
Calcio - Il torinese Rosetti eletto miglior arbitro del mondo
6/1/2009 (15:36)
Il fischietto italiano premiato dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio
TORINO
È l’italiano Roberto Rosetti il Miglior Arbitro del Mondo 2008, secondo la classifica stilata dalla IFFHS, l’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio. Esperti di 83 paesi di tutti i continenti hanno scelto il miglior direttore di gara del mondo, per la 22esima volta (la prima nel 1987).
Nella "top 25" rispetto al 2007 ci sono cinque nuovi arbitri: Peter Frojdfeldt (Svezia), Viktor Kassai (Ungheria), Ravshan Irmatov (Uzbekistan), Ovrebo Tom Henning, (Norvegia) e Konrad Pautz (Austria). Il Miglior Arbitro del Mondo - e con un grande vantaggio sul secondo - è stato con 204 punti, il 41enne di Torino, Roberto Rosetti, lo scorso anno quinto. Al secondo posto si è classificato con 126 punti il 40enne slovacco Lubos Michel, costretto al ritiro dall’attività agonistica a causa di un infortunio. Terza posizione per il 42enne belga Frank De Bleeckere con 61 punti, seguito dallo svizzero Massimo Busacca, 39 anni, con 60 punti. Il tedesco 44enne Herbert Fandel occupa la quinta posizione.
Il primo della classifica del 2007, il tedesco Markus Merk, non ha potuto arbitrare nessuna partita internazionale nel 2008 a causa della sua età ed è stato impegnato solo a livello nazionale nel primo semestre del 2008, tuttavia ha ottenuto il 10º posto. Gli arbitri più giovani tra i 25 migliori del mondo sono l’asiatico Ravshan Irmatov, 31 anni, l’ungherese Viktor Kassai, 33 anni, ed il messicano Marco Antonio Rodrìguez (35). Solo Germania, Inghilterra, Spagna e Messico sono rappresentate da due arbitri nei primi 25. La cerimonia di consegna di premi degli arbitri si terrà in occasione dei "25 Anni dell’IFFHS e Gala Mondiale del Calcio" il 16 marzo in Francia.
Rosetti arbitrò la prima partita in Serie B giovanissimo, a 29 anni, il 31 agosto 1997 (Chievo-Reggina 1-0). In Serie A ha debuttato il 19 aprile 1998 dirigendo Napoli-Sampdoria 0-2. Sinora ha diretto oltre 160 partite in massima serie. Ha esordito in campo internazionale arbitrando la partita Tunisia-Camerun 0-1 dell'11 gennaio 2002. Internazionale dal 2002, è stato designato riserva dalla FIFA per il Mondiale 2006, diventando poi titolare poiché alcuni degli arbitri e assistenti selezionati non hanno superato i rigidissimi test atletici (in particolare, le terne guidate dal greco Kyros Vassaras e dallo spagnolo Manuel Mejuto Gonzalez). Con il ritiro dell'autorizzazione da parte della FIGC all'arbitro Massimo De Santis per lo scandalo-intercettazioni che ha coinvolto il calcio italiano a maggio 2006, è stato l'unico arbitro italiano presente ai Mondiali di Germania, dove ha diretto 4 partite (Messico-Iran, Argentina-Serbia e Montenegro, Paraguay-Trinidad e Tobago, e l'ottavo di finale Francia-Spagna), stabilendo un record per un arbitro italiano.
In Germania fu considerato uno dei migliori arbitri del mondiale (avrebbe potuto aspirare anche a una semifinale se non fosse stata presente l'Italia). Ha diretto due finali di Coppa Italia (nel 2000 Inter-Lazio e nel 2003 Milan-Roma), e una finale di Supercoppa Italiana (nel 2007 Inter-Roma), mentre a livello internazionale vanta anche la partecipazione al torneo FIFA Confederations Cup nel 2005 e la direzione nella finale dei mondiali FIFA under 20 del 2003, tra Brasile e Spagna, disputatasi negli Emirati Arabi Uniti. Nel 2008 rappresenta la FIGC in occasione dei campionati europei di calcio in Austria e Svizzera, essendo tra i dodici arbitri selezionati per la competizione. È stato designato per dirigere la partita inaugurale del torneo , fra Svizzera e Repubblica Ceca, disputatasi a Basilea il 7 giugno 2008. Successivamente, è stato designato per Grecia-Russia, valida per la seconda giornata del girone D.
La terza designazione per l'arbitro torinese è il quarto di finale tra Croazia e Turchia. A coronamento di ottime prestazioni, complice la prematura eliminazione della nazionale italiana, la UEFA lo reputa il migliore del torneo e il 23 giugno lo designa ufficialmente per dirigere la finale del campionato europeo, Germania-Spagna, che è disputata il 29 giugno a Vienna, con la vittoria della Spagna, diventando così il primo arbitro a dirigere l'incontro di apertura e quello di chiusura della manifestazione continentale. Dal 2008 è il rappresentante degli arbitri in attività, sostituendo così Stefano Farina per raggiunti limiti di età. È inoltre l'unico arbitro italiano inserito nella lista dei 38 preselezionati rimasti in corsa per i Mondiali di calcio in Sudafrica nel 2010.
da La Stampa Web

Automobilismo Formula 1: A tutti gli appassionati: finalmente arriva la nuova Ferrari F1!
05.01.2009 18:01:58
La casa di Maranello ha reso noto oggi che lunedì 12 gennaio avverrà la presentazione della monoposto che affronterà la stagione agonistica 2009 in Formula 1.
In un periodo di forte crisi economica che ha colpito il mondo intero e, soprattutto, il settore automobilistico e motoristico sia per quanto riguarda le vendite sia per quanto riguarda le varie sezioni sportive delle case costruttrici che ha portato a grandi ridimensionamenti - non ultimi il ritiro della Honda in F1, della Subaru e della Suzuki nel mondiale rally e della Kawasaki nella Moto GP - finalmente uno spiraglio di luce ed una spinta propulsiva a lavorare bene è arrivata dalla più titolata scuderia di sempre, fiore all'occhiello del reparto corse italico.
Novità assoluta della presentazione del nuovo prototipo è rappresentata dal fatto che, nell'ottica dell'abbattimento dei costi 'superflui' di cui si è tanto parlato, l'evento non sarà 'reale', ma verrà inserito in anteprima sul sito ufficiale della Marca emiliana dove si potranno vedere foto e leggere interventi ed interviste dei protagonisti.
In più la Ferrari rende noto che nella stessa giornata di lunedì Felipe Massa, secondo nella classifica piloti del 2008, svolgerà i primi giri sulla nuova monoposto sul tracciato modenese di Fiorano
G.R. | News ITALIA PRESS

Corriere della Sera - Sci: secondo posto per l'azzurra Gius nello slalom speciale di Zagabria
La gara è stata vinta dalla tedesca Riesch che ha approfittato di una caduta della statunitense Vonn
ZAGABRIA (CROAZIA) - Secondo posto per Nicole Gius nello slalom di Zagabria, valido per la coppa del mondo femminile di sci alpino. L'azzurra, settima dopo la prima manche, ha chiuso alle spalle della tedesca Maria Riesch, che torna così a vincere nello slalom, aggiudicandosi la tappa croata.
LA GARA - Seconda dopo la prima manche, la Riesch ha chiuso davanti a tutte con il tempo complessivo di 1’58"96 ed approfittato della clamorosa caduta di Lindsay Vonn alle ultime porte, quando la statunitense sembrava ormai avviata verso una tranquilla vittoria dopo avere chiuso la prima manche al comando con 43 centesimi di secondo di vantaggio. Un risultato che ha permesso alla Riesch di strappare alla Vonn anche la testa della classifica generale di coppa del mondo. Ed è un’impresa quella realizzata dall’azzurra Gius, che dopo avere chiuso la prima manche al settimo posto, grazie ad una seconda discesa perfetta e grazie anche all’altra caduta della slovacca Veronika Zuzulova (terza dopo la prima manche) è risalita fino alla seconda posizione a 0"44 dalla Riesch. Terzo posto a 0"63 e podio per la ceca Sarka Zahrobska, quarto posto a 1"24 per la svedese Anja Paerson e quinto posto a 1"27 per l’austriaca Kathrin Zettel.

Calcio: Si rivede Trezeguet, Juve formato tridente
2/1/2009 (6:15) - RETROSCENA
La sfida di Ranieri: David con Amauri e Del Piero. «Un’opzione, alle tre punte non ho mai rinunciato»
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO
Levigato il telaio vincente 2008 attorno a una coppia che ben conosce il proprio mestiere, Amauri&Del Piero, 24 i gol della ditta sui 41 totali, Claudio Ranieri non ha comunque rinunciato a sperimentare assetti, lui che da sempre «vuole insegnare alle sue squadre a parlare più di una lingua». E se il 4-4-2 resterà «la legge», come avvertì subito, fin dal ritiro estivo di Pinzolo, perlustrando il 2009 il tecnico ritroverà l’opzione del tridente: «Una possibilità che mai ho escluso», diceva poco prima della pausa. Soprattutto, l’allenatore bianconero ritroverà David Trezeguet che, in questa stagione, non ha praticamente mai giocato: ultima partita il 17 settembre, poi sotto i fermi, per aggiustarsi entrambe le ginocchia. Arruolato nuovamente il francese, tra fine gennaio e febbraio, bisognerà trovare il modo di piazzarlo in campo.
Restando il turnover una via transitabile, e che pure sarà percorsa, tra le idee di Ranieri c’è anche quella di far coesistere i suoi tre fenomeni là davanti: capo e vicecapocannoniere della scorsa stagione, cioé Del Piero e Trezeguet, insieme al brasiliano prossimo italiano, miglior bomber stagionale della Juve (13 reti in 25 gare). E, cosa non proprio secondaria, acquisto più oneroso post-calciopoli: 22,8 milioni di euro. D’altronde era evidente fin dall’inizio che il francese ed Amauri non potevano passare la metà del campionato in panchina, se non rotti: per ragioni di pallone e di pecunia. Non a caso, il tecnico dal ritiro estivo provò a mischiargli insieme, in attesa del ritorno di Del Piero, in vacanza dopo l’Europeo. Così, fare di una coppia fantastica, un trio altrettando efficace s’affaccia come la prossima sfida. Per lo staff tecnico bianconero ci si può lavorare: perché Amauri ha giocate e movimenti che lo portano spesso a defilarsi e alzarsi dall’area per offrire sponde, e perché il capitano da sempre sà tracciare assist per i colleghi. «Gioco come sempre, da seconda punta, anzi quest’anno spesso sono più arrettrato», ha detto recentemente Del Piero. Che l’esperimento deve essere fatto è scontato, che restituisca uguale potenza di fuoco non è detto. Anche perché quando la scorsa stagione fu (raramente usato), funzionò soprattutto grazie all’irruenza fisica e alla corsa di Iaquinta.
In ogni caso, il tridente era nei progetti fin dalla rielaborazione estiva della squadra. Un anno fa, confidò Ranieri ai suoi collaboratori, mancavano tre mediani per sostenere tre punte: quest’anno lì ha. Anzi, ne ha cinque: Sissoko, Marchisio, Zanetti, Poulsen, Tiago, uno che s’è ritrovato e che nell’Olympique Lione e nel Chelsea giocava in un centrocampo a tre. Sissoko-Marchisio-Zanetti, per esempio, sarebbe un terzetto capace di garantire adeguata copertura alla difesa e buoni riforzimenti per i compagni avanzati. «L’importante è che la squadra abbia equilibrio», ha detto spesso Ranieri. Per come hanno giocato fin qui i centrocampisti bianconeri è un azzardo che si può fare.
Come tutte le varianti, ha le sue controindicazioni: la prima, quella di relegare in panchina Camoranesi e Nedved. Mica due di passaggio, chiaro, ma comunque due cui la Juve, volutamente o no, a tratti ha fatto a meno in questa prima parte di stagione: l’italo-argentino è stato spesso acciaccato, e lo è ancora per via della lussazione alla spalla destra, e il ceco è stato spremuto da un impiego forzatamente eccessivo. «Io ho problemi quando mi mancano i giocatori non quando li ho tutti», sbottò Ranieri nel mezzo dell’epidemia d’infortuni. Tra qualche settimana sarà libero di sperimentare e di scegliere, per pianificare le partite o modificarne l’andatura: impugnando anche il tridente, con prudenza.
da La Stampa Web

