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IL GOVERNO ACCOGLIE L’ORDINE DEL GIORNO DELL’ON. PORTA SUL RIPRISTINO DEI FONDI DESTINATI ALL’ASSISTENZA DIRETTA E INDIRETTA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO
Roma, 29 luglio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
A condizione però che “le condizioni della finanza pubblica lo consentano”. Secondo il deputato “si continua così ad ammettere l’esistenza del problema ma senza destinare mezzi e fondi per affrontarlo”.
Accolto, ma con richiesta di riformulazione, l’articolato ordine del giorno presentato questa mattina in aula a Montecitorio dal Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero ella Camera Fabio Porta.
Il parlamentare chiedeva il recupero delle risorse destinate dal governo all’assistenza ai connazionali indigenti che vivono all’estero, che hanno subito una progressiva decurtazione nel corso delle ultime manovre finanziarie e che oggi rischiano la mancata conferma delle convenzioni assicurative come anche il mancato rispetto dei livelli minimi di assistenza, soprattutto in Sudamerica.
Il governo ha accolto e recepito tale ordine del giorno chiedendo la riformulazione del dispositivo finale del testo: le richieste del deputato eletto in America Meridionale verranno accolte “se le condizioni della finanza pubblica lo consentiranno”.
“Un atteggiamento ‘pilatesco’ – secondo quanto dichiarato dall’On. Porta – che permette a questo governo di dare l’impressione di preoccuparsi del serio problema ma che in realtà lo libera da qualsiasi vincolo e responsabilità”.
Ecco, di seguito, il testo integrale della versione originale del documento presentato dall’On. Porta:
ORDINE DEL GIORNO
La Camera, premesso che:
- l’articolo 2 del provvedimento dispone una riduzione lineare del 10% delle dotazioni finanziarie a legislazione vigente delle missioni di spesa di ciascun Ministero. Per quanto attiene al Ministero degli Affari Esteri, il taglio lineare si traduce in una riduzione complessiva di 43.926.000 euro per il 2011, di 43.885.000 euro per il 2012 e di 43.015.000 per il 2013 che inciderà in modo preoccupante sulla missione “Italia in Europa e nel mondo”;
- il taglio lineare del 10%, frutto di una logica ragionieristica, comporterà un’ulteriore riduzione di risorse che inciderà su programmi fondamentali per il comparto estero e in particolar modo sulle risorse volte a tutelare le esigenze delle comunità italiane all’estero, risorse vitali per il funzionamento della rete diplomatico consolare e per il sostegno dei nostri connazionali più bisognosi all’estero;
- negli ultimi anni gli investimenti destinati all’assistenza diretta e indiretta dei nostri connazionali indigenti, presenti soprattutto nei paesi di storica immigrazione in America Latina, hanno conosciuto una progressiva contrazione che ha determinato l’obiettiva impossibilità di corrispondere anche a casi urgenti e drammatici;
- solo nel 2010 i capitoli del Bilancio del MAE intestati alla così detta assistenza indiretta (cap. 3105) e a quella diretta (cap. 3121) hanno subito una decurtazione rispettivamente del 29,1 % e del 27,3 %, nonostante la parziale reintegrazione in sede di assestamento di Bilancio;
- per il 2011 su queste voci peserà, oltre alla prevista decurtazione lineare del 10%, la mancanza delle somme recuperate nel corso dell’anno, con un ulteriore radicale abbattimento delle risorse a disposizione di interventi che per loro natura, riguardando il bene primario della salute degli anziani e la tutela di soggetti particolarmente vulnerabili, sono fortemente anelastici;
- il Governo italiano è vincolato a rinnovare le polizze sanitarie stipulate nel recente passato in alcuni paesi dell’America meridionale e l’entità dei tagli mette seriamente a rischio tale adempimento, con conseguenze purtroppo drammatiche per gli attuali beneficiari e negative per la stessa credibilità internazionale del nostro Paese.
Impegna il Governo
a prevedere, nell’ambito dei prossimi provvedimenti inerenti la finanza pubblica, una reintegrazione dei capitoli del Ministero degli Affari esteri dedicati all’assistenza diretta e indiretta dei nostri connazionali indigenti all’estero e a far in modo che non venga meno, di fronte ad una situazione di così acuto e diffuso disagio sociale, un impegno di elementare sostegno e solidarietà.”
ITALIA
Camera dei Deputati
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VOTO ESTERO: PD PRESENTA DDL DI RIFORMA, "SERVONO NUOVE MODALITA'"
Ufficio Stampa PD - Roma, 27 luglio 2010
"Riformare le modalità di voto dei cittadini italiani all'estero". Lo chiede il Partito democratico con un’identica proposta di legge depositata oggi alla Camera e al Senato a prima firma rispettivamente dei capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro.
"Con questo atto - spiegano i presidenti - s'intende ribadire la necessità di salvaguardare il voto all’estero e la rappresentanza parlamentare diretta delle comunità italiane nel mondo".
Il testo interviene a correggere alcuni punti deboli dell'attuale normativa e prevede una serie di modifiche tendenti a rendere più sicuro e certo il voto per corrispondenza tramite la stampa delle schede in Italia, lo scrutinio presso le quattro Corti di Appello di Milano, Firenze, Roma e Napoli e l’iscrizione nell’elenco degli aventi diritto di coloro che desiderano votare per corrispondenza.
Al Senato i primi firmatari sono Finocchiaro, Bertuzzi, Casson, Latorre, Marcenaro, Micheloni, Pegorer, Sanna, Randazzo, Zanda. Alla Camera Franceschini, Bersani, Ventura, Maran, Calipari, Bucchino, Farina, Fedi, Garavini, Narducci, Porta, Bindi, Amici, Bressa.
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Deputati PD Estero: "I nostri emendamenti alla manovra finanziaria"
Roma, 21 luglio 2010-Deputati PD Estero
"Abbiamo presentato i nostri emendamenti alla manovra economica appena approdata alla Camera dopo, il voto di fiducia al Senato. Si tratta, come a tutti noto, della più radicale operazione di riduzione della spessa pubblica negli ultimi decenni, di cui non discutiamo l'esigenza, ma la scelta dei tagli lineari e indifferenziati, la mancanza di selettività e l'iniquità dei carichi sociali.
I punti sui quali abbiamo richiesto di non operare tagli sono quelli di maggiore sensibilità per le nostre comunità: l'assistenza diretta, gli interventi per la scuola e la cultura, i fondi per l'informazione, le detrazioni per carichi di famiglia, la sanatoria degli indebiti pensionistici per i residenti all'estero, l'esclusione dall'espropriazione forzata per il recupero degli indebiti pensionistici, l'esenzione dall'innalzamento dell'età pensionabile, la rete diplomatico-consolare, l'accelerazione del consolato digitale.
Sappiamo che nella ferrea blindatura della manovra che il Governo sta facendo sarà difficile aprire varchi e piegare la resistenza a discutere di cose come queste. Eppure proprio queste cose, prima ancora di essere provvedimenti che toccano gli interessi degli italiani all'estero, sono punti di sostegno utili per la proiezione dell'Italia nel mondo, quanto mai necessaria di fronte alle difficoltà che investono l'economia del nostro Paese.
Sappiamo anche, però, che gli elettori all'estero ci hanno dato mandato di essere per loro un soggetto attivo di tutela e di proposta e che quindi è nostro preciso dovere offrire sempre e fino in fondo le occasioni per riflettere e fare meglio prima di tutto sulle politiche migratorie.
Semmai siamo rammaricati che nella maggior parte dei casi queste battaglie in Parlamento le dobbiamo fare da soli perché quasi sempre gli eletti della Circoscrizione Estero collocati nella maggioranza si allineano a logiche di schieramento e di appartenenza partitica.
C'è un'altra ragione, poi, che ci induce a tenere costantemente aperti questi discorsi, al di là del poco ascolto che ricevono dal Governo. I rappresentanti degli italiani all'estero, eletti nei COMITES e nel CGIE, hanno da tempo lanciato una campagna di resistenza che di recente si è concretizzata nelle manifestazioni popolari di Francoforte, Buenos Aires e Vancouver. Ebbene, anche in una situazione di grave difficoltà come questa, ci è sembrato giusto riprendere le loro proposte e farle vivere a livello parlamentare per dire che siamo stati con loro e lo saremo fino in fondo. Siamo con loro non per spirito di propaganda, di cui non c'è veramente bisogno in questo momento, ma per condivisione dei problemi e per solidarietà con le nostre comunità alle quali continuiamo ad appartenere".
Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta
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Diabete, scoperto un interruttore molecolare per "spegnerlo"
ROMA
Si chiama p66 ed è un interruttore molecolare che se disattivato, previene la malattia anche in casi di eccessi calorici e chili di troppo. Il risultato, frutto di uno studio di ricercatori della Cattolica di Roma potrebbe aprire la strada all’utilizzo di inibitori della proteina per prevenire e curare il diabete.
La ricerca è pubblicata sul numero in uscita della prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS) I ricercatori dell’Università Cattolica di Roma hanno individuato un importante interruttore molecolare per impedire la comparsa del diabete: grazie a esperimenti su topolini hanno visto che è sufficiente spegnerlo per prevenire questa grave malattia indotta sempre più spesso da eccessi calorici e sedentarietà.
Il p66 è un gene dell’invecchiamento che codifica, scoperto da altri ricercatori italiani anni fa. Mettendo “KO” questo gene si impedisce la comparsa del diabete nei topi anche quando si conduce una alimentazione squilibrata ed eccessiva che porta a sovrappeso o obesità e che conduce quasi sempre allo sviluppo del diabete. Se gli stessi risultati saranno riprodotti sull’uomo, forse p66 potrebbe divenire un’arma potentissima contro una delle epidemie del XXI secolo.
La scoperta è il frutto del lavoro scientifico condotto dall’equipe di guidata dai ricercatori Giovambattista Pani e Tommaso Galeotti dell’Istituto di Patologia Generale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. Il lavoro, cui hanno contribuito anche l’Istituto di Fisica e l’Istituto di Biochimica della Cattolica di Roma ha visto impegnati per diversi anni anche due giovani dottorandi di ricerca presso l’istituto di patologia generale dell’Ateneo del Sacro Cuore, Sofia Chiatamone Ranieri e Salvatore Fusco. La ricerca, che oggi viene pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS) ed è stata sostenuta da un finanziamento della European Association for the Study of Diabetes (EASD), contribuisce a decodificare il misterioso filo rosso che lega alimentazione, metabolismo e invecchiamento. La dieta ipercalorica e iperlipidica tipica della società occidentale favorisce l’insorgenza di obesità e del diabete.
Questa malattia, caratterizzata dalla incapacità dell’organismo di utilizzare e smaltire l’eccesso di zuccheri e nutrienti assorbiti mangiando, accelera il processo di invecchiamento colpendo tessuti come l’occhio, il rene e i vasi sanguigni, con danni molto simili a quelli osservati nelle persone molto anziane. «L’obesità e la sindrome metabolica sono frutto di un eccesso calorico e in parte di una predisposizione genetica e sono legate al diabete “alimentare” e all’invecchiamento accelerato - ha spiegato il prof. Tommaso Galeotti, direttore dell’Istituto di Patologia Generale della Cattolica ed esperto di bioenergetica - anche se i meccanismi molecolari che partecipano a questo processo patologico, non sono completamente compresi».
È noto però che la riduzione dell’apporto calorico - metodo tecnicamente detto di restrizione calorica che consiste in una moderata diminuzione dell’introito di calorie (-30%) - è efficace nel ritardare l’invecchiamento e la comparsa di patologie ad esso correlate come il diabete e il morbo di Alzheimer come dimostrato su numerosi organismi, dagli animali più semplici agli esseri umani. Rinunciare al cibo, però, è difficile ed espone a pericolose carenze nutrizionali; la soluzione a invecchiamento, obesità e diabete va dunque cercata nei meccanismi molecolari di controllo del metabolismo e dell’assorbimento dei grassi da parte del tessuto adiposo. Una possibile soluzione in tal senso arriva dallo studio degli scienziati dell’Università Cattolica.
«Il nostro studio arriva ad una conclusione diversa», ha spiegato il ricercatore della Cattolica Giovambattista Pani: «p66 agirebbe da “sensore” dei nutrienti, favorendo non solo l’accumulo di grasso nelle cavie, ma anche e soprattutto l’insorgenza di iperglicemia e diabete. Infatti, topi obesi in cui questa proteina viene messa “KO” sono molto meno suscettibili allo sviluppo della malattia rispetto a topi obesi che però hanno p66 funzionante. Inoltre i topolini senza p66, benché obesi, vivono anche più a lungo, a conferma del ruolo già noto di p66 nell’invecchiamento. L’eliminazione di p66 ricrea una situazione simile alla carenza di cibo o alla restrizione calorica, anche se gli animali continuano a mangiare a volontà - ha precisato Pani. Bloccando - p66 si possano quindi “ingannare” le cellule facendo loro percepire meno cibo di quello che si è realmente mangiato».
Ma attenzione, perché il blocco di p66 non preverrebbe tanto l’accumulo di grasso, ma solo le sue conseguenze negative sulla salute e la longevità. Le osservazioni dei ricercatori della Cattolica aprono alla possibilità di utilizzare p66shc come bersaglio molecolare per nuove terapie contro il diabete. «L’obiettivo finale è quello di bloccare p66 per prevenire/curare la malattia», ha concluso Pani. «Si tratta di una applicazione futuribile ma non immediata. Nondimeno esistono già degli inibitori di p66 al momento in corso di valutazione pre-clinica e il nostro studio continuerà anche in quella direzione».
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On. Fabio Porta: “Governo e maggioranza latitanti sulla proroga della legge per i discendenti dei Trentini”
Roma, 8 luglio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
“Ha ragione il Presidente dei Trentini nel Mondo, Alberto Tafner, a manifestare la preoccupazione degli italiani di origine trentina per l’imminente scadenza, fissata a dicembre di quest’anno, della proroga della legge 379/2000, che consente l’acquisto della cittadinanza italiana ai discendenti degli abitanti dell’ex Impero austro-ungarico”. E’ quanto ha dichiarato l’on. Fabio Porta in risposta ad un messaggio dello stesso Presidente Tafner, nel quale il sodalizio ringrazia l’on. Porta per l’impegno profuso per la proroga della legge 379.
“Finora, assieme ad altri colleghi parlamentari, mi sono mosso in più direzioni: la presentazione di una proposta di legge di proroga degli effetti della legge 379; la sollecitazione al Ministero dell’Interno a semplificare e a sveltire le procedure di esame delle pratiche accumulatesi in questi anni; una precisa richiesta di impegno, rivolta direttamente al Presidente Berlusconi, durante la sua recente visita in Brasile, Paese in cui la presenza degli italiani di origine trentina è più consistente.
Purtroppo – ha concluso l’on Porta – il Governo e la maggioranza hanno altro da pensare e da fare e non danno segni di vita su una questione tanto importante in termini di principio e sentita dagli interessati, quanto semplice da risolvere. In sostanza, non c’è da fare altro che eliminare per i trentini il termine di applicazione della legge 379, come è stato fatto – ad esempio – per i discendenti degli abitanti dei territori dell’ex Jugoslavia. Non si chiedono particolari acrobazie, si chiede solo una soluzione semplice e giusta”.
ITALIA
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Serviço on-line permite consultar processos de concessão da cidadania
quarta-feira - 07/07/2010
O Departamento para as Liberdades Civis e a Imigração, do Ministério italiano do Interior http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/ , disponibilizou um link para a consulta do andamento dos pedidos de cidadania, em tempo real. O serviço está ativado desde a última segunda-feira (05), no site do ministério.
O usuário, para acessar o serviço, deve acessar o site do Ministério, clicar em “Cittadinanza”; depois em “Consulta la tua pratica”; preencher os campos solicitados (anagrafici), informando um endereço de e-mail; e, por último, inserir o número do registro do pedido da cidadania.
Cittadinanza: al via servizio online per consultare la procedura di concessione
Il servizio, realizzato dal Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, è attivo sul sito del Ministero dell'Interno nella sezione Cittadinanza.
Da ieri 5 luglio, i cittadini stranieri possono consultare lo stato della propria domanda di cittadinanza in tempo reale.
Come si accede al nuovo servizio:
1. dalla home-page di www.interno.it accedere al tema 'Cittadinanza';
2. puntare al link 'Consulta la tua pratica';
3. effettuare la registrazione indicando i propri dati anagrafici e un indirizzo e-mail;
4. inserire il codice assegnato alla propria domanda di cittadinanza per avere accesso alle informazioni
da: Redação revista eletrônica Oriundi
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A MADRID L’ON. PORTA PARTECIPA ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE DELL’ISTITUTO ASPEN SU “EUROPA E AMERICA LATINA DOPO LA CRISI”.
Roma, 8 luglio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Al centro della Conferenza, organizzata in collaborazione con il CESPI e il “Real Instituto Elcano”, scenari e strategie politiche future e nuove opportunità di cooperazione tra i due continenti.
Politici, economisti, imprenditori ed esperti delle complesse relazioni che uniscono da sempre il continente europeo a tutta l’area latino-americana partecipano oggi a Madrid alla Conferenza internazionale promossa dall’Aspen Institute sul tema “After the crisis: Europe and America Latina”.
Alla Conferenza interverranno ospiti e relatori italiani, europei e latino-americani; nel corso di tre distinte sessioni e di un panel conclusivo saranno affrontati tutti gli aspetti salienti della crisi internazionale, ma anche le nuove opportunità in campo energetico e della cooperazione economica che si apriranno nei prossimi anni nella relazione tra queste due aree del mondo.
L’On. Fabio Porta, Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati nonché parlamentare eletto nella Ripartizione America Meridionale, ha accettato l’invito rivoltogli dagli organizzatori e interverrà alla Conferenza.
“Pochi giorni fa lo stesso tema è stato affrontato nel corso di una conferenza organizzata dalla Federazione delle fondazioni dei partiti socialisti europei e della Fondazione Italianieuropei – sottolinea l’On. Porta – e di relazioni Europa-America Latina si è anche parlato nel corso del recente Seminario organizzato dal Partito Democratico sulla “Presenza italiana in Europa e nel Mondo”.
“Dico questo per sottolineare come proprio in un momento di grande crisi internazionale, non solo economico-finanziaria ma anche del tradizionale assetto geopolitico mondiale, la riflessione sullo stato e sullo sviluppo possibile del rapporto tra Europa e America Latina è al centro degli osservatori politici più sensibili e attenti”.
“Personalmente – aggiunge il parlamentare del PD – sono d’accordo con l’On. Massimo D’Alema che poche settimane fa in Brasile ha lanciato una nuova strategia ‘transatlantica’, che dal Nord dell’Atlantico si amplia comprendendo e inglobando il Sud, a partire dall’America Latina per arrivare alla stessa Africa.”
“Una strategia che è coerente con quanto il governo Prodi aveva iniziato a fare nel 2006, ricollocando il rapporto con l’America Latina al centro della politica estera del nostro Paese; una scelta – secondo l’On. Porta – che con qualche incertezza l’attuale governo italiano sta provando a perseguire, anche grazie al coordinamento delle conferenze biennali Italia-America Latina affidato all’ex Sottosegretario agli Esteri con delega per l’America Latina Donato Di Santo”.
“In questo quadro – conclude il deputato eletto in Sudamerica – resta fondamentale il riferimento alle politiche dell’Unione Europea e in particolare il coordinamento strategico con i Paesi iberici, con i quali condividiamo il rapporto unico e straordinariamente stimolante con il continente ed il suo popolo; una popolazione che vede nei suoi oltre cinquanta milioni di italo-discendenti una incredibile opportunità di sviluppo di un potenziale di relazioni politiche e culturali, oltre che sociali ed economiche.”
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Deputati PD Estero - Berlusconi in prima persona all’assedio delle nostre comunità
Roma, 7 luglio 2010
Nella scia di dichiarazioni che solitamente si accompagna alle uscite pubbliche del Presidente del Consiglio, non potevano mancare estemporanei riferimenti, per altro non confermati ufficialmente, al voto e alla rappresentanza dei cittadini italiani all’estero. Autentiche o meno che siano le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, le sue opinioni sugli italiani all’estero non sono invece misteriose. E’ nota, infatti, la diffidenza con cui Egli ha sempre guardato all’ingresso nella vita politica italiana dei cittadini che vivono all’estero. E a chiarimento di questo orientamento è arrivata di recente una nota di uno dei suoi consiglieri più ascoltati, l’ambasciatore Castellaneta, citato dallo stesso Berlusconi, che considera eccessivo il sistema di cittadinanza su cui il voto si poggia, lacunosa e farraginosa la legge applicativa, inopportuna la soluzione di una rappresentanza parlamentare, da sostituire utilmente – secondo l’Ambasciatore - da un CGIE costituzionalizzato. Scusate se è poco.
I punti sostanziali, comunque, delle affermazioni del Presidente del Consiglio sono che la rappresentanza parlamentare debba diventare simbolica (“uno o due alla Camera, uno o due al Senato”) e che prima della fine della legislatura, pur essendo il voto una “grande conquista”, egli intende mettervi mano. “Tanto più – aggiunge – che non è che tutti questi parlamentari stiano facendo un granché”.
Insomma, il quadro ora sembra compiuto. Dopo i tagli, che con la manovra si moltiplicheranno nel prossimo triennio, la “razionalizzazione” dei consolati e la normalizzazione della rappresentanza è il turno della “simbolizzazione” della componente parlamentare. E’ troppo scoperto l’intento riduttivo per prendere sul serio la proposta di costituzionalizzazione del CGIE, che appare un puro pretesto, per altro agli antipodi con la linea che il governo sta seguendo sulla riforma dell’organismo.
Per quanto riguarda, poi, l’utilità degli eletti, ci limitiamo a ricordare che finora quelli del PD hanno presentato 36 proposte di legge riguardanti tutti i principali aspetti della vita delle nostre comunità, 135 interpellanze e interrogazioni, una settantina di ordini del giorno e hanno assicurato, nonostante la difficoltà di conciliare la presenza in Parlamento con quella nelle ripartizioni continentali, una presenza che si attesta mediamente sull’85%. Più o meno altrettanto hanno fatto gli eletti all’estero della maggioranza. Dobbiamo sottolineare, inoltre, che i parlamentari eletti all’estero sono gli unici scelti direttamente dagli elettori. L’on. Berlusconi è sicuro che gli altri eletti abbiano fatto di più e meglio?
Per quanto ci riguarda, non ci faremo intimidire da affermazioni tanto autorevoli quanto gravi. Continueremo a sostenere e ad affiancare con convinzione la lotta che gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero hanno intrapreso per rompere l’assedio che questo governo e questa maggioranza hanno posto intorno alle nostre comunità.
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L’ON. FABIO PORTA (PD) INTERVIENE AL SEMINARIO “L’ITALIA IN EUROPA E NEL MONDO”, PROMOSSO DAL CENTRO STUDI E DAL FORUM ESTERI DEL PARTITO DEMOCRATICO.
Roma, 4 luglio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
La sintesi dell’intervento del Vice Presidente del Comitato Permanente per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati: “Gli italiani nel mondo essenziali per il rilancio di un ruolo internazionale dell’Italia”.
Intervenendo al Seminario organizzato dal Partito Democratico su “L’Italia in Europa e nel mondo. Dove eravamo, dove saremo”, l’On. Fabio Porta ha esordito “apprezzando l’opportunità di una iniziativa che si colloca nel contesto di una iniziativa più ampia organizzata per celebrare i 150 anni dell’unità del Paese”.
“L’emigrazione è probabilmente il fatto storicamente e socialmente più rilevante di questi 150 anni: 28 milioni di italiani hanno lasciato il loro Paese per emigrare e oggi questi italo-discendenti possono costituire il perno intorno al quale rilanciare la presenza italiana nel mondo”.
“Qualsiasi progetto politico che voglia affrontare in maniera intelligente il tema della proiezione internazionale dell’Italia non può prescindere dal ruolo prezioso assunto dalle comunità italiane nel mondo fino ad oggi e – soprattutto – del possibile ruolo che in prospettiva esse potranno avere in un contesto globalizzato e competitivo”.
“Questa mattina il Presidente della FEPS Massimo D’Alema ha evidenziato come la presenza italiana in America Latina può costituire una grande opportunità economico e politica; il Brasile è forse il Paese dove questa opportunità si sta dispiegando in questi anni nella maniera più evidente: il boom della classe media brasiliana è essenzialmente caratterizzato dal ruolo prevalente degli italo-discendenti. Lo stesso possiamo dire del mondo delle imprenditoria e delle istituzioni dei grandi Paesi sudamericani, dove gli italiani e i loro discendenti hanno raggiunto posizioni di leadership sempre più significative ed importanti.”
“L’Italia ha costruito nel corso degli anni un complesso e sofisticato sistema di rappresentanza delle sue comunità residenti all’estero (Comites, Cgie, Parlamentari eletti all’estero): un sistema al quale grandi Paesi guardano con curiosità ma soprattutto interesse. Come spesso accade in Italia non siamo stati poi capaci di valorizzare seriamente questa unica e incredibile rete che dalla rappresentanza si estende al mondo culturale, economico ed istituzionale; questo “asset” straordinario che oggi è forse uno dei pochi veri vantaggi competitivi che il “Sistema Italia” può vantare nel mondo”.
“Spesso ce ne dimentichiamo e sono sempre più frequenti i casi nei quali sono i nostri interlocutori a ricordarci tale inedita opportunità; nel corso dell’intervento pronunciato pochi giorni fa dal Presidente Lula davanti al Presidente del Consiglio e agli imprenditori italiani, per ben sei volte ci è stato ricordato come il vero grande differenziale dell’Italia in Brasile sia costituito dalla presenza e dalla storia dei 30 milioni di italiani ed oriundi residenti nel gigante latino-americano”.
“Purtroppo un certo mondo delle istituzioni in Italia, a partire da una parte della stessa diplomazia, non riconosce tale opportunità e anzi tende a riproporre il luogo comune di un’Italia all’estero divisa tra il mondo delle imprese e degli affari da un lato e quello dell’Italia “povera e piagnona” di associazioni, Comites e Cgie dall’altro: lo scriveva Sergio Romano su un editoriale del “Corriere della Sera” il giorno della visita di Prodi in Sudamerica nel 2007 e ancora oggi queste parole risuonano in troppe riunioni.”
“Un’autocritica dunque è necessaria e il Partito Democratico, che oggi ha un nuovo abile e competente responsabile per gli italiani nel mondo, potrebbe avviare una utile riflessione da estendere al mondo politico ma anche alla società civile e al mondo dell’informazione”
ITALIA
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Più risorse e nuovi criteri di sostegno per la stampa italiana all’estero
Lo chiedono al Governo i deputati del PD Bucchino, Porta, Farina , Fedi, Garavini e Narducci
Roma, 24 marzo 2010
“Più risorse, nuovi criteri di sostegno e controlli più efficaci per la stampa italiana all’estero. Questo è quanto abbiamo chiesto al Governo con un’interrogazione firmata, oltre che da me, dai colleghi Porta, Farina , Fedi, Garavini e Narducci”. E’ quanto ha dichiarato l’on. Gino Bucchino in relazione all’iniziativa assunta dai deputati del PD eletti all’estero sulla situazione dei giornali in italiano che animano le comunità d’origine.
“Il caso segnalatoci dal COMITES di Montreal, che ha indotto lo stesso organismo ad esprimere parere non favorevole alla concessione del contributo a favore di una testata locale – ha proseguito l’on. Bucchino - ci ha indotto a chiedere al Governo di ancorare il sistema dei controlli più che al criterio della tiratura, spesso non veritiera, a quello della diffusione, come richiesto per altro dal CGIE e dal Convegno che negli scorsi mesi si è tenuto a Montreal proprio sulla stampa italiana all’estero. Naturalmente, la condizione fondamentale per la creazione di un sistema di sostegno più realistico ed efficace è che vi siano le risorse necessarie per realizzarlo, reintegrando subito le già scarse dotazioni previste in Finanziaria, dimezzate di recente dal Governo, anzi aumentandole. Nessuno può onestamente negare, infatti, la funzione di coesione che la stampa italiana realizza nelle nostre comunità e l’impegno di collegamento con l’Italia, soprattutto in una fase in cui quattro milioni di cittadini italiani sono chiamati a eleggere i propri rappresentanti in Parlamento. Nonostante la nuova lenzuolata di tagli contenuti nella manovra in discussione al Senato, non trascureremo questa ulteriore occasione per sottolineare di fronte alla maggioranza e al Governo che l’informazione per gli italiani all’estero rappresenta uno strumento strategico che riguarda, prima ancora che le nostre comunità, la stessa proiezione dell’Italia nel mondo”.
Questo che segue è il testo dell’interrogazione.
Ministero destinatario:
• PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
• MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
I sottoscritti interrogano il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli Affari Esteri
per sapere:
- premesso che:
- da tempo è aperta la riflessione sull’inadeguatezza dei criteri adottati per la concessione dei contributi previsti dall’art. 26 della legge 5 agosto 1981 n. 416, che alla luce della lunga esperienza accumulata non hanno trovato un’applicazione adeguata all’obiettiva diffusione e incidenza delle singole testate;
- i limiti e le polemiche finora manifestati rischiano di suscitare ombre e perplessità su un’attività di grande valore per la vita culturale e civile delle nostre comunità e di grande utilità per la proiezione degli interessi italiani all’etero;
- il dimezzamento delle risorse destinate a tale tipo di sostegno rende ancora più evidente il disagio per una non corretta applicazione della legge e più acute le reazioni degli operatori del settore che, nonostante le difficoltà, continuano a compiere ogni sforzo per continuare a svolgere il loro servizio;
- un recente convegno sull’informazione per gli italiani all’estero, tenutosi a Montreal il 9 aprile 2010 per iniziativa del locale COMITES, ha consentito di definire le questioni aperte sul piano dell’applicazione della legge n. 416 e di sottolineare l’urgenza della revisione in termini selettivi dei criteri di concessione dei contributi, oltre alla necessità di adeguati controlli sulle dichiarazioni fornite dai proprietari richiedenti pubbliche sovvenzioni;
- nella riunione del 5 maggio 2010 dello stesso COMITES di Montreal, dalla maggioranza dei componenti l’organismo è stato dato parere non favorevole alla richiesta di contributo presentata dall’editore de “Il Cittadino canadese” per un’evidente difformità tra la diffusione dichiarata dalla proprietà e quella accertata in loco;
- nel corso della riunione, a fronte di una diffusione media dichiarata di circa 22.000 copie per numero, si è accertata una diffusione reale di 7.500 copie risultante da una fattura originale rilasciata dalla tipografia nella quale il giornale si stampa;
- dal 2000 al 2007 i contributi assegnati alla testata sono cresciuti da 19.699 euro del primo anno a 115.884 dell’ultimo, per un totale di 474.511 euro, la cifra più alta corrisposta in Canada a periodici in base all’art. 26 della legge n. 416;
- quali reali controlli sono stati operati su questa ed altre simili situazioni riguardanti l’editoria degli italiani all’estero;
- se il Presidente del Consiglio non intenda adottare al più presto nuovi criteri di distribuzione che privilegino la diffusione effettiva e non le dichiarazioni relative alla tiratura, notoriamente soggette a manipolazioni di ogni genere;
- quali azioni si intendono adottare, in considerazione dell’insostituibile funzione assicurata dalla stampa italiana all’estero, per recuperare al più presto le risorse a questo scopo destinate, che di recente sono state dimezzate nonostante la già ridotta entità della dotazione complessiva.
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L’ON. PORTA HA PARTECIPATO ALL’INAUGURAZIONE A BUENOS AIRES DELLA NUOVA SEDE DELL’ITAL-UIL ARGENTINA
Roma, 23 giugno 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Presenti il Segretario Generale della UIL Luigi Angeletti, il Vice Presidente dell’Ital-Uil Mario Castellengo, il Presidente dell’Ital-Uil Josè Tucci e l’Ambasciatore d’Italia in Argentina Guido La Tella.
Una nuova sede per l’Unione Italiana del Lavoro (UIL) in Argentina. Si tratta di un edificio grande e funzionale localizzato proprio al centro della grande capitale sudamericana.
Per il grande evento è giunto da Roma il Segretario Generale Luigi Angeletti, che ha voluto essere presente al battesimo di questo “centro servizi” che ospiterà il Patronato Ital ma anche tutti gli altri enti e le categorie sindacali della UIL.
Anche l’On. Fabio Porta ha voluto essere presente a questo importante appuntamento.
“Lo avevo promesso a Josè Tucci, Presidente dell’Ital-Uil in Argentina e Coordinatore del Patronato in tutto il Sudamerica, e a Mario Castellengo, Vice Presidente con delega per l’estero dell’organizzazione – ha dichiarato il parlamentare eletto in Sudamerica”.
“In un momento di tagli ai programmi di assistenza per gli italiani all’estero e di razionalizzazione della rete consolare nel mondo – ha aggiunto l’On. Porta – l’apertura di nuove sedi belle e funzionali come queste costituisce una dimostrazione di come non tutto sia perduto per le nostre collettività che vivono all’estero; per fortuna c’è ancora qualcuno, come i Patronati, che si preoccupa di offrire servizi in forma gratuita e dignitosa ai nostri connazionali, e non si tratta di qualcosa di poca rilevanza”.
“Il Ministero degli Esteri – secondo il Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati – dovrebbe guardare alle iniziative della società civile, del mondo sindacale e dell’associazionismo con più rispetto ed attenzione e non con sufficienza o, peggio ancora, sospetto”.
“Se il legame con tanti nostri connazionali, e in particolare con quelli più bisognosi di servizi e assistenza, è ancora forte è soprattutto grazie a questa capillare rete di uffici in tutto il mondo – ha concluso l’On. Porta – una rete che un governo lungimirante e ragionevolmente vicino ai propri concittadini dovrebbe valorizzare ed utilizzare per rendere più vicina la nostra pubblica amministrazione e il ‘Sistema Italia’ più in generale all’enorme contingente di italiani che vivono all’estero”.
