Concerto de Aniello Desiderio - 09 de maio às 21h

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Concerto de Aniello Desiderio (violão) - 09 de maio às 21h

 

exposio aiello 09 0519

Lo spettacolo Stop Musicheresistenti di sabato 27 aprile spostato al Teatro di Meina

Lo spettacolo Stop Musicheresistenti di sabato 27 aprile spostato al Teatro di Meina


 
Image
 

 

Causa condizioni meteorologiche avverse, lo spettacolo

Stop Musicheresistenti

di sabato 27 aprile è stato spostato al

 

Teatro di Meina

via Mazzini 58 

ore 21

 
Image
 

 

Un percorso musicale ed emotivo che tocca aree e periodi storici differenti, tutti riconducibili ad un’idea universale di Resistenza: dalla lotta italiana al nazi-fascismo, al Chile di Pinochet, dal Sudafrica dell'Apartheid agli afroamericani in catene nei campi di cotone.

 

Accademia dei Folli e Architorti

 

con 

Giovanna Rossi |Enrico Dusio | Carlo Roncaglia


e con
Marco “Benz” Gentile primo violino | Federica Biribicchi secondo violino
Elena Saccomandi viola  Marco Robino violoncello | Enrico De Lotto contrabbasso

 

 arrangiamenti originali  e trascrizioni
Marco Robino, Enrico De Lotto

luci e fonica Fabio Bonfanti

testo Emiliano Poddi
regia Carlo Roncaglia

 

Biglietti acquistabili
online su www.ticket.it (13€) o sul luogo dell'evento (15€)

14/04/2019, 11h - XVII CONCURSO BRASILEIRO DE CANTO MARIA CALLAS

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XVII CONCURSO BRASILEIRO DE CANTO MARIA CALLAS

nl

 

 

QUESTA MATTINA, AL BELVEDERE REALE DI SAN LEUCIO, PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DELLA CANZONE CLASSICA NAPOLETANA COME PATRIMONIO UNESCO

 

O L O R E
Agenzia Stampa
QUESTA MATTINA, AL BELVEDERE REALE DI SAN LEUCIO,
PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DELLA
CANZONE CLASSICA NAPOLETANA COME PATRIMONIO UNESCO
Presente la “Consulta per la tutela del patrimonio e delle tradizioni napoletane”
dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus
La canzone napoletana è sicuramente uno dei patrimoni natu-
rali della Città ed uno dei punti di eccellenza della canzone
italiana. Molti sono stati gli artisti nazionali e internazionali
che si sono distinti in questo genere canoro ed hanno fatto
conoscere al mondo intero la vera indole di un popolo, quel-
lo napoletano ed il suo modo di pensare e di essere. Oggi alle
ore 10, presso il Belvedere Reale di San Leucio, l’associazio-
ne “Terra Nostra” con il suo Presidente Corrado Giardina e la
“Fondazione Aurelio Fierro” rappresentata dal Presidente
Fabrizio Fierro, attraverso un apposito comitato, hanno inteso
presentare il progetto per la candidatura della canzone classi-
ca napoletana a divenire patrimonio dell’Unesco.
Ospitata dal Comune di Caserta (va ricordato che Enrico Caruso era originario di Alife in provincia di
Caserta), la manifestazione si svolgerà nella magnifica cornice settecentesca di Fernandopoli, con la
presenza del Sindaco della città Carlo Marino, dell’Assessore alla Cultura Tiziana Perillo e dell’Assesso-
re agli Eventi Emiliano Casale. Dopo la relazione introduttiva dei Presidenti delle due associazioni che
hanno promosso l’evento, interverranno la Dr. Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio
culturale e le candidature Unesco, Leandro Ventura, Direttore del servizio VI del MBAC, il Prof. Mauri-
zio Di Stefano, Presidente onorario ICOMAS, la Dr. Stefania Baldinotti, funzionario antropologo della
ICDE-MBAC. Vi saranno inoltre interventi di altri illustri personaggi come il Prof. Francisco Javier
Lopez Morale, consigliere Unesco degli stati fe-
derali del Messico, il Prof. De Melis, cineasta
etnomusicologo dell’Università La Sapienza,
Claudio Bocci della Feder Culture, l’Avv. Anto-
nio Patané, capo di gabinetto del Sindaco di No-
to e consigliere scientifico della Fondazione Pa-
trimonio Unesco Sicilia, il M° Carmine Santa-
niello, direttore del Conservatorio S. Pietro a
Maiella, Armando De Rosa, giornalista esperto
della canzone classica napoletana.
Saranno presenti per la “Consulta per la tutela
del patrimonio e delle tradizioni napoletane”
dell’Associazione Internazionale Regina Elena
Onlus Francesco Colonnesi e Giuseppe d’Anni-
bale.

Agenzia Stampa

QUESTA MATTINA, AL BELVEDERE REALE DI SAN LEUCIO, PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA DELLA CANZONE CLASSICA NAPOLETANA COME PATRIMONIO UNESCO


 

Gazzetta di Napoli

Presente la “Consulta per la tutela del patrimonio e delle tradizioni napoletane” dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus 

 

La canzone napoletana è sicuramente uno dei patrimoni naturali della Città ed uno dei punti di eccellenza della canzone italiana. Molti sono stati gli artisti nazionali e internazionali che si sono distinti in questo genere canoro ed hanno fatto conoscere al mondo intero la vera indole di un popolo, quello napoletano ed il suo modo di pensare e di essere. Oggi alle ore 10, presso il Belvedere Reale di San Leucio, l’associazione “Terra Nostra” con il suo Presidente Corrado Giardina e la “Fondazione Aurelio Fierro” rappresentata dal Presidente Fabrizio Fierro, attraverso un apposito comitato, hanno inteso presentare il progetto per la candidatura della canzone classica napoletana a divenire patrimonio dell’Unesco.

Ospitata dal Comune di Caserta (va ricordato che Enrico Caruso era originario di Alife in provincia di Caserta), la manifestazione si svolgerà nella magnifica cornice settecentesca di Fernandopoli, con la presenza del Sindaco della città Carlo Marino, dell’Assessore alla Cultura Tiziana Perillo e dell’Assessore agli Eventi Emiliano Casale. Dopo la relazione introduttiva dei Presidenti delle due associazioni che hanno promosso l’evento, interverranno la Dr. Patrizia Nardi, esperta in valorizzazione del patrimonio culturale e le candidature Unesco, Leandro Ventura, Direttore del servizio VI del MBAC, il Prof. Maurizio Di Stefano, Presidente onorario ICOMAS, la Dr. Stefania Baldinotti, funzionario antropologo della ICDE-MBAC. Vi saranno inoltre interventi di altri illustri personaggi come il Prof. Francisco Javier Lopez Morale, consigliere Unesco degli stati federali del Messico, il Prof. De Melis, cineasta etnomusicologo dell’Università La Sapienza, Claudio Bocci della Feder Culture, l’Avv. Antonio Patané, capo di gabinetto del Sindaco di Noto e consigliere scientifico della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, il M° Carmine Santaniello, direttore del Conservatorio S. Pietro a Maiella, Armando De Rosa, giornalista esperto della canzone classica napoletana.

Saranno presenti per la “Consulta per la tutela del patrimonio e delle tradizioni napoletane” dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus Francesco Colonnesi e Giuseppe d’Annibale.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 23995 - 13 Aprile 2019

 

 

 

28/03/2019 - Recital de canto e piano no IIC

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Recital de canto e piano no IIC (28/03)

 

i concerto mc

Istituto Italiano di Cultura - San Paolo: Mafalda no Auditório Ibirapuera de SP

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Dica do Istituto

 

retratos em bossa jazz 4

Apresentação do Festival Verdi de Parma com a Dra. Anna Maria Meo, Diretora Geral do Teatro Regio de Parma

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Apresentação do Festival Verdi de Parma com a Dra. Anna Maria Meo, Diretora Geral do Teatro Regio de Parma (11/03 às 11:00)

 

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😃🎤 Convide os amigos e venha curtir um show GRATUITO no Domingo na Paulista

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GAÚCHO DA FRONTEIRA E GRUPO TRADIÇÃO
OS 3 MUNDOS
SARRO: O BRASILEIRO GLOBAL
RAFAEL E A DEFINIÇÃO DA BELEZA
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🎶 Venha curtir o fim de semana no Centro Cultural Fiesp!

COMEMORAÇÃO AO DIA DO TANGO: VIOLENTANGO E SOFIA VIOLA
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QUARTAS MUSICAIS: FILARMÔNICA DE PASÁRGADA
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🎵 O sambista Leandro Fregonesi agita o Domingo na Paulista. Não perca!

CCF
LEANDRO FREGONESI - 11 de novembro, às 16horas
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🎶 Venha sambar no Domingo na ZL com Douglas Sampa e Encandeia Samba

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Domingo na ZL
DOUGLAS SAMPA E ENCANDEIA SAMBA
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Al via la stagione di concerti per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Al via la stagione di concerti per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Ieri sera l’inaugurazione nell’Auditorium Arturo Toscanini. La prima Sinfonia «Il titano» di Mahler era preceduta dalla Sinfonia in do maggiore KV 388 di Mozart. Direttore James Conlon

 

Pubblicato il 20/10/2018
Ultima modifica il 20/10/2018 alle ore 15:09
PAOLO GALLARATI

«…Mozartl….Mozartl…». Così, con la l finale del diminutivo, come par appropriarsi di un soggetto amato, Mahler pronunciava le sue ultime parole, mentre le dita riuscivano ancora a muoversi, mimando in un estremo ricordo i gesti del direttore d’orchestra. Con quel nome, fatto proprio nella deformazione affettuosa, il compositore agonizzante connetteva forse con il trascendente l’immagine artistica della qualità suprema. Mozart: la bellezza, l’armonia, la luce che pervade la totalità dell’esperienza, anche quella della tragedia e del dolore. Un’armonia perduta, di cui Mahler aveva celebrato, con la sua musica, la distruzione e insieme la struggente privazione.  

 

Questo pensiero mi suscitava il programma con cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha voluto inaugurare ieri sera la sua stagione di Concerti nell’Auditorium Arturo Toscanini sotto la guida del direttore principale James Conlon. La prima Sinfonia «Il titano» di Mahler era infatti preceduta dalla Sinfonia in do maggiore KV 388 di Mozart, così felice, aitante, sportiva, piena di quella raggiante sicurezza che il giovanotto ventiquattrenne esibiva con orgoglio, mordendo il freno degli impegni che lo costringevano alla vita insopportabile di Salisburgo. Conlon l’ha diretta con scrupolosa esattezza, anche se sembrava che la sua mente fosse già proiettata verso la seconda parte del programma, ben più complessa e imponente, ma in fondo più facile da rendere di quanto non sia l’acrobatico equilibrio tra vita ed esattezza richiesto da Mozart. Così l’esecuzione, del «Titano», diretto a memoria, è parsa di livello più alto.  

 

Davanti ad un pubblico molto folto, pieno di giovani, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha suonato benissimo, in ogni settore. E sappiamo quanto Mahler impegni sia i singoli che la massa in un continuo andirivieni di effetti timbrici, sonori, perfino spaziali, con alcuni strumenti fuori scena che ignorano i confini della sala da concerto e aprono immaginarie prospettive.  

 

Nel primo movimento si spalanca l’immagine di un bosco, colto durante il risveglio primaverile. Conlon vi si è addentrato con molta delicatezza: i richiami boscherecci, i movimenti di danza, il cinguettio degli uccelli, in particolare quello del cuculo, che assurge quasi a motivo conduttore, apparivano, in questa musica “ottica”, con evidenza fotografica. Tutto era poetico e misteriosamente inquieto , anche quando l’idillio si rompe come avviene nel secondo movimento, grottesco girotondo contadino intriso d’umor nero e , soprattutto, nel terzo, dove il tema della canzone «Fra Martino campanaro» continua a ripresentarsi, nel corso di una marchia funebre, tra innocenza e sarcasmo, suoni leggeri e gorghi vischiosi, nerastri.  

 

È compito del direttore legare in un flusso organico questa instabilità non priva di angoscia, in cui la nostalgia dell’innocenza e della bellezza (Mozart) affiora di continuo, per sparire di nuovo.  

 

Conlon ci è riuscito bene , come nell’ultimo movimento, dove passano, come in un film , le più diverse vedute, sino all’esito trionfale: autentico trionfo del positivo o maschera ingannevole che nasconde il dramma? Non si sa, ma proprio nel lasciare aperta questa domanda stava, a mio parere , l’intelligenza dell’interpretazione.  

 

da: http://www.lastampa.it/2018/10/20/spettacoli/al-via-la-stagione-di-concerti-per-lorchestra-sinfonica-nazionale-della-rai-pTfaD80ni9cHAPGRPWsvGP/pagina.html

 

 

Concerto “Taranta d’Amore” – concerto do acordeonista Ambrogio Sparagna, acompanhado pela Orchestra Popolare Italiana

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Concerto “Taranta d’Amore” – concerto do acordeonista Ambrogio Sparagna, acompanhado pela Orchestra Popolare Italiana

 

convite taranta damore

Al Circolo Italiano di SP: \Show Pedro Mariano - Piano & Voz

 

 
 
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Show Pedro Mariano Piano & Voz 
18 de outubro a partir das 19h
Circolo Italiano, Avenida Ipiranga, 344 - 1° e 2° andar - República, São Paulo - SP, 01046-010, Brasil
Pedro Mariano, um dos mais respeitados intérpretes da música brasileira, se une ao Pianista Marcelo Elias, para apresentar o Show “Piano e Voz”. Ingressos: ingressorapido.com.br
COMPRE JÁ O SEU INGRESSO
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Istituto Italiano di Cultura - S. Paolo: Concerto da Orquestra de Câmara no Theatro S. Pedro

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Concerto da Orquestra de Câmara (Theatro São Pedro) - 17/10

 

musica di cam 17 10 18 tv

Belo Horizonte: TARANTA D’AMORE - Músicas e danças da tradição popular italiana

BH: 16 de outubro 2018

TARANTA D’AMORE Tour Brasil 2018
Músicas e danças da tradição popular italiana

TARANTA D’AMORE, festa espetáculo dedicado ao rico repertório de músicas, danças e canções da tradição popular italiana.Pela primeira vez no Brasil, o Maestro AMBROGIO SPARAGNA acompanhado pela Orchestra Populare Italiana faz apresentação única no dia 16 de outubro, terça feira, às 20h30, no Teatro do Minas Tênis Clube, Rua da Bahia, 2244 – Lourdes.  Ingressos Online https://bit.ly/2y2nexk

O show integra a programação de eventos promovidos pelo Consulado da Itália em ocasião da XVIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.

 

SERVIÇO: 

SHOW: TARANTA D’AMORE  Músicas e danças da tradição popular italiana
AMBROGIO SPARAGNA & ORCHESTRA POPOLARE ITALIANA

Classificação: Livre

Dia: 16/10/2018, terça feira - Horário: 20h30
Local: Teatro Minas Tênis Clube, 
Rua da Bahia, 2244 – Lourdes
Ingressos: R$ 20,00 (inteira) e R$ 10,00 (meia)

Na bilheteria diariamente de 12h às 20h 
Ingressos Online https://bit.ly/2y2nexk
Informações: (31)  3516-1360

TARANTA D’AMORE é uma grande festa espetáculo dedicada ao rico repertório de serenatas e danças da tradição popular italiana: saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate e, especialmente, tarantelle. Ritmos que representam a base de um amplo repertório musical tradicional italiano. No centro da cena: Ambrogio Sparagna, acompanhado pela energia extraordinária e eletrizante dos integrantes da Orchestra Popolare Italiana.

AMBROGIO SPARAGNA é um dos mais importantes músicos da tradição popular italiana e européia. Virtuoso do acordeom “organetto” e etnomusicologo, pesquisa e divulga as músicas populares regionais de seu país.

Colaborou, entre outros, com grandes cantores como Francesco De Gregori, Luca Barbarossa, Angelo Branduardi, Lucio Dalla, Teresa De Sio.

É fundador e regente, desde 2007, da “Orchestra Popolare Italiana” do Auditorium Parco della Musica, um grande grupo instrumental que reúne artistas de toda a Itália e tem o objetivo de promover e valorizar o amplo repertório da música popular italiana.

Veja um vídeo do show: www.youtube.com/watch?v=oa2qxdGJlko

 

       

O ritmo K-POP no Teatro SESI-SP com show GRATUITO do cantor Dabit

CCF
OS 3 MUNDOS
CONTAÇÃO DE HISTÓRIAS: CIRANO, O MENINO NARIGUDO
MOSTRA: A MONSTRUOSA EXPOSIÇÃO DOS MONSTROS
ESPETÁCULO: QUE MONSTRO TE MORDEU?
CULTURA COREANA NA PAULISTA
ESPETÁCULO: A MONSTRUOSA EXPOSIÇÃO DOS MONSTROS
 

No Dante Alighieri: La Canzone Italiana - Grandi successi del Passato

Cari Amis,

domani 11 ottobre 2018, il Maestro piemontese Gianmario Cavallaro al  pianoforte e la brasiliana Clarissa Monti Lettieri, soprano, si presenteranno alle 19,30 nell'Auditorio Miro Noschese dell'Istituto Dante Alighieri, Alameda Jaú,1061, con il Concerto "La Canzone Italiana - Grandi successi del Passato".

L'evento è patrocinato dal "Colégio Dante Alighieri de San Paulo" con lappoggio della FAPIB

Vi apettiamo numerosi 

Un caro saluto a tutti e cerea, neh!

Cecilia Maria Gasparini – Presidente della FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

Giovanni Manassero -  Presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e  Vice Presidente del Circolo Italiano di S.Paolo
 
 

🎵 Tributo a Michael Jackson com Rodrigo Teaser no Domingo na ZL!

🎵 Tributo a Michael Jackson com Rodrigo Teaser no Domingo na ZL!

 

Domingo na ZL
tributo ao michel jackson com rodrigo teaser - Domingo na ZL
Os Filhos dos Caras - Domingo na ZL
Os Filhos dos Caras - Domingo na ZL

ANDREA BOCELLI IN CONCERTO A PORTO ALEGRE

23/09/2018

ANDREA BOCELLI IN CONCERTO A PORTO ALEGRE

 22/09/2018 - 16:13

ANDREA BOCELLI IN CONCERTO A PORTO ALEGRE

PORTO ALEGRE\ aise\ - Tenore italiano di fama mondiale, Andrea Bocelli ha incluso il Brasile nella sua tournèe internazionale e domani si esibirà in concerto a Porto Alegre, nello stadio Beira-Rio, anche grazie al contributo di Ambasciata e Consolato generale. 
Il concerto inizierà alle 20. Dopo Porto Alegre, Bocelli si esibirà anche a Brasilia, il 26 settembre all’Estádio Nacional, e a San Paolo, il 29 settembre all’Allianz Parque.
I biglietti per lo spettacolo si acquistano qui: https://bocelli.uhuu.com/. (aise)

 
da: https://www.aise.it/lingua-e-cultura-allestero/andrea-bocelli-in-concerto-a-porto-alegre/120841/1/1/8421
 
 

Concerto do Quartetto di Venezia, 19/09 no MASP

 
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Relembramos: Concerto do Quartetto di Venezia, 19/09 no MASP

 

quartetto di venezia 19 09

Luca Velotti Quartet - 13/09 21h

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Luca Velotti Quartet - 13/09 21h

 

flyer velotti

ICEFIRE QUARTET

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DICA DO ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

 

icefire quartet

A Brasilia il concerto del Luca Velotti Quartet


   A Brasilia il concerto del Luca Velotti

Quartet

 

Il 10 settembre al Clube do Choro

 

un'esibizione nell'ambito di "Segundas

 

musicais" promossi dall'Ambasciata

 

d'Italia in loco

 

BRASILIA – È in programma il 10 settembre alle ore 21 al Clube do Choro di Brasilia il concerto del Luca Velotti Quartet, tappa del tour brasiliano di "Moonray" della band che si inserisce nell'ambito dei concerti "Segundas musicais" promossi dall'Ambasciata d'Italia in loco.

"Moonray" è un viaggio musicale, tra melodie, canzoni e racconti. È una rilettura del tutto personale e contemporanea del jazz di Armstrong, Bechet, Goodman e di grandi compositori americani, come Hoagy Carmichael e Duke Ellington, ai quali si affiancano composizioni originali.

Luca Velotti è musicista eclettico, sassofonista e clarinettista della band di Paolo Conte e collaboratore di Nicola Piovani. Diplomato in clarinetto, approfondisce con il musicista americano Bob Wilber. Come leader del Velotti Jazz Ensemble ha partecipato a molti festival jazz internazionali come l’Heineken Jazz Festival a Beirut, il Manly Jazz Festival a Sidney, il Reduta International Jazz Festival a Praga, il New Orleans Jazz Festival ad Ascona. Numerose sono le registrazioni discografiche sia come leader che come collaboratore. Nell’area newyorkese ha lavorato e registrato a fianco di musicisti quali Kenny Davern, Al Casey , Toots Thielmans, George Masso, Bob Wilber, Dan Barrett, Ken Peplowsky, Dick Sudhalter, Bill Crow, Bill Smith, Tony Scott, Leonard Gaskin, Frank Vignola, Howard Alden, Joe Ascione, partecipando come ospite speciale ai concerti della Sidney Bechet Society. Velotti ha sviluppato la sua vena compositiva in molteplici colonne sonore, spot pubblicitari per la televisione e il cinema, collaborando tra gli altri con Ennio Morricone e Armando Trovajoli.

Così come per tutti gli appuntamenti di "Segundas musicais", anche la tappa di Brasilia di "Moonray" è una realizzazione dell'Ambasciata d'Italia a Brasilia in collaborazione con il Club Choro di Brasilia. Grazie al supporto dell'Ambasciata d'Italia, dell'Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, dei Consolati italiani di San Paolo, Recife e Manaus, il Quartetto Luca Velotti terrà concerti anche a Recife (11 settembre), San Paolo (13 settembre , al "Tupi or not Tupi") e a Manaus (15 settembre, al Teatro Amazonas).

Insieme a Velotti (clarinetto, sax tenore e soprano) si esibiscono sul palco Gerardo Bartoccini (contrabbasso), Michele Ariodante (chitarra a sette corde e voce) e Carlo Battisti (batteria). (Inform)

 

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA - EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05

 

ANNO LVII N. 191                                                                                   3 SETTEMBRE 2018

 

 

 

🎵Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp

🎵Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp


Carlinhos vergueiro
MOSTRA: A MONSTRUOSA EXPOSIÇÃO DOS MONSTROS
PAISAGEM AMBULANTE 381
ESPETÁCULO: QUE MONSTRO TE MORDEU?
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp

Istituto Italiano di Cultura - San Paolo: Giovanni Guidi no Jazzb

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Giovanni Guidi no Jazzb sexta-feira 31/08 às 22h

 

giovanni guidi

Calcio - Serie A: buona la prima della Juve all’Allianz: Lazio battuta 2-0

Niente gol di Ronaldo, ma buona la prima della Juve all’Allianz: Lazio battuta 2-0

Pjanic e Mandzukic decidono la sfida con i biancocelesti (una rete per tempo: entrambi al 30’)
REUTERS

 

Pubblicato il 25/08/2018
Ultima modifica il 25/08/2018 alle ore 22:55
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

La rima è in “ic”, ma alla Juve va bene così. Nell’attesa messianica del primo gol di Cristiano Ronaldo, ci pensano Pjanic e Mandzukic (un gol per tempo: entrambi al 30’) a battere la Lazio nella prima sfida di campionato allo Stadium. I campioni d’Italia rischiano meno rispetto al debutto di sette giorni fa a Verona, due gol presi contro il Chievo e tre punti acciuffati solo al 93’, ma creano anche meno. Alla fine basta un lampo del regista bosniaco e un facile tap-in dell’attaccante croato per mantenere la vetta a punteggio pieno, mentre Allegri sa che dovrà lavorare ancora molto sull’intesa di squadra con Ronaldo. CR7 ci ha provato in tutti i modi a lasciare il suo segno, ma non era la giornata giusta in uno Stadium strapieno che aveva occhi solo per lui. 

 

Allegri non guarda in faccia a nessuno per questo debutto casalingo e schiera il 4-3-3 con Mandzukic punta centrale a sostegno di Ronaldo e Bernardeschi a sfondare sulla destra. Dybala e Douglas Costa, dunque, si siedono in panchina per vedere una Juve che domina nel possesso palla (62% nel primo tempo), ma fatica a tirare e soprattutto a servire CR7. Il tutto mentre la curva Sud se la prende con Leonardo Bonucci (“Mercenario” e “Sciacquati la bocca” i cori che hanno diviso lo Stadium tra fischi e applausi) in una sfida nella sfida. L’occasione migliore è al 19’, quando Khedira colpisce il palo e Bernardeschi sfiora il gol dopo aver recuperato il pallone sulla linea di fondo e aver saltato due avversari. La Juve spinge, la Lazio prova a colpire in contropiede e solo al 30’ la sfida si sblocca grazie al gran tiro al volo di Pjanic da fuori area. Miglior modo per festeggiare il rinnovo contrattuale fino al 2023 l’ex romanista non poteva proprio trovarlo. 

 

La Juve si dimostra già compatta, Douglas Costa e Cancelo fanno la differenza

AFP

 

Nel secondo tempo il copione non cambia, anche se la squadra di Simone Inzaghi esce dal guscio e prova a prendere qualche iniziativa, fino a sfiorare il pareggio al 14’ con il tiro di Luis Alberto fuori di poco. I tentativi di servire Ronaldo aumentano, ma non cambia la sostanza: c’è sempre qualcuno o qualcosa ad impedire il primo gol bianconero del portoghese. Al 17’ è la barriera, un minuto dopo il suo colpo di testa finisce fuori di poco e al 26’ ci pensa Strakosha a volare sul gran tiro dalla distanza per alzare in angolo. I 40mila dello Stadium non aspettano altro e al 30’ l’urlo rimane in gola: Cancelo sfonda sulla destra e serve CR7, che in controtempo colpisce male e prende il suo stesso piede. Mandzukic, però, è lì appostato e spedisce in porta il facile 2-0. La prima volta di Ronaldo è ancora rinviata, ma la Juve intanto continua a vincere. 

 

 

JUVENTUS-LAZIO 2-0  

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (40’ st Bentancur), Pjanic (24’ st Emre Can), Matuidi; Bernardeschi (15’ st Douglas Costa), Mandzukic, Ronaldo. A disposizione: Pinsoglio, Perin, Rugani, Barzagli, Benatia, Dybala, Cuadrado. Allenatore: Allegri. 

 

LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Wallace, Acerbi, Radu; Marusic, Parolo (19’ st Badelj), Leiva, Milinkovic-Savic (34’ st Durmisi), Lulic; Luis Alberto (19’ st Correa), Immobile. A disposizione: Guerrieri, Proto, Basta, Bastos, Caicedo, Caceres, Cataldi, Murgia, Rossi. Allenatore: S. Inzaghi. 

 

ARBITRO: Irrati. 

RETI: pt 30’ Pjanic; st 30’ Mandzukic 

AMMONITI: Alex Sandro, Parolo, Milinkovic-Savic, Douglas Costa, Emre Can. 

SPETTATORI: 40.173 per un incasso di 2.704.132 euro. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/08/25/sport/rinviata-la-prima-di-ronaldo-con-il-gol-ma-buona-la-prima-della-juve-allallianz-lazio-battuta-yjoWy2DXcMpVLvB9yKXykL/pagina.html

 

 

ESTATE A OROPA

 

ESTATE A OROPA "A SUON DI MUSICA"

SABATO 28 LUGLIO ORE 21
XXI Festival Internazionale Storici Organi del Biellese. Basilica Antica
Suona l'organista Michel Colin

 
SABATO 4 e 18 AGOSTO ORE 21
Musica senza Tempo: da Bach al Jazz contemporaneo

Nella Basilica Antica del Santuario di Oropa, due incontri-concerto dedicati alla modernità e alla ritmicità della musica di J. S. Bach.
A cura dell'organista Sebastiano Domina

 
SABATO 28 LUGLIO - 11 - 25 AGOSTO
Ore 15: Visita guidata al Sacro Monte 

SABATO 4 AGOSTO
Ore 15: Storie di devozione

Visita guidata alla scoperta dei dipinti votivi
VENERDI' 10 e 17 AGOSTO
Ore 21: Oropa sotto le stelle

Visita guidata al Santuario e al Tesoro
Ritrovo allo Chalet Info Turistiche
SABATO 11 AGOSTO ORE 21
“Tra cielo e terra”
, proiezione di fotografie di avifauna e flora di Pietro Monteleone.
Sala Frassati 
Mostra fotografica visitabile dal 4 al 15 agosto nella Sala Dottrina
FINO AL 2 SETTEMBRE
Mostra fotografica "Uno sguardo sui Sacri Monti". 
I nove Sacri Monti Prealpini. Fotografie di Marco Beck Peccoz. Galleria S. Eusebio

 

Informazioni
Santuario di Oropa
Tel. 015 25551200  info@santuariodioropa.it  www.santuariodioropa.it

 

 

STEFANO BOLLANI IL 20 AGOSTO IN CONCERTO A BRASILIA

STEFANO BOLLANI IL 20 AGOSTO IN CONCERTO A BRASILIA

 03/08/2018 - 15:44

STEFANO BOLLANI IL 20 AGOSTO IN CONCERTO A BRASILIA

BRASILIA\ aise\ - La musica è da sempre un elemento che unisce e supera i confini nazionali. Voci e suoni di origini diverse s’incontrano e creano nuove armonie, dove la comunicazione e il rapporto artista-spettatore avvengono indipendentemente dalla lingua parlata. Nella convinzione che Italia e Brasile, tra i tanti legami forti che possiedono, condividano anche una relazione artistica musicale di grande rilievo, l’Ambasciata, i Consolati e gli IIC hanno voluto promuovere anche in questo 2018 incontri con alcuni grandi nomi della scena musicale italiana, spesso accompagnati sul palco da musicisti brasiliani. 
Il prossimo sarà Stefano Bollani, uno dei più importanti talenti del jazz italiano nel mondo, che nella sua tournée brasiliana si esibirà con grandi rappresentanti della musica brasiliana come Jorge Helder, Jurim Moreira e Armando Marçal alle percussioni. Artisti molto amati da Bollani che già avevano preso parte al progetto di Carioca del 2007.
A Brasilia il concerto di Bollani – il 20 agosto dalle 21 - si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “Segundas Musicais”, ciclo di concerti promossi dall’Ambasciata d’Italia che, dallo scorso maggio e fino al mese di ottobre, hanno luogo presso il Clube do Choro, il più importante centro musicale di Brasilia nonché uno dei più conosciuti in tutto il Brasile per la tradizione dello choro, struttura portante della musica strumentale tradizionale brasiliana.
La tournée brasiliana di Bollani, QUE BOM, è inoltre parte integrante del progetto "Vivere all'Italiana", strategia di promozione integrata dell'Italia all'estero promossa in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. (aise) 

 

da: http://www.aise.it/lingua-e-cultura-allestero/stefano-bollani-il-20-agosto-in-concerto-a-brasilia/119171/1/1/7071

 

 

Concerto del rinomato fisarmonicista erudito Mtro.Mirco Patarini di Spoleto al Circolo Italiano di S.Paoolo

Cari Amis,

 vi ripassiamo l'e-mail dell'Associazione Marchigiani in Brasile informadovi che il 19/08/2018 avremo  gratuitamente al Circolo Italiano di San Paolo un concerto del rinomato fisarmonicista erudito Mtro.Mirco Patarini di Spoleto

Invitiamo tutti i a partecipare numerosi.

 

  Un caro saluto a tutti e cerea, neh!

Cecilia Maria Gasparini – Presidente della FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

Giovanni Manassero -  Presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e  Co-Presidente del Circolo Italiano di San Paolo

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links das matérias já publicadas sobre o evento: 
 https://www.sampaonline.com.br/cultura/espetaculo.php?id=100810   
https://www.egonoticias.com/circolo-italiano-recebe-mirco-patarani/  
http://www.jornal3idade.com.br/?p=20078 
https://www.cpp.org.br/cultura/dica-cultural/item/12813-circolo-italiano-san-paolo-recebe-acordeonista-erudito-mirco-patarani  
Teremos divulgação na Radiometrópolis na Rádio Cultura FM - Fábio Malavoglia e jornal Folha de SP. 

19/08/2018 – das 11h00 às 12h00

A Regione Marche, o Circolo Italiano San Paolo e a Associazione Marchigiani in Brasile convidam para o concerto do acordeonista Mtro. Mirco Patarini, de Spoleto (Região da Úmbia, Itália), No mundo do acordeom, o Mtro. Mirco Patarini é autoridade e principal referência para os demais concertistas, prevalecendo em seus repertórios música erudita. Em paralelo à sua carreira artística, ele ocupa o cargo de Presidente da Confederação Internacional dos Acordeonistas (CIA, “Member of the International Music Council – IMC, Non Governamentald Organization – and official partner of UNESCO). Programa Livre.

Local: Salão Nobre do Circolo Italiano San Paolo, à Av. Ipiranga, 344, 1o andar – Edifício Itália.

O restaurante do Circolo estará funcionando, aberto ao público, com excelentes pratos a preços módicos.

Belo Horizonte: Concerto de Musica Barroca e Palestra sobre Lucrécia Romana

 

O evento no Memorial Vale, dia 19 de agosto às 11 horas

Concerto de Musica Barroca 
e Palestra sobre Lucrécia Romana
O grupo MUSICA FIGURATA apresenta o concerto Lucrecia Romana. Antes do concerto o historiador e professor Luca Palmesi apresenta a palestra Lucrécia Romana; uma celebridade histórica que inspirou muita música barroca. 
Lucrécia Romana
Personagem central na fase mais antiga e mitica da história de Roma, ela desencadeia, pelas consequências de sua ação, a passagem da monarquia para a repubblica, por volta do V século A.C. 
Grupo Musica Figurata
Especializado na música dos séculos XVI ao XIX, o Grupo divulga o Barroco italiano e sua relação com Minas Gerais através de dezenas de espetáculos realizados desde 2004, ano de sua fundação.
Luca Palmesi
É professor de História na Fundação Torino, Graduado e Mestre em História  pela UFMG.
Luca Palmesi trabalhou na área de História da ciência, procurando tecer relações com a História da alimentação, com a teoria antropológica e com a recepção de textos da medicina antiga e medieval.
Trabalhou com a constituição e organização de acervos e pesquisas na área de História da Ciência, Memória da UFMG.
Trabalhou com mediação e formação de mediadores na mostra sobre "Roma, a vida e os imperadores" na Casa Fiat de Cultura.
Desenvolveu pesquisas em História da imigração italiana em Minas Gerais.
O evento no Memorial Vale, dia 19 de agosto às 11 horas.

