyl2Ny5eAWBSK/pagina.html

 

 

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

 

 

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

1 dicembre 2017 redazione milano

Sabato 2 dicembre alle ore 21, grazie alla collaborazione creatasi fra il Conservatorio Cesare Pollini di Padova, con l’etichetta discografica Velut Luna (che ne curerà la regia audio sotto la direzione di Marco Lincetto) e JVCKENWOOD ITALIA (che ne curerà la regia video sotto la direzione di Michele Sartor) l’intero concerto sarà trasmesso in diretta.

Il programma della serata:
Direttore d’orchestra: Giuliano Medeossi
Primo tempo:
– Ludwig van Beethoven – Overture “Leonore” No.3 in do maggiore, op.72b
– Ludwig van Beethoven – Concerto per piano e orchestra No. 3, op.37
Secondo tempo:
– Suite in 3 movimenti – Brano originale di Mirko Ballico, docente al Conservatorio Pollini di Padova
– Ottorino Respighi – Brano per orchestra d’archi e cinque solisti (pianoforte, tromba, clarinetto, contrabbasso e corno).

Sarà possibile seguire il concerto da casa ed in tutto il mondo perché verrà trasmesso in diretta streaming su YouTube in Full-HD seguendo il link sotto.

 da: http://www.monitor-radiotv.it/w/16394-2/?utm_medium=email&utm_campaign=La+Newsletter+di+MonitoR+dell%271+dicembre+2017&utm_source=YMLP&utm_term=...

Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp

Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp!

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Domingo na Paulista - Palco Aberto
Eufonia
A Visita da Velha Senhora
Senhor das Moscas
O Negro na Ópera
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp
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DONIZETTI OPERA

DONIZETTI OPERA

La seconda edizione del festival Donizetti Opera, che si svolge a Bergamo fino al 4 dicembre, presenta
accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr - Il borgomastro
di Saardam, Pigmalione e Che originali! - altri tre grandi eventi internazionali: il recital del tenore Juan
Diego Flórez; la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico
scenario della Basilica di S. Maria Maggiore, ed il primo melologo della storia, Pygmalion di Rousseau,
letto dall’antropologo Marc Augé. Il secondo titolo donizettiano sarà Pigmalione, primo lavoro teatrale
del giovanissimo compositore, proposto insieme alla farsa di Giovanni Simone Mayr Che originali! (25
novembre, 1 e 3 dicembre): un dittico che nasce dalla comunanza di soggetti fra i due lavori che si
basano sull’amore per la musica e l’arte. La scelta di affiancare Mayr e Donizetti vuole sottolineare il
passaggio di testimone maestro-allievo: la produzione della prima opera di Donizetti darà il via al proget-
to Donizetti200, il cui obiettivo è quello di eseguire ogni anno un’opera che compie 200 anni. Protagoni-
sta nel cast della farsa di Mayr saranno impegnati Bruno De Simone e Chiara Amarù. Sul podio dell’Or-
chestra dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Gianluca Capuano. La regia è invece affidata a Roberto
Catalano, che ha già fatto notare il suo talento in alcuni progetti, con le scene di Emanuele Sinisi ed i
costumi di Ilaria Ariemme. Nella farsa di Mayr, il Settecento illuminista viene messo alla berlina e Meta-
stasio viene sbeffeggiato, il tutto con una musica nuova, brillante, libera e leggera. Pigmalione, composto
da Donizetti nel 1816, è una “scena lirica” in un atto, così come il compositore stesso la definì, e rappre-
senta il suo unico esempio di teatro su soggetto mitologico. Donizetti studiava all’epoca a Bologna e, nel
settembre del 1816, ricevette la visita di Mayr. Proprio l’incontro tra i due portò alla realizzazione di que-
sto atto unico, come una sorta di piccolo omaggio dell’allievo al maestro. Dalla farsa Che originali! verrà
tratta l’opera Il tormentone, destinata al pubblico delle scuole, con una nuova drammaturgia preparata da
Lorenzo Giossi, gli allievi del Laboratorio sulla vocalità donizettiana, l’attore Simone Baldassarri, l’En-
semble dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il pianista Samuele Pala. In occasione del Dies
natalis (29 novembre) appuntamento con il repertorio sacro, cui Donizetti si è tanto dedicato: nella Basi-
lica di S. Maria Maggiore, dove riposano il compositore orobico e il suo maestro, Giovanni Simone
Mayr, Corrado Rovaris dirigerà l’Orchestra e il Coro Donizetti Opera (maestro del coro Fabio Tartari)
nella Messa di Requiem composta da Donizetti nel 1835 per la morte di Vincenzo Bellini.
Il 30 novembre, al Teatro Sociale, Pygmalion di Jean-Jacques Rousseau, melologo (prosa con intermezzi
musicali) in un atto che esprime la convinzione del filosofo svizzero secondo cui l’arte e l’artista sono
tutt’uno. La parte musicale sarà affidata a Ruben Jais e alla sua orchestra la Barocca di Milano.
Il festival si conclude il 4 dicembre con un recital imperdibile, che farà arrivare a Bergamo appassionati
da tutto il mondo: protagonista Juan Diego Flórez, tenore che in vent’anni di carriera costantemente in
ascesa ha ridefinito il virtuosismo vocale in tutti i principali ruoli di Rossini, Donizetti e Bellini, con un’-
agilità, una sicurezza e un’espressività senza precedenti in epoca moderna. Acclamato sui palcoscenici di
tutto il mondo proporrà un programma dedicato al belcanto da Rossini a Donizetti, accompagnato al
pianoforte da Vincenzo Scalera.
Il festival sarà arricchito da una serie di attività collaterali, conferenze, concerti, che si svolgeranno grazie
a una rete di felici rapporti con numerose realtà territoriali che vorranno unirsi per rendere la città di
Gaetano Donizetti a misura di festival.
Info: info@donizetti.org