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Opinioni: Vecchia Europa calcio e politica gli stessi vizi
22/6/2010
| PAOLO MASTROLILLI | |
| Anche nel calcio siamo diventati il «Vecchio Continente», non solo in politica, economia e società. Vecchie idee, vecchie abitudini, vecchi errori, che tutti conoscono. Ma che conserviamo gelosamente. Ma li avete visti in questi giorni alla tv Lippi, Capello e Domenech? Gli allenatori di Italia, Inghilterra e Francia non assomigliavano ai periclitanti leader dei loro rispettivi paesi all’uscita di un Consiglio Europeo dedicato alla crisi? La cacofonia a cui ci hanno abituato le riunioni di Bruxelles è apparsa all’improvviso riprodotta sotto forma di farsa sui campi di calcio del Sudafrica. Le vecchie potenze appaiono incerte. Il nucleo dei paesi fondatori è messo severamente alla prova. Resiste l’Olanda, ma per il resto sono guai. Anche la corazzata Germania ha rivelato piedi di burro. I guai extracalcistici della vecchia Europa li conoscevamo da tempo: la nostra popolazione non cresce, non crea, non rischia. La nostra economia e il nostro lavoro sono paralizzati da regole anacronistiche, a cui restiamo aggrappati negando la realtà, perché temiamo ogni cambiamento che può mettere in discussione gli antichi privilegi. La società europea appare immobile: chi ha la fortuna di nascere nel contesto giusto può sperare di ripetere la vita dei suoi padri, gli altri devono sperare nel caso o nel miracolo. Studiare, impegnarsi, prepararsi, in genere serve soprattutto ad aprire gli occhi sulle possibilità che esistono lontano dai nostri confini. La politica, insensibile a tutte queste evidenze, sembra concentrata solo sulla tattica quotidiana necessaria alla sopravvivenza: scarsi gli occhi che guardano lontano, immaginando il futuro del paese invece che quello della propria carriera personale. Inutile poi sperare nella ricerca di soluzioni utili e condivise a livello europeo, perché tanto ogni volta che arriva un’emergenza prevalgono solo le logiche nazionali. Tutto questo si sta replicando sui campi da gioco della Coppa del Mondo, là dove, in teoria, fantasia e creatività potrebbero liberarsi senza intralci. E invece i risultati, ma più ancora i comportamenti delle grandi squadre europee in Sudafrica fino a questo momento hanno riprodotto in modo emblematico vizi e inerzie del Vecchio Continente. I francesi, si sa, hanno inventato la rivoluzione, e quindi non sprecano mai un’occasione per contestare l’autorità. Almeno, però, nei bei tempi andati facevano rotolare le teste e basta. Ora la nazionale gioca da schifo, i giocatori se la prendono con l’allenatore, Anelka che esagera e viene cacciato, e i compagni come reagiscono? Fanno un’assemblea, redigono un comunicato, e per proteggere i loro diritti inalienabili si astengono dal lavoro: Georges Sorel, piuttosto che Robespierre. La prossima volta, invece del capitano, convocheranno in squadra un sindacalista. Gli inglesi, si sa, hanno conquistato il mondo con l’intraprendenza. Siccome la loro isola piovosa gli andava stretta, appena potevano lasciavano il calore delle case e delle famiglie, e si imbarcavano per viaggi perigliosi, che li avevano trasformati nella potenza dominante del globo. Nella missione sudafricana la nazionale dei tre leoni non conquista neppure l’Algeria, e i giocatori come cercano il riscatto? Lamentandosi con Capello, che ha bandito dal ritiro le wags, signore e signorine che coltivano le più alte virtù nazionali. I tedeschi, si sa, sono tedeschi. Quando la macchina funziona come previsto dalle istruzioni, travolgono l’Australia. Quando qualcosa si inceppa, tipo con la Serbia, perdono la testa. Noi italiani, quest’anno poco estro e tanta buona volontà, stiamo già polemizzando prima ancora di essere stati eliminati. È vero però che avevamo due talenti, Cassano e Balotelli, e non siamo riusciti ad integrarli nel progetto. Magari non erano Michelangelo e Leonardo, ma di questi tempi non potremmo permetterci di lasciare a casa neppure Pinturicchio. Anche la Spagna ha tentennato, forse per una leziosità che non fa parte della sua tradizione, mentre solo chi ha fame da troppo tempo, come il Portogallo, conserva l’audacia per azzannare. Dai luoghi comuni bisogna sempre fuggire, però non c’è dubbio che in Sudafrica la grande Europa sta dando l’impressione di un continente fermo, timoroso, preoccupato di non perdere quello che ha invece di conquistare qualcosa di nuovo. Zidane ci ha detto che le grandi squadre del Vecchio Continente hanno tutte lo stesso problema: i valori mondiali si sono livellati e noi non siamo più competitivi come un tempo. Faceva un’analisi calcistica, ma inavvertitamente esprimeva anche un’importante verità che si vede in tutti i campi: la società globale non ha più pazienza con chi punta i piedi e frena, invece di correre, sperimentare, mettersi in gioco. Volta le spalle e ci lascia indietro. Lo storico dell’università di Yale Paul Kennedy, parlando dei problemi geopolitici che limitano l’Europa sulla scena internazionale, ci disse una volta che siamo come una vecchia signora decaduta, costretta a svendere le gioie del passato glorioso per tirare avanti. Speriamo che abbia torto, naturalmente. Speriamo di essere smentiti in fretta, magari cominciando da una spettacolare finale tutta europea al Mondiale. |
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da: "La Stampa Web"
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PIERO BIANUCCI
Ettore Majorana oggi avrebbe 104 anni. Svanì nel nulla quando ne aveva 31. La sua teoria del «neutrino senza tempo» sta trovando conferme in esperimenti che soltanto ora sono diventati possibili al Cern e nel Laboratorio del Gran Sasso. João Magueijo, portoghese, classe 1967, professore di teoria della relatività all'Imperial College di Londra, propone che per questa teoria gli venga assegnato il Nobel. «E' vero osserva Magueijo il punto 4 del regolamento esclude che il premio possa essere assegnato postumo. Ma Ettore è morto? Non lo sappiamo. E nulla impedisce di attribuire l'insigne riconoscimento in absentia. Dopotutto Einstein ricevette il suo per procura».
La notte del 26 marzo 1938 Majorana si imbarcò a Palermo sul traghetto della Tirrenia. Era un sabato. Nessuno sa se alle 5,45 della domenica mattina sia sceso dalla nave che attraccò a Napoli. In poche ore aveva inviato tre messaggi contraddittori. Antonio Carrelli, amico e collega all'Università di Napoli, il 26 mattina ricevette un telegramma: «Non allarmarti. Segue lettera». Poche ore dopo gli arrivò una missiva datata 25 marzo nella quale Majorana manifestava ambigui propositi suicidi: «di tutti conserverò un caro ricordo almeno fino alle 11 di questa sera, e possibilmente anche dopo». Seguì, spedita da Palermo, la lettera annunciata nel telegramma: «Il mare mi ha rifiutato e ritornerò domani all'albergo Bologna, viaggiando forse con questo stesso foglio. Ho però intenzione di rinunciare all'insegnamento». All'albergo Bologna non si troverà traccia di Ettore ma un suo biglietto indirizzato alla famiglia: «Ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero (...) ricordatemi, se potete, nei vostri cuori e perdonatemi»
Come Sciascia, Camilleri e tanti altri, Magueijo è rimasto affascinato da questo mistero. Nel libro La particella mancante (Rizzoli, 430 pagine, 20 euro) racconta con la cultura del fisico e la tecnica del romanziere le sue investigazioni sul caso Majorana: l'incontro con la cognata di Ettore nella casa di famiglia a Catania in via Etnea 251, i colloqui con il nipote Fabio, le rivelazioni di Gilda Senatore, allieva di Majorana all'Università di Napoli, una bellezza vamp da far impazzire qualsiasi uomo. Il timido Ettore, schiacciato da una madre-padrona, se ne innamorò senza speranza. A lei, prima di scomparire, consegnò una scatola piena di carte, fuggendo poi nel corridoio dell'Istituto di Fisica. «Forse voleva dirmi qualcosa d'altro, stendere una mano, farsi aiutare ricordava Gilda novantaduenne ma non me ne diede il tempo».
Magueijo non trascura nessuna pista: monasteri dove Ettore avrebbe trovato rifugio, i silenzi del Vaticano, vaghe testimonianze della sua presenza in Argentina già sondate da Erasmo Recami (altro fisico catanese), il supposto riconoscimento in un barbone matematico che viveva a Mazara del Vallo, la presunta relazione con certa signorina Tebalducci, la tesi di Sciascia che Ettore scomparendo abbia voluto portare con sé il segreto atomico.
Poi c'è l'altra faccia della storia, quella scientifica. Come Majorana, i neutrini sono elusivi. Ogni secondo queste particelle attraversano a miliardi il nostro corpo come se fosse trasparente. Aveva ipotizzato la loro esistenza Wolfgang Pauli nel 1930 ma soltanto nel 1956 Reines e Cowan riuscirono a osservarli con un esperimento che valse loro il premio Nobel. Poi i fisici calcolarono quanti neutrini dovrebbero arrivarci dal Sole e un esperimento fatto da Raymond Davis ne trovò appena un terzo del numero previsto. Dove finivano gli altri? Ancora una storia di desaparecidos. Intanto si scopre che esistono tre tipi di neutrino, corrispondenti all'elettrone, al muone e alla particella Tau, quest'ultimo osservato nel 2000. Ma prima era entrato in scena Bruno Pontecorvo, che con Majorana, Amaldi, Rasetti e Segré era stato uno dei «ragazzi di via Panisperna» guidati da Enrico Fermi a Roma negli Anni Trenta. Creduto a sua volta «scomparso» ma in realtà fuggito clandestinamente in Unione Sovietica, Pontecorvo avanza l'idea che i tre tipi di neutrino possano scambiarsi l'uno nell'altro. Così si giustificherebbero i neutrini solari mancanti all'appello. Perché ciò possa avvenire bisogna però che i neutrini possiedano una massa, per quanto piccola, e invece tutta la fisica degli Anni 60 e 70 supponeva una massa nulla.
Il neutrino dotato di massa (minima) oggi è una realtà sperimentale che nel 2002 ha dato il Nobel a Davis e Koshiba. La trasformazione di un neutrino del muone in un neutrino Tau è stata osservata qualche settimana fa nel Laboratorio del Gran Sasso con l'esperimento «Opera» in particelle sparate sotto le Alpi dal Cern di Ginevra.
Che la massa non fosse nulla però l'aveva già intuito Majorana nel 1932. In contrasto con Paul Dirac, il fisico siciliano aveva immaginato il neutrino come una particella che non distingue tra passato e futuro poiché contiene in sé entrambe le direzioni del tempo, il che equivale a dire che caso unico nel microcosmo delle particelle subnucleari il «neutrino di Majorana» coincide con l'antineutrino, è un miscuglio di materia e antimateria. Cosa dimostrabile osservando un rarissimo fenomeno chiamato «doppio decadimento beta». Questo è l'obiettivo dell'esperimento «Cuore» appena iniziato nel Laboratorio del Gran Sasso. Impresa ardua, che forse riuscirà grazie a una schermatura fatta con piombo recuperato da una nave romana naufragata duemila anni fa. Da qualche parte, Majorana sta sorridendo.
da: "La Stampa Web"
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A BUENOS AIRES L’ON. FABIO PORTA PARTECIPA ALLA COMMISSIONE CONTINENTALE DEL CGIE
Roma, 21 giugno 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Il parlamentare del Partito Democratico si unisce alla protesta dei consiglieri dell’America Latina e dei Presidenti dei Comites davanti alla sede del Consolato Generale d’Italia.
All’indomani del voto del Senato che sanciva definitivamente il rinvio di ulteriori due anni delle elezioni degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, si è riunita a Buenos Aires la Commissione continentale per l’America Latina.
Ai lavori ha partecipato il Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera, On. Fabio Porta, che è intervenuto sottolinenando l’insostenibile situazione causata dai ripetuti attacchi ai diritti delle nostre collettività residenti all’estero.
“Il rinvio di tre anni delle elezioni di Comites e Cgie è un cinico e spudorato tentativo di delegittimare tutto il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero – ha dichiarato il deputato del PD – e questo in un contesto segnato da tagli sempre più forti verso tutte le politiche destinate alla comunità degli italiani nel mondo !”.
Per protestare contro il Governo e la sua politica i partecipanti alla commissione, che era integrata da tutti i Presidenti dei Comites dell’America Latina, hanno manifestato davanti alla sede del Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires.
“Ci siamo stretti la mano tutti in cerchio, a rappresentare la forte unità che accomuna in questo momento tutti gli italiani all’estero anche al di là delle differenze di opinione politica – ha detto il parlamentare eletto in Sudamerica – Abbiamo quindi cantato commossi l’Inno di Mameli a dimostrazione del nostro attaccamento forte e leale ai colori della nostra bandiera e ai valori della nostra Costituzione.”
“Quella Costituzione – ha concluso l’On. Porta – che sancisce che tutti i cittadini italiani sono ugualmente portatori di diritti e doveri, anche se qualcuno a Roma vuole negarlo impedendoci di esercitare il nostro diritto al voto per i Comites e mortificando diritti come quello all’assistenza sociale, riducendo i fondi destinati agli italiani indigenti che vivono in Sudamerica”.
Camera dei Deputati
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Valensise: salviamo il Consolato di Amburgo
14/06/2010
Valensise: salviamo il Consolato di Amburgo
Oggetto: progetto di ristrutturazione della rete consolare in Germania. Ipotesi di chiusura del Consolato generale di Amburgo. Lettera del Comitato: Salviamo il Consolato
In occasione della mia visita ad Amburgo del mese scorso, su cui il Console generale Crivellaro ha riferito con il messaggio in riferimento, incontrai tre esponenti del comitato: “Salviamo il Consolato” che mi rappresentarono un forte interesse per il mantenimento della struttura consolare ed espressero la loro preoccupazione per l’ipotesid i chiusura (anche se non a scadenza riavvicinata) di quell’ufficio consolare.
Ora gli stessi mi hanno fatto pervenire lettera qui allegata con la quale ribadiscono alcune considerazioni circa il ruolo economico, commmerciale e finanziario della città, le sue prospettive di sviluppo (es. riadattamento delle vecchie strutture portuali), le potenzialità isite in una partecipazione di imprese italiane a tali progetti e, in definitiva, il rammarico per una possibile decisione sfavorevole al manteimento della Sede.
Come ebbi già modo di osservare in occasione del mio incontro con il Sottosegretario di Stato amburgese, Ludeman, che mi espresse analoghe considerazioni, occorre riconoscere che si tratta di argomentazioni non prive di significato, che andrebbero tenute in considerazione nell’ambito della riflessione tutt’ora in corso sull’argomento, al fine di modulare meglio la nostra futura presenza ad Amburgo.
Firma e funzione: Michele Valensise, ambasciatore
da: www.corritalia.de (Corriere d'Italia. Rotocalco Settimanale in Europa)
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Pensioni, il Cdm innalza l'età delle dipendenti statali: 65 anni dal 2012
10/6/2010 (11:55)
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| L'età pensionabile delle donne passerà dagli attuali 61 a 65 anni |
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Primo sì al taglio delle mini-Province
8/6/2010 (16:24)
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| Il relatore del ddl Donato Bruno in una foto di archivio |
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A Francoforte in 500 contro il governo
di Corriere d'Italia
A Francoforte si sono radunati, approfittando della riunione della Commissione continentale Europa e Africa del Nord del Cgie, circa 500 persone provenienti da tutta la Germania e da tutta l’Europa. Organizzatore è stato l’Intercomites Germania, nella persona del suo coordinatore, Stefano Lobello. Sono intervenuti diversi parlamentari eletti in Europa nella Circoscrizione estero (Laura Garavini, Franco Narducci, Claudio Micheloni per il Pd; Fantetti per il Pdl).
Il motivo che ha fatto radunare tante persone nella città assiana sono i recenti provvedimenti del governo che rimandano ad una data indeterminata entro il 2012 le elezioni dei nuovi organismi di rappresentanza. Questo dopo i noti provvedimenti sul tema “Ici”, sul tema “scuola e cultura”, sul tema “stampa” che puniscono le comunità all’estero.
Motore di tutto il movimento è il segretario generale del Cgie, Elio Carozza, che ha saputo unificare maggioranza e opposizione del Cgie stesso in una azione comune contro la politica della Maggioranza al Parlamento.
Carozza presiedeva la Commissione continentale insieme al responsabile di area, Lorenzo Losi. Dopo la manifestazione entro le mura dell’hotel Holiday Inn, il corteo si è spostato dinnanzi al Consolato generale per una manifestazione di Piazza, riportata tra l’atro anche dall’agenzia di stampa Dpa, grazie all’azione di pubbliche relazioni messa in opera dalla presidente del Comites di Colonia, Rosella Benati.
Nella mattinata di domenica 30 è stato tra l’altro approvato all’unanimità un ordine del giorno in favore della stampa italiana all’estero, ripreso dal testo inviato dall’associazione dei giornalisti italiani in Germania, MediaClub.
da: corritalia <redazione@corritalia.de> de 01/06/2010
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Bucchino – Porta: Il Governo ha eluso l’impegno di applicare la sentenza della Cassazione sulla cittadinanza delle donne
Roma, 26 maggio 2010
E’ passato appena qualche giorno dalla discussione in Aula dell’interrogazione urgente da noi presentata per rendere applicabile a livello amministrativo la sentenza della Cassazione che riconosce alle donne la facoltà di trasmettere la cittadinanza a tutti i loro figli, anche a quelli nati prima dell’entrata in vigore della Costituzione. Nell’interrogazione avevamo chiesto al Governo di parlare chiaro, finalmente, nel senso di dire se l’estensione amministrativa di questo riconoscimento possa avvenire con una semplice misura amministrativa o se sia necessaria una soluzione normativa. Il Governo, per bocca del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Laura Ravetto, ha risposto che occorre una norma, aggiungendo che tale soluzione era stata proposta dal Ministero degli Esteri in occasione del Decreto “Mille Proroghe”, ma che non era stata raccolta dallo stesso Governo. Ella ha aggiunto che è stata avviata la concertazione tra i ministeri interessati per inserire un apposito emendamento nella legge di conversione del Decreto 28 aprile 2010 n. 63, quello, per capirci, contenente il famigerato rinvio di altri due anni delle elezioni di COMITES e CGIE.
Questa legge di conversione è passata prima in Commissione e ieri in Aula senza che il Governo abbia minimamente accennato all’emendamento preannunciato dal Sottosegretario Laura Ravetto. Il Governo vuole farsi avanti al Senato, con la conseguenza di determinare il ritorno alla Camera dell’intero provvedimento? Non ci sembra un’ipotesi verosimile, anche se siamo sempre pronti a prendere atto delle iniziative volte a corrispondere a diritti riconosciuti.
Anche se questo modo di agire mette frecce nell’arco dell’opposizione, sinceramente non ci auguriamo che questo Governo passi alla storia dei rapporti tra l’Italia e le sue comunità d’origine all’estero come l’esecutivo che ha saputo solo distruggere senza nulla costruire, nemmeno quando si tratti di diritti riconosciuti da un alto organo della magistratura.
Intanto, se il Governo non riesce a cogliere i passaggi abbreviati dei decreti, si cerchi di raggiungere una soluzione concordata su un atto di iniziativa parlamentare. Per quello che ci riguarda, noi faremo la nostra parte, con proposte in linea con le posizioni che su questo tema abbiamo tenuto in tutta questa legislatura.
On. Gino Bucchino – On. Fabio Porta
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Il governo risponde in aula all'interpellanza urgente presentata dai deputati Bucchino e Porta (PD) sulla trasmissione della cittadinanza ai figli da parte delle donne.
Roma, 20 maggio 2010
I deputati Bucchino e Porta (PD) sulla trasmissione della cittadinanza ai figli da parte delle donne.
Il Governo passi dalle parole ai fatti.
L’interrogazione urgente da noi presentata, assieme ad un nutrito gruppo di colleghi di diverso orientamento politico, a distanza di un anno da un’altra di tenore analogo sulla facoltà della donna di trasmettere la cittadinanza ai propri figli anche se l’ha perduta per il matrimonio con uno straniero, ha consentito finalmente di sciogliere alcuni nodi e di dare un concreto scossone all’inerzia del Governo.
Un anno fa ci si rispose che effettivamente il pronunciamento della Cassazione n. 4466 del 25 febbraio 2009 , con il quale era superata l’odiosa discriminazione a scapito delle donne, rappresentava un traguardo importante e atteso, i cui effetti, però, gli interessati potevano conseguire solo imboccando la costosa e lunga strada della giurisdizione e non quella, più comoda e meno costosa, dell’amministrazione. Il Governo s’impegnò anche a trovare una soluzione, ma ad oggi non è accaduto niente di concreto.
La nostra iniziativa ha consentito finalmente di interrompere la latitanza dell’esecutivo. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on. Laura Ravetto, che ha risposto all’interpellanza, ha detto in sostanza cinque cose di non poco peso: 1) il pronunciamento della Suprema Corte è da condividere pienamente e deve essere applicato con convinzione; 2) per poterne trasferire gli effetti sul piano amministrativo è necessaria una soluzione normativa che rimuova le remore procedurali (manifestazione di volontà da parte della donna) contenute in alcuni passaggi della legge n. 91 del 1992; 3) i ministeri dell’Interno e degli Esteri avevano concordato una soluzione normativa che doveva essere inserita nel cosiddetto Decreto Mille Proroghe e che poi è rimasta per strada; 4) ci si propone ora di inserirla nel decreto, alla Camera per la conversione, che sciaguratamente proroga - tra l’altro - di altri due anni la vita di COMITES e CGIE; 5) la possibilità di presentare istanza di riconoscimento per nascita è limitata ai figli e ai discendenti in linea retta non oltre il secondo grado.
La nostra risposta a questi punti è altrettanto chiara: 1) siamo contenti che il Governo apprezzi il pronunciamento della Cassazione, ma non comprendiamo bene perché abbia dovuto attendere le ripetute sollecitazioni dell’opposizione per affrontare la questione; 2) si è perduto un anno per decidere che era necessaria una soluzione normativa, ma almeno alla fine si è fatta chiarezza; 3) e 4) è ancora inspiegabile, se non per quella permanente sottovalutazione delle cose che riguardano gli italiani all’estero, perché questa soluzione non abbia trovato spazio nell’Arca di Noè del Milleproroghe, ma ora che cosa si aspetta? La legge di conversione del Decreto è stata licenziata ieri dalla Commissione Esteri senza che il Governo si sia fatto vivo su questo tema; 5) la limitazione ai due gradi di ascendenza per il riconoscimento della cittadinanza per nascita è certamente un tema di cui si parla da tempo e che presto o tardi va affrontato, ma perché inserirlo surrettiziamente in una misura che dovrebbe avere la finalità di riconoscere finalmente annosi diritti e non di limitarli. Perché non affrontare seriamente questa questione insieme alle altre pendenti sulla cittadinanza degli italiani all’estero, ad iniziare dal recupero della cittadinanza da parte di coloro che, nati in Italia, l’hanno perduta per ragioni di lavoro in altri Paesi? E perché non iniziare a sgombrare le macerie lungo la strada risolvendo al più presto il cancrenoso problema delle centinaia di migliaia di domande in giacenza, in particolare in Brasile?
In conclusione, mentre sollecitiamo il Governo a passare dalle parole ai fatti, secondo gli intendimenti autonomamente dichiarati in risposta alla nostra ulteriore sollecitazione, ci dichiariamo già da oggi pronti ad assumere anche direttamente le iniziative normative necessarie per dare finalmente soddisfazione a chi ne ha diritto.
I deputati Gino Bucchino – Fabio Porta
deputatipdestero@camera.it
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Mercoledì la giornata mondiale di sensibilizzazione promossa dalla World Hepatitis Alliance
COMUNICATO STAMPA
EPATITE, PER SCONFIGGERLA L'OMS SI APPELLA AI GOVERNI
"SONO 500 MILIONI I MALATI, È UN PRIORITÀ SANITARIA GLOBALE"
A Ginevra per la prima volta in discussione una risoluzione per uniformare le politiche di controllo. EpaC: "Queste patologie vanno inserite nel Piano Nazionale della Prevenzione"
Roma, 17 maggio 2010 - I 193 Stati membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la prima volta discutono di una risoluzione che può cambiare il destino della lotta all'epatite virale. "È una svolta storica - spiega Ivan Gardini, presidente di EpaC Onlus, la principale associazione di riferimento in Italia per le persone colpite da epatite -, che potrebbe portare a riconoscere questa malattia quale priorità sanitaria globale e a uniformare gli sforzi per sconfiggerla, determinando sostanziali cambiamenti nelle politiche di prevenzione e informazione adottate dai Governi dei singoli Stati". L'annuncio viene dalla 63^ Assemblea Mondiale della Sanità proprio in concomitanza con la giornata mondiale dell'epatite che si celebra mercoledì 19 maggio. Da quando i virus dell'epatite B (HBV) e C (HCV) sono stati scoperti, rispettivamente nel 1967 e nel 1988, non c'è stata una sola risoluzione dell'OMS che abbia pienamente indirizzato gli sforzi per combattere l'epidemia globale. Una persona su 12 nel mondo è venuta a contatto con i virus HBV o HCV, ma la maggior parte non lo sa. Non solo. Ogni 30 secondi un individuo muore a causa delle complicanze di queste malattie, un milione ogni anno. E globalmente sono 500 milioni i portatori cronici: una cifra 10 volte superiore rispetto a quella delle persone con HIV/AIDS. La necessità di adottare politiche uniformi a livello globale emerge chiaramente dal report che l'OMS ha commissionato alla World Hepatitis Alliance, una Organizzazione No Profit che rappresenta oltre 280 Associazioni nel mondo che tutelano i malati di epatite B e C. La relazione ha raccolto informazioni su 135 nazioni. "L'80% dei Paesi - sottolinea Gardini - ritiene che rappresentino un'urgente questione di salute pubblica globale. Ma solo il 70% ha adottato strategie di controllo e prevenzione a livello nazionale, che sono tra l'altro da verificare per controllarne la reale efficacia. Un terzo degli Stati non possiede dati relativi alla prevalenza delle due patologie, più dei due terzi richiedono aiuto per migliorare le misure di sorveglianza. E solo il 41% dei Governi ha avviato campagne di sensibilizzazione negli ultimi cinque anni". Allarmanti i dati nei Paesi in via di sviluppo, visto che solo nel 4% di questi Stati è possibile sottoporsi al test per verificare la presenza dei due virus. Ma qual è la situazione in Italia? "Nel nostro Paese - afferma Gardini - vi sono più di 2 milioni di persone con infezione cronica da virus HBV e HCV. Sono circa 600.000 i portatori cronici del virus dell'epatite B e 1.600.000 quelli del virus dell'epatite C. Ogni anno si registrano oltre 20.000 decessi per malattie del fegato, in larghissima parte causati dalle complicanze dei due virus. Per ridurre il disastroso impatto sociale fatto di sofferenze, disagi e mortalità, chiediamo al Governo di riconoscere queste malattie e le relative complicanze (cirrosi, tumore del fegato, necessità di trapianto epatico) come problema di salute pubblica e l'inserimento urgente delle epatiti nel Piano Nazionale della Prevenzione 2010-2012, anche con finalità di prevenzione oncologica perché i virus HBV e HCV rappresentano agenti infettivi oncogeni". Proprio domani a Roma (presso la Biblioteca "Giovanni Spadolini") EpaC parteciperà al convegno "Epatiti Summit 2010", evento organizzato dal Sole 24 Ore in cui interverranno rappresentanti delle Istituzioni e delle principali Società Scientifiche di riferimento: un'occasione per ribadire l'importanza di adottare adeguare misure di prevenzione. "L'impatto di queste malattie è devastante e ancora molto deve essere fatto per sconfiggerle - conclude Charles Gore, presidente della World Hepatitis Alliance -. Chiediamo che tutti i governi del mondo accolgano la risoluzione dell'OMS, perché potrebbe salvare milioni di vite".
La giornata mondiale dell'epatite
La giornata mondiale dell'epatite si celebra in tutto il mondo il 19 maggio 2010. L'iniziativa è stata lanciata per la prima volta nel 2008 dalla World Hepatitis Alliance. La giornata è stata organizzata per sottolineare la generale mancanza di consapevolezza su questo problema socio-sanitario ma anche la scarsa volontà politica di attuare strategie sanitarie di informazione e prevenzione così come sono state già pianificate per l'HIV/AIDS, tubercolosi e malaria, nonostante i numeri sulla mortalità siano sovrapponibili o anche superiori a quelli di queste malattie.
La diffusione della malattia
Nel mondo, 500 milioni di persone sono attualmente portatori dei virus dell'epatite B o C cronica: mediamente, una ogni 12 persone
E' una quantità di pazienti 10 volte superiore rispetto a quelli affetti da HIV/AIDS
Oltre il 50% delle persone colpite da epatite vive in Paesi in cui non è possibile accedere gratuitamente al test
Il 41% della popolazione mondiale non ha accesso a trattamenti garantiti dai sistemi sanitari nazionali
Le epatiti B e C uccidono un milione di persone all'anno
Nel mondo, una persona su tre è entrata in contatto con uno o entrambi i virus
World Hepatitis Alliance
La Giornata mondiale dell'epatite è coordinata dalla World Hepatitis Alliance, una Organizzazione No Profit che rappresenta oltre 280 Associazioni nel mondo che tutelano i malati di epatite B ed epatite C. Il Consiglio Direttivo è formato da gruppi di pazienti di sette aree geografiche: Europa, Mediterraneo dell'Est, Africa, Nord America, Sud America, Australia e Pacifico dell'Ovest. Attraverso una migliore consapevolezza, prevenzione, cura, supporto e accesso alle terapie, ritiene essenziale collaborare con i governi per vincere la battaglia contro queste malattie ed eliminarle dal pianeta.
L'Associazione EpaC
In Italia, EpaC Onlus è di fatto la principale associazione di riferimento per i malati di epatite. Svolge attività di counselling, informazione, prevenzione e offre il suo contributo alla ricerca. EpaC Onlus sostiene le attività della giornata mondiale dell'epatite, poiché membro fondatore della European Liver Patient Association (ELPA), uno dei 7 membri della World Hepatitis Alliance.
Per ulteriori informazioni visita il sito internet www.epac.it
Per contatti e interviste:
Associazione EPAC Onlus - info@epac.it
Ivan Gardini, Presidente - Tel. 039.6612460 - 3356469228
Massimiliano Conforti, Vice Presidente - Tel 06.60200566 - 3392185813
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Marcello Lippi invia un saluto a tutti gli Italiani nel Mondo
Carissime e carissimi connazionali,
Marcello Lippi, CT della Nazionale di calcio e testimonial di Telethon, venuto in visita al nostro museo, ha inviato un saluto a tutti gli Italiani nel Mondo.
Il filmato di quell’incontro, della durata di 5 minuti, è visibile nel nostro sito all’indirizzo:
www.fondazionepaolocresci.it
Ė possibile anche scaricare il video e vederlo con un programma gratuito scaricabile all’indirizzo:
www.videolan.org/vlc/
Allegata alla presente trovate anche una lettera per Voi a firma di Stefano Baccelli, Presidente della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana.
Fiduciosi che diffonderete questa mail a tutti i Vostri amici italiani residenti all’estero,
Vi ringraziamo di cuore.
Il Direttore
Pietro Luigi Biagioni
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Appello del CGIE - Consiglio Generale degli Italiani all’Estero
Consiglio Generale degli Italiani all’Estero
Appello
Si chiudono numerose sedi consolari.
Attraverso il taglio dei finanziamenti si impedisce lo svolgimento dei corsi di lingua e cultura italiana.
Non si tutelano i cittadini disagiati, in particolare in America Latina.
Si dimezzano i fondi destinati alla stampa italiana all'estero.
Si rinvia per la seconda volta, con un decreto, l'elezione dei COMITES e del CGIE, spostando complessivamente di tre anni la scadenza elettorale naturale.
Tutto il sistema di rappresentanza degli italiani che vivono e lavorano nel mondo è messo in discussione. La libertà di informazione viene limitata. L'assistenza ai connazionali bisognosi e alle imprese italiane è destinata a peggiorare. La cultura del nostro Paese è minacciata.
IL CONSIGLIO GENERALE DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO
Insieme AI COMITES
CHIEDE il rafforzamento degli interventi pubblici a sostegno delle nostre comunità, la promozione per lo sviluppo di forme reali di innovazione; il reintegro entro l'anno dei finanziamenti per la stampa italiana all'estero; la sicurezza dei livelli fisiologici della rete dei servizi consolari; l'impedimento discriminatorio nell'esenzione dell'ICI; il ripristino dei fondi di assistenza, nonché quelli a favore dei corsi di lingua e cultura italiana.
FA APPELLO ai Presidenti della Camera e del Senato, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari, in particolare agli eletti della Circoscrizione Estero, affinché si adoperino per annullare il rinvio delle elezioni dei COMITES in sede di conversione in legge del decreto del Governo.
SI IMPEGNA a coinvolgere le Regioni, i COMITES, le Associazioni, i Sindacati, i giovani per raccogliere e far sentire con forza la voce degli italiani nel mondo e contrastare concretamente la deriva di sfiducia e lo spirito di rinuncia che si stanno diffondendo a causa dei colpi assestati alle politiche in favore degli italiani nel mondo.
Il CGIE ha ritenuto, in questo contesto, la convocazione anticipata delle proprie
COMMISSIONI CONTINENTALI
Le Commissioni Continentali sono aperte ai cittadini italiani all'estero, alle Associazioni, ai consiglieri dei COMITES, alle Organizzazioni sindacali, ai Consultori regionali.
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Rinvio Elezioni Comites e CGIE - Merlo, Giai, Zin: “Per il MAIE il rinvio è una tattica nefasta“
29/04/2010
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
L’on. Ricardo Merlo (Presidente del MAIE), commentando oggi il decreto che da al governo la possibilità di rinviare ulteriormente fino al 2012 la riforma del Comites e del CGIE ha rilasciato la seguente dichiarazione:“ Il MAIE trova inaccettabile questa decisione che potrebbe comportare un ulteriore rinvio delle elezioni per il rinnovo dei Comites, a dopo la riforma delle leggi istitutive di Comites e CGIE. Questo potrebbe portare ad uno slittamento delle elezioni al 2013. Comincio a credere che ciò potrebbe, addirittura, rientrare in un progetto - una tattica nefasta - per scoraggiare la partecipazione al prossimo voto politico, che, date le politiche finora messe in atto, senza dubbio penalizzerebbe la maggioranza di governo.”
Anche la Sen. Mirella Giai (Coordinatrice MAIE –Sudamerica) ha voluto esprimere la sua netta contrarietà ad una simile ipotesi. Ha detto: “ I Comites e il Cgie dovevano essere rinnovati l’anno scorso. Il termine era stato spostato alla fine di quest’anno, ma questo ulteriore rinvio rende ancora più difficile - per noi italiani all’estero - credere nelle promesse di questo governo. Fin dall’inizio della legislatura, non c’è stato alcun atto che abbia fatto intendere che il governo abbia a cuore le sorti della sua collettività residente all’estero; tutto questo aumenta le nostre preoccupazioni per le riforme costituzionali che, in un futuro prossimo, questa maggioranza di governo potrebbe mettere in atto.
E’ ora di cominciare a mobilitarci in tutto il mondo se vogliamo salvaguardare i diritti che - con tanto impegno e tante battaglie - ci siamo guadagnati.”
Infine anche il dott. Claudio Zin, recentemente eletto Vice presidente del MAIE Argentina, ha criticato con parole amare la decisione di rinviare ancora le elezioni, sollevando molti dubbi che, sicuramente, animeranno le prossime discussioni nella collettività italiana residente all’estero:
” Cosa vogliono farci intendere con questo? Quanto ancora dovremo aspettare? E cosa? Che vengano soppressi definitivamente non solo i Comites e il CGIE, ma alla fine anche il voto all’estero? Noi del MAIE ci batteremo per evitarlo!”
