Un’inaugurazione dell’anno accademico infuocata dalle tensioni e dalle polemiche, quella che si è tenuta oggi al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Dopo l’intervento del ministro della Salute Renato Balduzzi e di quello del Rettore, Elio Pelizzetti, in sala è scoppiata la protesta. Balduzzi è salito sul palco, quando una ventina di senatori degli studenti seduti in platea hanno iniziato ad alzarsi ad uno ad uno recitando uno slogan: “Un metro di Tav costa 46 borse di studio”, “La Regione Piemonte impedisce a 8 mila borsisti di studiare e l’assenza di Cota oggi lo conferma”. Dopo pochi minuti sono stati portati fuori dalla sala, sostenuti dall’applauso scoppiato in platea in segno di supporto. Intanto, il ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva espresso la volontà di incontrare i rappresentanti del senato accademico per approfondire le motivazioni del dissenso. “Pensavamo che dovesse parlarci, ma dopo l’inaugurazione è andata subito via” – ha spiegato Valentina Schifano, senatrice accademica e rappresentante degli studenti nel consiglio Edisu.
A scatenare il malcontento fra gli studenti, anche l’assenza del governatore Roberto Cota: né lui, né nessun componente della sua Giunta hanno preso parte alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico universitario, preferendo piuttosto svolgere una conferenza stampa sui temi del diritto allo studio. Un appuntamento, quello dell’inaugurazione dell’anno accademico, cui nessuna carica istituzionale della Regione si sarebbe mai sognata di mancare e la cui assenza rischia di rompere con uno dei soggetti centrali in ogni politica di sviluppo e internazionalizzazione della nostra regione.
“Questo dimostra l’indifferenza della Regione di fronte all’Università e al diritto allo studio – ha continuato Valentina Schifano -. Aspettiamo di sentire cosa ha da dirci prima di decidere la prossima mossa”. E una risposta del presidente della Regione, in effetti, è arrivata. “Oggi la voce residenzialità costa 15 milioni di euro, troppi. Non capisco perché le spese di alloggio degli studenti che vengono da fuori debbano essere tutte a carico della Regione Piemonte, attraverso l’Edisu, e non vi sia una compartecipazione delle Regioni di provenienza -. ha detto Cota nella conferenza stampa convocata oggi in Regione. “Affermazione che non tiene conto della realtà – ha contestato l’ex assessore all’istruzione della Regione Piemonte, Gianna Penenero (Pd) – dato che le altre regioni ospitano più studenti piemontesi di quanto faccia il Piemonte con i loro, e gli studenti stranieri rappresentano non solo un’apertura e una prospettiva internazionale, ma anche una fonte di reddito, superiore al valore delle borse di studio elargite dalla Regione”.
Riguardo all’assegnazione delle borse di studio dell’Edisu agli studenti universitari “il criterio dovrà essere quello della meritocrazia, che finora non è esistito – ha continuato Cota -. Certo c’é un problema di risorse, che riguarda tutti, legato al particolare contesto economico e alla situazione debitoria dovuta alle scelte fatte in passato, ma non si può più accettare che riceva una borsa di studio chi prende 18 agli esami e ne resti fuori chi ha 30”. Dietro alle questioni di meritocrazia e mancanza di risorse, già presenti nei bandi Edisu, il governatore del Piemonte ha tracciato le linee di una politica universitaria che, se così perseguita, condannerebbe l’ateneo torinese a un ruolo sempre più marginale e localista nel panorama internazionale.
E intanto, dopo alcuni momenti di tensione e due cariche della polizia, la manifestazione degli studenti, partita da via Giolitti, a pochi metri dal conservatorio, si è conclusa a Palazzo Nuovo: gli studenti hanno fatto ritorno nella residenza universitaria occupata di via Verdi, sede delle facoltà umanistiche. “La cosa che mi ha colpito è stato il numero eccessivo di forze dell’ordine rispetto alla quantità di manifestanti.” – ha concluso Valentina Schifano. La “militarizzazione” dell’area circostante l’inaugurazione, inoltre, avrebbe impedito ai manifestanti di consegnare al rettore alcune casette di cartone costruite per puntare l’attenzione sulla mancanza delle residenze universitarie a prezzi contenuti.
da: http://futura.unito.it/blog/2012/02/06/inaugurazione-dellanno-accademico-gli-studenti-protestano-non-toglieteci-il-diritto-allo-studio/#more-16350
Anche quest’anno il carnevale di Torino si farà anche se è rimasto in forse fino all’ultimo, in mancanza dei 28000 euro di finanziamento del Comune e che non si sapeva se sarebbero arrivati.
Ora che il budget è coperto può prendere il via il Carnevale di Torino 2012, un mese di sfilate, carri, bande, majorettes, le giostre e non ultimo la classica fiera dei vini che non sarà più quella di una volta ma un giro ce lo fanno in tanti.
Lo scorso anno il Carnevale di Torino ha portato circa 150.000 visitatori e si spera quest’anno di superare tale cifra, Gianduja e Giacometta sono da tempo pronti per questo impegnativo periodo di manifestazioni.
Il Carnevale di Torino 2012 durerà una trentina di giorni èd ha come fulcro il Parco della Pellerina dove come ogni anno vengono piazzate le giostre che quest’anno sono circa 140, stesso luogo anche per la Fiera dei vini, (giostre e Fiera sono aperti dalle 15 alle 24 nei giorni feriali, dalle 10 alle 14 il sabato e la domenica).
Domenica 5 febbario, dalle 14,30, la settima edizione di «Bike carnival», una cicloturistica dedicata ai bimbi.
Domenica 12 febbraio è in programma, sempre dalle 14,30, la «Carnival Street Parade», sfilata di bande musicali in maschera e in costume.
La sfilata dei carri allegorici (clow della manifestazione) slitta invece, causa previsioni meteo poco propizie, al 18 febbraio, con un anticipo il giorno precedente, in forma di sfilata tra le piazza Carlo Felice, Castello e Statuto. Il pomeriggio successivo, dalle 15, attorno all’area luna-park e Fiera, avverrà, invece, il defilè dei carri vero e proprio.
Ad aprire il corteo sarà un gruppo di ballerine brasiliane, seguite a ruota, da cinque diverse formazioni di majorettes e altrettante bande musicali (provenienti, oltre che dal Piemonte, anche dall’Abruzzo e dal Lazio).
E, ancora, gruppi storici e folkloristici, maschere tipiche di diverse località, ai partire dai piemontesissimi Gianduja-Andrea Flamini e Giacometta. Dieci i carri itineranti: «C’è il comparto di ispirazione disneyana, con i personaggi prediletti dai piccoli e ci sono quelli di ispirazione locale: uno, per dire, è allestito come una tipica piola piemontese» spiega Italo Iuorio, presidente della Pro Loco Torino. Non manca la satira, «Purchè sia soft e adatta a uno spettacolo destinato al pubblico delle famiglie.
A questo punto fuori i costumi, le stelle filanti ed i coriandoli e via al divertimento tra musica, dolci e scherzi.
VIVA IL CARNEVALE!!!
Mirò
da: http://www.ilcinzanino.org/2012/01/carnevale-di-torino-2012-carri-luna.html
Chrysler, 2011 in utile dopo 15 anni - Marchionne: "Orgogliosi del lavoro"
01/02/2012
L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne
I ricavi aumentano del 31% a 55 miliardi di dollari, per il 2012 stimato un utile netto di 1,5 mld «Abbiamo grandi aspettative» Per Fiat Industrial l'utile è quasi raddoppiato, risultati superiori ai target già rivisti al rialzo: boom del titolo a Piazza Affari: +3,8%
torino
Chrysler archivia il 2011 con un utile netto di 183 milioni di dollari a fronte di una perdita di 652 milioni nel 2010 e oltre il target fissato nel 2009. È la prima volta dal ’97 che Chrysler chiude un anno in utile netto. I ricavi 2011 sono aumentati del 31% a 55 miliardi di dollari. Le vendite mondiali sono aumentate del 22% a 1.855.000 unità. Chrysler stima per il 2012 un utile netto di 1,5 miliardi di dollari su ricavi per 65 miliardi di dollari.
«Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Ora andiamo incontro a un nuovo anno di elevate aspettative con la testa bassa, concentrati a eseguire gli obiettivi che ci siamo posti» afferma Sergio Marchionne.
Buone notizie anche per Fiat Industrial, la società del gruppo a cui fanno capo Iveco e Cnh, che chiude il primo esercizio dopo la separazione dall’auto e la quotazione con un utile netto quasi raddoppiato, da 378 a 701 milioni di euro e risultati tutti sopra i target, già rivisti al rialzo. Agli azionisti, che riceveranno un dividendo totale, per le tre classi di azioni, di 240 milioni di euro, la società garantisce l’impegno a distribuire «ogni anno, tra il 25% e il 35% dell’utile netto consolidato, con un esborso minimo in condizioni normali di 150 milioni di euro».
A Piazza Affari il titolo, partito male, arriva a guadagnare fino al 5% dopo la diffusione dei risultati e sale a fine mattinata del 3,87% a 7,78 euro.
L’anno si chiude con utile della gestione ordinaria di 1,7 miliardi e un indebitamento netto che scende a 1,2 miliardi «per effetto della forte performance operativa», mentre la liquidità disponibile sale a 7,3 miliardi di euro (5,7 al 31 dicembre 2010). I ricavi ammontano a 24,3 miliardi (+13,8%), con incrementi significativi conseguiti da tutti i settori: le macchine agricole di Cnh, i camion di Iveco e i motori di Fiat Powertrain Industrial. Per Iveco in particolare il giro d’affari ammonta a 9,6 miliardi di euro, in crescita del 15,1% rispetto al 2010 grazie al miglior andamento della domanda complessiva in Europa Occidentale e al continuo rafforzamento in America Latina.
Positive le previsioni per il 2012: Fiat Industrial stima ricavi pari a circa 25 miliardi di euro, risultato della gestione ordinaria tra 1,9 e 2,1 miliardi di euro, risultato netto di circa 0,9 miliardi di euro e indebitamento netto industriale tra 1 e 1,2 miliardi di euro.
da: http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/440768/
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La Borsa brinda ai conti di Fiat
01/02/2012
La Borsa brinda ai conti di Fiat - Chrysler, 2011 in utile dopo 15 anni Marchionne: "Orgogliosi del lavoro"
L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler Sergio Marchionne
I ricavi aumentano del 31% a 55 miliardi di dollari, per il 2012 stimato un utile netto di 1,5 mld «Abbiamo grandi aspettative» Per Industrial l'utile è quasi raddoppiato, risultati superiori ai target già rivisti al rialzo: boom del titolo a Piazza Affari
torino
Bilancio positivo per la Fiat che nel 2011, grazie anche al contributo di Chrysler, ha realizzato un utile netto di 1,7 miliardi di euro e ricavi a 59,6 miliardi (+66%), oltre le attese degli analisti.
Buone notizie anche per Chrysler che archivia il 2011 con il ritorno all’utile annuo, come non accadeva dal 1997, e superando gli obiettivi. Lo casa di Detroit controllata dalla Fiat ha annunciato un profitto netto di 183 milioni di dollari lo scorso anno, contro una perdita netta di 652 milioni nel 2010 e nonostante oneri per 551 milioni di dollari nel secondo trimestre legati all’estinzione anticipata, con interessi del 19,7%, del debito contratto con i governi americano e canadese per scongiurare la bancarotta.
Risultati che suscitano nell’ad Sergio Marchionne «orgoglio» per il lavoro fatto. «Ora salutiamo il nuovo anno con grandi aspettative ma a testa bassa - ha detto - per fare notevoli progressi e realizzare gli obiettivi che ci siamo posti come societa». Anche per il 2012, il Lingotto prevede risultati positivi: in particolare, l’utile netto è atteso tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro e i ricavi oltre i 77 mld.
I dati premiano il titolo che in Borsa dopo aver toccato un rialzo oltre il 5%, viaggia ora sul +2,83%. Nel pomeriggio, sono intanto attesi i dati sulle immatricolazioni auto a gennaio che, secondo le previsioni, confermeranno il il calo del mercato dell’auto.
da: http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/440768/
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Giulia Mameli: Scuole aperte ma temperature in picchiata
Scuole e università di nuovo aperte domani a Torino. Lo stop imposto dal Comune per oggi a causa delle abbondanti nevicate che hanno colpito la città durante il weekend, non sarà dunque protratto.
Ma la morsa di freddo che ha interessato tutto il Nord Italia non accenna ad allentare la presa.
A Torino colonnina di mercurio a picco per i prossimi giorni con temperature che domenica raggiungeranno anche i 16 gradi sotto zero.
La neve sarà ancora protagonista indiscussa per tutta la settimana con nuove nevicate già a partire da martedì. A peggiorare la situazione, il vento glaciale proveniente dalla steppa Russa, il Buran, vero responsabile del gelo che a Torino non si vedeva ormai da 27 anni.
da: http://futura.unito.it/blog/2012/01/30/scuole-aperte-ma-temperature-in-picchiata/#more-16201
Integrazione Fiat-Chrysler al 50% entro la fine del 2012
16/01/2012
Confermate le previsioni 2011. Dopo un mese riapre Mirafiori
torino
L’integrazione tra Fiat e Chrysler, è oggi al 20% e si prevede che possa arrivare al 50% entro fine 2012. È quanto emerge da una presentazione agli investitori in un seminario organizzato da Bank am Bellevue nel fine settimana in Svizzera, al quale ha partecipato Sergio Marchionne. Il rapporto è stato pubblicato oggi sul sito Fiat.
Il gruppo conferma poi la guidance 2011: ricavi oltre 58 miliardi di euro, utile netto di 1,7 miliardi, utile della gestione ordinaria superiore a 2,1 miliardi, debito netto industriale tra 5 e 5,5 miliardi e una liquidità complessiva di oltre 18 miliardi di euro.
Intanto sul fronte italiano riapre domani, dopo quasi un mese, lo stabilimento di Mirafiori: sono oltre 3.000 i lavoratori del secondo turno della linea Idea-Musa e di entrambi i turni della Mito, secondo dati sindacali, che torneranno in fabbrica da domani a giovedì. Non sono stati comunicati ancora i giorni di lavoro del periodo 23-31 gennaio. L’ultimo giorno di lavoro era stato il 22 dicembre, quando avevano lavorato gli addetti della Mito e di un turno della Idea-Musa.
da: http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/438493/
Fiat-Chrysler aperta ad alleanze, Marchionne incontrerà la Fornero
11/01/2012 - AL SALONE DI DETROIT
Il gruppo Fiat ha presentato ieri il Kubang, Suv crossover con il marchio Maserati che sarà prodotto a Detroit dal 2013. Sarà il primo veicolo realizzato da Maserati in un settore, quello dei Suv, dove non è mai stata presente. La casa automobilistica punta a vendere 20 mila esemplari l’anno.
L'ad smentisce un'intesa con Peugeot: "Ma il consolidamento è una questione fondamentale"
TEODORO CHIARELLI
inviato a detroit
Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, annuncia pubblicamente di volerlo incontrare al più presto «per farmi spiegare di persona quali sono le sue intenzioni»? Sergio Marchionne le risponde direttamente da Detroit, dove si trova per il Salone dell’Auto. Il ministro si è detto interessata ai piani di investimento della Fiat, in particolare per quanto riguarda l’occupazione. «Sono più che disposto a vederla al più presto. L’ho già fatto per Pomigliano», replica il manager italo canadese, anche ieri particolarmente ricercato dai fotografi per il suo nuovo look con la barba (un giornalista americano arriva a chiedergli se è dovuto a motivi religiosi...).
Ma a tenere banco qui nella capitale americana dell’auto è soprattutto la possibilità di allargare l’alleanza FiatChrysler a un terzo partner. Marchionne ha detto lunedì proprio qui a Detroit che il consolidamento dell’industria dell’auto a livello globale, e soprattutto europeo, è essenziale e che lui vuole partecipare da protagonista a questo processo di consolidamento.
Insomma, dopo Chrysler, di cui la Fiat detiene da inizio anno il 58,5%, l’amministratore delegato del Lingotto e di Auburn Hills accarezza l’idea di un ulteriore alleato con l’obiettivo dichiarato di costruire un gruppo che possa competere, soprattutto in Europa, con l’arrembante Volkswagen. Tanto è vero che Marchionne giudica possibile la realizzazione di un’intesa a tre prima della fusione fra Fiat e Chrysler, prevista entro la fine del 2014.
Ieri il Corriere della Sera ipotizzava un accordo con PeugeotCitroën, con cui Fiat ha una joint venture in Sevel per produrre veicoli commerciali. La «pista parigina», però, è stata seccamente smontata proprio da Marchionne. «Non ci sono discussioni aperte. Questa è pura speculazione. Ci sono sempre discussioni con l’industria ma non esiste nessun piano per un’alleanza con Peugeot». Insiste, Marchionne, a margine della presentazione della Maserati Kubang: «Non sto parlando con nessuno, non ci sono discussioni in corso, un’alleanza non è imminente. Ma il consolidamento a livello globale e in particolare dal lato Europeo, è una questione fondamentale. Io voglio partecipare al processo. E non chiudo la porta a nessuno».
Poi, proprio per evitare equivoci e speculazioni, aggiunge: «Lunedì sera ho cenato qui a Detroit con Philippe Varin, amministratore delegato di Peugeot, ma non abbiamo discusso di nessuna possibile alleanza». Da registrare che dal versante francese tutta la querelle (che fa comunque guadagnare al titolo Fiat un + 4,67% in Borsa) viene ufficialmente liquidata con un laconico «No comment». Peugeot Citroën si è detta «molto sorpresa», aggiungendo «di non sapere niente della questione. Inevitabile, però, che le ipotesi di nuove alleanze tengano banco fra gli analisti. C’è chi fa notare come fra i mercati emergenti sia l’Asia quello dove il Lingotto ma più pressanti necessità di farsi accreditare. Ecco quindi che si torna a parlare di Suzuki, già partner Fiat per la Sedici, anche se partecipata al 20% da Volkswagen. E proprio l’accordo, lo scorso autunno, per la fornitura di motori diesel Fiat ai giapponesi aveva contribuito a mettere in crisi il loro rapporto con Volsburg. L’asse nippo-tedesco è sempre più traballante e in molti scommettono in un rafforzamento dei legami della Suzuki con il Lingotto.
Resta il fatto che il mercato europeo, stima Marchionne, stenta e continuerà a incontrare difficoltà nel 2012 e nel 2013, con vendite deboli ed eventuali divergenze regionali. Il mercato italiano registrerà vendite per 1.650.000 unità nel 2012, un livello basso che «non si vedeva dal 1990». La crisi europea e l’ondata di austerity ha colpito duramente il mercato delle quattro ruote.
«In Europa - sostiene Marchionne - stiamo giocando con il fuoco. Una delle cose che dobbiamo realizzare è che il mondo è interconnesso e che si hanno delle responsalità nei confronti di chi ha finanziato il debito pubblico. L’Europa è chiamata a risolvere numerosi problemi. Se non si riacquista la fiducia dei mercati finanziari, il futuro appare in dubbio. Dobbiamo essere seri, molto seri».
da: http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/437758/
Fiat-Chrysler aperta ad alleanze, Marchionne incontrerà la Fornero
Il destino dell’aeroporto di Torino Caselle è ancora tutto da scrivere ed è legato a doppio nodo alle trattative in corso con la compagnia low-cost Ryan Air. A seconda di come si chiuderanno gli accordi tra la Sagat, società di gestione dello scalo torinese, e la società di Dublino si profileranno due scenari molto diversi con ricadute sia sui cittadini piemontesi che sul turismo della regione. Sul tavolo delle trattative da un lato c’è infatti la possibilità di trasformare Torino in una nuova base Ryan-Air. Il che significherebbe non solo un potenziamento delle frequenze dei voli, ma anche un notevole aumento delle tratte disponibili, ponendo fine a quell’esodo di cittadini piemontesi diretti verso lo scalo di Orio al Serio (Bg), al momento l’aeroporto italiano con il maggior numero di collegamenti offerti dalla compagnia battente bandiera irlandese (e più vicino a Tornio). Se l’intesa non dovesse essere siglata c’è il rischio concreto che la compagnia abbandoni Caselle cancellando anche voli storici come il Torino-Londra, inaugurato nel lontano 1999, lasciando lo scalo torinese al palo.
da: http://futura.unito.it/
Barbara D'Amico: Fiat: dopo gli operai tocca agli ingegneri
Giorgio Airaudo coordinatore regionale del sindacato Fiom critica l'ipotesi di uno spostamento del quariter generale Fiat all'estero
In ballo c’è il lavoro di tecnici, progettisti e impiegati dell’area torinese. Posti a rischio dopo che l’amministratore delegato del gruppo Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, dalle pagine del quotidiano americano Wall Street Journal, ha di nuovo ventilato l’ipotesi dello spostamento del quartier generale da Torino a Detroit (o forse in America Latina). “L’attaccamento emozionale al proprio Paese come produttore deve essere ripensato – ha dichiarato l’ad –. Questo non significa tradire nessuno, significa crescere, come quando i ragazzi vanno via di casa. Questo non vuol dire che non ci vogliono più bene. Vuol dire che faranno delle cose e vivranno da soli. Ritengo che per gli affari sia la stessa cosa”.
Finora le vicende della casa automobilistica avevano toccato le sorti degli operai impiegati nella produzione materiale delle auto, mai direttamente quelle delle menti dell’azienda. Secondo il responsabile auto della Fiom piemontese, Giorgio Airaudo “le conseguenze dello spostamento delle sede sarebbero gravissime per Torino”. Davvero ciò comporterebbe una perdita di posti di lavoro? “Tutte le auto si ricercavano e si sviluppavano a Torino. Se si sposta la sede anche la ricerca e lo sviluppo dei prodotti si spostano altrove”. Ma perché dovrebbe essere necessariamente un male decentrare anche la progettazione? “Marchionne parla di progettazione a tre poli – Nord America, Sudamerica, Europa – il che vuol dire dividere per tre il lavoro che c’era qui”. Quanti sarebbero i lavoratori interessati dall’effetto spostamento? “Difficile dirlo. I progetti non sono tutti uguali, inoltre servirebbe più trasparenza per capire quanti siano quelli effettivamente impiegati nei gruppi di lavoro. Il Governo dovrebbe intervenire su questo punto”.
I dati però ci sono. L’ultima indagine della Camera di Commercio di Torino sull’indotto automobilistico (dati 2010) svela
Al centro da destra: Sergio Marchionne e Francesco Profumo durante l'inagurazione de "La Cittadella della mobilità" nuovo polo di sviluppo e ricerca del Politecnico di Torino
che le imprese legate al gruppo Fiat-Chrysler sono 2.327 e impiegano circa 169 mila dipendenti, Di questi più di 51 mila appartengono al settori dell’ingegneria, del design, della componentistica e di altre aree progettuali legate all’industria dell’auto. Il contraccolpo di un eventuale spostamento del centro di produzione delle idee avrebbe effetti su tutto l’indotto legato alla ricerca e allo sviluppo dell’auto in Italia. Da poco il Politecnico di Torino aveva avviato programmi di scambio universitario per la ricerca nel settore dell’ingegneria automobilistica e inaugurato un polo scientifico unico in Europa. Il rischio è che il nuovo centro di ricerca investa, anche con risorse nazionali, sulla formazione di ingegneri destinati solo all’estero.
Un discorso a parte, invece, va fatto per gli stabilimenti operai come Mirafiori o Pomigliano d’Arco. Secondo Airaudo “possono sopravvivere anche se per un grande sito come Mirafiori, che già quest’anno produce il minimo storico, sarà difficile resistere”. Prosegue poi il sindacalista: “Fin quando c’è un mercato ha senso produrre vicino al mercato. Uno o due stabilimenti Fiat-Chrysler possono farcela in Italia ma Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, è contrario allo spostamento del quartier generale. “La sede del gruppo Fiat-Chrysler non potrà che essere in Italia, se si considerano gli investimenti previsti e gli accordi raggiunti – ricorda – se l’obiettivo è vendere 6 milioni di vetture il punto centrale é il mercato europeo e la sede italiana diventa in questa prospettiva anche strategica. La migliore cosa contro l’incertezza è dare certezza agli investimenti, con il lancio dei nuovi modelli. La sede verrà poi decisa automaticamente”.
da: http://futura.unito.it/blog/2012/01/09/fiat-dopo-gli-operai-tocca-agli-ingegneri/#more-15604
Piemonte Informa: Sede unica Fiat: aperte varie soluzioni
Sede unica Fiat: aperte varie soluzioni
“Il dottor Marchionne lascia aperte diverse soluzioni. Mi sembrano dichiarazioni generiche, che aveva già rilasciato in precedenza”: il presidente della Regione, Roberto Cota, commenta così l’intervista al Wall Street Journal con la quale l’amministratore delegato del gruppo Fiat-Chrysler ha sostenuto che Torino o Auburn Hills (vicino a Detroit) possono entrambe essere la sede unica e che c’è anche l’ipotesi di una sede in America latina.
Il presidente ha inoltre sostenuto che “la politica del Governo Monti non rende facile l’azione di radicamento delle imprese”.
Scendendo nel dettaglio, Cota ha precisato che “al di là della mozione di affetti, per fare in modo che l’azienda abbia radici sempre più piantate nel nostro territorio occorre varare delle politiche che non rendano impossibile fare impresa qui da noi. Quella del Governo, invece, è solo una politica di tasse e non rende facile questa azione”.
ggennaro / 09 gennaio 2012 da: http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/sede-unica-fiat-aperte-varie-soluzioni.html
La quota Fiat in Chrysler sale al 58,5%
05/01/2012
La quota Fiat in Chrysler sale al 58,5% - Marchionne: decisivo per integrazione
Sergio Marchionne
La partecipazione del gruppo torinese è aumentata del 5 %
La Fiat aumenta ancora la quota in Chrysler e sale al 58,5%. Lo comunica il Lingotto, spiegando che "è stato raggiunto il terzo performance event ("ecological event") previsto dall'Operating agreement (as amended) di Chrysler, dalla cui realizzazione deriva un ulteriore incremento del 5% della partecipazione di Fiat in Chrysler" e "l'incremento ha effetto immediato".
La partecipazione del Lingotto nella casa di Detroit cresce così al 58,5%, mentre il restante 41,5% è posseduto dalla Veba. La realizzazione dell'Ecological event, sottolinea la Fiat, "richiedeva che Chrysler ottenesse le approvazioni di legge per un'auto basata su una piattaforma o altra tecnologia Fiat, con una performance in termini di consumi pari ad almeno 40 miglia per gallone, e si impegnasse irrevocabilmente ad avviarne la produzione su scala industriale negli Stati Uniti".
A fine dicembre, aggiunge il Lingotto, "una versione pre-produzione della Dodge Dart basata su una piattaforma Fiat ha superato il Fuel economy test, con un consumo combinato pari a 40 miglia per gallone". E ieri la Chrysler "si è impegnata irrevocabilmente verso il dipartimento del Tesoro degli Usa ad avviare la produzione di questo veicolo in uno stabilimento negli Stati Uniti".
L'acquisizione di un altro 5% della Chrysler da parte della Fiat è un "passo fondamentale" per completare l'integrazione tra Torino e Detroit. Lo sottolinea l'amministratore delegato Sergio Marchionne, secondo cui "l'acquisizione di un ulteriore 5% di Chrysler rappresenta un passo fondamentale verso il completamento dell'integrazione tra i nostri due gruppi".
"Il raggiungimento dell'Ecological event - spiega Marchionne - è un traguardo al quale abbiamo lavorato con intensità negli ultimi due anni e mezzo. Ci fa particolarmente piacere averlo raggiunto, perchè ci permette di ripagare la fiducia riposta nelle capacità della Fiat di portare anche negli Stati Uniti auto e motori a bassi consumi".
"L'impegno sul fronte della mobilità ecologica e sostenibile - sottolinea il numero uno del Lingotto - che già oggi vede la Fiat come la casa più ecologica d'Europa, è parte integrante della nostra strategia di business. Si tratta di un patrimonio di grande valore che, unito alle competenze sviluppate da Chrysler, ci rende un costruttore di auto forte e competitivo, con un livello di tecnologia tra le più innovative e avanzate al mondo".
da: http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/437011/
Fiat: a dicembre Chrysler registra un aumento delle vendite del 37%
04/01/2012 15.15
Chrysler 300
Negli Stati Uniti Chrysler Group LLC ha registrato nel mese di dicembre vendite pari a 138.019 unità, in aumento del 37 per cento rispetto allo stesso periodo del 2010 (100.702 unità), che rappresenta la miglior performance da maggio 2008. Per l'intero esercizio, il Gruppo Chrysler ha registrato vendite pari a 1,37 milioni di unità, con un miglioramento del 26 per cento rispetto al 2010 e il più elevato aumento percentuale di qualsiasi altro costruttore full-liner.
Nel 2011, i marchi Chrysler, Jeep®, Dodge e Ram Truck hanno tutti registrato significativi aumenti delle vendite rispetto al 2010. Per il Gruppo Chrysler, il mese di dicembre ha segnato il ventunesimo mese consecutivo di aumenti delle vendite e il settimo mese consecutivo di aumenti di almeno il 20 per cento. L'aumento del 37 per cento registrato per il mese di dicembre è in parte attribuibile alle forti vendite dell'ammiraglia Chrysler 300, della berlina media Chrysler 200, delle berline sportive Dodge Charger e Avenger, dei pickup Ram e delle Jeep Grand Cherokee, Wrangler e Compass.
Reid Bigland, Presidente e Amministratore Delegato del marchio Dodge e responsabile commerciale per gli Stati Uniti, ha dichiarato: "Il Gruppo Chrysler ha chiuso un anno di crescita registrando un forte rialzo delle vendite retail per il mese di dicembre che sono aumentate del 45 per cento raggiungendo il livello più alto degli ultimi quattro anni. Nel 2011 abbiamo aumentato la nostra quota di mercato di 1,3 punti percentuali diventando il produttore di auto con il più alto tasso di crescita degli Stati Uniti".
Per il marchio Chrysler, l'aumento dell'83 per cento, trainato dalle forti vendite delle berline Chrysler 300 e Chrysler 200, rappresenta il più alto incremento percentuale di tutti i marchi del Gruppo Chrysler e il miglior mese da agosto 2008. I marchi Jeep, Dodge e Ram Truck hanno entrambi conseguito aumenti percentuali a due cifre per il mese di dicembre, mentre il marchio FIAT ha registrato un miglioramento del 44per cento rispetto al mese di novembre.
Per Chrysler in particolare, nel mese di dicembre le vendite della Chrysler 200 sono cresciute del 661 per cento rispetto al precedente modello nel mese di dicembre 2010, mentre le vendite della Chrysler 300 sono aumentate del 242 per cento. In dicembre Chrysler ha lanciato la nuova Chrysler 300 Luxury Series, ideata per essere l'ammiraglia Chrysler più lussuosa di sempre.
Le vendite del marchio Jeep sono cresciute del 41 per cento nel mese di dicembre, segnando il miglior mese da dicembre 2007 e il ventesimo mese consecutivo di crescita. Le Jeep Wrangler, Grand Cherokee e Compass hanno contribuito in maniera significativa alla crescita del 41 per cento registrata dal marchio. L'aumento del 1.035 per cento registrato per le vendite di Jeep Compass rappresenta il più elevato aumento percentuale registrato tra i vari modelli del Gruppo Chrysler per il mese di dicembre. La Wrangler ha stabilito un nuovo record di vendite per il mese di dicembre e il settimo record mensile consecutivo del 2011. La Jeep Grand Cherokee ha registrato un aumento delle vendite del 36 per cento, segnando il miglior mese a livello di vendite da dicembre 2005.
Il marchio Dodge ha registrato un aumento del 28 per cento rispetto a dicembre 2010. L'incremento registrato dal marchio è stato trainato dall'aumento del 227 per cento delle vendite della nuova Dodge Charger, che ha anche segnato il miglior dicembre del modello dal 2007. Le nuove Dodge Avenger e Dodge Journey hanno entrambe segnato aumenti percentuali a due cifre rispetto a dicembre 2010. Anche il nuovo Dodge Durango ha contribuito all'aumento delle vendite registrato dal marchio per il mese di dicembre, con una crescita del 22 per cento rispetto al mese di novembre. Nel mese di dicembre, il marchio Dodge ha presentato in anteprima la Dodge Dart 2013, berlina a cinque porte dotata di tecnologie all'avanguardia che competerà nel segmento delle compatte. La Dart farà il suo debutto il 9 gennaio al Salone Internazionale dell'Auto di Detroit.
Il marchio Ram Truck ha registrato un aumento delle vendite del 10 per cento rispetto allo stesso mese del 2010, segnando il miglior mese da agosto 2008. Le vendite di pickup Ram sono salite del 12 per cento, segnando il miglior mese da marzo 2008. All'aumento hanno contribuito sia i modelli light-duty sia quelli heavy-duty. Per l'intero esercizio, i pickup Ram hanno conseguito un aumento delle vendite del 23 per cento. Nel mese di novembre, la rivista Four Wheeler ha nominato il Ram 2500 Power Wagon "Pickup Truck of the Year".
Capodanno a Torino, festa in piazza con Renzo Arbore
01/01/2012
Grande spettacolo in piazza a Torino grazie alla musica e allegria di Renzo Arbore. Poi alla mezzanotte il brindisi con il sindaco Fassino e i tradizionali fuochi d'artificio.
Il rendering della nuova piazza: tra pavimentazione in porfido, alberi e fontane, i padiglioni di Atrium sono ormai un ricordo lontano"
DIEGO MOLINO
TORINO
I torinesi tornano in piazza Solferino: ieri è stata ufficialmente riaperta la parte Nord dell’aiuola centrale alla presenza del sindaco Piero Fassino e dell’assessore alla Viabilità Claudio Lubatti. Pavimentazione in porfido, nuovi camminamenti esterni fra gli alberi e illuminazione pubblica rinnovata: i padiglioni di Atrium sono ormai un lontano ricordo.
Sul lato opposto della piazza proseguono invece i lavori per la realizzazione del parcheggio pertinenziale interrato che dovrebbero concludersi, con la nuova sistemazione superficiale, fra un anno. «Abbiamo restituito ai cittadini una parte della piazza - spiega l’assessore Lubatti -, che finalmente torna a essere un naturale punto di ritrovo». Un primo significativo passo verso quella che sarà la definitiva sistemazione: a lavori ultimati verrà creata una continuità fra le due aiuole alberate e l’area centrale occupata dal monumento a Ferdinando di Savoia, protetto da una recinzione in ferro.
Il progetto prevede anche il riposizionamento del monumento a La Farina che, all’inizio del prossimo anno, sarà restaurato. Aumenterà anche il verde: saranno piantati ventitré nuovi alberi in aggiunta agli ottantasei già presenti. Tanti i torinesi che ieri, con un po’ di curiosità, si affacciavano sulla piazza tirando un sospiro di sollievo: «Io abito proprio qua davanti - dice Clelia Moretti -, di sera la piazza illuminata offre un colpo d’occhio notevole; finalmente anche la fontana Angelica torna a essere valorizzata». La stessa soddisfazione espressa anche dal presidente della Circoscrizione 1 Massimo Guerrini: «Abbiamo vinto le iniziali resistenze dei cittadini che non sono quasi mai favorevoli alla realizzazione di parcheggi pertinenziali su terreno comunale. In base ai progetti nella piazza arriverà anche la fermata 2 della metro».
Sul lato Sud, entro il prossimo novembre, verrà realizzato il nuovo parcheggio pertinenziale disposto su cinque piani: si tratta di 188 box di cui 143 singoli e 45 doppi per un totale di 233 posti auto. La superficie interessata dagli scavi corrisponde allo spazio compreso fra via dell’Arcivescovado e la piastra rialzata a sud del monumento, sull’asse delle vie Alfieri e Meucci. La riqualificazione superficiale interesserà complessivamente diecimila metri quadrati di spazio pubblico, a fronte dei circa duemila concessi per realizzare il parcheggio.