 

 

Stefano Bollani no Festival SESC Jazz 2018 - 17/08 Ribeirão Preto e 18/08 Jundiaì

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Stefano Bollani no Festival SESC Jazz 2018 - 17/08 Ribeirão Preto e 18/08 Jundiaí

16/08| COMEÇA HOJE! Galeria Digital Reger a Paulista no Centro Cultural Fiesp

 

16/08| COMEÇA HOJE! Galeria Digital Reger a Paulista no Centro Cultural Fiesp


reger a paulista

REGER A PAULISTA

O participante é o maestro e a própria cidade é sua orquestra nessa experiência audiovisual interativa em escala urbana

A arte interativa coloca a ação da audiência no coração de sua estética. É a ação do observador que dá forma, presença e materialidade para uma obra interativa, ao mesmo tempo que sua ação é também a fonte de sua experiência estética. É quando o observador dá um passo além de seu papel tradicional na história da arte e torna-se também performer, realizador e ativador da experiência interativa.

A forma como a audiência explora e testa a interface de interação é, então, o componente central de "Reger a Paulista". Sua imersão existe não na comunicação “passiva”, mas sim no processo de “feedback” mediado pela interface tecnológica oferecida aos interatores. E essa interface tem de ser explorada antes que qualquer processo de contemplação (ou análise) possa ser iniciado.

Mas as intenções de interatividade não se restringem apenas à relação “homem-máquina”: O fato de a interação se dar em duplas, é determinante aspecto da ideia de interação social que a obra oferece, propondo um momento único de convívio e diálogo social mediado por um processo estético - essencial para o conceito de arte pública. É exatamente nessa relação de tentativa e erro, nesse jogo de aparente desequilíbrio, que "Reger a Paulista" se faz relevante, relocando o espectador e a obra, a cidade, sua paisagem e suas dinâmicas de interação social, em mútua transformação que decorre durante o desenvolver da experiência estética e suas diversas camadas de processualização.

Os elementos sonoros e visuais de "Reger a Paulista" foram concebidos afim de enaltecer a percepção e explorar diversas possibilidades de interação entre som e luz, público e arquitetura, a cidade e seus cidadãos, explorando a paisagem como uma tela multidimensional que reativa e redesenha espaços urbanos. Utilizando-se de uma plástica minimalista, que explora “erros” digitais e música da vertente chamada de microsounds, a obra transita por diferentes contextos, trazendo referências à uma gama de obras do mundo da arte digital contextualizando-a no século XXI. Resultando em uma instalação que, ao utilizar-se de tecnologias emergentes, se renova a cada vez que é ativada, dando novo significado as paisagens urbanas e convidando o público a tomar parte na criação de uma obra de arte pública de larga escala.

DALLE FESTE PAGANE ALL’ASSUNZIONE

 

DALLE FESTE PAGANE ALL’ASSUNZIONE
Il termine Ferragosto fu coniato nel 18 a.C. quando Cesare Augusto, il primo Imperatore romano, istituì un intero
mese di feste come dono personale al popolo romano. Agosto, dal suo nome, appunto. Ricordiamo che l’anno ini-
ziava a marzo, e le feste di Augusto furono chiamate feriae Augusti, per festeggiare la fine dei principali lavori
agricoli. Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia; tale festa era
tipicamente romana, tanto che in età rinascimentale fu reso obbligatorio dai decreti pontifici.
La ricorrenza si collega anche con i Consualia, il periodo di festa e riposo che nell’antica Roma si dedicava al dio
Conso, protettore dell’agricoltura. Nel corso di questi festeggiamenti, anche in tutto l’impero si organizzavano
corse di cavalli e gli animali da tiro (cavalli, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.
Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il celeberri-
mo “Palio dell’Assunta” a Siena. Il palio si corre, oltre che il 2 luglio, ricorrenza della Visitazione, anche per la
festa della Vergine Assunta, protettrice della città. Secondo un preciso cerimoniale si seguono l’offerta dei ceri alla
Vergine, l’estrazione a sorte delle contrade ammesse alla gara (10 su 17) e dei “bàrberi”, e così anche le varie
prove fino a quella definitiva che si svolge nel Campo, e preceduta dal corteo col Carroccio recante il
“drappellone”, che verrà consegnato alla contrada vincitrice. Il fantino con un “nerbo” di bue eccita il proprio
cavallo, ma può anche sferzare la schiena degli altri concorrenti: può succedere che il fantino cada durante la
corsa, ma per la vittoria basta che giunga alla meta il cavallo, poiché il Palio è vinto dal cavallo che, dopo tre giri
di pista, tagli per primo il segnale di traguardo formato da una bandierina bianco-nera di fronte al palco dei giudi-
ci. Un attraente spettacolo offre la “sbandierata” finale. Le 17 contrade, hanno raffigurato sulla propria bandiera,
uno stemma simbolico: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Liocorno, Lupa, Nicchio, Oca,
Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Val di Montone.
Si può dire che il Ferragosto, tipicamente italiano, non abbia città, cittadina o paesino dove la sua tradizione anco-
ra oggi viva e sia intrecciata con gli antichi riti pagani. E’ rimasta attuale anche l’usanza di accendere fuochi la
notte del 14 agosto. Nell’antichità i falò venivano fatti con le graminacee, in onore, appunto, degli Dei agresti. Nei
luoghi di mare i falò avvenivano, ed avvengono, sulle spiagge.
Però una corrispondenza del ferragosto nell’Assunzione la troviamo anche nel Regno di Spagna, dove le celebra-
zioni della Vergine durano una settimana (come nell’Antica Roma).
Questa festa comunque è tra le più antiche del mondo cristiano. Si celebra almeno da 1.500 anni; e se ne ha
memoria fin dal secolo V in Oriente e dal secolo VII in Occidente. È la festa del trionfo di Maria che la liturgia ci
presenta con le parole dell’Apocalisse: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la
luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. Ma il vero significato della festa rimane la festa
della presenza di Maria, ossia l’assunzione non l’ha allontanata da noi, non l’ha posta su un trono inaccessibile, ma
l’ha resa più vicina, e presente vicino a noi. Maria è viva fra noi: nei giorni della gioia, come a Cana: “E c’era la
Madre di Gesù...”; nei giorni del dolore, come sul Calvario: “Stava presso la croce, sua madre...”; nei momenti
della preghiera, come nel Cenacolo: “Erano con Maria, la madre di Gesù...”, sempre. Questo è il senso della
presenza di Maria, tra i suoi figli. Si è cominciato presto ad invocarla, a pregarla: “Kaire Maria”.
“Rallegrati Maria” come traccia un graffito, del IV secolo, in caratteri greci, trovato in uno scavo dove ora sorge la
Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Questa è l’Assunzione di Maria, un dogma proclamato dal Servo di Dio
Pio XII il 1o novembre dell’Anno Santo 1950, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, nella
quale affermò che “l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu
assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. E’ un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli
altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.
Oltre il Palio di Siena, fra le feste più importanti si ricorda la processione della “Vara” a Messina (fercolo di
dimensioni di oltre 13 m d'altezza), trascinato per le principali vie della città da oltre 1.500 fedeli scalzi e vestiti di
bianco.

DALLE FESTE PAGANE ALL’ASSUNZIONE

 

Il termine Ferragosto fu coniato nel 18 a.C. quando Cesare Augusto, il primo Imperatore romano, istituì un intero mese di feste come dono personale al popolo romano. Agosto, dal suo nome, appunto. Ricordiamo che l’anno iniziava a marzo, e le feste di Augusto furono chiamate feriae Augusti, per festeggiare la fine dei principali lavori agricoli. Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia; tale festa era tipicamente romana, tanto che in età rinascimentale fu reso obbligatorio dai decreti pontifici.

La ricorrenza si collega anche con i Consualia, il periodo di festa e riposo che nell’antica Roma si dedicava al dio Conso, protettore dell’agricoltura. Nel corso di questi festeggiamenti, anche in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro (cavalli, asini e muli) venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori.

Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il celeberrimo “Palio dell’Assunta” a Siena. Il palio si corre, oltre che il 2 luglio, ricorrenza della Visitazione, anche per la festa della Vergine Assunta, protettrice della città. Secondo un preciso cerimoniale si seguono l’offerta dei ceri alla Vergine, l’estrazione a sorte delle contrade ammesse alla gara (10 su 17) e dei “bàrberi”, e così anche le varie prove fino a quella definitiva che si svolge nel Campo, e preceduta dal corteo col Carroccio recante il “drappellone”, che verrà consegnato alla contrada vincitrice. Il fantino con un “nerbo” di bue eccita il proprio cavallo, ma può anche sferzare la schiena degli altri concorrenti: può succedere che il fantino cada durante la corsa, ma per la vittoria basta che giunga alla meta il cavallo, poiché il Palio è vinto dal cavallo che, dopo tre giri di pista, tagli per primo il segnale di traguardo formato da una bandierina bianco-nera di fronte al palco dei giudici. Un attraente spettacolo offre la “sbandierata” finale. Le 17 contrade, hanno raffigurato sulla propria bandiera, uno stemma simbolico: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Liocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre, Val di Montone.

Si può dire che il Ferragosto, tipicamente italiano, non abbia città, cittadina o paesino dove la sua tradizione ancora oggi viva e sia intrecciata con gli antichi riti pagani. E’ rimasta attuale anche l’usanza di accendere fuochi la notte del 14 agosto. Nell’antichità i falò venivano fatti con le graminacee, in onore, appunto, degli Dei agresti. Nei luoghi di mare i falò avvenivano, ed avvengono, sulle spiagge.

Però una corrispondenza del ferragosto nell’Assunzione la troviamo anche nel Regno di Spagna, dove le celebrazioni della Vergine durano una settimana (come nell’Antica Roma).

Questa festa comunque è tra le più antiche del mondo cristiano. Si celebra almeno da 1.500 anni; e se ne ha memoria fin dal secolo V in Oriente e dal secolo VII in Occidente. È la festa del trionfo di Maria che la liturgia ci presenta con le parole dell’Apocalisse: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. Ma il vero significato della festa rimane la festa della presenza di Maria, ossia l’assunzione non l’ha allontanata da noi, non l’ha posta su un trono inaccessibile, ma l’ha resa più vicina, e presente vicino a noi. Maria è viva fra noi: nei giorni della gioia, come a Cana: “E c’era la Madre di Gesù...”; nei giorni del dolore, come sul Calvario: “Stava presso la croce, sua madre...”; nei momenti della preghiera, come nel Cenacolo: “Erano con Maria, la madre di Gesù...”, sempre. Questo è il senso della presenza di Maria, tra i suoi figli. Si è cominciato presto ad invocarla, a pregarla: “Kaire Maria”.

“Rallegrati Maria” come traccia un graffito, del IV secolo, in caratteri greci, trovato in uno scavo dove ora sorge  la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Questa è l’Assunzione di Maria, un dogma proclamato dal Servo di Dio Pio XII il 1o novembre dell’Anno Santo 1950, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, nella quale affermò che “l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. E’ un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universale.

Oltre il Palio di Siena, fra le feste più importanti si ricorda la processione della “Vara” a Messina (fercolo di dimensioni di oltre 13 m d'altezza), trascinato per le principali vie della città da oltre 1.500 fedeli scalzi e vestiti di bianco.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 22542 - 15 Agosto 2018

 

 

 

Stefano Bollani no Bourbon Street dia 14/08 - Código promocional de 20%

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Salvano uno strano animale che rovista nei rifiuti, che si trasforma una volta curato

Salvano uno strano animale che rovista nei rifiuti, che si trasforma una volta curato

 

Pubblicato il 12/08/2018
GIULIA MERLO

Quando l’hanno visto la prima volta, mentre rovistava disperatamente tra i rifiuti di una strada in una cittadina della California, nessuno riusciva a capire che animale fosse. Era completamente senza pelo, con una pelle rosata, grandi zampe e grandi orecchie, e per molti è diventato un enigma da risolvere. 

 

Il mistero è stato svelato dallo staff della FFAWC, che è intervenuto per recuperare il povero animale: si trattava di un orso nero affetto da un terribile caso di alopecia, denutrito e disidratato, che non sarebbe sopravvissuto a lungo se qualcuno non fosse intervenuto. 

 

 

“È il peggior caso mai visto nel nostro centro”, ha detto il direttore, Matthew Anderson, “Se non fosse stata portata da noi quest’orsa non sarebbe sopravvissuta”. 

L’animale è stato portato al sicuro la vigilia di Natale e per questo è stata ribattezzata Eve e, per i successivi 8mesi, ha combattuto tra la vita e la morte. 

 

 

Le cure sono state lunghe ma Eve ha avuto tutti i confort: coperte, un igloo per giocare e anche alcuni animali di peluche a tenerle compagnia. I veterinari la hanno curata, le hanno fatto molti test del sangue e per la pelle, ma sono riusciti a curare la sua alopecia. 

 

 

Piano piano, l’orsa ha cominciato a riprendere peso e il pelo a ricrescerle, grazie ad una dieta di pesce, ghiande e frutta. “Ora sembra un orso decisamente di più, adora giocare in piscina e scalare tutto quello che trova”, ha raccontato Matthew. 

All’inizio si pensava che si trattasse di un cucciolo, invece Eve ha almeno qualche anno di vita e, finalmente, grazie alle cure può comportarsi come un animale della sua specie. 

 

 

Le cure per l’infrazione cutanea dureranno ancora qualche settimana ma i veterinari sono ottimisti sulle possibilità di reintrodurla nel suo habitat naturale. 

“Sta facendo passi nella giusta direzione, il nostro obiettivo è di garantirle un perfetto reinserimento in natura”, ha concluso Matthew. Speriamo che sia così, ma tutto sembra far presagire il meglio per Eve, che grazie all’aiuto dei medici ha avuto una seconda chance. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/08/12/societa/salvano-uno-strano-animale-che-rovista-nei-rifiuti-che-si-trasforma-una-volta-curato-GJBsGM8wfr4OZaS9pONGAM/pagina.html

 

 

Al teatro Sergio Cardoso: Concerto dei Cameristi Veneti

concerto dei cameristi veneti 1

 

 

🎵 Show da Banda de Pífanos de Caruaru no Domingo na Paulista.

 

🎵 Show da Banda de Pífanos de Caruaru no Domingo na Paulista. 

VW

Banda de Pífanos de Caruaru vai tocar zabumba, forró e outros ritmos tradicionais nordestinos em show gratuito no Domingo na Paulista.

Dia 24 de junhoàs 13h, em frente ao Metrô Trianon-MASP.

Vem curtir com a gente!

Banda de Pífanos de Caruaru

🎶 Lia Sophia e Anastácia no Domingo na Paulista.


🎶 Lia Sophia e Anastácia no Domingo na Paulista. Saiba mais no vídeo!

 

VW

No dia de São João, as cantoras Lia Sophia e Anastácia fazem um show gratuito em homenagem aos ritmos tradicionais do Norte e do Nordeste em plena Avenida Paulista.

Dia 24 de junhoàs 16h.

Chame seus amigos e venha forrozear!

Lia Sophia e Anastácia
Veja a programação completa no site

MÚSICA: QUARTETO PARA VIOLINO, VIOLA, VIOLONCELO E CLARINETE, 20/06 no IICSP

 

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MÚSICA: QUARTETO PARA VIOLINO, VIOLA, VIOLONCELO E CLARINETE, 20/06 no IICSP

 

ciclo musica de camera 20 06

 

Lakescapes: sabato 16 giugno Bandakadabra in concerto a Baveno

Bandakadabra in concerto a Baveno

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BANDAKADABRA


 

LAKESCAPES

sabato 16 giugno 2018

Parco di Villa Fedora

Strada del Sempione 2 - Baveno

ore 21.30

 

Sette fiati, due percussioni, Swing, rocksteady, latin, balkan.

Una vera orchestra da passeggio che unisce l'energia delle formazioni street al sound delle Big Band anni Trenta. Uno spettacolo in cui la musica si fonde con una forte componente comica e teatrale capace di coinvolgere qualsiasi tipo di pubblico.

 


In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso la Sala Nostradomus in piazza della Chiesa



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Informazioni

Accademia dei Folli 011 0740274 | info@accademiadeifolli.com


Accademia dei Folli: Sabato 9 giugno Accademia dei Folli in concerto a Dormelletto con Teatrantimusicantincostanti.

 
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C’è un solo tempo in cui non muoio

e quello è oggi ora soltanto

C'è un solo tempo che è infinito

Infinito presente, nessun rimpianto. 
Son teatrante, incostante,

Immanente, deprimente,

destinato a non restare.

 
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TEATRANTIMUSICANTINCOSTANTI

TRAGICOMMEDIA MUSICALE IN 8 QUADRI,

INTERVALLO ED EPILOGO

 

LAKESCAPES

Sabato 9 giugno 2018

Casa Cartis

Via Vitt. Emanuele, Dormelletto

ore 21.30



BIGLIETTI

Intero €15 

Ridotto con prenotazione €12

 Bambini fino ai 10 anni €2

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso la palestra di via San Rocco 3 

con

Carlo Roncaglia, Enrico De Lotto, Paolo Demontis, Giò Dimasi, Vince Novelli

regia Carlo Roncaglia

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 Informazioni

Accademia dei Folli 011 0740274 | info@accademiadeifolli.com

Concerto Anotações musicais do mundo com a cantora italiana Tosca

Concerto “Anotações musicais do mundo” com a cantora italiana Tosca - 30/05

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Concerto “Anotações musicais do mundo” com a cantora italiana Tosca - 30/05

 

tosca per news

Recital de violino e piano de Domenico Nordio e Antonio Vaz Lemes - 25/05

 

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Música - Recital de violino e piano de Domenico Nordio e Antonio Vaz Lemes - 25/05

 

nordio e vaz 25 05

 

Javier Camarena a Pavia : è spuntato un nuovo tenorissimo

 

Toh, è spuntato un nuovo tenorissimo

Trionfale recital di Javier Camarena a Pavia (con un cameo della Bartoli)

Gianluca Capuano, Cecilia Bartoli e Javier Camarena applauditissimi al teatro Fraschini di Pavia


Pubblicato il 24/05/2018
Ultima modifica il 24/05/2018 alle ore 20:35
ALBERTO MATTIOLI
INVIATO A PAVIA

Beh, serata divertente come poche. Perché la musica può essere anche gioco, sfida, prodezza sportiva, scherzo, virtuosismo magari fine a sé stesso ma eccitante. Divertimento, appunto. Come a un Festival di musica sacra dove si fa un recital tutto operistico a tutti acuti cui interviene, ma solo come guest star per un cameo, la cantante d’opera più famosa al mondo, mentre il direttore artistico si incarica di fare le voci fuori campo delle sorellastre di Cenerentola. 

La cronaca, per iniziare. Per ragioni di sponsor e di attenzione al territorio (leggi: di buoni rapporti con la Regione), la Scala ha decentrato a Pavia, che del resto è appena a venti minuti di treno dalle sacre mura del Piermarini, un Festival di musica sacra di notevole spessore: Gardiner, Chailly, Casoni, grandi voci, la Petite Messe Solennelle di Rossini, delle cantate di Bach, la Messa da Requiem di Verdi e via pregando. Mercoledì sera, è toccato a un «Omaggio a Manuel García», che non era affatto un religioso (anzi) ed era «don» solo perché spagnolo. In effetti García (1775-1832) fu uno dei massimi tenori del suo tempo, anche compositore e didatta, celebre egualmente per le doti canore e per quelle riproduttive. Fra le sue varie benemerenze operistiche, infatti, c’è anche quella di aver messo al mondo due figlie che diventarono la Malibran e la Viardot e un figlio, Manuel come lui, che scrisse un celebre trattato di canto tuttora in uso. 

García a parte, quel che però ha fatto convergere su Pavia stuoli di vociomani allupati (un tenore buono è più di un tenore buono, è una rarità) è il «quasi debutto» del messicano Javier Camarena, star riconosciuta in tutto il mondo tranne che in Italia, dove finora aveva appunto cantato solo a un concerto, ironia della sorte, quello sì di musica sacra, diretto da Abbado a Bologna. E Camarena non ha deluso, cantando molto (undici brani compresi tre bis, e tutti sul difficile spinto) e soprattutto benissimo. 

Programma abbastanza strano. Musiche intanto dello stesso García uno e trino, come autore di «tonadillas» spagnole, di opere e di «tragédie lyrique» francesi (La mort du Tasse, a Parigi nel 1821), musicista tutt’altro che spiacevole ma nemmeno fondamentale. Insomma, non è che dopo mercoledì se non ci daranno la nostra dose quotidiana di García andremo in crisi d’astinenza. E poi musiche eseguite da García, come l’aria di Everardo dal Giulietta e Romeo di Zingarelli, la cui hit più celebre, «Ombra adorata aspetta», era il brano preferito di Napoleone (ma si dice che se lo fosse autocomposto il castrato Gerolamo Crescentini, primo Romeo, amatissimo dal Napo che lo decorò con l’ordine della Corona ferrea. Ai cortigiani scandalizzati perché era una medaglia che si dava di solito ai soldati rispose il contralto Giuseppina Grassini, prima Giulietta e amante del Napo - e poi, perfettamente bipartisan, anche del duca di Wellington -: «Crescentini? Dimenticate la sua ferita!». Ma non divaghiamo).  

Per García, Rossini scrisse due parti, Norfolc dell’Elisabetta, Regina d’Inghilterra e Almaviva del Barbiere: Camarena ha eseguito il rondò di Almaviva, ma poi ha preferito cantare l’aria di Ramiro della Cenerentola e la cavatina di Ricciardo nel Ricciardo e Zoraide, opera però nella quale García faceva Agorante e non Ricciardo, vabbé. E qui va aggiunto che se in Cenerentola e Barbiere si può anche fare a meno del coro, nella cavatina del Ricciardo un secondo tenore che faccia da pertichino ci vorrebbe proprio, perché si tratta in pratica quasi di un duetto. 

Detto questo, Camarena non solo è bravissimo, ma è uno di quei rari tenori che ti mettono di buonumore. Ha un registro acuto (l’altra sera fino al mi, vocalizzando in una cadenza) estesissimo, solidissimo, sanissimo, ed è capace di prendere un do acuto, tenerlo a dismisura e intanto rinforzarlo, mentre tu salti sulla sedia e godi. Quando deve cantare piano su tessiture acute, invece, Camarena usa con molta abilità dei suoni di testa, quasi un «misto» d’antica scuola. E poi, i cantabili. L’altra sera, una leggera raucedine sporcava talvolta qualche piano, ma il fraseggio era sempre di un gusto squisito. In sintesi: un tenore spettacolare ma che non si limita ai fuochi d’artificio. In più, è simpaticissimo e con due parole si è «messo in tasca» il pubblico.  

Di gran livello il contorno. I Musiciens du Prince, l’orchestra con strumenti originali di Montecarlo di cui è direttrice artistica Cecilia Bartoli, si confermano una delle migliori formazioni della più recente movida barocca. Alle volte la scrittura rossiniana li mette alla frusta ma, a differenza di quel che è stato a lungo dogma in Italia, non solo si può fare un Rossini «storicamente informato», ma vale anche la pena farlo. Anche perché sul podio c’è Gianluca Capuano, che dosa con grande consapevolezza colori e «pesi» orchestrali, ritmi e accenti. Non l’applicazione al primo Ottocento del «ba-rock» di moda, ma la ricerca di un linguaggio specifico. In ogni caso, molto interessante. 

Gran finale con Cecilia Bartoli. Immaginate la scena. Sul palco, Capuano e i suoi Musiciens che attaccano il preludio al duetto del primo atto della Cenerentola. Arriva Camarena-Ramiro in frac che sbriga il suo recitativo cercando una compagna, o almeno un po’ di compagnia. E qui sbuca Bartoli conciata come nella produzione di Michieletto a Salisburgo, jeans, grembiule, sneakers, guanti gialli e scopa in mano. I due eseguono (benissimo) il cantabile. E quando da fuori si deve sentire la voce delle sorellastre befane, provvede da un palco il direttore artistico del Festival, il regista Grischa Asagaroff, facendole tutte e due. Segue cabaletta dove santa Cecilia delle colorature dimostra come riesca a sgranare in un soffio cascate di notine ancora meglio di chiunque altra. E noi da giù che iniziamo a ululare (uno scriteriato anche: «Viva la santa!», esagerato). Insomma, 

l’avete capito: trionfissimo e serata da ricordare a lungo.  

 

da: http://www.lastampa.it/2018/05/24/spettacoli/toh-spuntato-un-nuovo-tenorissimo-LODh8L9qypCBd0q5S2R9MK/pagina.html

 

            

🎤 Domingo com shows de Daniel e Palavra Cantada

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PALAVRA CANTADA - 20/05 - 16h DANIEL - 20/05 - 16h
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perto do Metrô Itaquera

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MENS REA: A CARTOGRAFIA DO MISTÉRIO
SÁBADO LITERÁRIO: FEIRA DE TROCA DE LIVROS
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Programação completa

FATIMA E CASA SAVOIA

 

FATIMA E CASA SAVOIA
Pochi sanno che a Casa Savoia è legato anche il miracolo di Fatima
Dobbiamo risalire al XII secolo quando i lusitani ovvero i portoghesi avevano vinto i mori, che miravano alla
conquista della penisola iberica. Alfonso I (1109-1185), detto il Conquistatore (Conte del Portogallo dal 1128 al
1139 e poi primo Re del Portogallo dal 1139 fino alla morte), affidò al suo eroico condottiero, Don Gonçalo, il
compito di difendere il Paese dal pericolo islamico. Prima della decisiva battaglia di Ourique (26 luglio 1139),
Alfonso stava pregando per la protezione del popolo portoghese, quando gli apparve una visione di Gesù Cristo
sulla croce. La guerra fu vinta e, in segno di gratitudine, il Re incorporò le cinque ferite di Cristo nella bandiera,
inserendo cinque pallini bianchi all’interno dei cinque scudi azzurri, che rappresentano i cinque sovrani more-
schi sconfitti proprio ad Ourique: piaghe e scudi sono tuttora presenti sul drappo portoghese.
Quale premio per la vittoria ottenuta, il Re concesse al fedele Gonçalo il privilegio di scegliersi in sposa la
giovane più bella fra le musulmane prigioniere e quest’ultimo elesse Fatima, nome assai noto fra gli islamici,
perché appartenuto alla figlia di Maometto. Ma a Fatima venne imposta una condizione, che la giovane accolse
benignamente: la conversione alla religione cattolica. Maestra e catechista fu la moglie di Alfonso I, Mafalda di
Savoia, prima Regina del Portogallo. L’unione fra il condottiero, conosciuto come Matamoros, e la bella Fatima
durò poco: la sposa morì prematuramente e Gonçalo decise di ritirarsi a vita di preghiera e di penitenza nell’ab-
bazia cistercense di Alcobaça, tra i figli di San Bernardo, abbazia fondata e donata a San Bernard de Clairvaux
(1090-1153) dallo stesso Alfonso I. Don Gonçalo, al fine di avere un più vivo ricordo dell’amata sposa, ne fece
trasferire la salma in una località vicina e che da lei prese il nome: Fatima.
Il 19 agosto 1999 è stata ritrovata, fra le antiche carte dell’archivio del monastero delle Domenicane di Alba
(Cuneo), fondato dalla beata Margherita di Savoia, una straordinaria documentazione di cui si erano perse le
tracce. Questi scritti rivelano che nel XV secolo Casa Savoia venne informata delle future apparizioni di Fatima
e degli annunci mariani circa i castighi che si sarebbero abbattuti sull’umanità. Era il 16 ottobre 1454 quando,
in questo monastero di Santa Maria Maddalena, una certa suor Filippina de’ Storgi (?-1454), prima di spirare,
lasciò una profezia: la Madonna sarebbe apparsa a Fatima. Suor Filippina era la figlia di Filippo II di Savoia-
Acaia (1340-1368), vittima di una congiura familiare che lo condusse ad essere legato e gettato ancora vivo nel-
le invernali e gelide acque del lago di Avigliana. Tuttavia, avendo chiesto l’intercessione del beato Umberto di
Savoia (1136-89), si salvò miracolosamente. Fu così che decise di fuggire e di vivere da pellegrino penitente e
orante per essere perdonato dei propri peccati, prendendo il nome di frate Guglielmo. Raggiunse i santuari della
Francia, della Svizzera, della Spagna, del Portogallo e giunse fino a Fatima, dove era stata edificata una chiesa
per volere di Mafalda di Savoia, figlia di Amedeo III di Savoia (1087-1148), detto il Crociato, poiché aveva
partecipato, richiamato alle armi da Papa Callisto II, alle guerre in Terrasanta. Filippo di Savoia-Acaia entrò
nella modesta chiesetta di Fatima e scorse, davanti all’altare, sul nudo pavimento, una pietra tombale con una
scritta latina che recitava: «Qui giace Mafalda ovvero Matilde figlia di Amedeo III Conte di Savoia e sorella di
Umberto III Conte di Savoia, consorte di Alfonso Eriquez I Re del Portogallo insieme alla sua figlia spirituale
Oureana, già chiamata Fatima. Questa chiesa e l’attiguo convento li fece erigere quella Regina, per onorare la
Gran Madre di Dio nell’anno 1154». Fatima e Mafalda erano, dunque, state sepolte insieme. La Regina, morta a
Coimbra il 4 novembre del 1157, lasciò scritto nel suo testamento che aver «portato Oureana alla fede cristiana
è stata la mia grande gioia. Lascio a lei il compito di continuare il culto della Vergine nella chiesetta che feci
costruire alla Sierra de Aire, che tanto somiglia alla mia Savoia e dove desidero essere seppellita io stessa per
riposare nella quiete eterna ai piedi della Vergine Maria, lontano dall’eco della città». Gli auspici di Mafalda di
Savoia si realizzarono e la chiesetta del Borgo di Fatima divenne centro universale di spiritualità mariana. (...)
Cristina Siccardi - RC, 11 maggio 2018

FATIMA E CASA SAVOIA

Pochi sanno che a Casa Savoia è legato anche il miracolo di Fatima

 

Dobbiamo risalire al XII secolo quando i lusitani ovvero i portoghesi avevano vinto i mori, che miravano alla conquista della penisola iberica. Alfonso I (1109-1185), detto il Conquistatore (Conte del Portogallo dal 1128 al 1139 e poi primo Re del Portogallo dal 1139 fino alla morte), affidò al suo eroico condottiero, Don Gonçalo, il compito di difendere il Paese dal pericolo islamico. Prima della decisiva battaglia di Ourique (26 luglio 1139), Alfonso stava pregando per la protezione del popolo portoghese, quando gli apparve una visione di Gesù Cristo sulla croce. La guerra fu vinta e, in segno di gratitudine, il Re incorporò le cinque ferite di Cristo nella bandiera, inserendo cinque pallini bianchi all’interno dei cinque scudi azzurri, che rappresentano i cinque sovrani moreschi sconfitti proprio ad Ourique: piaghe e scudi sono tuttora presenti sul drappo portoghese. 

Quale premio per la vittoria ottenuta, il Re concesse al fedele Gonçalo il privilegio di scegliersi in sposa la giovane più bella fra le musulmane prigioniere e quest’ultimo elesse Fatima, nome assai noto fra gli islamici, perché appartenuto alla figlia di Maometto. Ma a Fatima venne imposta una condizione, che la giovane accolse benignamente: la conversione alla religione cattolica. Maestra e catechista fu la moglie di Alfonso I, Mafalda di Savoia, prima Regina del Portogallo. L’unione fra il condottiero, conosciuto come Matamoros, e la bella Fatima durò poco: la sposa morì prematuramente e Gonçalo decise di ritirarsi a vita di preghiera e di penitenza nell’abbazia cistercense di Alcobaça, tra i figli di San Bernardo, abbazia fondata e donata a San Bernard de Clairvaux (1090-1153) dallo stesso Alfonso I. Don Gonçalo, al fine di avere un più vivo ricordo dell’amata sposa, ne fece trasferire la salma in una località vicina e che da lei prese il nome: Fatima.

Il 19 agosto 1999 è stata ritrovata, fra le antiche carte dell’archivio del monastero delle Domenicane di Alba (Cuneo), fondato dalla beata Margherita di Savoia, una straordinaria documentazione di cui si erano perse le tracce. Questi scritti rivelano che nel XV secolo Casa Savoia venne informata delle future apparizioni di Fatima e degli annunci mariani circa i castighi che si sarebbero abbattuti sull’umanità. Era il 16 ottobre 1454 quando, in questo monastero di Santa Maria Maddalena, una certa suor Filippina de’ Storgi (?-1454), prima di spirare, lasciò una profezia: la Madonna sarebbe apparsa a Fatima. Suor Filippina era la figlia di Filippo II di Savoia-Acaia (1340-1368), vittima di una congiura familiare che lo condusse ad essere legato e gettato ancora vivo nelle invernali e gelide acque del lago di Avigliana. Tuttavia, avendo chiesto l’intercessione del beato Umberto di Savoia (1136-89), si salvò miracolosamente. Fu così che decise di fuggire e di vivere da pellegrino penitente e orante per essere perdonato dei propri peccati, prendendo il nome di frate Guglielmo. Raggiunse i santuari della Francia, della Svizzera, della Spagna, del Portogallo e giunse fino a Fatima, dove era stata edificata una chiesa per volere di Mafalda di Savoia, figlia di Amedeo III di Savoia (1087-1148), detto il Crociato, poiché aveva partecipato, richiamato alle armi da Papa Callisto II, alle guerre in Terrasanta. Filippo di Savoia-Acaia entrò nella modesta chiesetta di Fatima e scorse, davanti all’altare, sul nudo pavimento, una pietra tombale con una scritta latina che recitava: «Qui giace Mafalda ovvero Matilde figlia di Amedeo III Conte di Savoia e sorella di Umberto III Conte di Savoia, consorte di Alfonso Eriquez I Re del Portogallo insieme alla sua figlia spirituale Oureana, già chiamata Fatima. Questa chiesa e l’attiguo convento li fece erigere quella Regina, per onorare la Gran Madre di Dio nell’anno 1154». Fatima e Mafalda erano, dunque, state sepolte insieme. La Regina, morta a Coimbra il 4 novembre del 1157, lasciò scritto nel suo testamento che aver «portato Oureana alla fede cristiana è stata la mia grande gioia. Lascio a lei il compito di continuare il culto della Vergine nella chiesetta che feci costruire alla Sierra de Aire, che tanto somiglia alla mia Savoia e dove desidero essere seppellita io stessa per riposare nella quiete eterna ai piedi della Vergine Maria, lontano dall’eco della città». Gli auspici di Mafalda di Savoia si realizzarono e la chiesetta del Borgo di Fatima divenne centro universale di spiritualità mariana. (...)