La seconda edizione del festival Donizetti Opera, che si svolge a Bergamo fino al 4 dicembre, presenta accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr - Il borgomastro di Saardam, Pigmalione e Che originali! - altri tre grandi eventi internazionali: il recital del tenore Juan Diego Flórez; la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico scenario della Basilica di S. Maria Maggiore, ed il primo melologo della storia, Pygmalion di Rousseau, letto dall’antropologo Marc Augé. Il secondo titolo donizettiano sarà Pigmalione, primo lavoro teatrale del giovanissimo compositore, proposto insieme alla farsa di Giovanni Simone Mayr Che originali! (25 novembre, 1 e 3 dicembre): un dittico che nasce dalla comunanza di soggetti fra i due lavori che si basano sull’amore per la musica e l’arte. La scelta di affiancare Mayr e Donizetti vuole sottolineare il passaggio di testimone maestro-allievo: la produzione della prima opera di Donizetti darà il via al progetto Donizetti200, il cui obiettivo è quello di eseguire ogni anno un’opera che compie 200 anni. Protagonista nel cast della farsa di Mayr saranno impegnati Bruno De Simone e Chiara Amarù. Sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Gianluca Capuano. La regia è invece affidata a Roberto Catalano, che ha già fatto notare il suo talento in alcuni progetti, con le scene di Emanuele Sinisi ed i costumi di Ilaria Ariemme. Nella farsa di Mayr, il Settecento illuminista viene messo alla berlina e Metastasio viene sbeffeggiato, il tutto con una musica nuova, brillante, libera e leggera. Pigmalione, composto da Donizetti nel 1816, è una “scena lirica” in un atto, così come il compositore stesso la definì, e rappresenta il suo unico esempio di teatro su soggetto mitologico. Donizetti studiava all’epoca a Bologna e, nel settembre del 1816, ricevette la visita di Mayr. Proprio l’incontro tra i due portò alla realizzazione di questo atto unico, come una sorta di piccolo omaggio dell’allievo al maestro. Dalla farsa Che originali! verrà tratta l’opera Il tormentone, destinata al pubblico delle scuole, con una nuova drammaturgia preparata da Lorenzo Giossi, gli allievi del Laboratorio sulla vocalità donizettiana, l’attore Simone Baldassarri, l’Ensemble dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il pianista Samuele Pala. In occasione del Dies natalis (29 novembre) appuntamento con il repertorio sacro, cui Donizetti si è tanto dedicato: nella Basilica di S. Maria Maggiore, dove riposano il compositore orobico e il suo maestro, Giovanni Simone Mayr, Corrado Rovaris dirigerà l’Orchestra e il Coro Donizetti Opera (maestro del coro Fabio Tartari) nella Messa di Requiem composta da Donizetti nel 1835 per la morte di Vincenzo Bellini.

