Concerto degli U2 a Torino il 6 agosto 2010
sabato 24 luglio 2010
Uno dei concerti più attesi in tutta Europa è sicuramente quello degli U2, il gruppo a cui fa capo Bono, uno di questi concerti si svolgerà a Torino il 6 agosto 2010 allo stadio Olimpico (ex Comunale) dove si prevede un successo come un successo è tutto il Tour che si chiama “360°” e che porterà Bono Vox e la sua band in tourné in tutto il mondo.
Ma non finisce quì, Bono e gli U2 si tratterranno in città 15 giorni, dove effettueranno le prove del concerto, che ha dei numeri da spavento, vediamone alcuni:
Al centro del campo, dal 22 giugno, sarà montato uno dei più grandi e avveniristici palchi della storia del rock. I torinesi potranno vederne l’apice, una sorta di guglia infuocata che supera i 50 metri, anche da fuori dell’impianto. Il parco circolare, realizzato da Willie Williams che lavora con gli U2 dal 1982 , consentirà a 45 mila spettatori di abbracciare letteralmente la band.

Nulla più dei numeri può illustrare la maestosità dell’impianto che Bono a paragonato alla immaginifica Sagrada Famiglia progettata dal genio di Gaudì a Barcellona: alto 53 metri, largo 56, sormontato da un maxischermo circolare dal peso di 54 tonnellate ad alta definizione, composto da 500 mila pixel, 320 mila elementi di fissaggio, 30 mila cavi e 150 mila parti meccaniche. Per montarlo arriveranno 300 tecnici, tra impiantisti, elettricisti e carpentieri che viaggiano su circa 120 camion. I costi di produzione si aggirano attorno ai 750 mila dollari al giorno, esclusa la costruzione del palco.
Sono previsti arrivi da tutta Europa e i biglietti scarseggiano, per chi non volesse o potesse spendere i soldi del biglietto o comunque ne sia rimasto senza, potrà per diversi giorni, ben 15, ascoltare le prove all’ombra degli alberi in Piazza d’Armi.
da: http://cinzanino.blogspot.com/
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Traffic 2010 – From Beat to Bit
Dal 14-07-2010 Al 17-07-2010
Piazza Castello - 10121 Torino (To)

E’ l’elegante cornice di piazza Castello ad aprire mercoledì 14 luglio a Torino l’edizione 2010 di Traffic, ospitando nella sua unica apparizione italiana l’attrice e musicista Charlotte Gainsburg, a cui è dedicata anche la giornata precedente, martedì 13 luglio, con una panoramica sulla sua filmografia in collaborazione col Museo Nazionale.
Nel main stage accanto alla Reggia di Venaria, tre serate che rispecchiano la vocazione tematica tipica del festival, snodandosi tra sottocultura mod, rock, dance e afrobeat, con nomi che vanno da Paull Weller agli alfieri dello ska brittanico Specials, fino ai Klakson e ad Africa Bambaataa, padre fondatore dell’hip hop a New York e promotore della Zulu Nation.
da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/9/musica/402/traffic-2010--from-beat-to-bit.html del 14/07/2010
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Tomate vendido como remédio natural na Itália
13/07/2010
Já está à venda, nos supermercados da Itália, o super tomate, remédio natural contra o envelhecimento e eficaz na prevenção de doenças cardiovasculares e cancerígenas. Segundo a associação dos agricultores Coldiretti, que levou a novidade para as prateleiras, não há organismos geneticamente modificados e a concentração de licopeno, um cartenóide de reconhecido efeito "antienvelhecimento", é superior a 50%.
da: Informativo da Associação Beneficente e de Assistência Educacional do Rio Grande do Sul - ACIRS
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Nem cinzas, nem gases: onda de calor de até 600 graus foi o que destruiu a vida em Pompéia
segunda-feira - 21/06/2010 Uma onda de calor – com temperaturas que atingiram 600 graus – foi a causa determinante da morte, instantância dos moradores de Pompéia, durante a erupção do Vesuvio, em 79 DC, e não a asfixia por cinzas, após uma longa agonia, ou gases venenosos, como se supunha até agora. A conclusão é de um estudo interdisciplinar realizado por pesquisadores do Osservatorio Vesuviano-Ingv e biólogos da Universidade Frederico II, de Nápoles, publicado na revista científica PLoS ONE As novas descobertas – que revelaram a passagem pela região atingida de uma nuvem brilhante, de baixa concentração de cinzas, mas muito espassa, capaz de reter o calor mesmo a muitos quilômetros de distância do vulcão - não são importantes apenas para esclarecer a tragédia ocorrida há tanto tempo. Como explicam os autores do estudo – Giuseppe Mastrolorenzo, Lucia Pappalardo , Pierpaolo Petrone e Fabio Guarino -, no caso de uma futura erupção, o risco para a vida humana pode ser estendido a distâncias superiores a 15 quilômetros do vulcão, área até agora considerada segura. Na verdade, observam, os novos dados apontam para a inadequação dos atuais planos de emergência e a importância de se ampliar a zona de risco. - Nossos resultados – acentuam - mostram que a exposição a pelo menos 250 ° C, a uma distância de 10 quilômetros a partir da vazão, foi suficiente para causar morte instantânea, mesmo às pessoas abrigadas em prédios. Para chegar às conclusões, entre outras ações, os pesquisadores analisaram a composição e a consistência das cinzas e simularam o avanço na nuvem quente. Avaliaram a posição em que as vítimas foram encontradas e as alterações súbitas sofridas nos ossos. O resultado evidenciado pela situação em que as vítimas foram encontradas indicou que morreram em um átimo, sem esboçar qualquer reação. Uma mulher, com uma criança no braço, ou um homem encontrado morto no que era o banheiro da época, são exemplos claros. O estudo demonstrou que os restos, tantos dos humanos quanto dos animais, apresentavam características de exposição a temperaturas altíssimas, o que foi confirmado pela análise da alteração súbita do DNA e dos experimentos realizados nos ossos dos animais. |
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da: Redação revista eletrônica Oriundi
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Francobollo commemorativo di Camillo Benso Conte di Cavour
Poste Italiane comunica l’emissione, per il giorno 6 giugno 2010, di un francobollo commemorativo di Camillo Benso Conte di Cavour, nel bicentenario della nascita, nel valore di € 0,60.
Il francobollo è stampato dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 30 x 40; formato stampa: mm 26 x 36; dentellatura: 13¼ x 13; colori: quadricromia; tiratura: quattro milioni di esemplari; foglio: cinquanta esemplari valore “€ 30,00”.
La vignetta riproduce il dipinto “Ritratto di Cavour” realizzato dal pittore Michele Gordigiani nel 1862 e conservato presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino; ai lati destro e sinistro del francobollo sono riportate due bande verticali nei rispettivi colori rosso e verde.
Completano il francobollo la leggenda “CAVOUR”, le date “1810 – 1861”, la scritta “ITALIA” e il valore “€ 0,60”.
Bozzetto: a cura del Centro Filatelico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, S.p.A.
A commento dell’emissione verrà posto in vendita il bollettino illustrativo con articolo a firma del Prof. Angelo di Stasi, Presidente della Commissione per lo studio e l’elaborazione delle carte valori postali.
Lo Sportello Filatelico dell’Ufficio Postale di Torino Centro e l’Ufficio Postale di Santena (TO) utilizzeranno, il giorno di emissione, il rispettivo annullo speciale realizzato a cura della Filatelia di Poste Italiane.
Il francobollo e i prodotti filatelici saranno posti in vendita presso gli Uffici Postali, gli Sportelli Filatelici del territorio nazionale, gli “Spazio Filatelia” di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste e sul sito internet www.poste.it.
http://www.italia150.it/ita/Notizie/Francobollo-commemorativo-di-Camillo-Benso-Conte-di-Cavour
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Le fiabe in piemontese sbarcano sull'iPhone
da: "La Stampa Web"
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22/4/2010 (15:45) - ARCHEOLOGIA - IL RITROVAMENTO A TORRE SATRIANO
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Farassino "Le mie canzoni non sono un comizio"
Gipo Farassino con uno dei "toret", le fontanelle di Torino, parete della scenografia del suo spettacolo "Stasseira"
ALESSANDRA COMAZZI
TORINO
Gipo Farassino e il direttore dello Stabile di Torino, Mario Martone, ne parlavano dal 2008. Ma certo, uno spettacolo di Gipo che debutta il 6 aprile, a una settimaa esatta dalla vittoria leghista di Roberto Cota in Piemonte, suona come una coincidenza di esagerata perfezione. «Ma guardi che la cosa è nata davvero due anni fa - racconta Farassino, che per la Lega è stato in Comune, in Provincia, in Regione, a Roma e in Europa. Pure assessore alla Cultura nella giunta Ghigo -. Martone mi ha chiamato perché sua madre aveva tutti i miei dischi, lui mi conosceva, gli interessava il dialetto». Pare che lo stato maggiore della Lega, Umberto Bossi in testa, arrivi tra gli stucchi del Carignano venerdì 9, a godersi Stasseira, regista Massimo Scaglione, coordinatore artistico Giulio Graglia, scene di Carmelo Giammello, collaboratore ai testi Bruno Quaranta. Gipo è alle prove, sul palcoscenico una scenografia che ricorda le case di ringhiera, le ragazze provano un balletto cantando «O madama ca ciapa, ca pia». Ha in mano l’eterno sigaro toscano, spento. «Fumavo la pipa ma ho dovuto smettere perché fa male al cuore».
E il sigaro no?
«No, perché non respiri il fumo».
Allora, caro Gipo, cosa le ricorda questo teatro?
«Mi ricorda tanti recital. Poi, ci venivo da bambino con mia mamma, a vedere le riviste. Io non avevo il papà».
Non ricorda pure una certa clamorosa contestazione, novembre 1987? Lei c’entrava, no?
«C’entravo? Ma l’avevo organizzata io! Io che avevo fondato il Movimento Autonomista Piemontese, anche per contrastare il gruppo di Gremmo, poi di Borghezio: io li detesto, fanno passare i piemontesi per razzisti e non è vero. Ma Gregoretti, che mi sta molto antipatico, e che allora dirigeva lo Stabile, decise di colpire il popolo piemontese nell’anima».
Facendo che cosa?
«Facendo recitare Monsù Travet da attori napoletani, sardi, romani. Di piemontese c’era solo Marianin, la figlia di Travet, Patrizia Scianca. Una vergogna. Gregoretti aveva due possibilità, entrambe degne: scegliere attori piemontesi, che almeno sapessero recitare correttamente in dialetto. Oppure poteva mettere in scena la versione italiana del dramma scritta dallo stesso autore. Ma lui, il regista, scelse di offendere. Non ci avevo visto più. I nostri militanti occuparono tutti i palchi, calarono le bandiere dell’Autonomia, io fuori a far casino. Non mi sono mai pentito».
È contento del risultato elettorale?
«Ma certo! L’ho portato io Roberto Cota in politica. Sono stato per tanti anni segretario della Lega, passavano tutti da me».
Ora come si pone nei confronti del partito?
«Io ho sempre interpretato il mio impegno politico come laterale. Quel che conta davvero è il teatro».
Come sarà questo Stasseira?
«Una sorta di vaudeville, cui fanno da perno le mie canzoni. Il pubblico vuole quelle. E io lavoro per il pubblico. Sennò sarebbe come avere una salumeria e vendere formaggio».
Che cosa racconta?
«Un po’ di storia di Torino, a partire dal ’45, dall’arrivo degli americani. In scena ci sono sei ex allievi dello Stabile, cinque ragazze e un ragazzo, e una bella band dal vivo. Il pianista è Diego Mingolla, mi accompagna benissimo».
Uno struggente spettacolo di memoria?
«È vero che noi ricordiamo meglio quello che ci capitò da giovani. Ma non si deve solo ricordare. Perché, come dicono i francesi, “la memoire tue la fantasie”, la memoria uccide la fantasia. Si deve prendere un particolare, farlo diventare universale e condiviso. Cerco di farlo con le canzoni».
Quando ha cominciato a cantare?
«Nel ’53. Feci night per dieci anni, conobbi mia moglie mentre entrambi eravamo nel coro di Nilla Pizzi. Sono stato a lungo a Parigi e a Milano ma volevo tornare in Piemonte. Ora vivo nel Monferrato, coltivo la vigna e bene che sto».
Chi era il suo ispiratore, Brassens?
«Più Jacques Brel. E mi voleva Strehler. Ho rischiato di fare Mackie Messer nell’Opera da tre soldi. Il ruolo poi andò a Modugno».
Segno zodiacale?
«Pesci, come molti artisti».
Come sarà vestito, in Stasseira?
«Blazer di velluto blu, camicia di seta blu cobalto, jeans, scarpini da ballo. Un barrierante: con l’abito da festa».
da: "La Stampa Web"
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UN'ICONA DELLA MODERNITA' - La chiocciolina fa concorrenza a Picasso
| 24/3/2010 - UN'ICONA DELLA MODERNITA' | |
| Il simbolo delle mail entra al MoMa di New York come opera d'arte | |
| GLAUCO MAGGI | |
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Protagonista di quell’esperanto digitale che modella e omogeneizza le nostre culture, il simbolo @ si diverte a cambiar pelle nelle lingue del mondo. Chiocciola per noi, è la coda della scimmia per tedeschi, polacchi e sudafricani, la coda del maiale per i norvegesi, un cane per i russi, e il segno del miagolio del gatto per i finlandesi.
da:"La Stampa Web"
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[High Voltage Records Newsletter] Comunicato stampa: 26-03-2010 - Folkstone + Lou Quinse @
Venerdì 26 marzo 2010, ore 21.30
Taurus, via Doria 20
Ciriè - Torino
HIGH VOLTAGE RECORDS in collaborazione con TAURUS presenta:
FOLKSTONE (Metal folk - Bergamo. Nelle loro sonorità folk miscelate al metal vivono strumenti come le cornamuse, le bombarde, l'arpa, nei costumi e nello spettacolo proposto si respira l'aria di festa delle antiche taverne medievali.)
LOU QUINSE (Metal provençal - Torino. Il Quindici: il numero del Diavolo nei tarocchi che, proprio con quest'appellativo, è noto nelle vallate francoprovenzali ed occitane. Ma Lou Quinse descrive anche perfettamente la musica proposta dalla band torinese: il "diabolico" heavy metal, da sempre perseguitato da accuse di satanismo, incontra una tradizione che mai ha sopportato i dogmi e le imposizioni.)
A seguire DJ SET.
Start from 22,00 – door opening 21,00.