Cristina Siccardi - RC, 11 maggio 2018

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21982 - 14 Maggio 2018

 

 

🎵 Domingo na Paulista com show GRATUITO da Banda Mary Jane

 

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Recital de piano com Christian Leotta - Franz Schubert - 10/05 às 20h

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MÚSICA - Recital de piano com Christian Leotta - Franz Schubert - 10/05 às 20h

 

leotta 3 prova

AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

gamma di possibili manifestazioni cliniche, da quelle meno eclatanti, con presenza di competenze verba-
li, alle forme più severe con assenza del canale verbale e ridottissime competenze comunicative. Nelle
prime esistono competenze comunicative tali da consentire una vita di relazione abbastanza autonoma, la
possibilità di perseguire un percorso formativo efficace se adeguatamente sostenuto da un adulto, talora
con picchi selettivi in aree ristrette in cui il soggetto in un certo senso si specializza (si parla di autismi ad
alto funzionamento). All’estremo opposto si osservano atteggiamenti di grave chiusura, con comporta-
menti cosiddetti “problema”, di difficile gestione per la frequente difficoltà di comprendere la reale causa
sottostante a un disagio espresso, a causa della gravità del deficit comunicativo. In questi casi in genere le
abilità cognitive sono anche gravemente compromesse, e la mediazione dell’adulto diventa assolutamente
necessaria per la globalità delle autonomie personali e sociali. Gli studi più recenti mostrano correlazioni
con alterazioni neurobiologiche strutturali a livello encefalico, che in una percentuale di casi si configura-
no come vera e propria sindrome genetica, come accade nei soggetti affetti da X-fragile, una anomalia
cromosomica che determina un’associazione di segni e sintomi tipici della sindrome, ma con incidenza e
profondità variabile da caso a caso. L’autismo è forse la causa maggiormente riconosciuta sul piano
sociale di disabilità infantile, soprattutto per la risonanza emotiva provocata negli adulti dall’idea che un
bambino non possa riuscire a comunicare le emozioni che prova, che vorrebbe esprimere, i propri biso-
gni, i propri pensieri. Pertanto possiamo considerare queste condizioni come rappresentative del signifi-
cato essenziale di disabilità, del non poter condividere con gli altri sentimenti ed espressioni proprie del
sentire comune e di non poter raggiungere le autonomie proprie per l’età cronologica. A scuola ci si trova
gomito a gomito con bambini con deficit cognitivi, motori, relazionali, comportamentali, ma non tutti
sono in grado di fare spontaneamente spazio a chi è meno abile o meno efficiente, a chi non è in grado di
condividere uno spazio ludico o comunque in cui interagire su un’attività proposta. E questa disponibilità
passa attraverso due momenti fondamentali: da un lato la presenza di insegnanti curricolari e di sostegno
preparati o, quantomeno, predisposti a fare un’esperienza piena di didattica costruita sulle reali difficoltà
dell’allievo che ha bisogno di un aiuto speciale per la costruzione del progetto educativo individualizzato.
Ma l’altro momento costituivo di una vera esperienza di integrazione è l’ambiente in cui il soggetto con
disabilità viene a trovarsi, quello che viene chiamato in gergo gruppo-classe. E, di riflesso, stiamo parlan-
do dello stile educativo in cui è cresciuto ciascuno dei componenti del gruppo stesso. L’inclusione inizia
nei messaggi veicolati all’interno dell’educazione familiare, laddove si impara a fare spazio ai limiti degli
altri a ed offrire la propria competenza a chiunque si incontri nella quotidianità, nello spirito della colla-
borazione reciproca e della condivisione delle differenti caratteristiche. Solo l’accettazione dei propri
limiti può portare a ricercare e a scoprire nell’altro le qualità che lo caratterizzano, e a far tesoro anche
del più piccolo contributo che si può ricevere da chi si trova in condizioni di ridotte abilità personali. An-
che un bambino con gravi chiusure relazionali è in grado di esprimersi sul piano affettivo in un rapporto
empatico, in un programma formativo orientato dall’educatore, e di giungere a scambi inaspettati sul pia-
no funzionale, come quando in un gioco a due con la palla uno calcia verso la porta e l’altro cerca di pa-
rare, e poi ci si scambia di ruolo, perché è la reversibilità la cartina al tornasole della reciprocità sociale.
Roberto Rossi, neuropsichiatra dell’età evolutiva
Romasette, 27 aprile 2018AUTISMO, L’INCLUSIONE INIZIA ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA

(...) E’ stato introdotto il concetto di “Disturbi dello spettro autistico”, in modo da comprendere tutta una amma di possibili manifestazioni cliniche, da quelle meno eclatanti, con presenza di competenze verbali, alle forme più severe con assenza del canale verbale e ridottissime competenze comunicative. Nelle prime esistono competenze comunicative tali da consentire una vita di relazione abbastanza autonoma, la possibilità di perseguire un percorso formativo efficace se adeguatamente sostenuto da un adulto, talora con picchi selettivi in aree ristrette in cui il soggetto in un certo senso si specializza (si parla di autismi ad alto funzionamento). All’estremo opposto si osservano atteggiamenti di grave chiusura, con comportamenti cosiddetti “problema”, di difficile gestione per la frequente difficoltà di comprendere la reale causa sottostante a un disagio espresso, a causa della gravità del deficit comunicativo. In questi casi in genere le abilità cognitive sono anche gravemente compromesse, e la mediazione dell’adulto diventa assolutamente necessaria per la globalità delle autonomie personali e sociali. Gli studi più recenti mostrano correlazioni con alterazioni neurobiologiche strutturali a livello encefalico, che in una percentuale di casi si configurano come vera e propria sindrome genetica, come accade nei soggetti affetti da X-fragile, una anomalia cromosomica che determina un’associazione di segni e sintomi tipici della sindrome, ma con incidenza e profondità variabile da caso a caso. L’autismo è forse la causa maggiormente riconosciuta sul piano sociale di disabilità infantile, soprattutto per la risonanza emotiva provocata negli adulti dall’idea che un bambino non possa riuscire a comunicare le emozioni che prova, che vorrebbe esprimere, i propri bisogni, i propri pensieri. Pertanto possiamo considerare queste condizioni come rappresentative del significato essenziale di disabilità, del non poter condividere con gli altri sentimenti ed espressioni proprie del sentire comune e di non poter raggiungere le autonomie proprie per l’età cronologica. A scuola ci si trova gomito a gomito con bambini con deficit cognitivi, motori, relazionali, comportamentali, ma non tutti sono in grado di fare spontaneamente spazio a chi è meno abile o meno efficiente, a chi non è in grado di condividere uno spazio ludico o comunque in cui interagire su un’attività proposta. E questa disponibilità passa attraverso due momenti fondamentali: da un lato la presenza di insegnanti curricolari e di sostegno preparati o, quantomeno, predisposti a fare un’esperienza piena di didattica costruita sulle reali difficoltà dell’allievo che ha bisogno di un aiuto speciale per la costruzione del progetto educativo individualizzato.

Ma l’altro momento costituivo di una vera esperienza di integrazione è l’ambiente in cui il soggetto con disabilità viene a trovarsi, quello che viene chiamato in gergo gruppo-classe. E, di riflesso, stiamo parlando dello stile educativo in cui è cresciuto ciascuno dei componenti del gruppo stesso. L’inclusione inizia nei messaggi veicolati all’interno dell’educazione familiare, laddove si impara a fare spazio ai limiti degli altri a ed offrire la propria competenza a chiunque si incontri nella quotidianità, nello spirito della collaborazione reciproca e della condivisione delle differenti caratteristiche. Solo l’accettazione dei propri limiti può portare a ricercare e a scoprire nell’altro le qualità che lo caratterizzano, e a far tesoro anche del più piccolo contributo che si può ricevere da chi si trova in condizioni di ridotte abilità personali. Anche un bambino con gravi chiusure relazionali è in grado di esprimersi sul piano affettivo in un rapporto empatico, in un programma formativo orientato dall’educatore, e di giungere a scambi inaspettati sul piano funzionale, come quando in un gioco a due con la palla uno calcia verso ]rare, e poi ci si scambia di ruolo, perché è la reversibilità la cartina al tornasole della reciprocità sociale.

 

Roberto Rossi, neuropsichiatra dell’età evolutiva

Romasette, 27 aprile 2018

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

]eg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21892 - 29 Aprile 2018

 

 

Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li agitarem o Domingo na ZL. Não perca!

Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li agitarem o Domingo na ZL. Não perca!

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Domingo na ZL

Chegou a vez de Rappin Hood e Negra Li
agitarem o Domingo na ZL com um super show gratuito.

Os artistas revezam o palco e relembram seus maiores sucessos.

Dia 29 de abril, às 16h, 
na Av. Prof. Eng. Ardevan Machado,
pertinho do Metrô Itaquera.

Domingo na ZL com Rappin Hood e Negra Li dia 29 de abril, às 16h
Veja a programação completa no site domingonazl.com.br

🎤 Domingo com shows GRATUITOS de Rappin Hood, Negra Li e Frejat

🎤 Domingo com shows GRATUITOS de Rappin Hood, Negra Li e Frejat

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Domingo na ZL Domingo na Paulista
Rappin Hood convida Negra Li - 29/04 - 16h Frejat - 29/04 - 16h
Olodum - 06/05 - 11h Os Transtornados do Ritmo Antigo - 06/05 - 16h
PALAVRA CANTADA - 20/05 - 16h BANDA MARY JANE - 13/05 - 16h
KAROL CONKA - 27/05 - 16h DANIEL - 20/05 - 16h

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🎵 Ricardo Valverde Quarteto convida Tiê e Bia Goes - 25/04

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RICARDO VALVERDE QUARTETO CONVIDA TIÊ E BIA GOES                                
Teatro do SESI-SP

Quartas Músicais

Comemorando os 60 anos da Bossa Nova, espetáculo traz grandes clássicos como Garota de Ipanema e Eu Sei Que Vou Te Amar


Ao resgatar as formações musicais de época e reler grandes clássicos, o vibrafonista Ricardo Valverde e as cantoras paulistanas, Tiê e Bia Goes, homenageiam as belezas e encantos de um estilo puramente brasileiro: a bossa nova. Ao comemorar os 60 anos do gênero, que virou referência para músicos de todo mundo, os artistas trazem canções de mestres reverenciados como Tom Jobim e Vinícius de Moraes. Com leveza e emoção, os músicos despertarão as memórias afetivas do público, por meio dessas grandes canções eternizadas como Eu Sei Que Vou Te AmarChega de Saudade, e as dos trios instrumentais da época, como o Tamba Trio.
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Il complesso universo del mal di schiena. Possibili cause e gestione nel lungo periodo

Il complesso universo del “mal di schiena”. Possibili cause e gestione nel lungo periodo

Tre articoli pubblicati sulla prestigiosa rivista The Lancet evidenziano gli aspetti principali per un corretto inquadramento del disturbo che colpisce

 

Pubblicato il 16/04/2018
ALESSANDRO CHIAROTTO

CHE COSA SI INTENDE PER MAL DI SCHIENA  

Per mal di schiena si intende innanzitutto un problema di dolore nella parte lombare della schiena con o senza irradiazione agli arti inferiori. Circa la metà delle persone adulte prova tale dolore almeno una volta nella vita. Il mal di schiena colpisce soprattutto le persone dopo i 40 anni e maggiormente il sesso femminile. 

 

Dal 1990 al 2015, l’impatto della disabilità provocato dal mal di schiena é aumentato del 50% su scala mondiale, soprattutto a causa dell’ aumento della popolazione e dell’ avanzamento dell’età media. I costi di questo disturbo vanno calcolati sia in termini diretti per i sistemi sanitari che indiretti per la perdita di produttività lavorativa, e sono pari ai costi di altri noti disturbi di salute quali le malattie cardiovascolari, i tumori, i disturbi mentali e le malattie autoimmuni. In generale, le persone con mal di schiena possono provare importanti limitazioni funzionali nella vita di tutti i giorni. 

 

POSSIBILI CAUSE DEL MAL DI SCHIENA  

Una vera e propria causa di dolore lombare é riscontrabile solo in pochissime persone con mal di schiena; un esempio può essere la presenza di una frattura ad una vertebra. Nella grande maggioranza dei casi non é invece possibile identificare nessuna causa specifica ed il dolore viene definito come aspecifico. Infatti, diversi studi hanno dimostrato come alterazioni della colonna vertebrale come un’ernia del disco possano essere presenti anche in persone che non hanno dolore lombare. Un’ ernia del disco può invece venire considerata come causa del dolore se si presenta assieme ad un dolore persistente agli arti inferiori.  

 

L’approccio fisiatrico contro il mal di schiena: ecco quando è utile

 

COME EVOLVE IL MAL DI SCHIENA NEL TEMPO  

Diversi studi mostrano che la maggior parte delle persone con un episodio di mal di schiena migliori in maniera spontanea ma circa 2/3 delle persone continua ad avere un dolore residuo dopo 3 e 12 mesi. Circa la metà delle persone con mal di schiena ha un dolore leggero che é continuo o fluttuante nel corso del tempo. La ricerca ha chiaramente dimostrato che chi ha già avuto un episodio di mal di schiena é a maggior rischio di averne un altro in futuro. Aspetti dello stile di vita quali il fumo, l’ obesità ed un basso livello di attività fisica sono associati ad un maggior rischio di sviluppare uno stato di salute generale più precario e, conseguentemente, anche la presenza di mal di schiena. 

 

IL MAL DI SCHIENA È SOLO UN PROBLEMA FISICO?  

Se il mal di schiena diventa persistente nel tempo, non é probabilmente causato da un problema fisico ma da una combinazione di fattori fisici, biologici, psicologici, sociali ed altri disturbi di salute.  

 

Jan Hartvigsen, Professore Ordinario di Biomeccanica Clinica e Ricerca Muscoloscheletrica presso la University of Southern Denmark (Danimarca) é l’autore principale del primo di una trilogia di articoli dedicati al mal di schiena apparsi sulla rivista The Lancet.  

 

Sottolinea la natura multidimensionale del problema: «Il mal di schiena ha anche un impatto profondo sulla vita delle persone che vivono con questo disturbo che possono avere una perdita di identità sociale, una perdita di autostima, problemi famigliari, e mancanza di denaro per pagare le terapie. Per questo motivo é importante migliorare la formazione dei professionisti sanitari che si occupano di gestire questo problema, abbandonando un approccio biomedico per adottare un approccio multidisciplinare che prenda in considerazione le persone da un punto di vista bio-psicosociale». 

 

LE TECNICHE DIAGNOSTICHE PER IMMAGINI  

Le Linee Guida internazionali per la gestione del mal di schiena fanno una distinzione tra dolore in fase acuta (cioè presente da meno di 6 settimane) e dolore in fase cronica (presente da almeno 12 settimane).  

 

Per l’inquadramento clinico, in entrambe le fasi, non esistono studi che dimostrino come sottoporre una persona con mal di schiena ad indagini radio-diagnostiche (come radiografia o risonanza magnetica) aiuti effettivamente a migliorare il suo dolore lombare, perciò l’ utilizzo di tali indagini in tutte le persone con mal di schiena é fortemente sconsigliato dalla comunità scientifica internazionale. 

 

 

QUALI TRATTAMENTI SONO CONSIGLIATI  

 Le Linee Guida internazionali suggeriscono per il mal di schiena in fase acuta di rimanere «attivi» nella vita di tutti i giorni e viene sottolineata l’ importanza di una adeguata rassicurazione dei pazienti su questo problema di salute, sulla sua natura aspecifica e sulla probabile prognosi positiva. 

 

Come seconda opzione terapeutica, sono suggeriti trattamenti passivi, quali le manipolazioni vertebrali, il massaggio e l’agopuntura, o i farmaci anti-infiammatori non-steroidei (aspirina). Paracetamolo ed altri tipi di farmaci antidolorifici come gli oppiacei (codeina, morfina) non sono consigliati. 

 

Per il mal di schiena in fase cronica, oltre al consiglio di rimanere attivi, vengono anche consigliati l’esercizio terapeutico e la terapia cognitivo-comportamentale come prime opzioni terapeutiche. 

 

Opzioni secondarie sono trattamenti passivi come manipolazioni vertebrali e massaggio, terapie farmacologiche a base di anti-infiammatori non-steroidei, e terapie integrate come la riabilitazione multidisciplinare in cui la persona é seguita da più di un professionista sanitario.  

 

La chirurgia é assolutamente sconsigliata per il mal di schiena aspecifico, ma é invece consigliata come seconda opzione nel caso di dolore lombare con irradiazione agli arti in cui chiari disturbi della colonna come un’ ernia del disco vengano riscontrati. 

 

DIFFERENZE TRA RACCOMANDAZIONI SCIENTIFICHE E PRATICA CLINICA  

Nadine Foster, Professore Ordinario dell’NIHR in Salute Muscoloscheletrica presso la Keele University (Regno Unito) é l’ autore principale del secondo articolo pubblicato su The Lancet. «Prendendo in considerazione l’evidenza scientifica - spiega -, abbiamo riscontrato che in tutti i paesi ad alto reddito vi é un modo poco utile e poco scientifico di trattare le persone con mal di schiena. I professionisti sanitari tendano ad attribuire il mal di schiena ad una qualche patologia della colonna vertebrale, e che quindi siano necessari per i pazienti riposo, farmaci, indagini radio-diagnostiche e trattamenti invasivi per “aggiustare” la colonna. Abbiamo inoltre riscontrato che diversi sistemi sanitari tendono a finanziare o rimborsare in maniera inadeguata i trattamenti efficaci (educazione, esercizio terapeutico, terapia psicologica), e che tali sistemi tendono invece a finanziare farmaci e trattamenti invasivi come le infiltrazioni e la chirurgia». 

 

La terapia del dolore contro il mal di schiena: ecco quando è utile

 

COME SI PUÒ MIGLIORARE LA GESTIONE DEL MAL DI SCHIENA  

Rachelle Buchbinder, Professore Ordinario di Epidemiologia Clinica presso la Monash University (Australia) é l’ autore principale del terzo articolo che é un vero e proprio invito ad agire affinché venga ridotto il fardello collettivo crescente provocato dal mal di schiena. «Vorremmo che i decisori politici, i professionisti sanitari e la popolazione capiscano meglio il mal di schiena ed il modo migliore per gestirlo - scrive - . Vorremmo che politica, sanitá pubblica, professionisti sanitari, servizi sociali e datori di lavoro dessero priorità a questo disturbo, lavorando in maniera unitaria affinché vengano ridotte le cure di bassa qualità attualmente imperanti, in quanto superflue, inefficaci ed in alcuni casi anche dannose». 

 

La Buchbinder propone anche soluzioni, e rivolgendosi alle forze governative dice: «Per i trattamenti che non sono stati ancora testati vorremmo che i governi finanziassero trial clinici di alta qualità e che garantiscano ai pazienti l’ accesso alle terapie in questi trial; qualora i risultati dei trial dovessero essere negativi, vorremmo che venisse rimosso il finanziamento a quei trattamenti ma se i risultati fossero positivi vorremmo che ogni persona avesse la possibilità di accedervi».  

 

Poi, rivolgendosi in maniera diretta ai pazienti esprime un ulteriore desiderio: «Vorremmo che i pazienti e la popolazione in generale adottassero il concetto di “salute positiva”, secondo cui il mal di schiena può essere autogestito rimanendo attivi e facendo esercizio fisico». 

 

LA SITUAZIONE IN ITALIA  

Uno studio condotto dal team di ricerca di Giorgio Della Rocca (Professore Ordinario in Anestesiologia dell’ Universitá di Udine) e focalizzato sull’ accesso al Pronto Soccorso, ha evidenziato come molto spesso le persone con mal di schiena si rechino in pronto soccorso e che, al 72% di loro venga somministrato un farmaco anti-infiammatorio non-steroideo, al 42% un farmaco oppiaceo, ed al 56% venga eseguita un’ indagine radio-diagnostica. Queste procedure terapeutiche (in particolare farmaci oppiacei ed indagini radiologiche) sono apertamente in contrasto con quanto raccomandato dalle Linee Guida internazionali. Lo studio ha anche evidenziato che solo una minima parte dei pazienti ha richiesto il ricovero ospedaliero: la stragrande maggioranza veniva inviata al proprio medico curante. 

 

INDICAZIONI GENERALI PER CHI SOFFRE DI MAL DI SCHIENA  

Paolo Pillastrini, Professore Ordinario presso l’ Universitá di Bologna ed esperto in riabilitazione muscoloscheletrica, fa una sintesi estrema degli articoli pubblicati su The Lancet: «Questa serie di articoli non può non stimolare l’interesse di chi si occupa di riabilitazione muscoloscheletrica.  

 

I punti chiave da seguire per orientare i cittadini e il personale sanitario interessati da questa patologia sono i seguenti: essere ben informati ed eseguire un autotrattamento sotto supervisione, favorire l’adozione di uno stile di vita corretto, praticare attività fisica generale ed eseguire esercizi terapeutici specifici, senza fare ricorso a terapie fisiche strumentali.  

 

Le Linee Guida internazionali inoltre raccomandano di non abusare delle tecniche diagnostiche per immagini, a meno che non siano strettamente necessarie. La persona, quindi, può e deve diventare protagonista nella gestione e nel trattamento del proprio mal di schiena, con il sostegno di professionisti sanitari qualificati e competenti». 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/04/16/scienza/benessere/il-complesso-universo-del-mal-di-schiena-possibili-cause-e-gestione-nel-lungo-periodo-aJUgFxvAnmkntxxbQLePxK/pagina.html

 

 

🎼 Bachiana Filarmônica Sesi-SP em São Caetano do Sul. Não perca!

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Giovanni Manassero
Bachiana no Teatro do Sesi

Emmanuele Baldini e Horacio Gouveia: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano

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Relembramos: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano - 18/04 às 19h

 

2 fantasia de operas 18 04

All'IIC: Fantasias de óperas e filmes para violino e piano

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Fantasias de óperas e filmes para violino e piano - 18/04 às 19h

 

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FIESP - SESI: 🎤 DOMINGO NA ZL com Show GRATUITO do PROJOTA!

🎤 DOMINGO NA ZL com Show GRATUITO do PROJOTA! 

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Domingo na ZL

O Domingo na ZL leva para Itaquera um super show gratuito com o Projota.

A festa vai ser dia 15 de abril, a partir das 10h,
pertinho do Metrô Itaquera.


Veja o convite do rapper para o show a e venha curtir com a gente!

Domingo na ZL com Projota dia 15 de abril, às 10h
Av. Prof. Eng. Ardevan Machado, s/n 
esquina com a Rua Dr. Luiz Ayres (próx.ao Metrô Itaquera)
Veja a programação completa no site domingonazl.com.br

Recital dos vencedores do 16º Concurso Brasileiro de Canto Maria Callas

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Recital dos vencedores do 16º Concurso Brasileiro de Canto Maria Callas

 

news recital 15 04

 

 

Música - Palestra OS LUGARES VERDIANOS de Sabino Lenoci

 
10 de Abril
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Música - Palestra “Os lugares verdianos” de Sabino Lenoci (com tradução) 10/04 ás 19h

 

giuseppe verdi 1250

La tivù iraniana censura le mammelle della lupa capitolina nel logo della Roma

La tivù iraniana censura le mammelle della lupa capitolina nel logo della Roma

Il logo della AS Roma censurato

Pubblicato il 05/04/2018
Ultima modifica il 05/04/2018 alle ore 23:45

La tv di Stato iraniana ha censurato le mammelle della lupa capitolina, nel logo della AS Roma, durante la copertura della partita di Champions League con il Barcellona, scatenando l’ironia sui social media. Il terzo canale in particolare, ha oscurato la parte del logo in cui i gemelli fondatori della città, Romolo e Remo, vengono allattati dalla lupa. Lo riferisce la Bbc con tanto di immagine. 

 

Il logo dell’As Roma, che è anche simbolo della città, ritrae il mito dei gemelli fondatori Romolo e Remo allattati dalla lupa. Tuttavia, racconta la Bbc, questo è sembrato troppo per i vertici di Iran’s Voice and Vision, che hanno deciso di sfocare le mammelle della lupa, durante la trasmissione della partita Barcellona-Roma di ieri sera. 

 

Sui social media non sono mancate le prese in giro. «In tremila anni, Romolo e Remo sono stati privati del latte materno, ma l’emittente statale iraniana li ha privati persino del latte della lupa», ha scritto su Telegram il giornalista sportivo iraniano che vive in Danimarca Mehdi Rostampour. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/04/05/esteri/la-tiv-iraniana-censura-le-mammelle-della-lupa-capitolina-in-logo-della-roma-KXs6Xq0UoYGmcEPzapAbgL/pagina.html

 

 

Premiata Forneria Marconi, 19 de abril no Espaço das Américas

 

 
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Premiata Forneria Marconi, 19 de abril no Espaço das Américas

 

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GRANATIERI DI SARDEGNA

 

GRANATIERI DI SARDEGNA
La specialità “Granatieri di Sardegna” è la più antica dell’esercito italiano.
Discende dal “Reggimento delle Guardie” dell’Armata Piemontese, fondato in Torino il 18 aprile 1659
dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II che, sciogliendo le milizie mercenarie allora esistenti nel Ducato di
Savoia, formò un esercito nazionale costituito da Reggimenti “di ordinanza”. Composto dagli uomini più
valorosi e fisicamente più forti ai quali erano affidati, in pace e in guerra, particolari compiti di onore e di
prestigio rispetto alle altre unità dell'esercito sabaudo, “occupava i posti più pericolosi e decisivi in guer-
ra, quale riserva eroica da lanciare nella lotta nei momenti decisivi; forniva la scorta d'onore al Capo
dello Stato, in pace, quale Unità più rappresentativa dell'Esercito”. A tale unità, viene data precedenza
sugli altri reggimenti per anzianità, quale primo della fanteria d'ordinanza.
Fin dalla sua prima dislocazione, si vede che esso fu un reggimento creato per essere una buona unità in
guerra. Infatti, solo quattro compagnie erano a Torino, le altre otto (portate a nove l'anno successi-
vo) erano a Vercelli, cioè nella città di confine da poco liberata, a presidio vigile sul Sesia.
Nel 1685 il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, figlio del Duca Carlo Emanuele II, volle potenziare la
capacità di fuoco dello speciale Reggimento, ordinando che in ciascuna delle dodici compagnie fossero
inclusi sei soldati scelti, di alta statura, particolarmente audaci e coraggiosi, incaricati di lanciare allo
scoperto, avanti a tutti, contro il nemico, piccoli ordigni esplosivi dal grande effetto distruttivo. Quegli
ordigni furono chiamati “granate”, perché pieni di piccoli “grani” di polvere esplosiva e gli uomini desti-
nati al loro impiego detti “Granatieri”. Tali soldati erano elementi arditi che, in combattimento, marciava-
no in testa alle colonne d'assalto del battaglione. Erano in sostanza gli “assaltatori” del XVII secolo.
I sei “Granatieri-Guardie” esistenti in ogni compagnia del Reggimento furono successivamente aumentati
di numero e riuniti in speciali compagnie “Granatieri”, sicché tutto il Reggimento delle Guardie assunse,
da quell'epoca, il nome di “Reggimento Granatieri-Guardie”.
Nel 1824 il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, rientrato a Torino dopo l’occupazione buonapartista e
napoleonica, porta con sé il “Reggimento Sardegna Fanteria”, costituito nell'isola dal Patrizio sardo don
Bernardino Genovese Duca di San Pietro. Poiché detto Reggimento assolse nell'isola particolari compiti
al servizio del Re, durante il periodo dell'occupazione dei territori di terra ferma, questi, al suo rientro
nella capitale volle che, a titolo d'onore, il Reggimento entrasse a far parte della valorosa Unità
“Granatieri-Guardie”.
Il 1o gennaio 1815 l'unità si trasformò in Brigata, assumendo il nome di “Granatieri di Sardegna”.
Nel 1850, prese il nome di Brigata “Granatieri”, composta dal 1o e 2o Reggimento “Granatieri”, conser-
vando la precedenza sulle altre Brigate di fanteria.
Nel 1852 il Reggimento “Sardegna Fanteria” fu soppresso dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele II ed i
suoi componenti furono inseriti nel “Reggimento Granatieri-Guardie”, che da allora prese il nome di
“Reggimento Granatieri di Sardegna”. Nel 1855 due battaglioni parteciparono alla Spedizione in Crimea.
Gli appartenenti al Corpo si differenziano dai militari delle altre Armi e delle altre specialità della Fante-
ria per l'immenso retaggio di valore e di gloria che recano i loro 359 anni di storia, immacolato patrimo-
nio spirituale di questi valorosi soldati, forti nel fisico e generosi nel cuore. Gelosi custodi delle tradizio-
ni, i “Granatieri di Sardegna” vantano, da secoli, il privilegio di portare sull'uniforme ed anche sul
cappotto, unica eccezione in tutte le Forze Armate italiane, particolari distintivi che rappresentano i segni
onorifici del loro valore, a differenza delle usuali mostreggiature.

GRANATIERI DI SARDEGNA

La specialità “Granatieri di Sardegna” è la più antica dell’esercito italiano.

 

Divisione fanteria
"Granatieri di Sardegna"
CoA mil ITA mec Bde Granatieri di Sardegna.png
Scudetto della Brigata

Discende dal “Reggimento delle Guardie” dell’Armata Piemontese, fondato in Torino il 18 aprile 1659 dal Duca di Savoia Carlo Emanuele II che, sciogliendo le milizie mercenarie allora esistenti nel Ducato di Savoia, formò un esercito nazionale costituito da Reggimenti “di ordinanza”. Composto dagli uomini più valorosi e fisicamente più forti ai quali erano affidati, in pace e in guerra, particolari compiti di onore e di prestigio rispetto alle altre unità dell'esercito sabaudo, “occupava i posti più pericolosi e decisivi in guerra, quale riserva eroica da lanciare nella lotta nei momenti decisivi; forniva la scorta d'onore al Capo dello Stato, in pace, quale Unità più rappresentativa dell'Esercito”. A tale unità, viene data precedenza sugli altri reggimenti per anzianità, quale primo della fanteria d'ordinanza.

Fin dalla sua prima dislocazione, si vede che esso fu un reggimento creato per essere una buona unità in guerra. Infatti, solo quattro compagnie erano a Torino, le altre otto (portate a nove l'anno successivo) erano a Vercelli, cioè nella città di confine da poco liberata, a presidio vigile sul Sesia.

Nel 1685 il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II, figlio del Duca Carlo Emanuele II, volle potenziare la capacità di fuoco dello speciale Reggimento, ordinando che in ciascuna delle dodici compagnie fossero inclusi sei soldati scelti, di alta statura, particolarmente audaci e coraggiosi, incaricati di lanciare allo scoperto, avanti a tutti, contro il nemico, piccoli ordigni esplosivi dal grande effetto distruttivo. Quegli ordigni furono chiamati “granate”, perché pieni di piccoli “grani” di polvere esplosiva e gli uomini destinati al loro impiego detti “Granatieri”. Tali soldati erano elementi arditi che, in combattimento, marciavano in testa alle colonne d'assalto del battaglione. Erano in sostanza gli “assaltatori” del XVII secolo.

I sei “Granatieri-Guardie” esistenti in ogni compagnia del Reggimento furono successivamente aumentati di numero e riuniti in speciali compagnie “Granatieri”, sicché tutto il Reggimento delle Guardie assunse, da quell'epoca, il nome di “Reggimento Granatieri-Guardie”.

Nel 1824 il Re di Sardegna Vittorio Emanuele I, rientrato a Torino dopo l’occupazione buonapartista e napoleonica, porta con sé il “Reggimento Sardegna Fanteria”, costituito nell'isola dal Patrizio sardo don Bernardino Genovese Duca di San Pietro. Poiché detto Reggimento assolse nell'isola particolari compiti al servizio del Re, durante il periodo dell'occupazione dei territori di terra ferma, questi, al suo rientro nella capitale volle che, a titolo d'onore, il Reggimento entrasse a far parte della valorosa Unità “Granatieri-Guardie”.

Il 1o gennaio 1815 l'unità si trasformò in Brigata, assumendo il nome di “Granatieri di Sardegna”

Nel 1850, prese il nome di Brigata “Granatieri”, composta dal 1o e 2o Reggimento “Granatieri”, conservando la precedenza sulle altre Brigate di fanteria.

Nel 1852 il Reggimento “Sardegna Fanteria” fu soppresso dal Re di Sardegna Vittorio Emanuele II ed i suoi componenti furono inseriti nel “Reggimento Granatieri-Guardie”, che da allora prese il nome di “Reggimento Granatieri di Sardegna”. Nel 1855 due battaglioni parteciparono alla Spedizione in Crimea.

 

Granatiere in uniforme storica

Gli appartenenti al Corpo si differenziano dai militari delle altre Armi e delle altre specialità della Fanteria per l'immenso retaggio di valore e di gloria che recano i loro 359 anni di storia, immacolato patrimonio spirituale di questi valorosi soldati, forti nel fisico e generosi nel cuore. Gelosi custodi delle tradizioni, i “Granatieri di Sardegna” vantano, da secoli, il privilegio di portare sull'uniforme ed anche sul cappotto, unica eccezione in tutte le Forze Armate italiane, particolari distintivi che rappresentano i segni onorifici del loro valore, a differenza delle usuali mostreggiature.

      

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

eg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21674 - 24 Marzo 2018

 

 

 

SESI: 🎵 Confira a grande surpresa que preparamos para você.

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Vai ter muito forró, frevo e baião na próxima edição do Domingo na ZL.
A cantora Elba Ramalho te convida para um super show gratuito no dia 25 de março, às 11h.

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2020 e oltre. Quando incontreremo gli alieni

2020 e oltre. Quando incontreremo gli alieni, “Ho trovato tre indirizzi per la vita aliena”

Charles Elachi: “Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali. Come li esploreremo”. Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali: la Nasa prepara missioni da fantascienza. Parla Charles Elachi, padre della missione “Cassini”, che ha scoperto oceani d’acqua sotto i ghiacci

Un oceano d’acqua sotto la crosta ghiacciata. È stato scoperto su Europa, luna di Giove: una sonda della Nasa (a sinistra) lo studierà

Pubblicato il 11/03/2018
Ultima modifica il 11/03/2018 alle ore 08:05
GABRIELE BECCARIA

Ho chiesto a Charles Elachi quando incontreremo gli alieni e lui mi ha dato i luoghi e il momento. Ha subito aggiunto che siamo fortunati, e soprattutto lo sono i giovani, perché «viviamo nell’epoca d’oro dell’esplorazione spaziale». 

 

Elachi è il Werner von Braun delle missioni interplanetarie. Già direttore di un luogo circonfuso da atmosfere fantascientifiche come il Jpl della Nasa - il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California - è il padre di due icone dei viaggi spaziali, celebri per le spettacolari immagini che ci hanno regalato da altri mondi: l’infaticabile rover marziano «Curiosity» e la sonda «Cassini», impegnata a indagare Saturno e la sua variopinta collezione di satelliti. 

 

I luoghi - spiega Eliachi, che è in viaggio a Roma, in visita all’Agenzia Spaziale Italiana e all’Università La Sapienza - sono altrettante lune del Sistema Solare: Titano, Encelado ed Europa. Il momento: intorno al 2020. 

 

Professore, la vita aliena è più vicina a noi di quanto si pensa: è così?  

«In effetti la sonda “Cassini” ha generato un impatto straordinario sulle nostre conoscenze. Abbiamo scoperto che Titano, uno dei satelliti di Saturno, è bagnato dalla pioggia e possiede fiumi e laghi, simili a quelli terrestri. La differenza è che sono composti di idrocarburi. E quindi è scaturita la domanda-chiave: c’è qualche forma di vita, simile o diversa da quella che conosciamo sul nostro Pianeta? Domanda che vale anche per un’altra luna, Encelado». 