Il 30 novembre, al Teatro Sociale, Pygmalion di Jean-Jacques Rousseau, melologo (prosa con intermezzi musicali) in un atto che esprime la convinzione del filosofo svizzero secondo cui l’arte e l’artista sono tutt’uno. La parte musicale sarà affidata a Ruben Jais e alla sua orchestra la Barocca di Milano.

Il festival si conclude il 4 dicembre con un recital imperdibile, che farà arrivare a Bergamo appassionati da tutto il mondo: protagonista Juan Diego Flórez, tenore che in vent’anni di carriera costantemente in ascesa ha ridefinito il virtuosismo vocale in tutti i principali ruoli di Rossini, Donizetti e Bellini, con un’agilità, una sicurezza e un’espressività senza precedenti in epoca moderna. Acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo proporrà un programma dedicato al belcanto da Rossini a Donizetti, accompagnato al pianoforte da Vincenzo Scalera.

Il festival sarà arricchito da una serie di attività collaterali, conferenze, concerti, che si svolgeranno grazie a una rete di felici rapporti con numerose realtà territoriali che vorranno unirsi per rendere la città di Gaetano Donizetti a misura di festival.

Info: info@donizetti.org

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20935 - 24 Novembre 2017

 

 

All'ICIB, PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA:Oppl, di Avion Travel

 “Opplà”, di Avion Travel

VW

L’ICIB PRESENTA:

PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA

Parte II


LUNEDÌ  - 13 NOVEMBRE 2017

“Opplà”, di Avion Travel

 
 

Uno dei pochi casi di gruppo musicale che ha saputo mescolare sonorità jazz, pop e rock unite a testi di una scrittura colta e raffinata.

“Opplà” è un piccolo gioiello che racchiude queste qualità. Un album di non grandi vendite ma una “pietra miliare” per la critica e per una grande quantità di musicisti italiani che tenteranno, invano, di copiarne l’unicità.

 

Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933

 

Domenica 5 novembre al Circolo Italiano di San Paolo il concerto Musica delle Nazioni

 

Domenica 5 novembre al Circolo Italiano di San Paolo il concerto  “Musica delle Nazioni”

 

SAN PAOLO – Alle ore 11 di domenica 5 novembre presso il  Circolo Italiano di San Paolo, si terrà il concerto  “Musica delle Nazioni” con il “Grande Coro de São Paulo” diretto dal maestro Celso Jardim.

La rappresentazione musicale,segnalata dal presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e vice presidente del Circolo Italiano Giovanni Manassero, è a entrata libera. (inform)

 

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

 

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05

ANNO LVI N. 212                                3 NOVEMBRE 2017

(Servizi per gli italiani all’estero)

    

      

 

Teatro, Msica e Exposio no Centro Cultural Fiesp -

 

VW
Especial Dia das Crianças
Retratos, Diálogos da Identidade
Ready Made in Brasil
Em Trânsito: A Stencil Art de Celso Gitahy
Música em Cena - CIA Ilimitada & Mônica Salmaso
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp
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A San Paolo: cinque concerti di organo col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

 

A San Paolo: cinque concerti di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

 

Cari Amis, 

La FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile ha organizzato cinque concerti di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

Partecipate a qualcuno di questi concerti dedicati non solo ai piemontesi, ma alla Comunitá Italiana: concerti da non dimenticherete. 


Un caro abbraccio a tutti e cerea neh

Cecilia Maria Gasparini  -  Presidente FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 


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La FAPIB- Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile, sezione di San Paolo-vi invita a una serie di cinque Concerti per organo e tenore com il Maestro novarese Gianmario Cavallaro e il Tenore brasiliano Richard Bauer.

 

Programma

 

12/10/2017-CONCERTO MARIANO

Mosteiro de São Bento (largo de São Bento s/n) alle ore 20.

Sponsor: Openvista

 

 

17/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Terezinha (rua Maranhão,617-Higienópolisalle ore 20.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

 

18/10/2017-CONCERTO MARIANO

Paróquia da Assunção de Nossa Senhora (Alameda Lorena, 665-Jardim Paulista)

alle ore 19 e 30.

Sponsor: FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 

19/10/2017-CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Cecília (largo de Santa Cecília s/n) alle ore 20.

Sponsor: Openvista

 

22/10/2017-CONCERTO SACRO

Paróquia de Santo Inácio de Loyola (rua França Pinto,115-Vila Mariana)

alle ore 19 e 30.

