Un bagno nel fiume davvero impavido per 5 giovani saviglianesi in provincia di Cuneo
lunedì 06 febbraio 2012, 08:42
Sabato 4 febbraio hanno sfidato le gelide acque del Maira. Già fissata la data per il bagno del 2013
I "fantastici 5"
Sabato 4 febbraio, come oramai è consuetudine da ben tre anni, cinque coraggiosi ragazzi hanno sfidato le gelide temperature per non venire meno all’atteso “bagno al fiume”, evento che già fa parte della tradizione saviglianese. Gli avventurosi sono: Davide Cussa, Luca Cerutti, Fabio Bosio, Simone Bertello e Andrea Mussetti.
"Quest'anno è stata dura, - ha raccontato Davide - la parte più difficile è stata scendere fino al fiume con i piedi nella neve. Tutto è nato per una scommessa ma ora vogliamo invitare sempre più ragazzi perché in tanti partecipino a questi pochi intensi minuti di divertimento."
Fa “sgiai” vedere i ragazzi in costume coperti dalla sola stoffa dell’accappatoio e con i piedi a stretto contatto con la neve ghiacciata lungo il Maira. La prova di resistenza, quest’anno, è sicuramente stata più dura del solito. E questi cinque ragazzi sono riusciti a “tagliare” il traguardo con cosciente sprezzo del pericolo. I giovani impavidi fin da ora si sono proiettati verso il prossimo evento e sperano che a loro si aggreghi anche qualche fanciulla non timorosa dalle basse temperature. L’appuntamento del “bagno al fiume” 2013 è già stato programmato in data 2 febbraio.
Francesca Longobardi
da: http://www.targatocn.it/2012/02/06/leggi-notizia/argomenti/targato-curiosita/articolo/un-bagno-al-fiume-davvero-impavido-per-5-giovani-saviglianesi.html

Michel Teló lidera ranking musical italiano
A música Ai Se Eu Te Pego, do cantor brasileiro Michel Teló, foi a mais baixada na Itália na semana passada, seguida por Distrat, da vencedora da edição italiana do programa X Factor, Francesca Michielin. O cantor, que também é conhecido pelos sucessos Fugidinha e Ei, Psiu! Beijo Me Liga, já teve a coreografia de Ai Se Eu Te Pego copiada pelo jogador Cristiano Ronaldo e pelo tenista Rafael Nadal. Michel Teló já gravou o hit em língua inglesa e, depois do Carnaval, viaja para a Europa, onde se apresenta em Portugal, Inglaterra, Espanha, Suíça e Itália.
da: ACIRS - Língua e Cultura Italiana mondoitaliano@acirs.org.br - ANO 10 - Edição 459 - 30 de janeiro a 05 de fevereiro de 2012.

Mario Biondi "Quando mi dicevano troppo bravo, emigra"
Mario Biondi "Quando mi dicevano troppo bravo, emigra"
Mario Biondi sui colleghi: "Amy Winehouse, grandiosa Lady Gaga, artista vera. Il nostro Stevie Wonder è Baglioni"
Tutto esaurito al Ronnie Scott's, tempio del jazz londinese “Ma amo l'Italia, e la mia Sicilia, con i suoi pro e contro
ANDREA MALAGUTI
corrispondente da londra
Così Londra si mette in fila per ascoltare la musica italiana. Quella di classe. Quattro sere, sei concerti, l’ultimo domani, tutto esaurito. Al Ronnie Scott’s c’è Mario Biondi con la sua band e da un mese non si trova un biglietto. We love Italy. In ogni caso il Ronnie Scott’s non è solo un club del jazz. E’ un luogo di culto. Se ti esibisci lì, alle 20.30, prime time, vuole dire che sei capace. Va così dal 1959 e da Bobby Huthcerson al James Taylor Quartet ci sono passati tutti. Potrebbero chiuderlo e farci un museo. Invece conservano la magia. E la replicano ogni sera a meno di cento metri da Soho Square, dove Paul McCartney ha il suo studio di registrazione. C’è musica da queste parti.
Comunque martedì i due metri di Mario Biondi arrivano al jazz club intabarrati in un cappotto che scivola sui piedi e una coppola che fa più Gran Bretagna che Sicilia. Lo circondano. Molte donne. Una, forse trent’anni, formosa, decisamente su di giri, lo abbraccia come se fosse un orso di peluche di Hamleys. L’adora. «Sei il più grande», gli dice felice. Gli è evidentemente devota e farebbe qualunque cosa per lui, anche falciargli l’erba del prato davanti a casa. Dunque vuole dire questo essere famosi. La gente cerca disperatamente di catturare un riflesso del tuo splendore mentre passi. Vabbé. Lui ringrazia con la voce di una profondità senza senso e scivola in camerino. «Ho compiuto gli anni quattro giorni fa, suonare qui è il mio regalo».
In genere di Biondi si dicono due cose. La prima: è il nostro Barry White. La seconda: un mostruoso cantante jazz. Giudizio bello, ma incompleto. «I jazzisti c’erano una volta, oggi c’è qualcuno che ama il genere. E anch’io apprezzo questo stile. Probabilmente mi è proprio». In effetti la sua voce è forse più rhythm and blues, ma la pazza autarchia del jazz è ovvio che lo possiede. «Non so, non amo le omologazioni. Ieri sera qui al Ronnie suonava Mark Murphpy, ottant’anni. Meraviglioso. Lui sì che è il jazz. L’ho ascoltato in fondo alla sala in religioso silenzio». Parla degli altri come se lui, con i suoi dischi di platino, non abitasse su quello stesso curioso pianeta.
Per l’occasione ha fatto spese al mercato di Camden Town, più o meno di fronte alla villa dove abitava Amy Winehouse - «Grandiosa, lei come Lady Gaga. Sì Lady Gaga, artista vera» - e si è comprato una camicia nera, con gli sbuffi, che sta a metà strada tra un pirata e Luigi XIV. Tremenda. Ma a lui calza. Beve un bicchiere di vino rosso e poi entra in sala. Boato. Cinquecento persone in delirio. Per Biondi, per la sua band. Sei giganti. Daniele e Tommaso Scannapieco, Beppe di Benedetto, Giovanni Amato, Claudo Filippini e Luca Florian. L’atmosfera è pazzesca. Luci basse, piccole abatjour rosse sui tavoli, molto vino. Basta una nota e i cinquecento assatanati diventano silenziosi come pietre, o come in un gioco per bambini. Biondi è invaso da una specie di fuoco liquido. Inizia con cose del suo ultimo lavoro, «Due». Venti pezzi, cantanti assieme ad alcune delle migliori voci giovani italiane. «Un talent album». Fa ridere. Perché sembra la De Filippi portata all’Università. «Lo so che ogni volta che uno dice talent si pensa alla tv. Ma che dovevo fare? Chiamarlo in un altro modo perché se no c’era quel richiamo lì? Io non ho niente contro i talent. Ognuno fa il suo lavoro. E io non mi sono mai permesso di giudicare nessuno, manco Schettino. Per me cerco altro, punto sulla qualità, sono cresciuto con De Gregori, De André, Renato Zero e Baglioni, il nostro Stevie Wonder. Ma dalla tv sono usciti cantanti interessanti: Mengoni, Emma Marrone, l’Amoroso. Gli hanno dato un’occasione e loro se la sono presa». La molla lì, non ha voglia di fare polemiche. Nel suo disco ci sono ragazzi come Walter Ricci, 22 anni e una voce da Sinatra. «Lo hanno scartato due volte dai talent con una motivazione strana: sei troppo bravo». Che vuole dire, Mario? «Non lo so. Da ragazzo lo dicevano anche a me: sei troppo bravo, vai all’estero. Surreale». Lui in ogni caso alll’estero ci è andato. Poi, ossessionato dal jazz e dal soul, come se quella musica fosse la carta da parati della sua mente, si è ripreso anche l’Italia. Ma stasera è solo Londra che conta. Il duetto con Hanne Boel, regina danese, è un piccolo capolavoro, mentre la tromba di Giovanni Amato stacca note benedette che si piantano sotto la pelle. Ma è quando Mario Ranno Biondi, nato a Catania il 28 febbraio del 1971 e residente a Parma, plana su This is what you are eMy Girl , che il Ronnie Scott’s si alza in piedi per rendere grazie al nuovo dio. Due ore imperfette e grandiose. «Sono stanco morto», dice alle undici di sera e per cinque minuti gli sembra di avere la mente vuota, rivestita da un biancore granuloso da dentifricio. Beve acqua. Domani si ricomincia. «This is what you are». Appunto.
da: http://www3.lastampa.it/musica/sezioni/news/articolo/lstp/441035/
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Giulia Mameli: Misura da top model per le hostess Meridiana, ma la compagnia smentisce
Misura da top model per le hostess Meridiana, ma la compagnia smentisce
La nuova divisa Air Italy oggetto di discordia
La rettifica arriva frettolosa e tardiva e giunge attraverso un comunicato stampa diffuso dal portavoce della Meridiana Fly, Nicola Lombardo. La compagnia non ha intenzione di cambiare le divise né di imporre taglie alle sue dipendenti, punto. Ma c’è qualcosa che non quadra. Perché allora, se questo nuovo regolamento non fosse stato vero, le assistenti di volo Meridiana Fly avrebbero afferrato carta e penna (verosimilmente la tastiera di un Pc) e avrebbero inviato una lettera piena di sdegno all’indirizzo dell’Aga Khan, azionista di maggioranza di Meridiana?
Non si capisce. Ma tant’è che la nuova divisa comunque è stata confezionata ed è già stata utilizzata dalle assistenti di volo della Compagnia Air Italy che ad ottobre è stata acquistata dal gruppo Meridiana. A disegnarla la moglie dell’Ad Giuseppe Gentile, Cristina Ceolin, ex modella, che nelle ultime ore sta diventando la donna più odiata dal web. Sarebbe stata lei infatti a dare un taglio sexy alle nuove tenute che, per sua decisione, oltre ad un profondo e sensuale spacco laterale e a una scollatura generosa, sarebbero state distribuite solo nelle taglie 40/42. Un putiferio. La notizia data da tutti i media è rimbalzata sui principali social network, Twitter in testa, sul quale si sono moltiplicati i commenti di irritazione.
Il quotidiano sardo La Nuova Sardegna ieri aveva anche scritto che la Ceolin, che ora ricopre un ruolo dirigenziale all’interno dell’azienda, nel corso di un incontro con le assistenti di volo avrebbe addirittura detto loro «Care, non dovete ingrassare, e anzi, se è possibile, dovete dimagrire».
Certo, per lei che un tempo calcava le passerelle, il peso doveva essere uno spauracchio non da poco, ma alle tante donne che lavorano in Meridiana Fly, la cui età media è di 42 anni, questa direttiva non è andata proprio giù.
Norme che, nella missiva di protesta, non hanno esitato a definire «altamente lesive della dignità femminile, marcatamente sessiste e discriminatorie».
Sì perché il lavoro dell’assistente di volo non si limita ad una camminata su e giù per una passerella, sempre che non si vogliano considerare gli angusti corridoi degli obsoleti Md80, che compongono il grosso della flotta Meridiana, al pari delle passerelle milanesi.
Lavorare a quota 3o mila piedi, in una cabina depressurizzata, non è sicuramente roba da donnine sottopeso. Le hostess invece dovrebbero avere la forza e la prestanza fisica necessaria per sistemare i bagagli nelle cappelliere, aiutare i passeggeri a prendere posto e, nel malaugurato caso di evacuazione, coordinare l’abbandono del velivolo. Il tutto, secondo la Ceolin, strizzate in una taglia 40 (al massimo una 42) con tanto di spacco e scollatura.
Insomma come scrivono le dipendenti “un’iniziativa improponibile, sia per ragioni etiche, di rispetto del lavoratore, sia fisiologiche”, soprattutto considerato il fatto che le assistenti di volo sono tenute a rientrare entro un certo range di altezza, che per un inspiegabile motivo, per le compagnie italiane è superiore rispetto a tutto il resto del mondo (1,62 m contro 1,58 m per le altre compagnie).
da: http://futura.unito.it/blog/2012/02/01/misura-da-top-model-per-le-hostess-meridiana-ma-la-compagnia-smentisce/#more-16285
Meridiana fly ha iniziato la sua attività il 28 febbraio 2010 a seguito della cessione del ramo aviation (trasporto aereo) della società Meridiana S.p.A. alla controllata Eurofly S.p.A., successivamente ridenominata Meridiana fly S.p.A.
A seguito di tale operazione Meridiana fly è diventata de-facto la seconda compagnia aerea Italiana per importanza e traffico.
Il primo volo della nuova compagnia è stato l'IG2811 delle ore 7.00 del mattino del 28 febbraio 2010 da Mauritius a Milano Malpensa.
Meridiana fly è attualmente l'unica compagnia aerea italiana quotata in borsa.
Il 19 luglio 2011 è stato annunciato un piano di integrazione con la compagnia Air Italy.
da: http://it.wikipedia.org/wiki/Meridiana_fly
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I tredici briganti che dopo un secolo riappaiono come mummie da museo
1/2/2012
SARANNO ESPOSTI A SALO'
ERANO STATI USATI COME CAVIE DA UNO SCIENZIATO IMBALSAMATORE
Tra loro pure una donna, li fucilarono, ma resero i loro corpi quasi eterni. Con Mazzini, invece, non fu possibile
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Nel museo civico di Salò saranno esposte teste mozzate e pezzi anatomici di tredici briganti. Scopriamo così che i “ribelli” di epoca Risorgimentale furono anche usati come cavie, per sperimentare misteriosi preparati capaci di "pietrificare" i cadaveri. Le “opere” che saranno esposte, riscoperte grazie a uno studio italo-tedesco, erano state custodite per più di un secolo nell’ ospedale della città e sono prodotto dell’ invenzione di un singolare medico imbalsamatore, il professor Giovan Battista Rini, nato proprio a Salò nel 1795.
Rini, usando anche i corpi dei briganti uccisi, che qualcuno mise a sua disposizione, mise a punto una sua tecnica segreta di conservazione. Aveva seguito le orme di Girolamo Segato, uno scienziato e viaggiatore, vissuto a Firenze nei primi decenni dell’ 800, che studiò a lungo le tecniche degli antichi egizi direttamente in loco. Come il suo maestro, il pietrificatore di Salò si portò nella tomba il segreto delle sue capacità di conservazione di anatomie, che lo pongono come anticipatore della plastinazione, del contemporaneo Gunther Von Hagens, l’anatomopatologo tedesco che oggi fa molto discutere con la sua mostra itinerante di cadaveri trasformati in opere d’arte.
L’ interesse della mostra è anche storico, saranno mostrati per la prima volta in pubblico busti e teste di briganti, tra cui una mummia che per un periodo fu a torto attribuita al leggendario bandito Zanzanù, un criminale sanguinario che con la sua banda seminò terrore agli inizi del 1600 sui monti dell’Alto Garda. I tredici briganti decapitati ed esposti come reperti anatomici sono tutti vissuti nella prima metà dell’ 800, molti furono sicuramente fucilati e tra loro c’è anche una donna. Quei tredici briganti trasformati in reperti da museo, almeno potranno ancora oggi raccontarsi attraverso quello che era il loro volto, in alcuni casi straordinariamente conservato grazie alle tecniche segrete del loro imbalsamatore.
Non che possa loro consolare, ma lo stesso privilegio non toccò a Giuseppe Mazzini, di cui si ha solo il ricordo di una maschera mortuaria di gesso. Quando questi morì a Pisa, il 10 marzo 1872, anche i suoi discepoli cominciarono ad accarezzare l’ idea di pietrificare il corpo del loro profeta e trasformarlo in un monumento. Per questo fu chiamato da Lodi il Professor Paolo Gorini, altro matematico e scienziato, pure lui noto preparatore di cadaveri che pietrificava, anche lui, con un procedimento da lui stesso inventato e il cui segreto, come gli altri, si portò nella tomba. Quando il Gorini arrivò a Pisa però Mazzini era già morto da due giorni e si stava decomponendo. L’ imbalsamatore poté fare ben poco, il corpo venne comunque esposto, ma fu presto ritirato. Molti si erano lamentati dell’odore imbarazzante emanato da chi sarebbe dovuto esser morto in odore di santità, seppur laica. Ciò che restava di Mazzini finì così per esser tumulato a Staglieno.
Oltre a ogni giudizio della storia, passato o futuro, forse si può dire che, almeno in questo caso, ai tredici briganti alla fine è andata meglio. Non è da escludere che potrebbero presto pure diventare figure simbolo, magari per qualche simpatizzante del movimento dei Neoborbonici, che non soffre del pregiudizio storico che li vorrebbe comuni criminali, anarchici e sanguinari, ma potrebbe dar loro persino la dignità di combattenti, trucidati per aver difeso un ideale.
da: http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplRubriche/obliquamente/grubrica.asp?ID_blog=347&ID_articolo=52&ID_sezione=752
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Ha aperto a New York il ristorante di Lady Gaga gestito dai genitori di Stefani Joanne Angelina Germanotta
03 FEB 2012
Ha aperto a New York il ristorante di Lady Gaga
E' una trattoria italiana gestita dai genitori della cantante

Milano, 3 feb. (TMNews) - Mercoledì sera ha aperto a New York il ristorante gestito dalla famiglia di Lady Gaga. Si chiama Joanna, in ricordo della sorella del padre morta a soli 19 anni, ed è una trattoria italiana intrisa dei sapori del New Jersey, luogo d'origine della Gaga's family. Un locale sobrio e tradizionale, con camino e tavoli in legno.
"Sono molto orgogliosa dei miei genitori. Stasera aprono il ristorante a New York", aveva scritto mercoledì pomeriggio su Twitter la signorina Germanotta, che ha sostenuto economicamente l'apertura della trattoria. I fan si sono presentati in massa sperando di vederla, ma sono rimasti delusi in quanto l'eccentrica pop star non ha potuto presenziare per impegni di lavoro.
A ricevere i clienti papà Joseph e mamma Cynthia, sempre molto cordiali. Al 70 West della 68esima Strada, nella Upper West Side di Manhattan, la Joanne Trattoria offre pietanze del nome italiano, come le lasagne vegetariane, l'ossobuco di vitello e gli spaghetti e polpette al sugo, tutti piatti che la nuova regina del pop mangiava prima di diventare famosa. Lo chef è Art Smith, l'ex cuoco di Oprah Winfrey.
da: http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120203_00077.shtml
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Piemonte informa: Alla Reggia di Venaria il visitatore numero un milione
Alla Reggia di Venaria il visitatore numero un milione
Si chiama Margherita Gervasoni, ha 30 anni, fa la consulente ed abita a Mentone il milionesimo visitatore della Reggia di Venaria dal 17 marzo scorso, giorno di avvio degli eventi per il 150° dell’Unità d’Italia.
Accompagnata dal fidanzato e da un amico, alla biglietteria della Reggia intorno alle ore 11.30 del 28 gennaio ha avuto la gradita sorpresa di essere accolta dal presidente del Consorzio La Venaria Reale, Fabrizio Del Noce, e dall’assessore regionale alla Cultura, Michele Coppola, per essere omaggiata del biglietto di entrata.
“Oltre al risultato del milionesimo visitatore - ha dichiarato Coppola - sono personalmente soddisfatto anche per essere riusciti ad ottenere la proroga per l’importante mostra sull’Autoritratto di Leonardo da Vinci fino al 19 febbraio. Non solo: per lunedì 20 è prevista una grande giornata di apertura eccezionale conclusiva, con 3.000 ingressi omaggio che saranno in distribuzione dal 1° febbraio. Ritenevo infatti doveroso che davvero tutti potessero avere l’opportunità di ammirare quest’opera straordinaria che così raramente viene esposta al pubblico”.
“E’ un traguardo importante che ci inorgoglisce - ha aggiunto Del Noce - e che dimostra ancora una volta che anche in campo culturale, nonostante la crisi del momento, con le idee giuste e una valida organizzazione si possono ottenere risultati davvero significativi. E non ci fermiamo qui: il nostro palinsesto di eventi per il 2012 è già pronto, ad incominciare dalle mostre sulle collezioni del principe Eugenio e sui gioielli di Fabergè della prossima primavera”.
ggennaro / 28 gennaio 2012 / http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/alla-reggia-di-venaria-il-visitatore-numero-un-milione.html

Dall’Old Trafford al Vaticano
Manchester. Veduta dall'alto dello stadio Old Trafford
La strana storia di Phil Mulryne, ex calciatore del Manchester United che studia per diventare prete. Il suo allenatore: “Uno shock”
mauro pianta
roma
Ha giocato con campioni del calibro di David Beckham e Ryan Giggs indossando la maglia di una squadra stellare come il Manchester United. È stato fidanzato con la supermodella Nicola Chapman, non si è fatto mancare auto e divertimenti. Oggi Phil Mulryne, 34 anni, irlandese, ritiratosi dall’attività di calciatore professionista nel 2008 dopo un incidente, segue un altro genere di “allenamento”. Studia, l’ex-centrocampista. E lo fa per diventare prete. Frequenta il Pontificio Collegio Irlandese a Roma.
Paul Mc Veigh lo ha allenato quando giocava nel Norwich. In questi giorni, come riferisce il Catholic Herald, Mc Veigh ha avuto modo di incontrare il suo “vecchio” giocatore nella capitale italiana: «Mi è sembrato davvero molto contento e ho avuto la netta impressione che abbia preso la cosa proprio seriamente». «Per me, ma soprattutto per il nostro mondo, la scelta di Mulryne è stata vissuta come un vero e proprio shock». Anche la madre del futuro sacerdote intervistata da un giornale inglese a proposito della vocazione del figlio ha parlato di una decisione maturata nel tempo, una decisione «molto importante».
La vita del calciatore aveva preso una rotta diversa proprio dopo l’incidente che ha messo fine alla sua attività da professionista. Fondamentale, in quel momento drammatico, è stata l’amicizia con Noel Treanor, il vescovo della diocesi di Down e Connor, nell’Irlanda del Nord. E’ stato Treanor a coinvolgerlo in attività caritative. E ad aiutarlo nel maturare una scelta contro-corrente. Tocca al futuro don Mulryne: dall’Old Trafford al Vaticano.
da: http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/regno-unito-united-kindom-reino-unido-12208/
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Giuliano Adaglio: Torino sta nel Mucchio, una serata tra musica e giornalismo
Torino sta nel Mucchio, una serata tra musica e giornalismo
I Verlaine, protagonisti questa sera a Spazio 211
Interessante appuntamento questa sera per gli appassionati di musica di Torino e dintorni. La rivista “Il Mucchio”, nell’ambito della sua campagna abbonamenti, organizza una serata in due parti dal titolo evocativo “Torino sta nel Mucchio”. L’iniziativa avrà come teatro due dei locali più in voga della città, il (quasi) neonato Blah Blah e l’ormai storico Spazio 211.
Si parte alle 19 nei locali dell’ex cinema King Kong in via Po 21, con un aperitivo a ingresso libero al quale parteciperanno alcuni redattori del Mucchio e Maurizio Blatto, autore del fortunato romanzo “L’ultimo disco dei Mohicani”, il cui reading sarà accompagnato dalla chitarra di Paolo Spaccamonti. Il tutto nella suggestiva cornice creata da Raoul Gilioli, autore di un’installazione dedicata alla musica live indipendente.
La seconda parte della festa si terrà in via Cigna 211, sede di Spazio 211, dove si sono dati appuntamento alcuni dei più noti personaggi della scena musicale torinese. Dai veterani Perturbazione, agli emergenti Verlaine, passando per il talento vocale di Carlot-ta, l’eleganza pop de Il Disordine delle Cose, la serata si concluderà con un dj-set a cura di Max Casacci. Tra gli altri, saliranno sul palco Stefano Amen, Matteo Castellano, Farmer Sea, Foxhound, Marco Notari, Sick Rose, Stearica e Davide Tosches.
I concerti inizieranno alle 22 e la formula d’ingresso sarà l’ormai consolidata “Up to you”: ognuno potrà scegliere di contribuire con la cifra che ritiene più adeguata.
da: http://futura.unito.it/blog/2012/01/25/torino-sta-nel-mucchio-una-serata-tra-musica-e-giornalismo/#more-16112

Pietro Santilli: Il rapporto giovani anziani visto dai sociologi e esperti di comunicazione
la giornalista Alessandra Comazzi
Il nodo intergenerazionale è al centro del problema pensioni. Per saperne di più, la Cisl Pensionati del Piemonte ha organizzato un convegno dal titolo “Costruire un ponte tra generazioni. Dialogo tra anziani e giovani”. Si terrà al Sermig di Borgo Dora 61, dalle 9.30 alle 13. Nel corso dell’incontro verranno presentati i risultati di una ricerca condotta dal sociologo dell’’Università di Torino Franco Garelli, nell’ambito di un intervento dal titolo “Di generazione in generazione. Il rapporto tra giovani e anziani”. Toccherà alla giornalista e critica televisiva de La Stampa Alessandra Comazzi illustrare invece i principali problemi relativi alla maniera con la quale i media si occupano della questione e affrontare il problema dal punto di vista della comunicazione.
la giornalista Alessandra Comazzi
Il nodo intergenerazionale è al centro del problema pensioni. Per saperne di più, la Cisl Pensionati del Piemonte ha organizzato un convegno dal titolo “Costruire un ponte tra generazioni. Dialogo tra anziani e giovani”. Si terrà al Sermig di Borgo Dora 61, dalle 9.30 alle 13. Nel corso dell’incontro verranno presentati i risultati di una ricerca condotta dal sociologo dell’’Università di Torino Franco Garelli, nell’ambito di un intervento dal titolo “Di generazione in generazione. Il rapporto tra giovani e anziani”. Toccherà alla giornalista e critica televisiva de La Stampa Alessandra Comazzi illustrare invece i principali problemi relativi alla maniera con la quale i media si occupano della questione e affrontare il problema dal punto di vista della comunicazione.
da: http://futura.unito.it/

Cantacronache non solo canzonette: La sua avventura finiva 50 anni fa
23/01/2012
Cantacronache non solo canzonette
I Cantacronache: da sininistra Sergio Liberovici, Fausto Amodei, Michele L. Straniero, Margot
Un gruppo di musicisti e intellettuali contro i papaveri e papere di Sanremo. La sua avventura finiva 50 anni fa
ALBERTO PAPUZZI
torino
Cinquant’anni fa, nella prima metà del 1962, finiva l’avventura di Cantacronache, episodio tra i più originali della vita culturale italiana, che vide un gruppo di scrittori, poeti, musicisti e musicologi - tra i quali si distinguevano Italo Calvino, Umberto Eco, Franco Fortini, Franco Antonicelli, Giorgio De Maria, Gianni Rodari, Michele L. Straniero, Fausto Amodei, Emilio Jona, Sergio Liberovici - partecipare a un rinnovamento della canzonetta italiana, battendo la strada della canzone impegnata, alla Georges Brassens, o alla Kurt Weill, come alternativa ai papaveri e papere del Festival di Sanremo.
Il gruppo si costituisce a Torino nel 1958, con un piede nella Rai e uno all’Einaudi. È l’anno chiave del Blu dipinto di blu . Ma anche l’anno del boom dei 45 giri (10 milioni di pezzi), delle prime uscite dei cantautori genovesi (Paoli e Bindi) e delle prime apparizioni di Adriano Celentano, che ancora imitava Elvis Presley. Cantacronache resta in attività quattro anni, inscenando spettacoli che vedono tra il pubblico Giulio Einaudi, scrivendo oltre cento canzoni, dando vita a una rivista musicale e producendo dischi con Italia Canta, società di proprietà del Pci, gestita da un licenziato Fiat.
Il battesimo dei Cantacronache era avvenuto il 1˚ maggio 1958, al corteo della Cgil, quando gli altoparlanti del sindacato avevano trasmesso la ballata Dove vola l’avvoltoio? , di sapore partigiano, con parole di Calvino musicate da Liberovici. All’epoca lo scrittore einaudiano aveva già pubblicato Ultimo viene il corvo , Il sentiero dei nidi di ragno , Il barone rampante eIl visconte dimezzato . Scrisse i testi di altre cinque ballate tra cui Canzone triste , che parlava di un marito e una moglie che facevano i turni in fabbrica per cui s’incontravano sempre di sfuggita: «Lui aveva il turno che finisce all’alba, / entrava in letto e lei n’era già fuori».
Tra i dieci testi di Franco Fortini, poeta e saggista (più una traduzione da Raymond Queneau), il più bello era sicuramente Novembre lombardo-veneto , con musica di Fiorenzo Carpi, che negli anni Sessanta sarà recuperato da Enzo Jannacci. Girava attorno a una coppia di giovani, in un autunnale pomeriggio di domenica popolato di «famiglie cadenti come foglie», di «figlie senza voglie», di «voglie senza sbagli». Con il ritornello che ripeteva: «Cara dove si andrà - diciamo così a fare all’amore? Non ho detto a passeggiare, / e nemmeno a scambiarsi qualche bacio. / Ho detto quella cosa che tu sai / e che a te piace, credo, quanto a me».
Invece il giovane Umberto Eco, che di lì a poco avrebbe pubblicato Diario minimo (con la famosa Fenomenologia di Mike Buongiorno e il beffardo Elogio di Franti ), scelse la strada della parodia, più nelle sue corde, prendendo di mira 24 mila baci di Celentano, che diventa Ventiquattro megatoni , contro la bomba atomica, e una canzone napoletana tradotta in un filmetto con Peppino De Filippo: Tuppe tuppe marescià (È permesso, maresciallo?), che nella versione di Eco diventa Tuppe tuppe colonnello , sugli scandali edilizi romani.
Se questi erano i nomi celebri, e con loro anche un Arpino o un Buttitta, più le sarcastiche invenzioni dello scrittore Giorgio De Maria, l’anima di Cantacronache erano però gli irriducibili fondatori: Straniero, Liberovici, Jona, Amodei, quest’ultimo autore di Per i morti di Reggio Emilia , canzone simbolo, la più conosciuta tra tutte quelle del gruppo, e la più cantata alle Feste dell’Unità, dopo l’inno Bandiera rossa . Agli iniziatori si aggiunse una figlia di Carlo Galante Garrone, che con il nome d’arte di Margot fu la raffinata interprete di molte tra quelle canzoni.
La fine, nel 1962, avvenne senza una ragione precisa. C’era malcelata insoddisfazione per il rapporto con la casa discografica Italia Canta, ma non tale da determinare una vera rottura; d’altronde il gruppo avrebbe potuto rivolgersi a altri. Fu probabilmente una questione di stanchezza. Inoltre, con gli Anni Sessanta, il mercato della canzonetta cambia, anche per merito delle provocazioni istigate da quella alleanza tra musicisti e intellettuali. In più c’era la Milano di Brera, con Fo e la Vanoni, con Jannacci e Gaber, con Cochi & Renato, pronta a ricevere il testimone dai torinesi. La stessa canzone politica trova un suo spazio con Ivan Della Mea e Sandra Mantovani, con Giovanna Marini e Gualtiero Bertelli. Più che altro, il gruppo si disperde: qualcuno si unisce, nei vari canzonieri, ai ricercatori che recuperano il repertorio popolare, qualcuno esplora l’orizzonte dei canti rivoluzionari internazionali. Altri smettono.
Che cosa i Cantacronache avessero in testa lo aveva capito più di tutti Massimo Mila, scrivendo sull’ Espresso : «Una canzone riuscita è una cosa fatta di niente, un batuffolo impalpabile che nel giro d’una rima, nella lusinga d’una cadenza melodica, cattura fortunosamente qualsiasi aspetto della vita».
da: http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/439393/

Laura Pausini fa uno show in Brasile
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Com il CD Inedito, appena lanciato, la cantante Laura Pausini riincontra il pubblico e protagonizza un nuovo show. La tournè dell’italiana passa per il Brasile il 21,22 e 23 gennaio. Dopo due anni di vacanze, tra corse in bicicletta con il suo ragazzo a New York e mattinate svegliandosi tardi nella casa dei suoi genitori all’interno dell’Italia, Laura Pausini ritorna in disco e show. “Cantare a São Paulo proprio all’inizio della tournè mi impolga. Questo è il mio show più ambizioso fino ad oggi, è bello mostrarlo in un posto che mi ha sempre prestigiato”, ha detto la cantante. “Lo show durerà due ore e dieci minuti. Ho una storia da raccontare. Esso è diviso in sei parti diverse, tanto nelle canzoni come nel visuale. In ognuna di queste parti ci saranno una nuova canzone, una ben vecchia ed uno dei miei grandi successi”, spiega.
da: Il Mondo Italiano - ANO 10 - Edição 456 - 09 a 15 de janeiro de 2012.
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Barbara D'Amico: Concerti gratis, è Pagella Non Solo Rock
Concerti gratis, è Pagella Non Solo Rock
I No easy Way in concerto durante il Pagella Non Solo Rock contest (Foto di Fabio Lorusso)
Un contest musicale per dare alle band emergenti un’opportunità unica: esibirsi nei migliori club di Torino e provincia. Tutto questo è Pagella Non Solo Rock 2012, il progetto organizzato dal Settore politiche giovanili della Città di Torino che già nelle ultime edizioni ha riscosso notevole successo.
Un progetto aperto ai gruppi composti per almeno il 50% da studenti e/o studentesse delle scuole superiori di Torino e provincia, under 23, che possono proporre brani propri appartenenti a qualsiasi genere musicale. Ma non solo. La Sezione Fuori Concorso è dedicata alla performance di singoli musicisti e a gruppi musicali che suonino Musica Classica, Dj Set e Cover.
Lo show inizia domani, venerdì 20 gennaio alle 21 con il concerto degli Applelution, dei Frozen Chards e degli Harmonies Mess sul palco del Taurus di Ciriè, in via A. Doria 20. Ospite Alberto Bianco, in arte “Bianco” autore rock di Torino. Si continua sabato 21 gennaio, sempre alle ore 21 presso il Patchanka di Chieri, in piazza Caselli 19, con i Last Sunrise, i Red Cross e la solista Ariel Lanteri.
Le esibizioni degli oltre 350 ragazzi coinvolti nel contest avanti fino a giugno in luoghi simbolo della movida torinese come lo Spazio 211 e l’Imbarchino. In totale 25 date live, tutte ad ingresso gratuito, comprensive della semifinale e finale, ciascuna con un gruppo ospite di rilievo nazionale.
da: http://futura.unito.it/blog/2012/01/19/concerti-gratis-e-pagella-non-solo-rock/#more-15978