Quali sorprese vi ha riservato? 

«Possiede geyser sparati da un oceano sotterraneo e sono composti per lo più di acqua. Ed ecco che, di nuovo, ci interroghiamo se esista qualcosa in quel mare. Encelado è un altro esempio di come “Cassini” abbia affascinato tutti». 

 

Poi c’è un altrettanto affascinante satellite, stavolta di Giove, battezzato Europa: anche lì c’è un oceano sotto i ghiacci. Altri possibili alieni?  

«Pensiamo che ci sia un vasto oceano di acqua, come quella che beviamo sulla Terra. E ci sono indicazioni dell’esistenza di possibile materiale organico. Là la vita potrebbe essersi addirittura evoluta». 

 

Come la immagina? Batteri a parte, pesci e mostri marini?  

«Ciò che è eccitante di ogni esplorazione è che non sai mai cosa troverai». 

 

Quando strapperete a Europa i suoi segreti?  

«Al Jpl prepariamo la missione “Europa Clipper” per esplorarlo con un radar. Partirà intorno al 2020 e nello stesso periodo anche la missione dell’Esa chiamata “Juicy” lo studierà, dedicandosi poi ad altri due satelliti, Ganimede e Callisto. E sul lungo termine pensiamo di inviare un “lander” proprio su Europa e di perforarne la superficie per scoprire cosa c’è sotto. E, ancora, pianifichiamo una serie di sonde che raccolgano campioni di suolo marziano e li riportino sulla Terra». 

 

Troveremo i marziani?  

«Non crediamo che ci sia vita su Marte, piuttosto i resti di forme di vita esistite intorno a 3 miliardi di anni fa, quando il pianeta aveva fiumi d’acqua». 

 

Che tipo di vita?  

«Difficile che si trattasse di dinosauri! Piuttosto di forme unicellulari». 

 

Mentre cerchiamo gli alieni, i robot affollano lo spazio: saranno sempre più numerosi?  

«Qui a Roma ho parlato agli studenti dei prossimi 30 anni dell’esplorazione spaziale, sperando di ispirarli: avevo più o meno la loro età quando ho iniziato. All’epoca eravamo felici se si realizzava una missione ogni tre-quattro anni. Oggi abbiamo 23 sonde operative, una-due missioni l’anno e sei in programma. Il futuro è eccitante e l’Italia, grazie all’Asi, ha un grande ruolo. Sia nell’esplorazione dello spazio sia nella sua osservazione». 

 

Ora le osservazioni a distanza ci regalano informazioni inattese su altri luoghi potenzialmente ospitali: che possibilità ci sono di trovare cloni della Terra?  

«Un aspetto-chiave delle ricerche è legato proprio allo studio di altri sistemi solari, con pianeti simili al nostro: il telescopio “Kepler”, non a caso, ci ha rivelato che quasi ogni stella ha dei pianeti in orbita». 

 

Milner&Hawking, il miliardario e il cosmologo, vogliono spedire flotte di nano-astronavi verso il sistema stellare Alpha Centauri: lo ritiene possibile?  

«Purtroppo le stelle sono piuttosto lontane e Alpha Centauri, la più prossima, è a quattro anni luce. Con i mezzi attuali la raggiungeremmo in 10 mila anni ed è per questo che si studiano altre tecnologie, dai raggi laser alle vele solari. Ma, anche toccando una frazione della velocità della luce, ci vorrebbero 100-200 anni». 

 

Troppi, secondo lei?  

«No, se si pensa che ci sono voluti tempi simili per innalzare le grandi cattedrali in Europa. Non è irragionevole cominciare a lavorare a quelle missioni: saranno la nostra eredità per le prossime generazioni». 

 

Tornando a tempi più stretti, chi porterà per primo l’uomo su Marte? La Nasa o Elon Musk?  

«Non la vedo come una competizione. Inviare un equipaggio su Marte è una tale impresa da richiedere una collaborazione globale». 

 

Domanda delle domande: troveremo esseri intelligenti nell’Universo?  

«Non credo che siamo stati visitati dagli alieni, ma credo che ci sia vita nell’Universo. Se esistono ovunque le stesse leggi fisiche, non c’è ragione per cui la vita sia sbocciata solo qui. Però non so se sia uguale o diversa, intelligente o no. E non so se qualcuno abbia mai cercato di comunicare con noi». 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/03/11/esteri/e-oltre-quando-incontreremo-gli-alieni-AkkMr5gsHEGkeSci7BIXSO/pagina.html

 

 

SESI - SP: Que tal um show gratuito na Zona Leste?

Domingo na ZL
Fundo de Quintal
11 de março, às 16h
Programação

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA: BANDI

resterà aperto il Bando  fino al 6 marzo p.v

 

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA: 1.)
BANDO (2018-2020) PER LE SELEZIONI DI STUDENTI PER LA FREQUENZA DEL
CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN CANTO LIRICO; 2.) PROSSIMA APERTURA DEL
BANDO PER LE CANDIDATURE AL MASTER IN "PERFORMING ARTS
MANAGEMENT" PER L'ANNO ACCADEMICO 2018-2019.
Corso di perfezionamento in canto lirico organizzato dall'Accademia d'Arti e Mestieri dello
Spettacolo Teatro della Scala. Scadenza del bando, destinato a giovani cantanti lirici, prevista per il 6
marzo. Prossima pubblicazione del Bando per candidarsi a frequentare il Master in "Performing Arts
Management". Offerta di borse di studio da parte di questo Ministero. Richiesta di diffusione negli
ambienti interessati.3
Si comunica che fino al 6 marzo p.v. resterà aperto il Bando dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello
Spettacolo Teatro alla Scala per il biennio 2018-2020, destinato a giovani cantanti lirici che vogliano
frequentare il corso di perfezionamento in canto lirico.
Il Bando, riguardante il biennio 2018-2020, e' visionabile sul sito web dell'Accademia, ai link:
http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bando_2018_-_2020.pdf (versione in lingua
italiana); http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bozza_bando_2018_-_2020_en-
US-rev.pdf (versione in lingua inglese).
I giovani artisti italiani e stranieri che supereranno le selezioni e verranno ammessi al corso
riceveranno una borsa di studio di 900 € mensili. Questo Ministero, sulla base di un rapporto di
collaborazione che è stato avviato molti anni fa e che ogni anno viene formalizzato attraverso la
stipula di una Convenzione con l'Accademia, offrirà n. 11 borse di studio della durata di 9 mesi,
anch'esse con borsellino di 900 €, destinate agli studenti stranieri.
Nel quadro della predetta Convenzione, questo Ministero offrirà inoltre 5 borse di studio per la
frequenza del Master in "Performing Arts Management", del quale e' imminente la pubblicazione di
specifico Bando nel sito web dell'Accademia:
http://www.accademialascala.it/it/management/corsi/master-management-performing-arts.html.
Il Master si pone l'obiettivo di preparare professionisti di alto livello con competenze manageriali ed
economiche specifiche per il mondo dello spettacolo dal vivo.
L'Accademia riveste un ruolo primario nel settore della formazione dello spettacolo dal vivo e
persegue da sempre una politica di apertura internazionale, che si concretizza attraverso l'accoglienza
di studenti provenienti da tutto il mondo.
(Prof. Augusto Bellon, Direttore Ufficio Scolastico – Consolato Generale d’Italia San Paolo)

ACCADEMIA D'ARTI E MESTIERI DELLO SPETTACOLO TEATRO ALLA SCALA:

1.) BANDO (2018-2020) PER LE SELEZIONI DI STUDENTI PER LA FREQUENZA DEL CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN CANTO LIRICO;

2.) PROSSIMA APERTURA DEL BANDO PER LE CANDIDATURE AL MASTER IN "PERFORMING ARTS MANAGEMENT" PER L'ANNO ACCADEMICO 2018-2019.

Corso di perfezionamento in canto lirico organizzato dall'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro della Scala. Scadenza del bando, destinato a giovani cantanti lirici, prevista per il 6 marzo. Prossima pubblicazione del Bando per candidarsi a frequentare il Master in "Performing Arts Management". Offerta di borse di studio da parte di questo Ministero. Richiesta di diffusione negli ambienti interessati.

3.) Si comunica che fino al 6 marzo p.v. resterà aperto il Bando dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala per il biennio 2018-2020, destinato a giovani cantanti lirici che vogliano frequentare il corso di perfezionamento in canto lirico.

Il Bando, riguardante il biennio 2018-2020, e' visionabile sul sito web dell'Accademia, ai link:

http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bando_2018_-_2020.pdf (versione in lingua italiana); http://www.accademialascala.it/images/pdf/bandi_2018/bozza_bando_2018_-_2020_en-US-rev.pdf (versione in lingua inglese).

I giovani artisti italiani e stranieri che supereranno le selezioni e verranno ammessi al corso riceveranno una borsa di studio di 900 € mensili. Questo Ministero, sulla base di un rapporto di collaborazione che è stato avviato molti anni fa e che ogni anno viene formalizzato attraverso la stipula di una Convenzione con l'Accademia, offrirà n. 11 borse di studio della durata di 9 mesi, anch'esse con borsellino di 900 €, destinate agli studenti stranieri.

Nel quadro della predetta Convenzione, questo Ministero offrirà inoltre 5 borse di studio per la frequenza del Master in "Performing Arts Management", del quale e' imminente la pubblicazione di specifico Bando nel sito web dell'Accademia: http://www.accademialascala.it/it/management/corsi/master-management-performing-arts.html.

Il Master si pone l'obiettivo di preparare professionisti di alto livello con competenze manageriali ed economiche specifiche per il mondo dello spettacolo dal vivo.

L'Accademia riveste un ruolo primario nel settore della formazione dello spettacolo dal vivo e persegue da sempre una politica di apertura internazionale, che si concretizza attraverso l'accoglienza di studenti provenienti da tutto il mondo.

(Prof. Augusto Bellon, Direttore Ufficio Scolastico – Consolato Generale d’Italia San Paolo)

 

Come promuovere la musica italiana all’estero

Come promuovere la musica italiana all’estero

Italia Music Export è l’ufficio della Siae, nato per aiutare artisti ed addetti ai lavori del settore a superare i confini nazionali

Il festival olandese Eurosonic è uno dei trampolini più importanti per le band e i musicisti che vogliono puntare ai palchi oltreconfine (Credits: Bart Heemskerk)

Pubblicato il 13/02/2018
Ultima modifica il 13/02/2018 alle ore 15:20

 

MARCO TONELLI

Uno spunto per comprendere la situazione, lo si può trovare scorrendo le classifiche dell’european border breakers chart: un’iniziativa finanziata dall’Unione europea per tracciare i brani che hanno più passaggi nelle radio pubbliche al di fuori dal Paese.  

L’ultima graduatoria risale al 9 febbraio e vede due canzoni italiane posizionarsi rispettivamente al 48esimo e al 84esimo posto. Stessa cosa per quella precedente (del 26 gennaio ): 84esimo e 85esimo posto. E in generale, la Svizzera è il paese straniero in cui questi brani hanno avuto più passaggi.  

 

Insomma, a vedere la classifica, fuori dai confini la musica italiana non la trasmette quasi nessuno. Certo si tratta di un solo aspetto del mercato musicale, ma serve a dare un’idea di come il settore sia confinato all’interno del territorio nazionale o in alcuni casi in quello di stati limitrofi come la Svizzera. Al contrario, secondo l’ultimo rapporto di Italia Creativa (dati 2015), l’industria musicale tricolore ha totalizzato un fatturato di 4,7 miliardi per un settore che conta quasi 170.000 occupati. Si tratta del nono mercato mondiale per dimensione.  

 

«Probabilmente, uno dei motivi per cui, negli ultimi dieci anni, artisti, discografici e promoter italiani non hanno mai puntato troppo all’estero è che ci troviamo di fronte a un settore in grado di reggersi con le sue gambe e per questo motivo non sente la necessità di puntare ai mercati oltre confine. Altro aspetto è l’assenza di un soggetto che supporti coloro che invece, vogliono guardare oltre». Lo dice Nur Al Habash, ex direttrice del sito web Rockit e oggi responsabile di Italia Music Export , l’ufficio della Siae nato per favorire la diffusione della musica italiana all’estero. «Istituzioni di questo tipo sono già presenti negli altri Paesi, ad esempio il francese Le Bureau Export è attivo dal 1993», dice Al Habash.  

 

IL PORTALE DI RIFERIMENTO  

Per quanto riguarda la promozione della musica italiana, Italia Music Export vuole diventare il portale di riferimento per gli artisti e gli addetti ai lavori del settore che vogliono puntare al mercato estero e allo stesso tempo per agenzie di booking, etichette discografiche e promoter stranieri che vogliono lavorare con gli artisti italiani. Senza dimenticare la funzione di sportello per coloro che hanno bisogno di una consulenza o un consiglio sulla strategia da seguire. Allo stesso tempo, non manca il supporto economico. Lo scorso febbraio è stato lanciato un bando per artisti e operatori del mercato discografico: 50mila euro di finanziamenti per supportare la loro attività all’estero. Per i musicisti, il denaro deve essere dedicato alla messa in piedi di un tour e alle spese per la promozione, mentre per quanto riguarda discografici e agenzie di booking italiane, deve essere destinato a coprire le spese per la partecipazione agli showcase festival e alle fiere di settore.  

 

ESSERCI, IL PIÙ POSSIBILE  

Ed eventi di questo tipo sono importanti per la promozione della musica. Gli showcase festival ad esempio, sono manifestazioni in cui gli artisti, oltre ad esibirsi per un pubblico di appassionati, suonano anche per gli operatori del settore. Infatti, si stringono contratti e si organizzano date dal vivo. «Non è un caso che, abbiamo voluto essere presenti all’ultima edizione (dal 17 al 20 gennaio 2018 ndr.) dell’Eurosonic di Groeningen in Olanda. Uno degli showcase festival più importanti d’Europa», dice Al Habash.  

 

«E il consiglio che posso dare agli artisti è suonare il più possibile», conclude. Altro aspetto molto importante è la necessità di entrare in contatto con i cosiddetti “gatekeepers”, ovvero giornalisti, bloggers e testate giornalistiche particolarmente rilevanti che possono diffondere la loro musica. «Tutto funziona grazie a una rete di relazioni: per arrivare ai grandi festival bisogna stringere rapporti. E’ molto importante», continua.  

 

Allo stesso tempo. «si vedono dei segnali positivi: dal South By Southwest al Primavera Sound, sono tanti gli artisti italiani che vengono chiamati sul palco: segno di una qualità sempre più alta della proposta», spiega Al Habash. Senza dimenticare che sempre più ascoltatori esterni amano la musica tricolore, soprattutto dal vivo. «Ad esempio, la Germania ha una passione per i nostri artisti, così come tutti i Paesi con una forte comunità tricolore», conclude. Insomma, il nostro Paese ha le carte in regole per ritornare ad essere un colosso della musica mondiale.  

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/13/spettacoli/musica/come-promuovere-la-musica-italiana-allestero-Lxr7WZdbOZTnAEeMYtmodN/pagina.html

 

 

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TRAVIATA emoziona anche low cost

“Traviata” emoziona anche low cost

A Milano l’opera trasloca in periferia con pochi mezzi e molto coraggio

Alina Godunov nella «Traviata» allo Spazio Teatro 89 di Milano (foto di Gianpaolo Parodi)

Pubblicato il 18/02/2018
Ultima modifica il 18/02/2018 alle ore 17:49
ALBERTO MATTIOLI
MILANO

«VoceAllOpera» colpisce ancora. I lettori della «Stampa» conoscono, perché l’abbiamo già raccontata più volte, la storia dell’associazione fondata e diretta da Gianmaria Aliverta, aspirante regista d’opera che, invece di stare lì ad aspettare che qualcuno si accorgesse di lui, l’opera ha cominciato a farsela in casa con i suoi amici, pochi mezzi, molta buona volontà e addirittura qualche sprazzo di genialità, o almeno di innovazione coraggiosa e intelligente. 

 

Da cosa nasce cosa, perfino in Italia. Oggi Aliverta è un regista in carriera che firma spettacoli al Maggio e inaugura la stagione della Fenice. Però non ha smobilitato i suoi ragazzi, continua a proporre una stagione d’opera, ospitata adesso allo Spazio Teatro 89 di Milano, in una delle famose periferie da valorizzare, e lancia dei nuovi baby registi. L’ultimo si chiama Luca Baracchini, 24 anni (ma a vederlo ne dimostra anche meno, si direbbe che siamo ai limiti dello sfruttamento del lavoro minorile) cui Aliverta ha affidato un’opera notoriamente insidiosa come «Traviata». Bene: Baracchini se l’è cavata benissimo, valorizzando al meglio i mezzi disponibili, scarsissimi come da miglior tradizione della Casa. 

 

Già l’idea di partenza è buona. Il teatro ha un palcoscenico molto piccolo, poco più di una pedana, dove è stata collocata l’orchestra (ovviamente ridotta, anche se meno del consueto). L’azione è stata spostata tutta in platea, trasformata in un rettangolo vuoto con il pubblico tutto intorno, dunque praticamente in mezzo alla gente. L’effetto è vagamente «alla Vick», e ricorda un po’ l’ormai celebre «Stiffelio» dell’ultimo festival Verdi che tanto scandalo ha destato in chi crede che Verdi sia Ramsete II e il rispetto glielo si dimostri mummificandolo.  

 

Le poche scene, ideate da Aliverta e da Alessia Colosso, offerte dalla Fondazione Castellini di Melegnano e realizzate dagli ospiti della Comunità psichiatrica «La casa di Anania» («VoceAllOpera» ha anche un risvolto sociale), sono poco più di un punto di partenza. Tutto lo spettacolo è in realtà basato sulla recitazione dei singoli, di livello variabile ma nel complesso quasi sempre azzeccata. Qualche idea è suggestiva, come Violetta che lascia Alfredo ma scrivendo col rossetto «Amami» su uno specchio, ed è molto ben risolta la transazione fra un atto e l’altro (c’è un intervallo solo): per esempio, alla fine del primo Violetta si mette a letto e all’inizio del secondo ci si risveglia con Alfredo. Mi piace meno invece che alla festa chez Flora Germont junior le getti un calice di champagne invece che i tradizionali soldi, ma nel complesso lo spettacolo funziona perfettamente. Sarà che i cantanti hanno l’età dei loro personaggi, sarà che sono fisicamente credibili, sarà che credono a quel che fanno, sarà perché li hai lì, accanto a te, e allungando la mano li potresti toccare, l’insieme è coerente, ha una sua verità, convince e avvince. Piccoli Aliverta crescono, insomma. 

 

Una civetteria filologica è vestire tutti con costumi d’inizio Settecento, firmati da Simone Martini. Si sa che Verdi dovette trangugiare questa ambientazione perché gli abiti contemporanei (contemporanei a lui, beninteso) sarebbero risultati intollerabili per un pubblico di cui «Traviata» denunciava l’ipocrisia, e che si sarebbe scandalizzato a vedersi sulla scena come in uno specchio. Così, fino agli inizi del Novecento, Violetta & Co. libarono sempre in abiti Reggenza (fra Luigi XIV e Luigi XV, per intenderci), guardinfante per le femmine e culottes per i maschietti, come infinite fonti iconografiche testimoniano. Poi presero piede i frac e le crinoline, che ormai non scioccavano più i bravi borghesi. Oggi la soluzione migliore sarebbero i costumi contemporanei a noi, lei in minigonna da brava escort e lui in blazer da provinciale che va a donne a Parigi, ma insomma per chi conosce l’opera si tratta di una curiosità soddisfatta. Delle trenta «Traviate» della mia vita, per ora è l’unica settecentesca che abbia visto. 

 

La miniorchestra è diretta da Giovanni Marziliano. Non ho ben capito di chi sia stata la responsabilità di qualche scollamento fra orchestra e cantanti; di certo Marziliano ha il torto di dilatare a dismisura alcune pause proprio nei momenti in cui il ritmo narrativo di Verdi dovrebbe essere particolarmente incalzante. Lodevolissima invece la decisione di non tagliare le cabalette, e pazienza per i daccapo.  

 

È buono il coro e sono buoni i comprimari: da segnalare almeno la verve scenica di Maurizio De Valerio, Gastone, e Fabio Midolo, Douphol. Germont senior, Jaime Eduardo Pialli, ha un fiume di voce e qualche difficoltà a modularla. Germont junior, Robert Barbaro, esibisce una bella vocina in fieri da tenore lirico e sa pure fare il passaggio di registro, il che significa che è anche bene impostata. Dovrebbe solo evitare di strabuzzare gli occhi ogni volta che si trova davanti Violetta: abbiamo capito che la ami, ma non è la Madonna, e in ogni caso è decisamente meno vergine.  

 

La vera rivelazione, comunque, è Violetta. Si chiama Alina Godunov, un destino operistico già nel cognome. Segnalo subito quel poco che non va: qualche inciampo nelle agilità, qualche lieve emissione «fissa», alla tedesca, qualche inflessione slava nella pronuncia. Per il resto, ci sono voce, volume, acuti, precisione, musicalità e soprattutto quell’«anima e sentimento di scena» che sono le prime caratteristiche da cercare in chi canta Violetta, almeno secondo uno che un po’ se ne intendeva: Giuseppe Verdi. Davvero bravissima. Tre recite in tutto, teatro pieno e molti applausi. Viva. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/18/spettacoli/palcoscenico/traviata-emoziona-anche-low-cost-xUv7zHUTlmpFkOTRWNwrCM/pagina.html

 

 

Coreografo torinese Paolo Mohovich: Gli apostoli e i santi danzano per il Messia

Gli apostoli e i santi danzano per il Messia

Successo per l’oratorio di Haendel messo in scena dal coreografo torinese Paolo Mohovich per la Eko Dance di Pompea Santoro

(Foto: Stefano Mazzotta)

Pubblicato il 09/02/2018
Ultima modifica il 09/02/2018 alle ore 19:27
SERGIO TROMBETTA

Il sentimento del sacro, la spiritualità entrano a pieno titolo nella danza del 900 a partire da Léonide Massine per proseguire con i grandi della modern dance (Martha Graham , Josè Limòn) e arrivare nel dopoguerra ai grandiosi affreschi di John Neumeier che costruisce vere e proprie cattedrali coreografiche sulla “Passione secondo Matteo” o sul “Messiah” di Haendel. 

 

È in questa linea dunque che si inserisce il “Messiahaendel” che Paolo Mohovich ha realizzato per l’Eko Dance International Project di Pompea Santoro in prima al torinese Teatro Astra. Ma con uno scarto rispetto alla tradizione. Il suo è un concentrato di danza e spiritualità che rifugge dalla narrazione esplicita. E soprattutto è un lavoro pienamente riuscito grazie anche ai 18 splendidi danzatori della Santoro. 

 

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e Haendel. Mohovich non segue l’intero oratorio, ma sceglie alcuni brani limitando a poco più di un’ora il suo lavoro. Niente quadri evangelici, niente protagonisti biblici, le semplici figure che agiscono in scena potrebbero essere Giuseppe, Maria, Cristo, Angeli, apostoli, peccatori o tentatrici. Ma tenendoli nel loro anonimato, portando in primo piano la simbologia, Mohovich riesce a organizzare liberamente una danza di grande bellezza e dallo stile denso e coinvolgente, dal linguaggio contemporaneo ora scarno ora eloquente. Sempre sostenuto da una ispirazione coreografica forte e da un ritmo interiore che non lascia spazio momenti di fragilità. 

 

La diagonali di danzatori si animano con gesti a canone, i gruppi si dispiegano in palcoscenico occupando la spazio con sapienza, si rapprendono in quadri dalle ardite architetture che hanno un sapore “modern”, i duetti esprimono affetto, dolore, tentazione, pietà.  

 

Per raccontarci tutto questo Mohovich veste i suoi danzatori di tuniche scure che trascolorano dal nero al verde al blu, non esita a mettere i ragazzi a torso nudo; come scenografia sceglie un pannello scuro sullo sfondo e delle porte dorate sulla destra. Ma soprattutto accarezza i suoi danzatori con abili luci contrastate, chiaroscuri dorati che esaltano i corpi. E i ragazzi del progetto professionale di Pompea Santoro, una vera eccellenza torinese, rispondono con entusiasmo alle indicazioni del coreografo. Pronti a partire in tournée che si spera sostanziosa (per ora in programma il Ponchielli di Cremona e San Benedetto del Tronto) e ai quali non si può non augurare il successo del debutto al Teatro Astra di Torino dove ha aperto la rassegna Palcoscenico Danza. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/09/spettacoli/palcoscenico/gli-apostoli-e-i-santi-danzano-per-il-messia-OnvFJSzF5LgXjL0r6SPCYJ/pagina.html

 

 

🎤 😃 Teatro, Música e Exposição só aqui no Centro Cultural Fiesp!

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Gabriele Mirabassi e Giovanni Gnocchi | Ilumina Festival 2018 | 12 à 14/01/2018

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Gabriele Mirabassi e Giovanni Gnocchi | Ilumina Festival 2018 | 12 à 14/01/2018

 

O Festival Ilumina 2018 é a quarta edição de um projeto cultural, com o patrocínio do Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, dedicado à música clássica e aos jovens talentos musicais. O Festival Ilumina começa no dia 2 de janeiro com 10 dias de masterclass para os 19 jovens (entre os 17 e os 26 anos de idade) ministradas por 11 celebres solistas internacionais entre os quais se destacam dois músicos italianos: o violoncelista Giovanni Gnocchi e o clarinetista Gabriele Mirabassi; o Festival Ilumina prevê, de 6 a 11 de janeiro, com seis concertos da câmera gratuitos, executados pelos solistas e os jovens musicistas em algumas localidades dos municípios de Mococa e Caconde e se encerra, no dia 14 de janeiro, no ilustre cenário do Auditório do Museu de Arte de São Paulo (MASP) com mais quatro representações (12, 13 e 14 de janeiro).

 

ilumina 01 18

 

Auguri di Natale del Duo Alterno

Auguri di Natale del Duo Alterno

Nel 2017, per una volta, abbiamo viaggiato soprattutto in Italia. Siamo partiti da Torino, poi Milano, Trapani, Varese, Alghero, San Teodoro, Monaco di Baviera, Camino al Tagliamento, ancora Torino, Rovereto, Forlì, Nonantola, Capua, ancora Milano... E abbiamo inciso per Urania Records il nostro ultimo CD “Tosti 1916”, con le ultime romanze di Tosti eseguite su uno splendido pianoforte Erard del 1904 in massima aderenza stilistica alle partiture e ai metronomi voluti dall’autore. Dalla contemporanea alle radici imprescindibili della vocalità da camera italiana!


Abbiamo portato in giro il programma “Classic Tango” (grazie alla collaborazione con Daniela Cammarano e Davide Vendramin) e i nostri "Foto-songs" registrati e com-posti ovunque per il mondo, dai boschi di eucalipti dell’Africa centrale alle coste atlantiche dell’Uruguay alla rutilante “cable car” di San Francisco, con le musiche di Umberto Bombardelli, Gilberto Bosco, John Cage, Alfredo Casella, Giuseppe Colardo, Giorgio Colombo Taccani, Azio Corghi, Luigi Esposito, Lorenzo Ferrero, Ada Gentile, Mauricio Kagel, Gija Kantscheli, Luca Lombardi, Bruno Maderna, Ennio Morricone, Riccardo Piacentini, Astor Piazzolla, Franco Piersanti, Francesco Paolo Tosti, Erik Satie, Igor Stravinskij, Kurt Weill.


Quest'anno Ennio Morricone ha scritto per noi ("il bel Duo" ci chiama nella dedica) e per il Quartetto Classic Tango una versione speciale del suo celeberrimo tango tratto da "Indagine su un cittadino al di là di ogni sospetto" e anche Luca Lombardi ci ha dedicato il suo grande dittico "Lamento di Orah" e "Siete dei lupi!".

Grazie al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, agli Amici della Musica di Modena e di Trapani, alle associazioni “Più che suono” e “Ellipsis”, all'Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera, all'Autunno Musicale di Caserta, a Spazio Classica.


Grazie a chi ci ha sostenuto, ai moltissimi amici, al pubblico generoso di applausi, ai compositori, ai musicologi e ai giornalisti che ci hanno preziosamente sollecitato, ai nostri compagni di viaggio: il violinista Andrea Bordonali, il fisamonicista e bandoneonista Davide Vendramin, la violinista Daniela Cammarano, il compositore (e per noi anche “narratore”) Luca Lombardi.

 

Buon Natale e 2018 Buone Musiche a tutti!

 


Il 2017 lo chiudiamo con questa nostra riflessione sulla musica contemporanea pubblicata dal Giornale della Musica. 

Recital do Soprano Maria Pia Piscitelli 20/12 às 20h00

 

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Recital do Soprano Maria Pia Piscitelli 20/12 às 20h00

 

concerto maria pia 20 12 17

L’Andrea Chénier di Chailly e Martone conquista La Scala

L’Andrea Chénier di Chailly e Martone conquista La Scala

Dieci minuti di applausi con molti «bravi!» dal pubblico per l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica
REUTERS

 

Pubblicato il 07/12/2017
Ultima modifica il 07/12/2017 alle ore 21:59

Dieci minuti ininterrotti di applausi e qualche isolato diniego da parte di un pubblico in grande maggioranza entusiasta hanno salutato alla Scala Andrea Chénier, l’opera di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, capolavoro del verismo italiano che ha inaugurato questa sera la stagione del teatro lirico milanese, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone. 

Una serata speciale come tutti i 7 dicembre scaligeri, senza le alte cariche dello Stato, ma con la presenza di alcuni membri del governo, come i ministri dei Beni culturali, Dario Franceschini, dell’Economia Pier Carlo Padoan e della Coesione territoriale Claudio De Vincenti, la sottosegretaria Maria Elena Boschi. E poi il commissario europeo alla Cultura Tibor Navracsics e altri, oltre ai sovrintendenti dei teatri di Vienna e di Lucerna e stilisti, attori, esponenti del jet set milanese e internazionale. 

 

Alla chiusura del sipario, generale è stato il consenso, con calorosi battimani, grida di «bravi!», lanci di fiori e di coriandoli dorati dal loggione. Gli applausi hanno accomunato tutti gli interpreti, ma sono stati più intensi per Anna Netrebko (Maddalena), ormai beniamina del pubblico scaligero avendo riscosso grandi consensi in altre due prime inaugurali: nel Don Giovanni del 2011 e nella Giovanna d’Arco del 2015. Lei veterana, ha duettato col marito debuttante alla Scala, Yusif Eyvazov, apprezzato Chénier. Ai consensi per entrambi è stato accomunato l’altro protagonista Luca Salsi nel ruolo di Gérard. 

 

Ma l’ovazione è stata per Chailly che non ha lasciato spazio ai tradizionali applausi dopo le sei romanze in omaggio al volere di Giordano e al «suo ritmo serrato del tempo teatrale, quasi fosse una sceneggiatura cinematografica». E sono stati applauditi anche il regista Martone e gli autori di scene Margherita Palli, costumi Ursula Patzak, luci Pasquale Mari e coreografia Daniela Schiavone oltre agli altri componenti la compagnia di canto. 

 

È evidente che, al di là della direzione d’orchestra e delle voci, è piaciuta la regia, fedele alla rappresentazione di una vicenda di amore e morte inserita in un contesto storico preciso: la Rivoluzione Francese. Martone ne ha magistralmente affrescato i contrasti: l’ancien regime e la rivoluzione, l’amore e la gelosia, il giusto riscatto della libertà e i crimini commessi in suo nome. Sono tensioni che il regista ha messo in scena, ma senza mai perdere lo slancio vitale dell’opera. 

 

E se Chailly ha voluto esaltare la continuità e il senso ritmico della musica di Giordano, Martone lo ha assecondato ricorrendo a un impianto girevole per evitare le tradizionali pause per i cambi di scena. I quattro quadri che compongono l’opera si succedono così l’uno all’altro con la sola soluzione di continuità dell’intervallo fra il secondo e il terzo. La regia “dei contrasti” appare subito, con la scena della festa nel Castello di Coigny, nel 1789, tra stucchi dorati, specchi, mobili Luigi XV, con i rappresentanti della nobiltà immobili come statue di cera in un museo, quasi fosse il diorama di un’epoca passata, morta. Solo servi e lacché sono persone viventi, quelli che faranno il futuro della storia. La nobiltà si anima per danzare (una gavotta), come i passeggeri del Titanic pochi minuti prima del naufragio. È qui che il poeta Chénier incanta con i suoi versi sull’amore la giovane Maddalena, ed è qui che il servo Gérard, segretamente innamorato della ragazza, getta sprezzante la livrea e abbandona il castello denunciando l’ arroganza dei signori e l’ingiustizia sociale. 

 

Ma la ruota della vita gira, insieme alla scena sul palcoscenico: passano 5 anni e a Parigi impera il Terrore. La scena ricorda il Pont Neuf, con i suoi mascheroni e le botteghe parigine, fra Tricolori e berretti frigi. Gérard, che è uno dei capi della Rivoluzione, ritrova Maddalena, ridotta in povertà e affronta Chénier che la protegge. 

Con lei è determinato e violento, ma la reazione della giovane, che ricorda le proprie vicissitudini («la mamma morta...») e lo respinge con dignità lo fa riflettere - ancora la regia dei “contrasti” - sui crimini che spesso accompagnano l’anelito di libertà delle rivoluzioni. La scena gira ancora, e compare il tribunale, con la sua folla «curiosa e avida di lacrime», dove Gérard tenta fino all’ultimo, senza riuscirvi, di salvare il poeta rivale. E l’ultimo giro è riservato alla fine del dramma, con Maddalena che decide di morire con Andrea. Con lui sale sulla carretta. Sullo sfondo la sagoma inquietante della ghigliottina. 

 

da: http://www.lastampa.it/2017/12/07/spettacoli/palcoscenico/landrea-chnier-di-chailly-e-martone-conquista-la-scala-g4TnX1kAZJyl2Ny5eAWBSK/pagina.html

 

 

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

 

 

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

Live streaming dal Conservatorio Cesare Pollini di Padova

1 dicembre 2017 redazione milano

Sabato 2 dicembre alle ore 21, grazie alla collaborazione creatasi fra il Conservatorio Cesare Pollini di Padova, con l’etichetta discografica Velut Luna (che ne curerà la regia audio sotto la direzione di Marco Lincetto) e JVCKENWOOD ITALIA (che ne curerà la regia video sotto la direzione di Michele Sartor) l’intero concerto sarà trasmesso in diretta.

Il programma della serata:
Direttore d’orchestra: Giuliano Medeossi
Primo tempo:
– Ludwig van Beethoven – Overture “Leonore” No.3 in do maggiore, op.72b
– Ludwig van Beethoven – Concerto per piano e orchestra No. 3, op.37
Secondo tempo:
– Suite in 3 movimenti – Brano originale di Mirko Ballico, docente al Conservatorio Pollini di Padova
– Ottorino Respighi – Brano per orchestra d’archi e cinque solisti (pianoforte, tromba, clarinetto, contrabbasso e corno).