Calcio - IL MERCATO DEL TORINO - Novellino: "Ci manca qualcosa"
2/1/2009 (16:51)
Il tecnico granata: "Volpi? E' grande" Dellafiore e Potenza in pole position per il ruolo di terzino destro, Ventola Malonga e Franceschini verso l'addio
TORINO
Un terzino, un vice Dzemaili e, magari, una punta di scorta. Il Torino guarda con interesse al mercato di riparazione ormai alle porte. «Se abbiamo solo quindici punti in classifica - osserva il tecnico Walter Novellino - vuol dire che ci manca qualcosa. E la società - rivela a margine del primo allenamento del 2009 - si sta guardando intorno».
La caccia ai rinforzi è già partita. Il ds Pederzoli e il suo nuovo capo degli osservatori - lo spagnolo Xavier Rico Ribalta Sanchez - stanno scandagliando i campionati di mezzo mondo alla ricerca dei giocatori giusti. Meglio ancora se giovani. «Sono un allenatore a cui piace far giocare i giovani - sottolinea Novellino - perchè possono sbagliare una partita, ma non la seconda. Alle volte, invece, chi è molto esperto dà le cose per scontate».
Porte chiuse per Volpi, quindi, il centrocampista trentacinquenne del Bologna che Novellino ha allenato a lungo alla Sampdoria? «Lui è un grandissimo - risponde il tecnico granata - ma non l’ho chiesto». Anche perchè in quel ruolo ci son già Saumel, Barone e Zanetti. Oltre alla rivelazione Dzemaili, «un giocatore - dice di lui - molto forte in prospettiva, anche se deve imparare a verticalizzare di più». La priorità, comunque, resta quella di un difensore, con Dellafiore e Potenza tra i più gettonati. «Arriverà un terzino - si lascia scappare Novellino - anche se ho fiducia in Colombo e voglio fargli capire che è un giocatore importante». Proprio oggi il difensore di fascia ha ripreso ad allenarsi con i compagni in vista della trasferta contro il Genoa.
Il ds Pederzoli conferma: «Dellafiore è un obiettivo. Ha qualità importanti, è già stato al Toro e quindi conosce l'ambiente. Al momento è l'opzione più concreta».
«Questa è una sosta che serve per verificare lo stato della squadra - continua l’allenatore - e per recuperare alcuni giocatori come appunto Colombo, Diana e Ogbonna (reduce da un brutto incidente stradale, ndr) sul cui rientro resto ottimista».
Potrebbero invece vivere i loro ultimi giorni in granata Malonga, Franceschini e Ventola. La società li ha messi tutti sul mercato: «Vogliamo dare la possibilità a chi gioca poco - conclude - di trovare spazio». Sull'ex attaccante dell'Inter si è informato il Livorno, che cerca anche Tiribocchi.
da La Stampa Web

Rally: Si chiama sempre Dakar , ma si corre in Sudamerica
Partenza il 3 gennaio da Buenos Aires
La gara spostata in Argentina e Cile dopo l'annullamento dell'anno scorso
BUENOS AIRES - Conto alla rovescia per la partenza del Rally Dakar 2009. Che, quest'anno, si correrà in America Latina, su un tracciato misto tra Argentina e Cile. Cinquecento veicoli (tra auto, moto e camion) si cimenteranno dal 3 al 18 gennaio in 14 tappe sui quasi 10.000 chilometri di un inedito percorso (pianura, steppa, sentieri sterrati, dune) attraverso la Patagonia, la Cordigliera delle Ande e il deserto cileno di Atacama.
LA SVOLTA - Non si sa se nel 2010 il Rally tornerà sul percorso africano concepito nel 1979 dal francese Thierry Sabine, morto sette anni dopo in un incidente di elicottero in Mali; ma il coordinatore del governo locale, Sergio Massa, ha detto che «l'Argentina ci terrebbe ad organizzare la manifestazione l'anno prossimo, in occasione del bicentenario dell'indipendenza nazionale». Il mutamento di scenario e la scelta dei quieti spazi sudamericani furono decisi in fretta e furia nel 2008 a causa delle minacce terroristiche piombate sul Rally poco dopo la partenza da Lisbona che costrinsero a bloccare la corsa. Nonostante qualche minaccia di proteste (ambientalisti e piqueteros argentini), la vigilia è segnata da un clima festoso suscitato dalla presenza dei veicoli multicolori nel Tigre, località in provincia di Buenos Aires sull'estuario del Rio de la Plata.
IL PERCORSO - Dopo la partenza da Buenos Aires, la corsa percorrerà l'Argentina verso sud (Santa Rosa, Puerto Madryn, Ingeniero Jacobacci, Neuquen, San Rafael e Mendoza). Un primo valico delle Ande porterà i concorrenti in Cile (Valparaiso, La Serena e Copiapò) ed un secondo li farà rientrare in territorio argentino (La Rioja, Cordoba e Buenos Aires). Per facilitare lo svolgimento della gara, le autorità argentine hanno messo a disposizione 2.000 persone incaricate della sicurezza, mentre un aereo Hercules e due Fokker si occuperanno del trasferimento di circa 500 persone incaricate della logistica del Rally. Tre elicotteri e numerose ambulanze, infine, seguiranno la competizione, pronti ad intervenire in caso di incidenti, spesso verificatisi negli anni passati, con un bilancio di una cinquantina di morti.
01 gennaio 2009(ultima modifica: 02 gennaio 2009)
da La Gazzetta dello Sport. it

Quênia domina a São Silvestre
quarta-feira, 31 de dezembro de 2008, 17:37
Kipsang vence no masculino e Ayalew triunfa no feminino
Queniano Kipsang vence a 84.ª Corrida de São Silvestre
Com a conquista de James Kipsang, Quênia volta a ficar à frente do Brasil em número de conquistas na prova
Alan Rafael Villaverde -estadao. com.br
SÃO PAULO - A chuva não veio, assim como uma boa participação dos brasileiros, que viu James Kipsang vencer a 84.ª edição da Corrida de São Silvestre, recolocando o Quênia à frente do Brasil na disputa pela supremacia na competição internacional, disputada em São Paulo, no último dia do ano de 2008.
Kipsang, de 25 anos, que não estava listado entre os favoritos a vencer a prova, conquistou o 11.º título queniano - um a mais que o Brasil -, com o tempo de 44min44s. O favorito, o compatriota Evans Cheruiyot - vencedor da Maratona de Chicago deste ano - ficou com a segunda posição. Nenhum brasileiro ficou entre os cinco primeiros.
Sereno, Kipsang não se incomodou com a pressão do compatriota Cheruiyot e, a partir da Avenida Rio Branco, começou a consolidar a liderança, que só aumentou com a passagem segura pela subida da Avenida Brigadeiro Luís Antônio, antes de retomar a Avenida Paulista para cruzar a linha de chegada de forma inusitada, já que evitou a faixa de chegada, passando-a pelo lado esquerdo.
DECEPÇÃO
Franck Caldeira, último brasileiro a vencer a São Silvestre, em 2006, abandonou a prova no km 10, com dores abdominais. O atleta, no entanto, não teve uma boa temporada, destacando-se apenas a terceira colocação na Volta da Pampulha.
DESPEDIDA
Aos 39 anos, o brasileiroVanderlei Cordeiro de Lima, medalhista de bronze na Maratona das Olimpíadas de Atenas, em 2004, despediu-se do atletismo na São Silvestre, prova que nunca conquistou. O maratonista foi ovacionado pelo público presente e pelos participantes.
"Estou muito feliz, e foi bonito sair pela porta da frente, sendo aplaudido e admirado por tudo o que fiz. Obrigado Brasil, obrigado por tudo!", disse o atleta, que recebeu a medalha Pierre de Coubertin do
Comitê Olímpico Internacional (COI) após sua participação na prova.
MULHERES
A Etíope Ymer Wude Ayalew venceu a competição feminina sem problema algum, assumindo a ponta a partir do meio do percurso de 15 km com o tempo de 51min37s.
Ao contrário dos homens, as mulheres brasileiras tiveram um bom desempenho, ficando com as outras colocações do pódio. Fabiana Silva em segundo, seguida por Marily dos Santos, Marizete Moreira Santos e Luzia Souza Pinto.
Estadão. com.br

Calcio - Platini: "Sogno di consegnare la Champions alla Juventus"
29/12/2008 (6:52)
Il presidente della Uefa: «Beckham mi piace, l'operazione del Milan no»
ROBERTO BECCANTINI
Presidente Platini, un aggettivo, uno solo, per definire il 2008.
«Bellissimo».
Addirittura?
«Con la finale di Champions non ci eravamo mai spinti fino a Mosca, ed è stato un trionfo. Idem con l’Europeo in Austria e Svizzera. Non che in passato facessero gol i dirigenti, ma i giocatori hanno recuperato spazio, carisma».
In che senso, scusi?
«Sul piano tecnico, e come immagine. Primi, i giocatori; secondi, gli allenatori; terzi, i dirigenti. Non sempre è stato così».
Lei venne eletto il 26 gennaio 2007, a Düsseldorf: bilancio di questo biennio?
«Credo di aver rispettato la parola data. Avevo promesso di essere presente e attivo: detto, fatto. Prenda la nuova Champions: Inghilterra, Italia e Spagna avranno tre posti sicuri, invece di due, ma il quarto uscirà da preliminari decisamente più impegnativi. Al vertice, è giusto che ci arrivino i migliori, e pazienza se son sempre quelli. Ciò che mi premeva, era la base: l’abbiamo allargata ai sogni di tutti».
Una riformina, più che una riforma vera e propria. Non avete toccato la formula ma, semplicemente, i criteri d’accesso.
«Un passo alla volta: non sono mica un dittatore».
Qualche errore lo avrà pur commesso?
«Vengo dal campo, non dalla burocrazia. Ho seguito l’istinto, la passione. È probabile che, quando accusai Arsène Wenger di parlare solo di business, fui troppo duro».
La lotta al razzismo?
«Procede. Sa come la penso. In casi estremi, interrompere le partite e penalizzare i club».
La violenza?
«C’è stata, purtroppo, e sempre ci sarà. A maggior ragione, non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia».
Le scommesse?
«Sono un cancro, e per colpa della diffusione via Internet potranno avere conseguenze bestiali. Ho pregato i governi di darci una mano. Comperare un avversario, un arbitro, una partita, significa uccidere lo spirito del calcio».
Gli Europei 2012 si faranno in Polonia e Ucraina?
«Si faranno».
D’accordo, ma si faranno proprio lì?
«Si faranno... Battute a parte, polacchi e ucraini sanno cosa vogliamo. Un nuovo stadio a Varsavia, e uno a Kiev».
In caso contrario?
«Niente Europei».
Se non in Polonia e Ucraina, dove?
«Decideremmo sul momento».
Ottimista o pessimista?
«Ottimista».
Non sono troppe 24 finaliste per gli Europei del 2016? In fin dei conti, le nazioni affiliate all’Uefa sono «solo» 53.
«E perché? L’idea mi è sempre piaciuta».
Ma non aveva preso di mira, proprio lei, i calendari intasati?
«Appunto. Via le amichevoli insulse e largo alle cose serie, alla qualità della quantità. Domanda a bruciapelo: meglio una sfida di qualificazione così così o un’amichevole?».
Dipende: Italia-Brasile del 10 febbraio ha un gran fascino.
«Sì, ma è la classica eccezione. Mi dia retta. Abolire certe amichevoli e sopportare cristianamente certe eliminatorie: anche perché non passeranno più soltanto le prime due di ogni gruppo».
Brasile o Italia: Amauri la sta menando da mesi. Favorevole o contrario ai cacciatori di Nazionali?
«Capisco il dilemma, non il mercato. Mi spiego meglio: non siamo più nell’età della pietra dove gli Alfredo Di Stefano potevano servire tre padroni, Argentina, Colombia, Spagna. Oggi, bisogna sceglierne uno. Liberissimo, Amauri, di pensarci su e, magari, di esternare i suoi dubbi. Sono ben altre le cose che mi scandalizzano».
Quali, per esempio?
«Il doping dei bilanci e il mercato dei minori».
Due carichi da undici...
«Finora, come presidente mi sono divertito. Era facile, di più: facilissimo, non tradire la fiducia degli elettori. Il bello comincia adesso».
Il bello e il difficile...
«Proprio così. Il fair play finanziario è uno degli obiettivi. Basta con i budget gonfiati o, peggio, taroccati. Chi è oppresso dai debiti, deve dimostrare di poterli ripianare. Altrimenti, arrivederci e grazie. Non si tratta di ficcare il naso nelle varie Covisoc di Italia, Spagna, Inghilterra eccetera. Cosa che non mi permetterei mai. Quello a cui punto è una task force gestita dall’Uefa che vigili sulle domande di ammissione e le relative licenze».
A Biarritz, però, i politici si sono opposti.
«Al tempo: si sono opposti a interventi invasivi e lesivi delle rispettive autonomie ma, se permette, in ambito Uefa decidiamo noi, non loro».
E sui giovani, ci sono novità?
«Mi auguro che ce ne siano presto. Così non si può andare avanti. Sono per il blocco dei trasferimenti da Paese a Paese al di sotto dei 18 anni (tetto minimo). L’Unione Europea da questo orecchio non ci sente, peggio per lei. A furia di guardare sempre e soltanto la vetrina, stiamo perdendo di vista il traffico che infuria nei retrobottega. Siamo arrivati a una vera e propria sorta di schiavismo intercontinentale. In ballo, bambini dai nove ai dodici-tredici anni. Una vergogna».
Allargando il tiro: l’operazione Beckham?
«Lui mi piace, l’operazione no. Che senso ha un prestito di due-tre mesi? Boh».
Ancelotti sogna di schierare, tutti insieme, Beckham, Pirlo, Seedorf, Kakà, Pato e Ronaldinho. Pura follia o che cosa?
«E lo chiede proprio al sottoscritto? È un disegno che sembra folle, ma folle non è. Dipende dallo spirito di sacrificio dei Kakà, dei Ronaldinho e compagnia cantante. Tutti, a turno, dovranno inventarsi Gattuso. Nel calcio l’impossibile non esiste. E poi, come insegnava Liedholm, più una squadra tiene palla meno rischi corre».
Il più bel gol del 2008 che ha visto dal vivo?
«Tanti. Ero a Torino quando Del Piero fulminò Iker Casillas dal limite. Mi alzai in piedi: e non solo per la mia juventinità».
La squadra più divertente?
«Tutti indicano il Barcellona, ed è vero. Occhio, però, a non trascurare il Manchester United. A Yokohama mi ha entusiasmato. D’accordo, di fronte aveva degli ecuadoriani e non dei mostri, ma ha dominato anche in dieci, dopo il rosso a Vidic».
Italia-Inghilterra in Champions: pronostico?
«Noto un soffuso equilibrio, Chelsea e Juventus si somigliano, Arsenal-Roma senza Fabregas e Totti perde molto, Mourinho voleva proprio lo United, che... sedere».
Gli inglesi, la stagione scorsa, ci massacrarono.
«Vero. Però il vostro campionato è cresciuto. Piano piano, sta tornando ai livelli di quando c’ero io... Mi ha impressionato il Napoli e, più in generale, la penuria di squadre materasso».
Tornerà a esserci spazio per un miracolo tipo Verona 1985?
«Da voi non credo proprio. E nemmeno in Spagna o in Premier. Sono campionati economicamente troppo sbilanciati. Forse in Germania, dove sono più rigorosi».
Ibrahimovic?
«Mi sarebbe piaciuto giocargli a fianco. Mi sa che non mi sarei proprio annoiato. E, tiro a indovinare, neppure lui».
Il problema arbitrale?
«Per risolverlo, ce ne vogliono due in più. I giudici di porta, quelli che abbiamo provato, con successo, in Slovenia, Ungheria e Cipro».
Blatter non ha gradito.
«Uffa».
Roma e la finale di Champions: le ultime?
«Ma quali ultime. Roma avrà la sua finale, la città è splendida, lo stadio ok. Mi aspetto solo più cura nel presidio delle zone adiacenti. Di solito, i tafferugli scoppiano proprio lì».
Senza barriere?
«Senza barriere: una promessa, non un sogno».
La recessione rischia di spolpare il calcio.
«Il calcio possiamo ucciderlo solo noi, diretti interessati. Il momento è grave, lo so, ma non sarà un (eventuale) taglio agli stipendi a rompere il giocattolo».
Resta valido il desiderio di consegnare la Champions alla Juventus?
«Come no. La Champions alla Juve e l’Uefa al Saint-Etienne. Le mie squadre. Manca il Nancy, ma non si può avere tutto. Fra settembre e dicembre sono diventato nonno di due splendidi nipotini, Eva e Tom. Un anno bellissimo, il 2008: sul serio».
da La Stampa Web