Anche ad Alba arriva la possibilità di recarsi a scuola in... Pedibus
giovedì 19 gennaio 2012, 16:22
Una mobilità alternativa, sicura ed ecologica, in pratica un autobus umano, formato da un gruppo di bambini, accompagnati da adulti volontari
In collaborazione con le scuole elementari, a fine gennaio parte l’iniziativa “Pedibus Alba”. Il Piedibus è una mobilità alternativa, sicura ed ecologica, in pratica un autobus umano, formato da un gruppo di bambini, accompagnati da adulti volontari (genitori, parenti, nonni civici ecc…), lungo un cammino prestabilito per raggiungere la scuola. Il percorso inizia da un luogo preciso e segnalato chiamato Capolinea e si sviluppa con Fermate predisposte lungo il tragitto e indicate da apposite paline: gli orari di partenza sono prefissati e richiedono quindi la massima puntualità.
Il Pedibus, a cura della Ripartizione Opere Pubbliche del Comune di Alba, è in funzione solo durante l’orario d’ingresso del mattino e con qualsiasi condizione meteorologica. Gli obiettivi attesi dall’iniziativa sono tesi a favorire un regolare esercizio fisico, la socializzazione tra i bambini, l’acquisizione di “abilità pedonali” e di conoscenza della città, scegliendo percorsi comunque sicuri e la riduzione del traffico e dell’inquinamento, in particolare attorno agli edifici scolastici. Tutte le scuole elementari dei tre circoli hanno aderito e si stanno organizzando per l’inizio dell’attività.
Prenderà il via la SCUOLA U. SACCO di via De Amicis, 3° circolo, martedì 24 gennaio (piedibus viola) con due percorsi:
linea OCCHETTI Partenza Capolinea OCCHETTI (incrocio strada Occhetti e c.so Cortemilia) Ore 8:05 Fermata Montebellina (incrocio strada Montebellina e c.so Cortemilia) Ore 8:13
linea GORIZIA Partenza Capolinea GORIZIA (incrocio via Gorizia e c.so Langhe) Ore 8:07 Fermata MISURETO (incrocio via Rio Misureto e c.so Langhe) Ore 8:15
Sarà poi la volta della SCUOLA RODARI di C.so Europa, 2° circolo, mercoledì 25 gennaio (piedibus rosso) con due percorsi:
linea SAN CASSIANO Partenza Capolinea SAN CASSIANO (parcheggio nei pressi dell’APRO) Ore 8:05 Fermata EUROPA (c.so Europa vicino Agenzia delle Entrate) Ore 8:15
linea CAUDA Partenza Capolinea CAUDA (incrocio strada Cauda e c.so Piave) Ore 8:12
Per la SCUOLA COPPINO di via F.lli Ambrogio la partenza è fissata per martedì 31 gennaio, (piedibus azzurro), con una linea:
linea PERTINACE - GRASSI Partenza Capolinea PERTINACE (Piazza Pertinace) Ore 8:05 Fermata GRASSI (Piazza Mons. Grassi) Ore 8:12
Sarà successivamente attivato il Pedibus anche per la Scuola Montessori di via Pio V.
In occasione della partenza inaugurale, i giorni 24-25 e 31 gennaio saranno presenti gli Assessori comunali che, dai capolinea, percorreranno tutto il tragitto con gli alunni fino alla scuola e distribuiranno ai partecipanti i cappellini di riconoscimento con il logo “Piedibus Alba”. Il Sindaco incontrerà nelle scuole studenti e dirigenti scolastici e farà un breve intervento inaugurativo.
da: http://www.targatocn.it/2012/01/19/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/anche-ad-alba-arriva-la-possibilita-di-recarsi-a-scuola-in-pedibus.html

Giulia Mameli: Un pianeta di stereotipi
Un pianeta di stereotipi
L' Europa secondo Silvio Berlusconi
Quello fotografato nelle cartine dell’artista bulgaro Yanko Tsvetkov è un mondo per stereotipi che fa sorridere. Tanto politicamente scorretto, quanto divertente e crudamente vero.
Una collezione di mappe che mostra come vediamo e ci vedono le popolazioni degli altri Paesi. I punti di vista cambiano e, a allo stesso modo, muta il modo con il quale si guarda alle altre nazioni.
In questo lavoro l’Italia, come ci si poteva aspettare, non esce molto bene. Da stato “terzo mondo” per i vicini svizzeri, a terra di “padrini” (Godfathers) per i cittadini statunitensi. Nell’immaginario collettivo, l’accezione più positiva è forse quella che hanno di noi i Russi che considerano il Bel Paese alla stregua di uno shopping center (in cui evidentemente fare incetta di costosissimi prodotti grandi firme). “Spaghettia” per i Bulgari, “Cattolica” per i Polacchi, “terra di uomini abbronzati” per gli Inglesi, luogo di “gente noiosamente simpatica” per i Francesi. Ecco come appare l’Italia e gli Italiani al resto del mondo.
Tra le cartine più divertenti quella che immortala la visione americana del pianeta. Nel delirio di onnipotenza statunitense, l’unica nazione degna di essere etichettata come “mondo civilizzato” sono, guarda caso, gli Stati Uniti. Una visione panamericana del mondo porta a definire l’oceano pacifico “Grande Oceano Hawaiano” e una coscienza storica a breve gittata porta a identificare il Portogallo come la terra dei Brasiliani e la Spagna come quella dei Messicani. La Cina è liquidata come “supermarket” o come “la patria in cui regnano dittatori che tengono l’ economia al lazo”, mentre l’Iran è il regno di Satana e il Kazakhstan è concepito sommariamente come la “terra di Borat” ( Borat è il protagonista del film campione d’incassi negli States ambientato appunto in Kazakhstan).
Tra le mappe, imperdibile è quella dell’Europa secondo Berlusconi. In questa la Russia diventa semplicemente la patria “degli uomini più bassi di me”. I paesi scandinavi in toto “l’Unione di stati del Nord in cui la figa è bionda naturale”. L’organo genitivo femminile, a dire il vero, diventa l’unica marca distintiva per orientarsi su e giù per l’Europa. Moldavia, Romania e Bulgaria sono tutte unite nella terra della “patonza a buon mercato”. Estonia, Lettonia e Lituania uno stato unico in cui domina “la gnocca malinconica”. Non ci credete? Date un po’ uno sguardo su.
Per la gallery completa delle opere di Yanko Tsvetkov segui il link
http://www.ilpost.it/2012/01/13/il-mondo-in-stereotipi/5122028558_67808d86dd_b/
da: http://futura.unito.it/blog/2012/01/17/un-pianeta-di-stereotipi/#more-15873

Quattro muse sfilano per Roberto Cavalli
11/01/2012

La nuova campagna pubblicitaria Roberto Cavalli Primavera/Estate 2012 ha come protagonista la bellezza iconica di 4 top models: Naomi Campbell, Karen Elson, Kristen McMenamy e Daphne Groeneveld sono le muse dello stilista fiorentino.
Steven Meisel ha realizzato gli scatti fotografici all’interno degli studios situati al Pier 59 a New York, utilizzando un background monocromatico. Un equilibrio statico, una struttura di corpi che disegnano una geometria perfetta, dove Naomi Campbell catalizza l’attenzione.
da: http://multimedia.lastampa.it/multimedia/moda/lstp/109439/

A Cuneo lunedì un incontro con Paolo Pejrone che parlerà di piante da balcone
venerdì 06 gennaio 2012, 08:30
Lunedì 9 gennaio, alle 21, presso il Cinema Monviso in via XX Settembre a Cuneo, l’architetto Paolo Pejrone parlerà di: "Vivere con le piante: anche un balcone è un pezzo di natura". L’architetto Pejrone è uno dei più famosi “costruttori” di giardini al mondo.
Ha firmato grandi e prestigiosi interventi, senza trascurare i piccoli spazi come un terrazzo o un balcone. Autore di molti libri, collabora con La Stampa di Torino e con molte altre riviste internazionali di giardinaggio.
Ingresso libero
da: http://www.targatocn.it/2012/01/06/leggi-notizia/argomenti/targato-curiosita/articolo/a-cuneo-lunedi-un-incontro-con-paolo-pejrone-che-parlera-di-piante-da-balcone.html

MEDICINALI PIEMONTESI ESENTI DA TICKET
MEDICINALI PIEMONTESI ESENTI DA TICKET
Nome farmaco Confezione Indicazioni
AMPIANCULP compresse Cardiotonico forte
ANGUNFIALDIL pomata Contusioni,distorsioni
ANSENTUMAL iniezioni Antinevralgico, dolori mestruali
BELATUS sciroppo Sciroppo espettorale
BRUSTENEN pomata Scottature in genere
BUNAPTIT pillole Inappetenza, difficoltà digestione
CAGTEADOS confezioni Pannolini in genere
CAGUBIN gocce Stipsi e disturbi ad essa collegati
CIAPALON confetti Cefalea, mal di denti
CIAUDUTUR impacchi Panacea universale
CUNTRAICIT profilattico Contraccettivo
CUSTIPA' supposte Antinfluenzale, antipiretico
DORMUNEN tavolette Insonnia
FANETRE iniezioni Cura della sterilità
FILURA sciroppo Bevanda dimagrante
GAUMEINIS impacchi Lividi, ecchimosi, saccagnate
GRATTENEN pomata Antiallergico, punture d'insetti
LASMESTE' gocce Esaurimenti e crisi nervose
MAIPIMOL pastiglie Stimolante erotico
MASAIPLUC spray Depilante locale
MASTENEN cartucce Antidepressivo
PERIVERM supposte Infezioni intestinali, tenia
PIGNENT `DAFE' iniezioni Per i casi più disperati
PISNENBIN pillole Diuretico, coliche renali
RUNFAPAPI conf. 12 pz Malattie nasali
SALDAIOS bende Gessature
SAUTIEACOL supposte Coadiuvante della libido
SCIARUPOC collirio Congiuntiviti
SENSARUPIE crema Antirughe
SOMADAI polvere Dentifricio antiplacca, antiuomo
SPUSANEN saponetta Antitraspirante
STADISVII gocce Sonnolenze
SUSIAFABIN compresse Gastriti, ulcere
TACUN conf. asettiche Cerotti tamponati mille usi
TENTESU sciroppo Ricostituente, riattivante
TSESBINCIAPA' supposte Antinfluenzale

Momento Italia Brasile no Circolo Italiano de S.Paulo: Concerto di Natale
Concerto di Natale
Circolo Italiano, Avenida São Luís, 50 • São Paulo/SP • Brasil
15/12/2011
O conjunto "Trio di Scena" apresentará, no Circolo Italiano de São Paulo, às 19h00, o concerto intitulado "Musica italiana di scena e d’opera".
O programa rende homenagem às mais belas melodias Italianas. Arias de óperas, canções populares, músicas clássicas e temas de filmes farão parte de um programa variado, comovente e nostálgico. Em uma noite cheia de surpresas, o melhor da música italiana será celebrada pelo “Trio di Scena” com uma serenata instrumental feita de arranjos escritos especialmente para esta combinação única de oboé, piano e contrabaixo e com uma interpretação apaixonada de músicos de altíssimo nível artístico.
No programa, grandes nomes da música italiana incluindo Verdi, Puccini, Bottesini, Ennio Morricone entre outros.
O “Trio di Scena” é um trio instrumental formado pelo músico ítalo-brasileiro Marcelo Cesena (vencedor do 2009 Brazilian Press Award na categoria de “Melhor Músico Brasileiro radicado nos Estados Unidos), pelo contrabaixista brasileiro também de descendência Italiana Waldir Bertipaglia e pelo oboísta Americano Tom Boyd.
Na ocasião, para desejar um feliz Natal, será oferecido um coquetel tipicamente italiano.
O concerto, organizado pelo Istituto Italiano de Cultura e com a direção artistica de Artemundi Produções Culturais, è patrocinado por Guarnera Advogados.
Contato de assessoria: http://www.circoloitaliano.com.br
da: http://www.momentoitaliabrasile.com.br/evento.asp?Codigo=81#evento

High Voltage Records Newsletter: GALLICO+GOLTLAND+LOU QUINSE @ TAURUS (Ciriè-TO)
Sabato 3-12-2011: FUROR
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28 de novembro de 2011 12:09 |
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Sabato 3 dicembre 2011, ore 21.00 PROELIUM DE CAPITE FEST FUROR GALLICO + GOTLAND + LOU QUINSE @ Taurus, via Doria 20, Ciriè (TO)
Serata all'insegna del folk metal, un'amichevole “battaglia all'ultimo sangue” avrà inizio a colpi di sonorità metal con il pagan viking metal dei torinesi GOTLAND, seguiti dai LOU QUINSE con il loro aggressivo folk occitano misto al grind metal ed infine, come “teste di serie” i brianzoli FUROR GALLICO con il loro celtic folk, in tour per la promozione del loro omonimo primo album e per la prima volta nel torinese.
FUROR GALLICO ( Sbarcano al Taurus i “bardi”... raccontando leggende e suggestioni ormai perdute del mondo celtico rivissute attraverso il sound folk metal. Potente metal e growl alternato a parti melodiche con arpa, violino, whistles e bouzouki. Il primo full-lenght "Furor Gallico" uscito nel giugno 2010, totalmente autoprodotto e autodistribuito. Tra le più apprezzate bands italiane del genere ora in promozione per le loro nuove produzioni!!)
LOU QUINSE (Tornano per la terza volta al Taurus gli incredibili “animali da palcoscenico” LouQuinse. Uniscono grind, metal, musica occitana ed impegno politico, in un live potentissimo e senza compromessi!)
GOTLAND (Con il loro sound “pagan metal” fanno gli onori di casa. Prendendo il nome dall''isola di Gotland, in terra svedese, uniscono immagini ed iconografie storiche con un live pittorescamente avvincente e coinvolgente. Per la prima volta al Taurus!)
GOTLAND gotland@hotmail.it http://it-it.facebook.com/ pages/Gotland/125796154581 http://www.myspace.com/ gotlandmetal
LOU QUINSE louquinse@hotmail.it http://www.facebook.com/ group.php?gid=38139191695&r ef=ts http://www.myspace.com/ louquinsemetal
FUROR GALLICO furor.gallico@gmail.com http:// www.furorgallico.it/ http://www.myspace.com/ furorgallico http://www.youtube.com/ user/FurorGallico http://twitter.com/#!/ FurorGallico http://www.facebook.com/ pages/Furor-Gallico/ 201640203204769?sk=info
@TAURUS VIA DORIA 20 CIRIE' (TO) http://www.iltaurus.com/ http://www.myspace.com/ iltaurus http://www.facebook.com/ taurus.cirie?ref=ts _______________________________________________ High Voltage Records info@hvrecords.com http://www.hvrecords.com
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Scossa elettrica nella musica piemontese, largo ai giovani talenti
30/11/2011
Una delle precedenti edizioni del PiemonteGroove Club to Club
Aperte le selezioni per partecipare all'edizione 2012 del festival Club To Club
torino
Una grande opportunità per giovani talenti appassionati di musica elettronica. Torna anche quest'anno il festival PiemonteGroove Club to Club, che ormai da 11 anni offre a tanti gruppi emergenti l'opportunità di presentarsi al grande pubblico. L’iniziativa, battezzata Young Talents, ha come obiettivo la promozione della scena dance/elettronica piemontese.
Un’occasione di grande visibilità, ma anche di formazione: i partecipanti si contenderanno infatti uno stage per nuovi talenti, dove saranno affiancati da un artista internazionale del settore, e la possibilità di partecipare ad un concorso per un remix di un brano, che sarà poi prodotto da un artista internazionale. I vincitori avranno l’onore di esibirsi durante l’edizione 2012 del festival Club To Club.
In puro stile elettronico anche le modalità di iscrizione, dove è prevista, oltre alla semplice raccomandata con all’interno un cd, anche la possibilità di indicare un link dove scaricare foto e pezzi attraverso una semplice e-mail.
Possono partecipare dj e produttori di musica dance ed elettronica con meno si 28 anni, residenti o domiciliati in Piemonte. La scadenza per inviare il materiale è il prossimo 20 dicembre.
L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù e con il Settore Giovani della Regione Piemonte.
Il concorso è aperto a tutti i suoni che questo genere permette, dal dance-elettronico alla techno, passando per la drum’n’bass e il pop elettronico.
Per i dettagli e il bando di concorso è possibile collegarsi al link www.piemontegroove.com/pop_youngtalents.html .
L’augurio è di sentirne delle belle.
da: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/appuntamenti/articolo/lstp/432606/

MIB - Momento Italia Brasile em S. Paulo: Show de Mafalda Minnozzi
Show: Mafalda Minnozzi
29 de novembro 2011
Mafalda Minnozzi
A cantora italiana Mafalda Minnozzi se apresenta no Bourbon Street, em São Paulo, no dia 29 de novembro, com o show “Il Bianco, Il Rosso e Il Verde”.
No espetáculo, Mafalda conta boas histórias e interpreta as músicas na voz, na mímica, na dança e na batida das percussões tradicionais da sua terra. O show conta com a participação especial de Rafael Alterio.
A cantora, que tem vinte e cinco anos de carreira internacional, quinze deles em terras brasileiras, também exibe no show o videoclipe da música “Con Un Sorriso”, composta pela cantora em parceria com o italiano Edoardo De Angelis.
O show tem apoio do Instituto Italiano de Cultura de São Paulo e faz parte das comemorações do Momento Itália Brasil (MIB).
Quando: 29/11/2011
Onde: Bourbon Street Music Club, Rua dos Chanés, 127, Moema, São Paulo – SP
Mais informações: http://www.iicsanpaolo.esteri.it/ e pelo telefone (11) 50956100
por Momento Italia Brasil
da: http://www.momentoitalia.com.br/eventos/show-mafalda-minnozzi/

Torino: Nostalgia portoghese tra le note di Ana Moura
24/11/2011 - stasera al teatro colosseo
Nostalgia portoghese tra le note di Ana Moura
La scorsa estate anche Prince è arrivato a sorpresa a Torino solo per ascoltare la performance di Ana Moura al Monte dei Cappuccini
L'erede di Amalia Rodrigues porta sul palco le struggenti melodie della terra d'origine
paolo ferrari
torino
Dopo gli appuntamenti off, Musica 90 inaugura oggi la sua stagione ufficiale con il concerto di Ana Moura. La nuova star del fado portoghese sale alle 21 sul palco del Teatro Colosseo; i biglietti costano 20 euro per la platea e 18 per la galleria alla cassa di via Madama Cristina. Per la cantante lusitana si tratta del ritorno a Torino dopo la trionfale notte del 26 luglio 2010, quando per il suo concerto al Monte dei Cappuccini arrivò a sorpresa il fan più celebre, Prince.
Ricorda la serata al festival “Voci Alte”?
“Benissimo, era un lunedì e coincideva con la festa di Sant’Anna, tanto è vero che alcuni torinesi molto attenti e gentili mi fecero gli auguri di buon onomastico. Era un pubblico caldo ed entusiasta. Prince mi chiamò il giorno stesso, mi disse che non era lontano e che sarebbe arrivato”.
Lei ha già cantato in pubblico con lui, che a sua volta sta inserendo alcuni brani di fado nello show: come prosegue la vostra collaborazione?
“Conoscere Prince è stata un’esperienza importante, e la collaborazione con lui è una preziosa fonte di ispirazione per me. Al momento non ho idee precise sui eventuali progetti discografici futuri comuni, ma ci capita spesso di fare delle jam session insieme, l’ultima meno di un mese fa”.
Il fado è una musica immutabile oppure una tradizione che si sta rinnovando grazie alla sua generazione?
“Io credo che niente sia immutabile, tutto cambia e si trasforma. Però le caratteristiche del fado tradizionale rimangono, e sono proprio loro il fil rouge che gli permette di rinnovarsi. Ritengo che una tradizione per vivere debba saper mutare: il fado si rinnova continuamente, e questa è la sua forza”.
Lei è una grande interprete, la considerano in molti l’erede di Amalia Rodrigues: è un paragone che la imbarazza o uno stimolo per fare sempre meglio?
“Direi entrambe le cose. Essere considerata l'erede di Amalia Rodrigues mi onora e mi rende fiera del mio lavoro perché ho un’ammirazione enorme per la sua opera. Proprio per questa ragione il paragone è fonte di nuove sfide, ma anche di continua ispirazione”.
Che rapporto ha invece con la scrittura delle canzoni, è un terreno su cui in futuro si impegnerà di più?
“Io per adesso non scrivo le mie canzoni, esiste un repertorio vastissimo di fado a cui posso attingere. Preferisco lavorare sulle melodie, sulla voce, su quella grande sfida che è ogni volta l’interpretazione di un brano. Ma non escludo in futuro di poter scrivere anche testi”.
Lo show è legato molto all’ultimo disco o riassume tutti e quattro gli album che ha finora pubblicato?
“Eseguirò in buona parte i brani del mio ultimo album, “Leva – me – aos – fados”, con l’aggiunta di una selezione del meglio dei cd precedenti. Poi ci sarà qualche cover, ma non ne anticipo i titoli, preferisco l’effetto sorpresa”.
Che idea ha dell'Italia e di Torino, cosa la affascina e incuriosisce di più?
“Purtroppo non ho potuto visitare molto la città quella volta, ma la serata fu davvero speciale; e poi qui ha sede la mia agenzia per l’Italia, Musicalista. Del vostro paese mi affascinano i colori e la storia, il suono della lingua e la cucina, che non è un dettaglio”.
Come si annuncia il suo 2012?
“Sarà un anno importante, con tanti sogni da realizzare. Tanto per cominciare, pubblicherò il mio nuovo album, che sarà leggermente diverso da quelli precedenti”.
Teatro Colosseo
Via Madama Cristina 71
Tel: 011 / 669.80.34
da: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/appuntamenti/articolo/lstp/431503/

TORINO DOCET - tour turistico tra le epigrafi latine del capoluogo subalpino
24/10/2011
COMUNICATO STAMPA
Torino Docet

Impariamo il latino camminando per Augusta Taurinorum
http://www.caus.it/torino-docet.shtml
Il nuovo percorso virtuale realizzato da Raffaele Palma, è il 17° tour relativo a Torino ed al Piemonte. Questa volta l’esplorazione concerne gli esterni di case, palazzi privati e chiese, ma anche edifici di interesse sociale, alla scoperta dei decori che vantano scritte e motti latini d’età romana, medievale, barocca e d’epoca fascista. Si tratta d’epigrafi volute da regnanti, nobili, prelati, politici, dittatori, privati cittadini, che restituiscono al viandante citazioni d’autori quali Orazio, San Paolo, D’Annunzio, preghiere, le Litanie Lauretane o semplicemente “vox populi”. Al giorno d’oggi tradurre è d’obbligo: dalle pubblicità americane, ai giornali arabi, fino alle insegne cinesi. Finalmente abbiamo anche la versione italiana delle nostre epigrafi latine.
Tutti i circuiti virtuali di Torino – Piemonte Tour sono visibili gratuitamente e con piantina topografica al link: http://caus-ufficiostampa.it.gg/Prima-Pagina.htm

Torino, 25 novembre 2011 * * * Il nuovo percorso Torino Docet, ideato da Raffaele Palma, esplora case, palazzi privati ed alcune chiese, ma anche edifici di interesse sociale come negozi, caserme, scuole, conventi, ospedali, orfanotrofi, mense pubbliche e ospizi. Una tappa a parte meritano gli splendidi mosaici del Cimitero Monumentale. L’itinerario non ha certo la pretesa d’annoverare l’intero patrimonio del capoluogo in tema d’epigrafi latine.
Le sorprese in ogni caso sono parecchie: frasi di culto religioso su facciate d’edifici di civile abitazione; motti laici o pagani apposti su frontoni di chiese o d’edicole funerarie in area sacra. Possono avere un contenuto scaramantico, patriottico, augurale, profetico, implorante, impavido, solenne, sommesso.

Le citazioni impresse su meridiane, stemmi araldici, oracoli, timpani, graffiti contemporanei, lapidi, sono state eseguiti con tecniche diverse: dipinto, affresco, mosaico, vetrata, incisione su marmo, legno, terracotta o applicate con lettere bronzee su pietra e laterizio. I principali stili dei caratteri sono: lapidario romano, gotico, cadel, fraktur, bodoniano, cancelleresca.
Come sempre le fotografie didascaliche non hanno pretesa artistica: sotto ciascuna di esse è segnalata la via di riferimento, ma priva del numero civico, per stimolare maggiormente la curiosità del visitatore e incoraggiare la ricerca sul territorio.
La traduzione è stata affatto semplice, giacché gli stili lessicali rimandavano a periodi diversi della lingua di Cicerone: da quello classico, al medioevale, sino al primo ‘900.
Inoltre, gli involontari errori degli artisti che hanno realizzato i manufatti, il deterioramento del tempo che ha corroso la “parola” e la censura religiosa o politica, che ha eliminato parti delle epigrafi, ne hanno complicato l’interpretazione. Al giorno d’oggi tutto è tradotto: dalle pubblicità americane, ai giornali arabi, fino alle insegne cinesi. Finalmente abbiamo adesso anche la versione italiana delle nostre epigrafi latine!
TORINO DOCET GRATUM!
Ufficio stampa: Piero Ferraris,
Realizzazione web: Tullio Macrì
Info: 339 60 57 369
Mail: info@caus.it
Video: http://www.youtube.com/user/MISTERJUMBLE?feature=mhee

A cadeira Sacco, de 3 arquitetos de Turim, virou o design do avesso
A cadeira Sacco virou o design do avesso
A cadeira Sacco, ou pufe, tornou-se símbolo da revolução do design italiano e ainda inspira modernidade e descontração
26 de setembro de 2011 - 18h58
Pufe
Capaz de se adaptar ao corpo de quem senta nele – em qualquer posição –, o saco de couro recheado com bolinhas de poliestireno dos arquitetos italianos Pierro Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro tornou-se um dos maiores sucessos comerciais da história do mobiliário. A Sacco, que ganhou o apelido de “saco de feijão”, a “cadeira”, ou pufe, causou furor quando surgiu, na Feira de Móveis de Paris de 1969.
No final da década de 60, a Itália tornou-se centro do design internacional. Uma corrente de designers combatia o estilo convencional dos anos 50 com móveis de cores berrantes, formas desproporcionais e materiais alternativos. A preocupação com a ergonomia gerava as primeiras cadeiras articuláveis.
O ponto de partida dos arquitetos de Turim foi um invólucro redondo, transparente, cheio de fluido. O trio observou que, quando alguém se sentava nessa “bola”, o fluido tendia a subir, formando uma espécie de encosto. Para enfatizar a tendência mecânica, eles prolongaram a parte superior do invólucro, dando à cadeira a forma de saco. Depois de abandonar a ideia de recheá-la com água, pesada demais, chegaram ao poliestireno, plástico macio capaz de ceder ao peso do corpo sem deformar.
Vários fabricantes rejeitaram a cadeira antes que a empresa italiana Zanotta resolvesse produzi-la, o que nunca parou de fazer. Os arquitetos conheceram Aurelio Zanotta em 1968, no Eurodomus, tradicional salão de móveis europeu. Explicaram o projeto ao empresário, que logo enxergou o potencial da Sacco.
Identificada com uma forma jovem de conceber o espaço doméstico, a Sacco virou moda e foi consumida como peça-chave de uma decoração que refletia toda a mudança cultural de seu tempo. Cinquenta anos depois, ela é referência do design e um ícone da mobília que inspira descontração, modernidade e um irresistível toque lúdico.
Fonte: A&D, 01/08/1998. Bravo Especial, 01/12/2008.
por Momento Italia Brasil
da: http://www.momentoitalia.com.br/arquitetura-e-design/a-cadeira-sacco-virou-o-design-do-avesso/

Happy Halloween Bianconero

Riccardo Muti: "Spiegando la musica ho trovato l'infinito"
30/10/2011 - INTERVISTA
Riccardo Muti: "Spiegando la musica ho trovato l'infinito"
Riccardo Muti sarà insignito venerdì prossimo della laurea honoris causa in Storia e critica delle culture musicali all'Università di Torino, la cerimonia si terrà alle 12 nell'Aula Magna del Rettorato
Laurea ad honorem dell'università di Torino al maestro grande musicista ma anche attento formatore di giovani
GIANGIORGIO SATRAGNI
torino
Riccardo Muti sarà insignito venerdì prossimo della laurea honoris causa in Storia e critica delle culture musicali all'Università di Torino, su proposta della Facoltà di Scienze della Formazione. La cerimonia si terrà alle 12 nell'Aula magna del Rettorato e prevede inoltre l'assegnazione al direttore d'orchestra del Premio Arca d'oro 2011. Quest'anno, in cui Muti ha compiuto settanta primavere, è stato copioso di riconoscimenti, nel solo ottobre il Premio Birgit Nilsson a Stoccolma e il Premio Principe delle Asturie a Oviedo. Non è certo la prima volta che il maestro riceve lauree ad honorem, ma questa, che vedrà Paolo Gallarati tenere la laudatio , ha un significato particolare in quanto arriva da una Facoltà incentrata sulla formazione e riconosce a Muti non solo «l'alta consapevolezza critica e storica delle sue esecuzioni», come recita la motivazione ufficiale, ma anche l'attività di formatore nel campo della musica.
Maestro, il suo impegno nel campo della formazione musicale ha diversi aspetti, ma quello dell'Orchestra Cherubini è il più recente.
«La Cherubini è un'orchestra di formazione composta da giovani italiani appena usciti dal Conservatorio e in attesa d'iniziare la propria attività, che sia cameristica, orchestrale o d'insegnamento. Stare eticamente nella musica è un concetto già di Toscanini: vivere in orchestra non significa solo suonare la propria parte, ma vivere in un contesto di socialità, perché l'orchestra è un'articolazione di vita sociale in miniatura. Non si può esprimere la propria individualità senza legami con quella di chi sta accanto in concordia, alla latina cum corde : ci si arricchisce insieme per raggiungere l'Armonia. Formarsi vuol dire intendere la musica insieme ed è il fondamento della società: io riconosco in te l'altro e capisco chi sono grazie a te, e da questa accettazione nasce il concetto di bellezza e armonia che migliora il vivere sociale».
Di per sé la musica è l'arte di mettere insieme i suoni.
«La parola sinfonia indica l'insieme dei suoni. Nella globalizzazione sembra che tutte le orchestre si assomiglino sempre di più ma l'incontro fra religioni e culture diverse porta a suoni diversi. Le lodi cantate sono diverse in ogni religione quindi mescolarle porta a nuovi timbri e nuove creazioni che ci possono condurre fuori dallo stallo in cui vari compositori balbettano, altri cercano di dire qualcosa e solamente pochi sanno veramente esprimersi. è troppo poco, al momento, per pensare a un'alba nuova».
Come formatore lei ha inserito di giovani leve nelle orchestre del Maggio Fiorentino e della Scala.
«Ma anche alla Philharmonia di Londra ho dato posizioni importanti a ragazzi di 20 anni, ho sempre pensato che ai giovani dovesse essere data fiducia. Come diceva Oscar Wilde: l'esperienza è il nome che si dà ai propri errori. Bisogna credere in chi ha poca esperienza in nome di errori che ognuno ha il diritto e il dovere di compiere. Con me hanno debuttato violinisti come Joshua Bell a 12 anni o Sarah Chang a 10, o giovani cantanti che hanno iniziato la carriera con me: Florez in una piccola parte nell' Armide di Gluck alla Scala, Ambrogio Maestri debuttò nel Falstaff , e poi vennero Barbara Frittoli o Ildebrando D'Arcangelo».
Non soltanto con loro ha lavorato sul testo musicale, formandoli a capire la volontà dell'autore.
«è una posizione che alcuni, in generale, volutamente non comprendono. Riferirsi al segno scritto non vuol dire che è matematicamente possibile eseguire ciò che è scritto: anche se è indicato un tempo, un forte o un pianissimo, non si può riproporlo in modo obiettivo. La carta è labile. Piuttosto, bisogna cercare d'individuare l'infinito che c'è dietro i segni scritti. è un lavoro inafferrabile, è impossibile possederlo, ognuno può avere una verità interpretativa, sua e legata all'oggi, ma fra dieci anni sarà diversa. La lettura definitiva è una contraddizione in termini. Dante nel Paradiso chiarisce che la musica è rapimento, non comprensione: io posso comprendere l'ossatura della musica analizzando i suoi elementi costitutivi, però il messaggio è inafferrabile. L'intenditore non esiste».
Ma è possibile formare il pubblico?
«Certo che è possibile, se non ci siamo riusciti è colpa di chi ci ha governato e, se le cose non cambiano, di chi ci governerà. L'insegnamento della musica, il capire come addentrarsi nella foresta dei suoni, è fondamentale per migliorare la qualità umana e intellettuale dei giovani. Che si tratti di Beethoven, di Bach o della polifonia fiamminga bisogna insegnare a capire cos'è un soggetto, un controsoggetto o uno sviluppo per poi riconoscerli nell'ascolto, procurando anche divertimento. Si tratta di abituare i bambini a comprendere la struttura: esercitandosi in questo gioco, svilupperanno un senso di abbandono alla composizione che dà piacere estetico».
Dunque l'educazione all'ascolto è più importante dell'educazione a uno strumento?
«Viene prima, in quanto lo strumento può essere visto come repressivo. L'ho visto io stesso nelle prove aperte, indicando al pubblico strumenti o frasi e chiedendo il parere sul modo di eseguire questo o quel passo, ad esempio più marcato o più staccato. Il pubblico si sente così parte attiva nell'esecuzione. Così si fa cultura, anche smontando l' Incompiuta di Schubert».
Come sarà la sua lectio magistralis ?
«Il termine lectio magistralis m'imbarazza un po', in passato ho detto delle cose senza pretendere che fossero "magistrali" nel senso dell'insegnamento del maestro. Non sarà una lezione magistrale, ma una prova, con i ragazzi del Master dei talenti della Fondazione CRT, incentrata sul primo movimento della Sinfonia K. 338 di Mozart. Credo sia la lezione più giusta che un direttore d'orchestra possa fare, dialogando coi musicisti e col pubblico e facendo capire com'è il suo lavoro».
da: http://www3.lastampa.it/spettacoli/sezioni/articolo/lstp/427251/

Sandy voltará a cantar com Andrea Bocelli, depois de quatorze anos
A cantora será a convidada especial no show do tenor italiano em Belo Horizonte no dia 6 de novembro
15 de Outubro de 2011
ACRITICA.COM
O tenor Andrea Bocelli fará um show no dia 6 de novembro em Belo Horizonte que terá Sandy como convidada especial.
Há quatorze anos os cantores gravaram a música “Vivo por ela” e agora vão repetir a parceria durante o concerto na Praça da Estação, na capital mineira.
Em seu twitter Sandy falou sobre a felicidade de voltar a cantar com o tenor, na primeira vez ela tinha apenas 14 anos e foi o próprio Bocelli que a convidou para o dueto.
O show de Andrea será acompanhado pela Orquestra Sinfônica de Minas Gerais e Coral Lírico de Minas Gerais.

Sandy e Boccelli
da: http://acritica.uol.com.br/buzz/Sandy-voltara-Andrea-Bocelli-quatorze_0_572942778.html

Blue Dolls – Mille lire al mese
T. Gioiello – da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2011
(da giov a sab ore 21 – dom ore 16)
BLUE DOLLS
VIVIANA DRAGANI primo soprano – ANGELICA DETTORI secondo soprano – FLAVIA BARBACETTO contralto
MARCO PARODI chitarra – PAOLO VOLANTE pianoforte – RICCARDO VIGORÈ contrabbasso – LUCA RIGAZIO batteria
e con gli attori RENATO LIPRANDI e CRISTINA RIGOTTI
Mille lire al mese

Si immagina che una radio italiana, che presenta i programmi musicali tipici delle radio locali, trasmetta per l’ennesima volta lo spettacolo Mille lire al mese, davanti ad un pubblico radiofonico. Due annunciatori degli anni d’oro della Radio (allora EIAR) si apprestano, dunque, a recitare radiofonicamente, la vicenda, ricchissima di ricordi buffi e divertenti del periodo anni ’30-’50 e i ricordi sono intervallati da belle canzoni swing italiane degli anni ’30-’50, interpretate dalle Blue Dolls e dai loro 4 musicisti.
Lo spettacolo, diviso in 2 tempi (anteguerra e immediato dopoguerra) è, dunque, un revival di tutte le più divertenti canzoni dell’Italia del “ventennio” e del dopoguerra, e colpisce per la sensibilità, simpatia e freschezza delle protagoniste e per la maestria degli attori. Non può non piacere agli Italiani di ogni età perchè con questi motivetti sono cresciuti.
Grazie al loro repertorio d’antan le Blue Dolls hanno interpretato la fiction di RAIUNO Le ragazze dello swing, dando voce alle attrici nelle 14 canzoni presenti nel film e partecipando a numerosi cameo. La fiction, per il grande successo ottenuto, sarà ripresentata dalla RAI nel 2012. Inoltre, le Blue Dolls hanno partecipato al tour di Renzo Arbore, esibendosi col grande artista anche al Teatro Alfieri a suggellare la loro notorietà.

Miro: Torino Music Festival 2011
venerdì 21 ottobre 2011
Torino Music Festival 2011
Torino dal 27 al 31 ottobre 2011
La musica elettronica da Detroit a Torino, per uno scambio privilegiato che coinvolge anche Berlino, Losanna, Amsterdam e Tokio. Un appuntamento importante con i live e i dj set degli artisti più interessanti della scena contemporanea mondiale, alla ricerca di nuovi suoni ed evoluzioni.