Nessuno tocchi i toret: La mascotte di Torino approda anche sui social network
dicembre 2011 - gennaio 2012
Nessuno tocchi i toret
La mascotte di Torino approda anche sui social network
di Roberta Arias
Amatissime dai torinesi, simbolo della città, dal verde intenso e dalla storica presenza, le fontanelle a forma di toro sono state protagoniste della vita sociale e politica di Torino nel corso del 2011. Si tratta di un simbolo della città, minacciato perché “troppo verde” da una possibile sostituzione con moderne installazioni in granito grigio di Luserna, il cui primo e unico esemplare realizzato è quello di piazza Carlo Alberto.
La proposta si è presto scontrata con l’opinione dei torinesi, affezionati e gelosi del toretto, un’icona subalpina capace di arredare il tessuto urbano, dissetare ciclisti e bambini durante le passeggiate al parco o lungo i viali alberati. Così, a dispetto della moda di rifarsi il look, i torinesi hanno preso il toro per le corna, inneggiando alla tradizione.
Appena nata la questione, siamo nel gennaio 2011, già si avvertono i primi moti rivoluzionari: su Facebook nasce un gruppo spontaneo, dal motto “No alla rottamazione dei toret”. Oggetto “sacro” di antica creazione, costruito originariamente in pietra e poi sostituito da realizzazioni in ghisa, si lega fin dalla nascita a una leggenda : pare che dalle prime fontane sgorgasse un’acqua molto pregiata proveniente direttamente dal Pian della Mussa, nelle Valli di Lanzo, tanto che il toretto di Piazza Rivoli divenne una meta per torinesi e persone dalla provincia, che vi si recavano per riempire bottiglie e damigiane. Le prime installazioni, sistemate al mercato coperto di Corso Racconigi, originariamente comprendevano anche due ciotole simili a mestoli: quella in alto per dissetare gli uccellini, quella in basso per cani e gatti.
A difendere la mascotte dell’ex capitale italiana ci pensano anche i potenti. Infatti, in occasione delle elezioni di aprile, gli sfidanti per la poltrona a sindaco della città, Fassino e Coppola, si schierano in favore dei settecento tori “sempreverdi”. Schierati agli opposti ma compatti sul destino dei toret, Fassino e Coppola hanno lottato per la loro salvaguardia, rimarcandone il valore simbolico e la torinesità. Portavoci del pensiero cittadino durante la campagna elettorale di Fassino, i tori di ghisa sono stati lo strumento dell’iniziativa “Gran Torino”, un invito rivolto al pubblico subalpino a esprimere la propria opinione, adottando il linguaggio suggerito dalla piattaforma Facebook con le diciture “mi piace”, “non mi piace”.
E così le “storiche con le corna” sono state addobbate di centinaia di post-it, concernenti temi attuali e spinosi, come la crisi di Mirafiori, le piste ciclabili e altri argomenti, da quello sulla città pulita (mi piace) a quello contro il razzismo (non mi piace). Alcuni torinesi hanno anche detto la loro in dialetto, attaccando i bigliettini con la scritta “am pias” e “am pias nen”: a ispirare il candidato Fassino è stata l’idea di un gruppo di giovani scrittori del web dell’agenzia Hub09.
Si tratta di un’operazione curiosa che unisce al simbolo zampillante di democrazia dei toret, l’applicazione web, disponibile su Facebook che consente agli utenti di pubblicare e inviare il loro parere sulla pagina del gruppo “GranToret”.
Mentre Fassino tastava il polso ai torinesi, Coppola sosteneva con forza la loro sopravvivenza e il loro valore, partecipando alla mostra “Vogliono uccidere i toret”. Organizzato in primavera dalla Fusion Gallery di piazza Peyron a Torino, l’evento non solo si è battuto in favore delle fontanelle, ma ha voluto l anciare una provocazione agli artisti: interpretare, rivisitare, fotografare, dipingere, sognare, spremere il senso del toret in tutte le accezioni, trasformandoli in vere e proprie opere d’arte! Un’idea simpatica e vincente, che ha toccato i cuori di molti torinesi i quali, al motto di “nessuno tocchi il toret”, hanno partecipato numerosissimi all’inaugurazione attirati dall'arte, ma soprattutto dall’idea di difendere le fontanelle della “Augusta Taurinorum. Nel pubblico si notavano persone di ogni età e stile, che il piccolo mito verde ha saputo unire. I torinesi non possono e non vogliono rinunciare alla presenza amica e identificativa, vera mascotte della città: verdissimi e zampillanti di acqua fresca,adesso i turèt sono anche sull'I-Phone, con cui è possibile scaricare un’applicazione gratuita (i-toret) per svelarne la posizione, localizzando il più vicino tra viali, piazze e aiuole
Uscire dall’Università e trovare lavoro. E’ questo il sogno proibito di molto giovani che in questi anni di crisi, una volta conseguita la laurea, si trovano a sostenere l’esame più difficile: quello del mondo delle professioni. Come creare quindi un collegamento più stretto tra atenei, laureati e lavoro? Università e Museo del Risorgimento hanno provato a rispondere a questo interrogativo. Le due istituzioni hanno stretto un accordo, avviando una collaborazione che coinvolge il corso di laurea in storia e in culture moderne comparate e il Museo stesso: «gli studenti dell’ultimo anno di laurea magistrale – spiegano dal Museo – hanno infatti la possibilità di candidarsi per un tirocinio all’interno della struttura. I primi studenti che hanno partecipato, hanno poi continuato il loro rapporto con noi: hanno ora un contratto di collaborazione; si occupano del servizio di accompagnamento alle visite del pubblico».
Il progetto “Io lavoro al Museo del Risorgimento, verrà presentato domani, mercoledì 21 dicembre, alle ore 10.30, presso la Sala Plebisciti del Palazzo Carignano (Piazza Carlo Alberto 8), si terrà la presentazione alla stampa del progetto, che si chiama “Io lavoro al Museo del Risorgimento”.
Saranno presenti Umberto Levra, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento, Sergio Roda, Prorettore dell’Università degli Studi di Torino,Virginia Tiraboschi, Direttore Cultura, Turismo e Sport della Regione Piemonte e Paola Ferrari, Responsabile Job Placement della Facoltà di Lettere e Filosofia Università di Torino. Sarà questa anche un’occasione per un bilancio dell’attività del Museo a nove mesi dalla riapertura.
“Natale coi fiocchi”… e Torino diventa un grande contenitore di eventi e proposte, per feste di fine anno davvero speciali tra arte, musica, teatro, danza e spettacolo, laboratori ed animazione per i bambini. Da non perdere, il Mercatino di Natale nel quartiere di Borgo Dora, la pista di pattinaggio nella centralissima piazza Carlo Alberto e la piazza dei bambini in piazzale Valdo Fusi. Tra le iniziative artistiche, al piano terra di Palazzo Madama dal 7 dicembre al 19 febbraio è esposto il capolavoro di Michelangelo Buonarroti “Madonna col bambino” mentre, sempre in piazza Castello, è allestito il Presepe di Emanuele Luzzati; a rendere più magica l’atmosfera, le diciannove installazioni di Luci d’Artista, da scoprire con le passeggiate guidate o sul bus turistico, e poi cori, fanfare, band di strada, esecuzioni di musica sacra, danzatori classici e di street dance che si alternano in vari punti della città e l’animazione musicale d’atmosfera il 3,10,11,18 dicembre - oltre alle cene a tema - sui battelli turistici che transitano sul Po . Per celebrare il Natale non poteva mancare "La Sacra Rappresentazione", il 6 e 7 gennaio 2012, con la messa in scena dei tableaux vivants ispirati alla tradizione del presepe. Infine, la notte del 31 dicembre, in piazza San Carlo, il travolgente show con Renzo Arbore e L’Orchestra Italiana preceduto dal tradizionale Concerto di San Silvestro al Conservatorio Giuseppe Verdi. Per tutto il periodo sono state predisposte proposte turistiche e offerte di soggiorno.
Fiat, firmato il nuovo contratto - Marchionne: "E' svolta storica"
13/12/2011 - la nuova intesa riguarderà 86 mila lavoratori
Fiat, firmato il nuovo contratto - Marchionne: "E' svolta storica"
Fiat, firmato il nuovo contratto - Marchionne: "E' svolta storica"
L'accordo di Pomigliano esteso a tutti gli stabilimenti del gruppo. L'ad: «Bene sindacati coraggiosi, segnale di speranza per il Paese»
torino
Gli 86.200 lavoratori delle società del gruppo Fiat hanno ora un contratto unico, diverso dal contratto nazionale dei metalmeccanici e simile a quello già applicato a Pomigliano. Sarà valido dal primo gennaio 2012 e modificherà molte regole all’interno degli stabilimenti. L’accordo è stato raggiunto dall’azienda con Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Capi e Quadri Fiat, all’Unione Industriale di Torino, dopo una trattativa durata più del previsto.
«Una svolta storica» la definisce Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, che elogia «quei sindacati che hanno avuto il coraggio di cambiare» e parla di «segnale di speranza per il Paese». Tra gli effetti del nuovo contratto, che prima di Natale sarà sottoposto al voto delle Rsu, c’è la scomparsa dalle fabbriche Fiat della Fiom: non ci saranno, infatti, più irappresentanti sindacali unitari, ma le Rsa (rappresentanti aziendali unitari) nominate dai sindacati che hanno firmato il contratto, come previsto dall’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori.
La Fiom, che già oggi ha riunito i segretari provinciali della realtà dove sono presenti stabilimenti del gruppo, alla presenza della leader Cgil, Susanna Camusso, chiede al governo «di non stare a guardare» e accusa Fim e Uilm «di avere accettato di ridursi a un sindacato aziendale e corporativo». «Mi dispiace che la Fiom non ci sia - commenta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - ma sono contrario alle modifiche all’articolo 19 dello statuto», chieste da Camusso. Con il nuovo contratto per i lavoratori, che nel 2012 riceveranno un premio straordinario di 600 euro, cambieranno molte cose. Lavoreranno su 18 turni (tre al giorno su una settimana lavorativa di sei) con una settimana di sei giorni lavorativi e la successiva di quattro, potranno essere chiamati in fabbrica al sabato e potrà essere chiesto loro di fare 120 ore di straordinario, 40 in più delle 80 attuali, faranno meno pause.
Sono previste norme per contenere l’assenteismo, la clausola di responsabilità in base alla quale chi non rispetta gli accordi verrà sanzionato in termini di contributi e permessi sindacali. Tra le principali novità ci sono la maggiorazione dal 50% al 60% dello straordinario al sabato, l’aggiunta ai cinque scatti di anzianità biennali di un sesto scatto quadriennale, l’aumento del contributo aziendale alle pensioni integrative. Per la Uilm «ora Fabbrica Italia può andare avanti», mentre la Fim sottolinea che «è stata una trattativa vera». La Fismic parla di «contenuto innovativo», l’Ugl di «risposte adeguate alle esigenze dei lavoratori». Il parlamentare Pd Cesare Damiano chiede «di riaprire il dibattito sulla democrazia in fabbrica».
Torino Film Festival; I registi: "Il nostro premio va a Torino, è meravigliosa"
Torino Film Festival
04/12/2011 -
I registi: "Il nostro premio va a Torino, è meravigliosa"
Un fotogramma dal film «17 ragazze»
«Vivete in un posto strepitoso»
ELENA LISA torino
Un po’ perché la polemica è sempre la più letta, un po’ perché il punto di vista di chi ci osserva dal di fuori è in genere il più disincantato, ci saremmo accontentati di raccogliere anche solo una microbica stroncatura. E invece niente da fare, nessun giudizio antipatico, nessuna critica, soltanto commenti trascinanti. Perciò, signori e signore, è un piacere annunciarvi che alla 29ª edizione del Festival «the winner is: Torino».
In cima alle cose più belle del Festival - a pari merito col Festival stesso - i vincitori della kermesse hanno premiato la città con questa motivazione: «E’ la più bella che abbiamo mai visto». Ok, è vero: molti di loro sono giovani, e non è che abbiano girato proprio il mondo, ma il fatto che nel Nord Europa e nei Paesi arabi ci siano persone che parlano bene di Torino ci inorgoglisce un bel po’. Per dire, ieri mattina il giovane islandese Hafsteinn Gunnar Sigurdsson, regista del film «A Annan Veg» che significa «in caso contrario» - ma non è detto che la distribuzione lasci questa traduzione come titolo - sembrava traboccare d’entusiasmo più quando raccontava il fascino dei quartieri, delle strade, dei locali della città che nel momento in cui Gianni Amelio ha proclamato la sua vittoria davanti ai giornalisti.
Poco prima dell’annuncio, chiuso nel suo giubbotto di pelle, con le braccia allargate e la pelle chiara del viso sempre più rossa, Sigurdsson spiegava: «Vivete in un posto strepitoso l’ho girata di sera, l’ho vista di mattina presto. Un sogno. In Italia c’ero già stato. Per un viaggio a Roma di recente, e poi molti anni fa ho passato un mese di vacanza con i miei genitori sul lago di Garda. Posti, diversi. Imparagonabili. Ma Torino li supera tutti».
Il clou, il ragazzo islandese, lo raggiunge quando parla dei palazzi ottocenteschi, della facoltà di Architettura, e soprattutto del quadrilatero romano. Lì è rimasto incantato. Parlava di via Barbaroux gesticolando che sembrava un italiano. Davanti a lui Rania Attieh, libanese, e Daniel Garcia, texano, che hanno vinto uno dei premi speciali della giuria col film «Tayeb, khalas, yalla» una storia sui bamboccioni arabi. Sono entrambi sulla trentina ed entrambi dimostrano dieci anni in meno: «Mai stati in Italia» confidano al regista islandese e poi, tra loro, è tutto un «wonderful city, beautiful, extraordinary».
Rania indossa un paio di jeans e un giubbottino di pelle blu e cammina verso Palazzo Nuovo. Arrivati lì è facile confonderla con una delle tante studentesse dell’università. Quando parla di Torino si ferma, alza gli occhi, tira su il braccio e poi esclama: «Le vostre case i vostri palazzi sono meravigliosi, mai visti così belli e così ben tenuti - poi all’improvviso è lei a fare domande -. Scommetto che in Italia siete conosciuti per il vostro gusto estetico, giusto? Vero che siete dei grandi perfezionisti? E che siete anche dei grandi mangioni?». Daniel, accanto, annuisce: «Abbiamo comprato un sacco di cioccolato. Lo porteremo ai nostri amici, sempre che Rania non lo finisca durante il viaggio di ritorno». Per coincidenza il protagonista del loro film è un giovanottone che gestisce un negozio di dolci e che mangia chewingum a manciate. Non ha grazia, non ha eleganza, è semplicemente un uomo solo.
«In questa città, no. È impossibile sentirla la solitudine - confida Muriel Coulin, sorella di Delphine, le sorelle francesi registe di “17 filles” che hanno vinto a pari merito il premio speciale della giuria con “Tayeb, khalas, yalla” - perché è la città stessa a tenere compagnia. La meraviglia delle luci d’artista, le strade con i sanpietrini, i ristoranti storici. Tutto qui sembra speciale». Muriel sembra sempre più convinta: «Non è vero che Torino assomiglia a una città francese. È una mescolanza di stili, un incrocio di nazionalità. Cinema o non cinema io qui, prima o poi, ci ritorno».
A Torino è allarme inquinamento. Per quanto la qualità dell’aria sia migliorata nel tempo, non sono ancora sufficienti i provvedimenti per poter rientrare nei nuovi limiti introdotti dalla normativa europea a tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente. La quantità di biossido di azoto , ozono e particolato sospeso fine che aleggia su Torino è ancora troppo alta.
La sede torinese dello Ied, Istituto Europeo di Design, ha un’idea di come abbattere il problema inquinamento.
Gli architetti del Master in Sustainable Architecture hanno raccolto la sfida lanciata da “Smart City” partecipando ad un workshop in collaborazione con la città di Torino, e realizzando un progetto. Città intelligente, questa la traduzione in italiano di “Smart City”, è un progetto bandito dalla Commissione Europea per sostenere le città che si impegnano a incrementare l’efficienza energetica dei propri edifici, delle reti energetiche e dei sistemi di trasporto in modo tale da ridurre le proprie emissioni del 40% entro il 2020. Benigna Leone e Sara Cicinelli sono due dei nove architetti del master Ied che stanno lavorando al progetto di riqualificazione ecosostenibile di Torino.
“Smart City è un concetto nuovo di città e il nostro progetto è di ridisegnare il tessuto urbano della zona di Barriera di Milano, per l’esattezza un’area delimitata tra via Tollegno, Pacini e via Petrella” spiega Benigna Leone. “L’idea è quella di una riqualificazione degli edifici esistenti con elementi che puntano all’ eco sostenibilità e autonomia energetica. Gli edifici saranno riqualificati per diventare autonomi dal punto di visto energetico. Si punta sull’utilizzo delle risorse naturali come l’acqua piovana, che potrà essere raccolta e riutilizzata, il sole con il fotovoltaico e l’energia eolica”.
Ma nel progetto firmato dagli architetti dello Ied c’è spazio anche per l’aspetto sociale. “Oltre il risparmio di energia è importante valutare anche l’aspetto della sociale. Abbiamo pensato alla creazione di nuovi servizi per i cittadini e rendere più vivibile anche per i giovani questa parte di Torino” dice Sara Cicinelli.
“E’ una zona marginale della città, poco vissuta, quindi nel progetto sono state previste, quattro aree specifiche per attività sportive, artistiche, lo shopping e un agro house, uno spazio dove poter riciclare i rifiuti, ma anche coltivare gli ortaggi.” commenta Sara.
Il progetto sarà pronto a gennaio e presentato dagli architetti come tesi di laurea per il master.
“La speranza” – conclude Benigna - “è che venga realizzato, è un nuovo modo di costruire, concentrato sulla cura dell’ambiente e molto più confortevole.”
Partiti i lavori per il grattacielo più alto d’Italia
30/11/2011 - regione piemonte
Partiti i lavori per il grattacielo più alto d’Italia
Il« rendering» realizzato al computer del grattacielo in costruzione
La costruzione misurerà 209 metri e il governatore piemontese punta a sfruttare il primato come attrattiva turistica
MAURIZIO TROPEANO torino
La torre che diventerà la sede unica della regione Piemonte sarà il grattacielo più alto d’Italia e «questo primato resisterà per molti anni», spiega il presidente della Giunta. E Roberto Cota conta di sfruttare questo primato anche come «richiamo turistico con la costruzione di un osservatorio e un accesso diretto al piano numero 42 con vista su un panorama unico».
Ieri sono partiti i lavori propedeutici allo scavo delle fondamenta sui cui saranno costruiti 41 piani di uffici e un giardino pensile. Altezza complessiva 209 metri, «metri veri, misurati sul solaio e non sull’antenna come quello degli altri», sottolinea il governatore pensando al grattacielo di Intesa Sanpaolo in costruzione vicino a Porta Susa. Spesa prevista: 208 milioni.
In questo momento è «uno degli investimenti più consistenti da parte di un’amministrazione pubblica», sottolinea l’assessore al Bilancio Giovanna Quaglia. La speranza è che «serva da volano per il rilancio del settore edili», spiegano i rappresentanti dei sindacati di categoria che ieri hanno firmato il protocollo per garantire «prevenzione, trasparenza e sicurezza all’interno del cantiere».
In quella che un tempo è stata la fabbrica dell’ex Fiat Avio lavoreranno 500 persone. Ad oggi l’80 per cento delle imprese che stanno lavorando sono locali e la giunta a guida leghista ha chiesto all’associazione temporanea d'impresa che si è aggiudicata i lavori di garantire questa percentuale anche in futuro. Un anno per scavare le fondamenta poi si inizierà a salire: un piano a settimana fino alla fine del 2014.
All’inizio del 2015 inizierà il trasloco di assessori e dipendenti chiudendo così un percorso di razionalizzazione pensato a cavallo del nuovo millennio dall’allora presidente Enzo Ghigo che volle una gara di progettazione internazionale (vinta dall’archistar Massimiliano Fuksas) e portato avanti anche da Mercedes Bresso. Cota appena insediato contestò la parcella d’oro (22,5 milioni), ma non la filosofia di un progetto che «da una parte permette alla Regione di risparmiare e dall’altra garantisce una completa riqualificazione urbanistica» di questo pezzo di città tra il Lingotto e l’Oval, uno dei siti olimpici.
Ci saranno un centro servizi, un asilo nido, un parco urbano di 25 mila metri quadrati e poi residenze da costruire su una superficie di circa 96 mila metri da cui la Regione conta di ricavare 60/70 milioni.
I resti dei cardinali torinesi nella cripta di Casa Savoia
29/11/2011 - la storia
Un dipinto di Rapous risanato viene presentato all'Arcivescovo
Inaugurata ieri dall'Arcivescovo Nosiglia al Museo Diocesano
MAURIZIO LUPO torino
Hanno ritrovato degna sepoltura i vescovi e i cardinali di Torino che vissero con la città alcuni dei momenti più delicati della sua storia, dal 1658 al 1831. Con i torinesi condivisero epidemie, assedi, l’invasione e la sconfitta di Napoleone. Sono stati ricomposti nella cripta sotterranea del Duomo, proprio sotto l’altare della Sindone, in un luogo ricco di storia.
Restaurato dagli architetti Chiara e Maurizio Momo, è stato inaugurato ieri dal’Arcivescovo Cesare Nosiglia. Da oggi è visitabile, con ingresso dal Museo Diocesano, in piazza San Giovanni. Fino al 1527 fu la prima sacrestia del Duomo. Riplasmata fra il 1657 e il 1670 dai grandi pilastri inseriti da Bernardino Quadri e Guarino Guarini per realizzare la Cappella della Sindone, perse la funzione originaria, per diventare cripta funebre dei grandi di Casa Savoia.
Qui trovarono riposo il Duca Emanuele Filiberto, la sua devota moglie Margherita di Valois, la dolce Caterina Micaela, consorte di Carlo Emanuele I, ma anche il combattivo Cardinale Maurizio di Savoia, suo fratello il principe Tommaso di Carignano e Re Carlo Emanuele II. Le Duchesse nel 1836 furono trasferite alla Sacra di San Michele, con il Cardinal Maurizio. Mentre i tre grandi condottieri sabaudi ebbero sepolcro trionfale nella Cappella della Sindone.
La cripta, liberata dalle bare sabaude, perse in seguito ogni ruolo sacrale per diventare deposito. Finché l’incendio della Cappella della Sindone nel 1997 concentrò sul locale nuovo interesse. Fu restaurato con l’inserimento del grande arcone di sostegno dell’intera Cappella, mentre si procedeva al recupero della chiesa sotterranea e delle sue sepolture. I lavori identificarono quelle del Cardinale della Rovere, fondatore del Duomo e degli altri vescovi di epoca barocca.
Ieri Nosiglia ha inaugurato le ultime opere condotte nella cripta. Vi si accede dal Museo Diocesano, passando da due ambienti in successione. Il primo è stato recuperato come aula didattica. Il secondo accoglie il lapidario, che custodisce le epigrafi funebri dei vescovi di Torino, riunite in una teca consultabile, sotto i maestosi pilastri di Quadri e Guarini.
Al centro spicca quello che dal 1997 contribuisce a reggere la cappella della Sindone. E’ anche perno di un’avvolgente scala a chiocciola, che scende alla cripta con i loculi dei cardinali. Sono dodici occupati e tre ancora liberi. Forse per assecondare il desiderio di Nosiglia, che sostiene l’opportunità di seppellire i vescovi e cardinali torinesi in Duomo.
Ieri ha inaugurato la cripta, ma ha anche presentato il nuovo catalogo del Museo Diocesano, che ha definito «non mero deposito di opere d’arte, ma luogo della memoria della comunità cristiana attraverso il linguaggio dell’arte». Il catalogo, curato da Luigi Cervellin e Natale Maffioli, è firmato da storici quali Arabella Cifani, Franco Monetti, Luca Mana, Enzo Omegna, Lorenza Santa e Carlotta Venegoni. Scheda con lustro una collezione di oltre 100 tesori, fra i quali una splendida tela di Vittorio Amedeo Rapous. E’ la «Circoncisione di Gesù», del 1793. Ritrovata a Villafranca Piemonte dilaniata dai secoli, è stata trasfigurata da un sapiente restauro presentato ieri all’Arcivescovo.
Capitale dello sport 2015 - La scommessa di Torino
26/11/2011 - la candidatura ufficiale a Bruxelles
Il rettore del Politecnico Profumo (neo ministro dell'Istruzione) nella veste di tedoforo alle Universiadi
torino
Dopo Madrid, Rotterdam, Copenhagen, Varsavia, Milano e Valencia, ora Torino si candida a «Capitale europea dello sport» per il 2015. Il passo formale della candidatura è in programma tra qualche giorno, il 30 novembre, quando l’assessore allo Sport Stefano Gallo si recherà a Bruxelles.
Ma nei giorni scorsi ci sono già stati contatti (e buone premesse) tra lo stesso Gallo, il sindaco Piero Fassino e il presidente dell’Aces Europe (Federation for the Associations of the European Capitals and Cities of Sport), Gian Francesco Lupattelli.
Il titolo di Capitale dello Sport viene riconosciuto alle città che mettono al centro della propria agenda anche le politiche dello sport e che presentano un livello di infrastrutture e servizi tale da poter ospitare grandi eventi. «Questa – ricorda Fassino - è la città che ha inventato negli anni ‘70 Sportinsieme, le Universiadi, che ha organizzato una straordinaria olimpiade invernale, che organizzerà World master Games».
Hollywood al Regio, il Torino Film Festival gioca le sue star
24/11/2011
L'allestimento del logo del Torino Film Festival
EMANUELA MINUCCI, TIZIANA PLATZER torino
Nanni ha detto no a Gianni. Moretti non sfilerà sul tappeto rosso del Regio domani alle 20 per l’apertura del Torino Film Festival. Il suo forfait è diventato ufficiale ieri quando un po’ tutti erano certi che l’invito di Amelio sarebbe andato a buon segno. Peccato, si trattava comunque di uno dei momenti più attesi della seratona. Anche se i vip, alla fine si sprecheranno. Aprirà dunque domani il 29° Tff con la consegna ad Aki Kaurismäki del Gran premio Torino e l’anteprima nazionale di «L’Arte di vincere» («Moneyball») , regista Bennet Miller. A fare gli onori di casa Laura Morante, la madrina. Per la gioia dei fotografi fra i velluti rossi del teatro sfileranno Sergio Castellitto, Penelope Cruz ed Emile Hirsch regista e attori protagonisti del film «Venuto al mondo» le cui riprese sono in corso a Torino proprio in questi giorni. Dello stesso cast saranno inoltre presenti Margaret Mazzantini e gli attori Pietro Castellitto, Adnan Haskovic e Saadet Aksoy. Ma l’elenco dei vip è lungo: Valeria Solarino, Carolina Crescentini, Domenico Starnone, Luciana Litizzetto, Charlotte Rampling, Alina Marazzi.
Per la retrospettiva dedicata a Robert Altman ci saranno la moglie Kathryn, il figlio Stephen e gli attori Keith Carradine e Michael Murphy (alloggiati tutti al Principi di Piemonte insieme con Valeria Golino, accompagnata dal fidanzato Riccardo Scamarcio, che fa parte della giuria). Così come l’anno scorso anche in questo 2011 sarà di scena all’apertura del Festival un sano appello contro i tagli della cultura. Non si tirerà di certo indietro, in proposito, il sindaco Fassino che da mesi ormai ribadisce come Torino abbia cambiato pelle grazie proprio alla cultura, la vera nuova risorsa della città. E chissà se il primo cittadino coglierà l’occasione per fare un nuovo appello al mecenatismo.
Di sicuro c’è che il Tff ha il rapporto qualità prezzo più eccellente al mondo, e da quest’anno - anche se qualcuno non ha gradito la polemica red carpet sì, red carpet no - ci sarà anche un bel da fare per i fotografi. Per questo aspetto glamour molto si deve all’assessore alla Cultura Michele Coppola che anche ieri ha ribadito: «Domani vorrei fosse l’occasione per festeggiare anche con gli attori, i registi e i tecnici che hanno lavorato a Torino e in Piemonte, dimostrando come l’industria cinematografica sia un elemento trainante nella nostra offerta culturale ma anche un fattore forte di sviluppo economico e occupazionale».
Da quello che accadrà domani, all’ansia di oggi. Fra via Verdi e Montebello circolano le solite facce preoccupate. Le facce solite, di quando la «macchina» sta per muoversi. Provate. Che ancora non si sono prese il tempo di pensare alla mise di domani, magari minimal eppure rassicurante, per la soirée del Regio. Oggi i 230 della famiglia allargata del Torino Film festival - tanti sono fra chi lavora in direzione, programmazione, ufficio stampa, accrediti, ospitalità, e poi le maschere, gli autisti, chi sposta le pizze dei film - , è giornata di passo veloce, di trasloco di scrivanie, di spola continua fra gli spazi Rai e il cinema Massimo. Insomma, c’è l’atmosfera consueta (le code si spera non ci saranno: prenotazioni on line sul sito www.torinofilmfest.org) e confortante, delle ultime 24 ore prima che si apra la rassegna con 217 titoli e sfilza di anteprime: 32 mondiali, 20 internazionali, 10 europee e 70 italiane. E due i film nostrani in concorso, «I più grandi di tutti» di Carlo Virzì e «Ulidi mia» di Mateo Zoni.
Da qui al 3 dicembre arriveranno anche Marco Risi, Toni Servillo, Fabio Volo, Isabella Ragonese, Gino Proietti, Renzo Arbore, Altan e Bruno Bozzetto, e i protagonisti della sezione «Figli Amanti», che saranno Michele Placido, Ascanio celestini Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart e Sergio Rubini. Spazio di quest’edizione per incontri a tema, sul cinema dalle origini al tempo del web, è il Blah Blah, il locale in via Po 21 che ha messo a punto con il Tff un calendario giornaliero pomeridiano dal 26 novembre al 2 dicembre. Partenza il 26 alle 15,30 con il libro di Mario Del Bello «I ricercatori, padri e figli nel cinema italiano contemporaneo»; il 27 doppio appuntamento: alle 15,30 presentazione del trimestrale di critica online «Filmidee» nato nel giugno scorso, con il regista Daniele Gaglianone (foto), e alle 17,30 del primo numero di «Close Up» dedicato all’horror.
Il 28 alle 15,30 interventi dedicati a «Docusound», il radio-magazine che racconta originali storie di ogni giorno, mentre alle 17 presentazione del Dizionario Morandini, edizione 14, che ha dato la copertina al film di Moretti «Habemus Papam»: lo illustrano Alessandra Comazzi e Morando e Luisa Morandini. Ancora, si parlerà di effetti digitali, dei diari di Alberto Bonvincini «Fate la storia senza di me» e di sistema musica per il cinema.
Nel 2012 Terra Madre spalanca le braccia al pubblico
23/11/2011
Terra Madre spalanca le braccia al pubblico
Nelle sue otto edizioni in Salone del Gusto, ideato da Slow Food, è passato da 138 a 200 mila visitatori, gli espositori da 500 a 910, con ricavi per 8,7 milioni
L'evento, riservato agli operatori, sarà accessibile a tutti dal 2012
marina cassi torino
Finalmente anche Terra Madre sarà aperta al pubblico. Nell’edizione del Salone del Gusto - che si terrà dal 25 al 29 ottobre dell’anno prossimo - la rassegna dedicata al cibo nel mondo aprirà i battenti a tutti i visitatori. E dopo molta attesa i torinesi, e non solo, potranno incontrare le delegazioni dopo averle ospitate nelle proprie case. Quello dell’anno prossimo sarà un appuntamento particolarmente importante perché a Torino si terrà anche il congresso internazionale di Slow Food con 800 delegati provenienti da tutto il mondo. Il tutto guardando già al 2014, l’ultimo salone prima dell’Expo di Milano del 2015 che avrà un ampio settore dedicato al cibo.
E Carlin Petrini - fondatore di Slow Food che il sindaco Fassino ha definito «un filosofo» - ha una certezza: «Questo salone integrato da Terra Madre avrà una dimensione mondiale perché la gente parte dal mondo per venire qui per incontrare il mondo. Dobbiamo essere sempre di più un evento unico nel mondo». Per intanto si sa che il Salone del Gusto ha un marchio che vale 2,35 milioni di euro e che genera ricadute sul territorio, materiali e immateriali, intorno ai 65 milioni. I dati emergono da una ricerca realizzata con la Camera di Commercio e realizzata da IP Finance Institute e Icm Research.
Gli investimenti per l’organizzazione del salone sono stati di 8,7 milioni nell’edizione 2010, di cui circa il 90% speso sul territorio piemontese. Le spese in città e nella regione da parte del pubblico in visita all’evento sono state di 30 milioni mentre altri 25 milioni sono la stima fatta rispetto a quanto sarebbe costata in termini di pubblicità pagata la presenza di Torino e del Piemonte sui media mondiali.
Il salone ha accresciuto il suo successo passando dai 138 mila visitatori del 2002 ai 200 mila nell’ultima edizione, mentre gli espositori sono saliti da 500 a 912. Secondo il sindaco Fassino «Slow Food è diventato via via sempre di più sinonimo dell’eccellenza enogastronomica e lo è diventato in Italia e nel mondo intero partendo proprio da Torino e dal Piemonte, grazie alla straordinaria capacità di Petrini di diffondere un nuovo modo di guardare all’alimentazione».
Ha aggiunto: «Sempre le persone hanno voluto mangiare e bere bene, ma Petrini è riuscito a diffondere una cultura del cibo». Petrini è molto orgoglioso della sua creatura, ma non rinuncia a allargare l’orizzonte. Dice: «Dal governo ci aspettiamo una attenzione diversa all’agricoltura piccola e media. Questa è la scommessa dei prossimi anni; il ritorno all’agricoltura dei giovani non per fare la vita grama dei nonni, ma per rilanciare un settore vitale». E aggiunge: «Oggi c’è una emergenza: l’agricoltura assorbe il 3% degli occupati e la metà degli agricoltori ha più di 60 anni. Bisogna ricordare sempre che non mangiamo computer o telecamere, ma cibo».
Iniziano oggi una serie di incontri/dibattito su “Giornalismo e democrazia. Un lavoro per giovani?”, organizzati dalla Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, dal Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti, dall’Associazione stampa subalpina, e dal Master in giornalismo. Nei quattro appuntamenti si parlerà della crisi della professionalità dei giornalisti, subita soprattutto dai giovani in termini di precarietà, basse retribuzioni, scarsa meritocrazia.Il primo incontro “È la stampa, bellezza!” di questa sera alle 21, presso il Circolo della stampa (c.so Stati Uniti, 27), si interrogherà su Chi è il giornalista oggi? Nuovi metodi e nuove tecniche ne cambiano l’identità? Quale via di innovazione editoriale può sostenere i nuovi professionisti in carriere significative? Checosa suggerisce l’esperienza internazionale all’Italia?. Stefania Stecca modererà gli interventi di Raffaele Mastrolonardo, Alberto Sinigaglia e Gianni Riotta. I prossimi appuntamenti che si terranno presso la sala del palazzo dell’Antico Macello di Po (via Matteo Pescatore, 7) saranno il 17 novembre con “Cinque euro al pezzo”, il 25 con “Giornalisti tenete la schiena dritta!” e giovedì 1 dicembre con “Dire la verità”. Le sedi saranno per la serata del 17 e novembre. Per info:Fondazione Istituto piemontese A. Grasmci, Via Vanchiglia, 3 – 10124 Torino, tel. 011.83.95.402, fax 011.83.95.403, e–mail segreteria@gramscitorino.it
Auto, immatricolazioni giù del 5,5% - Fiat meglio del mercato a quota 28,5%
02/11/2011 - I NUMERI DIFFUSI DALLA MOTORIZZAZIONE
Il centro direzionale della Fiat al Lingotto di Torino (Foto archivio)
Ad ottobre settore ancora in calo Punto e Panda si confermano i modelli più venduti, vola Lancia
roma
Ancora un mese in flessione a ottobre per il mercato dell'auto in Italia, che ha ceduto il 5,5% rispetto a un anno fa per un totale di 132.703 nuove immatricolazioni. Un risultato che, secondo l'Associazione delle Case automobilistiche estere presenti in Italia (Unrae), si attesta come il peggiore dal 1995 e che per tutti gli osservatori non lascia spiragli a miglioramenti nei prossimi mesi che anzi, con il quadro economico in progressivo peggioramento e il clima di fiducia in discesa libera, si prevedono ancora più neri. Sullo sfondo ci sono «la crescita della pressione fiscale, il caro carburante e il caro assicurazione», tutti fattori che, secondo il Centro Studi Promotor Gl Events, avrebbero fatto immaginare un calo delle vendite a ottobre addirittura maggiore.
