🎤 Domingo com shows de Daniel e Palavra Cantada

🎤 Domingo com shows GRATUITOS de Daniel e Palavra Cantada

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SHOWS GRATUITOS NA ZONA LESTE E NA AVENIDA PAULISTA!

Domingo na ZL Domingo na Paulista
PALAVRA CANTADA - 20/05 - 16h DANIEL - 20/05 - 16h
KAROL CONKA - 27/05 - 16h SUPERCOMBO - 27/05 - 16h

Av. Prof. Eng. Ardevan Machado,
perto do Metrô Itaquera

domingonazl.com.br

Av. Paulista, 1313, na frente do Metrô Trianon-MASP

domingonapaulista.com.br

100 ANOS DE ARTE BELGA
MENS REA: A CARTOGRAFIA DO MISTÉRIO
SÁBADO LITERÁRIO: FEIRA DE TROCA DE LIVROS
MOLIÈRE – UMA COMÉDIA MUSICAL DE SABINA BERMAN
Programação completa

Recital de violino e piano de Domenico Nordio e Antonio Vaz Lemes - 25/05

 

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Música - Recital de violino e piano de Domenico Nordio e Antonio Vaz Lemes - 25/05

 

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FATIMA E CASA SAVOIA

 

FATIMA E CASA SAVOIA
Pochi sanno che a Casa Savoia è legato anche il miracolo di Fatima
Dobbiamo risalire al XII secolo quando i lusitani ovvero i portoghesi avevano vinto i mori, che miravano alla
conquista della penisola iberica. Alfonso I (1109-1185), detto il Conquistatore (Conte del Portogallo dal 1128 al
1139 e poi primo Re del Portogallo dal 1139 fino alla morte), affidò al suo eroico condottiero, Don Gonçalo, il
compito di difendere il Paese dal pericolo islamico. Prima della decisiva battaglia di Ourique (26 luglio 1139),
Alfonso stava pregando per la protezione del popolo portoghese, quando gli apparve una visione di Gesù Cristo
sulla croce. La guerra fu vinta e, in segno di gratitudine, il Re incorporò le cinque ferite di Cristo nella bandiera,
inserendo cinque pallini bianchi all’interno dei cinque scudi azzurri, che rappresentano i cinque sovrani more-
schi sconfitti proprio ad Ourique: piaghe e scudi sono tuttora presenti sul drappo portoghese.
Quale premio per la vittoria ottenuta, il Re concesse al fedele Gonçalo il privilegio di scegliersi in sposa la
giovane più bella fra le musulmane prigioniere e quest’ultimo elesse Fatima, nome assai noto fra gli islamici,
perché appartenuto alla figlia di Maometto. Ma a Fatima venne imposta una condizione, che la giovane accolse
benignamente: la conversione alla religione cattolica. Maestra e catechista fu la moglie di Alfonso I, Mafalda di
Savoia, prima Regina del Portogallo. L’unione fra il condottiero, conosciuto come Matamoros, e la bella Fatima
durò poco: la sposa morì prematuramente e Gonçalo decise di ritirarsi a vita di preghiera e di penitenza nell’ab-
bazia cistercense di Alcobaça, tra i figli di San Bernardo, abbazia fondata e donata a San Bernard de Clairvaux
(1090-1153) dallo stesso Alfonso I. Don Gonçalo, al fine di avere un più vivo ricordo dell’amata sposa, ne fece
trasferire la salma in una località vicina e che da lei prese il nome: Fatima.
Il 19 agosto 1999 è stata ritrovata, fra le antiche carte dell’archivio del monastero delle Domenicane di Alba
(Cuneo), fondato dalla beata Margherita di Savoia, una straordinaria documentazione di cui si erano perse le
tracce. Questi scritti rivelano che nel XV secolo Casa Savoia venne informata delle future apparizioni di Fatima
e degli annunci mariani circa i castighi che si sarebbero abbattuti sull’umanità. Era il 16 ottobre 1454 quando,
in questo monastero di Santa Maria Maddalena, una certa suor Filippina de’ Storgi (?-1454), prima di spirare,
lasciò una profezia: la Madonna sarebbe apparsa a Fatima. Suor Filippina era la figlia di Filippo II di Savoia-
Acaia (1340-1368), vittima di una congiura familiare che lo condusse ad essere legato e gettato ancora vivo nel-
le invernali e gelide acque del lago di Avigliana. Tuttavia, avendo chiesto l’intercessione del beato Umberto di
Savoia (1136-89), si salvò miracolosamente. Fu così che decise di fuggire e di vivere da pellegrino penitente e
orante per essere perdonato dei propri peccati, prendendo il nome di frate Guglielmo. Raggiunse i santuari della
Francia, della Svizzera, della Spagna, del Portogallo e giunse fino a Fatima, dove era stata edificata una chiesa
per volere di Mafalda di Savoia, figlia di Amedeo III di Savoia (1087-1148), detto il Crociato, poiché aveva
partecipato, richiamato alle armi da Papa Callisto II, alle guerre in Terrasanta. Filippo di Savoia-Acaia entrò
nella modesta chiesetta di Fatima e scorse, davanti all’altare, sul nudo pavimento, una pietra tombale con una
scritta latina che recitava: «Qui giace Mafalda ovvero Matilde figlia di Amedeo III Conte di Savoia e sorella di
Umberto III Conte di Savoia, consorte di Alfonso Eriquez I Re del Portogallo insieme alla sua figlia spirituale
Oureana, già chiamata Fatima. Questa chiesa e l’attiguo convento li fece erigere quella Regina, per onorare la
Gran Madre di Dio nell’anno 1154». Fatima e Mafalda erano, dunque, state sepolte insieme. La Regina, morta a
Coimbra il 4 novembre del 1157, lasciò scritto nel suo testamento che aver «portato Oureana alla fede cristiana
è stata la mia grande gioia. Lascio a lei il compito di continuare il culto della Vergine nella chiesetta che feci
costruire alla Sierra de Aire, che tanto somiglia alla mia Savoia e dove desidero essere seppellita io stessa per
riposare nella quiete eterna ai piedi della Vergine Maria, lontano dall’eco della città». Gli auspici di Mafalda di
Savoia si realizzarono e la chiesetta del Borgo di Fatima divenne centro universale di spiritualità mariana. (...)
Cristina Siccardi - RC, 11 maggio 2018

FATIMA E CASA SAVOIA

Pochi sanno che a Casa Savoia è legato anche il miracolo di Fatima

 

Dobbiamo risalire al XII secolo quando i lusitani ovvero i portoghesi avevano vinto i mori, che miravano alla conquista della penisola iberica. Alfonso I (1109-1185), detto il Conquistatore (Conte del Portogallo dal 1128 al 1139 e poi primo Re del Portogallo dal 1139 fino alla morte), affidò al suo eroico condottiero, Don Gonçalo, il compito di difendere il Paese dal pericolo islamico. Prima della decisiva battaglia di Ourique (26 luglio 1139), Alfonso stava pregando per la protezione del popolo portoghese, quando gli apparve una visione di Gesù Cristo sulla croce. La guerra fu vinta e, in segno di gratitudine, il Re incorporò le cinque ferite di Cristo nella bandiera, inserendo cinque pallini bianchi all’interno dei cinque scudi azzurri, che rappresentano i cinque sovrani moreschi sconfitti proprio ad Ourique: piaghe e scudi sono tuttora presenti sul drappo portoghese. 

Quale premio per la vittoria ottenuta, il Re concesse al fedele Gonçalo il privilegio di scegliersi in sposa la giovane più bella fra le musulmane prigioniere e quest’ultimo elesse Fatima, nome assai noto fra gli islamici, perché appartenuto alla figlia di Maometto. Ma a Fatima venne imposta una condizione, che la giovane accolse benignamente: la conversione alla religione cattolica. Maestra e catechista fu la moglie di Alfonso I, Mafalda di Savoia, prima Regina del Portogallo. L’unione fra il condottiero, conosciuto come Matamoros, e la bella Fatima durò poco: la sposa morì prematuramente e Gonçalo decise di ritirarsi a vita di preghiera e di penitenza nell’abbazia cistercense di Alcobaça, tra i figli di San Bernardo, abbazia fondata e donata a San Bernard de Clairvaux (1090-1153) dallo stesso Alfonso I. Don Gonçalo, al fine di avere un più vivo ricordo dell’amata sposa, ne fece trasferire la salma in una località vicina e che da lei prese il nome: Fatima.

Il 19 agosto 1999 è stata ritrovata, fra le antiche carte dell’archivio del monastero delle Domenicane di Alba (Cuneo), fondato dalla beata Margherita di Savoia, una straordinaria documentazione di cui si erano perse le tracce. Questi scritti rivelano che nel XV secolo Casa Savoia venne informata delle future apparizioni di Fatima e degli annunci mariani circa i castighi che si sarebbero abbattuti sull’umanità. Era il 16 ottobre 1454 quando, in questo monastero di Santa Maria Maddalena, una certa suor Filippina de’ Storgi (?-1454), prima di spirare, lasciò una profezia: la Madonna sarebbe apparsa a Fatima. Suor Filippina era la figlia di Filippo II di Savoia-Acaia (1340-1368), vittima di una congiura familiare che lo condusse ad essere legato e gettato ancora vivo nelle invernali e gelide acque del lago di Avigliana. Tuttavia, avendo chiesto l’intercessione del beato Umberto di Savoia (1136-89), si salvò miracolosamente. Fu così che decise di fuggire e di vivere da pellegrino penitente e orante per essere perdonato dei propri peccati, prendendo il nome di frate Guglielmo. Raggiunse i santuari della Francia, della Svizzera, della Spagna, del Portogallo e giunse fino a Fatima, dove era stata edificata una chiesa per volere di Mafalda di Savoia, figlia di Amedeo III di Savoia (1087-1148), detto il Crociato, poiché aveva partecipato, richiamato alle armi da Papa Callisto II, alle guerre in Terrasanta. Filippo di Savoia-Acaia entrò nella modesta chiesetta di Fatima e scorse, davanti all’altare, sul nudo pavimento, una pietra tombale con una scritta latina che recitava: «Qui giace Mafalda ovvero Matilde figlia di Amedeo III Conte di Savoia e sorella di Umberto III Conte di Savoia, consorte di Alfonso Eriquez I Re del Portogallo insieme alla sua figlia spirituale Oureana, già chiamata Fatima. Questa chiesa e l’attiguo convento li fece erigere quella Regina, per onorare la Gran Madre di Dio nell’anno 1154». Fatima e Mafalda erano, dunque, state sepolte insieme. La Regina, morta a Coimbra il 4 novembre del 1157, lasciò scritto nel suo testamento che aver «portato Oureana alla fede cristiana è stata la mia grande gioia. Lascio a lei il compito di continuare il culto della Vergine nella chiesetta che feci costruire alla Sierra de Aire, che tanto somiglia alla mia Savoia e dove desidero essere seppellita io stessa per riposare nella quiete eterna ai piedi della Vergine Maria, lontano dall’eco della città». Gli auspici di Mafalda di Savoia si realizzarono e la chiesetta del Borgo di Fatima divenne centro universale di spiritualità mariana. (...)

Cristina Siccardi - RC, 11 maggio 2018

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21982 - 14 Maggio 2018

 

 

🎵 Domingo na Paulista com show GRATUITO da Banda Mary Jane

 

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Recital de piano com Christian Leotta - Franz Schubert - 10/05 às 20h

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MÚSICA - Recital de piano com Christian Leotta - Franz Schubert - 10/05 às 20h

 

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AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

gamma di possibili manifestazioni cliniche, da quelle meno eclatanti, con presenza di competenze verba-
li, alle forme più severe con assenza del canale verbale e ridottissime competenze comunicative. Nelle
prime esistono competenze comunicative tali da consentire una vita di relazione abbastanza autonoma, la
possibilità di perseguire un percorso formativo efficace se adeguatamente sostenuto da un adulto, talora
con picchi selettivi in aree ristrette in cui il soggetto in un certo senso si specializza (si parla di autismi ad
alto funzionamento). All’estremo opposto si osservano atteggiamenti di grave chiusura, con comporta-
menti cosiddetti “problema”, di difficile gestione per la frequente difficoltà di comprendere la reale causa
sottostante a un disagio espresso, a causa della gravità del deficit comunicativo. In questi casi in genere le
abilità cognitive sono anche gravemente compromesse, e la mediazione dell’adulto diventa assolutamente
necessaria per la globalità delle autonomie personali e sociali. Gli studi più recenti mostrano correlazioni
con alterazioni neurobiologiche strutturali a livello encefalico, che in una percentuale di casi si configura-
no come vera e propria sindrome genetica, come accade nei soggetti affetti da X-fragile, una anomalia
cromosomica che determina un’associazione di segni e sintomi tipici della sindrome, ma con incidenza e
profondità variabile da caso a caso. L’autismo è forse la causa maggiormente riconosciuta sul piano
sociale di disabilità infantile, soprattutto per la risonanza emotiva provocata negli adulti dall’idea che un
bambino non possa riuscire a comunicare le emozioni che prova, che vorrebbe esprimere, i propri biso-
gni, i propri pensieri. Pertanto possiamo considerare queste condizioni come rappresentative del signifi-
cato essenziale di disabilità, del non poter condividere con gli altri sentimenti ed espressioni proprie del
sentire comune e di non poter raggiungere le autonomie proprie per l’età cronologica. A scuola ci si trova
gomito a gomito con bambini con deficit cognitivi, motori, relazionali, comportamentali, ma non tutti
sono in grado di fare spontaneamente spazio a chi è meno abile o meno efficiente, a chi non è in grado di
condividere uno spazio ludico o comunque in cui interagire su un’attività proposta. E questa disponibilità
passa attraverso due momenti fondamentali: da un lato la presenza di insegnanti curricolari e di sostegno
preparati o, quantomeno, predisposti a fare un’esperienza piena di didattica costruita sulle reali difficoltà
dell’allievo che ha bisogno di un aiuto speciale per la costruzione del progetto educativo individualizzato.
Ma l’altro momento costituivo di una vera esperienza di integrazione è l’ambiente in cui il soggetto con
disabilità viene a trovarsi, quello che viene chiamato in gergo gruppo-classe. E, di riflesso, stiamo parlan-
do dello stile educativo in cui è cresciuto ciascuno dei componenti del gruppo stesso. L’inclusione inizia
nei messaggi veicolati all’interno dell’educazione familiare, laddove si impara a fare spazio ai limiti degli
altri a ed offrire la propria competenza a chiunque si incontri nella quotidianità, nello spirito della colla-
borazione reciproca e della condivisione delle differenti caratteristiche. Solo l’accettazione dei propri
limiti può portare a ricercare e a scoprire nell’altro le qualità che lo caratterizzano, e a far tesoro anche
del più piccolo contributo che si può ricevere da chi si trova in condizioni di ridotte abilità personali. An-
che un bambino con gravi chiusure relazionali è in grado di esprimersi sul piano affettivo in un rapporto
empatico, in un programma formativo orientato dall’educatore, e di giungere a scambi inaspettati sul pia-
no funzionale, come quando in un gioco a due con la palla uno calcia verso la porta e l’altro cerca di pa-
rare, e poi ci si scambia di ruolo, perché è la reversibilità la cartina al tornasole della reciprocità sociale.
Roberto Rossi, neuropsichiatra dell’età evolutiva
Romasette, 27 aprile 2018AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

(...) E’ stato introdotto il concetto di “Disturbi dello spettro autistico”, in modo da comprendere tutta una amma di possibili manifestazioni cliniche, da quelle meno eclatanti, con presenza di competenze verbali, alle forme più severe con assenza del canale verbale e ridottissime competenze comunicative. Nelle prime esistono competenze comunicative tali da consentire una vita di relazione abbastanza autonoma, la possibilità di perseguire un percorso formativo efficace se adeguatamente sostenuto da un adulto, talora con picchi selettivi in aree ristrette in cui il soggetto in un certo senso si specializza (si parla di autismi ad alto funzionamento). All’estremo opposto si osservano atteggiamenti di grave chiusura, con comportamenti cosiddetti “problema”, di difficile gestione per la frequente difficoltà di comprendere la reale causa sottostante a un disagio espresso, a causa della gravità del deficit comunicativo. In questi casi in genere le abilità cognitive sono anche gravemente compromesse, e la mediazione dell’adulto diventa assolutamente necessaria per la globalità delle autonomie personali e sociali. Gli studi più recenti mostrano correlazioni con alterazioni neurobiologiche strutturali a livello encefalico, che in una percentuale di casi si configurano come vera e propria sindrome genetica, come accade nei soggetti affetti da X-fragile, una anomalia cromosomica che determina un’associazione di segni e sintomi tipici della sindrome, ma con incidenza e profondità variabile da caso a caso. L’autismo è forse la causa maggiormente riconosciuta sul piano sociale di disabilità infantile, soprattutto per la risonanza emotiva provocata negli adulti dall’idea che un bambino non possa riuscire a comunicare le emozioni che prova, che vorrebbe esprimere, i propri bisogni, i propri pensieri. Pertanto possiamo considerare queste condizioni come rappresentative del significato essenziale di disabilità, del non poter condividere con gli altri sentimenti ed espressioni proprie del sentire comune e di non poter raggiungere le autonomie proprie per l’età cronologica. A scuola ci si trova gomito a gomito con bambini con deficit cognitivi, motori, relazionali, comportamentali, ma non tutti sono in grado di fare spontaneamente spazio a chi è meno abile o meno efficiente, a chi non è in grado di condividere uno spazio ludico o comunque in cui interagire su un’attività proposta. E questa disponibilità passa attraverso due momenti fondamentali: da un lato la presenza di insegnanti curricolari e di sostegno preparati o, quantomeno, predisposti a fare un’esperienza piena di didattica costruita sulle reali difficoltà dell’allievo che ha bisogno di un aiuto speciale per la costruzione del progetto educativo individualizzato.

Ma l’altro momento costituivo di una vera esperienza di integrazione è l’ambiente in cui il soggetto con disabilità viene a trovarsi, quello che viene chiamato in gergo gruppo-classe. E, di riflesso, stiamo parlando dello stile educativo in cui è cresciuto ciascuno dei componenti del gruppo stesso. L’inclusione inizia nei messaggi veicolati all’interno dell’educazione familiare, laddove si impara a fare spazio ai limiti degli altri a ed offrire la propria competenza a chiunque si incontri nella quotidianità, nello spirito della collaborazione reciproca e della condivisione delle differenti caratteristiche. Solo l’accettazione dei propri limiti può portare a ricercare e a scoprire nell’altro le qualità che lo caratterizzano, e a far tesoro anche del più piccolo contributo che si può ricevere da chi si trova in condizioni di ridotte abilità personali. Anche un bambino con gravi chiusure relazionali è in grado di esprimersi sul piano affettivo in un rapporto empatico, in un programma formativo orientato dall’educatore, e di giungere a scambi inaspettati sul piano funzionale, come quando in un gioco a due con la palla uno calcia verso ]rare, e poi ci si scambia di ruolo, perché è la reversibilità la cartina al tornasole della reciprocità sociale.

 

Roberto Rossi, neuropsichiatra dell’età evolutiva

Romasette, 27 aprile 2018

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

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n. 21892 - 29 Aprile 2018

 

 

🎶 Domingo com shows de Olodum e Os Transtornados do Ritmo Antigo

 

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Domingo na ZL Domingo na Paulista
Olodum - 06/05 - 11h Os Transtornados do Ritmo Antigo - 06/05 - 16h
PALAVRA CANTADA - 20/05 - 16h BANDA MARY JANE - 13/05 - 16h
KAROL CONKA - 27/05 - 16h DANIEL - 20/05 - 16h

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100 ANOS DE ARTE BELGA
CIRCONJECTURAS
MENS REA: A CARTOGRAFIA DO MISTÉRIO
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Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li agitarem o Domingo na ZL. Não perca!

Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li agitarem o Domingo na ZL. Não perca!

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Domingo na ZL

Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li
agitarem o Domingo na ZL com um super show gratuito.

Os artistas revezam o palco e relembram seus maiores sucessos.

Dia 29 de abril, às 16h, 
na Av. Prof. Eng. Ardevan Machado,
pertinho do Metrô Itaquera.

Domingo na ZL com Rappin Hood e Negra Li dia 29 de abril, às 16h
Veja a programação completa no site domingonazl.com.br

🎤 Domingo com shows GRATUITOS de Rappin Hood, Negra Li e Frejat

🎤 Domingo com shows GRATUITOS de Rappin Hood, Negra Li e Frejat

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Domingo na ZL Domingo na Paulista
Rappin Hood convida Negra Li - 29/04 - 16h Frejat - 29/04 - 16h
Olodum - 06/05 - 11h Os Transtornados do Ritmo Antigo - 06/05 - 16h
PALAVRA CANTADA - 20/05 - 16h BANDA MARY JANE - 13/05 - 16h
KAROL CONKA - 27/05 - 16h DANIEL - 20/05 - 16h

Av. Prof. Eng. Ardevan Machado,
perto do Metrô Itaquera

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🎵 Ricardo Valverde Quarteto convida Tiê e Bia Goes - 25/04

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RICARDO VALVERDE QUARTETO CONVIDA TIÊ E BIA GOES                                
Teatro do SESI-SP

Quartas Músicais

Comemorando os 60 anos da Bossa Nova, espetáculo traz grandes clássicos como Garota de Ipanema e Eu Sei Que Vou Te Amar


Ao resgatar as formações musicais de época e reler grandes clássicos, o vibrafonista Ricardo Valverde e as cantoras paulistanas, Tiê e Bia Goes, homenageiam as belezas e encantos de um estilo puramente brasileiro: a bossa nova. Ao comemorar os 60 anos do gênero, que virou referência para músicos de todo mundo, os artistas trazem canções de mestres reverenciados como Tom Jobim e Vinícius de Moraes. Com leveza e emoção, os músicos despertarão as memórias afetivas do público, por meio dessas grandes canções eternizadas como Eu Sei Que Vou Te AmarChega de Saudade, e as dos trios instrumentais da época, como o Tamba Trio.
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Il complesso universo del mal di schiena. Possibili cause e gestione nel lungo periodo

Il complesso universo del “mal di schiena”. Possibili cause e gestione nel lungo periodo

Tre articoli pubblicati sulla prestigiosa rivista The Lancet evidenziano gli aspetti principali per un corretto inquadramento del disturbo che colpisce

 

Pubblicato il 16/04/2018
ALESSANDRO CHIAROTTO

CHE COSA SI INTENDE PER MAL DI SCHIENA  

Per mal di schiena si intende innanzitutto un problema di dolore nella parte lombare della schiena con o senza irradiazione agli arti inferiori. Circa la metà delle persone adulte prova tale dolore almeno una volta nella vita. Il mal di schiena colpisce soprattutto le persone dopo i 40 anni e maggiormente il sesso femminile. 

 

Dal 1990 al 2015, l’impatto della disabilità provocato dal mal di schiena é aumentato del 50% su scala mondiale, soprattutto a causa dell’ aumento della popolazione e dell’ avanzamento dell’età media. I costi di questo disturbo vanno calcolati sia in termini diretti per i sistemi sanitari che indiretti per la perdita di produttività lavorativa, e sono pari ai costi di altri noti disturbi di salute quali le malattie cardiovascolari, i tumori, i disturbi mentali e le malattie autoimmuni. In generale, le persone con mal di schiena possono provare importanti limitazioni funzionali nella vita di tutti i giorni. 

 

POSSIBILI CAUSE DEL MAL DI SCHIENA  

Una vera e propria causa di dolore lombare é riscontrabile solo in pochissime persone con mal di schiena; un esempio può essere la presenza di una frattura ad una vertebra. Nella grande maggioranza dei casi non é invece possibile identificare nessuna causa specifica ed il dolore viene definito come aspecifico. Infatti, diversi studi hanno dimostrato come alterazioni della colonna vertebrale come un’ernia del disco possano essere presenti anche in persone che non hanno dolore lombare. Un’ ernia del disco può invece venire considerata come causa del dolore se si presenta assieme ad un dolore persistente agli arti inferiori.  

 

L’approccio fisiatrico contro il mal di schiena: ecco quando è utile

 

COME EVOLVE IL MAL DI SCHIENA NEL TEMPO  

Diversi studi mostrano che la maggior parte delle persone con un episodio di mal di schiena migliori in maniera spontanea ma circa 2/3 delle persone continua ad avere un dolore residuo dopo 3 e 12 mesi. Circa la metà delle persone con mal di schiena ha un dolore leggero che é continuo o fluttuante nel corso del tempo. La ricerca ha chiaramente dimostrato che chi ha già avuto un episodio di mal di schiena é a maggior rischio di averne un altro in futuro. Aspetti dello stile di vita quali il fumo, l’ obesità ed un basso livello di attività fisica sono associati ad un maggior rischio di sviluppare uno stato di salute generale più precario e, conseguentemente, anche la presenza di mal di schiena. 

 

IL MAL DI SCHIENA È SOLO UN PROBLEMA FISICO?  

Se il mal di schiena diventa persistente nel tempo, non é probabilmente causato da un problema fisico ma da una combinazione di fattori fisici, biologici, psicologici, sociali ed altri disturbi di salute.  

 

Jan Hartvigsen, Professore Ordinario di Biomeccanica Clinica e Ricerca Muscoloscheletrica presso la University of Southern Denmark (Danimarca) é l’autore principale del primo di una trilogia di articoli dedicati al mal di schiena apparsi sulla rivista The Lancet.  

 

Sottolinea la natura multidimensionale del problema: «Il mal di schiena ha anche un impatto profondo sulla vita delle persone che vivono con questo disturbo che possono avere una perdita di identità sociale, una perdita di autostima, problemi famigliari, e mancanza di denaro per pagare le terapie. Per questo motivo é importante migliorare la formazione dei professionisti sanitari che si occupano di gestire questo problema, abbandonando un approccio biomedico per adottare un approccio multidisciplinare che prenda in considerazione le persone da un punto di vista bio-psicosociale». 

 

LE TECNICHE DIAGNOSTICHE PER IMMAGINI  

Le Linee Guida internazionali per la gestione del mal di schiena fanno una distinzione tra dolore in fase acuta (cioè presente da meno di 6 settimane) e dolore in fase cronica (presente da almeno 12 settimane).  

 

Per l’inquadramento clinico, in entrambe le fasi, non esistono studi che dimostrino come sottoporre una persona con mal di schiena ad indagini radio-diagnostiche (come radiografia o risonanza magnetica) aiuti effettivamente a migliorare il suo dolore lombare, perciò l’ utilizzo di tali indagini in tutte le persone con mal di schiena é fortemente sconsigliato dalla comunità scientifica internazionale. 

 

 

QUALI TRATTAMENTI SONO CONSIGLIATI  

 Le Linee Guida internazionali suggeriscono per il mal di schiena in fase acuta di rimanere «attivi» nella vita di tutti i giorni e viene sottolineata l’ importanza di una adeguata rassicurazione dei pazienti su questo problema di salute, sulla sua natura aspecifica e sulla probabile prognosi positiva. 

 

Come seconda opzione terapeutica, sono suggeriti trattamenti passivi, quali le manipolazioni vertebrali, il massaggio e l’agopuntura, o i farmaci anti-infiammatori non-steroidei (aspirina). Paracetamolo ed altri tipi di farmaci antidolorifici come gli oppiacei (codeina, morfina) non sono consigliati. 

 

Per il mal di schiena in fase cronica, oltre al consiglio di rimanere attivi, vengono anche consigliati l’esercizio terapeutico e la terapia cognitivo-comportamentale come prime opzioni terapeutiche. 

 

Opzioni secondarie sono trattamenti passivi come manipolazioni vertebrali e massaggio, terapie farmacologiche a base di anti-infiammatori non-steroidei, e terapie integrate come la riabilitazione multidisciplinare in cui la persona é seguita da più di un professionista sanitario.  

 

La chirurgia é assolutamente sconsigliata per il mal di schiena aspecifico, ma é invece consigliata come seconda opzione nel caso di dolore lombare con irradiazione agli arti in cui chiari disturbi della colonna come un’ ernia del disco vengano riscontrati. 

 

DIFFERENZE TRA RACCOMANDAZIONI SCIENTIFICHE E PRATICA CLINICA  

Nadine Foster, Professore Ordinario dell’NIHR in Salute Muscoloscheletrica presso la Keele University (Regno Unito) é l’ autore principale del secondo articolo pubblicato su The Lancet. «Prendendo in considerazione l’evidenza scientifica - spiega -, abbiamo riscontrato che in tutti i paesi ad alto reddito vi é un modo poco utile e poco scientifico di trattare le persone con mal di schiena. I professionisti sanitari tendano ad attribuire il mal di schiena ad una qualche patologia della colonna vertebrale, e che quindi siano necessari per i pazienti riposo, farmaci, indagini radio-diagnostiche e trattamenti invasivi per “aggiustare” la colonna. Abbiamo inoltre riscontrato che diversi sistemi sanitari tendono a finanziare o rimborsare in maniera inadeguata i trattamenti efficaci (educazione, esercizio terapeutico, terapia psicologica), e che tali sistemi tendono invece a finanziare farmaci e trattamenti invasivi come le infiltrazioni e la chirurgia». 

 

La terapia del dolore contro il mal di schiena: ecco quando è utile

 

COME SI PUÒ MIGLIORARE LA GESTIONE DEL MAL DI SCHIENA  

Rachelle Buchbinder, Professore Ordinario di Epidemiologia Clinica presso la Monash University (Australia) é l’ autore principale del terzo articolo che é un vero e proprio invito ad agire affinché venga ridotto il fardello collettivo crescente provocato dal mal di schiena. «Vorremmo che i decisori politici, i professionisti sanitari e la popolazione capiscano meglio il mal di schiena ed il modo migliore per gestirlo - scrive - . Vorremmo che politica, sanitá pubblica, professionisti sanitari, servizi sociali e datori di lavoro dessero priorità a questo disturbo, lavorando in maniera unitaria affinché vengano ridotte le cure di bassa qualità attualmente imperanti, in quanto superflue, inefficaci ed in alcuni casi anche dannose». 

 

La Buchbinder propone anche soluzioni, e rivolgendosi alle forze governative dice: «Per i trattamenti che non sono stati ancora testati vorremmo che i governi finanziassero trial clinici di alta qualità e che garantiscano ai pazienti l’ accesso alle terapie in questi trial; qualora i risultati dei trial dovessero essere negativi, vorremmo che venisse rimosso il finanziamento a quei trattamenti ma se i risultati fossero positivi vorremmo che ogni persona avesse la possibilità di accedervi».  

 

Poi, rivolgendosi in maniera diretta ai pazienti esprime un ulteriore desiderio: «Vorremmo che i pazienti e la popolazione in generale adottassero il concetto di “salute positiva”, secondo cui il mal di schiena può essere autogestito rimanendo attivi e facendo esercizio fisico». 

 

LA SITUAZIONE IN ITALIA  

Uno studio condotto dal team di ricerca di Giorgio Della Rocca (Professore Ordinario in Anestesiologia dell’ Universitá di Udine) e focalizzato sull’ accesso al Pronto Soccorso, ha evidenziato come molto spesso le persone con mal di schiena si rechino in pronto soccorso e che, al 72% di loro venga somministrato un farmaco anti-infiammatorio non-steroideo, al 42% un farmaco oppiaceo, ed al 56% venga eseguita un’ indagine radio-diagnostica. Queste procedure terapeutiche (in particolare farmaci oppiacei ed indagini radiologiche) sono apertamente in contrasto con quanto raccomandato dalle Linee Guida internazionali. Lo studio ha anche evidenziato che solo una minima parte dei pazienti ha richiesto il ricovero ospedaliero: la stragrande maggioranza veniva inviata al proprio medico curante. 

 

INDICAZIONI GENERALI PER CHI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA  

Paolo Pillastrini, Professore Ordinario presso l’ Universitá di Bologna ed esperto in riabilitazione muscoloscheletrica, fa una sintesi estrema degli articoli pubblicati su The Lancet: «Questa serie di articoli non può non stimolare l’interesse di chi si occupa di riabilitazione muscoloscheletrica.  

 

I punti chiave da seguire per orientare i cittadini e il personale sanitario interessati da questa patologia sono i seguenti: essere ben informati ed eseguire un autotrattamento sotto supervisione, favorire l’adozione di uno stile di vita corretto, praticare attività fisica generale ed eseguire esercizi terapeutici specifici, senza fare ricorso a terapie fisiche strumentali.  

 

Le Linee Guida internazionali inoltre raccomandano di non abusare delle tecniche diagnostiche per immagini, a meno che non siano strettamente necessarie. La persona, quindi, può e deve diventare protagonista nella gestione e nel trattamento del proprio mal di schiena, con il sostegno di professionisti sanitari qualificati e competenti». 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/04/16/scienza/benessere/il-complesso-universo-del-mal-di-schiena-possibili-cause-e-gestione-nel-lungo-periodo-aJUgFxvAnmkntxxbQLePxK/pagina.html

 

 

🎼 Bachiana Filarmônica Sesi-SP em São Caetano do Sul. Não perca!

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Giovanni Manassero
Bachiana no Teatro do Sesi

Emmanuele Baldini e Horacio Gouveia: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano

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Relembramos: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano - 18/04 às 19h

 

2 fantasia de operas 18 04

All'IIC: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano

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Fantasias de óperas e filmes para violino e piano - 18/04 às 19h

 

180321 concerto italiano a4 azul low

 

FIESP - SESI: 🎤 DOMINGO NA ZL com Show GRATUITO do PROJOTA!

🎤 DOMINGO NA ZL com Show GRATUITO do PROJOTA! 

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Domingo na ZL

O Domingo na ZL leva para Itaquera um super show gratuito com o Projota.

A festa vai ser dia 15 de abril, a partir das 10h,
pertinho do Metrô Itaquera.


Veja o convite do rapper para o show a e venha curtir com a gente!

Domingo na ZL com Projota dia 15 de abril, às 10h
Av. Prof. Eng. Ardevan Machado, s/n 
esquina com a Rua Dr. Luiz Ayres (próx.ao Metrô Itaquera)
Veja a programação completa no site domingonazl.com.br

Recital dos vencedores do 16º Concurso Brasileiro de Canto Maria Callas

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Recital dos vencedores do 16º Concurso Brasileiro de Canto Maria Callas

 

news recital 15 04

 

 

Música - Palestra OS LUGARES VERDIANOS de Sabino Lenoci

 
10 de Abril
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Música - Palestra “Os lugares verdianos” de Sabino Lenoci (com tradução) 10/04 ás 19h

 

giuseppe verdi 1250

La tivù iraniana censura le mammelle della lupa capitolina nel logo della Roma

La tivù iraniana censura le mammelle della lupa capitolina nel logo della Roma

Il logo della AS Roma censurato

Pubblicato il 05/04/2018
Ultima modifica il 05/04/2018 alle ore 23:45

La tv di Stato iraniana ha censurato le mammelle della lupa capitolina, nel logo della AS Roma, durante la copertura della partita di Champions League con il Barcellona, scatenando l’ironia sui social media. Il terzo canale in particolare, ha oscurato la parte del logo in cui i gemelli fondatori della città, Romolo e Remo, vengono allattati dalla lupa. Lo riferisce la Bbc con tanto di immagine. 

 

Il logo dell’As Roma, che è anche simbolo della città, ritrae il mito dei gemelli fondatori Romolo e Remo allattati dalla lupa. Tuttavia, racconta la Bbc, questo è sembrato troppo per i vertici di Iran’s Voice and Vision, che hanno deciso di sfocare le mammelle della lupa, durante la trasmissione della partita Barcellona-Roma di ieri sera. 

 

Sui social media non sono mancate le prese in giro. «In tremila anni, Romolo e Remo sono stati privati del latte materno, ma l’emittente statale iraniana li ha privati persino del latte della lupa», ha scritto su Telegram il giornalista sportivo iraniano che vive in Danimarca Mehdi Rostampour. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/04/05/esteri/la-tiv-iraniana-censura-le-mammelle-della-lupa-capitolina-in-logo-della-roma-KXs6Xq0UoYGmcEPzapAbgL/pagina.html

 

 

Premiata Forneria Marconi, 19 de abril no Espaço das Américas

 

 
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Premiata Forneria Marconi, 19 de abril no Espaço das Américas

 

premiata promocao s.cod endereo

 

GRANATIERI DI SARDEGNA

 

GRANATIERI DI SARDEGNA
La specialità “Granatieri di Sardegna” è la più antica dell’esercito italiano.
Discende dal “Reggimento delle Guardie” dell’Armata Piemontese, fondato in Torino il 18 aprile 1659
dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II che, sciogliendo le milizie mercenarie allora esistenti nel Ducato di
Savoia, formò un esercito nazionale costituito da Reggimenti “di ordinanza”. Composto dagli uomini più
valorosi e fisicamente più forti ai quali erano affidati, in pace e in guerra, particolari compiti di onore e di
prestigio rispetto alle altre unità dell'esercito sabaudo, “occupava i posti più pericolosi e decisivi in guer-
ra, quale riserva eroica da lanciare nella lotta nei momenti decisivi; forniva la scorta d'onore al Capo
dello Stato, in pace, quale Unità più rappresentativa dell'Esercito”. A tale unità, viene data precedenza
sugli altri reggimenti per anzianità, quale primo della fanteria d'ordinanza.
Fin dalla sua prima dislocazione, si vede che esso fu un reggimento creato per essere una buona unità in
guerra. Infatti, solo quattro compagnie erano a Torino, le altre otto (portate a nove l'anno successi-
vo) erano a Vercelli, cioè nella città di confine da poco liberata, a presidio vigile sul Sesia.
Nel 1685 il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, figlio del Duca Carlo Emanuele II, volle potenziare la
capacità di fuoco dello speciale Reggimento, ordinando che in ciascuna delle dodici compagnie fossero
inclusi sei soldati scelti, di alta statura, particolarmente audaci e coraggiosi, incaricati di lanciare allo
scoperto, avanti a tutti, contro il nemico, piccoli ordigni esplosivi dal grande effetto distruttivo. Quegli
ordigni furono chiamati “granate”, perché pieni di piccoli “grani” di polvere esplosiva e gli uomini desti-
nati al loro impiego detti “Granatieri”. Tali soldati erano elementi arditi che, in combattimento, marciava-
no in testa alle colonne d'assalto del battaglione. Erano in sostanza gli “assaltatori” del XVII secolo.
I sei “Granatieri-Guardie” esistenti in ogni compagnia del Reggimento furono successivamente aumentati
di numero e riuniti in speciali compagnie “Granatieri”, sicché tutto il Reggimento delle Guardie assunse,
da quell'epoca, il nome di “Reggimento Granatieri-Guardie”.
Nel 1824 il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, rientrato a Torino dopo l’occupazione buonapartista e
napoleonica, porta con sé il “Reggimento Sardegna Fanteria”, costituito nell'isola dal Patrizio sardo don
Bernardino Genovese Duca di San Pietro. Poiché detto Reggimento assolse nell'isola particolari compiti
al servizio del Re, durante il periodo dell'occupazione dei territori di terra ferma, questi, al suo rientro
nella capitale volle che, a titolo d'onore, il Reggimento entrasse a far parte della valorosa Unità
“Granatieri-Guardie”.
Il 1o gennaio 1815 l'unità si trasformò in Brigata, assumendo il nome di “Granatieri di Sardegna”.
Nel 1850, prese il nome di Brigata “Granatieri”, composta dal 1o e 2o Reggimento “Granatieri”, conser-
vando la precedenza sulle altre Brigate di fanteria.
Nel 1852 il Reggimento “Sardegna Fanteria” fu soppresso dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele II ed i
suoi componenti furono inseriti nel “Reggimento Granatieri-Guardie”, che da allora prese il nome di
“Reggimento Granatieri di Sardegna”. Nel 1855 due battaglioni parteciparono alla Spedizione in Crimea.
Gli appartenenti al Corpo si differenziano dai militari delle altre Armi e delle altre specialità della Fante-
ria per l'immenso retaggio di valore e di gloria che recano i loro 359 anni di storia, immacolato patrimo-
nio spirituale di questi valorosi soldati, forti nel fisico e generosi nel cuore. Gelosi custodi delle tradizio-
ni, i “Granatieri di Sardegna” vantano, da secoli, il privilegio di portare sull'uniforme ed anche sul
cappotto, unica eccezione in tutte le Forze Armate italiane, particolari distintivi che rappresentano i segni
onorifici del loro valore, a differenza delle usuali mostreggiature.

GRANATIERI DI SARDEGNA

La specialità “Granatieri di Sardegna” è la più antica dell’esercito italiano.

 

Divisione fanteria
"Granatieri di Sardegna"
CoA mil ITA mec Bde Granatieri di Sardegna.png
Scudetto della Brigata

Discende dal “Reggimento delle Guardie” dell’Armata Piemontese, fondato in Torino il 18 aprile 1659 dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II che, sciogliendo le milizie mercenarie allora esistenti nel Ducato di Savoia, formò un esercito nazionale costituito da Reggimenti “di ordinanza”. Composto dagli uomini più valorosi e fisicamente più forti ai quali erano affidati, in pace e in guerra, particolari compiti di onore e di prestigio rispetto alle altre unità dell'esercito sabaudo, “occupava i posti più pericolosi e decisivi in guerra, quale riserva eroica da lanciare nella lotta nei momenti decisivi; forniva la scorta d'onore al Capo dello Stato, in pace, quale Unità più rappresentativa dell'Esercito”. A tale unità, viene data precedenza sugli altri reggimenti per anzianità, quale primo della fanteria d'ordinanza.