Un fitto calendario d’incontri, workshop ed eventi speciali completa un festival che negli anni ha saputo evolversi e crescere, aprendosi alle arti e alle nuove tecnologie.
Il programma prende il via il 27 ottobre e si sviluppa in un crescendo che culmina con il grande evento finale al Palaisozaki di Torino.
Programma:
Gio 27 October
19.00 - 20.00 - Blah Blah
Workshop Serato Rane Scratch Live
Guest: Tayone (DJ), Fabrizio Vespa (La Stampa)
Descrizione: Serato e Movement presentano "Serato Rane Scratch live"
Price: ingresso libero
Gio 27 October
23.00 - 05.00- Giancarlo 2
Opening Party
Guest: Space Dimension Controller, Kyle Hall
Price: € 10 in abbonamento o con biglietto Movement Final Show
Price: € 15 alla porta
Ticket Store: Bar Blanco
Da Giovedì a Sabato dalle 21.00 alle 23.00 - Piazza Vittorio 21/Bis, Torino
Ven 28 October
18.00 - 19.00 - Blah Blah
Workshop Roland V-Drums
Guest: Maxx Zaccheroni, Alessandro Gramegna
Descrizione: Movement e Roland presentano la nuova batteria V-Drums
Price: ingresso libero
Ven 28 October
19.00 - 20.00 – Conservatorio Torino
Colloquio con Aufgang
Guest: Francesco Tristano, Rami Khalifé, Aymeric Westrich
Descrizione: Il trio Aufgang incontra gli studenti del Conservatorio di Torino
Price: ingresso libero
Ven 28 October
19.00 - 20.00
Blah Blah
Workshop Allen & Heath XONE DB4
Guest: Dario Piana
Descrizione: Dario Piana presenta la consolle per DJ Allen & Heath XONE DB4
Price: ingresso libero
Ven 28 October
21.00 - 23.00 - Conservatorio Torino
Movement Culture present Aufgang
Guest: Aufgang
Price: € 10 in abbonamento o con biglietto Movement Final Show
Price: € 12 alla porta
Ticket Store: Bar Blanco
Da Giovedì a Sabato dalle 21.00 alle 23.00 - Piazza Vittorio 21/Bis, Torino
Ven 28 October
21.00 - 23.00 - Blah Blah
Movement Culture Live Set
Guest: Dario Piana, Maxx Zaccheroni
Descrizione: Live performance di Dario Piana e Maxx Zaccheroni
Price: ingresso libero
Ven 28 October
23.00 - 04.00 - Kogins Club
Official Pre Party
Guest: Chez Damier, Chuck Flask [Detroit, USA]
Price: coming soon
Sab 29 October
19.00 - 21.00 - Blah Blah
Workshop Pioneer DJ
Guest: Pioneer DJ
Descrizione: Pioneer presenta la nuova linea professionale DJ con software RecordBox
Price: ingresso libero
Sab 29 October
22.00 - 05.00 - Jam & Pier Club
Circoloco Party - Official Movement Pre Party
Guest: Stacey Pullen, Tania Vulcano, DJ Wild, Davide Squillace
Price: € 15 in abbonamento o con biglietto Movement Final Show
Price: € 25 alla porta
Ticket Store: Bar Blanco
Da Giovedì a Sabato dalle 21.00 alle 23.00
Piazza Vittorio 21/Bis, Torino
Dom 30 October
17.00 - 2.00 - Museo dell'Auto
Superga Day
Guest: Lil'Louis, I-Robots, Federico Gandin, Gandalf
Price: in omaggio esclusivamente previa registrazione sul sito web (sino ad esaurimento posti)
Dom 30 October
23.30 - 05.00 - Jam Club
Say Yeah - Official Movement Pre Party
Guest: Style of Eye
Price: € 10 prezzo intero
Price: € 8 prezzo ridotto in lista
Lun 31 October ember
05.00 - 12.00 - Secret Location
Movement Morning Party
Guest: Seth Troxler, Guy Gerber, Tale of Us
Price: € 10 con braccialetto
Chi volesse saperne di più può visitare il sito ufficiale della manifestazione “Movement” Torino Music Festival 2011
21.00 - 05.00 – PalaOlimpico
Movement Final Show
Guest: Underworld live, Laurent Garnier present L.B.S. live, Carl Craig 69 live, John Digweed, Guy Gerber live, Derrick May, Green Velvet, Damian Lazarus, Visionquest (Seth Troxler, Ryan Crosson, Lee Curtiss, Shaun Reeves), Cassy, Art Department, Steffi, Shinedoe, Tale of Us, Andrea Belli, Luca Pussycat, Federico Buratti, Lollino
Price: € 30 sino al 21 ottobre [buy ticket here]
Mar 1 November
05.00 - 12.00 - Secret Location
Movement Morning Party
Guest: Seth Troxler, Guy Gerber, Tale of Us
Price: € 10 con braccialetto
Chi volesse saperne di più può visitare il sito ufficiale della manifestazione “Movement” Torino Music Festival 2011
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/10/torino-music-festival-2011-dal-27-al-31.html

Romanzo su polpo Paul a un anno da morte
25-10-2011
Romanzo su polpo Paul a un anno da morte
Star ai Mondiali del Sudafrica, aveva indovinato otto partite
ROMA, 25 OTT - Un romanzo sul polpo Paul a un anno dalla morte, avvenuta il 26 ottobre 2010 nell'acquario di Oberhausen. 'Parola di Paul' e' l'opera del giornalista Luciano Minerva, che ripercorre la vita del polpo divenuto una star grazie agli 8 pronostici esatti sulle partite di Sudafrica 2010: Zoo e acquari si sono poi sbizzarriti a promuovere animali 'indovini': dai polpi Iker e Iniesta in Spagna, all'asino Andres in Argentina. Ora altri due polpi (Paul II e Pavel) si stanno 'allenando' per Euro 2012.

Balé nasceu na Itália, apesar de sotaque francês
A dança de origem italiana sofreu transformações ao longo dos séculos e ganhou fama francesa
16 de outubro de 2011 - 08h24
Ana Botafogo em "Suite en Blanc"
O balé clássico surgiu nas cortes italianas, no início do século 16 – embora não se saiba ao certo de onde veio a inspiração para os seus primeiros passos e coreografias. Foi o termo italiano balletto (“dancinha”, “bailinho”) que deu origem à palavra francesa ballet. A forma afrancesada tornou-se a mais conhecida porque a dança só se desenvolveu realmente quando chegou entre os franceses.
Na época, o balé era uma diversão muito apreciada pela nobreza local. Tamanha admiração pela dança levou a princesa italiana Catarina de Médici (1519-1589) a introduzir o balé numa nova corte quando se casou com o rei da França Henrique II. Catarina também fez questão de contratar o grande coreógrafo italiano de então, Balthazar de Beaujoyeulx – que se chamava, na verdade, Batazarini Di Belgioioso.
Em 1581, a companhia dele apresentava um espetáculo bem diferente dos balés de hoje, reunindo dança, poesia, canto e uma orquestra musical. O balé só atingiria seu apogeu no século seguinte, na corte do rei Luís XIV. Em 1661, ele fundou a Accademie Royale de Musique, que abrigava uma escola de balé. Ali, a dança se tornaria um espetáculo mais sofisticado, conhecido como Ópera-Balé por combinar dança, diálogos e canto. Foi Pierre Beauchamps, professor de dança da academia, quem criou as cinco posições básicas que são usadas no balé até hoje.
Por volta do século 18, os espetáculos passaram a se concentrar mais na música e na dança, e as bailarinas começaram a se rebelar contra os vestidos que usavam, que limitavam os movimentos. Por causa dessa restrição, os homens eram os que tinham os papéis de destaque nos espetáculos. Baixaram, então, os saltos dos sapatos e encurtaram as saias.
O último momento marcante da origem do balé ocorreu no século 19, quando a italiana Marie Taglioni foi a pioneira a dançar na ponta dos pés, hoje o movimento mais identificado com o balé clássico.
da: http://www.momentoitalia.com.br/teatro-e-danca/bale-nasceu-na-italia-apesar-de-sotaque-frances/

GIPO FARASSINO: Premiata Galleria Bertoldo
T. Alfieri – da martedì 18 a domenica 23 ottobre 2011
(da martedì a venerdì ore 20.45, sabato ore 15.30 e 20.45, domenica ore 15.30)
GIPO FARASSINO
Premiata Galleria Bertoldo
di e con Gipo Farassino

Appuntamento con lo chansonnier subalpino capace di dare voce ed emozione a una galleria di personaggi e canzoni che conquistano il cuore dello spettatore tra successi senza tempo e nuove sfide. Un piacevole ritorno all’insegna della spensieratezza e del disimpegno… infatti, da buon “bastian contrario”, poteva lui fare come tutti ed occuparsi dell’Unita’ d’Italia?… no di certo… lui racconta i suoi 150 anni di vita vissuta in giro per il mondo vero e fantastico attraverso i personaggi che ha realmente incontrato o solo sognato. Un recital in due tempi dove le canzoni si alternano al cabaret e all’umorismo e in cui Gipo esalta le nobiltà di gente comune e amori mai dimenticati, passioni e delusioni, atmosfere parigine e realtà torinesi.
da: http://www.torinospettacoli.com/wordpress/?p=305

Quarteto da Osesp abre Momento Itália em São Paulo
Músicas italiana e brasileira celebram lançamento do Momento Itália Brasil na Sala São Paulo
17 de outubro de 2011 - 18h48
Sônia e Andrea Matarazzo
O quarteto de cordas da Orquestra Sinfônica do Estado de São Paulo (Osesp) subiu ao palco da Sala São Paulo, na tarde do último domingo, 16, para o concerto inaugural do Momento Itália Brasil na capital paulista.
Combinando a cultura dos dois países ao abrir o evento, o quarteto executou músicas do compositor italiano, Niccolò Paganini, e depois composições do maestro brasileiro Heitor Villa-Lobos.
Mauro Marsili, Cônsul Geral da Itália em São Paulo, o Embaixador da Itália no Brasil, Gherardo La Francesca, e o secretário da Cultura do Estado de São Paulo, Andrea Andrea Matarazzo, prestigiaram o evento.
O secreteario compareceu no lugar do governador Geraldo Alckmin e falou sobre o papel da imigração italiana no Brasil. “São Paulo é uma sintaxe da imigração dos italianos e o grande estado italiano, fora da Itália. São mais de 15 milhões de descendentes de imigrantes italianos que moram no nosso Estado de São Paulo. Hoje é um momento especial de homenagem à Itália que trouxe ao Brasil muita contribuição em todas as áreas, mas principalmente trouxe ao Brasil os italianos, que ajudaram a construir a nossa cidade e o nosso Estado.”
Até junho de 2012, cerca de 40 ações do MIB irão ocorrer na cidade de São Paulo.
Fonte: Marina Bonini, revista Contigo!
por Momento Italia Brasil
da: http://www.momentoitalia.com.br/musica/quarteto-da-osesp-abre-mib-em-sao-paulo/

Miro: La giostra di Bastian non gira più
lunedì 17 ottobre 2011
Fino a qualche anno fa, per le feste di Carnevale e di S. Secondo, veniva piantata ad Asti una vecchia giostra, o meglio, un'antica giostra. Era la giostra di Bastian, uno di quei divertimenti semplici, immutati da generazioni, non scesi a compromessi con il modernismo degli altri marchingegni ululanti e sbuffanti aria compressa, che in movimenti nevrotici, tipici del nostro tempo, si agitavano intorno ad essa.
La giostra di Bastian risale alla metà dell'ottocento, come testimonia un antico documento del 1° marzo 1856 con il quale l'allora Sindaco di Asti, Giovannelli, concedeva il nulla osta di circolazione a Schiavo Sebastiano (Bastian) di professione proprietario di una giostra.
Bastian, descritto dallo stesso documento come un uomo alto, di lineamenti regolari con occhi e capelli castani, fu il capostipite di una famiglia di giostrai astigiani, ultima discendente della quale è Tecla Schiavo che, con la sorella Emilia gira tuttora di città in città, per piantare una giostra, ma la giostra non è più quella di Bastian.
"Cosa vuole - mi dice Tecla - la giostra è vecchia, complicata da montare e poi così pesante. Sono parecchie centinaia di pezzi, sa' ".
Parecchie centinaia di pezzi, tutti in legno, molti dei quali fatti a mano da pazienti artigiani che, a seconda dei tempi, hanno messo qualcosa di diverso in quella grande macchina.
Rivediamola un attimo: essa è composta da un padiglione coperto di tela, sovrastato da una scultura raffigurante Gianduja; dal telaio circolare pendono una serie di aste alle quali sono assicurati i cavalli di legno che, liberi nel loro movimento, simulano un galoppo furioso. In un secondo cerchio, interno al primo, dondolano dolcemente alcune carrozze e delle figure, a metà fra la sirena ed il centauro le cui teste portano orgogliosamente il cappello piumato dei bersaglieri di Lamarmora.
Fra i cavalli di legno ce ne fu per un certo periodo (dal 1910 al 1927) uno vero, punto di transizione fra il movimento a mano e la trazione elettrica, che si chiamava, come ricordano le sorelle Schiavo, Balin. Era, più che un cavallo, una persona di famiglia che, da serio professionista, lavorava solo con la giostra; per gli spostamenti venivano affittati i cavalli dei carrettieri. Balin dovette essere venduto nel 1927 e Giuseppe Sebastiano Schiavo, il "Bastian" di allora, pianse nel vederlo portare via.
Oltre al divertimento spensierato
, la giostra di Bastian aveva un'altra attrattiva, quella del giro gratis che si poteva vincere afferrando l'anello che pendeva da una sfera di legno tenuta, per mezzo di un'asta, alla portata dei cavallerizzi. Bambini e giovanotti si cimentavano in questo incruento torneo, gli uni per far durare più a lungo il prèt domenicale, gli altri per far colpo sulle ragazze che, con ostentata indifferenza, passeggiavano sulla piazza.
Ora la giostra di Bastian è ferma, in disarmo. In un vecchio cortile, sotto un polveroso telone, i cavalli riposano, lontano dai desideri dei bambini e dai ricordi degli adulti.
Il tempo fa il suo gioco e, quando nessuno sarà più in grado di piantare la giostra di Bastian quale sarà la sorte di questa semplice espressione popolare che ha occupato un posto di primo piano nelle giornate felici della nostra gente? L'attende una fine ingloriosa come legna da ardere o, tutt'al più, per alcuni dei suoi pezzi più pregevoli, in qualche bottega di antiquario Bastian non girerà più?
Se sarà così, un'altro pezzetto di noi seguirà la vecchia giostra nell'esilio in quel limbo riservato alle cose che, senza colpa, sono destinate all'oblìo.
Mirò
(Estratto da "Il platano", rivista di cultura astigiana, Asti, anno II, n. 4, 1977, pp 52-54)
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/10/la-giostra-di-bastian-non-gira-piu.html

As Motonetas ganharam o mundo
As Motonetas ganharam o mundo
As scooters italianas surgiram da tentativa de recuperação de empresas na Itália do pós-guerra
27 de setembro de 2011 - 10h21
Detalha de uma "Vespa"
Após o fim da Segunda Guerra Mundial, a Itália ganhou destaque na fabricação de produtos com design diferenciado. “Formas harmoniosas, elegantes e funcionais contribuíram para o sucesso internacional de muitos produtos italianos: de máquinas de café expresso a mobílias; de vestuário a scooters”, afirma Ari Antonio da Rocha, consultor do curso de Design da Mobilidade da Fundação Armando Alvares Penteado. Dentre esses produtos, despontaram as motonetas.
Há quem diga que elas foram os produtos de maior exportação do país. Oferecendo mobilidade, glamour e custando seis vezes menos que um automóvel básico da Fiat, vespas e lambretas tornaram-se ícones nos anos dourados. Elas viraram febre entre os jovens e conquistaram, inclusive, as mulheres. “O design permitiu que as condutoras, mesmo usando saias, pudessem dirigir o veículo. Coisa impossível nas motos comuns”, afirma Rocha.
Dos aviões às motonetas
Os scooters italianos surgiram na década de 50, época que marca a reconstrução e a recuperação econômica do país, destroçado pela Segunda Guerra Mundial. A tentativa de reativação de algumas empresas resultou na criação das motonetas. Durante o conflito, a Societá Anonima Piaggio produzia motores de avião. Mas após o bombardeio da fábrica em 1944, o herdeiro Enrico Piaggio resolveu investir na produção de um veículo pequeno, econômico e resistente às vias que restaram no país.
O primeiro modelo lançado, a MP5, não agradou ao público nem ao dono da fábrica. Enrico, então, recorreu ao designer de aeronaves Corradino D’Ascanio. Ele fez algumas correções no projeto e chegou à MP6, a primeira vespa.
Quase ao mesmo tempo, uma história parecida se desenrolou nas proximidades de Milão. Ferdinando Innocenti tinha uma fábrica de tubos de aço em Lambrate, que também foi destruída na guerra. Para reativar o negócio, pensou em produzir veículos que aproveitassem, em sua estrutura, os tubos de aço. Em 1947 lançou a primeira lambreta.
Motonetas verde-amarelas
A Lambretta do Brasil foi a primeira fábrica de veículos do país, instalada em São Paulo. Entre 1958 e 1960, produziu mais de 50 mil unidades por ano. Já as Vespas foram montadas no Rio de Janeiro, a partir de 58. Vespas deixaram de ser produzidas em 1990 e as Lambrettas, mais de dez anos antes. Sobraram algumas versões, como a Burgman, da Suzuki.
Curiosidade
Reza a lenda que o nome da motoneta Vespa veio do barulho do motor dois-tempos, mais parecido com o zumbido do inseto de mesmo nome.
Fonte: Carlos Bighetti, Aventuras na História, 01/01/2010.
por Momento Italia Brasil
da: http://www.momentoitalia.com.br/arquitetura-e-design/motonetas-ganharam-o-mundo-como-opcao-barata-e-simpatica-de-meio-de-transporte/

Gipo Farassino: Avere un amico
Autor: Gipo Farassino - 1969
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Original em italiano
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Tradução
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Avere un amico vuol dire sentirsi qualcuno, vuol dire trovarsi la sera in un certo caffè, ricordare una strada, un bagno nel fiume, due occhi sgranati sulla grande città.
Avere un amico vuol dire fermare un pò il tempo, vuol dire trovar la risposta a tanti perchè, ricordare un cortile, un nome, Maria, due occhi smarriti che cercano te.
Un giorno tu scopri che il cielo ha tanti colori, che dietro il traguardo nessuno ti porge dei fiori, allora tu scopri di avere sprecato una vita pedalando in salita, e ti spieghi perchè.
Avere un amico vuol dire sentirsi qualcuno, vuol dire trovarsi la sera in un certo caffè, ritrovare una strada, una casa sparita, e una goccia di vita che ritorna da te.
Allora tu scopri di avere sprecato una vita pedalando in salita, e ti spieghi perchè.
Avere un amico vuol dire sentirsi qualcuno, vuol dire trovarsi la sera in un certo caffè, ritrovare una strada, una casa sparita, e una goccia di vita che ritorna da te.
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Ter um amigo quer dizer sentir-se alguém, quer dizer encontrar-se à noite num certo café, relembrar uma estrada, um banho no rio, dois olhos arregalados sobre a grande cidade.
Ter um amigo quer dizer parar um pouco o tempo, quer dizer encontrar a resposta a tantos porque, relembrar um pátio, um nome, Maria, dois olhos perdidos que procuram por ti.
Um dia tu descobres que o céu tem tantas cores, que atrás da meta ninguém te oferece umas flores, então tu descobres de ter desperdiçado uma vida pedalando em subida, e entendes porque.
Ter um amigo quer dizer sentir-se alguém, quer dizer encontrar-se à noite num certo café, reencontrar uma estrada, uma casa desaparecida, e uma gota de vida que volta pra ti.
Então tu descobres de ter desperdiçado uma vida pedalando em subida, e entendes porque.
Ter um amigo quer dizer sentir-se alguém, quer dizer encontrar-se à noite num certo café, reencontrar uma estrada, uma casa desaparecida, e uma gota de vida que volta pra ti.
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Andropausa pode causar falta de memória
domingo, 18 de setembro de 2011 0:00
Da Redação
Conhecida popularmente como andropausa, a queda na produção de hormônios masculinos pode ser chamada de DAEM (Deficiência Hormonal Provocada pelo Envelhecimento Masculino), ou até mesmo de hipogonadismo masculino tardio. Independentemente do nome, as consequências são as mesmas: queda da libido, disfunção erétil, irritabilidade, depressão, falta de memória, perda muscular e óssea e outros sintomas.
Apesar de os homens procurarem ajuda médica apenas quando os sintomas da queda de hormônio estão relacionados ao desempenho sexual, é possível notar outros sinais no paciente, como perda de força muscular, ganho de cintura abdominal, desânimo e até mesmo alteração do sono.
De acordo com Alexandre Hohl, presidente do Departamento de Endocrionologia Feminina e Andrologia da Sociedade Brasileira de Endocrinologia e Metabologia (SBEM), as principais consequências do diagnóstico tardio são a piora na qualidade de vida do paciente, risco de fraturas e o surgimento do diabetes.
Surgimento
Lincoln Pesinato, urologista do Hospital e Maternidade Brasil, diz que não se sabe bem o que acarreta a queda na produção de hormônios, que tem início por volta dos 60 anos. “A menopausa é discutida há anos, já a deficiência hormonal começou a ser alvo de estudos há seis e ainda é algo obscuro”, explica.
Hohl acredita que o hipogonadismo masculino tardio afeta entre 10% e 20% dos homens acima de 40 anos de idade. “Atinge parcela pequena dos homens, diferentemente do que acontece com as mulheres, que têm parada total da produção hormonal na menopausa”, pontua Pesinato.
Tratamento
Apesar do preconceito por parte dos homens, a melhor maneira de diagnosticar e tratar a doença é procurar médico de confiança. O recomendado é o tratamento de reposição hormonal, com testosterona, porém aqueles com doenças ativas na próstata ou na mama não podem utilizar o método.
“A reposição tem de ser muito exata, pois o tratamento pode acelerar o processo de câncer na próstata”, diz Pesinato. Segundo Hohl existem outras formulações de testosterona como gel, adesivo e comprimido gengival, porém nenhum deles está disponível no Brasil.
A falta de grandes estudos sobre o assunto, o resultado destes tratamentos ainda é incerto. De acordo com Pesinato, há casos que a dosagem de hormônio faz com que o paciente melhore, porém em outros casos não ocorre melhoras. (Colaborou Larissa Marçal)
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Torino in gara contro gli Usa per il super cocktail da record
30/09/2011 - l'evento
Il super bicchierone da cocktail montato in piazza Vittorio
In piazza Vittorio l'analcolico più grande al mondo che verrà
gustato dai torinesi. Il ricavato dell'iniziativa sarà devoluto a Telethon per finanziare la ricerca
daniela lanni (agb)
torino
Arriva a Torino il cocktail analcolico più grande al mondo. E' l'iniziativa benefica a favore di Telethon che sarà ospitata, da venerdì sera a domenica 2 ottobre, nella splendida cornice di piazza Vittorio Veneto. La mega-bevanda sarà versata in un bicchiere di vetroresina di 10 metri di altezza, ideato appositamente per il Guinness World Records, in grado di accogliere 35.000 litri di prodotto. L'obiettivo è superare il record attualmente detenuto dagli Stati Uniti.
Venerdì sera, alle 19, si inizierà a riempire il mega-bicchiere. Forniti di appositi contenitori certificati, i torinesi potranno versare parte del cocktail attraverso l’utilizzo di due sollevatori telescopici, posizionati su i due lati del bicchiere.
L'intera procedura sarà sottoposta alla valutazione della giuria ufficiale del Guinness World Records, che arriverà da Londra, e sarà in città per appurare che tutto si svolga secondo il regolamento ufficiale.
A fine gara il super cocktail sarà venduto al pubblico a 3 euro al bicchiere. Il ricavato della vendita del cocktail sarà devoluto a Telethon, che lo destinerà alla ricerca e alla cura delle distrofie muscolari e delle altre malattie genetiche.
L’evento è organizzato da “Da Vinci Events” in collaborazione con la Commissione Regionale Pari Opportunità e con il patrocinio del Comune e della Provincia di Torino. Un'occasione per promuovere a livello internazionale Torino e l’Italia. Non solo. Si vuole soprattutto sensibilizzare i giovani sulle problematiche relative al consumo eccessivo di alcool.
Diverse le iniziative collaterali sempre in piazza Vittorio. Saranno tre giorni di esibizioni di ballo, djset, giocolieri, scultori del ghiaccio, giostre gonfiabili e performance di vari ospiti del mondo dello spettacolo.
Il programma sul sito www.laperitivopiugrandedelmondo.it/
da: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/costume/articolo/lstp/422716/

I NUMERI DI FIBONACCI
I NUMERI DI FIBONACCI
Nel 1223 a Pisa, l'imperatore Federico II di Svevia, fu ben felice di assistere a un singolare torneo tra abachisti e algoritmisti, armati soltanto di carta, penna e pallottoliere. In quella gara infatti si dimostrò che col metodo posizionale indiano appreso dagli arabi si poteva calcolare più velocemente di qualsiasi abaco.
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Il test era il seguente: "Quante coppie di conigli si ottengono in un anno (salvo i casi di morte) supponendo che ogni coppia dia alla luce un'altra coppia ogni mese e che le coppie più giovani siano in grado di riprodursi già al secondo mese di vita?".
Un pisano, Leonardo, detto Bigollo, conosciuto anche col nome paterno di "fillio Bonacci" o Fibonacci, vinse la gara. Figlio d'un borghese uso a trafficare nel Mediterraneo, Leonardo visse fin da piccolo nei paesi arabi e apprese i principi dell'algebra, il calcolo, dai maestri di Algeri, cui era stato affidato dal padre, esperto computista.
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Leonardo diede al test una risposta così rapida da far persino sospettare che il torneo fosse truccato:
Alla fine del primo mese si ha la prima coppia ed una coppia da questa generata; alla fine del secondo mese si aggiunge una terza coppia, ma vi sono due coppie in più, perché anche la seconda coppia ha cominciato a generare, portando il conto a 5 coppie, e così via. Il ragionamento prosegue con la seguente progressione:
| 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181, 6765, 10946, 17711, 28657, 46368, 75025, 121393... |
Con questo stratagemma fu facile per il Fibonacci trovare la risposta esatta.

Ogni nuovo numero non rappresenta che la somma dei due che lo precedono. Si tratta della prima progressione logica della matematica! Questa serie, oggi nota come "numeri di Fibonacci" presenta alcune proprietà (la più importante delle quali è che se un qualsiasi numero della serie è elevato al quadrato, questo è uguale al prodotto tra il numero che lo precede e quello che lo segue, aumentato o diminuito di una unità) che permettono di costruire alcuni trucchi sconcertanti.
Esempio: 21 2 =(13*34)-1= 441 e 89 2 =(55*144)+1= 7921
Più tardi, sempre esercitando la mercatura, Leonardo viaggiò in Siria, Egitto, Grecia, conoscendo i massimi matematici musulmani. Da queste esperienze nacque il Liber Abaci, un colossale trattato che dischiuse all'Occidente i misteri delle nove "figure" indiane e del segno sconosciuto ai greci e ai latini, "quod arabice zephirum appellantur", che indica un numero vuoto come un soffio di vento: zefito appunto, zefr, o zero.
da: http://www.magiadeinumeri.it/Fibonacci.htm

Centro Servizi “L. Bocchino” di Canelli: Il monologo di Marco Drago e la storia di un new waver di provincia
set 12th, 2011
di webmaster.
Venerdì 9 settembre, si è svolta, nel cortile del Centro Servizi “L. Bocchino” (ex scuola elementare G.B. Giuliani) di Canelli, la serata con Marco Drago in Diario di un new waver di provincia, live reading performance tra lettura e musica, organizzata dall’associazione culturale Baol (Federica Parone, Simona Bedino, Flavio Carillo, Enrico Gallo ecc.), in collaborazione con la Biblioteca Civica e con il patrocinio del Comune e dell’assessore alle manifestazioni Aldo Gai.
Star della serata Marco Drago che, insieme ad un tecnico dei suoni e ad un video proiettore, ha inscenato un monologo incalzante, a tratti esilarante, sulla storia di un new waver di provincia.
Ha descritto l’evoluzione del genere new wave music, l’anno 1977 come l’anno zero della musica elettronica, come i cantautori, i gruppi storici come i Beatles venissero considerati “preistorici”, e alle doti musicali si contrapponeva la tecnologia del sintetizzatore.
I gruppi new waver (ai più ignoti) degli Ultravox, Kraftwerk, Brian Eno, Bauhaus di cui alcuni video hanno accompagnato, con tempistiche quasi perfette, il monologo. L’aggiunta di suoni elettronici durante la narrazione, la descrizione di personaggi chiave per di più macchiette che hanno allargato gli orizzonti musicali del protagonista, è stato come entrare in un mondo parallelo di cui si ignorava l’esistenza, per chi come l’articolista è vissuto di altra musica come i Duran Duran, gli Spandau Ballet più da vetrina. Il tutto descritto con il sesto senso o il linguaggio universale della musica. (Roberto Spataro)
da: http://www.vallibbt.com/2011/09/12/il-monologo-di-marco-drago-e-la-storia-di-un-new-waver-di-provincia/

Nacionalidade brasileira é a segunda mais legal do mundo
Nacionalidade brasileira é a segunda mais legal do mundo
06/09/2011 - 14h50 | do BOL
Eles podem estar testemunhando sua queda como superpotência mundial frente a economias emergentes, mas os norte-americanos foram eleitos a nacionalidade "mais legal" em uma pesquisa internacional.
Os brasileiros, por sua vez, ficaram em segundo lugar, liderando entre as nacionalidades latino-americanas, à frente dos mexicanos e argentinos.
A rede de relacionamento social Badoo pediu a 30 mil pessoas em 15 países que nomeassem a nacionalidade mais legal.
A pesquisa descobriu que os espanhóis são os europeus considerados mais bacanas, enquanto os belgas são a nacionalidade menos legal.
"Ouvimos muito na mídia sobre o anti-americanismo", disse Lloyd Price, diretor de Marketing do Badoo. "Mas às vezes esquecemos o quanto as pessoas em todo o mundo consideram os americanos seriamente legais."
É claro, nem todos os americanos são legais. Longe disso. Alguns, como Snoop Dogg, Lady Gaga, Samuel L. Jackson, Johnny Depp e Quentin Tarantino são muito mais legais que os outros.
Os norte-americanos, no entanto, são os caras que inventaram o termo "cool" (legal) e que incorporam isso em muitos campos, desde a música, filmes, TV e tecnologia.
"Os Estados Unidos", diz Price, "têm o líder mais legal, Obama, os rappers mais legais, Jay-Z e Snoop Dogg, e o cara mais legal em tecnologia, Steve Jobs, da Apple, o cara que torna os nerds legais."
Os franceses foram considerados mais legais que os britânicos, e os canadenses mais legais que os belgas. Isso pode parecer um alívio para os canadenses, que às vezes são considerados cronicamente "não legais".
Ou, como disse certa vez o político canadense Michael Ignatieff, referindo-se a cidades com o nome de Paris nos EUA e no Canadá: "Paris, Texas é uma metáfora para os sonhos perdidos; Paris, Saskatchewan soa simplesmente ridículo."
AS NACIONALIDADES MAIS LEGAIS
1. Americanos
2. Brasileiros
3. Espanhóis
4. Italianos
5. Franceses
6. Britânicos
7. Holandeses
8. Mexicanos
9. Argentinos
10. Russos
AS NACIONALIDADES MENOS LEGAIS
1. Belgas
2. Poloneses
3. Turcos
4. Canadenses
5. Alemães
da: http://noticias.bol.uol.com.br/internacional/2011/09/06/nacionalidade-brasileira-e-a-segunda-mais-legal-do-mundo.jhtm

Miro: Carta d’identità anche in ladino: a quando in Piemontese?
giovedì 1 settembre 2011
“La carta d’identità trilingue, con la versione ladina, è un importante riconoscimento della minoranza, con un documento valido a livello nazionale e internazionale”: così l’assessore provinciale alla cultura ladina Florian Mussner commenta il via libera della Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano riferendosi al documento personale trilingue per i comuni delle valli Badia e Gardena.
L’approvazione della Giunta dà via libera alla norma di attuazione e al decreto legge del 4 aprile 2006 che riconoscono ai Comuni ladini la possibilità di stampare la carta di identità trilingue, con la dizione in ladino accanto a quella in italiano e in tedesco.

Sulla base di una ricerca scientifica condotta dall’Istituto culturale ladino Micurà de Rü si è individuata una forma linguistica comune che potesse identificarsi sia con la val Badia che con la Gardena.
È quanto ha ottenuto il 7 luglio il Presidente Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder: il Consiglio dei ministri ha infatti approvato la norma che rientra nella tutela della popolazione di lingua ladina in SudTirolo e ha esteso la carta d’identità trilingue anche agli abitanti di Oltretorrente, Bulla e Roncadizza, le tre frazioni ladine del Comune di Castelrotto. La norma interessa circa mille cittadini.
E pensare che i ladini, a differenza dei piemontesi, non hanno manco la koiné e sono soltanto mille – non oltre tre milioni… Ma hanno, in più, una cosa importante: la fierezza e la determinazione. Un bell’esempio per i Piemontesi, che si vedono sempre più negare i propri diritti linguistici.
Che prevedono anche il vedere impiegata la propria lingua sui documenti. A partire dalla carta di identità.
Altra iniziativa di Gioventura Piemontèisa, il movimento culturale, a difesa delle tradizioni e della cultura Piemontese, più attivo nella nostra Regione, al quale va il merito di battersi perchè la lingua Piemontese diventi lingua ufficiale a tutti gli effetti.
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/09/carta-didentita-quando-anche-in.html

Festival della Musica Italiana di San Paolo: il Premio MAIE va a Sergio Senger
02/09/2011
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
Festival della Musica Italiana di San Paolo
Il Premio MAIE va a Sergio Senger
Bruna Spinelli (MAIE Brasile):"Orgogliosi di sostenere l'arte e la cultura degli italiani all'estero"
Si é concluso domenica 28 Agosto, con grande successo di pubblico, nei saloni del Circolo Militare di San Paolo, il primo Festival di Musica Italiana, che ha avuto il Movimento Associativo Italiani all’estero Brasile , come promotore del evento.
Il concorso, organizzato da Buon Giorno Italia, programma italiano condotto da Emilia Cairo, ha visto competere diciotto finalisti, dieci in sezione senior e otto in sezione junior, tutti molto talentuosi e preparati; una scelta molto difficile per i giurati Sergio Casoy, Natalia Escamez e Vanessa Bemagny che hanno dovuto fare la selezione dei vincitori.
Indetto per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, all’interno dell’evento che si protrarrà per tutto il 2011 denominato "Momento ITÁLIA -BRASIL", ma anche per festeggiare i 20 anni della trasmissione BUON GIORNO ITALIA, uno dei più popolari programmi in italiano del Sud del Brasile in onda su RÁDIO IMPENSA FM.102,5 il concorso si è concluso con la premiazione dei vincitori, 3 per ciascuna categoria, nel Salone nobile del Circolo Militare di San Paolo, alla presenza di oltre 500 invitati.
Il primo classificato del concorso canoro nella sezione senior è stato Sergio Senger, che ha ricevuto dalle mani della sig.ra BRUNA SPINELLI (coordinatrice MAIE Brasile) il primo premio offerto dal MAIE:un biglietto aereo per un viaggio in Italia.
La Sig.ra Spinelli nel felicitarsi col vincitore ha dichiarato: “Questa manifestazione ha celebrato un momento molto importante per tutti noi italiani: l’unificazione del nostro paese, che come tutti sappiamo, in questi giorni, sta vivendo un momento delicato della sua storia economica, sociale e politica.
Il MAIE come movimento politico, sociale ma anche culturale ha voluto sostenere questo Festival della Musica Italiana, che è una espressione del nostro patrimonio culturale e artistico.Il nostro presidente, on. Ricardo Merlo, sponsorizzando questo evento - al pari di altre sponsorizzazioni già realizzate o ancora in corso in Sudamerica, nel campo editoriale, cinematografico etc.etc. - ancora una volta ha confermato l’impegno del Movimento Associativo nel voler promuovere e sostenere tutto ciò che rappresenta ed esprime la cultura degli italiani all’estero. "
Era presente alla premiazione anche Gianni Boscolo, coordinatore del MAIE San Paolo.