Taurus, via Doria 20, Ciriè (TO)
I GRUPPI
FOLKSTONE (Metal folk from Bergamo)
I Folkstone sorgono agli inizi dell’anno 2005 con l’intento di riportare in vita antiche sonorità, immergendole in un intruglio di rock idromelico. Nel primo anno la band cerca di trovare un’intesa ispirandosi alla scena folk metal d’oltralpe, pur rimanendo ancorati ad una strumentazione elettrica tradizionale. Quest’ultima vede alla batteria Fore, al basso Ferro ed alla chitarra Angelino. La possente voce del frontman è invece quella dell’orobico Lore. Verso la fine dell’anno baghèt e cornamusa medievale fanno la loro comparsa, dando così l’impronta decisiva al gruppo. Teo è il primo cornamusista, seguito poi da Roby ed infine Andreas. Così si arriva al 2007, anno in cui i Folkstone stampano il loro demo “Briganti di Montagna”. Forti del consenso ricevuto, si immergono così nella scrittura del full-lenght “Folkstone”. Nel frattempo si aggiunge alla stesura dei pezzi e quindi alla line up Becky, la quale introduce una nuova sonorità all’interno del gruppo..l’arpa celtica. Mentre Angelino lascia il posto a Ghera come chitarrista. L’uscita del disco nel 2008 è accompagnata da un’intensa tourné che vede i Folkstone protagonisti sia in Italia che all’estero. Folkmetal e giochi di fuoco danno così vita a shows in festival come Wave Gothic Treffen(Leipzig -D), Cernunnos Pagan Fest (Paris -F), Sauzipf Rock Festival (Döbriach -A), Fiesta Pagana (Zürich -CH), Medieval Fest (Selb - D) , Hoernerfest (Hamburg -D)..fino ad arrivare alla fine del 2009. Anno che nel suo corso vede un altro cambio di chitarrista..ovvero giunge nel gruppo il massiccio Luca. A questo punto i Folkstone si ritirano per comporre e registrare il loro nuovo album “DAMNATI AD METALLA” , che vede diverse interessanti collaborazioni, tra cui quella importante del fonico e produttore artistico Yonatan Rukhman. Questo album trova nella sua stesura un cambio di arpista, dovuto ad un impegno di tempo notevolmente aumentato all’interno del gruppo e quindi un conseguente sovrapporsi di progetti musicali. Becky quindi decide di dedicare la sua creatività al suo originario progetto con i “Furor Gallico” e a lei subentra Clara. E così si apre un altro anno.. sempre all’insegna di birra, vino e metal folk!
http://www.folkstone.it
http://www.myspace.com/folkstone
LOU QUINSE (Metal Provençal from Torino)
Letteralmente "Il Quindici" in patois francoprovenzale, l’antico dialetto di parte delle valli piemontesi (Bassa val di Susa, Valli di Lanzo, Valli Orco e Soana) e della Val d'Aosta, nonché della Savoia francese e di parte della Svizzera francofona. Il significato del nome, però, non si ferma qui. Il Quindici è, infatti, il numero del Diavolo nei tarocchi (è la quindicesima carta) che, proprio con quest’appellativo, è noto nelle vallate francoprovenzali ed occitane. Ma Lou Quinse descrive anche perfettamente la musica proposta dalla band: il "diabolico" heavy metal, da sempre perseguitato da accuse di satanismo, incontra una tradizione che mai ha sopportato i dogmi e le imposizioni. La musica della terra viene così salvata dall'oblio con il rinnovamento, ritornando ad essere attuale, senza però abbandonare le proprie orgogliose radici (Sem Montanhòls), i pezzi tradizionali occitani e francoprovenzali trovano nuova vita dal matrimonio, da qualcuno addirittura ritenuto blasfemo, tra strumenti della tradizione (ghironda, organetto e flauto), armoniosi e melodici, e la distorta energia distruttiva tipica del metal, dove chitarre basso e batteria creano un muro sonoro su cui vengono dipinte le tinte delle canzoni tradizionali. Così, bourrée, rigaudon e farandole, dai toni scherzosi e allegri, ma anche malinconicamente riflessivi, incontrano l'oscurità del black metal, la potenza del death metal e la velocità del thrash metal in una proposta musicale organica che ha pochi precedenti, se non unica.
Lou Quinse sont:
Daniele Quaranta: vos, brams et tambors - voce, urla e tamburi
Furio Sguayzer: semitoun et chitara elétrica - organetto diatonico e chitarra elettrica
Alexander Parise: vioulo - ghironda
Luca Braga: flàuts et bass - flauti e basso
Francesco Cavallero: chitara elétrica - chitarra elettrica
Ivan Di Vincenzo: chitara elétrica et flàuts - chitarra elettrica e flauti
Domenico Santoro: bass et tambors - basso e tamburi
Simone Cottura: baterìa - batteria - drums- batterie
http://www.myspace.com/louquinsemetal
Furio Sguayzer
Ufficio stampa High Voltage Records
press@hvrecords.com
svizzero@hvrecords.com
http://www.hvrecords.com
http://www.myspace.com/hvrtorino
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www.radioitaliana.com.br ; PROTESTO: Vereadores de Roma abaixam as calças contra orçamento baixo
16/03/2010
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LUTO: Pianista italiano Giuliano Montini morre em acidente de carro em São Paulo
20/02/20-10
O pianista Giuliano Montini morreu, vítima de um acidente de carro na Marginal do Tietê, em São Paulo. A música brasileira perde um de seus grandes nomes. Nascido em 29 de outubro de 1932, na cidade italiana de Veneza, Giuliano Montini iniciou seus estudos no Conservatorio Statale di Musica Santa Cecilia, em Roma. Sempre dedicado ao piano, em 1952 se apresentou como solista da Orquestra Sinfônica Brasileira. Sua professora foi a famosa pianista Magdalena Tagliaferro. Logo depois, em 1955, sob a orientação do mestre Bruno Seidlhofer, entrou na Academia de Viena. Tempos depois teve aulas com o pianista Alfred Cortot, dessa vez na Suíça.
da : www.radioitaliana.org.br (Redação Rádio Italiana e EFE)
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www.radioitaliana.com.br : "Italian Crazy Band" homenageou Adoniran Barbosa em São Paulo
15/02/2010
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O evento foi realizado em parceria entre a Unione Italiani nel Mondo, UIM Brasil, a Federazione Vêneta de São Paulo, e o Istituto Italiano di Cultura de São Paulo.
O repertório apresentou músicas do próprio Adoniran Barbosa, cantadas em italiano, e outras que foram feitas para homenageá-lo.
Estiveram presentes no evento a vice-prefeita de São Paulo, Alda Marco Antonio, o deputado federal eleito pela América do Sul, Fabio Porta, o coordenador da Unione Italiani nel Mondo no Brasil, Plínio Sarti, a presidente da Federazione Vêneta de São Paulo, Bruna Spinelli, e diversas outras autoridades italianas e ítalo-brasileiras e integrantes do grupo de jovens do Comitê dos Italianos no Exterior, Comites. |
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Fabio Botto: Veneza incia seu célebre Carnaval 2010
10/02/2010
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O anjo desceu na praça e a festa começou em Veneza para as 90 mil pessoas que chegaram à cidade. Com uma vaporosa túnica branca, Bianca Brandolini d'Adda foi descida da torre do campanário de São Marcos e recebida pelo Doge que, como manda a tradição, deu início à grande festa. O prólogo foi do Arlequim, Servidor de Dois Amos de Ferruccio Soleri e também teve o evento extra do show de striptease de alguns trabalhadores da Alcoa, na versão "Full monthy", para protestar contra os cortes de emprego. O evento prosseguiu entre milhares de máscaras, com a festa das Marie a Castello. Trata-se de uma comemoração histórica com lindas garotas vestidas a caráter que chegam em São Marcos carregadas nos ombros, enquanto do outro lado da cidade - em Cannaregio, nas margens dos canais, cerca de oito mil pessoas receberam uma colorida procissão de barcos.
Mais de 100 embarcações participaram do desfile - com os remadores devidamente mascarados e vestindo trajes típicos, organizado pela coordenadoria local das associações de remo.
As festas de máscaras, que injetam muita vida à Cidade dos Doges, numa época de chuva e frio, são realizadas nos palacetes ao cair da noite.
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Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Fabio Botto: Obra revela o curioso e criativo significado dos sobrenomes italianos
09/02/2010
Obra revela o curioso e criativo significado dos sobrenomes italianos
Aos 57 anos, bisneto de imigrantes, o professor de lingüística e pesquisador Ciro Mioranza, continua com uma disposição inquebrantável quando se trata de estudar questões relacionadas à italianidade. Assim é que, desta vez editado pela Larousse, lançou Filius Quondam – A origem e o significado dos sobrenomes italianos.
Com mais de 25 mil itens, a obra não pode ser classificada como um mero dicionário de nomes, na medida em que os verbetes foram dissecados com base em considerações não apenas do campo da lingüística como igualmente da história, da geografia e da antropologia, entre outras áreas do conhecimento.
Além do exaustivo trabalho de pesquisa, que se prolongou por mais de uma década, a obra tem o mérito de ser escrita em português. Na Itália, há diferentes publicações sobre esse curioso e criativo universo dos sobrenomes atribuídos na península, pólo irradiador da cultura ocidental. É o caso, por exemplo, do Dizionario Ragionato dei cognomi italiani, de Michele Francipane, com 1044 páginas, publicado pela Mondadori, e que refere a existência de 350 mil cognomi.
O autor já prepara uma segunda edição, onde constarão referências de cerca de outros 20 mil sobrenomes, e pretende lançar ainda um terceiro volume, buscando perfazer 70 mil linhagens, muitas das quais se obtém a origem a partir de consulta a documentos da época do medievo. Mioranza admite que os cognoni italiani que podem ser encontrados nos mais diferentes países do mundo chega a 250 mil.
No Brasil, com mais de 25 milhões de descendentes, a obra deverá despertar a atenção. Afinal, sempre é interessante, para quem ainda não sabe, ter noção de que Conte é conde, Marchese é marques, Zago é sacristão, Ferrari são os ferreiros, Quércia é Carvalho, Rossi é Ruivo e assim por diante.
Na verdade, segundo a obra publicada na Itália pela Mondadori, o sobrenome Rossi, com sua “família”, como Rossetti e Russo, é o mais difundido no país, cuja população, durante muito tempo, denominava as crianças com nomes de santos. Depois é que surgiram nomes próprios como sobrenomes, assim como nome de localidades e de profissões.
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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www.radioitaliana.com.br : Deputada italiana Alessandra Mussolini pede exame antidoping a cantores do "Festival de Sanremo"
04/02/2010
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Italian Crazy Band cantará Adoniran Barbosa
05/02/2010
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O espetáculo, que será apresentado em 14 de fevereiro, será em homenagem a João Rubinato, nacionalmente conhecido como Adoniran Barbosa, filho de vênetos que vieram ao Brasil e se instalaram na cidade de Valinhos.
Informações Show: Italian Crazy Band canta Adoniran Barbosa Grupo: Italian Crazy Band Data: 14 de fevereiro Horário: 18h00 Local: Centro Cultural São Paulo Endereço: Rua Vergueiro, 1000 São Paulo
Entrada Franca
Release Italian Crazy Band canta Adoniran Barbosa
Apresentação em 14/02 (com a possibilidade de uma segunda apresentação)
Em comemoração ao centenário de Adoniran Barbosa, a UIM (União dos Italianos no Mundo - Brasil) em colaboração com o Istituto Italiano de Cultura de São Paulo e a prefeitura de Valinhos , trazem o grupo musical italiano a ITALIAN CRAZY BAND. Seus integrantes possuem o interesse em comum pelo jazz, principalmente, pelo “swing all’italiana” que é caracaterizado por um repertório muito próprio e um modo especial de intepretação de suas músicas que representa a singular tradição italiana do “Avanspettacolo”. Este estilo tem como suas principais referências no mundo, os artistas Fred Buscaglione e Renato Carosone.
O encontro com a obra de ADONIRAN BARBOSA começou casualmente, quando que tocaram a a música “Figlio Unico”, versão italiana de “Trem da Onze” e descobriram que era originalmente brasileira e escrita por um filho de italianos oriundos de Cavarzere, Província de Veneza, que vieram para a cidade de Valinhos. E que assim sendo, o ‘rei’ do samba paulista era um .... quase veneziano!
A partir daí, encantados por esta história que aproxima – mais uma vez - a Itália à maior cidade italiana no mundo: São Paulo; a ITALIAN CRAZY BAND inseriu em seu repertório outros sucessso de Adoniran, como Saudosa Maloca, Samba Italiano, Samba do Arnesto, etc. Levando para suas apresentações, a história deste extraordinário personagem, quase desconhecido na Itália, mas muito querido e respeitado em todo Brasil. Neste show, o grupo e a cidade de Cavarzere homenageam João Rubinato (nome verdadeiro de Adoniran Barbosa) em seu aniversário de cem anos de nascimento na sala que leva seu nome no Centro Cultural São Paulo. Boa pedida para quem quer fazer algo diferente neste carnaval.
Fonte: Istituto Italiano di Cultura
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www.radioitaliana.com.br : Cantora escocesa Susan Boyle cantará no Festival de Sanremo 2010
31/01/2010
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Desde sua aparição no programa de televisão britânico Britain's Got Talent, Susan Boyle deslanchou como cantora. Seu primeir álbum, lançado no final de 2009 se transformou na estreia mais vendida de 2009 nos Estados Unidos e no Reino Unido. |
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Fabio Botto: Cientistas querem exumar corpo de Leonardo Da Vinci para provar semelhança com Mona Lisa
28/01/2010
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A identidade da pessoa retratada no famoso quadro é tida como um dos grandes mistérios do mundo das artes.
O presidente do Comitê, Silvano Vincenti, iniciou o projeto Leonardo quatro anos atrás. "As negociações continuam e esperamos que tudo dê certo. Temos tecnologia para avaliar sem fazer maiores escavações. Usaremos incursões com micro-sondas, uma câmera para filmar o interior da tumba e exames de imagens tridimensionais para verificar o estado da tumba e nos certificarmos da presença de ossos", afirmou ele à BBC Brasil. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Vestidos e sapatos de Greta Garbo ganham exposição em Milão
20/01/2010
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Figurinos usados em filmes, objetos pessoais, fotos e acessórios fazem parte da mostra, além de calçados, claro. Garbo foi uma das clientes do sapateiro Salvatore Ferragamo e, segundo a marca, uma vez comprou 70 sapatos de uma só vez.
Peças de outras marcas também integram a exposição, como vestidos Pucci e Givenchy. Em abril, os objetos ficarão expostos no museu Ferragamo, em Florença, e depois viajam para vários países. A marca italiana não confirmou se o Brasil está incluído no roteiro.
Fonte: Terra |
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www.radioitaliana.com.br : 06 DE JANEIRO: Saiba tudo sobre o “DIA DA BEFANA”
05/12/2010
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"La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, col cappello alla romana. VIVA VIVA LA BEFANA!"
A Befana visita as crianças na noite anterior a Epifania (6 de janeiro) para encher as meias, penduradas naquela noite. Para as crianças que foram boazinhas a Befana deixa em suas meias balas e brinquedos, mas se foram desobedientes em suas meias encontrarão carvões. Muitas vezes a Befana vem descrita como uma velha, que voa em uma vassoura. Diferente de uma bruxa é sempre sorridente e têm uma bolsa ou um saco cheio de doces, presentes, mas também carvões.