Fin dalla sua prima dislocazione, si vede che esso fu un reggimento creato per essere una buona unità in guerra. Infatti, solo quattro compagnie erano a Torino, le altre otto (portate a nove l'anno successivo) erano a Vercelli, cioè nella città di confine da poco liberata, a presidio vigile sul Sesia.

Nel 1685 il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, figlio del Duca Carlo Emanuele II, volle potenziare la capacità di fuoco dello speciale Reggimento, ordinando che in ciascuna delle dodici compagnie fossero inclusi sei soldati scelti, di alta statura, particolarmente audaci e coraggiosi, incaricati di lanciare allo scoperto, avanti a tutti, contro il nemico, piccoli ordigni esplosivi dal grande effetto distruttivo. Quegli ordigni furono chiamati “granate”, perché pieni di piccoli “grani” di polvere esplosiva e gli uomini destinati al loro impiego detti “Granatieri”. Tali soldati erano elementi arditi che, in combattimento, marciavano in testa alle colonne d'assalto del battaglione. Erano in sostanza gli “assaltatori” del XVII secolo.

I sei “Granatieri-Guardie” esistenti in ogni compagnia del Reggimento furono successivamente aumentati di numero e riuniti in speciali compagnie “Granatieri”, sicché tutto il Reggimento delle Guardie assunse, da quell'epoca, il nome di “Reggimento Granatieri-Guardie”.

Nel 1824 il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, rientrato a Torino dopo l’occupazione buonapartista e napoleonica, porta con sé il “Reggimento Sardegna Fanteria”, costituito nell'isola dal Patrizio sardo don Bernardino Genovese Duca di San Pietro. Poiché detto Reggimento assolse nell'isola particolari compiti al servizio del Re, durante il periodo dell'occupazione dei territori di terra ferma, questi, al suo rientro nella capitale volle che, a titolo d'onore, il Reggimento entrasse a far parte della valorosa Unità “Granatieri-Guardie”.

Il 1o gennaio 1815 l'unità si trasformò in Brigata, assumendo il nome di “Granatieri di Sardegna”

Nel 1850, prese il nome di Brigata “Granatieri”, composta dal 1o e 2o Reggimento “Granatieri”, conservando la precedenza sulle altre Brigate di fanteria.

Nel 1852 il Reggimento “Sardegna Fanteria” fu soppresso dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele II ed i suoi componenti furono inseriti nel “Reggimento Granatieri-Guardie”, che da allora prese il nome di “Reggimento Granatieri di Sardegna”. Nel 1855 due battaglioni parteciparono alla Spedizione in Crimea.

 

Granatiere in uniforme storica

Gli appartenenti al Corpo si differenziano dai militari delle altre Armi e delle altre specialità della Fanteria per l'immenso retaggio di valore e di gloria che recano i loro 359 anni di storia, immacolato patrimonio spirituale di questi valorosi soldati, forti nel fisico e generosi nel cuore. Gelosi custodi delle tradizioni, i “Granatieri di Sardegna” vantano, da secoli, il privilegio di portare sull'uniforme ed anche sul cappotto, unica eccezione in tutte le Forze Armate italiane, particolari distintivi che rappresentano i segni onorifici del loro valore, a differenza delle usuali mostreggiature.

      

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

eg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21674 - 24 Marzo 2018

 

 

 

SESI: 🎵 Confira a grande surpresa que preparamos para você.

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Vai ter muito forró, frevo e baião na próxima edição do Domingo na ZL.
A cantora Elba Ramalho te convida para um super show gratuito no dia 25 de março, às 11h.

Venha curtir o show do cantor Siba no Domingo na Paulista

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PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
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2020 e oltre. Quando incontreremo gli alieni

2020 e oltre. Quando incontreremo gli alieni, “Ho trovato tre indirizzi per la vita aliena”

Charles Elachi: “Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali. Come li esploreremo”. Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali: la Nasa prepara missioni da fantascienza. Parla Charles Elachi, padre della missione “Cassini”, che ha scoperto oceani d’acqua sotto i ghiacci

Un oceano d’acqua sotto la crosta ghiacciata. È stato scoperto su Europa, luna di Giove: una sonda della Nasa (a sinistra) lo studierà

Pubblicato il 11/03/2018
Ultima modifica il 11/03/2018 alle ore 08:05
GABRIELE BECCARIA

Ho chiesto a Charles Elachi quando incontreremo gli alieni e lui mi ha dato i luoghi e il momento. Ha subito aggiunto che siamo fortunati, e soprattutto lo sono i giovani, perché «viviamo nell’epoca d’oro dell’esplorazione spaziale». 

 

Elachi è il Werner von Braun delle missioni interplanetarie. Già direttore di un luogo circonfuso da atmosfere fantascientifiche come il Jpl della Nasa - il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California - è il padre di due icone dei viaggi spaziali, celebri per le spettacolari immagini che ci hanno regalato da altri mondi: l’infaticabile rover marziano «Curiosity» e la sonda «Cassini», impegnata a indagare Saturno e la sua variopinta collezione di satelliti. 

 

I luoghi - spiega Eliachi, che è in viaggio a Roma, in visita all’Agenzia Spaziale Italiana e all’Università La Sapienza - sono altrettante lune del Sistema Solare: Titano, Encelado ed Europa. Il momento: intorno al 2020. 

 

Professore, la vita aliena è più vicina a noi di quanto si pensa: è così?  

«In effetti la sonda “Cassini” ha generato un impatto straordinario sulle nostre conoscenze. Abbiamo scoperto che Titano, uno dei satelliti di Saturno, è bagnato dalla pioggia e possiede fiumi e laghi, simili a quelli terrestri. La differenza è che sono composti di idrocarburi. E quindi è scaturita la domanda-chiave: c’è qualche forma di vita, simile o diversa da quella che conosciamo sul nostro Pianeta? Domanda che vale anche per un’altra luna, Encelado». 

Quali sorprese vi ha riservato? 

«Possiede geyser sparati da un oceano sotterraneo e sono composti per lo più di acqua. Ed ecco che, di nuovo, ci interroghiamo se esista qualcosa in quel mare. Encelado è un altro esempio di come “Cassini” abbia affascinato tutti». 

 

Poi c’è un altrettanto affascinante satellite, stavolta di Giove, battezzato Europa: anche lì c’è un oceano sotto i ghiacci. Altri possibili alieni?  

«Pensiamo che ci sia un vasto oceano di acqua, come quella che beviamo sulla Terra. E ci sono indicazioni dell’esistenza di possibile materiale organico. Là la vita potrebbe essersi addirittura evoluta». 

 

Come la immagina? Batteri a parte, pesci e mostri marini?  

«Ciò che è eccitante di ogni esplorazione è che non sai mai cosa troverai». 

 

Quando strapperete a Europa i suoi segreti?  

«Al Jpl prepariamo la missione “Europa Clipper” per esplorarlo con un radar. Partirà intorno al 2020 e nello stesso periodo anche la missione dell’Esa chiamata “Juicy” lo studierà, dedicandosi poi ad altri due satelliti, Ganimede e Callisto. E sul lungo termine pensiamo di inviare un “lander” proprio su Europa e di perforarne la superficie per scoprire cosa c’è sotto. E, ancora, pianifichiamo una serie di sonde che raccolgano campioni di suolo marziano e li riportino sulla Terra». 

 

Troveremo i marziani?  

«Non crediamo che ci sia vita su Marte, piuttosto i resti di forme di vita esistite intorno a 3 miliardi di anni fa, quando il pianeta aveva fiumi d’acqua». 

 

Che tipo di vita?  

«Difficile che si trattasse di dinosauri! Piuttosto di forme unicellulari». 

 

Mentre cerchiamo gli alieni, i robot affollano lo spazio: saranno sempre più numerosi?  

«Qui a Roma ho parlato agli studenti dei prossimi 30 anni dell’esplorazione spaziale, sperando di ispirarli: avevo più o meno la loro età quando ho iniziato. All’epoca eravamo felici se si realizzava una missione ogni tre-quattro anni. Oggi abbiamo 23 sonde operative, una-due missioni l’anno e sei in programma. Il futuro è eccitante e l’Italia, grazie all’Asi, ha un grande ruolo. Sia nell’esplorazione dello spazio sia nella sua osservazione». 

 

Ora le osservazioni a distanza ci regalano informazioni inattese su altri luoghi potenzialmente ospitali: che possibilità ci sono di trovare cloni della Terra?  

«Un aspetto-chiave delle ricerche è legato proprio allo studio di altri sistemi solari, con pianeti simili al nostro: il telescopio “Kepler”, non a caso, ci ha rivelato che quasi ogni stella ha dei pianeti in orbita». 

 

Milner&Hawking, il miliardario e il cosmologo, vogliono spedire flotte di nano-astronavi verso il sistema stellare Alpha Centauri: lo ritiene possibile?  

«Purtroppo le stelle sono piuttosto lontane e Alpha Centauri, la più prossima, è a quattro anni luce. Con i mezzi attuali la raggiungeremmo in 10 mila anni ed è per questo che si studiano altre tecnologie, dai raggi laser alle vele solari. Ma, anche toccando una frazione della velocità della luce, ci vorrebbero 100-200 anni». 

 

Troppi, secondo lei?  

«No, se si pensa che ci sono voluti tempi simili per innalzare le grandi cattedrali in Europa. Non è irragionevole cominciare a lavorare a quelle missioni: saranno la nostra eredità per le prossime generazioni». 

 

Tornando a tempi più stretti, chi porterà per primo l’uomo su Marte? La Nasa o Elon Musk?  

«Non la vedo come una competizione. Inviare un equipaggio su Marte è una tale impresa da richiedere una collaborazione globale». 

 

Domanda delle domande: troveremo esseri intelligenti nell’Universo?  

«Non credo che siamo stati visitati dagli alieni, ma credo che ci sia vita nell’Universo. Se esistono ovunque le stesse leggi fisiche, non c’è ragione per cui la vita sia sbocciata solo qui. Però non so se sia uguale o diversa, intelligente o no. E non so se qualcuno abbia mai cercato di comunicare con noi». 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/03/11/esteri/e-oltre-quando-incontreremo-gli-alieni-AkkMr5gsHEGkeSci7BIXSO/pagina.html

 

 

S.Paulo: 🎶 Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp!

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Centro Cultural Fiesp
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Programação Completa no site:
Fiesp Sesi

SESI - SP: Que tal um show gratuito na Zona Leste?

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Fundo de Quintal
11 de março, às 16h
Programação

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA: BANDI

resterà aperto il Bando  fino al 6 marzo p.v

 

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA: 1.)
BANDO (2018-2020) PER LE SELEZIONI DI STUDENTI PER LA FREQUENZA DEL
CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN CANTO LIRICO; 2.) PROSSIMA APERTURA DEL
BANDO PER LE CANDIDATURE AL MASTER IN "PERFORMING ARTS
MANAGEMENT" PER L'ANNO ACCADEMICO 2018-2019.
Corso di perfezionamento in canto lirico organizzato dall'Accademia d'Arti e Mestieri dello
Spettacolo Teatro della Scala. Scadenza del bando, destinato a giovani cantanti lirici, prevista per il 6
marzo. Prossima pubblicazione del Bando per candidarsi a frequentare il Master in "Performing Arts
Management". Offerta di borse di studio da parte di questo Ministero. Richiesta di diffusione negli
ambienti interessati.3
Si comunica che fino al 6 marzo p.v. resterà aperto il Bando dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello
Spettacolo Teatro alla Scala per il biennio 2018-2020, destinato a giovani cantanti lirici che vogliano
frequentare il corso di perfezionamento in canto lirico.
Il Bando, riguardante il biennio 2018-2020, e' visionabile sul sito web dell'Accademia, ai link:
http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bando_2018_-_2020.pdf (versione in lingua
italiana); http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bozza_bando_2018_-_2020_en-
US-rev.pdf (versione in lingua inglese).
I giovani artisti italiani e stranieri che supereranno le selezioni e verranno ammessi al corso
riceveranno una borsa di studio di 900 € mensili. Questo Ministero, sulla base di un rapporto di
collaborazione che è stato avviato molti anni fa e che ogni anno viene formalizzato attraverso la
stipula di una Convenzione con l'Accademia, offrirà n. 11 borse di studio della durata di 9 mesi,
anch'esse con borsellino di 900 €, destinate agli studenti stranieri.
Nel quadro della predetta Convenzione, questo Ministero offrirà inoltre 5 borse di studio per la
frequenza del Master in "Performing Arts Management", del quale e' imminente la pubblicazione di
specifico Bando nel sito web dell'Accademia:
http://www.accademialascala.it/it/management/corsi/master-management-performing-arts.html.
Il Master si pone l'obiettivo di preparare professionisti di alto livello con competenze manageriali ed
economiche specifiche per il mondo dello spettacolo dal vivo.
L'Accademia riveste un ruolo primario nel settore della formazione dello spettacolo dal vivo e
persegue da sempre una politica di apertura internazionale, che si concretizza attraverso l'accoglienza
di studenti provenienti da tutto il mondo.
(Prof. Augusto Bellon, Direttore Ufficio Scolastico – Consolato Generale d’Italia San Paolo)

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA:

1.) BANDO (2018-2020) PER LE SELEZIONI DI STUDENTI PER LA FREQUENZA DEL CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN CANTO LIRICO;

2.) PROSSIMA APERTURA DEL BANDO PER LE CANDIDATURE AL MASTER IN "PERFORMING ARTS MANAGEMENT" PER L'ANNO ACCADEMICO 2018-2019.

Corso di perfezionamento in canto lirico organizzato dall'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro della Scala. Scadenza del bando, destinato a giovani cantanti lirici, prevista per il 6 marzo. Prossima pubblicazione del Bando per candidarsi a frequentare il Master in "Performing Arts Management". Offerta di borse di studio da parte di questo Ministero. Richiesta di diffusione negli ambienti interessati.

3.) Si comunica che fino al 6 marzo p.v. resterà aperto il Bando dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala per il biennio 2018-2020, destinato a giovani cantanti lirici che vogliano frequentare il corso di perfezionamento in canto lirico.

Il Bando, riguardante il biennio 2018-2020, e' visionabile sul sito web dell'Accademia, ai link:

http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bando_2018_-_2020.pdf (versione in lingua italiana); http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bozza_bando_2018_-_2020_en-US-rev.pdf (versione in lingua inglese).

I giovani artisti italiani e stranieri che supereranno le selezioni e verranno ammessi al corso riceveranno una borsa di studio di 900 € mensili. Questo Ministero, sulla base di un rapporto di collaborazione che è stato avviato molti anni fa e che ogni anno viene formalizzato attraverso la stipula di una Convenzione con l'Accademia, offrirà n. 11 borse di studio della durata di 9 mesi, anch'esse con borsellino di 900 €, destinate agli studenti stranieri.

Nel quadro della predetta Convenzione, questo Ministero offrirà inoltre 5 borse di studio per la frequenza del Master in "Performing Arts Management", del quale e' imminente la pubblicazione di specifico Bando nel sito web dell'Accademia: http://www.accademialascala.it/it/management/corsi/master-management-performing-arts.html.

Il Master si pone l'obiettivo di preparare professionisti di alto livello con competenze manageriali ed economiche specifiche per il mondo dello spettacolo dal vivo.

L'Accademia riveste un ruolo primario nel settore della formazione dello spettacolo dal vivo e persegue da sempre una politica di apertura internazionale, che si concretizza attraverso l'accoglienza di studenti provenienti da tutto il mondo.

(Prof. Augusto Bellon, Direttore Ufficio Scolastico – Consolato Generale d’Italia San Paolo)

 

Come promuovere la musica italiana all’estero

Come promuovere la musica italiana all’estero

Italia Music Export è l’ufficio della Siae, nato per aiutare artisti ed addetti ai lavori del settore a superare i confini nazionali

Il festival olandese Eurosonic è uno dei trampolini più importanti per le band e i musicisti che vogliono puntare ai palchi oltreconfine (Credits: Bart Heemskerk)

Pubblicato il 13/02/2018
Ultima modifica il 13/02/2018 alle ore 15:20

 

MARCO TONELLI

Uno spunto per comprendere la situazione, lo si può trovare scorrendo le classifiche dell’european border breakers chart: un’iniziativa finanziata dall’Unione europea per tracciare i brani che hanno più passaggi nelle radio pubbliche al di fuori dal Paese.  

L’ultima graduatoria risale al 9 febbraio e vede due canzoni italiane posizionarsi rispettivamente al 48esimo e al 84esimo posto. Stessa cosa per quella precedente (del 26 gennaio ): 84esimo e 85esimo posto. E in generale, la Svizzera è il paese straniero in cui questi brani hanno avuto più passaggi.  

 

Insomma, a vedere la classifica, fuori dai confini la musica italiana non la trasmette quasi nessuno. Certo si tratta di un solo aspetto del mercato musicale, ma serve a dare un’idea di come il settore sia confinato all’interno del territorio nazionale o in alcuni casi in quello di stati limitrofi come la Svizzera. Al contrario, secondo l’ultimo rapporto di Italia Creativa (dati 2015), l’industria musicale tricolore ha totalizzato un fatturato di 4,7 miliardi per un settore che conta quasi 170.000 occupati. Si tratta del nono mercato mondiale per dimensione.  

 

«Probabilmente, uno dei motivi per cui, negli ultimi dieci anni, artisti, discografici e promoter italiani non hanno mai puntato troppo all’estero è che ci troviamo di fronte a un settore in grado di reggersi con le sue gambe e per questo motivo non sente la necessità di puntare ai mercati oltre confine. Altro aspetto è l’assenza di un soggetto che supporti coloro che invece, vogliono guardare oltre». Lo dice Nur Al Habash, ex direttrice del sito web Rockit e oggi responsabile di Italia Music Export , l’ufficio della Siae nato per favorire la diffusione della musica italiana all’estero. «Istituzioni di questo tipo sono già presenti negli altri Paesi, ad esempio il francese Le Bureau Export è attivo dal 1993», dice Al Habash.  

 

IL PORTALE DI RIFERIMENTO  

Per quanto riguarda la promozione della musica italiana, Italia Music Export vuole diventare il portale di riferimento per gli artisti e gli addetti ai lavori del settore che vogliono puntare al mercato estero e allo stesso tempo per agenzie di booking, etichette discografiche e promoter stranieri che vogliono lavorare con gli artisti italiani. Senza dimenticare la funzione di sportello per coloro che hanno bisogno di una consulenza o un consiglio sulla strategia da seguire. Allo stesso tempo, non manca il supporto economico. Lo scorso febbraio è stato lanciato un bando per artisti e operatori del mercato discografico: 50mila euro di finanziamenti per supportare la loro attività all’estero. Per i musicisti, il denaro deve essere dedicato alla messa in piedi di un tour e alle spese per la promozione, mentre per quanto riguarda discografici e agenzie di booking italiane, deve essere destinato a coprire le spese per la partecipazione agli showcase festival e alle fiere di settore.  

 

ESSERCI, IL PIÙ POSSIBILE  

Ed eventi di questo tipo sono importanti per la promozione della musica. Gli showcase festival ad esempio, sono manifestazioni in cui gli artisti, oltre ad esibirsi per un pubblico di appassionati, suonano anche per gli operatori del settore. Infatti, si stringono contratti e si organizzano date dal vivo. «Non è un caso che, abbiamo voluto essere presenti all’ultima edizione (dal 17 al 20 gennaio 2018 ndr.) dell’Eurosonic di Groeningen in Olanda. Uno degli showcase festival più importanti d’Europa», dice Al Habash.  

 

«E il consiglio che posso dare agli artisti è suonare il più possibile», conclude. Altro aspetto molto importante è la necessità di entrare in contatto con i cosiddetti “gatekeepers”, ovvero giornalisti, bloggers e testate giornalistiche particolarmente rilevanti che possono diffondere la loro musica. «Tutto funziona grazie a una rete di relazioni: per arrivare ai grandi festival bisogna stringere rapporti. E’ molto importante», continua.  

 

Allo stesso tempo. «si vedono dei segnali positivi: dal South By Southwest al Primavera Sound, sono tanti gli artisti italiani che vengono chiamati sul palco: segno di una qualità sempre più alta della proposta», spiega Al Habash. Senza dimenticare che sempre più ascoltatori esterni amano la musica tricolore, soprattutto dal vivo. «Ad esempio, la Germania ha una passione per i nostri artisti, così come tutti i Paesi con una forte comunità tricolore», conclude. Insomma, il nostro Paese ha le carte in regole per ritornare ad essere un colosso della musica mondiale.  

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/13/spettacoli/musica/come-promuovere-la-musica-italiana-allestero-Lxr7WZdbOZTnAEeMYtmodN/pagina.html

 

 

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TRAVIATA emoziona anche low cost

“Traviata” emoziona anche low cost

A Milano l’opera trasloca in periferia con pochi mezzi e molto coraggio

Alina Godunov nella «Traviata» allo Spazio Teatro 89 di Milano (foto di Gianpaolo Parodi)

Pubblicato il 18/02/2018
Ultima modifica il 18/02/2018 alle ore 17:49
ALBERTO MATTIOLI
MILANO

«VoceAllOpera» colpisce ancora. I lettori della «Stampa» conoscono, perché l’abbiamo già raccontata più volte, la storia dell’associazione fondata e diretta da Gianmaria Aliverta, aspirante regista d’opera che, invece di stare lì ad aspettare che qualcuno si accorgesse di lui, l’opera ha cominciato a farsela in casa con i suoi amici, pochi mezzi, molta buona volontà e addirittura qualche sprazzo di genialità, o almeno di innovazione coraggiosa e intelligente. 

 

Da cosa nasce cosa, perfino in Italia. Oggi Aliverta è un regista in carriera che firma spettacoli al Maggio e inaugura la stagione della Fenice. Però non ha smobilitato i suoi ragazzi, continua a proporre una stagione d’opera, ospitata adesso allo Spazio Teatro 89 di Milano, in una delle famose periferie da valorizzare, e lancia dei nuovi baby registi. L’ultimo si chiama Luca Baracchini, 24 anni (ma a vederlo ne dimostra anche meno, si direbbe che siamo ai limiti dello sfruttamento del lavoro minorile) cui Aliverta ha affidato un’opera notoriamente insidiosa come «Traviata». Bene: Baracchini se l’è cavata benissimo, valorizzando al meglio i mezzi disponibili, scarsissimi come da miglior tradizione della Casa. 

 

Già l’idea di partenza è buona. Il teatro ha un palcoscenico molto piccolo, poco più di una pedana, dove è stata collocata l’orchestra (ovviamente ridotta, anche se meno del consueto). L’azione è stata spostata tutta in platea, trasformata in un rettangolo vuoto con il pubblico tutto intorno, dunque praticamente in mezzo alla gente. L’effetto è vagamente «alla Vick», e ricorda un po’ l’ormai celebre «Stiffelio» dell’ultimo festival Verdi che tanto scandalo ha destato in chi crede che Verdi sia Ramsete II e il rispetto glielo si dimostri mummificandolo.  

 

Le poche scene, ideate da Aliverta e da Alessia Colosso, offerte dalla Fondazione Castellini di Melegnano e realizzate dagli ospiti della Comunità psichiatrica «La casa di Anania» («VoceAllOpera» ha anche un risvolto sociale), sono poco più di un punto di partenza. Tutto lo spettacolo è in realtà basato sulla recitazione dei singoli, di livello variabile ma nel complesso quasi sempre azzeccata. Qualche idea è suggestiva, come Violetta che lascia Alfredo ma scrivendo col rossetto «Amami» su uno specchio, ed è molto ben risolta la transazione fra un atto e l’altro (c’è un intervallo solo): per esempio, alla fine del primo Violetta si mette a letto e all’inizio del secondo ci si risveglia con Alfredo. Mi piace meno invece che alla festa chez Flora Germont junior le getti un calice di champagne invece che i tradizionali soldi, ma nel complesso lo spettacolo funziona perfettamente. Sarà che i cantanti hanno l’età dei loro personaggi, sarà che sono fisicamente credibili, sarà che credono a quel che fanno, sarà perché li hai lì, accanto a te, e allungando la mano li potresti toccare, l’insieme è coerente, ha una sua verità, convince e avvince. Piccoli Aliverta crescono, insomma. 

 

Una civetteria filologica è vestire tutti con costumi d’inizio Settecento, firmati da Simone Martini. Si sa che Verdi dovette trangugiare questa ambientazione perché gli abiti contemporanei (contemporanei a lui, beninteso) sarebbero risultati intollerabili per un pubblico di cui «Traviata» denunciava l’ipocrisia, e che si sarebbe scandalizzato a vedersi sulla scena come in uno specchio. Così, fino agli inizi del Novecento, Violetta & Co. libarono sempre in abiti Reggenza (fra Luigi XIV e Luigi XV, per intenderci), guardinfante per le femmine e culottes per i maschietti, come infinite fonti iconografiche testimoniano. Poi presero piede i frac e le crinoline, che ormai non scioccavano più i bravi borghesi. Oggi la soluzione migliore sarebbero i costumi contemporanei a noi, lei in minigonna da brava escort e lui in blazer da provinciale che va a donne a Parigi, ma insomma per chi conosce l’opera si tratta di una curiosità soddisfatta. Delle trenta «Traviate» della mia vita, per ora è l’unica settecentesca che abbia visto. 

 

La miniorchestra è diretta da Giovanni Marziliano. Non ho ben capito di chi sia stata la responsabilità di qualche scollamento fra orchestra e cantanti; di certo Marziliano ha il torto di dilatare a dismisura alcune pause proprio nei momenti in cui il ritmo narrativo di Verdi dovrebbe essere particolarmente incalzante. Lodevolissima invece la decisione di non tagliare le cabalette, e pazienza per i daccapo.  

 

È buono il coro e sono buoni i comprimari: da segnalare almeno la verve scenica di Maurizio De Valerio, Gastone, e Fabio Midolo, Douphol. Germont senior, Jaime Eduardo Pialli, ha un fiume di voce e qualche difficoltà a modularla. Germont junior, Robert Barbaro, esibisce una bella vocina in fieri da tenore lirico e sa pure fare il passaggio di registro, il che significa che è anche bene impostata. Dovrebbe solo evitare di strabuzzare gli occhi ogni volta che si trova davanti Violetta: abbiamo capito che la ami, ma non è la Madonna, e in ogni caso è decisamente meno vergine.  

 

La vera rivelazione, comunque, è Violetta. Si chiama Alina Godunov, un destino operistico già nel cognome. Segnalo subito quel poco che non va: qualche inciampo nelle agilità, qualche lieve emissione «fissa», alla tedesca, qualche inflessione slava nella pronuncia. Per il resto, ci sono voce, volume, acuti, precisione, musicalità e soprattutto quell’«anima e sentimento di scena» che sono le prime caratteristiche da cercare in chi canta Violetta, almeno secondo uno che un po’ se ne intendeva: Giuseppe Verdi. Davvero bravissima. Tre recite in tutto, teatro pieno e molti applausi. Viva. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/18/spettacoli/palcoscenico/traviata-emoziona-anche-low-cost-xUv7zHUTlmpFkOTRWNwrCM/pagina.html

 

 

conferenza di Cristina Santarelli: MUSICA E BANCHETTI ALLA CORTE DI SAVOIA

 

TORINO
Oggi alle ore 17, presso il Centro Studi Piemontesi, conferenza di Cri-
stina Santarelli Sinestesie sonoro-visive nei banchetti di corte del ’600
in Piemonte. La conferenza si propone di illustrare l’evoluzione del
concetto di Tafelmusik (musica da tavola), con particolare riferimento
ai banchetti secenteschi tenutisi presso la corte sabauda in occasione di
matrimoni, visite di sovrani ed altre occasioni festive e nei quali alla
sontuosità delle vivande e allo splendore degli apparati visivi si abbina-
no performances musicali e coreutiche di varia natura. Fondati preva-
lentemente su una rilettura dei miti classici, tali eventi - di cui restano
ampi resoconti - assolvono a una funzione palesemente encomiastica
nei confronti della casa regnante, traducendosi in strumenti di propa-
ganda politica ovvero di semplice riaffermazione del potere. Con vide-
oproiezioni e riproduzione di brani musicali. Ingresso gratuito.

TORINO

Conferenza di Cristina Santarelli:  MUSICA E BANCHETTI ALLA CORTE DI SAVOIA

Oggi alle ore 17, presso il Centro Studi Piemontesi, conferenza di Cristina Santarelli Sinestesie sonoro-visive nei banchetti di corte del ’600 in Piemonte. La conferenza si propone di illustrare l’evoluzione del concetto di Tafelmusik (musica da tavola), con particolare riferimento ai banchetti secenteschi tenutisi presso la corte sabauda in occasione di matrimoni, visite di sovrani ed altre occasioni festive e nei quali alla sontuosità delle vivande e allo splendore degli apparati visivi si abbinano performances musicali e coreutiche di varia natura. Fondati prevalentemente su una rilettura dei miti classici, tali eventi - di cui restano ampi resoconti - assolvono a una funzione palesemente encomiastica nei confronti della casa regnante, traducendosi in strumenti di propaganda politica ovvero di semplice riaffermazione del potere. Con videoproiezioni e riproduzione di brani musicali. Ingresso gratuito.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21487 - 21 Febbraio 2018

 

 

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Coreografo torinese Paolo Mohovich: Gli apostoli e i santi danzano per il Messia

Gli apostoli e i santi danzano per il Messia

Successo per l’oratorio di Haendel messo in scena dal coreografo torinese Paolo Mohovich per la Eko Dance di Pompea Santoro

(Foto: Stefano Mazzotta)

Pubblicato il 09/02/2018
Ultima modifica il 09/02/2018 alle ore 19:27
SERGIO TROMBETTA

Il sentimento del sacro, la spiritualità entrano a pieno titolo nella danza del 900 a partire da Léonide Massine per proseguire con i grandi della modern dance (Martha Graham , Josè Limòn) e arrivare nel dopoguerra ai grandiosi affreschi di John Neumeier che costruisce vere e proprie cattedrali coreografiche sulla “Passione secondo Matteo” o sul “Messiah” di Haendel. 

 

È in questa linea dunque che si inserisce il “Messiahaendel” che Paolo Mohovich ha realizzato per l’Eko Dance International Project di Pompea Santoro in prima al torinese Teatro Astra. Ma con uno scarto rispetto alla tradizione. Il suo è un concentrato di danza e spiritualità che rifugge dalla narrazione esplicita. E soprattutto è un lavoro pienamente riuscito grazie anche ai 18 splendidi danzatori della Santoro. 

 

Dunqu 

e Haendel. Mohovich non segue l’intero oratorio, ma sceglie alcuni brani limitando a poco più di un’ora il suo lavoro. Niente quadri evangelici, niente protagonisti biblici, le semplici figure che agiscono in scena potrebbero essere Giuseppe, Maria, Cristo, Angeli, apostoli, peccatori o tentatrici. Ma tenendoli nel loro anonimato, portando in primo piano la simbologia, Mohovich riesce a organizzare liberamente una danza di grande bellezza e dallo stile denso e coinvolgente, dal linguaggio contemporaneo ora scarno ora eloquente. Sempre sostenuto da una ispirazione coreografica forte e da un ritmo interiore che non lascia spazio momenti di fragilità. 

 

La diagonali di danzatori si animano con gesti a canone, i gruppi si dispiegano in palcoscenico occupando la spazio con sapienza, si rapprendono in quadri dalle ardite architetture che hanno un sapore “modern”, i duetti esprimono affetto, dolore, tentazione, pietà.  

 

Per raccontarci tutto questo Mohovich veste i suoi danzatori di tuniche scure che trascolorano dal nero al verde al blu, non esita a mettere i ragazzi a torso nudo; come scenografia sceglie un pannello scuro sullo sfondo e delle porte dorate sulla destra. Ma soprattutto accarezza i suoi danzatori con abili luci contrastate, chiaroscuri dorati che esaltano i corpi. E i ragazzi del progetto professionale di Pompea Santoro, una vera eccellenza torinese, rispondono con entusiasmo alle indicazioni del coreografo. Pronti a partire in tournée che si spera sostanziosa (per ora in programma il Ponchielli di Cremona e San Benedetto del Tronto) e ai quali non si può non augurare il successo del debutto al Teatro Astra di Torino dove ha aperto la rassegna Palcoscenico Danza. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/09/spettacoli/palcoscenico/gli-apostoli-e-i-santi-danzano-per-il-messia-OnvFJSzF5LgXjL0r6SPCYJ/pagina.html

 

 

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Gabriele Mirabassi e Giovanni Gnocchi | Ilumina Festival 2018 | 12 à 14/01/2018

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Gabriele Mirabassi e Giovanni Gnocchi | Ilumina Festival 2018 | 12 à 14/01/2018

 

O Festival Ilumina 2018 é a quarta edição de um projeto cultural, com o patrocínio do Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, dedicado à música clássica e aos jovens talentos musicais. O Festival Ilumina começa no dia 2 de janeiro com 10 dias de masterclass para os 19 jovens (entre os 17 e os 26 anos de idade) ministradas por 11 celebres solistas internacionais entre os quais se destacam dois músicos italianos: o violoncelista Giovanni Gnocchi e o clarinetista Gabriele Mirabassi; o Festival Ilumina prevê, de 6 a 11 de janeiro, com seis concertos da câmera gratuitos, executados pelos solistas e os jovens musicistas em algumas localidades dos municípios de Mococa e Caconde e se encerra, no dia 14 de janeiro, no ilustre cenário do Auditório do Museu de Arte de São Paulo (MASP) com mais quatro representações (12, 13 e 14 de janeiro).

 

ilumina 01 18

 

Auguri di Natale del Duo Alterno

Auguri di Natale del Duo Alterno

Nel 2017, per una volta, abbiamo viaggiato soprattutto in Italia. Siamo partiti da Torino, poi Milano, Trapani, Varese, Alghero, San Teodoro, Monaco di Baviera, Camino al Tagliamento, ancora Torino, Rovereto, Forlì, Nonantola, Capua, ancora Milano... E abbiamo inciso per Urania Records il nostro ultimo CD “Tosti 1916”, con le ultime romanze di Tosti eseguite su uno splendido pianoforte Erard del 1904 in massima aderenza stilistica alle partiture e ai metronomi voluti dall’autore. Dalla contemporanea alle radici imprescindibili della vocalità da camera italiana!


Abbiamo portato in giro il programma “Classic Tango” (grazie alla collaborazione con Daniela Cammarano e Davide Vendramin) e i nostri "Foto-songs" registrati e com-posti ovunque per il mondo, dai boschi di eucalipti dell’Africa centrale alle coste atlantiche dell’Uruguay alla rutilante “cable car” di San Francisco, con le musiche di Umberto Bombardelli, Gilberto Bosco, John Cage, Alfredo Casella, Giuseppe Colardo, Giorgio Colombo Taccani, Azio Corghi, Luigi Esposito, Lorenzo Ferrero, Ada Gentile, Mauricio Kagel, Gija Kantscheli, Luca Lombardi, Bruno Maderna, Ennio Morricone, Riccardo Piacentini, Astor Piazzolla, Franco Piersanti, Francesco Paolo Tosti, Erik Satie, Igor Stravinskij, Kurt Weill.


Quest'anno Ennio Morricone ha scritto per noi ("il bel Duo" ci chiama nella dedica) e per il Quartetto Classic Tango una versione speciale del suo celeberrimo tango tratto da "Indagine su un cittadino al di là di ogni sospetto" e anche Luca Lombardi ci ha dedicato il suo grande dittico "Lamento di Orah" e "Siete dei lupi!".

Grazie al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, agli Amici della Musica di Modena e di Trapani, alle associazioni “Più che suono” e “Ellipsis”, all'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera, all'Autunno Musicale di Caserta, a Spazio Classica.


Grazie a chi ci ha sostenuto, ai moltissimi amici, al pubblico generoso di applausi, ai compositori, ai musicologi e ai giornalisti che ci hanno preziosamente sollecitato, ai nostri compagni di viaggio: il violinista Andrea Bordonali, il fisamonicista e bandoneonista Davide Vendramin, la violinista Daniela Cammarano, il compositore (e per noi anche “narratore”) Luca Lombardi.

 

Buon Natale e 2018 Buone Musiche a tutti!

 


Il 2017 lo chiudiamo con questa nostra riflessione sulla musica contemporanea pubblicata dal Giornale della Musica. 

Recital do Soprano Maria Pia Piscitelli 20/12 às 20h00

 

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Recital do Soprano Maria Pia Piscitelli 20/12 às 20h00

 

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L’Andrea Chénier di Chailly e Martone conquista La Scala

L’Andrea Chénier di Chailly e Martone conquista La Scala

Dieci minuti di applausi con molti «bravi!» dal pubblico per l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica
REUTERS

 

Pubblicato il 07/12/2017
Ultima modifica il 07/12/2017 alle ore 21:59

Dieci minuti ininterrotti di applausi e qualche isolato diniego da parte di un pubblico in grande maggioranza entusiasta hanno salutato alla Scala Andrea Chénier, l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, capolavoro del verismo italiano che ha inaugurato questa sera la stagione del teatro lirico milanese, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone. 

Una serata speciale come tutti i 7 dicembre scaligeri, senza le alte cariche dello Stato, ma con la presenza di alcuni membri del governo, come i ministri dei Beni culturali, Dario Franceschini, dell’Economia Pier Carlo Padoan e della Coesione territoriale Claudio De Vincenti, la sottosegretaria Maria Elena Boschi. E poi il commissario europeo alla Cultura Tibor Navracsics e altri, oltre ai sovrintendenti dei teatri di Vienna e di Lucerna e stilisti, attori, esponenti del jet set milanese e internazionale. 

 

Alla chiusura del sipario, generale è stato il consenso, con calorosi battimani, grida di «bravi!», lanci di fiori e di coriandoli dorati dal loggione. Gli applausi hanno accomunato tutti gli interpreti, ma sono stati più intensi per Anna Netrebko (Maddalena), ormai beniamina del pubblico scaligero avendo riscosso grandi consensi in altre due prime inaugurali: nel Don Giovanni del 2011 e nella Giovanna d’Arco del 2015. Lei veterana, ha duettato col marito debuttante alla Scala, Yusif Eyvazov, apprezzato Chénier. Ai consensi per entrambi è stato accomunato l’altro protagonista Luca Salsi nel ruolo di Gérard. 

 

Ma l’ovazione è stata per Chailly che non ha lasciato spazio ai tradizionali applausi dopo le sei romanze in omaggio al volere di Giordano e al «suo ritmo serrato del tempo teatrale, quasi fosse una sceneggiatura cinematografica». E sono stati applauditi anche il regista Martone e gli autori di scene Margherita Palli, costumi Ursula Patzak, luci Pasquale Mari e coreografia Daniela Schiavone oltre agli altri componenti la compagnia di canto. 

 

È evidente che, al di là della direzione d’orchestra e delle voci, è piaciuta la regia, fedele alla rappresentazione di una vicenda di amore e morte inserita in un contesto storico preciso: la Rivoluzione Francese. Martone ne ha magistralmente affrescato i contrasti: l’ancien regime e la rivoluzione, l’amore e la gelosia, il giusto riscatto della libertà e i crimini commessi in suo nome. Sono tensioni che il regista ha messo in scena, ma senza mai perdere lo slancio vitale dell’opera. 

 

E se Chailly ha voluto esaltare la continuità e il senso ritmico della musica di Giordano, Martone lo ha assecondato ricorrendo a un impianto girevole per evitare le tradizionali pause per i cambi di scena. I quattro quadri che compongono l’opera si succedono così l’uno all’altro con la sola soluzione di continuità dell’intervallo fra il secondo e il terzo. La regia “dei contrasti” appare subito, con la scena della festa nel Castello di Coigny, nel 1789, tra stucchi dorati, specchi, mobili Luigi XV, con i rappresentanti della nobiltà immobili come statue di cera in un museo, quasi fosse il diorama di un’epoca passata, morta. Solo servi e lacché sono persone viventi, quelli che faranno il futuro della storia. La nobiltà si anima per danzare (una gavotta), come i passeggeri del Titanic pochi minuti prima del naufragio. È qui che il poeta Chénier incanta con i suoi versi sull’amore la giovane Maddalena, ed è qui che il servo Gérard, segretamente innamorato della ragazza, getta sprezzante la livrea e abbandona il castello denunciando l’ arroganza dei signori e l’ingiustizia sociale. 

 

Ma la ruota della vita gira, insieme alla scena sul palcoscenico: passano 5 anni e a Parigi impera il Terrore. La scena ricorda il Pont Neuf, con i suoi mascheroni e le botteghe parigine, fra Tricolori e berretti frigi. Gérard, che è uno dei capi della Rivoluzione, ritrova Maddalena, ridotta in povertà e affronta Chénier che la protegge. 