Sponsor: fratelli Manassero e fratelli Luchetti


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Curriculum


 

Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.


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  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 

 

 

Eventi mercoled 18/10 e gioved 19/10 - Settimana della Lingua Italiana in S.Paolo

 

Newsletter Farnesina

Eventi mercoledì 18/10 e giovedì 19/10

 

settimana della lingua 18 e 19 10 2017

 

19/10/2017 alle 20,00 - CONCERTO SACRO: Parquia de Santa Ceclia

 

19/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Cecília (Largo de Santa Cecília s/n) alle ore 20:00.

Sponsor: OPEN VISTA

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Curriculum

 

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M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 


 

18/10/2017- CONCERTO MARIANO PARA ORGO E TENOR na Parquia Nossa Senhora de Assuno

18/10/2017- CONCERTO Mariano

Paróquia Nossa Senhora de Assunção (Alameda Lorena, 665 - Jardim Paulista alle ore 19:30.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

  

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Curriculum

 

Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 


CONCERTO SACRO Parquia de Santa Terezinha (rua Maranho,617-Higienpolis) alle ore 20.

 

17/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Terezinha (rua Maranhão,617-Higienópolisalle ore 20.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

 

 

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M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 

 

Museu da Casa Brasileira: concerto dos grupos Big Band EMESP

16 de outubro 2017

Museu da Casa Brasileira: concerto dos grupos Big Band EMESP


 

Museu da Casa Brasileira, instituição da Secretaria da Cultura do Estado de São Paulo, tem o prazer de convidar você para o o concerto dos grupos Big Band EMESP, da Escola de Música do Estado de São Paulo – Tom Jobim, e Mary Lou Williams Ensemble, do Departamento de Jazz da Juilliard School, no dia 16 de outubro, segunda-feira, às 20h, com entrada gratuita.

Concerto Mariano para Orgo e Tenor 12/10 s 20hs

Newsletter Farnesina

Concerto Mariano para Orgão e Tenor 12/10 às 20hs

 

concerto orgao e tenor 12 10 17

Mafalda Minozzi, NOVO SHOW: ROMANTICA

 

Newsletter Farnesina

MAFALDA MINNOZZI - NOVO SHOW "ROMANTICA"

 

mafalda flyer bradesco news

 

I concerti del Regio all'Aeroporto di Caselle

dal 25 settembre 2017

I concerti del Regio all'Aeroporto di Caselle


Il Regio fa scalo all'Aeroporto di Torino con dieci concerti gratuiti nell'insolita cornice della Sala Imbarchi in Aerea partenze, in programma dal 25 settembre 2017 al 21 giugno 2018.

Sagat Spa ha voluto dare spazio all'arte e alla cultura in un luogo inconsueto, offrendo ai passeggeri la possibilità di rendere unico il proprio viaggio e, a chiunque desideri assistere ai concerti, di scoprire l'Aeroporto a tempo di musica. Coloro che non sono in partenza potranno, registrandosi sul sito dell'aeroporto, assistere al concerto prescelto.

Le registrazioni on-line saranno aperte 7 giorni prima di ogni concerto e ne verrà sempre data apposita comunicazione sul sito.

Il concerto del Regio in aeroporto a Caselle

 

da: PIEMONTE NEWSLETTER N.31 DEL 22 SETTEMBRE 2017

 

 

Apresentao do livro: Grazie Musica de Dick Danello, no IIC

 

Newsletter Farnesina

Apresentação do livro: Grazie Musica de Dick Danello - 18/09 às 18hs

 

grazie musica dick danello18 09 17

 

MARIA CALLAS IN MOSTRA A PARIGI

MARIA CALLAS IN MOSTRA A PARIGI

A PARIGI LA MOSTRA "SEMPRE LIBERA. MARIA CALLAS ALLA SCALA"

In occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Maria Callas, avvenuta a Parigi il 16 settembre 1977, l’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con L’Accademia Teatro alla Scala, le dedica la mostra Sempre libera. Maria Callas alla Scala.

L’esposizione, che resterà aperta sino al 3 ottobre, presenta una ricca scelta di fotografie provenienti dagli archivi del tempio della lirica milanese, nonché cinque costumi di scena indossati dalla cantante in alcuni celebri allestimenti scaligeri e oggi ricostituiti dagli allievi dell’Accademia.