Segundo uma outra historia popular, os Rei magos, que se dirigiam a Belém para levar os presentes à Jesus, não conseguiam encontrar a estrada, e pediram informações para uma velhinha. Os Reis convidaram esta senhora para acompanhá-los, mas ela não foi. |
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www.radioitaliana.com.br : Magnata chinês Stanley Ho paga 250 mil dólares por trufa gigante no
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16/12/2009
O milionário chinês dos casinos pagou nada menos de 250 mil dólares (cerca de 170 mil euros) pela maior trufa encontrada este ano em Itália, com o peso de 900 gramas, batendo a oferta do conhecido chef Nicola Batavia, de Turim. |
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Fabio Botto: Atriz italiana Sophia Loren diz que sua vida foi uma "fábula"
06/12/2009
A atriz italiana Sophia Loren, que terminou de gravar a minissérie de TV "La mia casa é piena di specchi", afirmou que considera sua própria vida, retratada na produção, uma "fábula". "A minha vida, olhando para trás, repensando tudo, ainda mais hoje que se tornou um filme para a TV, foi uma fábula que ainda continua e espero que não termine nunca", reiterou a atriz em declarações concedidas à ANSA. Na minissérie, Loren interpreta sua própria mãe, Romilda Villani. "La mia casa é piena di specchi" foi dirigida por Vittorio Sindoni e é baseada no romance de mesmo nome da irmã da atriz, Maria Scicolone.
"Terminei [as gravações] depois de 12 semanas muito cansativas, mas cheias de dias emocionantes para mim", afirmou Loren, que retornará agora para a sua residência na Suíça. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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CINEMA: USA, REGISTA ITALIANO PROPONE NUOVO MODELLO BUSINESS
CINEMA: USA, REGISTA ITALIANO PROPONE NUOVO MODELLO BUSINESS
(ANSA) - WASHINGTON, 26 NOV - Il backstage del film è stato
trasformato in un programma televisivo di otto puntate ed una
emittente ha comprato il format, finanziando così in modo
sostanziale la produzione del film: questo il nuovo modello di
produzione cinematografica messo a punto negli Stati Uniti da un
giovane regista italiano, Max Bartoli, che in questo modo ha
trovato le risorse per finanziare il suo ultimo film, 'Atlantis
Down'.
Il film, che può essere catalogato come una coproduzione
italo-americana, sarà presentato all'Ambasciata Italiana a
Washington non solo perché sono italiani design, montaggio,
musica, costumi, reagia e aiuto regia, ma soprattutto è di
iniziativa italiana l'originale modello di business.
Il lavoro, che sarà girato in Virginia e che uscirà il
prossimo anno, è un thriller di fantascienza. (ANSA).
Fonte: 2009/11/27 Oscar Bartoli
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www.radioitaliana.com.br: Colecionador encontra dois dedos e um dente de Galileu na Itália
21/11/2009
Dois dedos e um dente de Galileu Galilei, desaparecidos há 100 anos, foram encontrados graças a um colecionador, e serão exibidos em 2010, informou o diretor do Instituto de História da Ciência de Florença (centro da Itália). É uma descoberta surpreendente", declarou Paolo Galluzzi, diretor do instituto florentino.
"Um colecionador, que deseja permanecer anônimo, nos ligou há dois dias para contar que havia adquirido sem saber dois dedos e um dente de Galileu em um leilão. Nós os examinamos imediatamente e ele tinha razão", contou.
Os dedos e o dente do célebre astrônomo foram vistos pela última vez em 1905. "Acreditávamos que estavam perdidos", disse Galluzzi, que agora organiza uma mostra em Florença para março de 2010.
Os restos de Galileu, considerado pai da astronomia moderna, perseguido pela Inquisição católica, foram roubados junto com outro dedo e uma de suas costelas em 1737, quando eram transportados para um túmulo monumento na basílica de Santa Croce de Florença.
Galileu Galilei (1564-1642) nasceu em Pisa, no centro da Itália. Começou a observar a Lua e as estrelas com um telescópio revolucionário, e suas descobertas permitiram que ele confirmasse a rotação da Terra em torno do Sol, teoria que já havia sido aventada por Copérnico.
Suas pesquisas, no entanto, provocaram a ira da Igreja e fizeram com que ele fosse duramente perseguido pela Inquisição. No fim, foi obrigado a negar suas teses para escapar da morte na fogueira.
A Igreja católica só reconheceu seu equívoco em 1992, durante o papado de João Paulo II, e agora homenageia o cientista italiano com uma exposição na programação do Ano Internacional da Astronomia proclamado pelas Nações Unidas. |
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Fabio Botto: São Paulo comemora "Dia Mundial do Macarrão" neste domingo
24/10/2009
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Neste domingo, comemora-se o "Dia Mundial do Macarrão" e a cidade com mais descendentes de italianos do país celebra a data com a primeira edição do "Rota 25 - Caminho do Macarrão".
Dez restaurantes da capital paulista vão oferecer pratos à base de macarrão. São receitas diferentes do 'macarrão com molho' e a idéia é estimular os clientes a experimentar novas versões do prato. Cada restaurante desenvolveu uma receita exclusiva.
Apesar da grande colônia italiana, o Brasil fica em 12° lugar entre os países que mais consomem macarrão. Cada brasileiro come 6,6 quilos por ano. A Itália, claro, é a campeã do consumo: são 28 quilos por ano para cada habitante. Os vizinhos venezuelanos também estão entre os principais consumidores mundiais do prato, com 13 quilos por ano para cada habitante.
No Brasil, há cerca de 30 variedades de macarrão, mas são as receitas mais antigas que fazem sucesso: espaguete e fusilli com molho a bolonhesa. No Brasil, as massas secas, do tipo espaguete, gravatinha e parafuso, representam 87% do macarrão consumido. Massas frescas como ravioli e cappeleti representam apenas 3% da preferência do consumidor.
- É uma combinação deliciosa o macarrão com molho, mas acaba cansando - diz Cláudio Zanão, presidente da Associação Brasileira das Indústrias de Massas Alimentícias.
Por isso, a idéia é diversificar. O Dia Mundial do Macarrão foi criado durante o primeiro congresso mundial sobre o alimento, que reuniu os principais fabricantes do mundo em Roma, na Itália, em 1995.
- Além de saboroso, macarrão é nutritivo, fácil de preparar e barato. Ele também tem a ver com família e amigos reunidos em volta da mesa - diz Zanão.
A Itália é a terra dos que mais comem macarrão, mas a notícia mais antiga de que se tem sobre a fabricação da massa vem da China, há quatro mil anos. Em 2005, pesquisadores descobriram um fio de massa de 50 centímetros de comprimento na cidade de Lajia. Na Itália, por volta do ano 1150, em Palermo, já se comia uma massa feita de farinha e água que 'tinha a forma de barbante'.
O macarrão na China e na Itália são consumidos de forma diferente. Enquanto, os chineses apreciam o prato em forma de sopa, com verduras e carne, os italianos comem a massa com especiarias e molho.
Na década de 1950, foi um japonês que inventou o macarrão instantâneo - o chamado lamen, que leva três minutos para ficar pronto. Calcula-se que sejam vendidos no mundo 10 bilhões de pacotes de lamen por ano, a maioria nos países do oriente, onde tornou-se alimentação básica.
Foi somente no século XVII que o macarrão ganhou a combinação mais apreciada até hoje: o molho de tomate. O fruto, originário do México, foi levado à Itália e lá se inventou o molho ao sugo.
Se o molho evoluiu, a massa básica de farinha e água também: hoje se acrescentam ovos, se usam farinhas diferentes como sêmola, grão duro, integral ou trigo sarraceno. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Topo Gigio mobiliza italianos contra a Gripe A
Iniciou, em todas as regiões italianas, a operação de estocagem da vacina contra a gripe A (H1N1).
São 500 mil doses que estão reservadas para a vacinação inicial do pessoal da área da saúde. Mas a mobilização para o combate à Influenza nesse período em que a população ficará mais suscetível, por conta da queda da temperatura, iniciou na semana passada, com o a divulgação de uma campanha publicitária institucional, cujo garoto-propaganda não é nenhuma das reluzentes estrelas e astros contemporâneos mas, na verdade, um velho conhecido dos brasileiros: o personagem Topo Gigio, o personagem criado por Maria Perego, que emprestou o ratinho simpático sem nenhum custo para o Governo.
Topo Gigio atua em duas frentes. Primeiro, em termos de prevenção, depois, no processo de vacinação.
As doses deverão ser entregues à região nessa primeira etapa até 15 de novembro, e a previsão é de que seja vacinada 40% da população, cerca de 24 milhões de pessoas.
O plano das autoridades da saúde prevê uma primeira fase de vacinação imediatamente anterior ao pico da doença, que é esperado para o natal. Depois, a segunda fase acontecerá nos primeiros meses do próximo ano.
da: www.radioitaliana.com.br de 19/10/2009
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O Istituto Italiano de Cultura de São Paulo, parceiro da Rádio Italiana, traz a São Paulo Stefano Bollani
14/10/2009
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Parceiro da Rádio Italiana traz a São Paulo Stefano Bollani, um dos principais jazzistas do momento
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O Istituto Italiano de Cultura de São Paulo, parceiro da Rádio Italiana, traz a São Paulo Stefano Bollani, um dos principais jazzistas do mundo na atualidade, que se apresentará em São Paulo em 15 de outubro às 21h00 no Auditório Ibirapuera.
Bollani já se apresentou nos melhores palcos do mundo como o Scala de Milão e o Umbria Jazz, tocou com músicos de fama internacional, entre eles Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny e Greg Osby, e é considerado um show man, clownesco e que interage bem com o público, o que atrai ainda mais fãs.
Entre os brasileiros o músico italiano contribuiu com Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Zé Renato, Nilze Carvalho, Ná Ozzetti, Marcos Sacramento e Monica Salmaso, os últimos dois garantiram presença na apresentação.
Mais informações
Local: Auditório Ibirapuera Endereço: Avenida Pedro Álvares Cabral, s/no., Portão 2 - Vila Mariana Horário: 21h00 Preço dos Ingressos: R$30,00 inteira e R$15,00 meia entrada
Quem é Stefano Bollani (artigo feito pelo Istituto Italiano di Cultura)
Stefano Bollani, (Milano, 5/12/1972) è conhecido por ser um dos melhores pianistas jazz do mundo na atualidade. Fantástico show man, clownesco, exuberante é considerado “Gran Visir dello Swing italiano” e se apresentou com célebres musicos ( Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Greg Osby...) nos palcos mais prestigiosos do mundo ( do Umbria Jazz ao festival de Montreal, até a Scala de Milão).
Seus discos mais recentes são o resultado da intensa colaboraçao junto ao trompetista Enrico Rava, a partir de 1996: “The third man” (ECM 2007), (melhor disco do ano segundo a revista americana AllaboutJazz e a italiana Musica jazz) e “New York days” (ECM 2009), junto com Mark Turner, Larry Grenadier e Paul Motian.
“Bollani Carioca” (2006), que nasceu da sua paixão pelo Brasil, é o disco onde o artista revisita as mais famosas músicas da MPB, como “Samba e amor” do Chico Buarque, “Luz negra” de Nelson Cavaquinho e “Valsa brasileira” (Edu Lobo- Chico Buarque), gravado no Rio de Janeiro com dois músicos italianos e os brasileiros Marco Pereira( vioão), Jorge Helder, (baixo), Jurim Moreira (bateria), Zé Nogueira (sax soprano) e Armando Marçal (percussões).
Sua primeira visita musical ao Brasil foi em 2006, quando abriu, com seu grupo “I visionari”, os concertos de Ahmad Jamal e Herbie Hancock no TIM Jazz Festival.
Bollani colaborou com muitos artistas do cenário brasileiro atual: Hamilton de Holanda, Toninho Horta, Marcos Sacramento, Ze' Renato, Monica Salmaso, Nilze Carvalho, Na' Ozzetti.
Em 2007, Bollani se apresentou numa comunidade carente de Laranjeiras, bairro do Rio de Janeiro, sob os auspícios do Ministério da Cultura do Brasil e do Governo da região da Úmbria na Itália.
Em 2008, encerrou o projeto “Interseções”, na Sala Cecília Meireles, no Rio de Janeiro, tendo como convidados Ná Ozzetti, Zé Renato, Marcos Sacramento, Zé Nogueira e Nilze Carvalho. O concerto foi fantástico!
Este CD “Bollani Carioca” vai ser lançado oficialmente pelo selo MP.B no próximo dia 14 de outubro às 19 horas no SESC Ginástico (R. Graça Aranha 187 – Centro) no Rio de Janeiro, com os grandes músicos brasileiros que gravaram originalmente o disco.
Em breve será lançado seu novo disco pela ECM “Stone in the water”, gravado em Nova York: seis músicas originais às quais se juntam incursões no amado Brasil de Caetano Veloso, Antonio Carlos Jobim e Vinicius de Moraes. |
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Mafalda Minozzi se apresenta em São Paulo
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O evento, nomeado como "Papo Musical", terá também o lançamento de CD e DVD Live in Italia da Unimar Music.
Vejam as informações oficiais do evento Papo Musical com Mafalda Minnozzi para lançamento do CD e DVD Live In Italia, Unimar Music Participe de um descontraído bate-papo com a cantora italiana Mafalda Minnozzi sobre o primeiro DVD de sua carreira. O trabalho homenageia a canção popular italiana. Conta com participações de DJ Patife e Mariella Nava, compositora de Per Amore.
Mais informações
Local: SARAIVA MEGA STORE MORUMBISHOPPING Data: 11/10 Horário: 18h30 Endereço: Av. Roque Petroni Jr,1.089 – Morumbi São Paulo - SP Cep: 04707-000 Tel: (11) 5181.7574 / 7901 Fax: (11) 5181.6427
da: www.radioitaliana.com.br de10/10/2009
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Fabio Botto: Laura Pausini canta para 4 mil fãs em São Paulo
07/10/2009
Na apresentação desta terça-feira (6), em São Paulo, Laura Pausini cativou e emocionou os 4 mil fãs que lotaram o Credicard Hall. Com mais de duas horas de duração, o show conquistou o público tanto pelos sucessos como pelo carisma da cantora italiana. Ajudada pelo som perfeito e pela banda afiada, Pausini esbanjou simpatia, falando bastante com a platéia e, o melhor, sempre em português, chegando até mesmo a responder galanteios de fãs mais exaltados. Não foi difícil fazer os presentes cantarem com ela do início ao fim do espetáculo, fosse em italiano, português, inglês ou espanhol.
Com 20 minutos de atraso, Laura entrou no palco às 21h50, abrindo o show com os sucesso “Mille Braccia” e “Ascolta Il Tuo Cuore”, que fizeram a platéia vibrar. Mas foi na terceira música, “Come se Non Fosse” que a cantora mostrou a que veio, fazendo a platéia cantar o refrão sem participação da banda.
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia" |
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Papa Bento XVI ganha camiseta do Fortaleza no Vaticano
30/09/2009
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O papa Bento XVI ganhou de presente uma camiseta oficial do Fortaleza. A inusitada cena ocorreu, durante um oportuno encontro do padre Fernando Chaves Reis com o Sumo Pontífice, no Vaticano. |
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ANSA Piemonte: A Saluggia vietato il lancio di riso agli sposi
2009-09-14 16:40
Al posto petali di rose. Plauso del ministro all'agricoltura
(ANSA) - VERCELLI, 14 SET - In un paese del vercellese, Saluggia, e' vietato lanciare il riso agli sposi. Lo stabilisce un'ordinanza del sindaco, Marco Pasteris, che propone in alternativa il lancio di petali di rose. Il ministro alle Politiche Agricole, Luca Zaia, invitato al prima cerimonia senza riso celebrata oggi, ha fatto sapere al sindaco, nel giustificare la sua assenza per altri impegni, di apprezzare molto questa iniziativa.(ANSA).