Con lei è determinato e violento, ma la reazione della giovane, che ricorda le proprie vicissitudini («la mamma morta...») e lo respinge con dignità lo fa riflettere - ancora la regia dei “contrasti” - sui crimini che spesso accompagnano l’anelito di libertà delle rivoluzioni. La scena gira ancora, e compare il tribunale, con la sua folla «curiosa e avida di lacrime», dove Gérard tenta fino all’ultimo, senza riuscirvi, di salvare il poeta rivale. E l’ultimo giro è riservato alla fine del dramma, con Maddalena che decide di morire con Andrea. Con lui sale sulla carretta. Sullo sfondo la sagoma inquietante della ghigliottina. 

 

da: http://www.lastampa.it/2017/12/07/spettacoli/palcoscenico/landrea-chnier-di-chailly-e-martone-conquista-la-scala-g4TnX1kAZJyl2Ny5eAWBSK/pagina.html

 

 

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Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

 

 

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

1 dicembre 2017 redazione milano

Sabato 2 dicembre alle ore 21, grazie alla collaborazione creatasi fra il Conservatorio Cesare Pollini di Padova, con l’etichetta discografica Velut Luna (che ne curerà la regia audio sotto la direzione di Marco Lincetto) e JVCKENWOOD ITALIA (che ne curerà la regia video sotto la direzione di Michele Sartor) l’intero concerto sarà trasmesso in diretta.

Il programma della serata:
Direttore d’orchestra: Giuliano Medeossi
Primo tempo:
– Ludwig van Beethoven – Overture “Leonore” No.3 in do maggiore, op.72b
– Ludwig van Beethoven – Concerto per piano e orchestra No. 3, op.37
Secondo tempo:
– Suite in 3 movimenti – Brano originale di Mirko Ballico, docente al Conservatorio Pollini di Padova
– Ottorino Respighi – Brano per orchestra d’archi e cinque solisti (pianoforte, tromba, clarinetto, contrabbasso e corno).

Sarà possibile seguire il concerto da casa ed in tutto il mondo perché verrà trasmesso in diretta streaming su YouTube in Full-HD seguendo il link sotto.

 da: http://www.monitor-radiotv.it/w/16394-2/?utm_medium=email&utm_campaign=La+Newsletter+di+MonitoR+dell%271+dicembre+2017&utm_source=YMLP&utm_term=...

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DONIZETTI OPERA

DONIZETTI OPERA

La seconda edizione del festival Donizetti Opera, che si svolge a Bergamo fino al 4 dicembre, presenta
accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr - Il borgomastro
di Saardam, Pigmalione e Che originali! - altri tre grandi eventi internazionali: il recital del tenore Juan
Diego Flórez; la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico
scenario della Basilica di S. Maria Maggiore, ed il primo melologo della storia, Pygmalion di Rousseau,
letto dall’antropologo Marc Augé. Il secondo titolo donizettiano sarà Pigmalione, primo lavoro teatrale
del giovanissimo compositore, proposto insieme alla farsa di Giovanni Simone Mayr Che originali! (25
novembre, 1 e 3 dicembre): un dittico che nasce dalla comunanza di soggetti fra i due lavori che si
basano sull’amore per la musica e l’arte. La scelta di affiancare Mayr e Donizetti vuole sottolineare il
passaggio di testimone maestro-allievo: la produzione della prima opera di Donizetti darà il via al proget-
to Donizetti200, il cui obiettivo è quello di eseguire ogni anno un’opera che compie 200 anni. Protagoni-
sta nel cast della farsa di Mayr saranno impegnati Bruno De Simone e Chiara Amarù. Sul podio dell’Or-
chestra dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Gianluca Capuano. La regia è invece affidata a Roberto
Catalano, che ha già fatto notare il suo talento in alcuni progetti, con le scene di Emanuele Sinisi ed i
costumi di Ilaria Ariemme. Nella farsa di Mayr, il Settecento illuminista viene messo alla berlina e Meta-
stasio viene sbeffeggiato, il tutto con una musica nuova, brillante, libera e leggera. Pigmalione, composto
da Donizetti nel 1816, è una “scena lirica” in un atto, così come il compositore stesso la definì, e rappre-
senta il suo unico esempio di teatro su soggetto mitologico. Donizetti studiava all’epoca a Bologna e, nel
settembre del 1816, ricevette la visita di Mayr. Proprio l’incontro tra i due portò alla realizzazione di que-
sto atto unico, come una sorta di piccolo omaggio dell’allievo al maestro. Dalla farsa Che originali! verrà
tratta l’opera Il tormentone, destinata al pubblico delle scuole, con una nuova drammaturgia preparata da
Lorenzo Giossi, gli allievi del Laboratorio sulla vocalità donizettiana, l’attore Simone Baldassarri, l’En-
semble dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il pianista Samuele Pala. In occasione del Dies
natalis (29 novembre) appuntamento con il repertorio sacro, cui Donizetti si è tanto dedicato: nella Basi-
lica di S. Maria Maggiore, dove riposano il compositore orobico e il suo maestro, Giovanni Simone
Mayr, Corrado Rovaris dirigerà l’Orchestra e il Coro Donizetti Opera (maestro del coro Fabio Tartari)
nella Messa di Requiem composta da Donizetti nel 1835 per la morte di Vincenzo Bellini.
Il 30 novembre, al Teatro Sociale, Pygmalion di Jean-Jacques Rousseau, melologo (prosa con intermezzi
musicali) in un atto che esprime la convinzione del filosofo svizzero secondo cui l’arte e l’artista sono
tutt’uno. La parte musicale sarà affidata a Ruben Jais e alla sua orchestra la Barocca di Milano.
Il festival si conclude il 4 dicembre con un recital imperdibile, che farà arrivare a Bergamo appassionati
da tutto il mondo: protagonista Juan Diego Flórez, tenore che in vent’anni di carriera costantemente in
ascesa ha ridefinito il virtuosismo vocale in tutti i principali ruoli di Rossini, Donizetti e Bellini, con un’-
agilità, una sicurezza e un’espressività senza precedenti in epoca moderna. Acclamato sui palcoscenici di
tutto il mondo proporrà un programma dedicato al belcanto da Rossini a Donizetti, accompagnato al
pianoforte da Vincenzo Scalera.
Il festival sarà arricchito da una serie di attività collaterali, conferenze, concerti, che si svolgeranno grazie
a una rete di felici rapporti con numerose realtà territoriali che vorranno unirsi per rendere la città di
Gaetano Donizetti a misura di festival.
Info: info@donizetti.org

La seconda edizione del festival Donizetti Opera, che si svolge a Bergamo fino al 4 dicembre, presenta accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr - Il borgomastro di Saardam, Pigmalione e Che originali! - altri tre grandi eventi internazionali: il recital del tenore Juan Diego Flórez; la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico scenario della Basilica di S. Maria Maggiore, ed il primo melologo della storia, Pygmalion di Rousseau, letto dall’antropologo Marc Augé. Il secondo titolo donizettiano sarà Pigmalione, primo lavoro teatrale del giovanissimo compositore, proposto insieme alla farsa di Giovanni Simone Mayr Che originali! (25 novembre, 1 e 3 dicembre): un dittico che nasce dalla comunanza di soggetti fra i due lavori che si basano sull’amore per la musica e l’arte. La scelta di affiancare Mayr e Donizetti vuole sottolineare il passaggio di testimone maestro-allievo: la produzione della prima opera di Donizetti darà il via al progetto Donizetti200, il cui obiettivo è quello di eseguire ogni anno un’opera che compie 200 anni. Protagonista nel cast della farsa di Mayr saranno impegnati Bruno De Simone e Chiara Amarù. Sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Gianluca Capuano. La regia è invece affidata a Roberto Catalano, che ha già fatto notare il suo talento in alcuni progetti, con le scene di Emanuele Sinisi ed i costumi di Ilaria Ariemme. Nella farsa di Mayr, il Settecento illuminista viene messo alla berlina e Metastasio viene sbeffeggiato, il tutto con una musica nuova, brillante, libera e leggera. Pigmalione, composto da Donizetti nel 1816, è una “scena lirica” in un atto, così come il compositore stesso la definì, e rappresenta il suo unico esempio di teatro su soggetto mitologico. Donizetti studiava all’epoca a Bologna e, nel settembre del 1816, ricevette la visita di Mayr. Proprio l’incontro tra i due portò alla realizzazione di questo atto unico, come una sorta di piccolo omaggio dell’allievo al maestro. Dalla farsa Che originali! verrà tratta l’opera Il tormentone, destinata al pubblico delle scuole, con una nuova drammaturgia preparata da Lorenzo Giossi, gli allievi del Laboratorio sulla vocalità donizettiana, l’attore Simone Baldassarri, l’Ensemble dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il pianista Samuele Pala. In occasione del Dies natalis (29 novembre) appuntamento con il repertorio sacro, cui Donizetti si è tanto dedicato: nella Basilica di S. Maria Maggiore, dove riposano il compositore orobico e il suo maestro, Giovanni Simone Mayr, Corrado Rovaris dirigerà l’Orchestra e il Coro Donizetti Opera (maestro del coro Fabio Tartari) nella Messa di Requiem composta da Donizetti nel 1835 per la morte di Vincenzo Bellini.

Il 30 novembre, al Teatro Sociale, Pygmalion di Jean-Jacques Rousseau, melologo (prosa con intermezzi musicali) in un atto che esprime la convinzione del filosofo svizzero secondo cui l’arte e l’artista sono tutt’uno. La parte musicale sarà affidata a Ruben Jais e alla sua orchestra la Barocca di Milano.

Il festival si conclude il 4 dicembre con un recital imperdibile, che farà arrivare a Bergamo appassionati da tutto il mondo: protagonista Juan Diego Flórez, tenore che in vent’anni di carriera costantemente in ascesa ha ridefinito il virtuosismo vocale in tutti i principali ruoli di Rossini, Donizetti e Bellini, con un’agilità, una sicurezza e un’espressività senza precedenti in epoca moderna. Acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo proporrà un programma dedicato al belcanto da Rossini a Donizetti, accompagnato al pianoforte da Vincenzo Scalera.

Il festival sarà arricchito da una serie di attività collaterali, conferenze, concerti, che si svolgeranno grazie a una rete di felici rapporti con numerose realtà territoriali che vorranno unirsi per rendere la città di Gaetano Donizetti a misura di festival.

Info: info@donizetti.org

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20935 - 24 Novembre 2017

 

 

All'ICIB, PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA:“Opplà”, di Avion Travel

 “Opplà”, di Avion Travel

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L’ICIB PRESENTA:

PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA

Parte II


LUNEDÌ  - 13 NOVEMBRE 2017

“Opplà”, di Avion Travel

 
 

Uno dei pochi casi di gruppo musicale che ha saputo mescolare sonorità jazz, pop e rock unite a testi di una scrittura colta e raffinata.

“Opplà” è un piccolo gioiello che racchiude queste qualità. Un album di non grandi vendite ma una “pietra miliare” per la critica e per una grande quantità di musicisti italiani che tenteranno, invano, di copiarne l’unicità.

 

Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933

 

Domenica 5 novembre al Circolo Italiano di San Paolo il concerto “Musica delle Nazioni”

 

Domenica 5 novembre al Circolo Italiano di San Paolo il concerto  “Musica delle Nazioni”

 

SAN PAOLO – Alle ore 11 di domenica 5 novembre presso il  Circolo Italiano di San Paolo, si terrà il concerto  “Musica delle Nazioni” con il “Grande Coro de São Paulo” diretto dal maestro Celso Jardim.

La rappresentazione musicale,segnalata dal presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e vice presidente del Circolo Italiano Giovanni Manassero, è a entrata libera. (inform)

 

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

 

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05

ANNO LVI N. 212                                3 NOVEMBRE 2017

(Servizi per gli italiani all’estero)

    

      

 

DICA DO ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA - ZUCCHERO nel Teatro Bradesco di S.Paolo

 

 
Newsletter Farnesina

DICA DO ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA - ZUCCHERO

 

news zucchero 27 10 17

 

 

 

Teatro, Música e Exposição no Centro Cultural Fiesp -

 

VW
Especial Dia das Crianças
Retratos, Diálogos da Identidade
Ready Made in Brasil
Em Trânsito: A Stencil Art de Celso Gitahy
Música em Cena - CIA Ilimitada & Mônica Salmaso
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp
Logo Fiesp Sesi

 

A San Paolo: cinque concerti di organo col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

 

A San Paolo: cinque concerti di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

 

Cari Amis, 

La FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile ha organizzato cinque concerti di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

Partecipate a qualcuno di questi concerti dedicati non solo ai piemontesi, ma alla Comunitá Italiana: concerti da non dimenticherete. 


Un caro abbraccio a tutti e cerea neh

Cecilia Maria Gasparini  -  Presidente FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 


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La FAPIB- Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile, sezione di San Paolo-vi invita a una serie di cinque Concerti per organo e tenore com il Maestro novarese Gianmario Cavallaro e il Tenore brasiliano Richard Bauer.

 

Programma

 

12/10/2017-CONCERTO MARIANO

Mosteiro de São Bento (largo de São Bento s/n) alle ore 20.

Sponsor: Openvista

 

 

17/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Terezinha (rua Maranhão,617-Higienópolisalle ore 20.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

 

18/10/2017-CONCERTO MARIANO

Paróquia da Assunção de Nossa Senhora (Alameda Lorena, 665-Jardim Paulista)

alle ore 19 e 30.

Sponsor: FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 

19/10/2017-CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Cecília (largo de Santa Cecília s/n) alle ore 20.

Sponsor: Openvista

 

22/10/2017-CONCERTO SACRO

Paróquia de Santo Inácio de Loyola (rua França Pinto,115-Vila Mariana)

alle ore 19 e 30.

Sponsor: fratelli Manassero e fratelli Luchetti


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Curriculum


 

Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.


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  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 

 

 

Eventi mercoledì 18/10 e giovedì 19/10 - Settimana della Lingua Italiana in S.Paolo

 

Newsletter Farnesina

Eventi mercoledì 18/10 e giovedì 19/10

 

settimana della lingua 18 e 19 10 2017

 

19/10/2017 alle 20,00 - CONCERTO SACRO: Paróquia de Santa Cecília

 

19/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Cecília (Largo de Santa Cecília s/n) alle ore 20:00.

Sponsor: OPEN VISTA

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Curriculum

 

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M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 


 

18/10/2017- CONCERTO MARIANO PARA ORGãO E TENOR na Paróquia Nossa Senhora de Assunção

18/10/2017- CONCERTO Mariano

Paróquia Nossa Senhora de Assunção (Alameda Lorena, 665 - Jardim Paulista alle ore 19:30.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

  

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Curriculum

 

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M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 


CONCERTO SACRO Paróquia de Santa Terezinha (rua Maranhão,617-Higienópolis) alle ore 20.

 

17/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Terezinha (rua Maranhão,617-Higienópolisalle ore 20.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

 

 

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Curriculum


 

Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 

 

Museu da Casa Brasileira: concerto dos grupos Big Band EMESP

16 de outubro 2017

Museu da Casa Brasileira: concerto dos grupos Big Band EMESP


 

Museu da Casa Brasileira, instituição da Secretaria da Cultura do Estado de São Paulo, tem o prazer de convidar você para o o concerto dos grupos Big Band EMESP, da Escola de Música do Estado de São Paulo – Tom Jobim, e Mary Lou Williams Ensemble, do Departamento de Jazz da Juilliard School, no dia 16 de outubro, segunda-feira, às 20h, com entrada gratuita.

Concerto Mariano para Orgão e Tenor 12/10 às 20hs

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Concerto Mariano para Orgão e Tenor 12/10 às 20hs

 

concerto orgao e tenor 12 10 17

Concerto Jazz de Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura e Jaques Morelenbaum 09/10 às 20h

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Concerto Jazz de Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura e Jaques Morelenbaum 09/10 às 20h

 

fresnu

Mafalda Minozzi, NOVO SHOW: ROMANTICA

 

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MAFALDA MINNOZZI - NOVO SHOW "ROMANTICA"

 

mafalda flyer bradesco news

 

Bye bye Patty, di Patty Pravo: PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA

 

 

L’ICIB PRESENTA:

PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA

Parte II

LUNEDÌ - 02 OTTOBRE 2017

“Bye bye Patty”, di Patty Pravo

 

Era la ragazza del Piper, il locale romano tempio della musica beat di metà anni ’60. Spirito ribelle e anticonformista, è stata un’icona per molte ragazze italiane che vedevano in lei un esempio di libertà e modernità.

Dopo anni di alti e bassi, con “Bye,bye Patty”, torna al grande successo di pubblico confermandosi come una delle cinque più grandi interpreti della canzone italiana.


Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933


I concerti del Regio all'Aeroporto di Caselle

dal 25 settembre 2017

I concerti del Regio all'Aeroporto di Caselle


Il Regio fa scalo all'Aeroporto di Torino con dieci concerti gratuiti nell'insolita cornice della Sala Imbarchi in Aerea partenze, in programma dal 25 settembre 2017 al 21 giugno 2018.

Sagat Spa ha voluto dare spazio all'arte e alla cultura in un luogo inconsueto, offrendo ai passeggeri la possibilità di rendere unico il proprio viaggio e, a chiunque desideri assistere ai concerti, di scoprire l'Aeroporto a tempo di musica. Coloro che non sono in partenza potranno, registrandosi sul sito dell'aeroporto, assistere al concerto prescelto.

Le registrazioni on-line saranno aperte 7 giorni prima di ogni concerto e ne verrà sempre data apposita comunicazione sul sito.

Il concerto del Regio in aeroporto a Caselle

 

da: PIEMONTE NEWSLETTER N.31 DEL 22 SETTEMBRE 2017

 

 

Apresentação do livro: Grazie Musica de Dick Danello, no IIC

 

Newsletter Farnesina

Apresentação do livro: Grazie Musica de Dick Danello - 18/09 às 18hs

 

grazie musica dick danello18 09 17

 

MARIA CALLAS IN MOSTRA A PARIGI

MARIA CALLAS IN MOSTRA A PARIGI

A PARIGI LA MOSTRA "SEMPRE LIBERA. MARIA CALLAS ALLA SCALA"

In occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Maria Callas, avvenuta a Parigi il 16 settembre 1977, l’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con L’Accademia Teatro alla Scala, le dedica la mostra Sempre libera. Maria Callas alla Scala.

L’esposizione, che resterà aperta sino al 3 ottobre, presenta una ricca scelta di fotografie provenienti dagli archivi del tempio della lirica milanese, nonché cinque costumi di scena indossati dalla cantante in alcuni celebri allestimenti scaligeri e oggi ricostituiti dagli allievi dell’Accademia.

In occasione del vernissage della mostra, la curatrice Maria Chiara Donato, costumista e insegnante di storia dei costumi teatrali, ha dialogato con il musicologo Alain Duault ed il giornalista Andrea, Jacchia attorno all’estro e all'immagine della Callas che proprio sul palco della Scala ebbe la sua consacrazione artistica.

A seguire, l'Accademia ha offerto un concerto con brani tratti da La Traviata, Carmen, Anna Bolena, Madama Butterfly, Adriana Lecouvreur e Tosca.

L’esposizione, accompagnata da un catalogo bilingue con ricco apparato iconografico, apre significativamente il ciclo di eventi che l’IIC di Parigi dedicherà nei prossimi tre mesi alla città di Milano, del cui prestigio culturale la Scala rimane simbolo indiscusso a livello internazionale.

A questo evento faro ne seguiranno diversi altri, tesi soprattutto a mettere in evidenza le potenzialità creative proprie del vivere all’italiana che la metropoli lombarda esprime ai livelli più alti nei campi più svariati: dall’arte all’architettura, dal teatro alla letteratura, dal cinema alla musica, dal design alla moda. Il ciclo di appuntamenti nasce in occasione e in supporto della candidatura della metropoli lombarda alla rete delle Città Creative dell’UNESCO, che proprio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi verrà annunciata durante una delle serate in programma.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20473 - 16 Settembre 2017           

 

 

L’ICIB PRESENTA: PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA Parte II - Enzo Jannacci

 04 SETTEMBRE

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L’ICIB PRESENTA:
PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA
Parte II

 LUNEDÌ - 04 SETTEMBRE 2017

“Vengo anch’io, no tu no”, di Enzo Jannacci

“Vengo anch’io, no tu no”, oltre ad essere un album di grande successo,
è anche diventato un modo di dire che è entrato nel quotidiano di milioni di italiani. Jannacci è stato un interprete unico della canzone italiana, stralunato, ironico, surreale e melanconico. Queste caratteristiche sono ben presenti in questo disco storico scritto in collaborazione con Dario Fo, premio Nobel per la letteratura.



Presentazione di: Mauro Finazzi

Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933


 

L’ICIB PRESENTA: PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA - Il massimo di Rita Pavone

 

VW

L’ICIB PRESENTA:

PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA

Parte II


LUNEDÌ - 21 AGOSTO 2017

“Il massimo di Rita”, di Rita Pavone



Dal 1963, anno dell’uscita del brano “Cuore”, Rita Pavone è un’artista di fama mondiale conosciuta in Europa, negli Stati Uniti e in America del Sud, particolarmente in Brasile dove nel 1969 la RCA decide di pubblicare una raccolta dei suoi 45 giri più importanti, “Il massimo di Rita” che diventa subito un grande successo.

Le canzoni presentate hanno segnato gli anni ’60 di un Paese, l’Italia, in pieno boom economico.

Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933

 

Angela Palfrader e Alexander Ribeiro de Lara - Concerto para violino e piano

 

 

Concerto para violino e piano - 18/07 às 19:00

 nl 18.07

 

Il fantasy cattolico ha una marcia in più

 

Il fantasy cattolico ha una marcia in più

Lo scrive il gesuita Guy J. Consolmagno su «Civiltà cattolica»: «Superman è una noia, Frodo ci piace perchè sa soffrire

Frodo ne «Il Signore degli anelli»

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Pubblicato il 14/07/2017
Ultima modifica il 14/07/2017 alle ore 12:15
RAFFAELLA SILIPO

Superman? «Alla fin fine è una noia». Vuoi mettere con Frodo, «che può soffrire e fallire e alla fine trionfare»? Gli scrittori cattolici di fantascienza e di fantasy, sostiene Guy J. Consolmagno (scienziato e gesuita appassionato di fantascienza, che proprio grazie a essa è divenuto uno scienziato) su «Civiltà cattolica», hanno una marcia in più. John R. R. Tolkien e Gene Wolfe sono soltanto gli esempi più eclatanti, ma tra i più noti e amati scrittori di fantascienza ci sono «insospettabilmente» tanti cattolici. Perché? «Ad esempio, la concezione cattolica di un’umanità peccatrice comporta la presenza di personaggi che possono essere amati anche quando commettono errori e si comportano male». 

 

 

L’articolo dal titolo «La fantascienza e la sensibilità cattolica», che apparirà sul prossimo fascicolo della rivista, sostiene che gli scrittori cattolici sono avvantaggiati dalla loro fede anche dal punto di vista narrativo. D’altronde già Tolkien lo sosteneva, in una lettera al gesuita Padre Robert Murray: «Il signore degli anelli è fondamentalmente un’opera religiosa e cattolica: l’elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo». Un altro credente convinto - anche se non cattolico ma anglicano - era Clive Staples Lewis, amico e collega di Tolkien, che ha riempito di simbologia cristiana le sue «Cronache di Narnia» 

Mentre Thomas Chesterton scriveva: «Le favole non danno al bambino la prima idea di uno spirito cattivo. Ciò che le favole danno al bambino è la prima chiara idea della possibile sconfitta dello spirito cattivo. Il bambino conosce dal profondo il drago, fin da quando riesce ad immaginare. Ciò che la favola gli fornisce è che esiste un San Giorgio che uccide il drago»  

 

 

Il cattolicesimo in questo caso «è un insieme di princìpi circa l’universo, al di là di ciò che possono dirci gli astronomi. E le buone storie vengono spesso dallo scontro tra visioni del mondo contrapposte. Essere cattolici in un mondo laico significa vivere quella tensione: si è già a buon punto». La sfida è sempre quella: la battaglia del bene contro il male, sentimenti grandi e nobili, un senso ultimo delle cose e soprattutto l’aspirazione alla grandezza, «promuovere un’immagine che sia davvero abbastanza grande da essere universale». In questo senso, l’obiettivo degli scrittori cattolici «sembra essere, in fondo, quello di trovare nuovi modi per dire Dio, pur restando fedeli a quello vero».  

 

da: http://www.lastampa.it/2017/07/14/cultura/il-fantasy-cattolico-ha-una-marcia-in-pi-jS7rUJe9k5CkzUAQBOg1iK/pagina.html

 

 

Parolacce? Ecco le 50 piemontesi più curiose

 

Parolacce? Ecco le 50 piemontesi più curiose

 

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da: Feisbuc en piemuntèis

 

 

Centro Cultural FIESP: Curta o som da banda Queen Tribute Brazil

Curta o som da banda Queen Tribute Brazil, de GRAÇA!

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Lili Buarque e Felipe de Vas
Queen Tribute Brazil
File - O Borbulhar de Universos
Vida de Cão
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp
Logo Fiesp Sesi

 

Centro Cultural FIESP: A música nordestina vai agitar o seu Domingo na Paulista

???? A música nordestina vai agitar o seu Domingo na Paulista

 

 

 

La fabbrica della musica

La fabbrica della musica

Nei boschi di risonanza dove nascono violini e pianoforti: “Così creiamo strumenti per le grandi orchestre del mondo”

Il sentiero degli alberi di risonanza si trova a Malborghetto-Valbruna (Claudio Costerni)

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Pubblicato il 19/06/2017
Ultima modifica il 19/06/2017 alle ore 07:52

 

ELISABETTA PAGANI

TARVISIO (UDINE)

Li chiamano boschi che suonano, o foreste di risonanza, perché custodiscono speciali alberi secolari, gli abeti rossi, da cui nascono strumenti musicali pregiati che finiscono nelle orchestre di tutto il mondo. Ogni anno ne vengono tagliate poche decine. E da una piccola porzione del tronco si ricavano le tavole armoniche di violini, viole, contrabbassi e chitarre, creati artigianalmente dai liutai di Cremona. 

 

In Italia i boschi di risonanza (che si trovano anche in altre parti del mondo) crescono ai piedi delle Alpi. Tre i punti di diffusione principale: Paneveggio e Latemar, in Trentino Alto Adige, e Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia. Ma se le foreste delle Dolomiti si sono guadagnate la loro fama decenni fa, per quella della Val Canale la rinascita è iniziata ora, nonostante sia stata «scoperta» negli Anni 50 da un allora giovane «esploratore di boschi», Gio Batta Morassi, diventato poi un noto maestro liutaio della scuola di Cremona che oggi gira il mondo per far parte di giurie che valutano la voce dei violini. 

 

 

Dalle Alpi alle botteghe  

Il legno della cassa armonica, per uno strumento ad arco, è fondamentale «per il timbro, la potenza, l’equilibrio che esprimerà» spiega Morassi, a Malborghetto-Valbruna, nel Tarvisiano, per il festival Risonanze che si è chiuso ieri con concerti nei boschi dei violini e laboratori per osservare come lavorano i maestri.  

 

Trovare un albero di risonanza, pur nei boschi «musicali» di Friuli e Trentino, non è semplice. «Ogni anno - calcola Stefano Dell’Antonio, referente culturale dell’Agenzia foreste demaniali della Provincia di Trento - a Paneveggio vengono tagliate 2.000 piante e di queste l’1% è di risonanza». Non tutti gli abeti rossi, infatti, sono adatti. «L’albero perfetto - spiega Giovanni Battista Morassi, nipote di Gio Batta e anche lui liutaio - deve avere gli anelli equidistanti ed essere senza nodi o sacche resinifere».  

 

Per sceglierli ci si affida inizialmente all’occhio esperto dei boscaioli, scartando «ad esempio quelli che contengono pallottole. In questa zona del Friuli durante la Prima guerra mondiale si è sparato molto, e alcuni alberi ne conservano un’eredità». Per accertarsi che l’abete sia «perfetto», prosegue Morassi, «si inserisce un trivellino, chiamato succhiello, per estrarre un cilindretto di legno che permetterà di giudicarne lo stato». «Ogni anno in Friuli vengono tagliati pochi esemplari - spiega il sindaco di Malborghetto, Boris Preschern -: il nostro obiettivo è preservare questa splendida foresta ma allo stesso tempo far sì che da qui continuino a nascere strumenti di qualità. Ogni grande orchestra del mondo ne ha uno».  

 

Stradivari e i liutai d’oggi  

Ma sono diversi gli abeti rossi di Friuli e Trentino, e quindi il suono che gli strumenti ad arco, a pizzico, o anche i pianoforti, avranno? «Sì - concordano gli esperti - entrambi ottimi ma diversi, dipende dal gusto del liutaio». I legni scelti, tagliati a spicchi e lasciati mesi ad asciugare (alcuni vengono messi prima in acqua corrente) e anni ad essiccare, vengono poi portati nelle botteghe di Cremona. E da lì in tutto il mondo.  

 

«Solo in questa città il 90% del lavoro è produzione di nuovi strumenti - calcola Morassi - altrove si concentrano più sul restauro e sulla messa a punto». Per creare un violino - tavola armonica in abete rosso e acero per il fondo e il riccio - ci «vogliono 40 giorni» stima. Il mercato è mondiale: Stati Uniti, Europa, Giappone e da qualche anno anche Cina. «E per fortuna - osserva -, se vendessimo solo in Italia a Cremona sarebbero rimaste 3 botteghe, non 200». Ma c’è ancora mercato? «Sì per chi è già inserito - sottolinea - più difficile, invece, per i giovani che iniziano oggi». 

 

«Si dice che già nel Settecento Antonio Stradivari si aggirasse fra i boschi di Paneveggio per scegliere personalmente le sue tavole - sottolinea Dell’Antonio -. Sicuramente questo legno è speciale. Rispetto a quelli normali ha una maggiore velocità di trasmissione degli ultrasuoni. Gli strumenti fatti con il legno di risonanza migliorano con il tempo, è questa la loro caratteristica». «Dai tempi di Stradivari - spiega Gio Batta Morassi - sono cambiate molte cose: non ci sono più le corde di budello, ad esempio, e il manico è più lungo. Hanno anche provato a sostituire il legno di risonanza ma su questo si sono arresi: nessuno dona al violino una voce così bella».

 

da: http://www.lastampa.it/2017/06/19/societa/la-fabbrica-della-musica-Aj4TEEUxZjj6AlBBmP5HYO/pagina.html

 

 

IIC: Concerto do pianista Orazio Sciortino, 19/06 na Unesp

 

MÚSICA: Concerto do pianista Orazio Sciortino, 19/06 na Unesp

 

musica sciortino 19 06 17

Elba Ramalho de Graça no Domingo na Paulista

Elba Ramalho de Graça no Domingo na Paulista

 

Scoperto un nuovo pianeta bollente: Kelt-9b è più caldo delle stelle con i suoi 4600 gradi

Scoperto un nuovo pianeta bollente: Kelt-9b è più caldo delle stelle con i suoi 4600 gradi

Allo studio, pubblicato su “Nature” hanno partecipato anche cinque ricercatori italiani
Pubblicato il 06/06/2017
Ultima modifica il 06/06/2017 alle ore 12:18
FABIO DI TODARO

Le dimensioni sono quasi tre volte superiori a quelle di Giove. La temperatura risulta più alta rispetto a quella della maggior parte delle stelle della nostra galassia: 4600 gradi, appena 1200 in meno rispetto a quella del sole. Numeri che fanno di Kelt-9b, la cui caratteristiche sono state descritte per la prima volta da una pubblicazione apparsa su «Nature», un pianeta gigante e bollente. Il corpo celeste, distante 650 anni luce dalla Terra e appartenente alla costellazione del Cigno, è stato scoperto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Ohio State University. Del pool hanno però fatto parte anche cinque ricercatori italiani: Valerio Bozza, Sebastiano Calchi Novati e Gaetano Scarpetta (Università di Salerno), Giuseppe D’Ago (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici di Vietri sul Mare) e Roberto Zambelli (Società Astronomica Lunae). La sua atmosfera, secondo gli autori della ricerca, non ha eguali. «Si tratta della più calda stella conosciuta che ospiti un pianeta».  

 

Un pianeta incompatibile con la vita  

Kelt-9b è stato scoperto grazie al periodico passaggio (ogni 36 ore) davanti alla sua stella (Kelt-9), la cui elevata temperatura è la causa principale di quella rilevata sul pianeta che le orbita attorno. Si tratta di un pianeta che i ricercatori hanno definito «estremo» e dunque non considerato compatibile con alcuna forma di vita. Le condizioni termiche riscontrate sono infatti incompatibili con la sintesi di molecole cruciali - come l’acqua, l’anidride carbonica e il metano - per l’esistenza di specie appartenenti al regno vegetale e animale. La sua inospitalità risiede in «un flusso di raggi ultravioletti senza pari», che secondo i ricercatori potrebbe «portare il pianeta all’evaporazione, che produrrebbe una coda di gas incandescente», simile a quella di una cometa. Secondo Keivan Stassun, docente di astronomia alla Vanderbilt University di Nashville e secondo autore della pubblicazione, «la stella Kelt-9 è destinata a diventare una gigante rossa nell’arco di un miliardo di anni e di conseguenza anche il futuro del pianeta appare a rischio». L’ultima fase dell’evoluzione stellare potrebbe infatti determinare l’inghiottimento del pianeta, che come la Luna fa con la Terra rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella.  

 

Come si formano i pianeti attorno a stelle così calde?  

La scoperta di Kelt-9b sembra viaggiare in un’altra direzione, rispetto agli studi condotti alla ricerca di esopianeti in grado di ospitare forme di vita. Ma i ricercatori ritengono utile studiare anche i mondi inabitabili all’estremo. Come fanno sapere dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, «è utile rendere complementari questi studi per capire come possano formarsi pianeti intorno a stelle calde e massicce e, in ultima analisi, come vengono distrutti». 

@fabioditodaro  


(Foto:Robert Hurt / NASA / JPL-Caltech)

 

da: http://www.lastampa.it/2017/06/06/scienza/scoperto-un-nuovo-pianeta-bollente-keltb-pi-caldo-delle-stelle-con-i-suoi-gradi-q3o6PPIjjrPzmx4zVxoH3H/pagina.html

 

 

SESI - SP: Música em Cena com Aurélie & Verioca

Música em Cena com Aurélie & Verioca

Música em Cena - Maio
Aurelie e Verioca
MPB sem sotaque e com leveza faz a ponte cultural entre França e Brasil e expressa a paixão das duas artistas pelo país

Repertório

À tout ce qui nous lie 
Além de Nuages
Andando 
Eu vou voar
Naquele bar 
No caminho do mar 
Pas à 
Ratatouille 
Reconciliação    
Rescapeé    
Rêve en baião 
Tive um sonho
Um dia    
Viver é ser feliz 

Reservas de ingresso pelo site www.sesisp.org.br/meu-sesi 

Entrada gratuita

Os ingressos remanescentes são distribuídos pela bilheteria no dia da apresentação, a partir das 13h

Centro Cultural FIESP
Av. Paulista, 1.313
São Paulo - SP

Alvará 2017-02947-00, válido até 11/2/2018 | AVCB Nº 246063, válido até 9/6/2018



 
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FAPIB: Concerto d'organo col Maestro Gianmario Cavallaro e il Tenore Richard Wolfgang Azevedo Bauer

Concerto d'organo col Maestro Gianmario Cavallaro e il Tenore Richard Wolfgang Azevedo Bauer

Cari Amis, 

La FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile vi invita al concerto di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer che avverrá domenica 28 maggio p.v. alle core 20:00 nella Chiesa Matriz di S.Bernardo al Campo.Partecipate a questo concerto dedicato non solo ai piemontesi ma alla Comunitá Italiana, un concerto che non dimenticherete.  

Appuntamento dunque, domenica 28 maggio p.v. alle ore 20:00, nella Chiesa Matriz de N. S. da Boa viagem a São Bernardo do Campo, ricordando che alle ore 19 ci sarà la Santa Messa celebrata da Padre Giuseppe Bortolato, parrocco della chiesa.

  

PARTECIPATE NUMEROSI

 

ENDEREÇO

Paróquia Nossa Senhora da Boa Viagem (Igreja Matriz de S.Bernardo do Campo)R. Padre Lustosa, 292 - Centro, São Bernardo do Campo - SP, 09710-120Telefone: (11) 4330-5227

 

 

Un caro abbraccio a tutti e cerea neh

Cecilia Maria Gasparini  -  Presidente FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 

L'informazione é anche pubblicata nel sito www.piemonte.org.br

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PROGRAMMA:

ARIE SACRE

Per Tenore e Organo

 

Ciaccona in Fa maggiore di A.Raison

Pietà Signore di A.Stradella

Sonata in MI minore di F.Gasparini

O mio Signor di G.F. Handel

Toccata in Re minore di D.Zipoli

Ave Verum di W.A.Mozart

Sarabanda in DO minore di J.S.Bach

Panis Angelicus di C.Franck

Allegro in FA maggiore di G.Oltrasi

Agnus Dei di G.Bizet

Tu es Petrus di L.Picchi

Lascia ch’io pianga di G.F.Handel

Plein Jeu in Sol minore di L.N. Clerambault

Ave Maria di C.Gounod

Allegro maestoso di J.S.Bach

 

 

 Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra, Coordinatore Musicale della Fondazione Teatro Coccia di Novara dove riveste anche il ruolo di Maestro del Coro. Fondatore e Direttore di Amadeus Kammerchor e Orchestra Filarmonica Amadeus.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”. In questi anni è alla guida di importanti...

Diplomato in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio di Parma, ha studiato pianoforte, composizione, lettura della partitura e direzione d’orchestra. Si è perfezionato sotto la guida del M° Romano Gandolfi, già direttore del Coro del Teatro alla Scala e con il M°Dante Mazzola del Teatro Alla Scala e per anni assistente di Riccardo Muti. 

E' stato collaboratore, per anni, del M° Mauro Trombetta alla direzione del Coro San Gregorio Magno di Trecate (NO), fondatore e direttore dell’Amadeus Kammerchor e dell’Orchestra Filarmonica “Amadeus”. E’ stato Maestro collaboratore nella Stagione Lirica 1993 al Teatro Coccia. Ha partecipato all’allestimento dell’opera “Orfeo” di F. Bertoni, rappresentata con i Solisti Veneti, sotto la guida di Claudio Scimone, a Montecarlo, della Messa di Requiem di Verdi e della IX Sinfonia di Beethoven per la Società dei Concerti alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, del Gloria di Vivaldi nella Basilica di San Marco a Venezia, al Musikfestspiele presso il Teatro Semperoper di Dresda e al XXV Festival internazionale di musica di Istambul, dei “Vesperale solemnes de confessore” di Mozart presso il Teatro Verdi di Salerno e nel Duomo di Milano. Membro del Comitato organizzatore dell’Anno Verdiano a Milano. 

Ha collaborato con direttori quali Paolo Gatto, Bruno Aprea, Marcello Rota, Janos Acs, Enrico Dovico e registi quali Beppe De Tomasi, Pierluigi Pizzi, Mario Corradi, Massimo Scaglione e Sylvano Bussotti. A partire dalla Stagione lirica 2002/2003 ricopre la carica di Direttore stabile del Coro del Teatro Coccia di Novara "Carlo Coccia".

Il maestro Gianmario Cavallaro è direttore responsabile del Amadeus Kammerchor  di Trecate che ha fondato nel 2000 e nel 2002 ha dato vita all'Orchestra Filarmonica Amadeus, formazione composta da musicisti di elevato prestigio che già collaborano con l'Accademia della scala, con il Teatro Regio di Torino, con l'Accademia di Fiesole ed altri importanti Enti. Presidente onorario dell'Orchestra è il maestro Romano Gandolfi con il quale studia perfezionamento in direzione di coro e di orchestra.

Si è esibito con successo in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia in occasione di prestigiosi Festival internazionali. Ha diretto  concerti in importanti luoghi quali: il Conservatorio G.Verdi di Milano, la Basilica di San Marco a Venezia, Sala Baldini a Roma, Teatro Verdi di Salerno, Palazzo Lascaris a Torino e in Sicilia, ha diretto l’Orchestra Amadeus al Regina Palace di Stresa, in occasione del Gran Ballo delle Debuttanti, (ripreso dalle TV RAI e MEDIASET nell’ottobre 2004 e dalla Televisione della Svizzera Italiana) nella Basilica di S.Gaudenzio in Novara, e in moltissimi altri. 

Con l’Orchestra Sinfonica Carlo Coccia di Novara, dopo aver realizzato alcuni concerti benefici ha diretto “Concerto di Natale” 2004 presso il Teatro Coccia e lo Stabat Mater di Rossini presso la Basilica di S.Gaudenzio il 1/02/2005.Nel marzo2006 dirige con successo i “Carmina Burana” di Orff prodotti dal Teatro Coccia per la Stagione d’Opera e Balletto.