La gravità della situazione è denunciata anche da Federauto, l'associazione che riunisce i concessionari, che invita tutti, concessionari, manager delle case automobilistiche e politici a «prenderne atto» e a fare ognuno la «propria parte». Il tema centrale, per il presidente Filippo Pavan Bernacchi, è quello della forte pressione fiscale che insiste sul settore dell'auto. In linea con gli altri osservatori anche l'Anfia, che evidenzia come a ottobre i nuovi contratti siglati siano circa 142.000, il 12,5% in meno rispetto a ottobre 2010, mese in cui la raccolta ordini era stata già molto bassa.
In questo contesto non stupisce che le vendite del gruppo Fiat (compreso il marchio Jeep) abbiano ceduto a ottobre il 2,8% a 37.865 unità, ma si tratta - rileva in una nota il Lingotto - di un calo inferiore a quello del mercato. Inoltre, il gruppo torinese a ottobre ha accresciuto la propria quota di mercato, che si è attestata al 28,5% contro il 27,8% di un anno fa. Nel progressivo annuo le vendite di Fiat Group Automobiles sono state invece quasi 445 mila, per una quota del 29,6%. «Oltre ai modelli di punta Panda, Punto e 500, hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato - precisa la nota - anche le recenti commercializzazioni della Ypsilon e della Freemont, mentre l'arrivo nell'ultimo trimestre dell'anno delle nuove Thema e Voyager consentirà il rientro della Lancia in due segmenti di prestigio».
Il marchio Fiat in ottobre ha immatricolato 27 mila vetture (-5,38%) mantenendo una quota stabile del 20,4%. La Panda è la vettura più venduta di ottobre, con una quota del 38,7% nel segmento A. Alle sue spalle la Punto, con il 20,4% di quota nel segmento B. In forte crescita Lancia, che a ottobre immatricola oltre 6.700 vetture (+21,6%), per una quota del 5,1%. A trainare le vendite è la Ypsilon, con una quota nel segmento B dell'11,5%. In calo Alfa Romeo, con 3.324 unità (-23,55%). Prosegue invece a ottobre la forte crescita del marchio Jeep, con 700 immatricolazioni (+56,1%).
Tra i costruttori esteri, il primo posto ad ottobre se lo aggiudica Volkswagen, con 10.902 nuove immatricolazioni (+2,14%), seguita da Ford con 10.613 unità (-2,21%) e da Opel (8.756 unità, -5,89%). Tra le tedesche di lusso, al primo posto c'è Audi con 4.508 unità (-9%), seguita da Bmw (4.394, +0,94%) e Mercedes (4.132 unità, -10,45%). Tra le giapponesi, Nissan ha venduto ad ottobre 4.828 unità(+1,22%), mentre Toyota ha immatricolato 4.479 nuove auto (-18,15%).
28/10/2011 - ALZATI GLI OBIETTIVI 2011 DELL'UTILE DELLA GESTIONE ORDINARIA A OLTRE 2,1 MILIARDI
John Elkann e Sergio Marchionne
Dal 2012 per Spa e Industrial solo azioni ordinarie. Elkann: «Così c'è più chiarezza»
TEODORO CHIARELLI
TORINO Le due Fiat semplificano il capitale. Da tempo attesa, la proposta di conversione delle azioni privilegiate e di risparmio in ordinarie è stata deliberata dai Cda di Fiat Spa (l’auto) e Industrial (camion e trattori) e sarà sottoposta alle assemblee. Da Exor, la holding degli Agnelli, arriva l’impegno a mantenere la quota in entrambe le società: la partecipazione nel capitale di Fiat e di Fiat Industrial resterà al di sopra della soglia Opa, anche a seguito della conversione. Per Fiat Spa sarà proposto un rapporto di conversione pari a 0,850 azioni ordinarie per ciascuna azione privilegiata e pari a 0,875 ordinarie per ciascuna azione di risparmio. Le azioni ordinarie emesse a seguito della conversione avranno godimento primo gennaio 2012.
Per Industrial il rapporto di conversione sarà 0,700 azioni ordinarie per ciascuna azione privilegiata e 0,725 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio. Le ordinarie emesse attraverso l’operazione avranno godimento 1° gennaio 2012. Per entrambe le società l’esborso totale non potrà superare i 100 milioni. «La semplificazione dei rispettivi capitali sociali - ha commentato John Elkann, presidente di Exor e Fiat - permette di conseguire maggiore chiarezza ed efficienza e risponde al migliore interesse delle due società e di tutte le categorie dei relativi soci». Anche per Sergio Marchionne, ad di Fiat e presidente di Industrial «la semplificazione della struttura del capitale porterà dei vantaggi a tutti gli azionisti e venga incontro alle aspettative dei mercati finanziari». Gli azionisti delibereranno sulla proposta in sede straordinaria in occasione delle assemblee sul bilancio 2011.
Le proposte saranno sottoposte all’approvazione delle assemblee speciali degli azionisti di risparmio e privilegiati. Intanto, Fiat accelera sui conti del terzo trimestre, grazie all’effetto Chrysler, al Brasile e ai veicoli commerciali. Detroit (dove i lavoratori hanno approvato con il 54,8% dei voti il contratto sottoscritto dal sindacato Uaw) contribuisce alla crescita degli utili per i due terzi. Il gruppo Fiat-Chrysler ha alzato anche il target 2011 dell’utile della gestione ordinaria a oltre 2,1 miliardi di euro, laddove in precedenza si parlava di circa 2,1 miliardi. Confermati gli altri target con ricavi a fine anno attesi oltre 58 miliardi e un utile netto di circa 1,7 miliardi. L’indebitamento 2011 è previsto tra 5 e 5,5 miliardi circa. Queste le indicazioni che emergono dal cda di ieri con il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Sergio Marchionne.
Nel terzo trimestre Fiat-Chrysler ha registrato un utile netto di 112 milioni, un utile della gestione ordinaria di 851 milioni e un margine sui ricavi del 4,8%. L’indebitamento netto è salito a 5,8 miliardi, la liquidità è 20,8 miliardi. Gli analisti avevano previsto l’utile a 705 milioni e l’indebitamento a 4,1 miliardi. Nei nove mesi i ricavi di Fiat-Chrysler si sono attestati 39,91 miliardi, l’utile della gestione ordinaria a 1,63 e l’utile netto a 1,39. Tutte le divisioni, spiegano a Torino, hanno registrato un aumento, con crescita a doppia cifra per i marchi sportivi e di lusso (Ferrari e Maserati) e per i componenti e sistemi di produzione. I ricavi del trimestre riflettono per la prima volta il contributo di Chrysler per un intero trimestre. I ricavi di Fiat, esclusa Chrysler, sono aumentati del 4%.
Detroit ha contribuito per due terzi del totale all’utile della gestione ordinaria. L’indebitamento netto a 5,8 miliardi riflette, in particolare, l’esborso per l’acquisizione delle quote Chrysler del dipartimento Usa del Tesoro e del governo canadese. Nel terzo trimestre, tra le diverse divisioni, Fga (Fiat Group Automobiles) ha segnato un calo del 4,3% delle consegne a 460.400 vetture e veicoli commerciali. La quota di mercato per le autovetture è salita in Italia di 0,5 punti percentuali al 29,9%, mentre in Europa è scesa di 0,6 punti al 6,5%. Fiat Professional si è mantenuta leader in Europa con volumi a +13,8%. In Brasile le consegne di auto e veicoli commerciali leggeri sono scese del 3,4% a 196.800 unità, ma la leadership è confermata con una quota al 21,9%. Nei nove mesi i ricavi di Fga sono saliti dell’1,7% a 21,1 miliardi e l’utile della gestione ordinaria è diminuito a 445 milioni (da 468 milioni). Per Chrysler i ricavi sono stati di 9,3 miliardi con consegne a 469mila unità, di cui l’83% negli Usa e in Canada. L’utile della gestione ordinaria segna 556 milioni.
Il progetto “Torino città universitaria” è stato al centro della riunione del coordinamento interistituzionale che il 24 ottobre ha visto la partecipazione del presidente della Regione, Roberto Cota, del sindaco di Torino, Piero Fassino, e del presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, e dei rispettivi assessori all’Istruzione e all’Università.
Si sono affrontati temi come il completamento dei grandi poli universitari, l’incremento dell’offerta sulla residenzialità per studenti anche attraverso l’uso delle abitazioni private, l’ampliamento dei servizi alla popolazione studentesca, il potenziamento dell’investimento sulle lauree mediante l’erogazione di borse di studio fondate non solo sul reddito, ma anche sul merito. Sancito anche l’accordo per completare i poli universitari, dando corso quello scientifico di Grugliasco ed alla Manifattura Tabacchi.
Il progetto, che mira a sperimentare l’investimento sulle migliori eccellenze universitari e formative ed a fare di Torino un laboratorio per l’alta formazione e il sapere verrà sottoposto al ministro Gelmini.
Per mettere a punto i dettagli e individuare le soluzioni tecniche idonee a favorirne l’avvio immediato sarà convocata per la prossima settimana una riunione alla quale saranno invitati Università, Edisu e fondazioni bancarie.
In merito alla scuola dell’obbligo, la Regione ha confermato i fondi il 2011 su assegni di studio, buono scuola, assunzione di insegnanti per il sostegno all’handicap, che prenderanno servizio dalla prossima settimana.
Dal 25 al 28 ottobre Torino ospiterà la dodicesima edizione di Wiev, la Conferenza internazionale sulla gradica digitale. Realizzata con il contributo di Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino e Ministero della Gioventù, questa edizione si preannuncia ricca di spunti di riflessione e di appuntamenti da non perdere, come quelli l’anteprima italiana del corto Disney/Pixar “La Luna”, quattro keynote speaker pluripremiati, laboratori didattici, esperienze visive e sonore. “Siamo lieti e orgogliosi di accogliere i nostri relatori Sharon Calahan, Tom Wujec, Cory Doctorow e Randy Thom alla View Conference”, dice la direttrice Maria Elena Gutierrez. “Sharon è una dea della luce, Randy aggiunge la dimensione del suono, Tom è un pensatore visionario, e Cory sfiderà il nostro pensiero sull’arte e internet”.In programma artisti che hanno lavorato a film che – con ogni probabilità – si contenderanno l’Oscar nel 2012, Inoltre, ad affiancare le ricchissime sezioni dedicate al cinema e ai videogiochi, sono nel programma anche professionisti provenienti da altre aree della grafica digitale. “Siamo convinti che le persone che lavorano nei vari settori della grafica digitale possano imparare gli uni dagli altri”, dice Gutierrez. “E siamo felici di offrire un luogo in cui questo possa accadere”. Per info www.viewconference.it.
05/10/2011 - un investimento da 14,5 milioni di euro
La prima casa a tempo d'Italia
Inaugurata in via Ivrea 24
Un "albergo" da diecimila metri quadrati con 122 unità residenziali e 58 camere destinati a famiglie, studenti, stranieri che non hanno diritto all'edilizia popolare: "Sono la fascia grigia della città"
paolo coccorese torino
Dal suo balcone, all'ultimo piano di una delle tante fortezze che segnano il profilo del quartiere, la facciata del vecchio palazzo delle Poste di via Ivrea non incute più il timore di un tempo. La signora Annalisa Zocca guarda i rettangoli colorati che decorano la fila di finestre ma non scorge la somiglianza con le tele di Mondrian. Anzi, ricorda, «io ero una delle mille persone che firmarono la petizione perché temevamo che in questa residenza potessero venire drogati, ex carceratie nomadi», dice, un po' imbarazzata. Oggi attende l'arrivo dei nuovi studenti spagnoli: «Gli ospiti di via Ivrea portano colore in un quartiere grigio», ammette. La prima vittoria, il nuovo albergo sociale «Sharing» l'ha conquistata a pochi metri di distanza: dall'altra parte della strada dove una volta correva un'alta cancellata di metallo arrugginito.
Dopo un anno e mezzo di lavori - un record -, ieri è stato ufficialmente inaugurato in via Ivrea 24 il più importante esempio di housing sociale temporaneo in Italia: un albergo sociale da 10 mila metri quadrati con 122 unità residenziali e 58 camere ad uso hotel. Nove piani di corridoi e piccoli appartamenti arredati e muniti di ogni comfort offerti a prezzi calmierati. Ci sono studenti cinesi del Politecnico, professionisti, ricercatori della Chrysler, giovani coppie e famiglie in difficoltà. In via Ivrea 24 si è scelto di giocare una partita davvero speciale. Da una parte le difficoltà di un quartiere dove il disagio sociale registra picchi altissimi. Dall'altra il coraggio di puntare su un progetto che vede pubblico e privato collaborare fianco a fianco per dare una mano alle persone in difficoltà. Un investimento di 14,5 milioni di euro, finanziato al 90% dalla Fondazione Crt, che ha sostenuto il lavoro di Oltre Venture, Città di Torino, cooperativa Doc e Impresa Rosso che ha eseguito la ristrutturazione dell'edificio.
In via Ivrea ci sono spazi per ospitare bar, una lavanderia automatica, un IVREA bio market, un centro Internet e un poliambulatorio con studi dentistici e di psicoterapia, uno sportello di consulenzalegale. «Non si tratta di un'operazione puramente erogativa - dice Angelo Miglietta, segretario generale della Fondazione Crt - ma di una forma di investimento sociale con un ritorno sul territorio anche di tipo economico e la responsabilizzazione dei soggetti coinvolti». Un impegno che permetterà di aiutare quella che il sindaco Piero Fassino ha definito la «fascia grigia» della nostra popolazione: «Permetterà di rispondere ad un'esigenza di quei cittadini che sullabase delle normenonpossono accedere alle case popolari e che, allo stesso tempo, sono impossibilitati sostenere le spese del mercato immobiliare. Studenti, stranieri, persone sole, sfrattati». Volti nuovi che con un ricambio continuo dopo soggiorni di massimo un anno, permetteranno di colorare un quartiere grigio. Dietro la facciata in stile Mondrian, sono in molti a sperare che sorga un bel sole su casermoni di Pietra Alta.
Cota scrive a Marchionne: "Fate presto per Mirafiori"
01/10/2011 -
Sergio Marchionne e Roberto Cota
Il Governatore: settembre è finito, ma ancora non si sa nulla
MARINA CASSI torino
Puntuale come un orologio, allo scadere del mese il presidente della Regione, Roberto Cota, ha preso carta e penna e scritto all’ad Fiat, Sergio Marchionne, per dire che settembre è finito e ancora non si sa che cosa verrà prodotto a Mirafiori. La lettera - a cui il Lingotto come nella sua tradizione non intende rispondere pubblicamente - ha toni soft, ma esorta a «fare presto».
Si inizia: «Ho grande stima e aspettative nella sua persona, ma da presidente della Regione ho anche il compito di tutelare quelle che sono le aspettative dei piemontesi, che sono quelle di avere una Fiat che a Torino produca mantenendo quelli che sono gli attuali livelli e potenzialità produttive».
Cota è soddisfatto «per la risposta positiva per quanto riguarda lo stabilimento di Grugliasco della ex Bertone». Ma aggiunge: «Ora aspettiamo una risposta per quanto riguarda Mirafiori con l’individuazione dei modelli che devono esser prodotti in quello stabilimento e con l’individuazione di quelle che sono le tempistiche degli investimenti».
E ritorna all’incontro avuto ad agosto con l’ad Fiat: «Lei aveva detto che avrebbe indicato questi modelli in un tempo ragionevole, indicativamente per la fine di settembre». E adesso Cota tocca il tempo: «Capisco che non sia facile e neppure voglio che una decisione così delicata e importante sia vincolata a un giorno preciso. Però vorrei dire che non mi sono dimenticato di questa tempistica e non penso che se la siamo dimenticata neanche i piemontesi. E, quindi, nell’offrire ogni mia possibile collaborazione, oggi come ho fatto in passato, le chiedo di far presto nell’interesse di tutti».
Il presidente della Regione, poi, assicura che Marchionne ha dato «una scossa al nostro sistema industriale e produttivo richiamando un concetto a me caro, quello della competitività». E prosegue: «Credo anche che all’interno di ciascuno stabilimento occorre avere un potere di contrattazione il più possibile autonomo per rapportare le condizioni di lavoro e anche la retribuzione a quelle che sono le reali condizioni del territorio». Rivendica: «In questo senso è stato fatto molto, attraverso l’articolo 8 della finanziaria per quanto riguarda la valenza erga omnes dei contratti».
Proprio in settimana Sergio Marchionne - inaugurando un asilo a L’Aquila - aveva risposto a chi domandava quando si sarebbe conosciuto nel dettaglio il futuro produttivo di Mirafiori e se questo sarebbe accaduto entro fine settembre con poche parole: «Stiamo ancora lavorando. A fine mese mancano due giorni, non siamo così veloci».
In ogni caso, ieri sera, seduti allo stesso tavolo nella Reggia di Venaria, Marchionne ha assicurato Cota: «Nei prossimi giorni c’incontreremo».
I premi di risultato resteranno nelle casse di Palazzo Civico
Palazzo Civico a caccia dei milioni per chiudere il bilancio del 2011
ANDREA ROSSI torino
L’avevano capito che sarebbe andata a finire così. Del resto c’erano 11 mila dipendenti che “tifavano” perché finisse così - per non parlare di un bel po’ di consiglieri comunali - e ora si fregheranno le mani. La stangata è arrivata. E per ciascuno dei 153 dirigenti del Comune non è poca cosa. L’azzeramento (o quasi) del premio di risultato deciso ieri dal city manager Cesare Vaciago e dall’assessore al Bilancio Gianguido Passoni è operazione da 2,8 milioni di euro che resteranno ancorati alla casse di Palazzo Civico anziché finire nelle tasche dei suoi manager. Per qualcuno significa 10-15 mila euro lordi in meno. Per altri - i direttori, a cominciare dallo stesso Vaciago - la “botta” sarà ben più consistente: si va dai 27 ai 45 mila euro.
L’ultima rata del conto lasciato ad anno in corso dalle manovre del governo - che hanno sottratto a Torino circa 21 milioni di euro - pare la pagheranno loro. E, con loro, buona parte degli altri dipendenti del Comune. Sacrificio che dovrebbe aver permesso a Passoni di avvicinare il difficile obiettivo di far quadrare i conti del 2011. Quasi tre arriveranno dal taglio ai premi; gli altri da misure anti spesa sugli altri dipendenti: blocco degli straordinari e di alcune indennità e fondi. Mancano ancora 6 milioni che dovranno essere trovati oggi.
La proposta che l’assessore al Bilancio e il direttore generale hanno portato al tavolo della trattativa con i sindacati è secca: risparmiare sette milioni di euro negli ultimi tre mesi dell’anno, quel che basta per avvicinarsi alla chiusura del bilancio e arginare i tagli decisi da Roma con le manovre di marzo e luglio. La maratona per racimolare tutto quel che si poteva si chiuderà oggiper consentire di recuperare l’ultima tranche. Gli altri 14 milioni già assicurati in cassaforte sono il frutto del lavoro di cesello sui vari capitoli di spesa condotto dall’assessore al Bilancio insieme con i colleghi della giunta, ciascuno chiamato a fare la propria parte.
La piattaforma presentata ieri scarica il 40 per cento del sacrificio (circa 2,8 milioni) sui premi di risultato per i 153 dirigenti di Palazzo Civico. Il resto riguarda gli altri 11 mila dipendenti del Comune. I 4,2 milioni che mancano all’appello verranno recuperati attraverso una serie di misure, a cominciare dal blocco degli straordinari. Da qui a fine anno bandito il lavoro extra, che - in ogni caso - non verrà retribuito, misura che permetterà di risparmiare circa 700 mila euro. Un milione e mezzo, invece, arriverà dal fondo di previdenza per i vigili urbani. Il resto dal recupero di altre indennità e fondi.
I sindacati hanno preso tempo fino a lunedì. Cgil, Cisl, Uil e le altre sigle si vedranno per elaborare una posizione unitaria, sapendo che buona parte delle misure proposte ieri sono destinate a protrarsi anche l’anno prossimo. «Nel 2012 dovremo continuare a incidere sulle spese per il personale», hanno ammesso senza giri di parole Passoni e Vaciago. Il capitolo «dipendenti» pesa per 460 milioni di euro l’anno sulle casse del Comune, che ha un bilancio di 1,3 miliardi. Una ristrutturazione generale della spesa non potrà risparmiare il comparto che incide per oltre il 35 per cento.
Assessore e city manager hanno tenuto ad assicurare che non sarà un taglio lineare. Nessun colpo d’accetta. L’idea è procedere a una riorganizzazione degli uffici e delle divisioni, eliminando sovrapposizioni di competenze tra diversi settori e tra l’amministrazione centrale e le circoscrizioni. Ed è la ragione per cui i sindacati aspettano di scoprire le carte del Comune: «Noi siamo disponibili a discutere, ma dobbiamo capire in quale direzione l’amministrazione vuole procedere», ragiona Claudia Piola della Cgil. «Serve un piano complessivo».
Made in Italy: nasce 'Exclusive Brands Torino' rete di aziende per promuovere l'eccellenza
Torino, 27 set. 2011- (Adnkronos)
- Si chiama 'Exclusive Brands Torino' ed ha un obiettivo ambizioso, portare il made in Italy di 14 aziende storiche della citta' della Mole in giro per il mondo al fine di favorire lo sviluppo e l'internazionalizzazione di prodotti e marchi d'eccellenza. Alla rete, promossa dall'Unione industriale di Torino in collaborazione con la Camera di commercio e il CeiPiemonte, aderiscono aziende operanti in molteplici settori, dall'oreficeria, alla nautica, al settore alimentare, vitivinicolo e della distilleria, alla moda ed al design, al tessile, alle penne, all'editoria, fino alle essenze e profumi. La rete debuttera' il prossimo fine settimana con una serie di incontri BtoB negli Emirati Arabi
Attraverso una sinergia 'multisettoriale', la prima in Italia per l' 'alto di gamma' ed attuata mediante uno specifico contratto di rete, le imprese fondatrici collaboreranno per: promuovere e valorizzare insieme i propri brand sui mercati esteri, individuare nuove strategie commerciali ed opportunita' di mercato, coordinare iniziative che vedano la creazione di spazi retail (corner e temporary shop) comuni, consolidare il successo internazionale in specifici ambiti geografici e condividere informazioni ed esperienze commerciali utili in modo 'trasversale'.
Al vertice di Exclusive Brands Torino e' stata nominata Licia Mattioli, titolare dell'omonima azienda, vice presidente dell'Unione Industriale di Torino e presidente nazionale di Federorafi che sara' affiancata in qualita' di vicepresidente da Paolo Pininfarina, presidente e AD della Pininfarina Extra. Le aziende fondatrici sono Allure/Estetica Network, Antica Grapperia Bosso, Aurora penne, Azimut-Benetti, Bava Vini e Vigneti, Fisico, Gelati Pepino, Guido Gobino cioccolato, Jacopey Cioccolato Peyrano, Laura Tonatto, Mattioli, Pastiglie Leone, Pininfarina, Quagliotti.
NEM Summit: I media del futuro a Torino dal 27 al 29 settembre 2011
22/09/2011
I media del futuro a Torino dal 27 al 29 settembre 2011
Si terra' dal 27 al 29 settembre a Torino il NEM Summit. Si tratta dell'incontro annuale (con annessa mostra di apparecchiature e software dell'associazione Networked & Electronic Media che si e' data quest'anno lo slogan Implementing Future Media Internet. Ovvero come utilizzare le possibilita' offerte da una rete a larghissima banda diffusa sul territorio per distribuire i mezzi di informazione ed intrattenimento del futuro.
Un seminario per parlare del “fenomeno Lega”. Ad organizzarlo, giovedì 22 settembre dalle 9.30 nella Sala Professori della Facoltà di Scienze Politiche – Palazzo Lionello Venturi, via Verdi 25 a Torino, Historia Magistra, l’associazione culturale per il diritto alla Storia che ha come fine la difesa della Storia intesa come scienza, ma anche quale diritto fondamentale di tutti gli esseri umani. Il seminario che ha come sottotitolo “Nascita, ascesa (e declino?) di una forza politica nuova” vuole esaminare, in modo scientifico, e pacato, le ragioni, l’ideologia, i fini, la “religione” del movimento creato da Umberto Bossi, sulla base, soprattutto, della “linea” suggerita, inizialmente, da Gianfranco Miglio.
il prof. Angelo d'Orsi direttore di Historia Magistra
A presiedere la prima sessione “Sociologia e politica della Lega Nord – Padania “ il direttore dell’associazione il professor Angelo d’Orsi dell’Università di Torino, la seconda sessione “Filosofia, ideologia e ‘religione’”, inizierà alle 15 e sarà presieduta dal professor Francesco Tuccari dell’Università di Torino. Tra i relatori: Aldo Bonomi direttore dell’Istituto di ricerca Aaster di Milano; Stefano Bruno Galli dell’Università di Milano; Annamaria Rivera dell’Università di Bari, Paolo Bertezzolo scrittore e saggista di Verona e Jordi Maiso dell’Università di Salamanca. Chiude la giornata alle 19 la proiezione del documentario sulla Lega Nord di Saverio Tommasi.
Miro: Vespa e Lambretta protagoniste al RED BULL LINGOTTO SPECIAL
sabato 10 settembre 2011
Vespa e Lambretta protagoniste al RED BULL LINGOTTO SPECIAL Torino 25 settembre 2011
Protagoniste all’ex stabilimento Fiat storiche Vespa e Lambretta, impegnate in una divertente competizione di creatività e velocità.
Appassionati, collezionisti e possessori di Vespa o Lambretta, segnatevi in calendario questa data. Il prossimo 25 settembre 2011 potrete mettere le ali al vostro mezzo: salite in sella al Lingotto di Torino.
La storica fabbrica della Fiat riaprirà il circuito di prova sul tetto alle più belle e agguerrite Vespe o Lambrette di tutta Italia. Avrai quindi la possibilità di gareggiare e competere con prove speciali in una suggestiva ed emozionante - oltre che storica - location italiana, simbolo e richiamo dell'italianità.
Dato l'enorme riscontro da parte di Vespisti e Lambrettisti provenienti da tutta Italia le iscrizioni sono state chiuse, per aver raggiunto il limite massimo di partecipanti, dopo un solo mese dall'apertura delle adesioni.
La storica e suggestiva location dell’ex stabilimento Fiat accoglierà gli oltre 200 partecipanti che si sono iscritti tramite il sito www.redbull.it/lingottospecial, impegnati in tre diverse sfide che metteranno alla prova sia la loro creatività che la velocità della loro due ruote. Il rombo dei motori delle Vespa ha richiamato l’attenzione di Flavio Montrucchio, attore torinese vincitore del Grande Fratello 2 e protagonista di molte serie televisive quali CentoVetrine, Donna Detective e La nuova squadra e grande appassionato di motori.
Tre infatti le prove che vedono impegnati i concorrenti: la prima si svolgerà al piano terra del Lingotto, e prevede una sfida incentrata sulla creatività e la capacità di preparare il proprio mezzo, mente il secondo test consisterà in una gara di regolarità (tratto da percorrere in un tempo stabilito) in salita sulle celebri rampe a spirale della storica fabbrica torinese.
Per finire in bellezza, si passerà poi alla pista sopraelevata per una nuova sfida di regolarità sull’impegnativo circuito presente sul tetto del Lingotto. Al termine delle tre prove sarà eletto il vincitore del Red Bull Lingotto Special, il migliore a portare a termine questo speciale “collaudo” targato Red Bull!
Info:
Location: Lingotto Torino, Italia Inizio: 25/SET/2011 a 10:00
Alla Venaria Reale sfilano i 150 anni della moda italiana
15/09/2011 - domani l'inaugurazione
Dalle donne del Risorgimento alle dive del cinema: viaggio attraverso l'eleganza e lo stile del made in Italy dal 1861 a oggi
Gli ultimi ritocchi prima dell'inaugurazione della mostra
venaria
Un viaggio nella moda italiana, dal 1861 a oggi, dalle donne del Risorgimento alle dive del cinema, alle grandi griffe del made in Italy, passando per gli artisti del Futurismo: è la mostra ’Moda in Italia. 150 anni di eleganzà, che sarà inaugurata domani nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria, a pochi chilometri da Torino.
La madrina del vernissage sarà l’attrice Elsa Martinelli che, con il premio Oscar Piero Tosi, già costumista di Visconti, inaugurerà la rassegna. Gli ospiti saranno oltre 800, fra personaggi dello spettacolo, della cultura, dello sport e della politica, come Corinne Clery, Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Beppe Fiorello, Nancy Brilli, Massimo Ghini e Andrea Agnelli.
Nelle sale della residenza regale della prima capitale d’Italia, a 150 anni dall’Unità nazionale, saranno 200 gli abiti, tutti autentici, che, insieme a un singolare itinerario profumato, consentiranno di rivivere il genio italiano in una delle espressioni più apprezzate nel mondo. In un affascinante cammino tra storia, immaginazione, cinema, letteratura e attualità, ci saranno abiti appartenuti e indossati da grandi personaggi storici che hanno segnato il gusto della loro epoca (da Gabriele D’Annunzio alle regine d’Italia, da Eleonora Duse all’attrice-soprano Lina Cavalieri).
Ma ci sarà anche la suggestione degli abiti di scena che hanno segnato grandi pagine del cinema italiano: dall’abito bianco da ballo che Claudia Cardinale ha indossato ne ’Il Gattopardò di Luchino Visconti a quello che ha vestito Alida Valli in ’Sensò, fino agli abiti vestiti da Silvana Mangano per Morte a Venezia e alle scarpe realizzate da Ferragamo per Marilyn Monroe. La mostra si divide in due grandi sezioni: la prima, curata da Gabriella Pescucci, costumista cinematografica e premio Oscar, racconta il periodo che va dalla nascita dello Stato italiano agli anni Settanta del secolo scorso e ha come cuore la collezione Tirelli-Trappetti di Roma.
La seconda, curata da Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, arriva ai giorni nostri ed è l’entusiasmante racconto della nascita e dell’affermazione dell’italian style e del made in Italy in tutto il mondo. La mostra è realizzata dal Consorzio La Venaria Reale e dal Comitato Italia 150-Esperienza Italia, con la Fondazione Tirelli-Trappetti; chiuderà il prossimo 8 gennaio.
Piemonte informa: Aperta la nuova stazione metro di Torino Porta Susa
Aperta la nuova stazione metro di Torino Porta Susa
Taglio del nastro il 9 settembre per la stazione della metropolitana di Torino Porta Susa. Alla cerimonia erano presenti il presidente della Regione, Roberto Cota, l’assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, il sindaco di Torino, Piero Fassino, l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, e l'amministratore unico di Infra.To, Giancarlo Guiati. A concluderla un viaggio in metropolitana fino al Lingotto e ritorno.
"E' una grande opera - ha affermato Cota - Mancano ancora alcuni tasselli, ma siamo assolutamente uniti. Non si tratta di strane alleanze, quando si governa nell'interesse della gente le istituzioni non si devono fare la guerra perché solo così si possono ottenere dei risultati".
La stazione, pienamente in funzione, é la ventunesima della linea 1 della metropolitana e si trova al di sotto della nuova stazione ferroviaria di Porta Susa, che sarà terminata entro l'anno (nei primi mesi del 2012 la parte esterna). Diventerà la principale stazione torinese per il traffico ferroviario a livello nazionale, internazionale e per i treni ad alta velocità. Il fabbricato viaggiatori è disposto su più livelli: gli accessi sono al piano strada, al primo livello sono presenti le terrazze commerciali, mentre al di sotto del piano strada ci sono passerelle e sovrappassi di collegamento ai binari e con corso Inghilterra e corso Bolzano; al di sotto, si accede alla stazione metro con il piano atrio e scendono ancora si raggiungono le banchine dei treni.
L’assessore Bonino è invece intervenuta sulla questione di Porta Nuova, sollevata nei giorni scorsi da Moretti: “Il completamento del passante ferroviario aprirà nuovi scenari per i trasporti nell’intera area metropolitana. In questo quadro va definito il ruolo della stazione di Porta Nuova: non siamo contrari a priori al suo arretramento, ma serve un modello di sviluppo urbano integrato. Concordiamo sul fatto che sia necessario programmare le strategie sullo sviluppo della città già adesso, mentre i lavori per il completamento del passante sono in corso d’opera. I timori su possibili speculazioni edilizie riguardanti l’area occupata ora dai binari di Porta Nuova riteniamo siano fuori luogo: le città per essere vive devono crescere, muoversi, evolversi. Piuttosto. dobbiamo porre la massima attenzione allo sviluppo di un modello che tenga conto delle esigenze di trasformazione della città, che individui le migliori soluzioni trasportistiche e che sia sostenibile sia dal punto di vista ambientale, sia da quello economico. Le decisioni si assumono usando la ragione e studiando i modelli urbanistici, senza farsi influenzare né dai pregiudizi dei ‘No a tutto’ né dai facili entusiasmi ”.
C’è ancora poco tempo per iscriversi ai master universitari gestiti da Corep, il consorzio costituito dagli Atenei piemontesi. Sono quattro quelli della Prima Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino che prenderanno il via nei prossimi mesi. Completeranno il catalogo Corep altri Master universitari (del Politecnico, Università degli Studi di Torino e Università del Piemonte Orientale), al momento in fase di progettazione ma presto disponibili sul sito
Le quote di iscrizione non superano i 4500 euro, sono comunque previste numerose agevolazioni messe a disposizione da Corep per il pagamento della quota (rateizzazioni, prestito ad honorem, finanziamenti). Per informazioni
La staffetta dell'acqua arriva a Torino - Pietro Mennea corre in piazza Castello
14/09/2011 - l'iniziativa
La staffetta dell'acqua arriva a Torino - Pietro Mennea corre in piazza Castello
Il campione Pietro Mennea in un'immagine del 1983
Alle 17 al via la maratona simbolica organizzata per valorizzare la buona gestione del servizio idrico. Aprirà la corsa un tedoforo d'eccezione
daniela lanni (agb) torino
Arriva oggi, a Torino, la staffetta dell'acqua, corsa simbolica organizzata per valorizzare la buona gestione del servizio idrico e la qualità dell'acqua del rubinetto. Il ritrovo è previsto nel centro storico del capoluogo subalpino: piazza San Carlo e piazza Castello.
Alle 17, il teodoforo d'eccezione, Pietro Mennea, velocista record mondiale nei 200 metri, inizierà la sua corsa. Percorrerà via Roma fino in piazza Castello, dove consegnerà alle autorità locali un testimone originale. Diverso da quelli soliti, non una fiaccola olimpica, una bacchetta di legno o plastica, ma una borraccia. Ci saranno gli assessori all'Ambiente del Comune di Torino, della Regione Piemonte e della Provincia, rispettivamente Enzo Lavolta, Roberto Revello e Roberto Ronco.
La staffetta è partita ieri da Reggio Emilia, attraverserà nove città prima di raggiungere la meta: Bari, il 30 settembre. L'idea è nata a inizio mese dal Festival dell'Acqua promosso a Genova da Federutility, la federazione delle società, per lo più con investitori privati, che gestiscono i servizi idrici.
Pietro Mennea
«E' un progetto sociale e non commerciale – ha affermato Mennea - L'acqua è un bene pubblico e tutti dovrebbero potervi accedere liberamente. Il mondo può vivere senza petrolio, non senza l'acqua», ha aggiunto all'AdnKronos la «freccia del Sud» che non indossava una tuta dal 1988.