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FabioBotto: Italiano ganha maior prêmio da loteria europeia: 147 milhões de euros
Um italiano da pequena cidade de Bagnone, na região da Toscana, ganhou o maior prêmio da história da loteria na Europa, faturando neste sábado mais de 147 milhões de euros, informou a imprensa estatal da Itália.
Foi a primeira vez que uma pessoa acertou a combinação de seis números da loteria estatal SuperEnalotto desde 31 de janeiro. O acúmulo do prêmio causou um furor de apostas por toda a Itália e até turistas de países vizinhos jogaram.
A agência de notícias estatal italiana Ansa informou que o vencedor, cujo nome não foi divulgado, gastou apenas dois euros no bilhete.
A SuperEnalotto prestou uma proveitosa ajuda ao Tesouro italiano, que viu o dinheiro da loteria compensar parte das perdas nas receitas fiscais da pior recessão do país desde a Segunda Guerra Mundial.
O Tesouro ficará com cerca de metade dos mais de 2 bilhões de euros em apostas d0esde o ultimo prêmio, em janeiro. O restante será pago aos vencedores e dividido entre os vendedores de bilhetes e a empresa organizadora Sisal SpA.
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da:www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia
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Superenalotto, ancora nessun sei
20/8/2009 (20:15) - L'ITALIA CHE SPERA
La vincita slitta e il jackpot cresce. Ma si registra un calo delle giocate
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Fabio Botto: Loteria italiana acumula e pagará prêmio recorde de 135,9 milhões de euros
16/08/2009
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O prêmio da SuperEnalotto, que agora deve ser sorteada na segunda-feira, é o maior já acumulado em uma loteria na Itália. Pessoas até de outros países da Europa viajaram à Itália nos últimos dias para participar do sorteio. Um concurso organizado na Alemanha, por exemplo, deu 140 passagens de avião entre Berlim e Milão, na Itália, apenas para que os apostadores pudessem comprar os bilhetes da loteria em uma loja no aeroporto, retornando para casa logo depois. Postos de controle nas fronteiras da Itália com Eslovênia, França e Áustria também registraram um aumento no movimento nos últimos dias, com apostadores entrando no país apenas para comprar os bilhetes. Entretanto, ninguém acertou a combinação de seis números e o prêmio acumulou novamente. O sorteio da SuperEnalotto acontece três vezes por semana - aos sábados, segundas e quintas-feiras - mas, devido a um feriado neste sábado, o próximo está programado para a segunda-feira. Matemáticos estimam que as chances de acertar a combinação de seis números é de 622 milhões para 1. Nem todos estão felizes com o frenesi causado pela loteria italiana. A conferência dos bispos da Itália afirmou, nesta semana, que o jogo "é imoral e alimenta esperanças desesperadas". Já o bispo Domenico Sigalini, da cidade de Palestrina, afirmou à Rádio Vaticano que a loteria "virou uma forma de culto, já que o homem está adorando o dinheiro no lugar de Deus". Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da:www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia
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Queijo parmesão é garantia bancária na Itália
Da France Presse: Sistema nasceu nos anos 1950. Se o cliente não pagar crédito, banco recupera o valor vendendo o queijo.
Na Emilia Romana, centro da Itália e pátria do parmesão, os empréstimos bancários concedidos aos agricultores são garantidos por fornadas de queijo parmesão, depositado nos bancos enquanto alcança o ponto ideal.Na Emilia Romana, centro da Itália e pátria do parmesão, os empréstimos bancários concedidos aos agricultores são garantidos por fornadas de queijo parmesão, depositado nos bancos enquanto alcança o ponto ideal.O sistema, único no mundo, nasceu nos anos 50 e no século XXI ainda é utilizado por quatro bancos desta região da Itália: o Banco Agrícola Mantovana (MPS), o Popolare di Verona, o Popolare dell'Emilia Romagna e o Credem (Crédito Emiliano), que abrigam mais de 400.000 formas de parmesão. A forma de parmesão, que pesa 40 quilos e vale 300 euros, amadurece após dois anos da fabricação.
"Durante os dois anos, os produtores devem enfrentar os diversos gastos e continuar pagando os fornecedores. Para permitir o acesso ao financiamento necessário, os bancos da região de vocação agrícola decidiram criar depósitos para parmesão", explica William Bizzarri, diretor geral da Magazzini Generali delle Tagliate (MGT), uma empresa fundada pelo Credem em 1953.
Os depósitos servem ao mesmo tempo de garantia para os créditos. Se o cliente não pagar o crédito, o banco recupera o valor vendendo o queijo.
Na Emilia Romana, centro da Itália e pátria do parmesão, os empréstimos bancários concedidos aos agricultores são garantidos por fornadas de queijo parmesão, depositado nos bancos enquanto alcança o ponto ideal.
de Globo.com de 14/08/2009
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Veneza ganha sua primeira gondoleira
Filha de gondoleiro, Giorgia passou em teste para obter a vaga.
É a primeira mulher na profissão em mais de 900 anos de tradição.
Giorgia Boscolo, primeira gondoleira mulher 'certificada', posa sobre gôndola nesta sexta-feira (26) na cidade italiana de Veneza. Primeira gondoleira em mais de 900 anos na cidade, ela passou por um teste para garantir a vaga. Giorgia tem 23 anos, é casada, tem dois filhos e 'herdou' a profissão de seu pai, também gondoleiro. (Foto: Reuters)
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Madonna: "Io, innamorata di Torino"
13/4/2009 (14:48) - LA CICCONE E' CITTADINA ONORARIA
TORINO
Dopo la generosa donazione al paesino dell’Aquilano da cui partirono i nonni paterni, Madonna continua con i suoi attestati di stima verso l’Italia. Memore di aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Pacentro durante la tappa torinese del suo tour mondiale «Whòs That Girl» nel 1987, la cantante ricorda vividamente la magia della città. «Ci sono stata vent’anni fa ma ci ritornerei, ho trascorso momenti indimenticabili a Torino, è un luogo meraviglioso che mi ha portato fortuna negli anni Ottanta e ci tornerei subito se non fosse che i miei impegni mi blindano fino a giungo del 2010» ha dichiarato all’Entertainment Weekly.
Era il 4 settembre dell’87 quando Madonna cantò allo stadio comunale. Durante il suo soggiorno, rimase affascinata dall’eleganza dei palazzi, dalla magnificenza delle sue piazze e dall’atmosfera tipica delle vie torinesi, tra sobrietà e lusso ottocentesco. «Restai stregata dalle straordinarie residenze e regge, ma anche dall’architettura di Palazzo Reale e Palazzo Madama», riferisce la cantante al magazine americano.
All’evento, che venne teletrasmesso in diretta da Rai 1, assistette anche Umberto Agnelli, con i nipoti Lapo e John Elkan, che incontrò Madonna dopo la sua esibizione e che la star americana descrive tutt’ora come «un uomo di grande eleganza e molto raffinato». Secondo la rivista a stelle e strisce, la Material Girl potrebbe approfittare di un rientro in Piemonte per visitare la regione di cui le ha parlato benissimo Gerard Depardieu, incontrato in un lussuosissimo ristorante newyorkese. Ma l’attore francese, ormai divenuto ristoratore a tempo pieno, non sarebbe l’unico ad aver consigliato il Piemonte a Madonna. La bellissima top model argentina Valeria Mazza, frequentata a Buenos Aires durante le riprese del film Evita e rivista in occasione delle ultime sfilate newyorkesi, avrebbe invitato l’icona mondiale per una vacanza nella sua villa sul Lago Maggiore, riporta Vip Gossip News. Non ultima Carla Bruni e sua sorella avrebbero decantato alla pop star la discrezione e l’aria d’altri tempi che si respira nella storica regione italiana, dalle Langhe al Monferrato fino alle incantevoli montagne. Valeria Bruni Tedeschi e Madonna si sarebbero sentite per discutere delle rispettive difficoltà riscontrate nell’adottare bambini africani, prosegue il settimanale hollywoodiano di indiscrezioni. Proprio poco tempo fa, il periodico specializzato in retroscena del mondo vip, aveva riportato di uno suo nuovo videoclip da girarsi alla Reggia di Venaria, ma la cantante tramite la sua storica press agent Liz Rosenberg ha dichiarato: «Per ora non posso confermare ma mi piacerebbe molto. Il calore del pubblico italiano e l’amore per una città che mi ha accolto così bene non li ho mai scordati».
da La Stampa Web
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HSBC Arena
Local: Av. Embaixador Abelardo Bueno, 3401 - Barra da Tijuca – Rio de Janeiro
Data: 18 de abril de 2009
Horário: 22h
Preço: entre R$ 100,00 e R$ 1.200,00
Com patrocínio Cultural do HSBC e Redecard, as apresentações de Andrea Bocelli no Brasil acontecem no dia 18 de abril, na Arena HSBC, no Rio de Janeiro, e no dia 21 de abril, às 16h
Acompanhado de coro e orquestra, sob a regência do maestro Eugene Kohn, Bocelli escolheu um repertório centrado em seu novo trabalho, ‘Incanto’. Primeiro CD de estúdio desde ‘Amore’, de 2006, ‘Incanto’ reúne canções italianas como ‘Un Amore Cosi Grande’, ‘Mamma’, ‘Voglio Vivere Cosi’, ‘Funiculi Funicula’, e ‘A Marechiare’, que marcaram o cantor desde sua infância nas vozes de grandes tenores como Enrico Caruso, Beniamino Gigli, Franco Corelli, Mario Lanza e Luciano Pavarotti.
Desde o lançamento de seu primeiro disco, há 15 anos, o tenor italiano Andrea Bocelli construiu uma carreira de sucesso com ascensão meteórica e se tornou um fenômeno de proporções pouco vistas na história da música. Aos 50 anos, Andrea Bocelli coleciona números impressionantes. Seus 13 CDs gravados em estúdio, 06 gravações completas de ópera e 05 DVDs já venderam juntos cerca de 65 milhões de cópias.
Nascido em Lajatico, região rural da Toscana, na Itália, Bocelli demonstrou interesse pela música ainda criança, fascinado pelas vozes dos grandes tenores como Mario del Mônaco, Gigli e Corelli. Por pressão da família, formou-se em Direito pela Universidade de Pisa mas continuou seus estudos musicais, inclusive com um de seus ídolos, Franco Corelli.
Em 1992, o astro pop italiano Zucchero escolheu Bocelli através de uma audição e com ele gravou uma fita ‘demo’ da canção ‘Miserere’. O objetivo era apresentá-la a Pavarotti, no intuito de convidá-lo a repetir o dueto para a gravação de seu disco. No entanto, ao ouvir a fita, Pavarotti elogiou a canção, agradeceu o convite mas disse que Zucchero não precisava dele pois já havia achado a voz perfeita para isso. Pavarotti acabou sendo convencido do dueto mas em sua turnê européia, Zucchero, que assim como Pavarotti havia também se encantado pela voz do jovem tenor, convidou Bocelli para acompanhá-lo.
Dois anos depois, diversos acontecimentos seriam decisivos para consolidar a carreira do cantor: Bocelli gravou o disco ‘Il mare calmo della sera’, que ganhou Disco de Ouro; fez sua estréia em óperas com Macbeth, de Verdi, no papel de Macduff; cantou no concerto beneficente de Pavarotti, em Modena; e, por fim, apresentou-se para o Papa João Paulo II, no Natal. Em 1996, gravou a canção “Con te Partiró/Time to say Goodbye” em dueto com Sarah Brightman. A versão alcançou enorme sucesso e ficou por quase seis meses entre as mais tocadas no mundo.
Seguiu-se o álbum ‘Romanza’, em 1997, que transformou definitivamente o tenor em fenômeno mundial. O álbum figurou nas listas dos mais vendidos na Europa e no mundo, faturou Discos múltiplos de Platina e vendeu mais de 16 milhões de cópias, incluindo surpreendentes 500 mil cópias no Extremo Oriente.
Em 1999, sua indicação ao Grammy de Melhor Artista Novo ficou marcada como a primeira vez em que um artista clássico foi indicado para esta categoria, em 38 anos. Ganhou o Globo de Ouro de Melhor Canção por seu dueto com Celine Dion em ‘The Prayer’ para a animação ‘A Espada Mágica – A Lenda de Camelot’ (Quest for Camelot), indicado em seguida ao Oscar. Em março do mesmo ano lançou o disco ‘Sogno’, novamente conquistando os primeiros lugares das paradas mundiais. No final do mesmo ano, o álbum ‘Sacred Arias’ se tornou o disco de um artista clássico mais vendido de todos os tempos. O tenor entrou para o Guiness Book por ter figurado simultaneamente nos três primeiros lugares da parada norte-americana de álbuns clássicos, com ‘The Opera Álbum Aria’ e ‘Sogno’, nas outras duas posições. Andrea permaneceu no primeiro lugar por nada menos que três anos e meio.
Em 2001, repetiu a rotina de sucesso com o disco ‘Cieli di Toscana’, com canções como ‘Melodrama’ e ‘Mille Lune, Mille Onde’. No ano seguinte, ‘Sentimento’, gravado com o maestro e violinista Lorin Maazel, o levou a uma bem-sucedida turnê mundial e foi eleito ‘Álbum do Ano’ no British Classical Brit Awards de 2003.
‘Amore’, de 2006, entrou em segundo lugar na parada norte-americana e se tornou um dos cds de maior vendagem do ano de toda a indústria fonográfica, recebendo duas indicações para o Grammy Latino. Nos dois anos seguintes, lançou uma compilação marcando os 10 anos de sua carreira internacional e ‘Vivere’, ao vivo, na Toscana, com a participação de artistas como Sarah Brightman, Laura Pausini e Kenny G.
Bocelli gravou na íntegra as óperas
de Ponte entre Culturas - MG
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ANSA Piemonte / Musica: Laura Pausini in tour, si parte da Torino il 5 marzo
2009-03-03 14:04
Al Palasport olimpico anche il 6, poi in giro in tutto il mondo
(ANSA) - TORINO, 3 MAR - Parte da Torino, con due date il 5 e il 6 marzo al Palasport olimpico, il nuovo tour di Laura Pausini, con le canzoni dal vivo del suo album ''Primavera in anticipo''. Tra le altre tappe Firenze (11 marzo), Roma (14 marzo), Bologna (3 aprile) e Milano (22 aprile) ma anche Madrid (28 aprile), Barcellona (30 aprile), Parigi (12 maggio), e ancora Helsinki (20 maggio) e Stoccolma (22 maggio), per poi approdare in Usa, Canada, America Latina ed Australia.(ANSA).