Membro del Comitato organizzatore dell’anno Verdiano Milanese, con il M°Adriano Bassi, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive. Vanta collaborazioni con Artisti di fama internazionale quali: Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Giorgio Zancanaro, Tiziana Fabbricini, Nicola Ghiuselev, Gianfranco Cecchele, Claudio Scimone e l’Orchestra “I Solisti Veneti” Marcello Rota, Janos Acs, Beppe De Tomasi, Pierluigi Pizzi, Massimo Scaglione, Sylvano Bussotti, Michele Mirabella e molti altri.

 Alterna brillantemente la direzione del Coro alla Direzione d’Orchestra.

 

ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000  fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002  fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus.  È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”. 

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra  al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2004 dirige a Torino a  Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”. Nella Capitale ha diretto in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi, 

Ad agosto 2009  il Balletto “Giselle”  al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus. Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano dirige “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

Nello stesso anno è invitato in Brasile per una serie di concerti.

A febbraio 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio dirige il Requiem di Mozart a Roma e i Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO). A novembre 2011 la Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

A maggio 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE. Ad agosto 2012 compie una trasferta in Svezia.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2,  a Lugano presso il Palacongressi dirige La Traviata in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera Madama Butterfly di Puccini in Italia e in Svizzera. Dirige ad Avellino il Lago dei Cigni con il prestigioso Balletto di Mosca. Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Tra gli impegni del 2015 una tournè in Canada e la direzione d’orchestra al Festival Lirico internazionale di Saarema (Estonia).

 

 

 Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes).      

 

 

DICA do Istituto Italiano di Cultura di San Paolo: Peppino di Capri e le Canzoni d'Amore

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Sabato 20 maggio 2017

peppino di capri 20 05 17

 

Concerto-espetáculo: As praças da Itália

AS PRAÇAS DA ITÁLIA - Concerto - Espetáculo, 15/05 no Teatro Itália

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“As praças da Itália”

O barítono, cantor e ator Gaetano Maschio e a soprano Filomena Piro, são originários da ilha de Ischia no Golfo de Nápoles. Têm em seu histórico profissional 25 anos de espetáculos e concertos, tanto na Itália quanto no exterior.

Para acompanha-los estará, ao piano, o Mº Silvano Trani, renomado musicista e docente. Chegam ao Brasil em um período de grande sucesso com o Concerto/Espetáculo “As praças da Itália” que, com famosíssimas canções italianas e napolitanas, apresenta a vida da cidade onde tudo conflui para a praça.

A praça italiana, de fato, é o palco ideal dos acontecimentos quotidianos. Com tato, elegância e humor, conduzem o público para a descoberta de um mundo feito não apenas de música e de canto, mas também de poesia, de cultura e de sentimento.

Informazioni

Data: Seg. 15 maio 2017

Orario: Alle 20:00

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura

In collaborazione con : TEATRO ITÁLIA

Ingresso : Libero

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ao som de Zizi Possi, comemore o Dia das Mães!

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NOBILE ICONA Inno ufficiale della Sacra Sindone 1

 

 

NOBILE ICONA
Inno ufficiale della Sacra Sindone
1. Nobile icona del Figlio trafitto,
servo obbediente dal Padre esaltato:
mostra le stimmate del suo patire,
denso mistero di morte e d’amore.
Rit. Figlio di Dio per noi crocifisso!
Dalla tua croce siamo salvati,
dalle tue piaghe siamo guariti.
Nostra salvezza è la croce di Cristo,
nostra certezza l’amore di Dio.
2. Specchio evangelico della passione
del Redentore che ha dato la vita:
fragile immagine d’ogni soffrire
dona conforto all’umano dolore.
3. Velo prezioso che affina lo sguardo
nel contemplare l’Agnello innocente:
egli ha pagato per darci speranza,
per riscattare la nostra esistenza.
4. Volto sublime traspare il riposo
del solo Giusto che ha vinto la morte:
splende divina bellezza d’amore
che nella croce redime il morire.
5. Bianco sudario di sangue intessuto
svela del corpo il supremo destino:
oltre il sepolcro ed il pianto del mondo
l’uomo è chiamato ad un fine stupendo.
6. Segno eloquente del sabato umano
quando la morte consuma il cammino:
nel compimento a promesse divine
l’alba s’annuncia di risurrezione.
7. Puro silenzio che attende il risveglio
quando la vita sarà trasformata:
Cristo è la luce che inaugura il giorno
d’ogni creatura che nasce all’eterno.
8. Mistica impronta che il cuore sorprende,
solo la fede ne illumina il senso:
ogni credente da Cristo “segnato”
vive con lui nel suo cielo infinito.
Testo di Anna Maria Galliano. Musica del Maestro Massimo Nasetti.

NOBILE ICONA

 

Inno ufficiale della Sacra Sindone

1. Nobile icona del Figlio trafitto,

servo obbediente dal Padre esaltato:

mostra le stimmate del suo patire,

denso mistero di morte e d’amore.


Rit. Figlio di Dio per noi crocifisso!

Dalla tua croce siamo salvati,

dalle tue piaghe siamo guariti.

Nostra salvezza è la croce di Cristo,

nostra certezza l’amore di Dio.

 

2. Specchio evangelico della passione

del Redentore che ha dato la vita:

fragile immagine d’ogni soffrire

dona conforto all’umano dolore.

 

3. Velo prezioso che affina lo sguardo

nel contemplare l’Agnello innocente:

egli ha pagato per darci speranza,

per riscattare la nostra esistenza.

 

4. Volto sublime traspare il riposo

del solo Giusto che ha vinto la morte:

splende divina bellezza d’amore

che nella croce redime il morire.

 

5. Bianco sudario di sangue intessuto

svela del corpo il supremo destino:

oltre il sepolcro ed il pianto del mondo

l’uomo è chiamato ad un fine stupendo.

 

6. Segno eloquente del sabato umano

quando la morte consuma il cammino:

nel compimento a promesse divine

l’alba s’annuncia di risurrezione.

 

7. Puro silenzio che attende il risveglio

quando la vita sarà trasformata:

Cristo è la luce che inaugura il giorno

d’ogni creatura che nasce all’eterno.

 

8. Mistica impronta che il cuore sorprende,

solo la fede ne illumina il senso:

ogni credente da Cristo “segnato”

vive con lui nel suo cielo infinito.

 

Testo di Anna Maria Galliano. Musica del Maestro Massimo Nasetti.

 

 

 

IIC: Ópera, Il Noce di Benevento, no Theatro São Pedro - 28/04/17

 

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Ópera "Il Noce di Benevento" no Theatro São Pedro

 

pera il noce di benevento 19 04 17

 

ODORI DA TOCCARE: QUANDO LA BOCCA DIVENTA NASO

 

ODORI DA TOCCARE: QUANDO LA BOCCA DIVENTA NASO

 14/04/2017 - 14.42

ODORI DA TOCCARE: QUANDO LA BOCCA DIVENTA NASO

ROMA\ aise\ - Tradizionalmente, l’olfatto è considerato un senso ‘a distanza’ mentre il gusto è trattato come un senso ‘per contatto’. Si tratta però di una distinzione basata prevalentemente sulle percezioni umane e che è stata sottoposta a forte critica in un articolo pubblicato nel 2014 sulla rivista “Frontiers in Chemistry”. Secondo questa nuova prospettiva, in ambiente acquatico si può osservare un’inversione nella portata a distanza dell’olfatto quando i segnali olfattivi sono veicolati da molecole insolubili in acqua, ma che essendo volatili, possono diffondersi nell’aria e arrivare al nostro naso. Su tale premessa si fonda il lavoro sperimentale guidato da Ernesto Mollo, ricercatore dell’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Icb-Cnr), recentemente pubblicato sulla rivista “Pnas”. Lo studio, svolto nell’ambito di una collaborazione multidisciplinare tra l’Icb-Cnr e varie istituzioni di ricerca italiane e straniere, sfida l'attuale letteratura sulla chemio-recezione in ambiente acquatico, secondo cui il mondo olfattivo di crostacei e pesci è limitato alla sola percezione a distanza di sostanze solubili in acqua. 
La ricerca è partita dallo studio chimico di due invertebrati marini del Mediterraneo, l’alcionaceo ‘Maasella edwardsi’ ed il mollusco nudibranco ‘Tritonia striata’, che ha portato all’isolamento di sostanze volatili ed insolubili in acqua (furanosesquiterpeni idrofobi), già note per contribuire all’odore speziato di piante terrestri come la curcuma e la mirra, che svolgono un ruolo difensivo, rendendo ‘disgustosi’ gli animali che le contengono e quindi proteggendoli dall’attacco di possibili predatori. 
“Lo studio ha mostrato che le sostanze devono essere ‘toccate’ dalle parti boccali chemiosensoriali di pesci e crostacei perché essi possano riconoscerne l’odore come segnale di non-commestibilità, secondo il fenomeno conosciuto come aposematismo olfattivo”, spiega Ernesto Mollo. “Si è poi osservato che l’avversione a tali odori è rinforzata dalla memoria di effetti tossici sia in un gambero che in zebrafish, un modello di vertebrato acquatico ampiamente utilizzato per studi eco-tossicologici. Entrambi gli animali, infatti, imparano ad evitare gli odori associati ad esperienze negative (apprendimento evitativo)”. Durante gli esperimenti gli animali hanno avvertito la presenza di determinati elementi solo dopo aver ripetutamente ‘toccato’ il cibo con la bocca, che ha funzionato quindi da vero e proprio naso. “Questo fatto, chiaramente illustrato da alcuni filmati allegati all’articolo implica che sostanze odorose tipicamente trasportate dall’aria fino a penetrare nel naso di animali terrestri, vengono invece direttamente a contatto con i recettori olfattivi di organismi acquatici”, prosegue Mollo. “Di conseguenza, alla luce dei nostri risultati le parole ‘olfatto’ e ‘gusto’ perdono il loro significato tradizionale basato su criteri spaziali”. L’osservazione di una forma ‘tattile’ di olfatto, mai descritta precedentemente in letteratura, sembra preludere ad una ridefinizione dei sensi chimici, basata sulle sostanze e sui recettori coinvolti nella percezione sensoriale piuttosto che sulla loro portata a distanza. Un cambiamento di pensiero, di paradigma. (aise) 

 

 da: http://www.aise.it/ambiente-e-ricerca/odori-da-toccare-quando-la-bocca-diventa-naso/85910/1/1/3239                      

 

SAN GIORGIO

 

 

SAN GIORGIO
Il santo cavaliere e martire Giorgio gode di un culto dif-
fuso in tutta la cristianità e 21 Comuni italiani portano il
suo nome; Georgia è il nome di uno Stato americano
degli USA e di uno Stato caucasico; sei Re di Gran Bre-
tagna ed Irlanda, due Re di Grecia e altri dell’Est euro-
peo, portarono il suo nome. E’ patrono dell’Inghilterra,
di intere Regioni spagnole, del Portogallo, della Litua-
nia; di città come Genova, Campobasso, Ferrara, Reg-
gio Calabria e di centinaia di altre città e paesi. Forse
nessun santo sin dall’antichità ha riscosso tanta venera-
zione popolare, sia in Occidente che in Oriente; chiese dedicate a S. Giorgio esistevano a Gerusalemme, Geri-
co, Zorava, Beiruth, Egitto, Etiopia, Georgia da dove si riteneva fosse oriundo; a Magonza e Bamberga vi
erano delle basiliche; a Roma vi è la chiesa di S. Giorgio al Velabro che custodisce la reliquia del cranio del
martire palestinese; a Napoli vi è la Basilica di S. Giorgio Maggiore; a Venezia c’è l’isola di S. Giorgio.
Vari Ordini cavallereschi portano il suo nome e i suoi simboli, fra i più conosciuti: l’Ordine di S. Giorgio,
detto “della Giarrettiera”; l’Ordine Teutonico, l’Ordine militare di Calatrava d’Aragona; il Sacro Militare Or-
dine Costantiniano di S. Giorgio, ecc. È considerato il patrono dei cavalieri, degli armaioli, dei soldati, degli
scouts, degli schermitori, della Cavalleria, degli arcieri, dei sellai; inoltre è invocato contro la peste, la lebbra
e la sifilide, i serpenti velenosi, le malattie della testa, e particolarmente nei paesi alle pendici del Vesuvio,
contro le eruzioni del vulcano. Il suo nome deriva dal greco ghergós cioè agricoltore e lo troviamo già nelle
Georgiche di Virgilio e fu portato nei secoli da persone celebri in tutti i campi.
Giorgio era nato in Cappadocia ed era figlio di Geronzio persiano e Policronia cappadoce, che lo educarono
cristianamente; da adulto divenne tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano, ma per alcune recen-
sioni si tratta dell’armata di Diocleziano (243-313) Imperatore dei romani, il quale con l’editto del 303, prese
a perseguitare i cristiani in tutto l’impero. Il tribuno Giorgio di Cappadocia allora distribuì i suoi beni ai
poveri e dopo essere stato arrestato per aver strappato l’editto, confessò davanti al tribunale dei persecutori, la
sua fede in Cristo; fu invitato ad abiurare e al suo rifiuto, come da prassi in quei tempi, fu sottoposto a spetta-
colari supplizi e poi buttato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre
volte la morte e tre volte la resurrezione. Il culto per il martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti
archeologici della basilica eretta qualche anno dopo la morte (303?) sulla sua tomba nel luogo del martirio
(Lydda); la leggenda del drago comparve molti secoli dopo nel Medioevo, quando il trovatore Wace (1170
ca.) e soprattutto Jacopo da Varagine († 1293) nella sua “Leggenda Aurea”, fissano la sua figura come cava-
liere eroico, che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa degli artisti successivi e la fantasia popolare.
Con i Normanni il culto del santo orientale si radicò in modo straordinario in Inghilterra e qualche secolo
dopo nel 1348, Re Edoardo III istituì il celebre grido di battaglia “Saint George for England”, istituendo
l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio o della Giarrettiera. In tutto il Medioevo la figura di S. Giorgio, il cui
nome aveva tutt’altro significato, cioè ‘agricoltore’, divenne oggetto di una letteratura epica che gareggiava
con i cicli bretone e carolingio. Nei Paesi slavi assunse la funzione addirittura “pagana” di sconfiggere le
tenebre dell’inverno, simboleggiate dal drago e quindi di favorire la crescita della vegetazione in primavera;
una delle tante metamorfosi leggendarie di quest’umile martire, che volle testimoniare in piena libertà, la sua
fede in Cristo, soffrendo e donando infine la sua giovane vita, come fecero in quei tempi di sofferenza e
sangue, tanti altri martiri di ogni età, condizione sociale e in ogni angolo del vasto impero romano.

SAN GIORGIO

San Giorgio di Carlo Crivelli (1472)

San Giorgio di Carlo Crivelli (1472)

Il santo cavaliere e martire Giorgio gode di un culto diffuso in tutta la cristianità e 21 Comuni italiani portano il suo nome; Georgia è il nome di uno Stato americano degli USA e di uno Stato caucasico; sei Re di Gran Bretagna ed Irlanda, due Re di Grecia e altri dell’Est europeo, portarono il suo nome. E’ patrono dell’Inghilterra, di intere Regioni spagnole, del Portogallo, della Lituania; di città come Genova, Campobasso, Ferrara, Reggio Calabria e di centinaia di altre città e paesi. Forse nessun santo sin dall’antichità ha riscosso tanta venerazione popolare, sia in Occidente che in Oriente; chiese dedicate a S. Giorgio esistevano a Gerusalemme, Gerico, Zorava, Beiruth, Egitto, Etiopia, Georgia da dove si riteneva fosse oriundo; a Magonza e Bamberga vi erano delle basiliche; a Roma vi è la chiesa di S. Giorgio al Velabro che custodisce la reliquia del cranio del martire palestinese; a Napoli vi è la Basilica di S. Giorgio Maggiore; a Venezia c’è l’isola di S. Giorgio.

 

«San Giorgio trafigge il drago».
Affresco nel prospetto principale di Palazzo San Giorgio di Genova.

Vari Ordini cavallereschi portano il suo nome e i suoi simboli, fra i più conosciuti: l’Ordine di S. Giorgio, detto “della Giarrettiera”; l’Ordine Teutonico, l’Ordine militare di Calatrava d’Aragona; il Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, ecc. È considerato il patrono dei cavalieri, degli armaioli, dei soldati, degli scouts, degli schermitori, della Cavalleria, degli arcieri, dei sellai; inoltre è invocato contro la peste, la lebbra e la sifilide, i serpenti velenosi, le malattie della testa, e particolarmente nei paesi alle pendici del Vesuvio, contro le eruzioni del vulcano. Il suo nome deriva dal greco ghergós cioè agricoltore e lo troviamo già nelle Georgiche di Virgilio e fu portato nei secoli da persone celebri in tutti i campi.

Giorgio era nato in Cappadocia ed era figlio di Geronzio persiano e Policronia cappadoce, che lo educarono cristianamente; da adulto divenne tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano, ma per alcune recensioni si tratta dell’armata di Diocleziano (243-313) Imperatore dei romani, il quale con l’editto del 303, prese a perseguitare i cristiani in tutto l’impero. Il tribuno Giorgio di Cappadocia allora distribuì i suoi beni ai poveri e dopo essere stato arrestato per aver strappato l’editto, confessò davanti al tribunale dei persecutori, la sua fede in Cristo; fu invitato ad abiurare e al suo rifiuto, come da prassi in quei tempi, fu sottoposto a pettacolari supplizi e poi buttato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione. Il culto per il martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti archeologici della basilica eretta qualche anno dopo la morte (303?) sulla sua tomba nel luogo del martirio (Lydda); la leggenda del drago comparve molti secoli dopo nel Medioevo, quando il trovatore Wace (1170 ca.) e soprattutto Jacopo da Varagine († 1293) nella sua “Leggenda Aurea”, fissano la sua figura come cavaliere eroico, che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa degli artisti successivi e la fantasia popolare.

Con i Normanni il culto del santo orientale si radicò in modo straordinario in Inghilterra e qualche secolo dopo nel 1348, Re Edoardo III istituì il celebre grido di battaglia “Saint George for England”, istituendo l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio o della Giarrettiera. In tutto il Medioevo la figura di S. Giorgio, il cui nome aveva tutt’altro significato, cioè ‘agricoltore’, divenne oggetto di una letteratura epica che gareggiava con i cicli bretone e carolingio. Nei Paesi slavi assunse la funzione addirittura “pagana” di sconfiggere le tenebre dell’inverno, simboleggiate dal drago e quindi di favorire la crescita della vegetazione in primavera; una delle tante metamorfosi leggendarie di quest’umile martire, che volle testimoniare in piena libertà, la sua fede in Cristo, soffrendo e donando infine la sua giovane vita, come fecero in quei tempi di sofferenza e sangue, tanti altri martiri di ogni età, condizione sociale e in ogni angolo del vasto impero romano.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 19366 - 23 Aprile 2017

 

 

Chiesa Basilica di San Bernardo: concerto di organo com Il Maestro Silvio Celeghin

 

Cari Amis,

Domenica prossima 23 aprile  ci sarà, nellla Chiesa Basilica di San Bernardo, um bellissimo concerto di organo com Il Maestro Silvio Celeghin di fama Internazionale, di Noale – VE, cittá natale di Padre Giuseppe Bortolato, Parroco di questa Chiesa.

 

PARTECIPATE NUMEROSI

 

ENDEREÇO

Igreja Matriz de São Bernardo do Campo

Praça da Matriz S/N
São Bernardo do Campo

Horário: 20:00hs

Entrada franca

 

Un caro abbraccio a tutti e cerea neh

Cecilia Maria Gasparini  -  Presidente FAPIB- Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

Giovanni Manassero - Presidente dell'Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e Vice Presidente del Circolo Italiano di San Paolo

 

A Roma il concerto di pianoforte della musicista italo-brasiliana Eny da Rocha

 

A Roma il concerto di pianoforte della

musicista italo-brasiliana Eny da Rocha


Il 18 aprile un evento promosso

dall'Associazione di amicizia Italia-

Brasile e Pasquale Nestico Foudation in

collaborazione con l'Ambasciata del

Brasile in Italia

 

ROMA – È in programma martedì 18 aprile alle ore 19.30 presso Palazzo Pamphilj a Roma (Sala Palestrina, Piazza Navona 14) il concerto di pianoforte di Eny da Rocha, iniziativa promossa dall'Associazione di amicizia Italia-Brasile e Pasquale Nestico Foudation in collaborazione con l'Ambasciata del Brasile in Italia. In apertura l'annuncio di un bando di concorso per una borsa di studio da destinare a uno studente italo-brasiliano per un progetto di ricerca sul tema della legalità dal titolo “Politiche nazionali e internazionali contro l'illegalità: organizzazione e contrasto alle attività criminali nel mondo con particolare riferimento all'Italia e alle Americhe e all'attività svolta dai giudici Falcone, Borsellino e

Scopelliti”. Considerata una delle maggiori pianiste brasiliane in attività, Eny da Rocha debutta come solista a 12 anni con l’Orquestra Sinfônica da Rádio Gazeta de São Paulo, sotto la direzione del maestro Armando Belardi. Ottiene il diploma con lode dal Conservatório Dramático e Musical de São Paulo, seguendo le lezioni della professoressa Maria de Freitas, e più tardi si perfeziona con il maestro Souza Lima, che le dà la possibilità di studiare in Europa. A Parigi segue i corsi della rinomata pianista Marguerite Long, seguiti dagli studi presso l’Accademia di Musica di Vienna sotto l’orientamento del professor Hans Graf. Sempre nella capitale austriaca affina la sua arte con il celebre prof. Bruno Seidlhofer, suo maestro al Mozarteum di Salisburgo. Eny da Rocha detiene numerosi premi e concorsi di pianoforte in Brasile ed Europa, medaglie di merito e commende, tra le quali si distingue il titolo di “Artista Steinway” negli Stati Uniti. Si è esibita in recital e come solista di orchestre in Brasile, Argentina, Stati Uniti, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Belgio, Germania, Austria, Repubblica Ceca e Inghilterra.

Ha preso parte a giurie e ha organizzato concorsi nazionali di pianoforte. Si dedica all’insegnamento, avendo all’attivo vari master class realizzati in Brasile, Europa e Stati Uniti. Si è già presentata in duetti, terzetti, quartetti, quintetti e orchestre da camera. Ha formato il “Cordis Trio” con il violinista Audino Nuñez e il violoncellista Sandro Francischetti. Della sua discografia fanno parte, tra gli altri, il CD “Alma”, prodotto e inciso negli Stati Uniti e il CD “Na linha do tempo”, con brani internazionali.

Eny da Rocha compie quest’anno 67 anni di vita artistica. L'evento è riservato agli invitati. (Inform)

            

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it

ANNO LVI N. 72                                                                      12 APRILE 2017

            

            

 

MÚSICA: “Stabat Mater in Jazz” 13 e 15 de abril

 

Newsletter Farnesina

MÚSICA: “Stabat Mater in Jazz” 13 e 15 de abril

 

eflyer stabat mater in jazz 2017

Accademia dei Folli: Musica e Spiritualità domenica - concerto presso la Chiesa di San Domenico, Torino


domenica 9 aprile concerto presso la Chiesa di San Domenico - Torino

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segnala

Musica e spiritualità

Concerto per la Settimana Santa

- Chieri -

con

Accademia dei Solinghi 
& Ensemble Orchestrale des Alpes de la Mer

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Domenica 9 aprile 2017

ore 17

Chiesa di San Domenico

via San Domenico 1, Chieri

 

ingresso libero

 

Miserere è la prima parola del Salmo 50 della Vulgata,

il quarto dei sette Salmi penitenziali.

È tradizione eseguirlo durante la Settimana Santa, al termine dell’Ufficio delle Tenebre.

 

Baldassare Galuppi
(Burano, 18-10-1706 – Venezia 3-1-1785)

 

Magnificat per Soli Coro e Orchestra

 

Miserere per Soli,  Coro e Orchestra

 

Accademia dei Solinghi 
& Ensemble Orchestrale des Alpes de la Mer
Rita Peiretti organo e direttore

Angelo Manzotti – soprano

Angelo Galeano – controtenore

 

Corale Roberto Goitre

Corrado Margutti maestro del coro

 

Carlo Roncaglia voce recitante

 

Antonio Forestieri: existe um TUNEL, que liga a Cantina Palestra ao Allianz

 

Olha, Antonio Forestieri!..
existe um TUNEL, que liga a Cantina Palestra ao Allianz!!!

A passagem foi construída na década de 20 para Francisco Matarazzo sair de suas indústrias e ir direto para o campo do Parque Antárctica.
Atualmente, o túnel, que passa pela avenida com o mesmo nome do fundador, encontra-se desativado., olha mais detalhes na pagina oficial da Cantina!

A imagem pode conter: céu e atividades ao ar livre

 

v      A imagem pode conter: ponte e atividades ao ar livre

 

Encontro com a soprano italiana KATIA RICCIARELLI

Newsletter Farnesina

Encontro com a soprano italiana KATIA RICCIARELLI - 30/03/17 às 18h30

 

encontro com a soprano italiana katia ricciarelli 30 03 17

Centro Cultural Fiesp: a Banda Farufyno vem agitar seu Domingo na Paulista!


a Banda Farufyno vem agitar seu Domingo na Paulista!

Domingo na Paulista Gratuito com A Banda Farufyno, às 14hrs

 

Accademia dei Folli: How does it feel? Something about Bob Dylan

How does it feel? Something about Bob Dylan sabato 18 febbraio a San Maurizio d'Opaglio

 

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HOW DOES IT FEEL?

SOMETHING ABOUT BOB DYLAN 
Sabato 18 febbraio 2017
Teatro degli Scalpellini
San Maurizio d'Opaglio
ore 21

 

How does it feel? è la storia di Bob Dylan quando non era Bob Dylan.

Quando cioè si chiamava ancora Robert Zimmermann e viveva a Duluth, Minnesota, la Terra dei Giganti, lui che arrivava sì e no al metro e sessanta.

Allora non aveva scritto nemmeno una filastrocca ma, a sentire lui, da qualche parte le sue canzoni c’erano già, ed erano canzoni folk: doveva solo trovarle.

 

con Carlo Roncaglia
e con Enrico De Lotto: contrabbasso
Paolo Demontis: armonica
Giò Dimasi: percussioni
testo: Emiliano Poddi
musiche e arrangiamenti: Enrico De Lotto
regia: Carlo Roncaglia

 

Per info e prenotazioni

Teatro delle Selve

info@teatrodelleselve.it | 339 6616179

 

No Fervo do Frevo será atração deste Domingo na Paulista

12/02/2017

No Fervo do Frevo será atração deste Domingo na Paulista!

Domingo na Paulista Gratuito com No Fervo do Frevo, às 14hrs

 

Bocelli: Sono stato nel gorgo del vizio. Ricordo tutto ciò che ho visto ma quello che conta è capire

 

Bocelli: «Sono stato nel gorgo del vizio. Ricordo tutto ciò che ho visto
ma quello che conta è capire»

Il tenore: «Cieco dai 12 anni, so benissimo come sono i miei figli. La mancanza della vista non accentua solo i tuoi sensi: te ne dona un sesto. Ho vissuto con i contadini, ricordo la mietitura. Non ho nostalgie ho un’idea precisa del mondo»

 di Aldo Cazzullo

  
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Il tramonto sulla spiaggia è meraviglioso. Essere l’italiano più famoso al mondo ripaga di non poterlo vedere? Non ho il coraggio di chiederglielo, ma Andrea Bocelli – pantaloni e maglietta neri, molto alto, molto magro per un tenore – certe cose le sente. “Vedere non significa guardare. Vedere è sinonimo di capire. Tutti abbiamo antenne che ci consentono di farlo”.

Non c’è nulla che le manchi guardare? Lei ha tre figli.

“Io so benissimo come sono fatti i miei figli. Mi sono cresciuti tra le mani. Sono molto fisico, ho bisogno di contatto; e se loro non lo volevano, lo imponevo. La mancanza della vista non accentua solo gli altri sensi; te ne dona un sesto. Capisci subito chi hai di fronte”.

Cosa facevano i suoi genitori?

“Commerciavano macchine agricole, dal bullone al trattore. E coltivavano la terra. Ancora oggi io e mio fratello, che è architetto, facciamo il vino: sangiovese e cabernet. Da piccolo ho vissuto con i contadini. Ricordo la mietitura alla vecchia maniera: si segava il grano, si facevano i covoni, le barche. Poi la sera salivo i gradini del camino di casa, e cantavo”.

Musica leggera?

“Arie d’opera: la donna è mobile, l’addio alla madre della Cavalleria rusticana. Da neonato se alle mie orecchie arrivava musica d’opera smettevo di piangere”.

A quale età si è ammalato?

“Il glaucoma si è manifestato fin da subito. A pochi mesi ho avuto una serie di interventi chirurgici, di cui non ho memoria. A sei anni sono andato in collegio, a Reggio Emilia, per imparare a leggere in braille. Mia nonna mi aveva già insegnato a scrivere normalmente. Fino a 12 anni vedevo ombre, contorni. Poi una pallonata in pieno viso mi ha reso del tutto cieco”.

Cosa ricorda di ciò che ha fatto in tempo a vedere?

“Tutto. Non ho nostalgie. Ho un’idea precisa del mondo. Ho fatto il liceo a Pontedera, mi sono laureato in legge a Pisa, poi in canto al conservatorio. Mi hanno dato anche una laurea honoris causa in filologia moderna a Macerata: la lectio è stata un invito a leggere i grandi scrittori russi. Sembrano mattoni; invece ti cambiano l’esistenza”.

Chi in particolare?

“Tolstoj. Per tutta la vita ha cercato la fede, tra gli spiriti eletti del suo tempo, nelle alte sfere della Chiesa ortodossa, che lo scomunicò; e l’ha trovata nel popolo lavoratore. Solo la gente del popolo l’ha liberato dalla guerra occulta col cielo”.

Lei ha fede?

“Sì. Trovo palese che il creato sia un sistema intelligente. Una persona ragionevole non può affidare la vita al caso. Se vedo un palazzo, sono certo che qualcuno l’ha fatto. A maggior ragione, l’universo non può essere frutto del caso”.

Crede anche nell’immortalità nell’anima?

“Al cento per cento. Quando mio padre è morto, guardandolo ho avuto fortissima la sensazione che nel suo corpo non fosse rimasto neppure un atomo di lui. Noi siamo ciò che è dentro questa scatola. Dopo andiamo da qualche altra parte”.

Non ha mai dubbi?

“Qualche problema me lo crea il dolore inutile e ingiusto. La sofferenza degli innocenti. Le malattie dei bambini”.

Che risposta si è dato?

“E’ un’idea geniale del maligno, per costringerci a dubitare dell’esistenza di Dio”.

E la sua sofferenza?

“La cecità non mi ha scosso più di tanto. Mi sono sempre sentito in debito con il mondo. Fortunato. Felice”.

Anche prima di avere successo?

“Anche quando suonavo al piano bar. Ho dovuto rinunciare a giocare a pallone; ma vado in bicicletta senza mani, scio, cavalco sulla spiaggia. Mi sono gettato da 5 mila metri col paracadute. Soprattutto, sono sempre stato circondato da affetto. Ho avuto donne che mi hanno molto amato”.

E’ vero che da ragazzo fantasticava di amori impossibili?

“Tutti gli amori erano impossibili: all’inizio nessuna ragazza mi voleva. Fin dall’adolescenza però la fidanzata l’ho sempre avuta”.

Come mai è finito il suo primo matrimonio?

“Per mancanza d’amore. Colpa mia, che ero più maturo: lei aveva solo 17 anni, io già 30. Ma fatico a considerare un errore l’unione da cui sono nati due figli meravigliosi come Amos e Matteo”.

Tra la separazione e l’incontro con sua moglie Veronica lei è stato, parole sue, un “brutale libertino”.

“Brutale no: ho sempre tentato di lasciare un buon ricordo di me, anche se a volte temo di aver recato dolore. La penso come Nietzsche: l’uomo ama il gioco e il pericolo; e la donna è la giocatrice più pericolosa”.

Quali donne sceglieva?

“Quelle che mi piacevano. Che mi suscitavano qualcosa. Che mi davano l’impressione di riempire la parte mancante di me”.

Da cosa lo capiva?

“Il comportamento vuol dire molto. L’atteggiamento, il modo di parlare. Mi sono sempre piaciute le donne di forte femminilità. Ma neppure i miei traguardi affettivi mi guarivano dall’inquietudine. Il libertinaggio diventa una droga. Tutte le sere hai bisogno di riuscire nel tuo obiettivo. La sera che non ci riesci, stai male”.

Le capitava spesso?

“No. Il successo rende tutto più facile. Ma alla fine ti ritrovi con un pugno di mosche. E ti senti affondare nel gorgo del vizio. A un certo momento ci sono andato molto vicino”.

Di Castro dicono che abbia avuto 35 mila donne…

“Io invece ho incontrato Veronica che mi ha stroncato la carriera. Ci siamo sposati, e ci amiamo moltissimo. Al mattino a volte si sveglia con una poesia che le ho scritto di notte”.

E avete una figlia, Virginia.

“Da virgo, vergine. E vergine deve rimanere. Sono gelosissimo di lei”.

Perché? Potrà avere tutti i fidanzati che vorrà, ma di padre ne avrà sempre uno solo.

“Di fidanzati non deve averne nessuno!” (Bocelli sorride).

Il cinema le piace?

“Mi piace Fellini. E Zeffirelli: il Gesù di Nazareth è stupendo. Mi divertono Renzo Montagnani e Giancarlo Giannini”.

Quanto ha contato per lei Pavarotti?

“Moltissimo. Mi ha chiamato a cantare al suo matrimonio; e Nicoletta ha voluto che cantassi al suo funerale. Mi ha insegnato tante cose. Altre le ho imparate a cantargli vicino”.

Quali?

“Non gridare, non forzare. Altrimenti non avrei retto al passare del tempo”.

E’ vero che perse la voce quando l’Italia vinse i Mondiali del 2006?

“Sì: avevo urlato troppo. Dovetti cancellare tre concerti in Inghilterra”.

E i Mondiali del 1982?

“Uscii in strada a festeggiare; un camion pieno di ragazzi mi stava passando su un piede. Mi ha salvato l’istinto da cavallerizzo: mi sono aggrappato alla sponda, sono saltato su, e mi sono unito a loro”.

Muti con lei è stato severo: un conto sono le canzonette, un altro la musica.

“E’ un peccato che dica così. Non ho mai lavorato con Muti, e mi sarebbe piaciuto molto farlo: dall’incontro tra due italiani come noi sarebbe potuto nascere qualcosa di bello. Con Zubin Mehta ho registrato Aida, Turandot, Tosca, Bohème. Con Domingo ho cantato Manon Lescaut. Anche la Callas è stata riempita di improperi; lei ritagliava tutte le stroncature, e ne ha fatto un libro”.

Ha conosciuto anche Michael Jackson, vero?

“L’ho incontrato. Mi cercò il giorno prima di morire: pensava a un disco ispirato alla musica classica e voleva chiedermi consigli”.

E Mohammed Alì?

“Con lui ho avuto un rapporto più intenso. Conduceva con serenità la battaglia contro la malattia. E’ stato l’idolo della mia giovinezza, stavo sveglio la notte per seguire i suoi incontri. Così quando sono stato a casa sua, a Phoenix, mi sono inginocchiato. Lui in un soffio di voce mi ha chiesto: “Sing for me”, canta per me. Ho cantato. Piangevano tutti. E anch’io, che non piango mai, mi sono commosso”.

Non piange proprio mai?

“Ho pianto quando Francesco si è affacciato la prima volta in piazza San Pietro. Ero alle terme di Saturnia, ho acceso per caso la tv, ho sentito che il nuovo Papa avrebbe fatto del bene all’umanità”.

E ha cantato per lui.

“Una persona straordinaria, che cela la propria cultura per non farne sfoggio”.

E Wojtyla?

“Molto diverso. Grandissimo magnetismo. Ma dava l’impressione di essere sempre un po’ assente. Come se una parte di lui fosse altrove”.

Ratzinger?

“Ti senti vicino a una pura mente, e a un uomo buono”.

Lei ha conosciuto Clinton, Bush, Obama.

“E Trump. Sono stato in tournée per l’America su un aereo che mi ha prestato; e al concerto a Central Park era in prima fila davanti ai miei figli. Sarà un presidente più moderato di quel che ha lasciato intendere sotto elezioni. E’ un imprenditore: non ha interesse a fare pazzie”.

Lei è di destra o di sinistra?

“Mi sembrano fandonie. La destra sarebbe Berlusconi, che viene dal partito socialista? E la sinistra sarebbe Renzi, che viene da una famiglia democristiana?”.

Come ha votato in passato?

“Un po’ dappertutto, badando alla persona. Mi ritengo un cristiano liberale. Idee più attuali ed efficaci del Vangelo non ne ho mai trovate”.

Di Renzi cosa pensa?

“Un ragazzo di buona volontà. Se non altro, si impegna. Anche Berlusconi a suo tempo lo fece; ma non è riuscito ad attuare la sua ricetta nemmeno in parte”.

DOMANI A ROMA “MUSEI IN MUSICA”

 

 

 

DOMANI A ROMA “MUSEI IN MUSICA”
Sabato 10 dicembre torna a Roma l’VIII edizione di Musei in Musica. Dalle 20 alle 2 di notte, i principali
Musei Civici e altri importanti spazi culturali saranno straordinariamente aperti con possibilità di visitare
le mostre ospitate e assistere ai numerosi eventi musicali in programma, pagando un biglietto d'ingresso
simbolico pari a 1 euro (dove non indicato diversamente). Un’occasione per vivere un sabato sera tra la
musica e l’arte, circondati dalle bellezze artistiche e culturali della città, per conoscere nuovi luoghi o
riscoprirli in veste notturna, per lasciarsi coinvolgere da storie suggestive e ammirare dal vivo opere d’ar-
te, per ascoltare ottima musica e visitare mostre che magari non siamo riusciti a visitare in orario ordina-
rio, o semplicemente per passare un sabato sera inconsueto. Gli eventi di musica e danza in programma
presso i Musei Civici sono stati selezionati tramite apposito avviso pubblico “Musei in Musica 2016” .
Tra i principali spazi museali e culturali che apriranno con ingresso a 1 euro: Centrale Montemartini
(Come cani senza padrone con Tony Allotta e la Banda Jorona ed il concerto Il cantautore necessario di
Edoardo De Angelis e Michele Ascolese), Musei Capitolini (concerto Beatles Stories nell’Esedra del
Marco Aurelio con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, concerto Archi all'opera! in Sala Pietro da
Cortona, e Ballo di corte con esibizioni di balli storici nel Palazzo Nuovo), Museo dell’Ara Pacis
(spettacolo di musica e danza con Elisa Melis, Yoris Petrillo, Alessandro D'Alessio, e concerto jazz gra-
tuito), al Museo ebraico di Roma (concerto di musica klezmer dell’Orchestra Popolare Romana), Macro
(installazioni sonore e esibizioni live nel Foyer e nello spazio Area e concerto nell'Auditorium con
Michele Lomuto e Stefano Bassanese), Macro Testaccio (Adulto mai con Rossano Baldini e Pierpaolo
Ranieri), Mercati di Traiano (Landscapes of sound con Vera Di Lecce), Palazzo delle Esposizioni
(installazione di Elena Mazzi e Sara Tirelli con musica di Giuseppe Cordaro, Museo di Roma in Traste-
vere (concerto con Massimo Zuccaroli, Giovanna De Rubertis, Franco Ventura, Massimo Calabrese,
Alessandro Inolti), Musei di Villa Torlonia (Percussions suggestions al Casino Nobile), Museo civico di
Zoologia (Musica dal vivo e canzoni popolari dell'altra America con Mariano De Simone, Simone Caffa-
ri, Alessandro Garramone, Andrea Verde, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa). L’Accademia di Francia
Villa Medici aprirà al pubblico in orario serale con ingresso a 1 euro, proponendo la mostra 350 anni di
creatività e la playlist musicale a cura di Francesca Verunelli e Alvise Sinivia.
Musei e spazi culturali con ingresso gratuito. L’Auditorium Parco della Musica propone l’apertura sera-
le gratuita con la mostra di Luca De Angelis "Dropout", del Museo Archeologico e del Museo Aristaios,
con i concerti del New Talents Jazz Ensemble composto da Nicola Tariello, Vittorio Cuculo, Igor Mari-
no, Davide Di Pasquale, Danilo Blaiotta, Stefano Guercilena, Francesco Merenda). L’Accademia nazio-
nale di S. Cecilia partecipa con eventi musicali gratuiti presso il Museo degli Strumenti Musicali dell’Au-
ditorium Parco della Musica: la prova aperta della JuniOrchestra dell’Accademia nel Foyer antistante il
Museo e brevi esibizioni musicali dedicate alle Suite per violoncello solo di Bach, a cura degli allievi del-
l’Alta Formazione dell’Accademia all’interno del Museo. La Casa del jazz ospita i concerti gratuiti di
Luca Filastro piano solo e Daniele Tittarelli/ Marco Acquarelli Duo, la Casa dell’architettura - Acquario
romano il concerto Angeli, Pastori e Magi - Natale Italiano con Nando Citarella, Pino Calabrese, Pietro
Cernuto, Gabriella Aiello, Cimbalus Ensamble&Equivox. Alla Protomoteca si terrà lo spettacolo Quanto
sei bella Roma con Maria Rosaria Omaggio, l’ensemble Le Vocidoro, Susanna Buffa, Chiara Casarico,
Marta Ricci, Stefania Placidi. L’Istituto svizzero di Roma - Villa Maraini propone la mostra La velocità
delle immagini e il Mercato di Natale.