In piazza Castello sono previste diverse iniziative: la Società Metropolitana Acque Torino allestirà il «Bar dell'Acqua», dove sarà possibile bere sia acqua naturale che con le bollicine. Saranno allestite, sempre dalla SMAT, quattro fontane a terra, che poi verranno smontate a fine manifestazione, e verrà distribuito materiale informativo per sensibilizzare i cittadini sull'importanza di quello che è considerato un bene ineguagliabile e insostituibile.
150° Il compleanno dell'italia: il 18° Raduno Nazionale dell’Associazione dei Vigili del Fuoco
12/09/2011
Da piazza San Carlo a Ground Zero
I vigili del fuoco schierati in piazza Castello
Omaggio ai pompieri di origine italiana morti a New York. La parata delle delegazioni regionali e dei corpi speciali. Il sindaco Fassino ha ricordato gli interventi nell’alluvione del 2000, l’incendio in Duomo, il terremoto in Abruzzo
MASSIMILIANO PEGGIO torino
Prima ancora che a Ground Zero iniziasse la lettura dei 2977 nomi delle vittime delle Torri Gemelle, alcuni di loro erano già stati citati in piazza Castello. Ventotto nomi con radici italiane: «Joseph Angelini Sr, Joseph Angelini Jr, Salvatore Calabro...». Tutti vigili del fuoco, onorati con un minuto di silenzio. Nel giorno dell’anniversario dell’11 settembre, il 18° Raduno Nazionale dell’Associazione dei Vigili del Fuoco, organizzato a Torino per i 150 anni dell’Unità d’Italia, è stato dedicato anche a loro. Perché, come ha detto il comandante generale del corpo, Alfio Pini, «le uniformi sono diverse ma gli uomini sono uguali».
Un’altra sfilata di divise ha colorato ieri la città. Pompieri in servizio e in pensione. Effettivi e volontari. Le delegazioni regionali, con il presidente nazionale dell’associazione, Gianni Andreanelli. Bandiere, stendardi, medaglie. Le note dell’orchestra di Torino. I pompieri in bicicletta arrivati da Forlì, pedalando per 465 chilometri, capitanati da Enzo Santolini. «Siamo arrivati a Torino in quattro tappe» dice. E poi ospiti stranieri: francesi, spagnoli, sloveni. I pompieri delle regioni autonome. Una parata di uniformi storiche e vecchi mezzi. Come la pompa a mano dei volontari di San Maurizio Canavese. Tutti gioielli preziosi, conservati con la stessa passione che da sempre alimenta questo mestiere. «Il più bello del mondo». vIl sindaco, Piero Fassino, facendo gli onori di casa, nel suo benvenuto ha rievocato l’alluvione del 2000 a Torino, l’incendio del Duomo, il terremoto in Abruzzo. «I vigili del fuoco - ha detto - sono il simbolo dell’impegno civico». Impegno riconosciuto dalla folla che ancora una volta ha invaso il centro per salutare i pompieri di tutta Italia. Vincenza Mistrangelo, pensionata, è arrivata presto per conquistare una panchina in piazza San Carlo. Leonardo e Rachele hanno celebrato i 62 anni di matrimonio con nipoti e genero, tutti vigili del fuoco. Una festa. Soprattutto per i bambini, sognanti, attratti dal fascino di quegli uomini capaci di vincere sul fuoco. Il coraggio di chi mette in gioco la propria vita per salvare quella degli altri.
Massimiliano, 8 anni, ha sfilato accanto al suo papà, Davide Meaglia, vigile del fuoco del comando di corso Regina. Il suo volto è il ritratto dell’orgoglio. Aldo Zaccaria, pompiere in pensione di Trieste, ha portato con sé un elmetto americano. Spiega: «Me l’ha regalato un ufficiale dei vigili del fuoco di New York». Da non dimenticare le donne. Fanno parte del corpo dal 1997. Paola Convertino è una volontaria per amore della musica. È vicedirettore dell’Orchestra «Antica Musica del Corpo Pompieri di Torino 1882». Studia al Conservatorio. «Spesso, quando proviamo - racconta - mi tocca spegnere il fervore dei colleghi».
Alla sfilata hanno partecipato tutti i gruppi specializzati. Compresi i «draghi volanti» del nucleo elicotteri. Come Alessandro Maglione, tecnico di volo. Si occupa del verricello durante i soccorsi estremi. Idealmente, tra le sue mani, scorre ogni giorno la promessa fatta dal comandante provinciale di Torino, Silvio Saffioti, al pubblico di piazza Castello. «I pompieri d’Italia ci sono sempre: tra le gente e per la gente. Potrete sempre contare su di noi».
Torino, 18 raduno nazionale dell'associazione dei Vigili del Fuoco del Corpo nazionale
02/09/2011
A Torino, dall' 8 all' 11 settembre 2011, si terrà il 18° raduno nazionale dell'associazione dei Vigili del Fuoco del Corpo nazionale.
L'evento di quest'anno assume rilievo considerevole alla luce delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
L'evento si svolgerà in luoghi simbolo del capoluogo piemontese quali Piazza Castello e la Reggia di Venaria Reale.
Nell'ambito delle manifestazioni previste dal programma, particolare rilievo assume la performance dell'orchestra a fiati "Antica Musica del Corpo Pompieri di Torino 1882", fiore all'occhiello non solo per i Vigili del Fuoco ma per tutto il panorama culturale italiano.
Fassino: "Voglio un'università americana a Torino"
03/09/2011
Piero Fassino, sindaco di Torino
Il sindaco: «Puntiamo su ricerca, sapere e innovazione»
ANDREA ROSSI TORINO
«Ora si tratta di fare il salto». Il salto, per dirla con le parole di Piero Fassino, è trasformare una città che si è scoperta meta gradita agli studenti universitari d’Italia e non solo in un campus. Questione di vocazione. «Ricerca, sapere, innovazione devono diventare un tratto dell’identità di Torino». La base da cui partire, sostiene il sindaco, c’è: è il boom di iscrizioni negli atenei.
Che immagine restituisce? «Racconta una città che, nei fatti, ha una vocazione consolidata nell’alta formazione. I dati sulle iscrizioni ai test d’ingresso all’Università sono confortanti. Quelli delle immatricolazioni al Politecnico sono di straordinario valore: più 20 per cento di stranieri; oltre un giovane su tre proveniente da un’altra regione italiana. È la conferma di quanto il Politecnico sia un’eccellenza, fatto confermato da due eventi recenti: nella ripartizione dei fondi ministeriali è l’ateneo che ha ricevuto il contributo premiale più alto; il rettore Profumo è stato nominato alla guida del Cnr».
Come tradurli in valore aggiunto per la città? «Lo sono già. Il Politecnico, proprio perché considerato ai vertici, funge da calamita per attrarre imprese, che sempre più guardano a Torino come sede per insediare le proprie attività di ricerca e innovazione, e spesso cercano di farlo nei dintorni e all’interno dell’ateneo. L’ultimo caso è di ieri».
Vale a dire? «Dopo l’incontro in Comune, l’amministratore delegato di Nuance (la multinazionale che ha appena acquistato Loquendo, ndr) è stato al Politecnico per capire quali rapporti di cooperazione stabilire. La stessa Telecom, i cui vertici erano ieri a Torino, intende intensificare le proprie attività di ricerca. E altre imprese hanno manifestato analoghe intenzioni. Stiamo lavorando per trovare loro gli spazi adatti. Insomma, c’è un capitale di ricerca, innovazione, tecnologia, che non si ferma al Politecnico. Anche l’Università degli Studi è un ateneo di eccellenza. E poi c’è la scuola di applicazione d’arma, il polo dell’Onu, l’Istituto europeo di formazione, l’Isi, il Csi».
Spesso procedono ciascuno per la propria strada. «Però restituiscono la dimensione di una città del sapere e ci mettono nelle condizioni di investire per fare di Torino una metropoli universitaria, che non significa solo avere tanti studenti, ma organizzare la città intorno ai poli del sapere, ai loro ritmi ed esigenze. Siamo nelle condizioni di compiere il salto».
Con quali azioni? «Innanzitutto completando la riorganizzazione dei poli universitari già in corso: Italgas, Manifattura Tabacchi, Aldo Moro, Città della Salute, Grugliasco, Cittadella politecnica. A quel punto la città sarà un grande campus».
Poi? «Lavorare per attrarre università straniere, così da incrementare qualità e respiro internazionale. Sono in corso contatti con alcuni atenei americani».
Serviranno residenze e posti letto che oggi mancano. «Li costruiremo: nuovi complessi e social housing per studenti, contando che in questa città ci sono 140 mila persone che vivono sole e magari hanno lo spazio -e forse anche la necessità - di avere uno studente in casa. Per questo, con i due atenei, metteremo in piedi un’agenzia di mediazione che aiuti chi ha un appartamento o una stanza da affittare a entrare in contatto con i giovani».
Prima parlava di ritmi ed esigenze di una città universitaria. Può fare un esempio? «I trasporti. Con Gtt abbiamo deciso dalle prossime settimane di estendere oltre la mezzanotte l’orario di funzionamento della metropolitana da martedì a domenica. E riorganizzeremo le linee di superficie».
Uno dei limiti del sistema Torino negli anni scorsi è stato il rapporto competitivo tra Università e Politecnico. «Lo si dovrà superare. Per fare una metropoli universitaria occorre dotarsi di strumenti: presto firmeremo Accordi di programma con gli atenei per definire tutto ciò di cui c’è bisogno. E attiveremo un tavolo del sapere e della conoscenza che si riunirà periodicamente e a cui parteciperanno tutti i responsabili degli enti. Sarà decisivo per attrarre investimenti nel campo della ricerca e della cooperazione, e compiere le scelte di fondo».
Un esempio? «Città della Salute: se sarà concepita come la riorganizzazione del sistema ospedaliero torinese non avrà valore aggiunto; ma se diventerà un punto d’eccellenza saprà essere attrattiva per i grandi centri di ricerca farmaceutica e nelle biotecnologie».
Il giallo è finito. L'Autoritratto andrà alla Reggia
02/09/2011 - 150° IL compleanno dell'italia
La Direzione nazionale delle Biblioteche ha detto sì
MAURIZIO TROPEANO torino
Dopo il sì del ministro Giancarlo Galan ieri è arrivato il via libero definitivo da parte di Maurizio Fallace, direttore Nazionale per le Biblioteche. Dal 18 di novembre l’autoritratto di Leonardo Da Vinci sarà esposto alla Reggia di Venaria all’interno della mostra Leonardo. Il genio, il mito che conclude le celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. Adesso il direttore regionale dei Beni Culturali del Piemonte, Mario Turetta, e il vicepresidente vicario del Comitato Italia 150 stanno accelerando i tempi per presentare la teca che dovrà proteggere la tela. Gli organizzatori si aspettano un «notevole afflusso» di visitatori - l’Autoritratto sarà esposto per la prima volta e per un periodo limitato in una mostra e al di fuori del caveau della Biblioteca Reale di Torino - e hanno deciso di aprire da subito le prenotazioni on line.
ministro Giancarlo Galan La decisione del ministro dei Beni Culturali mette fine alle polemiche legate ai timori che lo spostamento dalla sua sede storica, il caveau della Biblioteca reale, avrebbe potuto arrecare danni all’opera a sanguigna. E non è un caso che l’assessore regionale alla Cultura, Michele Coppola, e il sindaco di Torino, Piero Fassino, si uniscano nei ringraziamenti a Galan. «Rispetteremmo tutte le prescrizioni dell’Istituto Centrale di Patologia del Libro», spiega l’assessore.
Entusiasta la reazione del ministro: È «un primo importante passo verso la realizzazione di un sogno - ha detto Galan - Sin dal mio insediamento ho cercato di trasmettere un concetto fondamentale per la mia attività istituzionale: i beni culturali sono un patrimonio prezioso, da valorizzare, da esporre, da far circolare in modo che tutti possano conoscerlo. Il concetto della fruibilità del bene culturale è centrale per la mia politica di ministro e ne sono intimamente convinto. Ho ascoltato, ponderato, valutato minuziosamente numerosi pareri. Anche quelli, autorevolissimi, contrari. La decisione del competente direttore generale del mio ministero è del resto ineccepibile dal punto di vista giuridico e tecnico. L’opera di Leonardo ha un’enorme valore storico oltre che un immenso valore simbolico: necessita della massima attenzione ed è proprio quella che gli stiamo garantendo rendendola visibile a tutti».
Coppola, invitando il ministro all’inaugurazione, aggiunge: «Il via libera ufficiale è un riconoscimento - per il Piemonte e per Torino - della nostra capacità di valorizzare e promuovere la cultura italiana durante i 150 anni dell’Unità». Per Fassino «con la grande mostra su Leonardo e l’esposizione sulla Moda nella storia italiana che si aprirà tra pochi giorni, Torino continuerà a dare alle celebrazioni per il 150° la più grande dignità, offrendo eventi culturali straordinari».
Fadyla è etiope ed è l'unica donna ad abitare nella caserma abbandonata di via Bologna a Torino con un centinaio di rifugiati politici sudanesi
Gli occhi di Fadyla si illuminano quando accettiamo il suo caffè. “Ho solo questo”, avverte prendendo in mano la confezione di solubile. Tra le quattro pareti di cartongesso che è la sua stanza è riuscita a incastrare un fornello da campo. Ai muri sono appese stoffe colorate per coprire gli spifferi e l’intonaco scrostato. “Qui sto bene” dice sorridendo. A soli 20 anni è andata via dall’Etiopia per arrivare a Torino e ottenere lo status di rifugiata politica. Oggi ne ha 24 ed è l’unica donna ad abitare in questa ex-caserma dei vigili del fuoco che tutti in zona conoscono come la caserma di via Bologna. “Stiamo parlando di un non-luogo”, spiega Clara Voglino, ex volontaria di Emergency e oggi tra i cittadini volontari del quartiere Barriera di Milano che aiuta i quasi 100 immigrati sudanesi arrivati qui quattro anni fa e che hanno eletto questa struttura abbandonata a loro dimora. Un “non luogo” da cui non vogliono spostarsi.
Occupato con un blitz dal centro sociale torinese Gabrio, l’edificio non è mai stato ristrutturato. Giuridicamente non è eleggibile a residenza, casca a pezzi e ha bisogno di lavori per essere messo in regola, eppure il Comune di Torino – che ha la proprietà dell’immobile – continua a pagare acqua e gas perché qui ci abita un’intera comunità.
Fadyla lavora come badante in nero per tutta la settimana, solo mezza giornata. Per arrivare nel suo piccolo spazio privato – appena tre metri quadrati – bisogna passare dall’entrata principale al piano superiore che ospita almeno sei stanze riadattate a dormitorio. Solo tre bagni e una doccia per quasi cento persone. Ci si aspetterebbe un’atmosfera decadente, sporcizia e caos. Invece, i letti sono tutti disposti in file ordinate, per terra non c’è un granello di polvere e non si sentono cattivi odori. Tutto è molto silenzioso. “Quando entro qui dentro avverto un senso di dignità” spiega Clara facendo strada attraverso il dedalo di porte fuori asse e pareti scrostate. “Chi abita qui intorno sa che questa comunità sudanese non ha mai dato problemi nonostante le difficili condizioni in cui si trovi”. Nonostante debbano dormire anche in venti per ogni stanza, nonostante non ci sia acqua calda e l’inverno sia rigido, gli inquilini di via Bologna sono un esempio di civiltà per il quartiere. Al punto che, quando un anno e mezzo fa gli aiuti garantiti dal Comune e dal Banco Alimentare sono finiti, i vicini si sono organizzati e hanno continuato a fornire cibo, sostegno, ma soprattutto amicizia.
Clara Voglino è una ex volontaria di Emergency. Oggi aiuta i rifugiati politici da privata cittadina
Come Fadyla, tutti gli abitanti della ex caserma sono rifugiati politici. La maggior parte proviene dal Sudan, stato africano martoriato da una guerra civile che lo scorso 9 luglio ha portato all’indipendenza della parte meridionale del paese, cristiana e animista, dalla parte nord, a prevalenza musulmana. “Se questa caserma non viene riabilitata a domicilio – continua Clara – queste persone non potranno ottenere la residenza torinese”. Senza il riconoscimento in Comune, i rifugiati non possono essere inseriti nei programmi di integrazione sociale e lavorativa elaborati da organizzazioni come Terra del Fuoco. Alcuni tentativi negli anni passati erano stati fatti – un progetto prevedeva la ristrutturazione dello stabile cui avrebbero partecipato gli inquilini a patto però che una parte dei rifugiati lasciasse l’edificio per essere ospitato in strutture temporanee – ma la comunità sudanese si è sempre opposta pur di non essere sradicata. Ecco perché gli abitanti del quartiere hanno deciso di rimboccarsi le maniche e provare una strada diversa verso l’integrazione.
L’alternativa al volontariato di professione
Alamin è un ragazzo sudanese di 28 anni, il volto tondo e un sorriso spiazzante. Allena la squadra di calcio del suo paese che partecipa al Balon Mundial, torneo per stranieri che ogni anno si disputa a Torino. Il giorno della partita lo seguiamo in campo mentre incita i suoi che sono sotto di 3 gol contro il Camerun. E quando gli facciamo notare che attorno ai campi da calcio ci sono intere comunità africane a fare il tifo, ma pochi autoctoni, scoppia a ridere. “E perché – risponde – noi non siamo forse torinesi?”. Il torneo è solo uno degli escamotage per promuovere l’integrazione. Gli abitanti del quartiere Barriera di Milano, però, hanno in mente un progetto più ambizioso. Il 21 giugno, al piano terra di una delle case popolari di via Ponchielli, a pochi metri dalla ex caserma, dispongono una cinquantina di sedie in circolo e invitano tutti i residenti della zona perché conoscano meglio i rifugiati di via Bologna. Tra gli invitati c’è anche Alamin che ritiene l’iniziativa “utile perché aiuta a farci sentire a casa”.
Alamin, 28 anni, rifugiato politico sudanese durante l'incontro per l'integrazione promosso dagli abitanti del quartiere Barriera di Milano (To)
“In città è pieno di progetti sui rifugiati e per i rifugiati – esordisce Clara che è tra le promotrici dell’incontro – ma mai con i rifugiati”. Sostenere l’integrazione senza intermediari è un processo su cui alcuni nutrono perplessità. Secondo Matteo Saccani, direttore di Terra del Fuoco, “ è vero che nel tessuto sociale torinese è presente una diffusa solidarietà, ma per promuovere l’inclusione sociale servono figure e mezzi professionali”. “Molte persone fanno quello che possono, nel caso di via Bologna c’è chi insegna l’italiano e chi porta loro la spesa”, spiega Matteo. Come Giorgio De Giorgi, 72 anni ex informatico che per alcuni mesi, tramite l’Associazione Soomaaliya (onlus che opera sul territorio) e grazie ai fondi del Banco Alimentare torinese, è andato a recuperare frutta e verdura fresche ai mercati generali da portare alle comunità africane della città. “Per creare accoglienza e avviare un programma di inserimento nel mondo del lavoro servono fondi e strutture che lo facciano professionalmente – continua Saccani – il volontariato puro può aiutare, ma il rischio è che crei una sorta di dipendenza nei rifugiati anziché renderli autonomi”. Eppure il progetto di integrazione avviato da Terra del Fuoco con gli abitanti di via Bologna è naufragato dopo pochi mesi. “Siamo riusciti a ad avviare programmi di inserimento sociale con famiglie rom, rifugiati afghani e curdi ma in questo caso, almeno per ora, la comunità sudanese preferisce restare dov’è”. Secondo Clara Voglino non è stato instaurato il rapporto di fiducia necessario a iniziare un percorso di amicizia, rapporto che i cittadini vogliono creare attraverso programmi elaborati direttamente dal quartiere. Una gara di solidarietà che per ora sta dando buoni frutti.
FILIPPO MARCELLO VIGNOLA: UN VIAGGIO NEL TEMPO - Il Borgo Medioevale al Valentino
A TORINO: UN VIAGGIO NEL TEMPO Il Borgo Medioevale al Valentino
Chiunque desideri fare un balzo indietro nel tempo, fino ai secoli remoti del tardo Medioevo, diciamo XIV e XV, non ha necessità di ricorrere a marchingegni come la macchina del tempo, sul tipo di quelle che cinema e letteratura hanno più volte escogitato a questo scopo e di cui abbiamo sorriso per la loro inconsistenza scientifica.
È sufficiente venire a Torino e recarsi al Valentino per una visita al Borgo Medioevale, nella parte meridionale del parco, proprio in riva al Po. Si tratta di un falso archeologico, poichè come vedremo, la sua costruzione risale a poco più di un secolo; tuttavia il visitatore che ne fosse all'oscuro, varcando le sue mura ha netta la sensazione di essere tornato indietro nel tempo di parecchi secoli.
Ma vediamo subito come e perchè sia sorto questo monumento alla vita del Medioevo, che seppure non autentico costituisce da più di cento anni una delle più interessanti attrazioni turistico-culturali di questa nostra città.
È necessario risalire al 1884, anno in cui ebbe luogo proprio sull'area del Valentino una grande esposizione universale, la prima dopo la costituzione dell'Italia in Stato unitario, esposizione intesa a celebrare i fasti della scienza e della tecnica che sembravamo allora dischiudere all'umanità un' era di prosperità quasi senza limiti, nonchè i progressi in ogni campo dell'umana attività della neonata Italia unita. Ma non per questo si dimenticò il passato e si volle pertanto presentare al visitatore, quasi frastornato da tanta modernità, un documento dell'arte, dell'ambiente e della vita piemontese e valdostana (allora Piemonte e Valle d'Aosta costituivano una sola regione) del 1300 - 1400. E lo si volle durevole nel tempo, onde anche i posteri potessero apprezzarlo. Da questi intenti nasceva il Borgo, eretto in solida muratura, tanto che noi oggi, dopo più di un secolo, ne godiamo ancora l'atmosfera intima e discreta che ci riporta a quei tempi andati.
Fu ideato da un gruppo di artisti piemontesi, alla testa dei quali erano l'arch. Alfredo d'Andrade, portoghese ma vivente e operante a Torino, il pittore Federico Pastoris, lo scrittore Giuseppe Giacosa, che con altri collaboratori, ricercarono, rilevarono e ricostruirono al Valentino alcune tra le meglio conservate e tuttora esistenti case medioevale di Avigliana e Bussoleno (Valle di Susa), di Oglianico e di Ozegna (Canavese), di Pinerolo, di Chieri, di Alba, di Mondovì e di altre località del Piemonte, nonchè la Rocca, che riproduce a sua volta parte dei castelli valdostani di Fenis, Issogue, Verrer.
Avvicinandoci al Borgo attraverso il parco del Valentino, ne vediamo le mura di cinta merlate. Una torre sovrasta il ponte levatoio che scavalca il fossato, che ripieno d'acqua in caso di ostilità, contrastava al nemico l'avvicinamento alle mura. Entriamo dunque per il ponte levatorio munito di argani e catene per la chiusura dello stesso. Subito a lato dell'ingresso una robusta catena ancorata al muro e munita di collare pure in ferro e a misura d'uomo, ci ricorda gli sbrigativi metodi di attuazione della giustuzia di quei tempi piuttosto duri; perchè quella è la gogna, per la quale il condannato macchiatosi di reati non troppo gravi, veniva abbandonato alla decisione, agli insulti, allo scherno dei passanti. Figuriamoci per i reati maggiori!!
Ma guardiamoci attomo. Siamo in una piazzetta. Sotto il portico della prima casa a sinistra un iscrizione: "Ufficio di misericordia. Quì alogiano pelegrini e viandanti con provigione di letto, lume e foco."
Può sorprendere come la solidarietà non fosse sconosciuta a quei tempi che ho appena definito duri!
Poi troviamo le case di Bussoleno e di Alba. Al piano terreno di quelle di Bussoleno vi è la "Fabrica de la charta", mentre nella casa di Alba ci sono l'officina tipografica, la fonderia e la xilografia con mobili, macchine e attrezzi di lavoro riproducenti quelli dell'epoca. Dall'altro lato della strada, sempre sotto i portici, si trova la "Bottega del ferro battuto di Mastro Corradin da Padova", le botteghe del legno e della ceramica, una di armi antiche, ma costruite ai nostri giorni.
Ci siamo ormai introdotti nella strada selciata dalla quale si osservano le ricche decorazioni in cotto (laterizio) delle finestre gotiche della case prospicienti la strada, dotate di porticati ad arco ogivale (caratteristica dell'architettura gotica), oppure architravati, con soffitti a cassettoni lignei, dipinti con ornati di gusto medievale. Alle mura dei piani terreni si notano dei portatorce o lanterne in ferro battuto per l'illuminazione stradale serale, se non notturna, perchè dopo una certa ora il "coprifuoco" condannava le vie del borgo all'oscurità più completa e la gente si tappava in casa anche per motivi di sicurezza. Si perviene quindi alla piazzetta della chiesa, in stile gotico con facciata anch'essa arricchita da bella decorazione laterizia, sulla quale campeggia un dipinto di S. Cristoforo e di altri santi. Alquanto a lato dell'ingresso, appesi al muro, alcuni ex voto, stampelle e grucce a testimonianza di grazie ricevute. All'interno, grande crocifisso ligneo, mura scarne, e, provenienti da invisibili casse acustiche, musiche e canti religiosi evocanti atmosfere di ascesi, di rinuncia al mondo di "echiana" memoria.
Oltre la chiesa, ancora un tratto di via tra altre case con, sul lato destro l'ufficio dei sorveglianti e degli accompagnatori per la visita a pagamento della Rocca, nonchè negozi di souvenirs. Poi la piazza grande, antistante al piccolo colle su cui s'innalza la Rocca. Al centro della piazza una fontana, copia di quella sita nel cortile del valdostano castello di Issogne, costituita da ma vasca poligonale in pietra con al centro un albero di melograno in bronzo con frutti dorati, daí cui rami sgorgano alcuni zampilli d'acqua. Ad est della piazza grande un ristorante con ampia veduta sul Po, dove "Se paga poco e se magna ben", almeno cosi avverta l'insegna bem visibile.
Dal piazzale una strada sale ripidina all'ingresso della Rocca o castello, non prima di aver costeggiato una tettoia sotto la quale trovano riparo alcune macchine da guerra dell'epoca, anch'esse ricostruite. Non ancora artiglierie, ma catapulte, baliste, ecc., arnesi atti a scagliare grosse pietre o palle incendiarie a base di pece, oppure grosse lance sugli spalti dei castelli assediati, daí quali venivano rovesciati sulle teste degli assalitori altrettante pietre, olio od acqua bollenti e simili amenità che dovevano tuttavia riuscire micidiali per coloro che ne venivano investiti.
Ed eccoci finalmente all'ingresso del castello che, come già detto, sorge sulla sommita d'un altura, proprio come le dimore-fortezze dei signori locali sorgevano in posizioni eminenti sul borgo loro soggetto ed alle quali i sudditi facevano riferimento per la loro difesa.
Il castello ricorda all'esterno quelli turriti della Valle d'Aosta. La porta d'ingresso riproduce quella del castello di Verres; il cortile quello del castello di Fenis. Al piano terreno si trovano l'ampia cucina e la sala da pranzo nonchè il più rustico stanzone dei soldati con relative armi: spade e pugnali dei tipi più svariati, impressionanti spadoni a due mani, lance, alabarde, archi e balestre ed elmi e corazze e quant'altro, insomma tutto l'arsenale di quei tempi. E nei sotterramei le prigioni, le terribili prigioni d'allora. Completamente spoglie, fredde, oscure.
Dal cortile un ampio scalone esterno in pietra porta al piano superiore. Dopo la camera del guardiano del maniero e l'antisala vi sono la sala baronale col trono, dal castello di La Manta, la camera nuziale e l'oratorio della castellana, la cappella del castello con affreschi alle pareti copiati dalla sacrestia di S. Antonio di Ranverso, e, alla volta, dalla cappella del castello di Issogne.
Anche nel castello, negli ambienti in particolare, musiche intonate all'epoca, non solo, ma voci e perfino odori. Si richiama cosi, in modo quanto mai concreto, reale, l'atmosfera, l'ambiente di quei tempi remoti. Sembra quasi di vedere aggirarsi tra quelle mura i personaggi che colà vivevano la loro vita quotidiana.
Quando poi, al termine del percorso obbligato per i visitatori si torna all'aperto, pare quasi di uscire da un sogno e non si capisce bene se con sollievo o con rimpianto.
FILIPPO MARCELLO VIGNOLA
Torino aperta per ferie
15/08/2011
Caffè e negozi affollati, turisti nei musei o a passeggio in centro raccontano il cambiamento di quelli che fino a pochi anni fa erano solo i giorni del silenzio e delle serrande abbassate
NICCOLò ZANCAN torino
E così, nel bene e nel male, è cambiato davvero tutto. Puoi trovare un tecnico che ti ripari la televisione nel giro di una mattina. Due dentisti disposti a riceverti il 16 agosto nel giro di dieci telefonate. E poi girare a piedi cinque librerie del centro in cerca di un giallo a quanto pare introvabile («Un affare di famiglia» di Pete Dexter). E intanto stai fuori, passi il tempo, vivi. Puoi incontrare un amico incredulo quanto te di rivederti lì. Incrociare lo sguardo di una bella donna e provare a immaginarti la sua vita: come mai è rimasta in città? Puoi stare in coda cinque minuti per un gelato. Oppure semplicemente sederti a constatare magari sulla pietra calda di una panchina di piazza Vittorio - quanto Torino sia stata brava ad inventarsi un'altra vita (nel dehors qui a fianco, 9 tavolini occupati su 18, alle 5 di pomeriggio).
Qui c'era il deserto. Eravamo i forzati di Ferragosto. Un po' reietti, un po' dannati. Ora ci rivediamo senza piangerci addosso, dentro una città viva, aperta, emancipata. Anche se tutta questa gente e certi stormi di biciclette, con molti bambini in coda, significano tante cose. E una di queste, senza dubbio, è che non ci sono i soldi per andare in vacanza. Non adesso, almeno. Quando costa di più. è il segno più evidente della crisi.
Ma sta anche nascendo un nuovo partito di orgogliosi resistenti. Gente che sa trovare il bello in quello che fino a qualche anno fa era considerata una iattura senza rimedio. Restare ti fa vedere la tua città sotto una nuova prospettiva. Si può godere di piccole sfumature. Per esempio: non maledirsi guidando e non perché non ci sia traffico, anzi, ma perché ci si è finalmente arresi. Basta nevrosi. Basta guerra. Siamo qui, fratelli torinesi.
Di sera si può bere una birra ghiacciata nei locali di San Salvario o al Valentino, fra il fiume e i prati, ed è qualcosa che può assomigliare davvero a una vacanza. Si può girare a piedi per scoprire finalmente la stessa strada di sempre. E persino lavorare non è poi così male, con il capo in vacanza e un clima più rilassato.
Tutta Torino è cambiata. Non solo quella dei negozi, delle mostre, dei turisti con le cartine in mano, della coppie di innamorati in cerca di buon cibo. Ieri sera sotto la tettoia dell'Orologio a Porta Palazzo c'era un mercato affollato. Menta, pane arabo, pile, croissant, aranciate di marca «Havana» clamorosamente arancioni. Via Ormea resta sempre una strada particolare. Oggi però parla una nuova lingua meticcia. Sabato 13 agosto alle 23, una brunetta albanese davvero carina, invitava i passanti a casa sua usando il verbo ciulare: «Andiamo dai, quando ti capita una bella come me...». Più avanti, verso corso Marconi, una donna serba sorrideva con malinconia e dolcezza a tutti i passanti, nulla facendo per dissimulare i suoi 50 anni. E poi oltre, all'angolo con via Berthollet, una lite a urlacci fra una ragazzona nigeriana e una concorrente marocchina di identica stazza: «Questo e il mio angolo!». Spacciatori ovunque. Neri, alti e persino più sfacciati. Anche la disperazione non va in vacanza.
Torino non si svuota. Si scopre diversa senza tradire se stessa. Ancora compra angurie brindisine a Porta Palazzo (0,50 al chilo). Ancora fa la conserva con i pelati pugliesi, mentre nei supermercati hanno esposto pile di barattoli vuoti. In giro c'è una strana aria sospesa.
Resta sempre in agguato la sindrome Azzurro («Cerco l'estate tutto l'anno...»). Una specie di malinconia da tagliati fuori. Quel silenzio irreale che alla sera ti permette di ascoltare nitidamente i discorsi degli altri, dalle finestre aperte dei palazzi di fronte. E poi la smania da ultimo treno. Sabato sera alle sei si vedeva che la commessa bionda della Fnac contava i minuti alla partenza, mentre stampava i biglietti per la partita del Torino (a proposito: quasi 11 mila spettatori...). La commessa bionda friggeva prossima alla libertà, mentre la sua collega bruna era rassegnata a tutti i capricci dei clienti. Perché sapeva di dover essere ancora qui al lavoro, per noi naufragati su questa spiaggia senza mare.
Solo la Crocetta, con le sue case di lusso, è deserta da fare paura. Identica a se stessa. E anche da questo particolare si capisce che aria tira. Negli altri quartieri ci si fa compagnia aspettando estati migliori.
Immagini sull'orlo del ferragosto 2011: il cerone crepato sulla faccia del mimo vestito da sposa, immobile sotto i portici di via Roma. La ragazza sulla sedia a rotelle portata in giro dai suoi amici. Un bacio in bocca multietnico in centro a piazza San Carlo. E grazie ai musicisti, agli artisti di strada, a tutti i camerieri e alle commesse che hanno dovuto lavorare per farci sentire meno soli...
Un gruppo di giovani con Ernesto Olivero, fondatore del Sermig
All’Arsenale della Pace durante le vacanze centinaia di giovani arrivano da tutta Italia e anche dall’estero per mettersi a disposizione del Sermig, per pregare e cercare di comprendere come vive chi è senza risorse
giulia pescara torino
Thais ha gli occhi che brillano quando parla di questi mesi all’Arsenale della Pace. Ha vent’anni e viene dal Brasile: «La mia famiglia la porto sempre nel cuore, ma il Sermig è casa mia», dice. Come lei, centinaia di ragazzi italiani e stranieri stanno trascorrendo una parte dell’estate come volontari del Servizio Missionario Giovani.
Colpiscono i loro visi, che si illuminano quando raccontano le storie che li hanno portati al Sermig. Marta, 19 anni, è qui per la tredicesima volta. «Nell’estate 2009 ho accompagnato mia mamma: devo ammetterlo, all’inizio ero scettica. Ma sono stata colpita profondamente e ho iniziato a venirci sempre più assiduamente. Ora mi sono trasferita a Torino per l’università. L’Arsenale ormai è casa mia».
Sorride sotto le sue lentiggini Mattia Cignolo, ventinovenne, il veterano del gruppo. La sua presenza al Sermig è dovuta al caso, aveva sentito parlare dell’Arsenale e ha deciso di venire a curiosare, anni fa. Ed è rimasto. Non ci sono solo universitari però, i volontari sono ragazzi di tutte le età. Come Elisabetta, piccola e molto determinata, nonostante i suoi quindici anni. «Vengo qui tutte le settimane da oltre un anno. È un’esperienza fantastica: ho iniziato con la parrocchia e mi sono trovata bene. Prepariamo i pacchi di indumenti da spedire, predisponiamo le sale per gli incontri. E’ bello».
C’è anche chi ha fatto molta strada per arrivare in piazza Borgo Dora, come il bergamasco Mattia, quindici anni: «Avevo già partecipato ad attività di volontariato, in paese. Poi mi hanno parlato dell’Arsenale e ho provato. Ormai appena sono libero dalla scuola parto e vengo qui».