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Assemblea Plenaria del CGIE - On. Ricardo Merlo (MAIE): Basta confusione - Rispondano il Presidente Berlusconi e l' on.Bersani sulla posizione del PDL e del PD sul futuro della Circoscrizione Estero
Roma, 28 aprile 2010:- Sono cominciati ieri, presso la Farnesina i lavori della prima Assemblea Plenaria del 2010 del Cgie.
Tra gli intervenuti, anche l'on. Ricardo Merlo (MAIE) che ha analizzato alcune questioni sollevate anche dagli altri colleghi che lo avevano preceduto. L'on. Merlo, il cui discorso accolto con applausi, ha incontrato il consenso dell'assemblea, ha dichiarato:"Sono d' accordo in tutto col collega Narducci, precedentemente intervenuto nella discussione, meno quando dichiara che oggi non vede nell'azione di governo una politica per gli italiani all'estero - io invece dico che la
vedo perfettamente. E' una politica che non vuole intervenire a favore della collettività residente all'estero. Anzi, riduce sempre di più ogni forma di tutela dei diritti e inibisce la promozione dell'italianità nel mondo. Basti pensare ai crescenti tagli sui capitoli di bilancio destinati
alla promozione della lingua e della cultura italiana, alla stampa, all'assistenza sanitaria e via dicendo. Per non parlare poi delle proposte di riforma in materia di voto all'estero, di Comites e di CGIE.
Innanzitutto- ha detto il presidente del MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO- mi piacerebbe conoscere qual è la posizione ufficiale del presidente del Consiglio al riguardo, ma anche quella dell'on. Bersani. Perché una cosa è certa: noi ancora non sappiamo ufficialmente cosa pensino, il capo della maggioranza e quello dell' opposizione, del destino della Circoscrizione Estero, in caso di riforma costituzionale.
Per la questione del CGIE, poi, sappiamo, per certo, cosa che aumenta la confusione malgrado alcune dichiarazioni di alcuni colleghi del PDL, che un parlamentare eletto all'estero della maggioranza, ha presentato una proposta di legge per l' azzeramento di questo organo istituzionale e allora possiamo sapere quale sarebbe la posizione della maggioranza al riguardo?"
Infine, l'on. Ricardo Merlo, si è soffermato sull'analisi dell'attività legislativa:" Riconosco la validità di quanto sostenuto dai colleghi che invocano maggiore unità d'azione e di iniziativa legislativa tra i 18 eletti all'estero. Ma se guardiamo i fatti concreti, una cosa salta all'occhio: negli ultimi 4 anni, includo anche gli anni del governo Prodi, il Parlamento non ha varato neanche una delle proposte di legge avanzate dagli eletti all'estero. Quindi, dobbiamo avere una strategia diversa e il MAIE sta tentando una strada diversa. Magari considerati gli ultimi avvenimenti politici, credo sarebbe opportuno per tutti noi cominciare a interloquire con alcuni esponenti della maggioranza appartenenti alla corrente finiana. Parlamentari come gli onn.li Tremaglia, Menia, Di Biagio, Moffa Angeli ed altri, che sono convinto hanno una visione diversa da quella del presidente del Consiglio sulle politiche per gli italiani all' estero"
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L’On. Porta a Palermo al Convegno sui 40 anni dell’USEF: “rilanciare l’associazionismo italiano nel mondo per difendere le conquiste dell’emigrazione”
Roma, 22 aprile 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Alla vigilia del dodicesimo congresso dell’Unione Siciliana Emigrati e Famiglie il parlamentare del Partito Democratico invita l’associazione a puntare su rinnovamento e innovazione
Arrivato a Palermo direttamente dal Sudamerica, l’On. Fabio Porta non ha voluto mancare all’appuntamento organizzato presso la “Sala Gialla” del Parlamento Siciliano a Palazzo dei Normanni per commemorare i quaranta anni dell’associazione siciliana.
“E’ per me una grande emozione poter condividere con voi questa giornata – ha esordito il Vice Presidente del Comitato permanente della Camera sugli italiani all’estero – anche perché sono l’unico deputato eletto all’estero nato in Sicilia: una regione di sei milioni di abitanti che oggi può contare su un numero almeno tre volte più grande di discendenti sparsi in tutto il mondo !”
Riferendosi poi al difficile momento politico, con particolare riferimento ai ripetuti tagli a tutti i capitoli di bilancio relativi alle collettività italiane all’estero, l’On. Porta ha commentato “il paradosso secondo il quale proprio nel momento in cui con il voto e l’elezione dei loro rappresentanti in Parlamento ottenevano la risposta alla loro più grande rivendicazione gli emigrati hanno iniziato ad assistere ad un attacco sempre più serrato e sistematico ad una lunga serie di conquiste ottenute nel passato: assistenza sociale, corsi di lingua e cultura italiana, stampa italiana all’estero, sistema di rappresentanza”. Proprio per questi motivi, secondo il deputato eletto in America Meridionale, “sarebbe un errore pensare che i diciotto parlamentari da soli, anche se uniti, saranno in grado di contrastare in maniera adeguata tale preoccupante e perdurante offensiva: è vitale e necessario il rilancio e quindi il rinnovamento del mondo dell’associazionismo dell’emigrazione, a partire dal rafforzamento della presenza dei giovani non solo nelle attività ma nella direzione stessa di queste organizzazioni”.
“Insieme – ha continuato l’On. Porta – dobbiamo reagire all’attacco ai Comites e al Cgie che passa dall’antidemocratica sospensione del diritto di votare e rinnovare questi organismi oltre che dalle note proposte di legge che vogliono depotenziarne e mortificarne l’operato”.
Secondo l’esponente del PD non si tratterebbe soltanto di un problema di risorse: “Sono convinto che il problema sia politico e prima ancora culturale: l’Italia sta dimenticando e quindi cancellando una delle pagine più importanti dei suoi 150 anni di storia ed è anche per questo che ho presentato una proposta di legge per introdurre nelle scuole italiane l’insegnamento della storia delle migrazioni”.
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L'on. Ricardo Merlo alla Regione Veneto con la delegazione di giovani imprenditori Italo Sudamericani del progetto ATIS
20/04/2010
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
"Il MAIE investe sulla formazione dei giovani italiani nel mondo"
Venezia:- Si è conclusa da poche ore la parte italiana del Progetto Atis, un progetto di formazione imprenditoriale nel settore vitivinicolo, agrituristico e del turismo rurale, fortemente voluto dalla Provincia di Treviso, che ha avuto come sponsor il deputato italosudamericano on. Ricardo Merlo, presidente del MAIE- MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO.
Nell'ambito delle molteplici iniziative organizzate per la parte italiana del progetto - la prima parte, che coinvolgeva gli studenti italiani ospitati in aziende di turismo rurale in Argentina, essendosi svolta alcune settimane fa' nella provincia di Mendoza, - l'on. Merlo accompagnando la delegazione di imprenditori argentini, ha partecipato ad una serata conviviale offerta dalla famiglia Boret Gatto, titolare dell'Azienda Agrituristica produttrice del famoso prosecco Cartizze, e ad una visita istituzionale, presso la sede della Regione Veneto.
Nella prima serata, l'on. Ricardo Merlo ha potuto ringraziare personalmente i professori dell'Istituto Cerletti di Conegliano e scambiare alcune impressioni con i giovani imprenditori veneti che si sono detti tutti entusiasti dell'esperienza fatta in Sudamerica: Alex Gatto, in particolare, ha detto che: " Non avrei mai immaginato di incontrare un pezzo di Italia, e di Veneto, dall'altra parte dell'Oceano. Il progetto ATIS mi ha fatto scoprire quest'enorme opportunità."
Il giorno seguente l'on. Ricardo Merlo, è stato ricevuto dall'Assessore al Bilancio della Regione Veneto, Roberto Ciambetti, che ha portato il saluto del neo eletto Governatore on. Luca Zaia - che non poteva essere presente all'incontro in quanto impegnato a Roma per il passaggio di consegne al Ministro all'Agricoltura, con l'on. Galan - e dal dirigente dott. Vecchiato, direttore delle Relazioni internazionali.
Erano presenti, gli assessori della Provincia di Treviso, Conte e Zanette, ideatori del Progetto ATIS, il prof . Milani, coordinatore del progetto e la dirigente dell'Istituto Cerletti, dott.ssa Damiana Tervilli, alla quale l'on. Ricardo Merlo ha espresso le congratulazioni per l'eccellenza raggiunta nel campo della formazione da parte della storica Scuola Enologica di Conegliano.
L'assessore Ciambetti ha espresso soddisfazione per la realizzazione di questo progetto che ha detto: " ...intendiamo sicuramente portare avanti." Inoltre ha parlato delle ". grandi potenzialità che nascono dai rapporti, dalle relazioni, che possiamo e dobbiamo approfondire". A questo proposito l'on. Ricardo Merlo ha sottolineato: " Noi favoriremo sempre tutte le iniziative nel campo della formazione dei giovani italiani residenti all'estero. Per far ciò stiamo già lavorando con le istituzioni italiane e con quelle di tutti i paesi sudamericani in cui ci sono giovani italiani che intendono approfondire ed integrare le proprie conoscenze culturali e professionali con un'esperienza italiana. Il MAIE darà sempre priorità a progetti che puntano al futuro delle nuove generazioni di italiani nel mondo. Parlerò a breve con l' Associazione Trevisani nel mondo per coinvolgerla al più presto in questo progetto."
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L’On. Fabio Porta interviene in Parlamento sulla ratifica dell’accordo Italia-Cile di assistenza giudiziaria
Espressa solidarietà al popolo cileno colpito dal terremoto e chiesta l’urgente approvazione dell’accordo bilaterale di sicurezza sociale, in attesa di ratifica dal 1998
Intervenendo in aula a nome del gruppo del Partito Democratico a favore della ratifica del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra l’Italia ed il Cile, l’On. Fabio Porta ha colto l’occasione per esprimere e chiedere la solidarietà attiva a tutto il popolo cileno, colpito dal recente terremoto che ha causato quasi un migliaio di vittime.
Dopo aver ricordato i profondi legami che uniscono i due Paesi, e che i tragici eventi legati alla dittatura di Pinochet e alla lotta per il ritorno della democrazia hanno contribuito indirettamente a consolidare, il parlamentare eletto in Sudamerica ha illustrato i termini del Trattato e del disegno di legge di ratifica, che consentiranno da oggi in poi una più profonda ed efficiente cooperazione tra i due Paesi in materia penale e giudiziaria.
Concludendo il suo intervento, il Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati ha rivolto un appello al governo ed a tutto il Parlamento affinché si impegnino per l’approvazione urgente dell’accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Cile sottoscritto nel 1998 ed ancora in attesa di ratifica: un provvedimento, secondo l’On. Porta, “atteso in particolare, con ansia e trepidazione, da migliaia di nostri connazionali residenti in quel Paese; sarebbe non solo urgente e doveroso, ma anche un segno di rispetto ed attenzione ad una popolazione recentemente colpita dalla devastante sciagura del terremoto, procedere all’approvazione da parte del nostro Parlamento di tale accordo”.
Roma, 15 aprile 2010
Ufficio Stampa On. Fabio Porta
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15/4/2010 (12:56) - LUTTO NEL MONDO DELLO SPETTACOLO
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Il "signore della tv" aveva 87 anni
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Costituita l’Associazione Parlamentare Italia-Uruguay
Roma, 14 aprile 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Ne fanno parte una trentina di deputati italiani; eletto come Presidente l’On. Fabio Porta, che sarà coadiuvato da un Comitato Esecutivo
E’ stata costituita l’associazione di amicizia parlamentare Italia-Uruguay, su iniziativa di un gruppo di una trentina di deputati di tutti gli schieramenti politici.
Il Presidente sarà l’On. Fabio Porta che, nel darne la notizia, ha sottolineato come “i rapporti tra i due Paesi siano ottimi anche grazie alla presenza in Uruguay di una grande e significativa comunità di origine italiana, attiva e presente non soltanto nel prezioso lavoro di mantenimento dei rapporti tra i due Paesi ma anche nella vita sociale, culturale, politica ed economica della Repubblica sudamericana”.
Ad aderire all'associazione, tra gli altri, gli onorevoli Narducci, Levi e Bratti del PD, Merlo del MAIE, Barbieri, Migliori e Angeli del PDL, Scilipoti dell'IDV, Calearo dell’API e Ruvolo dell'UDC.
Tra le principali finalità dell’associazione il potenziamento delle relazioni istituzionali tra i due Paesi, soprattutto a livello parlamentare, nonché il supporto a tutte le iniziative ed ai progetti volti a rafforzare i rapporti tra Italia ed Uruguay e le rispettive popolazioni.
Nel corso dell’assemblea costitutiva dell’associazione, oltre all’approvazione dello Statuto ed alla elezione del Presidente, si e’ proceduto alla costituzione del Comitato Esecutivo che darà impulso e organicità a tutte le attività; l’On. Franco Narducci, infine, e’ stato nominato Segretario generale dell’associazione.
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Fabio Porta: QUANDO ERANO DI MODA GLI ITALIANI NEL MONDO
13/04/2010
ARTICOLO DELL’ON. FABIO PORTA SULLA RIVISTA “COMUNITA’ ITALIANA” (APRILE 2010)
QUANDO ERANO DI MODA GLI ITALIANI NEL MONDO
Un articolo apparso sul “Corriere della Sera” denuncia il ‘tradimento’ degli italiani all’estero
“Gli italiani all’estero non sono più di moda”: lo ha scritto in un suo editoriale apparso sul principale giornale italiano, “Il Corriere della Sera”, il giornalista Gian Antonio Stella.
La frase, sicuramente provocatoria, apre un articolo dal titolo ancora più esplicito: “Italiani all’estero ‘traditi’ “ ! Un articolo scritto, si badi bene, non solo da uno dei maggiori esperti e conoscitori della storia della nostra emigrazione all’estero (uno dei pochi, ahinoi, giornalisti italiani che possono scrivere con cognizione di causa del fenomeno), ma anche da uno dei massimi fustigatori degli sprechi e delle ruberie di certa classe politica italiana.
Gian Antonio Stella è infatti famosissimo in Italia per essere (insieme al collega Sergio Rizzo) uno degli autori della “Casta”, il best seller che ha venduto diversi milioni di copie facendo le pulci alle nostre istituzioni democratiche, raccontandone e dettagliandone con dati precisi costi e privilegi.
Meno copie, purtroppo, ha venduto un altro suo bellissimo libro: “Quando gli albanesi eravamo noi”, storia sintetica ma chiara e obiettiva della ‘diaspora’ dei 28 milioni di italiani che nel corso di oltre un secolo di storia unitaria sono stati costretti a lasciare il nostro Paese.
Cosa c’entrano gli italiani all’estero con la casta; gli sprechi dell’amministrazione pubblica italiana con la diaspora degli italiani nel mondo?
Un nesso c’è, e nell’editoriale di Stella emerge in maniera polemica ma netta.
I governi italiani hanno sempre avuto paura di tagliare davvero costi e privilegi di un’amministrazione pubblica che potrebbe ‘dimagrire’ riducendo strutture obsolete o sussidi superflui; penso ad esempio alle “provincie”, una unità amministrativa intermedia tra i Comuni e le Regioni che oggi costituisce un inutile costo alle casse dello Stato ma che nessun governo fino ad adesso ha avuto il coraggio di tagliare. E gli esempi potrebbero continuare, spaziando in lungo e in largo tra le pieghe dei sussidi statali o delle spese dei singoli enti locali (Comuni, Provincie, Regioni).
In Italia (e non solo in Italia) non è facile eliminare nei fatti e non a parole le spese inutili e gli sprechi che si annidano nei bilanci di tali amministrazioni. Dove si taglia invece, a man bassa e senza pietà? Su tutti (tutti !) i capitoli di bilancio destinati agli italiani che vivono all’estero, alla faccia del ‘debito storico’ del nostro Paese con questi nostri connazionali o della ‘risorsa straordinaria’ da essi rappresentati in tutti gli angoli del mondo. “Debito storico”, “risorsa straordinaria”: si tratta ormai di vecchi slogan, di frasi fatte e non più di moda, appunto, come recita l’articolo apparso qualche settimana fa sul “Corriere”.
Perché questo accade? Secondo la riflessione sviluppata dall’articolo di Gian Antonio Stella semplicemente per un cinico interesse di natura politica: gli italiani all’estero non votano nelle elezioni amministrative (comunali, provinciali e regionali) e quindi non possono reagire ai tagli a loro imposti. Sì, qualcuno obietterà, c’è sempre il tanto invocato voto all’estero, ottenuto dopo anni di conquiste e oggi rappresentato dai diciotto membri del Parlamento eletti dagli oltre quattro milioni di italiani nel mondo. Un voto lontano però (si voterà solo nel 2013) che ampi settori della maggioranza che sostiene il governo (e qualche esponente dell’opposizione) vorrebbero eliminare quanto prima, o quantomeno modificare a tal punto da renderlo impermeabile alle rivendicazioni degli italiani e dei loro discendenti che vivono fuori dai confini nazionali.
Purtroppo la scelleratezza di chi ha messo in lista all’estero personaggi impresentabili in Italia, un meccanismo di voto troppo esposto ai brogli e le interferenze della delinquenza organizzata (anche su chi aveva il compito di vigilare sulla correttezza del voto) hanno contribuito a minare alla base tale diritto, esponendolo al ludibrio dell’opinione pubblica italiana.
Lo stesso sta succedendo con il diritto alla cittadinanza italiana ‘ius sanguinis’ da parte degli italo-discendenti, infangato da personaggi che nulla hanno a che vedere con l’onore e la legalità.
La migliore difesa – a volte - è l’attacco; questo adagio popolare va utilizzato anche in questo caso.
Per difendere i diritti conquistati quando (almeno apparentemente) noi italiani all’estero eravamo “di moda” dobbiamo proporre soluzioni credibili che possano migliorare il sistema del voto all’estero; al tempo stesso dobbiamo esigere dalla magistratura e dalla nostra rete diplomatico-consolare il massimo di rigore verso quanti si sono prestati, in Italia e fuori, ad azioni e fatti che hanno colpito al cuore un diritto quasi sacrale, ossia il riconoscimento della cittadinanza grazie al “sangue” dei nostri coraggiosi antenati.
Fabio Porta
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La nuova Giulietta da Napolitano - Marchionne: "Crediamo nell'Alfa"
12/4/2010 (13:21) - ANTEPRIMA DELLA NUOVA VETTURA A ROMA
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| La nuova Giulietta dell'Alfa Romeo | |
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I calchi: as vítimas de Pompéia expostas juntas pela primeira vez
Quinta-feira - 08/04/2010
O Antiquarium Boscoreale, próximo a Pompéia, apresenta uma exposição denominada I calchi, cujos objetos à mostra são nada mais nada menos que as próprias vítimas da erupção do Vesúvio que destruiu Pompéia e arredores em 79 d.C. A mostra teve início na última segunda-feira (05).
Os corpos de pessoas e animais fossilizados, que morreram de maneira instantânea, foram recobertos com uma camada de gesso, e passam a impressão de serem esculturas. No entanto, são corpos que “congelaram” na posição em que se encontravam quando as cinzas e as lavras tomaram a região.
Essa é a primeira vez que os corpos são apresentados em um só local. Das milhares de vítimas – as estimativas variam de 10 a mais de 20 mil – foram localizados os corpos de pouco mais de mil, mas poucos preservados.
A exposição revela os diferentes métodos utilizados na preservação dos corpos, a começar pelo inventado por Giuseppe Fiorelli, diretor de escavações em Pompéia de 1861 a 1875.
Dal 5 marzo l’Antiquarium di Boscoreale ospita la mostra didattica “I calchi”, terzo appuntamento del ciclo di manifestazioni “Uno alla volta” organizzato dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dedicato allo studio del mondo antico attraverso i reperti dell’area vesuviana.
La mostra “I calchi”, curata dalla d.ssa Grete Stefani diretrice dell’Antiquarium di Boscoreale, affronta un argomento che suscitaparticolare interesse nei visitatori, quello delle vittime dell’eruzione che distrusse Pompei nel 79 d.C..
Partendo dal calco di cane della Casa di Orfeo, che insieme al calco di un maiale e a quello di una donna rinvenuta nella Villa della Pisanella di Boscoreale è in esposizione permanente all’Antiquarium, vengono messi in mostra altri calchi umani eseguiti a Pompei, in copia o in originale, a partire dalle prime esperienze del metodo inventato da Giuseppe Fiorelli, direttore degli scavi di Pompei dal 1861 al 1875, fino alle più recenti.
Il metodo di Fiorelli, prevedeva una colata di gesso liquido nella cavità lasciata dal corpo nel materiale vulcanico, che consentiva così di recuperare l’immagine delle vittime dell’eruzione.
Tra i calchi esposti quello di un intero gruppo familiare dalla Casa del Bracciale d’oro e quello di un bambino ritrovato nelle vicinanze della stessa casa; dalla Casa del Criptoportico il calco di un uomo in cui sono evidenti le tracce dei calzari con i resti delle borchie in ferro, e quello dell’uomo caduto dalle scale durante la fuga dalla Casa di Fabio Rufo.
Ad illustrare la storia delle diverse tecniche utilizzate nella riproduzione dei calchi, in mostra anche il calco in resina realizzato nel 1984 eseguito su una delle vittime venute alla luce in un ambiente della Villa di Lucius Crassius Tertius di Oplontis. Quest’ultimo sistema sperimentato integra il metodo del calco in gesso ideato da Fiorelli con quello della fusione a cera della statuaria in bronzo, permettendo di realizzare un calco trasparente che rende visibile lo scheletro consentendo l’individuazione e il recupero di gioielli e oggetti che le vittime portavano con sé al momento della fuga.
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Porta: “A due anni dall’istituzione della task force sulla cittadinanza recuperare squilibri e ritardi”
Roma, 7 aprile 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
“Le notizie che si possono raccogliere dalla stampa e dalle agenzie – ha proseguito l’on. Porta – sono quanto mai eterogenee e contraddittorie. Per quanto riguarda l’Argentina, infatti, è stato annunciato dalle locali autorità consolari l’azzeramento entro il mese di marzo delle 62.000 richieste giacenti dal 2002, mentre per il Brasile l’arretrato ammonterebbe ancora a circa 600.000 pratiche, di cui circa 400.000 nel solo Consolato di San Paolo. Come si spiega una differenza così vistosa, nonostante l’impiego di risorse umane e finanziarie straordinarie, volute dalla Finanziaria 2008?
A questo punto è importante sapere con precisione qual è la situazione Paese per Paese e, in ciascuno di essi, lo stato degli arretrati per ogni circoscrizione consolare.
In particolare – ha concluso l’on. Porta -, se le notizie correnti rispondessero alla realtà, ho chiesto al Ministro se non intenda adottare, nonostante le restrizioni di questi ultimi tempi, specifiche misure di riequilibrio volte a conseguire standard omogenei e, soprattutto a garantire un fondamentale diritto e a contrastare concretamente speculazioni affaristiche che sull’attesa della cittadinanza continuano a svilupparsi”.
Segue il testo dell’interrogazione al Ministro degli Affari Esteri presentata:
I sottoscritti interrogano il Ministro degli per sapere:
premesso che:
da quali ragioni dipenda una così forte divaricazione di risultati di un’esperienza amministrativa concepita unitariamente e secondo modalità omogenee;
qual è l’effettiva situazione delle giacenze delle richieste di cittadinanza in ciascuno dei Paesi nei quali la task force ha operato e in ciascun Consolato di ognuno dei Paesi;
quali sono le previsioni di azzeramento delle pratiche giacenti per ciascun Paese e, in caso di particolari difficoltà come quelle manifestatesi in Brasile, se il Ministro non ritenga di adottare specifiche misure di riequilibrio, volte a conseguire in breve tempo un risultato positivo e omogeneo.
Si chiede risposta scritta.
Fabio Porta, Gino Bucchino, Laura Garavini
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IN COMMISSIONE ESTERI L’ON FABIO PORTA RIBADISCE L’URGENZA DI RATIFICARE L’ACCORDO DI SICUREZZA SOCIALE TRA ITALIA E CILE
Roma, 30 marzo 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Nel corso della stessa seduta presentata una interrogazione a risposta immediata sulla grave situazione nella quale versa l’Ambasciata d’Italia a Brasilia.
Intervenendo in Commissione Esteri sulla discussione relativa alla ratifica del trattato per l’assistenza giudiziaria in materia penale con il Cile, l’On. Fabio Porta ha voluto ribadire l’urgenza di procedere in maniera analoga verso la ratifica dell’accordo bilaterale di sicurezza sociale tra l’Italia e il Paese Sudamericano.
“Si tratta di uno degli ultimi accordi di sicurezza sociale tra l’Italia e i grandi Paesi d’emigrazione italiana nel mondo – ha esordito il Vice Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera – anche questo firmato nel 1998: oltre dieci anni fa, come l’accordo di collaborazione giudiziaria che stiamo per ratificare. Sarebbe opportuno e doveroso, anche per rispetto ad un Paese e ad una comunità così gravemente e tragicamente colpiti dal recente terremoto, che il Governo e il Parlamento comprendessero l’urgenza di procedere a tale ratifica e si attivassero in tal senso.”
Nel corso della stessa seduta era stata presentata una interrogazione da parte dei deputati Antonione, Angeli e Napoli sulle gravi condizioni nelle quali versa la nostra Ambasciata d’Italia a Brasilia a seguito dei pesanti tagli economici alla rete diplomatico-consolare all’estero.
“Una questione – ha dichiarato l’On. Porta – sulla quale ero già intervenuto proprio in Commissione Esteri, denunciando una situazione insostenibile che riguarda la nostra Ambasciata in Brasile ma anche tutti i nostri consolati del continente; situazioni e condizioni sulle quali, anche grazie alle pressanti e dettagliate denunce dei sindacati dei dipendenti del Ministero degli Affari Esteri, abbiamo in più di un’occasione richiamato l’attenzione del governo, che invece si ostina a perseverare su questa strada senza uscita fatta di tagli pesanti e controproducenti”.
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Maggiore celerità nel riconoscimento della cittadinanza agli abitanti dei territori ex austro-ungarici
Roma, 31 marzo 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Risposta del Ministero dell’Interno a un’interrogazione dell’On. Fabio Porta
«A sette mesi dalla mia interrogazione al Ministro dell’Interno sull’andamento dei riconoscimenti di cittadinanza a favore delle persone nate e già residenti nei territori dell’ex impero austro-ungarico e ai loro discendenti» - ha dichiarato l’on. Fabio Porta, eletto nella ripartizione dell’America Meridionale della circoscrizione Estero - «il Sottosegretario Nitto Palma ha dato una risposta cortese e aperta, che però non risponde pienamente alle preoccupazioni che avevano motivato la mia iniziativa. Se dovessi riassumere in una battuta il tenore della risposta, direi che si sta camminando con passo più celere ma la strada che resta è ancora lunga.
Il Ministero dell’Interno, infatti, ha provveduto ad aggiungere unità di personale a supporto della Commissione interministeriale che si riunisce presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione e ha disposto, come suggerito dalle associazioni dei Trentini, la trasmissione unificata degli atti dai consolati quando vi sia un comune ascendente. Esso ha stabilito con decreto, inoltre, che quando le autorità che ricevono le pratiche esprimono parere favorevole sulla loro completezza e rispondenza alla legge, il nulla osta sulla concessione della cittadinanza venga rilasciato direttamente dal Direttore Centrale per i diritti civili, senza il preventivo passaggio in commissione.
Nonostante ciò, delle 43.700 pratiche presentate, solo 14.750, sono state definite. Un terzo è troppo poco. E se questa è la situazione, i tempi di attesa rischiano di essere ancora lunghi.
Per avere una ricognizione precisa delle aree di provenienza, avevo chiesto anche di avere un monitoraggio della situazione consolato per consolato, allo scopo di capire come intervenire anche localmente. La risposta, invece, si limita a confermare che la maggior parte delle domande viene dal Brasile e dall’Argentina, cosa già nota.
E’ il caso, dunque, di fare di più, soprattutto perché dietro la vicenda burocratica c’è un mondo vivo e pulsante. Circa la metà di coloro che hanno richiesto la cittadinanza italiana è costituita da persone che non arrivano ai quarant’anni di età. Si tratta certo di riconoscere un diritto sancito dalle leggi – ha concluso l’on. Porta – ma anche di rendersi conto che è interesse dell’Italia recuperare queste forze attive e giovani, che ancora guardano a noi con affetto e disponibilità».
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Roma, crollo nella Domus Aurea - Domus Aurea, la casa d'oro di Nerone
30/3/2010 (11:24) - BENI ARCHEOLOGICI
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| E' crollato un grande soffitto nella Domus Aurea | |
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Domus Aurea, la casa d'oro di Nerone
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| Un'immagine della Domus Aurea dopo il crollo | |
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L’On. Fabio Porta ( PD ) incontra a Roma il Ministero degli Esteri del Paraguay, Hector Lacognata
Roma, 17 marzo 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Nel corso del colloquio si e’ parlato dei rapporti tra i due Paesi, delle politiche migratorie tra Europa e Sudamerica e della presenza italiana in Paraguay.
A Roma per una serie di incontri ufficiali con le autorità italiane e della Città del Vaticano, il Ministro degli Esteri del Paraguay Hector Lacognata ha incontrato anche l’unico parlamentare del Partito Democratico eletto in America Meridionale, il Vice Presidente del Comitato sugli italiani all’estero della Camera dei Deputati Fabio Porta.
Nel corso del lungo e cordiale incontro, i due politici hanno affrontato una serie di tematiche di interesse comune: la questione migratoria, con riferimento tanto agli storici flussi migratori italiani in Sudamerica ma anche alla più recente emigrazione sudamericana in Europa; i rapporti e gli scambi di carattere economico e commerciale tra Italia e Paraguay, oggetto il giorno prima di un interessante seminario organizzato a Roma dal Cespi; le problematiche relative alla significativa collettività italiana e di origine italiana in Paraguay.
Su tutti questi punti il Ministro degli Esteri e il deputato italiano hanno riscontrato grandi elementi di convergenza, impegnandosi altresì a proseguire in altre sedi la discussione anche con il coinvolgendo dei rispettivi Governi e Parlamenti.
Un ulteriore punto di incontro tra Porta e Lacognata emerso dal colloquio e’ stato rappresentato dalla comune origine siciliana: nei prossimi giorni il Ministro si recherà, accompagnato dall’Ambasciatore del Paraguay in Italia, a Comiso (RG) dove sono nati oltre un secolo fa i nonni paterni; Comiso si trova a pochi chilometri da Caltagirone (CT) città natale dell’onorevole Porta.
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Agnone e Alto Molise: Progetto “ROOTS - RADICI”
12/03/2010
Alle Associazioni, Enti, Istituzioni
Presentazione e richiesta di collaborazione
L’Associazione Culturale “O.S.C.A.”, nata con lo scopo di contribuire allo sviluppo economico e culturale di Agnone e dell’Alto Molise, è impegnata nel lancio del progetto “Roots – Radici” che intende recuperare i legami con i discendenti degli alto molisani emigrati nel mondo dal 1870.
Il progetto-pilota riguarda Agnone. Attraverso la digitalizzazione di tutti i registri anagrafici antichi (1600 – 1901) il programma di lavoro prevede la ormai prossima apertura, da parte del Comune di Agnone, del Servizio Family Heritage che permetterà la costruzione informatizzata degli alberi genealogici di tutti gli agnonesi nel mondo. Ciò è stato possibile grazie al finanziamento della Fondazione Packard, Packard &Johnson creata da discendenti di emigrati da Agnone a Los Altos, California.
Con lo scopo di riavvicinare soprattutto gli eredi della grande emigrazione ottocentesca alla terra di origine, già nel 2010 l’Istituzione Osca, sempre in collaborazione con il Comune di Agnone, organizzerà le ”World Family Reunions” per offrire l’opportunità a tutti gli agnonesi residenti all’estero, di incontrarsi e rivivere le proprie “Radici”. Una occasione preziosa per le famiglie di recuperare l’identità in parte perduta che, siamo sicuri, costituirà una esperienza carica di fascino e suggestione per molte migliaia di persone. Per tutto questo è stato approntato un sito web già on line, sia pur in corso di perfezionamento. L’indirizzo è: www.agnoneitaly.com . A tal proposito, chiediamo, gentilmente, sempre se è possibile, segnalare sul vostro. sito il nostro link.
Per tutto quanto sopra, chiediamo gentilmente la Vs. collaborazione nel fornirci, se possibile, gli indirizzi di posta elettronica di tutti i nominativi di associazioni molisane in Vs. possesso e/o anche di privati agnonesi residenti all’estero. In allegato si trasmette un elenco dei più frequenti cognomi di famiglie agnonesi e il programma di soggiorno per le W.Family Reunions in Agnone.
Sicuri di un cortese e sollecito riscontro, l’occasione ci è gradita per porgere in ns. più affettuosi ringraziamenti e saluti.
Il Team di O.S.C.A.
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Presentata dal Presidente del MAIE oggi alla Camera una pdl sulla formazione dei giovani nati e residenti all’estero
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
Comunicato stampa
On. Ricardo Merlo:” Con il Programma “ Marco Polo” i giovani diventano i protagonisti del cambiamento”
Roma 17 marzo 2010:- L’on. Ricardo Merlo ha presentato oggi una pdl di istituzione del Programma MARCO POLO per la formazione ed educazione per l’approfondimento della cultura italiana destinato ai giovani italiani nati e residenti all’estero.
“Nel contesto mondiale attuale, in cui la globalizzazione ha approfondito i legami sociali, culturali, commerciali e tecnologici tra i popoli, l'esistenza di una collettività di più di quattro milioni di cittadini italiani residenti all'estero è qualcosa che non può essere trascurata da un Paese come l’Italia.
In particolare, sapere che quella una parte di quella collettività è costituita da circa 500 mila giovani italiani nati e residenti all’estero - di età compresa tra 18 e i 29 anni - è un dato di cui l’Italia deve tenere conto se pensa veramente di investire sul proprio futuro.
Si tratta di una risorsa preziosa per il Paese, su cui è necessario investire per rafforzare l'identità e la cultura italiana nel mondo e per contribuire alla formazione dei nostri giovani cittadini fuori d'Italia, affinchè possano diventare protagonisti del cambiamento.
Con il programma Marco Polo, ideato sui modelli di analoghi programmi di formazione adottati in Paesi come la Grecia e Israele, si vuole offrire a questi giovani studenti italiani, l'opportunità di fare un’esperienza educativa e culturale che consoliderà, senza dubbio, il loro senso di appartenenza all’Italia, che rafforzerà i legami di amicizia e comprensione reciproca tra loro e i giovani italiani nati e residenti in Italia.