DOMANI A ROMA “MUSEI IN MUSICA”

 

Sabato 10 dicembre torna a Roma l’VIII edizione di Musei in Musica.

Dalle 20 alle 2 di notte, i principali Musei Civici e altri importanti spazi culturali saranno straordinariamente aperti con possibilità di visitare le mostre ospitate e assistere ai numerosi eventi musicali in programma, pagando un biglietto d'ingresso simbolico pari a 1 euro (dove non indicato diversamente).

Un’occasione per vivere un sabato sera tra la musica e l’arte, circondati dalle bellezze artistiche e culturali della città, per conoscere nuovi luoghi o riscoprirli in veste notturna, per lasciarsi coinvolgere da storie suggestive e ammirare dal vivo opere d’arte, per ascoltare ottima musica e visitare mostre che magari non siamo riusciti a visitare in orario ordinario, o semplicemente per passare un sabato sera inconsueto.

Gli eventi di musica e danza in programma presso i Musei Civici sono stati selezionati tramite apposito avviso pubblico “Musei in Musica 2016” .

Tra i principali spazi museali e culturali che apriranno con ingresso a 1 euro:

Centrale Montemartini (Come cani senza padrone con Tony Allotta e la Banda Jorona ed il concerto Il cantautore necessario di Edoardo De Angelis e Michele Ascolese),

Musei Capitolini (concerto Beatles Stories nell’Esedra del Marco Aurelio con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis,

concerto Archi all'opera! in Sala Pietro da Cortona, e Ballo di corte con esibizioni di balli storici nel Palazzo Nuovo),

Museo dell’Ara Pacis (spettacolo di musica e danza con Elisa Melis, Yoris Petrillo, Alessandro D'Alessio, e concerto jazz gratuito),

al Museo ebraico di Roma (concerto di musica klezmer dell’Orchestra Popolare Romana), Macro (installazioni sonore e esibizioni live nel Foyer e nello spazio Area e concerto nell'Auditorium con Michele Lomuto e Stefano Bassanese), Macro Testaccio (Adulto mai con Rossano Baldini e Pierpaolo Ranieri), Mercati di Traiano (Landscapes of sound con Vera Di Lecce), Palazzo delle Esposizioni (installazione di Elena Mazzi e Sara Tirelli con musica di Giuseppe Cordaro, Museo di Roma in Trastevere (concerto con Massimo Zuccaroli, Giovanna De Rubertis, Franco Ventura, Massimo Calabrese, Alessandro Inolti), Musei di Villa Torlonia (Percussions suggestions al Casino Nobile), Museo civico di Zoologia (Musica dal vivo e canzoni popolari dell'altra America con Mariano De Simone, Simone Caffari, Alessandro Garramone, Andrea Verde, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa). L’Accademia di Francia Villa Medici aprirà al pubblico in orario serale con ingresso a 1 euro, proponendo la mostra 350 anni di creatività e la playlist musicale a cura di Francesca Verunelli e Alvise Sinivia.

Musei e spazi culturali con ingresso gratuito. L’Auditorium Parco della Musica propone l’apertura serale gratuita con la mostra di Luca De Angelis "Dropout", del Museo Archeologico e del Museo Aristaios, con i concerti del New Talents Jazz Ensemble composto da Nicola Tariello, Vittorio Cuculo, Igor Marino, Davide Di Pasquale, Danilo Blaiotta, Stefano Guercilena, Francesco Merenda). L’Accademia nazionale di S. Cecilia partecipa con eventi musicali gratuiti presso il Museo degli Strumenti Musicali dell’Auditorium Parco della Musica: la prova aperta della JuniOrchestra dell’Accademia nel Foyer antistante il Museo e brevi esibizioni musicali dedicate alle Suite per violoncello solo di Bach, a cura degli allievi dell’Alta Formazione dell’Accademia all’interno del Museo. La Casa del jazz ospita i concerti gratuiti di Luca Filastro piano solo e Daniele Tittarelli/ Marco Acquarelli Duo, la Casa dell’architettura - Acquario romano il concerto Angeli, Pastori e Magi - Natale Italiano con Nando Citarella, Pino Calabrese, Pietro Cernuto, Gabriella Aiello, Cimbalus Ensamble&Equivox. Alla Protomoteca si terrà lo spettacolo Quanto sei bella Roma con Maria Rosaria Omaggio, l’ensemble Le Vocidoro, Susanna Buffa, Chiara Casarico, Marta Ricci, Stefania Placidi. L’Istituto svizzero di Roma - Villa Maraini propone la mostra La velocità delle immagini e il Mercato di Natale.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 18247 - 9 Dicembre 2016

 

 

MARTEDÌ A SAN PAOLO IL CONCERTO PROMOSSO DA CIRCOLO ITALIANO IIC E PIEMONTESI NEL MONDO

 

MARTEDÌ A SAN PAOLO IL CONCERTO PROMOSSO DA CIRCOLO ITALIANO IIC E PIEMONTESI NEL MONDO

 02/12/2016 - 16.44

MARTEDÌ A SAN PAOLO IL CONCERTO PROMOSSO DA CIRCOLO ITALIANO IIC E PIEMONTESI NEL MONDO

SAN PAOLO\ aise\ - Un concerto aperto a tutta la comunità italiana: ad organizzarlo martedì prossimo 6 dicembre a San Paolo sono il Circolo Italiano, l'Istituto Italiano di Cultura, l'Associazione Piemontesi nel Mondo e la Federazione delle Associazioni dei Piemontesi in Brasile-FAPIB.


Il concerto – ad ingresso gratuito – inizierà alle 20 al Teatro Italia (Edificio Itália Av. Ipiranga, 344 - Centro). In scena "La Canzone Italiana - Grandi successi del passato" con al pianoforte il Direttore d’Orchestra e Maestro di Coro Gianmario Cavallaro (Novara - IT) e con il tenore Richard Bauer. 


In repertorio i classici della canzone italiana e quelli natalizi.
Gianmario Cavallaro è Direttore Musicale del Teatro di Milano, Fondatore e direttore di Amadeus Kammerchor e Orchestra Filarmonica Amadeus. Direttore del Coro Città di Milano.
Ha diretto Opere, Balletti e Concerti in tutta Italia, Europa e Sud America, Canada, Russia alla guida di importanti formazioni Orchestrali e Corali. Direttore Ospite dell’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma. Si è esibito con successo in occasione di Festivals Internazionali.
Collabora con prestigiosi Corpi di Ballo come: il Balletto di Mosca, il Balletto di Milano ed altri. 
Tenore di San Paolo, Richard Bauer ha studiato con il tenore brasiliano Benito Maresca. Ha fatto il suo debutto operistico nel 1996 con Lucia di Lammermoor di Donizetti, cantando il ruolo di Edgardo. Dopo di che ha cantato un gran numero di opere e concerti, un repertorio che comprende: Otello, Aida, Nabucco, La Traviata, La Forza del Destino, Il Trovatore, Rigoletto, Ernani, Un Ballo in Maschera di Verdi; Madama Butterfly, Tosca, La Bohème, Il Tabarro, Turandot, Manon Lescaut di Puccini; Andrea Chenier di Giordano; I Pagliacci di Leoncavallo; Cavalleria Rusticana di Mascagni, Bizet Carmen di, Norma di Bellini, Il Guarany, Lo Schiavo, Fosca di Gomes.
Ha lavorato presso: Teatro Municipal de São Paulo, Teatro Municipal do Rio de Janeiro, Teatro Amazonas - Manaus, Teatro da Paz - Belém, Teatro Municipal de Americana, Teatro Castro Mendes de Campinas, Teatro São Pedro -SP e in molti Paesi nel mondo riscuotendo molto successo anche in Italia. (aise) 

       

da: http://www.aise.it/comunita/marted%C3%AC-a-san-paolo-il-concerto-promosso-da-circolo-italiano-iic-e-piemontesi-nel-mondo/76681/1/1/3239

            

           

MÚSICA: Recital de Natal: “LA CANZONE ITALIANA, GRANDI SUCCESSI DEL PASSATO” no TEATRO ITÁLIA

Newsletter Farnesina

MÚSICA: Recital de Natal: “LA CANZONE ITALIANA, GRANDI SUCCESSI DEL PASSATO” no TEATRO ITÁLIA

 

recital de natal a canzone italiana 06 12 16

 

Domani a San Paolo il concerto “La Canzone Italiana - Grandi successi del passato” Al Circolo italiano un evento promosso in collaborazione con l'IIC e l'associazione Piemontesi nel mondo

 

 

Domani a San Paolo il concerto “La Canzone Italiana - Grandi successi del passato”

Al Circolo italiano un evento promosso in collaborazione con l'IIC e l'associazione Piemontesi nel mondo

 

SAN PAOLO – In programma domani, martedì 6 dicembre, alle ore 20, al Teatro Italia di San Paolo del Brasile presso il Circolo italiano (Edificio Italia, Av. Ipiranga, 344) il concerto intitolato “La Canzone Italiana - Grandi successi del passato” con al pianoforte il direttore d’Orchestra e maestro di Coro Gianmario Cavallaro e il tenore Richard Bauer. L'iniziativa è promossa in collaborazione con il locale Istituto Italiano di Cultura e l'associazione Piemontesi nel mondo- Fapib.

Cavallaro è direttore musicale del Teatro di Milano, fondatore e direttore di Amadeus Kammerchor e Orchestra Filarmonica Amadeus. Direttore del Coro Città di Milano, ha diretto Opere, Balletti e Concerti in tutta Italia, Europa e Sud America, Canada, Russia alla guida di importanti formazioni orchestrali e Corali. Nel suo curriculum anche la direzione dell’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma ed esibizioni di successo in occasione di Festival Internazionali. Collabora con prestigiosi Corpi di Ballo come il Balletto di Mosca, il Balletto di Milano ed altri. (Inform)

 

 da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it

ANNO LV N. 234                                                                                             5 DICEMBRE 2016

 

 

FIESP/SESI: Edu Camargo, um dos destaques do The Voice Brasil no Domingo na Paulista

 

Edu Camargo, um dos destaques do The Voice Brasil no Domingo na Paulista

Domingo na Paulista Gratuito com Edu Camargo, às 11h

 

IL “MESSIA” È TORNATO IN ITALIA

 

 

 

IL “MESSIA” È TORNATO IN ITALIA
Lo strumento che Stradivari costruì
nel 1716 e che, da allora, è rimasto
integro nel suo stato originale è tor-
nato in Italia in occasione del tricen-
tenario dalla sua creazione, fino al
18 dicembre al Museo Stradivari di
Cremona. Il maggior liutaio francese
dell’Ottocento, Jean-Baptiste Vuil-
laume (1798-1875), conosceva alla
perfezione il “Messia”, essendone
stato il proprietario per oltre vent’an-
ni.
Al violino viene imposto il silenzio
per motivi di conservazione.
Dopo averlo costruito, Stradivari lo custodì gelosamente per 21 anni. Dopo la sua morte passò ai figli,
che lo conservarono per altri quattro decenni, finché Paolo, l’ultimo figlio ancora in vita, lo cedette nel
1775 al Conte Cozio di Salabue, che portò lo strumento a Torino, evitando di farlo suonare. Da quel
momento, il “Messia” è divenuto un oggetto di culto. Non significa che non abbia mai emesso un suono
nella sua vita. Semplicemente non venne mai concesso a solisti durante i loro giri concertistici. Diversi
noti interpreti dell’epoca hanno però avuto l’onore di provarlo.
Tra questi i violinisti Joachim e Milstein, che definirono il suono “estremamente dolce e al contempo
assolutamente grandioso”, descrivendo l’emozione come un’esperienza indimenticabile. Il grande liutaio
Jean-Baptiste Vuillaume sosteneva di “aver sentito la voce degli angeli”.
Il divieto assoluto di far suonare il “Messia” è stato introdotto nel 1940, anno in cui venne imposto il
silenzio dai proprietari Hill di Londra come clausola per la donazione all’Ashmolean Museum di Oxford,
dove tutt’ora è conservato.
Il “Cannone” di Paganini era la voce dell’inarrivabile virtuoso, ed ha creato emozioni legate in modo im-
prescindibile all’esecutore stesso, che suonò questo strumento per quasi tutta la vita. Il “Messia” divenne
famoso per il mistero creato dai racconti di chi ne conosceva l’esistenza, come il collezionista Luigi
Tarisio, che ricevette il violino direttamente dal Conte Cozio di Salabue nel 1827.
Tarisio compiva ogni anno un viaggio a Parigi e menzionava sempre un violino di una bellezza e perfe-
zione impareggiabili. Questa situazione si ripeteva ogni anno, terminando sempre con la promessa di
portarlo con sé nel viaggio successivo. Finché il noto violinista Alard, marito della figlia di Vuillaume,
spazientito, giunse ad esclamare: “Signor Tarisio, il vostro violino è come il Messia per gli ebrei; lo si
attende sempre ma non appare mai!...”. Da quel momento il violino fu chiamato “Messia”. Sarà poi lo
stesso Vuillaume ad acquistarlo, dopo la morte di Tarisio avvenuta nel 1854, portando lo strumento a
Parigi, definitivamente fuori dall’Italia.
Le capacità di un grande strumento sono un lusso ed un valore aggiunto. Però un ottimo esecutore riusci-
rà ad eseguire una buona interpretazione anche su un violino mediocre, mentre un mediocre esecutore
non otterrà grandi risultati nemmeno suonando il “Cannone” di Paganini.
IL “MESSIA” È TORNATO IN ITALIAMessiah Stradivarius.jpg
Lo strumento che Stradivari costruì nel 1716 e che, da allora, è rimasto integro nel suo stato originale è tornato in Italia in occasione del tricentenario dalla sua creazione, fino al 18 dicembre al Museo Stradivari di Cremona. Il maggior liutaio francese dell’Ottocento, Jean-Baptiste Vuillaume (1798-1875), conosceva alla perfezione il “Messia”, essendone stato il proprietario per oltre vent’anni.

Al violino viene imposto il silenzio per motivi di conservazione.

Dopo averlo costruito, Stradivari lo custodì gelosamente per 21 anni. Dopo la sua morte passò ai figli, che lo conservarono per altri quattro decenni, finché Paolo, l’ultimo figlio ancora in vita, lo cedette nel 1775 al Conte Cozio di Salabue, che portò lo strumento a Torino, evitando di farlo suonare. Da quel momento, il “Messia” è divenuto un oggetto di culto. Non significa che non abbia mai emesso un suono nella sua vita. Semplicemente non venne mai concesso a solisti durante i loro giri concertistici. Diversi noti interpreti dell’epoca hanno però avuto l’onore di provarlo.

Tra questi i violinisti Joachim e Milstein, che definirono il suono “estremamente dolce e al contempo assolutamente grandioso”, descrivendo l’emozione come un’esperienza indimenticabile. Il grande liutaio Jean-Baptiste Vuillaume sosteneva di “aver sentito la voce degli angeli”.

Il divieto assoluto di far suonare il “Messia” è stato introdotto nel 1940, anno in cui venne imposto il silenzio dai proprietari Hill di Londra come clausola per la donazione all’Ashmolean Museum di Oxford, dove tutt’ora è conservato.

Il “Cannone” di Paganini era la voce dell’inarrivabile virtuoso, ed ha creato emozioni legate in modo  imprescindibile all’esecutore stesso, che suonò questo strumento per quasi tutta la vita. Il “Messia” divenne famoso per il mistero creato dai racconti di chi ne conosceva l’esistenza, come il collezionista Luigi Tarisio, che ricevette il violino direttamente dal Conte Cozio di Salabue nel 1827.

Tarisio compiva ogni anno un viaggio a Parigi e menzionava sempre un violino di una bellezza e perfezione impareggiabili. Questa situazione si ripeteva ogni anno, terminando sempre con la promessa di portarlo con sé nel viaggio successivo. Finché il noto violinista Alard, marito della figlia di Vuillaume, spazientito, giunse ad esclamare: “Signor Tarisio, il vostro violino è come il Messia per gli ebrei; lo si attende sempre ma non appare mai!...”. Da quel momento il violino fu chiamato “Messia”. Sarà poi lo stesso Vuillaume ad acquistarlo, dopo la morte di Tarisio avvenuta nel 1854, portando lo strumento a Parigi, definitivamente fuori dall’Italia.

Le capacità di un grande strumento sono un lusso ed un valore aggiunto. Però un ottimo esecutore riusci-
rà ad eseguire una buona interpretazione anche su un violino mediocre, mentre un mediocre esecutore non otterrà grandi risultati nemmeno suonando il “Cannone” di Paganini.

 

              

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 18119 - 1 Dicembre 2016

 

 

Growin' up. Il romanzo cantato di Bruce Springsteen giovedì 1 dicembre al Circolo dei Lettori di Novara.

Growin' up. Il romanzo cantato di Bruce Springsteen giovedì 1 dicembre al Circolo dei Lettori di Novara.

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PORTRAITS#3 GROWIN' UP

UN ROMANZO CANTATO DI BRUCE SPRINGSTEEN

Giovedì 1 Dicembre 

Il Circolo dei Lettori

Via Fratelli Rosselli 20, Novara

ore 21.00

Ingresso gratuito

 

 Growin' up - Un romanzo cantato di Bruce Springsteen è il terzo e ultimo appuntamento con la rassegna Portraits al Circolo dei Lettori di Novara.

 

Bruce Springsteen traccia, con le sue canzoni e con la sua stessa vita,

la parabola di un grande romanzo americano.

Growin’ up racconta com’è cominciato tutto, il primo capitolo di questo strepitoso romanzo. Quando ancora nessuno lo chiamava The Boss.

Prima della consacrazione definitiva di Born to Run.

Prima ancora che il critico Jon Landau, scrivesse:

«Stasera ho visto il futuro del rock ’n’ roll: il suo nome è Bruce Springsteen».


PORTRAITS#3 Growin'up
Un romanzo cantato di Bruce Springsteen


con Carlo Roncaglia: voce, chitarra acustica 
e con Enrico De Lotto: basso elettrico
Paolo Demontis: armonica


testo: Emiliano Poddi
arrangiamenti: Enrico De Lotto
regia: Carlo Roncaglia

 

Newsletter Farnesina Adiado para dia 27/11 - CONCERTO LÍRICO SINFONICO com MARIA SOLE GALLEVI NO THEATRO SÃO PEDRO

Newsletter Farnesina

 

Adiado para dia 27/11 - CONCERTO LÍRICO SINFONICO com MARIA SOLE GALLEVI NO THEATRO SÃO PEDRO

 

maria sole gallevi 13 11 16

 

fiesp/sesi: Ao som de J.J. Jackson, aproveite seu Domingo na Paulista!

Ao som de J.J. Jackson, aproveite seu Domingo na Paulista!

Domingo na Paulista Gratuito com JJ Jackson, às 11h

 

 

No dia 20 de novembro o grupo Jupará do CORALUSP se apresenta na Igreja da Paz.

Da Assessoria de Imprensa do CORALUSP

No dia 20 de novembro, às 12 horas, o grupo Jupará do CORALUSP se apresenta na Igreja da Paz.

O coral Jupará, do regente Alberto Cunha, desenvolve o projeto De Corpo e Alma, que visa a apresentar obras do repertório coral de diferentes épocas e estilos, mas com ênfase na música antiga. O repertório combina composições sacras e seculares.

O evento é gratuito e aberto ao público interessado. A Igreja da Paz fica na Rua Verbo Divino, 392, Granja Julieta.

CORALUSP Jupará se apresenta na Igreja da Paz

O grupo Jupará apresenta seu projeto De Corpo e Alma.

Datadata 20/11/16 | 12:00 - 13:00
Tipo de Eventodata Cultura e artes
E-maildata coraluspmidia@gmail.com
Sitedata http://www.coralusp.prceu.usp.br/
Telefonedata (11) 3091-5071
Investimentodata Evento Gratuito
Inscriçãodata Sem Inscrição Prévia
Localdata Outros 
Igreja da Paz 
Endereçodata R. Verbo Divino, 392 - Chacara Santo Antonio São Paulo - SP - CEP: 04719-001
Importantedata As informações foram checadas na data de sua publicação, mas pode haver alterações ou cancelamentos. Recomendamos entrar em contato com a organização do evento para confirmação.
                             
                                        

 

 

Sansone e Dalila: al Regio prima co-produce mondiale con l'Opera di Pechino

 

12/11/2016
Sansone e Dalila: al Regio prima co-produce mondiale con l'Opera di Pechino
Regia di Hugo de Ana, torna il maestro Pinchas Steinberg
Foto di scena

SILVIA FRANCIA

TORINO

Al Teatro Regio va in scena la prima coproduzione mondiale con l’Opera di Pechino. Scenografia grandiosa e una sfilza di nomi importanti per il capolavoro di Camille Saint-Saëns, «Sansone e Dalila», che debutta martedì prossimo, 17 novembre, alle 20. 

A firmare la regia è Hugo de Ana, regista immaginifico, che torna al Regio dopo numerose produzioni tra cui la «Manon Lescaut» del centenario, un monumentale «Don Carlo», ma pure prove differenti per piglio e toni, come la drammatica «Medea» e la frizzante «Vedova allegra». «Sansone e Dalila è una storia che racconta il conflitto tra religione e amore e tra amore e odio – spiega De Hana - . Su queste dicotomie è giocato lo spettacolo che vedrà, per esempio, il grigio degli ebrei oppressi contrapposto ai coloratissimi costumi dei soldati filistei. Penso che sia un’opera di fantasia e di immaginazione che presenta un mondo irreale, pieno di magia». 

 

Sul podio dell’orchestra e coro del Regio torna il maestro Pinchas Steinberg che racconta: «Ho diretto l’opera più volte, sia a teatro che in forma di concerto. La partitura ha un’impronta da oratorio, così come voleva l’autoreo, poi con l’ingresso di Dalila il passo cambia nettamente, si entra nel mondo dell’opera francese e tutto diventa teatro». «Il linguaggio di Saint-Saëns è un linguaggio di transizione, in cui convivono molti stati emotivi -commenta, ancora, il direttore - La linea che dà continuità e coerenza al tutto è il canto, molto francese, di cui bisogna saper prendere il tempo giusto. Non bisogna solo conoscere la partitura, bisogna saperla cantare tutta, ecco perché è un capolavoro che ha bisogno di un direttore-cantante». 

 

L’opera in tre atti e quattro quadri, su libretto di Ferdinand Lemaire, qui presentata in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, è allestita in una scenografia grandiosa e centrata proprio sulla figura Dalila, interpretata da Daniela Barcellona. Mezzosoprano di fama internazionale, ha lavorato con grandi direttori, da Claudio Abbado a Riccardo Muti, ricevendo, per le sue interpretazioni, il Premio Abbiati nel 2002. Accanto a lei, il tenore Gregory Kunde dà voce a Sansone. Vincitore nel 2016 del prestigioso International Opera Awards, Kunde punta sull’estrema facilità del suo registro acuto e sulla morbidezza del fraseggio. Esperto del repertorio francese, che ha approfondito negli ultimi dieci anni di carriera, Kunde ha modellato un Sansone insieme lirico e vigoroso. 

 

Completano il cast il baritono Claudio Sgura (il sommo sacerdote di Dagon), il basso Andrea Comelli (Abimélech), il basso Sulkhan Jaiani (un vecchio ebreo) e il tenore Cullen Gandy (primo filisteo). Nelle otto recite dell’opera, dal 15 al 26 novembre, si alternano ai ruoli dei protagonisti – il 16, 19 e 22 novembre – Nadia Krasteva nei panni di Dalila, già protagonista dell’allestimento applaudito da critica e pubblico al ’Ncpa di Pechino, e Kristian Benedikt in quelli di Sansone. Le coreografie sono di Leda Lojodice, i video di Sergio Metalli e le luci di Vinicio Cheli. Il Coro del Teatro Regio è istruito da Claudio Fenoglio.  

 

Da oggi, sabato, alla biglietteria del Regio (dalle 10,30 alle 16) inizia la vendita dei biglietti per tutte le recite, non solo di «Sansone e Dalila», ma anche di altri titoli in cartellone. 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/11/12/cronaca/sansone-e-dalila-al-regio-prima-coproduce-mondiale-con-lopera-di-pechino-IYqrXQjZUhpP1i6dtqEk8O/pagina.html

 

 

Domingo na Paulista: Música com Theodoro e Sebastião, filhos do músico e compositor Nando Reis

Domingo na Paulista: Música com Theodoro e Sebastião, filhos do músico e compositor Nando Reis

 

Domingo na Paulista Gratuito com 2 Reis, às 14h

 

 

CONCERTO ITALIANO no SALÃO NOBRE do CIRCOLO ITALIANO

 

DOMINGO

6 DE NOVEMBRO 2016

CONCERTO ITALIANO

SALÃO NOBRE DO CIRCOLO ITALIANO

11:00 HORAS

GRANDE CORO DE SÃO PAULO

Maesto Celso Jardim

Regente Giliola Ugo

 

CAMERA

CAMERATA DE CORDAS IEBVA

Maestro Natan Ferreira 

 

CANTOR CONVIDADO

Renato César

 

CORAIS 

AMIGOS PARA SEMPRE  ESPLENDOR  HARMONIA E LUZ

LUAR DE PRATA

ROSA DE SAROM

SERPRO

VOZES DO CLAUDIO

 

PATROCÍNIO: Instituto Arnaldo Moraes de Miranda

Apoio: CIRCOLO ITALIANO SAN PAOLO

Av. Ipiranga, 344

1º ANDAR

www.circoloitaliano.com.br

 

 

FESTA DI OGNISSANTI

FESTA DI OGNISSANTI

 

Tutti i Santi, dipinto di Beato Angelico

 

l’onore di tutti i Santi. La festa cattolica (Festum Omnium Sanctorum) cade il 1° novembre, seguita il 2
novembre dalla commemorazione dei Defunti, ed è una festività di precetto che prevedeva una veglia e
un’ottava nel calendario pre-conciliare. Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, co-
minciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate
ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Questa usanza viene citata
anche nella settantaquattresima omelia di Giovanni Crisostomo (407) ed è preservata fino ad oggi dalla
Chiesa d’Oriente. Papa Gregorio III scelse il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazio-
ne di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di
tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”.
Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata.
Il 1° novembre venne decretato una festività di precetto nell’835 da parte del Re franco Ludovico I il Pio,
figlio di Carlo Magno e padre di Lotario (795), Pipino (797), Adelaide (799), Rotrude (800), Ildegarda
(802) e Ludovico II (806), Re d’Italia e Sacro Romano Imperatore.
Il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i Vescovi”.

La festa di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi. La festa cattolica (Festum Omnium Sanctorum) cade il 1° novembre, seguita il 2 novembre dalla commemorazione dei Defunti, ed è una festività di precetto che prevedeva una veglia e  un’ottava nel calendario pre-conciliare. Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Questa usanza viene citata anche nella settantaquattresima omelia di Giovanni Crisostomo (407) ed è preservata fino ad oggi dalla Chiesa d’Oriente. Papa Gregorio III scelse il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”.

Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata.

Il 1° novembre venne decretato una festività di precetto nell’835 da parte del Re franco Ludovico I il Pio, figlio di Carlo Magno e padre di Lotario (795), Pipino (797), Adelaide (799), Rotrude (800), Ildegarda (802) e Ludovico II (806), Re d’Italia e Sacro Romano Imperatore.

Il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i Vescovi”.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 17586 - 1 Novembre 2016

 

 

MÚSICA NO MCB - Museo da Casa brasileira: |ANDRE PARISI SEXTETO

 

 

MÚSICA NO MCB | ANDRE PARISI SEXTETO

30.10.2016

 

Foto: Paulo Savala
Foto: Paulo Savala

Foto: Paulo Savala

O compositor de choro André Parisi incorpora ritmos brasileiros com acordes de bossa nova e arranjo camerístico, criando um choro tradicional e contemporâneo. Acompanhado de violão 7 cordas, flauta, cavaco, bandolim e percussão, o show “Feeling brasileiro” traz canções inéditas. 30 de outubro, domingo às 11h – entrada gratuita (sujeita à lotação) 

Repertório 01. Feeling Brasileiro 02. Sacolejo 03. Ando chorando 04. Balangandãs 05. Abel seresteiro 06. A flôr da pele 07. Barões do lundu 08. Toda saudade 09. Picote veneno 10. Gato preto 11. Chora tamborim *todas as músicas são de autoria de André Parisi 

Sobre o projeto Música no MCB Com edições contínuas desde 1999, o projeto Música no MCB pôde ser visto por mais de 230 mil pessoas que tiveram acesso gratuito a shows de grupos como Pau Brasil, Zimbo Trio, Projeto Coisa Fina, Orquestra Bachiana Jovem, Grupo Aum, Mawaca, Traditional Jazz Band, entre outros. As apresentações, que acontecem em palco montado no terraço do Museu da Casa Brasileira entre os meses de março e dezembro, reúnem cerca de 400 espectadores a cada domingo.

 

A MODENA I MIGLIORI ALBUM DELLA NOSTRA VITA

 

 

 

A MODENA I MIGLIORI ALBUM DELLA NOSTRA VITA
Mille figurine raccontano i miti, i campioni e i bidoni dello sport
E’ inevitabile: se un italiano pensa alle figurine quasi sempre ricorda l’album dei calciatori del campiona-
to di serie A.
O perché ha cercato in tutti i modi di portarlo a termine, spesso con il rito del “celocelomanca” tra amici
e compagni di scuola, o perché se lo ricorda in bella vista in tutte le edicole all’avvio del campionato,
accanto ad altri album sui cartoni animati giapponesi, quelli che aprivano la gloriosa tivù dei ragazzi.
Figurine e sport è davvero un binomio inscindibile.
Le prime figurine sportive risalgono alla fine dell’Ottocento, quelle della Liebig, e furono distribuite solo
in Inghilterra.
Le specialità illustrate erano tipicamente britanniche: il golf, il cricket ed il football.
Nel XX secolo la presenza dello sport tra le figurine si intensifica in tutta Europa e anche in Italia.
E' dagli anni Venti che si afferma quella tipologia di figurina che avrà tanto successo, ovvero il ritratto
fotografico del calciatore in primo piano. E’ infatti il calcio a dominare, a partire dal 1930, anno in cui si
disputò il primo campionato del mondo.
E le Olimpiadi.
Le figurine si rivelarono un mezzo di comunicazione efficacissimo anche dal punto di vista politico.
Finiti gli anni bui della seconda guerra mondiale, con gli anni Cinquanta nascono le figurine a colori ed
in Italia diverse piccole case editrici si tuffano nell’avventura, al nord come al sud.
Presto soccomberanno di fronte a quella che di lì a poco sarebbe diventata la più importante fabbrica di
figurine, la Panini.
La sua avventura parte nel 1959 e il successo arriva proprio grazie al calcio, in particolare il campionato
di calcio 1960-61.
Ma fu per il campionato 1961-62 che la Panini decise di produrre in proprio le figurine e il primo storico
album, con la copertina dedicata a Nils Liedholm.
Da subito un grande successo.
Una storia che si può ripercorrere nella mostra “I migliori album della nostra vita”, a cura di Leo Turrini
e realizzata dal Museo della Figurina di Modena per la sede di MATA, l’ex manifattura tabacchi.
Troverete mille e più figurine di sport e sportivi e decine di album originali esposti insieme a gigantogra-
fie, video e animazioni, tra percorsi di gioco ed esperienze multisensoriali.
Si rivivono le gesta memorabili delle sfide olimpiche, tutto il calcio mondiale, i “duelli” che hanno fatto
la storia (Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Prost e Senna, per ricordarne alcuni), persino le imprese
cinematografiche del giovane nuotatore Carlo Pedersoli che sarà conosciuto poi come Bud Spencer.
Riproduzioni a grandezza naturale permettono di confrontarsi a tu per tu con gli atleti le cui sembianze
sono trasferite anche su giganteschi ometti del biliardino.
E’ inoltre possibile assistere a video d'animazione in cui le figurine prendono vita, e seguire un percorso
didattico-ludico, con tanto di kit ispirato alle figurine esposte.
Un grande divertimento che continua al Museo della Figurina dove trovate esposto l’album Panini “Italia
Team- Rio 2016”, omaggio alla nazionale italiana in una sezione tutta dedicata alle Olimpiadi.
La mostra è in corso fino al 26 febbraio 2017.
Tutte le informazioni sul sito: www.mata.modena.it
A MODENA I MIGLIORI ALBUM DELLA NOSTRA VITA
Mille figurine raccontano i miti, i campioni e i bidoni dello sport E’ inevitabile: se un italiano pensa alle figurine quasi sempre ricorda l’album dei calciatori del campionato di serie A.

O perché ha cercato in tutti i modi di portarlo a termine, spesso con il rito del “celocelomanca” tra amici e ompagni di scuola, o perché se lo ricorda in bella vista in tutte le edicole all’avvio del campionato, accanto ad altri album sui cartoni animati giapponesi, quelli che aprivano la gloriosa tivù dei ragazzi.

Figurine e sport è davvero un binomio inscindibile.

Le prime figurine sportive risalgono alla fine dell’Ottocento, quelle della Liebig, e furono distribuite solo in Inghilterra.

Le specialità illustrate erano tipicamente britanniche: il golf, il cricket ed il football.

Nel XX secolo la presenza dello sport tra le figurine si intensifica in tutta Europa e anche in Italia.

E' dagli anni Venti che si afferma quella tipologia di figurina che avrà tanto successo, ovvero il ritratto fotografico del calciatore in primo piano. E’ infatti il calcio a dominare, a partire dal 1930, anno in cui si disputò il primo campionato del mondo.

E le Olimpiadi.

Le figurine si rivelarono un mezzo di comunicazione efficacissimo anche dal punto di vista politico.

Finiti gli anni bui della seconda guerra mondiale, con gli anni Cinquanta nascono le figurine a colori ed in Italia diverse piccole case editrici si tuffano nell’avventura, al nord come al sud.

Presto soccomberanno di fronte a quella che di lì a poco sarebbe diventata la più importante fabbrica di figurine, la Panini.

La sua avventura parte nel 1959 e il successo arriva proprio grazie al calcio, in particolare il campionato di calcio 1960-61.

Ma fu per il campionato 1961-62 che la Panini decise di produrre in proprio le figurine e il primo storico album, con la copertina dedicata a Nils Liedholm.

Da subito un grande successo.

Una storia che si può ripercorrere nella mostra “I migliori album della nostra vita”, a cura di Leo Turrini e realizzata dal Museo della Figurina di Modena per la sede di MATA, l’ex manifattura tabacchi.

Troverete mille e più figurine di sport e sportivi e decine di album originali esposti insieme a gigantografie, video e animazioni, tra percorsi di gioco ed esperienze multisensoriali.

Si rivivono le gesta memorabili delle sfide olimpiche, tutto il calcio mondiale, i “duelli” che hanno fatto la storia (Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Prost e Senna, per ricordarne alcuni), persino le imprese cinematografiche del giovane nuotatore Carlo Pedersoli che sarà conosciuto poi come Bud Spencer.

Riproduzioni a grandezza naturale permettono di confrontarsi a tu per tu con gli atleti le cui sembianze sono trasferite anche su giganteschi ometti del biliardino.

E’ inoltre possibile assistere a video d'animazione in cui le figurine prendono vita, e seguire un percorso didattico-ludico, con tanto di kit ispirato alle figurine esposte.

Un grande divertimento che continua al Museo della Figurina dove trovate esposto l’album Panini “Italia Team- Rio 2016”, omaggio alla nazionale italiana in una sezione tutta dedicata alle Olimpiadi.

La mostra è in corso fino al 26 febbraio 2017.

Tutte le informazioni sul sito: www.mata.modena.it

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 17519 - 29 Ottobre 2016

   

 

Não perca a Banda Sinfônica do Estado de São Paulo no Teatro Sesi-SP

Não perca a Banda Sinfônica do Estado de São Paulo no Teatro Sesi-SP

 

Sesi Agenda Cultural

Katia Ghigi e Michele Rossetti: Concerto per violino e piano 22/10 no Theatro São Pedro

Concerto per violino e piano 22/10 no Theatro São Pedro

concerto katia e michele 22 e 23 10 16

 

 

Dica do Istituto Italiano di Cultura: 17 ottobre - Recital Sala S.Paulo de Andrea Bocelli

 

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Dica do Istituto Italiano di Cultura

 

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Andrea Bocelli fará show gratuito no Santuário Nacional de Aparecida

Andrea Bocelli fará show gratuito no Santuário Nacional de Aparecida

15 de outubro

O tenor italiano Andrea Bocelli se apresentará no Santuário Nacional de Aparecida no próximo dia 15 de outubro. O show, intitulado "Primavera Musical no Vale", será gratuito e faz parte da comemoração do Jubileu de 300 anos do Encontro da Imagem de Nossa Senhora Aparecida no Rio Paraíba do Sul.

O show é uma realização do Santuário, junto ao Ministério da Cultura e a Secretaria de Estado da Cultura. Além de Bocelli, também haverá Coral e Orquestra Jovem do Estado de São Paulo. 

O espetáculo terá início às 19h e contará com a participação de convidados especiais, que fortalecem a desenvoltura e performance do tenor em solo brasileiro. O concerto reunirá um repertório especial de peças sacras, tradicionais do setlist do artista, que deve incluir "Ave Maria" - momento que promete ser apoteótico da apresentação. 

"As comemorações do jubileu dos 300 anos do Encontro da Imagem começam, oficialmente na Novena e Festa da Padroeira 2016, e se prolongam até o ano 2017, quando teremos a grande festa dos 300 anos. Neste período, muitas ações acontecerão e uma delas é o show de Andrea Bocceli. Estamos muito felizes com a presença do tenor, pelo trabalho que realiza, pela proximidade religiosa que tem e pelo lindo material que traz ", explica padre Daniel Antonio, administrador-ecônomo do Santuário Nacional.

A apresentação terá a produção da Dançar Marketing, com apoio do Colégio Vértice, Algar Telecom, Allergan e AON.

Andrea Bocelli - O tenor italiano, com mais de 80 milhões de álbuns vendidos no mundo, já se apresentou para três presidentes norte-americanos, três papas e famílias reais de todo o mundo. 

Andrea Bocelli é dono de um timbre específico de voz, que se tornou sua assinatura. O artista emociona com sua voz potente e se apresenta com um repertório que varia do estilo clássico às baladas populares, se destacando por sua interpretação das letras e em sua percepção das sutilezas de expressão musical.