I ragazzi sono entusiasti del loro lavoro e dei grandi progetti dell’Arsenale. Francesco Rossiello, ventidue anni, è approdato al Sermig nell’estate 2007. «Ho partecipato al primo campo e mi è piaciuto tanto. Dalle Marche mi sono trasferito qui: ho fatto tante amicizie e sono rimasto affascinato dai progetti di sviluppo e assistenza. Il più importante è Re.Te., Restituzione Tecnologica. Io studio ingegneria, il mio sogno è arrivare a portare lo sviluppo dove non c’è». Colpisce la sua determinazione, mentre racconta del nuovo Arsenale in Giordania: «Lì abbiamo un centro per disabili, che in paesi come quello sono emarginati dalla società, come le donne. Ernesto Olivero ha mandato molte donne come volontarie per aiutare quelle persone, è stato un segnale forte».
Entrare all’Arsenale dà l’impressione di essere in un enorme alveare sempre attivo. Un gruppo di ragazzi è al lavoro intorno a un’immensa fila di scatoloni. Devono suddividere l’abbigliamento che poi verrà distribuito ai poveri di Torino e nei Paesi in via di sviluppo. Ma non c’è solo il lavoro, sono importanti anche i momenti di studio e riflessione.
Uno dei più caratteristici è il «Pranzo dei Popoli». I ragazzi estraggono a sorte il Paese che devono rappresentare a tavola. Menù del giorno: riso. Il banchetto è realistico: c’è chi si ritrova con il piatto colmo - l’opulenza occidentale - e chi con una ciotola semivuota. Alcuni devono cercare il pranzo in un cumulo che simula i rifiuti. Durante il pasto nasce il dibattito.
"UNO SHOW OGNI WEEKEND": LA CULTURA DIVENTA NON STOP
5/08/2011
Dal concerto di Ferragosto alle iniziative di Natale, cinque mesi a tutto gas. L’assessore: «Dobbiamo tenere alti gli standard. Le risorse? Le troveremo»
letizia tortello torino
La cultura a Torino? Assomiglia a un gigantesco palinsesto televisivo: programmazione non stop, cercando di non creare sovrapposizioni. «Il nostro obiettivo è avere un grande evento ogni weekend. Senza sosta, fino alla metà di gennaio». Che l’assessore alla Cultura del Comune, Maurizio Braccialarghe, sia un uomo Rai, lo dimostra senza dubbio la pianificazione al millimetro con cui intende riempire piazze e teatri torinesi nei prossimi mesi. Una sorta di prova generale di un modello che, promette, diventerà una ricetta permanente per il futuro.
Soldi permettendo, ovvio. Ma su questo punto dolente rassicura: «Le risorse, come si sa, sono sempre meno. Il collega del Bilancio, Passoni, non ha ancora comunicato i tagli. Ma se mi dovessi limitare a quanto c’è in cassa non programmerei nulla». E aggiunge: «Il ritmo culturale intrapreso da Torino ci impone di mantenere alti gli standard». Non c’è il rischio di scoprire tardi che manchino i soldi? «Non possiamo partire col freno a mano tirato. Occorre piuttosto un ripensamento generale, razionalizzando gli eventi. Il pubblico e il turismo ci ripagheranno della scelta».
Calendario alla mano, dunque, snocciola una sequela di appuntamenti che quasi è difficile stargli dietro. A cominciare da agosto. «Il cuore dell’estate sono le Ogr, con concerti jazz e rappresentazioni teatrali per tutto il mese. Segue Gong, la rassegna di musica orientale al Borgo Medievale e al Mao, museo che il giovedì resta aperto fino alle 21 per avvicinare il popolo della movida». Il 15 la città ospiterà eccezionalmente il concerto di Ferragosto, alla Basilica di Superga. In contemporanea c’è il jazz, «un genere musicale su cui vogliamo concentrarci. Torino è stata la prima città d’Italia che l’ha accolto. Con il Jazz Club abbiamo in piedi un cartellone estivo. Tra aprile e maggio 2012 daremo vita a un grande festival di strada, richiamando ospiti da tutto il mondo».
La musica non cambia a settembre, il mese della classica e di Mito. «Abbiamo registrato ieri il tutto esaurito. Non si trova più un biglietto. Sarà un ottimo volano per l’inaugurazione della mostra sulla moda e l’eleganza italiana alla Venaria, dal 17 del mese». Per l’occasione, sono attesi molti ospiti dalle passerelle, a cominciare dai principali stilisti italiani, da Valentino a Ferragamo, che pare abbia già confermato. Dal 18 al 23 toccherà al Prix Italia radunare il mondo della televisione e della radio; il 28 «all’Auditorium si terrà un convegno internazionale degli archivi radiotelevisivi di tutte le emittenti mondiali». A cavallo di ottobre, ci sarà Torino Spiritualità, a seguire Portici di Carta.
Ma è novembre il vero mese tematico. Nascerà infatti una variante di Mito, questa volta della contemporaneità: «Con Milano stiamo mettendo in piedi una collaborazione strutturale sul design». Riaccenderanno anche le Luci d’artista, con qualche sorpresa in via Po e via Carlo Alberto. Infine dicembre, interamente dedicato al Natale, con tanto di «Capodanno con spettacolo multimediale in piazza Castello, musica e proiezioni su Palazzo Reale». Un tutto esaurito, in spirito di razionalizzazione. In attesa di ragionare su «come ottimizzare due eccellenze importanti della città, cioè il libro e l’arte contemporanea. Non sarei contrario a creare due poli che mettano in comunicazione più stretta le varie fondazioni».
02/08/2011 - crocevia strategico per gli altri continenti
Con Turkish Airlines l'Asia sbarca a Torino
Grande festa all'aeroporto Sandro Pertini di Torino per l'arrivo del nuovo volo da Istanbul
Il primo volo da Istanbul è atterrato a Caselle alle 11,35 Tre voli ogni settimana verso est
torino
Con il nuovo volo della Turkish Airlines - il primo aereo da Istanbul è atterrato all’aeroporto di Caselle questa mattina alle 11,35 - Torino punta ad avere un collegamento non solo con la Turchia, ma anche con le principali città dell’Asia e dell’Africa servite dalla compagnia di bandiera turca. E, tra i primi 120 passeggeri sbarcati oggi, c’erano infatti cinesi e giapponesi che hanno potuto raggiungere il capoluogo piemontese via Istanbul.
La Turkish Airlines, che ha inaugurato a giugno i voli di Genova e Napoli, ha in tutto ora sette destinazioni in Italia e considera il nostro «il Paese strategico più importante in Europa dopo la Germania». Per sottolineare il rilievo dell’evento, nello scalo di Torino erano presenti il sindaco di Torino, Piero Fassino, l’amministratore delegato della Sagat, Fausto Palombelli, il segretario della Camera di Commercio, Guido Bolatto, la presidente dell’Ascom, Maria Luisa Coppa, Marcella Gaspardone di Turismo Torino, Sezgin Saglam, senior vice president della Turkish Airlinese Nihal Gevik, Console Generale della Turchia a Milano.
«Siamo in ritardo, dovevamo venire prima a Torino», ha detto Cerm Sahir Islam, direttore della Turkish Airlines di Torino che ha ricordato come la compagnia sia al centro di una rete di collegamenti interna e mondiale di vasta portata. «Dopo Genova e Venezia - ha aggiunto - Torino è commercialmente il terzo centro più importante della Turchia grazie anche al ruolo della Fiat e dell’industria dell’auto».
«Torino - ha osservato Fassino - è sempre più al centro di un sistema di relazioni internazionali e Istanbul è una città strategica. Il volo favorisce i flussi economici e turistici, ma anche la possibilità di collegamenti con tante città asiatiche». Per l’amministratore delegato della Sagat «l’investimento di Turkish Airlines arricchisce il network dell’aeroporto sia per le molteplici destinazioni raggiungibili via Istanbul sia per la qualità dei servizi offerti. I voli per ora saranno tre alla settimana ma la frequenza potrebbe diventare giornaliera o almeno su cinque giorni». Quanto ad Alitalia, che finora effettuava il volo per Istanbul, «ha puntato - ha spiegato Palombelli - a consolidare il suo mercato di riferimento raddoppiando le frequenze giornaliere su Amsterdam».
Il Pulitzer sul New York Times: "Così Marchionne salvò Chrysler"
30/07/2011
La homepage del sito web del New York Times
La pagina d'apertura del settore business del quotidiano newyorkese, ad opera di James B. Stewart, è dedicata allo storico accordo tra l'azienda americana e la Fiat
«La salvezza della Chrysler, in formato Fiat». Titola così il New York Times che oggi, nella pagina d’apertura dela sezione ’Business’ pubblica un lungo articolo del premio Pulitzer, James B. Stewart, dedicato proprio alle tappe che hanno portato alla straordinario accordo tra il colosso dell’auto "Made in Usa" e la Fiat di Sergio Marchionne.
Stewart ricorda come, grazie alle importanti innovazioni apportate dall’Ad di Fiat, il terzo produttore di auto d’America è riuscita a risalire la china, dall’orlo della chiusura nel 2008, ai continui successi registrati degli ultimi 15 mesi. «Poco più di due anni fa - scrive Stewart - la task force della Casa Bianca sull’industria automobilistica concluse che la Chrysler non poteva più reggere solo sulle gambe proprie». La terza casa americana produttrice di auto «era troppo dipendente dai veicoli ad altissimo consumo di benzina come i Suv, penalizzati dalla recessione, troppo piccola per competere sul mercato mondiale e troppo indebitata per poter investire su nuove tecnologie». In più, la qualità dei suoi mezzi era «bassissima, abissale». Tra il 2006 e il 2008 la Chrysler perse 30 miliardi di dollari. Il 44esimo presidente della compagnia, David Kelleher, pensò seriamente che «la sua azienda e la sua leadership fossero vicino alla fine, alla chiusura».
Anche la collaborazione con la Mercedes aveva dato pessimi frutti: «Siamo stati fortunati a sopravvivere a quei barracuda, interessati solo a spremerci soldi», ricorda Kelleher. Poi, la salvezza, con l’arrivo di Fiat e del piano di recupero voluto dal governo Usa. L’impronta di Marchionne, scrive il Nyt, s’è fatta sentire da subito: «Ha messo fine agli sconti, i cattivi finanziamenti, abbiamo sentito il cambio immediatamente», ammette Kelleher. «Aveva una certa presenza, sembra un nonno gentile, ma ha una enorme capacità di capirti al volo».
Stewart racconta anche le polemiche se coinvolsero anche Capitol Hill, quando Marchionne decise di spendere 2 milioni di dollari per il famoso e carissimo spot con Eminem, nel bel mezzo del Superbowl, le tre ore di tv più viste in America. Lì nacque «Imported from Detroit», che è diventato qualcosa di più di uno slogan, ma una sorta di frase simbolo dell’orgoglio ritrovato di una città e della sua gente, stampata in migliaia di t-shirt. «Dopo quello spot ero frastornato. Attorno a me - ricorda Kelleher - tutti erano in silenzio, la stanza era muta. Alcuni di noi hanno cominciato a piangere, poi arrivarono gli applausi, avemmo la sensazione di una rinascita».
Piemonte informa: La Fiat deve mantenere investimenti e posti di lavoro
La Fiat deve mantenere investimenti e posti di lavoro
"L'obiettivo del governo regionale é che gli investimenti vengano fatti al più presto e ci sia la conseguente garanzia dei posti di lavoro sul nostro territorio": lo ha affermato il presidente del Piemonte, Roberto Cota, parlando il 26 luglio alla riunione del Consiglio regionale dedicata alla esaminare la situazione della presenza e degli investimenti della Fiat.
"Dopo la sentenza del 16 luglio - ha esordito Cota - non c'é stata alcuna presa di posizione dell'azienda che in qualche modo abbia messo in discussione gli investimenti previsti dal progetto Fabbrica Italia in Piemonte. Oggi sono stati resi noti i risultati positivi dei primi due trimestri, un elemento ulteriore per chiedere a Fiat di mantenere gli impegni sul nostro territorio. Torino non deve essere solo il luogo dove esiste una sede amministrativa dell'azienda, bensì il luogo di produzione delle automobili. Come governo regionale, noi stiamo portando avanti in tutti i modi, dall'inizio della legislatura, provvedimenti per garantire la vocazione produttiva del Piemonte nel reparto automotive".
Per Cota dopo la sentenza si aprono due questioni: una normativa e una legata alla garanzia sugli investimenti. Sul primo punto, ha sottolineato che "la sentenza riconosce ai sindacati dei diritti di rappresentanza ma non si occupa della parte relativa ai doveri, e cioè dell'estensione ai sindacati che non hanno sottoscritto l'accordo degli impegni a cui sono tenuti i sindacati sottoscrittori, che rappresentano la maggioranza dei lavoratori. Su questo tema sarò molto attento". Sul fronte degli investimenti il presidente ha annunciato che nei prossimi giorni avrà dei contatti con l’azienda e con tutti i protagonisti della vicenda allo scopo di "capire puntualmente i tempi e i modi dell'investimento Fiat in Piemonte".
Nella sezione sull'arredo in legno, il grande Toro di Ivan Paradisi
Al via la mostra-viaggio tra cibo, moda e arredamento del Belpaese
FRANCA CASSINE torino
Ci sono abiti dalla foggia innovativa, mobili che mescolano la sapiente tradizione artigiana con il design e cibi preparati secondo antiche ricette in «I Love IT: 100% Stile ITaliano». La mostra, che s’ inaugura oggi nella corte grande del Museo nazionale dell’Automobile di Torino, propone un viaggio nella qualità e nell’eleganza del Belpaese con il meglio della sua produzione. Una grande vetrina che presenta il lavoro di 132 imprese artigiane e piccolo industriali piemontesi, affiancato da quello di 10 aziende provenienti da Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia.
«I Love IT» si articola in oltre 900 metri quadrati e si suddivide in 3 differenti sezioni, le «Case Italia», caratterizzate dai colori della bandiera italiana e contenenti ciascuna i prodotti delle categorie «Food», «Fashion» e «Wood». Nello spazio «Verde» sono presenti gli articoli biologici, ecologici, ecosostenibili e a basso impatto ambientale, realizzati con materiali naturali, a chilometri zero e a filiera corta. In quello «Bianco», dominano gli oggetti dedicati all’abitare contemporaneo, tra innovazione e storia, tra design ed esclusività. Nel «Rosso» a farla da padrone è la tradizione con il restauro ligneo e la sartoria teatrale. Il percorso si svolge all’interno di un allestimento anch’esso realizzato e pensato per valorizzare il territorio con pareti in legno costruite dalla falegnameria Luigi Chiodo di Torino utilizzando materiali appartenenti alla filiera corta e provenienti in larga parte dalla provincia di Torino.
I prodotti presenti in ciascuna delle «Case Italia» rappresentano una mappatura del gusto e della classe del vivere italiano nato dalla creatività dei tanti artigiani che mescolano la sapienza della manualità all’inventiva. A partire proprio dal cibo che nel settore «Food» viene illustrato con il packaging alimentare e con materie prime quali pasta secca, caffè, fave di cacao sfuse, scenograficamente presentate anche attraverso modelli in resina e gesso dipinto. Passando poi per la moda, che nella sezione «Fashion» si snoda dalla sartoria alla maglieria, dalla pellicceria abbinata agli accessori in pelle alle scarpe, dalle sciarpe alle cravatte, dalle borse ai bijou. Spazio pure alla sartoria teatrale e al tessile per la casa. Infine, ecco il reparto «Wood» con arredamento e restauro ligneo contaminato dall’arte e dal design. Presenti in questa sezione oggetti in legno di varia natura e uso, oltre agli articoli per l’arredo della casa realizzati nei materiali più diversi, dalla ceramica al ferro dal vetro alla resina.
La mostra è ulteriormente arricchita da opere d’arte e raffigurazioni a tema con le tre sezioni montate su pannelli e realizzate dagli artigiani della «decorazione artistica torinese» che spaziano da temi liberty (in omaggio all’Esposizione universale di Torino 1911) a neoclassici, da composizioni a mosaico e macro particolari alle meridiane. Inoltre 8 artisti piemontesi (Daniela Baldo, Alberto Bongini, Marcello Gobbi, Mimmo Laganà, Luigi Sabatino, Gianna Tuninetti, Varré e Silvio Vigliaturo) sono stati coinvolti nel dare vita a creazioni ispirate ai colori della bandiera italiana, al mondo delle automobili e ai temi risorgimentali.
In occasione di «I Love IT», la Caffetteria del Museo propone la degustazione di una selezione di prodotti di aziende artigiane della regione con un menù a tema che comprende l’antipasto piemontese dell’azienda Agroalimentare di Cavour, la pasta artigianale tradizionale del Pastificio dell’Arco di Rivalta, i salumi del Salumificio Val Pellice di Bibiana e i formaggi tipici piemontesi artigianali della PaJe Srl di Giaveno.
L’allestimento, visitabile fino al 25 settembre utilizzando il biglietto di ingresso al museo e organizzato nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità, è stato realizzato grazie all’impegno congiunto della Cna Torino insieme con Casartigiani Torino e Confartigianato Torino, e con il determinante sostegno finanziario della Camera di commercio di Torino e con il supporto del Comitato Italia 150.
Museo dell’Automobile Corso Unità d’Italia 40 Tel: 011/677.666
Positivi i dati dell'azienda I ricavi a 58 miliardi, elevata liquidità (18 miliardi). Marchionne: a Pomigliano l'investimento va avanti
TORINO Sono stati rivisti al rialzo i target per l’anno in corso (inclusa Chrysler per 7 mesi) di Fiat Spa: ricavi consolidati oltre 58 miliardi di euro, risultato della gestione ordinaria circa 2,1 miliardi di euro, utile netto circa 1,7 miliardi di euro e indebitamento netto industriale nell’intorno di 5,0-5,5 miliardi di euro circa. È attesa inoltre una liquidità elevata (circa 18 miliardi di euro).
Il rialzo dei target è dovuto al consolidamento di Chrysler e al miglioramento dei risultati delle altre attività Fiat.
L’utile della gestione ordinaria di Fiat Spa è cresciuto, nel secondo trimestre, a 525 milioni di euro. Escludendo Chrysler, è stato di 375 milioni di euro, con un margine salito al 3,8% (3,3% nel secondo trimestre 2010). L’aumento di 68 milioni di euro rispetto all’anno precedente «è stato determinato principalmente - sottolinea Fiat - dall’ottima performance dei Componenti».
Fiat Spa ha chiuso il secondo trimestre 2011 con un utile netto pari a 1.237 milioni di euro, influenzato da proventi netti atipici di 1.058 milioni di euro, determinati dalla valutazione della quota detenuta in Chrysler in conseguenza del consolidamento, al netto di altri oneri atipici. Senza considerare tali componenti atipiche e il relativo effetto fiscale, l’utile netto sarebbe pari a 156 milioni di euro. Escludendo Chrysler, l’utile netto depurato delle componenti atipiche, sarebbe pari a 76 milioni di euro (in miglioramento di 68 milioni di euro rispetto al secondo trimestre 2010).
Chrysler archivia il secondo trimestre con un utile operativo di 507 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 183 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono saliti del 30% a 13,7 miliardi di dollari. Lo comunica la casa automobilistica. Chrysler ha registrato una perdita di 370 milioni di dollari nel secondo trimestre a causa del rimborso, con sei anni di anticipo, dei prestiti al governo americano e canadese. Escluso il rimborso, il trimestre si è chiuso con un utile netto di 181 milioni di dollari a fronte di perdite per 172 milioni di dollari nello stesso periodo dell’anno scorso.
«L’investimento di Pomigliano andrà avanti comunque». Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, durante la conference call sui risultati di Fiat Spa nel secondo trimestre. E ha aggiunto: «Se il sistema Italia non ci aiuta trarremo le conseguenze».
Fiat sale in Chrysler: è al 53,5 % rilevate quote di Canada e Tesoro Usa
21/07/2011 - MOTORI- L'ANNUNCIO DEL GRUPPO TORINESE
In base agli accordi, il Dipartimento del Tesoro Usa ha inoltre ceduto a Fiat i diritti spettantigli in forza dell'Equity Recapture Agreement, concluso con il VEBA nel 2009, per un corrispettivo di 75 milioni
Il Lingotto pronto a raggiungere il 58,5% del capitale entro il 2011
TORINO La Fiat sale al 53,5% di Chrysler. Lo annuncia il gruppo torinese comunicando di aver acquisito le quote del gruppo statunitense detenute dal Tesoro Usa e dal Canada. In particolare, Fiat ha acquistato dal Canada l'1,5% di Chrysler per 125 milioni di dollari e il 6% della casa automobilistica dal dipartimento del Tesoro statunitense per altri 500 milioni di dollari.
A seguito della realizzazione dell'ultimo Performance Event, entro fine anno, Fiat deterra' il 58,5% del capitale di Chrysler.
In base agli accordi, il Dipartimento del Tesoro Usa ha inoltre ceduto a Fiat i diritti spettantigli in forza dell'Equity Recapture Agreement, concluso con il VEBA il 10 giugno del 2009, per un corrispettivo di 75 milioni di dollari. Di tale importo, spiega la Fiat in una nota, 15 milioni di dollari sono stati corrisposti al Canada, in forza di accordi tra quest'ultimo e il dipartimento del Tesoro statunitense.
LE DIMISSIONI DELL'EX SEGRETARIO DEI DS FASSINO, ADDIO COMMOSSO ALLA CAMERA: "ALLA POLITICA DI OGGI SERVE SOBRIETà"
19/07/2011
Elogi bipartisan al sindaco di Torino, al quale subentra Francesca Cilluffo. Il Pd: ora stop ai doppi incarichi
torino
Addio con commozione per Piero Fassino, deputato Pd di lungo corso che oggi ha lasciato la Camera per dedicarsi al compito di sindaco di Torino. L'ex leader Ds si è interrotto per l'emozione quando, concludendo il discorso in Aula, ha spiegato di lasciare Montecitorio «con animo pervaso da emozioni ma con altrettanta serenità: una scelta giusta per mio paese e mia città». Il discorso di Fassino è stato seguito da un lungo applauso dell'emiciclo. L'aula ha approvato le dimissioni di Fassino con 444 voti contro 113 e Antonio Leone, che presiedeva la seduta, ha proclamato deputata Francesca Cilluffo.
Nel suo discorso Fassino ha sottolineato di lasciare la Camera «in un momento difficile per il paese e per le istituzioni e mentre si prospetta una nuova, acuta criticità nel rapporto tra politica e cittadini». Il sindaco di Torino ha affermato che «sostenere che ogni costo della politica sia dannoso per i cittadini è con tutta evidenza demagogia, ma proprio per questo l apolitica ha un dovere di equità, sobrietà e trasparenza, valori troppo spesso in questi anni negati da comportamenti e modi di governo che tropo spesso - ha detto Fassino tra gli applausi dei parlamentari vicino a lui - hanno mortificato il rispetto, la legalità e l'uguaglianza dei cittadini, che sta alla radice di quel diffuso malcontento e disagio popolare che oggi si manifesta in maniera clamorosa tanto più forte per i sacrifici chiesti ai cittadini».
Unanime apprezzamento è stato espresso a Fassino da tutti gli esponenti dei gruppi parlamentari intervenuti nel dibattito che ha preceduto il voto. Il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha preso spunto dall'esempio di Fassino per sottolineare che «ci sono molti parlamentari con doppio o triplo incarico» e il Pd ha presentato «una proposta di legge per introdurre il principio dell'incompatibilità degli incarichi». Alla stessa iniziativa ha fatto riferimento anche Pino Pisicchio (Api). Sono intervenuti inoltre Pier Ferdinando Casini (Udc), Benedetto della Vedova (Fli), Maurizio Lupi (Pdl), Massimo Donadi (Idv), Silvano Moffa ('Responsabili') e Stefano Stefani (Lega).
l Politecnico di Torino batte quello di Milano. Lo dice la classifica appena pubblicata dal «Sole-24 Ore». Viene così sancita un' ascesa già registrata dal ministero dell’Università e della ricerca, che nel 2009 piazzava il Politecnico torinese al secondo posto tra le università italiane e nel 2010 al primo. Ma il fatto che ora, applicando propri criteri di valutazione, sia il milanocentrico quotidiano della Confindustria a constatare il sorpasso, ha un valore simbolico ben al di là del burocratico dato ministeriale. I ventiseimila studenti porteranno con fierezza il loro primato.
Dunque siamo bravi, a Torino, siamo la patria dei bravi ingegneri, in sintonia con il carattere geometrico, concreto e pragmatico della città. Vince «l’orgoglio del lavoro ben fatto» di cui parlava Primo Levi. L’operaio specializzato del suo romanzo «La chiave a stella» ha fatto carriera, oggi progetta, dirige aziende, diventa amministratore delegato.
Talento e potere di attrazione sono i fattori chiave nella griglia di valutazione adottata dal «Sole -24 ore». Fa piacere sentirselo dire proprio nel giorno di apertura delle immatricolazioni per il nuovo anno accademico. «In effetti - spiega il rettore Francesco Profumo - al Politecnico di Torino solo uno studente su due viene dal territorio. La metà dei nostri iscritti arriva da altre regioni d'Italia o dall'estero. Gli studenti stranieri hanno passaporti di 60 Paesi, con una forte prevalenza cinese. Ma la cosa più importante è che il Politecnico di Torino attrae studenti di qualità. Il venti per cento si laurea con 100 centesimi, e il 60 per cento con un punteggio comunque molto elevato. Non c'è posto per la mediocrità. Molti corsi ormai si tengono in inglese, siamo così multietnici che a passeggiare nei corridoi del Politecnico torinese hai l'impressione di essere in un campus americano».
Il primato di Torino arriva da lontano. I rettori Valentino Castellani e poi Rodolfo Zich avevano già avviato il processo di apertura al mondo e di intreccio con l'ambiente industriale. Con le sue missioni in Cina, Stati Uniti, Canada e molti altri Paesi, Francesco Profumo lo ha portato alle estreme conseguenze. «La formula vincente - dice - è una buona ricerca associata a una buona integrazione con il tessuto industriale del territorio. Chi studia al Politecnico di Torino ottiene una formazione attenta alla domanda del mercato. Teoria ed esperienza, studi e occupazione, trovano il loro punto di incontro attraverso gli stage nelle aziende».
La meccanica è da sempre il punto di forza del Politecnico. Il corso di ingegneria dell'autoveicolo, nato su impulso dell'avvocato Agnelli, ne è la più recente diramazione. Lo dirige Giancarlo Genta: numero chiuso, 350 domande per 75 posti, dunque selezione dura; qui l'internazionalità è istituzionalizzata nella didattica, un accordo con la Chrysler fa sì che gli studenti studino un anno in Canada e un anno in Italia. Ma eccellenti sono anche l'elettronica - e quindi quell'ibrido in rapida crescita che è la meccatronica -, l'informatica, la robotica, l'energetica, accanto a corsi innovativi, quasi sperimentali, come ingegneria del cinema e ingegneria dell'ambiente. Con l'occhio al domani: le nanotecnologie sono uno dei campi trasversali più promettenti, dalla scienza dei materiali all'elettronica alla medicina. Per far crescere a Torino questa ingegneria del microcosmo, Profumo ha catturato Harold Kroto, premio Nobel per la scoperta del fullerene, che delle nanotecnologie è diventato un mattone fondamentale.
L'attrazione del Politecnico di Torino - struttura raddoppiata negli ultimi dieci anni - si misura anche dalle aziende che, come Motorola, General Motors o Thales Alenia, hanno qui alcuni loro centri di ricerca. Interessanti sono esperienze come quella del «Boella», un istituto sostenuto in parti uguali dal Politecnico e dalla Compagnia di San Paolo, che fa ricerca precompetitiva nelle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. A incoraggiare i piccoli progetti provvede l'Incubatore, dove i giovani che hanno una buona idea possono avvicinarsi alla sfida al mercato in un ambiente protetto.
Frammenti di futuro, creatività alla prova. Cose che però non si improvvisano. Non dimentichiamo che il Politecnico nasce dalla tradizione del vecchio Arsenale e dall' esperienza dei fabbricanti di carrozze. Tra i nostri primi ingegneri furono l'astronomo Schiaparelli, laureato in Idraulica, che poi andò a dirigere l'Osservatorio di Brera, e quel Galileo Ferraris che inventò le reti elettriche e quei motori asincroni che hanno reso possibile la modernità.
Scalzi in piazza Vittorio nel bosco di faggi e aceri
15/07/2011 - centro
Scalzi in piazza Vittorio nel bosco di faggi e aceri
luciano borghesan torino
Da ieri a martedì sarà il «Bosco Vittorio»: una novantina di faggi, aceri e platani nel prato che s’affaccia sul Po e porta alla Gran Madre. Sei giorni verdi per piazza Vittorio Veneto. Di giorno vedremo bimbi camminare a piedi nudi sull’erba e, forse, giovani e universitari col computer sfruttando l’ora di navigazione gratuita su Internet attraverso i siti www.comune.torino.it e www.tex97.it. La sera toccherà ai ragazzi della movida... un esperimento.
L’iniziativa è un insieme di idee e di protagonisti, uniti nel progetto «love is green, here» (l’amore è verde, qui). Alla base di tutto c’è la volontà di festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia in nome dell’ambiente, della natura. Tra le ipotesi di riqualificazione di piazza Vittorio c’era quella di trasformarla in giardino, si preferì il porfido, in questi giorni si avrà modo di vedere il confronto.
Poi gli alberi diventeranno 150 grazie alle donazioni dei cittadini (una pianta costa 150 euro, le offerte presso la banca Unicredit Iban IT83S0200801105000110045834) e il bosco troverà dimora definitiva in un parco di Mirafiori, intitolato all’ingegnere torinese Gustavo Colonnetti (1886–1968), il quale fu membro dell’Assemblea Costituente, del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 1945 al 1956.
All’inaugurazione, ieri con gli assessori Ilda Curti (arredo urbano) ed Enzo Lavolta (ambiente) c’erano promotori e sponsor, tra cui Contrada Torino, la Società italiana arbicoltori, Scienza attiva, Empirica, Magma, Undesign, Legovideo, Environment. Oggi e martedì saranno distribuite bustine di semi in regalo. Martedì nel gioco-laboratorio si potrà ripercorrere una giornata con un personale «borsellino dell’energia»: la sfida sarà arrivare a sera facendosela bastare. Ci sarà anche il bosco dell’intercultura, a cura del servizio civile giovani immigrati della Città.
“L’accordo con Turkish airlines rappresenta un successo importante per il management Sagat ed incrementa la vocazione business, oltre che low cost, dello scalo di Caselle”. Questo il commento dell’assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, alla notizia dell’apertura dal 2 agosto dei voli Torino-Istanbul. “Questa nuova destinazione è strategica per varie ragioni. - spiega Bonino - Innanzitutto, consente un collegamento diretto con un hub intercontinentale dal quale raggiungere i principali centri economici asiatici; in secondo luogo, Caselle aggiunge alle sue partnership la compagnia eletta come migliore d’Europa; terzo, consolida la terza posizione fra gli scali italiani dotati di collegamenti entro le 4 ore con le maggiori piazze d’affari europee; infine, si rafforza la vocazione business del “Pertini” con i voli verso un Paese importante per l’Italia dal punto di vista industriale (stabilimenti Fiat a Bursa) ed economico. Senza contare poi l’intensificazione degli scambi turistici, in outcoming, ma anche in incoming visto il richiamo che Torino ha ora grazie anche agli eventi legati ai 150 anni dell'unità d’Italia”.
Incontro a Palazzo Civico tra Elkann, Fassino e Marchionne
Elkann e Marchionne da Fassino: presenza strategica
marina cassi torino
La Fiat vuole mantenere «una presenza strategica» a Torino. E anche assicurare «il suo contributo all’interno del tessuto economico cittadino». Lo hanno ripetuto al sindaco John Elkann e Sergio Marchionne, presidente e ad Fiat, nel corso di un incontro di un’ora organizzato all’improvviso ieri a Palazzo Civico.
Fassino e Marchionne avevano deciso di incontrarsi subito dopo le elezioni di metà maggio. Ma il turbine di impegni nazionali e internazionali dell’ad Fiat e del sindaco aveva fatto slittare la riunione. Però nella notte di festa di San Giovanni, durante i fuochi d’artificio in riva al Po, i due si erano rivisti e avevano deciso di accelerare i tempi. Così ieri mattina, appena atterrato, di ritorno dagli Usa, Marchionne ci ha provato. Un lavoro attento di agenda tra le segreterie ha consentito di trovare il luogo e l’ora giusta: le 14,30.
Marchionne ed Elkann sono arrivati entrambi in Grand Cherokee, l’auto che viene usata nelle ultime settimane - insieme al Freemont - per le uscite pubbliche. Fassino, accompagnato dal vice sindaco Tom Dealessandri, lo ha detto subito chiaro: c’è l’impegno dell’amministrazione comunale al «mantenimento degli attuali livelli produttivi e direzionali Fiat a Torino e la piena collaborazione istituzionale con un’azienda che è parte irrinunciabile dell’identità e della storia della città».
In sostanza, è il tormentone che agita da anni la vita economica torinese: il futuro di Mirafiori, della testa del gruppo e da due anni anche della ex Bertone. I due manager hanno rassicurato il sindaco, informandolo sulle strategie e sugli sviluppi di partnership con la Chrysler. E probabilmente si è parlato anche dell’imminente sentenza - prevista per sabato - della causa intentata dalla Fiom contro la newco di Pomigliano. Fassino ha risposto illustrando il documento sulle linee di indirizzo programmatico presentato lunedì al Consiglio comunale, che dovrebbe essere approvato oggi.
Non è ancora, ovviamente, l’amicizia cameratesca consumata giocando accanitamente a scopa che legava Marchionne e Chiamparino, ma sicuramente l’inizio di una collaborazione che in tempi recenti ha avuto il suo punto più alto nel 2004. Allora, dopo la spaventosa crisi aziendale, Regione, Provincia e Comune avevano rilevato aree dismesse per garantire una produzione a Torino. Quelle aree affidate a una società mista, Tne, sono ora al centro di un contenzioso tra Fiat e città. A fianco del nuovo centro del design del Politecnico, che ospiterà i corsi di Ingegneria per l’auto, dovrebbe sorgere una cittadella commerciale per fornire servizi agli studenti.
L’azienda, però, teme che l’insediamento interferisca con le attività industriali che restano a Mirafiori e si è rivolta al Tar impugnando la variante urbanistica approvata dal Consiglio comunale pochi giorni prima delle elezioni. Il vertice di ieri è servito anche per tentare di ricucire senza dover attendere il pronunciamento dei giudici.
Un esercito di biciclette ha attraversato le vie del centro
La promessa del Comune: raddoppieremo le piste ciclabili
emanuela minucci torino
Cinquemila, siamo cinquemila. Tremila per la questura». Buona la battuta di Paolo Hutter che per il suo secondo Bike-pride, giornata di ciclo-orgoglio che più orgogliosa (e calda) non si può ha scelto un total look di lotta e di cabaret. Occhiali rosa shocking a forma di bici, berretto da ciclista di Legambiente, e sulla ruota posteriore, la bandiera No-Tav: «Già che c’ero...». Un Otto e Barnelli dell’eco-protesta, insomma, che trasforma ogni sudatissima pedalata in un manifesto ambientalista.
Accanto a lui, in mezzo al mare magnum di biciclette (ma anche bob a pedali, tricicli con carretto per i bambini a seguito, di quelli che si vedono solo a Porquerolles, mini-bike, due ruote con tre sellini, ciclo-slitte) che si sono date appuntamento dietro al Castello di Architettura, anche un altro ex assessore all’Ambiente, uno di quelli che ha da subito creduto nel futuro a pedali di Torino: Roberto Tricarico.
Tricarico, oggi consigliere del Pd, che ha dato il via a questa «13 chilometri» di invasione pacifica e scampanellante del centro città. Sopra i sellini sfila la studentessa carina che si vede, va in bici tutti i giorni all’università, la nonna con qualche chilo di troppo che alla Crocetta soccombe alla temperatura fantozziana e, grondante sudore, abbandona la sua Graziella grigia per un cornetto Algida, il ciclo-fantasioso, che ha trasformato la sua bici in una specie di Harley Davidson muta e non inquinante, e i due fidanzati che non si lasciano neppure in nome del Bike-Pride e scelgono un tandem per fendere l’aria torrida di questa domenica a due ruote. Dentro i cestini, bambini, cagnetti, gatti, cestini da picnic.