Paolo Manzo: Il tango è un po' meno argentino
01/09/2011 - IL CASO
Il tango è un po' meno argentino
Diego Benavidez e Natasha Agudelo, neo campioni del mondo
Per la prima volta, ai campionati mondiali di Buenos Aires i primi tre sono tutti stranieri. Un colpo durissimo per la tradizione, vittima del successo globale giunto fino al Giappone
PAOLO MANZO
BUENOS AIRES
La storia, a volte ha i suoi paradossi. E la vittoria, per la prima volta, di una coppia colombiana ai mondiali di tango appena conclusisi in Argentina, nello stadio Luna Park di Buenos Aires, sicuramente è uno di questi.
La coppia composta da Diego Benavidez e Natasha Agudelo, rispettivamente 34 e 28 anni, originari di Cali e di Medellin, sposati nella vita oltre che sulla pista da ballo, ha sbaragliato le altre 324 composte da ballerini provenienti da 38 Paesi, aggiudicandosi la manifestazione riservata ad appassionati di questo genere di ballo. Ma la grande novità di quest’anno è che sul podio non è finito nessun argentino, ad eccezione di un primo posto nella speciale categoria «escenario», meno creativa e poco ballata nelle sale di Buenos Aires.
Al secondo posto si sono infatti classificati i venezuelani John Erban e Clarissa Sánchez, e al terzo gli statunitensi Brian Nguyen e Yuliana Basmajyan. Il vincitore, il colombiano Diego, nonostante la gioia e la commozione si è lasciato scappare una dichiarazione eloquente: «È come se da noi uno straniero ci battesse sulla salsa».
Un colpo durissimo, dunque, per il nazionalismo accorato degli argentini, che per giunta arriva in un anno critico per il settore. Lo scorso luglio, infatti, proprio alla vigilia dei mondiali di tango che sono iniziati nel mese di agosto, gli organizzatori del più famoso concorso di Buenos Aires, il «Metropolitano», avevano deciso con un’aggiunta al regolamento che d’ora in avanti sarebbero state escluse tutte le coppie straniere.
Una decisione che aveva a suo tempo creato un vespaio di polemiche, finendo addirittura in tribunale, ma che se non altro aveva avuto il merito di portare alla ribalta delle cronache il dramma nel quale versa uno dei balli più famosi del pianeta, nato lungo il Rio de la Plata, fra Buenos Aires e Montevideo e dichiarato nel 2009 dall’Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità.
I più bravi a danzare il tango, infatti, da qualche tempo sembrerebbero non essere più gli argentini ma gli stranieri. Una lunga lista che porta sino a Paesi impensabili come il Giappone e la Corea del Nord. E se in Argentina c’è comunque chi si attacca anche alle ultime briciole di nazionalismo pur di non affrontare la questione - alcuni siti hanno titolato con «una coppia argentina ha salvato l’onore del suo Paese ai mondiali di tango» - sono in molti a lanciare l’allarme.
«Sicuramente hanno paura di perdere», aveva dichiarato al «Wall Street Journal» lo scorso luglio Mong-Lan, una ballerina di origine americano-vietnamita. Le fa eco la collega giapponese Rui Saito che, secondo la denuncia del suo avvocato, avrebbe potuto vincere il «Metropolitano» già nel 2010, ma venne esclusa dalla fase finale con pretesti burocratici. Insomma, tutta colpa della globalizzazione, che avrebbe rafforzato il verbo di Carlos Gardel all’estero indebolendolo in Argentina, sancendo però il valore universale di questa danza.
Imperturbabile l’assessore alla cultura di Buenos Aires, Hernán Lombardi che ha elogiato la manifestazione, annunciando una missione culturale a Parigi dei vincitori nei prossimi giorni, senza però fare alcun cenno diretto alla sonora disfatta per gli argentini. «Siamo molto felici - ha dichiarato -: se non fosse per i vecchi “milongueiros” che l’hanno tenuto vivo, oggi il tango non avrebbe questa vitalità». Intanto Solange Acosta e Max Van de Voorde che hanno comunquetenuto alti i colori dell’Argentina vincendo nella categoria «escenario» - dicono che «la passione, il fatto di respirare allo stesso ritmo e la connessione ci hanno aiutato a trasmettere al pubblico quello che provavamo ballando».
Come a dire che al di là della tecnica il segreto dell’arte del tango resta ancora un copyright argentino.
da: http://www3.lastampa.it/costume/sezioni/articolo/lstp/417731/

Miro: Il “Bacialè” o sensale di matrimoni
martedì 23 agosto 2011
Uno strano personaggio, si aggirava tra le colline ed i paesi più sperduti del Piemonte, era il bacialè, colui che per pochi soldi ha fatto felice molte coppie, riusciva a comporre situazioni disperate. Un mestiere di mediatore mai riconosciuto ufficialmente me di importanza vitale per tante famiglie.
Strana vicenda delle parole! Il nome che nel Medioevo indicava il novizio cavaliere o lo studente universitario (baccalarius, bachelier, baccelliere) cui accenna anche Dante nella Commedia, è passato, nel pittoresco linguaggio della nostra terra, a significare il sensale di matrimoni.
Veramente, in alcune località di collina o di pianura, si usava (e forse ancora se ne conserva il nome) il termine, di incerta etimologia, marussau o marusse (è citato il latino medioevale marosserius oppure anche rablau, o rabloria, se si trattava di donna).
Dato il carattere, che potrebbe definirsi contrattuale del matrimonio contadino, basato spesso, più che sull'affettuoso consenso dei diretti interessati, , sulla sottile alchimia della valutazione della dote o della ricerca di un "buon partito", c'era bisogno di un intermediario specializzato che favorisse gli incontri, talora burrascosi, e che mediasse le laboriose trattative fra i parenti dei due fidanzati, al fine di regolare, in tutti i particolari, il matrimonio imminente (rangé la sposa).
Il bacialé vero e proprio rappresentava una specie di riconosciuta professione, esercitata, come quella del medico, con il sussidio del birocin (ed era questo un segno di distinzione), oppure a piedi, semplicemente, come i "romei" dell'età medioevale.

A questa funzione di agente di pubbliche relazioni, del resto modestamente remunerata, egli associava, per lo più, un vero e proprio mestiere: quasi sempre era negoziante di vitelli, mediatore di vino o cercatore di tartufi. Tutti mestieri questi che comportavano una qualifìca costante di itineranti.
Non tutti i suoi interventi matrimoniali avevano, ovviamente, la stessa importanza o lo stesso peso; così la capacità dell'agente "sponsalizio" emergeva soprattutto nei casi più improbabili e difficili. C'era sempre qualche cascina isolata sulle colline, qualche cà dij bosch in cui una fanciulla, già un tantino avanti negli anni e non precisamente una bellezza, era ancora da collocare e perciò poteva prestare attenzione ad una proposta abilmente avanzata dal bacialé. Il quale, per la sua capillare esperienza di luoghi e di famiglie, aveva subito in mente l'uomo "ad hoc". Poteva essere uno scapolo o un vedovo, anche lui sufficientemente maturo, non esattamente un Adone e, magari, gravato di qualche inconveniente, tale però da non costituire un "impedimento dirimente" agli indulgenti ed esperti occhi del sensale, buono, insomma, per un matrimonio che sarebbe stato (garantiva quello) un vero successo.
Il premio per tanto zelo e per la molta costanza era, in caso di affare felicemente concluso, un pastrano, un cappello, oppure semplicemente un foulard che il sensale sfoggiava con visibile orgoglio nel giorno delle nozze.
Non mi risulta che il rablau si sentisse moralmente responsabile dell'eventuale insuccesso del matrimonio da lui combinato (oggi si direbbe gestito); l'accordo o il disaccordo degli sposi, una volta pronunciato il "sì", era affare che non lo toccava più, giacché, anche in questo tipo di contratto, vigeva la formula consacrata a lamente gnun-e, ossia la non accettazione di eventuali reclami della ...parte lesa.
Non è detto poi che per il bacialé, nell'espletamento delle sue mansioni, fossero sempre rose e fiori. C'era, infatti, qualche volta, da parte di un aspirante respinto, oppure semplicemente ad opera di buontemponi, qualche scherzo pesante ai danni di lui: gli staccavano furtivamente il cavallo dal birocin, nascondevano una delle sue ruote, oppure gli tiravano sassi lungo il percorso, o si inventavano altre "facezie" del genere.
Si manifestava, anche in questa occasione, la consueta, corale partecipazione dell'intero paese ad ogni evento matrimoniale un poco fuori del comune. Così avveniva, del resto, nella dispettosa funzione della "porrata" ai danni di un fidanzato a suo tempo respinto, compiuto nel giorno stesso in cui il mancato "partner" si sposava; oppure si procedeva alla ciabra una specie di pubblica chiassata in occasione delle seconde nozze di un vedovo o di una vedova (fé la cabra ).
Ognuno di questi bacialé aveva un suo ricordo particolare attinente la professione, come quello che mi raccontava non senza una arguta punta umoristica, un simpatico vecchietto che era del mestiere.
Una domenica, dopo la mietitura, porta un cliente anzianotto a incontrare la ragazza destinata che abita con i suoi in un casale sulla punta di una collina isolata. Prima di tutto, si procede ad una scrupolosa ispezione dello "stato" della famiglia: lo stabile, le vigne, la stalla; poi avviene l'incontro, impacciato e quasi muto, dei due; presenti, naturalmente, i familiari. Infine la cena e i primi generici accordi sulla dote e sul fardél.
I due tornano tardi al paese, lungo una stradina di campagna che si distingue solo per il bianco della polvere.
Il neo-fidanzato, ringiovanito dall'entusiasmo, va innanzi con l'andatura di un puledro; dietro trotterella il sensale grassottello e pasciuto fuori ordinanza. In un momento di naturale sosta obbligata, il sensale interrogò il promesso sposo chiedendogli un parere, da uomo a uomo, sulla ragazza. Quello, non senza un certo imbarazzo, rompe il lungo silenzio, esplodendo in una folgorante risposta: "mi piace". Non lo dice nel dialetto abituale, che sarebbe scolorito e povero, ma nientedimeno che in un italiano per lui insolito, spolverato, per l'occasione, dai ricordi della scuola.
Il vecchio bacialé aggiungeva di non ricordare bene quale fosse stato il risultato di quel matrimonio, ma l'epigrafica risposta espressa in italiano, da un personaggio solitamente impacciato e taciturno, gli era rimasta in mente, come la più lusinghiera gratificazione alla sua "onesta" fatica.
Mirò
(Estratto da "il platano", rivista di cultura astigiana, Asti, anno II, n. 5, 1977, pp. 19-21)
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/08/il-baciale-o-sensale-di-matrimoni.html

Oetzi, la mummia che cambiò la storia
29/08/2011
Vent’anni fa ritrovato in Alto Adige il reperto che ha retrodatato l’Età del Rame e avvalorato l’effetto serra
PIERO BIANUCCI
Tra poco saranno vent’anni esatti. Era il 19 settembre 1991 quando una coppia di alpinisti tedeschi, scendendo dalla Punta di Finale, Alto Adige, a quota 3210 metri vide affiorare dal ghiaccio i resti di un uomo. Una scena macabra ma non insolita. L’estate 1991 aveva già restituito sei corpi di escursionisti periti decine di anni prima. Eppure quella foto diventerà storica.
Non subito, però. I coniugi Erika ed Helmut Simon scesero al Rifugio del Similaun e segnalarono la vicenda, senza suscitare grandi emozioni. Tre giorni dopo erano di nuovo nella loro casa a Norimberga. La polizia italiana dimostrò poco interesse al recupero. Ci pensò la gendarmeria austriaca, e la mummia finì all’Università di Innsbruck.
Erika ed Helmut non potevano immaginare di aver fatto una scoperta che avrebbe cambiato, se non la paleoantropologia, almeno la percezione popolare di questa scienza. I resti che avevano fotografato erano quelli dell’Uomo del Similaun, o l’Uomo venuto dal Ghiaccio, o ancora, nome che poi si è affermato, Oetzi, dal toponimo del luogo di ritrovamento. Quando se ne resero conto cercarono di cavarne la giusta gloria e anche un po’ di soldi: la causa legale si è conclusa solo l’estate scorsa e ha fruttato 175 mila euro. Ma Helmut Simon non se li è goduti: è morto nel 2004 precipitando in una scarpata sulle Alpi di Salisburgo.
Per la mummia approdata a Innsbruck incominciò una serie di retrodatazioni. Era così ben conservata e aveva un aspetto così «moderno» che dapprima si pensò a un alpinista scomparso nel 1941 (ma il suo cadavere era già stato recuperato nel 1952). Qualcuno poi parlò di un escursionista ottocentesco e poco per volta si arretrò fino al tardo Medioevo ipotizzando che l’Uomo del Similaun fosse un soldato di ventura al servizio di un certo conte del Tirolo vissuto intorno al 1420.
Il colpo di scena arrivò con la datazione fatta con la tecnica del radiocarbonio. I risultati ottenuti nei laboratori di vari Paesi non lasciavano dubbi: Oetzi era vissuto fra il 3300 e il 3200 avanti Cristo, la sua mummia ha 5300 anni. Dunque valeva la pena di contendersi resti così preziosi, e le autorità italiane uscirono dalla loro indifferenza per rivendicare la mummia. Numerose spedizioni tornarono sul posto, raccolsero altri reperti, e soprattutto stabilirono che Oetzi era morto in territorio italiano, a 92 metri e 56 centimetri dalla linea di confine tra Italia e Austria. Così, dopo tanta carta bollata e complesse acrobazie diplomatiche, adesso Oetzi a buon diritto dorme il suo sonno nel Museo archeologico di Bolzano, conservato alla temperatura di 6 gradi centigradi sotto zero, in un’atmosfera a umidità controllata.
Decine di migliaia di visitatori ogni anno entrano nella sua «tomba» arredata da vetrine con le suppellettili recuperate, mentre lui, Oetzi, riposa al di là di una finestra antiproiettile di 30 per 40 centimetri: quasi una feritoia alla quale il visitatore deve affacciarsi per gettare uno sguardo fugace sul mondo di 5000 anni fa.
Chi era Oetzi? Era un cacciatore-raccoglitore, forse anche un pastore, alto un metro e 60, con età fra i 30 e i 40 anni, di rango sociale medioalto. Il suo ultimo pasto fu a base di carne di stambecco. Il corpo ha svelato 57 piccoli tatuaggi fatti inserendo erbe secche sotto pelle. Poiché aveva con sé funghi allucinogeni, qualcuno sostiene che era uno sciamano.
Sulla sua fine si è lavorato di fantasia. La spiegazione più semplice è che sia stato sorpreso da una tormenta di inizio autunno e sia morto assiderato: nuove nevicate avrebbero conservato il cadavere intatto. Ma poi si è trovata traccia di una freccia in una scapola, e allora si è pensato a un conflitto. Del resto, Oetzi è stato colto dalla morte mentre riparava il suo arco, ed era ben armato: aveva una lama di selce e un’ascia di rame.
Proprio questa è la cosa scientificamente più interessante. «Oetzi – spiegano gli antropologi Enzo Maolucci e Alberto Salza, curatori di una mostra sui cacciatori raccoglitori al Museo di Scienze naturali di Torino – fa retrodatare di mille anni l’Età del Rame. A modo suo era un pioniere della nuova tecnologia dei metalli, che stava subentrando a quella della pietra». L’altra scoperta importante che dobbiamo a Oetzi riguarda il clima. Nel 1991 due tempeste di sabbia coprirono il ghiacciaio del Similaun accelerandone la fusione: è evidente che mai negli ultimi 5000 anni il clima era stato così caldo. Una prova a favore dell’effetto serra. Un monito per l’uomo del Duemila.
da: http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/417255/

Anciveneto, in merito alla manovra aggiuntiva: I tagli alle 54.000 poltrone in esubero non devono toccare i piccoli comuni
Venerdì - 26/08/2011
In Italia i Comuni sono 8.092, in Germania i Comuni sono 12.104, in Francia 36.682 di cui il 90% con meno di 2000 abitanti, in Spagna 8.116, in Austria 2.357 con 8 milioni di abitanti, in Svizzera, che ha meno abitanti della Lombardia che ha 1500 Comuni, i Comuni sono 2516.
19 – 20 euro lorde a seduta per 3-4 consigli all'anno per i consiglieri (importi spesso lasciati nelle casse dei comuni o devolute in assistenza) e 130 euro lorde al mese per gli assessori che vengono indicati come uno dei piatti forti dei tagli ai costi della politica. Indennità che spesso non vengono neppure percepite o che risultano ulteriormente dimezzate quando l'amministratore, come nella maggioranza dei casi per i piccoli comuni, è un lavoratore dipendente. I consiglieri, gli assessori e i sindaci dei piccoli comuni, con quelle indennità, senza rimborsi spese, sono in realtà dei volontari della partecipazione democratica e dell'impegno civile e sociale dell’Italia. Il loro ufficio spesso è la piazza del paese. Allora occorre domandarsi: Si vuole riorganizzare il sistema degli enti locali, renderlo più efficiente ed efficace? Si vuole discutere del destino e del ruolo dei piccoli comuni, della necessità di gestioni associate per dare servizi adeguati, anche di fusioni? Si vuole discutere seriamente di come si garantiscono comunque i servizi essenziali alle migliaia di piccole comunità del nostro Paese ? Si apra un confronto serio sull'intero sistema delle autonomie, per riforme attuabili e utili ai cittadini. Oltretutto con la progressione dei pesanti tagli ai trasferimenti che sono ulteriormente previsti e che si sommano a quelli già pesantissimi di questi mesi ed anni, siamo vicini al momento in cui i comuni dovranno chiudere non perchè troppo piccoli, ma perchè impossibilitati ad assolvere le loro funzioni, a garantire servizi essenziali e quindi diritti, coesione sociale, possibilità di crescita e sviluppo ai loro cittadini, alle famiglie, alle imprese. la vita per i nostri giovani e anziani nei piccoli Comuni è già messa a dura prova, asili nido, servizi scolastici, assistenza socio sanitaria, ospedali in “liquidazione”, uffici postali fantasma o a singhiozzo, tutto è ormai ridotto all’osso. Nel pentolone dei tagli alle 54.000 poltrone non inseriamo i piccoli comuni, che ai cittadini riescono a garantire ancora almeno i servizi essenziali.
E dire che era gia previsto, e questa nuova manovra crea non poca confusione, un “progetto di riordino territoriale” che determina funzioni fondamentali da esercitare obbligatoriamente in forma associata attraverso convenzioni o unioni tra comuni. Le funzioni fondamentali, determinate dal cosiddetto DDL Calderoni, comprendono polizia locale, istruzione pubblica, edilizia scolastica, viabilità e trasporti, territorio e ambiente, sociale e devono essere altresì individuate le aree geografiche e territori ottimali omogenei per lo svolgimento di tali funzioni secondo i principi di economicità, efficienza e riduzione delle spese…. Come dire un gran rompicapo.
Gino Pante - ANCI Veneto (Veneti nel Mondo)
da: http://www.oriundi.net/site/oriundi.php?menu=noticiasdet&id=18049

Il “Bacialè” o sensale di matrimoni
martedì 23 agosto 2011
Uno strano personaggio, si aggirava tra le colline ed i paesi più sperduti del Piemonte, era il bacialè, colui che per pochi soldi ha fatto felice molte coppie, riusciva a comporre situazioni disperate. Un mestiere di mediatore mai riconosciuto ufficialmente me di importanza vitale per tante famiglie.
Strana vicenda delle parole! Il nome che nel Medioevo indicava il novizio cavaliere o lo studente universitario (baccalarius, bachelier, baccelliere) cui accenna anche Dante nella Commedia, è passato, nel pittoresco linguaggio della nostra terra, a significare il sensale di matrimoni.
Veramente, in alcune località di collina o di pianura, si usava (e forse ancora se ne conserva il nome) il termine, di incerta etimologia, marussau o marusse (è citato il latino medioevale marosserius oppure anche rablau, o rabloria, se si trattava di donna).
Dato il carattere, che potrebbe definirsi contrattuale del matrimonio contadino, basato spesso, più che sull'affettuoso consenso dei diretti interessati, , sulla sottile alchimia della valutazione della dote o della ricerca di un "buon partito", c'era bisogno di un intermediario specializzato che favorisse gli incontri, talora burrascosi, e che mediasse le laboriose trattative fra i parenti dei due fidanzati, al fine di regolare, in tutti i particolari, il matrimonio imminente (rangé la sposa).
Il bacialé vero e proprio rappresentava una specie di riconosciuta professione, esercitata, come quella del medico, con il sussidio del birocin (ed era questo un segno di distinzione), oppure a piedi, semplicemente, come i "romei" dell'età medioevale.

A questa funzione di agente di pubbliche relazioni, del resto modestamente remunerata, egli associava, per lo più, un vero e proprio mestiere: quasi sempre era negoziante di vitelli, mediatore di vino o cercatore di tartufi. Tutti mestieri questi che comportavano una qualifìca costante di itineranti.
Non tutti i suoi interventi matrimoniali avevano, ovviamente, la stessa importanza o lo stesso peso; così la capacità dell'agente "sponsalizio" emergeva soprattutto nei casi più improbabili e difficili. C'era sempre qualche cascina isolata sulle colline, qualche cà dij bosch in cui una fanciulla, già un tantino avanti negli anni e non precisamente una bellezza, era ancora da collocare e perciò poteva prestare attenzione ad una proposta abilmente avanzata dal bacialé. Il quale, per la sua capillare esperienza di luoghi e di famiglie, aveva subito in mente l'uomo "ad hoc". Poteva essere uno scapolo o un vedovo, anche lui sufficientemente maturo, non esattamente un Adone e, magari, gravato di qualche inconveniente, tale però da non costituire un "impedimento dirimente" agli indulgenti ed esperti occhi del sensale, buono, insomma, per un matrimonio che sarebbe stato (garantiva quello) un vero successo.
Il premio per tanto zelo e per la molta costanza era, in caso di affare felicemente concluso, un pastrano, un cappello, oppure semplicemente un foulard che il sensale sfoggiava con visibile orgoglio nel giorno delle nozze.
Non mi risulta che il rablau si sentisse moralmente responsabile dell'eventuale insuccesso del matrimonio da lui combinato (oggi si direbbe gestito); l'accordo o il disaccordo degli sposi, una volta pronunciato il "sì", era affare che non lo toccava più, giacché, anche in questo tipo di contratto, vigeva la formula consacrata a lamente gnun-e, ossia la non accettazione di eventuali reclami della ...parte lesa.
Non è detto poi che per il bacialé, nell'espletamento delle sue mansioni, fossero sempre rose e fiori. C'era, infatti, qualche volta, da parte di un aspirante respinto, oppure semplicemente ad opera di buontemponi, qualche scherzo pesante ai danni di lui: gli staccavano furtivamente il cavallo dal birocin, nascondevano una delle sue ruote, oppure gli tiravano sassi lungo il percorso, o si inventavano altre "facezie" del genere.
Si manifestava, anche in questa occasione, la consueta, corale partecipazione dell'intero paese ad ogni evento matrimoniale un poco fuori del comune. Così avveniva, del resto, nella dispettosa funzione della "porrata" ai danni di un fidanzato a suo tempo respinto, compiuto nel giorno stesso in cui il mancato "partner" si sposava; oppure si procedeva alla ciabra una specie di pubblica chiassata in occasione delle seconde nozze di un vedovo o di una vedova (fé la cabra ).
Ognuno di questi bacialé aveva un suo ricordo particolare attinente la professione, come quello che mi raccontava non senza una arguta punta umoristica, un simpatico vecchietto che era del mestiere.
Una domenica, dopo la mietitura, porta un cliente anzianotto a incontrare la ragazza destinata che abita con i suoi in un casale sulla punta di una collina isolata. Prima di tutto, si procede ad una scrupolosa ispezione dello "stato" della famiglia: lo stabile, le vigne, la stalla; poi avviene l'incontro, impacciato e quasi muto, dei due; presenti, naturalmente, i familiari. Infine la cena e i primi generici accordi sulla dote e sul fardél.
I due tornano tardi al paese, lungo una stradina di campagna che si distingue solo per il bianco della polvere.
Il neo-fidanzato, ringiovanito dall'entusiasmo, va innanzi con l'andatura di un puledro; dietro trotterella il sensale grassottello e pasciuto fuori ordinanza. In un momento di naturale sosta obbligata, il sensale interrogò il promesso sposo chiedendogli un parere, da uomo a uomo, sulla ragazza. Quello, non senza un certo imbarazzo, rompe il lungo silenzio, esplodendo in una folgorante risposta: "mi piace". Non lo dice nel dialetto abituale, che sarebbe scolorito e povero, ma nientedimeno che in un italiano per lui insolito, spolverato, per l'occasione, dai ricordi della scuola.
Il vecchio bacialé aggiungeva di non ricordare bene quale fosse stato il risultato di quel matrimonio, ma l'epigrafica risposta espressa in italiano, da un personaggio solitamente impacciato e taciturno, gli era rimasta in mente, come la più lusinghiera gratificazione alla sua "onesta" fatica.
Mirò
(Estratto da "il platano", rivista di cultura astigiana, Asti, anno II, n. 5, 1977, pp. 19-21)
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/08/il-baciale-o-sensale-di-matrimoni.html

I 'ciccioni' del pallone: Ronaldo al primo posto
Mercoledì 24 Agosto, 2011
Stilata la classifica dei 'pesi massimi' del pallone. Ci sono anche Adriano e Maradona
© Foto REUTERS
LONDRA, 24 agosto - Ronaldo 'fenomeno' anche nella classifica dei 'pesi massimi' del calcio. L'ex attaccante di Inter e Real Madrid, ritiratosi quest'anno dall'attività agonistica, guadagna la prima posizione nella speciale classifica dei 'ciccioni' del pallone stilata dal tabloid inglese 'The Sun'. Proprio i costanti problemi con il peso-forma, legati ai tanti infortuni avuti durante la carriera, hanno influito sulla scelta di Ronaldo di lasciare il calcio giocato a 34 anni dopo le ultime due stagioni nel Corinthians.
MARADONA - Problemi di peso, e non solo, che hanno condizionato anche la carriera di un altro grandissimo del calcio: Diego Armando Maradona. Il 'Pibe de Oro' conquista la seconda piazza nella lista dei 'fat-boys' a causa delle sue continue liti con la bilancia. Sul gradino più basso del podio c'è un giocatore poco conosciuto in Italia, ma famoso per la sua stazza in Inghilterra. Si tratta di Willie 'Fatty' (grassoccio) Foulke. L'ex portere di Sheffield United e Chelsea, raccontano le cronache, fu capace di spezzare una traversa in due con i suoi circa 150 kg. Medaglia di legno per Neil Ruddock, detto 'Razor', rasoio, ma in realtà decisamente poco sottile. Il difensore, infatti, venne licenziato dallo Swindon, suo ultimo club, per aver superato i 95 kg di peso.
GLI 'ITALIANI' - Ma nella classifica del 'Sun' figurano anche delle vecchie conoscenze del calcio italiano, come Paul 'Gazza' Gascoigne', che in Serie A ha vestito la maglia della Lazio e che ha sciupato molto del suo talento a causa dei problemi con alcol e droghe . Dalla Lazio si passa poi alla Roma, che ha annoverato nelle sue fila due 'oversize' come l'egiziano Mido, che sembra aver guadagnato peso per ogni squadra che ha cambiato (ben undici), e il brasiliano Adriano, la cui passione per birra e cibo ha da tempo superato quella per dribbling e gol. Presenti nella classifica dei 'giganti' anche Neville Southall, detto 'Big Nev', ex portiere dell'Everton, il sudafricano Benni McCarthhy che dopo le esperienze col Blackburn e col West Ham è tornato in patria per giocare con gli Orlando Pirates ed evitare le feroci critiche da parte dei media inglesi sui suoi chili di troppo. A chiudere la top-fat c'è l'ex portiere australiano Mark Bosnich, dalla stazza decisamente importante e famoso per una delle squalifiche più lunghe della storia del calcio inglese: ben nove mesi di stop per la positività alla cocaina.

Lobo-marinho aparece em Ilhabela, litoral paulista
terça-feira, 23 de agosto de 2011
Um lobo-marinho apareceu em uma praia de Ilhabela, no litoral norte de São Paulo nesta segunda-feria (22). Ele foi visto por pessoas que passavam pela praia e que acionaram os órgãos responsáveis. Agentes da Polícia Ambiental e veterinários da prefeitura estiveram no local.
Segundo Olga Loureiro, uma das veterinárias que acompanharam o animal, ele está em boas condições de saúde, apesar de um pouco estressado. O local onde o lobo-marinho estava foi cercado e ele só será removido se não retornar ao mar nas próximas 48 horas.
Pela manhã, de acordo com a veterinária, alguns curiosos jogaram pedaços de pau para obrigar o animal a se mexer. O lobo-marinho encontrado pertence a uma espécie subantártica e que portanto deve, segundo Olga, ter viajado uma longa distância até Ilhabela.
da: http://www.reporterdiario.com.br/Noticia/304883/lobo-marinho-aparece-em-ilhabela-litoral-paulista/

Nella casa di Fred Buscaglione: con Elena adesso il ritmo è rock
14/08/2011
L'appartamento porta un segno preciso del passaggio
Le chitarrre della nuova inquilina nel salotto del cantante anni '50
ELENA LISA
TORINO
Fossimo in America quella casa, oggi, sarebbe Graceland. Perché Ferdinando Buscaglione, in arte Fred, sta a Elvis Presley come via Bava numero 26 sta alla tenuta di Boulevard Elvis Presley 3734 a Memphis, nel Tennessee (notare, all’uomo dal bacino sciolto è stata anche intitolata una strada).
A Torino, invece, il palazzone nel quartiere Vanchiglia in cui abitò il figlio di una famiglia operaia con la passione per il jazz, «il duro di Porta Pila» che a fine degli Anni 50 emigrò nel resto d’Italia passando con la sua musica per ogni radio, tivù e cinema, il gangster dalla faccia da schiaffi che dichiarò guerra alla melodia romantica tutta cuori e fiori e la mise ko spopolando, è ancora lì, identico a se stesso: severo e triste, squadrato e grigio. In una parola, anonimo.
Nemmeno una targa che brilli per ricordare che al settimo e ultimo piano c’è l’appartamento - tre stanze, un bagno, e una vista sulla Mole che toglie il fiato - in cui visse il cantante entrato nella storia della musica italiana, l'artista che riuscì a esserne protagonista proponendo «canzonette» orecchiabili dalle storie stravaganti, e dimostrò che rompere con la tradizione quando è polverosa si può. Anzi, si deve.
Oggi in quegli spazi vivono Elena Boux, una giovane impiegata che lavora al museo del Cinema, e i suoi tre gatti, Luna, Jack e Lulu. Elena ha comprato la casa nel 2005: «L’agente immobiliare che incontrai per visitare l’appartamento - dice mentre il micio più vivace dei tre, Luna, salta dal divano al tavolo al pavimento - mi confidò fiero che stavo per entrare nella casa in cui Buscaglione compose con l’amico Leo Chiosso le canzoni più belle e famose del suo repertorio. Ma siccome quell’uomo aveva anche capito che ero interessata a comprare, io non gli credetti e mi feci una mezza risata».
Invece il povero agente immobiliare era sincero. Oggi quell’appartamento porta ancora un segno preciso del passaggio di Fred Buscaglione: un arco nel muro che il cantante - che per un po’ abitò lì con la moglie Fatima, un’acrobata marocchina, occhi neri e splendida voce - fece costruire pochi anni prima di schiantarsi, a Roma, a 39 anni, sulla sua Ford Thunderbird rosa. Un’americanata. Buscaglione si spostava sull’auto lunga e vistosa anche per Torino. La parcheggiava nel rimessaggio sotto casa poi trasformato in garage privato per i condomini.
«Certamente non era un uomo noioso, spaventato dalle scelte originali - aggiunge Elena -. Anche questa casa doveva essere ben strana per quegli anni. Salotto e camera da letto, per esempio, non erano divisi. Sono io che ho deciso di aggiungere una parete per separare gli ambienti. Prima era un open space. Ma l’arco no, quello non ho voluto toccarlo».
E infatti sta ancora lì, accanto alla chitarra elettrica che, anni fa, suonava la nuova inquilina quando faceva parte di un complesso hard rock. Proprio sotto la libreria zeppa di cd degli AC/DC e dei Guns and Roses. Anche quelli sono album di rottura: per gli inesperti rottura di timpani, per i conoscitori rottura di consuetudini. Esattamente come fu per «Eri piccola così» e «Che bambola».
Per «Guarda che luna» e «Che notte!», una specie di rap ante litteram. Buscaglione proponeva la sua musica in giro per l’Italia e nei night fumosi della sua Torino. Qui si esibiva già a quindici anni, un po’ per passione e un po’ per racimolare qualche spicciolo. È in questo ambiente che conobbe Leo Chiosso, suo futuro paroliere, che gli cucì addosso il personaggio che lo rese famoso. Mani in tasca, sigaretta all’angolo della bocca, sguardo da dritto e Borsalino calato sulla fronte, Fred Buscaglione riproponeva, sfottendole, le atmosfere dei film americani e la sicurezza irritante e molesta di Humphrey Bogart.
Chissà da quale angolo di Hollywood l’attore americano si faceva ispirare per provare gli eroi dei suoi film. Di Buscaglione il particolare era noto. Lo conosceva tutto il vicinato: la sua stanza creativa era il balcone. Si affacciava ogni volta che voleva canticchiare a Chiosso l’incipit di una nuova canzone, o perfezionare con lui un testo. Perché i due erano talmente amici che avevano scelto di vivere uno davanti all’altro, negli edifici identici e paralleli di via Napione e via Bava.
«Teresa non sparare» per dire, ispirata a una notizia di cronaca nera - una moglie aveva colpito il marito scoperto con un'altra - è stata scritta lì, sotto la luna. I due si sentivano discutere anche a notte fonda. Stavano appoggiati alle ringhiere, in pigiama, a improvvisare. Una volta un condomino non ce la fece più e gridò: «Allora vi decidete o no a farla sparare questa benedetta Teresa?».
Altra Torino, altre star, altri tempi. Ma fino a un certo punto. Perché, nelle notti stellate, tra quelli che abitano in quei palazzoni gemelli, chiusi a sinistra dallo sbarramento di case di via Santa Giulia che garantisce un’acustica quasi perfetta, Buscaglione c’è ancora chi giura di sentirlo cantare.
da: http://www3.lastampa.it/torino/

Tutti a mangiare al Senato
11/08/2011
Il menù dei Senatori: lo trovate caro?????