Obiettivo non secondario sarà anche quello di favorire una presa di coscienza dell’esistenza di un Italia fuori dai confini nazionali, e la consapevolezza di essere parte integrante di un unico “popolo italiano” e per tutti coloro che prenderanno parte al programma uno scambio di esperienze sociali, culturali, educative ricevute nei paesi di provenienza. “
Testo
Proposta di legge
dell’on. Ricardo Antonio Merlo
Istituzione del Programma “ Marco Polo”
di formazione ed educazione per l’approfondimento della cultura italiana destinato ai giovani italiani nati e residenti all’estero
Art. 1.
Istituzione del programma
1.È istituito il Programma “ Marco Polo” destinato alla formazione ed educazione all’approfondimento della cultura italiana di giovani italiani laureati con residenza permanente fuori d'Italia, e nati fuori dall’Italia.
2. I posti messi a concorso sono annualmente 150.
Art. 2.
Requisiti
Possono accedere al programma “ MARCO POLO” i giovani di cui all’art.1 co.1 in possesso dei seguenti requisiti:
· età compresa tra i 24 e i 30 all’uscita del bando
· conoscenza di base della lingua italiana
· rendimento accademico di livello medio alto
Non avere mai usufruito in precedenza del Programma MARCO POLO
· Non aver mai usufruito di altre borse di studio dello Stato Italiano.
Art. 3.
Domanda di ammissione
1. I giovani in possesso dei requisiti secondo gli artt.1-2 possono presentare domanda di partecipazione al bando di concorso, indetto annualmente a cura del Ministero degli Affari Esteri, con l’indicazione dei posti disponibili per ciascuna ripartizione, calcolati in base al criterio di distribuzione indicato nel successivo art.6 ( Distribuzione delle Borse).
2. I termini del bando di concorso saranno regolamentati da apposito successivo decreto del Ministero degli Affari Esteri, per la successiva comunicazione alle rappresentanze diplomatiche per la necessaria diffusione all’estero.
Art. 4.
Contenuti e Durata del programma
1.Il programma MARCO POLO consiste in un corso di formazione ed educazione all’approfondimento della cultura italiana da svolgersi durante un soggiorno in Italia della durata di un mese (30 giorni), durante il quale i 150 partecipanti, divisi in tre periodi dell’anno, svolgeranno le seguenti attività formative didattiche:
corsi di storia e conoscenza dell’ arte italiana
attività culturali varie ( visite musei, mostre, attività congressuali)
visite ad istituzioni nazionali e regionali, con approfondimento della conoscenza dei meccanismi di funzionamento delle stesse
visite di aziende private e organizzazioni del terzo settore per conoscere la realtà economica e sociale italiana.
Art. 5.
Selezioni dei partecipanti al programma
La selezione dei giovani partecipanti al Programma verrà effettuata, nei paesi di provenienza, dalle Ambasciate italiane e sentiti i membri del CGIE del Paese di riferimento, sulla base dei titoli accademici, del superamento di una prova scritta (da svolgersi anche nella lingua madre) su un tema legato all’Italia, e delle motivazioni personali valutate nel corso di un colloquio personale, da eseguirsi in italiano.
Art. 6.
Distribuzione delle borse
Il metodo per l’assegnazione delle borse è il seguente: 140 borse saranno assegnate agli studenti provenienti dai Paesi esteri in modo proporzionale alla presenza nel CGIE dei rispettivi Consiglieri.
Le dieci borse restanti saranno assegnate agli studenti scelti dal Ministero degli Affari Esteri, anche in considerazione del fatto che non tutti gli stati esteri sono rappresentati nel CGIE.
Art. 7
Organizzazione del Programma
L’organizzazione del Programma sarà a cura del Ministero degli Affari Esteri di concerto con il Ministero della Gioventù.
Art.8
Copertura finanziaria
Per l’attuazione della presente legge è autorizzata la spesa di 1.800.000 (un milione ottocentomila) euro annui a decorrere dall’anno 2010. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo all’apposito Ministero.
Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 9
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
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Governo italiano reitera disposição de alterar regras para cidadania e voto no exterior
Sexta-feira - 12/03/2010
Ao falar para os integrantes das Comissões de Assuntos Constitucionais e do Exterior do Senado, o subsecretário do Ministério das Relações Exteriores, Alfredo Mantica, afirmou, nesta quinta-feira (11), que o Governo pretende manter o voto dos italianos no exterior, mas, a partir de reformas na representação, nos Comites e na Cgie, deverão ocorrer mudanças, a começar pela forma que é realizada atualmente a votação.
Relacionando a questão do voto no exterior com a cidadania, o subsecretário, mais uma vez, propugnou a necessidade de alterações, ressaltando novamente que não há outro país na Europa com um sistema tão liberal quanto o utilizado pela Itália. Observou, ainda, que na medida em que se concede cidadania, aumenta o número de eleitores.
Os textos que estão sendo trabalhados, observou Mantica, vão na direção de reforçar a representação territorial para os Comites, atribuindo-lhes com funções mais políticas ao mesmo tempo em que se reduziria o seu número. Quanto à Cgie, a Idea de fazer com que a entidade tenha uma relação mais direta com as regiões foi reforçada.
Para Mantica, o mais urgente é reformar as regras de como se vota no exterior e o próprio sistema de representação. Em 2008, recordou, foram expedidos 3 milhões e 63 mil envelopes, dos quais 648.839 retornaram aos consulados. O custo da operação – impressão e expedição – foi de quase 16 milhões de euros. Ressaltou, ainda, o baixo número de votantes.
De qualquer forma, ao final voltou a dizer que o governo tem a intenção de defender o voto dos italianos no exterior.
da: Redação revista eletrônica Oriundi
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CS MAIE 12 Marzo 2010: Il MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALLESTERO sbarca in Australia
Comunicato Stampa
Da Sydney Mario Borghese (Vice coordinatore MAIE Argentina):"Anche qui diventeremo una forza politica significativa "
Sydney 12 marzo 2010:- Il dott. Mario Borghese, Vice coordinatore ed ex candidato del MAIE in AMÈRICA LATINA, è in questi giorni impegnato in un viaggio esplorativo , per il MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL' ESTERO in varie città dell' Australia, dove sta incontrando i rappresentanti delle associazioni di italiani e delle diverse istituzioni di quel grande paese.
La prima occasione di incontro con la collettività italiana è stata una conferenza del FORUM sull'Immigrazione della Regione Sicilia a cui è seguito un pranzo offerto da Sam Mugavero, Presidente di Agira e direttore del quotidiano FICODINDIA, per la celebrazione della festa della donna.
Il giovane Vice coordinatore del MAIE, Borghese, che ha portato il saluto del Presidente del MAIE - on. Ricardo Merlo - alla collettività italiana riunitasi per l'occasione, ha detto: " Ho riscontrato molto interesse tra gli italo-australiani, nel progetto della costituzione del MAIE, come il MOVIMENTO ASSOCIATIVO, in Australia. Sembra che il recente accordo stretto dal MAIE con l'UDC abbia avuto un' eco anche qui e incontri molti sostenitori".
Tra gli altri eventi, Borghese è stato al Senato, invitato dalla sen. del Nuovo Galles del Sud, di origini italiane, sen. Maria Ficcara, che, come ha riferito il dirigente del MAIE: " Ha affermato di vedere come una grande opportunità per gli italiani residenti in Australia la costituzione di questa nuova forza che può aggregare intorno a sé molti consensi".
Il programma della visita di Mario Borghese, che ricordiamo è stato il più giovane tra i candidati dell'estero nelle elezioni politiche 2008, prevede, il 10 marzo, un business lunch alla Camera di Commercio Italiana di Sydney e, il 12 marzo, un incontro con i Giovani delle Associazioni italiane della città.
"Sono certo che il presidente Merlo, che ha fortemente voluto che partissi per questa missione esplorativa , resterà soddisfatto del lavoro che stiamo mettendo in cantiere con i giovani italiani dell'Australia;credo che lavorando insieme potremo crescere anche in questa ripartizione elettorale. Oggi sono in missione esplorativa, ma presto metteremo le basi cncrete del MAIE in tutta Australia e Sudafrica."
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PORTA (PD): POSITIVA LA DECISIONE DEL MINISTRO FRATTINI DI RIMUOVERE L’AMBASCIATORE SIGGIA DA BRUXELLES.
Roma, 10 marzo 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Farnesina sugli eventuali comportamenti di condiscendenza o complicità con chi ha voluto inquinare il voto all’estero”
Dichiarazione dell’On. Fabio Porta, Vice Presidente del Comitato permanente per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati:
“La decisione, annunciata dal Ministro Frattini nel corso dell’audizione in Commissione Esteri alla Camera, di procedere alla nomina del nuovo Ambasciatore d’Italia a Bruxelles già nel prossimo Consiglio dei Ministri, viene incontro all’interrogazione da me sottoscritta insieme ad altri colleghi del Partito Democratico, con la quale si chiedeva di richiamare immediatamente l’Ambasciatore Siggia e procedere immediatamente al suo avvicendamento.
Nell’esprimere il mio plauso al Ministro per l’opportuna e tempestiva decisione, invito il governo a proseguire nell’azione intrapresa a tutela dell’immagine del Paese e della nostra pubblica amministrazione (diplomatici in testa), anche alla luce di quanto è emerso dalle inchieste della Procura di Roma e di Reggio Calabria sul voto del 2008 in Sudamerica e sulla presenza presso alcuni nostri consolati di elementi collegati ad alcuni personaggi coinvolti da tali inchieste”.
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Fabio Porta: Fare chiarezza sui voti ottenuti dalla PDL in Sudamerica sui quali esiste già un’indagine in corso delle Procure di Roma e Reggio Calabria
Roma, 8 marzo 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Una dichiarazione del Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati, Fabio Porta (PD), eletto nella Ripartizione America Meridionale: “Piena luce anche sul ruolo della Fondazione Italiani nel Mondo. Liste all’estero pulite dai candidati indagati e maggiore informazione per gli italiani all’estero !”
“Leggo un’agenzia di stampa secondo la quale il Senatore Esteban Caselli rivendicherebbe di essere stato tra i primi a proporre modifiche al voto all’estero: “un sistema criticato per mantenere le loro posizioni di privilegio”, dice il Senatore-candidato a Presidente della Repubblica argentina.
Non potendo rivendicare il triste record di essere il Senatore più assente a Palazzo Madama (con un misero 38,03 per cento di presenze) Caselli fa appello ad altri primati.
Forse dopo aver ricevuto dal defunto Papa Giovanni Paolo II l’ordine di presentarsi alle elezioni argentine, il “Senador” e’ stato adesso preso dai morsi e dai rimorsi della propria coscienza e vuole contribuire a chiarire fatti gravi avvenuti durante le elezioni del 2008 nella Ripartizione America Meridionale. Come e’ noto, infatti, sui voti ottenuti dalla PDL in quelle elezioni fu subito aperta un’inchiesta dalle Procure della Repubblica di Roma e Reggio Calabria relativa all’influenza della mafia e della ‘ndrangheta sulle elezioni in Sudamerica. I sospetti di brogli furono poi confermati dallo scrutinio delle schede elettorali avvenuto a Castelnuovo di Porto, dove furono centinaia le schede sospette recanti proprio il nome del Senatore Caselli. A quei sospetti ne seguirono altri, e oggi l’indagine sul “caso Di Girolamo” fa riemergere un quadro analogo (anche se su scala europea), dove le collusioni con la delinquenza organizzata si intrecciano con possibili complicità o compiacenze da parte di alcuni nostri diplomatici. A questo proposito ho firmato con l’On. Garavini una specifica interrogazione al Ministro degli Esteri essendo convinto che proprio la difesa del diritto del voto all’estero esiga il massimo di rigore e di trasparenza da parte di tutti, autorità italiane e rappresentanti dei partiti politici in primo luogo. Anche su quest’ultimo aspetto, già nel corso della campagna elettorale, avevo lanciato un grido di allarme relativo alla presenza di personaggi di discussa moralità presenti nelle liste del centro-destra. Non mi riferivo solo al Senatore Di Girolamo, ma allo stesso Caselli (noto ai magistrati ed all’opinione pubblica argentina per il suo a dir poco discusso passato negli anni della dittatura e del governo Menem) e a Stefano Andrini (candidato anch’egli in Sudamerica e appena dimessosi dall’AMA di Roma a causa dell’indagine in corso su riciclaggio e ‘ndrangheta). Candidature non solo polemiche ma anche dubbie e pericolose; personaggi che probabilmente nessun partito avrebbe avuto il coraggio di presentare in Italia e per questo catapultati nella Circoscrizione Estero abusando e oltraggiando la buona fede di tanti elettori che poi li hanno votati anche grazie all’assenza di una corretta informazione o controinformazione. Senza parlare poi del ruolo sempre più inquietante e ambiguo, assunto dalla “Fondazione per gli Italiani nel Mondo”, fondata dal Sen. De Gregorio insieme ai suoi “compari” Caselli e Di Girolamo, sulla quale occorrerà fare piena chiarezza in merito al vero ruolo, agli eventuali collegamenti con la delinquenza organizzata e alla effettiva origine e destinazione delle risorse. Tutti questi fatti devono aumentare oggi la nostra responsabilità di parlamentari eletti all’estero: una seria modifica del sistema di voto all’estero si impone (anche con dei precisi criteri di selezione delle candidature) ma e’ anche necessaria una parallela seria riflessione sul sistema dell’informazione per gli italiani nel mondo, che questo governo sta distruggendo dimezzando in maniera irresponsabile le risorse ad essa destinate. Informazione e democrazia infatti vanno di pari passo, in Italia e anche all’estero”.
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L'on. Ricardo Merlo (MAIE) incontra l'ambasciatore argentino presso la Santa Sede Juan Pablo Cafiero
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO Comunicato stampa 02/03/2010
Nel corso della passata settimana, si è tenuto un importante incontro tra l'Ambasciatore argentino presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero, e il deputato eletto in Sudamerica nella Circoscrizione Estero, Ricardo Antonio Merlo (MAIE). Scopo dell' incontro era lo scambio di informazioni di comune interesse per l'Italia e l'Argentina, con particolare riguardo alle comunità cattoliche presenti in Latinoamerica. Tra l'altro, il deputato Merlo si è interessato anche al fatto che oggi, dopo quasi due anni dalla fine del mandato dell'Ambasciatore Taccetti, non ci sia ancora un nuovo ambasciatore presso la Repubblica Italiana. A tal proposito l'ambasciatore Cafiero ha assicurato l'On. Merlo del fatto che il Governo argentino sta lavorando sulla nomina del nuovo capo di missione a Roma. Al termine dell'incontro l'on. Merlo, fondatore del Movimento Associativo italiani all'estero, si è detto particolarmente soddisfatto del colloquio soprattutto per la ".Grande disponibilità e il sincero interesse mostrato dall'Ambasciatore Cafiero per l' attività del MAIE a favore della collettività italiana cattolica residente in Argentina, ma non solo, e per la conferma dei vincoli di amicizia che legano i due rispettivi Paesi.
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L'on. Ricardo Merlo (MAIE) incontra l'ambasciatore argentino presso la Santa Sede Juan Pablo Cafiero
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO Comunicato stampa 02/03/2010
Nel corso della passata settimana, si è tenuto un importante incontro tra l'Ambasciatore argentino presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero, e il deputato eletto in Sudamerica nella Circoscrizione Estero, Ricardo Antonio Merlo (MAIE). Scopo dell' incontro era lo scambio di informazioni di comune interesse per l'Italia e l'Argentina, con particolare riguardo alle comunità cattoliche presenti in Latinoamerica. Tra l'altro, il deputato Merlo si è interessato anche al fatto che oggi, dopo quasi due anni dalla fine del mandato dell'Ambasciatore Taccetti, non ci sia ancora un nuovo ambasciatore presso la Repubblica Italiana. A tal proposito l'ambasciatore Cafiero ha assicurato l'On. Merlo del fatto che il Governo argentino sta lavorando sulla nomina del nuovo capo di missione a Roma. Al termine dell'incontro l'on. Merlo, fondatore del Movimento Associativo italiani all'estero, si è detto particolarmente soddisfatto del colloquio soprattutto per la ".Grande disponibilità e il sincero interesse mostrato dall'Ambasciatore Cafiero per l' attività del MAIE a favore della collettività italiana cattolica residente in Argentina, ma non solo, e per la conferma dei vincoli di amicizia che legano i due rispettivi Paesi.
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L’ON. FABIO PORTA CHIEDE SOLIDARIETA’ CONCRETA ALLE VITTIME DEL DISASTROSO TERREMOTO IN CILE
“Ancora una volta l’Italia saprà dimostrare solidarietà e condivisione ad un Paese amico e ad un popolo fratello !”
L’On. Fabio Porta (PD), parlamentare italiano eletto nella Ripartizione America Meridionale, all’indomani del tragico terremoto che ha sconvolto il Cile, ha dichiarato:
“Ancora una volta siamo chiamati ad esprimere con la concretezza e la generosità propria del popolo italiano la nostra prossimità e condivisione alle popolazioni del Cile. Questa volta non si tratta di accogliere profughi o di lottare a fianco dei nostri fratelli cileni per la libertà e la democrazia, come avvenne nei fortunatamente lontani anni ’70; oggi si tratta di rispondere con atti concreti di solidarietà ad un popolo che in queste ore sta vivendo il dramma di un tragico terremoto che nel giro di poche ore ha distrutto centinaia e centinaia di vite umane. Ho già contattato il nostro Ambasciatore Palladino a Santiago e insieme al nuovo Responsabile dell’Ufficio italiani nel mondo del Partito Democratico Eugenio Marino stiamo già valutando le possibili forme di raccolta di fondi che dall’Italia e dal mondo faranno giungere aiuti e risorse alle vittime di quest’ennesima tragedia. Voglio solo aggiungere e trasmettere il mio abbraccio fraterno e sentito a tutti gli amici e i compagni del Cile, con il quale in questi anni ho avuto modo di condividere intensi momenti di impegno politico e di sincera amicizia. Sono certo che ancora una volta il popolo cileno saprà mostrare al mondo e a sé stesso la forza ed il coraggio che nei secoli hanno reso questo Paese un punto di riferimento certo per la democrazia e lo sviluppo di tutto il continente sudamericano”.
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Fabio Botto: TERREMOTO: Chile recebe solidariedade do Papa Bento XVI
01/03/2010
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Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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L’On Porta al Congresso UIM: “Difendere il voto all’estero rafforzando l’associazionismo e il sistema di rappresentanza”
“Rispondere al tentativo di lobby e potentati di mettere le mani sul voto ma anche al sistematico attacco del governo alla rete di programmi e servizi che mantiene vivo il legame dell’Italia con le sue collettività nel mondo”
“La vicenda Di Girolamo dimostra che lo smantellamento dell’associazionismo dell’emigrazione, della fitta rete dei patronati all’estero e il tentativo in atto di ridimensionare il sistema di rappresentanza Comites-Cgie rischiano di consegnare definitivamente ai grandi potentati economici o, peggio ancora, a gruppi collusi con la delinquenza organizzata il controllo del voto all’estero !”: e’ quanto dichiarato dal Vice Presidente del Comitato Permanente della Camera sugli italiani all’estro, Fabio Porta, nel suo intervento al IV Congresso dell’Unione Italiani nel Mondo in corso a Roma.
“Sono orgoglioso delle mie origini associative, prima l’Azione Cattolica, poi la UIL, che mi hanno permesso di conoscere e di vivere l’esperienza degli italiani all’estero – ha esordito l’On. Porta – come sono anche orgoglioso di essere stato per tanti anni un semplice ‘impiegato’ del patronato, occupandomi prima di immigrazione e poi di emigrazione”.
“Senza il rafforzamento del ricco e articolato mondo associativo che sta alla base del sistema di rappresentanza degli italiani all’estero avremo parlamentari eletti grazie al sostegno di potenti lobby se non addirittura sponsorizzati da gruppi legati alla criminalità organizzata”, ha aggiunto il deputato del PD.
“Mentre considero anche io opportuna e forse necessaria la modifica di alcuni meccanismi che regolano il voto all’estero (anche alla luce dei gravissimi episodi verificatisi nelle ultime elezioni in America Meridionale, sui quali fu a suo tempo aperta un’inchiesta), reputo altrettanto importante l’intensificazione dell’impegno civile di quanti sono coinvolti a vario titolo nella difesa dei diritti dei nostri connazionali residenti all’estero”.
“Il rischio infatti – secondo il parlamentare eletto in America Meridionale – e’ che l’attacco sferrato in questi giorni al voto all’estero sia strumentalmente usato da quanti in questi anni si stanno quotidianamente prodigando per lo smantellamento di tutta quella fitta rete di programmi e di rapporti che ha sempre legato l’Italia con le sue comunità nel mondo: lingua e cultura, informazione e stampa italiana all’estero, assistenza e previdenza, Comites e Cgie…Qualcuno vuole porre la parola ‘fine’ a questa storia, tagliando per sempre e in maniera miope, anacronistica e anche un po’ masochista la straordinaria opportunità rappresentata per l’Italia dalla ricchezza delle sue grandissime collettività che vivono in tutto il mondo.”
“Sono già iniziate – ha ricordato l’On. Porta ai delegati della UIM – le celebrazioni per i 150 anni dell’unita’ d’Italia; di questo secolo e mezzo di storia la diaspora dei 30 milioni di italiani emigrati e’ stata senza dubbio il fenomeno sociale più rilevante; sarebbe bello che il nostro Paese onorasse questa pagina di storia approvando la legge che ho presentato alla Camera e che prevede l’introduzione nelle scuole dell’insegnamento multidisciplinare della storia della presenza italiana nel mondo.”
“Di fronte all’impoverimento generale del nostro Paese – ha proseguito il deputato – la ricchezza rappresentata dai quasi dieci milioni di immigrati stranieri in Italia e emigrati italiani all’estero costituisce infatti uno dei pochi fattori potenziali di crescita e sviluppo: lo hanno capito gli economisti e gli storici, non ancora i nostri governanti”.
“Per questo – ha concluso l’On. Porta – non sarebbe soltanto una provocazione fare seguire all’iniziativa prevista in Italia per il primo marzo, quando tutti gli stranieri presenti nel nostro Paese ‘sciopereranno’ per sensibilizzare gli italiani sulla necessità ormai irrinunciabile della loro presenza, uno ‘sciopero’ degli italiani nel mondo per dimostrare anche concretamente l’incredibile e incommensurabile ‘valore aggiunto’ costituito non solo dai 4 milioni e mezzo di cittadini ma dagli oltre sessanta milioni di italo-discendenti per l’economia e l’immagine dell’Italia nel mondo !”
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On. Ricardo Merlo (MAIE) : Dal Governo un' altra stangata per gli italiani all' estero
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
Comunicato stampa
Roma, 25 febbraio 2010:- Durissima protesta dell'on. Ricardo Merlo per "l'improvvida scelta del governo di tagliare i fondi per i giornali editi all'estero".
Con l'approvazione alla Camera del decreto Milleproroghe sui fondi per l'editoria - ha spiegato il deputato italosudamericano - i contributi che finora hanno consentito la stoica sopravvivenza della stampa italiana all'estero, sono stati ridotti del 50%. Condivido il pensiero di Franco Siddi, segretario nazionale della Fnsi, che riconosce che non si può far fronte al giusto ripristino di contributi per i giornali (e le emittenti) di partito, quelli editi in cooperativa e altri 'beneficiati tradizionali', facendo soffrire <<....settori deboli ma significativi come la stampa per gli italiani all'estero, schiacciati come veri e propri vasi di coccio>>.
Il Governo Berlusconi conferma, una volta in più, una chiara e costante politica distante e disinteressata alle problematiche degli italiani all'estero. Dopo i tagli del 60% ai fondi per l'assistenza sociale e per la promozione della cultura e lingua italiana all'estero, arriva adesso il "decreto milleproroghe", approvato dalla Camera, che rischia seriamente di causare il definitivo tracollo dell'intero settore, già pesantemente messo a dura prova, innescando seri problemi di occupazione, causando la perdita di numerosi posti di lavoro.
Chiedo a tutti i colleghi eletti all'estero, soprattutto quelli eletti nelle file della coalizione di maggioranza, di lasciare da parte le ideologie e gli interessi di partito e di unirci per articolare una forte opposizione, non tanto a "questo Governo", bensì alle "politiche" attuate da questo Governo, per onorare, una volta per tutte, l'impegno preso con gli elettori.
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On. Ricardo Merlo (MAIE) : Non facciamo di tutta l 'erba un fascio
26/02/2010
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
Comunicato stampa
Sconcerto del Presidente del MAIE dopo le dichiarazioni di alcuni parlamenatri di voler abrogare la legge Tremaglia
L' On. Ricardo Merlo, Fondatore e Presidente del MAIE - Movimento Associativo Italiani all'estero, ha rilasciato la seguente dichiarazione, alla luce di quanto sta accadendo intorno al caso Di Girolamo: "Sono un parlamentare eletto all'estero nella ripartizione America Latina, al mio secondo mandato presso la Camera dei deputati.
Sono entrambe le volte risulatato il più votato dai connazionali in Sudamerica, eletto nel 2006 con 45.000 preferenze e nel 2008 con 53.000,nel MAIE un movimento politico nato all'estero e totalmente indipendente, con una forte partecipazione di base.
Non ci sono mai state contestazioni sulle schede votate con il mio nome nè sulla mia elezione. La mia elezione, e sicuramente quella di quasi tutti gli eletti all'estero, è stata totalmente regolare.
Purtroppo il caso Di Girolamo ha fatto sì che si parli degli eletti all'estero in chiave negativa, con la conseguenza che alcuni colleghi parlamentari, oggi, dichiarano che si dovrebbe addirittura abrogare la legge Tremaglia.
Io dissento totalmente da chi ha rilasciato queste aberranti dichiarazioni (Gasparri e Giovanardi).
É un errore fare di tutta l'erba un fascio e danneggiare chi non ha assolutamente niente di cui sentirsi colpevole.
Come anche altri colleghi eletti all'estero, sono pronto a discutere sul metodo, con cui si vota, ma non credo si possano mettere in discussione i diritti civili e politici dei cittadini italiani residenti all'estero, riconosciuti dall'art. 48 della Costituzione, che recita "Sono elettori tutti i cittadini" Tutti. Senza distinzione alcuna sulla base del luogo di residenza!
La nostra collettività fuori dai confini nazionali, ha espresso, ed esprime tutt'oggi, nel mondo personaggi di chiara fama e successo che ricoprono incarichi di altissimo livello in tutti i settori. Da quello economico, a quello politico a quello socio-culturale. E come ho già avuto modo di ribadire in più occasioni, in questo mondo globalizzato, è più l'Italia ad avere bisogno degli italiani all'estero, che questi ultimi dell'Italia."
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L’On. Fabio Porta interviene in aula presentando l’emendamento a favore della stampa italiana all’estero
Roma, 24 febbraio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Il testo bocciato dalla maggioranza dei deputati; la proposta emendativa del Partito Democratico sottoscritta anche dal responsabile per gli italiani nel mondo della PDL, On. Di Biagio
Nel corso della votazione alla Camera dei Deputati del cosiddetto decreto “mille proroghe” l’On. Fabio Porta, Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero, è intervenuto per presentare e sostenere l’emendamento a favore della stampa italiana edita all’estero.
L’emendamento recava la prima firma del Vicepresidente Vicario del gruppo parlamentare del Partito Democratico Michele Ventura, come anche di tutti i deputati del PD eletti all’estero; nel corso della discussione anche il responsabile del PDL per gli italiani nel mondo Aldo Di Biagio aveva chiesto di apporre la sua firma al testo.
“L’informazione italiana all’estero – ha detto nel suo intervento in aula l’On. Porta – costituisce oggi uno dei pochi anelli di congiunzione tra l’Italia e le sue grandi comunità che vivono in tutto il mondo; e ciò – ha aggiunto il deputato eletto in America Meridionale – è ancora più importante oggi anche a seguito dei pesanti e ripetuti tagli che stanno colpendo tutti i capitoli di bilancio ad essi destinati (assistenza, lingua, cultura, rete consolare…).”
“Chiedo a quest’aula – ha concluso il parlamentare – di non essere miope ma lungimirante: più informazione italiana all’estero vuole dire più democrazia, più trasparenza e partecipazione. E’ grazie al lavoro, spesso volontario, di chi mantiene in vita queste testate che l’Italia nel mondo è ancora viva e presente, non dimentichiamolo mai !”
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Si costituisce l'Associazione di Amicizia Italia - Venezuela
CS MAIE - 24 febbraio 2010
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
Comunicato stampa
Su iniziativa dell'on. Ricardo Merlo e con la partecipazione dell'on. Pierferdinando Casini
Si costituisce l'Associazione di Amicizia Italia - Venezuela
Roma, 24 febbraio 2010:- É in fase di costituzione, presso il Parlamento, l'associazione di amicizia Italia - Venezuela su iniziativa dell'on. Ricardo Merlo, deputato italo sudamericano del Movimento Associativo Italiani all'Estero, Vicepresidente dell' UIP-Unione interparlamentare. Il Presidente On. Merlo ha così commentato questa iniziativa: "A questo gruppo di lavoro hanno dato adesione sessanta tra deputati e senatori, tra i quali anche il leader dell'UDC, presidente onorario dell' UIP, on. Pierferdinando Casini, segno del grande interesse che cresce verso questo Paese sudamericano. Nei mesi scorsi sono stato sollecitato, sia a livello istituzionale che da singoli cittadini ivi residenti, in quanto Presidente della sessione di amicizia Italia Venezuela dell'UIP, di organizzare una missione in Venezuela con lo scopo di intavolare un amichevole incontro con i colleghi parlamentari venezuelani, ma anche per discutere dei problemi degli italiani lì presenti, che sono oltre 130.000 secondo i dati AIRE (anagrafe dei residenti all'estero) ma che ammontano a circa 2 milioni se si considerano anche gli oriundi.
Questa nuova associazione tra parlamentari avrà come obiettivo rinsaldare i noti legami di amicizia, ma sarà anche un'opportunità per favorire gli scambi culturali, economici e politici tra il nostro Paese e quello sudamericano. Prevedo già nei prossimi mesi di effettuare una prima visita esplorativa in Venezuela, accompagnato da una delegazione dei colleghi che con entusiasmo si sono già associati".
Oltre all'on. Merlo e all'on. Casini, tra i 60 già associati, i parlamentari che per primi hanno aderito sono:l'on. Giuseppe Angeli, l'on. Massimo Calearo Ciman, l'on. Gianni Farina, Giuseppe Galati, la sen. Mirella Giai, l'on. Carmelo Lo Monte, l'on. Angelo Lombardo, l'on. Daniela Melchiorre, l'on. Franco Narducci, l'on. Francesco Nucara, Italo Pinzger, l'on. Fabio Porta, l'on. Antonio Razzi, l'on.Italo Tanoni, la sen. Helga Thaler, l'on.Marco Zacchera.
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Comunicato On.Porta: Accolto dal Governo l'ordine del giorno presentato dall'On. Porta sulla cittadinanza degli appartenenti ai territori dellimpero austro-ungarico
Roma, 24 febbraio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Accolto dal Governo l’ordine del giorno presentato dall’On. Porta sulla cittadinanza degli appartenenti ai territori dell’impero austro-ungarico
L’analogo emendamento era decaduto a causa della riduzione del numero totale di emendamenti presentati alla Camera dai gruppi parlamentari.
A seguito dell’approvazione del decreto mille-proroghe l’On. Fabio Porta (PD), insieme agli onorevoli Froner, Narducci, Bucchino, Farina, Fedi e Garavini, ha presentato un Ordine del giorno che impegnerebbe il Governo italiano a “predisporre misure idonee per continuare a rendere possibile, anche attraverso una ulteriore proroga del suddetto termine del 31-12-2010, la presentazione delle domande per il riconoscimento della cittadinanza italiana da parte degli aventi diritto”.
L’Ordine del Giorno, anche se accolto come raccomandazione dal rappresentante del Governo, non è purtroppo vincolante nè ha il potere di una norma; in questo senso l’On. Porta, insieme ai colleghi Froner e Narducci, aveva presentato uno specifico emendamento in aula che – causa i tempi limitati imposti dal governo per l’approvazione del decreto “milleproroghe” – era stato tra quelli eliminati in corso di approvazione da parte della Camera.
Il decreto deve comunque adesso ritornare al Senato per l’approvazione finale.
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www.radioitaliana.com.br : Desfiles de moda chegam a Milão com calendário polêmico
23/02/2010
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Fabio Porta: “No alla razionalizzazione fatta solo di tagli e chiusure”
Roma, 23 febbraio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
L’intervento dell’On. Fabio Porta PD nel corso dell’audizione del Sottosegretario Mantica sulla rete consolare. “In Sudamerica non si chiude ma la struttura soffre le conseguenze dei tagli e del mancato rafforzamento della rete consolare”
Intervenuto nel corso dell’audizione del Sottosegretario Mantica alle Commissioni Esteri di Camera e Senato sul tema della razionalizzazione della rete consolare italiana nel mondo, il Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero On. Fabio Porta ha esordito evidenziando “il paradosso di una razionalizzazione fatta solo di tagli e risparmi, a danno della qualità dei servizi a favore dei nostri connazionali e del rafforzamento della presenza e dell’immagine dell’Italia nel mondo”.
“Da un anno e mezzo – ha aggiunto il parlamentare del PD – parliamo solo di consolati da eliminare o di ambasciate da chiudere; mai una parola sul potenziamento della nostra rete diplomatico-consolare”.
“Emblematico – secondo il deputato eletto in America Meridionale – il caso della rete consolare in America Latina, già da tempo in sofferenza e dove sarebbe invece opportuno per ragioni geo-politiche un potenziamento strutturale della presenza italiana”.
“L’Argentina ha più cittadini italiani di alcune regioni italiane; il Brasile e’ oggi un Paese-chiave per la nostra internazionalizzazione; il Venezuela reclama da tempo un’intensificazione della nostra presenza istituzionale…: sono solo alcuni esempi – ha detto l’On. Porta – delle deficienze della rete consolare in America Latina; anche i casi di Cile, Perù, Bolivia ed Ecuador sono emblematici in tal senso”.
“I pesanti tagli sulla rete consolare, sia pure in assenza di uno specifico piano di ridimensionamento, colpiscono già le nostre sedi consolari e – secondo l’On. Porta - addirittura alcune importanti Ambasciate, ridotte a funzionare in condizioni precarie e al di sotto degli standard minimi sostenibili”.
Il deputato ha quindi concluso il suo intervento invitando il Sottosegretario “a riferire al Parlamento sul necessario piano di potenziamento della rete consolare italiana nel mondo che dovrebbe accompagnare la cosiddetta ‘razionalizzazione’ in corso, anche alla luce della prossima riforma del MAE”.
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Fabio Botto: Papa Bento XVI pede "renovação espiritual" dos fiéis durante a Quaresma
17/02/2010
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Na missa, celebrada após a Procissão Penitencial iniciada na Basílica de Santo Anselmo, o papa ressaltou que, "nos nossos dias, a humanidade precisa ter esperança de um mundo mais justo, acreditar que isso seja possível, apesar das desilusões que vêm das experiências cotidianas".