Sarà possibile seguire il concerto da casa ed in tutto il mondo perché verrà trasmesso in diretta streaming su YouTube in Full-HD seguendo il link sotto.

 da: http://www.monitor-radiotv.it/w/16394-2/?utm_medium=email&utm_campaign=La+Newsletter+di+MonitoR+dell%271+dicembre+2017&utm_source=YMLP&utm_term=...

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DONIZETTI OPERA

DONIZETTI OPERA

La seconda edizione del festival Donizetti Opera, che si svolge a Bergamo fino al 4 dicembre, presenta
accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr - Il borgomastro
di Saardam, Pigmalione e Che originali! - altri tre grandi eventi internazionali: il recital del tenore Juan
Diego Flórez; la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico
scenario della Basilica di S. Maria Maggiore, ed il primo melologo della storia, Pygmalion di Rousseau,
letto dall’antropologo Marc Augé. Il secondo titolo donizettiano sarà Pigmalione, primo lavoro teatrale
del giovanissimo compositore, proposto insieme alla farsa di Giovanni Simone Mayr Che originali! (25
novembre, 1 e 3 dicembre): un dittico che nasce dalla comunanza di soggetti fra i due lavori che si
basano sull’amore per la musica e l’arte. La scelta di affiancare Mayr e Donizetti vuole sottolineare il
passaggio di testimone maestro-allievo: la produzione della prima opera di Donizetti darà il via al proget-
to Donizetti200, il cui obiettivo è quello di eseguire ogni anno un’opera che compie 200 anni. Protagoni-
sta nel cast della farsa di Mayr saranno impegnati Bruno De Simone e Chiara Amarù. Sul podio dell’Or-
chestra dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Gianluca Capuano. La regia è invece affidata a Roberto
Catalano, che ha già fatto notare il suo talento in alcuni progetti, con le scene di Emanuele Sinisi ed i
costumi di Ilaria Ariemme. Nella farsa di Mayr, il Settecento illuminista viene messo alla berlina e Meta-
stasio viene sbeffeggiato, il tutto con una musica nuova, brillante, libera e leggera. Pigmalione, composto
da Donizetti nel 1816, è una “scena lirica” in un atto, così come il compositore stesso la definì, e rappre-
senta il suo unico esempio di teatro su soggetto mitologico. Donizetti studiava all’epoca a Bologna e, nel
settembre del 1816, ricevette la visita di Mayr. Proprio l’incontro tra i due portò alla realizzazione di que-
sto atto unico, come una sorta di piccolo omaggio dell’allievo al maestro. Dalla farsa Che originali! verrà
tratta l’opera Il tormentone, destinata al pubblico delle scuole, con una nuova drammaturgia preparata da
Lorenzo Giossi, gli allievi del Laboratorio sulla vocalità donizettiana, l’attore Simone Baldassarri, l’En-
semble dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il pianista Samuele Pala. In occasione del Dies
natalis (29 novembre) appuntamento con il repertorio sacro, cui Donizetti si è tanto dedicato: nella Basi-
lica di S. Maria Maggiore, dove riposano il compositore orobico e il suo maestro, Giovanni Simone
Mayr, Corrado Rovaris dirigerà l’Orchestra e il Coro Donizetti Opera (maestro del coro Fabio Tartari)
nella Messa di Requiem composta da Donizetti nel 1835 per la morte di Vincenzo Bellini.
Il 30 novembre, al Teatro Sociale, Pygmalion di Jean-Jacques Rousseau, melologo (prosa con intermezzi
musicali) in un atto che esprime la convinzione del filosofo svizzero secondo cui l’arte e l’artista sono
tutt’uno. La parte musicale sarà affidata a Ruben Jais e alla sua orchestra la Barocca di Milano.
Il festival si conclude il 4 dicembre con un recital imperdibile, che farà arrivare a Bergamo appassionati
da tutto il mondo: protagonista Juan Diego Flórez, tenore che in vent’anni di carriera costantemente in
ascesa ha ridefinito il virtuosismo vocale in tutti i principali ruoli di Rossini, Donizetti e Bellini, con un’-
agilità, una sicurezza e un’espressività senza precedenti in epoca moderna. Acclamato sui palcoscenici di
tutto il mondo proporrà un programma dedicato al belcanto da Rossini a Donizetti, accompagnato al
pianoforte da Vincenzo Scalera.
Il festival sarà arricchito da una serie di attività collaterali, conferenze, concerti, che si svolgeranno grazie
a una rete di felici rapporti con numerose realtà territoriali che vorranno unirsi per rendere la città di
Gaetano Donizetti a misura di festival.
Info: info@donizetti.org

La seconda edizione del festival Donizetti Opera, che si svolge a Bergamo fino al 4 dicembre, presenta accanto a due rari titoli operistici donizettiani e all’altrettanto inconsueto lavoro di Mayr - Il borgomastro di Saardam, Pigmalione e Che originali! - altri tre grandi eventi internazionali: il recital del tenore Juan Diego Flórez; la Messa di Requiem di Donizetti affidata alla bacchetta di Corrado Rovaris nel magnifico scenario della Basilica di S. Maria Maggiore, ed il primo melologo della storia, Pygmalion di Rousseau, letto dall’antropologo Marc Augé. Il secondo titolo donizettiano sarà Pigmalione, primo lavoro teatrale del giovanissimo compositore, proposto insieme alla farsa di Giovanni Simone Mayr Che originali! (25 novembre, 1 e 3 dicembre): un dittico che nasce dalla comunanza di soggetti fra i due lavori che si basano sull’amore per la musica e l’arte. La scelta di affiancare Mayr e Donizetti vuole sottolineare il passaggio di testimone maestro-allievo: la produzione della prima opera di Donizetti darà il via al progetto Donizetti200, il cui obiettivo è quello di eseguire ogni anno un’opera che compie 200 anni. Protagonista nel cast della farsa di Mayr saranno impegnati Bruno De Simone e Chiara Amarù. Sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala salirà Gianluca Capuano. La regia è invece affidata a Roberto Catalano, che ha già fatto notare il suo talento in alcuni progetti, con le scene di Emanuele Sinisi ed i costumi di Ilaria Ariemme. Nella farsa di Mayr, il Settecento illuminista viene messo alla berlina e Metastasio viene sbeffeggiato, il tutto con una musica nuova, brillante, libera e leggera. Pigmalione, composto da Donizetti nel 1816, è una “scena lirica” in un atto, così come il compositore stesso la definì, e rappresenta il suo unico esempio di teatro su soggetto mitologico. Donizetti studiava all’epoca a Bologna e, nel settembre del 1816, ricevette la visita di Mayr. Proprio l’incontro tra i due portò alla realizzazione di questo atto unico, come una sorta di piccolo omaggio dell’allievo al maestro. Dalla farsa Che originali! verrà tratta l’opera Il tormentone, destinata al pubblico delle scuole, con una nuova drammaturgia preparata da Lorenzo Giossi, gli allievi del Laboratorio sulla vocalità donizettiana, l’attore Simone Baldassarri, l’Ensemble dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il pianista Samuele Pala. In occasione del Dies natalis (29 novembre) appuntamento con il repertorio sacro, cui Donizetti si è tanto dedicato: nella Basilica di S. Maria Maggiore, dove riposano il compositore orobico e il suo maestro, Giovanni Simone Mayr, Corrado Rovaris dirigerà l’Orchestra e il Coro Donizetti Opera (maestro del coro Fabio Tartari) nella Messa di Requiem composta da Donizetti nel 1835 per la morte di Vincenzo Bellini.

Il 30 novembre, al Teatro Sociale, Pygmalion di Jean-Jacques Rousseau, melologo (prosa con intermezzi musicali) in un atto che esprime la convinzione del filosofo svizzero secondo cui l’arte e l’artista sono tutt’uno. La parte musicale sarà affidata a Ruben Jais e alla sua orchestra la Barocca di Milano.

Il festival si conclude il 4 dicembre con un recital imperdibile, che farà arrivare a Bergamo appassionati da tutto il mondo: protagonista Juan Diego Flórez, tenore che in vent’anni di carriera costantemente in ascesa ha ridefinito il virtuosismo vocale in tutti i principali ruoli di Rossini, Donizetti e Bellini, con un’agilità, una sicurezza e un’espressività senza precedenti in epoca moderna. Acclamato sui palcoscenici di tutto il mondo proporrà un programma dedicato al belcanto da Rossini a Donizetti, accompagnato al pianoforte da Vincenzo Scalera.

Il festival sarà arricchito da una serie di attività collaterali, conferenze, concerti, che si svolgeranno grazie a una rete di felici rapporti con numerose realtà territoriali che vorranno unirsi per rendere la città di Gaetano Donizetti a misura di festival.

Info: info@donizetti.org

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20935 - 24 Novembre 2017

 

 

All'ICIB, PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA:Oppl, di Avion Travel

 “Opplà”, di Avion Travel

VW

L’ICIB PRESENTA:

PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA

Parte II


LUNEDÌ  - 13 NOVEMBRE 2017

“Opplà”, di Avion Travel

 
 

Uno dei pochi casi di gruppo musicale che ha saputo mescolare sonorità jazz, pop e rock unite a testi di una scrittura colta e raffinata.

“Opplà” è un piccolo gioiello che racchiude queste qualità. Un album di non grandi vendite ma una “pietra miliare” per la critica e per una grande quantità di musicisti italiani che tenteranno, invano, di copiarne l’unicità.

 

Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933

 

Domenica 5 novembre al Circolo Italiano di San Paolo il concerto Musica delle Nazioni

 

Domenica 5 novembre al Circolo Italiano di San Paolo il concerto  “Musica delle Nazioni”

 

SAN PAOLO – Alle ore 11 di domenica 5 novembre presso il  Circolo Italiano di San Paolo, si terrà il concerto  “Musica delle Nazioni” con il “Grande Coro de São Paulo” diretto dal maestro Celso Jardim.

La rappresentazione musicale,segnalata dal presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e vice presidente del Circolo Italiano Giovanni Manassero, è a entrata libera. (inform)

 

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

 

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05

ANNO LVI N. 212                                3 NOVEMBRE 2017

(Servizi per gli italiani all’estero)

    

      

 

Teatro, Msica e Exposio no Centro Cultural Fiesp -

 

VW
Especial Dia das Crianças
Retratos, Diálogos da Identidade
Ready Made in Brasil
Em Trânsito: A Stencil Art de Celso Gitahy
Música em Cena - CIA Ilimitada & Mônica Salmaso
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp
Logo Fiesp Sesi

 

A San Paolo: cinque concerti di organo col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

 

A San Paolo: cinque concerti di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

 

Cari Amis, 

La FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile ha organizzato cinque concerti di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer.

Partecipate a qualcuno di questi concerti dedicati non solo ai piemontesi, ma alla Comunitá Italiana: concerti da non dimenticherete. 


Un caro abbraccio a tutti e cerea neh

Cecilia Maria Gasparini  -  Presidente FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 


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La FAPIB- Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile, sezione di San Paolo-vi invita a una serie di cinque Concerti per organo e tenore com il Maestro novarese Gianmario Cavallaro e il Tenore brasiliano Richard Bauer.

 

Programma

 

12/10/2017-CONCERTO MARIANO

Mosteiro de São Bento (largo de São Bento s/n) alle ore 20.

Sponsor: Openvista

 

 

17/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Terezinha (rua Maranhão,617-Higienópolisalle ore 20.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

 

18/10/2017-CONCERTO MARIANO

Paróquia da Assunção de Nossa Senhora (Alameda Lorena, 665-Jardim Paulista)

alle ore 19 e 30.

Sponsor: FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 

19/10/2017-CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Cecília (largo de Santa Cecília s/n) alle ore 20.

Sponsor: Openvista

 

22/10/2017-CONCERTO SACRO

Paróquia de Santo Inácio de Loyola (rua França Pinto,115-Vila Mariana)

alle ore 19 e 30.

Sponsor: fratelli Manassero e fratelli Luchetti


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Curriculum


 

Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.


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  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 

 

 

Eventi mercoled 18/10 e gioved 19/10 - Settimana della Lingua Italiana in S.Paolo

 

Newsletter Farnesina

Eventi mercoledì 18/10 e giovedì 19/10

 

settimana della lingua 18 e 19 10 2017

 

19/10/2017 alle 20,00 - CONCERTO SACRO: Parquia de Santa Ceclia

 

19/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Cecília (Largo de Santa Cecília s/n) alle ore 20:00.

Sponsor: OPEN VISTA

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Curriculum

 

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M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 


 

18/10/2017- CONCERTO MARIANO PARA ORGO E TENOR na Parquia Nossa Senhora de Assuno

18/10/2017- CONCERTO Mariano

Paróquia Nossa Senhora de Assunção (Alameda Lorena, 665 - Jardim Paulista alle ore 19:30.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

  

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M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 


CONCERTO SACRO Parquia de Santa Terezinha (rua Maranho,617-Higienpolis) alle ore 20.

 

17/10/2017- CONCERTO SACRO

Paróquia de Santa Terezinha (rua Maranhão,617-Higienópolisalle ore 20.

Sponsor: IED - Istituto Europeo di Design

 

 

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Curriculum


 

Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

M° GIANMARIO CAVALLARO.


Direttore d’Orchestra, Maestro di Coro.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”.

In questi anni è alla guida di importanti formazioni quali: l’Orchestra del Bergamo Musica Festival, l’Orchestra Filarmonica Italiana di Piacenza,

l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Trieste, l’Orchestra del Festival Pucciniano l’Orchestra “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma (della quale è direttore ospite dal 2007), l’Orchestra Accademia della Sardegna di Oristano, l’Orchestra Sinfonica del Teatro Coccia, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l’Orchestra Filarmonia di Florianopolis (Brasile), l’Orchestra di Toronto ottenendo grandi consensi in importanti teatri.

Riveste il ruolo di Direttore Musicale del Teatro di Milano.

È Fondatore e Direttore dell’Orchestra Filarmonica Amadeus, dell’Amadeus Kammerchor e del Coro Città di Milano.

Dopo il Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro conseguito presso il Conservatorio di Parma studia pianoforte, composizione, lettura della partitura, direzione d’orchestra sotto la guida di diversi insegnanti, perfezionandosi in direzione di coro con il M°Romano Gandolfi (per anni direttore del Coro del Teatro Alla Scala)

Si esibisce con successo in tutta Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia, Svezia, Estonia, Russia, Canada, Brasile in occasione di prestigiosi Festivals internazionali della musica tra cui il Primtemps des Arts di Montecarlo, il Musikfestspiele di Dresda, il XXV festival internazionale di musica di Istanbul. 

Riceve favorevoli consensi dalle principali riviste nazionali di teatro come Opera, Il Corriere del Teatro, Tutto Danza inoltre è presente in pubblicazioni quali: “Il Teatro Coccia e il suo tempo” di Aldo Masella e “Guardando in su verso la cupola” di G.Franco Capra, “L’entusiasmo del cuore” di C.Garavaglia. 

Partecipa a commissioni esaminatrici in Concorsi, audizioni teatrali per artisti del Coro, Cantanti solisti e Professori d’Orchestra.

Per diversi anni è stato Presidente di Commissione del Concorso Internazionale di Musica da Camera di Castelgandolfo (Roma) organizzato dal Rotary Roma Castelli Romani.

www.gianmariocavallaro.it mail:gianmario.cavallaro@gmail.com fb: MGianmario Cavallaro


ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000 fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002 fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus. È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”.

Nel 2004 dirige a Torino a Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”.

Nella Capitale dirige in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi,

Nel 2009 il Balletto “Giselle” al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus.

Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

È invitato in Brasile per una serie di concerti.

Nel 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio Requiem di Mozart a Roma; Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO).

La Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

Nel 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE.

Compie una trasferta in Svezia dove esegue concerti di Musica Italiana.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2, Dirige l’Opera “La Traviata” a Lugano (Palacongressi) in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera “Madama Butterfly” in Italia e in Svizzera.

Dirige “Il Lago dei Cigni” con il prestigioso Balletto di Mosca.

Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Nel 2015 realizza una tournè in Canada, in Brasile, dirige al Festival Lirico internazionale di Saaremaa in Estonia e a San Pietroburgo in Russia.

Tra gli impegni internazionali del 2016:

La Bella Addormentata di Ciaikosky con il Balletto di Mosca ad Avellino, concerti Lirici e Sacri a Toronto, Sao Paulo del Brasile e Tallinn in Estonia.

2017: Concerti con l’Orchestra Sinfonica di Botucatu (Brasile), Carmen Balletto al Teatro Bellini di Catania. Appuntamenti 2018: Festival Internazionale d’Opera e Balletto di Locarno.

 

  Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes). 

 

Museu da Casa Brasileira: concerto dos grupos Big Band EMESP

16 de outubro 2017

Museu da Casa Brasileira: concerto dos grupos Big Band EMESP


 

Museu da Casa Brasileira, instituição da Secretaria da Cultura do Estado de São Paulo, tem o prazer de convidar você para o o concerto dos grupos Big Band EMESP, da Escola de Música do Estado de São Paulo – Tom Jobim, e Mary Lou Williams Ensemble, do Departamento de Jazz da Juilliard School, no dia 16 de outubro, segunda-feira, às 20h, com entrada gratuita.

Concerto Mariano para Orgo e Tenor 12/10 s 20hs

Newsletter Farnesina

Concerto Mariano para Orgão e Tenor 12/10 às 20hs

 

concerto orgao e tenor 12 10 17

Mafalda Minozzi, NOVO SHOW: ROMANTICA

 

Newsletter Farnesina

MAFALDA MINNOZZI - NOVO SHOW "ROMANTICA"

 

mafalda flyer bradesco news

 

I concerti del Regio all'Aeroporto di Caselle

dal 25 settembre 2017

I concerti del Regio all'Aeroporto di Caselle


Il Regio fa scalo all'Aeroporto di Torino con dieci concerti gratuiti nell'insolita cornice della Sala Imbarchi in Aerea partenze, in programma dal 25 settembre 2017 al 21 giugno 2018.

Sagat Spa ha voluto dare spazio all'arte e alla cultura in un luogo inconsueto, offrendo ai passeggeri la possibilità di rendere unico il proprio viaggio e, a chiunque desideri assistere ai concerti, di scoprire l'Aeroporto a tempo di musica. Coloro che non sono in partenza potranno, registrandosi sul sito dell'aeroporto, assistere al concerto prescelto.

Le registrazioni on-line saranno aperte 7 giorni prima di ogni concerto e ne verrà sempre data apposita comunicazione sul sito.

Il concerto del Regio in aeroporto a Caselle

 

da: PIEMONTE NEWSLETTER N.31 DEL 22 SETTEMBRE 2017

 

 

Apresentao do livro: Grazie Musica de Dick Danello, no IIC

 

Newsletter Farnesina

Apresentação do livro: Grazie Musica de Dick Danello - 18/09 às 18hs

 

grazie musica dick danello18 09 17

 

MARIA CALLAS IN MOSTRA A PARIGI

MARIA CALLAS IN MOSTRA A PARIGI

A PARIGI LA MOSTRA "SEMPRE LIBERA. MARIA CALLAS ALLA SCALA"

In occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Maria Callas, avvenuta a Parigi il 16 settembre 1977, l’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con L’Accademia Teatro alla Scala, le dedica la mostra Sempre libera. Maria Callas alla Scala.

L’esposizione, che resterà aperta sino al 3 ottobre, presenta una ricca scelta di fotografie provenienti dagli archivi del tempio della lirica milanese, nonché cinque costumi di scena indossati dalla cantante in alcuni celebri allestimenti scaligeri e oggi ricostituiti dagli allievi dell’Accademia.

In occasione del vernissage della mostra, la curatrice Maria Chiara Donato, costumista e insegnante di storia dei costumi teatrali, ha dialogato con il musicologo Alain Duault ed il giornalista Andrea, Jacchia attorno all’estro e all'immagine della Callas che proprio sul palco della Scala ebbe la sua consacrazione artistica.

A seguire, l'Accademia ha offerto un concerto con brani tratti da La Traviata, Carmen, Anna Bolena, Madama Butterfly, Adriana Lecouvreur e Tosca.

L’esposizione, accompagnata da un catalogo bilingue con ricco apparato iconografico, apre significativamente il ciclo di eventi che l’IIC di Parigi dedicherà nei prossimi tre mesi alla città di Milano, del cui prestigio culturale la Scala rimane simbolo indiscusso a livello internazionale.

A questo evento faro ne seguiranno diversi altri, tesi soprattutto a mettere in evidenza le potenzialità creative proprie del vivere all’italiana che la metropoli lombarda esprime ai livelli più alti nei campi più svariati: dall’arte all’architettura, dal teatro alla letteratura, dal cinema alla musica, dal design alla moda. Il ciclo di appuntamenti nasce in occasione e in supporto della candidatura della metropoli lombarda alla rete delle Città Creative dell’UNESCO, che proprio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi verrà annunciata durante una delle serate in programma.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20473 - 16 Settembre 2017           

 

 

LICIB PRESENTA: PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA Parte II - Enzo Jannacci

 04 SETTEMBRE

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L’ICIB PRESENTA:
PICCOLA BIBLIOTECA DELLA CANZONE ITALIANA
Parte II

 LUNEDÌ - 04 SETTEMBRE 2017

“Vengo anch’io, no tu no”, di Enzo Jannacci

“Vengo anch’io, no tu no”, oltre ad essere un album di grande successo,
è anche diventato un modo di dire che è entrato nel quotidiano di milioni di italiani. Jannacci è stato un interprete unico della canzone italiana, stralunato, ironico, surreale e melanconico. Queste caratteristiche sono ben presenti in questo disco storico scritto in collaborazione con Dario Fo, premio Nobel per la letteratura.



Presentazione di: Mauro Finazzi

Lingua: in italiano.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Orario: dalle ore 19.00 alle 20.30

Casa di Dante - ICIB Instituto Cultural Italo-Brasileiro

Rua Frei Caneca, 1071

Tel.: 3285.6933


 

Il fantasy cattolico ha una marcia in pi

 

Il fantasy cattolico ha una marcia in più

Lo scrive il gesuita Guy J. Consolmagno su «Civiltà cattolica»: «Superman è una noia, Frodo ci piace perchè sa soffrire

Frodo ne «Il Signore degli anelli»

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Pubblicato il 14/07/2017
Ultima modifica il 14/07/2017 alle ore 12:15
RAFFAELLA SILIPO

Superman? «Alla fin fine è una noia». Vuoi mettere con Frodo, «che può soffrire e fallire e alla fine trionfare»? Gli scrittori cattolici di fantascienza e di fantasy, sostiene Guy J. Consolmagno (scienziato e gesuita appassionato di fantascienza, che proprio grazie a essa è divenuto uno scienziato) su «Civiltà cattolica», hanno una marcia in più. John R. R. Tolkien e Gene Wolfe sono soltanto gli esempi più eclatanti, ma tra i più noti e amati scrittori di fantascienza ci sono «insospettabilmente» tanti cattolici. Perché? «Ad esempio, la concezione cattolica di un’umanità peccatrice comporta la presenza di personaggi che possono essere amati anche quando commettono errori e si comportano male». 

 

 

L’articolo dal titolo «La fantascienza e la sensibilità cattolica», che apparirà sul prossimo fascicolo della rivista, sostiene che gli scrittori cattolici sono avvantaggiati dalla loro fede anche dal punto di vista narrativo. D’altronde già Tolkien lo sosteneva, in una lettera al gesuita Padre Robert Murray: «Il signore degli anelli è fondamentalmente un’opera religiosa e cattolica: l’elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo». Un altro credente convinto - anche se non cattolico ma anglicano - era Clive Staples Lewis, amico e collega di Tolkien, che ha riempito di simbologia cristiana le sue «Cronache di Narnia» 

Mentre Thomas Chesterton scriveva: «Le favole non danno al bambino la prima idea di uno spirito cattivo. Ciò che le favole danno al bambino è la prima chiara idea della possibile sconfitta dello spirito cattivo. Il bambino conosce dal profondo il drago, fin da quando riesce ad immaginare. Ciò che la favola gli fornisce è che esiste un San Giorgio che uccide il drago»  

 

 

Il cattolicesimo in questo caso «è un insieme di princìpi circa l’universo, al di là di ciò che possono dirci gli astronomi. E le buone storie vengono spesso dallo scontro tra visioni del mondo contrapposte. Essere cattolici in un mondo laico significa vivere quella tensione: si è già a buon punto». La sfida è sempre quella: la battaglia del bene contro il male, sentimenti grandi e nobili, un senso ultimo delle cose e soprattutto l’aspirazione alla grandezza, «promuovere un’immagine che sia davvero abbastanza grande da essere universale». In questo senso, l’obiettivo degli scrittori cattolici «sembra essere, in fondo, quello di trovare nuovi modi per dire Dio, pur restando fedeli a quello vero».  

 

da: http://www.lastampa.it/2017/07/14/cultura/il-fantasy-cattolico-ha-una-marcia-in-pi-jS7rUJe9k5CkzUAQBOg1iK/pagina.html

 

 

Parolacce? Ecco le 50 piemontesi pi curiose

 

Parolacce? Ecco le 50 piemontesi più curiose

 

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da: Feisbuc en piemuntèis

 

 

Centro Cultural FIESP: Curta o som da banda Queen Tribute Brazil

Curta o som da banda Queen Tribute Brazil, de GRAÇA!

VW
Lili Buarque e Felipe de Vas
Queen Tribute Brazil
File - O Borbulhar de Universos
Vida de Cão
 
Av. Paulista, 1313
PROGRAMAÇÃO COMPLETA E RESERVA DE INGRESSOS NO SITE: CENTROCULTURALFIESP.COM.BR
#CentroCulturalFiesp #DomingonaPaulista #SesiSp
Logo Fiesp Sesi

 

Centro Cultural FIESP: A msica nordestina vai agitar o seu Domingo na Paulista

???? A música nordestina vai agitar o seu Domingo na Paulista

 

 

 

La fabbrica della musica

La fabbrica della musica

Nei boschi di risonanza dove nascono violini e pianoforti: “Così creiamo strumenti per le grandi orchestre del mondo”

Il sentiero degli alberi di risonanza si trova a Malborghetto-Valbruna (Claudio Costerni)

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Pubblicato il 19/06/2017
Ultima modifica il 19/06/2017 alle ore 07:52

 

ELISABETTA PAGANI

TARVISIO (UDINE)

Li chiamano boschi che suonano, o foreste di risonanza, perché custodiscono speciali alberi secolari, gli abeti rossi, da cui nascono strumenti musicali pregiati che finiscono nelle orchestre di tutto il mondo. Ogni anno ne vengono tagliate poche decine. E da una piccola porzione del tronco si ricavano le tavole armoniche di violini, viole, contrabbassi e chitarre, creati artigianalmente dai liutai di Cremona. 

 

In Italia i boschi di risonanza (che si trovano anche in altre parti del mondo) crescono ai piedi delle Alpi. Tre i punti di diffusione principale: Paneveggio e Latemar, in Trentino Alto Adige, e Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia. Ma se le foreste delle Dolomiti si sono guadagnate la loro fama decenni fa, per quella della Val Canale la rinascita è iniziata ora, nonostante sia stata «scoperta» negli Anni 50 da un allora giovane «esploratore di boschi», Gio Batta Morassi, diventato poi un noto maestro liutaio della scuola di Cremona che oggi gira il mondo per far parte di giurie che valutano la voce dei violini. 

 

 

Dalle Alpi alle botteghe  

Il legno della cassa armonica, per uno strumento ad arco, è fondamentale «per il timbro, la potenza, l’equilibrio che esprimerà» spiega Morassi, a Malborghetto-Valbruna, nel Tarvisiano, per il festival Risonanze che si è chiuso ieri con concerti nei boschi dei violini e laboratori per osservare come lavorano i maestri.  

 

Trovare un albero di risonanza, pur nei boschi «musicali» di Friuli e Trentino, non è semplice. «Ogni anno - calcola Stefano Dell’Antonio, referente culturale dell’Agenzia foreste demaniali della Provincia di Trento - a Paneveggio vengono tagliate 2.000 piante e di queste l’1% è di risonanza». Non tutti gli abeti rossi, infatti, sono adatti. «L’albero perfetto - spiega Giovanni Battista Morassi, nipote di Gio Batta e anche lui liutaio - deve avere gli anelli equidistanti ed essere senza nodi o sacche resinifere».  

 

Per sceglierli ci si affida inizialmente all’occhio esperto dei boscaioli, scartando «ad esempio quelli che contengono pallottole. In questa zona del Friuli durante la Prima guerra mondiale si è sparato molto, e alcuni alberi ne conservano un’eredità». Per accertarsi che l’abete sia «perfetto», prosegue Morassi, «si inserisce un trivellino, chiamato succhiello, per estrarre un cilindretto di legno che permetterà di giudicarne lo stato». «Ogni anno in Friuli vengono tagliati pochi esemplari - spiega il sindaco di Malborghetto, Boris Preschern -: il nostro obiettivo è preservare questa splendida foresta ma allo stesso tempo far sì che da qui continuino a nascere strumenti di qualità. Ogni grande orchestra del mondo ne ha uno».  

 

Stradivari e i liutai d’oggi  

Ma sono diversi gli abeti rossi di Friuli e Trentino, e quindi il suono che gli strumenti ad arco, a pizzico, o anche i pianoforti, avranno? «Sì - concordano gli esperti - entrambi ottimi ma diversi, dipende dal gusto del liutaio». I legni scelti, tagliati a spicchi e lasciati mesi ad asciugare (alcuni vengono messi prima in acqua corrente) e anni ad essiccare, vengono poi portati nelle botteghe di Cremona. E da lì in tutto il mondo.  

 

«Solo in questa città il 90% del lavoro è produzione di nuovi strumenti - calcola Morassi - altrove si concentrano più sul restauro e sulla messa a punto». Per creare un violino - tavola armonica in abete rosso e acero per il fondo e il riccio - ci «vogliono 40 giorni» stima. Il mercato è mondiale: Stati Uniti, Europa, Giappone e da qualche anno anche Cina. «E per fortuna - osserva -, se vendessimo solo in Italia a Cremona sarebbero rimaste 3 botteghe, non 200». Ma c’è ancora mercato? «Sì per chi è già inserito - sottolinea - più difficile, invece, per i giovani che iniziano oggi». 

 

«Si dice che già nel Settecento Antonio Stradivari si aggirasse fra i boschi di Paneveggio per scegliere personalmente le sue tavole - sottolinea Dell’Antonio -. Sicuramente questo legno è speciale. Rispetto a quelli normali ha una maggiore velocità di trasmissione degli ultrasuoni. Gli strumenti fatti con il legno di risonanza migliorano con il tempo, è questa la loro caratteristica». «Dai tempi di Stradivari - spiega Gio Batta Morassi - sono cambiate molte cose: non ci sono più le corde di budello, ad esempio, e il manico è più lungo. Hanno anche provato a sostituire il legno di risonanza ma su questo si sono arresi: nessuno dona al violino una voce così bella».

 

da: http://www.lastampa.it/2017/06/19/societa/la-fabbrica-della-musica-Aj4TEEUxZjj6AlBBmP5HYO/pagina.html

 

 

IIC: Concerto do pianista Orazio Sciortino, 19/06 na Unesp

 

MÚSICA: Concerto do pianista Orazio Sciortino, 19/06 na Unesp

 

musica sciortino 19 06 17

Scoperto un nuovo pianeta bollente: Kelt-9b pi caldo delle stelle con i suoi 4600 gradi

Scoperto un nuovo pianeta bollente: Kelt-9b è più caldo delle stelle con i suoi 4600 gradi

Allo studio, pubblicato su “Nature” hanno partecipato anche cinque ricercatori italiani
Pubblicato il 06/06/2017
Ultima modifica il 06/06/2017 alle ore 12:18
FABIO DI TODARO

Le dimensioni sono quasi tre volte superiori a quelle di Giove. La temperatura risulta più alta rispetto a quella della maggior parte delle stelle della nostra galassia: 4600 gradi, appena 1200 in meno rispetto a quella del sole. Numeri che fanno di Kelt-9b, la cui caratteristiche sono state descritte per la prima volta da una pubblicazione apparsa su «Nature», un pianeta gigante e bollente. Il corpo celeste, distante 650 anni luce dalla Terra e appartenente alla costellazione del Cigno, è stato scoperto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dalla Ohio State University. Del pool hanno però fatto parte anche cinque ricercatori italiani: Valerio Bozza, Sebastiano Calchi Novati e Gaetano Scarpetta (Università di Salerno), Giuseppe D’Ago (Istituto Internazionale per gli Alti Studi Scientifici di Vietri sul Mare) e Roberto Zambelli (Società Astronomica Lunae). La sua atmosfera, secondo gli autori della ricerca, non ha eguali. «Si tratta della più calda stella conosciuta che ospiti un pianeta».  

 

Un pianeta incompatibile con la vita  

Kelt-9b è stato scoperto grazie al periodico passaggio (ogni 36 ore) davanti alla sua stella (Kelt-9), la cui elevata temperatura è la causa principale di quella rilevata sul pianeta che le orbita attorno. Si tratta di un pianeta che i ricercatori hanno definito «estremo» e dunque non considerato compatibile con alcuna forma di vita. Le condizioni termiche riscontrate sono infatti incompatibili con la sintesi di molecole cruciali - come l’acqua, l’anidride carbonica e il metano - per l’esistenza di specie appartenenti al regno vegetale e animale. La sua inospitalità risiede in «un flusso di raggi ultravioletti senza pari», che secondo i ricercatori potrebbe «portare il pianeta all’evaporazione, che produrrebbe una coda di gas incandescente», simile a quella di una cometa. Secondo Keivan Stassun, docente di astronomia alla Vanderbilt University di Nashville e secondo autore della pubblicazione, «la stella Kelt-9 è destinata a diventare una gigante rossa nell’arco di un miliardo di anni e di conseguenza anche il futuro del pianeta appare a rischio». L’ultima fase dell’evoluzione stellare potrebbe infatti determinare l’inghiottimento del pianeta, che come la Luna fa con la Terra rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella.  

 

Come si formano i pianeti attorno a stelle così calde?  

La scoperta di Kelt-9b sembra viaggiare in un’altra direzione, rispetto agli studi condotti alla ricerca di esopianeti in grado di ospitare forme di vita. Ma i ricercatori ritengono utile studiare anche i mondi inabitabili all’estremo. Come fanno sapere dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, «è utile rendere complementari questi studi per capire come possano formarsi pianeti intorno a stelle calde e massicce e, in ultima analisi, come vengono distrutti». 