In occasione del vernissage della mostra, la curatrice Maria Chiara Donato, costumista e insegnante di storia dei costumi teatrali, ha dialogato con il musicologo Alain Duault ed il giornalista Andrea, Jacchia attorno all’estro e all'immagine della Callas che proprio sul palco della Scala ebbe la sua consacrazione artistica.

A seguire, l'Accademia ha offerto un concerto con brani tratti da La Traviata, Carmen, Anna Bolena, Madama Butterfly, Adriana Lecouvreur e Tosca.

L’esposizione, accompagnata da un catalogo bilingue con ricco apparato iconografico, apre significativamente il ciclo di eventi che l’IIC di Parigi dedicherà nei prossimi tre mesi alla città di Milano, del cui prestigio culturale la Scala rimane simbolo indiscusso a livello internazionale.

A questo evento faro ne seguiranno diversi altri, tesi soprattutto a mettere in evidenza le potenzialità creative proprie del vivere all’italiana che la metropoli lombarda esprime ai livelli più alti nei campi più svariati: dall’arte all’architettura, dal teatro alla letteratura, dal cinema alla musica, dal design alla moda. Il ciclo di appuntamenti nasce in occasione e in supporto della candidatura della metropoli lombarda alla rete delle Città Creative dell’UNESCO, che proprio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi verrà annunciata durante una delle serate in programma.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20473 - 16 Settembre 2017           

 

 

LICIB PRESENTA: PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA Parte II - Enzo Jannacci

 04 SETTEMBRE

VW

L’ICIB PRESENTA:
PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA
Parte II

 LUNEDÌ - 04 SETTEMBRE 2017

“Vengo anch’io, no tu no”, di Enzo Jannacci

“Vengo anch’io, no tu no”, oltre ad essere un album di grande successo,
è anche diventato un modo di dire che è entrato nel quotidiano di milioni di italiani. Jannacci è stato un interprete unico della canzone italiana, stralunato, ironico, surreale e melanconico. Queste caratteristiche sono ben presenti in questo disco storico scritto in collaborazione con Dario Fo, premio Nobel per la letteratura.



Presentazione di: Mauro Finazzi

Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933


 

Il fantasy cattolico ha una marcia in pi

 

Il fantasy cattolico ha una marcia in più

Lo scrive il gesuita Guy J. Consolmagno su «Civiltà cattolica»: «Superman è una noia, Frodo ci piace perchè sa soffrire

Frodo ne «Il Signore degli anelli»

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Pubblicato il 14/07/2017
Ultima modifica il 14/07/2017 alle ore 12:15
RAFFAELLA SILIPO

Superman? «Alla fin fine è una noia». Vuoi mettere con Frodo, «che può soffrire e fallire e alla fine trionfare»? Gli scrittori cattolici di fantascienza e di fantasy, sostiene Guy J. Consolmagno (scienziato e gesuita appassionato di fantascienza, che proprio grazie a essa è divenuto uno scienziato) su «Civiltà cattolica», hanno una marcia in più. John R. R. Tolkien e Gene Wolfe sono soltanto gli esempi più eclatanti, ma tra i più noti e amati scrittori di fantascienza ci sono «insospettabilmente» tanti cattolici. Perché? «Ad esempio, la concezione cattolica di un’umanità peccatrice comporta la presenza di personaggi che possono essere amati anche quando commettono errori e si comportano male». 

 

 

L’articolo dal titolo «La fantascienza e la sensibilità cattolica», che apparirà sul prossimo fascicolo della rivista, sostiene che gli scrittori cattolici sono avvantaggiati dalla loro fede anche dal punto di vista narrativo. D’altronde già Tolkien lo sosteneva, in una lettera al gesuita Padre Robert Murray: «Il signore degli anelli è fondamentalmente un’opera religiosa e cattolica: l’elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo». Un altro credente convinto - anche se non cattolico ma anglicano - era Clive Staples Lewis, amico e collega di Tolkien, che ha riempito di simbologia cristiana le sue «Cronache di Narnia» 

Mentre Thomas Chesterton scriveva: «Le favole non danno al bambino la prima idea di uno spirito cattivo. Ciò che le favole danno al bambino è la prima chiara idea della possibile sconfitta dello spirito cattivo. Il bambino conosce dal profondo il drago, fin da quando riesce ad immaginare. Ciò che la favola gli fornisce è che esiste un San Giorgio che uccide il drago»  

 

 