Coppa del Mondo di sci: Discesa, Innerhofer trionfa a Bormio
28/12/2008 (13:10)
E' la prima vittoria in carriera per l'azzurro che, sul traguardo di casa, ha preceduto Kroell e Walchhofer. Heel chiude sesto
BORMIO
Christof Innerhofer trionfa nella discesa libera di Bormio, valida per la coppa del mondo maschile. L’azzurro, sceso con il pettorale n.1, si è lasciato dietro tutti chiudendo con il tempo di 2'03''55. Sul podio con l’italiano ci sono gli austriaci Klaus Kroell, secondo in 2'03''87, e Michael Walchhofer, terzo in 2'04''50. L’ottima giornata per i colori azzurri è completata dal settimo posto di Werner Heel, staccato di 1''46 dal compagno di squadra. Lo statunitense Bode Miller, l’ultimo che poteva impensierire l’italiano, sceso con il pettorale n.46 non è andato oltre la quarta posizione. Per Innerhofer si tratta della prima vittoria in coppa del mondo. Il suo miglior risultato prima di oggi l’aveva ottenuto lo scorso 6 dicembre nel super-G di Beaver Creek, dove aveva sfiorato il podio chiudendo al quarto posto. Innerhofer è anche il primo italiano riuscito a vincere una discesa di coppa del mondo sulla pista Stelvio.
«Ho dato il 120 %. Non era solo questioni di muscoli e forza fisica, ma anche e soprattutto di volontà. Ho stretto i denti e ce l’ho fatta. Per me si è realizzato un sogno»: sono le prime parole di Christof Innerhofer dopo il trionfo nella discesa di Coppa del mondo di Bormio. È il primo italiano ad aver vinto sui 3.220 metri della micidiale pista valtellinese, considerata sempre molto ostica dagli azzurri. Sinora - vi si gareggia dal 1993 - c’era stato un terzo posto di Kristian Ghedina nel 1996 ed il secondo, due anni fa, di Peter Fill. Oggi, pettorale 1 dopo eccellenti prove cronometrate, è arrivato il giorno di Christof Innerhofer, 24 anni compiuti il 17 dicembre scorso, altoatesino di Gais, in val Pusteria, uno spilungone biondo di 1 metro e 86 centimetri, sempre sorridente.
Al terzo anno in Coppa del mondo, Innerhofer aveva come miglior risultato un sesto posto conquistato quest’anno. Nel circo bianco è presto diventato simpatico a tutti per il suo carattere. Ed anche per il fatto che, quasi senza pudore, appena arrivato in Coppa del mondo due stagioni fa, si era messo sulle tracce del leggendario Hermann Maier per chiedergli consigli e ragionare con lui di sci quasi da pari a pari. Proprio sulla Stelvio - grandi curvoni gelati con una micidiale forza centrifuga, un fondo sempre mosso e i muscoli delle gambe che bruciano dalla fatica nell’ultimo lungo tratto prima del traguardo - Innerhofer già l’anno scorso si era messo in mostra con un bell’ottavo posto.
Oggi per festeggiare il suo primo successo l’altoatesino ha dovuto attendere a lungo, sino alla discesa del supercampione Usa Bode Miller. L’americano, infatti, ama la Stelvio ma è sceso in pista con l’altissimo pettorale 46, nelle retrovie. Ieri, infatti, Bode non si era presentato all’estrazione dei pettorali ed era stato multato di 1.000 franchi svizzeri e soprattutto penalizzato con il pettorale 46. Bode è stato in testa ai primi due intermedi. Ma oggi sulla Stelvio era successo anche ad altri atleti che poi si erano persi lungo i grandi curvoni. La differenza, infatti, Christop Innerhofer l’aveva fatta nella parte centrale e nella micidiale serpentina finale. L’azzurro ha vinto così lasciandosi alle spalle gli austriaci Klaus Kroll e Michael Walchhofer, con Bode Miller giù dal podio, in quarta posizione e medaglia di cartone.
da La Stampa Web

Calcio: Toro, è caccia a "Mister X" - ANCORA SENZA UN NOME IL PERSONAGGIO INTENZIONATO A RILEVARE IL TORINO
27/12/2008 (6:24)
Da Bertone a Miroglio: in tv e sui blog impazza il toto-compratore
FABIO VERGNANO
TORINO
Un personaggio che a febbraio svelerà la propria identità e che fino al momento in cui non si appaleserà chiameremo Mister X, vuole comprare il Torino. Non fosse che sulla scena granata si sono susseguiti già vari e sedicenti milionari pronti a rilevare la società, verrebbe da dire che finalmente per il Toro è arrivata la svolta. Questo senza nulla togliere a Cairo, il cui impegno, soprattutto in questa stagione, è stato notevole. Ma a detta dei tre avvocati che il 20 novembre si sono presentati negli uffici milanesi del presidente torinista e che martedì hanno chiesto a La Stampa di dare la massima visibilità all’offerta del magnate piemontese, non si tratta di una «bufala», ma di proposta serissima da parte di una persona che avrà presto parecchi euro da investire.
Tanto è bastato per innescare subito una spirale di ipotesi su chi potrebbe essere l’uomo del mistero. Dopo la nostra anticipazione, tv, radio e tifosi hanno aperto la caccia. Soprattutto la gente granata, che ha voglia di notizie e si interroga sui vari blog (più di cento pagine di pareri soltanto du Forza Toro.net) facendo le supposizioni più fantasiose. Da troppi anni deluso e ingannato dai presidenti che si sono succeduti, il popolo torinista aveva trovato in Cairo l’uomo adatto per provare a riscattare un passato (recente) gramo. Ma la risalita tarda ad arrivare e adesso i tifosi stanno facendo la bocca a qualcosa che potrebbe essere davvero più grande, così importante da riportare il Toro all’epoca scudettata di Pianelli.
Dopo la notizia apparsa mercoledì sul nostro giornale, a Natale Raitre ha parlato di un imprenditore cuneese. Ieri il telegiornale del Piemonte è andato oltre facendo il nome di Alberto Bertone, il re dell’acqua minerale, proprietario della Sant’Anna, la più venduta in Italia. Bertone, che ha perso il padre Giuseppe a ottobre, corrisponde all’identikit del magnate che, a detta degli avvocati che hanno contattato Cairo, a febbraio entrerà in possesso di una grossa eredità. Un passato negli Allievi della Juve, ha spiegato: «Capisco che gli indizi del possibile compratore possano portare anche a me, però in questo momento devo concentrarmi sulla mia azienda». Smentita prevista e scontata. Così come hanno negato tutto i Miroglio di Alba. E c’è un terzo sospettato, tutto da verificare, che porta il nome Garnerone, titolare della Sirena di Rosta, azienda produttrice di segnali acustici.
Prendiamo atto che è ancora tutto molto confuso. Ma da Cairo gli avvocati ci sono andati davvero, anche se rappresentavano un fantasma. Fin quando non sarà sollevato il velo, si tratta della tipica fiaba di Natale, quella in cui il milionario strappa la fanciulla dalla povertà e le regala una vita da sogno. Il Toro non ha bisogno di illusioni, ma di certezze. Cairo dice che prenderà in considerazione la cessione delle proprie azioni solo dopo aver vinto qualcosa di importante. Tuttavia l’offerta natalizia è spiazzante: 40, forse 60 milioni, pronti per rilevare la società che l’editore alessandrino prese a zero euro nel 2005.
Riuniti attorno alle tavole imbandite, i tifosi granata non parlano d’altro. Prevale uno scetticismo di fondo, però è normale che ci si chieda anche se sia tutto vero. E con i pochissimi indizi forniti per ora dai tre legali ognuno sta cercando di comporre un identikit del compratore che presto entrerà in possesso di una grossa somma di denaro, e che vuole portare il Toro in Champions, costruendo pure uno stadio tutto granata alle porte di Torino. Fantasticare non è reato. Tempo fa si fece avanti l’avvocato americano Joseph Tacopina, lo stesso che faceva da intermediario per l’acquisto prima della Roma e poi del Bologna. Non arrivò mai al cospetto di Cairo. Neppure il nostro Mister X ha dato le proprie generalità, tuttavia la situazione ha contorni più seri.
Non resta che attendere le prossime mosse. Ovvero che il potenziale compratore si faccia riconoscere almeno da Cairo, che non ha perso l’appetito natalizio per una trattativa ancora da fare e che lui non vorrebbe mai intavolare. Ma se quei 40-60 milioni si materializzassero davvero, sarà interessante vedere la reazione del presidente granata. Ha salvato il Toro, tuttavia è prima di tutto un imprenditore di successo con uno spiccato fiuto per gli affari. Nel famoso film «L’uomo invisibile» veniva colto da manie di onnipotenza agendo nell’ombra. E’ quando si getta la maschera che nascono i problemi.
da La Stampa Web

Ferrari pode ser a primeira equipe a exibir carro em 2009
27/12/2008
A Ferrari pode ser a primeira equipe a apresentar oficialmente seu carro para a temporada de 2009 da Fórmula 1.
Segundo o jornal italiano "La Gazetta dello Sport", a escuderia de Maranello, campeã do Campeonato de Construtores em 2008, exibirá o F-2009 em janeiro, no Circuito de Fioriano.
A data mais provável para a apresentação, segundo a mesma publicação, é do dia 15 do próximo mês, no mesmo dia previsto do lançamento da Toyota.
Já a McLaren vai mostrar seu carro para a próxima temporada no dia 16 de janeiro, enquanto a apresentação da Williams e a da Renault está prevista para o dia 19.
No dia 20 de feveiro vai ser a vez da BMW Sauber colocar na pista o carro para a próxima temporada, em Valência. Já a Red Bull não tem previsão para começar a testar seu carro até fevereiro e a Force India vai esperar até março.
da Rádio Italiana

Campionato Italino di Calcio - Serie A: Cobolli: "Amauri è il bianconero del 2008"
22/12/2008 (11:34)
«Escluso Del Piero, che ovviamente è fuori concorso». Sugli arbitri: «Ho sentito qualche battuta, di "sistema Juventus", ma sinceramente non l’ho capita»
MILANO
Escluso Del Piero, che è fuori concorso, «non posso che scegliere Amauri come juventino del 2008».
Non ha dubbi, il presidente Giovanni Coboldi Gigli, quando deve scegliere il giocatore più determinante per la sua squadra. «È migliorato ed è diventato una star della Juventus, sarebbe un peccato per il nostro calcio se non diventasse italiano», ha continuato Cobolli Gigli, parlando del brasiliano che ha in corso le procedure per ottenere la cittadinanza.
Il numero uno bianconero sottolinea, poi, l’importanza di un altro giocatore: «Devo ringraziare anche Manninger, perchè l’infortunio di Buffon è stato molto grave e al suo posto ha fatto sempre bene il proprio mestiere, anche ieri a Bergamo».
In generale, il bilancio della Juve del 2008 è positivo. «È stato un anno splendido, che la Juve ha chiuso con una partita estremamente difficile, a Bergamo, contro una squadra combattiva, ed è venuta fuori la nostra grande grinta». E ora, si augura Cobolli Gigli, «il 2009 si apre con buone prospettive. In primo luogo - aggiunge - vogliamo fare bella figura in Champions e credo che a febbraio avremo il 50 per cento delle possibilità contro il Chelsea. Poi - conclude il presidente bianconero - speriamo di giocarci fino all’ultimo il campionato e, infine, perchè no, c’è anche la Coppa Italia».
«Ho sentito qualche battuta, di "sistema Juventus", ma sinceramente non l’ho capita».
Il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli appare un pò stizzito dopo gli errori della terna arbitrale nella partita di ieri contro l’Atalanta che hanno visto convalidare un gol alla Juve viziato da un fuorigioco, negando poi ai padroni di casa un rigore su Floccari. «Che ci siano gli errori lo dice la tv, lo riconoscono gli allenatori ma gli errori non vanno sempre da una sola parte - commenta ai microfoni di Sky Sport - Collina sta lavorando, è un mestiere difficile e gli arbitri non sbagliano per volontà. Ci sono errori macro o micro evidenti ma con assoluta buona fede, non bisogna dargli troppa importanza».
Chiamato a confrontare i due fuorigioco non fischiati a Inter e Juve, Cobolli Gigli non si sbilancia: «Sono due errori, due sviste, probabilmente quello di Bergamo era meno evidente ma è un errore anche quello».
da La Stampa Web