@fabioditodaro  


(Foto:Robert Hurt / NASA / JPL-Caltech)

 

da: http://www.lastampa.it/2017/06/06/scienza/scoperto-un-nuovo-pianeta-bollente-keltb-pi-caldo-delle-stelle-con-i-suoi-gradi-q3o6PPIjjrPzmx4zVxoH3H/pagina.html

 

 

SESI - SP: Msica em Cena com Aurlie & Verioca

Música em Cena com Aurélie & Verioca

Música em Cena - Maio
Aurelie e Verioca
MPB sem sotaque e com leveza faz a ponte cultural entre França e Brasil e expressa a paixão das duas artistas pelo país

Repertório

À tout ce qui nous lie 
Além de Nuages
Andando 
Eu vou voar
Naquele bar 
No caminho do mar 
Pas à 
Ratatouille 
Reconciliação    
Rescapeé    
Rêve en baião 
Tive um sonho
Um dia    
Viver é ser feliz 

Reservas de ingresso pelo site www.sesisp.org.br/meu-sesi 

Entrada gratuita

Os ingressos remanescentes são distribuídos pela bilheteria no dia da apresentação, a partir das 13h

Centro Cultural FIESP
Av. Paulista, 1.313
São Paulo - SP

Alvará 2017-02947-00, válido até 11/2/2018 | AVCB Nº 246063, válido até 9/6/2018



 
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FAPIB: Concerto d'organo col Maestro Gianmario Cavallaro e il Tenore Richard Wolfgang Azevedo Bauer

Concerto d'organo col Maestro Gianmario Cavallaro e il Tenore Richard Wolfgang Azevedo Bauer

Cari Amis, 

La FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo in Brasile vi invita al concerto di organo  col maestro Gianmario Cavallaro di Novara e col tenore brasiliano Richard Bauer che avverrá domenica 28 maggio p.v. alle core 20:00 nella Chiesa Matriz di S.Bernardo al Campo.Partecipate a questo concerto dedicato non solo ai piemontesi ma alla Comunitá Italiana, un concerto che non dimenticherete.  

Appuntamento dunque, domenica 28 maggio p.v. alle ore 20:00, nella Chiesa Matriz de N. S. da Boa viagem a São Bernardo do Campo, ricordando che alle ore 19 ci sarà la Santa Messa celebrata da Padre Giuseppe Bortolato, parrocco della chiesa.

  

PARTECIPATE NUMEROSI

 

ENDEREÇO

Paróquia Nossa Senhora da Boa Viagem (Igreja Matriz de S.Bernardo do Campo)R. Padre Lustosa, 292 - Centro, São Bernardo do Campo - SP, 09710-120Telefone: (11) 4330-5227

 

 

Un caro abbraccio a tutti e cerea neh

Cecilia Maria Gasparini  -  Presidente FAPIB - Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

 

L'informazione é anche pubblicata nel sito www.piemonte.org.br

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PROGRAMMA:

ARIE SACRE

Per Tenore e Organo

 

Ciaccona in Fa maggiore di A.Raison

Pietà Signore di A.Stradella

Sonata in MI minore di F.Gasparini

O mio Signor di G.F. Handel

Toccata in Re minore di D.Zipoli

Ave Verum di W.A.Mozart

Sarabanda in DO minore di J.S.Bach

Panis Angelicus di C.Franck

Allegro in FA maggiore di G.Oltrasi

Agnus Dei di G.Bizet

Tu es Petrus di L.Picchi

Lascia ch’io pianga di G.F.Handel

Plein Jeu in Sol minore di L.N. Clerambault

Ave Maria di C.Gounod

Allegro maestoso di J.S.Bach

 

 

 Resultado de imagem para Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra,

Gianmario Cavallaro - Direttore d’Orchestra, Coordinatore Musicale della Fondazione Teatro Coccia di Novara dove riveste anche il ruolo di Maestro del Coro. Fondatore e Direttore di Amadeus Kammerchor e Orchestra Filarmonica Amadeus.

Chiamato a dirigere il Balletto di Mosca, debutta al Festival della Versigliana (Toscana) con la Prima Nazionale del “Lago dei Cigni”. In questi anni è alla guida di importanti...

Diplomato in musica corale e direzione di coro presso il Conservatorio di Parma, ha studiato pianoforte, composizione, lettura della partitura e direzione d’orchestra. Si è perfezionato sotto la guida del M° Romano Gandolfi, già direttore del Coro del Teatro alla Scala e con il M°Dante Mazzola del Teatro Alla Scala e per anni assistente di Riccardo Muti. 

E' stato collaboratore, per anni, del M° Mauro Trombetta alla direzione del Coro San Gregorio Magno di Trecate (NO), fondatore e direttore dell’Amadeus Kammerchor e dell’Orchestra Filarmonica “Amadeus”. E’ stato Maestro collaboratore nella Stagione Lirica 1993 al Teatro Coccia. Ha partecipato all’allestimento dell’opera “Orfeo” di F. Bertoni, rappresentata con i Solisti Veneti, sotto la guida di Claudio Scimone, a Montecarlo, della Messa di Requiem di Verdi e della IX Sinfonia di Beethoven per la Società dei Concerti alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, del Gloria di Vivaldi nella Basilica di San Marco a Venezia, al Musikfestspiele presso il Teatro Semperoper di Dresda e al XXV Festival internazionale di musica di Istambul, dei “Vesperale solemnes de confessore” di Mozart presso il Teatro Verdi di Salerno e nel Duomo di Milano. Membro del Comitato organizzatore dell’Anno Verdiano a Milano. 

Ha collaborato con direttori quali Paolo Gatto, Bruno Aprea, Marcello Rota, Janos Acs, Enrico Dovico e registi quali Beppe De Tomasi, Pierluigi Pizzi, Mario Corradi, Massimo Scaglione e Sylvano Bussotti. A partire dalla Stagione lirica 2002/2003 ricopre la carica di Direttore stabile del Coro del Teatro Coccia di Novara "Carlo Coccia".

Il maestro Gianmario Cavallaro è direttore responsabile del Amadeus Kammerchor  di Trecate che ha fondato nel 2000 e nel 2002 ha dato vita all'Orchestra Filarmonica Amadeus, formazione composta da musicisti di elevato prestigio che già collaborano con l'Accademia della scala, con il Teatro Regio di Torino, con l'Accademia di Fiesole ed altri importanti Enti. Presidente onorario dell'Orchestra è il maestro Romano Gandolfi con il quale studia perfezionamento in direzione di coro e di orchestra.

Si è esibito con successo in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Turchia in occasione di prestigiosi Festival internazionali. Ha diretto  concerti in importanti luoghi quali: il Conservatorio G.Verdi di Milano, la Basilica di San Marco a Venezia, Sala Baldini a Roma, Teatro Verdi di Salerno, Palazzo Lascaris a Torino e in Sicilia, ha diretto l’Orchestra Amadeus al Regina Palace di Stresa, in occasione del Gran Ballo delle Debuttanti, (ripreso dalle TV RAI e MEDIASET nell’ottobre 2004 e dalla Televisione della Svizzera Italiana) nella Basilica di S.Gaudenzio in Novara, e in moltissimi altri. 

Con l’Orchestra Sinfonica Carlo Coccia di Novara, dopo aver realizzato alcuni concerti benefici ha diretto “Concerto di Natale” 2004 presso il Teatro Coccia e lo Stabat Mater di Rossini presso la Basilica di S.Gaudenzio il 1/02/2005.Nel marzo2006 dirige con successo i “Carmina Burana” di Orff prodotti dal Teatro Coccia per la Stagione d’Opera e Balletto.

Membro del Comitato organizzatore dell’anno Verdiano Milanese, con il M°Adriano Bassi, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive. Vanta collaborazioni con Artisti di fama internazionale quali: Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Giorgio Zancanaro, Tiziana Fabbricini, Nicola Ghiuselev, Gianfranco Cecchele, Claudio Scimone e l’Orchestra “I Solisti Veneti” Marcello Rota, Janos Acs, Beppe De Tomasi, Pierluigi Pizzi, Massimo Scaglione, Sylvano Bussotti, Michele Mirabella e molti altri.

 Alterna brillantemente la direzione del Coro alla Direzione d’Orchestra.

 

ALCUNE TAPPE SIGNIFICATIVE:

Nel 2000  fonda l’ Amadeus Kammerchor, si esibisce più volte nel Duomo di Milano e al Circolo della Stampa con frequenti apparizioni televisive.

Nel 2002  fonda l’Orchestra Filarmonica Amadeus.  È nominato direttore stabile del Coro presso il Teatro dell’opera di Novara “Fondazione Teatro Coccia”. 

Dal 2004 al 2006 è Direttore d’Orchestra  al Gran Ballo delle Debuttanti “Vienna sul lago” ripreso dalle televisioni nazionali di RAI e Mediaset.

Nel 2004 dirige a Torino a  Palazzo Lascaris.(riprese televisive di RAI 3)

Nel 2006 è nominato Presidente di Commissione al Concorso Pianistico Nazionale “Lia Tortora” di Latina, riconfermato anche per l’anno 2008 .

Dirige le edizioni del Rotary Symphony organizzate dal Rotary Club “Roma Castelli Romani”. Nella Capitale ha diretto in prima assoluta mondiale la Suite per Archi “Souflè” di N.Preziosi, 

Ad agosto 2009  il Balletto “Giselle”  al 55° Festival Internazionale di Torre del Lago.

Nel 2010 il Gran Gala Lirico presso il teatro Capranica di Roma, oltre alla “Piccola Cantata Sacra” di Nicolini, sempre in prima assoluta alla guida dell’Orchestra Nova Amadeus. Dirige a Montecarlo in occasione del Festival di Musica Sacra.

Con il Balletto di Milano dirige “Romeo e Giulietta” di Ciajkowsky al Teatro Verdi di Trieste.

Nello stesso anno è invitato in Brasile per una serie di concerti.

A febbraio 2011 è al Teatro Gesualdo di Avellino, a maggio dirige il Requiem di Mozart a Roma e i Carmina Burana al Palacongressi di Arona (NO). A novembre 2011 la Messa S.Cecilia di Gounod per il Festival Cantelli.

A maggio 2012 è a Sao Paulo del Brasile presso il teatro del MUBE. Ad agosto 2012 compie una trasferta in Svezia.

Nel 2013 dirige il Ballo delle Debuttanti di Stresa con servizi televisivi di RAI 2,  a Lugano presso il Palacongressi dirige La Traviata in occasione dei festeggiamenti Verdiani.

Presidente di commissione al Concorso di Musica da Camera di Castel Gandolfo.

Nel 2014 dirige l’Opera Madama Butterfly di Puccini in Italia e in Svizzera. Dirige ad Avellino il Lago dei Cigni con il prestigioso Balletto di Mosca. Esegue una nuova tournè in Svezia.

È Maestro del Coro in occasione del concerto organizzato dell’EXPO 2015 di Milano dal titolo “conto alla rovescia” con Andrea Bocelli e l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Amadeus Kammerchor, trasmesso in mondovisione.

Tra gli impegni del 2015 una tournè in Canada e la direzione d’orchestra al Festival Lirico internazionale di Saarema (Estonia).

 

 

 Resultado de imagem para Richard Bauer tenor

        Richard Wolfgang Azevedo Bauer (S. Paulo5 de fevereiro de 1972), é un tenore lirico brasiliano.

Inizió gli studi lirici nel 1991 col ll tenore brasiliano B. Maresca 

Attuó nei principali teatri brasiliani e internazionalois e internacionais e con importanti maestri importantes maestros, come Reynald Giovaninetti, Pier Giorgio Morandi, Carlo Rizzi, Nicola Luisotti, Marc Tardhue, Alexander Polyanistchko, Reinaldo Censabella, Mario de Rose, Guido Maria Guida e Luis Malheiro, fra altri; e direttori di scena, come Elijah Moshinsky, Giancarlo del Monaco, Pier Alli, Paul Curran, Emilio Sagi, Christian von Gotz, Robert Carsen, Bruno Berger Gorsky, Roberto Oswald, Iaacov Hillel.

Nel suo repertorio le seguenti opere: AidaNabuccoLa traviata]La forza del destinoIl trovatoreErnaniRigolettoUn ballo in maschera (di Verdi); Madame ButterflyToscaLa bohèmeIl tabarroTurandot e Manon Lescaut (di Puccini); Andrea Chenier (di Giordano); Pagliacci (di Leoncavallo); Cavalleria rusticana (di Mascagni); Carmen (di Bizet); Norma (di Bellini); Les contes du Hoffmann (di Offenbach); Salomè (di Richard Strauss); Das Rheingold (di Wagner); Il guaranyFoscaLo schiavo e Salvator Rosa (di Carlos Gomes).      

 

 

DICA do Istituto Italiano di Cultura di San Paolo: Peppino di Capri e le Canzoni d'Amore

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Sabato 20 maggio 2017

peppino di capri 20 05 17

 

Concerto-espetculo: As praas da Itlia

AS PRAÇAS DA ITÁLIA - Concerto - Espetáculo, 15/05 no Teatro Itália

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“As praças da Itália”

O barítono, cantor e ator Gaetano Maschio e a soprano Filomena Piro, são originários da ilha de Ischia no Golfo de Nápoles. Têm em seu histórico profissional 25 anos de espetáculos e concertos, tanto na Itália quanto no exterior.

Para acompanha-los estará, ao piano, o Mº Silvano Trani, renomado musicista e docente. Chegam ao Brasil em um período de grande sucesso com o Concerto/Espetáculo “As praças da Itália” que, com famosíssimas canções italianas e napolitanas, apresenta a vida da cidade onde tudo conflui para a praça.

A praça italiana, de fato, é o palco ideal dos acontecimentos quotidianos. Com tato, elegância e humor, conduzem o público para a descoberta de um mundo feito não apenas de música e de canto, mas também de poesia, de cultura e de sentimento.

Informazioni

Data: Seg. 15 maio 2017

Orario: Alle 20:00

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura

In collaborazione con : TEATRO ITÁLIA

Ingresso : Libero

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ao som de Zizi Possi, comemore o Dia das Mes!

ao som de Zizi Possi, comemore o Dia das Mães!

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NOBILE ICONA Inno ufficiale della Sacra Sindone 1

 

 

NOBILE ICONA
Inno ufficiale della Sacra Sindone
1. Nobile icona del Figlio trafitto,
servo obbediente dal Padre esaltato:
mostra le stimmate del suo patire,
denso mistero di morte e d’amore.
Rit. Figlio di Dio per noi crocifisso!
Dalla tua croce siamo salvati,
dalle tue piaghe siamo guariti.
Nostra salvezza è la croce di Cristo,
nostra certezza l’amore di Dio.
2. Specchio evangelico della passione
del Redentore che ha dato la vita:
fragile immagine d’ogni soffrire
dona conforto all’umano dolore.
3. Velo prezioso che affina lo sguardo
nel contemplare l’Agnello innocente:
egli ha pagato per darci speranza,
per riscattare la nostra esistenza.
4. Volto sublime traspare il riposo
del solo Giusto che ha vinto la morte:
splende divina bellezza d’amore
che nella croce redime il morire.
5. Bianco sudario di sangue intessuto
svela del corpo il supremo destino:
oltre il sepolcro ed il pianto del mondo
l’uomo è chiamato ad un fine stupendo.
6. Segno eloquente del sabato umano
quando la morte consuma il cammino:
nel compimento a promesse divine
l’alba s’annuncia di risurrezione.
7. Puro silenzio che attende il risveglio
quando la vita sarà trasformata:
Cristo è la luce che inaugura il giorno
d’ogni creatura che nasce all’eterno.
8. Mistica impronta che il cuore sorprende,
solo la fede ne illumina il senso:
ogni credente da Cristo “segnato”
vive con lui nel suo cielo infinito.
Testo di Anna Maria Galliano. Musica del Maestro Massimo Nasetti.

NOBILE ICONA

 

Inno ufficiale della Sacra Sindone

1. Nobile icona del Figlio trafitto,

servo obbediente dal Padre esaltato:

mostra le stimmate del suo patire,

denso mistero di morte e d’amore.


Rit. Figlio di Dio per noi crocifisso!

Dalla tua croce siamo salvati,

dalle tue piaghe siamo guariti.

Nostra salvezza è la croce di Cristo,

nostra certezza l’amore di Dio.

 

2. Specchio evangelico della passione

del Redentore che ha dato la vita:

fragile immagine d’ogni soffrire

dona conforto all’umano dolore.

 

3. Velo prezioso che affina lo sguardo

nel contemplare l’Agnello innocente:

egli ha pagato per darci speranza,

per riscattare la nostra esistenza.

 

4. Volto sublime traspare il riposo

del solo Giusto che ha vinto la morte:

splende divina bellezza d’amore

che nella croce redime il morire.

 

5. Bianco sudario di sangue intessuto

svela del corpo il supremo destino:

oltre il sepolcro ed il pianto del mondo

l’uomo è chiamato ad un fine stupendo.

 

6. Segno eloquente del sabato umano

quando la morte consuma il cammino:

nel compimento a promesse divine

l’alba s’annuncia di risurrezione.

 

7. Puro silenzio che attende il risveglio

quando la vita sarà trasformata:

Cristo è la luce che inaugura il giorno

d’ogni creatura che nasce all’eterno.

 

8. Mistica impronta che il cuore sorprende,

solo la fede ne illumina il senso:

ogni credente da Cristo “segnato”

vive con lui nel suo cielo infinito.

 

Testo di Anna Maria Galliano. Musica del Maestro Massimo Nasetti.

 

 

 

IIC: pera, Il Noce di Benevento, no Theatro So Pedro - 28/04/17

 

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Ópera "Il Noce di Benevento" no Theatro São Pedro

 

pera il noce di benevento 19 04 17

 

ODORI DA TOCCARE: QUANDO LA BOCCA DIVENTA NASO

 

ODORI DA TOCCARE: QUANDO LA BOCCA DIVENTA NASO

 14/04/2017 - 14.42

ODORI DA TOCCARE: QUANDO LA BOCCA DIVENTA NASO

ROMA\ aise\ - Tradizionalmente, l’olfatto è considerato un senso ‘a distanza’ mentre il gusto è trattato come un senso ‘per contatto’. Si tratta però di una distinzione basata prevalentemente sulle percezioni umane e che è stata sottoposta a forte critica in un articolo pubblicato nel 2014 sulla rivista “Frontiers in Chemistry”. Secondo questa nuova prospettiva, in ambiente acquatico si può osservare un’inversione nella portata a distanza dell’olfatto quando i segnali olfattivi sono veicolati da molecole insolubili in acqua, ma che essendo volatili, possono diffondersi nell’aria e arrivare al nostro naso. Su tale premessa si fonda il lavoro sperimentale guidato da Ernesto Mollo, ricercatore dell’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pozzuoli (Icb-Cnr), recentemente pubblicato sulla rivista “Pnas”. Lo studio, svolto nell’ambito di una collaborazione multidisciplinare tra l’Icb-Cnr e varie istituzioni di ricerca italiane e straniere, sfida l'attuale letteratura sulla chemio-recezione in ambiente acquatico, secondo cui il mondo olfattivo di crostacei e pesci è limitato alla sola percezione a distanza di sostanze solubili in acqua. 
La ricerca è partita dallo studio chimico di due invertebrati marini del Mediterraneo, l’alcionaceo ‘Maasella edwardsi’ ed il mollusco nudibranco ‘Tritonia striata’, che ha portato all’isolamento di sostanze volatili ed insolubili in acqua (furanosesquiterpeni idrofobi), già note per contribuire all’odore speziato di piante terrestri come la curcuma e la mirra, che svolgono un ruolo difensivo, rendendo ‘disgustosi’ gli animali che le contengono e quindi proteggendoli dall’attacco di possibili predatori. 
“Lo studio ha mostrato che le sostanze devono essere ‘toccate’ dalle parti boccali chemiosensoriali di pesci e crostacei perché essi possano riconoscerne l’odore come segnale di non-commestibilità, secondo il fenomeno conosciuto come aposematismo olfattivo”, spiega Ernesto Mollo. “Si è poi osservato che l’avversione a tali odori è rinforzata dalla memoria di effetti tossici sia in un gambero che in zebrafish, un modello di vertebrato acquatico ampiamente utilizzato per studi eco-tossicologici. Entrambi gli animali, infatti, imparano ad evitare gli odori associati ad esperienze negative (apprendimento evitativo)”. Durante gli esperimenti gli animali hanno avvertito la presenza di determinati elementi solo dopo aver ripetutamente ‘toccato’ il cibo con la bocca, che ha funzionato quindi da vero e proprio naso. “Questo fatto, chiaramente illustrato da alcuni filmati allegati all’articolo implica che sostanze odorose tipicamente trasportate dall’aria fino a penetrare nel naso di animali terrestri, vengono invece direttamente a contatto con i recettori olfattivi di organismi acquatici”, prosegue Mollo. “Di conseguenza, alla luce dei nostri risultati le parole ‘olfatto’ e ‘gusto’ perdono il loro significato tradizionale basato su criteri spaziali”. L’osservazione di una forma ‘tattile’ di olfatto, mai descritta precedentemente in letteratura, sembra preludere ad una ridefinizione dei sensi chimici, basata sulle sostanze e sui recettori coinvolti nella percezione sensoriale piuttosto che sulla loro portata a distanza. Un cambiamento di pensiero, di paradigma. (aise) 

 

 da: http://www.aise.it/ambiente-e-ricerca/odori-da-toccare-quando-la-bocca-diventa-naso/85910/1/1/3239                      

 

SAN GIORGIO

 

 

SAN GIORGIO
Il santo cavaliere e martire Giorgio gode di un culto dif-
fuso in tutta la cristianità e 21 Comuni italiani portano il
suo nome; Georgia è il nome di uno Stato americano
degli USA e di uno Stato caucasico; sei Re di Gran Bre-
tagna ed Irlanda, due Re di Grecia e altri dell’Est euro-
peo, portarono il suo nome. E’ patrono dell’Inghilterra,
di intere Regioni spagnole, del Portogallo, della Litua-
nia; di città come Genova, Campobasso, Ferrara, Reg-
gio Calabria e di centinaia di altre città e paesi. Forse
nessun santo sin dall’antichità ha riscosso tanta venera-
zione popolare, sia in Occidente che in Oriente; chiese dedicate a S. Giorgio esistevano a Gerusalemme, Geri-
co, Zorava, Beiruth, Egitto, Etiopia, Georgia da dove si riteneva fosse oriundo; a Magonza e Bamberga vi
erano delle basiliche; a Roma vi è la chiesa di S. Giorgio al Velabro che custodisce la reliquia del cranio del
martire palestinese; a Napoli vi è la Basilica di S. Giorgio Maggiore; a Venezia c’è l’isola di S. Giorgio.
Vari Ordini cavallereschi portano il suo nome e i suoi simboli, fra i più conosciuti: l’Ordine di S. Giorgio,
detto “della Giarrettiera”; l’Ordine Teutonico, l’Ordine militare di Calatrava d’Aragona; il Sacro Militare Or-
dine Costantiniano di S. Giorgio, ecc. È considerato il patrono dei cavalieri, degli armaioli, dei soldati, degli
scouts, degli schermitori, della Cavalleria, degli arcieri, dei sellai; inoltre è invocato contro la peste, la lebbra
e la sifilide, i serpenti velenosi, le malattie della testa, e particolarmente nei paesi alle pendici del Vesuvio,
contro le eruzioni del vulcano. Il suo nome deriva dal greco ghergós cioè agricoltore e lo troviamo già nelle
Georgiche di Virgilio e fu portato nei secoli da persone celebri in tutti i campi.
Giorgio era nato in Cappadocia ed era figlio di Geronzio persiano e Policronia cappadoce, che lo educarono
cristianamente; da adulto divenne tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano, ma per alcune recen-
sioni si tratta dell’armata di Diocleziano (243-313) Imperatore dei romani, il quale con l’editto del 303, prese
a perseguitare i cristiani in tutto l’impero. Il tribuno Giorgio di Cappadocia allora distribuì i suoi beni ai
poveri e dopo essere stato arrestato per aver strappato l’editto, confessò davanti al tribunale dei persecutori, la
sua fede in Cristo; fu invitato ad abiurare e al suo rifiuto, come da prassi in quei tempi, fu sottoposto a spetta-
colari supplizi e poi buttato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre
volte la morte e tre volte la resurrezione. Il culto per il martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti
archeologici della basilica eretta qualche anno dopo la morte (303?) sulla sua tomba nel luogo del martirio
(Lydda); la leggenda del drago comparve molti secoli dopo nel Medioevo, quando il trovatore Wace (1170
ca.) e soprattutto Jacopo da Varagine († 1293) nella sua “Leggenda Aurea”, fissano la sua figura come cava-
liere eroico, che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa degli artisti successivi e la fantasia popolare.
Con i Normanni il culto del santo orientale si radicò in modo straordinario in Inghilterra e qualche secolo
dopo nel 1348, Re Edoardo III istituì il celebre grido di battaglia “Saint George for England”, istituendo
l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio o della Giarrettiera. In tutto il Medioevo la figura di S. Giorgio, il cui
nome aveva tutt’altro significato, cioè ‘agricoltore’, divenne oggetto di una letteratura epica che gareggiava
con i cicli bretone e carolingio. Nei Paesi slavi assunse la funzione addirittura “pagana” di sconfiggere le
tenebre dell’inverno, simboleggiate dal drago e quindi di favorire la crescita della vegetazione in primavera;
una delle tante metamorfosi leggendarie di quest’umile martire, che volle testimoniare in piena libertà, la sua
fede in Cristo, soffrendo e donando infine la sua giovane vita, come fecero in quei tempi di sofferenza e
sangue, tanti altri martiri di ogni età, condizione sociale e in ogni angolo del vasto impero romano.

SAN GIORGIO

San Giorgio di Carlo Crivelli (1472)

San Giorgio di Carlo Crivelli (1472)

Il santo cavaliere e martire Giorgio gode di un culto diffuso in tutta la cristianità e 21 Comuni italiani portano il suo nome; Georgia è il nome di uno Stato americano degli USA e di uno Stato caucasico; sei Re di Gran Bretagna ed Irlanda, due Re di Grecia e altri dell’Est europeo, portarono il suo nome. E’ patrono dell’Inghilterra, di intere Regioni spagnole, del Portogallo, della Lituania; di città come Genova, Campobasso, Ferrara, Reggio Calabria e di centinaia di altre città e paesi. Forse nessun santo sin dall’antichità ha riscosso tanta venerazione popolare, sia in Occidente che in Oriente; chiese dedicate a S. Giorgio esistevano a Gerusalemme, Gerico, Zorava, Beiruth, Egitto, Etiopia, Georgia da dove si riteneva fosse oriundo; a Magonza e Bamberga vi erano delle basiliche; a Roma vi è la chiesa di S. Giorgio al Velabro che custodisce la reliquia del cranio del martire palestinese; a Napoli vi è la Basilica di S. Giorgio Maggiore; a Venezia c’è l’isola di S. Giorgio.

 

«San Giorgio trafigge il drago».
Affresco nel prospetto principale di Palazzo San Giorgio di Genova.

Vari Ordini cavallereschi portano il suo nome e i suoi simboli, fra i più conosciuti: l’Ordine di S. Giorgio, detto “della Giarrettiera”; l’Ordine Teutonico, l’Ordine militare di Calatrava d’Aragona; il Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, ecc. È considerato il patrono dei cavalieri, degli armaioli, dei soldati, degli scouts, degli schermitori, della Cavalleria, degli arcieri, dei sellai; inoltre è invocato contro la peste, la lebbra e la sifilide, i serpenti velenosi, le malattie della testa, e particolarmente nei paesi alle pendici del Vesuvio, contro le eruzioni del vulcano. Il suo nome deriva dal greco ghergós cioè agricoltore e lo troviamo già nelle Georgiche di Virgilio e fu portato nei secoli da persone celebri in tutti i campi.

Giorgio era nato in Cappadocia ed era figlio di Geronzio persiano e Policronia cappadoce, che lo educarono cristianamente; da adulto divenne tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano, ma per alcune recensioni si tratta dell’armata di Diocleziano (243-313) Imperatore dei romani, il quale con l’editto del 303, prese a perseguitare i cristiani in tutto l’impero. Il tribuno Giorgio di Cappadocia allora distribuì i suoi beni ai poveri e dopo essere stato arrestato per aver strappato l’editto, confessò davanti al tribunale dei persecutori, la sua fede in Cristo; fu invitato ad abiurare e al suo rifiuto, come da prassi in quei tempi, fu sottoposto a pettacolari supplizi e poi buttato in carcere. Qui ha la visione del Signore che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre volte la resurrezione. Il culto per il martire iniziò quasi subito, come dimostrano i resti archeologici della basilica eretta qualche anno dopo la morte (303?) sulla sua tomba nel luogo del martirio (Lydda); la leggenda del drago comparve molti secoli dopo nel Medioevo, quando il trovatore Wace (1170 ca.) e soprattutto Jacopo da Varagine († 1293) nella sua “Leggenda Aurea”, fissano la sua figura come cavaliere eroico, che tanto influenzerà l’ispirazione figurativa degli artisti successivi e la fantasia popolare.

Con i Normanni il culto del santo orientale si radicò in modo straordinario in Inghilterra e qualche secolo dopo nel 1348, Re Edoardo III istituì il celebre grido di battaglia “Saint George for England”, istituendo l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio o della Giarrettiera. In tutto il Medioevo la figura di S. Giorgio, il cui nome aveva tutt’altro significato, cioè ‘agricoltore’, divenne oggetto di una letteratura epica che gareggiava con i cicli bretone e carolingio. Nei Paesi slavi assunse la funzione addirittura “pagana” di sconfiggere le tenebre dell’inverno, simboleggiate dal drago e quindi di favorire la crescita della vegetazione in primavera; una delle tante metamorfosi leggendarie di quest’umile martire, che volle testimoniare in piena libertà, la sua fede in Cristo, soffrendo e donando infine la sua giovane vita, come fecero in quei tempi di sofferenza e sangue, tanti altri martiri di ogni età, condizione sociale e in ogni angolo del vasto impero romano.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 19366 - 23 Aprile 2017

 

 

Chiesa Basilica di San Bernardo: concerto di organo com Il Maestro Silvio Celeghin

 

Cari Amis,

Domenica prossima 23 aprile  ci sarà, nellla Chiesa Basilica di San Bernardo, um bellissimo concerto di organo com Il Maestro Silvio Celeghin di fama Internazionale, di Noale – VE, cittá natale di Padre Giuseppe Bortolato, Parroco di questa Chiesa.

 

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ENDEREÇO

Igreja Matriz de São Bernardo do Campo

Praça da Matriz S/N
São Bernardo do Campo

Horário: 20:00hs

Entrada franca

 

Un caro abbraccio a tutti e cerea neh

Cecilia Maria Gasparini  -  Presidente FAPIB- Federazione delle Associazioni Piemontesi in Brasile

Giovanni Manassero - Presidente dell'Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo e Vice Presidente del Circolo Italiano di San Paolo

 

A Roma il concerto di pianoforte della musicista italo-brasiliana Eny da Rocha

 

A Roma il concerto di pianoforte della

musicista italo-brasiliana Eny da Rocha


Il 18 aprile un evento promosso

dall'Associazione di amicizia Italia-

Brasile e Pasquale Nestico Foudation in

collaborazione con l'Ambasciata del

Brasile in Italia

 

ROMA – È in programma martedì 18 aprile alle ore 19.30 presso Palazzo Pamphilj a Roma (Sala Palestrina, Piazza Navona 14) il concerto di pianoforte di Eny da Rocha, iniziativa promossa dall'Associazione di amicizia Italia-Brasile e Pasquale Nestico Foudation in collaborazione con l'Ambasciata del Brasile in Italia. In apertura l'annuncio di un bando di concorso per una borsa di studio da destinare a uno studente italo-brasiliano per un progetto di ricerca sul tema della legalità dal titolo “Politiche nazionali e internazionali contro l'illegalità: organizzazione e contrasto alle attività criminali nel mondo con particolare riferimento all'Italia e alle Americhe e all'attività svolta dai giudici Falcone, Borsellino e

Scopelliti”. Considerata una delle maggiori pianiste brasiliane in attività, Eny da Rocha debutta come solista a 12 anni con l’Orquestra Sinfônica da Rádio Gazeta de São Paulo, sotto la direzione del maestro Armando Belardi. Ottiene il diploma con lode dal Conservatório Dramático e Musical de São Paulo, seguendo le lezioni della professoressa Maria de Freitas, e più tardi si perfeziona con il maestro Souza Lima, che le dà la possibilità di studiare in Europa. A Parigi segue i corsi della rinomata pianista Marguerite Long, seguiti dagli studi presso l’Accademia di Musica di Vienna sotto l’orientamento del professor Hans Graf. Sempre nella capitale austriaca affina la sua arte con il celebre prof. Bruno Seidlhofer, suo maestro al Mozarteum di Salisburgo. Eny da Rocha detiene numerosi premi e concorsi di pianoforte in Brasile ed Europa, medaglie di merito e commende, tra le quali si distingue il titolo di “Artista Steinway” negli Stati Uniti. Si è esibita in recital e come solista di orchestre in Brasile, Argentina, Stati Uniti, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Belgio, Germania, Austria, Repubblica Ceca e Inghilterra.

Ha preso parte a giurie e ha organizzato concorsi nazionali di pianoforte. Si dedica all’insegnamento, avendo all’attivo vari master class realizzati in Brasile, Europa e Stati Uniti. Si è già presentata in duetti, terzetti, quartetti, quintetti e orchestre da camera. Ha formato il “Cordis Trio” con il violinista Audino Nuñez e il violoncellista Sandro Francischetti. Della sua discografia fanno parte, tra gli altri, il CD “Alma”, prodotto e inciso negli Stati Uniti e il CD “Na linha do tempo”, con brani internazionali.

Eny da Rocha compie quest’anno 67 anni di vita artistica. L'evento è riservato agli invitati. (Inform)

            

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it

ANNO LVI N. 72                                                                      12 APRILE 2017

            

            

 

MSICA: Stabat Mater in Jazz 13 e 15 de abril

 

Newsletter Farnesina

MÚSICA: “Stabat Mater in Jazz” 13 e 15 de abril

 

eflyer stabat mater in jazz 2017

Accademia dei Folli: Musica e Spiritualit domenica - concerto presso la Chiesa di San Domenico, Torino


domenica 9 aprile concerto presso la Chiesa di San Domenico - Torino

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segnala

Musica e spiritualità

Concerto per la Settimana Santa

- Chieri -

con

Accademia dei Solinghi 
& Ensemble Orchestrale des Alpes de la Mer

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Domenica 9 aprile 2017

ore 17

Chiesa di San Domenico

via San Domenico 1, Chieri

 

ingresso libero

 

Miserere è la prima parola del Salmo 50 della Vulgata,

il quarto dei sette Salmi penitenziali.

È tradizione eseguirlo durante la Settimana Santa, al termine dell’Ufficio delle Tenebre.

 

Baldassare Galuppi
(Burano, 18-10-1706 – Venezia 3-1-1785)

 

Magnificat per Soli Coro e Orchestra

 

Miserere per Soli,  Coro e Orchestra

 

Accademia dei Solinghi 
& Ensemble Orchestrale des Alpes de la Mer
Rita Peiretti organo e direttore

Angelo Manzotti – soprano

Angelo Galeano – controtenore

 

Corale Roberto Goitre

Corrado Margutti maestro del coro

 

Carlo Roncaglia voce recitante

 

Antonio Forestieri: existe um TUNEL, que liga a Cantina Palestra ao Allianz

 

Olha, Antonio Forestieri!..
existe um TUNEL, que liga a Cantina Palestra ao Allianz!!!