Da Ravenna alla Nasa di Houston: Gloria Coco a 72 anni realizza il sogno di una vita
4 agosto 2011
A 72 anni realizza il sogno di una vita: andare nello spazio. Tra qualche mese Gloria Coco diventerà la donna più anziana d’Europa a partecipare a un volo aerospaziale
Gloria Coco
Ravenna, 4 agosto 2011 - A 72 ANNI realizza il sogno di una vita: andare nello spazio. Tra qualche mese Gloria Coco, di professione attrice, diventerà la donna più anziana d’Europa — la seconda nel mondo — a partecipare a un volo aerospaziale. Conclusi i tre cicli di addestramento, dunque, la ‘nonnina spaziale’ si può preparare al countdown, inizialmente in programma in primavera e poi posticipato a dopo l’estate allo Space Center della Nasa a Houston, in Texas.
SARÀ stata la forte passione per l’avventura, con tanto di gare di sopravvivenza e passeggiate sui carboni ardenti, a spingere la signora Gloria, romagnola di nascita ma romana di adozione, a sposare fin da subito il progetto di Spaceland, la prima agenzia non governativa per il volo aerospaziale riconosciuta dall’Agenzia Spaziale Europea e da quella italiana.
«Io sono sempre stata attirata dalle cose insolite — racconta — Amo molto l’avventura e adoro stare sempre in movimento, non fermarmi mai. Appena saputo di questo volo suborbitale ho chiamato, mi sono qualificata e ho detto loro che avevo 70 anni. Mi hanno presa subito».
QUELLO a cui parteciperà sarà un volo suborbitale per scopi prettamente scientifici. «Campioneremo le reazioni del suo cervello in vari stati di gravità — spiega Carlo Viberti, presidente di Spaceland — I risultati aiuteranno medici e studiosi nella ricerca contro l’Alzheimer». Arrivare al lancio, però, non è stato semplice: l’attrice ha dovuto sottoporsi a tre cicli di addestramento, con tanto di immersioni, controlli medici ed esercizi di orientamento.
L’ULTIMO passo prima del lancio è stato il centro spaziale europeo a Bruxelles, dove Gloria Coco ha concluso i test prima del lancio. Ora è tutto pronto, mancano solo gli ultimi dettagli e l’attrice potrà coronare il suo sogno, lo stesso di altri due membri dell’equipaggio, che parteciperà alla missione solo per piacere, saranno ‘turisti spaziali’. E’ proprio questo tipo di missione che in futuro, assicurano gli esperti, potrà rappresentare la nuova frontiera del turismo alternativo.
MA INTANTO la signora Gloria si gode il suo primato. «Tutte le mie amiche mi dicono: ma cosa fai, tu che stai bene, non hai acciacchi ti metti a fare queste cose! — racconta — Ma in fondo in fondo anche loro sono orgogliose di me».
da: http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2011/08/04/556434-ravenna_alla_nasa.shtml

A Castagnole Lanze, con i Nomadi. Concerti dal 19 al 29 agosto ago 5th, 2011
ago 5th, 2011
di webmaster.
Da venerdì 19 a lunedì 29 agosto la cittadina di Castagnole Lanze sarà animata da un ricco cartellone di musiche ‘Festival Contro’, artisti ed eventi che culmineranno (sabato 29 agosto) con il trentasettesimo concerto castagnolese consecutivo dei Nomadi e con la centocinquantaduesima edizione della Fiera della nocciola.

Il festival prevede, nel pomeriggio di venerdì 19, il concorso di band ‘Tutti contro tutti’, l’apertura di mostre e del parco divertimenti; sabato 20, toccherà a Davide Van De Sfroos (ingresso, 15 euro) aprire la serie dei concerti; domenica 21 sarà la volta della celeberrima Orietta Berti; lunedì 22, salirà sul palco una delle voci femminili più belle e potenti del Roch italiano, Ambra Marie; martedì 23, il festival proseguirà con il formidabile gruppo folk-rock Yo Yo Mundi di Acqui Terme, cui farà seguito lo spettacolo pirotecnico dedicato a San Bartolomeo e il complesso dei Lou Dalfin; mercoledì 24, l’appuntamento sarà con Giuliano Palma, accompagnato dalla sua band The Bluebeaters (ingresso 12 euro); giovedì 25, si esibiranno Carlot-ta e GnuQuartet venerdì 26, alle ore 18, sarà aperta la mostra “Il campo nomade di un poeta vagabondo: Augusto Daolio”, mentre alle 21,30, suonerà il gruppo Double Trouble e Zuli, un tributo a Bob Marley; sabato 27, saliranno sul palco I Nomadi (ingresso, 18 euro) al loro 37° concerto castagnolese (con Irene Fornaciari, la figlia di Zucchero) e con il 20° raduno estivo dai Fan club; domenica 28, alle ore 11, inaugurazione 152^ Fiera Castagnin della nocciola, alle ore 16, convegno sulla ‘Tonda, e alle 21,30 concerto con le canzoni dell’Unità d’Italia, interpretate dalle Blue Dolls, le ragazze dello swing di Raino; lunedì 29, la festa di Castagnole si chiuderà con il ballo liscio dell’orchestra Grande evento, l’elezione di Miss San Bartolomeo e l’investitura della marchesa Valentina e del Cont Castagnin.
Tutti i concerti, tranne Giuliano Palma, I Nomadi e Davide Van Sfroos, sono gratuiti ed inizieranno, alle ore 21,30, in piazza San Bartolomeo.
da: http://www.vallibbt.com/2011/08/05/a-castagnole-lanze-con-i-nomadi-concerti-dal-19-al-29-agosto/

Piemonte informa: Oropa. Note e notte di stelle
5 agosto 2011
Oropa. Note e notte di stelle
Doppio appuntamento ad Oropa per venerdì 5 agosto con concerto al pianoforte e l’osservazione delle stelle. Appuntamento nella Chiesa Nuova alle ore 21, con il giovane pianista Alessandro De Pieri che presenterà il brano “Centocinquanta Te”, scritto dallo stesso
musicista biellese in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Il programma prevede inoltre una selezione di brani di G. Allevi e di altri autori italiani. A seguire sarà possibile osservare le stelle insieme ai rappresentanti dell’Unione Biellese Astrofili. Informazioni presso l’Assessorato alla Cultura del Comune di Biella, tel. 015 252- 9345.
Info: www.biellesitessitoridiunita.it
da: http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/territorio/index.php

UNA MEDAGLIA CONIATA PER I 150 ANNI DEL REGNO D’ITALIA
OMEA è l’azienda italiana più nota nel mondo per il conio di medaglie d'arte.
E' una delle più antiche "officine" specializzate nella produzione di oggetti in metalloprezioso e comune. Attiva dal 1887, passata alla famiglia Candiani nel 1949,ha ideato infinite serie di medaglie, targhe, trofei, che hanno tramandato il ricordodi personaggi ed eventi storici di rilievo nella nostra storia. Dai Re Sabaudi ai Papi del XX secolo, dai protagonisti del Risorgimento e della proclamazione del Regno d’Italia a personaggi storici.
Nell'ideazione dei bozzetti e nella realizzazione dei modelli si sono avvicendati artisti come Annigoni, Bodini, Cassinari, Dova, Fiume, Lazzaro, Minguzzi, Monassi, Purificato, Sassu, Pancotto, Rivadossi, Verdi, e molti altri. Anzitutto tutti i loro prodotti sono realizzati “su misura”.
Quando studiano una medaglia, un distintivo, una targa, un lingotto, un oggetto promozionale, lo fano espressamente per un cliente seguendo con attenzione le sue richieste, ma aggiungendo sempre un ”pizzico” della loro esperienza per ottenere il risultato migliore.
Altre serie “storiche” sono invece create direttamente da loro con incisori, scultori, artisti di altissimo livello, e questo fa sì che i risultati si vedano.
Anche per la creazione di questa serie di medaglie dedicata al 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia ci sono avvalsi dell’esperienza di incisori fra i migliori oggi presenti in Italia. La serie è un trittico composto da 3 formati diversi (21mm, 26mm, 32mm) dello stesso soggetto sia sul fronte, sia sul rovescio.
Sul fronte sono riprodotti i quattro artefici dell'unità d'Italia: Re Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi e Mazzini, mentre sul retro è raffigurata l'allegoria dell'Italia.
Le medaglie sono proof tipo numismatico (fondo specchio, rilievi opachi) con bordo zigrinato e sono coniate nei metalli bronzo, argento 925 e oro 750.
www.tricolore-italia.com della pagina 26 - numero 261, Luglio 2011

Miro: La storia della Itala storico marchio di automobili Torinese
lunedì 25 luglio 2011
La storia della Itala storico marchio di automobili Torinese.
Abbandonato il fratello Giovanni Battista nel 1903, Matteo Ceirano fondò la"Matteo Ceirano & C.", società in accomandita di cui egli stesso era accomandatario ed accomandanti il cavaliere Grosso Campana, l'ingegnere Guido Bigio, il commendatore Leone Fubini, il cavaliere Moriondo e il Sig. Carenzi. Sede provvisoria in via Guastalla, 5 a Torino.
Nel 1904 l'azienda si trasferì in Via Petrarca, 29/31 su di un'area di 3.000 metri quadrati con la nuova ragione sociale "Matteo Ceirano & C.-Vetture Marca Itala": capitale sociale lire 3.000.000 di cui lire 1.500.000 versati, aumentabile a lire 5.000.000. Il nuovo stabilimento dove lavorano 150 operai, era situato nella zona dove in quegli anni erano sorte alcune fra le maggiori industrie automobilistiche, in parte sopravvissute e in parte scomparse: Fiat , Lancia ,Carello, S.T.A.R. (Rapid), Storero, ecc.

La produzione è concentrata sul modello 24 HP con il quale lo stesso Matteo Ceirano arriverà primo nella categoria vetture leggere della Susa-Moncenisio disputata quell'anno. A questa brillante affermazione faceva seguito sempre nel 1904, quella del marchese Giovanni Battista Raggio, secondo al Circuito di Brescia e la vittoria dell'Ing. Bigio alla Padova-Bovolenta.
Questi successi sportivi misero in vista la Itala, nome augurale che Ceirano aveva voluto dare ai suoi modelli, tanto che le richieste di clienti affluirono copiose in via Petrarca. Le officine vennero ampliate e dotate di nuove attrezzature in modo da permettere una maggiore produzione. Grazie all'apporto di capitali da parte di un gruppo genovese che faceva capo al notissimo banchiere G.B. Figari, fu acquistato un terreno in Corso Orbassano dove venne costruito il nuovo stabilimento la cui realizzazione fu affidata all'Ing. Fenoglio.
Il progetto prevedeva l'occupazione di un'area di 70.000 metri quadrati, poi ampliata a 88.750 mq, compresa tra Corso Orbassano, la ferrovia di Modane (c.so Marsiglia, ora Adriatico), corso Racconigi, corso Parigi (ora corso Rosselli) e la ferrovia Torino-Milano. A lavoro ultimato le officine comprendevano 49.000 metri quadrati di fabbricati, dove la manodopera impiegata era salita a 400 dipendenti. Nel settembre 1904 la Matteo Ceirano & C. cambiò ragione sociale in Società Anonima Itala - Fabbrica Automobili Torino ed il capitale versato salì a lire 1.750.000. Sui radiatori delle vetture appariva il marchio ovale con fondo blu e la scritta bianca "Itala".

Componevano il Consiglio di società il Cavaliere Grosso Campana, il commendatore Leone Fubini e l'ingegnere Guido Bigio; il conte di S. Albano, gli avvocati Cattaneo e Cortese, il marchese Pallavicini, il siciliano Florio e il banchiere Figari. Nel 1905 Matteo Ceirano lasciò l'Itala per fondare con il cavaliere Michele Ansaldi la Ceirano-Ansaldi dalla quale doveva nascere la S.P.A. In quello stesso anno venne assunto, con l'incarico di direttore tecnicho, l'ingegnere Alberto Balloco, il quale realizzò subito la vettura da corsa Itala 100 HP con la quale il marchese Raggio vinse la coppa Florio 1905.
La vittoria dell'Itala 35/45 HP nell'epico Raid Pechino-Parigi richiamò sulla Casa Torinese l'interesse del pubblico sportivo mondiale facendo incrementare le vendite, e fu probabilmente grazie a questa eccezionale impresa che l'Itala uscì indenne dalla crisi del 1906 1907.
È interessante notare che proprio durante la crisi la Itala è protagonista di un evento che la collega con la storia del movimento sindacale italiano, ovvero la firma del primo contratto collettivo (1906).
Il felice sviluppo continuò fino all'inizio della prima guerra mondiale e durante il conflitto l'Itala produsse un buon numero di autocarri militari: nel 1916 con la cessione della maggioranza azionaria alla Hispano-Suiza, iniziò all'Itala la produzione di motori di aviazione. La nuova attività richiese un anno di lavoro per trasformare le officine ed attrezzarle adeguatamente per la costruzione di questi motori; ciò ritardò l'inizio della commessa governativa di tremila motori avio che, con la fine della guerra, venne ridotta a 1.500 motori.

Alla riduzione di lavoro seguirono vari scioperi e questa precaria situazione impedì alla società la ripresa della produzione automobilistica. Nell'intento di salvarsi dal fallimento, l'Itala richiese dei finanziamenti al Banco di Roma, mettendola in una posizione finanziaria insostenibile tanto che, nel 1925, ne fu affidata la gestione alla Società Finanziaria di Liquidazione (trasformatasi poi in I.R.I.). Ormai la sorte dell'Itala era segnata e nel 1929 fu assorbita per incorporazione dalle Officine Metallurgiche e Meccaniche di Tortona, assumendo la ragione sociale di "Itala S.A.". Riorganizzata un'ultima volta come "Itala S.A.C.A." sopravvisse fino al 1935.
Mirò
Fonte: Storia e cultura dell’Industria
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/07/itala-automobili-torino.html

Miro: Andé an carej, legato al lavoro del carrettiere, tra Langa e Monferrato -
venerdì 22/07/2011
Anche le Langhe cambiano. E' nell'ordine delle cose. Del resto è fatale e giusto che nulla rimanga immutato nei tempo, perché vivere e continuare vuol dire prima di tutto cambiare, mutare, evolversi. La Langa cambia per cui alcuni fenomeni, e proprio quelli più tipici della sua stessa esistenzialità muoiono e scompaiono per sempre.
Langa ha sempre voluto dire malora e fatica. Sudore e Miseria. E lavoro, molto, ma con scarsi risultati. Sovente al lavoro tradizionale dei campi, si cercava di aggiungere altre occupazioni per poter sfamare le bocche di casa, per far sorridere quegli occhi tristi che alla sera si trovavano radunati attorno al misero desco di campagna. Una di queste occupazioni che mi ha sempre affascinato è quella del carrettiere.
Intendiamoci, il mestiere di per sé non è langarolo, ma universale, oggi carrettieri sono gli autisti sia quelli italiani che quelli stranieri, con tanto di sigla TIR davanti alla motrice. Carrettiere nel senso di trasportare merci e cose è un mestiere vecchio come il mondo, almeno dalla scoperta della ruota in sù. Ma in Langa carrettiere è stato ben altro. Un lavoro tipico, particolare. Prima di tutto non era una professione, ma un riempitivo.
Si trattava semplicemente di arrotondare i magri frutti dei campi. Da notare la dizione langarola di questo tipico lavoro-palliativo: andé an carej. Non fare il carej (cioè il carrettiere) ma andare in carei, quindi imprestare letteralmente se stesso, buoi e carro per trasportare legna, uva, fieno o letame. A volte (e anche sovente nella stessa annata) andé an carej significava anche far sanmartino, portare masserizie (poche) e speranze (molte) su altre colline o nelle vallate. Un lavoro che serviva ad arrotondare, ma che presupponeva una ricchezza di base indispensabile: possedere un paio di buoi solidi e forti, abituati al tiro a lunga distanza e non era cosa da poco.

Chi si trovava in stalla questa ricchezza, certamente voleva sfruttarla. E l'unico modo era questo. Usare la coppia di buoi solo per i lavori della terra era sprecato in partenza. In questo caso, meglio farseli imprestare. Fare il carrettiere era anche faticoso, un'occupazione saltuaria, ma redditizia, che aveva però come controparte una maggior dose di fatica e di sudore.
In Langa, per tradizione, la giornata incomincia prima del canto del gallo e anche il carrettiere non fa eccezione. Al mattino presto, meglio ancora nella notte fonda, quando l'alba è ancora di là a venire, aggiogati i buoi, si partiva per lo straordinario: camicia a quadretti e cappello largo, sformato.
Negli occhi il sonno e in mano il guret per vincere la pigrizia dei buoi, ma molto di più per combattere la stanchezza. Un colpo alle bestie e un grido. Un colpo a vuoto e un canto solitario e improvvisato. Su tutto il gracchiare delle ruote sul selciato sconnesso. Il borgo intanto, dormiva ancora e il ritmo ossessivo e discontinuo delle ruote sul selciato era il primo rumore che scuoteva le case nere infreddolite di sonno.
Ogni lavoro che si rispetti, presuppone una contropartita, una paga. Erano tempi in cui i soldi mancavano in tutte le case, anche in quelle più solide, per cui si andava in carej facendosi pagare in natura. Il carro partiva vuoto nella notte fonda e ritornava a sera tardi con sacchi di grano, castagne, ceste di uova o con un barilotto di vino.
Il carrettiere era una figura tipica e in ogni paese solo pochi avevano e godevano della fiducia della gente. Solo i più capaci emergevano. E per capacità s'intendeva non aver mai sonno, essere ancora giovani, sopportare la fatica, ma, soprattutto, conoscere le bestie. Avere un paio di buoi robusti, non significava essere anche uomini di carej.
Sacrificio e conoscenza del mestiere. Solo questo contava. Si narra di uomini che vivevano nella stalla accanto alle proprie bestie. Conoscevano del bue vita e miracoli e un buon carrettiere, si diceva anche, non conosceva veterinari. Il bue sembrava stanco, non tirava più? Bastava un'erba dei boschi ed ecco che tutto tornava a posto.
Al sabato santo si prendeva il giogo di legno e lo si bagnava nell'acqua, tenendolo fino al suono del Gloria. Era di buon auspicio. Importante era anche vestirsi da carej e la camicia rozza, ma sempre pulita, a quadri, diventava una divisa, un simbolo. E poi la libertà. Soli nella notte, un lavoro lontano da casa, un senso di liberazione anche se uomini e bestie erano sommerse dalla fatica. Il sudore sulla fronte, ma la libertà nel cuore.Andare in carej era anche questo!
Mirò
(Estratto da "Il platano", rivista di cultura astigiana, Asti, anno III, n. 3, 1978, pp 37-44: Figure, opere e riti della nostra terra)
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/07/ande-carej-legato-al-lavoro-del.html

Pinóquio faz aniversário e é homenageado em Florença
25 a 31 de julho de 2011

O personagem infantil Pinóquio, cujo nariz crescia quando mentia, comemora 130 anos neste mês. O mercado histórico de San Lorenzo, em Florença, cidade natal de seu autor, Carlo Collodi, se transformou em teatro para contar as histórias do boneco. As ‘Aventuras de Pinóquio’ começaram a ser publicadas no ‘Giornale dei Bambini’ em julho de 1881. O boneco é esculpido a partir do tronco de um pinheiro por um carpinteiro chamado Geppetto que desejava ter um filho. Pinóquio é uma palavra típica da região da Toscana e significa pinhão.
da: Il Mondo Italiano - Edição 432 - Informativo da Associação Beneficente e de Assistência Educacional do Rio Grande do Sul - ACIRS

Miro: Tones on the Stones dal 22 al 30 luglio 2011 a Verbania
mercoledì 20 luglio 2011
Tones on the Stones
Dal 22 al 30 luglio 2011 – Cave del Verbano Cusio Ossola (Verbania)
Musica Teatro Danza nelle cave d’estrazione del Verbano Cusio Ossola
Tones on the Stones atto numero cinque. Questo il numero delle edizioni di una rassegna che ha conquistato tutti, dal pubblico alla stampa, dagli artisti che vi hanno partecipato alle Istituzioni che, nonostante il momento, sono vicini agli organizzatori con contributi spesso non sufficienti a coprire i costi dell’iniziativa

Tones on the Stones si è imposto come uno degli appuntamenti più attesi sul Lago Maggiore, uno dei luoghi più suggestivi d’Europa, e non solo, meta turistica tra le più ambite a livello internazionale, come confermano i dati riguardanti le località lacustri.
Protagonista la natura che ha demandato alla pietra, con i suoi colori e le sue forme, il compito di allestire scenografie che l’uomo riesce a confezionare con sapienza in ambienti di rara suggestione, sfondi unici, irripetibili in qualsiasi altra parte. Per molti è questa la vera forza di Tones on the Stones, ma non è sicuramente la sola visto il lavoro complesso e studiato nei dettagli da parte di chi lavora con entusiasmo e tanta fatica al progetto

Lo slogan, che condensa e racchiude tutta la filosofia di Tones on the Stones: “Guardare con altri occhi i maestosi e geometrici luoghi che si aprono nella montagna è l’obiettivo e la scommessa di questo progetto che vuole portare in primo piano il valore estetico oltre che storico delle cave d’estrazione. L’attività estrattiva ha sempre diviso l’opinione pubblica in fautori e contrari, molti considerano particolarmente scenografiche le nostre cave anche se probabilmente non tutti hanno immaginato questi imponenti squarci come affascinanti palcoscenici”.
CALENDARIO 2011
Un’edizione tutta italiana
venerdì 22 luglio 2011 – ore 22
Stefano Bollani - piano solo
c/o CAVA GRANITO SEMPIONE MIGLIO&MAZZURI
COMUNE DI VARZO (VERBANIA), FRAZ. CAMPAGLIA
Costo: € 25.00
giovedì 28 luglio 2011 - ore 22
“ANTIGONE”
Compagnia LE BELLE BANDIERE
Drammaturgia, regia e interpretazione di Elena Bucci e Marco Sgrosso, drammaturgia sonora di Raffaele Bassetti ed Elena Bucci
c/o CAVA PIANASCA DOMO GRANITI
COMUNE DI VILLADOSSOLA (VERBANIA), VIA PIANASCA
Costo: 15.00
sabato 30 luglio - ore 22
MOZART on the stones: la magica notte di Wolfy
Regia di Stefano Monti
Spettacolo di musica, teatro e danza
Produzione esclusiva di Tones on the Stones - Idea di Maddalena Calderoni
Con la partecipazione straordinaria dei Sonics – Compagnia di danza acrobatica
Le pareti di granito saranno animate da videoproiezioni a cura del Politecnico di Torino – corso di Virtual Design
Direttore d’Orchestra Marco Boni che dirige l’orchestra di Tones on the Stones e cantanti lirici italiani. Tullia Bellelli soprano lirico leggero - Maddalena Calderoni soprano drammatico - Alejandro Escobar tenore - Mauro Bonfanti baritono - Giovanni Tarasconi basso
c/o CAVA PIANASCA DOMO GRANITI
COMUNE DI VILLADOSSOLA (VERBANIA), VIA PIANASCA
Costo: 25.00
Info per il pubblico:
Tel: 334/153.60.56 oppure 349/354.88.87
Sito ufficiale: www.tonesonthestones.com
e-mail: info@tonesonthestones.com
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/07/tones-on-stones-dal-22-al-30-luglio.html

Omaggio a Nini Rosso, festival di musica a San Michele Mondovì
luglio/agosto 2011
Sei appuntamenti per ricordare il trombettista italiano

Nini Rosso
Dal 10 luglio al 7 agosto a San Michele di Mondovì si terrà un festival musicale incentrato sulla figura di Nini Rosso, pseudonimo di Celeste Raffaele Rosso (San Michele Mondovì, 19 settembre 1926 – Roma, 5 ottobre 1994), trombettista italiano, celebre per "Il silenzio", versione leggera del "Silenzio fuori ordinanza" suonato nelle caserme. Il brano fu inciso per caso: in un concerto al Palaeur di Roma, di fronte a un pubblico militare, decise di eseguirlo con una malinconica parte recitata, nella quale descrive bene la solitudine del militare di leva che dà una romantica buonanotte alla sua fidanzata lontana, e l'accoglienza fu esplosiva. Il disco vendette dieci milioni di copie, con picchi di successo anche nel nord Europa e in Giappone, dove Nini Rosso fece numerose tournée. Altro buon successo fu, nel 1967, un altro brano dai toni malinconici, "Uomo solo", utilizzato come sigla iniziale e finale della celebre serie televisiva Tenente Sheridan squadra omicidi, cinque telefilm con il popolarissimo Ubaldo Lay diretti da Leonardo Cortese.
CALENDARIO APPUNTAMENTI:
- 10 luglio 2011 ORE 21 ECAROH JAZZ QUINTET
- 16 LUGLIO 2011 ore 21 FABRIZIO BOSSO & Luciano Biondini tromba e fisarmonica
- 29 luglio 2011 ore 21 Concerto del Nello Salza Ensemble " Musica dal Grande Schermo"
- 30 luglio 2011 ore 10 seminario aperto con Nello Salza
- 6 agosto 2011 ore 21 Concerto Felice Reggio Quartet " Ninì Rosso Mr. Trumpet"
- 7 agosto 2011 ore 0 Seminario aperto con l'artista. Ingresso libero.
da: http://www.teleagenda.it/piemonte/cuneo/?cod=359007884

Sabato sera musica sotto le stelle: Abbà Cornaglia anche a Quargnento
15/7/2011
Sabato sera musica sotto le stelle
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Abbà Cornaglia anche a Quargnento

Sabato 16 luglio alle ore 21.30, in un contesto così affascinante come la Basilica di San Dalmazio in Quargnento, l'Amministrazione Comunale propone al grande pubblico il concerto "MUSICA SOTTO LE STELLE - Pietro Abbà-Cornaglia (1851 - 1894)...Rarità da Vivere e Ascoltare". Il concerto, con INGRESSO GRATUITO e organizzato in collaborazione con il Maestro Carlo Capra, Presidente Associazione Musicale Voce Divina, continua l'omonimo prestigioso progetto culturale storico-musicale, legato alla figura del Maestro, compositore illustre, poeta e musicista sopraffino, dalla squisita musicalità, "voce e musa" che, nella seconda metà dell'ottocento, ha saputo tradurre in musica le gioie, le passioni di generazioni vicine e lontane, la vita di una città e di una provincia culturalmente attiva.
Il concerto sarà presentato dalla Prof.ssa Gigliola Bianchini, bibliotecaria del Conservatorio Vivaldi di Alessandria e Direttrice del Museo "Abbà-Cornaglia" e Carmine Passalacqua, Consigliere Comunale di Alessandria, che ricorderanno oltre al Maestro alessandrino la sua benefattrice S.M. la Regina Margherita di Savoia (1851 - 1926).
da: http://www.giornal.it/pagine/articolo/articolo.asp?id=33930
Pietro Abbà Cornaglia (Alessandria, 20 marzo 1851 – Alessandria, 2 maggio 1894) è stato un compositore italiano
Studiò musica con il patrigno Pietro Cornaglia e dal 1868 al Conservatorio di Milano, dove si diplomò in composizione, pianoforte e organo nel 1871 con la cantata Caino e Abele, che ottenne il primo premio. La sua Messa da Requiem per soli, coro e orchestra, scelta in un concorso che commemorava il 27° anniversario della morte di Carlo Alberto di Savoia, fu eseguita nel Duomo di Torino nel 1876. Dal 1880 alla morte fu organista della cappella del Duomo di Alessandria, dove fondò una scuola di composizione.
da: http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Abb%C3%A0_Cornaglia
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Digital Cinema: Il Nabucco da Taormina in diretta in tutto il mondo in 1300 cinema
14/07/2011

Digital Cinema: Il Nabucco da Taormina in diretta in tutto il mondo in 1300 cinema
Il 9 agosto il Nabucco del Festival di Taormina sara' lanciato nei cinema di tutto il mondo. Il teatro Antico di Taormina in un grande set cinematografico con un allestimento esclusivo. Oltre ai 5 mila spettatori che affolleranno le gradinate del teatro all'aperto, molti altri potranno assistere allo spettacolo in una sala cinematografica. Saranno utilizzate 8 telecamere HD per le riprese della produzione realizzata da Rai, Emerging Pictures e Digital Network Microcinema.
Il circuito Microcinema trasmetterà in tutto il mondo il segnale attraverso la rete di satelliti Eutelsat . Già oltre 60 sale italiane associate al circuito hanno prenotato l'evento mentre più di 1000 saranno le sale che da Los Angeles a Tokyo seguiranno in diretta la rappresentazione.
Nato nel luglio 1997, con il supporto tecnologico del Centro Ricerche ed Innovazione Tecnologica (CRIT) della Rai di Torino, con l’obiettivo di rilanciare il cinema in Italia attraverso una proposta economicamente sostenibile basata sull’utilizzo delle tecnologie di trasmissione satellitare e di proiezione digitale, il circuito Microcinema collega attualmente circa 200 sale italiane alle quali distribusce film ed eventi in diretta.
da: http://www.monitor-radiotv.com/phoenix/html/Article1452.html?utm_medium=email&utm_campaign=MonitoR+Newsletter+-+n.173+-+14%2F7%2F2011+-+...&utm_source=YMLP&utm_term=nabucco.jpg

Un francobollo dedicato al tartufo
05/07/2011
di webmaster
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Nei giorni scorsi il Centro nazionale studi sul tartufo ha inviato una lettera al ministro Paolo Romani e al responsabile della filatelia di Poste italiane Marisa Giannini, candidando il Tuber magnatum Pico per un francobollo celebrativo.
“Si tratta di un patrimonio nazionale che merita una celebrazione, un prodotto simbolo dell’eccellenza italiana” scrive il presidente del Centro studi sul tartufo, Giacomo Oddero.
Altri prodotti tipici del nostro Paese sono già finiti su un francobollo: il prosciutto San Daniele, il sugo all’amatriciana , lo zafferano dop abruzzese e molti formaggi.
da: http://www.vallibbt.com/2011/07/05/un-francobollo-dedicato-al-tartufo/

Miro: Marchese de Sade, in Piemonte nel 700 tra Torino, Asti e Alessandria
lunedì 11 luglio 2011
Il Marchese De Sade in Piemonte tra verità e fantasia
Un jeune homme d'une taille moyenne, assez rempli, cheveaux blonds, portant épée, vétu d'un frac gris, culotte en soie couleur souci, ayant une canne à pomme d'or.
La conoscenza della riportata, anodina, descrizione (che "ictu oculi" appalesa la propria origine in un verbale di polizia) avrebbe forse consentito - abiti a parte - agli incuriositi Astigiani di identificare il personaggio che il 26 luglio 1775, con la scorta di un servitore, si aggirava per le vie della Città, visitandone un po' distrattamente i monumenti e - è ben fondata supposizione - con molta più attenzione i non pochi bordelli.
Appreso il nome del forestiero, non avrebbero tuttavia tratto da tal conoscenza soverchi motivi di interesse: grazie ad essa, infatti, sarebbero in fondo soltanto stati edotti della circostanza che il biondo viaggiatore risultava essere un titolato d'Oltralpe, appartenente alla "categoria", allora piuttosto affollata, dei marchesi e con qualche trascorso giudiziario.
Ben maggiore è invece l'attenzione che il nome in questione suscita in noi contemporanei, giacché esso, lungi dal riferirsi ad un qualsiasi nobiluccio del '700, sia pure noto alla Giustizia, appartiene a colui che è passato alla Storia come il "Divin Marchese".
Quella del luglio 1775 risulta essere l'unica occasione documentata in cui si possa con certezza affermare che Donatien-Alphonse-Francois Marquis de Sade abbia soggiornato ad Asti, ma non si può escludere - anzi appare probabile - che altre volte egli abbia avuto la ventura di transitarvi.
Data infatti al 1772 il suo primo viaggio in Italia, viaggio certo di piacere, giacché compiuto in compagnia dell'innamoratissima cognata, Anne-Prospére de Lonnay, chanoinesse non proprio di clausura, che Egli presentava quale consorte legittima, prendendosi con lei - come ritiene di dover puntualizzare il Conte de la Tour - toutes les privautés dues à ce titre.

La decisione di partire alla volta dei lidi italici era stata piuttosto affrettata, in quanto il Marchese, di passaggio a Marsiglia, insieme al domestico-complice Latour, era stato coinvolto, il 27 giugno, nel cosidetto affaire des quatre filles marseillaises e su tale orgia - ché di questo si tratta - la magistratura del luogo aveva ben presto aperto un'inchiesta. (La descrizione di de Sade che inizia il presente scritto è appunto tratta dai verbali dellaProcédure de l'affaire de Marseille, pubblicati da M.Heine). Il Nostro aveva pertanto stimato estremamente opportuno ("nihil sub sole novi") di porre fra sé e gli inquirenti una frontiera e, mentre al termine del procedimento giudiziario su di lui si eseguiva condanna in effige su una piazza di Aix, Egli, con la disinvolta canonichessa, gaiamente visitava il Bel Paese, toccando, tra le altre città, certamente Genova e Venezia.
Il primo soggiorno italiano si concluse però traumaticamente, con l'arresto, l'8 dicembre 1772, a Chambéry, per ordine del Re di Sardegna.
I tre anni seguenti videro de Sade impegnato in non poche rocambolesche vicende, tra cui una fuga dalla fortezza di Miolans (10 maggio 1773) ed una serie ininterrotta di scandali di natura erotica. Dopo l'ultimo di questi, noto come l'affaire des petites filles, il 26 giugno 1775 fuggì nuovamente alla volta dell'Italia, dove rimase per circa un anno.
Questo lungo soggiorno ebbe interessanti sviluppi letterari, giacchè Egli ne lasciò ampie notizie in un manoscritto, pubblicato per la prima volta ad opera di G. Lely e G. Daumas, col titolo Voyage d'Italie, ou dissertations critiques, historiques politiques et philosophiques sur le villes de Florence, Rome et Naples 1775-1776. Dalla protratta esperienza italiana si giovò inoltre abbondantemente per la redazione del romanzo L'histoire de Juliette ou les prospérités du vice, opera che, insieme a Justine ou les malheurs de la vertu, fa causa del suo definitivo arresto del 6 marzo 1801, quale autore di scritti scandalosi.
Dalla lettura del diario di viaggio si apprende che la sua prima importante tappa italiana fu Torino , che toccò il 25 luglio, di buon'ora, ed ove si trattenne una sola giornata. Forse per la brevità del soggiorno le sue osservazioni sulla Città risultano piuttosto scontate e generiche. La capitale piemontese gli parve ville (...) d'une belle constructione segnalò in particolare che les églises y sont superbes, les rues belles, presque toutes alignées, et les maison bàties au méme niveau. Giudicò Palazzo Reale assez vaste et commode mais de peu d'apparence.
Gli piacquero altresì i giardini reali, mentre fu sfavorevolmente colpito da Palazzo Carignano , giacché, sebbene sembri vasto, il est en brique et n'a rien ni de magnifique ni d'agréable. Quanto ai costumi della città gli parvero improntati à la plus grande sévérité. (Che la Torino del '700 non dovesse essere molto allegra non è considerazione da imputarsi allo spirito libertino del Nostro: una cinquantina d'anni prima anche l'austero Montesquieu non aveva lesinato acide osservazioni sul tenore di vita della nobiltà sabauda). De Sade non manca di fornire informazioni di carattere turistico circa l'Hòtel d'Angleterre (sito - come apprendiamo dalla Guida del Derossi nel 1781 - avanti la Chiesa di Santa Teresa, cantone San Eusebio), definito miglior albergo di Torino, giacché, sebbene tumultueuse comme toutes les grandes auberges (...) on y est et bien logè et bien servi.
Ancor più avara di notizie sulla città risulta la descrizione del soggiorno torinese di Juliette (Protagonista del Romanzo citato sopra). La ragazza, giunta nella Capitale piemontese, assume il ben determinato proposito di utilmente impiegare il soggiorno italiano per trarre concreto vantaggio economico da tutte le sue beltà: nel far ciò, tuttavia, non tralascerà mai alcuna occasione per mescolare alle più ardite acrobazie fisiche quelle, non meno ardite, dell'intelletto. (Quanto alle prime, vale, per "incidens", osservare come, considerato l'attributo fisico che massimamente valorizza - indulgendo, a suo dire, ad un preciso "gusto" italico - ella sia senz'altro apparentabile a talune celebri "eroine" moraviane, dalle predizioni un po' particolari).
Si può, in questa sede, tralasciare di richiamare in dettaglio le sue iperboliche - ma gustosissime - avventure torinesi a sfondo porno-filosofico-politico-truffaldino (Juliette in fondo rappresenta una curiosa sintesi degli umori del secolo), la cui meccanica, così assurda e paradossale, mi induce a consentire con il giudizio, a tutta prima stravagante, di Arbasino, il quale reputa il Divin Marchese scrittore comico piuttosto che erotico: mi pare però interessante rammentare come la nostra eroina non manchi di esprimere una valutazione alquanto severa circa la Città ed i suoi abitanti. E siffatta valutazione direi sia assumibile quale più autentica opinione del de Sade su Torino, giacché è intuitivo come, esprimendosi per bocca di un personaggio di romanzo, abbia avuto modo di esternare con ben maggiore libertà il proprio più intimo pensiero, che non scrivendo in prima persona. Il n'y a point, dans toute l'Italie, de ville plus régulière et plus ennuyeuse que Turin: le courtisan y est fastidieux, le citadin fort triste, le peuple dévot et superstitieux.
Il viaggio del Marchese, accompagnato dall'ambiguo servitore Carteron, detto La Jeunesse, riprese nel tardo pomeriggio dello stesso 25 luglio, con destinazione Asti. I due, però, poco pratici della topografia locale, superarono senza avvedersene la nostra città e dovettero pernottare in un luogo, a tre leghe dalla stessa, sul quale, date le vaghissime indicazioni fornite, non sembra utile tentare di avanzare una qualche ipotesi di indentificazione:Cette poste est située dans une campagne des plus agréables et serait prise pour un fort joli chateau partout. L'intérieur ne repond pourtant pas à l'extérieur et la chère surtout y est détestable.
Il 26, finalmente, de Sade pervenne ad Asti: la Città certo non lo entusiasmò: Cette ville, prodigieusement déchue de son ancienne splendeur, n'est presque plus rien aujourd'hui. (La frase si rinviene identica in Juliet te, quale unico commento al passaggio nella città). Nota le mura antiche, di cui segnala lo stato di abbandono. Rimarca la circostanza che, al momento del suo soggiorno, non fosse acquartierata in loco neppure una guarnigione militare. È felicemente colpito da taluni edifici religiosi, ma si dimostra diarista tutt'altro che puntuale al momento di descriverli. Così si esprime: On voit deux belles églises dans cette ville, entre autres celle des Religieuses, peinte et ornée avec tant de goùt qu'on la prendrait plutòt pour une décoration d'opéra que pour un temple de la divinité.
A margine della locuzione celle des Religieuses esiste, nel manoscritto originale, la sibillina annotazione son nom. Considerata la circostanza che anche in altri luoghi della narrazione ci si imbatte nell'annotazione predetta, avanzerei l'opinione che essa debba considerarsi una sorta di promemoria dell'autore, in vista di una redazione definitiva del diario: non rammentando, all'atto della prima stesura, l'esatta denominazione di taluni edifici, prese nota della necessità di approfondire successivamente la questione, onde rinvenirla. Non essendosi tuttavia mai più dedicato alla progettata opera di revisione, le indicazioni fornite permasero nella primitiva, vaga, stesura.
Nel caso all'esame, ritengo che dalla specificazione des Religieuses si possa desumere che la Chiesa accedesse ad un convento di monache. Tale caratteristica si attaglia a più edifici religiosi all'epoca esistenti: come risulta però dai precisi riscontri lasciati dall'abate Incisa, in nessuno di essi si rinvengono in modo determinante le peculiarità indicate dal Marchese.
Non resta dunque che prendere atto di quanto egli scrive, senza fargli eccessivo carico delle lacunosità ed imprecisioni (e, in taluni casi, erroneità) delle notizie tramandate: non va infatti disatteso come il Nostro, per sua natura, fosse viaggiatore indubbiamente più attratto da nuovi "contatti umani" che dalla scoperta delle bellezze monumentali, ed in fondo sia molto più a proprio agio allorquando costruisce, con sfrenata fantasia, il viaggio libertino di Juliette di quando fornisce, misurandosi con la realtà, resoconto del proprio.
Alla sera del 26 ritroviamo de Sade già ad Alessandria, dite de la paille, dove prende alloggio all'Hotel d'Angleterre, il migliore della città, ricordato da molti viaggiatori del sette e dell'ottocento (Les appartements sont beaux et bons, la chère assez délicate pour le pays, la maison de belle apparence, mais les prix excessifs).