Nesta Quarta-feira de Cinzas, Joseph Ratzinger também lembrou que depois de "perder" a própria "inocência", o homem só "pode voltar a ser justo graças à justiça de Deus, à justiça do amor".
Ao realizar o rito da Imposição das Cinzas, Bento XVI recordou que estas são impostas sobre a cabeça daqueles que "começam com boa vontade o itinerário da quaresma".
"[A cerimônia] é essencialmente um gesto de humildade, que significa: eu me reconheço pelo que sou, uma criatura frágil, feita da terra e destinada à terra, mas também feita à imagem de Deus e destinada a Ele", explicou.
Durante a missa, o papa impôs as Cinzas aos cardeais, bispos e fiéis. Dentre os primeiros a recebê-las, estavam o secretário de Estado do Vaticano, Tarcisio Bertone, e Camillo Ruini, ex-presidente da Conferência Episcopal Italiana (CEI).
Mais cedo, ao chegar ao Monte Aventino, onde está a Basílica de Santo Anselmo, Bento XVI foi recebido pelo cardeal vigário Agostino Vallini. No local, ele presidiu a Estação Quaresmal. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Fabio Porta: in vista della completa abolizione, prorogare i termini della richiesta di cittadinanza dei Trentini
18 febbraio 2010 – Ufficio Stampa On. Porta
Sul Decreto cosiddetto “Mille Proroghe” (DL. 30 dicembre 2009 n. 194), attualmente all’esame delle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, l’on. Fabio Porta ha presentato un emendamento volto a inserire la proroga di cinque anni dei termini previsti dalla legge n. 379 del 14-12-2000 per la richiesta di cittadinanza italiana da parte dei cittadini abitanti nei territori oggi italiani appartenuti in passato all’Impero austro-ungarico, e loro discendenti.
Sulla stessa questione è stata già presentato di recente un disegno di legge da parte dei deputati Froner, Porta e Narducci per eliminare i termini di scadenza per la presentazione delle domande da parte degli interessati, in coerenza con quanto è stato già deciso con legge (n. 124 dell’8-3-2006) per gli abitanti dei territori già italiani ceduti alla ex Jugoslavia.
“Ho ritenuto, unitamente ai colleghi Froner e Narducci, di cogliere l’occasione del decreto cosiddetto “Mille Proroghe” per prolungare i termini di presentazione delle domande di cittadinanza da parte di coloro che hanno abitato i territori oggi italiani dell’ex impero austriaco non solo per corrispondere ad un sacrosanto diritto di persone di sentimenti e cultura italiani, ma anche per determinare le condizioni affinché il Parlamento possa adottare la soluzione strategica della questione, da noi proposta, vale a dire l’abolizione completa dei termini fissati nella legge n. 379. Questo è già avvenuto per gli abitanti dei territori italiani passati alla ex Jugoslavia e non c’è ragione plausibile perché le situazioni non siano rese omogenee.
Mi auguro che su questi aspetti di riconoscimento dei diritti di cittadinanza non scatti il solito meccanismo di appartenenza di maggioranza, ma si possa concorrere tutti insieme ad una soluzione attesa e giusta. Faccio appello ai colleghi, inoltre, in particolare a quelli eletti in Trentino, perché aggiungano la loro voce alla nostra, sia in commissione che in aula, quando il decreto arriverà per la definitiva conversione”.
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SAIBA NA RÁDIO ITALIANA ( www.radioitaliana.com.br ): A HISTÓRIA DO FAMOSO "CARNAVAL DE VENEZA"
15/02/2010
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Belgio, scontro fra treni: 25 morti
15/2/2010 (10:16) - DISASTRO A BRUXELLES
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| I soccorritori al lavoro |
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Considerada grotesca, obra de Niemeyer na costa Amalfitana continua sendo contestada
Sexta-feira - 12/02/2010
Idolatrado e endeusado no Brasil e em diferentes partes do mundo, o arquiteto Oscar Niemayer continua sendo duramente criticado na Itália, por conta da inauguração, no final do mês passado, de uma obra sua em Ravello, no deslumbrante cenário da costa amalfitana. A campanha contra um auditório, idealizado pelo arquiteto que se notabilizou pela formas de Brasília, está sendo liderada pela Italia Nostra, associação nacional para a proteção do patrimônio histórico, artístico e natural do país.
As criticas ao edifício, que segue a mesma linha de outras edificações de Niemeyer, com muito concreto armado, também se espalharam pela mídia local. No La Repubblica, jornal identificado com a esquerda – o centenário Niemayer sempre foi um comunista convicto -, um artigo ressalta que Niemeyer viu a região apenas no papel, enquanto no Vernedi De Setta classifica a obra como grotesca.
Italia Nostra alega igualmente que a construção viola a previsão do plano urbanístico territorial. A obra chegou a ser reconhecida como ilegítima pela Procuradoria da região da Campanhia, mas a sentença foi anulada pelo Conselho de Estado que, segundo Italia Nostra, não analisou o mérito em decorrência de um suposto vício no recurso originário impetrado pela instituição.
À ilegalidade da obra, acrescenta-se, segundo a instituição, a violação da paisagem e do contexto, pela dimensão totalmente fora de escala e pela forma do auditório.
Enfim, na terra dos grandes mestres da arquitetura, como Palladio, o fato é que o edifício foi inaugurado e efetivamente é difícil negar que ele destoa da paisagem harmônica que faz da costa amalfitana um dos cenários mais naturalmente belos do mundo.
Ma è
Lo riconosce Fuksas su La Repubblica: "Niemeyer non visitò Ravello e ha visto la costa amalfitana solo sulle carte". Ma è "grottesco" (lo afferma De Seta sul “Venerdi”) opporre all'atto creativo le ragioni della legalità. Perché questo auditorium viola le previsioni del piano urbanistico territoriale approvato (caso unico nel panorama nazionale) con legge regionale. Che la previsione dell'auditorium fosse illegittima era stato riconosciuto dal Tar Campania con una sentenza che, è vero, il Consiglio di Stato poi sorprendentemente annullò, ma senza entrare nel merito, per un supposto vizio di notifica dell'originario ricorso di Italia Nostra. Dunque l'auditorium è innanzitutto un abuso edilizio.
E perché immaginato da chi non conosce il luogo mirabile in cui sarebbe stato calato, "all'illegalità si aggiunge la violazione di ogni rispetto del paesaggio e del contesto (come anche di recente ha ribadito Italia Nostra) per le dimensioni palesemente fuori scala - parte del costruito aggetta sui terrazzamenti - e per la forma: la cupola si oppone all'andamento naturale del pendio e occupa pesantemente le visuali dall'alto e dal basso; la struttura ondeggiante non ha alcun rapporto con la tipologia edilizia tradizionale dominante in Costiera", che è esplicitamente l'oggetto di tutela del vincolo paesaggistico operante nel luogo.
È bene allora ricordare che la costiera Amalfitana e la penisola Sorrentina sono tutelate da un piano urbanistico territoriale (put) “con specifica considerazione dei valori paesistici e ambientali” approvato con legge regionale (27 giugno 1987, n. 35).
Una legge e un piano, molto rigorosi, e si deve a essi se quel territorio, che pure non è scampato all’abusivismo, non è però affetto dalla rivoltante devastazione legale e illegale dilagata in Campania negli ultimi lustri. E’ incontestabile che l’approvazione di un opera non conforme al Put è illegittima. Italia nostra lo ho sempre sostenuto. (Italia Nostra)
Redação revista eletrônica Oriundi
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L’on. Porta incontra l’Ambasciatore d’Uruguay in Italia, Alberto Breccia
Roma, 11 febbraio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Il diplomatico sarà il prossimo Ministro alla Presidenza della Repubblica, a seguito di una nomina effettuata direttamente dal neo-eletto Presidente Josè Mujica.
L’On. Fabio Porta, parlamentare del Partito Democratico eletto nella Ripartizione America Meridionale, ha avuto un lungo e cordiale incontro con l’Ambasciatore dell’Uruguay in Italia, Alberto Breccia Guzzo, da poco nominato Ministro della Presidenza dal neo-eletto Presidente della Repubblica dell’Uruguay Josè Mujica.
Nel corso del colloquio sono stati trattate in maniera approfondita tutte le tematiche relative ai rapporti bilaterali tra i due Paesi, con enfasi sulla enorme presenza della comunità italiana e di origine italiana in Uruguay, collettività alla quale appartiene a tutti gli effetti il neo-Ministro, come il suo cognome indica chiaramente.
Al centro del lungo scambio di idee anche il ruolo politico del Paese Sudamericano nello scenario continentale e internazionale e le grandi potenzialità di sviluppo del rapporto con l’Italia e l’Unione Europea.
L’On. Porta, anche nella sua qualità di Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati, si è ripromesso di visitare nei prossimi mesi l’Uruguay per incontrare in primo luogo la collettività di origine italiana ma anche per avviare una serie di incontri istituzionali con il Governo e il Parlamento.
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Il Vice Presidente del Comitato per gli Italiani all’estero, Fabio Porta, interviene ai lavori del Comitato chiedendo il rinnovo degli organismi di rappresentanza entro il 2010 e bocciando il testo unico presentato al Senato.
Roma, 10 febbraio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
“Il testo presentato dal Senatore Tofani equivale ad una eutanasia della vita democratica degli italiani residenti all’estero”
Intervenuto nel corso della riunione del Comitato Permanente sugli italiani all’estero della Camera dei Deputati, il Vice Presidente Fabio Porta ha ribadito con forza “la necessità di procedere quest’anno, senza indugi e senza ritardi, alle elezioni dei Comites in tutto il mondo; tale richiesta era stata già avanzata lo scorso anno dai parlamentari del Partito Democratico che avevano denunciato il tentativo del governo di utilizzare in maniera impropria i fondi destinati alle consultazioni democratiche per coprire i crescenti e insostenibili buchi nei fondi destinati ai programmi per gli italiani all’estero”.
Sul tema più generale della riforma degli istituto di rappresentanza, il deputato eletto in America Meridionale ha ricordato come “già il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (come confermato dalla relazione e dai documenti presentati al Parlamento) aveva presentato una specifica relazione con delle precise indicazioni che raccoglievano i pareri espressi dai Comites e dalle nostre comunità all’estero; purtroppo il testo unico presentato al Senato va esattamente nella direzione opposta, e cioè nel senso di una mortificazione e quasi di un azzeramento nella quantità ma anche nella qualità di tali organismi e degli importanti compiti che la legge assegna loro”.
Il deputato del Partito Democratico, dopo aver ricordato “che aveva personalmente più volte auspicato un lavoro coordinato tra le due Camere, anche attraverso i rispettivi comitati, per arrivare ad una riforma più vicina alle reali istanze del mondo degli italiani all’estero”, ha criticato duramente il testo presentato al Senato dal Senatore Tofani che “riduce drasticamente il numero dei Comites, ne diminuisce fortemente i poteri, mortifica la presenza dei componenti di origine italiana, elimina il ruolo delle associazioni e – soprattutto – crea una artificiosa e incomprensibile sovrapposizione/confusione di ruoli con il Cgie che diventa una sorta di ‘grande intercomites’ privo di poteri e svuotato della propria originale specificità: una sorta di “eutanasia” dell’attuale meccanismo che oggi regola la partecipazione democratica degli italiani residenti all’estero”.
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Merlo (MAIE): Verso la Costituente di Centro
09/02/2010
Verso la Costituente di Centro
Merlo (MAIE): L'Italia ha bisogno degli italiani all'estero più di
quanto gli italiani all'estero abbiano bisogno dellItalia'
Casini: (UDC) "Costruiamo insieme una nuova forza politica"
Sabato 6 febbraio, si è tenuto a Roma, presso il Palazzo della Confcooperative, l'incontro politico dal titolo "LD-MAIE con l'UDC verso la Costituente di Centro".
In una gremitissima sala conferenze, alla presenza di numerosi amministratori locali, rappresentanti di associazioni e sindacati, parlamentari e candidati alle prossime elezioni regionali, i relatori, il Presidente dell'UDC, on. Pier Ferdinando Casini, il presidente del MAIE, on. Ricardo Merlo, l'on. Daniela Melchiorre e l'on. Italo Tanoni, rispettivamente Presidente e Coordinatore Nazionale dei Liberal-Democratici, hanno tracciato le linee guida della nuova formazione politica a cui stanno lavorando congiuntamente e annunciato le candidature dell' alleanza LD-MAIE che saranno inserite nelle liste UDC, in tutte le regioni italiane.
L'on. Ricardo Merlo, in particolare, ha evidenziato l'opportunità offerta dalla presenza al tavolo della Costituente di Centro di un movimento come il MAIE - Movimento Associativo Italiani all'Estero, già fortemente presente in Sudamerica e in crescita in tutte le altre circoscrizioni estero. Una forza politica dialogante, nata in Sudamerica - ha poi spiegato - e costituita da italiani, emigrati e nati all'estero, che oggi rappresentano una grande opportunità per l'Italia".
Merlo ha criticato fortemente i tagli ai fondi per gli italiani all'estero che il governo ha varato nelle ultime finanziarie." Questo governo non si rende conto dell'errore strategico che significa tagliare questi fondi. Fondi che non sono un costo puro per il Paese, ma devono essere visti come un investimento, da tradurre in presenza politica e culturale italiana all'estero, turismo verso l'Italia, esportazioni e in tutto quello che comporta un'azione politica matura in un mondo ogni giorno più globalizzato".
Il Presidente Casini, dal canto suo, ha definito i cittadini italiani residenti all'estero come: "Milioni di ambasciatori d'Italia in servizio permanente effettivo" di cui si deve tener conto se non si vuole sprecare l'opportunità rappresentata dall'avere degli eletti all'estero nel parlamento.
Inoltre, sottolineando l'intervento dell'On. Merlo, che lo aveva preceduto, ha dichiarato: "Non sottovalutiamo le parole di Merlo, che personalmente condivido:oggi è l'Italia che ha bisogno degli italiani all'estero più di quanto gli italiani all'estero hanno bisogno dell'Italia.
Concludendo i lavori del congresso, il Presidente Casini ha ribadito, infine, che : "É necessario riportare gli italiani alla concretezza della realtà, mantenendo saldi i pilastri su cui si fonderà la nuova formazione politica: la conservazione dei nostri valori - intesi in termini civili e non religiosi - e la modernizzazione e l'apertura al mondo di un' Italia che affronta la sfida della globalizzazione".
" É una difficile sfida - ha detto - e per vincerla ci vuole un partito nuovo, non un partito rinnovato. Oggi, che le distinzioni ideologiche sono in gran parte superate, non siete voi che dovete venire a casa mia: ma insieme costruiamo una nuova casa.
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www.radioitaliana.com.br : CIÊNCIA: Universidade de Padova revela que a "fé" ajuda a retardar a evolução da demência senil
08/02/2010
A religiosidade, entendida como uma disposição à religião ou espiritualidade, retarda a evolução da demência senil. É o que indica um estudo realizado por dois cientistas da Clínica Geriátrica da Universidade de Padova, dirigida pelo professor Enzo Manzato e publicada na revista Current Alzheimer Research.O estudo, que se realizou em 64 pacientes com o mal de Alzheimer em estágios distintos da doença, acompanhou por 12 meses a progressão de sua demência, após dividi-los em dois grupos, segundo a sua religiosidade: o grupo dos que tinham um baixo nível de religiosidade, e aquele com um nível de religiosidade alto ou moderado.
Por um ano, os pacientes foram submetidos a testes para medir seu estado mental e funcionalidade nas atividades diárias, tanto as que permitem um primeiro grau de autosuficiência (se vestir, tomar banho e comer sozinhos), como aquelas mais complicadas (como telefonar). Os pacientes do grupo de menor religiosidade tiveram ao longo dos 12 meses uma perda das capacidades cognitivas 10% superior daqueles com um nível médio-alto de religiosidade.
As doenças neurodegenerativas como o mal de Alzheimer não têm cura. Os remédios e condições especiais de vida só podem retardar sua evolução. "Os estímulos sensoriais provenientes de uma vida social normal atrasam o declínio cognitivo, explica o professor Manzato, mas no caso do estudo citado parece ser a religiosidade interior a maior responsável por adiar a perda cognitiva. Não se trata portanto de um ritual associado a determinados comportamentos sociais, mas de uma tendência real em 'acreditar' em uma entidade espiritual".
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Itália dá exemplo e inaugura presídio exclusivo para transexuais
Terça-feira - 02/02/2010
Obras no prédio que servirá como prisão exclusiva para transexuais, em Empoli, foram concluídas.
Sempre na alça de mira das entidades internacionais de direitos humanos – que não têm o mesmo rigor ao analisar situações em outros países europeus -, e invariavelmente detratada pela mídia mundial e, inclusive local, que com a maior facilidade, e sem nenhum cuidado investigativo, acusa-a de xenófoba, racista e homofóbica, a Itália está prestes a inaugurar um presídio destinado para apenados transexuais.
Sem receber o destaque, e sem o alarde que sempre acompanha qualquer ação que indique uma possível violação dos direitos humanos, a notícia sobre o assunto, mesmo na Itália, recebeu um tratamento mais destacado apenas de um dos grandes jornais do país, o La Stampa, de Torino. Além disso, algumas agências internacionais também divulgaram o tema.
Seja como for, o fato é que praticamente tudo está pronto para que, em março, o antigo Istituto empolese del Pozzale, em Empoli, na Toscana, passe a abrigar inicialmente 30 transexuais que têm contas a prestar à Justiça. O sistema hidráulico e o elétrico do prédio passaram por uma reforma, e foram alteradas as medidas de segurança, conforme destaca a responsável pela Administração Penitenciária da região, Maria Pia Giufrida.
Os 40 guardas que trabalharão no local, homens e mulheres, estão passando por uma atualização por meio de cursos e encontros realizados na Agência de Saúde Local.
Inaugurado em 1997, o instituto empolese de Pozzale era utilizado para recuperar mulheres com problemas de drogas. Com os indultos, nos últimos tempos era ocupado por poucas pessoas até surgir, em 2008, a idéia de transformá-lo em uma casa de detenção para transexuais.
Com mil metros quadrados, distribuidos em dois andares, 26 celas espaçosas e arejadas, um bibliotecam sala de recreação, gabinete dentário, enfermaria, campo esportivo, um hectare de oliveiras, e até uma estrutura onde se produzia vinho e óleo, o prédio do Instituto servirá como uma espécie de experiência piloto, que poderá replicar em outras partes do paísm e terá inclusive monitoramento da associação que atua pelos direitos dos encarcerados.
Afinal, os detentos deixarão de sofrer discriminação, comum em presídios, onde invariavelmente precisam ser isolados.
Por isso, as principais entidades nacionais que defendem os direitos dos gays, lésbicas e transexuais, como a Arcigay, aplaudem a iniciativa. O seu presidente, Aurelio Mancuso, disse esperar vivamente que o exemplo seja seguido por outras cidades italianas. Vladimir Luxuria, que na legislatura passada se elegeu para a Câmara dos Deputados, também apóia a iniciativa, destacando a importância de se acabar com a discriminação dos trans.
Talvez por isso a notícia não tenha tido mais repercussão. Quem sabe, se fosse em um outro país...
Redação revista eletrônica Oriundi - www.oriundi.net
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I nostri parlamentari e gli immigrati in Italia: l'On. Porta risponde a P. Cervellin
04/02/10 08:49
In una lettera aperta, l'on. Fabio Porta, deputato italiano della Ripartizione America Meridionale, riprende l'argomento lanciato da Padre Sante Cervellin, Segretario Generale della Commissione Cattolica Argentina per le Migrazioni, in riferimento ai fatti di Rosarno.
L'on. Fabio Porta, deputato italiano della Ripartizione America Meridionale, riprende l'argomento lanciato da Padre Sante Cervellin, segretario della Commissione Cattolica Argentina per le Migrazioni, che sulla che aveva fatto conoscere una lettera ai deputati e senatori italiani ( http://www.tribunaitaliana.com.ar/?q=node/2191) eletti nella Circoscrizione Estero, in riferimento ai fatti di Rosarno di gravi incidenti tra la popolazione locale e lavoratori immigrati di colore.
Ora pubblichiamo l'intervento dell'on. Porta, uno dei nostri cinque rappresentanti nel Parlamento italiano, che ha risposto a Padre Cervellin.
Caro Padre Cervellin,
ho apprezzato e gradito la Sua iniziativa di inviare una lettera aperta agli eletti nella Circoscrizione Estero per aprire una riflessione comune sui casi di Rosarno e su quello che significano sul piano degli orientamenti culturali e civili degli italiani. Al di là delle considerazioni anche critiche che nella Sua lettera aperta sono contenute, credo anch'io che sia giusto e urgente chiedersi che cosa ognuno di noi possa fare di fronte ad una deriva di intolleranza che in casi sempre più numerosi assume forme e toni di xenofobia.
Di Rosarno, in Italia, non ve n'è una sola, ma ve ne sono parecchie, e non da oggi. Castelvolturno, il Tavoliere al tempo dei pomodori, le province siciliane al tempo delle arance, l'agro pontino al tempo dei carciofi, e via dicendo. E poi c'è quella Rosarno diffusa che porta i padroncini a dare agli immigrati venti euro al giorno per dieci- dodici ore di lavoro mentre ai braccianti italiani che sono al loro fianco gliene danno 35-40, senza parlare dei capicantiere che fanno la stessa cosa con i manovali e i carpentieri, risparmiando magari anche sulle spese per la sicurezza. E quegli stessi alti rappresentanti istituzionali che puntano il dito contro i clandestini considerandoli la fonte di tutti i mali italiani, reali e presunti, il famoso dito accusatore non lo dirigono mai verso chi fa pochi o punti controlli sulla regolarità dei versamenti previdenziali o sul rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Dico queste cose senza demagogia, ma con profonda amarezza. Con l'amarezza di un cittadino qualsiasi che sa di avere dei doveri di rispetto della legalità, della legalità a 360 gradi, non solo di quella che punisce i reati ma anche di quella che protegge il lavoro e l'integrità delle persone, e con l'amarezza di un cristiano che sa di avere doveri di accoglienza e di solidarietà, soprattutto il dovere riconoscere in ogni uomo una persona. E, non per ultimo, con l'amarezza di rappresentare milioni di cittadini italiani che queste stesse cose le hanno subite e vissute sulla loro pelle in ogni angolo del mondo durante la secolare vicenda dell'emigrazione.
Con questo, mi creda, non voglio dire che la tensione che continua a svilupparsi intorno alla presenza degli stranieri in Italia dipenda unicamente dalla protervia di un certo numero di italiani o di una sola parte politica. Ci sono responsabilità diffuse e, soprattutto, un'inadeguatezza a governare la transizione sociale del paese che vengono da lontano e riguardano, chi più chi meno, diversi governi. Non è il caso, qui, di fare lunghe disamine.
Quello che però rischia di sfuggire a molti è che un po' alla volta, magari senza rendersene conto, si sta scivolando verso una cultura della chiusura e dell'esclusione, portata a negare i più elementari diritti della persona in nome di una pur legittima esigenza di sicurezza. La cosa più preoccupante è che un po' alla volta si sta spostando la soglia del rispetto e della solidarietà per gli altri nella testa della gente, nella loro coscienza.
Che cosa possiamo fare noi rappresentanti di coloro, come gli italiani all'estero, che sono già passati per queste strettoie in altri paesi e che quindi possono partecipare esperienze preziose a chi oggi le deve affrontare? Senza farsi illusioni di potere innestare nella difficile transizione italiana chiavi miracolose, soprattutto per il fatto che il Parlamento lavora ormai, purtroppo, quasi unicamente su comando di un'oligarchia di maggioranza, alcune cose si possono certamente fare, soprattutto lavorando con maggiore coordinamento tra noi, al di là delle divisioni politiche e ideologiche. Per quello che mi riguarda, ho presentato una proposta di legge per introdurre l'insegnamento dell'emigrazione nelle scuole in termini interdisciplinari perché diventi un fermento formativo e un riferimento etico diffuso. Per quanto ci riguarda come eletti del PD nel Parlamento nazionale, e lo dico non per propaganda, la prima iniziativa che abbiamo fatto - Migranti come noi - è stata quella di intervenire nel confronto aperto sull'immigrazione per dire una cosa semplice e diretta: non fate agli altri quello che hanno fatto a noi. Ma non sembra che sia bastato, se le cose continuano ad andare nel verso che sappiamo.
Oggi siamo di fronte ad un altro passaggio delicato: la riforma della normativa sulla cittadinanza. Nel corso degli anni si sono aperte tante contraddizioni alle quali sarebbe il caso di mettere finalmente mano. Ci sono, ormai, centinaia di migliaia di "nuovi italiani" che vivono, lavorano, pagano le tasse, frequentano le nostre scuole o addirittura sono nati in Italia da residenti regolari. Dobbiamo continuare a dir loro di restare in fila aspettando il loro turno, almeno a quelli che vogliano diventare cittadini come noi, oppure discutere di quali possano essere i percorsi più giusti perché siano seriamente e organicamente integrati nella nostra società? E' nostro interesse farli sentire partecipi della nostra comunità oppure tenerli ai margini in quella zona grigia nella quale si muovono soggetti affidabili e presenze inquietanti? Nello stesso tempo, è giusto continuare a negare la cittadinanza a chi, nato in Italia, l'ha perduta all'estero per ragioni di lavoro o a quei giovani d'origine che tra le pieghe della grande globalizzazione sentono il bisogno di ritrovare le loro radici per misurarsi con altri uomini e altre storie in termini interculturali?
Sono solo alcuni esempi, caro Padre Cervellin, di quante cose si potrebbero fare se si affermasse uno spirito di dialogo costruttivo, che purtroppo da tempo manca nel nostro paese. Poiché siamo stati eletti rappresentanti di milioni di cittadini e di persone che per l'esperienza acquisita hanno molto da dire su queste cose, è giusto che si chieda a noi conto di quello che facciamo per fare vivere queste istanze. Ma mi consenta di dire che sarebbe sbagliato fermarsi qui, senza cercare di amalgamare forze più importanti e più ampie. Non si tratta di sfuggire a precise responsabilità, ma semplicemente di rendersi conto che la situazione sociale, culturale e politica è diventata così complessa che si rischia di non venirne a capo se non si mettono in campo forze importanti ed energie straordinarie.
Spero, dunque, che il Suo appello, oltre che sollecitare gli eletti, serva anche sollecitare attenzione e impegno per riaprire i canali di una cultura dei diritti umani e della solidarietà che sembrano pericolosamente inariditi.
Con questa speranza, La ringrazio ancora del Suo intervento e La saluto con sincera considerazione.
On. Fabio Porta
Parlamentare eletto nella Ripartizione America Meridionale
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DEPUTATI PD ESTERO. COMITES E CGIE: RACCOGLIERE IL DISAGIO E UNIRE LE FORZE.
ROMA 2 FEBBRAIO 2010
Le voci critiche che si levano dalle nostre comunità sulle politiche e sulle linee di riforma che la maggioranza sta adottando rappresentano lespressione di un disagio per la direzione intrapresa e, insieme, il desiderio di riportare il rapporto con gli italiani allestero in un alveo costruttivo. Se poi queste voci provengono dallarea politica di centrodestra, vuol dire che la situazione è ormai seria e non cè ulteriore tempo da perdere.
È quanto si può dire dopo lincontro di Verona dei Veneti nel mondo, dei Veronesi nel mondo e del CTIM-Veneto, al quale hanno partecipato delegati di diversi paesi europei, tra i quali anche dirigenti del PDL allestero. In esso è stato ribadito il ruolo essenziale dellassociazionismo, che deve essere garantito a tutti i livelli della rappresentanza, la critica allimpostazione della legge di riforma di COMITES e CGIE, in discussione al Senato con la benedizione del Sottosegretario Alfredo Mantica, la richiesta di fermare la destabilizzante ristrutturazione consolare che il MAE con lavallo del governo sta perseguendo. Si chiede, infine, che si proceda subito al rinnovo di COMITES e CGIE, congelati in attesa di una riforma che rischia di assestare loro un colpo mortale.
Bene, siamo daccordo. Peccato che queste prese di posizione arrivino in ritardo, non quando questi percorsi si sono aperti, ma quando rischiano di chiudersi.
Ad ogni modo, in un momento così grave per gli italiani allestero, non è il caso di indugiare in polemiche artificiose e pregiudiziali ma di unire le forze per fare in modo che la barca possa essere fermata prima di infrangersi definitivamente sugli scogli. Per cui aspettiamo che alle parole seguano i fatti e che non solo a livello di opinione e di confronto politico, ma anche a livello parlamentare e di governo. Il nostro impegno per trovare una via duscita a questa grave situazione e per fare riforme utili e non penalizzanti cè stato finora e continuerà ad esserci.
Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta
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On. Ricardo Merlo: "Il MAIE sta guardando al futuro": Aperta a Milano nuova sede del Movimento Associativo Italiani all'Estero
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALLESTERO
Aperta a Milano nuova sede del Movimento Associativo Italiani all'Estero
On. Ricardo Merlo: "Il MAIE sta guardando al futuro"
Roma, 29 gennaio 2010:- Sabato 23 Gennaio, alla presenza dei membri Coordinamento MAIE Piemonte-Lombardia, è stata inaugurata la sede italiana del MAIE Nord-Italia, in Piazza del Rosario 1, a Milano.
L'on. Ricardo Merlo, presidente del MAIE, ha fatto giungere il proprio saluto ad Andrea Fermata, da poco nominato responsabile del Coordinatore MAIE Nord-Italia, a cui si sono aggiunti quelli della Sen. Giai, Coordinatore America Latina e dell'On. Giacomo Bezzi, Coordinatore Europa.
Il deputato italaosudamericano ha dichiarato in una nota che " il MAIE sta guardando al futuro: non solo a quello degli italiani residenti all'estero ma anche per quelli che vivono in Italia"
Il Coordinatore MAIE Nord-Italia, Andrea Fermata si è detto emozionato e già al lavoro per costruire una serie di "circoli del MAIE" su tutto il territorio a lui affidato.
Erano presenti all'inaugurazione: Joshua Invernizzi ( Responsabile Ufficio Relazioni Esterne del Coordinamento Piemonte-Lombardia), Andrea Pivanti (Membro del Coordinamento Piemonte-Lombardia), Edoardo Pivanti (Responsabile rapporti con gli istituti universitari nazionali per il Coordinamento Piemonte-Lombardia), Stefano Tedeschi (Responsabile Ufficio Territorio e Ambiente del Coordinamento Piemonte-Lombardia).
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www.radioitaliana.com.br : Após dez anos de disputas, Itália inaugura auditório de Oscar Niemeyer
28/01/2010
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A estrutura projetada pelo arquiteto brasileiro passou dez anos envolvida em polêmicas ambientais e legais até ser finalmente concluída.
A onda de cimento armado de Niemeyer pode ser vista de longe, num pequeno trecho da costa Amalfitana, no sul da Itália.
O novo auditório da cidade de Ravello, que fica debruçado sobre um precipício junto ao mar, custou 18,5 milhões de euros, ou RS$ 48 milhões, financiados pela União Europeia.
Obstáculos
Niemeyer começou a projetar o auditório em 2000, a pedido do amigo Domenico De Masi, sociólogo que preside a Fundação Ravello, que encomendou a obra.
O projeto demorou para sair do papel por causa de uma lei local que impede novas construções na cidade, de apenas 2,5 mil habitantes.
"A última grande construção em Ravello foi a Vila Rufolo, no século 11, que marcou a entrada da cidade no segundo milênio", disse De Masi à BBC Brasil.
Baseada nessa legislação, a organização Itália Nostra, voltada para a defesa do patrimônio cultural, histórico e ambiental do país, acionou a Justiça para impedir a construção do auditório.
Depois de oito ações judiciais obstruindo a obra, o auditório finalmente saiu do papel quando o governo da região de Campânia aprovou uma lei regional se sobrepondo às restrições locais de Ravello e liberando a construção.
"A construção do auditório foi um primeiro milagre diante da burocracia do país. O segundo milagre foi deixar praticamente todas as pessoas a favor do projeto", diz De Masi.
Para o sociólogo, assim como a vila Rufolo marcou a entrada da cidade no segundo milênio, o auditório Niemeyer lança agora Ravello no terceiro.
O auditório
O projeto italiano de Niemeyer lembra bastante o Museu de Arte Contemporânea de Niterói. Assim como seu similar fluminense, o auditório italiano está à beira da costa, frente ao mar.
O auditório, em formato de uma enorme concha acústica, tem as fachadas frontal e lateral espelhadas, que duplicam o efeito visual da paisagem cinematográfica.
Internamente, as paredes e os tetos foram cobertos de placas onduladas de acrílico. Esse material, aliado ao formato côncavo do salão, garante uma reverberação sonora perfeita. O piso é de parquet (pedaços de madeira de tamanhos variados).
As poltronas foram desenhadas pelo próprio Niemeyer e produzidas pela fábrica italiana Frau, uma empresa de design de grande projeção internacional. As cadeiras são revestidas com uma tela especial em quatro tonalidades diferentes de azul, reproduzindo as cores do mar.
"Oscar Niemeyer se superou. Foi além das nossas expectativas, como sempre. O projeto foi realizado perfeitamente. Ele é mais bonito do que todos nós imaginávamos que seria. Falei com ele alguns dias atrás e o arquiteto está muito feliz com a inauguração", disse à BBC Brasil o sociólogo De Masi.
Niemeyer na Itália
Para desenvolver o auditório de Ravello, Niemeyer não precisou pisar na Itália nenhuma vez. De Masi explica que fotos do local, mapas topográficos e visitas de colaboradores de confiança guiaram os olhos e as mãos do arquiteto ao longo do projeto.
"Nem sempre os arquitetos visitam pessoalmente os locais das construções. Isso acontece com bastante frequência na arquitetura", disse.
O auditório não foi a primeira obra de Oscar Niemeyer no país. Em 1975, o arquiteto ergueu em Segrate, periferia de Milão, a sede do grupo Mondadori à imagem e semelhança do Palácio do Itamaraty.
Ao longo dos cinco anos seguintes, Niemeyer construiria o quartel-general da Fata Engineering, em Turim, com andares intermediários suspensos da terra e fixados com tirantes de aço, tudo apoiado em seis pilastras.
O arquiteto também projetou teatros em Vicenza e Padova e uma ponte em Veneza, entre outros. Nem todos foram concretizados, mas os croquis e maquetes fazem parte da exposição no auditório de Ravello sobre a carreira de Niemeyer.
Fonte: BBC Brasil |
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A Palermo l’On. Fabio Porta interviene al Primo Congresso della UIM Sicilia
Roma, 26 gennaio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Franco Tomaselli eletto Presidente; approvate le linee programmatiche e definiti nuovi accordi con numerosi Paesi esteri
Si è svolto a Palermo il primo Congresso dell’Unione Italiani nel Mondo – Sicilia, alla presenza dell’On. Fabio Porta, Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati.
I lavori sono stati aperti dalla relazione programmatica del Presidente della UIM Sicilia, Franco Tomaselli, e sono stati conclusi dal Segretario Nazionale della UIM, Alberto Sera.