Il cattolicesimo in questo caso «è un insieme di princìpi circa l’universo, al di là di ciò che possono dirci gli astronomi. E le buone storie vengono spesso dallo scontro tra visioni del mondo contrapposte. Essere cattolici in un mondo laico significa vivere quella tensione: si è già a buon punto». La sfida è sempre quella: la battaglia del bene contro il male, sentimenti grandi e nobili, un senso ultimo delle cose e soprattutto l’aspirazione alla grandezza, «promuovere un’immagine che sia davvero abbastanza grande da essere universale». In questo senso, l’obiettivo degli scrittori cattolici «sembra essere, in fondo, quello di trovare nuovi modi per dire Dio, pur restando fedeli a quello vero».  

 

da: http://www.lastampa.it/2017/07/14/cultura/il-fantasy-cattolico-ha-una-marcia-in-pi-jS7rUJe9k5CkzUAQBOg1iK/pagina.html

 

 

Parolacce? Ecco le 50 piemontesi pi curiose

 

Parolacce? Ecco le 50 piemontesi più curiose

 

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da: Feisbuc en piemuntèis

 

 

Centro Cultural FIESP: Curta o som da banda Queen Tribute Brazil

Curta o som da banda Queen Tribute Brazil, de GRAÇA!

VW
Lili Buarque e Felipe de Vas
Queen Tribute Brazil
File - O Borbulhar de Universos
Vida de Cão
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp
Logo Fiesp Sesi

 

Centro Cultural FIESP: A msica nordestina vai agitar o seu Domingo na Paulista

???? A música nordestina vai agitar o seu Domingo na Paulista

 

 

 

La fabbrica della musica

La fabbrica della musica

Nei boschi di risonanza dove nascono violini e pianoforti: “Così creiamo strumenti per le grandi orchestre del mondo”

Il sentiero degli alberi di risonanza si trova a Malborghetto-Valbruna (Claudio Costerni)

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Pubblicato il 19/06/2017
Ultima modifica il 19/06/2017 alle ore 07:52

 

ELISABETTA PAGANI

TARVISIO (UDINE)

Li chiamano boschi che suonano, o foreste di risonanza, perché custodiscono speciali alberi secolari, gli abeti rossi, da cui nascono strumenti musicali pregiati che finiscono nelle orchestre di tutto il mondo. Ogni anno ne vengono tagliate poche decine. E da una piccola porzione del tronco si ricavano le tavole armoniche di violini, viole, contrabbassi e chitarre, creati artigianalmente dai liutai di Cremona. 

 

In Italia i boschi di risonanza (che si trovano anche in altre parti del mondo) crescono ai piedi delle Alpi. Tre i punti di diffusione principale: Paneveggio e Latemar, in Trentino Alto Adige, e Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia. Ma se le foreste delle Dolomiti si sono guadagnate la loro fama decenni fa, per quella della Val Canale la rinascita è iniziata ora, nonostante sia stata «scoperta» negli Anni 50 da un allora giovane «esploratore di boschi», Gio Batta Morassi, diventato poi un noto maestro liutaio della scuola di Cremona che oggi gira il mondo per far parte di giurie che valutano la voce dei violini. 

 

 

Dalle Alpi alle botteghe  

Il legno della cassa armonica, per uno strumento ad arco, è fondamentale «per il timbro, la potenza, l’equilibrio che esprimerà» spiega Morassi, a Malborghetto-Valbruna, nel Tarvisiano, per il festival Risonanze che si è chiuso ieri con concerti nei boschi dei violini e laboratori per osservare come lavorano i maestri.  

 

Trovare un albero di risonanza, pur nei boschi «musicali» di Friuli e Trentino, non è semplice. «Ogni anno - calcola Stefano Dell’Antonio, referente culturale dell’Agenzia foreste demaniali della Provincia di Trento - a Paneveggio vengono tagliate 2.000 piante e di queste l’1% è di risonanza». Non tutti gli abeti rossi, infatti, sono adatti. «L’albero perfetto - spiega Giovanni Battista Morassi, nipote di Gio Batta e anche lui liutaio - deve avere gli anelli equidistanti ed essere senza nodi o sacche resinifere».  