Lo sciame di bici passa in corso Vittorio, corso Re Umberto, via Cernaia, via Po, per approdare, provato ma felice, in piazza Vittorio. Ad ogni passaggio cruciale le auto vengono bloccate dai vigili. La gente in coda prima li guarda incuriositi, poi li saluta, ma al nono minuto di attesa comincia a insultare: «Ma guarda te se per questi fanatici devono bloccare il traffico». Giovanni, 23 anni, bicicletta in alluminio superleggera fa loro il gesto dell’ombrello e poi scoppia a ridere: «Per una volta siamo noi che vi ciclo-invadiamo». Il vigile osserva la scenetta e se la ride sotto i baffi. In fondo, è la verità. Anche se a Torino la bicicletta - grazie anche alla diffusione del «Bike sharing» (al netto delle sue frequenti magagne), è passata in pochi anni da mezzo-rarità, a vera alternativa ad auto e tram.
A dare ulteriori speranze al grande popolo pedalante riunito in piazza Vittorio pensa l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta: «Abbiamo già parecchie piste ciclabili a Torino, ma abbiamo intenzione di raddoppiarle - dice al microfono gentilmente offerto dallo staff della Drogheria, insieme con bottigliette d’acqua e qualche birra - e anche il sistema del bike sharing che è diverso fra Torino e la cintura, verrà uniformato in modo tale da rendere più comodo l’affitto». Applausi. Anzi no, scampanellate. «Siamo davvero tanti se pensa che siamo a metà luglio, e fa così caldo» spiega una delle organizzatrici, Tullia Mongini. Accanto a lei, una bicicletta con ventilatore a pile montato sul manubrio.
Torino magica, vediamo cosa sono o dovrebbero essere le Grotte Alchemiche; secondo gli esoteristi sono luoghi di massima concentrazione di energia dove i pensieri dell'inconscio possono essere materializzati.
E’ solo leggenda in quanto non è possibile avere un riscontro reale…almeno così pare.
Nel sottosuolo della nostra città ci sono 3 grotte accessibili da 6 punti diversi: 3 di questi non conducono a niente, servono a evitare che curiosi o toristi per caso possano entrarvi, mentre gli altri 3 ingressi conducono alle 3 rispettive grotte... le Grotte Alchemiche."
C’è chi dice che che sia una sola la Grotta Alchemica…
Torino… la città sulla città, una realizzata alla luce del sole e l’altra sotterranea e misteriosa tra chilometri di gallerie, cunicoli, vie che un tempo erano utilizzate come vie di fuga in caso di pericolo, come rifugi di guerra.
La parte sotterranea corrisponde al centro della città dove appunto sono situate le Grotte Alchemiche tra Palazzo Madama e Piazza Castello. Alle Grotte si si poteva accedere dalla Cripta di SS Annunziata e dai sotterranei di Palazzo Madama, luoghi di intenso potere, meta di numerosi e importanti alchimisti compresi quelli di Casa Savoia.
Ma anche meta di personaggi noti come Nostradamus (astrologo, scrittore e farmacista francese), Paracelso (alchimista, astrologo e medico svizzero), Cagliostro (alchimista, esoterista e avventuriero italiano) e il Conte di Saint German (astrologo, scrittore e farmacista francese.) ma anche del grande mago Apolonnio di Tyana esperto conoscitore dell’arte occulta dei talismani che nascose un potentissimo talismano (la pietra filosofale) in una delle Grotte.
Sembra che la pietra filosofale fosse molto ambita e molto ricercata in quanto dotata di tre proprietà straordinarie:
1) fornire un elisir di lunga vita in grado di conferire l’immortalità; 2) far acquisire a conoscenza assoluta del passato e del futuro,del bene e del male; 3) la possibilità infine di trasmutare in oro i metalli vili (proprietà che attirò maggiormente l’interesse popolare).
Secondo alcuni studiosi di esoterismo, il Tempio Segreto e le Grotte Alchemiche esisterebbero ancora oggi, i suoi ingressi e passaggi esistenti anche ben nascosti ne consentirebbero ancora oggi l’accesso.
Gli alchimisti sostengono che in altre due città esistono altre Grotte Alchemiche: a Praga e a Lione, cioè le città che compongono, con Torino, il triangolo magico.
Una leggenda racconta che il principe Umberto riuscì a penetrare casualmente nella prima... e indovinate quali possono essere le paure di un re?
Ebbene alcuni giorni dopo fu assassinato a Monza... la grotta aveva materializzato le sue paure.
150° il compleanno dell'italia - La grande adunata dei giovani europei: "Qui parte il futuro"
cultura
08/07/2011 - 150° il compleanno dell'italia
La grande adunata dei giovani europei: "Qui parte il futuro"
Gli studenti sono stati invitati da tutta Europa da «Thinking Pot»
Workshop, lezioni e colloqui: alle Ogr 350 studenti
PAOLA ITALIANO torino
I giovani europei fanno le prove per diventare una lobby, un gruppo di pressione che riesca a incidere sulle decisioni del futuro. Sarà anche questo «Happy Birthday Italy!», l’evento che porta a Torino oltre 350 studenti universitari da tutto il continente, inserito nel calendario di Esperienza Italia 150.
Alle officine Ogr, fino a domenica, i ragazzi parteciperanno a workshop, incontri con intellettuali italiani e stranieri e avranno la possibilità di presentare progetti innovativi e ricerche ad aziende ed enti italiani come Slow Food, Gruppo Marzotto, Camera di Commercio, Corep.
Dal ruolo dei giovani nelle strategie europee alle forme di protesta dei ventenni a livello mondiale, gli studenti provenienti da 34 Paesi e dalle Facoltà più disparate, appartenenti a decine di associazioni universitarie, proveranno a essere portavoce dei 69 milioni di under 30 del vecchio continente, che rappresentano il 15% della popolazione.
Incontri e dibattiti alle Ogr di giorno, concerti di Traffic la sera e notte in sacco a pelo e materassino alle palestre del Cus di via Braccini: sarà un fine settimana di riflessione e divertimento per i ragazzi invitati dall’associazione Thinking Pot, che nel 2010 aveva già portato centinaia di studenti per Torino Capitale Europea dei Giovani e che quest’anno si è avvalsa della collaborazione di Think Young, «pensatoio» delle giovani menti europee con sede a Bruxelles.
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Kostas (Grecia): "Tutti i giorni vedo cosa vuol dire crisi" «Vedo tutti i giorni cosa significa la crisi nel mio Paese, ma credo che abbiamo le risorse umane e il giusto atteggiamento per uscirne». Koustantinos Chrysikopoulos, 29 anni, studia scienze dello sport ad Atene e nella quattro giorni di confronto torinese porta la testimonianza di uno studente greco alle prese con la gravissima morsa della recessione. «Ho avuto la fortuna di trovare un lavoro, come operatore della polizia municipale di Atene. Questo mi consente di osservare da vicino le conseguenze della crisi: microcriminalità, mercato nero, prostituzione. Ma credo che sapremo riprenderci, sappiamo affrontare le difficoltà. In questo siamo simili agli italiani». Di Torino, Kostas (come lo chiamano gli amici) sa che è stata la prima capitale d’Italia, ed è interessato alle vicende che hanno portato all’Unità. «Sono qui per conoscerne meglio la storia, per confrontarmi con altri ragazzi da tutta Europa. E anche per divertirmi, ovviamente. Torino mi sembra una città bellissima».
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Lisanne (Olanda): "Sogno un lavoro più internazionale" Sogna un lavoro nell’ambito delle grandi organizzazioni internazionali, magari proprio alla sede dell’Unione Europea a Bruxelles: Lisanne Dols, 21 anni, olandese, studia geografia umana e, anche se non ha ancora deciso in cosa vuole specializzarsi, ha ben chiaro che nel suo futuro vede la possibilità di viaggiare e un impiego nell’ambito delle relazioni internazionali. Per questo l’appuntamento alle Ogr è un’ottima occasione di approfondimento: «È stato un amico a segnalarmi l’evento - spiega - e ne sono stata entusiasta. Il programma degli incontri è molto stimolante, mi interessa in particolare un workshop sui Balcani». Il buon compleanno all’Italia lo dà sulla fiducia, perché è la prima volta che viene nello Stivale e delle celebrazioni non sapeva quasi nulla. «Mi ha stupito vedere così tante bandiere tricolori appese a finestre e balconi, non immaginavo fosse un evento così sentito. Torino l’ho conosciuta per via delle Olimpiadi invernali del 2006, sono contenta di avere l’opportunità di visitarla».
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Yannis (Francia): "Le rivolte d’Africa non vi interessano?" «Due anni fa ho seguito un corso sulla storia d’Italia e sulla sua unificazione, quindi non mi sono lasciato sfuggire questa occasione per visitare finalmente la città in cui è nato tutto». Yannis Aoustin studia Politica e Storia alla Sorbonne di Parigi. Ha appena 19 anni ma a sentirlo parlare si capisce che sulle vicende dei cugini d’oltralpe ne sa probabilmente molto di più di molti studenti di un qualsiasi liceo italiano. «Questo evento - dice - è un mix interessante di formazione e divertimento, con l’opportunità di conoscere gente da tutte le università d’Europa. Uno degli appuntamenti che mi interessa di più - aggiunge Yan - è quello del 10 luglio sulle forme di protesta giovanile, in particolare per quanto riguarda le rivolte arabe. Sto seguendo un corso che riguarda l’atteggiamento dell’Italia nei confronti delle rivoluzioni in Nordafrica, e il disinteresse della popolazione per eventi che li riguardano forse più del resto d’Europa, per via degli sbarchi». Ma anche l’erudito Yan ha una lacuna: «La Mole? Cos’è?». Glielo spiegano e lui promette: «Andrò a visitarla».
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Garry (Belgio): "Com’è bella Torino scoperta per caso" «Questa è una bellissima città, piena di verde. Non me l’aspettavo: immaginavo una realtà industriale, grigia e triste». E’ bastata una passeggiata mattutina al parco del Valentino perché Garry Trillet, 23 anni, studente di legge proveniente dal Belgio, aggiornasse il suo immaginario su Torino. «Sono venuto a sapere di questo evento per caso, attraverso una newsletter dell’Elsa, l’associazione degli studenti europei di Legge. Mi è sembrato subito un appuntamento molto interessante, sia per i temi trattati sia per la possibilità di restare in contatto con centinaia di altri studenti». Garry ha già fatto un’esperienza all’estero come studente in Scozia, ma pensa un giorno di restare in Belgio a esercitare la professione di avvocato. «Dell’Italia - dice - non conosco praticamente nulla, benché in Belgio ci siano moltissimi immigrati italiani. Ma, nonostante questo, non si è parlato molto delle celebrazioni di Italia 150, mentre qui a Torino sembra che l’evento sia molto sentito».
Esperienza Italia 150 - I love IT: 100% Stile ITaliano
I love IT: 100% Stile ITaliano Food Fashion Wood, l’artigianato che sorprende Torino, Museo Nazionale dell’Automobile – Sala dei 150 dal 26 luglio al 25 settembre 2011
Esperienza Italia tira così fuori a sorpresa un inatteso asso nella manica: dal 26 luglio al 25 settembre, il Museo dell’Automobile di Torino ospiterà «I love IT: 100% Stile ITaliano». Una vetrina di 900 metri quadrati delle eccellenze del «saper fare» del nostro territorio.
Frutto del lavoro artigiano e della piccola e media impresa nei settori del cibo, della moda e delle maestranze. Un settore chiave, che a partire dalla Seconda guerra mondiale ha tenuto alta la nostra bandiera, soprattutto all'estero.
L’artigianato piemontese e italiano sarà in mostra dal 26 luglio al 25 settembre 2011 nella prestigiosa sede del Museo nazionale dell’Automobile di Torino, inaugurata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo scorso 19 marzo.
La mostra, dal titolo emblematico “I love IT: 100% stile ITaliano - Food Fashion Wood, l’artigianato che sorprende”, vuole essere una grande vetrina del saper fare italiano, coinvolgendo aziende produttrici provenienti dal Piemonte ma anche da altre regioni italiane.
Si tratta di una grande vetrina per le imprese artigiane, un risultato ottenuto grazie all’impegno congiunto della CNA Torino (soggetto capofila del progetto) insieme a Casartigiani Torino e Confartigianato Torino, e al sostegno della Camera di commercio di Torino e del Comitato Italia 150. Esporranno i loro prodotti, realizzati rigorosamente all’interno del proprio laboratorio-azienda sul territorio italiano, aziende artigiane selezionate dei settori Food, Fashion e Wood :
a) FOOD, cibo, inteso come packaging alimentare, non prodotti deperibili, sì a materie prime non deperibili come caffè o fave di cacao sfuse; sono ammessi anche oggetti o prodotti attinenti al settore alimentare;
b) FASHION, moda, intesa come sartoria, maglieria, pellicceria, accessori in pelle, scarpe, borse, bijou;
c) WOOD, legno, inteso come arredamento e restauro ligneo, anche contaminato dall’arte e dal design, ma anche come oggetti in legno di varia natura e destinazione d’uso; sono ammessi anche prodotti espressione dell’artigianato artistico che possono contribuire all’arredo della casa e che sono realizzati anche solo in minima parte in legno.
L’allestimento della mostra sarà articolato in tre differenti sezioni, idealmente tre Case Italia, caratterizzate dai colori della bandiera italiana e contenenti ciascuna in varia misura i prodotti delle tre categorie merceologiche dichiarate.
INFO:
Location Torino, Museo Nazionale dell'Automobile - corso Unità d'Italia 40
Chi Vespa non mangia solo le mele ma rende omaggio al tricolore
La rassegna fotografica «Vespa una storia d'Italia» è un viaggio nel tempo su due ruote
- mercoledì, 29 giugno 2011
LUCA INDEMINI torino
Vespisti di tutti i paesi unitevi! Rispetto al più generico imperativo di Marx e Engels, si forniscono anche luogo e data: a Torino, da oggi al 3 luglio. L’occasione è il raduno VespItalia 150 (www.vespitalia150.it), nato dalla volontà dei 12 Vespa Clubs della Provincia di Torino di celebrare con la «motoretta» il 150˚ anniversario dell’Unità d’Italia. Concepita nel biellese durante la seconda guerra mondiale e nata ufficialmente il 23 aprile 1946, simbolo di stile ed eleganza tricolore, la Vespa non poteva mancare l’importante ricorrenza. Ispirandosi al raduno realizzato in occasione del Centenario, nel 1961, le celebri due ruote (se ne aspettano 3000), ora come allora, invaderanno piazza Vittorio Veneto, a partire dalle 15 di oggi, quando apriranno le tensostrutture di «Spazio VespItalia 150», fulcro della quattro giorni. Qui verrà allestito anche un mercatino, ovviamente a tema, dove sarà possibile trovare memorabilia, pezzi rari, oggetti griffati, ma anche ricambi perduti, diversamente difficili da recuperare.
La giornata odierna vivrà il suo culmine alle 17 negli spazi sontuosi della Presidenza della Camera di Commercio, a Palazzo Birago, in via Carlo Alberto 16, dove inaugura la mostra fotografica «Vespa: una storia d’Italia», ideata dallo Studio Temperino e curata da Gabriele Villa e Marco Zangrilli (aperta fino al 3 luglio, con orario continuato dalle 10 alle 19). Un viaggio nel tempo su due ruote, dagli anni Quaranta a oggi, attraverso 150 immagini staccate dagli album di famiglia dei vespisti, che spaziano dalle vacanze alle gite, dai matrimoni alle sfilate, sempre e rigorosamente con la «motoretta» al centro dell’attenzione. La giornata odierna si conclude a Colonia Sonora, nel Parco Dalla Chiesa a Collegno, con il concerto della dance & fun band dei Nerovinile. Palazzo Birago torna protagonista sabato 2 luglio: dalle 15 alle 19,30 spazio alle degustazioni organizzate dall’Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino, con l’Erbaluce, novello Docg, a farla da padrone, e alle proposte enoturistiche della Strada Reale dei vini torinesi.
Domani è la giornata dedicata alla scoperta del territorio, con i tour organizzati dai Vespa Club: dalle Ogr al Castello di Racconigi, dalla Reggia di Venaria al Museo dell’Automobile, dalla Sacra di San Michele alla Certosa Reale di Collegno, senza trascurare l’intrigante opportunità di far correre la propria Vespa sul circuito di Lombardore o sulla pista parabolica del Lingotto.
Sabato mattina si entra nel vivo della kermesse, con la sfilata in partenza alle 11,30 (replica domenica, stessa ora) da piazza Vittorio, che, tra esemplari storici, pezzi d’epoca e chicche, inonderà di Vespa le vie del centro, lungo l’asse via Po, piazza Castello, via Pietro Micca.
3° RADUNO NAZIONALE “ASSOARMA” Torino dal 1 al 3 luglio 2011
Assoarma è la denominazione contratta di "Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d'Arma". Per questo il primo motivo conduttore del Raduno di Torino è “NATA PER UNIRE” come si può dire dell’Italia 150 fa.
“Nata per unire”: è questo il motivo conduttore del Raduno di Assoarma a Torino, il sodalizio che comprende 34 Associazioni d’Arma e rappresenta circa un milione di iscritti di tutte le Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.
Si tratta del 3° Raduno di Assoarma dopo quelli di Gorizia nel settembre 2001 e di Trieste nel novembre 2008. Il Raduno di Assoarma conclude formalmente e anche simbolicamente tutti i raduni militari che si svilupperanno a Torino nel primo semestre del 150° Anniversario dell’Unità Nazionale, allo scopo di evidenziare nella prima Capitale d’Italia il contributo militare alla formazione e crescita della Patria di tutti.
Lo sviluppo completo delle attività prevede conferenze congiunte nelle scuole, una mostra tematica nel Palazzo della Regione in Piazza Castello, un annullo postale speciale e due libri sul contributo militare alla nascita e crescita nazionale dell’Italia: il primo dal titolo emblematico “Militari a Torino - Storia, tradizioni e servizio” e il secondo “Stellette di bronzo” sui monumenti militari di Torino.
La manifestazione finale di sabato 2 e domenica 3 luglio raccoglierà a Torino 20.000 rappresentanti delle 34 Associazioni delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato con i loro familiari, che tingeranno le vie e le piazze della città dei variopinti colori delle loro mostrine e delle divise di tutte le armi e specializzazioni di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia e di tutte le realtà associative militari di categoria,
Programma
SABATO 2 LUGLIO ORE 09.00 Incontro dei Presidenti Nazionali delle Associazioni di ASSOARMA Palazzo Regione Piemonte - Piazza Castello, 165 ORE 11.00 Cerimonia di Alzabandiera e Deposizione di Corona in onore dei Caduti Piazza Castello e Monumento 1^ GM ORE 14.00 – 14.30 Deposizione di corone ai Monumenti di Associazione. Di particolare evidenza il Cinquantenario al Fante d’Italia (Piazzale Duca d’Aosta) e l’inaugurazione al Paracadutista c/o Vari punti della Città ORE 16.00 – 18.00 Esibizioni di bande e fanfare In varie piazze della Città ORE 17.00 Messa per i Caduti concelebrata da Ordinario Militare e Cappellani c/o Duomo di Torino ORE 18. 15 Incontro di tutte le Rappresentanze alla Scuola di Applicazione per presentazione dell’Annullo filatelico del 3° Raduno ASSOARMA e dei due libri “Stellette di bronzo” e “Militari a Torino – Storia e tradizioni” c/oAula Magna della Scuola di Applicazione o altro teatro cittadino ORE 21.00 Concerto della banda della Marina Militare o altro complesso in Piazza San Carlo
DOMENICA 3 LUGLIO ORE 08.30 – 09.30 Ammassamento con schieramento di Gonfaloni, Medaglieri Nazionali, Radunisti sfilanti e reparto militare delegato. c/o Piazza Vittorio Veneto 09.30 Onori e inserimento della Bandiera Militare. A seguire, deposizione di corona al Sacrario Militare dei Caduti della 1^ GM a cura della Massima Autorità Politico-Militare accompagnata dal Presidente Nazionale di ASSOARMA. c/o Sacrario sotto la Basilica della Gran Madre di Dio, ORE 09.40 Onori e Rassegna dello schieramento a cura della Massima Autorità. A seguire brevi allocuzioni in Piazza Vittorio Veneto. ORE 10.00 Inizio sfilamento per Associazione secondo l’ordine di precedenza di legge, preceduto da Bandiera e Reparto Militare e da Gonfaloni e Labari Nazionali (questi ultimi si fermano in Piazza San Carlo e si schierano a fianco della tribuna, per ricevere gli onori da tutti gli sfilanti). Percorso proposto: P.za Vittorio Veneto, Via Po, P.za Castello, Via Roma, P.za San Carlo (onori), P.za Carlo Felice (deflusso) ORE 12.30 Al termine della sfilata, La Bandiera Militare, accompagnata dal reparto militare e seguita da Gonfaloni e Medaglieri Nazionali precederà tutte le Autorità della tribuna d’onore in piazza Castello, dove sarà effettuata l’Ammainabandiera e resi gli onori a Bandiera Militare, Gonfaloni decorati e Medaglieri oltre che alla massima Autorità. c/o Piazza Castello ORE 13.00 Pranzo Sociale di Associazione Nel Salone di Torino Esposizioni ORE 16.00 Sfilata dei Gruppi storici Vie di Torino
Info
In Piazza Castello è attivo il Punto Informativo Raduni 2011. Orari: da martedì a domenica ore 13-19.
Nei giorni dei Raduni apertura continuata dalle ore 10 alle 20. Tel. 011.4324421 Fax 011.4324379
Allo scoccare delle 22,30, la voce di Mario Brusa accenderà il cielo su Torino con lo spettacolo pirotecnico, sonorizzato da Davide Iodice
Regate, Palio delle Canoe e Fiaccolata Tricolore
LUCA INDEMINI torino
La tradizione che lega Torino e la festa di San Giovanni affonda le radici nella notte dei tempi. In particolar modo nel medioevo la città si fermava per due giorni in onore del patrono e si raccogllieva attorno al falò la notte del 23. La tradizione, che si andò affievolendo verso la metà dell’Ottocento, venne ripresa nel 1971 per iniziativa dell’Associassion Piemonteisa. Ecco così che i festeggiamenti di quest’anno intrecciano il 150˚ anniversario dell’Unità d’Italia, con i 40 anni del ritorno in auge della festa.
Il ricco calendario di eventi - che annovera nella giornata di oggi la «Festa della Fragola» in piazza Bodoni e «Cittadini e turisti: tutti in canoa» ai Murazzi (dettagli su www.comune.torino.it/sportetempolibero) - culmina nelle giornate del 23 e 24 giugno. Si comincia giovedì 23 alle 17,30, quando lungo via Garibaldi, da piazza Statuto a piazza Castello, sfilano le bande musicali accompagnate dalle Turinstars Majorettes. Alle 18,30 prende il via la sfilata in costumi d’epoca, che converge in piazza Castello alle 22. La piazza diventa il fulcro dei festeggiamenti a partire dalle 20,30: uno spettacolo di folclore scandisce il conto alla rovescia verso l’accensione del Farò (ore 22,30): tra scintille, crepitii e rumori scoppiettanti, si attenderà col fiato sospeso la caduta della catasta di legna sormontata da un Toro, per conoscere gli auspici per i prossimi 12 mesi della città.
Venerdì 24 il cuore della festa si sposta da piazza Castello a piazza Vittorio; ma è tutta la città ad essere costellata di eventi. Mentre in Duomo viene celebrata la messa solenne, con la distribuzione dei pani della Carità, alle 10, in piazza Palazzo di Città, apre il mercatino «Oasi dei prodotti tipici» (fino alle 19) e ai Murazzi del Po, il Circolo Amici del Fiume rinnova l’appuntamento con «Cittadini e turisti: tutti in canoa». Dal primo pomeriggio, il fiume diventa una delle attrazioni principali: dalle 15 alle 19 si svolge la regata di canottaggio tra il Castello del Valentino e il Circolo Amici del Fiume, traguardo anche del «Palio in canoa», che prende il via alle 19,30 dal Ponte Umberto I; alle 22,10, il Po sarà poi teatro della Fiaccolata Tricolore. Piazza Carlo Alberto, a partire dalle 15, fa tornare Torino capitale della moda, con l’evento «I 150 anni della Moda», a cura della designer Rossella Calabrò. Un mercatino del vintage d’eccellenza, affiancato dai banchetti di produttori Dop faranno da scenografia alla musica della Street Orchestra di Maicol. Alle 16,30 una sfilata di moda, con musiche a tema, permetterà di scoprire abiti e accessori che hanno fatto la storia d’Italia. Contemporaneamente le vie del centro saranno attraversate dalla suggestiva sfilata di auto storiche, mentre lungo via Roma, dalle 16 alle 18,30, sfilano le Bande Musicali e le Majorettes. Nel frattempo (dalle 15 alle 18,30) piazza Castello si anima con «Pompierimpiazza» e la musica dell’Antica Musica del Corpo dei Pompieri di Torino 1882. Il tango impazza in piazza Castello, dalle 17,30 alle 18, e lungo via Pietro Micca, dalle 18, grazie a Etnotango.
Piazza Vittorio si anima a partire dalle 15, quando accoglierà il bus GruVillage, che ospita il dj set di Cesare Crea aka Black Mighty Wax di Gru Radio, trasmesso in diretta radiofonica. Dalle 18 il palco principale accoglierà alcune band indipendenti del panorama torinese, selezionate dal ResetFestival, e alle 20, con l’arrivo della Brigata Alpina Taurinense, si aprono ufficialmente i festeggiamenti di San Giovanni 150. Un viaggio nel tempo, tra musica, parole, luci e colori, attraverso i testi di Beppe Tosco, che viene affiancato nelle lettura dai contributi di Luciana Littizzetto, Massimo Gramellini, Gianpaolo Ormezzano, Darwin Pastorin. In un’equilibrata alternanza tra serio e faceto, troveranno spazio anche gli sketch di Mancio e Stigma, gli «emo» di Zelig e dei cabarettisti torinesi Senso Doppio e Manuel Negro. La colonna sonora sarà garantita dagli E.G.O., accompagnati dalla voce di Tanya Michelle, dagli Icon X e da La Bottega di Musica e Parole. Allo scoccare delle 22,30, la voce di Mario Brusa accenderà il cielo su Torino con lo spettacolo pirotecnico, sonorizzato da Davide Iodice. Dopo i fuochi, la festa continua sul palco di piazza Vittorio, col concerto dei 2 Fat Man.
Raduno nazionale del volontariato - Torino è capitale della solidarietà
22/06/2011 - LE STORIE
In piazza San Carlo l'Italia Unita della solidarietà
Da venerdì a domenica il raduno nazionale del non profit Primo passo per la creazione del Museo diffuso del sociale
maria teresa martinengo torino
L’Italia Unita è anche storia di persone che si sono impegnate gratuitamente per aiutare il prossimo in difficoltà. Per festeggiare il 150° e l’Anno europeo del volontariato sabato in piazza San Carlo si terrà il Raduno nazionale del volontariato e del non profit «Non c’è futuro senza solidarietà», presentato ieri da Gianfranco Cattai (2011 Italia Solidale), dagli assessori Elide Tisi e Ugo Perone, da Carlo Degiacomi («I Giorni della Solidarietà»). Tra le 10 e le 13 Fabrizio Frizzi intervisterà sul palco alcuni protagonisti di storie di solidarietà tra le 40 «in mostra» in piazza, con loro suor Giuliana Galli, Tiziana Nasi, don Mazzi, ed Ernesto Olivero. Ai racconti si alterneranno momenti musicali. Sabato sarà presentato il progetto di Museo Diffuso del Sociale che avrà sede a Torino.
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I BAMBINI Quando il male è più ingiusto Renzo e Nuccia Trinello, marito e moglie nella vita (lui è stato presidente dell’Amiat), hanno incominciato presto a essere al fianco di chi è fragile e ha bisogno di contare su qualcuno. I loro inizi, nell’«Associazione Amici dei Bimbi» - dopo un’esperienza di volontariato nella San Vincenzo di Racconigi - coincidono con gli anni della massiccia immigrazione dal Sud. «Erano numerose le famiglie sradicate che entravano i crisi - ricorda Renzo - e a rimetterci erano i figli, spesso abbandonati a se stessi o lasciati soli per varie ragioni». Bisognava offrire accoglienza ai piccoli e sostegno alle famiglie. Renzo e Nuccia accolgono in casa le prime due bimbe. Di qui parte un impegno, che si consoliderà con la fondazione del «Centro Base» alle Vallette per bambini in emergenza. Nel 1980 fondano la cooperativa sociale Crescere Insieme e da allora continuano a rincorrere le emergenze superando insieme fatiche e dolori: Nuccia, privilegiando i bambini, fa la volontaria con l’Associazione Ugi nel reparto oncologia dell’Infantile Regina Margherita, Renzo si occupa degli ammalati di Aids nell’Associazione Giobbe.
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L'AMBIENTE Pulire i sentieri della collina Mantenere e migliorare l’ambiente in cui si vive dovrebbe essere, al giorno d’oggi, una priorità per tutti. Da questa convinzione prende avvio l’iniziativa che vede protagonista un gruppo di cittadini della collina torinese che, dal 1996, si dedica alla tutela del territorio nell’interesse della comunità. Fino all’inizio degli anni Novanta la collina di Torino era percorribile solo su strade asfaltate e i suoi sentieri, invasi dai rovi. I volontari del Gruppo Sentieri di Pro Natura si sono impegnati per il progressivo recupero dell’agibilità dei sentieri, migliorandone pulizia e percorribilità e installando cartelli segnaletici e illustrativi. Settimana dopo settimana, anno dopo anno, l’iniziativa ha esteso il suo raggio d’azione. Le diverse attività che vedono il coinvolgimento di volontari sempre più numerosi, con un compito che passa di padre in figlio, si svolgono su tutto il territorio collinare: da Moncalieri a Trofarello, a Castagneto Po e Casalborgone. A oggi la rete conta oltre 50 gruppi di volontari, squadre Anti Incendio Boschivo, Associazioni Alpini, Pro Loco e tantissime associazioni culturali. Capofila continua a essere Pro Natura Onlus. In collina ora ci sono 200 sentieri segnalati.
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I MALATI PSICHICI Nell'orto rinasce la voglia di vivere Costin Miron, romeno, emigra in Italia per lavoro. Inizia il suo cammino nella Comunità La Casetta della Cooperativa InContro a Castagneto Po come manutentore, ma poi sceglie di diventare operatore socio-sanitario dopo aver conosciuto da vicino il mondo del disagio mentale. Riprende i libri in mano per occuparsi degli utenti della comunità con professionalità. Scopre così di poterli aiutare anche attraverso la cura dell’orto. Guardando crescere i semi che hanno interrato, i malati capiscono che sono utili, che c’è qualcosa di vivo che ha bisogno di loro. Qualcosa che serve anche al sostentamento della comunità. Il terreno di proprietà della cooperativa diviene poco alla volta accessibile: oggi c’è l’angolo del silenzio, l’orto, l’area per il compostaggio, la fontana. Costin non si tira mai indietro, ha il coraggio di occuparsi dei malati psichiatrici rifiutati da altre comunità perché hanno alle spalle omicidi. Il progetto La Casetta va avanti anche grazie al contributo dei volontari del Servizio Civile Internazionale che partecipano ai campi estivi. Costin Miron, che vive a 360 gradi la vita della comunità, parla del suo impegno come di «una missione».
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I DISABILI Un viaggio da fare insieme Un gruppo di amici abbatte le barriere materiali e morali della disabilità. Sono ragazzi diversamente abili e normodotati che partono insieme per un viaggio, un’occasione rara e importante di socializzazione e scoperta per giovani con problemi motori. L’iniziativa nasce da Guido Nasi, brillante venticinquenne, scrittore e poeta, che all’età di 17 anni, in seguito a un incidente, rimane paralizzato. La sua vita da quel giorno cambia, e molto, ma in lui resta la voglia di viaggiare e fare amicizia. Da qui, l’idea del progetto «Girovagando» che ha come obiettivo la costituzione di un gruppo di volontari che vogliano accompagnare in viaggio coetanei con grave disabilità fisica. La speranza è quella di dare l’opportunità a un gruppo di ragazzi di conoscersi attraverso l’esperienza del viaggio per guardare da un altro punto di vista la disabilità e l’amicizia. Così, disabili fisici dai 18 ai 30 anni e coetanei normodotati escono insieme, fanno squadra. «Per i ragazzi diversamente abili - raccontano - affrontare un viaggio con amici e non con personale medico o addetto ai lavori è un grande riscatto di autonomia e un importante recupero dell’autostima».
VËNNER 24 GIUGN 2011 San Gioann Batista (Patron ëd Turin)
Da sabato 18 a venerdì 24 giugno storico appuntamento per i torinesi con i Festeggiamenti di San Giovanni. La manifestazione, organizzata e coordinata dal Settore Tempo Libero della Città di Torino , sarà anche quest'anno ricca di eventi.
Per i festeggiamenti di S. Giovaani 2011 non mancheranno gli spettacoli in piazza, i concerti, i giochi e le animazioni per bambini, le manifestazioni sportive, il grande corteo storico in costume, l'accensione del tradizionale farò ed infine il suggestivo spettacolo pirotecnico sul Po
accompagnato da uno spettacolo di intrattenimento musicale su uno sfondo pittoresco, creato da giochi di luci e di colori e animato dalle voci dei personaggi del passato e del presente per celebrare insieme i 150 anni dell' Unità d'Italia.
Programma di venerdì 24 giugno 2011
• Duomo Ore 10.00 - Messa Solenne – Distribuzione dei pani della Carità con la partecipazione della Banda del Corpo di Polizia Municipale di Torino A cura della Famija Turineisa
• Piazza Palazzo di Città Ore 10.00 – 19.00 - Mercatino “Oasi dei prodotti tipici” A cura della Federazione Coltivatori Diretti
• Parco Michelotti Ore 15.00 – 19.00 –Animazione e attività sportive nel parco A cura della Pro Loco Torino e del Club Amici della Bicicletta
• Murazzi del Po Ore 10.00 – 18.00 - “Cittadini e turisti: tutti in canoa” A cura del Circolo Amici del Fiume
• Fiume Po Ore 15.00 – 19.00 - Regata di canottaggio (Castello del Valentino – Circolo Amici del Fiume) . Ore 19.30 – 21.00 - “Palio in canoa”: Ponte Umberto I - Circolo Amici del Fiume Ore 22.10 – 22.20 - “Fiaccolata sul Po” A cura del Circolo Amici del Fiume
• Piazza Borgo Dora Ore 14.00 – 20.00 – “Corri al Balon” – Corsa podistica su strada A cura dell’Associazione Amece
• Piazza Carlo Alberto Ore 16.00 – 20.00 – “I 150 Anni della Moda” A cura di Associazione Verve con la partecipazione di Rossella Calabrò presenta Elia Tarantino
• Via Po - Piazza Castello – Via Pietro Micca – Via Cernaia – Piazza XVIII Dicembre e ritorno. Ore 16.00 – 17.00 - Sfilata auto storiche A cura della Famija Turineisa e di Automotoretrò – Balilla Club e Veteran Car
• Piazza Vittorio Veneto Ore 16.00 – 20.00 – DJ set di Cesare Cera aka Black Mighty Wax di Gru Radio A cura del Consorzio Esercenti Gru Village
• Piazza San Carlo Ore 17.30 – 18.30 – Concerto della Fanfara della Legione Scuola Allievi Carabinieri di Roma. A cura dell’Associazione Arma Carabinieri nell’ambito di Esperienza Italia 150
• Piazza Carlo Felice – Piazza San Carlo – Piazza Castello Ore 16.00 – 18.30 – Sfilata di Bande Musicali e Majorettes per la Festa della Musica 2011. A cura dell’Arbaga, della Federazione Italiana Gruppi Majorettes e della Pro Loco Torino
• Piazza Castello Ore 17.30 – 18.00 – Performance di tango con “Tango3001” – P. Fontaine e D. Gigliotti A cura di Etnotango presenta Monica Mantelli
• Via Pietro Micca Ore 18.00 – 19.00 – Parata Tanghera con “Tango e Design” A cura di Etnotango presenta Monica Mantelli
• Piazza Castello “Pompierinpiazza” Omaggio ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Ore 15.00 –18.30 – per i più piccini “Pompieropoli” diventare pompiere per un giorno; Ore 18.30 – 20.00 - Concerto dell'Antica Musica del Corpo dei Pompieri di Torino 1882, accompagnato da momenti di vita dei Vigili del Fuoco di ieri e di oggi; dirige il Maestro Federico Alotto, presenta Elia Tarantino. A cura del Comando Provinciale VVF Torino, con la collaborazione dell’Associazione Vigili del Fuoco Volontari e Associazione per la Storia dei Vigili del Fuoco.