Presenti anche il parlamentare della Regione Sicilia Pino Apprendi e il Segretario Regionale della UIL Claudio Barone.
La UIM Sicilia sta già realizzando iniziative con le UIM degli Stati Uniti, dell’Olanda e del Brasile, tutti Paesi caratterizzati da una grande presenza di emigrazione siciliana; nei prossimi mesi si definiranno accordi ed elaboreranno progetti con Argentina, Australia e Germania.
L’emigrazione siciliana continua ad avere un “saldo attivo” e ciò rafforza la necessità di costituire anche in Sicilia l’associazione promossa nel 1995 da UIL e ITAL e oggi presente in tutti i continenti oltre che in diverse regioni italiane.
“L’associazionismo nel mondo dell’emigrazione – ha detto l’On Porta nel suo intervento – conferma con iniziative come questa la sua vitalità, costituendo un punto di riferimento indispensabile per le nostre collettività emigrate come anche per i loro rappresentanti in Parlamento”.
“Purtroppo le scelte del governo vanno in controtendenza con tale impegno di sostegno e valorizzazione dell’Altra Italia – ha proseguito il deputato del PD – e ciò purtroppo è confermato da proposte di legge come l’attuale testo unico su Comites e Cgie in discussione al Senato, che mortifica proprio la presenza associativa in questi organismi”.
“Lavoreremo con la UIM e con tutte le associazioni nazionali e regionali dell’emigrazione – ha concluso il parlamentare – per mantenere saldo il legame del nostro Paese con le sue collettività all’estero, con una particolare attenzione al nesso tra emigrazione ed immigrazione, che oggi sono i due volti diversi ma speculari di un patrimonio che va valorizzato e non nascosto o dimenticato”.
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EMERGENZA HAITI: INTERSOS INTERVIENE A LEOGANE, IN UN'AREA NON ANCORA RAGGIUNTA DAGLI AIUTI INTERNAZIONALI
COMUNICATO STAMPA
EMERGENZA HAITI: INTERSOS INTERVIENE A LEOGANE, IN UN'AREA NON ANCORA RAGGIUNTA DAGLI AIUTI INTERNAZIONALI
19 gennaio 2010
Portare soccorso alla popolazione della regione di Leogane, la citta più vicina all'epicentro del sisma di martedi scorso ad Haiti. Si tratta di una regione che non ha ancora ricevuto soccorsi, come molte altre al di fuori della capitale. INTERSOS, parte della rete italiana di ong AGIRE, appena individuata larea ha inviato un Team di emergenza dall'Italia e beni di primo soccorso. Gli operatori umanitari dopo aver effettuato una prima ricognizione, cercheranno di sopperire ai bisogni piu' urgenti e di provvedere alla sistemazione dei senzatetto e in particolare dei bambini. OCHA, l'ufficio di Coordinamento degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite- definisce la zona come una delle più colpite dal sisma, con il 90% delle abitazioni e infrastrutture andate distrutte. Leogane, a trenta chilometri da Port au Prince e stata tagliata fuori finora dai primi interventi di soccorso, limitati soprattutto alla capitale haitiana per ragioni di sicurezza e difficolta logistiche. INTERSOS ha deciso di concentrare qui i suoi sforzi per garantire una prima accoglienza a tutti coloro che sono restati senza nulla, assicurando cibo e acqua, fornendo assistenza ai bambini e protezione contro gli atti di violenza che si registrano un po ovunque. Nelle settimane successive si interverrà per iniziare a pianificare operazioni di prima ricostruzione, con le riparazioni ai pochi edifici ancora agibili.
INTERSOS aderisce ad AGIRE - Agenzia Italiana per la risposta alle Emergenze (www.agire.it), il coordinamento di alcune tra le più importanti Ong italiane, che ha lanciato un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi alle popolazioni colpite. Dona 2 euro con un sms al 48541 dal cellulare personale TIM e VODAFONE o chiamando da rete fissa TELECOM ITALIA.
Per maggiori informazioni:
Paola Amicucci
328.0003609-06.85374332
comunicazione@intersos.org
www.intersos.org
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L’On. Porta (PD) partecipa al Congresso della UILP e interviene alla tavola rotonda sul tema: “Gli anziani nella società contemporanea”
Roma, 14 gennaio 2010 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Al Congresso dei pensionati della UIL, che si sta svolgendo in Sicilia a Giardini Naxos, partecipano delegazioni di tutte le regioni italiane e anche rappresentanti delle comunità italiane all’estero
Intervenendo a Giardini Naxos, in Sicilia, al nono congresso nazionale dei pensionati della Unione Italiana del Lavoro, l’On. Fabio Porta ha affrontato il tema del ruolo degli “anziani nella società contemporanea” nell’ambito di una tavola rotonda organizzata su questo tema nel corso dei lavori.
“Affrontare con serietà e responsabilità la riforma del welfare è una dei modi migliori di rispondere alla grave crisi sociale ed economica in atto nel nostro Paese – ha esordito il parlamentare eletto in Sudamerica – Purtroppo, mentre nel corso del primo anno di mandato del Presidente Obama il Congresso degli Stati Uniti discuteva una coraggiosa riforma del sistema sanitario, qui in Italia si è preferito evitare di parlare di politica sociale, scaricando sulle Regioni tutto i peso di interventi che richiederebbero livelli minimi garantiti a livello nazionale”.
“Il caso della proposta di legge di iniziativa popolare sulla non autosufficienza – secondo l’On. Porta – è emblematico, visto che la totale disattenzione della maggioranza e del governo attuale su queste tematiche conferma la sua effettiva distanza dai reali problemi del Paese”.
“Anche il ‘diktat’ della Lega Nord sulla nuova legge della cittadinanza – ha aggiunto il Vice Presidente del Comitato della Camera sugli italiani all’estero – ha confermato la difficoltà del governo ad affrontare in maniera seria e responsabile una tematica importante come quella della integrazione civile e politica degli stranieri che vivono in Italia, oltre alla scarsissima attenzione destinata alle problematiche dei cittadini italiani all’estero”.
Nelle sue conclusioni, il deputato del PD ha infine sostenuto come “soltanto affrontando i problemi delle categorie più deboli si possa costruire una società più giusta ed equa: questo vale per emigrati ed immigrati, bambini ed anziani… Sapere includere queste categorie di persone vuole dire anche valorizzarle, scoprendo tra l’altro le straordinarie opportunità che spesso si celano in mondi lontani o diversi dal nostro”.
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Comunicato PD Estero su rinvio legge di riforma della cittadinanza
14/01/2010
Cogliere l’occasione del rinvio del provvedimento sulla cittadinanza
per aprirsi alle richieste degli italiani all’estero
Le divisioni nella maggioranza e il tentativo di non manifestarle in una fase preelettorale come questa che stiamo attraversando hanno indotto la maggioranza alla Camera a rinviare in commissione il provvedimento di riforma della cittadinanza. Non è un mistero che tra le diverse componenti dello schieramento di governo su alcuni passaggi di questo provvedimento vi siano differenze tanto profonde quanto normalmente ce ne possano essere tra governo e opposizione. E’ una decisione che la dice lunga sul respiro e la determinazione con cui la maggioranza si appresta ad affrontare la conclamata stagione riformatrice. Se questo è l’esordio, c’è poco da essere allegri…
Intanto i problemi grandi e veri, come quello della cittadinanza, restano per strada. Lo diciamo, naturalmente, senza rimpianti per il testo arrivato all’esame dell’aula, che è limitativo e molto discutibile nel suo orientamento di fondo. Solo l’intenzione di continuare a cavalcare quelli che di recente il giornale della Santa Sede ha definito richiami di razzismo può impedire soluzioni ormai mature e improcrastinabili. Ci riferiamo, ad esempio, all’adeguamento delle procedure di naturalizzazione degli stranieri che in Italia si sono bene integrati e manifestino la volontà di diventare cittadini del loro nuovo paese, o al riconoscimento dell’italianità di ragazzi che sono nati qui e compiono interi cicli di studio nelle nostre scuole.
Per qunto ci riguarda come eletti nella Circoscrizione Estero, non meno grave è l’assenza di qualsiasi riferimento alle numerose e altrettanto mature questioni riguardanti gli italiani all’estero. La riapertura dei termini per il recupero della cittadinanza, il riconoscimento per le donne della capacità di trasmettere la cittadinanza anche ai figli nati prima del 1948, almeno il recupero della cittadinanza da parte di chi, nato in Italia, l’ha perduta per ragioni di lavoro sono richieste sentite, diffuse e giuste.
Poiché è nostra intenzione utilizzare ogni momento di questa legislatura per ricercare, pur da una posizione di opposizione, soluzioni concrete per problemi veri e urgenti, cercheremo di cogliere questo rinvio del provvedimento in commissione per migliorarlo e completarlo nell’interesse degli italiani all’estero. Come sempre, facciamo appello anche agli altri eletti all’estero perché non si rassegnino a logiche di schieramento che sono di fatto punitive dei cittadini dai quali abbiamo ricevuto una legittimazione e un mandato.
I deputati del PD eletti all’estero:
On. Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Franco Narducci, Fabio Porta
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Fabio Botto: TRAGÉDIA: Itália destina 1 milhão de euros para terremoto no Haiti
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Em nota à imprensa do Ministério de Assuntos Exteriores italiano, a DGCS foi ativada imediatamente após se saber o alcance da tragédia - sobre a qual, por enquanto, não há número de vítimas - para oferecer, assim, a ajuda do Governo italiano aos organismos que trabalham na área. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Strage di cristiani, l'Egitto nel caos
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Fabio Botto: Itália está em 10º lugar no ranking de qualidade de vida, segundo pesquisa elaborada pela revista "International Living"
08/01/20210
Em ranking que avalia a qualidade de vida de 194 países, elaborado pela revista norte-americana International Living, a Itália fica em 10º lugar, enquanto o Brasil ocupa a 38ª posição. O primeiro posto, pelo quinto ano consecutivo, ficou com a França.
À frente da Itália, na Europa, ainda se posicionam a Suíça (3º lugar), a Alemanha (4º), Luxemburgo (6º) e Bélgica (8º). Na América do Sul, o Brasil fica atrás do Uruguai (19º), o melhor colocado do continente, da Argentina (26º) e do Chile (31º).
A Itália recebe a sua melhor pontuação no quesito segurança 100 em 100 pontos, vindo a seguir a liberdade, com 92; a saúde, com 90; o clima, com 87; o lazer e a cultura, com 85; desenvolvimento, com 74; economia, com 63; infraestrutura, 62, e custo de vida, a pior nota, com 56.
Já o Brasil, no quesito risco e segurança obteve a nota 83; clima, 82; saúde, 73; infraestrutura, 59; saúde, 73; liberdade, 83; desenvolvimento, 71; economia, 65; lazer e cultura, 58 e custo de vida, 64.
Como a Itália fica entre os 10 primeiros, a revista faz uma análise mais detalhada do país assinalando que, apesar de os trens eventualmente atrasarem, e de a corrupção não ser um fato desconhecido, o que conta mesmo é Roma, Veneza, Florença, além de 60% dos tesouros de arte do mundo. Sem falar nos lagos, nos montes e nas praias, nas vinhas e na ópera.
Reconhecendo que as principais cidades são caras, a revista avalia que no centro e no sul a situação é diferente.
E frisa que o melhor expresso, a melhor pizza e o melhor sorvete estão na Itália.
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Fabio Botto: 2010 – Ano Europeu do Combate à Pobreza e à Exclusão Social
06/01/2010
Há dez anos, os dirigentes europeus comprometeram-se a acabar com a pobreza na UE até 2010. No entanto, embora esta data-limite se aproxime a passos largos, o objetivo proposto ainda está longe de ser atingido.
A pobreza não está confinada aos países em desenvolvimento, assombrando também as sociedades europeias. Trata-se de um problema complexo, que impede uma parte da população de levar um tipo de vida que a maioria de nós considera adquirido. Na sua origem estão frequentemente fatores como a falta de instrução, uma dependência ou uma infância desfavorecida, privada de acesso a recursos culturais, sociais e materiais.
Na UE, consideram-se pobres as pessoas com um rendimento inferior a 60% do salário médio do país em que vivem. De acordo com esta definição, quase 80 milhões de europeus, ou seja, mais de 15 % da população, vivem no limiar ou abaixo do limiar de pobreza. Um em cada dez europeus vive num agregado familiar onde ninguém trabalha e para 8% dos europeus ter um emprego não é suficiente para sair da situação de pobreza.
O problema não é, todavia, insolúvel. Guiada por um dos valores europeus fundamentais, a solidariedade, a UE declarou 2010 o ano do combate à pobreza e à exclusão social. Entre as muitas iniciativas e eventos previstos, realizar-se-ão um encontro que reunirá pessoas em situação de pobreza de toda a Europa (em Maio) e uma mesa-redonda (em Outubro). Além disso, cada país da UE terá o seu próprio programa, concebido em função dos seus problemas específicos.
Acabar com a pobreza era um dos principais objectivos do plano de crescimento e emprego (Estratégia de Lisboa) adoptado pelos países da UE em 2000. Espera-se que esta campanha europeia, que durará um ano, consiga mobilizar os esforços necessários para que a luta contra a pobreza continue a ser uma prioridade e permita transformar estes objectivos ambiciosos em realidade.
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Fabio Botto: Presidente italiano Giorgio Napolitano faz discurso em televisão e fala sobre desigualdade social
04/01/2010
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De acordo com o chefe de Estado, a Itália viveu em 2009 um período difícil, que suscitou preocupações e inquietações.
Napolitano também disse que a população viveu um ano muito agitado no plano político, mas que isso não impediu que as instituições fizessem operações concretas e que houvesse compromisso comum e convergência positiva. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Fabio Botto: Papa Bento XVI apela por tolerância para com migrantes
26/12/2009
| O Papa Bento 16 apelou por tolerância para com os imigrantes nesta sexta-feira em sua mensagem de Natal na Praça de São Pedro, no Vaticano, poucas horas depois de ter sido agredido por uma mulher com problemas mentais. Em sua tradicional mensagem de Natal Urbi Et Orbi, ele disse que a Igreja Católica quer que as pessoas aceitem e recebam bem todos os que deixam suas casas por causa da fome, intolerância ou danos ao meio ambiente. "Fiel ao mandato de seu fundador, a Igreja apoia aqueles que são atingidos por calamidades e pela pobreza, mesmo nos países ricos. Diante do êxodo daqueles que migram de sua terra natal para longe por causa da fome, da intolerância ou da deterioração ambiental", a Igreja pede "uma atitude de aceitação e acolhimento." O papa falou ainda que a Igreja era uma "fonte de união" para muitas pessoas em todo o mundo fez ainda uma referência ao trabalho da Igreja na América Latina. "Em toda a América Latina, (...) a Igreja é fator de identidade, plenitude de verdade e caridade que nenhuma ideologia pode substituir, apelo ao respeito pelos direitos inalienáveis de cada pessoa e ao seu desenvolvimento integral, anúncio de justiça e fraternidade, fonte de unidade", afirmou Bento 16. A mensagem do papa também se referiu a questões atuais com uma citação relativa ao aborto e outra relativa à situação em Honduras. "Na Europa e na América do Norte, o 'nós' da Igreja incita a superar a mentalidade egoísta e tecnicista, a promover o bem comum e a respeitar as pessoas mais débeis, a começar daquelas ainda por nascer. Em Honduras, ajuda a retomar o caminho institucional." Bento 16 também fez um apelo pela paz no Oriente Médio e no Iraque em sua mensagem. "O 'nós' da Igreja vive no território onde Jesus nasceu, na Terra Santa, para convidar seus habitantes a abandonarem toda a lógica de violência e represália e a comprometerem-se com renovado vigor e generosidade no caminho de uma convivência pacífica." "O 'nós' da Igreja está presente nos outros países no Oriente Médio. Como não pensar na atribulada situação do Iraque e no 'pequeno rebanho' de cristãos que vive na região? Às vezes sofre violências e injustiças, mas está sempre disposto a oferecer a sua própria contribuição para a edificação da convivência civil contrária à lógica do conflito e rejeição do vizinho", acrescentou. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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www.radioitaliana.com.br : Mulher tenta atacar o Papa Bento XVI antes da Missa do Galo no Vaticano
25/12/2009
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O cardeal Roger Echegaray também foi atingido e levado para o hospital.
Apesar da forte chuva, milhares de fiéis estiveram presentes na basílica de São Pedro do Vaticano, nesta última quinta-feira, para acompanhar o rito. Um antigo texto que anunciou o nascimento de Cristo foi lido por um cantor da Capela Sistina.
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www.radioitaliana.com.br : "Onda de ódio" motivou ataque ao Papa Bento XVI, diz Silvio Berlusconi
25/12/2009
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Entrevistado pela emissora Tg1, Berlusconi disse que teve a mesma sensação que todos os italianos ao ver as imagens do Papa sendo derrubado no chão. O premiê disse que ficou preocupado e não acreditou no que viu.
"Penso que realmente devemos combater estas fábricas de mentira, extremismo e também de ódio", complementou Berlusconi, que disse ter transmitido ao Vaticano e a Bento XVI seu "sentimento de proximidade", também em nome do governo e do povo italiano.
O premiê descansa por recomendação médica após ter sido agredido no rosto em Milão, no dia 13. Ele foi atingido por uma miniatura de ferro da catedral da cidade atirada por Massimo Tartaglia, 42 anos, que está preso e tem problemas mentais.
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Fabio Botto: Agressão a Berlusconi traduz a degradação do clima político na Itália
13/12/2009
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A classe política italiana manifestou sua solidariedade nesta segunda-feira a Silvio Berlusconi.
"O chefe do governo italiano, 73 anos, passou uma noite tranquila e seu primeiro pedido foi ver os jornais", indicou a agência Ansa. Mas, segundo seu médico pessoal, dr. Alberto Zangrillo, deverá ficar internado pelo menos até terça.
O dirigente italiano, que recebeu um telefonema do presidente francês, Nicolas Sarkozy e do primeiro-ministro russo, Vladimir Putin, sofreu contusões graves no rosto, com um ferimento interno e externo no lábio superior, uma pequena fratura no nariz e dois dentes quebrados.
Seu agressor, que foi detido em uma cela isolada em Milão por agressão premeditada, está sendo vigiado em permanência por um guarda.
Massimo Tartaglia, 42 anos, que usou como arma uma reprodução em miniatura da catedral gótica de Milão, foi tratado durante dez anos por transtornos mentais. O pai dele ligou para o hospital onde o chefe de Governo está para manifestar sua consternação.
Mas, para a imprensa e para a classe política, a agressão, mesmo tendo sida cometida por um desequilibrado, ilustra uma grave degradação do clima político na Itália", escreveu o La Repubblica (esquerda).
"O que aconteceu resulta de um clima de raiva", declarou Paolo Bonaiuti, porta-voz de Berlusconi. Segundo ele, o chefe de Governo o havia justamente comentado no caminho para a reunião: "Existe uma espiral de ódio, você não acha que pode acontecer alguma coisa?"
"Violência constitucional", escreveu em sua capa o Il Giornale (direita), jornal da família Berlusconi, acrescentando "o atacante é um louco, mas os incentivadores morais são conhecidos, de centro-direita", referindo-se Antonio di Pietro.
Vários responsáveis de direita acusaram Di Pietro, ex-juiz anticorrupção e inimigo de Berlusconi, de ter alimentado as tensões políticas nas últimas semanas.
"Todo mundo deve se sentir responsável", disse Rosy Bindi, uma dirigente do Partido democrata (PD, esquerda), principal partido da oposição. "Até o presidente do conselho e sua maioria que há meses divide o país com ataques pesados contra o presidente da república, a Corte constitucional, a magistratura e o Parlamento", acrescentou.
O clima político se tornou pesado pelo processo em curso contra Berlusconi, por falso balanço e corrupção de testemunhas, os escândalos sexuais e, mais recentemente, as acusações de um mafioso arrependido contra ele. Berlusconi se diz vítima de um complô da esquerda que semeia "ódio e inveja", da imprensa, acusada de espalhar "mentiras e calúnias" e dos "juízes politizados".
Testemunhos das paixões alimentadas por Berlusconi, os comentários, assim que a agressão foi divulgada, encheram as telas da televisão e as páginas dos jornais.
No Facebook, uma página criada com o nome Tartaglia atraiu rapidamente milhares de fãs, que o chamaram de "herói moderno". Outras páginas surgiram em defesa de Berlusconi e para denunciar o gesto de Tartaglia.
Em clima desmoralizante, a imprensa questionou as falhas da segurança do presidente e destacou dois erros: o fato de um homem ter chegado tão perto dele e o fato de Berlusconi não ter sido retirado do local imediatamente. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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www.radioitaliana.com.br : Cinco baleias morrem após encalhar em praia no sul da Itália
13/12/2009
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As baleias, medindo até 10 metros de comprimento e pesando várias toneladas cada uma, foram encontradas na costa de Puglia na quinta-feira, segundo ministro do Meio Ambiente. Quatro delas já estavam mortas, segundo o ministro.
Inicialmente, nove baleias ficaram encalhadas, mas duas delas conseguiram escapar, segundo o Greenpeace, que chamou o episódio de "extraordinário" tanto pela quantidade de animais como pela presença de baleias na região nesta época do ano.
Mais uma baleia morreu no sábado e as outras duas devem ser sacrificadas, pois há poucas esperanças de salvá-las, segundo agências de notícias locais. |
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www.radioitaliana.com.br : CÚPULA EM COPENHAGUE: Instituição italiana ressalta questões abertas da cúpula da ONU sobre o clima
12/12/2009
O Painel Intergovernamental sobre Mudança Climática (IPCC) para a Itália afirmou que as metas de redução das emissões de gases do efeito estufa pelos países ricos e o empenho das nações em desenvolvimento são questões ainda abertas na Conferência das Nações Unidas sobre Mudança Climática (COP 15). O IPCC para a Itália realizou um balanço dos progressos atingidos e dos desafios ainda a serem enfrentados após a primeira semana da cúpula, que ocorre na cidade dinamarquesa de Copenhague.
Dentre as questões que ainda estão em discussão entre os países que participam do encontro destacam-se as metas estabelecidas pelo Protocolo de Kyoto e os preceitos fixados pela Convenção do Clima da ONU. |
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On. Fabio Porta (PD): pieno sostegno alla mobilitazione internazionale dei sindacati dei pensionati dei CGIL, CISL e UIL per i diritti degli anziani all’estero.
Assegno di solidarietà, abrogazione del limite incostituzionale dei 10 anni di residenza in Italia per la pensione sociale, esenzione ICI per i residenti all’estero, sanatoria degli indebiti pensionistici e ratifica accordi bilaterali di sicurezza sociale: queste le principali rivendicazioni.
Il Vice Presidente del Comitato Permanente per gli italiani all’estero, Fabio Porta, dichiara la propria convinta adesione alla mobilitazione internazionale decisa dallo Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil per il 10 dicembre a sostegno dei diritti degli anziani residenti fuori dai confini del nostro Paese.
“Da alcuni anni i sindacati dei pensionati hanno iniziato una giusta e coerente battaglia a favore dei nostri connazionali anziani residenti all’estero – ha affermato l’On. Porta – sostenendo alcune iniziative legislative già presentate in Parlamento e rivendicando una maggiore attenzione delle istituzioni italiane ai gravi problemi dei tanti anziani e pensionati italiani che vivono nel mondo”.
“La legge sull’assegno di solidarietà, che nel corso della scorsa legislatura sarebbe stata approvata se l’esperienza del governo Governo Prodi non fosse terminata prima della scadenza naturale, garantirebbe oggi un’assistenza degna ed equa alle migliaia di nostri connazionali in condizioni di indigenza, soprattutto nei Paesi del Sudamerica dove si concentra maggiormente questa categoria di persone”.
“L’assurda discriminazione – continua il parlamentare eletto in America Meridionale – che ha introdotto il requisito-capestro dei 10 anni di residenza continuata minima in Italia per la concessione del diritto alla pensione sociale anche a quegli emigrati che rientrano nel nostro Paese rappresenta uno schiaffo alla giustizia sociale ed all’eguaglianza tra cittadini !”
“Anche il pagamento delle pensioni Inps e Inpdap all’estero deve essere monitorato e migliorato: vigileremo sul rinnovo delle convenzioni Inps mentre per quanto riguarda le pensioni Inpdap mi sono già attivato affinché la dirigenza dell’Istituto risolva nei primi mesi del 2010 alcune gravi difficoltà che complicano il pagamento delle pensioni all’estero”.
“Per quanto riguarda i numerosi e insostenibili indebiti pensionistici all’estero – aggiunge il deputato del PD – abbiamo presentato un emendamento bi-partisan alla finanziaria per sanare tale situazione; se tale emendamento non passerà siamo pronti a presentare una apposita legge come anche a chiedere all’Inps (se è il caso anche con una norma specifica) la realizzazione annuale delle campagne di verifica reddituale all’estero, anche al fine di limitare l’incresciosa situazione degli indebiti”.
“Sulla ratifica di importanti accordi di sicurezza sociale come quelli con Canada e Cile – conclude l’On. Porta – abbiamo presentato specifiche interrogazioni e anche scritto ai Ministri competenti; le recenti risposte ottenute non sono del tutto negative e ci spronano ad insistere e a fornire dati precisi a supporto delle nostre ragioni per arrivare quanto prima alla chiusura di una pagina importante della storia dei diritti sociali degli italiani nel mondo: quella degli accordi internazionali di sicurezza sociale con i Paesi di emigrazione”.
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Entidades italianas lançam campanha contra o aquecimento, devido a "Conferência das Nações Unidas sobre Mudança Climática", em Copenhague, na Dinamarca
17/12/2009
Autoridades e entidades italianas lançaram uma campanha para pedir ações concretas no combate ao aquecimento global, em vista da Conferência das Nações Unidas sobre Mudança Climática (COP 15), que está acontecendo na cidade dinamarquesa de Copenhague.
Intitulada "Em marcha pelo clima", a campanha foi lançada na casa do embaixador britânico na Itália, Edward Chaplin e conta com o apoio de 58 associações italianas e sindicatos.
De acordo com Vittorio Cogliati Dezza, presidente da entidade Legambiente, o objetivo da ação é "fazer ouvir a voz da sociedade civil italiana, pedindo para o governo apresentar uma contribuição prática na defesa do ambiente".
Dezza se reuniu nesta manhã com o presidente da Câmara dos Deputados, Gianfranco Fini, para ilustrar a importância da "Em marcha pelo clima". No próximo dia 12, os promotores da campanha circularão por cerca de 150 praças italianas a fim de sensibilizar a opinião pública através de debates, seminários e encontros.
"É propício providenciar o debate sobre o clima na Itália: é autodestrutivo pensar que, como temos pouca importância em nível internacional, é inútil fazer alguma coisa pela defesa do ambiente", disse Dezza.
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Alla IV Conferenza Italia-America Latina l’Associazione “Italia-Brasile” presente con il suo Presidente Fabio Porta e il Segretario Generale Domenico Bosi
Roma, 22 dicembre 2009 - Ufficio Stampa Associazione “Italia-Brasile”
Soddisfazione per la conferma del carattere permanente e strategico della Conferenza e per l’adeguato e significativo spazio dato al Brasile nell’articolazione dei lavori.
Presente alle due intense giornate di lavoro della IV Conferenza Italia-America Latina, l’Associazione “Italia-Brasile” ha voluto esprimere la sua soddisfazione per il successo dell’iniziativa insieme ad un moderato ottimismo per il consolidamento dei rapporti dell’Italia con il continente.
Il Presidente dell’Associazione, On. Fabio Porta, ed il Segretario Generale, Dott. Domenico Bosi, hanno partecipato alla Conferenza di Milano, che si è tenuta a meno di un mese dalla ‘missione di sistema’ di Governo e Confindustria a San Paolo.
“La nostra presenza a questi due importanti appuntamenti – ha dichiarato l’On. Porta – non è solo la conferma di un impegno costante e organico da parte della nuova entità sul versante delle relazioni tra i due Paesi, ma vuole anche ribadire l’intenzione di muoverci in sintonia con le varie istituzioni che proprio in questi mesi stanno moltiplicando i loro sforzi nella prospettiva di far fare un vero e proprio ‘salto di qualità’ al rapporto tra Italia e Brasile”.
La IV Conferenza, secondo il Dott. Bosi, “ha giustamente dato al Brasile uno spazio ed un ruolo adeguato a quello che in questo momento è senz’altro il leader politico ed economico del continente; un partner al quale l’Italia sta guardando con una sempre maggiore consapevolezza delle complementarietà e delle opportunità presenti e future”.
Alla Conferenza hanno infatti partecipato il Ministro della Pianificazione Economica del Brasile, Paulo Bernardo, il Presidente della Confederazione Nazionale dell’Industria Monteiro Neto, il Presidente del Sebrae Okamotto, nonché gli Ambasciatori del Brasile in Italia Viegas e dell’Italia in Brasile La Francesca.
In questa prospettiva, i dirigenti di “Italia-Brasile” si stanno già muovendo, programmando per il 2010 alcune iniziative di promozione dell’associazione in grado di evidenziare i profondi legami sociali, culturali, economici ed istituzionali che stanno alla base dello scopo sociale dell’organizzazione come anche della storica relazione tra i due Paesi.
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L’On. Porta interviene all’ultima giornata dei lavori del CGIE
Roma, 3 dicembre 2009 - Ufficio Stampa On. Porta
Razionalizzazione della rete consolare e riforma del sistema di rappresentanza al centro del suo intervento
Dopo essere intervenuto alla Conferenza Stato-Regioni-Cgie, nel corso della quale aveva annunciato la presentazione di una apposita proposta di legge che completerebbe il quadro riformatore del sistema di rappresentanza degli italiani all’estero, il Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero della Camera dei Deputati ha partecipato a Milano alla IV Conferenza Italia-America Latina e quindi all’ultima giornata dei lavori dell’Assemblea del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
Nell’apertura del suo intervento l’On. Porta ha fatto riferimento alla proposta governativa di razionalizzazione della rete consolare “rispetto alla quale la Commissione Esteri della Camera ha approvato all’unanimità un Ordine del Giorno bi-partisan che chiedeva al governo una sospensione del piano ed un reale quanto necessario coinvolgimento del Parlamento e di tutto il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero sui termini dell’operazione”.
“Arrivo adesso da Milano – ha aggiunto il parlamentare eletto in Sudamerica – dove il Presidente del Consiglio e tutte le autorevolissime personalità degli Stati sudamericani ci hanno ricordato il ruolo importantissimo delle nostre collettività in quel continente nonché le straordinarie opportunità che si aprono al nostro Paese in termini di internazionalizzazione commerciale; peccato – continua l’On. Porta – che questo sforzo non è accompagnato da un’adeguata rete diplomatico-consolare che al contrario dà chiari e ripetuti segnali di sofferenza, e non solo in materia di servizi agli italiani ma anche sul versante dell’impegno culturale dove siamo presenti in maniera poco rilevante se comparati alle altre grandi potenze europee”.
La seconda riflessione del parlamentare ha riguardato il ruolo degli italiani all’estero “del quale il dibattito politico-culturale del Paese oltre che la sua crescita ed il suo sviluppo futuro avrebbe un estremo bisogno: penso al dibattito sul rientro dei ‘cervelli in fuga’, alla discussione sulla cittadinanza o al rapporto con quei Paesi emergenti dove forte è la presenza degli italo-discendenti”, ha commentato il deputato del PD.
“Di fronte a tante sfide - secondo l’On. Porta – ci sarebbe bisogno di organismi di rappresentanza degli italiani all’estero più forti, più capillari, più visibili e attivi: tutto il contrario, purtroppo, di quanto emerge dalla linea di questo governo e soprattutto dal testo unico su Comites e Cgie approvato dal gruppo ristretto del Senato”.
Le ultime considerazioni del Vice Presidente del Comitato per gli italiani all’estero sono state destinate proprio al testo unico del Senato: “Un progetto sciagurato, che unisce in una unica riforma Comites e Cgie, confondendoli e sovrapponendoli depotenziandone le funzioni e mortificandone l’autonomia”; un progetto che è figlio di una grave e sbagliata accelerazione su questo tema, avvenuta in Parlamento senza considerare le vere priorità delle nostre comunità; un progetto che allontana le nostre comunità dai territori, impedendo la costituzione dei Comites in Paesi come l’Ecuador, il Paraguay, la Bolivia e confermando una impronta eurocentrica obsoleta e pericolosamente antidemocratica; un progetto che favorisce una assurda e pericolosa concentrazione di poteri nelle mani di pochi personaggi che manipolerebbero a loro piacimento le nostre comunità all’estero”.
Chi ha redatto quel testo, secondo il parlamentare, “ha finito per cavalcare la peggiore demagogia di sinistra insieme al nefasto populismo della destra”; “per tutte queste ragioni – ha concluso l’On. Porta – “ci batteremo, a livello politico oltre che parlamentare, per evitare che il testo di legge arrivi in sede deliberante prima di essere discusso e approfondito anche in aula, come anche per chiedere con decisione e senza indugi che nei primi mesi del 2010 si tengano le elezioni dei Comites, anche per rispettare quei tanti giovani che un anno fa hanno partecipato alle pre-conferenze e alla Conferenza dei giovani italiani nel mondo e che hanno il diritto-dovere di concorrere al rinnovamento del nostro sistema di rappresentanza”
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L’On. Porta partecipa alla IV Conferenza Italia-America Latina: “Uno strumento permanente della nostra politica estera”
Milano, 2 dicembre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Per il parlamentare eletto in America Meridionale “la Conferenza consolida il crescente impegno del ‘sistema Italia’ nel continente e raccoglie la sfida lanciata nel 2007 dalla III Conferenza di Roma: rendere prioritario e strategico il rapporto con il continente latino-americano”.
Presente a Milano insieme al Presidente della Commissione Esteri, On. Stefano Stefani, l’On. Fabio Porta è uno dei rappresentanti ufficiali del Parlamento italiano alla IV Conferenza Italia-America Latina.
Per il membro della Commissione Esteri e Vice Presidente del Comitato Permanente della Camera sugli italiani all’estero “questa quarta Conferenza conferma innanzitutto la necessità di consolidare in maniera definitiva il rapporto prioritario e strategico dell’Italia con l’America Latina, e questo proprio a partire da questo strumento che è ormai diventato il fulcro di una complessa politica di relazioni istituzionali, sociali, economiche e culturali”.
L’On. Porta non tralascia di ricordare che “si deve alla III Conferenza, svoltasi a Roma nel 2007, questo vero e proprio ‘salto di qualità’ fortemente voluto dal governo Prodi, dal Ministro degli Esteri D’Alema e dallo straordinario lavoro svolto dall’allora Sottosegretario con delega per l’America Latina Donato Di Santo”.
Un impegno che, secondo il parlamentare del PD, “il Ministro Frattini e il Sottosegretario Scotti hanno ripreso e innestato nelle linee di politica estera di questo governo, prova ne è il coordinamento generale di questa Conferenza affidato allo stesso Di Santo, a conferma dello sforzo di garantire una continuità di tale approccio sistemico”.