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Colpevole di spam, arriva la multa
23/12/2008 - LA STORIA
Giovane neozelandese dovrà pagare oltre 46mila euro. Ma il fenomeno continua a crescere: è da buttare quasi il 90 per cento delle e-mail
Colpevole di spam. Un giovane neozelandese pagherà una multa pari a 46.500 euro dopo aver ammesso il suo ruolo in un’operazione internazionale di email- una delle più grandi nella storia di internet- consistente nell’aver mandato attorno al mondo milioni e forse perfino miliardi di messaggi negli ultimi anni. Lance Atkinson di 26 anni è stato condannato dalla Corte suprema a Christchurch dopo essersi riconosciuto colpevole, mentre due altri indagati, il fratello Shane e Ronald Smits contestano le accuse e sono stati rinviati a giudizio. L’unità anti spam del dipartimento affari interni ha accertato che gli imputati hanno inviato più di due milioni di email non sollecitate, solo negli ultimi tre mesi del 2007. I messaggi promuovevano prodotti farmaceutici fabbricati e spediti da Tulip Lab in India. Secondo la legge del 2007 sui messaggi elettronici non sollecitati, Lance Atkinson era passibile di una multa fino all’equivalente di 84.000 euro, ma il giudice ha tenuto conto della sua cooperazione con le autorità e del fatto che l’operazione Era cominciata prima che lo spamming diventasse illegale in Nuova Zelanda. Il fenomeno dello spam, negli ultimi anni, ha raggiunto livelli prima impensabili. Ogni giorno nel mondo vengono spediti più di 200 miliardi di «messaggi spazzatura», in pratica il 90% di tutte le email che sono in rete. Più del 17,2% dei messaggi di spam arriva dagli Stati Uniti, dove ci sono più snodi di reti collegate a Internet. Al secondo posto c’è la Turchia con il 9,2% e al terzo la Russia con l’8%. I cyber criminali setacciano continuamente account di web-mail. Cercano le password facili da intuire con un generatore di password casuali. E, una volta indovinata la password, lo spam è mandato dall’account da loro «intrappolato». Per Patrick Peterson, capo dei ricercatori di Cisco (il marchio che ha commissionato la ricerca), «con il passare degli anni gli hacker diventano sempre più scaltri e sfruttano a loro vantaggio persone, reti e Internet».
da La Stampa Web
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Fotografate le orme dello Yeti
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Vida nova nas catacumbas de Roma
Sexta-Feira - 26/09/2008
Cientistas acabam de descobrir sinais de vida nas catacumbas romanas, que serviram de locais de sepultamento nos primeiros séculos do cristianismo
Duas espécies de bactérias até então desconhecidas foram encontradas nos muros das catacumbas por pesquisadores da Itália e da Alemanha. Segundo eles, conhecer os microrganismos pode ter papel importante na proteção de monumentos históricos e culturais. O estudo foi publicado na edição de setembro do International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology.
O local pesquisado, as catacumbas de São Calixto, faz parte de um grande cemitério que cobre uma área de 150 mil metros quadrados. Os túmulos subterrâneos foram construídos no século 2 e receberam o nome do papa Calixto I. Diversos papas e integrantes da cúpula da igreja católica estão enterrados ali.
“Bactérias podem crescer nas paredes desses túmulos e causar freqüentes danos. Achamos que as duas novas espécies descobertas nas superfícies deterioradas, que pertencem ao gênero Kribella, estão diretamente envolvidas nessa destruição”, disse Clara Urzì, da Universidade de Messina, na Itália.
Ao estudar tais microrganismos, os pesquisadores esperam poder desenvolver métodos de proteção aos monumentos. Segundo eles, as duas espécies encontradas nas catacumbas têm potencial de produzir moléculas com propriedades úteis, como enzimas e antibióticos.
“As condições especiais nas catacumbas romanas permitiu a evolução dessas espécies únicas. As duas espécies que descobrimos foram encontradas em dois locais bem próximos um do outro, o que mostra que mesmo pequenas mudanças no microambiente podem levar a uma evolução particular”, disse Clara.
As espécies receberam os nomes de Kribbella catacumbae e Kribbella sancticallisti. O gênero Kribbella foi descoberto recentemente, em 1999, mas desde então teve diversas espécies descobertas, a maioria em locais históricos, como em uma mina medieval na Alemanha.
O artigo Kribbella catacumbae sp. nov. and Kribbella sancticallisti sp. nov., isolated from whitish-grey patinas in the catacombs of St Callistus in Rome, Italy, de Clara Urzì e outros, pode ser lido por assinantes do International Journal of Systematic and Evolutionary Microbiology em:www.sqmjjournals.org (Agência FAPESP)
da Redação revista eletrônica Orindi
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Brasileiros são mais vingativos do que os italianos
Quinta-Feira - 04/09/2008
Os brasileiros são, de longe, muito mais vingativos do que os italianos. Essa constatação emerge de um estudo comparativo sobre o desejo de vingança realizado em 53 países, de autoria do econonista turco Naci Mocan, do National Bureau of Economic Research. A pesquisa, realizada com 89 mil pessoas – 1.469 no Brasil e 716 na Itália – concluiu que as características do país – renda per capita, média de instrução, processo democrático, regime de leis, presença de conflito armado – , assim como atributos pessoas dos indivíduos influenciam nos sentimentos vingativos.
E o gosto pela vingança tem um peso maior para os povos de renda baixa, em países com baixo nível de instrução, com baixos níveis de aplicabilidade das leis, e também em países que experimentaram um conflito armado na história recente. O sentimento de vingança é mais controlado na medida em que um país se desenvolve economicamente e suas instituições democráticas se tornam mais consistentes. Com a melhoria dos indicadores sociais e econômicos, a par da estabilidade política, as pessoas se tornam menos vingativas. Além disso, se as pessoas têm a percepção de que o sistema jurídico funciona, há a natural expectativa de que os problemas e conflitos sejam resolvidos com a devida correção. Quando isso não ocorre, acontece uma insatisfação com o sistema legal, o que estimula os sentimentos de vingança, e as pessoas procuram resolver os problemas por meio de iniciativas próprias.
.Para aferir o sentimento da população, um dos elementos trabalhados pelo estudo foi a realização de uma pesquisa em que os consultados eram perguntados sobre o desejo de impor uma punição a uma pessoa com idade superior a 20 anos que teria roubado uma televisão a cores.
A diferença em termos de sentimentos entre brasileiros e italianos é tão gritante que, enquanto na Itália ninguém cogitou condenar o ladrão da televisão à prisão perpétua, no Brasil foi registrado uma proporção de 0. 011 que queriam essa pena.
Nas demais punições cogitadas, os brasileiros sempre são mais rigorosos do que os italianos. Para um caso de uma pena de dois anos ou mais, na Itália a proporção foi de 0.049, enquanto no Brasil chegou a 0.194. Já uma pena de quatro anos ou mais teve uma aceitação entre os italianos de 0.024 e, no Brasil, 0.095. Seis anos ou mais, teve uma proporção entre os italianos de 0.010. Já entre os brasileiro ficou em 0.011.
da Informativo ORIUNDI - Edição 250
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Il vero nome di Shakespeare: John Florio
John Florio è il vero Shakespeare
Lamberto Tassinari, docente dell'Università di Montréal, lo sostiene con forza nel suo "Shakespeare? È il nome d'arte di John Florio" (Giano Books, 2008, pagg. 378).
"Non è la prima volta che qualcuno afferma che le opere di Shakespeare non sono state scritte dall'uomo di Stratford", inizia così il saggio di Tassinari. Ma se non è la prima volta che si avanzano nomi sulla vera identità del cosiddetto "Shakespeare" ("Anti-Stratfordians" sono chiamati i critici scettici, in opposizione ai "Stratfordians", sostenitori dello Shakespeare ortodosso), è la prima volta che uno studioso apporta a questo tormentoso tema della paternità letteraria di "Hamlet" e degli altri capolavori teatrali attribuiti all'uomo di Stratford uno sguardo così profondo e una così ricca messe di nuove ipotesi e argomentazioni, sostenute da un apparato di citazioni e di note, in un libro che è avvincente e godibile grazie anche ad una magnifica lingua, ricca e chiara, così lontana dallo stile farraginoso e ostentatamente dotto di tanti scritti italiani di critica.
Nel corso degli anni sono stati proposti diversi nomi - "sessanta i candidati" ci fa sapere Tassinari - per tentare di risolvere quello che tantissimi studiosi considerano il "mistero Shakespeare", ossia il mistero della vera paternità di una creazione teatrale gigantesca, originale, inquietante, di rottura, dagli indubbi apporti mediterranei soprattutto italiani; un'opera se vogliamo "dantesca". Essa è stata attribuita ad un uomo di Stratford, William Shakespeare, dalle notizie biografiche molto incerte e che i pochi indizi storici sicuri rivelano davvero "piccolo piccolo". Il "William Shakespeare", gestore di una compagnia teatrale e uomo d'affari poco scrupoloso, dedito persino all'usura, nato in una famiglia di semianalfabeti e a sua volta genitore di figli incolti, vissuto in un ambiente ineducato e grezzo, e autore, questa volta accertato, di un testamento sgrammaticato, sarebbe, secondo gli scettici, un puro prestanome dietro il quale si celerebbe qualcuno dalla mente superiore e dalle esperienze culturali e di vita ben altrimenti più ricche. Tassinari: "La critica Shakespeariana si è arrabattata miseramente nel tentativo di conciliare l'opera di Shakespeare con la vita dell'uomo di Stratford". Ed è riuscita, finora, a non far smascherare la "frode cosmica". Ma oggi Tassinari orienta gli scettici verso terreni molto fertili che occorrerà dissodare nella loro interezza. Il nome di John (Giovanni) Florio, come vero autore di Hamlet e degli altri drammi immortali, fu fatto per la prima volta dall'italiano Santi Paladino alla fine degli anni '20. E solo pochi anni prima l'americana Clara Longworth de Chambrun, nella sua tesi di laurea alla Sorbona, aveva sostenuto che Shakespeare si era ispirato alle opere di John Florio per i suoi lavori teatrali d'ambientazione italiana. Sulla paternità di John Florio delle opere cosiddette shakespeariane, Tassinari apporta un vortice di argomenti, recando scompiglio sia nei ranghi dei "guardiani dell'ortodossia stratfordiana", sia in quelli degli "Anti-Stratfordians". Per quest'ultimi, infatti, la candidatura di un italiano al vertice delle lettere inglesi è considerato, senza alcun dubbio, un puro anatema. E dovremmo forse usare il termine "italiano" al plurale, dal momento che tra i Florio padre e figlio esisteva una "strettissima collaborazione e simbiotica unione", tanto da poter usare per loro l'espressione "laboratorio di scrittura". Tassinari: "Vivevano e erano attivi a Londra i Florio padre e figlio, due esiliati autentici, due coltissimi e aristocratici umanisti italiani, protestanti di origine ebrea, la cui passione per la parola, per le sacre scritture, per le lettere e il sapere e la cui inventività linguistica erano grandissime e appaiono, a uno sguardo non accecato da pregiudizi e da blocchi culturali e ideologici, essere esattamente le stesse passioni e inventività che l'autore di Hamlet mostra di possedere." I critici, nel loro insieme (tra le rare eccezioni Chambrun e Yates), hanno completamente ignorato lo straordinario ruolo culturale svolto dai Florio in Inghilterra, quasi che temessero gli inevitabili approfondimenti di un accostamento dei due italiani con Shakespeare. Eppure, anche ad un primo sommario raffronto tra gli stili linguistici degli scritti di Shakespeare e quelli di John Florio si constatano sorprendenti corrispondenze. Occorrerebbe procedere - lo suggerisce lo stesso Tassinari - ad un esame comparativo più approfondito. Esame che nessuno fin qui ha fatto, perché per gli inglesi il tasto della "snazionalizzazione" di Shakespeare è dolorosissimo. Soprattutto considerato il fatto che si porrebbe un "italo-inglese" al vertice della grandezza letteraria e umana britannica... Ma perché John Florio, vero autore dei capolavori attribuiti a Shakespeare avrebbe tenuto nascosto questa sua paternità letteraria? L'anonimato, in questo campo, s'imponeva per i transfughi Florio, riusciti ad issarsi ai vertici della società britannica. In quei tempi, lo scrivere commedie non era un'attività encomiabile per chi fosse ad un alto livello sociale. Le critiche letterarie erano spesso velenose e la censura onnipresente. Numerosi, del resto, furono in quei tempi "i casi di giochi e invenzioni di personalità fittizie, di nomi e di opere". Tassinari ci fornisce numerosi esempi in proposito. Michel Angelo Florio, padre, nato intorno al 1518 in Toscana, dalla vita avventurosa, sfiorato dagli artigli dell'Inquisizione, transfuga, frequentatore dell'alta aristocrazia britannica, rischiava di perdere i favori conquistati. E lo stesso dicasi del figlio John (Giovanni), nato a Londra nel 1553, esule appena infante con il padre e che, di ritorno a Londra (aveva circa16 anni), finì con l'inserirsi negli ambienti dell'alta cultura - insegnò anche a Oxford - e dell'aristocrazia. John era un uomo ardito - "Resolute" si proclamava - dal carattere orgoglioso, con forti sentimenti di amore e di lealtà nei confronti dell'Inghilterra, sua patria di nascita e soprattutto patria "conquistata" dopo il ritorno dall'esilio al seguito del padre. Di qui anche una sua forte passione monarchica. Il "vero Shakespeare", fedele alla monarchia, straordinariamente erudito, umanista transculturale, dai forti legami con l'Italia e la sua letteratura, e influenzato da Giordano Bruno, aveva competenza musicale, una profonda conoscenza della Bibbia e dell'opera di Montaigne, era appassionato di proverbi, di metafore, di giochi di parole, aveva conoscenze giuridiche, era dotato di una straordinaria inventività di linguaggio propria di un geniale traduttore e lessicografo-linguista innovatore della lingua, era molto sensibile alla tematica dell'identità... Qualità e caratteristiche tutte di John Florio, come dimostrano la sua ricchissima biblioteca, le sue vicende biografiche, la sua produzione letteraria ufficiale ("First Fruites", opere teatrali, traduzioni tra cui gli "Essais" di Montaigne e il "Decamerone" di Boccaccio, dizionari...) Gli studiosi di Shakespeare hanno invece rifiutato finora di approfondire il contributo dato dai Florio alla cultura inglese del tempo. Speriamo che lo studio di Lamberto Tassinari li inciti a rivedere il loro ostinato immobilismo. E speriamo anche che lo straordinario libro di Tassinari, studioso che vive lontano dalle congreghe dominanti della Penisola, non si areni, in Italia, nelle secche dell'indifferenza della critica ufficiale... Un cuore attento non può non avvertire nel mondo shakespeariano gli echi di mondi lontani, ossia il senso "della diaspora, dell'emigrazione e dell'erranza", come osserva con grande acume l'autore di questo saggio su Florio-Shakespeare, egli stesso un trapiantato avendo trasferito i propri penati in Québec dalla nativa Toscana, dopo varie erranze. Secondo me, è questa particolare sensibilità che ha permesso all'espatriato Tassinari di cogliere la vera identità di colui che va sotto il nome di Shakespeare. E grazie a questa passione di Tassinari per i temi dell'erranza, dello straniamento, dell'incontro di culture, il suo "Shakespeare? È il nome d'arte di John Florio" s'innalza dal terreno dell'erudizione sapiente e della curiosità per addetti ai lavori, per indurre il lettore ad una riflessione molto più ampia sul fattore "espatrio". Fattore che Borges aveva intravisto nelle opere shakespeariane e che lo spinse a dire: "Stranamente i Paesi scelgono degli individui che non gli somigliano molto. Si pensi per esempio che l'Inghilterra ha scelto Shakespeare, e che Shakespeare è, si può dire, il meno inglese degli scrittori inglesi. Shakespeare tendeva verso l'iperbole nella metafora, e non ci sorprenderebbe che sia stato italiano o ebreo". L'espatrio, come dimostrano Dante, Nabokof, Camus, Conrad, Ionesco, Horia, Joice, Nabokov, Singer, Kundera e tanti altri, fa rivolgere uno sguardo penetrante alle banalità e alle inerzie del mondo quotidiano. Tassinari ci dice che è stato il dramma "La Tempesta", in cui "la perdita di lingua ed identità tornano ossessivamente", ad averlo spinto a ricercare la vera identità del cosiddetto "William Shakespeare", perché in questo dramma, a chi sa intendere, l'autore della "Tempesta" lascia capire molto di sé. Ma, per poter capire, occorre aver in comune qualcosa di fondamentale con "Florio-Shakespeare": il sentimento dell'essere che dietro l'apparente risolutezza è "marginale e vulnerabile", "conosce il mondo, ha viaggiato, ha lasciato dietro di sé un paese e una lingua, ha vissuto e anche sofferto altrove", ed è capace di posare uno sguardo penetrante sulle cose e sugli uomini, tutte virtù che la straordinaria avventura dell'anima insita nell'espatrio riesce a dare... E Michel Angelo e John "erano davvero in esilio, ‘doppiamente' in esilio; come discendenti degli ebrei della diaspora e come protestanti italiani in fuga". Se Lamberto Tassinari fosse rimasto nella sua nativa Toscana, invece di percorrere il difficile ma stimolante cammino dell'espatrio, forse non avrebbe mai potuto trovare l'ispirazione per scrivere, con tanta passione, questo magnifico "Shakespeare? È il nome d'arte di John Florio", opera che scaturisce da una ricchezza d'intuizioni che solo il vissuto sa dare. Il tutto sorretto da un rigoroso metodo di ricerca, da desiderio di chiarezza e da onestà intellettuale, doti alle quali non è certamente estranea la lunga esperienza nel mondo accademico nordamericano del professor Tassinari. L'esilio è nobilitante e fornisce la chiave di tanti enigmi, ma a prezzo di un'indubbia sofferenza. È la perdita l'elemento che paradossalmente arricchisce l'esule. La perdita di un mondo che da fisico si trasforma, nel ricordo e nell'amore, in una realtà ideale più ampia e potente. È la perdita delle certezze che innalza il pensiero lungo i sentieri ideali della ricerca del vero. Fu l'incontro tra il mondo mediterraneo - con il suo passato, le sue luci e i suoi colori - e la cultura inglese a creare i capolavori shakespeariani. Furono la diaspora, lo sradicamento e il trapianto, il confronto di civiltà, di lingue, di personaggi nati in patrie diverse, a infondere alle pagine del cosiddetto Shakespeare gli inquietanti giochi di luci e di ombre che ne garantiscono l'eternità. Fu la conoscenza diretta del fenomeno di un'identità individuale non consolidata e pacifica, ma arricchita dal senso dell'alterità e dal desiderio di appartenenza che solo sanno avere gli espatriati, a creare il mondo shakespeariano di Giovanni (John) Florio.