 

Per sceglierli ci si affida inizialmente all’occhio esperto dei boscaioli, scartando «ad esempio quelli che contengono pallottole. In questa zona del Friuli durante la Prima guerra mondiale si è sparato molto, e alcuni alberi ne conservano un’eredità». Per accertarsi che l’abete sia «perfetto», prosegue Morassi, «si inserisce un trivellino, chiamato succhiello, per estrarre un cilindretto di legno che permetterà di giudicarne lo stato». «Ogni anno in Friuli vengono tagliati pochi esemplari - spiega il sindaco di Malborghetto, Boris Preschern -: il nostro obiettivo è preservare questa splendida foresta ma allo stesso tempo far sì che da qui continuino a nascere strumenti di qualità. Ogni grande orchestra del mondo ne ha uno».  

 

Stradivari e i liutai d’oggi  

Ma sono diversi gli abeti rossi di Friuli e Trentino, e quindi il suono che gli strumenti ad arco, a pizzico, o anche i pianoforti, avranno? «Sì - concordano gli esperti - entrambi ottimi ma diversi, dipende dal gusto del liutaio». I legni scelti, tagliati a spicchi e lasciati mesi ad asciugare (alcuni vengono messi prima in acqua corrente) e anni ad essiccare, vengono poi portati nelle botteghe di Cremona. E da lì in tutto il mondo.  

 

«Solo in questa città il 90% del lavoro è produzione di nuovi strumenti - calcola Morassi - altrove si concentrano più sul restauro e sulla messa a punto». Per creare un violino - tavola armonica in abete rosso e acero per il fondo e il riccio - ci «vogliono 40 giorni» stima. Il mercato è mondiale: Stati Uniti, Europa, Giappone e da qualche anno anche Cina. «E per fortuna - osserva -, se vendessimo solo in Italia a Cremona sarebbero rimaste 3 botteghe, non 200». Ma c’è ancora mercato? «Sì per chi è già inserito - sottolinea - più difficile, invece, per i giovani che iniziano oggi». 

 

«Si dice che già nel Settecento Antonio Stradivari si aggirasse fra i boschi di Paneveggio per scegliere personalmente le sue tavole - sottolinea Dell’Antonio -. Sicuramente questo legno è speciale. Rispetto a quelli normali ha una maggiore velocità di trasmissione degli ultrasuoni. Gli strumenti fatti con il legno di risonanza migliorano con il tempo, è questa la loro caratteristica». «Dai tempi di Stradivari - spiega Gio Batta Morassi - sono cambiate molte cose: non ci sono più le corde di budello, ad esempio, e il manico è più lungo. Hanno anche provato a sostituire il legno di risonanza ma su questo si sono arresi: nessuno dona al violino una voce così bella».

 

da: http://www.lastampa.it/2017/06/19/societa/la-fabbrica-della-musica-Aj4TEEUxZjj6AlBBmP5HYO/pagina.html

 

 

IIC: Concerto do pianista Orazio Sciortino, 19/06 na Unesp

 

MÚSICA: Concerto do pianista Orazio Sciortino, 19/06 na Unesp

 

musica sciortino 19 06 17

Scoperto un nuovo pianeta bollente: Kelt-9b pi caldo delle stelle con i suoi 4600 gradi

Scoperto un nuovo pianeta bollente: Kelt-9b è più caldo delle stelle con i suoi 4600 gradi

Allo studio, pubblicato su “Nature” hanno partecipato anche cinque ricercatori italiani
Pubblicato il 06/06/2017
Ultima modifica il 06/06/2017 alle ore 12:18
FABIO DI TODARO

Le dimensioni sono quasi tre volte superiori a quelle di Giove. La temperatura risulta più alta rispetto a quella della maggior parte delle stelle della nostra galassia: 4600 gradi, appena 1200 in meno rispetto a quella del sole. Numeri che fanno di Kelt-9b, la cui caratteristiche sono state descritte per la prima volta da una pubblicazione apparsa su «Nature», un pianeta gigante e bollente. Il corpo celeste, distante 650 anni luce dalla Terra e appartenente alla costellazione del Cigno, è stato scoperto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Ohio State University. Del pool hanno però fatto parte anche cinque ricercatori italiani: Valerio Bozza, Sebastiano Calchi Novati e Gaetano Scarpetta (Università di Salerno), Giuseppe D’Ago (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici di Vietri sul Mare) e Roberto Zambelli (Società Astronomica Lunae). La sua atmosfera, secondo gli autori della ricerca, non ha eguali. «Si tratta della più calda stella conosciuta che ospiti un pianeta».  