• Via Po – Piazza Vittorio Veneto Ore 20.00 – Sfilata e concerto della Brigata Alpina Taurinense A cura della Famija Turineisa
• Piazza Vittorio Veneto Ore 20.00 – 01.00 – San Giovanni 150 – Spettacolo di musica, luci e colori con ospiti del passato e del presente per celebrare i 150 anni dell’ Unità d’Italia. A cura dell’ Associazione Verve, del Consorzio Esercenti Gru Village e Quartarete
• Murazzi del Po Ore 21.15 – 21.45 – Concerto della Fanfara Montenero - Sezione A.N.A. di Torino diretta dal maestro Jimmy D’introno. A cura della Famija Turineisa
• SPETTACOLO PIROTECNICO Ore 22.30 - Ponte Vittorio Emanuele, Fiume Po, Giardini Ginzburg. (Presenta Mario Brusa)
Tre ore di applausi sotto il soleper il gruppo storico arrivato a Torino dal Canada, i reduci di Zara, Pola e Fiume, le truppe in Libano e Somalia. C’era anche il generale Sturchio, 102 anni, insignito della Croce di ferro da Rommel
ALESSANDRO MONDO torino
Tre ore sotto il sole, senza perdersi una fanfara. Giovani e meno giovani, mogli e mariti, con o senza bimbi al seguito: nessun segno di impazienza o scatti di insofferenza. Eccole lì le 100 mila persone che ieri mattina, stando alle stime, hanno applaudito i circa 30 mila bersaglieri mentre sfilavano da piazza Vittorio a piazza Cln. E chissà che un giorno qualcuno non riesca a decifrare le cause di una partecipazione che finora ha lasciato sbigottiti gli stessi radunisti.
Perchè se è vero che normalmente i raduni militari catalizzano grosse percentuali di pubblico, è altrettanto vero che Torino - città con una lunga tradizione militare e ampie caserme a delimitarne i corsi - reagisce con un supplemento di curiosità e partecipazione. Chiedete ai granatieri, agli alpini e ai cavalleggeri, che la sfilata se la sono già lasciata alle spalle. Domenica scorsa non si capacitavano nemmeno gli avieri. Ieri è stato Giuseppe Valotto, capo di stato maggiore dell’Esercito, a ribadire il concetto: «Questa città dimostra di avere un “ di più”». «Presenza eccezionale», rilancia il generale Ennio Betti, responsabile dell’Associazione nazionale Bersaglieri per il Settentrione.
In quel «di più» si riassume l’abbraccio che Torino ha riservato anche ai bersaglieri, pieni di orgoglio mentre sfilavano a passo di corsa con i grandi tricolori tenuti per i quattro capi, le medaglie conquistate in teatri di guerra vicini e lontani, le divise moderne e storiche perfettamente stirate. Insieme a loro, le compagne di una vita: dalle vecchie Gip lustrate a puntino alle «carriole», le biciclette pieghevoli straordinarie nella loro essenzialità. Presenti, tra le autorità, Antonio Saitta, il vicesindaco Dealessandri, l’assessore Porchietto, la senatrice Magda Negri.
Una settantina di fanfare provenienti dall’Italia e non solo hanno fatto risuonare le loro note per ogni dove: persino nelle stazioni del metrò, pieno all’inverosimile. Applausi per il gruppo storico dal Canada. Applausi per i reduci di Zara, Pola e Fiume, nomi che fanno ancora vibrare corde profonde. Applausi per i militari reduci dal Libano e dalla Somalia. Ma anche per il generale Sturchio, 102 anni portati con fierezza, insignito della Croce di ferro da Rommel.
In occasione del raduno è stato decorata con la medaglia d’oro al valor dell’Esercito la bandiera del 18° reggimento: il primo a entrare a Nassiriya, in Iraq. Sempre ieri, è stato presentato il nuovo basco nero del Corpo che da oggi sostituirà il «fez» cremisi. Non il cappello piumato: quello, per fortuna, resterà.
150 Anni, il compleanno dell'Italia: La grande festa dei bersaglieri. Sfilano in 30 mila
19/06/2011
Il Corpo dei bersaglieri fu fondato a Torino nel 1836. L’ammassamento di questa mattina in piazza Vittorio avverrà a pochi passi da dove - l’ex caserma Ceppi - tutto ebbe inizio
L’evento clou del raduno parte alle 8 da piazza Vittorio Alle 13,30 l’ammainabandiera finale in piazza Castello
Osservarli dall’alto sarà bellissimo: un mare di svolazzanti piume di gallo cedrone e struzzo color verde. Prima la truppa, e poi gli ufficiali. Sono i bersaglieri, che da stamattina alle 8 conquisteranno il cuore di Torino a passo di marcia. Uno spettacolo per tutti, soprattutto per le famiglie con bambini al seguito, perché non c’è niente di militaresco più festoso e coinvolgente dei fanti con trombetta: sempre in fuga per la vittoria, a ritmo di fanfara.
Oggi è la giornata clou del raduno nazionale del Corpo fondato a Torino nel 1836: sono attese da tutt’Italia ben 72 Fanfare. Alle 8 l’ammassamento in piazza Vittorio a pochi passi dal luogo dall’ex caserma Ceppi, dove nacquero, esattamente 175 anni fa. Poi l’avanzata a passo di corsa lungo via Po, piazza Castello, via Roma, piazza San Carlo e infine piazza Cln. Qui andrà in scena l’atteso «rompete le righe». E alle 13,30 (massimo alle 14) l’ammainabandiera in piazza Castello, il sipario su quel 59˚ raduno nazionale che è un’altra indimenticabile pagina del 150˚ compleanno dell’Unità d’Italia.
In tutto, nel centro città, sfileranno fra due ali di folla 30 mila bersaglieri, suddivisi in sette scaglioni. I primi a correre davanti alla folla saranno i corpi invitati, le rappresentanze ospiti, le strutture di soccorso e la Protezione civile. Seguiranno la bandiera di guerra dell’ormai disciolto 18˚ reggimento. Mentre la prima Regione a sfilare sarà la Lombardia cui seguirà, a ritmo incalzante, l’Italia intera. Soltanto in chiusura, più o meno attorno alle 13,30, passeranno i bersaglieri di casa, i piemontesi.
Chi volesse portarsi a casa un ricordo della giornata potrà acquistare uno zaino e tanti altri gadget a tema nei gazebo allestiti nelle piazze più centrali. Ogni tracolla (che costerà dieci euro) conterrà la medaglia commemorativa, un volume sulla storia del Risorgimento, una serie limitata di cartoline celebrative, un chilo di riso e un chilo di caffè Lavazza (sponsor del raduno).
Già venerdì mattina la città ha accolto con un abbraccio affettuoso i bersaglieri. Accompagnati dalle loro inseparabili biciclette pieghevoli («le carriole»), hanno debuttato in via Garibaldi, dove sono arrivati insieme con il Medagliere nazionale e la Coccarda tricolore. Un esordio in grande stile, cui sono seguite svariate e seguitissime iniziative come il «Trofeo nazionale del bersagliere ciclista», gara a cui hanno partecipato anche ex campioni del nostro ciclismo come Balmamion e Bugno: il due volte iridato «le prime gambe» se l’è fatte alla «Compagnia atleti» del Corpo quando era sotto leva. Dalla corsa alla pedalata.
Italia 150 da record: in tre mesi un milione di visitatori a Torino
15/06/2011 Il comitato per le celebrazioni festeggia il traguardo e annuncia due nuovi grandi appuntamenti con lo stile e il genio italiano in programma alla Venaria Reale
elena masuelli torino
La storia del Paese raccontata attraverso lo stile e il genio. Sono le prossime due tappe che Esperienza Italia dedica alle celebrazioni per i 150 anni, con due mostre allestite alla Reggia di Venaria: “Moda in Italia” e “Leonardo. Il Genio, il mito”. La prima, curata da Franca Sozzani e Gabriella Pescucci, racconterà l’evoluzione della moda nel nostro Paese, da Gabriele d’Annunzio agli esperimenti del futurismo, dagli abiti delle dive del cinema ai grandi stilisti contemporanei. Sarà allestita dal 17 settembre 2011 all’8 gennaio 2012 nella Sale delle Arti, con gli abiti provenienti dalla prestigiosa collezione della Fondazione Tirelli - Trappetti a cui si aggiungeranno quelli realizzati dai principali stilisti italiani contemporanei, i vestiti provenienti da film che hanno fatto la storia e quelli appartenuti a personaggi che con il loro stile hanno segnato il gusto dell’epoca.
Due le sezioni. Quella dal 1861 fino al 1946, seguendo un andamento storico, racconterà i ceti dirigenti italiani attraverso i loro abiti fra cui quelli della Contessa di Castiglione, della Regina Elena e della Regina Margherita, ma anche la moda maschile con vestiti appartenuti, ad esempio, a Gabriele d’Annunzio. La seconda sezione ripercorrerà il percorso compiuto dal Dopoguerra in poi dalle sartorie e dagli atelier di moda che si sono trasformati fino a diventare il laboratorio dell’Italian Style. Saranno esposti qui i capolavori di Pucci, Capucci, Valentino, Armani, Versace e Ferrè fino ai più significativi protagonisti della moda italiana contemporanea. Non mancherà uno sguardo ai futuri scenari dello stile italiano. Il cinema si intreccerà con tutta la mostra, con spezzoni di film e abiti indimenticabili, come quello di Claudia Cardinale ne “Il Gattopardo” o da quello di Alida Valli in “Senso”.
Poi arriverà l'evento “Leonardo. Il Genio, il mito”, con il famosissimo Autoritratto di Leonardo, esposto in via del tutto straordinaria fuori dalla Biblioteca Reale di Torino in cui è conservato. Si tratta di un avvenimento unico, che permetterà di ammirare il capolavoro per un numero limitato di giorni, dal 18 novembre 2011 al 29 gennaio 2012, nelle Scuderie Juvarriane.
Presentando i due appuntamenti il Comitato Italia 150, organizzatore delle celebrazioni per il centocinquantenario a Torino e in Piemonte, festeggia il traguardo raggiunto, in tre mesi, di un milione di visitatori. Lo fa nel giorno in cui avviene il passaggio di testimone alla presidenza fra Sergio Chiamparino e il Sindaco di Torino, Piero Fassino. Oltre la metà delle presenze per le Officine Grandi Riparazioni, con le mostre “Fare gli italiani”, tra le dieci più visitate in Italia, “Stazione Futuro” e “Il futuro nelle mani. Artieri domani” e per la Reggia di Venaria, con i Giardini, il nuovo Potager Royal e il Fantacasino. 128Mila gli ingressi per la mostra “La bella Italia. Arte e identità delle città capitali”, allestita fino all’11 settembre nelle Scuderie Juvarriane.
I due terzi dei visitatori provengono da fuori Piemonte, in particolare da Lombardia e Triveneto, ma anche dal Centro e dal Sud Italia, oltre che dall’estero. Un contributo importante è arrivato dalle scuole: le gite scolastiche, provenienti da tutto il Paese, hanno mosso 180mila studenti. Grande successo anche per il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano a Palazzo Carignano e il Museo dell’Automobile di Torino, completamente rinnovati per il 2011, che hanno entrambi superato i 100mila visitatori, così come la Sala del Senato Italiano ricostruita all’interno di Palazzo Madama.
A fare da cornice una città imbandierata da oltre 130mila tricolori, che hanno stupito ed emozionato anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Per lui uno dei bagni di folla che hanno caratterizzato Torino, a cominciare dalla Notte Tricolore, che ha aperto le celebrazioni, insieme ai raduni delle Forze Armate, su tutti la festa da un milione di presenze per la partenza del Giro d’Italia e l’84^ adunata degli Alpini, dal 6 all’8 maggio.
Miró: Raduno Bersaglieri a Torino dal 17 al 19 giugno 2011
Il 59° Raduno Nazionale dei Bersaglieri si tiene dal 17 al 19 giugno a Torino città che ha dato i natali al corpo d'armata. L'occasione è la celebrazione dei centocinquantanni dell'unificazione nazionale e il 175° anniversario della fondazione del Corpo dei Bersaglieri. Durante i tre giorni torinesi - preceduti da un giorno a Biella - i Bersaglieri ricordano anche i 155 anni dalla morte del fondatore, il generale Alessandro Ferrero della Marmora e i 125 anni dalla costituzione della Società di Mutuo Soccorso fra ex Bersaglieri, poi diventata Associazione Nazionale Bersaglieri.
In programma del Raduno Nazionale dei Bersaglieri di Torino 2011 prevede cortei nel centro di Torino, alzabandiera in piazza Castello, concerti, la deposizione di una corona ai monumenti dei Bersaglieri e altre iniziative correlate, fino alla sfilata di domenica 19 che termina in piazza Castello.
Programma:
Martedì 14 giugno Arrivo Presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri
Mercoledì15 giugno Ore 11:00 Conferenza stampa di presentazione del Raduno presso la sala conferenze della Regione Piemonte, in P. Castello Ore 15:00 Convegno sul risorgimento (presso Circolo Ufficiali di Presidio)
Giovedì 16 giugno ore 10: Inaugurazione Mostra storica del Corpo, presso la Reguione Piemonte Ore 14:30 Partenza per Biella , con visita omaggio alla tomba del fondatore
Venerdì 17 giugno Ore 10:00 Arrivo del medagliere Nazionale in via Garibaldi ang. Via Milano corteo da Via Garibaldi a Piazza Castello Ore 10:30 Alza Bandiera in P. Castello Ore 11:00 Corteo fino a Palazzo Civico e consegna Medagliere Nazionale al sindaco della città Ore 17:30 Inaugurazione presso il Museo Regionale di Scienze Naturali della Mostra “Alberto Lamarmora geografo e scienziato” Ore 20:30 Concerto di tre fanfare in P. Castello
Sabato 18 giugno Ore 09:30 Deposizione Corona ai Monumenti dei Bersaglieri (Giardini Lamarmora in V. Cernaia) Ore 10:00 Apertura annullo filatelico c/o Regione Piemonte Ore 11:00 S. Messa c/o la Chiesa Maria Ausiliatrice Ore 12:30 Pranzo di gemellaggio Ore 14:30 Gara ciclistica “Trofeo Nazionale del Bersagliere ciclista” Ore 17:00 Saggio ginnico al Parco Ruffini Ore 21:00 Concerto delle fanfare dei Bersaglieri in P. Castello (Fanfara di Cremona) – P. Carlo Felice (Fanfara di Jesolo)
Domenica 19 giugno Ore 08:00 Ammassamento in P. Vittorio Veneto Ore 10:00 Inizio sfilata: V. Po – V. Roma – P. San Carlo Ore 13:30 Ammaina Bandiera in P. Castello
Il cantiere nell'area dove sorgerà il grattacielo Sanpaolo
Dopo tre anni di cantiere-travaglio sono nate le fondamenta della creatura dell'archistar Piano
emanuela minucci torino
Il cantiere, anzi il travaglio, è durato tre anni. Ma alla fine, dalla terra transennata di blu in corso Inghilterra, sono spuntati i piedi in cemento del Gigante. Il frutto del parto (le fondamenta, due piedistalli grandi quasi quanto la Gam, che conterranno ognuno tre ascensori, per un volume pari a 160 mila metri cubi) da qualche giorno svetta ben al di là della palizzata anti-curioso su cui rimbalza il logo del 150° dell’Unità d’Italia.
Una delle fasi più delicate del grattacielo Intesa-Sanpaolo, mega-costruzione alta 166 metri e 26 centimetri (giusto per restare una spanna sotto la Mole), si è dunque conclusa. Come sono terminati i cinque piani interrati del parcheggio che riusciranno ad ospitare 400 auto. Soltanto l’invaso - una scatola di calcestruzzo profonda circa 20 metri e grande quanto la superficie - che si estende per circa 7 mila metri quadrati, è costato 18 milioni di euro.
Guardando quei due tozzi parallelepipedi attorno ai quali si muovono lesti cinquanta operai-formichina con l’elmetto giallo pare impossibile che siano i piedi del Gigante. Eppure sosterranno 38 piani, centinaia di uffici e open-space, un ristorante panoramico che sembrerà sospeso oltre che sulla città su un giardino tropicale. E’ la Torino che cresce, lentamente, insieme con gli ecomalumori, ma cresce. In verticale, ma anche in orizzontale, perché seppur con abbondante ritardo - sarà un destino legato al mondo dei treni - stanno procedendo anche i lavori di copertura della nuova, avveniristica e scintillante Porta Susa.
Astronave trasparente in acciaio e vetro, sdraiata fra corso Vittorio e piazza XVIII Dicembre e corso Bolzano, la stazione dovrebbe essere inaugurata entro il prossimo anno. Più o meno quando il grattacielo Intesa-Sanpaolo avrà doppiato l’altezza della vicina sede della Provincia, che oggi domina solitaria in corso Inghilterra. Perché il Gigante - alto il doppio della torre Littoria di piazza Castello - sarà pronto «soltanto» - e si fa per dire, perché si tratta di un’opera non soltanto alta, ma dalla raffinatissima tecnologia - nel 2013.
In questo capolavoro di acciaio e vetro firmato dall’archistar Renzo Piano, e contro il quale si stanno battendo con tutte le loro forze gli ambientalisti (Paolo Hutter è arrivato a «vendere», per finanziare il comitato «Non grattiamo il cielo di Torino», una fotografia dello skyline di Torino: «un panorama così, dopo il grattacielo, non lo vedrete più!»), lavoreranno 2 mila dipendenti del gruppo bancario. Il centro direzionale (che verrà riscaldato e raffreddato grazie all’energia geotermica) sarà sede lavorativa e molto altro: spazi fruibili dai cittadini nella parte più bassa (compreso un asilo da 60 posti), una caffetteria, un grande auditorium. Al top del grattacielo verranno ospitati il ristorante, lo spazio espositivo, il bar e la terrazza panoramica, racchiusi nella serra bioclimatica.
Come si legge sul sito della «Rizzani de Eccher», l’impresa che si è aggiudicata la sfida insieme con la svizzera «Implenia», il valore dell’appalto supera i 240 milioni, ed è stata stabilita in 36 mesi la durata dei lavori. Lavori che non si fermeranno mai, neppure ad agosto, «forse tre o quattro giorni a cavallo del 15». E se Rfi non riuscirà neppure stavolta a rispettare i tempi di consegna dei lavori della stazione, il Gigante rischia di essere inaugurato prima della nuova stazione di Porta Susa.
L’ultima promessa dell’ad Mauro Moretti è datata 15 luglio: Rfi si è impegnata ad aprire entro quel giorno una parte del nuovo fabbricato viaggiatori su cui converge la fermata della Linea 1 del metrò. Speriamo. Perché per ora l’unico cantiere che procede ad alta velocità in corso Inghilterra è quello del Gigante.
150 Anni dell'Unità d'Italia: In volo acrobatico per celebrare la festa dell'Aeronautica
11/06/2011 - evento
Ieri sera la fanfara della prima Regione Aerea ha aperto il raduno in Piazza San Carlo
Dopo i granatieri, gli Alpini e la Cavallerizza, è il giorno dell'Aviazione per "Italia 150"
alessandro mondo torino
Aviatori, che passione. Dopo i Granatieri, gli Alpini e la Cavalleria, è il giorno dell’orgoglio per l’Aeronautica e per l’Aviazione dell’Esercito, alle prese con il primo raduno unitario in una città che ha il volo nel suo Dna. Ieri sera l’apertura della manifestazione, introdotta dal concerto della prima Regione Aerea in piazza San Carlo. Oggi la giornata-clou, caratterizzata dalla sfilata in centro e dall’esibizione delle Frecce Tricolori pronte a sorvolare i radunisti pennellando di verde, bianco e rosso il cielo di Torino: quella della pattuglia acrobatica sarà la seconda performance sopra la Mole dopo il doppio passaggio radente avvenuto il 4 maggio in occasione della Festa dell’Esercito.
L’esibizione è prevista in mattinata, contestualmente alla sfilata lungo l’asse piazza Carlo Felice-piazza Castello. Appuntamento alle ore 9, quando i radunisti si riuniranno in piazza Castello e, dopo l’inquadramento per regioni, in ordine alfabetico, si trasferiranno in piazza San Carlo. Un’ora dopo, alle 10, seguirà lo schieramento e la resa degli onori a medaglieri, labari, gonfaloni e bandiere. Poi la rassegna dello schieramento e gli interventi delle autorità. Alle 11, finalmente, l’ammassamento in via Roma, all’altezza di piazza Carlo Felice, e lo sfilamento verso piazza Castello, dove il corteo si scioglierà alle 12,30.
La giornata si concluderà alle 13, con il «rancio sociale» riservato ai radunisti e ai loro accompagnatori a Torino Esposizioni. Alla voce «curiosità» va segnalato il simulatore di volo montato in piazza Castello, proprio davanti al palazzo della giunta regionale. Il senso è quello di una giornata di festa collettiva - nè più nè meno dei raduni precedenti, e di quelli che seguiranno - dove la celebrazione delle glorie del passato si unisce alla volontà di far conoscere l’Aeronautica e l’Aviazione per quel che sono oggi. Il tutto nella cornice delle celebrazioni di Italia 150 a Torino, dove la pratica del volo ha radici profonde. Lo hanno ricordato non più tardi di qualche giorno fa i generali Giambortolo Parisi e Antonio Lattanzio, rispettivamente presidenti dell’Associazione nazionale Arma Aeronautica e dell’Associazione nazionale Aviazione Esercito.
Torino vide librarsi il primo aereo a motore costruito in Italia, sui suoi cielo volò il celebre Francesco Baracca, dalle acque del Po gli idrovolanti inaugurarono la prima rotta commerciale italiana: la Torino-Trieste-Torino. Non solo: a Torino è nata nel 1952 l’Associazione Arma Aeronautica. L’anno dopo, nel ‘53, si svolse il primo raduno. Non ultimo, proprio qui si è sviluppata la prima industria aeronautica. Dal ricordo del vecchio campo volo di Miraflores alle imprese di Gino Lisa, uno degli assi dell’aviazione italiana sepolto al Cimitero Monumentale, passando per l’intitolazione di numerose vie, è un susseguirsi di testimonianze che attendono solo di essere riscoperte.
La sfilata di oggi - che stando alle attese dovrebbe portare a Torino 10-15 mila persone, con l’arrivo di radunisti da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo - può essere una buona occasione per familiarizzare con questo retaggio. Prevedibile, anche questa volta, la partecipazione dei torinesi, incuriositi e inorgogliti dal susseguirsi di raduni in una città che grazie alle celebrazioni di Italia 150 si è riscoperta capitale. L’unica incognita è legata alle bizze del meteo.
I radunisti non spariranno con la conclusione della sfilata. Vi capiterà di incontrarli anche domani, giornata dedicata per la visita alla città e al suo florilegio di mostre: cominciano da quella curata dalle due associazioni di riferimento al pian terreno del palazzo della Regione in piazza Castello. Benvenuti.
Regione Piemonte - Raduni 2011: Aeronautica e Aviazione dell'Esercito - 10-11 giugno 2011
07/06/2011
Aeronautica e Aviazione dell'Esercito
Torino, 10-11 giugno 2011
Per la prima volta nella stessa occasione, il 10 e 11 giugno si tiene il Raduno dell’Associazione d’Arma Aeronautica e dell’Aviazione dell’Esercito. Una scelta non casuale, dato che Torino, con le sue consolidate tradizioni aeronautiche e le realtà progettuali d’avanguardia, rappresenta una città d’elezione per tutti gli appassionati del volo. Sui cieli di Torino ha volato infatti Francesco Baracca, e lungo il corso del Po ebbe inizio l’attività commerciale della prima rotta italiana di idrovolanti: la Trieste-Torino-Trieste; senza contare il contributo della città allo sviluppo dell’industria aerospaziale.
Il Raduno si apre, la sera del 10 giugno, con il concerto della Banda dell’Aeronautica Militare. La mattina dell’11 giugno, invece, si svolgerà la cerimonia in omaggio ai caduti al Cimitero monumentale. Dalle ore 10.30 inizierà lo sfilamento dei radunasti sul percorso da via Po, piazza Castello, via Roma e piazza San Carlo, con i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma locali, circa 3000 Soci e familiari provenienti da Italia e con delegazioni estere. Durante la sfilata è previsto un passaggio della Pattuglia Acrobatica dell’Aeronautica Militare e di un gruppo di elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito.
Punto Informativo
In Piazza Castello è attivo il Punto Informativo Raduni 2011. Orari: da martedì a domenica ore 13-19.
Nei giorni dei Raduni apertura continuata dalle ore 10 alle 20.
Tel. 011.4324421 Fax 011.4324379
Mostra Raduni 2011
Mostra Raduni 2011 - Foto Mariotti - Palazzo Regione - Piazza Castello, 165 Da martedi' a domenica dalle ore 13,00 alle ore 19,00 (chiuso lunedì).
Apertura durante i raduni dalle ore 10,00 alle ore 20,00
“Come together”. Il titolo della celebre canzone dei Beatles è lo slogan usato per invitare, sabato 18 giugno, tutti i torinesi e non solo a Vanchiglia. L’occasione è “Lov Night #3”: una notte di arte, cultura e divertimento in cui negozi e laboratori creativi torinesi compresi nel triangolo tra corso San Maurizio, corso Regina Margherita e il Po saranno eccezionalmente a porte aperte. Dalle 18 fino al mattino, il quartiere un tempo espressione della mentalità operaia della città e oggi cuore pulsante della creatività locale si animerà con mostre, performance coreografiche, proiezioni, aperitivi, cene a tema e dj set.
L’idea è di Lov Vanchiglia Open Lab, il network, spontaneo e indipendente, nato per esaltare il senso di appartenenza al borgo e per creare un legame fra le diverse professionalità che organizzano la “Lov Night”: studi di grafica, architettura e fotografia, laboratori teatrali, botteghe artigiane, “piole” e ristoranti etnici all’ultima moda.
“Lov Night” verrà trasmessa in diretta e in live streaming su Radio Flash 97.6 dalla sede di via Artisti 30.
Marchionne: "Fiat non lascerà Torino - L'Italia deve cambiare atteggiamento
04/06/2011 - AUTO - LE STRATEGIE DEL LINGOTTO
L'ad Fiat Sergio Marchionne con il presidente Usa Barack Obama
L’ad: in Usa applausi, qui insulti. Elkann assicura: ci rafforzeremo
VENEZIA «Quanto è avvenuto negli Usa deve essere letto in Italia in modo positivo. Se è possibile farlo là, è possibile farlo anche qui. Deve cambiare però l’atteggiamento». È un messaggio chiaro quello che, da workshop del Consiglio per le relazioni Italia-Stati Uniti a Venezia, di cui è presidente, l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, manda al Paese, dopo la festa nella fabbrica Chrysler.
«Ieri la gente ringraziava per quello che è stato fatto, invece di insultare», incalza Marchionne, che nell’Isola di San Clemente, nella Laguna di Venezia, arriva direttamente dagli Usa. Con lui c’è il presidente del Lingotto John Elkann: «Il messaggio per l’Italia - concordo - non può che essere positivo. La presenza Fiat è importante e non si ridimensionerà, anzi uscirà rafforzata». L’ad Fiat spiega che la fusione con Chrysler «non è una priorità quest’anno, così come non lo è il trasferimento». «Non è cambiato niente - afferma - il problema non è sulla mia scrivania. La vera questione è lavorare sull’integrazione e la leadership. Dobbiamo fare dei cambiamenti a breve, sarà un’estate molto impegnativa. Dobbiamo trovare una soluzione per la corporate governance che tenga presente che abbiamo una grande entità negli Stati Uniti che produrrà nel Paese tante auto quante la Fiat ne produce nel mondo».
Marchionne, dopo aver festeggiato la restituzione del debito al governo americano con sei anni di anticipo, ha già posto un altro tassello nella scalata della casa di Detroit, di cui ora detiene il 52%: giovedì ha presentato un’offerta al governo canadese per acquistare la sua quota pari all’1,7%, valore circa 125 milioni di dollari. Poi, tra ottobre e novembre arriverà l’ultimo 5% gratuito, quando sarà omologata l’auto Chrysler a basso consumo con tecnologia Fiat. Più lunghi, invece, sembrano i tempi per l’accordo con Veba, il fondo gestito dal sindaco Uaw, che detiene il 41%. «Se ci sarà l’intesa - spiega Marchionne - la quotazione della casa Usa non sarà necessaria». Nessuna operazione legata alla "scalata" di Chrysler richiede risorse al momento e, per questo, non c’entra nulla un’eventuale quotazione della Ferrari, per la quale «bisogna trovare i tempi giusti».
In Italia i problemi ancora aperti riguardano anche il fronte Confindustria. «Nessuna ostilità - chiarisce Marchionne - ma bisogna salvaguardare l’industria Fiat e assicurare che il piano industriale venga rispettato. L’appartenenza a Confindustria non può indebolirci. Capisco le ragioni storiche ma la Fiat viene prima di tutto». Gli risponde subito il vice-presidente Alberto Bombassei con delega alle relazione industriali, che dice di raccogliere la sfida su contratti validi per tutti se approvati dalla maggioranza: una modernizzazione da portare avanti con il Lingotto così che «alla luce di queste considerazioni, riteniamo che l’appartenenza a Confindustria non indebolisca Fiat, anzi la rafforzi». Lo sguardo di Marchionne è rivolto anche al mercato dell’auto (non una svolta, quella di maggio, m a «un’inversione di tendenza» dopo 13 mesi consecutivi negativi) della collaborazione con la giapponese Suzuky che «andrà avanti sia sui motori sia sullo sviluppo delle piattaforme» e dell’investimento da 1,1 miliardi in Russia, «più basso del previsto perchè sono inferiori le prospettive del mercato, ma la produzione iniziale di 120 mila auto potrà crescere in futuro».
Al manager del Lingotto risponde il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: «Marchionne chiede un atteggiamento più favorevole dell’Italia, sapendo peraltro che il governo, Regioni, Enti Locali, sindacati riformisti hanno garantito sempre le condizioni più favorevoli. Gli si oppongono, in una non originale sintonia, il sindacato conservatore, settori ideologizzati della magistratura e ambienti delle borghesie bancarie». Del tutto diverso il tono del commento di Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom: «Le parole volano, gli scritti restano. Se vuole fare come negli Usa, Marchionne scriva accordi anche per l’Italia, con il governo e le parti sociali».
Anche per il 2 Giugno piazza Castello si è riempita di bandiere tricolori
Solo Fassino e Saitta alla manifestazione di piazza. La replica: «Se ragionano così, la rimonta è vicina»
ALESSANDRO MONDO torino
Torino, Festa della Repubblica, ore 10. In piazza Castello, proprio sotto le finestre della Regione, c’è l’alzabandiera ma non c’è Roberto Cota, che della Regione è il presidente. La presenza di Ugo Cavallera, il numero due della giunta regionale, non maschera l’assenza del governatore. Tanto più che alla cerimonia partecipano il nuovo sindaco Piero Fassino, applaudito dalla folla, e il presidente della Provincia Antonio Saitta.
Quanto basta per spingere il Pd e l’Italia dei valori a dare fuoco alle polveri, attaccando frontalmente Cota nel corso della giornata. Il fatto che nel pomeriggio il presidente della Regione si presenti puntuale a un’altra celebrazione - il tradizionale ricevimento organizzato in Prefettura, sempre nella cornice della ricorrenza - non stempera le polemiche: l’assenza del governatore al tradizionale alzabandiera, analogamente a quanto accadde in occasione della Festa dell’Esercito, si salda all’atteggiamento quantomeno tiepido mostrato verso le celebrazioni di Italia 150.
Così la pensano quelli che ieri si sono sentiti in dovere di riprenderlo. Dal segretario regionale del Partito democratico Gianfranco Morgando - «Cota è leghista prima di essere presidente, conferma di non riconoscersi appieno nella storia e nei valori della nostra comunità» - ad Aldo Reschigna, il capogruppo in Consiglio regionale: «Ha perso un’altra occasione per sintonizzarsi con i piemontesi». No comment di Fassino che però, a margine della cerimonia, è stato molto chiaro nel sottolineare il valore della ricorrenza: «Celebrare il 2 giugno non è un atto formale, conferma la validità dei principi e dei valori contenuti nella Costituzione». Chi non la manda a dire è Saitta: «Le assenze di Cota non sono più una novità, come la mancanza di entusiasmo per le celebrazioni di Italia 150. Io ho un’altra cultura politica e ritengo doveroso partecipare a questi impegni, a maggior ragione per chi occupa ruoli istituzionali». Poi la stoccata: «C’è un sentimento diffuso per questi valori, anche tra i piemontesi: credo lo dimostri pure il risultato elettorale». Un riferimento esplicito all’estraneità del governatore rispetto al territorio che rappresenta.
Predicozzi strumentali, secondo Cota, stufo di essere ripreso come si fa con i discoli che marinano le lezioni. «Non capisco - replica in giornata -: se partecipo alle celebrazioni, polemizzano; se non partecipo, polemizzano lo stesso». L’anno scorso era stato nella sua Novara, questa volta ha scelto Torino, e il ricevimento in Prefettura. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) erano in programma due eventi, uno la mattina e uno al pomeriggio - replica il governatore dopo aver appreso delle critiche -. Stamane ha presenziato il vice-presidente Cavallera, io vado in Prefettura. Non c’è nulla da rimestare a livello politico, la scelta dipende da ragioni famigliari». Al ricevimento è stato raggiunto da Fassino mentre Saitta ha dato la priorità all’alzabandiera: nel pomeriggio si è recato a Pinerolo.
Resta l’insofferenza di Cota, unita a una convinzione: «Consiglio a chi insegue questa polemica di lasciar perdere, di riflettere sul fatto che, nonostante l’euforia seguita al risultato elettorale, dovrebbe restare con i piedi per terra. Se l’approccio è questo, la rimonta è vicina».
Nellultimo anno l'ente per il diritto allo studio del Piemonte ha subito tagli di bilancio (fonte: lastampa.it)
Torino. Da oggi le borse di studio universitarie saranno assegnate ai più bravi: lo ha deciso stamattina la Giunta regionale del Piemonte alzando la soglia dei requisiti di merito per l’erogazione degli aiuti economici forniti dall’Edisu, l’Ente per il diritto allo studio universitario.
Se prima per diventare borsisti era sufficiente presentare il reddito familiare e mantenere una media d’esame pari a 24/30 (oltre all’aver conseguito 25 crediti formativi durante il primo anno di Università) adesso le cose cambiano: lo studente dovrà avere una media del 25 e i crediti da acquisire saranno 30. Mutano anche le condizioni per l’assegnazione dell’alloggio in residenza: gli importi per gli affitti degli studenti fuori sede saranno assegnati anche sulla base delle domande presentante. Buone notizie sul fronte ristorazione: per mangiare i borsiti otterranno 750 euro se iscritti a tempo pieno.
“Vogliamo – spiega l’assessore all’Università, Elena Maccanti – premiare il merito degli studenti universitari più capaci che si iscrivono ai corsi di laurea degli atenei piemontesi. Per questo sono stati inseriti criteri in grado di valorizzare concretamente il talento degli studenti. Non solo: é stato fatto un grande lavoro per ridurre le spese dell’ente”.