Campionato Italiano di Calcio - Serie A: La Juve travolge l'Atalanta
21/12/2008 (16:10)
Finisce 3-1 per i bianconeri
La Juventus ha ribattuto all’Inter con la vittoria Bergamo. Del Piero ha segnato il numero 20 nell’anno solare (252 in carriera), l’Atalanta è partita bene, avrebbe potuto passare nella prima mezzora, poi ha ceduto. Il primo gol della Juve (del capitano) è scaturito da un’azione in fuori gioco di Marchionni, poi un malinteso fra Coppola e Garics ha favorito Del Piero. Un gol che è stato una mazzata per la squadra di Del Neri che ha preso il secondo da Legrottaglie di testa.
L’ingresso di De Ascentis (ottima regia) e di Vieri (bel gol di testa) ha cambiato il volto alla partita nella ripresa. L’Atalanta ha tenuto il campo benissimo, ha reclamato un penalty (Marchionni su Floccari) e ha subito il terzo gol da un Amauri molto pervicace e giunto al gol n.11. Una Juve pratica, capace di tenere a freno una buona Atalanta e di colpire nei momenti in cui i bergamaschi hanno commesso degli errori. Insommna, una Juventus che si è confermata valida alternativa all’Inter. Del Neri, privo degli squalificati Bellini e Rivalta, ha inserito Pellegrino, schierando Manfredini a sinistra. Difesa in difficoltà.
Ranieri, alle prese con tanti problemi di infermeria, ha fatto giocare Mellberg (bene) terzino destro, ha recuperato Legrottaglie (ottimo) al centro e inserito nella formazione iniziale De Ceglie (in buona giornata) esterno di sinistra a centrocampo. Il terreno difficile, il sole contro e la voglia di far bene dell’Atalanta hanno fatto sì che la Juve si sia trovata in difficoltà per i primi venti minuti. La squadra di Del Neri, così, ha avuto alcune possibilità di tirare: al 3’ una punizione di Doni è finita alta di poco e un minuto dopo è stato Floccari ad approfittare di un’esitazione di Chiellini in area. Il tiro dell’attaccante nerazzurro è stato deviato da Manninger. Floccari ha avuto altre due occasioni al 12’ (alto di testa da pochi passi) e poco dopo con un buon controllo e tiro di sinistro parato a terra dal portiere bianconero. Dopo un colpo di testa di Legrottaglie su punizione oltre la traversa, la Juve è riuscita a prendere il sopravvento, guadagnando metri e andando in vantaggio, al 31’ quando Sissoko ha dato a Marchionni (in offside netto sotto il naso dell’assistente); sul traversone da destra, Coppola in uscita a terra e Garics hanno «bucato» la palla e Del Piero ha toccato nella porta vuota. Morale dell’Atalanta in cantina e raddoppio bianconero al 38’: angolo da sinistra di Del Piero e Legrottaglie è volato in cielo e ha insaccato di testa. In due parole: buona partenza dell’Atalanta senza gol e finale juventino molto più concreto. Del Neri nell’intervallo ha operato due cambiamenti: ha rafforzato il centrocampo con De Ascentis che ha preso in mano il centrocampo atalantino dandogli impulso. Positivo anche l’inserimento di Vieri al posto di Talamonti. In difesa Manfredini ha preso la cura di Amauri al posto di Talamonti. L’Atalanta ne ha tratto subito vantaggio, riaprendo la partita sui calcio d’angolo da sinistra: bella torsione di Vieri e colpo di testa vincente.
Il gol ha dato coraggio alla squadra di Del Neri. Floccari al 9’ è stato toccato in area da Marchionni. La Juve ha sofferto un pò e poi è tornata ad attaccare: una rovesciata di Amauri parata, una punizione di Del Piero da trenta metri parata in due tempi da Coppola e poi il raddoppio della Juve al 37’: punizione di Marchionni da destra, testa di Amauri che ha anticipato Manfredini mettendo fine alla parita. Bianconeri vittoriosi, fra qualche episodio discusso. L’Atalanta ha avuto qualcosa da recriminare, ma la Juve ha avuto la forza dei gol.
da La Stampa Web

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO - SERIE A: Il Toro ritorna a vincere
21/12/2008 (17:13)
Bianchi segna il gol della vittoria
Il Toro ritrova la vittoria anche in campionato dopo quella di coppa Italia a Firenze, segno che la cura Novellino comincia a farsi sentire. Battuto il Napoli grazie a un gol di Rolando Bianchi. Un successo meritato per i granata che mostrano in campo più grinta e determinazione di quella dei partenopei, armi che servono a coprire lacune comunque evidenti. Il Napoli continua a non brillare in trasferta e all’Olimpico risente qualche assenza importante. Novellino recupera Bianchi e con lui in avanti fa coppia l’ex Amoruso; Rosina recupera dall’attacco influenzale ma parte dalla panchina; difesa rivoluzionata per le assenze di Colombo e Pratali con Di Loreto a destra, Pisano al centro in coppia con Natali e Ogbonna a sinistra. Gli altri assenti sono gli infortunati Corini, Abbruscato e Diana, oltre a Barone, fermato come Pratali dalla squalifica. Reja sostituisce gli squalificati Cannavaro e Lavezzi con Santacroce e Zalayeta che è il partner di Denis in attacco; a centrocampo Pazienza rileva l’indisponibile Hamsik. Non c’è lo sciopero del tifo da parte dei tifosi granata dopo la svolta in Coppa Italia (vittoria a Firenze) e l’appello di Novellino. Si gioca prevalentemente a centrocampo nei primi minuti.
Al 5’ è bravo Pisano a chiudere su Maggio che si sarebbe trovato davanti la porta. Con il passare dei minuti è il Napoli a prendere il predominio del match mostrando solidità e maggiore qualità, mentre i granata faticano a fare gioco e sono piuttosto confusionari. Al 16’ gran botta di Pazienza, ottima risposta di Sereni che si tuffa sulla sua sinistra. Al 21’ Novellino deve operare il primo cambio perchè Rubin si fa male; al suo posto entra Rosina. La partita non decolla, il Toro adesso ci prova e al 32’ con Natali opera il primo tiro verso lo specchio della porta, mentre il Napoli si limita a controllare. I padroni di casa crescono: al 33’ grande occasione per Bianchi con un tiro a botta sicura dal limite dell’area piccola che finisce incredibilmente alta. Al 45’ travolgente Ogbonna dalla sinistra, palla in mezzo per Bianchi che gira debolmente e non crea eccessivi problemi a Iezzo. Il primo tempo si chiude a reti bianche. Nessun cambio al ritorno delle due squadre in campo. Il Toro sembra avere una marcia in più e all’8’ passa in vantaggio con Rolando Bianchi che non può fare altro che ribadire in rete dopo un palo di Rosina. Al 12’ punizione di Rosina, Iezzo para.
Il Napoli non c’è e il Torino continua ad attaccare. Non mancano le scintille tra i giocatori e i cartellini gialli fioccano. Reja prova a cambiare le carte in tavola e inserisce al 20’ Russotto per Pazienza e al 27’ Vitale per uno spento Maggio. Gli risponde Novellino al 21’ inserendo Vailatti al posto di Bianchi per una maggiore copertura. Al 29’ Gargano prova il sinistro da fuori ma Sereni blocca. Al 33’ dentro anche Stellone per Amoruso nel Toro. Al 39’ ci prova proprio l’attaccante, conclusione respinta in angolo. La partita finisce qui.
da La Stampa Web

Automobilismo: "Tra Alonso e Hamilton tengo Massa"
18/12/2008 (6:53)
Il presidente Luca Montezemolo: «Nuova Ferrari entro il 15 gennaio»
STEFANO MANCINI
INVIATO A MARANELLO
I piloti? «Preferisco Massa a Hamilton». La crisi? «Se fosse passato il motore unico, cinque scuderie si sarebbero ritirate, noi compresi». Il futuro? «Risparmieremo subito il 50 per cento sui motori e dal 2012 il 50 per cento dell’intero budget, ma ora dobbiamo ridiscutere di ricavi». A Maranello, durante la tradizionale cena di fine anno con la stampa italiana, Luca Montezemolo viviseziona la Formula 1: la vittoria del Mondiale costruttori, i progetti per la prossima stagione, il futuro del Circus. Uomini, tecnologie, sponsor.
Fiducia ai piloti
Hamilton ha detto che non andrà mai alla Ferrari. «Di solito siamo noi a sceglierci i piloti - precisa il presidente della Ferrari -. Intendiamoci: è un grande talento, ha sfiorato il successo alla sua prima stagione in Formula 1 e ha vinto alla seconda, ma io Massa non lo cambio con nessuno». Montezemolo ribadisce la fiducia nell’attuale coppia di piloti. «Non si parli di Alonso. Abbiamo ancora due anni di contratto, poi ne riparleremo. Felipe ha perso il Mondiale per colpa nostra. È l’unico pilota nella storia della Formula 1 che ha tagliato il traguardo da campione del mondo e 17 secondi dopo ha perso il titolo, ed è diventato popolarissimo per il modo stupendo con cui ha accettato la sconfitta. Kimi ha vinto alla prima stagione con noi e quest’anno ha corso bene fino al Gran premio di Francia. Poi è andato in vacanza e ha mandato un sosia. Nel 2009 tornerà lui». Obiezione: a Maranello non farebbe comodo una personalità più carismatica? «Raikkonen non è un grande comunicatore, ma se arriva primo va bene così. Alonso fino a due anni fa era poco simpatico ai nostri tifosi. Lo stesso Schumacher all’inizio non piaceva a nessuno, mentre a fine carriera aveva l’Italia ai suoi piedi. La verità è che i piloti diventano popolari guidando la Ferrari».
Rivoluzione in F1
La pace è stata siglata in extremis la settimana scorsa: sì ai tagli proposti dai team, no al motore standard voluto dalla Federazione. «Se fosse passato il progetto della Fia, noi e altre quattro squadre avremmo colto la palla al balzo per andarcene. Invece, restando uniti, siamo riusciti a far passare una riforma che non snatura la Formula 1, perché mantiene la competizione tecnologica e sportiva. Noi non siamo sponsor, siamo costruttori, e dalle corse trasferiamo la tecnologia alle nostre vetture stradali. La F1 è un avamposto della produzione in serie oltre che la nostra réclame, perché non spendiamo un euro in pubblicità. Dal 2009 risparmieremo su telaio, aerodinamica, test, sarà una F1 più asciutta ma ugualmente interessante. Nel frattempo dobbiamo ragionare sul dopo 2012». Il discorso costi è stato affrontato. Forse risolto. Il futuro dirà se l’abbandono da parte della Honda è stato un caso isolato. Ma ora a Ferrari & C. stanno a cuore i ricavi. «La crisi forse accelera un processo di rinnovamento che comunque si doveva affrontare. Conosco Ecclestone dal '73 e penso che abbia fatto un grandissimo lavoro. Sicuramente non gratis. Qualche anno fa litigammo, gli diedi dell'ingordo, perché il 70 per cento dei ricavi andavano a lui e il 30 per cento ai team. Ora siamo a 50 e 50. Qualcosa dovremo fare ancora». Le entrate della F1 dipendono in parte dai circuiti, che pagano per ospitare i Gran premi: maggiore è la cifra che versano a Ecclestone, più cari sono i biglietti. «Oggi una coppia di giovani spende meno facendo il giro del mondo low cost che per vedere un fine settimana di Formula 1 - lamenta Montezemolo -. Però è inutile introdurre tanti cambiamenti per migliorare lo spettacolo se poi si corre su circuiti adatti al footing, tipo Valencia e Singapore».
La Ferrari 2009
La data di presentazione della nuova monoposto non è ancora stabilita con certezza. «Sarà tra l’11 e il 15 gennaio». Non più tardi, perché la settimana seguente si terrà in Portogallo, nel nuovo Circuito dell’Algarve, una delle cinque sessioni di test dell’intera stagione. «Noi eravamo contrari alla riduzione dei test, ma da qualche parte bisognava pur cominciare a risparmiare, altrimenti in Formula 1 saremmo rimasti in quattro. Dobbiamo sfruttare queste cinque sessioni con una priorità: essere affidabili fin dalla prima gara in Australia. Il kers? Così com’è rappresenta un grande errore, la voce di costo più alta del budget di ogni costruttore. Pensare, però, per il 2012, un nuovo motore ecologico, che consumi meno e che possa utilizzare il kers come avanguardia per le vetture di serie di recupero di energia, perché no?».
Luci e ombre
Nell’anno della crisi finanziaria globale, Montezemolo vanta i migliori conti di sempre, e dal 2009 sulle Rosse ci sarà un nuovo sponsor, Tata, il colosso indiano dell’automobile. «Enzo Ferrari mi diceva negli anni Settanta che 1500 pazzi che compravano una Ferrari, crisi o non crisi, li avremmo trovati. Credo che, adeguando i numeri, seimila pazzi continueremo a trovarli». Dalla Gestione sportiva è arrivato l’ottavo Mondiale costruttori negli ultimi dieci anni. «Negli altri sport non ho mai visto una squadra realizzare un’impresa simile. E senza i nostri errori Massa sarebbe campione. Certo - sorride Montezemolo - che l’errore al rifornimento a Singapore supera quello del Nürburgring del ‘99, quando non trovavamo la gomma di Irvine».
da La Stampa Web

RadioItaliana: Milan em discussão por causa da lesão de Kaká
18/12/2008
Parece que o Milan está em crise após a lesão de kaká e a derrota para a Juve no último domingo.
I tiffosi, além de não engolirem a goleada sofrida para a Vecchia Signora, estão muito preocupados com a novela envolvendo a lesão do melhor jogador da equipe.
Enquanto os médicos dizem que é uma pequena inflamação e que o brasileiro jogará já na próxima rodada, contra a Udinese no San Siro, o presidente Galliani diz que é uma tendinopatia, o treinador diz que a lesão não é grave e o próprio jogador diz que não sabe se a lesão é grave ou não, e que pode estar pronto para a próxima partida ou mesmo ficar 02 a 03 meses afastado.
Pelo que parece a casa milanista está meio bagunçada.