           

da: http://m.agoravale.com.br/noticias/Cultural/andrea-bocelli-fara-show-gratuito-no-santuario-nacional-de-aparecida   

                 

 

IL CALENDARIO VOLUTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582


 

IL CALENDARIO VOLUTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582
Cosa successe il 5 ottobre del 1582? Incredibilmente nulla. Il 6, il 7 e la settimana dall’8 al 14 ottobre? Nulla.
Per il semplice fatto che nell’ottobre del 1582 la gente andò a letto giovedì 4 per svegliarsi il giorno sempre
venerdì, ma già il 15. L’introduzione del calendario Gregoriano aveva dovuto cancellare dieci giorni per alli-
neare le date con il movimento degli astri. Misurare il tempo è stato uno dei primi pensieri di qualsiasi civiltà
che abbia avuto «contezza di se», anche se le conoscenza astronomiche non erano precisissime. E questo por-
tò a clamorosi errori nei calcoli. I Maya, Aztechi e Toltechi avevano elaborato un sistema molto complesso
basato su più cicli di durata diversa: il ciclo Tzolkin, 260 giorni, il ciclo Haab, 360 più i “cinque giorni fuori
dal tempo” mentre il “Lungo computo” indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya. Il calendario
egizio era invece composto da tre stagioni di quattro mesi di 30 giorni ciascuno, per un totale, quindi, di 360
giorni, a cui venivano aggiunti a fine anno 5 o 6 giorni, detti epagomeni per far tornare i conti. Il calendario
cinese era per molti aspetti simile a quello lunisolare ebraico, prevedendo anni comuni, composti da 12 mesi e
lunghi 353, 354 o 355 giorni, e anni “embolismici”, composti da 13 mesi e lunghi 383, 384 o 385 giorni.
Massima confusione dunque. Anche in Italia dove inizialmente vigeva il calendario attribuito a Romolo, che
secondo al leggenda avrebbe fondato la Città Eterna nel 753 avanti Cristo. Calendario composto da dieci
mesi: Martius (31 giorni), Aprilis (30), Maius (31), Iunius (30), Quintilis (31), Sextilis (30), September (30),
October (31), November (30) e December (30). In totale dunque 304 giorni, ne mancavano 61 che di fatto non
erano assegnati a nessun mese, non esistendo gennaio e febbraio. Quindi una volta trascorsi si passava diretta-
mente alle calende di Martius. Non poteva reggere, così nel 713 intervenne Numa Pompilio, secondo Re di
Roma, che aggiustò le cose. Vennero aggiunti due mesi, Ianuarius (29 giorni) e Februarius (28), rivista la
durata degli altri dieci, portando la durata complessiva a 355 giorni. Ne mancavano sempre una decina a cui si
decise di provvedere aggiungendo periodicamente, su iniziativa del Pontefice Massimo, il mese di Mercedo-
nio composto da 27 giorni. Per circa sette secoli si andò avanti così fino a quando, nel 46 a.C., intervenne
Giulio Cesare, che decise di eliminare il Mercedonio, portando la durata dell’anno a 365 giorni e introducen-
do l’anno bisestile. In suo onore due anni dopo Quintilis fu ribattezzato Iulius mentre più tardi il suo succes-
sore Augusto trasformò Sextilis in Augustus. Il sistema giuliano resistette per ben 15 secoli fino a quando
qualcuno non si accorse che non bastava introdurre un giorno ogni quattro anni per allineare il calendario
ufficiale a quello solare. La differenza ogni anno non era di infatti di 6 ore esatte.
In tal modo ogni 128 anni circa si rimaneva indietro di 24 ore. Se cominciò a sospettare qualcosa già nel IV
secolo ma solo nel Cinquecento Papa Gregorio XIII Ugo Boncompagni nominò una commissione di esperti,
presieduta dal matematico bavarese Cristoforo Clavio, gesuita, e composta dal medico calabrese Luigi Lilio,
dal matematico ed astronomo siciliano Giuseppe Scala e dal matematico perugino Ignazio Danti.
Per sistemare il calendario giuliano furono usate le misurazioni di Niccolò Copernico, il quale era riuscito a
calcolare, con notevole accuratezza, sia l’anno solare che l’anno siderale. Fatti bene conti, al pontefice fu
spiegato che per evitare errori futuri ogni 4 secoli bisognava saltare tre anni bisestili e per allinearsi all’anno
solare bisognava portare l’orologio della storia avanti di 10 giorni. Così con l’apposita bolla papale Inter
gravissimas impose che tutti si sarebbero addormentati il 4 ottobre ma si sarebbero svegliati il 15.
La modifica entrò in vigore immediatamente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Lituania, Belgio,
Olanda e Lussemburgo e in tutti i paesi cattolici nell’arco di cinque anni. I protestanti capitolarono nel Sette-
cento, mentre la Russia si decise solo nel 1918 per cui la “Rivoluzione di Ottobre” (il 24 per la precisione) in
realtà era avvenuta il 6 novembre, perché dal 1582 il calendario giuliano si era “mangiato” altri tre giorni.
Una decisione civile ma non religiosa e per questo ancora adesso i Cristiani d’Oriente, in particolare gli
Ortodossi, festeggiano il Santo Natale il 7 gennaio.

IL CALENDARIO VOLUTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582

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Cosa successe il 5 ottobre del 1582? Incredibilmente nulla. Il 6, il 7 e la settimana dall’8 al 14 ottobre? Nulla.

 

Per il semplice fatto che nell’ottobre del 1582 la gente andò a letto giovedì 4 per svegliarsi il giorno sempre venerdì, ma già il 15. L’introduzione del calendario Gregoriano aveva dovuto cancellare dieci giorni per allineare le date con il movimento degli astri. Misurare il tempo è stato uno dei primi pensieri di qualsiasi civiltà che abbia avuto «contezza di se», anche se le conoscenza astronomiche non erano precisissime. E questo portò a clamorosi errori nei calcoli. I Maya, Aztechi e Toltechi avevano elaborato un sistema molto complesso basato su più cicli di durata diversa: il ciclo Tzolkin, 260 giorni, il ciclo Haab, 360 più i “cinque giorni fuori dal tempo” mentre il “Lungo computo” indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya. Il calendario egizio era invece composto da tre stagioni di quattro mesi di 30 giorni ciascuno, per un totale, quindi, di 360 giorni, a cui venivano aggiunti a fine anno 5 o 6 giorni, detti epagomeni per far tornare i conti. Il calendario cinese era per molti aspetti simile a quello lunisolare ebraico, prevedendo anni comuni, composti da 12 mesi e lunghi 353, 354 o 355 giorni, e anni “embolismici”, composti da 13 mesi e lunghi 383, 384 o 385 giorni.

Massima confusione dunque. Anche in Italia dove inizialmente vigeva il calendario attribuito a Romolo, che secondo al leggenda avrebbe fondato la Città Eterna nel 753 avanti Cristo. Calendario composto da dieci mesi: Martius (31 giorni), Aprilis (30), Maius (31), Iunius (30), Quintilis (31), Sextilis (30), September (30), October (31), November (30) e December (30). In totale dunque 304 giorni, ne mancavano 61 che di fatto non erano assegnati a nessun mese, non esistendo gennaio e febbraio. Quindi una volta trascorsi si passava direttamente alle calende di Martius. Non poteva reggere, così nel 713 intervenne Numa Pompilio, secondo Re di Roma, che aggiustò le cose. Vennero aggiunti due mesi, Ianuarius (29 giorni) e Februarius (28), rivista la durata degli altri dieci, portando la durata complessiva a 355 giorni. Ne mancavano sempre una decina a cui si decise di provvedere aggiungendo periodicamente, su iniziativa del Pontefice Massimo, il mese di Mercedonio composto da 27 giorni. Per circa sette secoli si andò avanti così fino a quando, nel 46 a.C., intervenne Giulio Cesare, che decise di eliminare il Mercedonio, portando la durata dell’anno a 365 giorni e introducendo l’anno bisestile. In suo onore due anni dopo Quintilis fu ribattezzato Iulius mentre più tardi il suo successore Augusto trasformò Sextilis in Augustus. Il sistema giuliano resistette per ben 15 secoli fino a quando qualcuno non si accorse che non bastava introdurre un giorno ogni quattro anni per allineare il calendario ufficiale a quello solare. La differenza ogni anno non era di infatti di 6 ore esatte.

In tal modo ogni 128 anni circa si rimaneva indietro di 24 ore. Se cominciò a sospettare qualcosa già nel IV secolo ma solo nel Cinquecento Papa Gregorio XIII Ugo Boncompagni nominò una commissione di esperti, presieduta dal matematico bavarese Cristoforo Clavio, gesuita, e composta dal medico calabrese Luigi Lilio, dal matematico ed astronomo siciliano Giuseppe Scala e dal matematico perugino Ignazio Danti.

Per sistemare il calendario giuliano furono usate le misurazioni di Niccolò Copernico, il quale era riuscito a calcolare, con notevole accuratezza, sia l’anno solare che l’anno siderale. Fatti bene conti, al pontefice fu spiegato che per evitare errori futuri ogni 4 secoli bisognava saltare tre anni bisestili e per allinearsi all’anno solare bisognava portare l’orologio della storia avanti di 10 giorni. Così con l’apposita bolla papale Inter gravissimas impose che tutti si sarebbero addormentati il 4 ottobre ma si sarebbero svegliati il 15.

La modifica entrò in vigore immediatamente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Lituania, Belgio, Olanda e Lussemburgo e in tutti i paesi cattolici nell’arco di cinque anni. I protestanti capitolarono nel Settecento, mentre la Russia si decise solo nel 1918 per cui la “Rivoluzione di Ottobre” (il 24 per la precisione) in realtà era avvenuta il 6 novembre, perché dal 1582 il calendario giuliano si era “mangiato” altri tre giorni.

Una decisione civile ma non religiosa e per questo ancora adesso i Cristiani d’Oriente, in particolare gli Ortodossi, festeggiano il Santo Natale il 7 gennaio.

 

               

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 17120 - 5 Ottobre 2016

 

 

L’OPERA INCANTA AL REGIO DI TORINO

 

 

"L’OPERA INCANTA" AL REGIO DI TORINO

 04/10/2016 - 16.24

TORINO\ aise\ - Il Teatro Regio di Torino inaugurerà la Stagione 2016-2017 con il titolo emblematico de La bohème, di cui si festeggiano i 120 anni dalla prima rappresentazione assoluta, avvenuta su quello stesso palcoscenico.
La Stagione 2016-2017 del Regio - "L'Opera incanta" - si comporrà di dieci titoli: otto opere, di cui cinque nuovi allestimenti coprodotti con importanti teatri; il più celebre musical di Leonard Bernstein, West Side Story; e per la grande danza, lo Staatsballett Berlin, per la prima volta in Italia, con La bella addormentata di Cajkovskij nella versione di Nacho Duato. Un cartellone armonioso ed equilibrato che spazia da Vivaldi a Bernstein con cinque titoli del repertorio italiano e cinque del repertorio internazionale; quattro grandi direttori d’orchestra italiani e quattro stranieri.
Il direttore musicale del Regio, Gianandrea Noseda, inaugura la Stagione il 12 ottobre con La Bohème, presentata in un nuovo allestimento realizzato in occasione del 120° anniversario della prima esecuzione assoluta dell’opera avvenuta nel nostro Teatro. Lo spettacolo è firmato da Àlex Ollé de La Fura dels Baus, il collettivo teatrale che ha saputo rinnovare il linguaggio operistico con visioni e suggestioni che hanno creato un punto di svolta nella storia della regia d’opera. La bohème (12-23/10) è, per Noseda, l’opera dei sogni, della gioventù, il frutto dell’opera romantica che guarda al futuro. Per rendere contemporaneo il capolavoro di Puccini, questo allestimento centra l’attenzione su un gruppo di bohémien multietnico che abita nella banlieue parigina, unito da sogni e passioni comuni. Il cast rispetta questa precisa volontà registica: Mimì è Irina Lungu, soprano russo; Rodolfo è l’italiano Giorgio Berrugi; Musetta è Kelebogile Besong, soprano sudafricano; Schaunard è il baritono Benjamin Cho; Marcello l’italiano Massimo Cavalletti. Lo spettacolo è realizzato in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma e con la partecipazione degli Amici del Regio, l’Associazione che, primo esempio in Italia, ha contribuito alla realizzazione dell’allestimento.
A novembre (15-26/11) verrà messo in scena Sansone e Dalila di Camille Saint-Saëns, in un nuovo allestimento in coproduzione con il National Centre for the Performing Arts di Pechino, frutto dello storico protocollo d’intesa che il Regio, primo teatro in Europa, ha firmato con il NCPA. Hugo de Ana, regista tra i più immaginifici del teatro d’opera, che vanta con il Regio una lunga e stretta collaborazione, ha creato regia, scene e costumi di questo spettacolare allestimento, intriso di magia ed esotismo. Pinchas Steinberg, direttore tra i più apprezzati nel repertorio tardo ottocentesco, torna sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio per dar vita a una partitura giocata su finezze strumentali che richiedono grande maestria. Gregory Kunde, tenore dalla voce raffinata e dalla grande presenza scenica, interpreta Sansone, nuovo ruolo del suo repertorio applaudito dal pubblico e lodato dalla critica; Daniela Barcellona, mezzosoprano richiesto in tutti i più importanti teatri internazionali, interpreta Dalila, cimentandosi così nel repertorio francese di fine Ottocento, ruolo perfetto per il suo timbro brunito e ricco di armonici.
A dicembre con il Progetto Musical si entra nel vivo dei filoni tematici inaugurati nella Stagione in corso: arriva al Regio, per la prima volta, West Side Story di Leonard Bernstein, nell’allestimento della BB Promotion. L’Orchestra del Teatro, diretta da Donald Chan, si cimenta con i frenetici ritmi e le melodie tra blues e jazz firmate da Bernstein per il suo capolavoro teatrale. In scena ci sarà lo spettacolo con regia e coreografia originali create nel 1957 da Jerome Robbins, la cui versione cinematografica vinse ben dieci Premi Oscar. Le otto recite di West Side Story (6-11/12) saranno le uniche date italiane della tournée per le prossime celebrazioni dei cent’anni dalla nascita di Bernstein.
Sempre a dicembre (17-22/12) il Regio ospita lo Staatsballett Berlin ne La bella addormentata di Cajkovskij con coreografia e regia di Nacho Duato, direttore artistico della compagnia. Le celebri e delicate melodie del grande compositore russo saranno interpretate dall’Orchestra del Regio sotto la guida di Pedro Alcalde. La compagnia berlinese, per la prima volta in Italia, presenta un allestimento elegante e suggestivo che mette in luce gli aspetti romantici di uno dei balletti più famosi di Cajkovskij.
A gennaio (11-22/1), per otto recite, il Teatro di Torino presenta un nuovo allestimento di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. L’opera, dalle forti tinte e dalla verace passione che s’infiamma in gelosia, viene letta e interpretata da Gabriele Lavia, attore e regista tra i più rappresentativi degli ultimi quarant’anni, per la prima volta al Regio in veste di regista. Direttore d’orchestra della produzione è Nicola Luisotti, artista dall’importante carriera internazionale, attualmente direttore musicale della San Francisco Opera. Pagliacci si regge su un quartetto di cantanti che, sia dal punto di vista musicale sia drammaturgico, costituiscono un piccolo universo sonoro e teatrale. Per l’occasione il cast è formato da artisti del calibro di Erika Grimaldi, Fabio Sartori, Roberto Frontali e Juan José de León. Scene, costumi e video sono di Paolo Ventura, che ambienta l’opera negli anni della ricostruzione, in un dopoguerra che ammicca ai colori del Neorealismo; un vero esercizio di stile che Ventura, fotografo tra i più apprezzati nel mondo dell’arte contemporanea, ha saputo elaborare con immagini poetiche ed essenziali.
Nel mese di febbraio (15-23/2) riprende il Progetto Janácek-Carsen. Dopo La piccola volpe astuta, verrà presentata Katia Kabanova, opera del 1921, in prima esecuzione a Torino, che ha come protagonista Katia, personaggio dalla coscienza inquieta, agitata da forti conflitti; una vera eroina novecentesca che soccombe al "male di vivere" che la attanaglia. Questo personaggio ha trovato in Robert Carsen un grande poeta che ha saputo mettere in luce con la sua regia, vincitrice del Premio Abbiati, un personaggio delicato, ricco di spunti e interpretazioni. L’allestimento proviene dalla Vlaamse Opera di Anversa, il cast impegnato nelle cinque recite, dalla grande esperienza interpretativa nella produzione di Janácek, renderà al meglio la prosodia e la musicalità intrinseca della lingua ceca. Protagonista: il soprano russo Tat’jana Monogarova. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio sono diretti da Marco Angius, esperto conoscitore del repertorio novecentesco, nonché apprezzato direttore a livello internazionale per il suo impegno e il suo lavoro sulla musica contemporanea.
Gianandrea Noseda torna sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio per otto recite, dal 14 al 26 marzo, con un altro titolo profondamente legato al Teatro, dove andò in scena in prima assoluta: Manon Lescaut, opera di Giacomo Puccini che Noseda affronta per la prima volta. La regia, classica ma non convenzionale, rispetta l’ambientazione settecentesca prescritta nel libretto; la scenografia diventa invece rarefatta e simbolica nelle scene finali nel deserto. Nel cast María José Siri, Gregory Kunde, Dalibor Jenis e Carlo Lepore.
Ad aprile (13-23/4), per il progetto dedicato all’opera barocca, verrà messa in scena, a 300 anni dalla prima rappresentazione e per la prima volta in Italia in tempi moderni, L’incoronazione di Dario di Antonio Vivaldi. Una grande operazione culturale di recupero del nostro patrimonio musicale antico e di valorizzazione dell’opera del più grande compositore barocco italiano, in gran parte custodita nella Biblioteca Nazionale di Torino. Il nuovo allestimento, in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo e in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, vanta la regia di Leo Muscato, già vincitore del Premio Abbiati nel 2013 come miglior regista d’opera. L’opera barocca richiede artisti specializzati nel rendere al meglio questo linguaggio così peculiare quindi, per l’occasione, abbiamo riunito un cast di cantanti di assoluto livello: Carlo Allemano, Sara Mingardo, Delphine Galou, Veronica Cangemi, Riccardo Novaro, Roberta Mameli e Lucia Cirillo. L’Orchestra del Regio, dopo le superbe prove rese con l’esecuzione delle opere di Händel e Purcell, affronta Vivaldi sotto la salda guida di Ottavio Dantone, tra i barocchisti più accreditati a livello mondiale.
Dalla storia alla fiaba il passo è breve e, in questo ideale viaggio tra i capolavori operistici di ogni tempo, Vivaldi consegna il testimone a Mozart. Dal 16 al 28 maggio, Il flauto magico sarà in scena per ben dieci recite: una grande occasione per avvicinare quanto più pubblico possibile alla scoperta, o riscoperta, di questo capolavoro del teatro musicale mozartiano. La favolosa avventura di Tamino che, accompagnato da Papageno, cerca di salvare Pamina è la metafora di un cammino iniziatico per giungere all’amore universale. La regia è di Roberto Andò, regista, sceneggiatore e scrittore che restituisce l’immaginario Egitto colorato e fantastico pensato da Mozart e Schikaneder. L’Orchestra e il Coro del Teatro, quest’ultimo magistralmente istruito da Claudio Fenoglio, saranno diretti da Asher Fisch, esperto conoscitore del repertorio austro-tedesco; la produzione del Regio prevede un cast di prim’ordine: Markus Werba, Ekaterina Bakanova, Antonio Poli e Olga Pudova.
Chiude la Stagione il capolavoro giovanile di Verdi Macbeth, con nove recite dal 21 giugno al 2 luglio. Gianandrea Noseda, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro, sceglie l’imponente partitura per proseguire il suo percorso di ricerca e approfondimento del repertorio verdiano con i complessi del Regio, dopo gli acclamati esiti ottenuti recentemente con Don Carlo, Otello e Simon Boccanegra. Macbeth è l’opera del mistero, del soprannaturale - una tematica che mai più Verdi prenderà in considerazione - ma è anche un soggetto che, tratto da Shakespeare, gli permette di indagare una questione a lui molto cara: il potere e le conseguenze del suo abuso. La regia del nuovo allestimento, in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, è di Emma Dante, artista creatrice di una drammaturgia tellurica che, con i suoi spettacoli d’opera e di prosa, ha riportato in vigore la tradizione italiana del "teatro di regia". Il cast prevede grandi nomi, acclamati da pubblico e critica per le loro interpretazioni verdiane: Dalibor Jenis, Anna Pirozzi, Vitalij Kowaljow e Piero Pretti.
Tutte le opere della Stagione, grazie alla consolidata partnership con Rai-Radio3, saranno trasmesse in diretta radiofonica. La bohéme sarà inoltre trasmessa in streaming su www.TheOperaPlatform.com, l’unico portale europeo dedicato all’opera.
Questa Stagione, così articolata nelle sue proposte culturali, avrà diversi approfondimenti sinfonici nella parallela Stagione de I Concerti; un’offerta a tutto tondo nella quale si potrà conoscere il genio creativo dei compositori presenti in cartellone. Il prestigio e il riconoscimento internazionale del Regio continuano a crescere. Per il 2017 il Regio ha ricevuto importanti inviti: da Lugano a Ginevra, da Edimburgo a Muscat.
"Da ottobre a luglio la nuova Stagione presenta dunque dieci titoli di assoluto rilievo artistico, espressione di una indiscutibile qualità, frutto di un assiduo lavoro da parte di tutti", sottolineano il direttore artistico e musicale del Regio, Gastón Fournier-Facio e Gianandrea Noseda, insieme al sovrintendente Walter Vergnano. "Siamo orgogliosi di essere un teatro di primo piano nel panorama mondiale, simbolo virtuoso del sistema culturale italiano, un ruolo che richiede un impegno costante e una continua ricerca della perfezione. Il miglior riconoscimento per questo grande lavoro è dato dal fondamentale apporto dei Soci della Fondazione, dall’appoggio degli Amici del Regio e dal sostegno delle numerose Imprese che continuano a credere nel Teatro Regio. Un doveroso ringraziamento va infine al nostro affezionato pubblico che, come ogni Stagione, troverà nel Regio il luogo delle emozioni". (aise) 

 

da: http://www.aise.it/la-cultura-del-martedi/lopera-incanta-al-regio-di-torino-/72192/1/1/3239

 

 

Le ziggurat dei Sumeri? Aeroporti verso il mistero

03/10/2016 

Le ziggurat dei Sumeri? Aeroporti verso il mistero

Per il ministro iracheno Finjan da lì si partiva per viaggi nello spazio. In molti condividono l’idea che gli alieni abbiano istruito le antiche civiltà
REUTERS

La Ziggurat di Ur vicino a Nassiriya, a Sud Est di Baghdad: le scale sarebbero rampe di lancio

VITTORIO SABADIN

Il ministro dei Trasporti iracheno, Kazem Finjan, ha detto in una conferenza che gli antichi Sumeri, vissuti nel suo paese 5000 anni fa, avevano costruito aeroporti dai quali partivano per viaggi nello spazio. Molti ne hanno dedotto che con l’Iraq, per quanta buona volontà uno ci metta, non c’è niente da fare. Ma per gli avidi lettori dei libri dell’ex corrispondente dell’Economist Graham Hankock, la dichiarazione di Kazem Finjan è stata solo una conferma di cose che già sapevano: nella storia umana, non tutto è andato come ci hanno raccontato a scuola.  

 

Passione per il mistero  

Con una decina di libri sui misteri del passato, Hankock ha allevato generazioni di archeologi spaziali, i quali ora pensano come lui che la Terra sia stata visitata migliaia di anni fa da una civiltà tecnologica, che ha insegnato agli uomini l’agricoltura, la matematica, l’astronomia e la tecnica di costruire in pietra. Il ministro Finjan deve avere letto i suoi saggi, se ora è convinto che le «ziggurat» sumere fossero luoghi nei quali gli uomini incontravano gli Annunaki, appena scesi dal cielo. E poi non basta guardare i bassorilievi dell’epoca per convincersene? Il sistema solare che vi è raffigurato non ha un pianeta in più? Si tratta di Plutone, che noi abbiamo scoperto solo nel 1930 e raggiunto con una sonda nel 2015, o di Nibiru, la casa degli dei? 

 

Hancock ha avuto un precursore in Zacharia Sitchin, anche lui convinto che una razza aliena, quella degli Elohim, abbia colonizzato la Terra, e ha ora un successore in uno studioso italiano i cui libri hanno un discreto successo, Mauro Biglino, serio esperto di ebraico antico e collaboratore delle Edizioni San Paolo. Biglino è convinto che la Bibbia non parli di Dio e che tutto quello che di religioso e spirituale attribuiamo a quel libro sia frutto di forzature nelle traduzioni. Anche per lui la Terra è stata visitata dagli Elohim, uno dei quali, Yahweh, ha guidato il popolo ebraico. Ma non si trattava certo di un dio buono e misericordioso: era anzi crudele, dispotico e vendicativo, e non era neppure un dio, visto che a leggere il testo biblico senza le interpretazioni che sempre lo corredano, mangiava, beveva, era mortale, si inebriava del fumo dei sacrifici e dopo le battaglie chiedeva la sua parte di bottino. Anche l’Arca dell’alleanza, quella che Indiana Jones recupera dalle mani dei nazisti, era un oggetto tecnologico, così potente e pericoloso da richiedere pagine e pagine di istruzioni bibliche per essere maneggiato.  

 

Non solo Sumeri  

E la piramide di Cheope nella piana di Giza? Incuranti dell’appellativo di «piramidioti» che Zahi Hawass aveva loro affibbiato, i seguaci di Hankock sostengono che la tecnologia necessaria per innalzarla non era disponibile agli egizi del 2500 a.C. Quindi deve averla costruita qualcun altro, che aveva sofisticate conoscenze di architettura, sapeva come tagliare perfettamente i blocchi di granito e trasportarli a decine di metri di altezza. Gli dei, appunto. 

 

Di antiche piramidi è pieno il mondo (ce ne sono persino in Cina) e quelle maya e azteche non sono meno imponenti e misteriose di quelle egizie. Se i Sumeri volavano fino a Plutone, certo sono giunti anche nel Centro America, guidati nell’atterraggio dai grandiosi disegni geometrici di Nazca che si possono vedere solo dall’alto. E dev’essere stato un dio, o qualcuno di molto grande e molto forte, a costruire le mura di Cuzco, spostando per chilometri blocchi pesantissimi e tagliandoli in modo da combaciare perfettamente. Anche con le pietre di Stonehenge, in Inghilterra, gli dei devono avere dato una mano. Per convincersi che gli antichi volavano, basta poi guardare il coperchio del sarcofago dell’Uomo di Palenque, chiaramente un astronauta nella sua cabina di pilotaggio.  

 

I dolori del presente  

Storici e archeologi studiano da tempo i misteri ancora irrisolti dell’antichità, e arriveranno a trovare una spiegazione a tutto. Nell’attesa è inevitabile che si diffondano le teorie più disparate, con l’aiuto di scrittori a volte seri, a volte visionari, tutti molto amati anche a Hollywood. Ma se i Sumeri volavano davvero, non c’è che da sperare che tornino in fretta: forse loro riusciranno a rimettere a posto il poco che resta dell’antica Mesopotamia. 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/10/03/societa/le-ziggurat-dei-sumeri-aeroporti-verso-il-mistero-WkoZlSUvM7ogAzRghW3GII/pagina.html

 

 

Dica do Istituto Italiano di Cultura: Mafalda Minozzi: 20 anos de Brasil

23/09/2016

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Dica do Istituto Italiano di Cultura

Mafalda Minozzi: 20 anos de Brasil

 

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Con Aznavour all’Arena in scena la storia del 900

Con Aznavour all’Arena in scena la storia del 900

Lo chansonnier francese, 92 anni, chiacchiera in tre lingue porge senza pause canzoni che hanno fatto sognare generazioni

15/09/2016

Nato

Aznavoice: così venne sop: nato a PaNATO A PArigi nel 1924, è il più celebre francese di origine armenaRINELLA VENEGONI

VERONA

Spicca soltanto l’argento dei capelli sulla figurina minuscola, tutta in nero, che si affaccia nel buio sul palcoscenico dell’Arena di Verona. Stasera c’è appuntamento non con la nostalgia ma con la storia del Novecento: ne è testimonial Charles Aznavour. 

 

È un fenomeno di longevità umana e artistica, ben contento di prender in giro l’universo mondo dall’alto dell’anagrafe: «I critici dicevano che non avrei mai potuto avere una carriera da interprete, sono morti tutti e io ho 92 anni», sorride orgoglioso e beffardo, e continua l’affondo: «Dicono che per star bene non bisogna mangiare grassi, zuccheri, sale. Sono stati il mio nutrimento principale».  

 

Applausoni dalla platea; i quasi ottomila non certo giovanissimi che popolano l’Arena magari non saranno fortunati né vecchi come lui, ma il sogno è invecchiare così, mangiando e cantando quel che ti pare. Si percepisce un’allegria frizzante, come di miracolati che assistono a uno show teoricamente impossibile. Aznavour è implacabile, va avanti senza pause in 3 lingue, chiacchiera un sacco, porge canzoni che hanno fatto sognare generazioni come Morir d’amoreQuel che non si fa più, e la gente non ci bada poi troppo quando musica e canto stridono proprio su uno dei suoi più grandi successi, L’istrione. All’Arena, con Aznavour, si festeggia la vita che non vuol morire.  

 

Il rock ci ha abituati al giovanilismo rugoso di nomi leggendari come Paul McCartney o i Rolling Stones, che a 70 passati affrontano impavidi e con un’energia da giovincelli saltellanti due o tre ore di concerti in stadi e arene in tutto il mondo. Non parliamo di Springsteen, che a 67 ha appena battuto il proprio record personale, a Philadelphia, suonando per 4 ore e 4 minuti il 7 settembre scorso. Certo li vedi alla fine delle serate che non hanno più niente di umano, e ti chiedi come faranno il giorno dopo. Ma che l’Ego e la passione sconvolgano le leggi fisiche, mantengano in vita e diano anzi vigore, è definitivamente provato da Charles Aznavour.  

 

Davvero, un fenomeno. Con lui entriamo in un’altra storia: di Keith Richards o di Bruce, il grande chansonnier francese potrebbe essere il papà, è anzi l’ultimo rappresentate di una generazione di cuore e di passione, di melodia romantica e intensa, di una supremazia ancora della cultura francese sul poi imperante dominio angloamericano.  

 

Ed è qui a ricordacelo, con una tigna quieta, come in una sfida perenne alle leggi fisiche e vocali. In scena la sua voce si è naturalmente appannata, così come la leggendaria enfasi con la quale inanellava storie romantiche e le sofferenze d’amore che ora continuano a scorrere («Non mi ricordo delle parole, e mi faccio aiutare dal gobbo - confessa in scena - però a differenza degli altri io lo dico») con la forza di un repertorio storico, noto ormai soltanto a chi ha compiuto almeno 50 anni. 

 

Soltanto lo scorso luglio, a Milano, mi ha sussurrato all’orecchio, con civetteria: «Sa, non faccio più tanti concerti come prima. Però una volta cantavo un’ora, adesso due». Del resto, da tutta la vita canta: «Il faut savoir quitter la table / mais moi je ne sais pas». Bisogna sapere lasciare il tavolo, ma io non lo so fare.  

 

Infatti. Mai nessuno aveva provato a 92 anni a imbarcarsi per un tour mondiale che si sta quietamente svolgendo, a tappe non ravvicinate di sicuro, in spazi di affluenza enorme, come l’Arena appunto nella quale ha chiuso ieri la tranche europea, per ricominciare poi a metà ottobre negli Stati Uniti. Anche lì mica teatrini: a New York faranno festa con lui al Madison Square Garden. 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/09/15/spettacoli/con-aznavour-allarena-in-scena-la-storia-del-o6MCWA1EsOeT2yx0IVCSFN/pagina.html

 

 

Come rimuovere la gomma da masticare

1 settembre 2016

Come rimuovere la gomma da masticare

Calpestato un chewing-gum? 3 metodi efficaci per toglierlo dalla suola delle scarpe

 

Calpestare un chewing gum

ISTOCKPHOTOS

Tra le piccole disavventure quotidiane, calpestare un chewing-gum è una delle più fastidiose. Nella speranza che questo ‘incidente’ accada sulla via del ritorno verso casa, e non mentre si va al lavoro o a un appuntamento importante, ecco tre metodi infallibili per rimuovere la gomma da masticare dalla suola delle vostrescarpe.

Ghiaccio

Un metodo classico, efficace anche quando la gomma si appiccica ai vestiti, prevede di congelarla. Ghiacciare il capo in questione permette di rimuovere la gomma da masticare con facilità. Prendete la scarpa e infilatela in un sacchetto da freezer, chiudetelo ermeticamente. Fate in modo che la gomma aderisca alla plastica. Mettete il tutto nel congelatore per un paio d’ore. Quando toglierete la scarpa dal sacchetto, il chewing-gum verrà via con esso.

Lubrificanti

Le sostanze oleose rimuovono quelle appiccicose. Questo principio vale anche nel rimuovere la gomma da masticare. Potrebbe bastare della carta da cucina imbevuta di olio di oliva, o di mandorle, da sfregare sulla gomma. Ma quando essa è particolarmente resistente, optate direttamente per un lubrificante per auto, o per sistemi meccanici: basterà metterne un po’ su un panno, passarlo sulla zona da trattare, e vedrete che tutto l’appiccicaticcio verrà rimosso in un attimo.

Acetone

Se rimuove lo smalto, può rimuovere anche il chewing-gum. Imbevete un panno di stoffa di acetone e pulite la suola: vedrete che la gomma verrà via un poco alla volta. Se la scarpa accidentata ha una suola molto scanalata potete immergere un cotton fioc nell’acetone e passarlo nei vari solchi per rimuovere la gomma da masticare incastrata.

 

da: http://www.stile.it/2016/09/01/rimuovere-la-gomma-masticare-id-123091/

 

 

Domingo na Paulista: Música com Quintal brasileiro e teatro com LaMínima em Reprise

Domingo na Paulista: Música com Quintal brasileiro e teatro com LaMínima em Reprise

 

Domingo na Paulista com Quintal Brasileiro, às 12h e Reprise LaMínima Circo e Teatro às 15h30

 

Parte da Torino il tour europeo dei Green Day

06/09/2016 

Parte da Torino il tour europeo dei Green Day

Saranno anche a Firenze, Bologna e Milano dal 10 al 14 gennaio

I Green Day non sono più «on holiday», in vacanza, come recita una loro canzone. Hanno, infatti, appena annunciato le date del tour che promuove il nuovo album, il dodicesimo della loro carriera, Revolution Radio.  

 

Il disco uscirà il 7 ottobre su etichetta Reprise Records e, dopo le tappe americane, Billy Joel e compagni sbarcheranno in Europa, partendo proprio dall’Italia. Torino, Firenze, Bologna e Milano sono le città toccate dalla rock band dal 10 al 14 gennaio.  

 

I biglietti saranno in vendita, in esclusiva per gli iscritti al Fan Club ufficiale, dalle 9:00 di mercoledì 7 settembre alle 8:00 di venerdì 9 settembre. La vendita generale partirà alle 9:00 di venerdì 9 settembre su livenation.it e ticketone.it

 

Questo l’elenco completo delle date:  

Gen 10 Torino, Italia Pala Alpitour 

Gen 11 Firenze, Italia Mandela Forum 

Gen 13 Bologna, Italia Unipol 

Gen 14 Milano, Italia Mediolanum Forum 

Gen 16 Zurich, Switzerland Hallenstadion 

Gen 18 Manheim, Germany SAP Arena 

Gen 19 Berlin, Germany Mercedes Benz Arena 

Gen 21 Krakow, Poland Tauron Arena 

Gen 22 Prague, CZR Tipsport Arena 

Gen 25 Oslo, Norway Spectrum 

Gen 27 Stockholm, Sweden Globe 

Gen 28 Malmo, Sweden Arena 

Gen 30 Cologne, Germany Lanxesse 

Gen 31 Amsterdam, Holland Ziggo 

Feb 02 Brussels, Belgium Forest 

Feb 03 Paris, France Le Bercy 

Feb 05 Leeds, UK Arena 

Feb 06 Manchester, UK Arena 

Feb 08 London, UK O2 Arena 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/09/06/spettacoli/i-green-day-annunciano-le-date-del-tour-2Iwwl7fef4rHzLmLH9RUUK/pagina.html

 

 

Orquestra dos brinquedos de Lisboa no Sesi São Caetano

4 de setembro 2016

Orquestra dos brinquedos de Lisboa no Sesi São Caetano

Domingo na Paulista com Orquestra dos Brinquedos de Lisboa, às 12h e 15h30

Orquestra dos Brinquedos de Lisboa 

Do Corpo à Orquestra Sinfônica: Uma Viagem pela História da Música

4 de setembro, domingo às 15h30

O timbre cômico dos Brinquedos tem gerado um desejo natural para conhecer as versões originais das obras apresentadas dos grandes compositores da história da música ocidental. A vertente pedagógica que associa as questões da literatura musical à criatividade na conceção musical afastada dos cânones constitui simultaneamente um paradoxo e, quem sabe, uma proposta de paradigma. Lançam-se dados para uma abordagem diferente às visitas históricas a grande música, bem como à forma de criar música. A Orquestra dos Brinquedos de Lisboa propõe-se assim transformar e estilizar um processo de trabalho de sala de aula, sintetizando-o em formato espetáculo.

Internacional, 80 min

http://emkt.fiesp.ind.br/emkt/tracer/?2,3673154,32e3b801,5854,2

Serviço Social da Indústria SESI-SP
SESI São Caetano do Sul
Rua Theobaldo de Nigris, 70
09572-140 - São Caetano do Sul/SP
11 4233 8000

 

 

 

 

 

Genova, nove cinghiali a spasso in piazza Martinez

 28 agosto 2016

Genova, nove cinghiali a spasso in piazza Martinez

Scendevano ordinati da via Torti - la notte tra sabato 27 e domenica 28 agosto -  una mamma cinghiale e i suoi otto cuccioli non piu piccolissimi. Erano le due di notte, quando, compatti, hanno attraversato le strade del quartiere di San Fruttuoso, incuranti delle auto e delle moto che li circondavano. La famigliola, 9 in tutto, all'incrocio con via G.B. D'Albertis ha attraversato la strada è si è intrufolata in piazza Martinez (per chi non conosce la città, in una zona centrale tra l'Ospedale San Martino e la stazione Brignole, e a fondovalle) a due passi dalla centrale st tra automobilisti e motociclisti che, senza grande stupore - vista la presenza sempre piu a valle degli ungulati - guardavano la scena da dentro i loro mezzi
(rosangela urso)
             

da: http://genova.repubblica.it/cronaca/2016/08/28/foto/genova_nove_cinghiali_a_spasso_in_piazza_martinez-146763495/1/?ref=HRESS-7#1

                    

              

 

Show ao vivo com João Kouyoumdjian e as Choronas no Domingo na Paulista

 

Show ao vivo com João Kouyoumdjian e as Choronas no Domingo na Paulista

 

Domingo na Paulista com João Kouyoumdjian às 12h e Choronas às 15h30

 

 

Allarme dei ricercatori sulla Sla: nel 2040 i malati aumenteranno del 32 per cento

11/08/2016

Allarme dei ricercatori sulla Sla: nel 2040 i malati aumenteranno del 32 per cento

11/08/2016 

 

NOEMII PENNA

 La Sla cambia bersaglio. Quella che in questi anni è stata conosciuta come la malattia dei calciatori, vedrà nei prossimi anni non solo un cambiamento dei “pazienti tipo” ma anche un aumento preoccupante. Nel 2040 sarà del 32% l’aumento medio dei malati nel mondo, con un raddoppio dei casi in Africa e un aumento del 40% fra le donne.  

 

LO STUDIO  

A svelarlo è, per la prima volta, uno studio scientifico italo americano sulla frequenza e la prevalenza futura della sclerosi laterale amiotrofica nel mondo, pubblicato oggi sulla rivista internazionale Nature Communication. La ricerca è frutto della collaborazione tra il professor Adriano Chiò del Centro Sla della Città della Salute di Torino e dell’Università degli Studi di Torino e il dottor Bryan Trayno del National Institutes of Health di Bethesda e rivela informazioni preziose per la programmazione degli interventi sanitari a favore dei pazienti con questa malattia.  

 

I DATI  

I ricercatori italiani e americani hanno previsto che il numero di casi di Sla nel 2040 passerà dai 200 mila del 2015 ad oltre 370 mila. E l’aumento non sarà omogeneo nei vari continenti: in Europa è previsto in incremento del 20% (da 28 mila a 35 mila casi, di cui 16 mila donne), negli Stati Uniti del 35% (da 21 mila a 30 mila), in Cina del 50% (da 20 mila a 32 mila) e in Africa del 100%. In Italia si passerà da 1800 a 2300 malati. 

 

LE CAUSE  

Tale incremento è dovuto in parte all’invecchiamento della popolazione ma è stato osservato soprattutto tra le donne, che in passato risultavano meno colpite da questa malattia rara, la cui causa è ancora sconosciuta, così come la cura. Attualmente sono noti circa 20 geni che possono causare la Sla, in abbinamento a “cause ambientali” come l’attività sportiva intensiva e il fumo.

 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/08/11/scienza/benessere/allarme-dei-ricercatori-sulla-sla-nel-malati-aumenteranno-del-per-cento-yjMcyY8BEAhs39jtp1bJTK/pagina.html

 

 

Curitiba, CONVITE ESPECIAL: Serata lirica com Ornella De Luca

Serata lirica com Ornella De Luca
 

Este é um convite para quem aprecia a música lírica.

A Ornela é a menina da capa da edição de outubro de 2013 da Revista Insieme.

Está quase formada e, ainda de férias em Curitiba, quer compartilhar seu

já extenso repertório com amigos e apreciadores da arte vocal.

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Oggi è l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo finito le risorse annuali della Terra

lunedì 08 agosto 2016, 19:06

Oggi è l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui abbiamo finito le risorse annuali della Terra

Secondo Global Footprint Network servirebbero 1,6 pianeti per soddisfare la domanda di risorse naturali da parte dell'uomo

Immagine di repertorio

Oggi, lunedì 8 agosto, sono finite le risorse annuali della Terra. È l'Earth Overshoot Day, il giorno in cui la domanda di risorse naturali da parte dell’umanità supera le risorse che la Terra può rigenerare in 365 giorni. Ciò significa che in 7 mesi e 8 giorni abbiamo usufruito di ciò che doveva durarci 12 mesi, e che abbiamo sottratto risorse alle generazioni future.

Per soddisfare la domanda servirebbero 1,6 pianeti. E gli italiani? Siamo degli spreconi: in Italia la giornata era già arrivata a inizio aprile e se la popolazione globale vivesse come noi, di pianeta Terra ce ne vorrebbero 2,7.