Anche il soggiorno alessandrino è fugace (riparte nel pomeriggio del 27), tuttavia ne fornisce abbastanza ampio resoconto. Con occhio esperto di ex soldato della guerra dei sette anni nota la pochezza difensiva delle mura cittadine, ma apprezza nel giusto valore la saldezza della Cittadella (la citadelle, séparée de la ville par le Tanaro que l'on passe sur un assez beau pont, est très forte). Da uomo di mondo sottolinea la relativa eleganza della città (Elle me parut bien habitée et je comptai plus de quarante équipages à la promenade) e non manca di ironizzare sugli atteggiamenti galanti - certo non propriamente parigini - dell'ufficialità sabauda. Ricorda infatti come, dopo la passeggiata in carrozza, vi sia l'uso de venir se faire voir sur la place d'armes. Les carrosses s'y rangent, les officiers montent aux portières, et là toute la galanterie piémontaise se déploie.
Quanto ai monumenti cittadini fornisce notizie della cattedrale, del municipio e di un terzo palazzo. Anche in tale circostanza il Nostro non manca di essere confuso. Senza soluzione di continuità rispetto al passo da ultimo citato, così si esprime: "Cette place est longue mais mal batie. On y construisait, lorsque j'y passai, un assez bel édifice mais qui seul ne l'embellira pas. La cathédrale, batiment gothique et sans ornement extérieur, prend à elle seule presque un des longs còtes, et masque un assez bel hòtel de ville, situé sur un espèce de prolongation, au retour de cette place. Dans la construction de cet hòtel de ville, on est étonné de voir le premier ordre de colonnes infiniment inférieur au second. Ce défaut choque infiniment, surtout dans un bàtiment moderne qui, sans cela, aurait quelque beauté ".
Il richiamo alla cattedrale risulta appropriato: Egli si riferisce al vecchio duomo alessandrino, dall'austera facciata dipinta a strisce orizzontali rosse e bianche, sito sul sedime dell'attuale Piazza della Libertà, le cui fondamenta risultavano pressoché coeve alla data di fondazione della Città. Il duomo, con il celebre campanile quadrato (su cui era collocato l'orologio a tre quadranti, attualmente incastonato nella facciata del municipio), venne abbattuto una trentina d'anni dopo la visita ad Alessandria di de Sade, nel 1803, per ordine del governo napoleonico.
Per quanto attiene all'edificio in costruzione esso, a dispetto della sua indicata collocazione presso la Piazza d'armi, può risultare unicamente l'attuale palazzo del comune (su tale identificazione concordano anche i già menzionati curatori dell'edizione a stampa del manoscritto), la cui parziale ricostruzione era stata appunto affidata, nel 1774, all'architetto Caselli, e per la quale, nel 1775, fervevano i lavori. (La fabbrica subirà - come noto - ancora rimaneggiamenti nei secoli successivi).
Resta infine da individuare l'edificio che, "mascherato" dalla cattedrale, il Divin Marchese denomina Hòtel de Ville. In relazione a quanto si è appena detto, considerata l'indicata collocazione del palazzo, la descrizione fornitane e la sua riconosciuta modernità, non credo possano sussistere dubbi sul fatto che esso debba essere individuato nell'alfieriano Palazzo Ghidini. A conforto di de Sade si può comunque rammentare che le riserve estetiche da lui avanzate sulla facciata dell'edificio trovano conforto anche nel pensiero del Mallé (Le arti figurative in Piemonte, Vol. II, p. 95), il quale imputa all'Alfieri la sua eccessiva rigidità e la circostanza di aver ritrovato per essa "persino qualche intellettualismo guariniano ed un timbro di più compassata etichetta".
Come già si è detto ancora il giorno 27 il Nostro lascia Alessandria: per lui, come per Juliette, l'avventura italiana non è che all'inizio.
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/07/il-marchese-de-sade-in-piemonte-nel-700.html

Nelle Langhe la rassegna Monfortinjazz inizia con Tiersen
06/07/2011
di webmaster
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Sono quattro i concerti di Monfortinjazz (importante appuntamento a livello nazionale, ma anche una tappa fondamentale per chi associa le Langhe al turismo di qualità) che nel mese di luglio animeranno l’auditorium all’aperto Horszowski di Monforte d’Alba abbracciando in modo raffinato il panorama musicale internazionale di oggi, con la partecipazione di artisti internazionali. Alla edizione 2010 sono stati 5 mila gli spettatori provenienti oltre che da Piemonte e Liguria, da tutta Italia e da diversi Paesi europei.
La rassegna Monfortinjazz 2011 inizierà venerdì 8 luglio con YannTiersen, l’artista belga–norvegese che vive a Parigi, che ha composto la colonna sonora del film “Il favoloso mondo di Amélie”.
Domenica 17 luglio, Monforte ospiterà Soulbop, incontro tra il trombettista Randy Brecker, il sax di Bil Evans insieme alle tastiere di Medeski, il basso Chris Wood e Billy Martin, in un’esperienza musicale che combina elementi di funk, jazz,soul e blues.
Martedì 19 luglio suonerà il re del soul Aloe Blacc, alla vetta delle classifiche americane ed inglesi.
Sabato 30 luglio , il programma concluderà con Stefano Bollani che interpreterà la tradizione classica con quella jazz, attraverso il repertorio di Gershwin.
I concerti iniziano alle ore 21,30. L’ingresso costa 30 euro.
da: http://www.vallibbt.com/2011/07/06/monfortinjazz-inizia-con-tiersen/

Music Commission, gli artisti torinesi tentati da Coppola
05/07/2011
Come portare qui tournée, registrazioni e videoclip
paolo ferrari
torino
Piace, con le sfumature del caso, l'idea di una «music commission» regionale che, come accade per il cinema, coinvolga pubblico, privato e sfera creativa per la promozione non solo di festival e rassegne, ma anche di produzioni, servizi e ricerca di fondi. Lanciata dall'assessore Coppola alla conferenza stampa degli Mtv Days, la proposta sta rimbalzando tra gli addetti ai lavori.
Bassista del gruppo crossover metal Linea 77, Paolo Pavanello è anche fondatore dell'agenzia Metatron: «Mi fa piacere che la proposta venga da un assessore legato a uno schieramento politico finora piuttosto prevenuto nei confronti del nostro mondo. Credo che ciò accada perché è giovane e torinese, dunque portato più all’aspetto pragmatico che a quelli ideologici. L'esempio migliore finora è quello di “Puglia Sounds”, laggiù stanno lavorando davvero bene e creando opportunità concrete in materia di posti di lavoro. Alla faccia di quanti in malafede raccontano che con la cultura non si mangia».
Alla strada intrapresa dalla Puglia guarda anche Oskar Giammarinaro degli Statuto, tradizionalmente poco tenero nei confronti delle politiche culturali torinesi: «Diffidiamo sempre un po’ delle boutade dei politici, però se si andasse nella direzione pugliese si aprirebbero orizzonti interessanti. È una realtà con cui siamo venuti a contatto direttamente, e possiamo testimoniare di come si stiano muovendo bene sui due fronti: sono aumentate le manifestazioni, e al tempo stesso molti artisti stanno scegliendo di andare laggiù per incidere dischi, fare le prove in vista delle tournée, girare videoclip. La proposta è buona, quindi, e confrontarsi è comunque sempre positivo; l'importante è che tutti gli interlocutori si avvicinino al progetto in buonafede, per il bene comune e non per tirare acqua al proprio mulino».
Più giovani e ancora inebriati dal tifo del pubblico incassato agli Mtv Days, i OneMic affidano a Ensi il loro punto di vista: «Abbiamo pensato subito che l'idea fosse buona, da parte nostra siamo pronti a mettere a disposizione tutto il nostro bagaglio di conoscenza e le cose che sappiamo fare. Bisognerà curare i contenuti, ma anche l'immagine; per questo è importante che un progetto del genere coinvolga tutti, dai ragazzi che si muovono nel sottosuolo agli artisti già affermati. Sia per rendere più visibile quel che si propone, sia per far sì che avvenga una sorta di passaggio del testimone, e delle relative esperienze, tra generazioni differenti; questo sarebbe un bel valore aggiunto».
Produttore di big come Jovanotti, Caparezza e i Baustelle, Carlo Rossi mette in guardia: «I progetti sulla carta sono una cosa, metterli in pratica nel modo giusto un'altra. Ho sentito spesso proclami di enti locali in materia di musica, ma in troppi casi gli esiti nel Torinese sono stati risibili. Contano le persone, bisognerà scegliere quelle giuste; ma ben venga la commissione, anche se io non lavoro molto sul territorio».
Attende sviluppi anche il mondo della dance e della musica elettronica, rappresentato da Roberto Spallacci dell'associazione Xplosiva: «L’idea è interessante, a patto che ci si lavori con serietà. Per quanto riguarda il nostro segmento abbiamo aperto la strada con il pannello “Piemonte Groove”, affidatoci proprio dalla Regione per reperire nuovi talenti e mettere in contatto artisti e aziende locali con il mercato internazionale. Un'esperienza di cui speriamo si farà tesoro».
da: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/musica/articolo/lstp/410088/

Piemonte Informa: Torino. Traffic Free Festival
05/07/2011
Torino. Traffic Free Festival

Torino: Dopo i fasti del Nabucco l'Olimpico ospita Carmen
04/07/2011 - evento
Il Nabucco del 22 giugno ha chiamato a raccolta 13 mila spettator
Lirica allo stadio: la prossima estate si replica con l'opera di Bizet
ANDREA ROSSI
torino
Il successo di pubblico è stato più forte di qualsiasi intoppo organizzativo. Tredici mila persone dentro uno stadio per assistere a un’opera lirica: un record o quasi. Tante. Così tante che la società svizzera che ha organizzato il Nabucco del 22 giugno all’Olimpico è già stata contattata per replicare l’esperimento al Central Park New York. Così tante, soprattutto, che l’anno prossimo Torino farà il bis, sempre allo stadio. La data ancora non c’è, ma la finestra è obbligata: gli ultimi dieci-quindici giorni di giugno. L’opera, invece, è già stata scelta: sarà la Carmen, composta da George Bizet.
Gli organizzatori sperano di ripetere il successo di pubblico del Nabucco. A confortarli, la risposta dei torinesi, gli oltre 13 mila biglietti venduti, numeri nemmeno paragonabili all’Aida portata in scena allo stadio di San Siro a Milano dove, forse a causa del maltempo, la platea era molto meno numerosa.
Insomma, l’esperimento sembra funzionare, al di là della complessità di portare l’opera dentro grandi impianti all’aperto, dove il suono rischia di disperdersi, e dell’imponente macchina organizzativa. Per il Nabucco, ad esempio, l’allestimento aveva richiesto 600 tra attori, tecnici e comparse, un gigantesco palcoscenico di 1.250 metri quadrati e scenografie imponenti. «Visti i tempi strettissimi concessi allo stadio Olimpico, siamo riusciti a portare in scena nella Capitale dei 150 anni dell’Unità d’Italia uno spettacolo che ha avuto grandi consensi», spiega Loretta Braschi, impresaria lirica, titolare della Swiss World Opera.
A lei è toccato vigilare sulla buona riuscita del Nabucco e mettere una pezza agli intoppi - a cominciare dalla sostituzione del regista ventiquattr’ore prima dello spettacolo - che fino a poche ore prima avevano creato grattacapi all’organizzazione. «Abbiamo dovuto sostituirlo perché ho avuto modo di constatare che aveva problemi a lavorare con le masse», spiega Braschi. «Abbiamo ingaggiato un regista d’opera torinese, Massimo Pezzuti, che ha dimostrato con grande bravura ed elasticità di essere all’altezza della situazione. Con lui lavoreremo anche in futuro». Da Milano, invece, orchestra e coro: «Li abbiamo ingaggiati a fine marzo, poi il maestro ha espresso il desiderio di aumentare il numero dei coristi e noi ci siamo rivolti alla Corale Lirica ambrosiana di Milano». Infine i costumi, parte fondante di un kolossal in scena su un maxi palco: «Erano 450, nuovissimi, così come l’attrezzeria, fatta arrivare appositamente con cargo da Nuova Dehli, dove si trova la più grande fabbrica di attrezzeria teatrale del mondo».
Un ingranaggio collaudato, che gli appassionati tra un anno rivedranno in azione.S’inaugura oggi «L’Italia dei libri», dedicata alla storia del libro e dell’editoria nei 150 anni dell’unità nazionale. La mostra, già presentata nell’ambito della 24ª edizione del Salone del libro di Torino, sarà ospitata nella sede della Biblioteca Nazionale di Torino fino al 6 agosto. La rassegna nasce da un’idea della Fondazione per il libro, la musica e la cultura di Torino che - in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia – ha affidato al presidente del Centro per il libro e la lettura, Gian Arturo Ferrari, la cura della mostra.
da: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/musica/articolo/lstp/409909/

Piemonte informa: Esperienza Cult e MTV Days a Torino
Tre giorni densi di appuntamenti per Torino: dal 30 giugno al 2 luglio il capoluogo piemontese diventa capitale della musica e dei giovani.
Dopo il successo dello scorso anno, gli MTV Days tornano con una formula ancora più varia e ricca che raddoppia l’offerta grazie a Regione Piemonte, Città di Torino e Comitato Italia 150. Il 30 giugno e il 1° luglio Palazzo Nuovo ospiterà conferenze, dibattiti, panel, clinic e listening session, a contatto diretto con gli artisti. Ogni serata sarà invece dedicata ai grandi concerti live nello scenario di piazza Castello. Il programma dettagliato è consultabile su www.mtv.it/mtvdays .
“Esperienza Cult” è invece un evento unico, un quiz interattivo sulla storia e la cultura del nostro territorio insieme a una caccia al tesoro per scoprire i luoghi che hanno fatto la storia di Torino. Promosso dall’Assessorato alla Cultura e alle Politiche giovanili della Regione Piemonte, è organizzato da Fondazione Torino Wireless nell’ambito del ricco calendario di appuntamenti di Esperienza Italia. Dal 30 giugno al 2 luglio, in piazza Carlo Alberto, cittadini e turisti potranno partecipare a “Caccia alla Cultura” e “Quiz Live”, con la possibilità di vincere numerosi premi in tecnologia e cultura. Sarà possibile giocare giovedì e venerdì dalle 15 alle 19 e sabato dalle 10 alle 16.30. L’estrazione dei premi e la premiazione dei vincitori si terrà sabato alle 17 sempre in piazza Carlo Alberto. Partecipare è semplicissimo: ci si iscrive gratuitamente su www.esperienzacult.it o direttamente in piazza Carlo Alberto durante i tre giorni di evento.
“Caccia alla Cultura” è una caccia al tesoro unica nel suo genere: è infatti realizzata utilizzando l’innovativa tecnologia Microsoft Tag. Ad ogni partecipante o squadra iscritta verrà consegnata una speciale mappa interattiva indicante gli indizi per poter individuare i luoghi da scoprire: 10 punti di interesse culturale del centro cittadino taggati con codici bidimensionali. Fotografando il Tag con il proprio smartphone si avrà accesso immediato a contenuti multimediali e interattivi: sul display del telefonino appariranno le domande a cui rispondere per poter accedere alla tappa successiva del gioco. “Quiz Live” si svolgerà in Piazza Carlo Alberto, dove giovani e adulti saranno invitati a salire sul palco per rispondere a domande che vanno dall'arte alla cultura, dalla storia alle iniziative per il 150°, dalla gastronomia al cinema, dai luoghi ai personaggi della città di Torino. Tutti coloro che vorranno partecipare dovranno semplicemente presentarsi davanti alla postazione.
“Cultura, tecnologia, giovani e innovazione: sono questi gli ingredienti principali che fanno di Esperienza Cult un progetto condiviso con entusiasmo dalla Regione - dichiara l'assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili, Michele Coppola - Una modalità interattiva e divertente per far conoscere il patrimonio di Torino e la sua storia e per promuovere le nuove tecnologie al servizio della cultura. Grazie anche alla concomitanza positiva degli MTV Days, Esperienza Cult sarà sicuramente in grado di coinvolgere un pubblico numeroso di turisti e di cittadini, famiglie e in particolare giovani. Tutti i partecipanti a Esperienza Cult tra i 15 e i 29 anni riceveranno infatti in omaggio la Pyou Card, la carta giovani della Regione Piemonte che agevola la fruizione di attività culturali, sportive, formative su tutto il territorio regionale e la mobilità locale e internazionale”.
stabone / 29 giugno 2011 / da: http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/esperienza-cult-e-mtv-days-a-torino.html

Dësfojé la melia, (spannocchiatura)
lunedì 27 giugno 2011
Dësfojé la melia, (spannocchiatura) è stata per decenni una operazione che si svolgeva in quasi tutte le le cascine con quantità più o meno importanti di mais, me ne parlava mio nonno e di quanto fosse faticoso questo lavoro che impiegava grandi e bambini, negli anni è diventata una tradizione, oggi non esiste più tutto è, per fortuna, automatizzato ma vale la pena ricordarla.
Adesso la raccolta e la spannocchiatura del granoturco (la meila) si compiono, nelle nostre campagne, senza formalità; è scomparsa quella specie di rituale contadino che un tempo era tradizionale per le operazioni più importanti, come la trebbiatura, e la vendemmia. Sfogliano la meliga i componenti delle singole famiglie per proprio conto, quasi alla chetichella, in casa; poi le pannocchie, di un giallo ancora pallido ed esangue, vengono raccolte in capaci contenitori fatti di rete metallica che sono sistemati nella parte più soleggiata del cortile. La maturazione, così prolungata per qualche mese, risulta, dicono, più completa, assorbendo i chicchi tutto il sapore possibile dalla massima esposizione al sole.
Ancora non molto tempo fa, invece, la spannocchiatura aveva il colore di una cerimonia rurale ed un carattere di coralità, cioè di partecipazione collettiva.

Verso la fine di agosto si provvedeva a staccare le pannocchie mature dai fragili fusti, ormai insecchiti, i quali restavano ancora per un poco nei campi, fino al momento in cui, sradicati o recisi alla base, venivano utilizzati come materiale di ingombro e di protezione, oppure bruciati. Alla mia fantasia questi steli adusti e bruniti, che si levavano ormai spogli nel campo, suggerivano l'immagine di grandi candelabri di chiesa.
Durante la raccolta le pannocchie, ancora strettamente inguainate e con il ciuffo in punta ormai floscio e inaridito, sgusciavano dalle mani dei raccoglitori nell'atto di deporle a bracciate nelle corbe e nei sacchi disposti sul carro. Sembravano, per la loro forma affusolata, pesci appena pescati che tentassero di liberarsi.
Il cortile, sgombrato da ogni carro o attrezzo, accoglieva la grande massa delle pannocchie raccolte in una lunga colonna che sembrava una montagnola bianca. Il fondo della corte era stato accuratamente scopato per la circostanza (era di solito un'operazione domenicale) con una scopa rudimentale fatta di rami sanguigni di salice; in seguito si spruzzava la terra, smossa dal passaggio dei carri o sfatta dal sole, con un miscuglio spesso e scuro di acqua e di liquame bovino che aveva il potere di rassodarla.
Si mandavano i ragazzi ad ogni casa del borgo ad invitare almeno un rappresentante maschile o femminile adulto (i bambini non contavano), a partecipare alla spannocchiatura collettiva ed era caldamente raccomandato il modo più cortese di invito, con l'uso del nome o cognome anagrafico del capo famiglia, non del soprannome (stranòm) che poteva essere offensivo e quindi controproducente.
Il rito incominciava a sera inoltrata e si prolungava nella notte. Dopo una cena consumata più sbrigativamente del solito, vedevo scendere dalla strada nel cortile, solitari o in piccoli gruppi, personaggi noti e familiari; nella penombra serale parevano quasi fantasmi, muovendosi con una certa impacciata solennità.

Con poche e scarne parole di circostanza o in silenzio, ciascuno prendeva posto presso la montagnola accosciandovisi o ponendosi in ginocchio e si metteva a sfogliare. Poco a poco il primo sparuto drappello diventava una piccola folla. Mi colpiva il gesto deciso e netto con cui, liberata la pannocchia dalla sua guaina come la mano da un guanto, gli adulti riuscissero, con la torsione del polso a staccare il ciuffo di brattee dalla pannocchia ormai denudata.
Incominciava allora una martellante grandinata di quei solidi grappoli gialli che si andavano ammucchiando nell'apposito recinto, creando uno strato che cresceva a vista d'occhio. Inerti e vuoti, i cartocci facevano sul terreno una specie di coltre vegetale soffice e frusciante, in cui amavano ruzzare bambini e ragazzi tra le sterili e rassegnate proteste dei grandi indaffarati a spannocchiare e a parlare raccolti in piccoli gruppi.
C'era in questi discorsi un po' di tutto: dalla politica al pettegolezzo locale, dal racconto di guerra alla barzelletta ingenuamente audace e grezza. Poteva anche accadere che, cercando nel mucchio sempre più folto dei cartocci, le pannocchie sperdute, la mano dei più giovani ed anche dei maturi afferrasse per scherzo un piede o una gamba di donna: quindi strilli, ed anche qualche innocente ed invitante imprecazione. C'era chi metteva, nel recinto delle pannocchie spogliate, qualche oggetto sonoro o un vecchio secchio di latta, tegami usati e coperchi, come bersagli per i tiratori scelti; il frastuono e le voci coprivano il coro degli anvairet, i grilli d'agosto che fanno colorire e maturare l'uva.
Qualche volta anche si ballava, lì nel cortile con una improvvisata e rudimentale orchestrina; se non c'era la luna, potevano servire alcune lampade ad acetilene. La musica conciliava il sonno dei bambini, mentre eccitava i ragazzi che amavano dar fastidio alle coppie danzanti.
Intanto il fresco della notte induceva gli anziani a infilarsi la giacca (il cappello nero era già in testa) o, almeno, ad appoggiarla alle spalle; le donne affondavano le gambe nel fogliame che, smosso, emanava un sentore umido di terra e di muschio.

Intanto i discorsi si facevano sempre più sommessi e radi, a meno che non spuntasse qualche bottiglia che andava in giro a bagnare le gole arse. Allora si cantava con lunghe e malinconiche cadenze.
L'esodo della gente aveva qualcosa di inesorabile e quasi di lugubre e la festa si spegneva così nel silenzio e nel buio. Ora nel cortile tornato silenzioso la montagnola appariva un immenso letto disfatto e in disordine, al di là del quale, la distesa baluginante delle pannocchie nude comunicava, chissà come, un brivido di freddo.
Il sole tornava, l'indomani, a riscaldare le pannocchie intirizzite; il mucchio informe veniva srotolato per tutto il cortile e i cartocci vuoti finivano nella stalla come lettime, oppure andavano a gonfiare certi rozzi materassi collocati in vecchi letti di legno altissimi.
Bambini e ragazzi avevano l'abitudine di accosciarsi ai margini di quel mare rosso per tentare la costruzione di ardite torri di pannocchie, che ponevano come bersaglio al tiro da lontano; ma accadeva, per lo più, che quelle labili costruzioni franassero immediatamente dopo di essere state erette.
Negli anni in cui ancora non si utilizzava la macchina sgranatrice, era assai pittoresco il rito della battitura del granturco con i correggiati (le cavaglie), un primitivo strumento fatto con due brevi e solide pertiche di legno stagionato, unite ad uno dei due capi da un legame di cuoio. Tenendone una saldamente tra le mani, il battitore faceva ruotare l'altra lasciandola cadere sul mucchio di pannocchie, da cui i rossi grani sprizzavano come scintille. Nell'aria chiara del mattino, quei gesti disegnavano un alfabeto nero di figure che si dissolveva e si rinnovava continuamente, fino a quando il terreno non era coperto di tutoli bianchi. Liberati accuratamente dai grani superstiti (era questo il lavoro dei vecchi e dei bambini) questi finivano in certi angoli bui della casa, per essere utilizzati nel fuoco dei camini.
La meliga, ridotta ormai ad una specie di grossa sabbia, rossa, copriva ancora per alcuni giorni il cortile ed era continuamente rimossa dai rastrelli, producendo un dolcissimo crepitio che, nel ricordo, mi riporta immediatamente a certi limpidi ed estenuanti meriggi settembrini. Finalmente il granturco veniva insaccato, dopo un paziente lavoro di vaglio, per liberarlo dalle scorie e dalla polvere. I sacchi gonfi e pesanti venivano sistemati lungo le pareti della cucina e formavano come una piccola domestica catena di montagne sulla quale era bello issarsi, per noi ragazzi, e riposare durante la siesta.
L'ultimo atto di questo favoloso rituale era la molitura: si portava, in certi giorni di pioggia, un sufficiente mucchio di sacchi al mulino, sul baroccio trainato da un'unica mucca (la vaca an galera). La cosa era quasi un'avventura, giacché si tornava di solito tardi nella notte, per via di quelle interminabili attese nell'immenso cortile del mulino, pieno di oche e di anatre starnazzanti.
Durante le giornate invernali, verso le dieci del mattino, compariva in tavola, sul tagliere di rovere, la immancabile polenta che, prima ancora di riempire lo stomaco, scaldava piacevolmente le mani rosse dal freddo.
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/06/la-meila-la-spannocchiatura.html

Liturgia cristiana e musica: l’organo sempre più protagonista delle funzioni religiose
21/06/2011

di CdI
L’anno scorso nell’ambito di Mondomusica, per la prima volta dopo il Concilio Vaticano II, si è fatto il punto sul rapporto musica-funzione religiosa; quest’anno focus sull’organo in un appuntamento organizzato dalla Scuola Diocesana di Musica Sacra e CremonaFiere, con il patrocinio della CEI.
La storia ci porta esempi di grandi passioni musicali anche nella Chiesa: da Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI, ottimo pianista che dedica al piano qualche momento ogni giorno per suonare Mozart, pare il suo autore prediletto. Anche i Papi sono uomini, e la musica nella storia dell'uomo ha sempre rappresentato un mezzo per avvicinarsi a Dio.
Il Papa "buono" Giovanni XXIII volle indire il Concilio Vaticano II, che ha rappresentato una svolta nel mondo ecclesiastico anche per quanto riguarda la musica liturgica. L’accompagnamento delle funzioni religiose, da quel momento in poi, si è “liberalizzato”: sperimentare sembrava la via più perseguita dalle parrocchie. C’era chi rifuggiva da questo nuovo modo di interpretare la musica liturgica, ma c’era invece anche chi si sentiva attratto da questi nuovi ritmi. Proprio il capitolo VI della costituzione “Sacrosanctum Concilium” del Concilio Vaticano II è dedicato alla musica sacra (1963), oltre alla istruzione “Musicam Sacram” della Congregazione dei riti (1967); una serie di regole che tuttavia probabilmente non sono state sufficientemente precise, ed hanno permesso un’indiscriminata proliferazione dei più diversi esperimenti, che in alcuni casi hanno introdotto nella musica liturgica molte banalità derivate dalla musica leggera più consumistica.
Di questi temi si è discusso molto durante l’ultima edizione di Mondomusica in un convegno che per la prima volta dopo il Concilio Vaticano II ha esaminato la situazione della musica liturgica. Quest’anno, sempre a Cremona nell’ambito della Manifestazione n.1 al mondo per gli strumenti musicali artigianali, in programma dal 30 settembre al 2 ottobre 2011, si darà continuità al percorso intrapreso con l’appuntamento “L’organo nella liturgia e nell’arte costruttiva”.
L’organo è uno strumento fondamentale in questo campo, tanto che sempre nel VI capitolo del “Sacrosanctum Concilium”, tra le altre disposizioni, si legge: “Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, come strumento tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere mirabile splendore alle cerimonie della chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle realtà supreme...”
Sabato 1 ottobre 2011 si svolgerà quindi a Mondomusica un seminario internazionale nel quale si tratterà il rapporto tra l’organo, le composizioni e la liturgia, in un confronto tra novità e tradizione.
Il convegno, che è organizzato dalla Scuola Diocesana di Musica Sacra e CremonaFiere con il patrocinio della CEI (Ufficio Liturgico Nazionale), vedrà il coinvolgimento anche di AIO (Associazione Italiana Organari).
Quindi oltre ad una parte teorica il convegno affronterà anche tematiche tecniche; gli organari più rappresentativi a livello internazionale porteranno il loro contributo di “sapere antico” che deve però sempre aggiornarsi per affrontare le nuove tecnologie e le esigenze sempre più diversificate del rito liturgico.
Per vedere il ricco programma di Mondomusica 2011 potete visitare il sito: www.cremonamondomusica.it
da: http://www.corritalia.de/Dettaglio.33+M5e1591b0c5b.0.html

Sbarca a Torino un Nabucco da concerto rock
18/06/2011 - olimpico
Il Nabucco debuttò il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano. Mercoledì arriva per la prima volta a Torino all’interno dello stadio Olimpico.
Per la prima volta l’opera di Verdi allo stadio
FRANCA CASSINE
torino
Non saranno i 65 mila che l’altro ieri hanno affollato San Siro per il ritorno di Vasco Rossi nello stadio milanese, ma sapere che i biglietti venduti per assistere al «Nabucco» sono oltre 10 mila riempie di stupore. Sembra infatti un paradosso il fatto che a Torino la prima volta che un’opera lirica varca i cancelli di un campo sportivo attiri folle da concerto rock, soprattutto in questi tempi di grandi discussioni sul valore della cultura, sui numeri che muove e sui pesanti tagli ai finanziamenti pubblici. Chi, invece, non si sorprende è Loretta Braschi, l’organizzatrice del megaevento che mercoledì prossimo vedrà rappresentare la celeberrima opera di Giuseppe Verdi all’Olimpico trasformato per l’occasione in tempio lirico a cielo aperto.
«E’ la mia 1.270˚ volta con il Nabucco - dice -. Ho portato questo capolavoro in giro per il mondo negli stadi, nelle arene e addirittura all’interno di ex campi di concentramento. So che è amatissimo ed è l’emblema stesso del Risorgimento con il suo famosissimo coro "Va', pensiero, sull'ali dorate"...». Non ha dubbi quindi sull’esito positivo dell’operazione che ha messo in piedi con la sua agenzia svizzera Lb Klassik sborsando oltre 700 mila euro (il Comitato Italia 150 che ha inserito l’evento nell’ambito di «Esperienza Italia» ne ha messi a disposizione 10 mila, mentre il Comune l’ha patrocinato), 300 dei quali utilizzati per realizzare scenografie e costumi.
Un kolossal con numeri da capogiro: 600 le persone coinvolte che si muoveranno sul gigantesco palco di 1.250 metri quadri (largo 50 e profondo 25) sovrastato da maxischermi e arricchito da imponenti scenografie con un impianto audio da 30 mila watt e luci per una potenza totale di circa 250 kilowatt. Protagonista un cast di prestigio con la regia affidata a Paolo Panizza, mentre sul podio ci sarà Alberto Veronesi (figlio del noto oncologo) alla guida di un’orchestra composta da 100 elementi che vede la Sinfonica Sinfolario di Lecco affiancata da quella del Festival Puccini di Torre del Lago, insieme con le voci della Corale Lirica Ambrosiana di Milano diretta da Roberto Ardigò, il tutto sotto la supervisione di Roberto Gianola. Nei ruoli principali il soprano greco Dimitra Theodossiou nei panni di Abigaille, il baritono Carmelo Corrado Caruso in quelli di Nabucco e il basso Enrico Giuseppe Iori in quelli di Zaccaria.
Un debutto in grande stile per questo allestimento che, dopo la prima assoluta torinese, andrà in giro per il mondo. «L’idea di portare Nabucco nella prima capitale d’Italia spiega ancora Loretta Braschi - ci è piaciuta molto e abbiamo deciso di mettere una marcia in più per celebrare i 150 anni dell’Unità, ideando delle scenografie sontuose». A dominare il palco ci saranno alcune torri (una di queste è larga oltre 20 metri e alta 13), la tipica porta babilonese con le piastrelle laccate blu e oro e un tempio di oltre 13 metri con colonne, statue, palme e un grande candelabro a 7 braccia, creazioni costruite negli studi di Cinecittà. E se gli interpreti sono di caratura internazionale, le comparse sono tutte torinesi. La recita di Nabucco comincia alle 21 (in caso di pioggia lo show verrà posticipato a giovedì 23), i biglietti sono ancora disponibili (l’Olimpico è predisposto per 17 mila posti).
Stadio Olimpico Via Filadelfia 88 Tel: 02/67.05.813 www.operacolossal
da: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/appuntamenti/articolo/lstp/407709/