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO, SERIE A: La Juve strapazza il Milan - L'Inter batte il Chievo a fatica
Roma sotto per 2-1 con il Cagliari vince per 3-2
Bianconeri a loro agio sotto la pioggia. Kakà assenza pesante. I nerazzurri vincono 4-2 grazie a super Ibra
TORINO - È la Juventus l'anti Inter. Il campo sceglie la sfida scudetto un attimo prima di Natale. Il Milan resta congelato a meno 9. Il 4-2 in una notte di pioggia che non è neve per un paio di gradi appena. Del Piero, Chiellini e Amauri due volte. Con Pato e Ambrosini comparse del tabellino. È esclusiva bianconera il meno 6 che vale a futura speranza. Se l'Inter molla, dietro c'è la squadra che non molla mai. Sarà che gli manca Kakà. Sarà che il centrocampo è un buco nero, ma nel Milan il problema è la difesa che va in rosso fisso. Dura poco ma, anzi, la reazione al rigore di Del Piero è da campioni scafati. Già, il rigore: al 16' Jankulosvky travolge da dietro Del Piero. Rizzoli fischia, il capitano segna il suo 251esimo gol in bianconero. Forte e teso. Ambrosini, due minuti dopo, ha sulla testa, da solo a due metri da Manninger, il gol del pari. Sbaglia. Alla mezzora Kaladze apre per Ronaldinho a sinistra, cross basso perfetto e Pato sotto porta fa l'1-1.. Al 43' Del Piero batte l'angolo e la difesa del Milan si nasconde. Chiellini no, stacca e fa il 2-1. Esce Nedved, entra un mostro di nome De Ceglie. La fascia sinistra si abbandona a lui. Così nasce il 3-1: una cavalcata senza ostacoli, cross e Amauri schiaccia in rete. Il primo tempo dice tutto, il secondo risponde show. Ancelotti nel frattempo ha tolto Emerson per Shevchenko. Ma il gol della riapertura di match è del tris Ambrosini-Marchionni-Chiellini, cioè tiro e due deviazioni. Manninger non ci capisce nulla ed è 3-2. Il campo zuppo piomba le gambe, e un gol di distacco non dà pace al match. Se poi il Milan resta pure in dieci... Zambrotta già ammonito non resiste e centra le gambe di De Ceglie. Rosso perfetto. Amauri chiede il triangolo di petto a Sissoko, risposta esatta, controllo di testa, poi di piede, gol. Quattro a due. E un minuto dopo Del Piero spacca il palo invece di fare 5. IL resto è baruffa con il destino già scritto in classifica. Il Milan a meno 9 può fare al massimo, per il momento l'anti-Napoli.
AMAURI - «Sono contento, devo ringraziare il pubblico che oggi è venuto, ci ha spinto tanto e ci dà la carica per fare bene». Carvalho de Oliveira Amauri è entusiasta per la doppietta al Milan e soprattutto per la vittoria della Juventus nel posticipo della 16^ giornata di serie A. «È stata una bella partita, di fronte avevamo una grandissima squadra - prosegue l'attaccante brasiliano ai microfoni di Sky Sport -. Se abbiamo vinto è sicuramente merito nostro che abbiamo saputo mettere in difficoltà il Milan. Il passaporto italiano per la Befana? Speriamo»
LE RIMONTE - Nella sedicesima giornata c'è stata una valanga di gol. Sarà ricordata come la giornata delle rimonte. Quelle portate a buon fine, come quella della Roma passata dall'1-2 con il Cagliari al 3-2 finale o della Lazio sotto 3-0 a Udine e capace di raggiungere il 3-3, e quelle fallite, come quella del Chievo. I giocatori veronesi in svantaggio per 2-0 a San Siro con l'Inter riuscivano ad issarsi sul 2-2 per poi cedere nel finale schiacciati da una doppietta di Ibrahimovic. Questi gli altri risultati: Fiorentina-Catania 2-0, Genoa-Atalanta 1-1, Palermo-Siena 2-0, Reggina-Sampdoria 0-2. Negli anticipi di sabato: Bologna-Torino 5-2, Napoli-Lecce 3-0.
INTER- Vittoria più sofferta del previsto quella dell'Inter a San Siro sul Chievo. E dire che tutto si era messo bene grazie alle reti del brasiliano Maxwell al 3’ del primo tempo e di Dejan Stankovic al 47’. Ma qui cominciava un'altra partita. I veneti infatti riuscivano a rimontare il doppio svantaggio in 14 minuti grazie alle reti di Sergio Pellissier al 51’ e Simone Bentivoglio al 65’. Qui reagiva Mourinho che rivoluzionava la formazione schierando la consueta batteria di attaccanti che è solito mettere in campo quando le cose vanno male. Ma a risolvere l'incontro ci pensava uno che in campo c'era già prima, vale a dire l'unico vero fuoriclasse nerazzurro, Zlatan Ibrahimovic, che con due gol al 79' e all'88' fissava il risultato sul 4-2 e allungava a 9 i punti di vantaggio in classifica sul Napoli, ma soprattutto su Juve e Milan che se la dovranno vedere stasera nel posticipo.
LE ALTRE SFIDE - Le altre gare del pomeriggio domenicale sono state anch'esse nel segno della rimonta. Come quella clamorosa della Lazio, sotto 3-0 ad Udine, apparsa al alarghi tratti completamente in balia di Di Natale e Quagliarella, e che riusciva poi a pareggiare con 3 gol in 30 minuti. Rimonta anche della Roma sotto 2-1 in casa con il Cagliari e capace di vincere 3-2 grazie alle reti di Perrotta e Vucinic. E rimonta pure del Genoa per gran parte della partita sotto di un gol in casa con l'Atalanta, prima di pareggiare con Sculli in una gara finita con 10 genoani e 9 atalantini in campo. Nelle altre partite vittorie della Fiorentina (2-0 sul Catania) del Palermo (2-0 sul Siena) e della Sampdoria che in trasferta piegava la Reggina sempre per 2-0.
GLI ANTICIPI - Sabato rifilando tre gol al Lecce davanti al pubblico di casa, il Napoli aveva agganciato Juventus e Milan a 30 punti per un secondo posto che durerà solo fino a stasera, in attesa della partita del Delle Alpi, ma che testimonia il buon momento della squadra partenopea. Gli azzurri sono andati in vantaggio all’11' grazie a un calcio di rigore trasformato da Marek Hamsik (fallo del portiere Francesco Benussi su Ezequiel Lavezzi). Il raddoppio è stato firmato da Michele Pazienza al 42’. Al 65’ il Napoli chiude il conto con German Denis. A Bologna, invece, i padroni di casa hanno travolto il Toro con un perentorio 5-2. Per i padroni di casa è la prima vittoria dell'era Mihajlovic. I granata di Novellino erano andati in vantaggio al 7' con Barone. Poi nella ripresa il Bologna aveva pareggiato con Volpi al 3'. Il Toro fino a quel momento non aveva perso il controllo del match ed era anzi riuscito a riagguantare il vantaggio con Abate dopo soli 5 minuti. Ma di lì in avanti è stato uno scatenato Di Vaio a fare la differenza: in gol al 10', al 18 e al 33' su rigore: tre sigilli che sono andati ad aggiungersi a un altro rigore trasformato al 23' da Bernacci.

NUOTO: Pellegrini, oro e record mondiale sui 200 sl agli Europei
VASCA CORTA
14/12/2008 (20:58)
L’olimpionica azzurra ha vinto con il tempo di 1’51"85, migliorando di 67 centesimi il precedente limite mondiale
RIJEKA
Federica Pellegrini ha conquistato la medaglia d’oro nella finale dei 200 stile libero femminili nell’ultima giornata degli Europei in vasca corta di Rijeka (Croazia) siglando anche il nuovo record mondiale.
L’olimpionica azzurra ha vinto con il tempo di 1’51"85, migliorando di 67 centesimi il precedente limite mondiale stabilito dalla francese Coralie Balmy lo scorso 6 dicembre ad Angers.
Sul podio anche l’olandese Femke Heemskerk (argento in 1’53"79) e la russa Daria Belyakina (bronzo in 1’53"85).
da La Stampa Web

CICLISMO: Giro d'Italia, stavolta si arriva a Roma
Ivan Basso: un programma impegnativo ma molto bello
Presentata a Venezia l'edizione 2009, quella del Centenario. Ventuno tappe e 3.396 km da percorrere
VENEZIA - Il Giro d'Italia del Centenario partirà da Venezia per tagliare il traguardo a Roma dopo 3.395,5 chilometri sui pedali. La nuova edizione del Giro d'Italia di ciclismo è stata presentata al Gran Teatro La Fenice, a Venezia.
LE TAPPE - La partenza sarà il 9 maggio prossimo con una cronometro a squadre di 20 chilometri al Lido di Venezia. Si chiuderà a Roma , con una cronometro individuale di 15 chilometri e 300 metri il 31 maggio. In tutto saranno 21 le tappe, di cui tre a cronometro, sette pianeggianti e ondulate, quattro di montagna, sette di alta montagna con sei arrivi in salita. Due le giornate di riposo. La Cima Coppi a 2360 metri di quota è sul Cold'Izoard, nel corso della decima tappa Cuneo-Pinerolo, di 250 km. Il Giro sconfina una sola volta, in Austria, con la sesta tappa che tocca Mayrhofen e la settima che parte dalla vicina Innsbruck.
«DURO MA BELLO» - E arrivano già i primi commenti sul percorso da parte dei ciclisti direttamente interessati alla gara. Per Ivan Basso, al rientro dopo quasi due anni di stop per doping, il Giro d'Italia 2009 propone «un percorso duro ma bello». A rendere difficile la corsa rosa «non sono solo le salite ma il fatto che ci sono numerose tappe impegnative, ogni settimana ci sarà da lavorare duro almeno per tre giornate. Bisognerà tirare sempre - sottolinea - e questo la dice lunga sulla bellezza e difficoltà di questo giro».

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO, SERIE A: Di Vaio show, il Torino affonda
13/12/2008 (19:46)
A Bologna finisce 5 a 2, esordio bis da incubo per Novellino. Inutili i gol di Barone e Abate. Per Mihajolovic arriva la prima vittoria dopo 5 pareggi
BOLOGNA
Bologna batte 5-2 il Torino al Dall’Ara e ottiene la prima vittoria dell’era Mihajlovic. I granata di Novellino in gol al 7’ con Barone. Poi nella ripresa pareggia il Bologna con Volpi al 3’. In vantaggio ancora il Toro con Abate all’8’. Quindi si scatena Di Vaio: in gol al 10’, al 18 e al 33’ su rigore. Al 23’ il Bologna aveva già segnato su rigore con Bernacci. Prima vittoria, dunque, per Sinisa Mihajlovic sulla panchina del Bologna dopo cinque pareggi e primo dispiacere per Walter Novellino, tornato in settimana alla guida dei granata. Vince il Torino 5-2 al termine di una partita con tante emozioni e anche tanti errori e disattenzioni. Non è da bocciare, come da risultato, il Torino, almeno quello visto nel primo tempo che aveva giocato decisamente meglio dei rossoblù. Da elogiare il carattere e la determinazione del Bologna che non ha mollato e che si è ripresentato in campo con uno spirito diverso.
Poi Marco Di Vaio ha fatto il resto, coronando la sua splendida stagione con una bella tripletta e una prova da incorniciare. Per il Toro è il sesto ko in trasferta consecutivo. Poche fasi di studio perchè la partita si sblocca dopo 7’ in favore del Torino: dormita della difesa rossoblù su una rimessa laterale, spizzicata di Bianchi e pronta conclusione a rete con il destro di Barone da distanza ravvicinata; primo gol per lui in campionato. Immediata la reazione del Bologna con un rasoterra a botta sicura in area di Valiani che Sereni blocca.
Poi ancora distrazioni da parte della retroguardia di casa: al 13’ su cross di Barone per poco Bianchi manca la deviazione vincente. Ad inizio ripresa Mihajlovic presenta la novità Volpi al posto di Coelho. E proprio lui punisce dopo appena 3’ il suo ex allenatore: progressione di Marazzina, palla a sinistra per Volpi e il suo tiro cross toccato da Pratali supera Pratali. Ma sono fasi scopiettanti e all’8’ il Toro torna in vantaggio: cavalcata sulla destra di Abate e sul suo cross tocca Britos spiazzando Antonioli. Al 10’ arriva il secondo pareggio: Di Vaio su azione di calcio d’angolo, intercetta una respinta di Pratali e batte Sereni. Il Bologna mostra grande carattere, Di vaio spinge i rossoblù e al 17’ firma il 3-2 superando dopo una progressione veloce Sereni sul suo palo.
Il Toro è frastornato e al 23’ capitola ancora per una ingenuità di Sereni che tenta il dribbling su Bernacci e lo atterra; ammonizione per lui e trasformazione su rigore dell’attaccante. Al 34’ altro rigore per i padroni di casa per un fallo di Pratali su Bernacci lanciato a rete da Di Vaio; dal dischetto sempre l’attaccante firma il suo 12mo gol stagionale.
da La Stampa Web