A passagem foi construída na década de 20 para Francisco Matarazzo sair de suas indústrias e ir direto para o campo do Parque Antárctica.
Atualmente, o túnel, que passa pela avenida com o mesmo nome do fundador, encontra-se desativado., olha mais detalhes na pagina oficial da Cantina!

A imagem pode conter: céu e atividades ao ar livre

 

v      A imagem pode conter: ponte e atividades ao ar livre

 

Encontro com a soprano italiana KATIA RICCIARELLI

Newsletter Farnesina

Encontro com a soprano italiana KATIA RICCIARELLI - 30/03/17 às 18h30

 

encontro com a soprano italiana katia ricciarelli 30 03 17

Accademia dei Folli: How does it feel? Something about Bob Dylan

How does it feel? Something about Bob Dylan sabato 18 febbraio a San Maurizio d'Opaglio

 

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HOW DOES IT FEEL?

SOMETHING ABOUT BOB DYLAN 
Sabato 18 febbraio 2017
Teatro degli Scalpellini
San Maurizio d'Opaglio
ore 21

 

How does it feel? è la storia di Bob Dylan quando non era Bob Dylan.

Quando cioè si chiamava ancora Robert Zimmermann e viveva a Duluth, Minnesota, la Terra dei Giganti, lui che arrivava sì e no al metro e sessanta.

Allora non aveva scritto nemmeno una filastrocca ma, a sentire lui, da qualche parte le sue canzoni c’erano già, ed erano canzoni folk: doveva solo trovarle.

 

con Carlo Roncaglia
e con Enrico De Lotto: contrabbasso
Paolo Demontis: armonica
Giò Dimasi: percussioni
testo: Emiliano Poddi
musiche e arrangiamenti: Enrico De Lotto
regia: Carlo Roncaglia

 

Per info e prenotazioni

Teatro delle Selve

info@teatrodelleselve.it | 339 6616179

 

No Fervo do Frevo ser atrao deste Domingo na Paulista

12/02/2017

No Fervo do Frevo será atração deste Domingo na Paulista!

Domingo na Paulista Gratuito com No Fervo do Frevo, às 14hrs

 

Bocelli: Sono stato nel gorgo del vizio. Ricordo tutto ci che ho visto ma quello che conta capire

 

Bocelli: «Sono stato nel gorgo del vizio. Ricordo tutto ciò che ho visto
ma quello che conta è capire»

Il tenore: «Cieco dai 12 anni, so benissimo come sono i miei figli. La mancanza della vista non accentua solo i tuoi sensi: te ne dona un sesto. Ho vissuto con i contadini, ricordo la mietitura. Non ho nostalgie ho un’idea precisa del mondo»

 di Aldo Cazzullo

  
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Il tramonto sulla spiaggia è meraviglioso. Essere l’italiano più famoso al mondo ripaga di non poterlo vedere? Non ho il coraggio di chiederglielo, ma Andrea Bocelli – pantaloni e maglietta neri, molto alto, molto magro per un tenore – certe cose le sente. “Vedere non significa guardare. Vedere è sinonimo di capire. Tutti abbiamo antenne che ci consentono di farlo”.

Non c’è nulla che le manchi guardare? Lei ha tre figli.

“Io so benissimo come sono fatti i miei figli. Mi sono cresciuti tra le mani. Sono molto fisico, ho bisogno di contatto; e se loro non lo volevano, lo imponevo. La mancanza della vista non accentua solo gli altri sensi; te ne dona un sesto. Capisci subito chi hai di fronte”.

Cosa facevano i suoi genitori?

“Commerciavano macchine agricole, dal bullone al trattore. E coltivavano la terra. Ancora oggi io e mio fratello, che è architetto, facciamo il vino: sangiovese e cabernet. Da piccolo ho vissuto con i contadini. Ricordo la mietitura alla vecchia maniera: si segava il grano, si facevano i covoni, le barche. Poi la sera salivo i gradini del camino di casa, e cantavo”.

Musica leggera?

“Arie d’opera: la donna è mobile, l’addio alla madre della Cavalleria rusticana. Da neonato se alle mie orecchie arrivava musica d’opera smettevo di piangere”.

A quale età si è ammalato?

“Il glaucoma si è manifestato fin da subito. A pochi mesi ho avuto una serie di interventi chirurgici, di cui non ho memoria. A sei anni sono andato in collegio, a Reggio Emilia, per imparare a leggere in braille. Mia nonna mi aveva già insegnato a scrivere normalmente. Fino a 12 anni vedevo ombre, contorni. Poi una pallonata in pieno viso mi ha reso del tutto cieco”.

Cosa ricorda di ciò che ha fatto in tempo a vedere?

“Tutto. Non ho nostalgie. Ho un’idea precisa del mondo. Ho fatto il liceo a Pontedera, mi sono laureato in legge a Pisa, poi in canto al conservatorio. Mi hanno dato anche una laurea honoris causa in filologia moderna a Macerata: la lectio è stata un invito a leggere i grandi scrittori russi. Sembrano mattoni; invece ti cambiano l’esistenza”.

Chi in particolare?

“Tolstoj. Per tutta la vita ha cercato la fede, tra gli spiriti eletti del suo tempo, nelle alte sfere della Chiesa ortodossa, che lo scomunicò; e l’ha trovata nel popolo lavoratore. Solo la gente del popolo l’ha liberato dalla guerra occulta col cielo”.

Lei ha fede?

“Sì. Trovo palese che il creato sia un sistema intelligente. Una persona ragionevole non può affidare la vita al caso. Se vedo un palazzo, sono certo che qualcuno l’ha fatto. A maggior ragione, l’universo non può essere frutto del caso”.

Crede anche nell’immortalità nell’anima?

“Al cento per cento. Quando mio padre è morto, guardandolo ho avuto fortissima la sensazione che nel suo corpo non fosse rimasto neppure un atomo di lui. Noi siamo ciò che è dentro questa scatola. Dopo andiamo da qualche altra parte”.

Non ha mai dubbi?

“Qualche problema me lo crea il dolore inutile e ingiusto. La sofferenza degli innocenti. Le malattie dei bambini”.

Che risposta si è dato?

“E’ un’idea geniale del maligno, per costringerci a dubitare dell’esistenza di Dio”.

E la sua sofferenza?

“La cecità non mi ha scosso più di tanto. Mi sono sempre sentito in debito con il mondo. Fortunato. Felice”.

Anche prima di avere successo?

“Anche quando suonavo al piano bar. Ho dovuto rinunciare a giocare a pallone; ma vado in bicicletta senza mani, scio, cavalco sulla spiaggia. Mi sono gettato da 5 mila metri col paracadute. Soprattutto, sono sempre stato circondato da affetto. Ho avuto donne che mi hanno molto amato”.

E’ vero che da ragazzo fantasticava di amori impossibili?

“Tutti gli amori erano impossibili: all’inizio nessuna ragazza mi voleva. Fin dall’adolescenza però la fidanzata l’ho sempre avuta”.

Come mai è finito il suo primo matrimonio?

“Per mancanza d’amore. Colpa mia, che ero più maturo: lei aveva solo 17 anni, io già 30. Ma fatico a considerare un errore l’unione da cui sono nati due figli meravigliosi come Amos e Matteo”.

Tra la separazione e l’incontro con sua moglie Veronica lei è stato, parole sue, un “brutale libertino”.

“Brutale no: ho sempre tentato di lasciare un buon ricordo di me, anche se a volte temo di aver recato dolore. La penso come Nietzsche: l’uomo ama il gioco e il pericolo; e la donna è la giocatrice più pericolosa”.

Quali donne sceglieva?

“Quelle che mi piacevano. Che mi suscitavano qualcosa. Che mi davano l’impressione di riempire la parte mancante di me”.

Da cosa lo capiva?

“Il comportamento vuol dire molto. L’atteggiamento, il modo di parlare. Mi sono sempre piaciute le donne di forte femminilità. Ma neppure i miei traguardi affettivi mi guarivano dall’inquietudine. Il libertinaggio diventa una droga. Tutte le sere hai bisogno di riuscire nel tuo obiettivo. La sera che non ci riesci, stai male”.

Le capitava spesso?

“No. Il successo rende tutto più facile. Ma alla fine ti ritrovi con un pugno di mosche. E ti senti affondare nel gorgo del vizio. A un certo momento ci sono andato molto vicino”.

Di Castro dicono che abbia avuto 35 mila donne…

“Io invece ho incontrato Veronica che mi ha stroncato la carriera. Ci siamo sposati, e ci amiamo moltissimo. Al mattino a volte si sveglia con una poesia che le ho scritto di notte”.

E avete una figlia, Virginia.

“Da virgo, vergine. E vergine deve rimanere. Sono gelosissimo di lei”.

Perché? Potrà avere tutti i fidanzati che vorrà, ma di padre ne avrà sempre uno solo.

“Di fidanzati non deve averne nessuno!” (Bocelli sorride).

Il cinema le piace?

“Mi piace Fellini. E Zeffirelli: il Gesù di Nazareth è stupendo. Mi divertono Renzo Montagnani e Giancarlo Giannini”.

Quanto ha contato per lei Pavarotti?

“Moltissimo. Mi ha chiamato a cantare al suo matrimonio; e Nicoletta ha voluto che cantassi al suo funerale. Mi ha insegnato tante cose. Altre le ho imparate a cantargli vicino”.

Quali?

“Non gridare, non forzare. Altrimenti non avrei retto al passare del tempo”.

E’ vero che perse la voce quando l’Italia vinse i Mondiali del 2006?

“Sì: avevo urlato troppo. Dovetti cancellare tre concerti in Inghilterra”.

E i Mondiali del 1982?

“Uscii in strada a festeggiare; un camion pieno di ragazzi mi stava passando su un piede. Mi ha salvato l’istinto da cavallerizzo: mi sono aggrappato alla sponda, sono saltato su, e mi sono unito a loro”.

Muti con lei è stato severo: un conto sono le canzonette, un altro la musica.

“E’ un peccato che dica così. Non ho mai lavorato con Muti, e mi sarebbe piaciuto molto farlo: dall’incontro tra due italiani come noi sarebbe potuto nascere qualcosa di bello. Con Zubin Mehta ho registrato Aida, Turandot, Tosca, Bohème. Con Domingo ho cantato Manon Lescaut. Anche la Callas è stata riempita di improperi; lei ritagliava tutte le stroncature, e ne ha fatto un libro”.

Ha conosciuto anche Michael Jackson, vero?

“L’ho incontrato. Mi cercò il giorno prima di morire: pensava a un disco ispirato alla musica classica e voleva chiedermi consigli”.

E Mohammed Alì?

“Con lui ho avuto un rapporto più intenso. Conduceva con serenità la battaglia contro la malattia. E’ stato l’idolo della mia giovinezza, stavo sveglio la notte per seguire i suoi incontri. Così quando sono stato a casa sua, a Phoenix, mi sono inginocchiato. Lui in un soffio di voce mi ha chiesto: “Sing for me”, canta per me. Ho cantato. Piangevano tutti. E anch’io, che non piango mai, mi sono commosso”.

Non piange proprio mai?

“Ho pianto quando Francesco si è affacciato la prima volta in piazza San Pietro. Ero alle terme di Saturnia, ho acceso per caso la tv, ho sentito che il nuovo Papa avrebbe fatto del bene all’umanità”.

E ha cantato per lui.

“Una persona straordinaria, che cela la propria cultura per non farne sfoggio”.

E Wojtyla?

“Molto diverso. Grandissimo magnetismo. Ma dava l’impressione di essere sempre un po’ assente. Come se una parte di lui fosse altrove”.

Ratzinger?

“Ti senti vicino a una pura mente, e a un uomo buono”.

Lei ha conosciuto Clinton, Bush, Obama.

“E Trump. Sono stato in tournée per l’America su un aereo che mi ha prestato; e al concerto a Central Park era in prima fila davanti ai miei figli. Sarà un presidente più moderato di quel che ha lasciato intendere sotto elezioni. E’ un imprenditore: non ha interesse a fare pazzie”.

Lei è di destra o di sinistra?

“Mi sembrano fandonie. La destra sarebbe Berlusconi, che viene dal partito socialista? E la sinistra sarebbe Renzi, che viene da una famiglia democristiana?”.

Come ha votato in passato?

“Un po’ dappertutto, badando alla persona. Mi ritengo un cristiano liberale. Idee più attuali ed efficaci del Vangelo non ne ho mai trovate”.

Di Renzi cosa pensa?

“Un ragazzo di buona volontà. Se non altro, si impegna. Anche Berlusconi a suo tempo lo fece; ma non è riuscito ad attuare la sua ricetta nemmeno in parte”.

DOMANI A ROMA MUSEI IN MUSICA

 

 

 

DOMANI A ROMA “MUSEI IN MUSICA”
Sabato 10 dicembre torna a Roma l’VIII edizione di Musei in Musica. Dalle 20 alle 2 di notte, i principali
Musei Civici e altri importanti spazi culturali saranno straordinariamente aperti con possibilità di visitare
le mostre ospitate e assistere ai numerosi eventi musicali in programma, pagando un biglietto d'ingresso
simbolico pari a 1 euro (dove non indicato diversamente). Un’occasione per vivere un sabato sera tra la
musica e l’arte, circondati dalle bellezze artistiche e culturali della città, per conoscere nuovi luoghi o
riscoprirli in veste notturna, per lasciarsi coinvolgere da storie suggestive e ammirare dal vivo opere d’ar-
te, per ascoltare ottima musica e visitare mostre che magari non siamo riusciti a visitare in orario ordina-
rio, o semplicemente per passare un sabato sera inconsueto. Gli eventi di musica e danza in programma
presso i Musei Civici sono stati selezionati tramite apposito avviso pubblico “Musei in Musica 2016” .
Tra i principali spazi museali e culturali che apriranno con ingresso a 1 euro: Centrale Montemartini
(Come cani senza padrone con Tony Allotta e la Banda Jorona ed il concerto Il cantautore necessario di
Edoardo De Angelis e Michele Ascolese), Musei Capitolini (concerto Beatles Stories nell’Esedra del
Marco Aurelio con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, concerto Archi all'opera! in Sala Pietro da
Cortona, e Ballo di corte con esibizioni di balli storici nel Palazzo Nuovo), Museo dell’Ara Pacis
(spettacolo di musica e danza con Elisa Melis, Yoris Petrillo, Alessandro D'Alessio, e concerto jazz gra-
tuito), al Museo ebraico di Roma (concerto di musica klezmer dell’Orchestra Popolare Romana), Macro
(installazioni sonore e esibizioni live nel Foyer e nello spazio Area e concerto nell'Auditorium con
Michele Lomuto e Stefano Bassanese), Macro Testaccio (Adulto mai con Rossano Baldini e Pierpaolo
Ranieri), Mercati di Traiano (Landscapes of sound con Vera Di Lecce), Palazzo delle Esposizioni
(installazione di Elena Mazzi e Sara Tirelli con musica di Giuseppe Cordaro, Museo di Roma in Traste-
vere (concerto con Massimo Zuccaroli, Giovanna De Rubertis, Franco Ventura, Massimo Calabrese,
Alessandro Inolti), Musei di Villa Torlonia (Percussions suggestions al Casino Nobile), Museo civico di
Zoologia (Musica dal vivo e canzoni popolari dell'altra America con Mariano De Simone, Simone Caffa-
ri, Alessandro Garramone, Andrea Verde, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa). L’Accademia di Francia
Villa Medici aprirà al pubblico in orario serale con ingresso a 1 euro, proponendo la mostra 350 anni di
creatività e la playlist musicale a cura di Francesca Verunelli e Alvise Sinivia.
Musei e spazi culturali con ingresso gratuito. L’Auditorium Parco della Musica propone l’apertura sera-
le gratuita con la mostra di Luca De Angelis "Dropout", del Museo Archeologico e del Museo Aristaios,
con i concerti del New Talents Jazz Ensemble composto da Nicola Tariello, Vittorio Cuculo, Igor Mari-
no, Davide Di Pasquale, Danilo Blaiotta, Stefano Guercilena, Francesco Merenda). L’Accademia nazio-
nale di S. Cecilia partecipa con eventi musicali gratuiti presso il Museo degli Strumenti Musicali dell’Au-
ditorium Parco della Musica: la prova aperta della JuniOrchestra dell’Accademia nel Foyer antistante il
Museo e brevi esibizioni musicali dedicate alle Suite per violoncello solo di Bach, a cura degli allievi del-
l’Alta Formazione dell’Accademia all’interno del Museo. La Casa del jazz ospita i concerti gratuiti di
Luca Filastro piano solo e Daniele Tittarelli/ Marco Acquarelli Duo, la Casa dell’architettura - Acquario
romano il concerto Angeli, Pastori e Magi - Natale Italiano con Nando Citarella, Pino Calabrese, Pietro
Cernuto, Gabriella Aiello, Cimbalus Ensamble&Equivox. Alla Protomoteca si terrà lo spettacolo Quanto
sei bella Roma con Maria Rosaria Omaggio, l’ensemble Le Vocidoro, Susanna Buffa, Chiara Casarico,
Marta Ricci, Stefania Placidi. L’Istituto svizzero di Roma - Villa Maraini propone la mostra La velocità
delle immagini e il Mercato di Natale.

DOMANI A ROMA “MUSEI IN MUSICA”

 

Sabato 10 dicembre torna a Roma l’VIII edizione di Musei in Musica.

Dalle 20 alle 2 di notte, i principali Musei Civici e altri importanti spazi culturali saranno straordinariamente aperti con possibilità di visitare le mostre ospitate e assistere ai numerosi eventi musicali in programma, pagando un biglietto d'ingresso simbolico pari a 1 euro (dove non indicato diversamente).

Un’occasione per vivere un sabato sera tra la musica e l’arte, circondati dalle bellezze artistiche e culturali della città, per conoscere nuovi luoghi o riscoprirli in veste notturna, per lasciarsi coinvolgere da storie suggestive e ammirare dal vivo opere d’arte, per ascoltare ottima musica e visitare mostre che magari non siamo riusciti a visitare in orario ordinario, o semplicemente per passare un sabato sera inconsueto.

Gli eventi di musica e danza in programma presso i Musei Civici sono stati selezionati tramite apposito avviso pubblico “Musei in Musica 2016” .

Tra i principali spazi museali e culturali che apriranno con ingresso a 1 euro:

Centrale Montemartini (Come cani senza padrone con Tony Allotta e la Banda Jorona ed il concerto Il cantautore necessario di Edoardo De Angelis e Michele Ascolese),

Musei Capitolini (concerto Beatles Stories nell’Esedra del Marco Aurelio con il pianista e fisarmonicista Antonello Salis,

concerto Archi all'opera! in Sala Pietro da Cortona, e Ballo di corte con esibizioni di balli storici nel Palazzo Nuovo),

Museo dell’Ara Pacis (spettacolo di musica e danza con Elisa Melis, Yoris Petrillo, Alessandro D'Alessio, e concerto jazz gratuito),

al Museo ebraico di Roma (concerto di musica klezmer dell’Orchestra Popolare Romana), Macro (installazioni sonore e esibizioni live nel Foyer e nello spazio Area e concerto nell'Auditorium con Michele Lomuto e Stefano Bassanese), Macro Testaccio (Adulto mai con Rossano Baldini e Pierpaolo Ranieri), Mercati di Traiano (Landscapes of sound con Vera Di Lecce), Palazzo delle Esposizioni (installazione di Elena Mazzi e Sara Tirelli con musica di Giuseppe Cordaro, Museo di Roma in Trastevere (concerto con Massimo Zuccaroli, Giovanna De Rubertis, Franco Ventura, Massimo Calabrese, Alessandro Inolti), Musei di Villa Torlonia (Percussions suggestions al Casino Nobile), Museo civico di Zoologia (Musica dal vivo e canzoni popolari dell'altra America con Mariano De Simone, Simone Caffari, Alessandro Garramone, Andrea Verde, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa). L’Accademia di Francia Villa Medici aprirà al pubblico in orario serale con ingresso a 1 euro, proponendo la mostra 350 anni di creatività e la playlist musicale a cura di Francesca Verunelli e Alvise Sinivia.

Musei e spazi culturali con ingresso gratuito. L’Auditorium Parco della Musica propone l’apertura serale gratuita con la mostra di Luca De Angelis "Dropout", del Museo Archeologico e del Museo Aristaios, con i concerti del New Talents Jazz Ensemble composto da Nicola Tariello, Vittorio Cuculo, Igor Marino, Davide Di Pasquale, Danilo Blaiotta, Stefano Guercilena, Francesco Merenda). L’Accademia nazionale di S. Cecilia partecipa con eventi musicali gratuiti presso il Museo degli Strumenti Musicali dell’Auditorium Parco della Musica: la prova aperta della JuniOrchestra dell’Accademia nel Foyer antistante il Museo e brevi esibizioni musicali dedicate alle Suite per violoncello solo di Bach, a cura degli allievi dell’Alta Formazione dell’Accademia all’interno del Museo. La Casa del jazz ospita i concerti gratuiti di Luca Filastro piano solo e Daniele Tittarelli/ Marco Acquarelli Duo, la Casa dell’architettura - Acquario romano il concerto Angeli, Pastori e Magi - Natale Italiano con Nando Citarella, Pino Calabrese, Pietro Cernuto, Gabriella Aiello, Cimbalus Ensamble&Equivox. Alla Protomoteca si terrà lo spettacolo Quanto sei bella Roma con Maria Rosaria Omaggio, l’ensemble Le Vocidoro, Susanna Buffa, Chiara Casarico, Marta Ricci, Stefania Placidi. L’Istituto svizzero di Roma - Villa Maraini propone la mostra La velocità delle immagini e il Mercato di Natale.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 18247 - 9 Dicembre 2016

 

 

MARTED A SAN PAOLO IL CONCERTO PROMOSSO DA CIRCOLO ITALIANO IIC E PIEMONTESI NEL MONDO

 

MARTEDÌ A SAN PAOLO IL CONCERTO PROMOSSO DA CIRCOLO ITALIANO IIC E PIEMONTESI NEL MONDO

 02/12/2016 - 16.44

MARTEDÌ A SAN PAOLO IL CONCERTO PROMOSSO DA CIRCOLO ITALIANO IIC E PIEMONTESI NEL MONDO

SAN PAOLO\ aise\ - Un concerto aperto a tutta la comunità italiana: ad organizzarlo martedì prossimo 6 dicembre a San Paolo sono il Circolo Italiano, l'Istituto Italiano di Cultura, l'Associazione Piemontesi nel Mondo e la Federazione delle Associazioni dei Piemontesi in Brasile-FAPIB.


Il concerto – ad ingresso gratuito – inizierà alle 20 al Teatro Italia (Edificio Itália Av. Ipiranga, 344 - Centro). In scena "La Canzone Italiana - Grandi successi del passato" con al pianoforte il Direttore d’Orchestra e Maestro di Coro Gianmario Cavallaro (Novara - IT) e con il tenore Richard Bauer. 


In repertorio i classici della canzone italiana e quelli natalizi.
Gianmario Cavallaro è Direttore Musicale del Teatro di Milano, Fondatore e direttore di Amadeus Kammerchor e Orchestra Filarmonica Amadeus. Direttore del Coro Città di Milano.
Ha diretto Opere, Balletti e Concerti in tutta Italia, Europa e Sud America, Canada, Russia alla guida di importanti formazioni Orchestrali e Corali. Direttore Ospite dell’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma. Si è esibito con successo in occasione di Festivals Internazionali.
Collabora con prestigiosi Corpi di Ballo come: il Balletto di Mosca, il Balletto di Milano ed altri. 
Tenore di San Paolo, Richard Bauer ha studiato con il tenore brasiliano Benito Maresca. Ha fatto il suo debutto operistico nel 1996 con Lucia di Lammermoor di Donizetti, cantando il ruolo di Edgardo. Dopo di che ha cantato un gran numero di opere e concerti, un repertorio che comprende: Otello, Aida, Nabucco, La Traviata, La Forza del Destino, Il Trovatore, Rigoletto, Ernani, Un Ballo in Maschera di Verdi; Madama Butterfly, Tosca, La Bohème, Il Tabarro, Turandot, Manon Lescaut di Puccini; Andrea Chenier di Giordano; I Pagliacci di Leoncavallo; Cavalleria Rusticana di Mascagni, Bizet Carmen di, Norma di Bellini, Il Guarany, Lo Schiavo, Fosca di Gomes.
Ha lavorato presso: Teatro Municipal de São Paulo, Teatro Municipal do Rio de Janeiro, Teatro Amazonas - Manaus, Teatro da Paz - Belém, Teatro Municipal de Americana, Teatro Castro Mendes de Campinas, Teatro São Pedro -SP e in molti Paesi nel mondo riscuotendo molto successo anche in Italia. (aise) 

       

da: http://www.aise.it/comunita/marted%C3%AC-a-san-paolo-il-concerto-promosso-da-circolo-italiano-iic-e-piemontesi-nel-mondo/76681/1/1/3239

            

           

MSICA: Recital de Natal: LA CANZONE ITALIANA, GRANDI SUCCESSI DEL PASSATO no TEATRO ITLIA

Newsletter Farnesina

MÚSICA: Recital de Natal: “LA CANZONE ITALIANA, GRANDI SUCCESSI DEL PASSATO” no TEATRO ITÁLIA

 

recital de natal a canzone italiana 06 12 16

 

Domani a San Paolo il concerto La Canzone Italiana - Grandi successi del passato Al Circolo italiano un evento promosso in collaborazione con l'IIC e l'associazione Piemontesi nel mondo

 

 

Domani a San Paolo il concerto “La Canzone Italiana - Grandi successi del passato”

Al Circolo italiano un evento promosso in collaborazione con l'IIC e l'associazione Piemontesi nel mondo

 

SAN PAOLO – In programma domani, martedì 6 dicembre, alle ore 20, al Teatro Italia di San Paolo del Brasile presso il Circolo italiano (Edificio Italia, Av. Ipiranga, 344) il concerto intitolato “La Canzone Italiana - Grandi successi del passato” con al pianoforte il direttore d’Orchestra e maestro di Coro Gianmario Cavallaro e il tenore Richard Bauer. L'iniziativa è promossa in collaborazione con il locale Istituto Italiano di Cultura e l'associazione Piemontesi nel mondo- Fapib.

Cavallaro è direttore musicale del Teatro di Milano, fondatore e direttore di Amadeus Kammerchor e Orchestra Filarmonica Amadeus. Direttore del Coro Città di Milano, ha diretto Opere, Balletti e Concerti in tutta Italia, Europa e Sud America, Canada, Russia alla guida di importanti formazioni orchestrali e Corali. Nel suo curriculum anche la direzione dell’Orchestra Sinfonica Nova Amadeus di Roma ed esibizioni di successo in occasione di Festival Internazionali. Collabora con prestigiosi Corpi di Ballo come il Balletto di Mosca, il Balletto di Milano ed altri. (Inform)

 

 da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05 - E-mail: inform@mclink.it

ANNO LV N. 234                                                                                             5 DICEMBRE 2016

 

 

FIESP/SESI: Edu Camargo, um dos destaques do The Voice Brasil no Domingo na Paulista

 

Edu Camargo, um dos destaques do The Voice Brasil no Domingo na Paulista

Domingo na Paulista Gratuito com Edu Camargo, às 11h

 

IL MESSIA TORNATO IN ITALIA

 

 

 

IL “MESSIA” È TORNATO IN ITALIA
Lo strumento che Stradivari costruì
nel 1716 e che, da allora, è rimasto
integro nel suo stato originale è tor-
nato in Italia in occasione del tricen-
tenario dalla sua creazione, fino al
18 dicembre al Museo Stradivari di
Cremona. Il maggior liutaio francese
dell’Ottocento, Jean-Baptiste Vuil-
laume (1798-1875), conosceva alla
perfezione il “Messia”, essendone
stato il proprietario per oltre vent’an-
ni.
Al violino viene imposto il silenzio
per motivi di conservazione.
Dopo averlo costruito, Stradivari lo custodì gelosamente per 21 anni. Dopo la sua morte passò ai figli,
che lo conservarono per altri quattro decenni, finché Paolo, l’ultimo figlio ancora in vita, lo cedette nel
1775 al Conte Cozio di Salabue, che portò lo strumento a Torino, evitando di farlo suonare. Da quel
momento, il “Messia” è divenuto un oggetto di culto. Non significa che non abbia mai emesso un suono
nella sua vita. Semplicemente non venne mai concesso a solisti durante i loro giri concertistici. Diversi
noti interpreti dell’epoca hanno però avuto l’onore di provarlo.
Tra questi i violinisti Joachim e Milstein, che definirono il suono “estremamente dolce e al contempo
assolutamente grandioso”, descrivendo l’emozione come un’esperienza indimenticabile. Il grande liutaio
Jean-Baptiste Vuillaume sosteneva di “aver sentito la voce degli angeli”.
Il divieto assoluto di far suonare il “Messia” è stato introdotto nel 1940, anno in cui venne imposto il
silenzio dai proprietari Hill di Londra come clausola per la donazione all’Ashmolean Museum di Oxford,
dove tutt’ora è conservato.
Il “Cannone” di Paganini era la voce dell’inarrivabile virtuoso, ed ha creato emozioni legate in modo im-
prescindibile all’esecutore stesso, che suonò questo strumento per quasi tutta la vita. Il “Messia” divenne
famoso per il mistero creato dai racconti di chi ne conosceva l’esistenza, come il collezionista Luigi
Tarisio, che ricevette il violino direttamente dal Conte Cozio di Salabue nel 1827.
Tarisio compiva ogni anno un viaggio a Parigi e menzionava sempre un violino di una bellezza e perfe-
zione impareggiabili. Questa situazione si ripeteva ogni anno, terminando sempre con la promessa di
portarlo con sé nel viaggio successivo. Finché il noto violinista Alard, marito della figlia di Vuillaume,
spazientito, giunse ad esclamare: “Signor Tarisio, il vostro violino è come il Messia per gli ebrei; lo si
attende sempre ma non appare mai!...”. Da quel momento il violino fu chiamato “Messia”. Sarà poi lo
stesso Vuillaume ad acquistarlo, dopo la morte di Tarisio avvenuta nel 1854, portando lo strumento a
Parigi, definitivamente fuori dall’Italia.
Le capacità di un grande strumento sono un lusso ed un valore aggiunto. Però un ottimo esecutore riusci-
rà ad eseguire una buona interpretazione anche su un violino mediocre, mentre un mediocre esecutore
non otterrà grandi risultati nemmeno suonando il “Cannone” di Paganini.
IL “MESSIA” È TORNATO IN ITALIAMessiah Stradivarius.jpg
Lo strumento che Stradivari costruì nel 1716 e che, da allora, è rimasto integro nel suo stato originale è tornato in Italia in occasione del tricentenario dalla sua creazione, fino al 18 dicembre al Museo Stradivari di Cremona. Il maggior liutaio francese dell’Ottocento, Jean-Baptiste Vuillaume (1798-1875), conosceva alla perfezione il “Messia”, essendone stato il proprietario per oltre vent’anni.

Al violino viene imposto il silenzio per motivi di conservazione.

Dopo averlo costruito, Stradivari lo custodì gelosamente per 21 anni. Dopo la sua morte passò ai figli, che lo conservarono per altri quattro decenni, finché Paolo, l’ultimo figlio ancora in vita, lo cedette nel 1775 al Conte Cozio di Salabue, che portò lo strumento a Torino, evitando di farlo suonare. Da quel momento, il “Messia” è divenuto un oggetto di culto. Non significa che non abbia mai emesso un suono nella sua vita. Semplicemente non venne mai concesso a solisti durante i loro giri concertistici. Diversi noti interpreti dell’epoca hanno però avuto l’onore di provarlo.

Tra questi i violinisti Joachim e Milstein, che definirono il suono “estremamente dolce e al contempo assolutamente grandioso”, descrivendo l’emozione come un’esperienza indimenticabile. Il grande liutaio Jean-Baptiste Vuillaume sosteneva di “aver sentito la voce degli angeli”.

Il divieto assoluto di far suonare il “Messia” è stato introdotto nel 1940, anno in cui venne imposto il silenzio dai proprietari Hill di Londra come clausola per la donazione all’Ashmolean Museum di Oxford, dove tutt’ora è conservato.

Il “Cannone” di Paganini era la voce dell’inarrivabile virtuoso, ed ha creato emozioni legate in modo  imprescindibile all’esecutore stesso, che suonò questo strumento per quasi tutta la vita. Il “Messia” divenne famoso per il mistero creato dai racconti di chi ne conosceva l’esistenza, come il collezionista Luigi Tarisio, che ricevette il violino direttamente dal Conte Cozio di Salabue nel 1827.

Tarisio compiva ogni anno un viaggio a Parigi e menzionava sempre un violino di una bellezza e perfezione impareggiabili. Questa situazione si ripeteva ogni anno, terminando sempre con la promessa di portarlo con sé nel viaggio successivo. Finché il noto violinista Alard, marito della figlia di Vuillaume, spazientito, giunse ad esclamare: “Signor Tarisio, il vostro violino è come il Messia per gli ebrei; lo si attende sempre ma non appare mai!...”. Da quel momento il violino fu chiamato “Messia”. Sarà poi lo stesso Vuillaume ad acquistarlo, dopo la morte di Tarisio avvenuta nel 1854, portando lo strumento a Parigi, definitivamente fuori dall’Italia.

Le capacità di un grande strumento sono un lusso ed un valore aggiunto. Però un ottimo esecutore riusci-
rà ad eseguire una buona interpretazione anche su un violino mediocre, mentre un mediocre esecutore non otterrà grandi risultati nemmeno suonando il “Cannone” di Paganini.

 

              

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 18119 - 1 Dicembre 2016

 

 

Growin' up. Il romanzo cantato di Bruce Springsteen gioved 1 dicembre al Circolo dei Lettori di Novara.

Growin' up. Il romanzo cantato di Bruce Springsteen giovedì 1 dicembre al Circolo dei Lettori di Novara.

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PORTRAITS#3 GROWIN' UP

UN ROMANZO CANTATO DI BRUCE SPRINGSTEEN

Giovedì 1 Dicembre 

Il Circolo dei Lettori

Via Fratelli Rosselli 20, Novara

ore 21.00

Ingresso gratuito

 

 Growin' up - Un romanzo cantato di Bruce Springsteen è il terzo e ultimo appuntamento con la rassegna Portraits al Circolo dei Lettori di Novara.

 

Bruce Springsteen traccia, con le sue canzoni e con la sua stessa vita,

la parabola di un grande romanzo americano.

Growin’ up racconta com’è cominciato tutto, il primo capitolo di questo strepitoso romanzo. Quando ancora nessuno lo chiamava The Boss.

Prima della consacrazione definitiva di Born to Run.

Prima ancora che il critico Jon Landau, scrivesse:

«Stasera ho visto il futuro del rock ’n’ roll: il suo nome è Bruce Springsteen».