Sono dati forniti da Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che ogni anno comunica la data. “Emettiamo più anidride carbonica nell’atmosfera di quanto gli oceani e le foreste siano in grado di assorbire e deprediamo le zone di pesca e le foreste più velocemente di quanto possano riprodursi e ricostituirsi”, ha evidenziato Global Footprint Network

Il problema è che questa triste ricorrenza ogni anno si anticipa: nel 2000 ricorse a fine settembre, nel 2015 il 13 agosto. Dobbiamo tornare indietro di 46 anni per una situazione di parità: nel lontano 1970 il consumo globale è stato pari alle risorse disponibili.

 rg

 

da: http://www.targatocn.it/2016/08/08/leggi-notizia/argomenti/targato-curiosita/articolo/oggi-e-learth-overshoot-day-il-giorno-in-cui-abbiamo-finito-le-risorse-annuali-della-terra.html

 

 

Teatro Regio, da Torino alla Finlandia

 

Teatro Regio, da Torino alla Finlandia

 27 Luglio 2016

L'Orchestra e il Coro diretti da Noseda portano Norma e Bohème

(ANSA) - TORINO, 27 LUG - Il Teatro Regio di Torino, dal 2 al 6 agosto,parteciperà al prestigioso Savonlinna Opera Festival, in Finlandia, giunto quest'anno alla sua 104/a edizione. La Bohème e Norma sono i due allestimenti che l'Orchestra, diretta da Gianandrea Noseda, maestro del coro Claudio Fenoglio, allestiti nel Castello di Olavinlinna. La Bohème andrà in scena il 2, 4 e 6 agosto e avrà la regia di Vittorio Borrelli. Il soprano Erika Grimaldi vestirà i panni della protagonista, Mimì; il tenore Stefano Secco sarà Rodolfo. Il 3 e il 5 agosto sarà la volta della Norma, regia di Vittorio Borrelli dall'originale di Alberto Fassini. Norma sarà il soprano Elena Mosuc, Pollione il tenore Gregory Kunde.

 

da: http://www.regione.piemonte.it/web/index.php/news-ansa/new/3044-teatro-regio-da-torino-alla-finlandia

      

 

OMAGGIO A LICIA ALBANESE

22 Luglio 2016

 

OMAGGIO A LICIA ALBANESE
Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation
Popolarissima negli Usa dopo il trasferimento dall’Italia nel 1945
L’Associazione Internazionale Regina Elena e l’IRCS ricorderanno, oggi a New York (Usa), l’indimenti-
cabile Licia Albanese, nata a Torre a Mare (Bari) in una famiglia di commercianti il 22 luglio 1913.
Richiamata a Dio a new York il 15 agosto 2014, alla veneranda età di 101 anni, l'artista italiana naturaliz-
zata statunitense, che fu la più popolare soprano, debuttò a Milano nel 1934, anche se non in modo uffi-
ciale (qualcuno sostiene che cantò per la prima volta in pubblico al Teatro Municipale di Bari lo stesso
anno), sostituendo all'ultimo momento la cantante titolare in Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Sarà
questa l'opera per la quale diventerà, in futuro, famosissima.
Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation, da lei fondata nel 1974 e dedicata all'assistenza
di giovani artisti, in oltre quarant'anni di attività lirica cantò più di 300 volte il personaggio della geisha
Cio-Cio San (Madama Butterfly).
Popolarissima negli Stati Uniti dopo il trasferimento dalla provincia di Bari nel 1945, era un'esperta del
Dal giorno del debutto il successo arrivò anche in Francia, Regno Unito e Malta, portando l'interprete a
vedersi spalancare le porte della Metropolitan Opera di New York il 9 febbraio 1940, nella prima delle 72
recite di Madama Butterfly.
Arturo Toscanini la invitò a cantare in un concerto per la trasmissione radiofonica delle opere La Bohème
e La Traviata con la NBC Symphony Orchestra nel 1946 e, tra il ‘41 e il ‘61, cantò alla San Francisco
Opera interpretando 22 ruoli in 120 rappresentazioni.
Dal ‘45, intanto, aveva lasciato definitivamente l’Italia e si era trasferita a New York
Lasciò il teatro nel 1966 a seguito di incomprensioni con il direttore Rudolf Bing, tornando a cantare a
San Francisco nel 1972 per un concerto di gala al Sigmund Stern Grove in occasione del 50o anniversario
della San Francisco Opera.
Nel settembre 1973 tornò nella città californiana per partecipare ad un concerto speciale in occasione del
Concorso musicale Golden Gate Park cantando con Luciano Pavarotti e l’Opera Orchestra diretta ancora
Anche dopo una carriera che attraversa sette decenni, in cui prese parte ad alcune registrazioni con Benia-
mino Giglie Arturo Toscanini, continuò a cantare in qualche raro concerto.
Dopo averla sentita cantare l'inno nazionale durante un'apertura di stagione al Met, Stephen Sondheim e
Thomas Z. Shepard le offrirono il ruolo della cantante di operette Heidi Schiller nell’opera Follies con la
New York Philharmonic all’Avery Fisher Hall nel 1985.
Nella sua lunga carriera Licia Albanese ha ricevuto alcune delle più importanti onorificenze statunitensi:
nel 1995 il presidente Bill Clinton le conferì la National Medal of Arts mentre cinque anni più tardi, nel
2000, il sindaco Rudolph Giuliani la insignì della Handel Medallion, la più alta onorificenza concessa
dalla città di New York, per il suo contributo alla vita culturale della città. Durante la cerimonia il sinda-
co Giuliani ricordò la carriera di una donna che “senza dubbio alcuno è stata una delle più amate e rispet-

OMAGGIO A LICIA ALBANESE

 

Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation

Popolarissima negli Usa dopo il trasferimento dall’Italia nel 1945

 

L’Associazione Internazionale Regina Elena e l’IRCS ricorderanno, oggi a New York (Usa), l’indimenticabile Licia Albanese, nata a Torre a Mare (Bari) in una famiglia di commercianti il 22 luglio 1913.

Richiamata a Dio a new York il 15 agosto 2014, alla veneranda età di 101 anni, l'artista italiana naturalizzata statunitense, che fu la più popolare soprano, debuttò a Milano nel 1934, anche se non in modo ufficiale (qualcuno sostiene che cantò per la prima volta in pubblico al Teatro Municipale di Bari lo stesso anno), sostituendo all'ultimo momento la cantante titolare in Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Sarà questa l'opera per la quale diventerà, in futuro, famosissima.

Presidente della The Licia Albanese-Puccini Foundation, da lei fondata nel 1974 e dedicata all'assistenza di giovani artisti, in oltre quarant'anni di attività lirica cantò più di 300 volte il personaggio della geisha Cio-Cio San (Madama Butterfly).

Popolarissima negli Stati Uniti dopo il trasferimento dalla provincia di Bari nel 1945, era un'esperta del repertorio di Puccini.

Dal giorno del debutto il successo arrivò anche in Francia, Regno Unito e Malta, portando l'interprete a vedersi spalancare le porte della Metropolitan Opera di New York il 9 febbraio 1940, nella prima delle 72 recite di Madama Butterfly.

Arturo Toscanini la invitò a cantare in un concerto per la trasmissione radiofonica delle opere La Bohème e La Traviata con la NBC Symphony Orchestra nel 1946 e, tra il ‘41 e il ‘61, cantò alla San Francisco Opera interpretando 22 ruoli in 120 rappresentazioni.

Dal ‘45, intanto, aveva lasciato definitivamente l’Italia e si era trasferita a New York.

Lasciò il teatro nel 1966 a seguito di incomprensioni con il direttore Rudolf Bing, tornando a cantare a San Francisco nel 1972 per un concerto di gala al Sigmund Stern Grove in occasione del 50o anniversario della San Francisco Opera.

Nel settembre 1973 tornò nella città californiana per partecipare ad un concerto speciale in occasione del Concorso musicale Golden Gate Park cantando con Luciano Pavarotti e l’Opera Orchestra diretta ancora da Adler.

Anche dopo una carriera che attraversa sette decenni, in cui prese parte ad alcune registrazioni con Beniamino Giglie Arturo Toscanini, continuò a cantare in qualche raro concerto.

Dopo averla sentita cantare l'inno nazionale durante un'apertura di stagione al Met, Stephen Sondheim e Thomas Z. Shepard le offrirono il ruolo della cantante di operette Heidi Schiller nell’opera Follies con la New York Philharmonic all’Avery Fisher Hall nel 1985.

Nella sua lunga carriera Licia Albanese ha ricevuto alcune delle più importanti onorificenze statunitensi: nel 1995 il presidente Bill Clinton le conferì la National Medal of Arts mentre cinque anni più tardi, nel 2000, il sindaco Rudolph Giuliani la insignì della Handel Medallion, la più alta onorificenza concessa dalla città di New York, per il suo contributo alla vita culturale della città. Durante la cerimonia il sindaco Giuliani ricordò la carriera di una donna che “senza dubbio alcuno è stata una delle più amate e rispettate interpreti nel mondo”.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©                                      Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16553 - 22 Luglio 2016

               

 

 

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Concertos líricos sinfônicos - 15 e 17/07 - Pianista Marco Boemi

 

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VIVA EUROPA! IL CONCERTO PER L’EUROPA IL 2 LUGLIO A BRATISLAVA

 

30/06/2016 - 15.37

VIVA EUROPA! IL CONCERTO PER L’EUROPA IL 2 LUGLIO A BRATISLAVA

 

VIVA EUROPA! IL CONCERTO PER L’EUROPA IL 2 LUGLIO A BRATISLAVA 

BRATISLAVA\ aise\ - “In occasione dell’avvio della Presidenza slovacca nel Consiglio dell’UE, sabato 2 luglio alle 20:00 a Bratislava sulla piazza di Eurovea si terrà il concerto di gala “Viva Europa!” che unirà sul palco un'ensemble originale composto di 100 coristi di tutti e 28 i paesi dell’Unione Europea e l’Orchestra sinfonica Viva Musica! sotto la direzione di Jozef Chabron Un appuntamento gratuito e da non mancare, che prevede un ricchissimo programma: saranno eseguiti brani in 24 lingue di autori di tutti gli Stati membri (sarà Verdi a rappresentare l’Italia con la Marcia trionfale dell’Aida)”. A rilanciare la notizia è Pierluigi Solieri su “Buongiorno Slovacchia”, quotidiano online che dirige a Bratislava.
“Il concerto sarà chiuso come si conviene dall’Inno dell’Europa, ovvero l’Inno alla gioia (An die Freude) dalla Sinfonia numero 9 di Beethoven, seguito dal brano slovacco Aka si mi Krásna (Come sei bella) di Eugen Suchon. Il testo, opera del poeta Peter Dobroslav Bella Horal, è un inno d’amore alla terra natia, con le sue bellezze naturali, le acque, le foreste, le montagne e valli.
Per poter prendere confidenza e interpretare al meglio i brani in tante linque diverse, spesso poco conosciuti, i coristi europei sono ospiti per tutta la settimana a Bratislava dove faranno prove tutti i giorni. L’idea del concerto si ispira al motto dell’Unione europea “Unita nella diversità”, a indicare le molteplici culture, tradizioni e lingue che arricchiscono il nostro continente.
Il concerto è parte, anzi, segna l’apertura del prestigioso festival Viva Musica! che anche quest’anno vedrà musicisti slovacchi e internazionali portare a Bratislava musica di alta qualità. Tra i nomi più interessanti quest’anno il violoncellista Misha Maisky, la soprano Edita Gruberova, il Kronos Quartet, il cembalista Jean Rondeau e il fisarmonicista Richard Galliano con il suo sestetto. Biglietti in prevendita su Ticketportal.sk”.
(aise)

    

da: http://www.aise.it/rassegna-stampa/viva-europa-il-concerto-per-leuropa-il-2-luglio-a-bratislava/65974/1/1/3239

          

                

L’inferno delle malattie infiammatorie croniche intestinali e la speranza in un nuovo anticorpo

L’inferno delle malattie infiammatorie croniche intestinali e la speranza in un nuovo anticorpo

Come vivono i malati di morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa. Lavoro e vita privata messi a dura prova dai sintomi della patologia. Il farmaco «vedolizumab» agisce in 6 settimane

fabio di todaro

«Una discesa all’inferno». Non usano giri di parole gli specialisti, per descrivere la piega che assume la vita di quei pazienti - almeno duecentomila in Italia, ma non esiste un registro ufficiale - che soffrono di malattie infiammatorie croniche intestinali: morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa. 

 La metafora è presto spiegata. Più tardivo è l’intervento, maggiore è il danno. Così condizioni croniche che nei casi meno severi possono essere curate con i farmaci, in altre situazioni non possono prescindere dal ricorso alla chirurgia: nemmeno sempre risolutiva.  

 I DRAMMATCI SINTOMI DEL CROHN E DELLA RETTOCOLITE ULCEROSA  

Dolori addominali, spossatezza, sanguinamenti, urgenza di correre al bagno anche più di dieci volte al giorno. Non si racconta nulla di nuovo a quei pazienti colpiti da una malattia infiammatoria cronica intestinale, le cui diagnosi oggi sono in aumento anche tra i bambini. Molti di loro sono giovani, scoprono di essere ammalati nel pieno della carriera lavorativa e di dover sottoporsi a una terapia per tutta la vita.  

 È presto chiaro dunque perché le ricadute sulla qualità della vita siano notevoli. «Si tratta di malattie che tolgono il sonno, spesso anche il lavoro e condizionano la quotidianità», racconta Alessandra Tongiorgi, psicologa dell’Unità operativa di gastroenterologia dell’azienda ospedaliera-universitaria di Pisa. Persino le vacanze diventano un’impresa per questi pazienti, che oltre ai disagi della malattia sono costretti a frequenti assenze dal luogo di lavoro. In Italia le tutele sono pochissime: nulle per i liberi professionisti, migliori per i dipendenti pubblici. Nel mezzo c’è chi lavora per aziende private, che «usufruisce prima dei giorni malattia, poi comincia a erodere il monte ferie per sottoporsi ai controlli», afferma Salvo Leone, direttore generale di Amici Onlus, l’associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino.  

 NUOVO FARMACO PER CHI NON RISPONDE PIÙ ALLE TERAPIE  

In questo scenario difficile, però, c’è anche una buona notizia. Si chiama vedolizumab il nuovo anticorpo monoclonale (Takeda) approvato per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa e malattia di Crohn in forma attiva da moderata a grave che hanno avuto una risposta inadeguata o si sono dimostrati intolleranti alla terapia convenzionale o a un antagonista del fattore di necrosi tumorale alfa. A spiegare il meccanismo di funzionamento del farmaco è Silvio Danese, responsabile del centro di ricerca e cura per le malattie infiammatorie croniche intestinali dell’istituto Humanitas di Rozzano (Milano). 

 «Vedolizumab ha un meccanismo d’azione che si basa sull’inibizione selettiva dei linfociti che transitano e vengono reclutati nell’intestino infiammato. I globuli bianchi hanno una sorta di codice di avviamento postale che li indirizza e fa sì che vengano attratti nell’intestino. Legandosi a esso, vedolizumab blocca solo questi linfociti. L’effetto è evidente: si osserva una minore tossicità e un’ottima efficacia clinica».  

 Dai dati delle ricerche condotte è emerso che in una buona percentuale di pazienti il trattamento esplica la sua azione in appena sei settimane. È stata osservata anche una riparazione del danno strutturale - più del novanta per cento dei pazienti ha avuto un miglioramento delle ulcere intestinali - e la remissione è stata mantenuta fino a tre anni.  

 MALATTIE CHE HANNO UNA NOTEVOLE RICADUTA PSICOLOGICA  

Oltre al danno intestinale, il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa hanno anche pesanti ricadute psicologiche. Questi malati, sottolinea Tongiorgi, «sono spesso ostaggio di routine rigide e della necessità di avere un bagno sempre vicino per evitare incidenti particolarmente sgradevoli, magari in un luogo pubblico. Il rischio è di sviluppare un senso di inadeguatezza. Penso a un padre che non può portare il figlio al parco, o alle difficoltà di iniziare una nuova relazione di coppia dovendo confidare all’altro il proprio calvario».  

 In questo senso «la possibilità di avere una terapia a disposizione che ha un tempo di infusione ridotto, e che viene somministrata a regime ogni due mesi, permette la pianificazione di una vita normale e può aiutare a migliorare lo stato psicologico e il clima familiare».  

 SERVE PIÙ ATTENZIONE PER QUESTE MALATTIE  

Ad aggiungere un ulteriore carico è il problema di dover pagarsi le prestazioni sanitarie che l’esenzione ticket per malattia purtroppo non include. Nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) non c’è ancora spazio per le malattie infiammatorie croniche intestinali. Un esempio concreto lo porta Fernando Rizzello, ricercatore del Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’università di Bologna: «Un paziente che inizia una terapia con un farmaco biologico ha la necessità di fare alcuni esami di screening che però non sono coperti dall’esenzione. E quindi già solo per avviare la cura dovrà sborsare fra 150 e 200 euro. Poi ci sono gli esami per monitorare la terapia, sempre a carico del paziente, che deve prevedere in media un investimento di almeno duemila euro l’anno solo per gestire la propria malattia, senza che ci sia una tutela da parte delle istituzioni». Ecco perché è giunto il momento di accendere i riflettori sulle malattie infiammatorie croniche intestinali. 

Twitter @fabioditodaro 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/06/13/scienza/benessere/linferno-delle-malattie-infiammatorie-croniche-intestinali-e-la-speranza-in-un-nuovo-anticorpo-qCU87CqIgwR246L8lQlLyJ/pagina.html

 

 

UN CONCERTO A CASA TUA. CI PENSA IL SITO

UN CONCERTO A CASA TUA. CI PENSA IL SITO

 
Vi piacerebbe ospitare una serata di musica da camera nel salotto di casa vostra, spendendo solo dieci dollari e conoscendo persone nuove? In molte città degli Stati Uniti potreste farlo, grazie alla piattaforma online «Groupmuse», che lo scorso anno ha organizzato più di 300 concerti. Il meccanismo è semplice e a suo modo geniale. Chi desidera mettere a disposizione la propria abitazione valuta lo spazio disponibile, calcola quante persone potrebbero sistemarvisi (anche solo dieci), fissa una data e contatta la piattaforma.
Non avrà altre incombenze, se non quelle consuete di un padrone di casa, e se non ci saranno abbastanza sedie, poltrone o divani non sarà un problema, perché Groupmuse incoraggia la creazione di ambienti informali, nei quali ci si accomoda per terra, magari su un cuscino. Come precisato in modo molto esplicito sul sito, l’anfitrione non dovrà nemmeno prevedere di comprare da bere: i partecipanti sono tenuti a portare la propria bottiglia, se non vogliono restare all’asciutto. Sarà però suo compito garantire l’atmosfera giusta: come precisato nelle istruzioni online, non si tratta di musica di sottofondo, ma di concerti; e questa «è musica nella quale sprofondare, non musica sulla quale fare conversazione».

A quel punto interviene la piattaforma, che scrittura una formazione di giovani professionisti della musica classica (dal solista al sestetto) e inserisce sul proprio sito la data, il luogo e il programma del concerto, che in media dura 45 minuti. Groupmuse precisa poi sul sito quanti posti liberi sono ancora disponibili e chi desidera partecipare, previa registrazione, non deve far altro che presentarsi all’appuntamento, comportarsi in maniera educata - la piattaforma fornisce indicazioni dettagliate sulla «tolleranza zero» nei confronti di comportamenti considerati fastidiosi o scorretti - senza dimenticare la propria bevanda e un contributo finanziario per pagare i musicisti, da stabilire a propria discrezione ma partendo da un minimo di 10 dollari. Riunite domanda e offerta, si realizza dunque il concerto. (…) Groupmuse offre ora concerti anche per i luoghi di lavoro. Li chiama Groupmuse at work, costano dai 2 ai 3 mila dollari, a seconda del numero di musicisti impegnati, e vengono proposti con il saggio intento di ispirare e rendere dunque più efficace la vita lavorativa di uffici e capannoni. Come, senza dubbio, poi avviene (si pensi a quanto in questo senso fanno, anche in Italia, alcuni imprenditori, capaci di inseguire la perfezione dei propri prodotti innalzando la qualità della vita dei propri dipendenti con iniezioni di cultura ed arte). Ora, per chi non ha avuto modo di studiare un po’ di storia della musica l’esperienza di Groupmuse suona come rivoluzionaria.
Lo è la modalità operativa, che utilizza un social network per realizzare incontri ed esperienze
reali, e intense, come la condivisione dell’ascolto della musica classica. Non certo nello spirito di un’attività musicale casalinga, che era prassi comune nell’Ottocento, quando la borghesia cominciò a riprodurre in piccolo, nel salotto di casa, le modalità di fruizione che erano state tipiche dell’aristocrazia ormai decaduta.

E, così come il principe Nicola I Esterházy si dilettava a suonare il proprio baryton, una sorta diviola da gamba bassa per la quale aveva commissionato a Franz Joseph Haydn, proprio dipendente,diverse partiture, i più appassionati membri della nuova borghesia si dedicavano alla pratica di qualche strumento, e le celebri schubertiadi, per le quali Franz Schubert ha composto molti capolavori, erano serate nelle quali ci si ritrovava, tra amici, per fare musica insieme, riunendo dilettanti e professionisti nella gioia della condivisione. Se è vero che per i nativi digitali condividere significa esclusivamente cliccare su un’icona, è anche vero che l’ascolto di un concerto di musica classica, a smartphone spenti e con ildesiderio di «sprofondare» nel linguaggio sonoro, è forse l’esperienza di condivisione reale più intensa che ci sia rimasta. Groupmuse l’ha capito benissimo, e su questo sta costruendo il proprio successo.


Nicola Campogrande - Il Corriere della Sera, 19 giugno 2016

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©                          Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16359 - 20 Giugno 2016

 

 

Pomodori sul terrazzo e nell’orto, le regole per coltivarli

16/06/2016

Pomodori sul terrazzo e nell’orto, le regole per coltivarli

antonella mariotti

torino

Nel linguaggio dei sogni è il simbolo della pienezza della vita. E non poteva esserci verdura migliore del pomodoro per esprimere benessere e forza vitale. La stessa delle piantine di pomodoro che - anche senza essere dei maestri del verde - si possono coltivare, senza difficoltà, in terrazzo o nell’orto. 

 

LE VARIETÀ  

Il segreto per i principianti è acquistare le piantine dai vivai e non iniziare dalla semina, troppo difficile per chi si avvicina all’orto in terrazzo o in piena terra, e poi scegliere un buon terreno concimato. La scelta della varietà poi dipende dai gusti e dall’impegno che si vuole mettere nella coltivazione. I ciliegini sono i più facili da ottenere, perchè la pianta cresce poco - circa 60 centimetri -, mentre per i cuori di bue serve una manualità più esperta. I cuori di bue certo sono i migliori per le insalate, mentre i ciliegini sono ottimi per i sughi freschi estivi. Per chi vuole pomodori «da sugo» o per conservare i pomodori secchi (che andranno anche sott’olio) meglio scegliere i san marzano, sono l’ideale e anche non difficili nella coltivazione.  

Per tutti basta seguire i pochi consigli del grafico qui sotto.  

 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/06/16/societa/giardinaggio/pomodori-sul-terrazzo-e-nellorto-le-regole-per-coltivarli-dBNmhDVDOc4VsM17ZAxk2O/pagina.html

 

 

OGGI, 650 ANNI DI STORIA DEL BLU SAVOIA

 

 OGGI, 650 ANNI DI STORIA DEL “BLU SAVOIA”

Da più di un secolo, l'azzurro è il colore ufficiale degli atleti e delle squadre che rappresentano l'Italia nelle competizioni internazionali: dall'amichevole di calcio del 6 gennaio 1911 all'Arena di Milano tra la Nazionale italiana e l'Ungheria. Prima l'Italia calcistica aveva giocato con una maglia bianca, in attesa di scegliere il colore ufficiale.
L’azzurro è un omaggio al colore della dinastia regnante, ovvero il Blu Savoia, che secoli dopo si trova nello stemma ufficiale della Regione Piemonte, che riprende lo stendardo rosso-crociato in argento di Casa Savoia, con un lambello azzurro a tre gocce in cima: è il Blu Pantone 285 CMYK 91/43/0/0.
Luigi Cibrario fa risalire l’origine del colore al 20 giugno 1366, quando partì per la Crociata il “Conte verde” Amedeo VI, “di devozione di Zendado Azzurro con l'immagine di Nostra Signora in campo seminato di stelle (oro). E quel colore di cielo consacrato a Maria è, per quanto a me pare, l’origine del nostro color nazionale”.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©                        Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16358 - 20 Giugno 2016

 

 

Le 4 suore che un secolo fa catalogarono 400 mila stelle


ERANO IMPIEGATE ALLA SPECOLA VATICANA


Le 4 suore che un secolo fa catalogarono 400 mila stelle
Erano rimaste anonime: ora sono stati scoperti i loro nomi
Fornirono un importantissimo contributo all’astronomia di inizio Novecento

Fra il 1910 e il 1922 quattro anonime suore originarie della Lombardia e impiegate all’Osservatorio Vaticano (Specola Vaticana) scoprirono e catalogarono più di 400 mila stelle. Dopo quasi un secolo i nomi di queste preziose aiutanti sono stati finalmente rivelati. Si tratta di Emilia Ponzoni, Regina Colombo, Concetta Finardi e Luigia Panceri. I loro nomi sono stati ritrovati per merito di una scoperta casuale fatta poche settimane da padre Sabino Maffeo, che lavora per l’Osservatorio Vaticano. Grazie a lui e alla giornalista Carol Glatz del sito Vatican News, che per prima ha riportato la notizia, le quattro suore potranno ora godere della giusta riconoscenza.
Un’opera fondamentale. Tutto inizia fra il 1897 e il 1899 quando gli astronomi più famosi del mondo si riunirono in vari incontri a Parigi per provare a catalogare le stelle attraverso l’opera denominata Catalogo Astrografico (Catalogo AC o Carte du ciel). Obiettivo delle conferenze era quello di creare una mappa del cielo e indicare il più precisamente possibile la posizione degli astri. Grazie a quella serie di eventi si ebbe la prima mappatura dell’universo che diede poi il via all’astronomia moderna e alle successive scoperte nello spazio. Agli incontri parteciparono esperti da ogni parte del mondo e anche il Vaticano, grazie alla lungimiranza di papa Leone XIII, decise di inviare un proprio studioso. Il pontefice era convinto che in questo modo si sarebbe fatto sapere al mondo come la Chiesa cattolica fosse interessata alla scienza e non unicamente preoccupata su questioni teologiche e religiose.
Le quattro suore. L’esperto scelto dal Vaticano fu il sacerdote Francesco Denza, che passò poi la mano al gesuita John Hagen fatto arrivare appositamente da Washington. Per compiere al meglio i suoi studi, l’astronomo americano fece richiesta per avere qualche aiutante pronto a scrivere e riportare diligentemente le coordinate delle stelle. Furono scelte così le quattro suore, che con il tempo diventarono sempre più capaci finché non furono in grado non solo di scrivere i dati, ma anche di usare l’enorme telescopio per scrutare il cielo.

Assistenti anonime. «Questa storia era conosciuta nel mondo ecclesiastico, ma nessuno aveva mai trovato il nome di quelle assistenti», spiega Glatz, «Le quattro sorelle provenivano dall’Istituto Suore di Maria Bambina, la cui casa generalizia si trova tuttora nel centro di Milano». Il loro apporto per l’astronomia moderna fu enorme, tanto che il Vaticano fu uno degli Stati che contribuì maggiormente a compilare una delle prime mappe del cielo. «Una volta che alle suore fu spiegato come fare, diventarono da subito molto brave», ha detto padre Maffeo, autore della scoperta, «tanto che vennero soprannominate “le donne calcolatrici” per la loro capacità di calcolare le coordinate e le formule da riportare sui fogli».
Coinvolgimento casuale. Il loro coinvolgimento fu casuale, dato che Hagen scelse le suore di quel convento perché era il più vicino al telescopio e quindi le donne avrebbero potuto recarsi all’osservatorio più velocemente. Il progetto internazionale per la mappatura dello spazio cominciato a fine ’800 andò avanti fino al 1966 permettendo di catalogare quasi 5 milioni di stelle. Se alcune di queste furono scoperte e studiate da scienziati esperti, si può dire che una parte della nostra conoscenza del cielo è da attribuire anche a quattro suore italiane, che ora potranno godere della giusta gratitudine attesa per più di un secolo.

Andrea Indiano
Il Corriere della Sera, 2 giugno 2016

  

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©     Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16278 - 6 Giugno 2016

 

 

Música no MCB - Museu da Casa Brasileira apresenta: Orquestra Sinfônica Infanto-Juvenil do Guri

Música no MCB apresenta: Orquestra Sinfônica Infanto-Juvenil do Guri

 

http://antigo.mcb.org.br/Convite_05_06.png

 

 

Eroas Ramazzotti. Promoção IIC

Eroas Ramazzotti. Promoção IIC

 

Concerto de Duo Alterno dia 03/06/16 às 20hs no Teatro de São Bento

Concerto de "Duo Alterno"  (de Turim) dia 03/06/16 às 20hs no Teatro de São Bento

IN PIEMONTE È TEMPO DI "JAZZ VISIONS 2016"

31/05/2016 - 16.23

 

IN PIEMONTE È TEMPO DI "JAZZ VISIONS 2016"

IN PIEMONTE È TEMPO DI "JAZZ VISIONS 2016"TORINO\ aise\ - Torna in Piemonte, dall’11 giugno al 19 novembre, la rassegna "Jazz Visions", organizzata dal Cenacolo Studi "Michele Ginotta" sotto la direzione artistica di Luigi Martinale, una manifestazione che ospita ogni anno artisti di fama internazionale, distinguendosi per la qualità ed il prestigio dell'offerta musicale, sempre di primo piano.

Un'edizione piena di sorprese quella del Jazz Visions 2016, presentata dal direttore artistico Luigi Martinale e dal presidente dell'associazione "Michele Ginotta" Mauro Comba, due nomi legati indissolubilmente a questo progetto, due persone che sin dalla prima edizione hanno investito le loro energie affinché la rassegna diventasse quello che è oggi agli occhi tutti: uno dei più conosciuti e rinomati eventi jazzistici a livello internazionale.
La rassegna prende il via ad Osasco (Torino) sabato 11 giugno in piazza della Resistenza, ore 21,30, con l'Harold Danko Quintet: Harold Danko, pianoforte, Gigi Di Gregorio, sassofoni, Franck Taschini, sax tenore, Simone Monnanni, contrabbasso, Luigi Bonafede, batteria. Gli incontri sono stati linfa vitale per tutta la storia del jazz: incontri di culture, di uomini e di esperienze. E ancora oggi gli scambi e la condivisione producono arte e bellezza. Harold Danko è depositario della grande tradizione del jazz: dopo anni a stretto contatto con chi ha scritto la storia condivide spesso, con grande piacere, la sua musica con Gigi Di Gregorio e altri musicisti italiani che parlano il suo stesso linguaggio. E per questa volta anche con il monegasco Franck Taschini, gradito ospite del gruppo.
Venerdì 24 giugno in piazza Foro Boario, a Cuneo, alle ore 21.30, In collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica G.F.Ghedini di Cuneo si esibiscono Tiziana Ghiglioni e Luigi Martinale in "Vocal Visions". Le voci più brillanti del Conservatorio si incontrano con star di livello internazionale in un luogo d'eccezione nel cuore della città di Cuneo. "I giovani incontrano i big. Questo il nocciolo del progetto Vocal Visions, frutto della collaborazione del Conservatorio "G.F.Ghedini" di Cuneo con Jazz Visions", spiega il direttore del Conservatorio, Francesco Pennarola. "Il risultato di un work in progress dei giovani studenti che si sono preparati in una formazione vocale non contemplata dai programmi accademici, in un percorso davvero unico, fianco a fianco con grandi professionisti, a partire dai docenti Tiziana Ghiglioni e Luigi Martinale, ideatori e responsabili del progetto. Un gruppo di eccellenza per una festa nel cuore della città".
Un musicista di assoluto prestigio ad inaugurare il primo appuntamento di "Jazz Visions – Piano Series": mercoledì 27 luglio, alle ore 21.15, a Saluzzo ci sarà Enrico Pieranunzi con il suo Piano Solo. Ad spitare il concerto sarà la "Croce Nera", come comunemente viene chiamata la meravigliosa Confraternita della Misericordia, un luogo suggestivo e pieno di storia che offre la possibilità di immergersi in un concerto totalmente acustico. Enrico Pieranunzi è uno dei pianisti più amati del mondo jazzistico internazionale, un poeta del pianoforte, costruttore di geometrie sonore che colpiscono sempre direttamente al cuore, sa essere lirico e allo stesso tempo swingare con forza. Nat Hentoff, un’autorità della critica statunitense, ha scritto di lui come di "un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta". Il concerto di Saluzzo è organizzato in collaborazione con l’associazione "Amici della Musica di Savigliano" all’interno della rassegna "Recondite Armonie" e l’associazione Collegium Artium di Saluzzo.
Sabato 17 settembre al Teatro Politeama, sempre a Saluzzo, alle ore 21.15, sarà in scena l’Oliver Ker Ourio Trio, con Oliver Ker Ourio all’armonica cromatica, Emmanuel Bex all’organo Hammond e Matthieu Chazarenc alla batteria. Olivier Ker Ourio è considerato il vero erede di Toots Thielemans e di tutto ciò che significa jazz eseguito con l’armonica cromatica. La sua musica è fresca, inaspettata, non riconducibile ad altri percorsi ormai noti, a tratti memore dell’isola di Reunion, dove è cresciuto. Insieme ad Emanuel Bex, un’autorità dell’organo Hammond, e al batterista Chazarenc, attirerà gli spettatori nel suo mondo musicale.
Venerdì 7 ottobre, alle ore 21.15, al Teatro Civico di Busca, sarà la volta della West Project Orchestra con: Valerio Ravera (sax alto, soprano, baritono), Livio Zanellato (sax alto, flauto), Mirco Rebaudo (sax alto), Simone Verrando (sax tenore, soprano), Andrea De Martini (sax tenore), Martino Biancheri (trombone), Valerio Crespi (trombone), Simone Biamonti (tuba), Franco Cocco (tromba), Luigi Cocco (tromba), Angelo Guglielmi (tromba, trombino), Massimo Dal Prà (piano, arrangiamenti), Riccardo Anfosso (chitarra, direzione), Giuliano Raimondo (contrabbasso), Gianni Raspaldo (batteria) e Fausto Biamonti (percussioni). Nata nel 1995 da un’idea di Roberto Coggiola, all’epoca direttore artistico del Club Tenco di Sanremo, la West Project Orchestra ha sempre perseguito la realizzazione di un repertorio che si differenziasse da quello tradizionale delle big band, affrontando temi musicali inconsueti per le grosse formazioni. L’ispirazione è stata senza dubbio la Liberation Music Orchestra di Charlie Haden, con riferimento agli album "The Ballad of the Fallen" e "Dream Keeper", nei quali il repertorio si allontana dalla tradizione statunitense per proporre arrangiamenti originali di canti per la libertà di tutto il mondo, dall’Europa al Sud America, per arrivare al Sud Africa.
Sabato 19 novembre al Teatro Silvio Pellico di Bagnolo Piemonte, alle ore 21.15, è in programma l’omaggio a Tiziana Formaiano, a cura di Click & Jazz. Sul palco Francesco Bearzatti Tinissima 4et in Monk'n'roll per un omaggio all’icona della storia del jazz Thelonious Monk. Osteggiato dal pubblico all’inizio della sua carriera per le sue bizzarrie musicali, considerato invece un nume tutelare dai musicisti che gli stavano intorno, Monk raggiunse la fama senza mai cambiare il suo modo di suonare e comporre. La sua poetica è stata fonte di ispirazione per generazioni di musicisti e compositori, non solo in ambito jazzistico. Francesco Bearzatti, profondo conoscitore della tradizione quanto proiettato in ogni ambito stilistico della contemporaneità, con curiosità onnivora e “sprezzo del pericolo”, assecondato dal suo Tinissima Quartet - Francesco Bearzatti al sax e clarinetto, Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria - celebra il genio musicale di Monk con un progetto di adrenalina pura, in cui tutta l’energia e la potenza di famosi pezzi rock dei Led Zeppelin, Pink Floyd, Lou Reed, Michael Jackson, Police, Aerosmith , si intersecano con i famosi temi del compositore scomparso ormai più di 30 anni fa.
(aise)

 

da: http://www.aise.it/la-cultura-del-martedi/in-piemonte-%C3%A8-tempo-di-jazz-visions-2016/63902/1/1/3239

 

 

In scena a San Paolo del Brasile Portraits in song

30 MAGGIO 2016

In scena a San Paolo del Brasile "Portraits in song"

 

SAN PAOLO - "Portraits in song". E' questo il titolo di un concerto che l'eMPathia Jazz Duo terrà domani maggio a San Paolo, con il supporto dell'Istituto italiano di Cultura. Nel nuovo progetto artistico l'affascinante voce di Mafalda Minnozzi e l'accompagnamento "orchestrale" ma allo stesso tempo essenziale del chitarrista newyorchese Paul Ricci propongono la loro personale interpretazione di autori come Cole Porter, Morricone, Piaf e Jobim creando originali ritratti musicali.

Il concerto, che è già stato presentato al pubblico italiano in una recente tournee, conterà con le partecipazioni speciali di Blubell, Filo Machado, Toninho Ferragutti e Rubem Farias. "Portraits in song" propone un variegato repertorio di canzoni italiane, americane, brasiliane e francesi. L'obiettivo e contribuire ad avvicinare ulteriormente la popolazione brasiliana all'Italia e agli Stati Uniti passando attraverso la musica, linguaggio universale. Il concerto, peraltro, sarà propedeutico anche al pre-lancio dell'album "Inside" del duo jazzistico. (Inform)

     

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA  -  EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it  -  ANNO LV N. 103         

             

             

Come scegliere le piante per arredare il terrazzo e il balcone

28/05/2016 

Come scegliere le piante per arredare il terrazzo e il balcone

Il segreto? Muoversi come a riempire una scarpiera, o l’armadio degli abiti: scegliete con cura i colori da abbinare a secondo anche dell’esposizione a sole

ANTONELLA MARIOTTI
TORINO

 Non accontentarsi mai della prima pianta che troviamo al super mercato o dal vivaista. Incuriositevi anche dell’edera - ideale per chi ha un balcone in ombra - ne esistono molte varietà. Il segreto sta tutto nel muoversi come a riempire una scarpiera, o l’armadio degli abiti: scegliete con cura i colori da abbinare a secondo anche dell’esposizione del vostro terrazzo o balcone. In un balcone al sole potete permettervi davvero tutto, dagli agrumi alle ortensie, dalle graminacee agli aceri, al bamboo.   

Da dove partire per chi non ha mai tenuto nulla in balcone? Sempre dalle aromatiche. Sono semplici, sempre verdi, profumano e sono belle». Anche qui, a discapito delle credenze, sono tante. Leggi i consigli nella tabella qui sotto  

 

 

 da: http://www.lastampa.it/2016/05/28/societa/giardinaggio/come-scegliere-le-piante-per-il-terrazzo-e-il-balcone-SBtv5L6Al2zeSVRlge0NUJ/pagina.html

 

 

In Spagna torna il bisonte europeo: la specie viene reintrodotta sulle montagne di León

23/05/2016

In Spagna torna il bisonte europeo: la specie viene reintrodotta sulle montagne di León

francesco olivo

Erano diecimila anni che non si vedeva da queste parti. Per questo è una grande notizia la nascita di un cucciolo di bisonte europeo, il più grande mammifero del vecchio continente, nel nord della Spagna. Il luogo di nascita è il Museo della fauna selvatica di León, che conta otto esemplari, fra cui due femmine, la specie è stata reintrodotta dal 2010, in alcune valli della Cantabria, in progetti pilota. «E’ una notizia eccezionale - ha commentato Eduardo Romero, presidente della fondazione che gestisce il museo - vuol dire che adesso abbiamo animali fertili». 

 

 

I bisonti avevano smesso di abitare le montagne della Cantabria circa 10.000 anni fa e questa nascita fa intravedere la possibilità che in breve tempo si riformi una popolazione stabile con centinaia di esemplari. La ripopolazione è già avvenuta in Polonia, nel Parco nazionale di Bia?owie?a. Per centinaia di anni il bisonte europeo era presente soltanto negli zoo, negli ultimi anni sono stati molti i progetti di reintroduzione negli ambienti naturali, in Svezia, Francia e Danimarca.  

 

 

Il piccolo bisonte non ha ancora un nome e il Museo vuole far decidere gli utenti del sito internet per il momento i favoriti sono Romerito, Campillo e Porma.  

Il presidente della fondazione ha spiegato che i bisonti convivono senza alcun problema con cervi, stambecchi, cinghiali e il bestiame tipico di queste zone.