Uefa paga os clubes por participação de atletas na Eurocopa
08/12/2008
Pela primeira vez na história uma entidade vinculada a Fifa arca com o uso dos atletas em disputas entre seleções. A Uefa repassou para os clubes os valores referentes ao pagamento dos atletas que disputaram a Eurocopa em junho desse ano, e pelo acordo entre a confederação e a Associação dos Clubes Europeus, o valor total a ser distribuído entre os times beneficiados é de 43,5 milhões de euros.
Esta é uma reivindicação antiga dos clubes que, além de perderem seus atletas, tinham de arcar com os tratamentos daqueles que voltavam para os clubes lesionados.
O time que mais recebeu foi o alemão Werder Bremen, com um total de 1,093 milhão de euros, em segundo ficou o francês Lyon, com 1,039 milhão de euros e na sequencia o Bayern de Munique, com 1,018 milhão de euros.
Na Itália quem mais recebeu foi a Juventus de Torino, com 644.195 Euros; em segundo ficou o Milan com 624.590 Euros; em terceiro ficou a Roma com 537.763 Euros.
Entre a soma dos clubes de um mesmo país quem mais recebeu foi a Alemanha com 6 milhões 806 mil e 65 Euros, em segundo ficou a Espanha com 5 milhões 106 mil 650 Euros; em terceiro a Inglaterra com 4 milhões 843 mil 370 Euros; na seqüência a Itália com 4 milhões 250 mil 290 Euros. os países.
Waldemar Manassero
Diretor Esportivo "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo"
blog:http//italiasport.zip.net

“Bidone D’Oro” vai para o português Quaresma da Inter de Milão
08/12/2008
Criado pela Rai Radio 2 o prêmio "Bidone D'Oro", que vai para o pior jogador da Série A, e teve a sua sexta edição em 2008, foi, mais uma vez para um jogador da Inter de Milão - nas duas edições anteriores o atacante brasileiro Adriano havia recebido o troféu, Quaresma, que é também jogador da seleção portuguesa.
Além do português ainda foram votados, em segundo Christian Vieri, ex-atacante da seleção italiana, atualmente na Atalanta, e mais uma vez o próprio Adriano.
O que impressiona na votação é que entre os 6 primeiros tem 3 brasileiros, Adriano, Ronaldo e Dida, os dois últimos do Milan. A lista dos dez primeiros tem ainda: Shevchenko, do Milan, Simone Loria da Roma, Alvaro Recoba que estava no Torino, e que atualmente está no Panionios da Grécia, Tiago da Juventus e Joaquin Larrivey do Cagliari que fecha a lista formada pelos 10 piores.
Waldemar Manassero
Diretor Esportivo "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo"
blog:http//italiasport.zip.net

Piemonte Informa: Snowboard a Limone Piemonte
Domenica ritorna la Coppa del mondo
Domenica 14 dicembre sulle nevi di Limone Piemonte si terrà la gara di Coppa del mondo di snowboard che vedrà la partecipazione di squadre maschili e femminili provenienti da oltre venti Paesi e che annovera la Regione tra gli sponsor ufficiali.
L’inizio delle qualificazioni è previsto per le ore 9, mentre le finali vere e proprie inizieranno intorno alle 12,30 per concludersi con la premiazione intorno alle 14.30.
A far da scenario a questa competizione sarà, come già lo scorso anno, la pista Machetto-Gorba di Limone 1400, che ben si presta a eventi di questo genere in quanto di facile accessibilità anche a un pubblico che non utilizzi né sci né snowboard. Su di essa un team tecnico di professionisti, guidati dall’ex allenatore della nazionale francese di sci Stefano Dalmasso, metterà a punto un tracciato di450 metri, dalla pendenza media del 35% e dal dislivello complessivo di 155 metri.Sarà qui dunque che, gareggiando ad eliminazione diretta, i campioni di snowboard daranno il meglio di sé stessi per conseguire la vittoria.
gg
Torino, 10/12/2008
Sito Ufficiale della Regione Piemonte: Piemonte Informa

CALCIO Champions: Juve prima nel girone
10/12/2008 (20:44)
Finisce 0-0 con il Bate
TORINO
Peccato quel rigore mandato alle ortiche da Giovinco nel secondo tempo. La «formica atomica» ha fatto vedere il suo reperiorio di assist, il suo fine palleggio, ha tentato pure il tiro, insomma una buona partita, «rovinata» da quell’errore dal dischetto. La prestazione della Juve non è stata brillante, ma sufficiente: Marchionni ha colpito un palo di testa dopo una bella combinazione con Amauri, autore di un bel primo tempo. Si sa che quando si crea parecchio, ma non si segna i rimpianti sono molti, ma bisogna dare atto anche al Bate di aver giocato una buona partita e quindi il pareggio -che ha confermato il primno posto della Juve nel girone di Champions- va accettato senza arrabbiature da parte dei bianconeri. Il confronto col Milan di domenica ha orientato le scelte di Ranieri che -infortunati a parte- ha tenuto in panchina Chiellini e Del Piero. Recuperato Zanetti, autore di una gara di ambientamento dopo la lunga assenza. In campo pure De Ceglie sulla sinistra. Occore dire che la Juventus ha preso in mano subito la partita (tre angoli nei due minuti iniziali), ha fatto vedere parecchie buone giocate con Giovinco e Amauri, ma in definitiva si son viste poche conclusioni nel primo tempo (nove corner), anche per la buona guardia montata dalla difesa bielorussa, con Sosnovski e Yurevic in buona serata.
La squadra di Goncharenko ha giocato un buon primo tempo, portandosi qualche volta in attacco e tirando solo una volta con Sivakov su punizione (forte ma centrale). La Juve ha avuto una buona occasione con Nedved che da sinistra ha dato una palla preziosa ad Amauri, su cui è intervenuto Sosnovski d’anticipo. Altra bella combinazione bianconera al 41’: Giovinco ha superato con un pallonetto Kazantsev e poi ha tirato di poco fuori (sinistro) di prima intenzione. Alla Juve non sono state molto efficaci le percussioni di Grygera e De Ceglie per vie esterne, mentre Amauri è stato molto combattivo: è andato a recuperare indietro la palla, ha fatto dei dribbling capaci di lasciare a bocca aperta gli avversari, ma niente tiri pericolosi. La Juve ha concesso una palla a Sivakov: colpo di testa da pochi passi parato da Manninger al 4’. Più vicino al gol Marchionni al 6’, dopo uno scambio con Amauri che lo ha servito dalla destra: colpo di testa e palo alla destra di Veremko. Un minuto dopo, su angolo da sinistra, Sivakov ha toccato nettamente di mano. Rigore. Alla battuta Giovinco che ha preso la rincorsa, ha esitato per una mossa del portiere bielorusso e ha sparato alto, mangiandosi le mani dalla rabbia.
Ranieri ha mandato in campo Del Piero al posto di Amauri. Un pericoloso colpo di testa di Rodionov (alto) e poi alcune entrate senza molti complimenti. Due tiri di Nedved e Zanetti, un mani di Mellberg in area, un’occasione di Biliznyuk che dopo un bel dribbling si è presentato solo sulla sinistra in area e ha messo fuori al 35’. Un pericolo grave, quello corso dalla Juve, anche se Del Piero al 36’ di testa, dopo un colpo di tacco per Marchionni, ha ricevuto e di testa si è visto parare il la palla dal bravo portiere Veremko. Il capitano è stato spunto al momento decisivo al 39’, davanti alla porta bielorussa. Pareggio abbastanza giusto, comunque.
da La Stampa Web

Campionato Italiano di Calcio, Serie A: I bianconeri nel finale battono il Lecce
7/12/2008 (16:39)
LECCE
Due lampi e la Juve va. La formazione di Claudio Ranieri vince 2-1 a Lecce e conquista 3 punti in un match inguardabile per un’ora. I gol di Sebastian Giovinco e di Amauri spingono la Vecchia Signora a quota 30, a -6 dall’Inter capolista. Il risultato premia i bianconeri, che si impongono al fotofinish, e punisce i giallorossi, che pagano una distrazione fatale allo scadere. Il Lecce resta a mani vuote al termine di una gara tanto brutta quanto equilibrata per oltre un tempo.
Nella prima frazione, i padroni di casa non hanno troppi problemi per tenere a bada la Juve, che stenta a costruire un’azione degna di nota. Per vedere i bianconeri nell’area avversaria bisogna aspettare il 19’, quando Chiellini e Legrottaglie non riescono a sfruttare una punizione di Giovinco. Al 24’ il Lecce di rischia di farsi male da solo: Benussi sbaglia il tempo dell’uscita, ma Nedved e Sissoko non riescono ad approfittarne. Il match non decolla e i rari lampi arrivano dai piedi di Giovinco. L’attaccante, che trova spazio da titolare grazie ai forfait di Del Piero e Iaquinta, prova ad inventare al 25’ quando si infila nell’area del Lecce e prova una conclusione, ribattuta dalla difesa. La Juve gestisce il possesso del pallone ma non riesce mai a servire Amauri. Ai padroni di casa va bene così: i giallorossi provano a pungere senza scoprirsi e dalle parti di Manninger non succede praticamente nulla per 45’.
Chi spera di assistere ad un avvio di ripresa più spettacolare rimane deluso. Il match prosegue senza fiammate ed è difficile catalogare come occasione il duetto Giovinco-Amauri che al 51’ offre al centravanti brasiliano l’opportunità di concludere con un sinistro sballato. Serve un jolly per rompere la monotonia, lo pesca Giovinco al 57’.
L’attaccante si procura un calcio di punizione da 22 metri: Del Piero non c’è, il baby non fa rimpiangere il capitano e realizza l’1-0 con un prodigio balistico. Il gol accende finalmente la gara, che si anima dopo un’ora di nulla. Il Lecce reagisce e si rende pericoloso al 67’, quando Tiribocchi sfiora il palo con un colpo di testa.
Il forcing giallorosso viene premiato all’83’. Applausi per il neoentrato Cacia inventa uno splendido diagonale al volo: Manninger immobile, 1-1. Il pareggio sembra cosa fatta, ma al 90’ spunta la testa di Amauri: il brasiliano può decollare indisturbato, il colpo di testa buca Benussi e la Juve sorride: 2-1.
da La Stampa Web

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO, SERIE A: Poker della Fiorentina: Toro a picco
7/12/2008 (16:39)
GRANATA SCONFITTI - CRISI SENZA FINE
I granata sconfitti all'Olimpico De Biasi è sempre più a rischio
TORINO
La Fiorentina affonda il Torino. I viola vincono 4-1 in casa dei granata nel match che dava al tecnico De Biasi forse l’ultima chance di rimanere sulla panchina del club piemontese.
Granata in campo con il 4-4-2: Sereni in porta; difesa con Diana, Natali, Di Loreto e Pisano; Abate, Dzemaili, Zanetti e Rubin a centrocampo; tandem offensivo composto da Amoruso, Stellone con Rosina e Bianchi in panchina. La Fiorentina di Prandelli con il 4-3-1-2: in porta il francese Frey; Comotto, Gamberini, Kroldrup e Pasqual in difesa; linea di centrocampo con Kuzmanovic, Felipe Melo e Montolivo; Santana confermato alle spalle di Gilardino e Mutu. Gara vivace sin dalle prima battute ed al 3’ i viola sbloccavano il punteggio. Perfetto calcio di punizione di Mutu a scavalcare la barriera con Sereni immobile.
Il Torino incassava il fulmineo svantaggio ma cercava di reagire: al 7’ tiro debole di Dzemaili con palla fuori. Al 10’ ancora viola pericolosi in avanti con il gran tiro dalla distanza di Kuzmanovic ma con poca precisione. Torino in affanno in difesa: al 27’ fuga sulla sinistra di Gilardino sul filo del fuorigioco e assist al centro per l’accorrente Mutu. L’attaccante romeno, però, calciava sporco consentendo la presa facile all’attento Sereni. Sterile la manovra offensiva dei granata, lenti e macchinosi in fase di costruzione del gioco: al 40’ Stellone girava di testa dal limite dell’area senza impensierire Frey. Al 44’ i viola concedevano il bis con Gilardino, bravo a girare di testa un assist di Felipe Melo. Nella seconda frazione di gioco, con identici schieramenti, al 4’ Torino insidioso: assist di Stellone per Amoruso che girava verso al porta di Frey ma il francese non ci faceva sorprendere e bloccava la sfera.
Al 14’ la Fiorentina mancava il terzo gol con Santana che a tu per tu con Sereni calciava alto sopra la traversa. De Biasi giocava la carta Rosina, fantasista che al 15’ prendeva il posto di Abate. Prandelli replicava con l’inserimento di Donadel per Santana. Toro praticamente inesistente e viola pronti a infilare la porta granata: al 30’ Kuzmanovic da due passi firmava il 3-0 per la Fiorentina. Due minuti dopo Felipe atterrava Amoruso in area viola e l’arbitro Saccani decretava il penalty che trasformava Rosina. La squadra viola, però, era spietata e affondava ogni possibile rimonta del Torino. Al 40’ cross dalla sinistra di Kuzmanovic per Gilardino che da due passi firmava il definitivo poker.
da La Stampa Web

Futebol - Brasileiro Serie A: Com tropeço do Fla, Palmeiras perde e fica com vaga
Domingo, 7 de dezembro de 2008, 18h56 - Atualizada às 19h26
Com a vantagem de jogar no Palestra Itália e precisar apenas de suas forças para chegar à Libertadores da América do ano que vem, o Palmeiras repetiu o feito de 2007 e foi derrotado novamente na última rodada do Campeonato Brasileiro, desta vez para o Botafogo, por 1 a 0. No entanto, neste domingo, a equipe contou com um tropeço do Flamengo diante do Atlético-PR e confirmou a quarta vaga na competição sul-americana.
Precisando apenas fazer o seu trabalho para voltar à Libertadores, após ficar fora das duas últimas edições, o Palmeiras contava com o apoio das arquibancadas e pressionou os adversários desde os minutos iniciais. Na primeira boa chance, Kléber recebeu de Diego Souza, mas parou em boa defesa de Renan.
Com o bom início, a equipe da casa trocava passes rápidas e dominava o meio-campo, dando mais esperanças ao torcedor que lotou o Palestra Itália. No entanto, os palmeirenses tomaram um grande susto aos 10min, quando Lucio Flavio acertou o travessão de Marcos em cobrança de escanteio.
Passado o momento de apreensão, o Palmeiras retomou o domínio nos momentos seguintes e por pouco não abriu o marcador aos 20min. Em jogada iniciada por Pierre, o atacante Kléber mais uma vez foi acionado e de novo parou no goleiro botafoguense.
Como não conseguia furar a retranca carioca, a maior alegria do torcedor palmeirense só ocorria a cada anúncio de gol do Atlético-PR sobre o Flamengo no Maracanã.
No entanto, a pressão do Palmeiras foi diminuindo nos minutos finais do primeiro tempo e os visitantes cariocas passaram a se soltar mais ao ataque. Já aos 38min, Lucio Flavio aproveitou um rebota da zaga paulista e, de longe, carimbou o travessão de Marcos novamente.