 

Un pianeta incompatibile con la vita  

Kelt-9b è stato scoperto grazie al periodico passaggio (ogni 36 ore) davanti alla sua stella (Kelt-9), la cui elevata temperatura è la causa principale di quella rilevata sul pianeta che le orbita attorno. Si tratta di un pianeta che i ricercatori hanno definito «estremo» e dunque non considerato compatibile con alcuna forma di vita. Le condizioni termiche riscontrate sono infatti incompatibili con la sintesi di molecole cruciali - come l’acqua, l’anidride carbonica e il metano - per l’esistenza di specie appartenenti al regno vegetale e animale. La sua inospitalità risiede in «un flusso di raggi ultravioletti senza pari», che secondo i ricercatori potrebbe «portare il pianeta all’evaporazione, che produrrebbe una coda di gas incandescente», simile a quella di una cometa. Secondo Keivan Stassun, docente di astronomia alla Vanderbilt University di Nashville e secondo autore della pubblicazione, «la stella Kelt-9 è destinata a diventare una gigante rossa nell’arco di un miliardo di anni e di conseguenza anche il futuro del pianeta appare a rischio». L’ultima fase dell’evoluzione stellare potrebbe infatti determinare l’inghiottimento del pianeta, che come la Luna fa con la Terra rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella.  

 

Come si formano i pianeti attorno a stelle così calde?  

La scoperta di Kelt-9b sembra viaggiare in un’altra direzione, rispetto agli studi condotti alla ricerca di esopianeti in grado di ospitare forme di vita. Ma i ricercatori ritengono utile studiare anche i mondi inabitabili all’estremo. Come fanno sapere dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, «è utile rendere complementari questi studi per capire come possano formarsi pianeti intorno a stelle calde e massicce e, in ultima analisi, come vengono distrutti». 

@fabioditodaro  


(Foto:Robert Hurt / NASA / JPL-Caltech)

 

da: http://www.lastampa.it/2017/06/06/scienza/scoperto-un-nuovo-pianeta-bollente-keltb-pi-caldo-delle-stelle-con-i-suoi-gradi-q3o6PPIjjrPzmx4zVxoH3H/pagina.html

 

 

SESI - SP: Msica em Cena com Aurlie & Verioca

Música em Cena com Aurélie & Verioca

Música em Cena - Maio
Aurelie e Verioca
MPB sem sotaque e com leveza faz a ponte cultural entre França e Brasil e expressa a paixão das duas artistas pelo país

Repertório

À tout ce qui nous lie 
Além de Nuages
Andando 
Eu vou voar
Naquele bar 
No caminho do mar 
Pas à 
Ratatouille 
Reconciliação    
Rescapeé    
Rêve en baião 
Tive um sonho
Um dia    
Viver é ser feliz 

Reservas de ingresso pelo site www.sesisp.org.br/meu-sesi 

Entrada gratuita

Os ingressos remanescentes são distribuídos pela bilheteria no dia da apresentação, a partir das 13h

Centro Cultural FIESP
Av. Paulista, 1.313
São Paulo - SP

Alvará 2017-02947-00, válido até 11/2/2018 | AVCB Nº 246063, válido até 9/6/2018



 
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FAPIB: Concerto d'organo col Maestro Gianmario Cavallaro e il Tenore Richard Wolfgang Azevedo Bauer

Concerto d'organo col Maestro Gianmario Cavallaro e il Tenore Richard Wolfgang Azevedo Bauer

Cari Amis, 

La FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile vi invita al concerto di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer che avverrá domenica 28 maggio p.v. alle core 20:00 nella Chiesa Matriz di S.Bernardo al Campo.Partecipate a questo concerto dedicato non solo ai piemontesi ma alla Comunitá Italiana, un concerto che non dimenticherete.  

Appuntamento dunque, domenica 28 maggio p.v. alle ore 20:00, nella Chiesa Matriz de N. S. da Boa viagem a São Bernardo do Campo, ricordando che alle ore 19 ci sarà la Santa Messa celebrata da Padre Giuseppe Bortolato, parrocco della chiesa.

  

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ENDEREÇO

Paróquia Nossa Senhora da Boa Viagem (Igreja Matriz de S.Bernardo do Campo)R. Padre Lustosa, 292 - Centro, São Bernardo do Campo - SP, 09710-120Telefone: (11) 4330-5227

 

 

Un caro abbraccio a tutti e cerea neh