Claudio Antonelli | News ITALIA PRESS del 25/08/2008
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Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore
Sono quindici gli appuntamenti che dal 23 agosto al 6 settembre caratterizzano la 47a. edizione delle Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore, incentrata quest'anno sulle luci e sulle ombre del Novecento.
Il tema vuole mettere in rilievo i contrasti stilistici della musica del secolo passato, riverbero delle contrapposizioni di una società tormentata e divisa. Il Novecento offre temi di riflessione tuttora presenti nella nostra cultura: dall'affresco tardo-ottocentesco di Bohème alla provocatoria e neo classicheggiante "Carriera di un libertino" di Stravinskij, dalle atmosfere mitteleuropee di Jean Paul e Clemens Brentano, fonti di ispirazione delle sinfonie mahleriane proposte, ai temi della morte con i testi di Apollinaire, Rilke e Garcia Lorca nella straordinaria Sinfonia n. 14 di Šostakovic.
Protagonisti del festival sono anche i luoghi. Tra le sedi spiccano l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, le tre Isole Borromee, l'Isola di San Giulio sul Lago d'Orta, la Rocca Borromeo di Angera, l'Esedra di Villa San Remigio a Verbania, Villa Ponti ad Arona oltre alle new entry Villa Pallavicino a Stresa, Piroscafo Piemonte e Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa.
red 18/08/2008
Per informazioni:www.stresafestival.eu
da Piemonte Informa Estate (Sito Ufficiale Regione Piemonte)
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Cientistas descobrem nova espécie de "rato-elefante"

Em uma rara descoberta de nova espécie de mamíferos, zoologistas dos EUA e da Itália divulgaram nesta quinta-feira (31) imagens de um animal bastante diferente. Parecido com um rato-- com corpo pequeno, peludo-- e com um focinho alongado-- como uma tromba de elefante-- trata-se de uma nova espécie de musaranhos-elefantes, designação comum a diversos pequenos mamíferos da ordem dos insetívoros que vivem na África.
Batizado de Rhynchocyon udzungwensis, são maiores que o restante das espécies de musaranhos-elefantes até agora conhecidos. Pesam em torno de 700 gramas quando adultos, cerca de 25% a mais do que qualquer outra espécie desses animais.
A nova espécie foi identificada pelo cientista Galen Rathbun, da Academia de Ciências da Califórnia, e por Francesco Rovero, do Museu de Ciências Natural de Trento, na Itália. A descoberta será publicada no "Journal of Zoology".
"Esta é a descoberta mais empolgante da minha carreira", disse Rathbun, 30, em comunicado.
As primeiras imagens do animal foram registradas em 2005 por uma câmera usada por Rovero na floresta de Ndundulu, nas montanhas de Udzungwa, na Tanzânia (África oriental).
De acordo com os pesquisadores, existem apenas duas comunidades da nova espécie em uma área de 300 quilômetros quadrados da floresta em que o animal foi encontrado.
O "rato-elefante" é um animal monogâmico e vive apenas na África. Ele ganhou este nome por ter sido confundido inicialmente com musaranhos comuns e recebeu o complemento elefante por conta de seu focinho alongado e flexível.
Ironicamente, recentes testes moleculares mostraram que os animais são mais próximos dos elefantes do que dos musaranhos. Tanto os paquidermes quanto os "ratos-elefantes" pertencem ao grupo dos afrotérios, um conjunto de mamíferos que surgiu na África há cem milhões de anos.
Com France Presse
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Gli italiani battono gli americani e scoprono 6 nuovi pianeti
Remanzacco - I ricercatori dell'Associazione Friulana di Astronomia e Meteorologia (AFAM) hanno stabilito un piccolo record, scoprendo lo scorso 11 Settembre ben sei nuovi asteroidi (piccoli pianeti che popolano la zona di spazio tra Marte e Giove).
L'eccezionalità dell'evento consiste proprio nel numero dei nuovi oggetti trovati pressochè simultaneamente, e nel fatto che essi si trovavano raggruppati molto vicino tra di loro, nella costellazione zodiacale dei Pesci.
Dalle analisi finora compiute risulta che i sei corpi celesti recentemente scoperti nella specola friulana hanno un diametro variabile tra 500 m e 3 Km, e si trovano a distanze variabili tra i 120 ed i 220 milioni di Km dalla Terra.
I sensibili strumenti della specola di Remanzacco hanno individuato questi pianetini nel corso di una ricerca finalizzata allo studio di una cometa che non si osservava dal 1999; la cometa è risultata troppo debole per essere rilevata nonostante la notte fosse molto limpida grazie ad un temporale che si era abbattuto sulla pianura friulana nel corso del pomeriggio; tuttavia gli
astrofili di Remanzacco hanno avuto la sorpresa di scorgere sulle loro immagini ben sei oggetti celesti in movimento, che non risultavano presenti nei cataloghi astronomici in cui sono elencati gli astri conosciuti.
Dopo aver seguito per alcune notti il loro lento movimento tra le stelle, le osservazioni prodotte dalla specola di Remanzacco sono state inviate al centro di raccolta dati del Minor Planet Center di Cambridge (USA), che coordina a livello mondiale lo studio di asteroidi e comete. A distanza di alcune ore, dagli Stati Uniti è giunta la conferma che si trattava effettivamente di sei nuovi pianetini, che hanno ricevuto la denominazione di: 2007 RL14, 2007 RM14, 2007 RN14, 2007 RQ14, 2007 RZ14 e 2007 RF15.
Data la loro distanza, si tratta di oggetti relativamente deboli (il più brillante di essi non supera la 19.ma magnitudine stellare, ovvero è circa 150.000 volte più debole delle più flebili stelle visibili ad occhio nudo in una notte normalmente limpida) quindi è necessario uno strumento di discreta potenza per poterli individuare. Tuttavia gli osservatori astronomici professionali dislocati nei deserti dell'Arizona e del New Mexico hanno confermato l'esistenza di questi nuovi corpi celesti, fotografandoli nelle notti successive alla scoperta fatta da Remanzacco.
Ora l'AFAM dovrà continuare a seguire l'orbita di questi piccoli pianeti per alcuni anni, dopodichè quando essa sarà determinata con sufficiente precisione, sarà possibile assegnare ai nuovi pianetini una denominazione definitiva, com'è avvenuto per l'asteroide "Remanzacco", un corpo celeste scoperto presso la specola dell'AFAM nel 1997, e che ora porta il nome della cittadina friulana da cui venne scoperto.
Ma com'è stato possibile l'individuazione di ben sei nuovi asteroidi in una sola notte? Probabilmente vi è il concorso di piu' fattori: "L'eccezionale trasparenza del cielo friulano dell'11 Settembre ha sicuramente contribuito ad aumentare la sensibilità dei nostri strumenti" afferma il Presidente dell'AFAM Giovanni Sostero "a ciò si va ad aggiungere il fatto che nelle settimane precedenti la nostra scoperta i grandi osservatori astronomici statunitensi (i più attivi del mondo per la caccia agli asteroidi) sono rimasti bloccati a causa del maltempo,e quindi non hanno potuto batterci sul tempo, come accade di solito, grazie alla loro strumentazione ben più performante".
Quindi una buona dose di fortuna; ma anche la tipica tenacia dei friulani ha avuto il suo peso: alcuni soci dell'AFAM avevano addirittura rinunciato alle ferie estive per poter approfittare di alcune notti di bel tempo susseguitesi nei mesi di Luglio ed Agosto.
Questo ulteriore successo degli astrofili di Remanzacco arriva dopo altre scoperte di rilievo, tra cui le dieci supernove trovate negli ultimi due anni nel corso di una collaborazione tra gli appassionati friulani ed il ricercatore statunitense Tim Puckett. Lo scorso mese di marzo l'osservatorio di Remanzacco ricevette il prestigioso premio internazionale della Planetary Society dedicato alla memoria dell'astronomo "Eugene Shoemaker", proprio grazie alle ricerche effettuate dagli astrofili friulani nel campo delle comete e degli asteroidi. Infine, dall'inizio dell'anno ad oggi, i soci dell'AFAM hanno pubblicato una cinquantina di lavori scientifici su asteroidi e comete, contribuendo all'identificazione di quindici nuove comete ed una quarantina di asteroidi potenzialmente pericolosi scoperti dai principali osservatori mondiali, confermandosi cosi' come il principale centro nazionale per lo studio di tali corpi celesti.
Gli astrofili di Remanzacco ritengono che un ulteriore impulso all'attività di ricerca astronomica deriverà dalla prossima entrata in funzione del nuovo osservatorio sul Monte Matajur, attualmente in fase di ultimazione a cura della locale Comunita' Montana. "Questa splendida notizia delle ultime scoperte ci ripaga delle numerosissime notti che abbiamo sottratto ai nostri cari per dedicarci allo studio dell'astronomia è doveroso sottolineare il fatto che la nostra intensa attività divulgativa e di ricerca è stata resa possibile anche grazie alla nuova dotazione strumentale, dono della Fondazione CRUP" conclude il Presidente dell'AFAM.
da News ITALIA PRESS del 197/09/2007
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Scoperta una stella che sembra una cometa
Ha una «coda» lunga 13 anni luce
Grazie al telescopio spaziale Galaxy Evolution Explorer (GALEX) della NASA è stata fatta una delle scoperte astronomiche più sorprendenti degli ultimi anni: è stata vista una stella che sembra una cometa, o meglio con una coda simile a quella delle comete.
Secondo Cristopher Martin del Caltech di Pasadena, US e i suoi colleghi astronomi, che riferiscono la loro scoperta su Nature, riportata oggi anche da New Scientist, si tratterebbe di un sistema binario distante 350 anni luce dalla Terra composto da due stelle che sono arrivate alla fine della loro vita, Mira A, una gigante rossa e Mira B, una nana bianca.
La sorprendente «coda», «mai visto niente di simile vicino ad una stella» commentano gli scienziati e molto simile a quella lasciata dalle comete si estenderebbe per ben 13 anni luce dietro Mira A, quasi a disegnare il cammino velocissimo della stella, che viaggia a 130 km/s, nel cielo. Una traccia visibile solo nell’ultravioletto, ma che se fosse visibile nell’ottico coprirebbe per venti mila volte la distanza che separa il Sole da Plutone.
La singolare traccia, secondo i ricercatori, indicherebbe il cammino fatto dalla stella negli ultimi 30 mila anni e potrebbe contenere i segreti, una storia fossile, dell’evoluzione stellare e di Mira, in particolare, che da stella giovane è «invecchiata» spargendo nell’etere polveri e gas, un cammino evolutivo caratteristico di stelle come Mira che all’origine hanno una massa superiore a poche masse solari messe insieme .
Secondo Martin e colleghi la coda si sarebbe originata dal vento stellare di Mira, una lunghissima coda che, per complesse interazioni tra gli elettroni generati dalla collisione con il mezzo interstellare e con le molecole di idrogeno, emette luce nell’ultravioletto.
«È un fenomeno sorprendente - commenta Mark Seibert, Carnegie Observatories, Pasadena, California - di cui ancora non abbiamo capito la fisica. Mai avremmo potuto prevedere una turbolenza tale dietro una stella e che emette, per di più, nell’ultravioletto».
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Le parole piemontesi : i nomi della donna
Madamin è uno dei più usati, e simpatici , titoli che vengono dati alle donne piemontesi. Il suono stesso della parola è fresco ed allegro e ben rappresenta il significato di “giovane donna sposata che ha ancora la suocera” .
Quando poi la suocera muore ed allora la direzione della famiglia passa alla “nora” (nuora) questa diventa Madama che è un titolo importante che degnamente sottolinea l’autorevolezza all’interno della famiglia della “mare” (madre). Una donna quando è piccola è una masnà ( bambina/o) quando supera i 5 anni diventa una fija ( letteralmente figlia ) .Verso i 18-20 anni diventa tota (signorina) titolo che mantiene fino a quando sarà nubile. Di tota esiste anche un grazioso vezzeggiativo per le giovani donne tra i 14 ed i 18 anni : totin-a .