New international tour for the Italian jazz violinist Luca Ciarla
Italian jazz violinist touring South Africa in July
Press release
Fiddler in the Loop – Luca Ciarla – Violipiano Records/Egea 2009
Il Vento dei Saraceni – L. Ciarla Quartet – Violipiano Records 2007
Rosso Gitano – Rosso Gitano Ensemble – Violipiano Records 2006
Sgobal – Mimmo Locasciulli – Hobo Music/Egea 2006
Quale Amore – sound-track – Camjazz/IRD 2006
Tribu’ Italiche – compilation – EDT/Felmay 2006
Live at Fringe Club – Wine Jazz Trio -Violipiano Records 2004
Sister classical & brother jazz – L. Ciarla – Alfa Music/Violipiano 2000
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LUCA CIARLA QUARTET
Ever since its debut, the Luca Ciarla Quartet has been appreciated by audience and critics for the highly original tunes and arrangements, in which contemporary jazz and ethnic music happily blend together, creating an irresistible mediterranean jazz sound. At present the group includes Vince Abbracciante on accordion, Nicola Di Camillo on double bass and Francesco Savoretti on percussions. “…a fascinating balance between writing and improvisation, traditional and contemporary sounds, with exquisite tunes like Bach Tarantolato or Un Bolero da Balera.” Ciro de Rosa, BlogFoolk (Italy)
Violipiano Press
Vico Tiziano, 9 – 66054 Vasto, ITALY
Tel./Fax: +39.0873.364127 Email: press@violipiano.it
Web: www.violipiano.it Skype: violipiano
New international tour for the Italian jazz violinist Luca Ciarla. It is time to travel to South Africa where from July 10 to 19 he will be playing with Vince Abbracciante on accordion, Nicola Di Camillo on double bass and Francesco Savoretti on percussions. The Luca Ciarla Quartet will be on the bill at the National Arts Festival in Grahamstown, the most important festival in South Africa, the Volksblad Arts Festival in Bloemfontein, the Glenshiel Heritage House and the Italian Club in Johannesburg, the Brooklyn Theater in Pretoria, closing the tour with a concert at the North West University in Potchefstroom. The tour is produced by Violipiano Music in collaboration with the Italian Institute of Culture in Pretoria. Check the calendar for more information on the South Africa tour.
BIOGRAPHY
One of the most creative and surprising violinists nowadays, Luca Ciarla has performed in Albania, Australia, Austria, Belgium, Canada, China, Croatia, Denmark, England, France, Germany, Hong Kong, Indonesia, Lebanon, Luxembourg, Macao, Malaysia, Mexico, Netherlands, Norway, Portugal, Scotland, Singapore, Slovenia, Sweden, Switzerland, Thailand, Turkey and United States. His music easily transcends the boundaries between musical genres to trace an innovative path, a ‘magical acoustic seduction’ in perfect balance between written compositions and improvisation, traditional and contemporary sounds. “Luca Ciarla has wooed the classical, jazz and folk crowds with his originality.” Cover Magazine (Hong Kong)
A native of Termoli, Italy, Luca began playing violin and piano at the age of eight. By twelve he was studying at the conservatory and few years later began exploring also jazz and improvisation, inspired by artists such as Keith Jarrett, Egberto Gismonti and the Turtle Island Quartet. He received the ‘Diploma di Violino” in 1993 and then studied at the Fiesole School of Music and the European Union Music School of Saluzzo. In 1996 Luca moved to the United States to pursue a master’s at the Indiana University and to study jazz with David Baker. Subsequently he completed a Doctor of Musical Arts degree at the University of Arizona where he has taught violin and improvisation for several years. Winner of several competitions in Italy and abroad, in 1999 he has been awarded by New York-based Chamber Music America.
Luca Ciarla has recorded with several record labels (Egea, Alfamusic, Felmay, Camjazz, Incipit) working with classical, jazz, folk and even rock musicians such as Greg Cohen, Daniele Sepe, Joshua Bell, Edgar Mayer, Daniele Scannapieco, Danilo Rea, Sylvain Gagnon, Simone Zanchini, Lello Pareti, Marco Siniscalco, Marina Rei, Mimmo Locasciulli, Luciano Biondini, Fabrizio Bosso, Sergio Cammariere, Rodolfo Maltese, Paola Turci, Ferruccio Spinetti, Luigi Tessarollo and many more. Founder of Violipiano Arts, an art production house born in Hong Kong in 2001, Luca is also the artistic director of prestigious international events.
SELECTED DISCOGRAPHY

Accademia Dei Folli: HOW DOES IT FEEL? SOMETHING ABOUT BOB DYLAN
15/06/2011
Accademia Dei Folli
presenta
TEATRO ASTRA
via Rosalino Pilo, 6 - Torino
lunedì 20 giugno 2011
ore 21.00
ingresso libero
con il contributo della Circoscrizione 4 di Torino
HOW DOES IT FEEL?
SOMETHING ABOUT BOB DYLAN
con
Carlo Roncaglia: voce e chitarre
Enrico De Lotto: contrabbasso
Vincenzo Novelli: chitarre
Giò Dimasi: percussioni
Paolo Demontis: armonica
testo: Emiliano Poddi
musiche e arrangiamenti: Enrico De Lotto
luci: Andrea Pagliardi
Regia: Carlo Roncaglia
Questa è la storia di Bob Dylan quando non era Bob Dylan. Quando cioè si chiamava ancora Robert Zimmermann e viveva a Duluth, Minnesota, la Terra dei Giganti, lui che arrivava sì e no al metro e sessanta. Allora non aveva scritto nemmeno una filastrocca ma, a sentire lui, da qualche parte le sue canzoni c'erano già, ed erano canzoni folk: doveva solo trovarle.
Cambiò nome - Robert Allen - e si trasferì a Minneapolis, sempre Minnesota. Poi diventò Robert Allyn, con la ipsilon, che faceva più fine. Ma di canzoni nemmeno l'ombra. Bob Allyn? Per carità, sembrava il nome di un rivenditore di Cadillac usate.
Finché un bel giorno Robert Thomas - è sempre lui - non incontrò qualcuno che gli cambiò la vita: Woody Guthrie. E allora sì che Robert Dillon - sempre lui - si mise a scrivere canzoni, e anche a cantarle, a New York, in una gabbia di matti universalmente nota come "Café Wha".
Un altro bel giorno Bob Dillon si trova sotto il naso un mucchio di fogli con su scritto: Columbia Records. Era il contratto regolare che si offriva a ogni nuovo artista ingaggiato da loro. Lui doveva solo firmare. E sapete cosa fece? Prese la penna, e così, per istinto, automaticamente, senza neanche pensarci, ci scrisse sopra il suo nome: Bob Dylan

L’Università si tinge di dark, arrivano i Therion
Tre simpatiche comparse del videoclip
Abiti ottocenteschi, tute da pilota della prima guerra mondiale, gonne da prostitute da saloon e trucco dark, bastoni di legno, occhiali scuri e pistole futuristiche di plastica. Sono questi gli accessori di una squadra di ragazzi che si aggira da questo pomeriggio nel loggiato della vecchia sede dell’Università di Torino. Sembrano cartoni animati, ma sono reali. Di chi chi si tratta?
Sono un gruppo di appassionati di musica heavy metal, convocati qui per girare una clip del gruppo svedese dei Therion, di cui sono fan sfegatati.
Un pilota si aggira nel loggiato
La formazione musicale, nata a fine anni Ottanta, ha scelto la location di Torino per girare il suo ultimo videoclip. Il progetto non è solo musicale, perché come spiegano i ragazzi in costume “I Therion cureranno la colonna musicale di un gioco di società fantasioso e futuristico, in uscita nei prossimi mesi. Noi interpretiamo i personaggi di questo gioco”.
Il video sarà pubblicato nei prossimi mesi, per la gioia di appassionati e di semplici curiosi. Aspettare per credere. Nel frattempo godiamoci queste simpatiche incursioni dark.
da: http://futura.unito.it/blog/2011/06/13/luniversita-si-tinge-di-dark-arrivano-i-therion/#more-14005

Mirò: VENARIA REAL MUSIC 2011
30/05/2011
VENARIA REAL MUSIC 2011
Il gran palco dell’estate italiana
Dal 15 giugno al 28 luglio alla Reggia di Venaria Reale – Torino
Dopo il grande successo delle passate edizioni, non poteva non ritornare il Venaria Real Music, il festival estivo che si svolge presso la Reggia di Venaria e che nasce dal connubio tra musica, spettacolo e arte e che anche quest’anno sarà uno dei principali eventi dell’estate.
Fra i mesi di giugno e luglio e più precisamente dal 15 giugno al 28 luglio in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità nazionale è previsto un cartellone di avvenimenti decisamente interessante e interamente e dedicato alla scena italiana, colta nelle sue più ampie sfumature e declinazioni, spaziando dal jazz al rock, dal rap all’opera, dalla canzone d’autore alla dance, dalla musica tradizionale al teatro.

Un cartellone di eventi dedicato ad un pubblico ampio ed eterogeneo, che annovera alcuni tra i nomi più interessanti del panorama musicale nazionale come Gino Paoli, Fabri Fibra, Raphael Gualazzi, Ludovico Einaudi, Giovanni Lindo Ferretti, l’Orchestra di Piazza Vittorio, Vinicio Capossela, Mauro Ermanno Giovanardi, Morgan accompagnato dall’Ensemble Simphony Orchestra di Massa Carrara e l’Ensemble notte
Elemento di novità di questa quarta edizione del Venaria Real Music è la location che ospiterà gli eventi, ovvero, il nuovo Cortile delle Carrozze: una suggestiva ambientazione, raccolta e scenografica, situata nel cuore della Reggia, tra le Scuderie Juvarriane e la Cappella di Sant’Uberto.
Programma
Mercoledì 15 giugno
Gino Paoli
Biglietti: posti a sedere a 30€ e 20 € + prev.
Sabato 18 giugno
Fabri Fibra in Controcultura Tour Estate 2011
Biglietti: posto unico in piedi 25€ prevendita inclusa
Mercoledì 22 giugno
Raphael Gualazzi in Reality & Fantasy
Biglietti: posti a sedere a 27€ e 20€ + prev.
Mercoledì 5 luglio
DJ Italia - Crookers
Biglietti: posto unico in piedi a 15 € + prev.
Venerdì 8 luglio
Orchestra del Teatro Regio
Biglietti: posto a sedere a 20 € e 15 € + prev.
Martedì 12 luglio
Ludovico Einaudi in Nightbook
Biglietti: posto a sedere a 32 € e 25 € + prev.
Mercoledì 13 luglio
Giovanni Lindo Ferretti in Concerto, a cuor contento
Biglietti: posto a sedere a 20 € e 15 € + prev.
Giovedì 14 luglio
Marco Paolini in Par vardar
Biglietti: posto a sedere a 27 € e 22 € + prev.
Lunedì 18 luglio
Orchestra di Piazza Vittorio in Il flauto magico
Biglietti: posto a sedere 20 € e 15 €
Martedì 19 luglio
Vinicio Capossela in Marinai, profeti e balene
Biglietti: 45€ e 38€ + prev.
Mercoledì 20 luglio
Mauro Ermanno Giovanardi
Biglietti: 20€ e 15€ + prev.
Martedì 26 luglio
Morgan in Concerto con l’Ensemble Simphony Orchestra di Massa Carrara
Biglietti: 27€ e 22€ + prev.
Mercoledì 27 luglio
L’anima della terra con Margherita Hack e con Ginevra Di Marco
Biglietti: 20€ e 15€ + prev.
Giovedì 28 luglio
Ensemble Notte della Taranta con Mauro Pagani, Raiz e Radiodervish
Biglietti: 15€ + prev.
I concerti del Venaria Real Music si tengono nel Cortile delle Carrozze, raggiungibile da Piazza della Repubblica – ingresso principale della Reggia. Tutti gli spettacoli hanno inizio alle ore 21.30
Biglietterie e prevendite
- Circuiti di vendita abituali: www.ticketone.it; www.ticket.it; www.vivaticket.it
- Biglietteria della Reggia (via A. Mensa 34, Venaria)
- Teatro della Concordia / Fondazione Via Maestra (corso Puccini, Venaria)
Informazioni
La Venaria Reale, tel. +39 011 4992333
Fondazione Via Maestra, tel. +39 011 4241124
www.venariarealmusic.it
Fonte: lavenaria.it
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/05/venaria-real-music-2011-dal-15-giugno.html

Luisa Perona: Albania, questa sconosciuta
Scritto da Luisa Perona | Pubblicato: 31/05/2011
Shqipëria – letteralmente Paese delle aquile, ma tutti noi la conosciamo come Albania. O forse no. Tanto vicina all’Italia che nelle giornate terse la si vede a occhio nudo dalla costa pugliese, ma l’Albania resta sconosciuta alla maggioranza degli italiani. Per saperne di più il consiglio è quello di partecipare giovedì 9 giugno alle ore 21 presso il Circolo dei Lettori di via Bogino 9 all’incontro con i giornalisti Stefanella Campana, MarcoD’Auria e Benko Gjata che presentano il libro Albania. Sguardi di una reporter di Rosita Ferrato.
È proprio l’autrice a dire che “l’idea dell’Albania che avevo – o meglio non avevo, perché era un paese che non riuscivo proprio a definire – era quella di un luogo vicino ma un po’ spaventoso, tanto era il mistero che l’avvolgeva”. Il testo nasce dagli appunti di viaggio e traccia un ritratto di un Paese tutto da scoprire. La forma scelta per descrivere l’Albania, nazione troppo spesso raccontata dai media italiani solo in termini di immigrazione di massa e criminalità è quella a metà strada tra il taccuino di viaggio e il reportage. Importante è il prezioso inquadramento socio-storico-politico proposto dall’intervista al giornalista albanese Benko Gjata. L’incontro è promosso dal Centro di Cultura Albanese in collaborazione con le Associazioni Vatra, Illyricum e Vatra Arbereshe con il patrocinio dell’Ambasciata d’Albania in Italia e dell’Ufficio di rappresentanza della CCIAA di Tirana a Torino.
E poi, lo sapevate che ben 25 imperatori romani ebbero origini albanesi, così come di ascendenze italo-albanesi, o arbaresh furono papa Clemente XI, Francesco Crispi e Antonio Gramsci, per non parlare di alcuni garibaldini e combattenti nelle lotte risorgimentali del nostro Paese?
da: http://futura.unito.it/blog/2011/05/31/albania-questa-sconosciuta/#more-13906

Miro: Novara Jazz 2011 dal 26 maggio al 5 giugno
Novara Jazz 2011 dal 26 maggio al 5 giugno
Novara Jazz ritorna dal 26 maggio al 5 giugno con due settimane dedicate al jazz e alle contaminazioni
Anche quest’anno saranno presentati sul palco di Piazza della Repubblica e dell’Auditorium Cantelli, nel cuore di Novara, progetti inediti e grandi anteprime dalla scena jazz italiana e internazionale, con dj set a seguire, jazz brunch e tramonti in jazz nelle location più suggestive della provincia, una grande esposizione fotografica, cinema, giovani band e tanto altro.

jazz brunch e tramonto in jazz
Jazz Brunch e Tramonto in Jazz saranno gli appuntamenti del festival per portare il pubblico alla scoperta di monumenti, parchi, paesaggi e culture attraverso concerti a Novara e provincia. Momenti contraddistinti dall’attenzione e dalla scoperta dei sapori e delle tradizioni locali, e ovviamente dalla musica e dall’improvvisazione.
arte, fotografia e cinema
Come ogni anno Novara Jazz si apre alle arti visive: per tutta la durata del festival l’eccezionale cornice di Casa Bossi a Novara ospiterà la mostra retrospettiva del grande fotografo danese Jan Persson, realizzata insieme a Luciano Rossetti e in collaborazione con Società Fotografica Novarese, Comitato d'amore per Casa Bossi e Phocus Agency.
Il festival sarà inoltre l’occasione per visitare le mostre Mark Harris – Continuous Defense, presso il Museo di Storia Naturale Faraggiana Ferrandi a Novara, e Paolo Gonzato – Karaoke Paradise, presso lo spazio 33 ad Oleggio, a cura di Marco Tagliafierro.
altri eventi
Alla Trattoria San Marco si terranno tutte le sere jam session aperte al pubblico, in cui si uniranno i giovani musicisti, i grandi ospiti internazionali del festival e chiunque voglia unirsi a suonare, a fianco di esclusivi special guest.
Ci saranno inoltre due Jazz Workshop, uno aperto a musicisti e a non professionisti insieme a Beppe Scardino e Andrea Sartori sabato 4 giugno, e uno destinato ai bambini sabato 28 maggio, tenuti presso la Scuola di musica Dedalo.
La Società Fotografica Novarese, in collaborazione con l’Agenzia Phocus e Novara Jazz, organizza nei giorni 28 e 29 maggio un workshop di fotografia di spettacolo, con la partecipazione speciale dello storico fotografo danese Ian Persson.
NOVARA JAZZ 2011: PROGRAMMA VIII EDIZIONE
Giovedì 26.05.2011
ore 18.00 Casa Bossi, Novara.
Inaugurazione: Photo Exhibition by Jan Persson
ore 21.00 Auditorium Civico Ist. Musicale Brera, Novara.
Serata di apertura:
Anat Fort, piano solo
Ayelet Rose Gottlieb, Anat Fort, Yael Zamir
Venerdì 27.05.2011 ore 17.00 Piazza delle Erbe, Novara
Giovani Gruppi Jazz
ore 21.00 Piazza della Repubblica, Novara
Ebo Taylor
mezzanotte DJ set – Parco dell’Allea, Novara
Dj Duncan Brooker
Sabato 28.05.2011
ore 10.00 Visita guidata alle bellezze della città
ore 10.00 Piazza delle Erbe, Novara
Giovani Gruppi Jazz
ore 12.00 Cortile della Soprintendenza, Novara
Jazz & Wine Brunch:
Max Prandi
ore 17.00 Piazza delle Erbe, Novara
Giovani Gruppi Jazz
ore 18.00 Galleria BasexAltezza, Novara
Tramonto in Jazz Jazz&Wine:
Nido Workshop
dj set: Alessandro De Pasquale
ore 21.00 Piazza della Repubblica, Novara
Gianluigi Trovesi “Dedalo” feat. Matthias Spillmann, Fulvio Maras and the Big Band of the Lucerne School of Music
Mezzanotte DJ set – Parco dell’Allea, Novara
Jazz:re:found night
Domenica 29.05.2011
ore 10.00 Piazza delle Erbe, Novara
Giovani Gruppi Jazz
ore 12.00 Robecco sul Naviglio
Jazz & Wine Brunch:
Angelo “Leadbelly” Rossi duo
ore 21.00 Casa Bossi, Novara
Proiezione del film Il Suono Instabile della Libertà, con il regista Marco Bergamaschi.
Giovedì 02.06.2011
ore 10.00 Tappa Jazz!
Pedalata organizzata da Piazza Duomo e da Cerano verso Villa Picchetta, Cameri.
ore 12.00 Villa Picchetta, Cameri
Jazz & Wine Brunch:
Charles Gayle – solo saxophone
ore 21.00 Auditorium Conservatorio Cantelli, Novara
Charles Gayle, piano solo
Venerdì 03.06.2011
ore 17.00 Piazza delle Erbe, Novara
Giovani Gruppi Jazz
ore 21.00 Piazza della Repubblica, Novara
I Compani, Last Tango in Paris
mezzanotte DJ set – Parco dell’Allea, Novara
Oslo Soul Experience
Sabato 04.06.2011
ore 10.00 Visita guidata alle bellezze della città
ore 10.00 Piazza delle Erbe, Novara
Giovani Gruppi Jazz
ore 12.00 Casa Bossi, Novara
Jazz & Wine Brunch:
Tao Drums
ore 17.00 Piazza delle Erbe, Novara
Giovani Gruppi Jazz
ore 18.00 Cascinale dei Nobili, Casalbeltrame.
Tramonto in Jazz Jazz&Wine :
Gioel Severini
ore 21.00 Piazza della Repubblica, Novara
serata di chiusura
Gianluca Petrella I-Jazz Ensemble 2011:
Il Bidone, Omaggio a Nino Rota
mezzanotte DJ set – Parco dell’Allea, Novara
Dj's Luis & Jimmy (Soulful Torino Records)
Linda & Ted Couldstone: Popcorn night
Domenica 05.06.2011
ore 12.00 Oleggio, Parco Beldì
Jazz & Wine Brunch:
Siena Jazz School Ensemble
Migliore gruppo giovane Novara Jazz 2010
Sabato 11.06.2011
ore 18.00 Spazio 33, Parco Beldì, Oleggio
Inaugurazione mostra: Karaoke Paradise, Paolo Gonzato
Aperitivo in Jazz: tutti i venerdì del festival alle ore 18:30 presso Lo Stregone, Piazza delle Erbe; tutti i sabati del festival alle ore 18:30 presso Cortile Cafè, Corso Cavour, 9.
Dj Domenico Marafioti (soul, funk, jazz) e Dj Fiore (acid jazz, new jazz, nu soul)
Special guests sabato 4 giugno Ted & Linda Couldstone
Ogni venerdì, sabato e domenica in Piazza delle Erbe Concorso giovani band Novara Jazz 2011.
Jazz Workshop con Andrea Sartori e Beppe Scardino sabato 4 giugno dalle ore 10 alle ore 13; e Laboratorio musicale swing per bambini sabato 28 maggio dalle ore 10 alle ore 13 tenuti presso la Scuola di musica Dedalo
Photographic Workshop, in collaborazione con la Società Fotografica Novarese e Phocus Agency con la partecipazione speciale di Jan Persson, i giorni 28 e 29 maggio.
Ogni sera jam sessions gruppi giovani dalle ore 22.00 presso Birreria San Marco.
Per maggiori informazioni potte visitare il sito ufficiale di Novara Jazz 2011 ()www.novarajazz.org
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/05/novara-jazz-2011-dal-26-maggio-al-5.html

A Novello: Collisioni. Parole, storie, musica da un paese globale
Collisioni 2011

Collisioni 2011
Nel week-end del 27-28-29 maggio torna in Piemonte il festival gratuito di letteratura e musica “Collisioni. Parole, storie, musica da un paese globale”, che nella passata edizione ha richiamato a Novello oltre venticinquemila spettatori. Tre giorni di musica e parole con artisti e scrittori di culto e di fama internazionale.
Tra i tanti ospiti che partecipano all’edizione 2011: Luciano Ligabue, Paul Auster, Salman Rushdie, Caparezza, Luciana Littizzetto, Francesco Bianconi, Roy Paci, Paolo Giordano, Mario Calabresi, Maria Luisa Busi, Hanif Kureishi, William Least-Heat Moon, Enrico Ruggeri, Elio, Antonio Scurati, Don Luigi Ciotti, Luca Scarlini, Simone Cristicchi, Paolo Nori, Siri Hustvedt, Michael Cimino.
In occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia, “Collisioni 2011” ospita il “Progetto Giovani 150°”: una spedizione di 150 ragazzi, provenienti da tutte le regioni italiane, che per due giorni portano a Novello la loro musica, la loro arte, le loro letture teatrali e le loro abilità di video-makers.
da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/6/cultura-e-societa/842/collisioni-2011.html

"A mobilidade Urbana no Brasil": Em dez anos, haverá mais motocicletas do que carros.
quarta-feira, 25 de maio de 2011 17:22
Em dez anos, haverá mais motocicletas nas vias brasileiras do que carros. É o que aponta o estudo "A mobilidade Urbana no Brasil", do Instituto de Pesquisa Econômica Aplicada (Ipea), divulgado nesta quarta-feira. A pesquisa mostra que a demanda por transporte público caiu 30% na última década. No mesmo período, a compra de carros cresceu em media 9% ao ano e a de motos, 19%. A previsão é de que a partir de 2012 a aquisição de motocicletas será maior do que a de automóveis.
"Em uma década seremos um país sobre duas rodas. Estamos seguindo um modelo asiático. Lá, as motos entopem as ruas. Isso é efeito de um transporte público ruim, pouco atrativo. A forma que o cidadão encontra para deixar o transporte público é ir para a motocicleta. Moto polui muito mais do que carro. Se comparar com transporte público, polui 40 vezes mais", afirma Carlos Henrique Ribeiro de Carvalho, técnico de planejamento e pesquisa do Ipea, coordenador do trabalho.
Ele alerta ainda para o fato de a moto matar muito mais do que o carro. Em 1997, houve 12.500 mortes de pedestres, 973 de motociclistas e 3.900 de pessoas em carros. Em 2007, depois que 7,6 milhões de motos entraram em trânsito, o número de mortes de motociclistas passou para 8.118, o de pedestres caiu para 9.657 e o de pessoas em carros, subiu para 8.273.
Carvalho cita o exemplo do Rio de Janeiro para mostrar as transformação das viagens urbanas no País. Em 1950, os bondes respondiam pela maioria dos deslocamentos (649 milhões de viagens por ano), seguidos de ônibus (216 milhões), trens (208 milhões) e carros (20 mil). Em 2005, automóveis fizeram 1,6 bilhão de deslocamentos urbanos e os ônibus, 1,5 bilhão. Trens e metrôs responderam por 259 milhões de viagens.
Financiamento
Segundo o pesquisador, esse fenômeno se explica, em parte, pelo crédito farto e longos prazos de financiamento de carros e motocicletas - no caso de motos, o valor da prestação se aproxima ao gasto mensal com a tarifa de transporte público. O alto custo das passagens também influenciou a mudança do comportamento - desde 1995, as tarifas dos ônibus urbanos aumentaram cerca de 60% acima da inflação medida pelo Índice Nacional de Preços ao Consumidor (INPC).
O crescimento do transporte individual tem forte impacto no trânsito. Em 1992, o tempo médio de deslocamento casa-trabalho do brasileiro era de 37,9 minutos. Em 2008, passou para 40, 3. E 19% das pessoas perdem mais de duas horas diárias nesse trajeto. "Se não houve políticas de melhorar no transporte público, como políticas efetivas para baratear tarifas do transporte público, investimentos em infraestrutura, a situação só vai se deteriorar, com aumento de acidentes, de congestionamento e da poluição. Vai chegar a um ponto em que as cidades se tornarão inviáveis", afirma Carvalho.
da: http://www.reporterdiario.com.br/Noticia/289427/em-dez-anos-havera-mais-motocicletas-do-que-carros/

Dalla Mole alla Mela il successo made in Italy
25/05/2011
Sulla Fifth Avenue Eataly ha aperto ristoranti e punti vendita
L’ultima idea: bicchieroni di «cappuccini», come la Coca Cola
LUCIANO BORGHESAN
TORINO
I newyorkesi fanno la coda al 2165 di Broadway Avenue per gustare il gelato Grom (nato sotto la Mole) e, da agosto, si mettono in fila anche al 200 della Fifth Avenue per Eataly. Mentre la Fiat «compera, si ingloba o si fonde» nella Chrysler per conquistare mercati dell’auto, si sta lavorando perché, presto, ai bicchieroni di Coca Cola si aggiungano quelli del «cappuccino» (Lavazza). Per questi e altri prodotti «Torino-New York: come l’Italian-made trasforma l’America» non è solo il titolo del convegno che ha promosso il Master in American Studies dell’Università piemontese. C’è davvero molto della laboriosità e della imprenditorialità subalpina nei frutti che danno le intraprese sotto la statua della Libertà e più lontani «dintorni».
Ondate di ottimismo sono state portate, ieri, nell’aula magna di via Verdi, dai protagonisti di queste missioni. «Il successo è arrivato grazie alla qualità e all’umiltà, dopo aver pagato tanti errori - spiega Giuseppe Lavazza, vicepresidente dell’omonima società -: partiti dal piccolo, anziché dal grande, e con alleati collaudati, del posto, abbiamo ottenuto i risultati cercati». A mille miglia dalla Grande Mela, tra i cavalloni alti tre metri dell’Atlantico, il “velista” Oscar Farinetti invia il messaggio d’incoraggiamento per i produttori italiani, ma anche lui invitando a essere «sinceri, umili, rispettosi delle leggi e dei costumi americani»: la sua Eataly nel cuore di Manhattan oggi supera i 70 milioni di fatturato e ha 558 collaboratori.
Oltre la «gola»? Seduto in prima fila papà Valentino Castellani, il sindaco 1993-2001, è lieto di sentir ricordare che, nel 2009, la figlia Valentina vinse uno degli Oscar per l’arte contemporanea del Guggenheim Museum: «Come miglior mostra monografica per la retrospettiva su Piero Manzoni, curata per la Gagosian Gallery di New York», dice Stefano Albertini, direttore Casa Italiana Zerilli-Marimò, New York University.
E «avreste mai immaginato un presidente degli Stati Uniti parlare di Fiat? - chiede il giornalista di Raitre, Oliviero Bergamini -. Obama l’ha fatto: ha scelto i suoi motori e il suo modello organizzativo». Lo zoom finisce su Detroit, una città che sta affrontando la crisi quasi esclusivamente sul rilancio dell’auto, pur se il sindaco Dave Bing è molto attratto dalla capacità di trasformazione della gemella Torino.
I ricordi di Oddone Camerana, scrittore e un passato di alto dirigente Fiat, sono di altro tenore per gli Anni 60-70 in cui il ragionier Valletta e l’avvocato Agnelli tentarono la prima avventura statunitense: «Non bastarono la 127 e la 132, ci voleva una rete di servizi collaterali», esperienza che, oggi, è stata utile come «precedente», anche se - avvertono le docenti Karen Pinkus (Cornell University) e Sabrina Ovan (Scripps) - «la 500 sembra un giocattolo, e lo sguardo Fiat a Detroit pare più orientato verso il Messico e oltre il Pacifico, vero la Cina».
Arte, auto, di nuovo cibo con Carlo Bogliotti, braccio di Carlin Petrini, il quale riferisce che Brookling favorisce «gli orti nelle scuole» e ha 30 mila persone iscritte a Slow Food (quante in Italia).
Si può fare di più? Sì, e proprio a partire dall’università che potrebbe calamitare, invece... «perdiamo 852 milioni di euro per studenti che vanno all’estero - afferma Daniela Del Boca, docente -, in campus e college meglio attrezzati: il giovane è il bene del futuro, e nel nostro Paese è risorsa rara».
da: http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/403987/

Riccardo Di Grigoli: Avril Lavigne, l’8 settembre a Torino
Scritto da Riccardo Di Grigoli | Pubblicato: 23/05/2011
Torna in Italia Avril Lavigne, la reginetta del pop rock, dopo il successo del suo quarto album ‘Goodbye Lullaby’. La cantautrice canadese segnerà la prima tappa del suo tour nella penisola a Torino l’8 settembre al Palasport Olimpico (ex Palaisozaki). Il Palalottomatica di Roma (10 settembre) e il Mediolanum Forum di Milano (11 settembre) ospiteranno poi gli altri due concerti.
Dopo tre anni di attesa finalmente i fan di Avril Lavigne potranno rivederla dal vivo in Italia, in una serie di concerti che con ogni probabilità presenterà il “sold out”. Dopo aver risolto i problemi personali che ne hanno causato una lunga assenza dalle scene musicali, Avril Lavigne è pronta per la sua tournée di presentazione del nuovo disco uscito lo scorso marzo sull’etichetta RCA Records (Sony) e preceduto dai singoli “What the hell” e “Smile”.
I biglietti saranno in vendita, in esclusiva per gli iscritti a Live Nation (www.livenation.it) martedì 24 e mercoledì 25 maggio; la vendita generale partirà giovedì 26 maggio tramite www.ticketone.it.
da: http://futura.unito.it/blog/2011/05/23/avril-lavigne-l8-settembre-a-torino/#more-13698

Gabriele Madala: Falso scrittore inganna Sgarbi e Annunziata al Salone del Libro
Scritto da Gabriele Madala | Pubblicato: 17/05/2011
TORINO. “Maestro, la volevo ringraziare di persona per aver letto il mio libro e avermi risposto via mail”. Vittorio Sgarbi non ha un attimo di esitazione e risponde al giovane autore, Manuele Madalon. “Ho trovato l’ambientazione sottile e misteriosa”.
Al XXIV Salone Internazionale del Libro di Torino c’era anche Manuele Madalon, giovane ricercatore universitario al politecnico e autore de l’Implosione, il suo primo romanzo. Molti illustri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo sembra lo abbiano letto, peccato che né l’autore né il suo libro siano mai esistiti. Ci sono cascati in tanti: da Vittorio Sgarbi a Gianccarlo De Cataldo (scrittore di “Romanzo Criminale”), passando per Serena Dandini. Madalon (il nome è di fantasia), seguito dalle telecamere degli studenti in ingegneria del cinema, ha chiesto ai nomi illustri del Salone un commento al suo libro.
da: http://futura.unito.it/

Mirò: Madonna del Pilone a Torino, tra miracoli, devozione e leggenda.
martedì 17 maggio 2011
Ancora oggi esiste più che mai a Torino il quartiere Madonna del Pilone, uno dei più belli ai piedi della collina Torinese ma ecco il perchè di questo nome, perlopiù sconosciuto anche ai residenti stessi.
Nell' anno 1644, in una casetta di Torino, viveva una famigliola povera ma felice. Il padre faceva il calzolaio; la madre, Rita Molar, si occupava della casa e della piccola Margherita, l'unica figlioletta.