PORTRAITS#3 Growin'up
Un romanzo cantato di Bruce Springsteen


con Carlo Roncaglia: voce, chitarra acustica 
e con Enrico De Lotto: basso elettrico
Paolo Demontis: armonica


testo: Emiliano Poddi
arrangiamenti: Enrico De Lotto
regia: Carlo Roncaglia

 

Newsletter Farnesina Adiado para dia 27/11 - CONCERTO LRICO SINFONICO com MARIA SOLE GALLEVI NO THEATRO SO PEDRO

Newsletter Farnesina

 

Adiado para dia 27/11 - CONCERTO LÍRICO SINFONICO com MARIA SOLE GALLEVI NO THEATRO SÃO PEDRO

 

maria sole gallevi 13 11 16

 

fiesp/sesi: Ao som de J.J. Jackson, aproveite seu Domingo na Paulista!

Ao som de J.J. Jackson, aproveite seu Domingo na Paulista!

Domingo na Paulista Gratuito com JJ Jackson, às 11h

 

 

No dia 20 de novembro o grupo Jupar do CORALUSP se apresenta na Igreja da Paz.

Da Assessoria de Imprensa do CORALUSP

No dia 20 de novembro, às 12 horas, o grupo Jupará do CORALUSP se apresenta na Igreja da Paz.

O coral Jupará, do regente Alberto Cunha, desenvolve o projeto De Corpo e Alma, que visa a apresentar obras do repertório coral de diferentes épocas e estilos, mas com ênfase na música antiga. O repertório combina composições sacras e seculares.

O evento é gratuito e aberto ao público interessado. A Igreja da Paz fica na Rua Verbo Divino, 392, Granja Julieta.

CORALUSP Jupará se apresenta na Igreja da Paz

O grupo Jupará apresenta seu projeto De Corpo e Alma.

Datadata 20/11/16 | 12:00 - 13:00
Tipo de Eventodata Cultura e artes
E-maildata coraluspmidia@gmail.com
Sitedata http://www.coralusp.prceu.usp.br/
Telefonedata (11) 3091-5071
Investimentodata Evento Gratuito
Inscriçãodata Sem Inscrição Prévia
Localdata Outros 
Igreja da Paz 
Endereçodata R. Verbo Divino, 392 - Chacara Santo Antonio São Paulo - SP - CEP: 04719-001
Importantedata As informações foram checadas na data de sua publicação, mas pode haver alterações ou cancelamentos. Recomendamos entrar em contato com a organização do evento para confirmação.
                             
                                        

 

 

Sansone e Dalila: al Regio prima co-produce mondiale con l'Opera di Pechino

 

12/11/2016
Sansone e Dalila: al Regio prima co-produce mondiale con l'Opera di Pechino
Regia di Hugo de Ana, torna il maestro Pinchas Steinberg
Foto di scena

SILVIA FRANCIA

TORINO

Al Teatro Regio va in scena la prima coproduzione mondiale con l’Opera di Pechino. Scenografia grandiosa e una sfilza di nomi importanti per il capolavoro di Camille Saint-Saëns, «Sansone e Dalila», che debutta martedì prossimo, 17 novembre, alle 20. 

A firmare la regia è Hugo de Ana, regista immaginifico, che torna al Regio dopo numerose produzioni tra cui la «Manon Lescaut» del centenario, un monumentale «Don Carlo», ma pure prove differenti per piglio e toni, come la drammatica «Medea» e la frizzante «Vedova allegra». «Sansone e Dalila è una storia che racconta il conflitto tra religione e amore e tra amore e odio – spiega De Hana - . Su queste dicotomie è giocato lo spettacolo che vedrà, per esempio, il grigio degli ebrei oppressi contrapposto ai coloratissimi costumi dei soldati filistei. Penso che sia un’opera di fantasia e di immaginazione che presenta un mondo irreale, pieno di magia». 

 

Sul podio dell’orchestra e coro del Regio torna il maestro Pinchas Steinberg che racconta: «Ho diretto l’opera più volte, sia a teatro che in forma di concerto. La partitura ha un’impronta da oratorio, così come voleva l’autoreo, poi con l’ingresso di Dalila il passo cambia nettamente, si entra nel mondo dell’opera francese e tutto diventa teatro». «Il linguaggio di Saint-Saëns è un linguaggio di transizione, in cui convivono molti stati emotivi -commenta, ancora, il direttore - La linea che dà continuità e coerenza al tutto è il canto, molto francese, di cui bisogna saper prendere il tempo giusto. Non bisogna solo conoscere la partitura, bisogna saperla cantare tutta, ecco perché è un capolavoro che ha bisogno di un direttore-cantante». 

 

L’opera in tre atti e quattro quadri, su libretto di Ferdinand Lemaire, qui presentata in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, è allestita in una scenografia grandiosa e centrata proprio sulla figura Dalila, interpretata da Daniela Barcellona. Mezzosoprano di fama internazionale, ha lavorato con grandi direttori, da Claudio Abbado a Riccardo Muti, ricevendo, per le sue interpretazioni, il Premio Abbiati nel 2002. Accanto a lei, il tenore Gregory Kunde dà voce a Sansone. Vincitore nel 2016 del prestigioso International Opera Awards, Kunde punta sull’estrema facilità del suo registro acuto e sulla morbidezza del fraseggio. Esperto del repertorio francese, che ha approfondito negli ultimi dieci anni di carriera, Kunde ha modellato un Sansone insieme lirico e vigoroso. 

 

Completano il cast il baritono Claudio Sgura (il sommo sacerdote di Dagon), il basso Andrea Comelli (Abimélech), il basso Sulkhan Jaiani (un vecchio ebreo) e il tenore Cullen Gandy (primo filisteo). Nelle otto recite dell’opera, dal 15 al 26 novembre, si alternano ai ruoli dei protagonisti – il 16, 19 e 22 novembre – Nadia Krasteva nei panni di Dalila, già protagonista dell’allestimento applaudito da critica e pubblico al ’Ncpa di Pechino, e Kristian Benedikt in quelli di Sansone. Le coreografie sono di Leda Lojodice, i video di Sergio Metalli e le luci di Vinicio Cheli. Il Coro del Teatro Regio è istruito da Claudio Fenoglio.  

 

Da oggi, sabato, alla biglietteria del Regio (dalle 10,30 alle 16) inizia la vendita dei biglietti per tutte le recite, non solo di «Sansone e Dalila», ma anche di altri titoli in cartellone. 

 

da: http://www.lastampa.it/2016/11/12/cronaca/sansone-e-dalila-al-regio-prima-coproduce-mondiale-con-lopera-di-pechino-IYqrXQjZUhpP1i6dtqEk8O/pagina.html

 

 

Domingo na Paulista: Msica com Theodoro e Sebastio, filhos do msico e compositor Nando Reis

Domingo na Paulista: Música com Theodoro e Sebastião, filhos do músico e compositor Nando Reis

 

Domingo na Paulista Gratuito com 2 Reis, às 14h

 

 

CONCERTO ITALIANO no SALO NOBRE do CIRCOLO ITALIANO

 

DOMINGO

6 DE NOVEMBRO 2016

CONCERTO ITALIANO

SALÃO NOBRE DO CIRCOLO ITALIANO

11:00 HORAS

GRANDE CORO DE SÃO PAULO

Maesto Celso Jardim

Regente Giliola Ugo

 

CAMERA

CAMERATA DE CORDAS IEBVA

Maestro Natan Ferreira 

 

CANTOR CONVIDADO

Renato César

 

CORAIS 

AMIGOS PARA SEMPRE  ESPLENDOR  HARMONIA E LUZ

LUAR DE PRATA

ROSA DE SAROM

SERPRO

VOZES DO CLAUDIO

 

PATROCÍNIO: Instituto Arnaldo Moraes de Miranda

Apoio: CIRCOLO ITALIANO SAN PAOLO

Av. Ipiranga, 344

1º ANDAR

www.circoloitaliano.com.br

 

 

FESTA DI OGNISSANTI

FESTA DI OGNISSANTI

 

Tutti i Santi, dipinto di Beato Angelico

 

l’onore di tutti i Santi. La festa cattolica (Festum Omnium Sanctorum) cade il 1° novembre, seguita il 2
novembre dalla commemorazione dei Defunti, ed è una festività di precetto che prevedeva una veglia e
un’ottava nel calendario pre-conciliare. Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, co-
minciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate
ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Questa usanza viene citata
anche nella settantaquattresima omelia di Giovanni Crisostomo (407) ed è preservata fino ad oggi dalla
Chiesa d’Oriente. Papa Gregorio III scelse il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazio-
ne di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di
tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”.
Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata.
Il 1° novembre venne decretato una festività di precetto nell’835 da parte del Re franco Ludovico I il Pio,
figlio di Carlo Magno e padre di Lotario (795), Pipino (797), Adelaide (799), Rotrude (800), Ildegarda
(802) e Ludovico II (806), Re d’Italia e Sacro Romano Imperatore.
Il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i Vescovi”.

La festa di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi. La festa cattolica (Festum Omnium Sanctorum) cade il 1° novembre, seguita il 2 novembre dalla commemorazione dei Defunti, ed è una festività di precetto che prevedeva una veglia e  un’ottava nel calendario pre-conciliare. Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Questa usanza viene citata anche nella settantaquattresima omelia di Giovanni Crisostomo (407) ed è preservata fino ad oggi dalla Chiesa d’Oriente. Papa Gregorio III scelse il 1° novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”.

Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata.

Il 1° novembre venne decretato una festività di precetto nell’835 da parte del Re franco Ludovico I il Pio, figlio di Carlo Magno e padre di Lotario (795), Pipino (797), Adelaide (799), Rotrude (800), Ildegarda (802) e Ludovico II (806), Re d’Italia e Sacro Romano Imperatore.

Il decreto fu emesso “su richiesta di Papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i Vescovi”.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 17586 - 1 Novembre 2016

 

 

MSICA NO MCB - Museo da Casa brasileira: |ANDRE PARISI SEXTETO

 

 

MÚSICA NO MCB | ANDRE PARISI SEXTETO

30.10.2016

 

Foto: Paulo Savala
Foto: Paulo Savala

Foto: Paulo Savala

O compositor de choro André Parisi incorpora ritmos brasileiros com acordes de bossa nova e arranjo camerístico, criando um choro tradicional e contemporâneo. Acompanhado de violão 7 cordas, flauta, cavaco, bandolim e percussão, o show “Feeling brasileiro” traz canções inéditas. 30 de outubro, domingo às 11h – entrada gratuita (sujeita à lotação) 

Repertório 01. Feeling Brasileiro 02. Sacolejo 03. Ando chorando 04. Balangandãs 05. Abel seresteiro 06. A flôr da pele 07. Barões do lundu 08. Toda saudade 09. Picote veneno 10. Gato preto 11. Chora tamborim *todas as músicas são de autoria de André Parisi 

Sobre o projeto Música no MCB Com edições contínuas desde 1999, o projeto Música no MCB pôde ser visto por mais de 230 mil pessoas que tiveram acesso gratuito a shows de grupos como Pau Brasil, Zimbo Trio, Projeto Coisa Fina, Orquestra Bachiana Jovem, Grupo Aum, Mawaca, Traditional Jazz Band, entre outros. As apresentações, que acontecem em palco montado no terraço do Museu da Casa Brasileira entre os meses de março e dezembro, reúnem cerca de 400 espectadores a cada domingo.

 

A MODENA I MIGLIORI ALBUM DELLA NOSTRA VITA

 

 

 

A MODENA I MIGLIORI ALBUM DELLA NOSTRA VITA
Mille figurine raccontano i miti, i campioni e i bidoni dello sport
E’ inevitabile: se un italiano pensa alle figurine quasi sempre ricorda l’album dei calciatori del campiona-
to di serie A.
O perché ha cercato in tutti i modi di portarlo a termine, spesso con il rito del “celocelomanca” tra amici
e compagni di scuola, o perché se lo ricorda in bella vista in tutte le edicole all’avvio del campionato,
accanto ad altri album sui cartoni animati giapponesi, quelli che aprivano la gloriosa tivù dei ragazzi.
Figurine e sport è davvero un binomio inscindibile.
Le prime figurine sportive risalgono alla fine dell’Ottocento, quelle della Liebig, e furono distribuite solo
in Inghilterra.
Le specialità illustrate erano tipicamente britanniche: il golf, il cricket ed il football.
Nel XX secolo la presenza dello sport tra le figurine si intensifica in tutta Europa e anche in Italia.
E' dagli anni Venti che si afferma quella tipologia di figurina che avrà tanto successo, ovvero il ritratto
fotografico del calciatore in primo piano. E’ infatti il calcio a dominare, a partire dal 1930, anno in cui si
disputò il primo campionato del mondo.
E le Olimpiadi.
Le figurine si rivelarono un mezzo di comunicazione efficacissimo anche dal punto di vista politico.
Finiti gli anni bui della seconda guerra mondiale, con gli anni Cinquanta nascono le figurine a colori ed
in Italia diverse piccole case editrici si tuffano nell’avventura, al nord come al sud.
Presto soccomberanno di fronte a quella che di lì a poco sarebbe diventata la più importante fabbrica di
figurine, la Panini.
La sua avventura parte nel 1959 e il successo arriva proprio grazie al calcio, in particolare il campionato
di calcio 1960-61.
Ma fu per il campionato 1961-62 che la Panini decise di produrre in proprio le figurine e il primo storico
album, con la copertina dedicata a Nils Liedholm.
Da subito un grande successo.
Una storia che si può ripercorrere nella mostra “I migliori album della nostra vita”, a cura di Leo Turrini
e realizzata dal Museo della Figurina di Modena per la sede di MATA, l’ex manifattura tabacchi.
Troverete mille e più figurine di sport e sportivi e decine di album originali esposti insieme a gigantogra-
fie, video e animazioni, tra percorsi di gioco ed esperienze multisensoriali.
Si rivivono le gesta memorabili delle sfide olimpiche, tutto il calcio mondiale, i “duelli” che hanno fatto
la storia (Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Prost e Senna, per ricordarne alcuni), persino le imprese
cinematografiche del giovane nuotatore Carlo Pedersoli che sarà conosciuto poi come Bud Spencer.
Riproduzioni a grandezza naturale permettono di confrontarsi a tu per tu con gli atleti le cui sembianze
sono trasferite anche su giganteschi ometti del biliardino.
E’ inoltre possibile assistere a video d'animazione in cui le figurine prendono vita, e seguire un percorso
didattico-ludico, con tanto di kit ispirato alle figurine esposte.
Un grande divertimento che continua al Museo della Figurina dove trovate esposto l’album Panini “Italia
Team- Rio 2016”, omaggio alla nazionale italiana in una sezione tutta dedicata alle Olimpiadi.
La mostra è in corso fino al 26 febbraio 2017.
Tutte le informazioni sul sito: www.mata.modena.it
A MODENA I MIGLIORI ALBUM DELLA NOSTRA VITA
Mille figurine raccontano i miti, i campioni e i bidoni dello sport E’ inevitabile: se un italiano pensa alle figurine quasi sempre ricorda l’album dei calciatori del campionato di serie A.

O perché ha cercato in tutti i modi di portarlo a termine, spesso con il rito del “celocelomanca” tra amici e ompagni di scuola, o perché se lo ricorda in bella vista in tutte le edicole all’avvio del campionato, accanto ad altri album sui cartoni animati giapponesi, quelli che aprivano la gloriosa tivù dei ragazzi.

Figurine e sport è davvero un binomio inscindibile.

Le prime figurine sportive risalgono alla fine dell’Ottocento, quelle della Liebig, e furono distribuite solo in Inghilterra.

Le specialità illustrate erano tipicamente britanniche: il golf, il cricket ed il football.

Nel XX secolo la presenza dello sport tra le figurine si intensifica in tutta Europa e anche in Italia.

E' dagli anni Venti che si afferma quella tipologia di figurina che avrà tanto successo, ovvero il ritratto fotografico del calciatore in primo piano. E’ infatti il calcio a dominare, a partire dal 1930, anno in cui si disputò il primo campionato del mondo.

E le Olimpiadi.

Le figurine si rivelarono un mezzo di comunicazione efficacissimo anche dal punto di vista politico.

Finiti gli anni bui della seconda guerra mondiale, con gli anni Cinquanta nascono le figurine a colori ed in Italia diverse piccole case editrici si tuffano nell’avventura, al nord come al sud.

Presto soccomberanno di fronte a quella che di lì a poco sarebbe diventata la più importante fabbrica di figurine, la Panini.

La sua avventura parte nel 1959 e il successo arriva proprio grazie al calcio, in particolare il campionato di calcio 1960-61.

Ma fu per il campionato 1961-62 che la Panini decise di produrre in proprio le figurine e il primo storico album, con la copertina dedicata a Nils Liedholm.

Da subito un grande successo.

Una storia che si può ripercorrere nella mostra “I migliori album della nostra vita”, a cura di Leo Turrini e realizzata dal Museo della Figurina di Modena per la sede di MATA, l’ex manifattura tabacchi.

Troverete mille e più figurine di sport e sportivi e decine di album originali esposti insieme a gigantografie, video e animazioni, tra percorsi di gioco ed esperienze multisensoriali.

Si rivivono le gesta memorabili delle sfide olimpiche, tutto il calcio mondiale, i “duelli” che hanno fatto la storia (Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Prost e Senna, per ricordarne alcuni), persino le imprese cinematografiche del giovane nuotatore Carlo Pedersoli che sarà conosciuto poi come Bud Spencer.

Riproduzioni a grandezza naturale permettono di confrontarsi a tu per tu con gli atleti le cui sembianze sono trasferite anche su giganteschi ometti del biliardino.

E’ inoltre possibile assistere a video d'animazione in cui le figurine prendono vita, e seguire un percorso didattico-ludico, con tanto di kit ispirato alle figurine esposte.

Un grande divertimento che continua al Museo della Figurina dove trovate esposto l’album Panini “Italia Team- Rio 2016”, omaggio alla nazionale italiana in una sezione tutta dedicata alle Olimpiadi.

La mostra è in corso fino al 26 febbraio 2017.

Tutte le informazioni sul sito: www.mata.modena.it

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 17519 - 29 Ottobre 2016

   

 

No perca a Banda Sinfnica do Estado de So Paulo no Teatro Sesi-SP

Não perca a Banda Sinfônica do Estado de São Paulo no Teatro Sesi-SP

 

Sesi Agenda Cultural

Katia Ghigi e Michele Rossetti: Concerto per violino e piano 22/10 no Theatro So Pedro

Concerto per violino e piano 22/10 no Theatro São Pedro

concerto katia e michele 22 e 23 10 16

 

 

Dica do Istituto Italiano di Cultura: 17 ottobre - Recital Sala S.Paulo de Andrea Bocelli

 

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Dica do Istituto Italiano di Cultura

 

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Andrea Bocelli far show gratuito no Santurio Nacional de Aparecida

Andrea Bocelli fará show gratuito no Santuário Nacional de Aparecida

15 de outubro

O tenor italiano Andrea Bocelli se apresentará no Santuário Nacional de Aparecida no próximo dia 15 de outubro. O show, intitulado "Primavera Musical no Vale", será gratuito e faz parte da comemoração do Jubileu de 300 anos do Encontro da Imagem de Nossa Senhora Aparecida no Rio Paraíba do Sul.

O show é uma realização do Santuário, junto ao Ministério da Cultura e a Secretaria de Estado da Cultura. Além de Bocelli, também haverá Coral e Orquestra Jovem do Estado de São Paulo. 

O espetáculo terá início às 19h e contará com a participação de convidados especiais, que fortalecem a desenvoltura e performance do tenor em solo brasileiro. O concerto reunirá um repertório especial de peças sacras, tradicionais do setlist do artista, que deve incluir "Ave Maria" - momento que promete ser apoteótico da apresentação. 

"As comemorações do jubileu dos 300 anos do Encontro da Imagem começam, oficialmente na Novena e Festa da Padroeira 2016, e se prolongam até o ano 2017, quando teremos a grande festa dos 300 anos. Neste período, muitas ações acontecerão e uma delas é o show de Andrea Bocceli. Estamos muito felizes com a presença do tenor, pelo trabalho que realiza, pela proximidade religiosa que tem e pelo lindo material que traz ", explica padre Daniel Antonio, administrador-ecônomo do Santuário Nacional.

A apresentação terá a produção da Dançar Marketing, com apoio do Colégio Vértice, Algar Telecom, Allergan e AON.

Andrea Bocelli - O tenor italiano, com mais de 80 milhões de álbuns vendidos no mundo, já se apresentou para três presidentes norte-americanos, três papas e famílias reais de todo o mundo. 

Andrea Bocelli é dono de um timbre específico de voz, que se tornou sua assinatura. O artista emociona com sua voz potente e se apresenta com um repertório que varia do estilo clássico às baladas populares, se destacando por sua interpretação das letras e em sua percepção das sutilezas de expressão musical.

           

da: http://m.agoravale.com.br/noticias/Cultural/andrea-bocelli-fara-show-gratuito-no-santuario-nacional-de-aparecida   

                 

 

IL CALENDARIO VOLUTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582


 

IL CALENDARIO VOLUTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582
Cosa successe il 5 ottobre del 1582? Incredibilmente nulla. Il 6, il 7 e la settimana dall’8 al 14 ottobre? Nulla.
Per il semplice fatto che nell’ottobre del 1582 la gente andò a letto giovedì 4 per svegliarsi il giorno sempre
venerdì, ma già il 15. L’introduzione del calendario Gregoriano aveva dovuto cancellare dieci giorni per alli-
neare le date con il movimento degli astri. Misurare il tempo è stato uno dei primi pensieri di qualsiasi civiltà
che abbia avuto «contezza di se», anche se le conoscenza astronomiche non erano precisissime. E questo por-
tò a clamorosi errori nei calcoli. I Maya, Aztechi e Toltechi avevano elaborato un sistema molto complesso
basato su più cicli di durata diversa: il ciclo Tzolkin, 260 giorni, il ciclo Haab, 360 più i “cinque giorni fuori
dal tempo” mentre il “Lungo computo” indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya. Il calendario
egizio era invece composto da tre stagioni di quattro mesi di 30 giorni ciascuno, per un totale, quindi, di 360
giorni, a cui venivano aggiunti a fine anno 5 o 6 giorni, detti epagomeni per far tornare i conti. Il calendario
cinese era per molti aspetti simile a quello lunisolare ebraico, prevedendo anni comuni, composti da 12 mesi e
lunghi 353, 354 o 355 giorni, e anni “embolismici”, composti da 13 mesi e lunghi 383, 384 o 385 giorni.
Massima confusione dunque. Anche in Italia dove inizialmente vigeva il calendario attribuito a Romolo, che
secondo al leggenda avrebbe fondato la Città Eterna nel 753 avanti Cristo. Calendario composto da dieci
mesi: Martius (31 giorni), Aprilis (30), Maius (31), Iunius (30), Quintilis (31), Sextilis (30), September (30),
October (31), November (30) e December (30). In totale dunque 304 giorni, ne mancavano 61 che di fatto non
erano assegnati a nessun mese, non esistendo gennaio e febbraio. Quindi una volta trascorsi si passava diretta-
mente alle calende di Martius. Non poteva reggere, così nel 713 intervenne Numa Pompilio, secondo Re di
Roma, che aggiustò le cose. Vennero aggiunti due mesi, Ianuarius (29 giorni) e Februarius (28), rivista la
durata degli altri dieci, portando la durata complessiva a 355 giorni. Ne mancavano sempre una decina a cui si
decise di provvedere aggiungendo periodicamente, su iniziativa del Pontefice Massimo, il mese di Mercedo-
nio composto da 27 giorni. Per circa sette secoli si andò avanti così fino a quando, nel 46 a.C., intervenne
Giulio Cesare, che decise di eliminare il Mercedonio, portando la durata dell’anno a 365 giorni e introducen-
do l’anno bisestile. In suo onore due anni dopo Quintilis fu ribattezzato Iulius mentre più tardi il suo succes-
sore Augusto trasformò Sextilis in Augustus. Il sistema giuliano resistette per ben 15 secoli fino a quando
qualcuno non si accorse che non bastava introdurre un giorno ogni quattro anni per allineare il calendario
ufficiale a quello solare. La differenza ogni anno non era di infatti di 6 ore esatte.
In tal modo ogni 128 anni circa si rimaneva indietro di 24 ore. Se cominciò a sospettare qualcosa già nel IV
secolo ma solo nel Cinquecento Papa Gregorio XIII Ugo Boncompagni nominò una commissione di esperti,
presieduta dal matematico bavarese Cristoforo Clavio, gesuita, e composta dal medico calabrese Luigi Lilio,
dal matematico ed astronomo siciliano Giuseppe Scala e dal matematico perugino Ignazio Danti.
Per sistemare il calendario giuliano furono usate le misurazioni di Niccolò Copernico, il quale era riuscito a
calcolare, con notevole accuratezza, sia l’anno solare che l’anno siderale. Fatti bene conti, al pontefice fu
spiegato che per evitare errori futuri ogni 4 secoli bisognava saltare tre anni bisestili e per allinearsi all’anno
solare bisognava portare l’orologio della storia avanti di 10 giorni. Così con l’apposita bolla papale Inter
gravissimas impose che tutti si sarebbero addormentati il 4 ottobre ma si sarebbero svegliati il 15.
La modifica entrò in vigore immediatamente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Lituania, Belgio,
Olanda e Lussemburgo e in tutti i paesi cattolici nell’arco di cinque anni. I protestanti capitolarono nel Sette-
cento, mentre la Russia si decise solo nel 1918 per cui la “Rivoluzione di Ottobre” (il 24 per la precisione) in
realtà era avvenuta il 6 novembre, perché dal 1582 il calendario giuliano si era “mangiato” altri tre giorni.
Una decisione civile ma non religiosa e per questo ancora adesso i Cristiani d’Oriente, in particolare gli
Ortodossi, festeggiano il Santo Natale il 7 gennaio.

IL CALENDARIO VOLUTO DA PAPA GREGORIO XIII NEL 1582

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Cosa successe il 5 ottobre del 1582? Incredibilmente nulla. Il 6, il 7 e la settimana dall’8 al 14 ottobre? Nulla.

 

Per il semplice fatto che nell’ottobre del 1582 la gente andò a letto giovedì 4 per svegliarsi il giorno sempre venerdì, ma già il 15. L’introduzione del calendario Gregoriano aveva dovuto cancellare dieci giorni per allineare le date con il movimento degli astri. Misurare il tempo è stato uno dei primi pensieri di qualsiasi civiltà che abbia avuto «contezza di se», anche se le conoscenza astronomiche non erano precisissime. E questo portò a clamorosi errori nei calcoli. I Maya, Aztechi e Toltechi avevano elaborato un sistema molto complesso basato su più cicli di durata diversa: il ciclo Tzolkin, 260 giorni, il ciclo Haab, 360 più i “cinque giorni fuori dal tempo” mentre il “Lungo computo” indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya. Il calendario egizio era invece composto da tre stagioni di quattro mesi di 30 giorni ciascuno, per un totale, quindi, di 360 giorni, a cui venivano aggiunti a fine anno 5 o 6 giorni, detti epagomeni per far tornare i conti. Il calendario cinese era per molti aspetti simile a quello lunisolare ebraico, prevedendo anni comuni, composti da 12 mesi e lunghi 353, 354 o 355 giorni, e anni “embolismici”, composti da 13 mesi e lunghi 383, 384 o 385 giorni.

Massima confusione dunque. Anche in Italia dove inizialmente vigeva il calendario attribuito a Romolo, che secondo al leggenda avrebbe fondato la Città Eterna nel 753 avanti Cristo. Calendario composto da dieci mesi: Martius (31 giorni), Aprilis (30), Maius (31), Iunius (30), Quintilis (31), Sextilis (30), September (30), October (31), November (30) e December (30). In totale dunque 304 giorni, ne mancavano 61 che di fatto non erano assegnati a nessun mese, non esistendo gennaio e febbraio. Quindi una volta trascorsi si passava direttamente alle calende di Martius. Non poteva reggere, così nel 713 intervenne Numa Pompilio, secondo Re di Roma, che aggiustò le cose. Vennero aggiunti due mesi, Ianuarius (29 giorni) e Februarius (28), rivista la durata degli altri dieci, portando la durata complessiva a 355 giorni. Ne mancavano sempre una decina a cui si decise di provvedere aggiungendo periodicamente, su iniziativa del Pontefice Massimo, il mese di Mercedonio composto da 27 giorni. Per circa sette secoli si andò avanti così fino a quando, nel 46 a.C., intervenne Giulio Cesare, che decise di eliminare il Mercedonio, portando la durata dell’anno a 365 giorni e introducendo l’anno bisestile. In suo onore due anni dopo Quintilis fu ribattezzato Iulius mentre più tardi il suo successore Augusto trasformò Sextilis in Augustus. Il sistema giuliano resistette per ben 15 secoli fino a quando qualcuno non si accorse che non bastava introdurre un giorno ogni quattro anni per allineare il calendario ufficiale a quello solare. La differenza ogni anno non era di infatti di 6 ore esatte.

In tal modo ogni 128 anni circa si rimaneva indietro di 24 ore. Se cominciò a sospettare qualcosa già nel IV secolo ma solo nel Cinquecento Papa Gregorio XIII Ugo Boncompagni nominò una commissione di esperti, presieduta dal matematico bavarese Cristoforo Clavio, gesuita, e composta dal medico calabrese Luigi Lilio, dal matematico ed astronomo siciliano Giuseppe Scala e dal matematico perugino Ignazio Danti.

Per sistemare il calendario giuliano furono usate le misurazioni di Niccolò Copernico, il quale era riuscito a calcolare, con notevole accuratezza, sia l’anno solare che l’anno siderale. Fatti bene conti, al pontefice fu spiegato che per evitare errori futuri ogni 4 secoli bisognava saltare tre anni bisestili e per allinearsi all’anno solare bisognava portare l’orologio della storia avanti di 10 giorni. Così con l’apposita bolla papale Inter gravissimas impose che tutti si sarebbero addormentati il 4 ottobre ma si sarebbero svegliati il 15.

La modifica entrò in vigore immediatamente in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Lituania, Belgio, Olanda e Lussemburgo e in tutti i paesi cattolici nell’arco di cinque anni. I protestanti capitolarono nel Settecento, mentre la Russia si decise solo nel 1918 per cui la “Rivoluzione di Ottobre” (il 24 per la precisione) in realtà era avvenuta il 6 novembre, perché dal 1582 il calendario giuliano si era “mangiato” altri tre giorni.

Una decisione civile ma non religiosa e per questo ancora adesso i Cristiani d’Oriente, in particolare gli Ortodossi, festeggiano il Santo Natale il 7 gennaio.

 

               

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 17120 - 5 Ottobre 2016

 

 

LOPERA INCANTA AL REGIO DI TORINO

 

 

"L’OPERA INCANTA" AL REGIO DI TORINO

 04/10/2016 - 16.24

TORINO\ aise\ - Il Teatro Regio di Torino inaugurerà la Stagione 2016-2017 con il titolo emblematico de La bohème, di cui si festeggiano i 120 anni dalla prima rappresentazione assoluta, avvenuta su quello stesso palcoscenico.
La Stagione 2016-2017 del Regio - "L'Opera incanta" - si comporrà di dieci titoli: otto opere, di cui cinque nuovi allestimenti coprodotti con importanti teatri; il più celebre musical di Leonard Bernstein, West Side Story; e per la grande danza, lo Staatsballett Berlin, per la prima volta in Italia, con La bella addormentata di Cajkovskij nella versione di Nacho Duato. Un cartellone armonioso ed equilibrato che spazia da Vivaldi a Bernstein con cinque titoli del repertorio italiano e cinque del repertorio internazionale; quattro grandi direttori d’orchestra italiani e quattro stranieri.
Il direttore musicale del Regio, Gianandrea Noseda, inaugura la Stagione il 12 ottobre con La Bohème, presentata in un nuovo allestimento realizzato in occasione del 120° anniversario della prima esecuzione assoluta dell’opera avvenuta nel nostro Teatro. Lo spettacolo è firmato da Àlex Ollé de La Fura dels Baus, il collettivo teatrale che ha saputo rinnovare il linguaggio operistico con visioni e suggestioni che hanno creato un punto di svolta nella storia della regia d’opera. La bohème (12-23/10) è, per Noseda, l’opera dei sogni, della gioventù, il frutto dell’opera romantica che guarda al futuro. Per rendere contemporaneo il capolavoro di Puccini, questo allestimento centra l’attenzione su un gruppo di bohémien multietnico che abita nella banlieue parigina, unito da sogni e passioni comuni. Il cast rispetta questa precisa volontà registica: Mimì è Irina Lungu, soprano russo; Rodolfo è l’italiano Giorgio Berrugi; Musetta è Kelebogile Besong, soprano sudafricano; Schaunard è il baritono Benjamin Cho; Marcello l’italiano Massimo Cavalletti. Lo spettacolo è realizzato in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma e con la partecipazione degli Amici del Regio, l’Associazione che, primo esempio in Italia, ha contribuito alla realizzazione dell’allestimento.
A novembre (15-26/11) verrà messo in scena Sansone e Dalila di Camille Saint-Saëns, in un nuovo allestimento in coproduzione con il National Centre for the Performing Arts di Pechino, frutto dello storico protocollo d’intesa che il Regio, primo teatro in Europa, ha firmato con il NCPA. Hugo de Ana, regista tra i più immaginifici del teatro d’opera, che vanta con il Regio una lunga e stretta collaborazione, ha creato regia, scene e costumi di questo spettacolare allestimento, intriso di magia ed esotismo. Pinchas Steinberg, direttore tra i più apprezzati nel repertorio tardo ottocentesco, torna sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio per dar vita a una partitura giocata su finezze strumentali che richiedono grande maestria. Gregory Kunde, tenore dalla voce raffinata e dalla grande presenza scenica, interpreta Sansone, nuovo ruolo del suo repertorio applaudito dal pubblico e lodato dalla critica; Daniela Barcellona, mezzosoprano richiesto in tutti i più importanti teatri internazionali, interpreta Dalila, cimentandosi così nel repertorio francese di fine Ottocento, ruolo perfetto per il suo timbro brunito e ricco di armonici.
A dicembre con il Progetto Musical si entra nel vivo dei filoni tematici inaugurati nella Stagione in corso: arriva al Regio, per la prima volta, West Side Story di Leonard Bernstein, nell’allestimento della BB Promotion. L’Orchestra del Teatro, diretta da Donald Chan, si cimenta con i frenetici ritmi e le melodie tra blues e jazz firmate da Bernstein per il suo capolavoro teatrale. In scena ci sarà lo spettacolo con regia e coreografia originali create nel 1957 da Jerome Robbins, la cui versione cinematografica vinse ben dieci Premi Oscar. Le otto recite di West Side Story (6-11/12) saranno le uniche date italiane della tournée per le prossime celebrazioni dei cent’anni dalla nascita di Bernstein.
Sempre a dicembre (17-22/12) il Regio ospita lo Staatsballett Berlin ne La bella addormentata di Cajkovskij con coreografia e regia di Nacho Duato, direttore artistico della compagnia. Le celebri e delicate melodie del grande compositore russo saranno interpretate dall’Orchestra del Regio sotto la guida di Pedro Alcalde. La compagnia berlinese, per la prima volta in Italia, presenta un allestimento elegante e suggestivo che me