Di scarso uso , ad ogni modo da mai usare in presenza della persona interessata , si dice toton-a di una signorina il là negli anni un po’ inacidita . E se usate il titolo di madamin nei confronti di una signora a cui spetta il titolo di Madama lei si schernirà un poco ma sarà molto contenta perché lo considererà un complimento alla sua giovanilità ed eleganza.
da: Unione Piemontesi del Mondo del 28/04/2007
“Ciau Turin” nuovo CD di Marco Carena
Marco Carena è stato , fin dagli anni “90 uno dei più noti , e spiritosi, cantautori torinesi con la sua capacità di fondere l’ironia con la buona musica ed è stato il primo vincitore di “Sanscemo” , un festival della canzone ironica nato per prendere in giro il Festival di San Remo. Le prime 11 canzoni del nuovo CD sono una raccolta delle più belle canzoni piemontesi rivisitate con uno stile musicale moderno a cui si aggiunge “siamo quelli di Torino” una canzone scritta dopo le Olimpiadi 2006.
www.marcocarena.it
Da: Unione Piemontesi del Mondo del 10 marzo 2007
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Nella notte del 15 gennaio, a Novara, nel giardino della piazza centrale sono stati ritrovati 25 piccole statue di nani che erano state rubate nei giardini delle ville della città. E’ stato un altro dei “furti dimostrativi” che probabilmente sono stati fatti dal “fronte per la liberazione dei nani” un curioso movimento clandestino nato in Francia nel 1995 e che ritiene che le statue dei nani abbiano un anima e che tenerli nei giardini e come metterli in prigione per cui spesso li rubano e poi li vanno a “liberare” nei boschi . I casi di “rapimenti” non sono frequenti ma in questo caso ha fatto notizia la quantità : ben 25 statuette
da: Unione Piemontesi del Mondo del 20/01/2007
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La curiosità: il vino di ghiaccio
Sarà pronto a fine 2007 il primo “vino di ghiaccio” della valle di Susa prodotto vendemmiando a gennaio, quando la temperatura in montagna per alcuni giorni non va al di sopra degli 8-10 gradi sottozero. Si prevede di realizzarne 1.200 bottiglie. Il vino del ghiaccio valsusino, prodotto tra gli 800 e i mille metri di Chiomonte (Torino), è già stato imbottigliato nel 2006 in via sperimentale, staccando i grappoli ghiacciati il giorno di San Sebastiano, da cui il vino ha preso il nome.
E' stato presentato quest'anno al Salone del gusto, a Torino. Il vino del ghiaccio “San Sebastiano” è prodotto dalla Comunità montana Alta valle di Susa, su un progetto dell'associazione Donna Sommelier Europa. ''La produzione è molto bassa, il 5-10% di una normale vendemmia.
I vendemmiatori - ha spiegato Maria Luisa Alberico, direttrice di Donna Sommelier Europa - tagliano i grappoli gelati, rigorosamente a mano. Gli acini vengono pressati in condizioni di freddo estremo: in questo modo la parte acquosa del frutto, che si è cristallizzata, può essere scartata e si ottiene non di più di qualche pregiatissima goccia di succo concentrato”.
( Piemonte Pressway )
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FORZA TORO "Toro: Sette magici inni" e´ un CD del gruppo musicale torinese, " Statuto" , in foto, (il nome deriva dalla piazza di Torino dove il gruppo si incontra ogni sabato pomeriggio) contiene sette brani e tre storie dell´autore e giornalista Massimo Gramellini - che salutano il Torino, un delle due squadre torinesi, che e´ stata promossa di nuovo in quest´anno (per la seconda volta in due anni; la prima volta non e´ finita bene a colpa dei problemi finanziari) il Serie A . Le canzoni sono di ritmo veloce e suonano come rock `n´ roll tradizionale con ritornelli cantati in coro, come nella Maratona, e salutando i tifosi e la squadra granata. Un CD inmancabile per quelli con cuore granata.
LA COMPANIA MUSICANT D´ALBA Vincenzo "Chacho" Marchelli e Lorenzo "Marinaio" Boioli, del gruppo folkloristico piemontese Ariondassa - sono gli ospiti su un nuovo disco dalla Compania dij Musicant d´Alba, "Canzoni tradizionali del Piemonte Vol. 1" (www.musicant.it). Il CD e´ una buona introduzione alla musica piemontese perche ci sono testi e spiegazione in inglese e italiano. Tra I brani: "La tempesta," "Giaco Tross " e "La bergera", e canzoni come "Se la vedessi" e "Ij fieuj diso a le fije," che erano "riscoperti" dai Tre Martelli.
Da: Unione Piemontesi del Mondo
Newsletter n.80 sabato 14 ottobre 2006
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Gianduja , la maschera del carnevale piemontese
La principale maschera piemontese , Gianduja o Giandoia , è nata nel 1808 a Callianetto dalla creatività di Giambattista Sales, torinese, e di Gioachino Bellone di Racconigi. Gianduja ha un viso tondo e gaio e la capigliatura raccolta in un codino girato all'insù con fiocco rosso; il cappello a tricorno, il vestito è composto da una giubba color marrone bordata di rosso, il panciotto è giallo, i pantaloni verdi e lunghi sino al ginocchio, le calze sono rosse e le scarpe hanno una fibbia in ottone.
Il carattere della maschera rispecchia un po' il popolo piemontese: è conservatore, di umore sempre allegro, scaltro anche se all'apparenza rozzo ed ingenuo, un galantuomo che ama il buon vino e la buona tavola http://castellalfero.interfree.it/gianduja.htm
http://
www.eugenioallegri.it/gianduja/presentazione.htm
da Unione Piemontesi del Mondo del 18/03/06
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Itália propõe inserção de pizzas em cardápio hospitalar
O projeto italiano "Pizza na Enfermaria" propõe a inserção da pizza nos cardápios dos hospitais --alimento "saudável" para os pacientes.
Aqueles que defendem a idéia dizem que a pizza é um alimento saudável, que equivale a uma refeição completa e balanceada. "Ela deve ser preparada da maneira italiana: azeite extravirgem de oliva e outros produtos típicos de qualidade."
O projeto que visa construir uma relação correta entre alimentação e saúde no hospital foi apresentado na Exposição Internacional de Alimentação, realizada na cidade de Rimini, leste da Itália.
Fabio Botto
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Fossano, questa sera sul palco l'energia di Giuliano Palma

FOSSANO. Grande concerto questa será al palasport di Fossano. Si esibirà sul palco Giuliano Palma and the Bluebeaters, un gruppo nato nel 1993 dalla fusione di artisti provenienti da diverse formazioni italiane (GiulianoPalma e Ferdinando Masi dei Casino Royale, Bunna, Paolo Parpaglione, Cato e Mr T Bone degli Africa Unite, Peter Truffa pianista della New York Ska Jazz Ensamble e Skatalites, Fabietto di Reggae National Tickets) e che propone un travolgente mix di Ska, Rocksteady, Bluebeat delle origini e pezzi della tradizione giamaicana degli anni '60.
Il loro ultimo disco è uscito il 30 settembre e si intitola “Long playing”; un successo il singolo "Messico e Nuvole", che ha aperto l'Mtv Day di Bologna.
Il concerto inizierà alle 21.30, ma le porte si apriranno già alle 20.
L'evento è promosso dall'associazione culturale Nuvolari e Zabum Uno, in collaborazione con la CRF e il Comune di Fossano.
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Un Programma Gratuito Vi Fara' Sentire Padroni Del Mondo
Servizio di Roberto Pucci
HOUSTON,TX, 25 nov. (Italia Estera) - S'avvicina Natale, la stagione dei regali, e tutti in America cominciano gia' a fare progetti su cosa regaleranno o si regaleranno. Assieme alle varie possibilita' offerte dai gadgets elettronici piu' popolari ed alla moda, assieme ai giochi per computer ed alle nuove versioni di consolle ed a quanto altro si possa volere o desiderare c'e' pure un programma che non vi costera' un centesimo che e' a dir poco eccezionale. Si chiama “Google Earth” e sin dalla sua comparsa in versione beta ha cominciato a mietere successi incredibili per la sua popolarita' e per l'attenzione suscitata nell'informazione specializzata nel mondo dell'informatica. “Google Terra” e' un programma che unendo assieme immagini della terra, riprese dai satelliti, carte geografiche ed il browser di Google vi mettera' in condizione di dominare letteralmente il mondo in cui viviamo. Non diventerete esattamente come il Creatore, che domina tutto dall'alto dei cieli, ma l'impressione che riceverete sara' quella di potere recarvi in volo su quasiasi parte della terra, di scendere su di essa e di godervi volando sempre piu' vicino la vista di localita' che conoscete benissimo o che vi piacerebbe conoscere. Inserite l'indirizzo e tuffatevi sul posto grazie ad una potentissima azione di zoom. Ma cio' ancora non basta. Oltre alle possibilita' citate potrete pure ricevere direzioni di guida, vedere dove si trovano scuole, alberghi, ristoranti e parchi, cambiare il punto di vista dall'alto al livello inclinato che vi permettera' di vedere in tridimensione persino le case ed i monumenti e questo senza fare alcuna differenza tanto che vogliate esplorare Atene , New York o le Bahamas.
C'e' anche da aggiungere che trovo questo nuovo software specialmente elettrizante per chi, come molti di noi Italiani all'estero, voglia provare la sensazione commovente di potere ripercorrere le strade e le piazze lasciatesi dietro e ben conosciute della propria vecchia citta'.
Ho messo alla prova Google Earth io stesso e con estrema facilita' mi sono calato dallo spazio fino ad Houston e fino al sobborgo dove vivo, vedendo persino i due pini davanti al prato di casa. Poi il mio pensiero e' corso a Catania e, inserite le nuove coordinate, ho attraversato in volo la distesa blu dell'Atlantico planando nella vecchia citta' ai piedi dell'Etna e girando e rigirando per le note strade che ho percoso tante volte durante l'infanzia. V'assicuro che non riuscivo a credere ai miei occhi ed a staccarmi dal monitor. Il programma ha tante altre caratteristiche utili che devo ancora scoprire ed esiste pure una versione professionale a pagamento per uso piu' specializzato ma ritengo, non sia azzardato affermare, che Google Earth per le possibilita' che gia' offre nella sua versione basilare sia quanto di piu' bello ed elettrizzante si possa desiderare per potere avere il mondo nelle proprie mani. Per recarvi dovunque, senza pagare il biglietto non dovrete essere neppure dei volatili ne' avere a disposizione i potenti telescopi che scrutano ogni angolo della terra sistemati a bordo dei satellite geostazionari.
RO PUCCI – HOUSTON, TEXAS
Vista di Manhattan tramite l'uso di "Google Earth"
Italia Estera
22/11.2005
Nei mesi di novembre e dicembre torna la quindicesima edizione di Blues al femminile, la rassegna musicale che propone le voci più espressive del panorama blues, gospel e jazz della scena afro-americana in molti comuni del Piemonte. Il festival, progetto unico in Italia, è organizzato dall'Associazione Culturale Centro Jazz Torino con il contributo della Regione Piemonte.
La grande tradizione blues inaugurata da Mamie Smith, "Ma" Rainey, Ethel Waters, Bessie Smith e proseguita da Dinah Washington, Esther Phillips e Ruth Brown, viene proposta da Blues al Femminile con moderne protagoniste, artiste mai ascoltate prima in Italia (e spesso neppure in Europa), scelte in base alla loro originalità e caratura artistica.
"Un bel progetto di decentramento della musica jazz e blues - commenta l'Assessore regionale alla cultura Gianni Oliva - Blues al femminile costituisce un esempio di assoluta originalità ed è stato in grado di creare negli anni una cultura, un gusto e un pubblico del jazz, coinvolgendo in modo capillare la comunità piemontese. Gli appuntamenti con Betty Pride, Debbie Duncan e le Wright Family Gospel Singers toccano tutte le province. Con questa rassegna il sistema culturale piemontese, grazie alla sinergica partecipazione dei molti soggetti istituzionali ed artistici, mantiene alta la sua capacità d'iniziativa di respiro internazionale
Regione Piemonte
Trufa Branca Do Piemonte É Vendida Por 95 Mil Euros
por Fabio Botto
Uma trufa branca de 1,2 quilo proveniente do Piemonte italiano foi vendida no domingo por 63 mil libras (95 mil euros) a um comprador anônimo de Hong Kong, em um leilão realizado, em Londres, pela casa Christies, revelou nesta segunda-feira (14) o jornal The Independent.
Este preço supera em muito dos 52 mil dólares (44.315 euros) pagos em novembro de 2004 pelo restaurante londrino Zafferano por outra trufa italiana, no caso de origem toscana, de 852 gramas , em um leilão realizado em Florença (Itália).
As outras cinco trufas oferecidas no domingo pela Christies foram adquiridas por dois chefs de restaurantes londrinos: Marco Pierre White, do Luciano, que gastou 9.200 libras (13.700 euros) em quatro trufas, e Claudio Pulze, do Fiore, que pagou 1.750 libra (2.600 euros) por uma pepita de 234 gramas .
A trufa comprada pelo Zafferano em 2004 acabou apodrecendo nas câmaras frigoríficas do restaurante antes que clientes como a atriz Gwyneth Paltrow ou o bilionário russo Roman Abramovich pudessem degustá-la.
A trufa branca é um tipo de cogumelo raro que cresce abaixo da superfície e é muito valorizada por gourmets do mundo inteiro.
Ditado
" Os gênios calam; os inteligentes falam;
os ignorantes gritam !"
dá Edição: 2005/38 do “Fui Pensar” - Autor(a): Não Informado
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"The Asti Spumante Code", parodia di successo
Il richiamo allo spumante piemontese nell'opera firmata dall'inglese Toby Clements, giornalista letterario del Daily Telegraph
Parigi - Mentre è in fase di lavorazione la versione cinematografica de "Il Codice Da Vinci", per la regia di Ron Howard, pellicola tratta dal libro di successo omonimo di Dan Brown, miete successo internazionale la parodia riconosciuta firmata dall'inglese Toby Clements, giornalista letterario del Daily Telegraph,"The Asti Spumante Code" .
Non una traduzione letterale del testo originale, il libro è uscito anche nella versione intitolata "Il Codice Stravinci". Il richiamo allo spumante piemontese è indicativo nel titolo; al vino a denominazione ed origine controllata e garantita, uno dei prodotti più caratteristici della viticoltura piemontese, è il rimando di una storia parodiata, di un thriller con humor:
"È una notte tranquilla a Bruxelles e nulla traspare dalla classica, impenetrabile facciata della Grande Bibliothèque. Eppure una tragedia si è appena consumata al suo interno, nella Galleria Maggiore, fra le preziosissime prime edizioni dei capolavori della letteratura mondiale: Cordon Sanitaire, il vecchio curatore della biblioteca, è stato aggredito e ucciso da un emissario dell'antica Corporazione dei Librai, il famigerato Ermellinos, chiamato così perché cambia il pelo due volte all'anno, albino d'inverno e bruno d'estate. Il sicario sta cercando il segretissimo Codice Stravinci, mediante il quale sarebbe possibile scrivere il bestseller più strepitoso di tutti i tempi, quello da 17 milioni di copie, tradotto in 40 lingue, con edizioni illustrate, commentate, guide complete e guide non autorizzate, verità, menzogne, segreti, film che sbancano i botteghini di tutto il mondo... " Il corpo del curatore viene trovato nella posa della morte di Anna Karenina. Reazione di Brown a questa parodia?