Mondiale Rally FIA WRC: Il dottore in Ford
5/12/2008 (7:46)
VALE SI BATTERA' CON SEBASTIAN LOEB
Dopo due anni di assenza il pesarese al Mondiale Rally FIA WRC. Con lui l'inseparabile Carlo Cassina
ROMA
È nelle foreste del Galles che si concluderà il Mondiale Rally FIA WRC 2008, il primo disputato sotto l’egida della formula «monogomma» che ha visto Pirelli nel ruolo di fornitore esclusivo del Campionato.
Il Rally GB di quest’anno assume un’importanza particolare, poichè sarà teatro della sfida finale tra Citroen e Ford per assicurarsi un titolo mondiale Costruttori che dal 2006 se lo è sempre assicurato il team capitanato da Malcom Wilson.
Dopo due anni d’assenza dal Mondiale FIA WRC, torna Valentino Rossi, che - sempre con Carlo Cassina come navigatore - dovrà tenere alto il nome della Ford a bordo di una Focus WRC08 gommata Pirelli Scorpion, schierata da M-Sport. Sei volte campione del mondo nella classe regina del motociclismo, Valentino spera di migliorare la classifica del 2006 che lo relegò, con la Subaru in Nuova Zelanda, in undicesima posizione.
Anche la Citroen non lascerà nulla d’intentato: per fare l’en-plein e riportare in Francia un titolo che le manca ormai da tre anni, farà gareggiare Sèbastien Loeb già vincitore del massimo alloro nella classifica Piloti. La Casa francese vedrà inoltre gareggiare una C4 WRC affidata a Sebastien Ogier, che debutta al volante di una WRC dopo essersi laureato Campione del Mondo Junior (JWRC) in Corsica al volante di una Citroen C2 S1600.
Sandro Munari, storico protagonista dei rally,Valenino per poter conquistare il tanto ambito piazzamento «deve avere un’affinità con il suo navigatore, perchè anche quella è una cosa alla quale non è abituato».
Secondo il "Drago di Cavarzere", il campione di Tavullia potrebbe portare al mondo dei rally «sicuramente una ventata di novità, che potrebbe fare bene all' immagine mediatica che in questo momento i rally non hanno, in funzione anche del fatto che per noi italiani non c’è nessun pilota e neanche una casa automobilistica impegnata in questa disciplina».
da La Stampa Web

COPPA ITALIA DI CALCIO: Milan battuto, Lazio ai quarti
3/12/2008 (22:28)
Finisce 2-1 ai supplementari
La Lazio è approdata ai quarti di finale della Tim Cup. In un match unico, i biancocelesti hanno battuto a San Siro il Milan con il punteggio di 2-1 ed ai quarti affronteranno la vincente dell’incontro tra Fiorentina e Torino (si gioca il prossimo 17 dicembre). Milan in vantaggio -sebbene con dieci uomini per l’espulsione di Emerson- al 32’ della ripresa con Shevchenko, si è fatto raggiungere al 42’ da Zarate che ha trasformato un penalty ed è stato superato al 2’ del primo tempo supplementare grazie ad una rete segnata da Pandev.
La Lazio ha messo sotto un Milan rimaneggiato e in grande difficoltà. Nonostante fosse andata in vantaggio a 13’ dalla fine, la squadra di Ancelotti si è fatta raggiungere e superare da un avversario agguerrito e determinato. Sarà quindi la Lazio, vittoriosa in undici contro dieci nei tempi supplementari sul nervosissimo Milan, a disputare i quarti di Coppa Italia contro la vincitrice di Fiorentina-Torino. La Lazio (per quasi un’ora in superiorità numerica) non ha perso la grande occasione, giocando una bella partita. Si è rivisto, dopo lungo digiuno, un gol di Shevchenko, ma all’ucraino ha ribattuto Zarate su rigore e la sfida è diventata un film senza fine. La Lazio si è assicurata la vittoria nei supplementari con un gol di Pandev e poi Ronaldinho ha colpito il palo su punizione e i rossoneri hanno perso.
«La sconfitta brucia, come bruciano tutte le sconfitte. Ma non è un momento particolarmente dedicato». Dopo il ko di domenica a Palermo, il Milan esce dalla Coppa Italia perdendo in casa dalla Lazio, ma Carlo Ancelotti non vuol sentir parlare di crisi. «È stata decisiva l’espulsione di Emerson: eravamo in vantaggio, rimanere in 10 ci ha reso la partita in salita», ha aggiunto il tecnico rossonero, alla Rai, nell’immediato dopo partita. «Ora ci riscatteremo domenica col Catania».
da La Stampa Web

Campionato italiano di Calcio - Serie A: Toro, a Siena un'altra sconfitta
30/11/2008 (16:53)
Al Franchi finisce 1 a 0 per i bianconeri. Decide una rete di Maccarone nel primo tempo
SIENA
Il secondo gol consecutivo di Massimo Maccarone regala la quarta vittoria casalinga e una classifica invidiabile al Siena ai danni di un Torino brutto e poco incisivo davanti, nonostante De Biasi inserisca tutti gli attaccanti a disposizione. Vince 1-0 la squadra di Giampaolo, spettacolare a tratti (specie nel primo tempo), attenta e puntuale nelle chiusure quando serve, cioè quando gli avversari (a dire il vero raramente) pigiano il piede sull’acceleratore a caccia del pareggio.
De Biasi sceglie Bianchi e non Amoruso per affiancare Stellone: l’ex Reggina, però, non incide anche perchè il Torino assiste poco i suoi attaccanti nonostante Rosina e Colombo (schierati sulle fasce) abbiano le caratteristiche per inserirsi e Dzemaili sia in un ottimo momento. Il Siena gioca a memoria, si ritrova con estrema facilità: un blocco unico, che si muove con i giusti sincronismi ma che forse difetta in zona gol. La prima opportunità (12’) arriva quando Bianchi devia verso la propria porta una punizione di Galloppa; Maccarone impegna Sereni, poi è Barone a «lanciare» involontariamente Big Mac che, davanti al portiere granata, realizza il gol del vantaggio (19’). Da qui in poi è un monologo bianconero: al 29’, Maccarone serve Kharja anticipato di un soffio da Pratali, poi lo stesso difensore granata sfiora un clamoroso autogol, ma la traversa salva Sereni e Dzemaili spazza sulla linea.
E il Torino? Tutto in un lancio di Rosina per Colombo (che svirgola da buona posizione) e in un tiraccio da 40 metri di Bianchi. De Biasi quindi è costretto a cambiare nell’intervallo: dentro Amoruso (per Bianchi) e Di Loreto (per Pratali), Diana si sposta più avanti e Colombo arretra: qualcosa si comincia a vedere, anche se è ancora Maccarone a mettere i brividi a Sereni con un tirocross sul quale Ghezzal non arriva. Diana soprattutto e poi Rosina dimostrano che il Torino finalmente è entrato in partita: il Siena risponde e Natali (anche lui) sfiora l’autogol.
Il presidente Cairo, in tribuna, soffre e non gradisce. Anche perchè il Torino, dopo la sfuriata, sembra placarsi. Prova a riaccenderlo Rosina, con una punizione delle sue che al 34’ lascia impietrito Curci ma non trova il bersaglio grosso. Stesso copione quattro minuti dopo: il Siena tira un altro sospiro di sollievo e si riaffaccia dalle parti di Sereni con un pallonetto di Calaiò smanacciato in angolo. È l’ultima emozione di una partita che premia giustamente il Siena; De Biasi torna a casa con parecchi interrogativi. E una classifica che si fa sempre più preoccupante.
da La Stampa Web

Coppa del mondo di sci: L'azzurro Fill vince a Lake Louise
29/11/2008 (20:46)
LA GARA DI VELOCITA' PARLA ITALIANO
All'altoatesino va la prima discesa di coppa del mondo della stagione
LAKE LOUISE (CANADA)
Peter Fill vince la discesa libera di Lake Louise in Canada, il suo primo successo in Coppa del Mondo. Il 26enne carabiniere di Castelrotto, che prima di oggi era salito sette volte sul podio di Coppa del mondo senza tuttavia vincere mai una gara, ha disputato una prova straordinaria dove ha assecondato al meglio le asperità della pista canadese, ritrovando come d’incanto il feeling con la neve che sembrava smarrito la passata stagione.
Fill, che da quest’anno ha adottato un nuovo paio di sci, si è mostrato a proprio agio sin dalle prove ed ha trovato condizioni di pista eccellenti, con un vento che durante la sua discesa gli ha dato tregua mentre ha condizionato la prova degli atleti che lo seguivano ed erano favoriti alla vigilia, fra cui Michael Walchhofer (tredicesimo), Bode Miller (sedicesimo) e Didier Cuche (addirittura fuori dai trenta). Il successo dell’altoatesino consente all’Italia di toccare quota 150 successi nella Coppa del mondo maschile e di tornare al successo sul tracciato canadese a distanza di ventotto anni da Herbert Plank, trionfatore nella prima edizione disputata nel 1980.
Nella storia della sfera di cristallo è il settimo italiano a vincere una prova nella specialità più difficile dopo Kristian Ghedina, Herbert Plank, Michael Mair, Stefano Anzi, Alessandro Fattori e Werner Heel. Al secondo posto si è piazzato il ceco Carlo Janka, che ha fatto sudare freddo tutta la squadra azzurra quando ha tagliato il traguardo ad appena otto centesimi di ritardo col pettorale 65. Terzo lo svedese Hans Olsson con un distacco di 16 centesimi. A colorare d’azzurro la gara ci ha pensato anche il sesto posto di Christoph Innerhofer, al miglior risultato della carriera e fuori dal podio per 14 centesimi, e il quindicesimo posto di Werner Heel. Fuori dai trenta Florian Eisath, Kurt Sulzenbacher, Matteo Marsaglia, Manfred Moelgg e Stefan Thanei. Stavolta Peter Fill ha domato la concorrenza e nel dopogara mostra tutta la sua soddisfazione.
«Oggi ho fatto una buona gara - racconta -, sentivo di avere buone sensazioni sugli sci. la scorsa estate ho cambiato materiali e le cose sono subito cambiate, non sono ancora al 100% perchè ho ancora qualcosa da sperimentare ma sto già bene». Peter ammette di avere avuto un pizzico di fortuna. «È andata bene col vento, che nella parte alta si è messo a dare fastidio poco dopo il mio passaggio, però per vincere in Coppa del mondo occorre avere anche questo genere di aiuti». Il suo primo posto unito ai piazzamenti di Innerhofer e Heel riportano la squadra azzurra nelle posizioni di vertice della discesa. «Siamo un gruppo giovane, abbiamo dato una buona dimostrazione di forza. Sono sorpreso della mia vittoria perchè questo tracciato non si addice perfettamente alle mie caratteristiche, però mi sono sempre trovato bene e sapevo di avere nelle gambe un risultato importante».
da La Stampa Web