 

da: http://www.lastampa.it/2016/05/23/societa/lazampa/animali/in-spagna-torna-il-bisonte-europeo-la-specie-viene-reintrodotta-sulle-montagne-di-len-NTNEA3MLcQ5uazt74tvzcP/pagina.html

 

 

22/05/16 - Música no MCB: Ricardo Baldacci apresenta Brothers in Swing

Música no MCB: Ricardo Baldacci apresenta "Brothers in Swing"

 

 

Riccardo Muti torna a dirigere al Teatro alla Scala dopo 12 anni

11 maggio 2016

 

Riccardo Muti

Riccardo Muti torna a dirigere al Teatro alla Scala dopo 12 anni

 

Riccardo Muti alla Scala nel 2004 (Afp)

Riccardo Muti alla Scala nel 2004 (Afp)

Il 20 e il 21 gennaio 2017 sono due date da incorniciare sul calendario perchè segnano l’atteso ritorno di Riccardo Muti alla Scala. Il maestro dirigerà due concerti “evento” dopo dodici anni di assenza. L’ultima sua presenza in quello che è considerato uno dei teatri più famosi al mondo, infatti, risale al 2 maggio del 2005 con i Wiener Philharmoniker. Muti dirigerà la Chicago Symphony nell’ambito del tour europeo dell’orchestra.

Per la Chicago Symphony, che è considerata tra le migliori orchestre del mondo e di cui Riccardo Muti ha assunto la direzione nel 2010, si tratta della terza presenza alla Scala dopo i concerti diretti da Sir Georg Solti per la Stagione Sinfonica nel 1971 e nel 1981.

Il sovrintendente Alexander Pereira ha dichiarato: “Dalla prima conferenza stampa come Sovrintendente ho sottolineato insieme a Riccardo Chailly la necessità che alla Scala dirigano i più grandi direttori del mondo, ed in particolare chi è entrato nella storia del Teatro dando un contributo artistico straordinario come Riccardo Muti. Dopo la mostra per i suoi 75 anni Riccardo Muti sarà al Piermarini nel 2017 per due concerti con la Chicago Symphony Orchestra: un momento atteso dalla città e da tutti gli amanti della musica”.

L’acquisto dei biglietti è previsto come di regola a partire da due mesi prima delle date dei concerti.

 

da: http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2016/05/11/AS1p1tgC-riccardo_dirigere_teatro.shtml

 

 

L’ORCHESTRA DI SANTA CECILIA IN BRASILE

 28/04/2016 - 11.34

L’ORCHESTRA DI SANTA CECILIA IN BRASILE

 

L’ORCHESTRA DI SANTA CECILIA IN BRASILE

SAN PAOLO\ aise\ - Dopo aver attraversato in questi anni tutta l’Europa e aver toccato anche la Cina e il Giappone, questa volta l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal Maestro Antonio Pappano, sbarca in America Latina. La prima tappa della tournée sudamericana dell’Orchestra sarà, il 7 e 8 maggio prossimi, la Sala São Paulo della metropoli di San Paolo, dove l’Orchestra torna per la terza volta dopo dodici anni. Il viaggio di Santa Cecilia in Sud America proseguirà poi verso Buenos Aires.
Ma la presenza dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a San Paolo avrà anche una importante valenza didattica, grazie al prezioso supporto della Fondazione Banco do Brasil.
Infatti, in occasione dei due concerti a San Paolo, saranno assegnate due borse di studio a due giovani musicisti brasiliani. Grazie a tale opportunità, i giovani talenti brasiliani seguiranno per due mesi a Roma i corsi di perfezionamento e vivranno l’esperienza in orchestra con i ragazzi della JuniOrchestra, presso la sede dell’Accademia di Santa Cecilia.
Oltre al supporto dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia, altri partner dell’Accademia in questo tour brasiliano sono l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, il Banco do Brasil e la società Almaviva do Brasil.
Con Santa Cecilia e il Maestro Pappano, ci sarà anche la giovanissima e ormai affermata pianista Beatrice Rana, che sarà l’interprete del celebre Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Tchaikovsky. I concerti dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia costituiscono uno dei momenti più significativi della programmazione in Brasile dell’Anno dell’Italia in America Latina.
Entrambi i concerti inizieranno alle 21. In repertorio Verdi (La Forza del Destino: Sinfonia) e Tchaikovsky (Concerto per pianoforte n. 1, Sinfonia n. 5) il 7 maggio, cui si aggiungerà Saint-Saëns (Sinfonia n. 3) domenica 8.
(aise)

 

da: http://www.aise.it/lingua-e-cultura-allestero/lorchestra-di-santa-cecilia-in-brasile/61483/1/1/3239

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sábado, 7 de maio de 2016 - domingo, 8 de maio de 2016

INFORMAÇÕES: 3258 3344

Concertos da Orquestra da Accademia Nazionale di Santa Cecilia

A Orquestra da Academia Nacional de Santa Cecília foi pioneira na Itália a dedicar-se exclusivamente a um repertório sinfônico, promovendo primeiras execuções de importantes obras primas do século XX. Desde 1908 a Orquestra apresentou-se em cerca de 15.000 concertos, colaborando com os maiores músicos do século. Foi regida por Mahler, Debussy, Strauss, Stravinskij, Sibelius, Hindemith, Toscanini, Furtwängler, De Sabata e Karajan.
Seu atual diretor artístico, Antonio Pappano, ocupa também o posto de diretor musical do Convent Garden, em Londres, além de atuar como convidado à frente das melhores orquestras do mundo. Foi reconhecido pela Royal Philharmonic Society como o regente do ano em 2005. A californiana Beatrice Rana, de 22 anos, começou a se destacar como solista depois de vencer, aos 18 anos, o Concurso Internacional do Canadá, e de receber, em 2013, o segundo prêmio no Concurso Internaci

Informações

Data: sábado, 7 de maio de 2016 - domingo, 8 de maio de 2016

Horários: *

Local: SALA SÃO PAULO - PRAÇA JÚLIO PRESTES, 16, SÃO PAULO

INGRESSO RÁPIDO: 4003 1212 - WWW.CULTURAARTISTICA.COM.BR

 

da: http://www.iicsanpaolo.esteri.it/IIC_SanPaolo/webform/SchedaEvento.aspx?id=942

 

 

 

Maestro Gianmario Cavallaro, soprano Clarissa Monti Lettieri e tenore Paulo Mandarino: La Grande Musica Napoletana

Maestro Gianmario Cavallaro, soprano Clarissa Monti Lettieri e tenore Paulo Mandarino:

La Grande Musica Napoletana  

Tour Brasil 16

Il Maestro italiano Gianmario Cavallaro sta per arrivare a San Paolo con la sua tour "La Grande Musica Napoletana", accompagnato dalla soprano, Clarissa Monti Lettieri e del tenore, Paulo Mandarino. Questa è un'iniziativa della Commissione Giovani del COMITES SP, in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo e Hospital Santa Catarina.


Venerdì sera 06/05/2015 alle 19:00

Hospital Santa Catarina Avenida Paulista, 200 São Paulo


Partecipate numerosi. Ingresso gratuito.

                                                          

Al Teatro Comunale di Bologna: BICENTENARIO DEL BARBIERE DI SIVIGLIA

29 Aprile 2016

BICENTENARIO DEL “BARBIERE DI SIVIGLIA”

CON UNA NUOVA PRODUZIONE (5-15 MAGGIO)

 
Il Teatro Comunale di Bologna festeggia, con un nuovo allestimento firmato dal regista Francesco Micheli, i duecento anni dal debutto di una delle opere più celebri del repertorio, mai uscita dalla programmazione dei teatri di tutto il mondo: Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, compositore formatosi musicalmente proprio a Bologna, al quale il teatro felsineo è tra l’altro particolarmente legato.
Questo nuovo allestimento con scene e luci di Nicolas Bovey, i costumi di Gianluca Falaschi ed i video di Panagiotis Tomaras, è realizzato in coproduzione con la Greek National Opera di Atene. Sul podio dell'Orchestra del Teatro Comunale c'è Carlo Tenan ed un cast di rilievo con interpreti rossiniani doc come Paolo Bordogna (Don Bartolo) e René Barbera (il Conte d’Almaviva), e ancora Julian Kim (Figaro) e Aya Wakizono (Rosina), mezzosoprano giapponese “fiore all’occhiello” dell’Accademia della Scala e dell'Accademia Rossiniana di Pesaro.
Il barbiere di Siviglia va in scena a Bologna dal 5 al 15 maggio; la replica del 10 maggio sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3.

“Approfondendo la lettura del Barbiere di Siviglia capolavoro che segna il passaggio fra l'opera buffa settecentesca e il dramma borghese dell'Ottocento, mi sono concentrato sulla figura di Rosina che vive la “tragedia” di una qualsiasi ragazza segregata in casa, dramma tipico dell’adolescenza di tutti i tempi, da Antigone a Giulietta a Janis Joplin.
Rossini dà voce al bisogno di ribellione di un intero sesso e di un’intera generazione. Dentro quest'opera che compie duecento anni c’è il dinamismo dei giovani contro la stasi opprimente dei vecchi, in un susseguirsi di accesi contrasti. La caleidoscopica trasposizione scenica di questa nuova produzione sfrutta lo sguardo verso il presente (Rosina), il passato prossimo (Figaro) e l'obsoleto (Don Bartolo e Don Basilio) attraverso riferimenti al mondo musicale: proprio all'inizio delle prove abbiamo appreso della morte di David Bowie, modello contemporaneo e “classico” degli stessi” afferma il regista Francesco Micheli.


In Teatro: 5, 6, 10 e 12 maggio alle ore 20; 7, 11 e 14 alle ore 18; 8 e 15 matinées alle ore 15.30.

Info: teatro@comunalebologna.it

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 16046 - 29 Aprile 2016

 

 

La Canzone Italiana al Teatro Sylvia de Alencar Matheus di Vinhedo - SP

Il 4 di maggio 2016:

Gianmario Cavallaro e Richard Bauer: La Canzone Italiana al Teatro Sylvia de Alencar Matheus di Vinhedo

 

 
Foto de Gesse Araujo.
Nesta quarta-feira, 4 de maio, mais um concerto no Teatro Municipal de Vinhedo, às 20 horas, com Gianmario Cavallaro, piano e Richard Bauer, tenor.
Prestigie e conheça as canções tradicionais que fizeram história na música italiana.
Passato e presente. Una notte per l'italiano, brasiliano e tutte le persone. Venire e fatte sentire!
Ingressos no Teatro.
19 3826-2821 / 3876-4182.
           
               

 

Accademia dei Folli: Attenti al Gorilla! Omaggio a De Andrè venerdì 29 aprile a Fossano

 

Attenti al Gorilla! Omaggio a De Andrè

venerdì 29 aprile a Fossano

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ATTENTI AL GORILLA!

Omaggio a Fabrizio De Andrè
29 Aprile 2016

TEATRO I PORTICI - FOSSANO

ore 21

 

Attenti al Gorilla! è un tributo, affettivo e professionale, a uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Attraverso una carrellata di brani celebri e meno celebri, ricca di fascino e poesia, metteremo in scena un grande viaggio attraverso personaggi, situazioni, storie che indagano tra le pieghe più recondite dell’umanità.

 

Non è mai troppo tardi per riascoltare le canzoni di Fabrizio De Andrè. Ritrovare in altri autori una simile coerenza artistica, un tale approfondimento poetico e un’eguale intensità compositiva è cosa rara. Le radici “popolari” dell’intera opera di De Andrè si rivelano tutt’altro che un limite, diventando anzi uno spazio di ricerca sonora dai risvolti sorprendenti.

 

ATTENTI AL GORILLA! Omaggio a De Andrè
Venerdì 29 aprile 2016
Teatro I Portici
Fossano, via Roma 74
ore 21

con Carlo RoncagliaEnrico De LottoGiò DimasiVince NovelliGianni Virone

 

biglietti € 15 - € 12 - € 5


Per info e biglietti Teatro I Portici 0172 633381 | info@i-portici.net | www.i-portici.net

                  

                  

 

Istituto Italiano di Cultura - Conferência de Davide Garattini no Theatro São Pedro - 26/04 ás 10hs

Conferência: Davide Garattini - no Theatro São Pedro - 26/04 ás 10hs

 

Conferência: Gianni Tangucci - no Theatro São Pedro - 25/04 ás 20hs

Conferência: Gianni Tangucci - no Theatro São Pedro - 25/04 ás 20hs

 

Música no MCB - Museu da Casa Brasileira: Quarteto Quadrantes lança o álbum Sinuosa

Música no MCB: Quarteto Quadrantes lança o álbum "Sinuosa"

 

 

Claudia Giulietti e gli Arianuova in concerto a Fossano

venerdì 15 aprile 2016, 18:31

Claudia Giulietti e gli Arianuova in concerto a Fossano

 

 

             

“Non smetto di cercare (e di sognare)” andrà in scena domenica 17 aprile 2016 alle 17 nella chiesa dei Battuti Bianchi

Domenica 17 aprile alle 17, Claudia Giulietti porterà in scena il suo nuovo progetto musicale “Non smetto di cercare (e di sognare)”. Il concerto si terrà nella suggestiva cornice della chiesa dei Battuti Biancbi a Fossano. Si tratta del frutto di due anni di lavoro della cantautrice che da quattro anni è allieva della Fondazione Fossano Musica dove studaia canto moderno, pianoforte, Big Band e CantAutore con il professor Enzo Fornione.

Accanto alla cantautrice in questo progetto dalle sonorità latine ci saranno gli Arianuova: Mario Zappalà (filicorno), Ciro Lo Basso (chitarra elettrica), Luca Merlatti (basso e contrabbasso), Paolo Molineri (batteria), Paola Cagnotto (seconda voce) e Manuela Zappalà (flauto).

Oltre all’autrice e al gruppo, saranno ospiti sul palcoscenico alcuni docenti della FFM che si esibiranno in brani della cantautrice. Cristina Rulfi Raffaella Buzzi presteranno la loro voce accompagnate da Enzo Fornione al pianoforte e Luca Allievi Erik Ventrice alle chitarre acustiche.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Agata Pagani

           

da: http://www.targatocn.it/2016/04/15/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/claudia-giulietti-e-gli-arianuova-in-concerto-a-fossano-2.html

 

 

Da lunedì 11 a domenica 24 aprile:IL TEATRO REGIO DI TORINO PER IL FESTIVAL ALFREDO CASELLA

 29/03/2016 - 15.16

 

Da lunedì 11 a domenica 24 aprile

 IL TEATRO REGIO DI TORINO PER IL FESTIVAL ALFREDO CASELLA

 

IL TEATRO REGIO DI TORINO PER IL FESTIVAL ALFREDO CASELLA

TORINO\ aise\ - Da lunedì 11 a domenica 24 aprile, all’interno del Festival Alfredo Casella, il Teatro Regio di Torino presenta quindici appuntamenti, tra opere, concerti, balletti, convegni, incontri e mostre per far luce sull’opera e la vita del compositore torinese che studiava con Fauré, dialogava con Ravel e suonava con Debussy.
Tra le produzioni programmate dal Teatro Regio la più importante è l’allestimento dell’opera di Casella La donna serpente, in scena, per la prima volta a Torino, dal 14 al 24 aprile. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio sale Gianandrea Noseda che negli ultimi anni ha dedicato una considerevole parte della sua attività allo studio e alla diffusione della musica italiana del Novecento. La regia è di Arturo Cirillo, attore e regista tra i più apprezzati a livello internazionale, uno dei pochi vincitori del premio Ubu per entrambe le attività. In scena, un cast di primissimo piano che annovera, tra gli altri,Piero Pretti, Carmela Remigio, Erika Grimaldi, Francesca Sassu, Sebastian Catana e Roberto de Candia. La donna serpente tenne occupato Casella dal 1928 al 1931. Tra i modelli che il compositore tenne a mente troviamo le opere di Mozart, Rossini, Verdi, Puccini, autori che il genio di Casella seppe fondere e rielaborare per dar vita a un nuovo linguaggio insieme tradizionale e contemporaneo. Un’opera ambientata nel tempo delle favole, abitata da maghi, fate, re e principesse, legati da incantesimi e mossi dall’amore; una fiaba a lieto fine che conquisterà il pubblico di ogni età. Per le recite de La donna serpente è in corso una speciale promozione: acquistando un biglietto, il secondo è offerto dagli Amici del Regio, una grande opportunità per conoscere un titolo di rara esecuzione e dall’avvincente fascino. La Prima dell’opera, giovedì 14 aprile alle 20, sarà trasmessa in diretta TV su Rai5 e da Rai-Radio3, trasmissione inserita anche all’interno del circuito Euroradio. L’opera verrà presentata al pubblico giovedì 14 aprile alle ore 17.30 al Piccolo Regio Puccini da Giorgio Pestelli con una conferenza dal titolo La donna serpente. Intellettualismo e fantasia in Alfredo Casella, nella quale l’illustre musicologo contestualizza la genesi e la ricezione dell’imponente opera.
Dal 20 al 22 aprile, al Piccolo Regio Puccini, andrà in scena il ballettoPirandello Suite, un nuovo allestimento del Teatro Regio in prima assoluta, con coreografia, regia e video di Massimiliano Volpini, costumi di Laura Viglione e luci di Mario Merlino. Un trittico di balletti su musiche di Casella, liberamente ispirato ai capolavori di Pirandello: Sei personaggi in cerca d’autore, Uno, nessuno e centomila e La giara. Quattro le recite: due alla sera (20 e 22 aprile ore 20) e due al mattino (21 e 22 aprile ore 10.30). Anche per questo balletto acquistando un biglietto il secondo è offerto dagli Amici del Regio.
Sabato 23 aprile ore 20.30, all’interno della Stagione I Concerti, Fabio Luisi, uno dei direttori più apprezzati a livello internazionale, dirigerà l’Orchestra del Teatro Regio in un programma che accosta alla monumentaleSinfonia n. 7 di Anton Bruckner, una prima italiana del compositore Luca Lombardi, il concerto per flauto e orchestra E (solista Andrea Manco), ePupazzetti op. 27 bis di Casella. L’ironico titolo fa riferimento a cinque pezzi per pianoforte a quattro mani, composti nel 1915, e orchestrati nel 1920, nei quali Casella rielabora l’esperienza di Debussy e Ravel in un linguaggio indipendente che predilige un contrappunto stilizzato e quel gusto per una melodia ironica dal netto taglio ritmico e già stravinskijano.
Inoltre, accanto a queste proposte musicali, il Regio organizza una serie di incontri, per approfondire la poliedrica figura di Casella, non solo compositore ma anche pianista, direttore d’orchestra, saggista e animatore culturale.
Lunedì 11 aprile ore 17.30, nella Sala del Caminetto del Teatro Regio, la musicologa Fiamma Nicolodi presenta Immagini di una vita, conversazione e proiezioni sulla vita di Alfredo Casella. Un incontro per contestualizzare l’uomo e l’artista e la sua produzione nei turbolenti anni caratterizzati dalle due Guerre Mondiali.
Durante tutto il Festival Casella, dall’11 al 24 aprile, nel Foyer del Toro del Teatro Regio, si potrà vedere la mostra Casella intimo, un percorso iconografico che illumina aspetti poco noti del grande compositore, ritratto in momenti di interessante quotidianità. La mostra fotografica, a cura di Simone Solinas, si avvale della consulenza di Fiamma Nicolodi; l’ingresso è libero nei giorni: lunedì 11 aprile (ore 17-19), martedì 12 aprile (ore 10-18) e lunedì 18 aprile (ore 17-19); la mostra sarà inoltre visitabile dai possessori di biglietto per le visite guidate Al Regio dietro le quinte (da martedì a venerdì ore 15.30; sabato ore 11, 11.45, 15 e 15.45), per l’opera La donna serpente (dal 14 al 24 aprile) e per il concerto diretto da Fabio Luisi (23 aprile).
Mercoledì 12 aprile dalle ore 10.30, nella Sala del Caminetto del Teatro Regio, Giorgio Pestelli modera il convegno Il tempo e la musica di Alfredo Casella. Giangiorgio Satragni, Marco Vallora, Nicola Montenz, Virgilio Bernardoni, Francesco Fontanelli e Antonio Rostagno indagano l’attività di Casella nel contesto delle arti visive, della musica, degli avvenimenti politici e culturali coevi alla sua attività. L’ingresso è libero. Venerdì 15 aprile alle ore 12, all’AtaHotel Principi di Piemonte, il Direttore musicale del Teatro Regio, Gianandrea Noseda e il Direttore artistico del Teatro, Gastón Fournier-Facio, presenteranno l’integrale delle Sinfonie composte da Casella e i Frammenti sinfonici da La donna serpente, incise da Noseda per l’etichetta discografica Chandos. Queste registrazioni si inseriscono nel progetto “Musica Italiana” voluto da Noseda per diffondere tesori musicali dei grandi compositori italiani del Novecento.
Lunedì 18 aprile alle ore 17.30, nella Sala del Caminetto, Gastón Fournier-Facio, modera l’incontro Alfredo Casella scrittore nel quale verranno presentati tre volumi scritti da Casella e ripubblicati per l’occasione in nuove edizioni: I segreti della giara, a cura di Cesare De Marchi, postfazione di Giovanni Gavazzeni; La musica al tempo dell’aereo e della radio. Cronache musicali 1925-46, a cura di Francesco Lombardi; Strawinski, a cura di Benedetta Saglietti e Giangiorgio Satragni, prefazione di Quirino Principe. L’ingresso è libero. (aise)

 

da: http://www.aise.it/la-cultura-del-martedi/il-teatro-regio-di-torino-per-il-festival-alfredo-casella-/59299/1/1/3239

 

 

Il decollo dal Molo Audace che cambiò la storia del volo

03/04/2016
Carissimi,

credo che questo pezzo di storia vera sia estremamente interessante ed emozionante,

E poi coinvolge la famiglia del nostro Amico e Associato Sergio Cosulich, che ha aggiunto alcuni dettagli imperdibili.

Un caro saluto

Guido Urizio - Presidente FERRARI CLUB SAO PAULO
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Il decollo dal Molo Audace che cambiò la storia del volo

Esattamente novant’anni fa fu inaugurata la prima linea aerea commerciale italiana. I biplano “frutto” del coraggio dei fratelli Cosulich collegarono Trieste a Torino

di Luca Perrino 

Il Cant 10 protagonista del primo...

 
 
 
 
 
 

Il "Cant 10" protagonista del primo volo commerciale italiano che collegò Trieste a Torino

TRIESTE Primo aprile 1926. Una data storica per l’aviazione civile italiana. E per la Venezia Giulia. Novant’anni fa quattro biplani monomotori “Cant 10”, realizzati dalle Officine aeronautiche di Monfalcone, effettuarono il primo collegamento Trieste-Torino e Torino-Trieste. E diedero inizio della storia dei voli commerciali nella nostra penisola: quel volo fu il risultato di un vero e proprio atto di coraggio imprenditoriale dei fratelli Cosulich che, originari di Lussinpiccolo, si erano lanciati nell’avventura fondando il Cantiere navale triestino e le Officine Aeronautiche che, successivamente, si trasformeranno nei Crda ovvero nei Cantieri riuniti dell’Adriatico.

La storica impresa dell’aria collegò il molo Audace di Trieste e lo specchio d’acqua del parco del Valentino a Torino: centinaia di chilometri di volo avventuroso all’alba del secolo quando non esistevano ancora i radar e per orientarsi si seguivano i corsi dei fiumi o le linee ferroviarie. Un’impresa affascinante come la storia della società e degli uomini che la resero possibile: la Sisa, Società italiana servizi aerei, prima compagnia aerea commerciale italiana. «L’avventura – racconta lo storico Carlo D’Agostino – iniziò dai primi timidi e avventurosi voli con alcuni Fba, piccoli e traballanti idrovolanti, residuati della prima guerra mondiale, e culminò con i velivoli appositamente progettati dall’ingegner Raffaele Conflenti: il “Cant 10”, monomotore da quattro passeggeri, e il “Cant 22”, trimotore da dieci passeggeri. A precederli, però, ci furono il “Cant 7” per la scuola di volo e il “Cant 18” per l’addestramento più impegnativo».

Risultato: la Sisa chiuse il primo anno d’attività con 575 collegamenti effettuati, 1.589 ore di volo, 238.262 chilometri percorsi, 1.588 passeggeri e 13.470 chilogrammi di merci e bagagli. Nacquero poi nuovi collegamenti aerei: Zara-Ancona-Venezia, Trieste-Fiume-Zara, Trieste-Brioni-Venezia, Trieste-Venezia-Pavia-Genova e ancora Ancona-Zara, Fiume-Abbazia-Brioni-Venezia. Poi, nel 1933, iniziò il declino della Sisa dovuto non solo alla tecnica, con l’avvento dei nuovi aerei terrestri, ma anche alla politica, con la scelta di dar vita a un’unica compagnia aerea nazionale. «Il 1° maggio del 1934, alla presenza di tutto il personale riunito a Trieste dinanzi all’hangar in ferro realizzato pochi anni prima, il presidente – racconta ancora D’Agostino - salutò tutti i collaboratori, mentre la bandiera della Sisa scendeva dal pennone dell’hangar per essere sostituita da quella della Sam, ovvero la Società aerea mediterranea che avrebbe poi assunto il nome d’Ala Littoria».

Una nuova era si apriva per l’aviazione commerciale italiana, ma erano alle porte nuovi e tragici eventi che avrebbero portato in breve alla cessazione di ogni attività aereo commerciale privata. Al termine del conflitto, nel clima di restaurazione di tutte le attività comprese quelle aeronautiche, Alberto Cosulich, con direttori i nipoti Paolo e Callisto Cosulich, rifondò a Trieste

la Sisa: era il 1947.

Il novantennale della storica impresa sarà festeggiato con una rievocazione storica di grande suggestione che prevede anche l’arrivo di un idrovolante al Molo Audace. Oggi, in Municipio, la presentazione di tutti i dettagli.


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Caro Guido

 Altre interessanti notizie da Trieste !

 

Si, siamo parenti ; questi idrovolanti Cant venivano costruiti nel cantiere navale della Fratelli Cosulich a Monfalcone ;Il nome Cant viene da : Cantieri Aero Navali Trieste .La línea per La Dalmazia toccava anche Lussimpiccolo, e mio Padre , Paolo ( ma non quello nominato nell’articolo ) era uno dei piloti ;dopo la guerra i Fratelli Cosulich riattivarono la  SISA ( Soc Italiana Servizi Aerei ) della quale mio Padre era Presidente ; gli aerei erano i DC3 che si chiamavano I-Varo , I-Mare, I- Luna I-Cosu I-Nave ecc . Anche i famosi Cant-Z ( da Zapata ,l’ing che li progetto ) furono costruiti a Monfalcone ;era tromotori sui quali mio padro volo ‘ durante tutta la guerra . Che ricordi !

Gia da tempo, mio fratello Renzo, che passa spesso da TS cercava di convincere il Municipio di far mettere sul molo dove c’era lo scafo degli aerei, um munumento che ricordasse la SISA che e’ stata la prima societa civile di servizi aerei in Italia ; ma c’era sempre um “ no se pol “ !

Ci vediamo martedi

Abraço

Sergio Cosulich

 

 

Concertos de òrgão com Maestro Silvio Celeghin - 07/04 às 21h

Concertos de òrgão com Maestro Silvio Celeghin - 07/04 às 21h

 

             

A Barge (pv. CN) - L’uomo che vive nella casa che gira: L’ho costruita per stare sempre al sole

L’uomo che vive nella casa che gira: “L’ho costruita per stare sempre al sole”

Nel Cuneese il sogno realizzato di un 80enne: gli amici pensavano fossi pazzo. “La forma a fungo? Avevo poco terreno e volevo godermi la vista sulla pianura”

 

Baciato dai raggi. Michele Beltramone, 80 anni, ex idraulico, ha avuto l’idea della casa che gira montando il palco - rotondo - per il ballo liscio

23/02/2016
andrea garassino
barge (cuneo)

Gira interamente su se stessa seguendo il sole come un girasole, come i ristoranti sulle torri di Berlino, Vienna, Toronto e New York. 

 Ma questa è una casa e qui siamo a Barge, nel Cuneese. Ci abita chi l’ha progettata e costruita 30 anni fa: Michele Beltramone, 81 anni ad agosto, idraulico in pensione («ma lavoro ancora» dice). Titolo di studio: quinta elementare.  

 

Barge, la casa che gira: la storia

 

La «Casa che gira» sembra un incrocio tra un fungo e un’astronave. «Avevo un appezzamento su questo sperone roccioso – dice – da cui si gode di una bella vista sul paese e anche su tutta la pianura fino a Torino e alle Langhe. Volevo un progetto particolare perché qui non c’era una superficie piana estesa. Ne ho parlato con il mio geometra. Dopo aver bevuto qualche bicchiere di vino mi fece notare che il nostro territorio era conosciuto per i funghi e che dovevo pensare ad una casa con quella forma. Allora, ho ribattuto: se girasse su se stessa»? 

 

L’IDEA  

Manca ancora il progetto e passano un paio d’anni. «Nella mia borgata stavamo montando un palco per il ballo liscio – prosegue -, che è rotondo. Mi è tornato in mente il discorso della casa a forma di fungo, rotante. Ho preso un gesso e ho iniziato a disegnare per terra, sulla strada. I miei amici hanno pensato fossi impazzito, ma ho visto dal disegno che la disposizione delle stanze poteva funzionare e ho capito che dovevo darmi da fare e iniziare a costruire». 

 I lavori sono iniziati nel 1983 e sono finiti nel 1986, 30 anni fa «anche se con una casa così non si conclude mai, è sempre un cantiere aperto». 

 Ingranaggi e motore sono un’altra delle creazioni dell’eclettico Beltramone. «Il motore, 2 cavalli, è alimentato a elettricità - spiega -. Consuma pochissimo, come una vecchia lampadina da 100 candele, e permette alla casa di girare su stessa in 56 minuti, ed è la velocità massima, mentre con quella minima la rivoluzione completa si compie in 24 ore. Così, se sto seduto in cucina tutto il giorno, sono sempre baciato dal sole. Ho assemblato pezzi, ingranaggi, rotelle, pulegge, acquistando qualcosa e recuperando altro. All’inizio avevo anche parti di una vecchia Mercedes».  

 

IL PUNTO FERMO  

MCOBER

(Il tetto della casa che gira su se stessa è formato da una cupola in acciaio inox, sotto il quale Michele Beltramone ha piazzato putrelle e tiranti che formano la struttura della casa e le garantiscono solidità)  

 Il «cuore mobile» della casa è nella cantina sottoterra, in mezzo a salami casalinghi e a bottiglie di vino locale. E’ l’unica parte della costruzione che non ruota, si trova esattamente sotto il «piedistallo» ed è lì che c’è anche il cuscinetto composto da 98 sfere, che da solo pesa 30 quintali. Il peso totale dell’edificio è di 4 mila quintali: «Non spiegherò a nessuno come ho fatto a calcolarlo... Ci provino scienziati e i studiosi». 

 L’altezza dell’edificio è di oltre 8 metri. L’abitazione ha un diametro di 16 metri, mentre il «piedistallo» è largo 5. All’interno sono state ricavate 7 stanze, di cui due bagni. Il tetto è formato da una cupola in acciaio inox, sotto il quale ci sono putrelle e tiranti che formano la struttura della casa e le danno solidità. «A un certo punto ho ricevuto un’offerta - ricorda - per vendere: volevano fare di questa casa un club privato, ma ho subito rifiutato. È un progetto unico e non saprei dargli un valore. Avvio la rotazione quando organizziamo cene o feste o quando voglio passare una giornata interamente al sole». 

 Dopo decenni trascorsi nella «Casa che gira» a forma di fungo, Beltramone progettava anche il suo «riposo eterno» in una struttura con le stesse sembianze: «Non ho ottenuto i permessi ma ho costruito ugualmente una tomba unica, disegnata da me, coperta da una cupola semicircolare, sorretta da un’enorme pietra da 160 quintali. La “Casa che gira” resterà ai miei famigliari e decideranno loro che cosa farne». 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/02/23/italia/cronache/luomo-che-vive-nella-casa-che-gira-lho-costruita-per-stare-sempre-al-sole-wlPnZ4koOi4iUJIx6D1fDN/pagina.html

 

 

Giornata mondiale dell’udito: salviamolo con la regola del 60

03/03/2016

Giornata mondiale dell’udito: salviamolo con la regola del 60

Sordità spesso legata a genetica e invecchiamento. A rischio soprattutto i giovani. Attenzione a rumori e musica troppo forti: minuti d’ascolto e decibel da tenere a bada

 

 

 

 

daniele banfi

Oggi è l’International Ear Care Day 2016, la giornata mondiale dedicata alla cura dell’udito. A differenza di quanto si possa pensare i problemi legati a questo fondamentale senso sono molto diffusi. Congeniti o acquisiti questo genere di problemi riguardano il 5% della popolazione mondiale, ovvero 360 milioni di persone. La metà si sarebbero potuti prevenire. A preoccupare sono le nuove generazioni: secondo le stime dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono quasi 32 milioni i bambini con disturbi all’udito. 

 

 

LE CAUSE PRINCIPALI CHE DETERMINANO LA PERDITA DELL’UDITO  

Secondo l’OMS il 40% delle perdite di udito è dovuto a cause genetiche, favorite da fenomeni come il matrimonio tra consanguinei, il 31% è causato da infezioni come morbillo, parotite, rosolia e meningite, il 17% a complicazioni alla nascita e il 4% dall’utilizzo inconsapevole da parte delle donne incinte o dei neonati di farmaci che sono pericolosi per l’udito. «Per prevenire la perdita di udito infantile – spiega Etienen Krug, direttore del dipartimento per le disabilità del prestigioso ente- la vaccinazione regolare, la limitazione dell’accesso ad alcuni farmaci e la riduzione dei livelli di rumore sono fondamentali». 

 

EVITARE ASSOLUTAMENTE I RUMORI ASSORDANTI  

Ed è proprio sul rumore che l’OMS da tempo concentra il proprio sforzo di prevenzione. Sul banco degli imputati, in primis, la musica ascoltata in cuffia ad elevato volume. Una recente ricerca francese ha mostrato che il 67% degli adolescenti ammettere di addormentarsi con la musica nelle orecchie anche in auto e, nel 69% dei casi, anche a letto. Una tendenza preoccupante poiché i giovani, per limitare al massimo i suoni esterni che potrebbero disturbare l’ascolto, tendono ad aumentare il volume a livelli ben oltre il limite e per questo particolarmente dannosi per l’orecchio.  

 

QUANTA MUSICA ASCOLTARE E A CHE VOLUME  

Eppure -il concetto è semplice- più alto il volume e più rapida è la comparsa del danno e la sua entità. I tempi di ascolto considerati sicuri variano con i decibel: otto ore a 85 decibel (il rumore nell’abitacolo di un’automobile), 2 ore e mezza a 90dB (metropolitana), 47 minuti a 95dB, un quarto d’ora a 100dB (treno in transito), 4 minuti a 105Db (un lettore mp3 con il volume al massimo), 28 secondi a 115dB (un concerto rock) e nove secondi a 120Db (una sirena). 

 

LA REGOLA DEL 60  

Per regolarsi con la musica gli esperti consigliano la regola del 60: musica di intensità non superiore a 60 decibel e per non più di 60 minuti al giorno. «Un bambino che fa fatica a sentire può avere difficoltà anche ad imparare a parlare - conclude Etienen Krug-, andare male a scuola ed essere isolato socialmente. Ma questo non deve accadere, abbiamo una serie di strumenti per prevenire, fare diagnosi e curare le perdite di udito».  

Twitter @danielebanfi83 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/03/03/scienza/benessere/giornata-mondiale-delludito-salviamolo-con-la-regola-del-wqkXz5dTW3XaN4yhAmQ84M/pagina.html

 

 

La musicista torinese residente in Svizzera ha fondato e dirige l’Associazione P0URQUOIPAS , che si occupa di sviluppare progetti multimediali innovativi ed eventi artistici a scopi sociali

23 FEBBRAIO 2016

 

Debutto alla Carnegie Hall di New York per la violinista italiana Irene Abrigo

La musicista torinese residente in Svizzera ha fondato e dirige  l’Associazione “Pourquoipas” , che si occupa di sviluppare progetti multimediali innovativi ed eventi artistici a scopi sociali

 

Piena di talento, di fantasia e di energia comunicativa, vincitrice di numerosi concorsi internazionali e del Premio Respighi 2015, la violinista italiana Irene Abrigo, torinese di nascita,ora residente in Svizzera, ha debuttato da solista nel mese di gennaio 2016 in Brasile nel Festival Musica Nas Montana, per la prima esecuzione sudamericana del Concerto di Ottorino Respighi n.1 e nel febbraio 2016, alla Carnegie Hall con la Chamber Orchestra of New York sotto la direzione di Salvatore di Vittorio. (Prima esecuzione newyorkese del concerto per violino e orchestra del compositore belga Dirk Brossé “Black, White and in Between”)

Fortemente convinta della responsabilita sociale dell'arte, Irene ha fondato nel 2015 l'Associazione “Pourquoipas” di cui è direttrice artistica, che si occupa di sviluppare progetti multimediali innovativi ed eventi artistici a scopi sociali.

Da dov'è nato il progetto Pourquoipas?

Pourquoipas nasce dall'idea di creare progetti artistici per sostenere l'arte e l'educazione. Oggi è necessario adattare la musica e la cultura classica nel nostro tempo per attirare i più giovani, ed è un potente mezzo per promuovere l'arte e l'educazione, coinvolgendo un pubblico più ampio.

La filosofia dell'associazione Pourquoipas si basa sull'idea che tutto è possibile, se ci si dedica con dinamismo, trasparenza, professionalità e passione, e che l'istruzione e l'esperienza artistica siano una scuola di vita, e una significativa chiave di sviluppo sociale.

Qual è la missione di Pourquoipas e in che cosa è un progetto unico nel suo genere?

Il nostro obiettivo è quello di offrire o produrre progetti di eccellenza e di innovazione artistica, in collaborazione con fondazioni, teatri, orchestre, festival che condividono i nostri stessi principi.

Suonare sostenendo valori umani crea, tra i musicisti, un'energia ed un impegno profondo, che rende il risultato unico. Pourquoipas Virtuosi, la nostra orchestra, riunisce solisti, musicisti da camera e brillanti orchestrali, che si ritrovano a condividere le loro esperienze di vita artistica con questo obiettivo comune.

Come hai vissuto questo inizio d'anno 2016?

E’ stato un inizio d'anno piuttosto pieno. In primo luogo il mio debutto in Brasile a Poco de Caldas, nella regione di Minas Gerais, con la prima esecuzione sudamericana del primo concerto per violino di Ottorino Respighi. Ho incontrato alcuni grandi musicisti, trascorso due settimane meravigliose e sperimentato un po' la grandezza della natura brasiliana, di cui avevo sentito parlare molto. Amo questo concerto n.1 in la maggiore di Respighi: è un lavoro pieno di freschezza e innovazione, pur mantenendo molti riferimenti al passato (Dvorak e Brahms, per esempio).

A gennaio sei anche andata in India, per la Fondazione Ciao Kids. Ce ne vuoi parlare ?

Madeleine Murray-Robertson (violinista e co-fondatrice di Pourquoipas) ed io abbiamo deciso di sostenere con la nostra musica la Fondazione svizzera ‘Ciao Kids’, che aiuta bambini dell'India del Sud. Ci siamo così recate a Mysore (a sud di Bangalore) per una settimana, per suonare durante l'inaugurazione di due nuove scuole, fissata per il 27 gennaio, appena due giorni dopo la fine del Festival in Brasile... Con questi nuovi edifici, Ciao Kids può ora sostenere l'educazione di circa 500 bambini. Un'esperienza indimenticabile!

Dopo il Brasile e l'India, dunque, sei volata a New York per debuttare alla Carnegie Hall. Che atmosfera hai trovato e come hai vissuto questo importante momento per la tua carriera ?

Sin dal primo contatto ho stretto un ottimo rapporto con la Chamber Orchestra of New York, e il suo direttore Salvatore Di Vittorio; l'incontro con il compositore belga Dirk Brossé, autore del concerto per violino che ho suonato come première newyorkese, mi ha ispirato ancora di più nella mia interpretazione. E' stato proprio Brossé a dirigere il suo “Black, White and in Between”, che racconta la storia di una persona molto determinata, che cerca a tutti i costi la verità, fino a che non si rende conto che la verità è mutevole... una storia che sento molto mia. Il concerto alla Carnegie Hall è stato un grande successo, tutto esaurito, e abbiamo avuto alcune belle recensioni sui media belgi. Al concerto erano presenti autorità e giornalisti italiani e svizzeri, come ad esempio il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York, Tiziana Ferrario inviata della Rai, rappresentanti dell'Italia all'Onu, e il direttore della sezione culturale dell'Ambasciata Svizzera a New York. Sono stata molto felice perché ora rappresento due Paesi, e in particolare sono molto grata alla Svizzera per la formazione artistica e le opportunità che mi offre. A Losanna mi sento ormai di casa. (Stéphanie Laurent/Inform)

 

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L'Oscar a Morricone

Pubblicato il 29 febbraio 2016

 

L'Oscar a Morricone. "Non c'è grande musica senza grande film". Finalmente DiCaprio

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L'Oscar a Morricone. "Non c'è grande musica senza grande film".

Ennio