Un bel giorno d'aprile, madre e figlia si misero lietamente in cammino: bisognava portare il grano al mulino, perché la madia era quasi vuota. Era una festa per la donna e per la bimba quella bella passeggiata, ed era anche l'occasione per far visita alla mugnaia, cara amica di famiglia. Giunta al mulino, la giovane donna depose con un sospiro di sollievo il pesante sacco e abbracciò Giuseppina, l'amica. Il mugnaio frattanto era impegnato a rovesciare il frumento nella tramoggia.
Mentre la mola girava frantumando il grano, la piccola Margherita correva intorno, osservando ogni cosa con grande interesse. Vide una misteriosa porticina e, non sapendo frenare la sua curiosità, l'aprì di colpo... Ahimè! Sovrastava proprio la ruota del mulino e, trascinata dallo slancio, la bimba volò nel gorgo.
Un urlo spaventoso: già le pale avevano afferrato il corpicino che affiorò due volte dal gorgo e poi scomparve.
Mentre i lavoranti del mulino, con lunghe pertiche, tentavano di ricuperare almeno il corpicino straziato, la madre, trattenuta a stento dagli amici, si lasciò cadere ginocchia davanti a un'immagine della Madonna posta su un pilone presso il torrente. Sapeva di chiedere l'impossibile:eppure le parve che la Vergine si muovesse e trasvolasse leggera sulle acque turbinose e spumeggianti del gorgo.
E, mentre dalla folla prorompeva un grido: «Miracolo, miracolo!», si vide la bambina emergere viva dal fiume e tendere le braccia invocando la mamma.
La regina, Maria Cristina di Savoia, volle che attorno al pilone sorgesse una chiesa, a ricordo del prodigio. Ancora oggi la popolazione piemontese chiama il bel santuario: «La Madonna del Pilone».
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2011/05/madonna-del-pilone-torino-tra-miracoli.html

PIEMONTE INFORMA: Il clima di opinione in Piemonte
Piemontesi lievemente meno pessimisti dell’anno precedente e più ottimisti degli italiani per l’immediato futuro dell’economia. Anche l’andamento recente e le prospettive immediate della propria situazione familiare confermano questa posizione di relativo minore pessimismo. Questi alcuni dei risultati emersi dal tradizionale sondaggio dell’Ires, condotto tra febbraio e marzo 2011 presso la popolazione, che consente di misurare il clima di opinione prevalente nella regione, e presentato il 9 maggio dal presidente Enzo Risso e dal ricercatore Maurizio Maggi.
Situazione economica. I piemontesi che valutano lievemente o nettamente peggiorata la situazione economica dell’Italia nell’ultimo anno sono l’assoluta maggioranza degli intervistati, il 65%. Parlano di miglioramento soprattutto coloro che rispetto alla media hanno un tenore di vita familiare più alto, mentre vedono un peggioramento soprattutto coloro che hanno un tenore di vita più basso. Analoghe a quelle dei piemontesi risultano anche le valutazioni degli stranieri residenti, tra i quali la situazione economica dell’Italia nell’ultimo anno è valutata lievemente o nettamente peggiorata nel 64% dei casi. Per le previsioni sul futuro economico dell’Italia il campione dei piemontesi si divide sostanzialmente in 3: un complessivo 34% ipotizza un miglioramento, un 28% un peggioramento e un ulteriore 31% immagina una stasi.
Condizioni particolari della famiglia. Il 60% valuta stazionaria la condizione economica della propria famiglia nell’ultimo anno, a fronte di un complessivo 5% che parla di miglioramento e un 34% che invece denuncia un peggioramento. Le disaggregazioni evidenziano che a parlare di miglioramento sono in misura superiore alla media imprenditori e dirigenti, mentre denunciano un peggioramento soprattutto lavoratori autonomi e casalinghe. Tra gli stranieri residenti l’assoluta maggioranza (53%) valuta stazionarie le condizioni economiche della propria famiglia nel corso dell’ultimo anno a fronte di un 7% che parla di miglioramento e un 40% di peggioramento, che in particolare è denunciato da asiatici e africani (rispettivamente il 66 e 47% degli intervistati). Riguardo al futuro economico della propria famiglia, l’assoluta maggioranza prevede nei prossimi 12 mesi che la situazione rimarrà statica (62%), a fronte di un 16% che immagina un miglioramento e un analogo 15% un peggioramento. Un maggiore ottimismo si riscontra ancora una volta tra imprenditori e dirigenti. Le valutazioni degli stranieri residenti in Piemonte riguardo al futuro economico della propria famiglia si rivelano del tutto analoghe a quelle dei piemontesi.
Situazione patrimoniale. A far quadrare il bilancio mensile è poco meno della metà degli intervistati (48%), a fronte di un complessivo 28% che riesce a risparmiare e un 18% che invece intacca le proprie riserve o deve fare debiti.
Le disaggregazioni mostrano che a riuscirci è la maggioranza assoluta degli over 64 e di quanti hanno i titoli di studi più bassi (elementare o medio). A riuscire a risparmiare sono invece in misura più alta della media i giovani (18-34), mentre sono i 35-44enni ad avere in percentuale superiore alla media problemi a tenere il proprio bilancio in attivo. I dati che riguardano la situazione finanziaria degli stranieri residenti in Piemonte non si discostano da quelli rilevati tra gli italiani. Metà dei piemontesi intervistati ammette di aver avuto difficoltà economiche nel corso del 2010, in particolare per il pagamento di bollette (23% dei casi), generiche spese per la casa (19%) e spese mediche (13%). Solo il 30% degli stranieri dichiara di non aver avuto problemi economici nel corso dello scorso anno, mentre, tra quanti ammettono di aver avuto difficoltà, le maggiori hanno riguardato soprattutto le spese per la casa (43%) seguite dal pagamento delle bollette (36%) fino all’acquisto di generi alimentari (19%).
Percezione dei problemi. Opportunità di lavoro in generale e per i giovani in particolare sono i problemi che maggiormente preoccupano i piemontesi: in una scala da 1 a 10, si collocano rispettivamente a 7,8 e 7,9. Segue l’inquinamento a 7,3 e l’immigrazione a 7,1.
Fiducia nelle istituzioni. I rapporti con la famiglia e con gli amici si confermano i due punti fermi per i piemontesi anche rispetto alla fiducia di fronte alle difficoltà della propria vita. Seguono in affidabilità le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato, mentre è circa una metà degli intervistati a dichiarare fiducia nei servizi di assistenza pubblici, nella magistratura e nella chiesa. Si confermano più problematici i rapporti sui luoghi di lavoro verso i quali dichiara di aver fiducia il 46% degli intervistati.

Piemonte Informa: I 15enni piemontesi bravi in lettura, matematica e scienze
Le performance del Piemonte in lettura, matematica e scienze superano di 10 punti la media delle scuole italiane e sono in linea con i livelli europei: il dato emerge dall’ultima indagine realizzata dall’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nell’ambito del programma per la valutazione internazionale degli studenti “PISA”.
La ricerca, realizzata ogni tre anni, è focalizzata in particolare sui livelli di competenza degli studenti che si approssimano alla fine dell’istruzione obbligatoria, i quindicenni, con l’obiettivo di verificare alcune competenze ritenute essenziali per proseguire nel mondo degli studi e del lavoro, oltre che nella propria vita quotidiana.
Per analizzare e riflettere sui dati emersi e valutare le misure da intraprendere al fine di continuare a migliorare l’istruzione e la formazione piemontese, la Regione Piemonte, l’Ufficio scolastico regionale e l’Ires Piemonte hanno organizzato il 3 maggio a Torino un seminario di discussione con ricercatori ed esperti sul tema, a cui hanno preso parte dirigenti scolastici, docenti, responsabili dei centri di formazione professionale, rappresentanti dell’Unione Industriale e delle organizzazioni sindacali.
Tra i risultati dell’indagine risulta che i licei e gli istituti tecnici piemontesi hanno un livello in linea a quello degli studenti delle altre regioni del Nord (Lombardia, Veneto e Friuli), mentre emergono in modo particolarmente positivo gli studenti della formazione professionale, che hanno risultati più elevati dei colleghi delle altre regioni. Critici, invece, i risultati degli studenti degli istituti professionali.
Il Piemonte ottiene, inoltre, un punteggio medio in lettura superiore a quello di altre regioni OCSE con profili socio-economici analoghi e mostra una buona solidità del sistema di istruzione e formazione che, rispetto alle precedenti rilevazioni, conserva un livello stabile dei risultati, pur in presenza di cambiamenti rilevanti nel contesto ambientale, quali la crisi economica e l’aumento dell’immigrazione.
Un altro dato significativo riguarda proprio la composizione multietnica della scuola piemontese: il Piemonte è la prima regione italiana per quota di studenti immigrati dell’età di 15 anni: l’11% del totale rispetto al 5% della media italiana, segno di una più avanzata integrazione nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale.
jurso / 03 maggio 2011 / http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/i-15enni-piemontesi-bravi-in-lettura-matematica-e-scienze.html

Tavagnasco Rock
Dal 29-04-2011 Al 07-05-2011
10010 Tavagnasco (To)

Tavagnasco Rock
Se Tavagnasco Rock è ormai un festival “cult”, dove conoscere gruppi emergenti da tutta Italia e ospiti di caratura nazionale e internazionale, il “Tava on the Road", che lo precede, è la rassegna musicale itinerante che anticipa e presenta il programma musicale principale. Le serate, organizzate in collaborazione con prestigiosi locali del Piemonte e della Valle d’Aosta, propongono l’esibizione dal vivo dei gruppi selezionati tra gli innumerevoli che si propongono ogni anno attraverso un bando di concorso. Dal 29 aprile al 7 maggio il festival vero e proprio porta invece a Tavagnasco nomi quali Sick Rose, Il Genio, Sud Sound System, Caparezza e molti altri.
da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/9/musica/246/tavagnasco-rock.html

Luisa Perona: Gran Toret, un modo diverso per parlare di Torino
Scritto da Luisa Perona | Pubblicato: 08/04/2011
“Me pias”. Oppure “me pias nen”. Cosa? Torino, ovviamente. Da oggi ci si può sbizzarrire e comunicare cosa apprezziamo e cosa invece ci dà fastidio della nostra città. L’idea nasce da un gruppo di web writer e social designer torinesi. Il simbolo scelto è il Toret, la tipica fontana verde che si trova in ogni angolo, strada o piazza della città e viene benedetta dai passanti, soprattutto durante i mesi di calura estiva. Nella notte di ieri sono stati letteralmente presi d’assalto e ricoperti da post-it gialli e blu. A partire da oggi, però, l’iniziativa “reale” si è conclusa e proseguirà on-line.
Hub09 è una società che si occupa di social network. Per questo l’iniziativa è stata accompagnata da un’applicazione Facebook. “È stato preferito Facebook a Twitter perché, almeno in Italia, tutti ce l’hanno. E poi Facebook è più veloce ed è un’applicazione che sfrutta Google Map”, racconta Valeria Sesia, una delle ideatrici dell’iniziativa Gran Toret. “Google Map ci permette di localizzare le 700 fontane sparpagliate per la città e – continua – ci dà la possibilità di monitorare meglio le segnalazioni, quartiere per quartiere”.
Uno degli obiettivi di Gran Toret è infatti proprio quello di dare la possibilità al territorio di comunicare con la politica. “L’interesse mostrato da Piero Fassino (candidato Pd alle prossime elezioni comunali) dimostra come questa iniziativa possa diventare una voce nuova, giovane e di desiderio di cambiamento che la politica potrà accogliere per individuare i problemi da risolvere”.
Per i curiosi, visitate la pagina Facebook www.facebook/GranToret e, per chi non avesse ancora un account, basta salvare in rubrica il numero 377.4540075 sul quale è stato attivato un canale SMS. 140 i caratteri a disposizione per dire ciò che vi piace o che non vi piace di Torino. Il messaggio verrà firmato GranToret-SMS, seguito dalle ultime 3 cifre del numero che lo ha inviato, e sarà visibile nell’album fotografico della pagina Facebook.
da: http://futura.unito.it/blog/2011/04/08/gran-toret-un-modo-diverso-per-parlare-di-torino/#more-12440

Luigi Grassia: Scarpe, auto, tazzine Trionfa il tricolore - L’Unità celebrata anche dal merchandising delle aziende
Per le celebrazioni dei 150 dell'Unità, è sfoggio di drappi tricolore
15/03/2011
LUIGI GRASSIA

Il centocinquantenario dell’Unità d’Italia lascerà un segno tricolore anche su molti oggetti di uso quotidiano, inclusi parecchi prodotti commerciali creati ad hoc, che sfoggeranno le bandiere bianco/rosso/verde e il richiamo all’anniversario, oppure le facce di eroi del Risorgimento o persino qualche strofa dell’inno di Mameli, e questo non è certo da intendersi come una profanazione, perché (in fondo) la compravendita è una maniera ordinaria, nella vita di tutti i giorni, per entrare in contatto con le cose e con le persone. E anche i drappi che esponiamo sui balconi per far festa devono pur essere acquistati.
Anche la Nutella
C’è per esempio la Ferrero che ha virato alla tinta bianco/rosso/verde o ha marchiato con altri richiami all’Unità alcune confezioni di prodotti di punta come Nutella, Grand Soleil, Estathé e Tic-tac. C’è la Lavazza che propone una linea di tazzine da caffè con i colori della nostra bandiera. C’è l’Arbre Magique che profuma il 150˚ con un’edizione speciale del suo prodotto. E c’è la Superga, che produce una scarpa da ginnastica tricolore, lanciata già da un anno, e che essendo partner di «Esperienza Italia 150» fornirà le calzature a tutto il personale delle manifestazioni e delle mostre. La Bolaffi (quella dei francobolli) ha disegnato una linea di cravatte «150 anni Unità d’Italia». Anche la prestigiosa marca di penne Montegrappa ha preparato dei prodotti ad hoc.
Si va sul facile (dato l’argomento) citando l’Officina della Moda, concessionaria dell’Esercito italiano per l’abbigliamento, che sta sfornando polo e magliette con i volti degli eroi del Risorgimento e con l’incontro di Teano fra Vittorio Emanuele e Garibaldi. E il brand di calzature Alexander mette addirittura in commercio un’edizione 2011 degli stivali che Garibaldi indossava durante l’impresa dei Mille (riprodotti fedelmente).
Nell’arredamento, Cassina ha realizzato 61 tavoli che se riuniti tutti insieme formerebbero la carta geografica d’Italia. E la Fila (Fabbrica Italiana Lapis e Affini) in partnership con la rivista Abitare ha creato Matitalia, una matita di cui non c’è bisogno di spiegare le caratteristiche.
Ricco di legami con il 150˚ è il panorama dei motori. La Fiat collocherà il logo dell’Unità sul montante di tutti i veicoli che saranno prodotti per il mercato italiano tra il mese di giugno e la fine di quest’anno. C’è già in circolazione una versione speciale della Cinquecento. E quest’anno in Formula 1 il marchio del Cavallino correrà con la Ferrari 150 Italia. Nelle moto la Nolan sfoggia un casco tricolore speciale.
Un Paese da bere
Prima di guidare non bisogna bere, ma intanto la «Bottiglia dei 150 anni dell’Unità d’Italia» verrà presentata al Vinitaly del 7-11 aprile a Verona, evento che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di inserire fra quelli ufficiali dell’anno delle celebrazioni. E quest’anno c’è pure il Brunello Camiciarossa.
Intesa Sanpaolo propone la carta «Esperienza Italia 150» che può essere usata come una normale carta di pagamento e di prelievo e in più permette di acquistare, a prezzo ridotto, il pacchetto di manifestazioni Esperienza Italia. La Coop celebra il 150˚ in tutti i suoi punti vendita. Seat Pagine Gialle mette sugli elenchi telefonici le immagini vincitrici del concorso fotografico Passione Italia. C’è la linea ObjecTO che produce souvenir torinesi e fa una serie speciale per i 150 anni... e poi ci sono tanti altri prodotti e ci scusiamo per tutti quelli non citati in questo piccolo spazio.
da: http://www.lastampa.it/redazione/default.asp

Giovanni Bosco, presidente del Coordinamento Terre del Moscato: “Il Moscato e l’unità d’Italia”
Giovanni Bosco: “Il Moscato e l’unità d’Italia” mar 11th, 2011
Giovanni Bosco, presidente del Coordinamento Terre del Moscato, invia il seguente intervento su “ll Moscato e l’Unità d’Italia”:
«Massimo Taparelli, marchese d’Azeglio (Torino 24.10.1978 – 15.1.1866) fu un politico, scrittore, patriota e pittore, sposato con Giulia, figlia di Alessandro Manzoni.
Da uomo gaudente si guadagnò fra le dame di corte il nomignolo di “sporcaciun” mentre Francesco De Sanctis descrisse la sua attitudine come “un certo folleggiare pieno di buon umore”.
Queste connotazioni hanno posto in un secondo piano le sue doti di politico che ebbe la capacità di intravedere i limiti della riunificazione d’Italia e quindi propose uno stato federale.
Famosa la sua frase “L’Italia è fatta , ora facciamo gli italiani”.
Se Massimo d’Azeglio tornasse in vita troverebbe l’Italia come l’ha lasciata, gli italiani come popolo è ancora da fare e il federalismo è ancora ai primi vagiti.
Una cosa però troverebbe : un ‘Italia unita dal Moscato.
In Vallle d’Aosta potrebbe brindare con il Moscato di Chambave, in Piemonte con il Moscato d’Asti, in Lombardia addirittura con il Moscato della provincia di Pavia e con il Moscato di Scanzo, mentre in Veneto con il Colli Euganei Moscato, in Friuli con il Friuli Isonzo Moscato ed in Trentino con il Trentino Moscato giallo e il Trentino Moscato rosa.
Se volesse passare qualche giornata al mare incontrerebbe in Liguria il Golfo del Tigullio Moscato.
Proseguendo il suo girovagare potrebbe brindare in Emilia con il Colli di Parma Moscato e con il Colli Piacentini Moscato, in Toscana con il Moscatello di Montalcino ed in Umbria con il Moscato Passito Umbria igt dolce.
Ma anche nelle Marche con il Moscato nero delle Marche la sua curiosità sarebbe soddisfatta.
Se poi avesse la voglia di scendere ancora la penisola nel Lazio sarebbe affascinato dal Colli Etruschi Vibertesi Moscatello ed in Abruzzo dal Controguerra Moscato, mentre nel Molise con il Molise Moscato bianco.
Ma le sorprese non finiscono qui, anche le regioni meridionali hanno i loro moscati.
La Basilicata il Moscato Basilicata igt, la Campania il Sannio Moscato doc, la Puglia il Moscato di Trani e la Calabria il Moscato di Saracena.
Un traghetto, in attesa del ponte, ed ecco gli stupendi Moscati di Sicilia : Il Moscato di Noto, il Moscato di Siracusa ed il Moscato di Pantelleria.
Massimo d’Azeglio tornerebbe senz’altro nel suo Piemonte con la nave con una capatina in Sardegna che ai suoi tempi e prima dell’Unità d’Italia era di proprietà del suo re e qui incontrerebbe quei Moscati che già conosceva:
il Moscato di Cagliari, il Moscato di Sardegna e il Moscato di Sorso-Sennori.
Tornando al quel “paese” dove molti italiani li hanno mandati direbbe ai vari Vittorio Emanuele, Cavour, Mazzini e Garibaldi “Una cosa è certa almeno con il Moscato l’Italia è unita” e da incallito “sporcaciun” prenderebbe in disparte la Contessa di Castiglione ed in un orecchio le sussurerebbe “Sai, il Moscato fa bene alle donne se bevuto dagli uomini…ed io ne ho bevuto tantissimo”
da: http://www.vallibbt.com/2011/03/11/giovanni-bosco-il-moscato-e-lunita-ditalia/

Morta Nilla Pizzi, regina di Sanremo
12/03/2011 - LUTTO NEL MONDO DELLA MUSICA
Nilla Pizzi aveva 91 anni. Nel 1951 trionfò a Sanremo
Fu la prima vincitrice del Festival nel 1951: cantò "Grazie dei fiori"
MILANO
È morta stamattina a Milano Nilla Pizzi. La cantante, prima vincitrice del festival di Sanremo (allora in versione radiofonica) nel 1951 con "Grazie dei fiori", avrebbe compiuto 92 anni il 16 aprile. Era ricoverata in una clinica dopo un intervento subito tre settimane fa. Lo ha annunciato il suo agente Lele Mora.
L’anno scorso Nilla Pizzi era stata sul palco dell’Ariston, ospite dell’edizione dei 60 anni del festival. «Mio Dio, che paura ritornare a Sanremo», aveva detto alla vigilia della performance con indosso un abito bianco concepito come un omaggio a due sue canzoni, "Grazie dei fiori" e "Vola colomba".
La Pizzi inizia la sua carriera a 18 anni, quando vince nel 1937 il concorso "5000 lire per un sorriso", una sorta di Miss Italia dell’epoca. Nel ’42 vince un concorso indetto dall’Eiar (prima denominazione della Rai) ed inizia ad esibirsi con l’orchestra Zeme. Durante il fascismo viene allontanata dalla radio: la sua voce è considerata troppo sensuale. Torna nel 1946 con l’orchestra del maestro Angelini, cui è legata sentimentalmente. Nata a Sant’Agata Bolognese il 16 aprile 1919, nel 1951 vince il primo Festival di Sanremo con Grazie dei fior, piazzandosi anche seconda con La luna si veste d’argento, cantata con Achille Togliani.
L’anno successivo trionfa nuovamente al Festival con Vola colomba, Papaveri e papere e Una donna prega. Film, trasmissioni radiofoniche, canzoni di successo e chiacchierate love-story (il cantante Gino Latilla tenterà anche il suicidio per lei), ne fanno la regina della canzone italiana. Nel 1959 vince Canzonissima (con L’edera), il Festival di Barcellona (in coppia con Claudio Villa con Binario) e si piazza terza al Festival di Napoli con Vieneme ’nzuonno assieme a Sergio Bruni. Nel 2003 le è stato assegnato il Premio alla Carriera.
da: http://www3.lastampa.it/spettacoli/sezioni/articolo/lstp/393116/

Forbes: Crescono i miliardari italiani: Ferrero primo, Berlusconi perde 1,2 miliardi. Entrano i Della Valle
10/03/2011 - SONO 1.210 I PAPERONI NEL MONDO: IL LORO PATRIMONIO SUPERA IL PIL TEDESCO. L’ASIA SORPASSA L’EUROPA
Michele Ferrero
FABIO POZZO
TORINO
Non c’è solo Bill Gates a perdere «sostanza» nella classifica dei Paperoni del pianeta (causa beneficenza) stilata da Forbes , che conferma il fondatore di Microsoft anche nel 2011, così come un anno fa, al secondo posto dopo il magnate messicano Carlos Slim. In Italia, Silvio Berlusconi fa una scivolata, da un anno all’altro, di un miliardo e 200 milioni di euro che lo fa scendere al 118˚ posto globale, dal 74˚ del 2010.
Le cose, però, più in generale, per i ricchi non vanno male. La 25ª edizione della classifica della rivista segna il nuovo record di miliardari: 1.210 (+214 sul 2010) per una ricchezza complessiva di 4.500 miliardi di dollari, più del pil tedesco. Guidano gli Stati Uniti con 413 miliardari, 10 in più rispetto al 2010 per 1.500 miliardi di dollari, Per la prima volta da dieci anni, l’Asia supera l’Europa con 332 miliardari a fronte dei 300 del Vecchio Continente. Brics in evidenza: il Brasile conta su 30 miliardari, la Russia su 101 con il boom delle commodity, l’India su 55 e la Cina su 115. Mosca è la città con più miliardari al mondo (79) a fronte dei 58 che risiedono a New York. E le nuove tecnologie sono uno dei settori che hanno prodotto il maggior numero di miliardari.
Quanto poi ai nomi, si conferma in testa Slim, il presidente e amministratore delegato di Telmex e America Movil (74 miliardi di dollari contro i 53,5 del 2010), seguito da Gates (56; 53) e da Warren Buffett (50; 47). I primi tre posti non mutano rispetto al 2010. Al quarto posto sale, invece, un europeo: è Bernard Arnault, numero uno di Lvmh, con 41 miliardi di dollari (l’anno scorso era settimo con 27,5 miliardi). Ha rubato la posizione a Mukesh Ambani, presidente di Reliance Industries, scivolato alla nona con 27 miliardi.
Passiamo gli italiani. Sono 14 - dai 13 del 2010 - quelli con almeno un miliardo di dollari «in tasca». Il valore complessivo della loro ricchezza passa dai 58 miliardi e 400 milioni di dollari del 2010 ai 62 miliardi e 600 milioni di dollari di quest'anno. Il più ricco è sempre il «re della Nutella» Michele Ferrero, al 32˚ posto nel mondo (l’anno scorso era al numero 28, ma il suo patrimonio è salito da 17 a 18 miliardi di dollari). Seguono il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio (11 miliardi, è 71˚, era 59˚ nel 2010 con 10,5 miliardi). Terzo Berlusconi, che scivola dal 74˚al 118˚ posto, con un patrimonio sceso da 9 a 7,8 miliardi di dollari. Quarto si conferma Giorgio Armani (7 miliardi), mentre Carlo Benetton (2,4), Gilberto Benetton (2,4), Giuliana Benetton (2,4), Luciano Benetton (2,4) scavalcano Mario Moretti Polegato (2,3), Francesco Gaetano Caltagirone (1,5), Ennio Doris (1,5), Stefano Pessina fondatore di Alleanza Farmaceutica (1,4). New entry, i fratelli Diego e Andrea Della Valle, rispettivamente 938˚ esimo e 993˚ nel mondo, con patrimoni per 1,3 e 1,2 miliardi di dollari). Esce di scena il fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia.
da: http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/392549/

Pietro Santilli: Basta con il vil denaro: l’associazione ManaManà spiega come vivere “SenzaMoneta”
Basta con il vil denaro: l’associazione ManaManà spiega come vivere “SenzaMoneta” - Scritto da Pietro Santilli | Pubblicato: 24/02/2011
Sabato 5 marzo alla Casa del Quartiere di via Morgari 14, a Torino, alle 19.30 ci sarà un aperitivo – incontro di presentazione del progetto ‘SenzaMoneta’. Non portatevi molti soldi dietro, perché non vi serviranno. SenzaMoneta è un mercato in cui non circola denaro e ci si possono scambiare oggetti, ma anche conoscenze e capacità, per sensibilizzare al riuso e per evitare gli sprechi. Il progetto è portato avanti dall’associazione ManaManà, che promuove la partecipazione attiva dei cittadini alla cosa pubblica e alla cultura, e dal 2009 ha organizzato circa 15 edizioni del mercato SenzaMoneta a Torino e nei dintorni, collaborando con decine di realtà associative e territori.
Il 5 marzo verrà presentato alla cittadinanza il progetto e lanciato il “Kit” SenzaMoneta. Sarà infatti possibile scaricare da Internet “un libretto di istruzioni, un metodo istantaneo, un vademecum per chi vuole organizzare un Senza Moneta”, sia a livello di singoli, che di gruppi di amici e associazioni, per poter creare facilmente più o meno grandi “mercati-non-mercati”, dove il denaro non conta.
“Vogliamo condividere l’idea e allo stesso tempo fare in modo che non si snaturi – dicono dall’associazione -, conservando l’attenzione alle relazioni tra persone, il valore ecologista e il senso positivo di reazione a modelli di consumo che non ci vanno bene”.
Per conoscere le altre iniziative dell’associazione e ricevere ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito Internet www.manamana.it .
da: http://futura.unito.it/blog/2011/02/24/basta-con-il-vil-denaro-l%e2%80%99associazione-manamana-spiega-come-vivere-%e2%80%9csenzamoneta%e2%80%9d/#more-10880

Torino: Musica 90
18/02/2010
Dal 19-02-2011 Al 14-04-2011
Via Rosolino Pilo, 6 - 10146 Torino (To)

Musica 90
Il Teatro Astra, la sala Espace e il Palaolimpico Isozaki di Torino sono i palcoscenici degli eventi in cartellone per la nuova stagione di Musica 90: una programmazione variegata che combina teatro e musica in modo insolito, sposando esempi diversi di creatività attraverso cinque nuove produzioni, dal teatro alla musica indie e di ricerca. I concerti, in particolare, presentano collaborazioni straordinarie tra musicisti italiani e stranieri in nome della sperimentazione sonora, mentre sul fronte teatrale, lo spettacolo scelto per far parte del cartellone rischia di diventare l’evento dell’anno per intensità e innovazione. E’ attesissimo infatti il ritorno della geniale compagnia catalana La Fura Dels Baus che Musica 90, in collaborazione con il Teatro Colosseo, porta a Torino con la nuova produzione Degustaciòn de Titus Andrònicus .
Tra gli altri appuntamenti, l’apertura con la sperimentazione sonora dei Larsen preceduta dalla performance di Baby Dee, eclettica artista transgender americana; un talento affermato della scena americana indipendente come Julee Cruise; l’improvvisazione elettronica dell’ensemble Newtone2060; gli ipnotici Deerhunter , gruppo originario di Atlanta, in Georgia.
da: http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/9/musica/723/musica-90.html

Asti docg e Moscato d’asti docg al Festival di Sanremo
feb 16th, 2011
di webmaster
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Il Festival della canzone italiana ha aperto le porte dell’Ariston e, come ogni anno da qualche tempo, le bollicine piemontesi più note al mondo sono entrate al gala, ospiti della sala stampa, dove i giornalisti incontrano i vip, allestita presso il Casinò.
Il Consorzio per la tutela dell’Asti offre coppe di Moscato d’Asti docg e Asti docg in abbinamento ai prodotti dolci e salati offerti dai maestri pasticcieri e artigiani della Confartigianato, partner in questa occasione.
Fino al 19 febbraio le notizie relative alle vicende del Festival di Sanremo profumeranno di uva Moscato e le interviste saranno più dolci.
da: http://www.vallibbt.com/2011/02/16/asti-docg-e-moscato-d%e2%80%99asti-docg-al-festival-di-sanremo/

Lorenza Castagneri: Laura Tonatto e le detenute torinesi insieme per “Profumo di fumne”
Laura Tonatto e le detenute torinesi insieme per “Profumo di fumne”
Una nuova fragranza creata dalle detenute del carcere di Torino guidate da un’esperta del settore, Laura Tonatto. Si chiama “Profumo di fumne”. L’idea è dell’associazione culturale lacasadipinocchio, dal 2008 attiva presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, con un laboratorio creativo a cui partecipano una quindicina di donne di varie nazionalità.
L’invito è arrivato a Laura Tonatto via mail poco prima di Natale e la risposta è stata subito affermativa. “Non ho voluto conoscere le storie personali delle detenute per non essere condizionata. Queste donne vengono da realtà difficili, sono meno fortunate di noi. Mi auguro che il progetto sia servito a trasmettere loro un po’ di speranza”, racconta la creatrice di profumi.
Due incontri (uno il 10 febbraio, l’altro domani), in cui Tonatto ha riassunto i contenuti del corso che da anni tiene presso l’Università di Ferrara. Prima la teoria e poi la pratica. Dalla scelta delle materie prime al confezionamento. Il risultato è una fragranza “femminile e sensuale”, che verrà presentata ufficialmente il 3 marzo alle 19,00 a Palazzo Bertalazone (via San Francesco d’Assisi 14). Il giorno dopo il “Profumo di fumne” arriverà in vari negozi del centro cittadino: San Carlo, Bertolini, A_Mano, Eventa, Aromaticobar, Aromaticobar +. L’essenza si potrà acquistare anche su internet dal sito del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it) e, solo per i rivenditori, presso lo Showroom della casa circondariale. La produzione è limitata a 200 flaconi, al prezzo di 48 euro. Una parte del ricavato dalle vendite servirà a finanziare le attività de lacasadipinocchio. L’altra, grazie anche al sostegno dell’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, andrà direttamente alle detenute che hanno partecipato al progetto.
“Questa esperienza dimostra che nella vita c’è sempre una possibilità di miglioramento. E’ un punto di partenza ”, ha dichiarato il direttore del carcere di Torino, Pietro Buffa.
da: Futura Il giornale on-line del Master in Giornalismo di Torino

Importante riconoscimento parigino allo chansonnier astigiano Paolo Conte
01/01/2011
Parigi consegna la ‘Grande Medaille de Vermeil’ al cantautore Paolo Conte. L’importante riconoscimento, in passato, era stato assegnato a personalità di tutto il mondo: i francesi Claude Lelouch, Charles Aznavour, a Rudolf Nureyev, agli italiani Valentino, Versace, Coveri e Cecilia Bartoli.
La cerimonia si è svolta, martedì 25 gennaio, in municipio alla presenza del delegato alla cultura Anne Hidalgo e del vicesindaco di Parigi, Christophe Girard.
Lo chansonnier astigiano nelle serate di lunedì e martedì scorsi, si è esibito, presentando il suo repertorio e l’ultimo album ‘Nelson’, al ‘Grand Rex’, tutto esaurito, con i suoi 2800 posti.
La passione di Conte (nato ad Asti il 6 gennaio 1937) per la musica afroamericana, importata in Francia già negli anni ’20, gli era stata riconosciuta con il titolo di ‘Cavaliere dell’Ordine delle Arti e della Letteratura’.
Laureato in giurisprudenza, si avvicina al mondo del jazz come amatore suonando il vibrafono in alcuni gruppi musicali di Asti. Contemporaneamente inizia a scrivere le sue prime canzoni in collaborazione con il fratello Giorgio. È lui stesso però ad affermare che iniziò a scrivere la prima canzone della sua vita “durante una noiosissima lezione di diritto all’università”.
Nella metà degli anni Sessanta si fa conoscere come autore di molte canzoni: scrive La coppia più bella del mondo e Azzurro per Adriano Celentano, Insieme a te non ci sto più per Caterina Caselli, Tripoli ‘69 per Patty Pravo, Genova per noi per Bruno Lauzi, solo per citarne alcune.
Nel 1970 scrive “Messico e Nuvole”, canzone che poi sarà resa celebre da Enzo Jannacci, che in quel periodo stava studiando medicina dopo la delusione a Canzonissima del 1969.
È nel 1974 che esordisce non solo come autore, ma anche come cantante, e l’anno successivo ripete l’esperienza con un nuovo disco; entrambe queste opere portano come titolo solamente il suo nome Paolo Conte. Però è solo nel 1979 con Un gelato al limon che riesce a farsi apprezzare a pieno dal pubblico. Viene adorato dai cugini d’oltralpe francesi. E come pochi altri casi anche dall’ambiente musicale Statunitense.
da: http://www.vallibbt.com/2011/01/26/importante-riconoscimento-a-paolo-conte/

Auto: Rivoluzione Ferrari, ecco la nuova FF
21/01/2011 - LA NOVITA'
Rivoluzione Ferrari, ecco la nuova FF
Svelata l'ultima creazione di Maranello: è la prima a trazione integrale nella storia del marchio. A bordo fino a quattro persone
MARANELLO (MODENA)
Rivoluzione in casa Ferrari: è stata svelata la FF, l'ultima creazione del Cavallino rampante che segna una rottura radicale rispetto al passato. Si tratta infatti della prima auto di Maranello a trazione integrale. Non è tutto: la nuova nata può infatti ospitare quattro persone a bordo ed è destinata a rimodulare completamente il concetto di auto sportiva. L'ultima 12 cilindri è stata presentata sul sito internet ufficiale del Cavallino rampante (www.ferrari.com), che ha diffuso le prime immagini della nuova FF (acronimo di Ferrari Four: quattro posti - quattro ruote motrici).
La FF, definisce un concetto completamente nuovo di Gran Turismo sportiva. La nuova vettura concilia il carattere estremamente sportivo con l'ottima fruibilità, la raffinata eleganza e il grande comfort. Disegnata da Pininfarina, stabilisce già nelle forme e nei volumi la perfetta armonia tra l'anima sportiva e la grande flessibilità. La nuova Ferrari è infatti la più versatile creata dalla casa di Maranello: è adatta a tutti i tipi di terreni e condizioni meteorologiche. Il sistema a quattro ruote motrici (4RM), brevettato dalla Ferrari, riduce del 50% il peso rispetto ad uno tradizionale e i controlli elettronici di dinamica permettono ottime prestazioni su tutti i terreni. Si può infatti gestire, istante per istante, la coppia applicata a ciascuna ruota. Il miglior rapporto peso-potenza della categoria (2,7 Kg/CV), insieme alla perfetta ripartizione dei pesi, conferisce poi alla FF un'eccezionale prontezza di risposta ai comandi, apprezzabile su di un'ampia gamma di percorsi: da quelli cittadini, alle strade a bassa aderenza anche fortemente innevate fino ai circuiti.
La FF è inoltre dotata delle nuove sospensioni a smorzamento magnetoreologico di terza generazione, e del più recente sviluppo dell'impianto frenante Brembo in carbo-ceramica. Le performance sono assicurate dai 660 CV erogati a 8000 giri/minuto dal nuovo motore a iniezione diretta da 6262 cm³, che insieme al cambio Fomrula 1 a doppia frizione in posizione transaxle, garantisce accelerazioni elevatissime (da zero a 100 km/h in 3,7 secondi).
La nuova nata di Maranello offre ai passeggeri flessibilità anche in termini di spazi ed eleganti finiture. È in grado di ospitare comodamente quattro persone e relativi bagagli grazie ad una eccellente abitabilità e alla grande capacità di carico del bagagliaio (450 litri ampliabili fino ad 800 grazie ai sedili posteriori ribaltabili): è un'auto adatta anche per i viaggi più lunghi. Per questa vettura è stata studiata una vastissima gamma di personalizzazioni e accessori che include sei colori specifici e interni con pelli alla semianilina. La nuova FF che debutterà ufficialmente in occasione del prossimo Salone dell'Auto di Ginevra.
SCHEDA TECNICA SINTETICA
Motore
- Tipo: V12, 65°
- Cilindrata totale: 6262 cm³
- Potenza massima: 660 CV a 8000 giri/min
- Coppia massima: 683 Nm a 6000 giri/min
Dimensioni e peso
- Lunghezza: 4907 mm
- Larghezza: 1953 mm
- Altezza: 1379 mm
- Peso a secco*: 1790 kg
- Distribuzione dei pesi: 47% ant, 53% post
- Rapporto peso/potenza: 2,7 kg/CV
Prestazioni
- Velocità massima: 335 km/h
- 0-100 km/h: 3,7 secondi
Consumi ed Emissioni (Combinato ECE)
- Consumo** 15,4 l/100 km
- Emissioni CO2** 360 gr/km
*Allestimento base Europa **Con allestimento HELE
da: http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/motori/lstp/385351/

Mirò: Gianduja, maschera e simbolo di Torino in Piemonte e nel mondo