“La sfida più complessa e difficile – aggiunge il deputato eletto in Sudamerica – inizia domani, quando toccherà all’attuale governo dimostrare con scelte chiare e impegni precisi il carattere permanente di questa strategia”.
“La presenza prevalente se non culturalmente egemonica delle nostre collettività in tanti paesi latino-americani, il consolidato e crescente successo delle nostre imprese unitamente al ruolo sempre più importante di Paesi come il Brasile, l’Argentina e il Messico nel G20 dovrebbero ormai convincerci a non avere più nessun indugio in questo senso”, aggiunge l’On. Porta.
“Le nostre istituzioni, a partire dal governo – conclude il deputato – devono adesso essere coerenti con le linee di azione illustrate nel corso della Conferenza, confermandole questo carattere di strumento permanente di politica estera, sostenendo iniziative come la presenza italiana nella CAF (la ‘Corporacion Andina de Fomento’, banca di sviluppo di tutta la regione), rafforzando una nostra rete diplomatico-consolare oggi in forte sofferenza e dando risposte concrete al rapporto con le nostre collettività italiane e di origine italiana, sempre più preoccupate dai ripetuti tagli ai programmi a loro destinati”.
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Brasileiro testa mão biônica pioneira na Itália

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Fabio Botto: Tratado de Lisboa entra em vigor e muda regras da União Européia que terá seu primeiro presidente
02/12/2009
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O tratado, uma consequência do projeto frustrado de Constituição continental, representa a última tentativa de reformar o funcionamento da UE, já que no momento não se percebe nenhum interesse dos Estados em apresentar outro projeto ambicioso. |
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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FINANZIARIA: L’ON PORTA (PD) PRESENTA UN EMENDAMENTO INSIEME AI COLLEGHI BUCCHINO E GARAVINI PER RECUPERARE DIECI MILIONI PER L’ASSISTENZA SANITARIA DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO.
Roma, 27 novembre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
L’emendamento mira in particolare a garantire il rinnovo delle polizze stipulate in America Latina. La risposta del deputato al Vice Presidente del PDL Argentina, Sangregorio.
“Eugenio Sangregorio, Vicepresidente del PDL Argentina, mi chiama in causa in un articolo dal titolo "Non perdiamo l’occasione, la Finanziaria si sta per chiudere: ed i nostri Parlamentari eletti in Sud America?".
Sangregorio ha ragione quando scrive: “I nostri rappresentanti, siano essi di maggioranza o minoranza, devono in questo momento cruciale “presidiare” il Parlamento, rimanendo in Aula e nelle Commissioni, affinché siano ripristinati i fondi necessari per tutelare i connazionali dell’America Meridionale di quel bene tanto importante e costituzionalmente garantito che e’ la salute”.
E’ quanto ho fatto, non solo presentando un emendamento alla finanziaria chiedendo il ripristino di dieci milioni di euro per garantire la necessaria copertura alle polizze ed alle altre forme di assistenza sanitaria per gli italiani indigenti che vivono in Sudamerica, ma anche partecipando attivamente e assiduamente ai lavori della Commissione Esteri, del Comitato sugli italiani nel mondo e alle discussioni in aula (tutti dati facilmente riscontrabili nelle statistiche pubblicate dalla Camera dei Deputati).
Compito di noi parlamentari infatti non è tanto quello di lanciare proclami o fare promesse mirabolanti negli incontri sia pur necessari con le nostre collettività residenti all’estero; il nostro dovere è quello di lavorare in Parlamento per la difesa degli interessi legittimi di chi noi rappresentiamo attraverso gli strumenti che sono a nostra disposizione.
L’approvazione della legge finanziaria è evidentemente il banco di prova principale di questa nostra azione, soprattutto in un momento di tagli ripetuti e confermati che rischiano di recidere definitivamente lo storico legame tra le nostre comunità e l’Italia, soprattutto quando si compromette in maniera pesante e in alcuni casi definitiva l’intervento socio-assistenziale e la copertura delle polizze sanitarie destinate ai nostri connazionali in precarie condizioni economiche.
Un universo che è particolarmente significativo in Sudamerica, e in primo luogo in Argentina, dove si concentra la parte preponderante di questa popolazione bisognosa di tali interventi.
A questo punto sono io a chiedere a Sangregorio, nella sua qualità di dirigente del PDL, di intervenire presso il suo partito ed il relativo gruppo parlamentare affinché sostenga l’emendamento da me presentato e firmato dai miei colleghi Bucchino e Garavini (al quale in aula sarà possibile aggiungere le firme di altri deputati, anche della maggioranza), e ciò per mostrare e dimostrare ai nostri connazionali indigenti all’estero se veramente siamo al loro fianco o se i nostri sono solo discorsi demagogici e populisti privi di quella coerenza necessaria per l’azione politica di ogni schieramento che pretende mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale.
Tra pochi giorni, quando il 9 dicembre la finanziaria arriverà alla camera, sapremo giudicare davvero chi difende soltanto a parole gli italiani nel mondo e chi lo fa invece con atti concreti.”
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Audizione dei sindacati dei pensionati al Comitato Italiani all’Estero della Camera: l’intervento del vice presidente Fabio Porta (PD).
Roma, 25 novembre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Gli italiani nel mondo non possono continuare ad essere esclusi dalle politiche di welfare dello Stato italiano; l’impegno in Parlamento su assegno di solidarietà, recupero degli indebiti, pagamento delle pensioni e ratifica degli accordi di sicurezza sociale.
Nel corso dell’audizione dei rappresentanti dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, che hanno illustrato al Comitato Permanente per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati la piattaforma di proposte e rivendicazioni che sarà presentata e discussa in tutto il mondo il prossimo 10 dicembre, è intervenuto il Vice Presidente del Comitato Fabio Porta:
Ecco di seguito una sintesi del suo intervento:
“Gli italiani all’estero sono grati all’impegno concreto di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil che con concrete iniziative di solidarietà e assistenza, e non soltanto con rivendicazioni e proposte politiche, difendono gli interessi dei nostri anziani nel mondo e mantengono vivo il legame del nostro Paese con l’estero”.
“I sindacati dei pensionati hanno posto oggi un problema politico che voglio rilanciare: non è possibile che l’Italia escluda dalle proprie politiche sociali un universo di quasi dieci milioni di persone: mi riferisco tanto agli italiani all’estero quanto agli stranieri che vivono in Italia, che questo governo ha tenuto fuori da tutti i suoi interventi di carattere socio-assistenziale”.
“L’istituzione dell’assegno di solidarietà, che abbiamo ripresentato in questa legislatura, sarebbe un grande segnale di giustizia sociale soprattutto rispetto agli italiani indigenti del Sudamerica, dove vive la fascia più povera della popolazione anziana residente all’estero”.
“La scarsa sensibilità rispetto ai problemi dei nostri pensionati all’estero è stata confermata dalla convenzione Inps per il pagamento delle pensioni all’estero, che in Paesi come l’Argentina o il Cile ad esempio è stata affidata a istituti di credito non adeguati a tale delicato incarico: propongo in questo senso, al fine di evitare simili errori, un’audizione urgente in questa sede dei dirigenti dell’Inps”.
“Sulla questione degli indebiti pensionistici all’estero, opportunamente posta dai rappresentanti dei sindacati, presenteremo nei prossimi giorni un emendamento bipartisan a firma di tutti i parlamentari eletti all’estero chiedendo una sanatoria per gli indebiti non causati dal dolo dell’interessato; qualora non fosse approvato presenteremo una legge specifica, che probabilmente andrebbe completata da un’altra specifica norma che dovrebbe obbligare l’Inps a realizzare annualmente la campagna RED, cosa che eviterebbe il ripetersi di tali situazioni.”
“Sulla ratifica degli accordi bilaterali di sicurezza sociale con Canada e Cile in particolare, ricordo che insieme all’On. Bucchino ho presentato numerose interrogazioni sulla materia oltre ad avere scritto ai Ministri competenti; ci accingiamo anche a presentare uno specifico Ordine del Giorno e stiamo lavorando per sollecitare l’Inps a rivedere la quantificazione dei costi di tali accordi, che sicuramente non sono così onerosi come è stato sostenuto dalla nostra pubblica amministrazione”.
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A Perugia il Consiglio Regionale per l’Emigrazione e la FILEF hanno promosso una tavola rotonda sull’insegnamento della storia delle migrazioni nelle scuole italiane
Roma, 24 novembre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
L’On. Fabio Porta (PD), primo firmatario della proposta di legge e un rappresentante dell’On. Aldo Di Biagio (PDL), ne hanno discusso con esperti e addetti ai lavori, tra cui l’Assessore Regionale all’Istruzione, Maria Prodi e il Coordinatore della FILEF, Rodolfo Ricci.
“E’ giunto il momento di approvare in Parlamento la legge che introduce in tutte le scuole pubbliche italiane l’insegnamento multidisciplinare dei fenomeni migratori, con riferimento alla lunga storia della nostra emigrazione ma anche ai flussi di immigrati che continuano ad arrivare in Italia”: e’ stata questa l’unanime conclusione della tavola rotonda organizzata a Perugia dal Consiglio Regionale dell’Emigrazione in collaborazione con la FILEF nazionale, con la partecipazione dell’On. Porta, del dott. Vecchi (in rappresentanza dell’On. Di Biagio), dell’Assessore all’Istruzione Prodi, del Coordinatore Nazionale FILEF Ricci, del Direttore dell’ISUC Sorbini e del Presidente del CRE-Umbria Lupini.
L’On. Fabio Porta, primo firmatario della proposta di legge, ha evidenziato come “il disegno di legge conta con il sostegno bipartisan di deputati della maggioranza e dell’opposizione; oltre ai miei colleghi del PD eletti all’estero Bucchino, Farina, Fedi, Garavini e Narducci, la legge è stata infatti firmata da importanti esponenti della PDL come Aldo Di Biagio e Marco Zacchera: spero che questo sostegno non sia soltanto formale ma sostanziale – ha aggiunto il Vice Presidente del Comitato permanente della Camera sugli italiani all’estero – anche perché si tratta di un provvedimento che risponde ad una antica quanto forte richiesta delle nostre comunità che vivono in tutto il mondo, che rivendicano anche in questo modo un loro ruolo nella formazione socio-culturale delle giovani generazioni del Paese”.
“Un insegnamento multidisciplinare – ha proseguito il presentatore della legge – che darebbe il giusto rilievo a quello che forse è il maggior fenomeno sociale dei 150 anni di storia italiana; le scuole collaboreranno nell’ambito di questi progetti con le famiglie e le associazioni, partecipando anche ad uno specifico concorso e a dei gemellaggi con gli istituti scolastici dei Paesi dove grande e’ la presenza della nostra emigrazione”.
“Soltanto una grande mobilitazione da parte delle nostre collettività all’estero, unitamente alle associazioni e tutto il sistema di rappresentanza degli italiani nel mondo – continua l’On. Porta – potrà spingere il Parlamento a discutere e approvare il progetto; in questo sforzo sarà fondamentale il lavoro e l’impegno delle regioni che come l’Umbria già considerano prioritario l’inserimento di tale insegnamento nei programmi scolastici pubblici”.
“E’ anche una risposta – conclude il parlamentare – alla crescente disattenzione delle nostre istituzioni sulle problematiche degli italiani all’estero, come anche a chi ritiene che sia più urgente cambiare la legge sui Comites che non restituire dignità ai sessanta milioni di italo-discendenti nel mondo attraverso la valorizzazione del loro ruolo e della loro storia”.
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www.radioitaliana.com.br : Itália prende paquistaneses suspeitos de ligação com atentados
22/11/2009
A polícia antiterrorismo italiana prendeu dois paquistaneses suspeitos de ajudar a financiar o grupo extremista islâmico responsável pelos atentados em Mumbai, na Índia, em novembro de 2008, nos quais foram mortas 166 pessoas.
A polícia informou em um comunicado neste sábado que os homens, identificados a partir de pistas fornecidas pelas autoridades indianas e pela polícia federal norte-americana, enviaram dinheiro para fora do país por meio de uma empresa de transferência de fundos que eles administram na cidade de Brescia, norte da Itália.
Pouco antes dos atentados de Mumbai, os dois homens transferiram dinheiro para o pagamento de chamadas telefônicas pela internet feitas por pessoas que mantinham contato direto com os militantes envolvidos nos ataques, diz o comunicado.
Os 10 militantes atacaram vários alvos em Mumbai, no oeste da Índia, incluindo dois hotéis de luxo e um centro judaico. O incidente agravou as relações já tensas entre a Índia e Paquistão, ambos detentores de armas nucleares.
Dois outros cidadãos paquistaneses foram presos durante a investigação, acusados de manterem ligações com o tráfico de pessoas. |
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21/11/2009
Insieme ad Achille Compagnoni conquistò il K2. Il grande alpinista ampezzano aveva 84 anniCORTINA D'AMPEZZO
Se nè andato ad 84 anni, con mezzo secolo di gloria sulle spalle, Lino Lacedelli, l’ultimo protagonista dell’impresa che nel lontano 1954 portò l’Italia sulla vetta del K2, la seconda montagna della Terra. Malato da tempo, Lacedelli si è spento nella sua casa di Cortina, e subito la notizia si è sparsa veloce, lasciando sgomenta la cittadina delle Dolomiti. Lino, come semplicemente lo chiamavano tutti i paesani, era il vero simbolo del capoluogo ampezzano. Prima ancora dei Giochi Olimpici del 1956, fu proprio Lacedelli, che con Achille Compagnoni mise per primo piede sulla cima di 8.611 metri, a lanciare il nome di Cortina nel mondo.
L’Italia stava ancora uscendo dalle miserie della seconda guerra mondiale, e quella spedizione nel Karakorum guidata da Ardito Desio contribuì non poco a rinsaldarne l’oroglio. Lo ha ricordato anche il «re degli ottomila», Reinhold Messner. «Lacedelli - ha affermato - ha contribuito alla ricostruzione psicologica dell’Italia nel dopoguerra». «Per gli italiani, che avevano sofferto molto durante la guerra - ha proseguito - la conquista del K2, la seconda cima del mondo e forse quella più difficile, è stato un vero e proprio toccasana per l’autostima dell’intero popolo».
Del resto quello era ancora il periodo dell’alpinismo eroico, d’avventura. Le famose foto color seppia scattate con la piccola «Zeiss» a soffietto sulla cima del K2, che ritraggono Lacedelli e Compagnoni con improbabili tute ’termichè, danno l’idea di quale fosse il grado di rischio per chi in quegli anni provava a superare gli Ottomila. Lo ’Scoiattolò Lacedelli non aveva dimenticato niente di quella mattina del 31 luglio 1956. Intervistato anche 50 anni dopo l’impresa, aveva nitido il ricordo della stanchezza immane, dell’aria rarefatta, della gioia mista a stordimento. Lo avevano ferito le polemiche feroci sulla ricostruzione «ufficiale» della scalata, lanciate al ritorno da Walter Bonatti. Ma alla fine proprio lui, con il libro «K2: il prezzo della sconfitta», raccontò la versione definitiva, che rendeva onore al sacrificio e ai rischi corsi da Bonatti, il quale non potè raggiungere la vetta.
Lacedelli era andato per montagne fino all’ultimo, fin quando le forze glielo avevano consentito. Il 31 luglio 2001, 47 anni dopo il K2, aveva festeggiato 76enne quell’anniversario affrontando una ferrata sul gruppo del Sorapis. Nel 2004, a quasi 80 anni d’età, era tornato ai piedi del K2 partecipando ad una spedizione commemorativa per il 50/O della conquista, organizzata dagli ’Scoiattolì di Cortina. Aveva affrontato un trekking di 130 km per arrivare al campo base del K2, e salutare la tomba del suo amico Mario Puchoz, morto nella spedizione del 1954.
Da qualche mese Lacedelli si vedeva a Cortina sempre più raramente. Malato, aveva subito l’estate scorsa un intervento cardiaco all’ospedale di Belluno, e nonostante una lunga riabilitazione non si era più ripreso. Proprio le difficili condizioni di salute gli avevano impedito di partecipare ai funerali di Compagnoni, deceduto il 13 maggio scorso, a 94 anni. Lacedelli ha dato l’addio alla montagna stamane. I funerali si terranno domenica pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Cortina.
Fonte: site La Stampa
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Il MAIE verso le elezioni regionali 2010
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MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO Ricardo Merlo: "Crescerà ancora la nostra presenza in Italia " Roma, venerdì 20 novembre 2009 Si è riunito nei giorni scorsi, presso la Camera dei Deputati, il direttivo nazionale dell alleanza politica LD- MAIE. Alla riunione, cui hanno preso parte circa 100 coordinatori territoriali, già coinvolti pochi mesi fa nellesperienza delle elezioni europee, erano presenti tra gli altri lon. Ricardo Merlo, lon. Italo Tanoni, lon. Daniela Melchiorre, già candidata alle europee, Piera Levi Montalcini ed il senatore Luciano Garatti. Tra i presenti anche numerosi rappresentanti di sindacati e associazioni, e amministratori locali. Questa riunione- ha spiegato lon. Merlo - è stata loccasione per analizzare lattuale situazione politica e studiare una strategia della presenza dellLD-MAIE sempre più massiccia su tutto il territorio nazionale. Il dibattito si è, quindi, spostato sullopportunità di presentare liste per le elezioni regionali di marzo; da più parti si è convenuto sulla necessità di adottare delle iniziative adeguate se, come sembra sempre più probabile, verrà applicato lo sbarramento del 4% . Ricardo Merlo, deputato italo sudamericano, che ha portato per la prima volta nella storia politica italiana, un movimento politico nato allestero, il MAIE, alle elezioni europee del 2009, ha dichiarato a questo proposito: Dopo l esperienza delle europee, il MAIE con lLD saranno ancora insieme e presenti alle elezioni regionali. Al momento si sta valutando lopportunità di fare unalleanza più lunga con altre forze politiche che ci permettano di raggiungere la soglia del 4%, che sembra sarà approvata anche per le regionali del 2010. " |
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www.radioitaliana.com.br Aprovação parcial de extradição do italiano Cesare Battisti repercute em toda Itália
19/11/2009
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"CORRIERE DELLA SERA": Cesare Battisti sarà probabilmente estradato in Italia. La decisione del Tribunale supremo brasiliano è arrivata mercoledì sera, con l'annuncio del presidente della Corte Gilmar Mendes. Il voto decisivo (cinque contro quattro) è stato proprio quello di Mendes, che ha ritenuto che gli assassinii per cui Battisti è stato condannato sono «crimini comuni» e non «politici». Ora però è attesa una seconda sentenza: la Corte deve decidere se la sentenza è «vincolante», ossia se anche Lula sia tenuto a rispettarla o se tocchi a lui la decisione finale. A quel punto l'estradizione dipenderebbe dal presidente, il quale da una parte potrebbe non voler sconfessare il suo ministro della Giustizia Tarso Genro (la cui concessione dell'asilo politico a Battisti è stata però invalidata dal tribunale a settembre), oppure potrebbe dare priorità alle richieste italiane, non solo del governo Berlusconi, ma anche di politici considerati a lui vicini come Massimo D'Alema.
"LA STAMPA": Il Tribunale Federale Supremo del Brasile ha dato il "via libera" (per cinque voti a quattro) all’estradizione verso l’Italia di Cesare Battisti, condannato in Italia a quattro ergastoli e attualmente in sciopero della fame. Il voto decisivo è stato quello del presidente dell’alta corte, Gilmar Mendes, che ha ritenuto che gli assassinii per cui Battisti è stato condannato sono «crimini comuni» e non «politici».
"LA REPUBBLICA": Il Tribunale supremo federale brasiliano ha votato, con 5 voti favorevoli e quattro contrari, in favore dell'estradizione in Italia dell'ex terrorista dei Pac, Cesare Battisti, condannato in contumacia in Italia all'ergastolo per quattro diversi omicidi. I giudici hanno stabilito che i reati per cui Battisti è stato condannato non sono di natura politica. Per questo lo status di rifugiato politico non è considerato legittimo, e si potrà procedere all'estradizione. |
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L’On. Porta partecipa al Forum dei Parlamentari di tutto il mondo organizzato a Roma in occasione del vertice FAO
Roma, 17 novembre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Pprta
“Il dovere di rispondere con impegni concreti e non con dichiarazioni formali a chi ancora oggi muore di fame!”. Sul banco degli imputati il governo italiano e il silenzio dei grandi.
L’On. Fabio Porta, deputato eletto all’estero nelle file del Partito Democratico, era uno dei pochissimi politici italiani presenti al forum dei parlamentari riunitosi presso il Palazzo di Montecitorio in occasione del vertice della FAO a Roma.
I lavori del Forum sono stati aperti dal Presidente della Camera Gianfranco Fini e dal Direttore Generale della FAO Jacques Diouf; presenti anche il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti ed il Ministro degli Esteri Franco Frattini.
“Faccio mie modestamente – da dichiarato l’On. Porta - le parole di una persona che in questi anni ho imparato a conoscere e a stimare per la sua saggezza e lungimiranza politica, la Presidente del Cile Michelle Bachelet, che sostiene che dopo aver speso miliardi di dollari per evitare il collasso economico sia adesso necessario uno sforzo simile per evitare un collasso sociale”.
“I grandi del mondo – secondo il parlamentare del PD - non si sono fatti vedere al vertice e questo, unitamente alla mancanza di impegni precisi in materia di risorse finanziarie da destinare alla lotta contro la fame, non è stato certo un indicatore positivo e che fa ben sperare”.
“In questo quadro anche l’Italia, al di là di tante belle dichiarazioni di principio, continua ad essere uno dei ‘fanalini di coda’ negli aiuti allo sviluppo; su questi temi – prosegue il deputato eletto in America Meridionale - continuerò insieme al mio gruppo parlamentare a dare battaglia in Commissione Esteri e in Parlamento per il ripristino di un livello minimo dignitoso di sostegno alla cooperazione internazionale”
“Questo scenario – conclude l’ On. Porta - non depone bene a favore del successo dell’ importantissimo e delicatissimo prossimo vertice di Copenaghen sull’ambiente in programma per il mese prossimo; difesa dell’ambiente e lotta alla fame sono infatti le due facce della stessa medaglia nella costruzione di un futuro più giusto e sostenibile”
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Accordo MAIE - Università di Bologna
MOVIMENTO ASSOCIATIVO ITALIANI ALL'ESTERO
Comunicato stampa
Accordo MAIE - Università di Bologna
Partite le selezioni dei giovani per gli stages in Parlamento
Roma, 16 novembre 2009:- L'accordo di collaborazione tra il Movimento Associativo Italiani all'Estero e l'Università di Bologna ha preso l'avvio, la settimana scorsa, con la prima selezione dei candidati del Master in Relazioni Internazionali.
I primi giovani, provenienti dal Sudamerica, attualmente a Bologna per la realizzazione della parte italiana del Master, sono stati ricevuti personalmente alla Camera dei deputati dal Presidente del MAIE, on. Ricardo Merlo, che li ha voluti salutare uno ad uno.
L'on. Merlo si è detto compiaciuto della preparazione di tutti e della buona predisposizione ad affrontare le tematiche della politica internazionale, della cooperazione e della comunicazione politica.
Ha, poi, sottolineato: "Lavorare con i giovani è un investimento per il futuro dell'Italia, anche nel quadro delle relazioni internazionali. Per questioni di età svolgiamo un ruolo di guida nei loro confronti, ma abbiamo da imparare molto gli uni dagli altri. Questa sarà un' esperienza di crescita per tutti." Il deputato italo sudamericano ha voluto segnalare un caso, in particolare: "Mi ha fatto molto piacere intervistare un ragazzo dell'Ecuador, che nulla ha a che fare con il mondo dell'emigrazione italiana, che ha deciso di venire a studiare in Italia, dopo essere stato colpito dall'entusiasmo di un suo giovane amico di origini italiane, impegnato nell'associazionismo e sostenitore del MAIE in quel Paese. Spero di incontrarne tanti altri così e di dare a tutte queste giovani promesse, insieme alla sen. Mirella Giai, un'opportunità di approfondimento e studio della politica italiana".
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Fabio Botto: Oposição diz que reforma do Judiciário vai salvar Silvio Berlusconi
15/11/2009
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A proposta, que foi apresentada na quinta-feira por senadores governistas, prevê uma das mais radicais reformas do lentíssimo Judiciário italiano desde o final da Segunda Guerra Mundial.
Ela imporia um prazo de seis anos para as três instâncias jurídicas - o julgamento inicial e os dois recursos, o que atualmente pode levar mais de uma década.
"Não é uma lei feita sob medida. É uma lei que afeta todos", disse o deputado governista Gaetano Pecorella, que também é um dos advogados de Berlusconi.
Mas a oposição, juízes e grupos de direitos do consumidor dizem que se trata de mais uma lei "ad personam" ("para uma pessoa").
"Tudo isso se resume na impunidade para Berlusconi", disse editorial do jornal La Repubblica.
Pierferdinando Casini, líder do partido centrista União dos Democratas Cristãos, que já esteve coligado com Berlusconi num governo anterior e atualmente é cortejado pelo primeiro-ministro para voltar ao gabinete, disse que a proposta é "um monte de lixo".
Se o projeto for aprovado como está - o que é provável, devido à folgada maioria da centro-direita na Câmara e no Senado -, os dois processos que atualmente tramitam contra Berlusconi serão extintos.
Um deles diz respeito a acusações de fraude contábil na aquisição de direitos de TV para o seu império de comunicações Mediaset. No outro caso, Berlusconi é acusado de ter subornado um advogado britânico em 1997 para prestar um falso testemunho que protegeria interesses empresariais dele.
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Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Trascrizione del Messaggio dell'On. Mirko Tremaglia al 1° Congresso Nazionale dei Giovani MAIE
10/11/2009
Caro Merlo,
partecipo con entusiasmo al primo Congresso Nazionale dei giovani del MAIE- Movimento Associativo Italiani allestero, che si svolge in Argentina.
Lo faccio con commozione nel ricordo delle battaglie vincenti di riforma della Costituzione italiana e della Legge elettorale che ha decretato per la prima volta il diritto di voto per gli italiani allestero.
Mi sento fiero di aver determinato quellevento e plaudo ai giovani che in Argentina celebrano il Primo Congresso Nazionale dei giovani del Maie
Un saluto particolare al dott. Mario Borghese, interprete di questi sentimenti, ed un saluto italianissimo a te, caro Merlo, ed a tutti i giovani partecipanti, che intendono confermare quel progetto di voto, da me ottenuto e realizzato, nello spirito nazionale italiano al di fuori dei Partiti e nel nome del Tricolore.
Mirko Tremaglia
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Processo Massera: l’On. Porta (PD), aderisce al Comitato per il processo
Roma, 6 novembre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
Ieri il parlamentare ha incontrato il Ministro per i Diritti Umani della Repubblica Argentina, Eduardo Luis Duhalde, e gli altri membri del Comitato riuniti a Roma in occasione della prima udienza del processo.
L’On. Fabio Porta, unico parlamentare del Partito Democratico eletto nella ripartizione America Meridionale, ha partecipato ieri pomeriggio a Roma alla riunione del “Comitato per il processo Massera”, riunitosi a latere della prima udienza dibattimentale del processo contro il criminale argentino, accusato della morte e sparizione degli italiani Angela Aietta Gullo, Giovanni Pegoraro e di sua figlia Susanna.
Emilio Massera dirigeva durante gli anni della dittatura militare argentina la caserma della Marina Militare ESMA, dove vennero torturate e segregate 5.500 persone, delle quali 4.400 uccise e gettate in mare.
“La mia presenza qui oggi – ha dichiarato il Vice Presidente del Comitato Permanente per gli italiani all’estero della Camera – è una testimonianza ed un impegno che rende omaggio alle tante vittime della feroce dittatura argentina, delle quali tante erano italiane o di origine italiana”.
“Un impegno che continuerà – ha aggiunto il deputato - con il lavoro del Comitato per i diritti umani della Camera, del quale sono membro effettivo, e che dovrà coinvolgere anche le scuole italiane per sensibilizzare e fare conoscere ai nostri giovani anche queste pagine drammatiche della storia degli italiani all’estero, perché mai più abbiamo a ripetersi simili episodi”.
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Fabio Botto: Decisão de tirar crucifixo de escolas causa indignação na Itália
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04/11/2009 |
A determinação da Corte Europeia de Direitos Humanos na terça-feira de proibir que as escolas italianas mantenham os crucifixos nas salas de aula causou indignação na Itália, onde esses símbolos religiosos fazem parte da psiquê nacional. "A decisão da corte europeia foi recebida no Vaticano com choque e tristeza", disse o porta-voz do Vaticano, padre Federico Lombardi.
"É errado e uma miopia tentar excluí-lo (o crucifixo) do mundo da educação", disse ele, somando-se à indignação que a decisão desencadeou na Itália católica romana.
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Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia"
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Waldemar Manassero: CAMPEONATO ITALIANO: Inter vence e abre vantagem na Itália após empate da Sampdoria
01/11/2009
A Inter de Milão abriu sete pontos de vantagem no topo do Campeonato Italiano depois de Diego Milito e Maicon cravarem os 2 x 0 fora de casa contra o frágil Livorno. Os campeões viram sua liderança aumentar depois de a 2a colocada Sampdoria empatar sem gols com o Bari, um dia depois de a Juventus perder para o Napoli por 3 x 2. O Livorno, que tinha vencido os dois últimos jogos sob o treinador Serse Cosmi, foi melhor no primeiro tempo, no qual Antonio Candreva forçou uma defesa incrível do goleiro Julio César em cobrança de falta. O técnico da Inter, José Mourinho, começou com Samuel Eto'o no banco de reservas de olho na partida de quarta-feira na Ucrânia pela Liga dos Campeões contra o Dinamo de Kiev, mas teve de colocá-lo em campo após o intervalo no lugar do Rene Krhin para resolver o jogo.
O efeito foi imediato, a defesa do Livorno se assustou e permitiu ao argentino Milito marcar o primeiro. Depois Maicon avançou e disparou para as redes um chute de perna esquerda a 10 minutos do fim. |
Waldemar Manassero é Diretor esportivo da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e comunicador da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia
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Fabio Botto: Estudo revela que Itália possui 4,5 milhões de imigrantes regularizados
29/10/2009
A Itália possui cerca de 4,5 milhões de imigrantes regularizados, segundo o 19º relatório sobre o tema produzido pela fundação Caritas-Migrantes. O documento destaca que esse número representa 7,2% dos residentes no país, uma vez que há um estrangeiro para cada 14 habitantes.
De acordo com a fundação, em 2008 a quantidade de imigrantes na Itália cresceu 13,4% (com o ingresso de 458 mil pessoas), o que fez com que o país superasse a média europeia de 6,2% de estrangeiros.
Fabio Botto é Diretor da "Associazione Piemontesi nel Mondo di San Paolo - Brasile" e jornalista da: www.radioitaliana.com.br e do programa radio "Bella Italia" |
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L’On. Fabio Porta dopo la visita al “Consolato digitale” a Bruxelles: “ in Belgio si prepara il Consolato del 2020, in Brasile si lavorano le pratiche di cittadinanza del 2000”.
Roma, 28 ottobre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
“Il Consolato on-line sarà un punto d’arrivo di un processo complesso ma ineludibile di snellimento dei servizi consolari grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie”: lo ha dichiarato a Bruxelles il Vice Presidente del Comitato sugli italiani all’estero della Camera, On. Fabio Porta. “Un processo – continua il deputato del PD - che nel lungo periodo dovrebbe migliorare i servizi per i cittadini e semplificare le procedure di gestione dei consolati riducendone anche i costi relativi”.
“Peccato – commenta amaramente il deputato - che mentre a Bruxelles abbiamo visto il ‘consolato del futuro’ a Curitiba siamo ancora alle prese con mancanza di scrivanie e computer, a San Paolo si aspetta sette anni e mezzo per un riconoscimento di cittadinanza e a Brasilia si lavora a metà tempo per risparmiare sull’aria condizionata…”.
“Vanno bene le innovazioni, anzi vanno spinte e incoraggiate, – aggiunge il parlamentare eletto in Sudamerica – ma nel frattempo dobbiamo continuare a confrontarci con i problemi e le emergenze di tutti i giorni, prima fra tutte l’efficacia dell’operazione “task-force”, voluta dai Comites, dal Cgie, dal Parlamento e quindi dal Governo per eliminare gli insostenibili ritardi nel riconoscimento della cittadinanza italiana in America Latina”.
“In Brasile – secondo l’On. Porta – i dati della ‘task force’ a quasi un anno dal suo avvio sono nettamente al di sotto delle aspettative iniziali, e ciò dovrebbe indurre il Ministero degli Esteri ad un più attento monitoraggio sui risultati dell’operazione, che ha comportato un impegno politico ed uno sforzo in termini di risorse umane e finanziarie non indifferente”.
“Faccio un appello pubblico al Direttore Generale per gli Italiani all’Estero, Ministro Carla Zuppetti ed all’Ambasciatore d’Italia in Brasile Gherardo La Francesca affinché confermino la loro nota sensibilità al problema esigendo da tutta la rete consolare uno sforzo specifico e concentrato pari alla gravità ed all’urgenza del problema che era all’origine della costituzione della ‘task force’”, conclude il parlamentare.
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Onu: verso la riforma della governance ambientale
Con l’obiettivo di far avanzare il processo di riforma della governance ambientale dell’Onu si riunisce a Roma il Gruppo dell’IEG presieduto dal Ministro dell’Ambiante e la tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo e co-presieduto dal Ministro dell’Ambiente e delle risorse minerarie del Kenya, John Njoroge Michuki. La governance ambientale gestita dall’UNEP, United Nations Environment Programme, e’ attualmente frammentata e richiede regole e organismi all’altezza della complessita’ dei problemi da affrontare.
Il processo di riforma , lanciato nel 2002 con il pacchetto di Cartagena che riguardava il ruolo e la struttura dell’UNEP nel più ampio sistema delle Nazioni Unite, prevede, tra le varie opzioni, il rafforzamento delle strutture già esistenti, oppure la trasformazione dell’UNEP in un’agenzia specializzata sul modello FAO o WTO. Il processo dovrebbe poi riflettersi in una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU, passando attraverso il Consiglio d’Amministrazione UNEP del febbraio 2010. L’UNEP è stato istituito nel 1972 come organismo istituzionale cui è attribuito il fine generale della tutela ambientale e dell'utilizzo sostenibile delle risorse naturali, nel quadro del complesso sistema organizzativo delle Nazioni Unite: suo quartier generale è a Nairobi, in Kenia. L’UNEP opera in coordinamento con gli altri Programmi e Agenzie delle Nazioni Unite, con le altre Organizzazioni internazionali, con gli Stati nazionali, con le Ong con gli esponenti del settore privato e della societa’ civile. Le funzioni principali di UNEP riguardano: la realizzazione di studi volti a monitorare le condizioni ambientali a livello nazionale, regionale (su scala continentale) e globale; lo sviluppo di strumenti per la tutela delle risorse naturali e paesaggistiche; il rafforzamento delle istituzioni per una corretta gestione delle fonti energetiche; il trasferimento di conoscenze e tecnologie nell'ambito dello sviluppo sostenibile; l’attivazione di partenariati tra le autorità pubbliche, il settore privato e la società civile.