Campionato Italiano di Calcio: La Juve cala il poker: Reggina travolta - Del Piero fa 250 in maglia bianconera
29/11/2008 (22:6) - SERIE A - I BIANCONERI TORNANO A CORRERE
In gol Camoranesi, Amauri, Chiellini e il capitano su rigore
TORINO
La Juve torna a vincere nella ghiacciaia dell’Olimpico di Torino sotto una copiosa nevicata contro una Reggina che ha commesso degli errori gravi in difesa sui gol bianconeri, ma ha colpito una traversa dopo la rete di Camoranesi e prima della sfuriata della squadra di Ranieri che ha portato al raddoppio di Amauri.
Nonostante la serata da lupi, la Juve ha giocato in scioltezza, facendo dimenticare la sconfitta di San Siro non solo per il rotondo risultato, ma per le manovre fluide. Del Piero su rigore ha segnato il gol n.250. La Reggina ha dimostrato una certa vitalità, specie nel primo tempo, ma il pesante risultato ha fatto dimenticare tutto, anche un gol di Brienza su punizione annullato nella ripresa fra le proteste amaranto. Ranieri è partito con Camoranesi e Marchisio a centrocampo. Il campione de mondo si è fatto male quasi subito alla spalla destra, ha trovato qualche difficoltà nei movimemnti ma ha sbloccato la partita e ha messo in mezzo la palla del raddoppio di Amauri. È stato sotituito da Marchionni nella ripresa, ma ha dato un contributo importante per il risultato.
Orlandi inizialmente ha rinunciato a Corradi. Ha inoltre schierato il difensore Alvarez a presidiare la destra: una squadra più chiusa del solito, insomma, che però ha resistito 28’: dopo un colpo di testa del bravissimo Chiellini "schiacciato" fuori (18’) e una pericolosa punizione di Del Piero (26’) salvata con affanno da Campagnolo, la Juve è passata. La difesa amaranto si è fatta sorprendere in maniera infantile al 28’: Nedved ha battuto velocemente una rimessa laterale e ha dato a Del Piero, proiettandosi sulla sinistra e ricevendo la palla di tacco dal capitano: il ceko ha messo in mezzo dal fondo per Camoranesi che ha insaccato sotto la traversa. Occorre dire che la Reggina si è subito svegliata e ha colpito la traversa cinque minuti dopo su punizione di Cozza da destra: il tocco di Santos di sinistro si è spento sul legno.
Ma la Juve, sotto la neve, si è trovata a proprio agio: Del Piero un minuto dopo ha costretto Campagnolo a una bella deviazione sulla sinistra; poi un’altra bella azione bianconera al 41’: Camoranesi ha dato verso Del Piero da destra e il capitano ha fintato mettendo Nedved, sulla sinistra, davanti al portiere; il ceko ha tirato e Campagnolo ha parato ancora. Il portiere reggino però nulla ha potuto al 44’, quando Amauri ha ricevuto al centro da Camoranesi; la palla è stata mancata Alvarez e Amauri con gran tempismo ha insaccato di destro. Bel primo tempo della Juve, con azioni incisive. La Reggina non ha giocato male in fase di disimpegno, ma ha commesso errori decisivi sui gol. Camoranesi si è arreso nell’intervallo e Ranieri lo ha sostituito con Marchionni.
Orlandi ha "smontato" l’apparato difensivo dopo 5’ della ripresa inserendo Corradi al posto di Alvarez. La nevicata si è fatta sempre più fitta. Una rovesciata di Cozza (spettacolare ma facile da parare), qualche azione in profondità della Reggina (senza tiri degli di nota), la sostituzione dell’infortunato Carmona con Tognozzi e poi un altro erroraccio della difesa amaranto su uno spiovente da destra, ha permesso a Chellini (solissimo) di insaccare da due passi al 17’. Poi Brienza al 23’ ha segnato su punizione battuta velocemente: l’arbitro ha fatto ripetere, fra l’ira dei giocatori amaranto, e lo stesso Brienza ha tirato di poco alto. Al 25’ Giovinco ha preso il posto di Marchisio, quando il campo era ormai una coltre bianca. E proprio la "formica atomica" si è procurata al 28’ un rigore per un intervento di Cirillo in area: Del Piero ha battuto Campagnolo entrando nella storia bianconera col 250.mo gol. Si è visto pure Iaquinta, ma non si sono visti gol.
«Se capita di far segnare sono contento, ma se segno lo sono ancora di più». Alessandro Del Piero, con il rigore del 4-0 realizzato con la Reggina, ha raggiunto il gol numero 250 con la maglia della Juventus. «Sono felice, sono dimostrazioni di affetto, ma se si unisce alla vittoria sono più felice ancora - spiega il capitano bianconero ai microfoni di Sky Sport -. Gli obiettivi personali li sposto a obiettivi più importanti». Glissa quando viene pronunciata la parola scudetto («È importante continuare a migliorare»), però ammette che domani si interesserà al risultato di Inter-Napoli. «Domani Tobias (il figlio, ndr.) e un occhio e un orecchio ogni tanto a Inter-Napoli», conclude sorridendo Del Piero.
da La Stampa Web

Piemonte Informa: One Wall Federation Cup 2008
Sarà il Piemonte - le gare si terranno dal 28 al 30 novembre a Nizza Monferrato, in provincia di Asti - ad ospitare la prima edizione mondiale della One Wall Federation Cup.
Questa specialità, in cui gli sfidanti devono far rimbalzare la palla contro il muro colpendola alternativamente, al volo o al primo rimbalzo sul campo, è praticata in oltre 40 Paesi grazie alla sua semplicità di gioco.
All'evento parteciperanno 12 delegazioni provenienti da Australia, Porto Rico, Giappone, Stati Uniti, Belgio, Francia, Inghilterra, Italia, Irlanda, Olanda, Paesi Baschi, Spagna. A formare le squadre oltre un centinaio dei migliori atleti, selezionati tramite una serie di tornei svoltisi nelle singole nazioni.
"La Regione Piemonte è impegnata a promuovere e tutelare tutte le discipline sportive, anche quelle definite 'minori' - dichiara Giuliana Manica, assessore regionale allo Sport - Discipline che hanno molto spesso una lunga tradizione, come nel caso degli sport sferistici, oltre al merito di contribuire ad accrescere la pratica sportiva, obiettivo che ci siamo posti come prioritario. Ospitare a Nizza Monferrato la One Wall Federation Cup, il massimo evento di questa disciplina, è un importante riconoscimento alle professionalità sportive che operano sul territorio, ma anche una nuova occasione per abbinare ad un evento sportivo, che porterà in Piemonte più di cento atleti da numerosi Paesi, la promozione delle tante bellezze del nostro territorio".
ju
Torino, 26/11/2008
Sito Ufficiale della Regione Piemonte: Piemonte Informa

ANSA PIEMONTE: Atletica: Torino; Tutta Dritta, 10 km di corsa in centro
Il 30 novembre per le vie del centro. Protagonisti gli under 20
(ANSA) - TORINO, 25 NOV - Prende il via domenica 30, nel cuore di Torino, la sesta edizione di Tutta Dritta. E' la corsa internazionale di 10 km organizzata da Turin Marathon, che lo scorso anno ha contato quattro mila partecipanti. Re Umberto, Galileo Ferraris e Unione Sovietica sono le vie per un giorno chiuse al traffico e affollate di agonisti e amatori della corsa, i cui organizzatori quest'anno puntano a coinvolgere i giovani. (ANSA).

CHAMPIONS LEAGUE: La Juve gela lo Zenit
25/11/2008 (20:25)
La partita finisce 0-0. Bianconeri più vicini al primo posto nel girone
SAN PIETROBURGO
La matematica certezza del primo posto nel girone ancora non c’è ma a meno di sciocchezze contro il Bate arriverà. La Juve si scrolla di dosso le scorie di San Siro e a San Pietroburgo chiude sullo 0-0 contro lo Zenit, un punto che le permette di consolidare il primato che si giocherà nell’ultima giornata contro i bielorussi. Anche se già qualificata agli ottavi, la Juve è andata a giocarsela, ha preso due pali, rischiando solo nel finale. Una buona risposta per Ranieri, mentre i russi sono ora sul baratro dell’eliminazione. In campo regolarmente nonostante il rischio rinvio emerso dopo l’attentato di stamane a San Pietroburgo, lo Zenit si presenta con un 4-3-2-1 che vede il solito Tymoschuk in cabina di regia e Danny e Arshavin a supporto del bomber Pogrebnyak. Poco turn-over nella Juventus, dove Ranieri vuole anche la certezza del primo posto nel girone.
Fuori Legrottaglie, si rivede Mellberg dall’inizio al fianco di Chiellini e torna titolare anche Camoranesi, con Marchisio-Sissoko centrali di centrocampo. Ancora panchina per Giovinco, in avanti Iaquinta fa rifiatare Amauri. Proprio l’ex attaccante udinese si rende pericoloso dopo due minuti, con un colpo di testa alto su punizione dalla destra, e ancora su azione da calcio piazzato, al 10’, è Mellberg a far tremare la porta di Malafeev colpendo il palo. Sarà forse il freddo che avvolge San Pietroburgo ma la gara non decolla, anche perchè lo Zenit non fa molto per vincere una partita vitale per le sue speranze europee e la Juve non rischia tantissimo. Anzi, a dirla tutta le occasioni migliori sono dei bianconeri che al 22’ colpiscono il secondo legno con Iaquinta, al quale il palo nega il gol quando prova a finalizzare una bella combinazione sulla sinistra Nedved-Molinaro. Col passare dei minuti la Juve continua a crescere, facendosi vedere con insistenza dalle parti di Malafeev, anche se poi, al 40’, dopo un ottimo intervento di Manninger su una punizione di Tymoschuk, lo Zenit va in gol con Krizanac, pescato però in dubbio fuorigioco.
La ripresa comincia ancora sotto il segno della Juve che, pronti via, sfiora ancora il gol con Del Piero, stop e tiro dall’interno dell’area ma Malafeev si oppone. La risposta russa arriva qualche minuto dopo con Manninger che si fa trovare pronto sulla conclusione da fuori di Danny, ma la partita continua a farla la formazione di Ranieri, compatta e sempre pronta a ripartire. Quello che manca, però, è la concretezza e lo Zenit va prendendo fiducia, cominciando ad alzare il baricentro. Che l’inerzia dell’incontro stia cambiando direzione si capisce al 22’, quando un bel sinistro da fuori del solito Pogrebnyak accorcia le distanze nel conto dei pali. Nell’ultimo quarto d’ora Ranieri toglie Del Piero e dà spazio a Giovinco, ma il finale è dello Zenit, che prima con Danny e poi con Sirl si rende pericolissimo. La Juve stringe però i denti e resiste, il primo posto nel girone è ancora più vicino.
da La Stampa Web

Maroni: "Per il nuovo stadio la Juve merita un pubblico elogio"
24/11/2008 (15:20)
Il ministro dell'Interno: «Un impianto come il nuovo Della Alpi diventerà la casa della squadra, dei tifosi e dei ragazzi»
ROMA
«La Vecchia Signora non finisce mai di stupire e questa iniziativa dello stadio merita l’elogio da parte di tutti, le istituzioni, i tifosi, e gli amanti dello sport. Questo è il calcio del futuro, in molti paesi europei è già una realtà, come in Spagna o Inghilterra. Non è solo una questione di proprietà degli impianti, ma perchè uno stadio così diventa la casa della squadra, dei tifosi, dei ragazzi, che vanno a visitarlo durante tutta la settimana, diventa un centro di aggregazione, di socializzazione che trasmette i valori veri dello sport».
Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, commenta molto positivamente l’iniziativa della Juventus che ha presentato il progetto di un nuovo stadio di proprietà, intervenendo a "La Politica nel Pallone" su Gr-Parlamento. «Sono stato a Barcellona, dove ho portato miei figli e il maggior interesse loro è stato per gli spogliatoi, per tutto quel mondo che viene prima della partita, e che trasmette davvero i valori di fratellanza, dello stare insieme. Questo è il modello che dovrebbe essere esteso a tutte le squadre. Spero -aggiunge il Ministro dell’Interno- che Milan, Inter, Napoli, Roma, Lazio...seguano l’esempio della Juventus. Purtroppo in Italia tutti gli stadi sono pubblici, dei comuni, tranne l’Olimpico che è del Coni, e questo ha frenato e frena ancora la privatizzazione e la realizzazione di strutture, ci sono tanti interessi coinvolti, ma io sono convinto che questa sia la strada del futuro».
da La Stampa Web

Campionato Italiano di Calcio: Il Toro ferma il Milan
23/11/2008 (22:15) - SERIE A
Finisce 2-2 all'Olimpico
TORINO
Il Torino ferma il Milan sul 2-2 nell’anticipo della tredicesima giornata del campionato di Serie A. Il Toro pareggia e l’Inter fa festa. Il Milan non riesce a passare all’Olimpico e perde due punti nei confronti dei nerazzurri che guidano la classifica con tre lunghezze di vantaggio.
Finisce 2-2 all’Olimpico il posticipo della 13esima giornata e a decidere la partita è un rigore che Farina concede per un fallo di mani in area di Kaladze che farà molto discutere (la palla prima va sulla coscia e poi sul braccio del georgiano), così come il braccio di Pratali, sul 2-1 per i rossoneri, di qualche minuto prima. Bella partita all’Olimpico tra due squadre che hanno sempre cercato la vittoria. De Biasi decide di rilanciare Rosina e lo schiera esterno sinistro del centrocampo a 4. Non c’è Amoruso, Stellone e Bianchi sono le punte. Il Milan ritrova Maldini in difesa, Pirlo a centrocampo e in attacco si affida al tridente Kakà-Ronaldinho-Pato.
Inizia bene il Toro che si fa vedere con Rosina e con Dzemaili. Al 25’ i granata passano in vantaggio con uno splendido colpo di testa di Stellone che, su cross di Rosina, anticipa Kaladze e batte Abbiati. Immediata la replica del Milan che 4 minuti dopo pareggia: Gattuso innesca Pato che batte Sereni con un destro ravvicinato. Al 34’ arriva il 2-1 rossonero, lo sigla Ronaldinho con una splendida punizione dai 21 metri. Nella ripresa, dopo una buona chance per Pato, il Toro attacca con Dzemaili e Stellone ma senza fortuna. Al 10’ mani di Pratali in area su tiro di Ronaldinho, Farina lascia correre. Al 21’ Pato vicino al 3-1, ma la partita resta viva e il Toro fa soffrire il Milan.
Il 2-2 arriva al 33’, lo sigla Rosina su un rigore concesso per un fallo di mani di Kaladze, ma la palla prima va sulla coscia e poi sul braccio del georgiano. C’è tempo per un tentativo di Shevchenko e l’ammonizione di Kakà, reo di aver cercato un rigore secondo Farina. Finisce 2-2, il Milan sale a quota 27 punti (-3 dall’Inter), il Toro si porta a 12.
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