News ITALIA PRESS - 02/09/2005
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Subsonica , la band torinese in testa alle classifiche musicali
Nata nel 1997 in una Torino industriale ,ma anche città di sperimentazione musicale, la band dei Subsonica si impone come band di musica elettronica e rock con un primo disco chiamato , appunto Subsonica. I Subsonica sono una delle poche band italiane che cantano in italiano ( unica eccezione “gasoline” che è diventata una delle canzoni più copiate nelle suonerie dei cellulari) e che riescono a dare voce al pensiero dei giovani di oggi. Molte delle loro ispirazioni e idee sono nate ai Murazzi sul Po', a Torino, luogo di ritrovo e di sperimentazione dei giovani.
Nel 2000 partecipano al Festival di Sanremo con "Tutti i miei sbagli", vengono classificati ultimi ma allo stesso tempo diventano i più trasmessi nelle radio. Con la canzone "Microchip emozionale" arriva al disco d'oro. Con il passare degli anni Subsonica diventa una delle band più amate da MTV ed il loro successo si stà rinnovando di anno in anno e con "Microchip emozionale" raggiunge il disco di platino. Anche quest'anno la tournee del gruppo è molto intensa segno del grosso amore del pubblico.
Maggiori informazioni www.subsonica.it
Dal notiziario della Unione Piemontesi del Mondo
Sabato 30 luglio 2005
Francesca Cabrini
La patrona degli emigranti
Ultima di undici figli, Francesca Cabrini voleva fare la missionaria e partire per la Cina, come il suo modello san Francesco Saverio
Nata nel 185 a Sant'Angelo Lodigiano, un piccolo paese agricolo della Lombardia da una famiglia modesta, ultima di undici figli, Francesca Cabrini voleva fare la missionaria e partire per la Cina, come il suo modello san Francesco Saverio.
Dopo varie traversie fonda, nel novembre 1880, a Codogno, l'Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e sei anni dopo, nella Chiesa del Gesù, all'altare di san Francesco Saverio, fa voto di andare in missione in Oriente, per fondare la Casa centrale dell'Istituto. Il 19 marzo 1888 arriva il decreto papale di approvazione. In quel periodo, Francesca stabilisce una profonda amicizia con il vescovo di Piacenza, monsignor Giovanni Battista Scalabrini, che le fa conoscere il grave problema degli emigrati, avendo fondato egli stesso, nel Ordine assistenziale appositamente per loro.
Esordata anche da Papa Leone XIII, il 31 marzo 1889 parte per New York con alcune consorelle, per intraprendere l'attività che l'avrebbe resa famosa in tutto il mondo. L'Istituto vede così moltiplicarsi le vocazioni e le fondazioni, oltre che nelle Americhe anche in Europa. Le suore venivano preparate per dirigere scuole, asili, ospedali, orfanotrofi unitamente a opere religiose. Si visitavano inoltre le famiglie più disagiate, le carceri, le miniere e tutti quei luoghi in cui serviva non soltanto conforto religioso, ma anche umano ed economico.
E per riuscire al meglio nella sua opera riceve nel 1909 la cittadinanza americana. Muore improvvisamente a Chicago il 22 dicembre 1917, lasciando 67 fondazioni e 1300 missionarie in tutto il mondo. Il suo corpo è custodito nella città di New York; reliquie importanti si trovano a Chicago e a Codogno. Ogni anno, la sua festa ricorre il 13 novembre.
Proprio per la sua preziosa opera, Pio XI la proclamò Beata il 13 novembre 1938 e Pio XII la canonizzò il 7 luglio 1946. L'8 settembre 1950 lo stesso Pio XII la dichiarò patrona universale degli emigranti.
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Ambrogio Olerio, maestro di lingua greca, era l'istitutore del Principino Reale, figlio di Emanuele Filiberto, Carlino (il futuro Carlo Emanuele I).
Il professore aveva l'abitudine di salutare le persone di conoscenza, sia a Palazzo Reale che nelle vie di Torino, con un altisonante “Chere” (parola greca che corrisponde al “Salve” dei romani).
Questo vocabolo cominciò ad essere usato scherzosamente dagli amici del Maestro, poi a poco a poco, corrompendosi in “cerea” passò al popolo e fini per diventare il modo più comune di salutarsi dei torinesi, che anche in vernacolo lo usa ancora oggi.
Carla Torre Navon
(da Curiosità Torinesi)
Tipografia Merlo-Torino
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Grissini per il Re
I grissini sono uno dei prodotti gastronomici torinesi più famosi del mondo. La loro origine è quasi una leggenda e sembra sia legata a Vittorio Amedeo II. Alla sua nascita, nel 1675, il futuro regnante era un bambino gracile e debole, né le cose parvero migliorare col trascorrere degli anni. A soli nove anni, morto il padre Carlo Emanuele, Vittorio Amedeo era duca di Savoia, sotto la reggenza di sua madre Maria Giovanna Battista di Nemours, ma la sua salute debole non dava segni di miglioramento. Preoccupata la duchessa si rivolse al medico di Corte e questi parlò delle nobili ansietà al panettiere. La medicina studiata per il giovane duca prevedeva una dieta con pane friabile e ben digeribile. Il panettiere ducale, il cui nome, tramandato ai posteri era Antonio Brunero, inventò così il grissino.
Nel bel libro di Renzo Rossotti, Curiosità e misteri di Torino, si legge che il grissino ebbe subito un gran successo, realizzato per la casa reale con "puro fioretto di farina, ben purgato del reprimo" e per il volgo con "due terzi di frumento e un terzo di segala, talvolta con l'aggiunta di una manciata di farina di mais". A questi ingredienti va aggiunta l'acqua, che asciugandosi durante la cottura, lascia quella crosta bruna cara ai palati dei golosi. Nato con intenti "taumaturgici", il grissino ha acquistato poi caratteristiche ben precise: la lunghezza, ad esempio, deve essere pari all'apertura delle braccia dell'artgiano che lo lavora. Il nome arriva dal piemontese gherssa, che significa filone di pane, divenne poi gherssin e, in italiano, grissino, a esaltare la sua forma sottile e allungata.
Il successo del grissino, si diceva, fu travolgente: le Corti europee vollero provare les petits baton de Turin; la Francia tentò persino di imitarlo, facendo arrivare a Parigi due artigiani torinesi. Ma l'acqua della Senna e l'aria di Parigi non erano buoni come l'acqua del Po e l'aria di Torino e i risultati furono modesti. Persino Napoleone, estimatore dei grissini torinesi perché sembra fossero di sollievo alla sua ulcera, si rassegnò ad affidarsi a regolari corrieri imperiali che rifornivano la sua mensa servendosi a Torino.
Le virtù taumaturgiche del grissino guarirono il giovane duca Vittorio Amedeo? Che siano state o meno le proprietà dell'invenzione di Antonio Brunero, Vittorio Amedeo II è stato uno dei duchi più astuti e intelligenti della storia di casa Savoia, non per niente soprannominato la Volpe Savoiarda. Durante il suo regno Torino fu sottoposta a uno degli assedi più drammatici della sua storia, quello del 1705. In quella circostanza Pietro Micca sacrificò la sua vita per tagliare la via ai Francesi assedianti e lo stesso duca promise alla Vergine, in cambio della vittoria, una chiesa sul colle di Superga, un voto che soddisfece, affidando il progetto della Basilica a Filippo Juvarra. Ancora oggi l'avvistamento della Basilica di Superga, da lontano, significa per i torinesi in viaggio che Torino è vicina e si è quasi a casa.
L'assedio, insegnano i libri di storia, fu tolto grazie all'azione congiunta dell'astuto Vittorio Amedeo e del cugino Eugenio di Savoia-Soissons, uno degli uomini più interessanti del suo tempo, abile generale e raffinato esteta (fu lui a liberare Vienna dall'assedio Turco e a costruire, sempre a Vienna, il Palazzo del Belvedere, manco a dirlo, uno dei gioielli dell'architettura viennese). Con il trattato di Utrecht l'antico Ducato dei Savoia fu "promosso" a Regno di Sicilia e, con lo scambio Sicilia-Sardegna, a Regno di Sardegna, trasformando Vittorio Amedeo II nel primo Savoia a fregiarsi del titolo di re.
Cha sia o meno merito dei grissini, è difficile dirlo. Ma non è bello pensare che una parte nella Storia l'abbia avuta la deliziosa invenzione di Antonio Brunero ?
Una stella di nome Gancia
Omaggio al creatore dello spumante italiano dall'International Star Registry di Ginevra
Ginevra – E' la stella a sinistra della costellazione di Orione e brilla di...bollicine. Il suo nome è "Gancia". Si, perché in questi giorni l'International Star Registry di Ginevra ha ribattezzato la stella Orion Rabh2m57.21Sd7°24'19.95", con il nome del creatore, nel 1850, del primo spumante italiano ed il primo spumante dolce nel mondo.
Richiesta avanzata da Lamberto Vallarino Gancia, quinta generazione della Famiglia; proposta accettata: Gancia si può vedere tracciando una linea immaginaria da sinistra a destra tra Bellatrix e Betelgeuse.
Una stella per il mondo, così come per il mondo è andato lo spumante della famiglia: da una bollicina a una luce nel firmamento, la metafora della strada percorsa nel mondo dal nome della famiglia è chiara. E se a Ginevra la proposta è stata accolta il motivo ci sarà!
La notizia ha fatto il giro del mondo e gli ammiratori dello spumante made in Italy potranno levare i calici al cielo: il gesto rimanderà a una stella, ma anche a una tradizione di famiglia che si è conservata nella Cantina di Canelli (AT), a un territorio e a una cultura particolare.
Fonte : News ITALIA PRESS
Fratelli d'Italia
di Goffredo Mameli
musica di Michele Novaro
Inno scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e musicato lo stesso anno da Michele Novaro. Divenne Inno d'Italia nel 1946 in sostituzione della Marcia Reale, inno d'Italia dal 1861 al 1946, scritto da Giuseppe Gobetti per Carlo Alberto.
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Noi fummo da secoli
calpesti, derisi,
perché non siam popoli,
perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
bandiera, una speme:
di fonderci insieme
già l'ora suonò.
Uniamoci, uniamoci,
l'unione e l'amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio:
uniti, per Dio,
chi vincer ci può?
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Un po' di storia...
GOFFREDO MAMELI
Genova, 1827 - Roma, 1849
Se una figura umana dovesse simboleggiare con l'aspetto d'una seducente giovinezza il Risorgimento d'Italia, che pure ebbe stupendi uomini rappresentativi - Mazzini, Cavour, Garibaldi non si saprebbe quale innalzare e amare meglio che quella di Goffredo Mameli, poeta a quindici anni, guerriero a ventuno, avvolto a ventidue nella morte come nella nuvola luminosa in cui gli antichi favoleggiavano la scomparsa degli eroi.
Stirpe di marinai soldati, figlio d'un comandante di nave da guerra e d'una leggiadra donna che aveva fatto palpitare il cuore giovane di Giuseppe Mazzini, Goffredo è il romanticismo, è il patriottismo, è sopra tutto la poesia che fiorisce sull'azione. Frequenta l'università, prepara i suoi esami di diritto e intanto fiammeggia nel fuoco d'italianità de' suoi compagni, che lo sentono un capo.
Appena giunta a Genova la notizia delle Cinque Giornate parte alla testa d'un manipolo di giovani, si batte nella campagna del '48; s'agita perché non se ne subiscano con rassegnazione le tristi conseguenze militari, mazziniano puro, con la sua Genova impaziente e intollerante verso la Torino monarchica.
E' incerto se correre a Venezia o a Roma.
Si risolve per Roma.
E' di Mameli il telegramma "Venite, Roma, repubblica" in cui si invitava Mazzini a raggiungere la Repubblica Romana.
E' a fianco di Garibaldi, ma vuole prima di tutto trovarsi dove più rischiosamente si combatte.
Ferito a una gamba il 3 giugno in un combattimento nel quale s'era voluto gettare a ogni costo, fu male assistito nell'ospedale dai medici che avrebbero dovuto sollecitamente amputargli la parte offesa e invece tanto tardarono che poi l'operazione non valse più a salvarlo, ed egli spirò il 6 luglio, un mese prima di compiere i ventidue anni, recitando versi in delirio.
La sua poesia è poesia d'amore e di guerra: pensando a guerre come quelle, i due più alti temi d'ogni poesia, la donna ideale e la libertà pura.
I critici, naturalmente, rilevano le imperfezioni artistiche che non mancano.
Ma per quel che v'è, ed è tanto, di vivo e di bello in promessa anche più che in fatto si può dire che, se fosse vissuto, l'Italia avrebbe avuto in lui un magnifico poeta.
Qui si riproducono, naturalmente, il canto indimenticabile Fratelli d'Italia che fu messo in musica del maestro Novaro e che la Repubblica Italiana d'un secolo dopo ha ripreso come inno nazionale nonostante l'elmo di Scipio e la Vittoria schiava di Roma.
Cuore Granata - gli immortali
4 Magg '49
Nìvole basse, a pieuv come antlora
ël cel a smija che a piora
arcordand cola grama giornà
ëd tanti ani fa.
Vint ani i l'avìo, la guèra finìa
passaje j'alarme, le bombe, la fam
e na vita neuva as durbìa.
Na vita ëd travaj con tante ilusion
ma con na còsa grandiosa
ël Tor che a giugava a balon!
A giugava e a vincìa
për noi, për la gent pi modesta
ògni vòlta a l'era na festa...
Peui, përchè si, pì gnun lo batìa
l'han mandalo a gieughe an Paradis
contra j'Angei a fé quaìche partìa.
Ma anche là, son sigur a l'è 'l pì fort
përchè ël Tor a l'ha gnun-e paure
a vincc tut, a vincc anche la mòrt.
Am piasrìa gaveme na nata...
Podej vëdde lassù,
che a l'han dime... ed sigur che Nosgnor
a l'ha la Maja Granata...!!!
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PROVÉRBIOS
Número 1:
Chi dà e pia 'l diau lu porta via.
Chi dà e ritoglie il diavolo se lo raccoglie.
Quem dá e tira o diabo leva embora.
Número 2:
Chi veul savei tút a sa gnente.
Chi vuol tutto sapere tutto ignora.
Quem quer saber tudo tudo ignora.
Número 3:
Chi a l'à l'amer an bùca a peul nen spué dùs.
Con l'amaro nella bocca non si può sputar dolcezze.
Quem tem a boca amarga não pode dizer palavras doces.
Número 4:
Quand a s' ven vei a s' perd' l mei.
Da vecchio si perde parecchio.
Quando se fica velho perde-se o melhor.
Número 5:
A venta avei un eui al gat e l'autr a la padela.
Un occhio al gatto e l'altro alla padella.
Um olho no gato e o outro na panela.
Número 6:
Mutuben d' fúm e poca brasa.
Molto fumo e poca brace.
Muita fumaça e pouco fogo.