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Fabio Porta (PD): la vittoria di Bersani una speranza per un PD forte, credibile e radicato nel territorio, in Italia e nel mondo!
Roma, 26 ottobre 2009 - Ufficio Stampa On. Fabio Porta
La dichiarazione dell’unico parlamentare del PD eletto in Sudamerica all’indomani del risultato delle primarie. In America Meridionale quasi un plebiscito per Bersani Segretario.
La vittoria di Pierluigi Bersani, in Italia e nel mondo, costituisce un fatto di straordinaria importanza.
Questo anzitutto per la grandissima affluenza ai seggi delle primarie: oltre tre milioni di cittadini che si sono recati a votare dimostrando un altissimo senso civico e una volontà di partecipazione diretta alla vita del più grande partito europeo di centro-sinistra.
La vittoria di Bersani è anche la vittoria del leader che in maniera più chiara e determinata ha chiesto in questi mesi un cambiamento di rotta nella gestione del partito, rivendicandone con orgoglio le radici popolari democratiche e puntando ad un grande sforzo di organizzazione nel territorio.
Per gli italiani all’estero, infine, questa vittoria significa la ripresa di un percorso che porti ad una forte autonomia del partito all’estero accompagnato da un adeguato investimento in risorse, anche umane, per riprendere in tutto il mondo la leadership politica e culturale che il centro-sinistra ha dimostrato di avere nelle occasioni più importanti.
Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto nel mondo le liste a favore di Bersani segretario, per averci consentito di arrivare a questo obiettivo; grazie a tutti coloro che comunque hanno partecipato al voto per le elezioni primarie, dimostrando così che il PD è vivo e vuole rafforzarsi all’estero e non solo in Italia!
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Inaugurato il Museo Nazionale dell'Emigrazione italiana
Quello dell'emigrazione "è stato un capitolo essenziale della storia d'Italia e, nel momento in cui ci apprestiamo a celebrare il 150 anniversario dell'Unità, non possiamo dimenticare che nell'Italia, pur unita, tanti italiani non poterono trovare lavoro e modo di vivere e furono costretti a partire" ha detto il Presidente Napolitano
23.10.2009 17:10:46
Roma - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Presidente della Camera Gianfranco Fini, accompagnati dal Ministro per i beni culturali, Sandro Bondi, e dal Sottosegretario agli esteri, Alfredo Mantica, hanno inaugurato il Museo Nazionale dell'Emigrazione italiana al Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma.
Il Museo, nato grazie all'impegno del Sottosegretario Mantica con delega per le politiche concernenti gli Italiani all'estero e delle competenti Direzioni generali del Ministero, ripercorre, anche in chiave multimediale, la nascita e lo sviluppo dell'emigrazione italiana dalla fine del 1800 sino all'attuale realta' degli italiani nel mondo. ‘'Oggi che accogliamo gli immigrati e siamo diventati un paese di grande immigrazione - ha detto il Presidente della Repubblica - non dovremmo mai dimenticare di essere stati un paese di emigrazione''. Gli italiani , ha ricordato il Capo dello Stato, andarono all'estero ‘'in condizioni durissime che non dovremmo mai dimenticare''. ‘'Abbiamo seminato le tracce della presenza italiana in tutto il mondo- ha sottolineato il Presidente -Quello che oggi e' il patrimonio di simpatia e di amicizia per l'Italia, in tutti i Paesi che io ho visitato, ha anche il segno di quello che hanno fatto i nostri emigrati quando sono andati all'estero''.
Il Museo nazionale dell'emigrazione - secondo il Sottosegretario Mantica - ‘'e' il tentativo di reinserire l'emigrazione nella storia d'Italia'', una storia che ‘'molti italiani non conoscono o considerano di serie B''. Molti di quegli italiani ''partiti siciliani, lombardi, veneti o abruzzesi, solo a destinazione capirono di essere italiani'', ha aggiunto il Sottosegretario Mantica sottolineando che ‘'oggi ci sono 50 milioni di persone nel mondo che hanno almeno 1/8 di sangue italiano. E ‘ giusto considerarli parte della Comunita''.
Rappresentare "in chiave di lettura di unità nazionale, la varietà delle esperienze di emigrazione su scala regionale e locale, contraddistinte, nel corso di un intenso secolo di storia nazionale, da molteplici specificità". E' quanto si prefigge il Museo. "Per la prima volta nella storia italiana -è stato spiegato in questi giorni dai promotori - viene messo a sistema l'immenso patrimonio storico e culturale italiano inerente l'emigrazione" con l'obiettivo di raccontare la storia dell'emigrazione italiana attraverso i 150 anni dell'Unità d'Italia". Si parte dal 1861 fino ad arrivare ai giorni nostri, attraverso "un percorso storico con materiale di diverse tipologie - letteratura, cinematografia, documentari, musica, testimonianze audio, foto, giornali e riviste d'epoca, oggetti - attraverso la presenza delle Istituzioni Regionali legate al tema dell'emigrazione, e attraverso aree tematiche dedicate al cinema, alla letteratura e alla fotografia che consentiranno al visitatore di avere una conoscenza approfondita del tema dell'emigrazione".
Negli spazi espositivi del Museo non ci sono soltanto le classiche valigie di cartone, cimeli di famiglia, vecchie cartoline ingiallite e fotografie, ma anche simboli e documenti di una emigrazione di artigiani, manodopera qualificata e commercianti, fino all'attuale realtà degli italiani nel mondo, tra imprenditoria e la cosiddetta 'fuga di cervelli'. A chiudere l'ultima sezione del percorso storico-cronologico, infine 60 scatti dedicati ai diversi volti degli immigrati che negli ultimi anni sono sbarcati in Italia, proprio a ricordare - ha spiegato Mantica - "che il dramma della miseria e della povertà non cambia".All'iniziativa hanno aderito oltre 40 tra enti e fondazioni prestatori, decine di musei locali e numerosi privati, che per la prima volta hanno riunito in un'unica mostra a livello nazionale centinaia di oggetti e documenti. Tra le testimonianze che colpiscono il visitatore, l'avviso del prefetto di Castel Franco Veneto che nel 1896 vietava ai cittadini "qualsiasi operazione di emigrazione verso il Brasile" dove gli italiani avrebbero di fatto sostituito gli schiavi, il modellino del transatlantico 'Roma' varato nel 1926, gli spartiti dei canti dell'emigrazione o il libro di ricette 'La cucina napoletana per golosi o buongustai'. Infine una biblioteca con 500 volumi, in cui, spiega il direttore del Museo, Alessandro Nicosia, "gratuitamente, qualsiasi studente o visitatore, può consultare i libri e documentarsi sull'emigrazione sperimentata dalla propria Regione".
"Abbiamo riletto il fenomeno della storia dell'emigrazione con un andamento cronologico. Essendo un museo gratuito rivolto al grande pubblico del Vittoriano e agli studenti, abbiamo voluto semplificare la lettura. La data simbolica d'inizio è il 1861, anno dell'unificazione italiana, anche se l'emigrazione iniziò molto prima. Attraverso sei sezioni si arriva fino ai giorni nostri, con i casi di affermazione di oriundi italiani in sempre più campi e l'inversione dei rapporti, con l'Italia che dal 1976 diventa un Paese in cui i flussi in entrata iniziano a superare quelli in uscita. Ma l'aspetto più importante è quello dell'unità nella diversità, perché l'emigrazione fu un fenomeno caratterizzato da innumerevoli flussi locali" ha affermato Nicosia.
Il "Percorso storico di riferimento" si sviluppa in cinque unità articolate con documentari, musica, testimonianze audio, foto, giornali e riviste d'epoca, frasi significative, aspetti ed oggetti caratteristici, date salienti. Il "Percorso espositivo regionale" tratta i contenuti regionali secondo gli aspetti sociali, antropologici, storici, politici ed economici
Nelle diverse sezioni di approfondimento si possono ascoltare testimonianze e ascoltare musica tradizionale degli emigranti, seguire proiezioni di documentari specifici, immergersi nella rilettura delle migrazioni dal dopoguerra ai giorni nostri attraverso i migliori film e libri prodotti negli ultimi cinquant'anni.Postazioni telematiche permettono l'accesso a Musei locali e regionali e centri di ricerca italiani, associazioni, banche dati, oltre a Musei e centri di ricerca internazionali che riguardano l'emigrazione italiana.
Apprezzamento per aver dato vita a uno spazio dedicato alla "memoria di uno dei fenomeni più rilevanti della storia recente del nostro Paese, con l'obiettivo di ricordare tutti gli italiani che, costretti ad abbandonare la loro terra, hanno saputo creare altrove comunita' salde e di straordinaria vitalita', pur mantenendo un legame fortissimo con la loro identità'' è stato espresso dal Presidente del Senato, Renato Schifani, da Danzica per l'Assemblea straordinaria dell'Associazione dei Senati europei.
da:News ITALIA PRESS
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XVIII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all'Estero, dal 24 al 28 ottobre
Al via domani la XVIII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane allEstero
24 e del 25 ottobre lavori interni e impegni associativi; 26 ottobre "Made in Italy e territori oltre la crisi: nuovi mercati e alleanze concrete"; 27 e 28 ottobre spazio ai fatti del business' con 950 incontri tra aziende e CCIE e 2.000 incontri tra aziende e 112 buyers provenienti da tutto il mondo, coinvolte 310 imprese
23.10.2009 15:10:12
Salerno - Parte domani, 24 ottobre, la XVIII Convention delle Camere di Commercio Italiane all'Estero. A Salerno, 4 giorni (dal 24 al 28 ottobre) di lavori intensi per i rappresentanti delle 74 Camere di Commercio Italiane all'Estero (CCIE) organizzate in Assocamerestero.Nelle giornate del 24 e del 25 ottobre il programma prevede lavori interni e impegni associativi. Tra gli adempimenti che il sistema CCIE affronterà: il rinnovo delle cariche di Assocamerestero, ivi compresa la Presidenza, oggi di Edoardo Pollastri, Presidente della Camera di Commercio Italiana di San Paolo del Brasile.
Convegno "Made in Italy e territori oltre la crisi: nuovi mercati e alleanze concrete"
Il 26 ottobre, giornata pubblica, cuore della manifestazione, con il convegno "Made in Italy e territori oltre la crisi: nuovi mercati e alleanze concrete". Prevista la partecipazione dei vertici dell'economia nazionale e delle Istituzioni nazionali e locali. Tra i relatori, insigni esponenti del Governo: Adolfo Urso, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, i Sottosegretari Enzo Scotti, agli Affari Esteri, e Giuseppe Maria Reina, alle Infrastrutture e Trasporti.Nel corso della giornata sarà presentata l'Indagine Assocamerestero-Unioncamere dal titolo "VE(N)DERE OLTRE LA CRISI", profilo e strategie di risposta delle imprese italiane alla crisi internazionale, che ha coinvolto 66 Camere di Commercio Italiane presenti in 46 Paesi esteri, e i rappresentanti degli oltre 24mila imprenditori collegati alle CCIE.Nel corso della Convention verrà sottoscritto l'Accordo di programma Ministero dello Sviluppo Economico-Unioncamere-Assocamerestero.
27 e 28 ottobre: spazio ai ‘fatti del business'
Le giornate del 27 e del 28 ottobre daranno spazio ai ‘fatti del business' con gli incontri one to one tra le imprese della Campania e i protagonisti del sistema camerale italiano all'estero e la pattuglia di 112 buyers che il sistema delle CCIE ha portato a Salerno.Il 27 ottobre, parallelamente allo svolgimento degli incontri one-to-one, si terrà una sessione di incontri tra i buyer selezionati dalle CCIE Europee e Mediterranee e le imprese del territorio campano. Il 28 ottobre la Convention prevede gli incontri finalizzati a costruire piattaforme di collaborazione multilaterale tra Camere di Paesi diversi per l'anno 2010 e incontri bilaterali tra i delegati esteri e i rappresentanti del sistema dei consorzi export associati a Federexport.
Salone delle Camere di Commercio Italiane all'Estero
Il "Salone delle Camere di Commercio Italiane all'Estero" CCIE è lo spazio dove si terranno gli incontri one to one tra le aziende e i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all'Estero, finalizzati a conoscere le reali possibilità di posizionamentocommerciale dei prodotti/servizi delle imprese campane all'estero. "Partecipare a questi incontri permetterà alle imprese di avere un valido orientamento rispetto alle opportunità che i loro prodotti possono trovare sui mercati individuati come potenzialmente interessanti, senza la necessità di visitare fisicamente tutti i paesi scelti, con un consistente risparmio di tempi e costi" spiegano da Assocamerestero. Le imprese interessate potranno avvalersi dell'esperienza degli export manager camerali, della conoscenza del sistema giuridico e istituzionale e del mercato di sbocco. Gli incontri potranno favorire importanti partnership per programmi congiunti nei settori dell'ambiente, ICT, formazione, cultura ecc. nonché scambio di best practice. I numeri sono imponenti: previsti 950 incontri, durante i quali i rappresentanti delle CCIE incontreranno: 125 imprese, 9 Comuni, 21 Associazioni, 7 strutture camerali, 6 consulenti, 1 ordine professionale, 1 scuola. I 950 incontri vedono il protagonismo assoluto dell'Europa, con le Camere di Londra, Mosca, Monaco di Baviera, Parigi che si assicurano il 57% degli incontri, Asia il 15%, Australia 3%, Nord America 20%, Centro e Sud America 5%, con le Camere di Rio e San Paolo che la fanno da padroni.
Workshop b2b
I buyers presenti a Salerno per incontrare le aziende saranno 112. Diverse le aree geografiche di appartenenza, da quella più vasta euro-mediterranea a quella degli Emirati Arabi. Le imprese campane protagoniste degli incontri sono 185, operanti in diversi settori merceologici: agroalimentare, florovivaismo, gioielleria, legno-arredo-edilizia, nautica, tessile abbigliamento e turismo. Negli spazi appositamente allestiti nel Grand Hotel Salerno, si terranno circa 2.000 incontri d'affari tra i 112 operatori esteri e le 185 imprese campane: poco meno del 50% vedranno protagoniste le imprese operanti nel settore agroalimentare. Seguono gli incontri dedicati ai complementi d'arredo e gioielleria, pari al 15% circa, quelli della nautica pari al 12%, gli incontri organizzati per le imprese del settore turistico, pari al 9% del totale, per concludere con i business meeting riguardanti imprese campane e del florovivaismo e del tessile abbigliamento, che sono pari rispettivamente al 8% e al 6% circa del totale incontri d'affari.
da:News ITALIA PRESS
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Il Ministro Frattini si impegna con i deputati Bucchino e Porta per la stipula degli accordi con Canada e Cile
Roma, 21 ottobre 2009
Il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini ha immediatamente risposto alla lettera di sollecito per l’approvazione degli accordi in materia di sicurezza sociale che i deputati Gino Bucchino e Fabio Porta gli avevano inviato alcuni giorni orsono.
Il Ministro rende noto di condividere le preoccupazione dei parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero in merito all’importanza della stipula degli accordi di sicurezza sociale e si impegna, insieme alle altre amministrazioni competenti, a lavorare per rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla ratifica di accordi importanti quali quelli con Canada e Cile, assicurando la necessaria copertura.
Frattini, nella sua risposta, sottolinea come la rilevanza di tali intese e le ricadute positive per i lavoratori ed i pensionati italiani sono evidenti, ed è quindi comprensibile l’aspettativa delle nostre collettività all’estero. Tuttavia il Ministro evidenzia che per gli accordi, anche per quelli già firmati con alcuni Paesi di provenienza degli immigrati in Italia , i notevoli oneri a carico del bilancio pubblico sono difficilmente compatibili con l’attuale limitata dotazione del bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2010.
Ciononostante il Ministro rileva che la Commissione Esteri del Senato, nell’esaminare in prima lettura la Finanziaria per il 2010 ha giustamente evidenziato nel suo parere favorevole l’opportunità di convogliare eventuali nuove risorse disponibili su alcune priorità tra cui, appunto, la ratifica degli accordi internazionali.
Bucchino e Porta evidenziano come la risposta del Ministro Frattini apre dunque, almeno così sembra ed è auspicabile, nuove prospettive per la stipula degli accordi con Canada e Cile.
I due deputati si impegnano ad intensificare la loro attività di controllo e di stimolo per raggiungere quei risultati che le comunità italiane in Canada e Cile da anni perseguono pervicacemente ma purtroppo ancora senza risultati concreti.
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XVIII Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane allEstero, dal 24 al 28 ottobre
A Salerno il miglior agente di commercio delle PMI italiane all'estero per riposizionare il Made in Italy nel mondo
15.10.2009 09:10:29
Salerno - 362 seminari di informazione e orientamento al mercato che hanno coinvolto oltre 22.000 imprenditori; 381 iniziative formative a beneficio di circa 17.000 imprese; 1.314 attività di matching tra la domanda e l'offerta di prodotti e servizi di imprese che hanno attivato contatti di business con circa 52.000 aziende; 83.682 imprese assistite in consulenza di vario genere; attraverso oltre 2.000 attività di orientamento, formazione e supporto alla conclusione di affari, 200.000 sono stati i contatti con imprese alla ricerca di ampliare il loro business all'estero, cui vanno a sommarsi i circa 100.000 contatti on line stimati nel corso dell'anno, per un numero complessivo di oltre 300.000 aziende assistite. E' con questi numeri di bilancio 2008 che il sistema delle Camere di Commercio Italiane all'Estero (CCIE) arriverà a Salerno per la 18^ Convention mondiale, in programma nella città campana dal 24 al 28 ottobre.
"Il network delle Camere di Commercio Italiane all'Estero rappresenta la più ampia rete italiana di promozione, di natura privata e, al tempo stesso, parte integrante del sistema della promotion pubblica, che opera a sostegno del Made in Italy nel mondo" afferma Augusto Strianese, Presidente della Camera di Commercio di Salerno, ‘padrone' di casa della convention.
"Una convention, quella di quest'anno, in pieno stile CCIE: poche parole, tutto lo spazio ai fatti. Due giornate, 27 e 28 ottobre, saranno esclusivamente dedicate agli incontri B2B tra le aziende campane e buyers e Camere di Commercio", dice Edoardo Pollastri, Presidente di Assocamerestero, l'Associazione che rappresenta le 74 CCIE, attive in 45 Paesi del mondo con 140 uffici "e solo una giornata, quella del 26, la dedicheremo alla riflessione, con un convegno -‘Made in Italy e territori oltre la crisi: nuovi mercati e alleanze concrete'- che vuole essere un momento di confronto con quello che è il nostro impegno prioritario in questa fase storica: uscire dalla crisi con un Made in Italy più forte e rinnovato nella sua capacità di proporsi sul mercato internazionale".
L'Italia è il settimo esportatore mondiale di merci, la ripresa si sta iniziando vedere nei numeri -nel primo trimestre 2009 il calo delle vendite, rispetto allo stesso periodo 2008, è stato del 14,2%, oggi si registra una crescita del 4,2%- "Ora bisogna rafforzare e sinergizzare le nostri reti all'estero, sia nel dialogo con i mercati mondiali, sia nel dialogo con il sistema delle aziende italiane, se vogliamo fare della crisi l'occasione per riformulare la nostra presenza sui mercati internazionali" prosegue Strianese, forte anche della sua esperienza di Vice Presidente Assocamerestero. "Le CCIE sono il miglior agente di commercio del sistema delle PMI italiane che si muovono sui mercati esteri. I Governi che si sono succeduti negli ultimi anni se ne sono resi conto e hanno lavorato per rafforzare le CCIE non soltanto dal punto di vista finanziario, ma anche di raccordo con le altre reti italiane nel mondo, a cominciare dalla rete diplomatica fino al sistema ICE. Ora dobbiamo lavorare perchè il patrimonio di expertise del sistema camerale italiano all'estero permetta alle nostre aziende di raccogliere e metabolizzare meglio e prima dei competitori internazionali i segnali e le domande di un mercato che uscito dalla crisi sarà profondamente diverso da come fino ad oggi lo abbiamo conosciuto".
Il percorso di sviluppo dell'attività delle CCIE prosegue nel 2009, come testimoniato dal forte incremento delle risorse investite dal network nella realizzazione di oltre 1.800 iniziative promozionali, passate dai circa 28 milioni di euro del 2000 ai quasi 52 milioni previsti per il 2009, di cui 43 milioni costituiti da attività riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico. A Salerno un sistema forte di 1.300 amministratori che fanno parte degli organi collegiali delle singole CCIE, oltre 600 dipendenti, e una storia che ha superato il secolo di vita, in quattro giorni imposterà il lavoro per la ripresa 2010.
News ITALIA PRESS
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Ufficio Stampa On. Fabio Porta: IBRAMEETINGTOWN 2009: Città italiane e brasiliane a confronto
Roma, 19 ottobre 2009
L’On. Fabio Porta al Seminario organizzato a conclusione del Festival della Creatività: “la cooperazione decentrata protagonista indiscussa della solidarietà che ‘parla italiano’.
Intervenendo alla tavola rotonda conclusiva delI’IBRAMEETINGTOWN, il primo incontro biennale delle “città future” organizzato a Firenze nell’ambito del “Festival della Creatività” - evento promosso dalla Regione Toscana – l’On. Fabio Porta ha parlato del ruolo della cooperazione decentrata nello sviluppo delle relazioni tra Italia e Brasile.
“In questi ultimi due anni la cooperazione italiana in Brasile si è mantenuta all’altezza della sua ormai grande e consolidata tradizione grazie al fondamentale apporto degli enti locali italiani – ha esordito il Presidente dell’Associazione Italia-Brasile – mentre dall’altro lato il governo italiano tagliava drasticamente le risorse per la cooperazione allo sviluppo e la presenza italiana all’estero”.
Il Brasile, secondo il parlamentare del PD eletto in Sudamerica, “è un Paese-continente, ancora attraversato da profonde contraddizioni che ne caratterizzano il forte sviluppo; convivono nel Paese infatti settori all’avanguardia come anche aree geografiche fortemente sviluppate accanto a zone povere e arretrate caratterizzate dalla presenza di larghe fasce di esclusione sociale”.
La cooperazione decentrata, secondo l’On. Porta, “permette di mediare all’interno di queste contraddizioni, evidenziando opportunità di internazionalizzazione per le nostre piccole e medie imprese ma allo stesso tempo intervenendo a sostegno di situazioni di rischio sociale in maniera diretta e significativa; un approccio che oggi si arricchisce anche grazie alla possibile ‘triangolazione’, ossia alla cooperazione in Paesi ‘terzi’ come quelli dell’Africa o delle aree più povere del Sudamerica”.
“L’assegnazione a Rio de Janeiro delle Olimpiadi del 2016 – ha concluso l’On. Porta – non e’ stata soltanto la vittoria di Lula su Obama, ma l’affermazione di un Paese emergente sul ‘vecchio mondo’; il Brasile si confrontava infatti con Stati Uniti, Giappone e Spagna: con il Brasile ha vinto il futuro e un intero continente, il Sudamerica, pronto ad uscire in maniera definitiva dallo stato di inferiorità al quale spesso e’ stato relegato e a conquistare lo spazio economico e politico che gli compete”.
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Papa Bento XVI homenageia padre italiano assassinado no Brasil
18/10/2009
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"Neste dia (...) quero lembrar os missionários e missionárias --sacerdotes, religiosos e laicos-- que consagram sua existência à difusão do Evangelho no mundo, enfrentando amarguras e dificuldades, e às vezes, verdadeiras perseguições", disse o Papa em sua oração.
"Penso, entre outros, em Ruggero Ruvoletto, sacerdote assassinado recentemente no Brasil, e no padre Michael Sinnot, religioso sequestrado há poucos dias nas Filipinas", acrescentou Bento XVI.
O corpo de Ruggero Ruvoletto, assassinado com um tiro na cabeça, foi encontrado no dia 19 de setembro pela Polícia na paróquia onde morava, nas imediações de Manaus.
A Arquidiocese de Manaus indicou em um comunicado que o padre italiano --que trabalhava há dois anos no bairro pobre de Santa Etelina-- foi vítima da "violência urbana".
O padre Michael Sinnott foi sequestrado por homens armados que invadiram a sua casa na noite de 11 de outubro na cidade de Pagadian (sul), segundo a Polícia filipina. |
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Lettera aperta dei deputati eletti all’estero ai Presidenti Gianfranco Fini e Massimo D’Alema
Roma, 14 ottobre 2009
Venerdì 16 ottobre si aprirà ad Asolo il convegno intitolato “Le nuove politiche per l'immigrazione. Sfide e opportunità” promosso dalla Fondazione Farefuturo e dalla Fondazione Italianieuropei.
In esso, prima delle conclusioni, affidate ai Presidenti Gianfranco Fini e Massimo D’Alema, saranno approfondite alcune questioni aperte nel dibattito politico e culturale tra le quali il tema della cittadinanza. I deputati eletti all’estero di diverso schieramento hanno indirizzato ai Presidenti delle due fondazioni una lettera aperta il cui testo si riporta di seguito.
Caro Presidente Fini, caro Presidente D’Alema,
abbiamo appreso con interesse la notizia di un vostro prossimo incontro nell’ambito del convegno dedicato alle nuove politiche per l’immigrazione e alla cittadinanza, promosso da fondazioni di diversa ispirazione culturale. Vogliamo esprimere, prima di tutto, un sincero apprezzamento per la scelta di affrontare un tema delicato come questo, che suscita molteplici riflessioni nel dibattito politico e nell’opinione pubblica.
Esercitare una responsabilità istituzionale, soprattutto con mentalità di governo, significa sapersi assumere delle responsabilità indicando e confrontando soluzioni anche difficili, che tuttavia possano aiutare a superare la difficile transizione che la società italiana vive ormai da diversi anni.
Venendo al tema della cittadinanza, non useremo molte parole per sottolineare la nostra attenzione non solo come parlamentari “senza vincoli di mandato”, ma anche come eletti da milioni di cittadini che vivono all’estero e che hanno dovuto affrontare complesse situazioni per conservare, difendere, recuperare la cittadinanza italiana.
Prima di richiamare, però, le problematiche relative alla cittadinanza per gli italiani all’estero, desideriamo manifestare, anche alla luce della specifica esperienza da noi acquisita a diretto contatto con le nostre comunità d’origine presenti nel mondo, il nostro pieno accordo con le ipotesi, affacciate in questi giorni, di attribuire la cittadinanza ai giovani nati in Italia da genitori legalmente soggiornanti da almeno cinque anni o che vi siano cresciuti fino al raggiungimento della maggiore età o, ancora, che vi abbiano compiuto un intero ciclo di studi. Siamo ugualmente propensi ad accorciare il periodo fissato per gli stranieri per poterla richiedere. Prima ancora, vogliamo riaffermare la nostra convinzione che a coloro che si dirigono verso il nostro Paese siano sempre assicurati i diritti di asilo previsti dalle leggi internazionali e la tutela dell’incolumità e della vita dovuta ad ogni essere umano.
È particolarmente sentita per noi che conosciamo direttamente il difficile percorso che gli italiani hanno dovuto compiere per superare barriere di diffidenza e xenofobia, la priorità di vedere riconosciuti diritti umani, diritti di cittadinanza e diritti sul lavoro in ambienti duri e ostili, ragion per cui chiediamo nel nostro paese un continuo e rinnovato rispetto dei diritti, accoglienza e solidarietà verso i migranti. Dimenticare o contraddire queste vicende che hanno segnato la vita di milioni di italiani non solo riapre ferite dolorose nelle persone che le hanno vissute, ma fa male soprattutto all’Italia e agli italiani. Su quali presupposti etici, infatti, affronteremo la transizione in atto da paese di emigrazione a paese anche di immigrazione? Senza rispetto delle persone e dei diritti, di che qualità sarà la democrazia nella quale si dovranno amalgamare etnie, culture, progetti di vita diversi?
Ma per noi non è meno importante testimoniare che è non solo giusto, ma utile per l’Italia favorire un’integrazione vera, equilibrata, rispettosa delle regole di coloro che scelgono il nostro Paese per lavorare, viverci e costruire le proprie famiglie. Lo sappiamo per diretta esperienza. Abbiamo avuto molto dai paesi che ci hanno accolto e aiutato a realizzare un futuro, ma a quelle società abbiamo dato il nostro lavoro, le energie e le qualità dei nostri figli. Mondi nuovi si sono sviluppati con il contributo nostro e di altri migranti. Non chiediamo riconoscimenti tardivi per noi, ma soltanto che gli italiani si rendano conto che hanno tutto da guadagnare nel fare in modo che il legittimo desiderio di progredire di milioni di uomini si possa dispiegare costruttivamente nella nostra società. Sarà un bene per tutti, non solo per chi varca i nostri confini.
Questo potrà avvenire se avremo la capacità culturale, prima ancora che politica, di considerare in una nuova luce il nostro sistema di riferimenti concettuali e giuridici, ad iniziare da quello jus sanguinis che è stato finora il criterio del tutto prevalente di concessione della cittadinanza. Il legame con il territorio e con le sue forme di vita sociale e civile può essere anch’esso un fattore di legittimazione e di appartenenza giuridica ad uno Stato. L’errore, semmai, non sta nell’ammettere questo principio innovativo, ormai maturo nella realtà delle relazioni sociali e giuridiche, ma nel farsene attrarre al punto di non riuscire a vedere che la transizione italiana è un processo complesso, denso di contraddizioni e di intrecci destinati a prolungarsi nel tempo.
Uno degli aspetti più significativi di esso riguarda proprio il rapporto tra jus sanguinis e jus soli, che allo stato sono due categorie concettuali che corrispondono a due diverse condizioni storiche, sociali e giuridiche. Tanto per esemplificare, se è giusto concedere la cittadinanza allo straniero regolarmente soggiornante per alcuni anni in Italia, può essere giusto continuare a tenere le porte chiuse per quegli emigrati che, nati in Italia, hanno perduto la cittadinanza originaria perché i paesi di insediamento non ne hanno consentito la conservazione? Allo stesso tempo, se è giusto che i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri siano considerati cittadini, può essere ammissibile che i figli di madre italiana nati all’estero prima dell’entrata in vigore della Costituzione non possano averla, al contrario dei loro fratelli nati dopo, solo perché la donna nel vecchio ordinamento non era considerata soggetto in grado di trasmetterla?
Tralasciando altre esemplificazioni, confidiamo che questo sforzo di interpretazione della società italiana di oggi e di innovazione dei sistemi normativi che stabiliscono le regole della sua organizzazione civile e della sua evoluzione tenga conto, per quanto attiene alla cittadinanza, della pluralità delle situazioni in cui si possa essere a giusto titolo cittadino italiano. Semmai, si possono considerare i modi per evitare che nelle maglie dei diritti si infiltrino soluzioni eccessive o pratiche opportunistiche, come quella di usare strumentalmente il passaporto italiano come strumento comunitario. Ma questi discutibili aspetti possono essere contrastati tanto più efficacemente quanto più la cittadinanza sia percepita non soltanto come una pratica burocratica da chiudere prima possibile ma come un valore e come un patto civile ed etico. Ben vengano, dunque, le richieste di conoscenza della nostra lingua e della nostra Costituzione come opportuno corredo della concessione della cittadinanza, ma possiamo anche in questo caso restare tranquilli di fronte all’ipotesi di chiedere le stesse cose ai discendenti dei nostri emigrati e, nello stesso tempo, vedere ridurre drasticamente l’offerta della nostra lingua e della nostra cultura nel mondo?
Vogliamo sperare che il vostro dialogo contribuisca a sciogliere questi nodi e a trovare una strada per aiutare l’Italia a uscire dalla sua lunga transizione in modo positivo e civile. Senza dimenticare il suo debito con chi ha dovuto e deve scegliere di ricollocare la sua vita altrove e senza negarsi a chi l’altrove lo trova qui, tra noi. I migranti sono veramente una leva e una straordinaria possibilità.
Noi italiani questa possibilità la possiamo cogliere in Italia e in altri luoghi del mondo e sarebbe veramente incauto lasciarsela sfuggire.
Con sentimenti di profonda stima, inviamo cordiali saluti.
I deputati eletti nella Circoscrizione Estero
Gino Bucchino (PD)
Gianni Farina (PD)
Marco Fedi (PD)
Laura Garavini (PD)
Franco Narducci (PD)
Fabio Porta (PD)
Giuseppe Angeli (PDL)
Amato Berardi (PDL)
Aldo Di Biagio (PDL)
Guglielmo Picchi (PDL)
Ricardo Antonio Merlo (LD-MAIE)
Antonio Razzi (IDV)
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Líbio detona bomba em quartel militar em Milão
12/10/2009
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O homem gritou algumas palavras em árabe, segundo o coronel Giuseppe Affini, porta-voz militar na região da Lombardia, que inclui Milão.
Alguns relatos dão conta de que o agressor teria gritado "Fora do Afeganistão!", mas não foram confirmados. A Itália mantém 2.800 militares no país, e alguns deles tem sua base no quartel atacado, segundo Affini.
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Finanziaria 2010: si succedono le finanziarie, ma per gli italiani all’estero non cambia la musica
Roma, 12 ottobre 2009 - DEPUTATI PD ESTERO
Si succedono i documenti finanziari, ma per gli italiani all’estero la musica non cambia. Le livide previsioni contenute nel Bilancio pluriennale trovano puntuale conferma nel Bilancio di previsione per il 2010.
Le risorse previste per le politiche migratorie attribuite alla Direzione Generale per gli italiani all’estero del MAE subiscono, infatti, una decurtazione di 23 milioni di euro rispetto al bilancio assestato dell’anno precedente e ritornano malinconicamente ai 71 milioni inizialmente previsti nella proposta di preventivo avanzata nel 2009 dal Governo. Tutti gli sforzi da varie parti compiuti per reintegrare almeno in parte i tagli dello scorso anno sono cancellati con un solo colpo di spugna.
Il caso più vistoso è quello dell’assistenza diretta, i cui stanziamenti, precipitati dai 28 milioni stanziati dal governo di centrosinistra ai 10 milioni della Finanziaria dell’anno scorso e poi riportati durante l’anno a 16 milioni di euro, ritornano a 10 milioni. Anche i contributi per i COMITES sono ritoccati al ribasso di 140.000 euro rispetto all’anno scorso e quelli per il funzionamento del CGIE restano fermi all’iniziale proposta del 2009, rivelatasi insufficiente. Di circa duecentomila euro vengono ridimensionate le somme per le attività culturali, ricreative e informative e nessun finanziamento è previsto per tenere in vita il Museo dell’Emigrazione che con tanta enfasi sarà inaugurato tra qualche settimana.
Le somme previste per l’informazione, la promozione culturale, scientifica e dell’immagine dell’Italia all’estero vengono decurtate di 7,5 milioni e, in particolare, la dotazione della Direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale, già pesantemente intaccata l’anno scorso, perde altri 5,6 milioni di euro.