La modifica votata oggi prevede anche che ai chi consegue la laurea breve o magistrale entro la durata prevista dagli ordinamenti abbia diritto ad un’integrazione della metà della borsa ottenuta nell’ultimo anno di corso.
Infine, non vengono più inseriti nel bando i prestiti fiduciari e l’erogazione della Borsa Plus, sostituita dal progetto Marco Polo che, in collaborazione con la Fondazione Crt, prevede borse per studenti meritevoli in particolari condizioni economiche.
“Dirigere questa orchestra è un grande onore, soprattutto in occasione del concerto del 2 giugno, una data significativa per la storia d’Italia”. Alla vigilia del debutto come direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la voce di Andrea Battistoni sembra tranquilla. Andrea, 24 anni di Verona, si prepara a salire sul podio in occasione del concerto di domani sera per festeggiare i 65 anni della Repubblica Italiana. Alle 10 del mattino in piazza Castello è prevista la cerimonia dell’Alza Bandiera alla presenza delle autorità cittadine e militari, seguita alle 11 dalla consegna delle onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica al Conservatorio “Giuseppe Verdi”. In serata l’appuntamento per tutti i torinesi è in piazzetta Reale per il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai insieme al Coro del Teatro Regio.
Dal palco risuoneranno le musiche di Beethoven, Rossini, Puccini e Verdi. “Di Verdi, in particolare, eseguiremo brani molto risorgimentali –spiega Andrea Battistoni - in cui emerge molto bene il tema della lotta contro l’oppressore”. Figlio di una pianista e di un medico da sempre appassionato di musica lirica, nel 2006 Andrea si è diplomato in violoncello. L’orchestra l’ha scoperta a 15 anni. “Mi sono reso conto che non si trattava di tanti strumenti separati suonati da persone diverse ma di un unicum, che rappresentava lo strumento del direttore. Da lì ho iniziato a studiare sinfonia”.
Poi l’incontro con diversi maestri, tra i quali Gianandrea Noseda, direttore del Teatro Regio, i primi inviti importanti e l’inizio di una carriera fatta solo di musica che domani sera si arricchirà di un nuovo tassello. Ma l’esperienza torinese di Andrea Battistoni non termina qui. Nel 2012 il giovane direttore d’orchestra tornerà in città per un ciclo di concerti pomeridiani all’Auditorium Rai di piazza Rossaro, con un unico obiettivo: “Cercare di avvicinare i giovani alla lirica e dimostrare quanto oggi questo tipo di musica abbia ancora da dire”.
Fischio d'inizio in Sala Rossa Ecco gli undici assessori di Fassino
La squadra di governo cittadino al completo con Fassino
Cinque donne e cinque under 40 per l'esecutivo: "Scelti all'insegna di parità e rinnovamento"
emanuela minucci torino
«Fassino che si tiene la delega ai Giovani, ma non ti pare un ossimoro?». È la battuta più cattiva planata ieri nella Sala delle Colonne, mentre il sindaco officiava il battesimo della sua giunta. Partito con mezz’ora di ritardo - ecco una differenza con Chiamparino, che da buona Vergine spaccava il secondo - il primo cittadino ha sistemato la squadra nelle prime due file di poltrone rosse. Peccato che la selva di telecamere, cronisti, addetti stampa e curiosi fosse tale che a Giuliana Tedesco - neoassessore ai Vigili - qualcuno ha chiesto di mandare due civich a dirigere il traffico.
Le promesse Fassino sarà stato pure in ritardo di mezz’ora, ma puntuale su qualcosa di molto più importante: la consegna della giunta, fatta in 15 giorni e con i criteri inediti prefissati in partenza: metà donne, parecchi giovani (cinque assessori sono under 40 e sei torinesi), una quota di società civile e, soprattutto, il manuale Cencelli finito nella spazzatura.
Un modello preso a esempio da molti altri sindaci appena eletti (Pisapia in testa a tutti) e che ha trasformato ancora una volta Torino in città simbolo di efficienza politico-amministrativa. Non che il mix ottenuto non sia stato sofferto: «Ho dovuto rinunciare a parecchi ex assessori di valore - ha spiegato Fassino - perché al di là della giusta continuità con la giunta Chiamparino, rappresentata dal vicesindaco Dealessandri, dal responsabile del Bilancio Gianguido Passoni e dall’assessore Curti, questa squadra doveva essere all’insegna del rinnovamento generazionale e della parità di genere».
Le donne La presenza femminile non è di pura facciata. Basti pensare al superassessorato andato a Giuliana Tedesco (Moderati) che dovrà occuparsi di Turismo, Commercio e Vigili urbani. Insomma, quel che facevano, insieme, gli ex assessori Altamura e Mangone. Per non parlare della maxidelega andata alla rottamatrice Ilda Curti, che pur mantenendo l’Integrazione, l’Arredo urbano e il Suolo pubblico (che aveva già con Chiamparino) guadagna un assessorato di peso come l’Urbanistica. E Anna Prat, l’esperta che si dava per certa a decidere il futuro degli insediamenti urbani, che fine ha fatto? Lavorerà dietro le quinte, a tu per tu con il sindaco, seguendo i grandi progetti di metamorfosi della città. Anche Maria Grazia Pellerino di Sel si occuperà di un argomento cruciale: l’Istruzione, ereditata da Beppe Borgogno che lavorerà come capostaff di Fassino. La new entry di ieri, il doppio asso calato dal sindaco (donna e della società civile, area cattolica molto gradita alla medesima ala Pd), è Elide Tisi, un passato da assessore a Grugliasco, quindi non nuovissima alla politica, ma soprattutto un presente nel volontariato sociale. A lei andrà il Welfare. Maria Cristina Spinosa, quota Idv, si dovrà invece occupare di Decentramento. Poca roba? Niente affatto: stando a sentire Fassino si tratta di una questione cruciale.
Le deleghe Per il resto i nomi sono cosa nota, meno note le deleghe. L’assessorato più spinoso, ma di peso (Traffico e Trasporti), va al garigliano Lubatti, mentre al giovane Lavolta (32 anni) spetta l’Ambiente che nei prossimi cinque anni sarà senz’altro più importante che in passato. Braccialarghe alla Cultura (società civile quota sindaco) non è più una sorpresa, mentre all’esordiente Stefano Gallo va lo Sport. Per il resto sono grandi classici, dal vice Dealessandri (qui è più innovativa Milano: Pisapia vuole una donna come numero due) a Passoni «che deve far quadrare un bilancio rosso cupo» (sarà meglio che non sia un neofita). Otto assessori di prima nomina: «Una squadra - ha detto Fassino - motivata: un mix tra rappresentanza politica, competenza, professionalità ed esperienze nella società civile. Siamo la prima città italiana ad adottare questo criterio, che seguiremo anche per le rappresentanze del Comune negli enti di secondo livello». Inutile dire che anche lì siamo all’overbooking.
I neo sindaci di Milano e Torino: Giuliano Pisapia e Piero Fassino
Fassino: «Super-alleanza con Milano. Il Salone del Libro? Resta qui»
EMANUELA MINUCCI TORINO
Due grandi eventi a distanza di un’ora (ad alta velocità): l’Expo universale di Milano e l’Expo del Gusto in terra Slowfood, la nostra. Ecco il mega-progetto cui sta già lavorando la neonata amministrazione Fassino. Che, con l’arrivo del sindaco Pisapia può finalmente, forte della stessa maggioranza politica, stringere nuove alleanze strategiche.
L’asse Torino-Milano, «una collaborazione fruttuosa e continua che esploderà nel 2015» (sono parole dello stesso Pisapia), è uno dei punti chiave del programma di Fassino. Al punto che il primo cittadino, già durante la campagna elettorale, aveva incontrato l’amministratore delegato dell’Expo milanese Giuseppe Sala «per capire in che modo le due città potessero allearsi in funzione di un evento da sfruttare al massimo aumentandone le potenzialità di pari passo con l’offerta di eventi». Ieri, il sindaco ha aggiunto: «Parecchio tempo prima della vittoria di Pisapia ho incontrato i vertici milanesi dell’Expo e incaricato l’ex-assessore al 2011 Fiorenzo Alfieri di tenere un filo diretto con Milano e formare un comitato ad hoc per far sì che nascano presto i frutti di questa alleanza».
Bei progetti privi ancora di costrutto? Pare proprio di no, perché l’idea di una grande Expo del Gusto è ormai certo che partirà. E potrà essere seguita da mille altri eventi legati alle nostre eccellenze, dal cinema all’arte contemporanea, dal Museo Egizio che sarà inaugurato nel 2015, sino al Salone del Libro. Già, Librolandia. A ogni investitura di un nuovo sindaco c’è qualcuno che urla al saccheggio. E l’ultima allarmante chiacchiera che circolava ieri a Palazzo civico (proprio mentre ferverano le trattative per chiudere la giunta) era che - con la scusa dell’Expo - alla fine Milano ci scipperà il Salone del Libro. Il velenoso e ormai ricorrente gossip è arrivato sino a Roma, alle orecchie di Fassino (impegnato con l’Anci) e lui è sbottato: «Nessuno ci porterà via niente.
Il Salone del Libro è nato a Torino e rimarrà a Torino, la sinergia con Milano in vista del 2015 nasce per aumentare la nostra offerta di eventi e la nostra appetibilità, non certo per farci sfilare sotto il naso le eccellenze». Stessa reazione da parte del patron del Salone Rolando Picchioni: «Figuriamoci se il neosindaco Pisapia si metterà a recitare con il collega Fassino il poema della "Secchia rapita", cioè fare uno sgarbo tale da rubare a Torino il Salone. Insieme sono sicuro che troveranno le soluzioni più opportune per rispondere alle esigenze del mercato editoriale nel miglior modo possibile». Aggiunge: «Se Milano vuole progettare una grande iniziativa per il 2015, se ne può parlare, siamo aperti alle loro proposte. Ma ad una condizione: che rispettino la nostra storia, la nostra identità, il nostro lavoro, la nostra sede. Non saremo gregari nè subalterni. Non vogliamo prestarci ad esperimenti tipo Mi-To».
Discorso chiuso, dunque, quello del furto con destrezza (che a Milano, comunque, sta stuzzicando più di un intellettuale e più di un editore). Apertissimo, invece, il dibattito su una macro-regione che pensa all’unisono. Capiterà pure che i turisti dell’Expo cercheranno gli alberghi qui, perchè non basteranno quelli dell’area milanese, ma a Torino resteranno ben più di una notte. «Altro che Torino dormitorio di Milano però: per Fassino non esiste l’idea della città figlia di un dio minore che gode di luce riflessa. «Le azioni comuni devono guardare alle infrastrutture - ha commentato ieri - alla cultura, all’università: i trasporti veloci creano un’unica, vasta area geopolitica che si deve alleare anche per applicarsi con successo alla questione settentrionale e risolvere insieme i problemi del Nord». Riassumendo: una grande Expo del Gusto a Torino e nessuno scippo da parte di Milano.
Semmai l’era Fassino nuoterà come i salmoni, contro quella corrente che fino a qualche anno fa trascinava tutti gli eventi a Milano.
Un momento per pensare all’ecologia, al futuro del nostro pianeta e al suo rispetto. Domenica 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, quest’anno dedicata alle foreste. Anche Torino partecipa all’evento organizzando una kermesse di nove ore, accanto al Po. All’interno dello stand di Legambiente si parlerà di carta proveniente da alberi gestiti in modo più razionale, di temi ambientali, quali l’acqua e l’energia nucleare, nello stand di Amiat della raccolta differenziata e di educazione ambientale. La Smat distribuirà acqua potabile e la Coldiretti darà informazioni su modalità e conservazione del cibo. Protagonista della giornata sarà però la bicicletta. Nello stand del Comune di Torino sarà distribuita la mappa dei nuovi percorsi ciclabili in città. Uno spazio sarà riservato a “Bici e dintorni”: l’associazione che promuove l’uso delle due ruote ha organizzato un cicloraduno nazionale. Inoltre lunedì 6 giugno, in piazza Castello, dalle 19 alle 23 si festeggia con animazione e musica il primo anno di TOBike, l’iniziativa del Comune per il noleggio delle bici in città (bike sharing). In piazza Vittorio, ci sarà spazio anche per i giardinieri comunali, che oltre a curare il verde del palco, esporranno opere realizzate con materiale di recupero arricchito da fiori.
Torino capitale dell’ambiente con la quattordicesima edizione di CinemAmbiente, tradizionale appuntamento cinematografico con pellicole all’insegna dell’ecologia. Anche quest’anno, fino a domenica 5 giugno, si prospetta un’edizione ricca di contenuti. Il Festival presenta un centinaio di film selezionati tra le circa mille iscrizioni, che sono il segno della vitalità del «green cinema», ormai un vero genere cinematografico. Da non dimenticare, però, che la festa per l’ambiente comincia oggi, mercoledì 1 giugno. A ospitare gli eventi per 2000 bambini e ragazzi, sarà il museo “A come Ambiente” nel quale sono in programma laboratori, animazioni, stand informativi e spettacoli. Sotto la tettoia nell’area Vitali del parco Dora, ci sarà la rappresentazione comica con temi ecologici. Infine, i ragazzi sfileranno con cartelli che riproducono un prato perché la sensibilità ambientale si coltiva sin da giovani
Piero Fassino durante il discorso di insediamento (foto di Silvio Magliano)
Mentre si aspettano gli esiti dei ballottaggi di Milano e Napoli, Piero Fassino, vincitore al primo turno alle comunali, si è insediato ufficialmente questa mattina come nuovo sindaco di Torino e, nel suo discorso inaugurale, ha annunciato che nelle prossime 48 ore renderà nota la composizione della giunta comunale. “In primo luogo – ha detto Fassino in una Sala Rossa gremita – la giunta deve corrispondere alle esigenze di buon governo della città, mentre le legittime esigenze di rappresentanza politica e della dialettica interna ai partiti possono e debbono trovare soddisfazione in altre sedi della politica”.
La composizione, ha fatto sapere Fassino, sarà al 50% femminile e “si avvarrà di risorse giovani e sarà espressione sia delle forze politiche di centrosinistra sia della società civile”. L’ex segretario dei Ds ha anche annunciato che durante il suo mandato, farà affidamento anche alla consulenza di un Comitato di indirizzo strategico di cui faranno parte “qualificate personalità della società torinese”. Un ringraziamento è andato anche al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “per la sua affettuosa vicinanza alla città, che è per noi motivo di orgoglio e ulteriore sprone ad assolvere al meglio le nostre responsabilità”.
Intanto, sul fronte opposto, lo sconfitto Michele Coppola rende noto che “l’opposizione di centrodestra nel consiglio comunale di Torino non avrà un leader, ma lavoreremo tutti assieme per il bene di Torino”. Coppola, già assessore regionale alla Cultura, resterà almeno 12-18 mesi consigliere comunale.
A TORINO: UN VIAGGIO NEL TEMPO - Il Borgo Medioevale al Valentino
A TORINO: UN VIAGGIO NEL TEMPO Il Borgo Medioevale al Valentino
Chiunque desideri fare un balzo indietro nel tempo, fino ai secoli remoti del tardo Medioevo, diciamo XIV e XV, non ha necessità di ricorrere a marchingegni come la macchina del tempo, sul tipo di quelle che cinema e letteratura hanno più volte escogitato a questo scopo e di cui abbiamo sorriso per la loro inconsistenza scientifica.
È sufficiente venire a Torino e recarsi al Valentino per una visita al Borgo Medioevale, nella parte meridionale del parco, proprio in riva al Po. Si tratta di un falso archeologico, poichè come vedremo, la sua costruzione risale a poco più di un secolo; tuttavia il visitatore che ne fosse all'oscuro, varcando le sue mura ha netta la sensazione di essere tornato indietro nel tempo di parecchi secoli.
Ma vediamo subito come e perchè sia sorto questo monumento alla vita del Medioevo, che seppure non autentico costituisce da più di cento anni una delle più interessanti attrazioni turistico-culturali di questa nostra città.
È necessario risalire al 1884, anno in cui ebbe luogo proprio sull'area del Valentino una grande esposizione universale, la prima dopo la costituzione dell'Italia in Stato unitario, esposizione intesa a celebrare i fasti della scienza e della tecnica che sembravamo allora dischiudere all'umanità un' era di prosperità quasi senza limiti, nonchè i progressi in ogni campo dell'umana attività della neonata Italia unita. Ma non per questo si dimenticò il passato e si volle pertanto presentare al visitatore, quasi frastornato da tanta modernità, un documento dell'arte, dell'ambiente e della vita piemontese e valdostana (allora Piemonte e Valle d'Aosta costituivano una sola regione) del 1300 - 1400. E lo si volle durevole nel tempo, onde anche i posteri potessero apprezzarlo. Da questi intenti nasceva il Borgo, eretto in solida muratura, tanto che noi oggi, dopo più di un secolo, ne godiamo ancora l'atmosfera intima e discreta che ci riporta a quei tempi andati.
Fu ideato da un gruppo di artisti piemontesi, alla testa dei quali erano l'arch. Alfredo d'Andrade, portoghese ma vivente e operante a Torino, il pittore Federico Pastoris, lo scrittore Giuseppe Giacosa, che con altri collaboratori, ricercarono, rilevarono e ricostruirono al Valentino alcune tra le meglio conservate e tuttora esistenti case medioevale di Avigliana e Bussoleno (Valle di Susa), di Oglianico e di Ozegna (Canavese), di Pinerolo, di Chieri, di Alba, di Mondovì e di altre località del Piemonte, nonchè la Rocca, che riproduce a sua volta parte dei castelli valdostani di Fenis, Issogue, Verrer.
Avvicinandoci al Borgo attraverso il parco del Valentino, ne vediamo le mura di cinta merlate. Una torre sovrasta il ponte levatoio che scavalca il fossato, che ripieno d'acqua in caso di ostilità, contrastava al nemico l'avvicinamento alle mura. Entriamo dunque per il ponte levatorio munito di argani e catene per la chiusura dello stesso. Subito a lato dell'ingresso una robusta catena ancorata al muro e munita di collare pure in ferro e a misura d'uomo, ci ricorda gli sbrigativi metodi di attuazione della giustuzia di quei tempi piuttosto duri; perchè quella è la gogna, per la quale il condannato macchiatosi di reati non troppo gravi, veniva abbandonato alla decisione, agli insulti, allo scherno dei passanti. Figuriamoci per i reati maggiori!!
Ma guardiamoci attomo. Siamo in una piazzetta. Sotto il portico della prima casa a sinistra un iscrizione: "Ufficio di misericordia. Quì alogiano pelegrini e viandanti con provigione di letto, lume e foco."
Può sorprendere come la solidarietà non fosse sconosciuta a quei tempi che ho appena definito duri!
Poi troviamo le case di Bussoleno e di Alba. Al piano terreno di quelle di Bussoleno vi è la "Fabrica de la charta", mentre nella casa di Alba ci sono l'officina tipografica, la fonderia e la xilografia con mobili, macchine e attrezzi di lavoro riproducenti quelli dell'epoca. Dall'altro lato della strada, sempre sotto i portici, si trova la "Bottega del ferro battuto di Mastro Corradin da Padova", le botteghe del legno e della ceramica, una di armi antiche, ma costruite ai nostri giorni.
Ci siamo ormai introdotti nella strada selciata dalla quale si osservano le ricche decorazioni in cotto (laterizio) delle finestre gotiche della case prospicienti la strada, dotate di porticati ad arco ogivale (caratteristica dell'architettura gotica), oppure architravati, con soffitti a cassettoni lignei, dipinti con ornati di gusto medievale. Alle mura dei piani terreni si notano dei portatorce o lanterne in ferro battuto per l'illuminazione stradale serale, se non notturna, perchè dopo una certa ora il "coprifuoco" condannava le vie del borgo all'oscurità più completa e la gente si tappava in casa anche per motivi di sicurezza. Si perviene quindi alla piazzetta della chiesa, in stile gotico con facciata anch'essa arricchita da bella decorazione laterizia, sulla quale campeggia un dipinto di S. Cristoforo e di altri santi. Alquanto a lato dell'ingresso, appesi al muro, alcuni ex voto, stampelle e grucce a testimonianza di grazie ricevute. All'interno, grande crocifisso ligneo, mura scarne, e, provenienti da invisibili casse acustiche, musiche e canti religiosi evocanti atmosfere di ascesi, di rinuncia al mondo di "echiana" memoria.
Oltre la chiesa, ancora un tratto di via tra altre case con, sul lato destro l'ufficio dei sorveglianti e degli accompagnatori per la visita a pagamento della Rocca, nonchè negozi di souvenirs. Poi la piazza grande, antistante al piccolo colle su cui s'innalza la Rocca. Al centro della piazza una fontana, copia di quella sita nel cortile del valdostano castello di Issogne, costituita da ma vasca poligonale in pietra con al centro un albero di melograno in bronzo con frutti dorati, daí cui rami sgorgano alcuni zampilli d'acqua. Ad est della piazza grande un ristorante con ampia veduta sul Po, dove "Se paga poco e se magna ben", almeno cosi avverta l'insegna bem visibile.
Dal piazzale una strada sale ripidina all'ingresso della Rocca o castello, non prima di aver costeggiato una tettoia sotto la quale trovano riparo alcune macchine da guerra dell'epoca, anch'esse ricostruite. Non ancora artiglierie, ma catapulte, baliste, ecc., arnesi atti a scagliare grosse pietre o palle incendiarie a base di pece, oppure grosse lance sugli spalti dei castelli assediati, daí quali venivano rovesciati sulle teste degli assalitori altrettante pietre, olio od acqua bollenti e simili amenità che dovevano tuttavia riuscire micidiali per coloro che ne venivano investiti.
Ed eccoci finalmente all'ingresso del castello che, come già detto, sorge sulla sommita d'un altura, proprio come le dimore-fortezze dei signori locali sorgevano in posizioni eminenti sul borgo loro soggetto ed alle quali i sudditi facevano riferimento per la loro difesa.
Il castello ricorda all'esterno quelli turriti della Valle d'Aosta. La porta d'ingresso riproduce quella del castello di Verres; il cortile quello del castello di Fenis. Al piano terreno si trovano l'ampia cucina e la sala da pranzo nonchè il più rustico stanzone dei soldati con relative armi: spade e pugnali dei tipi più svariati, impressionanti spadoni a due mani, lance, alabarde, archi e balestre ed elmi e corazze e quant'altro, insomma tutto l'arsenale di quei tempi. E nei sotterramei le prigioni, le terribili prigioni d'allora. Completamente spoglie, fredde, oscure.
Dal cortile un ampio scalone esterno in pietra porta al piano superiore. Dopo la camera del guardiano del maniero e l'antisala vi sono la sala baronale col trono, dal castello di La Manta, la camera nuziale e l'oratorio della castellana, la cappella del castello con affreschi alle pareti copiati dalla sacrestia di S. Antonio di Ranverso, e, alla volta, dalla cappella del castello di Issogne.
Anche nel castello, negli ambienti in particolare, musiche intonate all'epoca, non solo, ma voci e perfino odori. Si richiama cosi, in modo quanto mai concreto, reale, l'atmosfera, l'ambiente di quei tempi remoti. Sembra quasi di vedere aggirarsi tra quelle mura i personaggi che colà vivevano la loro vita quotidiana.
Quando poi, al termine del percorso obbligato per i visitatori si torna all'aperto, pare quasi di uscire da un sogno e non si capisce bene se con sollievo o con rimpianto.
FILIPPO MARCELLO VIGNOLA
Luisa Perona: IMAGE - Incontri sul Management della Green Economy
È il primo workshop nazionale. Un nuovo dialogo sulla green economy italiana con l’obiettivo di documentarne l’evoluzione negli anni. Le tavole rotonde saranno sette, aperte al pubblico e incentrate sui principali settori trainanti dell’economia verde.
Il workshop IMAGE, ideato e curato da Greenews.info e .eco, intende cogliere, attraverso un format innovativo, lo spunto del “fare”, ma anche quello del confronto e distinguersi dai numerosi eventi sul tema per un approccio pragmatico, che consenta ai rappresentanti delle imprese, degli enti pubblici, delle università e dei centri di ricerca di condividere le rispettive esigenze e delineare sviluppi concreti, ritagliati sulla particolarità della realtà italiana. Ogni anno, dunque, il workshop guarderà all’evoluzione della green economy nel nostro Paese. Il focus prescelto per quest’anno è “La formazione per le professioni della green economy”, un tema di estrema attualità in un momento di profonda crisi economica.
Teatro di questi incontri il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, città con una vocazione storica alla formazione, testimoniata, dalla presenza del Politecnico, dell’ILO (International Labour Organization) delle Nazioni Unite e della European Training Foundation, unica agenzia formativa dell’UE presente in qualità di osservatori internazionali. Alle ore 18 verrà ufficializzata la firma dell’accordo di gemellaggio tra il Parco del Po Torinese e il Grand Parc Miribel Jonage di Lione, in Francia, come esempio estremamente innovativo di gestione delle aree naturali in un’ottica di integrazione con i servizi del turismo sostenibile e dell’enogastronomia territoriale. Domani, venerdì 27 alle ore 15, presso il Circolo dei Lettori, si terrà invece, grazie alla collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti di Milano, un incontro con il celebre “no impact man” newyorkese Colin Beavan, autore di “Un anno a impatto zero”, divenuto anche un film documentario di culto per il nuovo l’ecologismo mondiale.
Naturalmente, l’evento, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e inserito nell’ambito di Esperienza 150, è stato coerentemente progettato per essere abassissimo impatto ambientale, sia dal punto di vista della mobilità che della logistica e delle forniture. Le location sono state scelte per la loro posizione centrale e accessibile tramite i mezzi pubblici e il bike sharing, i risultati della progettazione ambientale saranno pubblicati nel numero monografico, in carta riciclata.
AL MUSEO DELL'AUTO A TORINO PRESENTAZIONE DELLA NUOVA YPSILON
25/05/2011
John Elkann: "Prestiti rimborsati un bel messaggio per l'Italia" Marchionne: "In Chrysler al 51%"
L'ad di Fiat Sergio Marchionne
Il rimborso dei soldi al governo Usa e canadese "è stato un successo collettivo". Una spilla: "Paid, 24 maggio 2011". L'ad annuncia l'acquisto di Chrysler entro il quarto trimestre. "Sì a fusione, ma non subito". E poi: "Non ho cambiato idea sugli investimenti per l'Italia".
TORINO «I soldi sono stati restituiti, questo è un bel messaggio per l'Italia» . Lo ha detto John Elkann, presidente di Fiat ed Exor, entrando alla presentazione della Lancia Ypsilon alla stampa estera in corso al Museo dell'automobile di Torino. Riferendosi al rimborso del denaro ai governi Usa e canadese Elkann ha aggiunto che «E' stato un successo collettivo» .
Il giorno dopo la restituzione, in forte anticipo dei prestiti al governo Usa, la soddisfazione dei vertici Fiat si legge anche con una piccola spilla tonda, che il presidente John Elkann indossa arrivando al museo dell’auto di Torino. Sulla spilla la scritta «paid» ossia pagato, e la scritta 24 maggio 2011.
A margine della presentazione della nuova Lancia Ypsilon a Torino ha risposto ai giornalisti anche l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, che ha detto: «Non ho cambiato idea su Fabbrica Italia e sugli investimenti per realizzare» il progetto. Il riferimento è agli investimenti da 20 miliardi di euro previsti per il piano Fabbrica Italia.
Il manager è arrivato di prima mattina nel capoluogo torinese dopo le celebrazioni di ieri negli Usa a seguito del rimborso dei debiti al governo americano e canadese per Chrysler. Per effetto di questa operazione Fiat è salita al 46% del gruppo americano. «Il prossimo step è arrivare al 51% di Chrysler nel quarto trimestre», ha aggiunto l’a.D. di Fiat e Chrysler, per il quale «il veicolo deve essere omologato. Lo faremo appena possibile». Il riferimento è al terzo performance event che permette a Fiat di prendere un altro 5% di Chrysler. Alla domanda su quando intenda esercitare l’opzione che permette a Fiat di rilevare la quota Chrysler ancora detenuta dal Tesoro Usa Marchionne ha affermato: «Più aspettiamo più costa» e su altre possibili opzioni a pagamento per salire ulteriormente in Chrysler ha indicato: «La possibilità c’è sempre».
Sulla possibile fusione tra Fiat e Chrysler Marchionne ha detto che «Non ha senso tenerle separate, ma non è una questione immediata per il 2011. Non è una cosa che faremo a breve». «Gestire due organizzazioni separate - ha affermato - per un costruttore generalista non è razionale. Dobbiamo trovare una soluzione, ma non ho una risposta immediata. Non è un tema cruciale da affrontare subito».
Marchionne ha anche detto, dopo l’abbandono del progetto con Sollers, che «Sulla Russia stiamo lavorando, rispetteremo i tempi». «Non so se faremo un annuncio a fine maggio, ma lo faremo nei tempi consentiti», ha aggiunto.
Molinette ospedale da record, primo per i trapianti in Italia
25/05/2011 - LA STORIA
Alcuni dei medici impegnati nei trapianti di organi alle Molinette
Oltre duemila gli interventi che ogni volta hanno ridato speranza ad un malato
MARCO ACCOSSATO TORINO
La tragica storia della piccola Elena Petrizzi, dimenticata a 22 mesi dal padre in auto, la cui morte ha ridato la speranza a tre bambini (uno dei quali a Torino), è soltanto l’ultima commovente vicenda di una lunga serie. Fino ad oggi, alle Molinette, i chirurghi sono entrati in sala operatoria più di 2 mila volte dal 2002, per «ridare la vita» a un malato grazie a un organo sano. Per questo, l’ospedale di corso Bramante, ha ottenuto dal ministero della Salute il riconoscimento di primo centro trapianti d’Italia «Amici della vita». Per numero di interventi e per risultati raggiunti. E se il 2010 è stato l’anno della svolta, grazie a un incremento delle donazioni di organi e tessuti, la speranza dei medici delle Molinette è che si assottigli sempre più sia il numero di opposizioni alla donazione, sia la percentuale dei medici delle rianimazioni che ancora non segnalano al Coordinamento trapianti la presenza di un potenziale donatore.
Nel 2010, in Piemonte, sono stati eseguiti poco meno di 400 trapianti, di cui 13 da donatore vivente: 213 di rene, 142 di fegato, 26 di cuore, 15 di polmone. Un primato delle Molinette, ma anche del Piemonte. Con 29 donatori per milione di abitanti, la nostra regione anche quest’anno risulta tra le più generose d’Italia, accanto a Toscana ed Emilia, nonostante il numero degli organi disponibili per ridurre le liste dei malati in attesa di una speranza siano ancora pochi rispetto al necessario.
Per celebrare l’evento, ieri nella sala di rappresentanza delle Molinette erano presenti - accanto all’assessore regionale alla Sanità, Caterina Ferrero - alcuni dei medici di impegnati nei trapianti.
Antonio Amoroso e Pier Paolo Donadio sono i coordinatori piemontesi dell’attività di prelievo e di trapianto degli organi: «Negli ultimi anni - spiega Amoroso - la percentuale di utilizzo degli organi prelevati è salita al 95 per cento per quanto riguarda fegato e reni». Cuore e polmoni continuano a esser prelevati di solito da donatori di età non superiore ai 50 anni, «con una percentuale di utilizzo del 47 per cento».
Obiettivo del premio voluto dal ministero è anche quello di sensibilizzare: «Circa il 20 per cento degli italiani - osserva sempre il professor Amoroso - continua a essere contrario alla donazione, per convinzioni, pregiudizio, difficoltà emotive ad accettare il prelievo, o per semplice ignoranza». Per il restante 80 per cento, dire «sì» o «no» dipende dagli eventi: «Scandali come quello delle valvole cardiache alle Molinette aveva alimentato talmente la sfiducia che avevamo registrato un crollo delle donazioni», ma «anche negli ospedali italiani un 20 per cento dei medici delle rianimazioni non segnala al Coordinamento la presenza di un potenziale donatore e non mette così in moto la macchina dell’osservazione necessaria per arrivare al prelievo e al trapianto».
«Dietro ogni trapianto - ha ricordato il dottor Donadio - c’è ogni volta una macchina complessa che coinvolge decine e decine di persone». Il premio del ministero è anche un premio alla memoria, quella del professor Sergio Curtoni, che già nel 2006, ispirandosi al modello Spagnolo, coinvolse proprio alle Molinette i primi medici per creare quel coordinamento che oggi ha permesso di salvare migliaia di vite.
Per l’attività di trapianto, le Molinette hanno chiesto alla Regione una deroga allo stop alle assunzioni degli anestesisti, per avere almeno tre medici a disposizione.
Alla parata anche un tricolore lungo 50 metri. Carri armati in piazza Castello. E ora, il 10 giugno, tocca all’Aviazione
GRAZIA LONGO TORINO
La fierezza dei militari in servizio. L’emozione di quelli in congedo. Gli applausi del pubblico e la gioia dei bambini alla vista della sfilata dei cavalli. Il raduno dell’Arma di Cavalleria, ieri mattina in piazza San Carlo, ha un impatto e una forza che trasformano la cerimonia in festa. In un’atmosfera sempre oscillante tra orgoglio nazionale e commozione, i torinesi assistono ammirati agli schieramenti del Nizza Cavalleria, del 4° Reggimento carri, del Reggimento di artiglieria a cavallo di Milano e del Reggimento Lancieri di Montebello.
Il Nizza Cavalleria è il più anziano Reggimento di Cavalleria - fondato nel 1690 - ed è legato al Piemonte e Torino da un filo doppio. Vanta infatti tra i suoi ex «dragoni» membri della famiglia Agnelli (compreso l’Avvocato) e John Elkann «dragone ad honorem». Con compiti operativi - tipo in Iraq e Kosovo - sono i Lancieri di Montebello, che hanno anche altissima rappresentanza all’Altare della Patria e al Quirinale. Tra i momenti più toccanti della manifestazione ci sono il passaggio del cavallo senza cavaliere, in memoria ai caduti, e il corteo dei militari in congedo con un tricolore lungo 50 metri. Il generale di corpo d’armata Giuseppe Valotto, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, decano della cavalleria sottolinea: «La nostra forza è il passato, ma siamo proiettati in continue sfide per il futuro». E di «valori e principi intramontabili» parla anche il generale di corpo d’armata Filiberto Cecchi, presidente Associazione nazionale arma di cavalleria. I militari in congedo arrivano da tutta Italia e la gente li accoglie con affetto. Antonio Iacubucci ha portato la nipotina di 3 anni, affascinata dai cavalli al trotto. Il figlio di 3 anni di Vincenza e Salvatore Epifania è invece attirato dai carri armati in bella mostra in piazza Castello. Il raduno iniziato la mattina con la messa di suffragio per i caduti nella chiesa di San Lorenzo si conclude nel pomeriggio con le premiazioni dei concorsi ippici nella tre giorni torinese e con l’ammainabandiera nel cuore della città.
Mirò: XIX RADUNO NAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA 10 e 11 giugno 2011
martedì 24 maggio 2011
XIX Raduno Nazionale che avrà luogo nella città di Torino nei giorni 10 e 11 giugno. Ad esso prenderanno parte anche i soci dell’Associazione Nazionale Aviazione Esercito che celebreranno, così, il loro XVII Raduno Nazionale.
All’evento, che si inquadra nel programma dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, è stato richiesto l’Alto Patronato del Signor Presidente della Repubblica. Saranno invitate le massime Autorità istituzionali, militari, civili e religiose nazionali e locali e tutte le Associazioni d’Arma e Combattentistiche locali. Saranno presenti, inoltre, i Gonfaloni della città di Torino e delle città vicine.
Il Raduno Nazionale è l’evento che, periodicamente, segna il cammino dell’Associazione dell’Arma dell’Aeronautica per quanto attiene alla custodia delle tradizioni Aeronautiche, la salvaguardia di un prestigioso patrimonio di ideali, la perpetuazione del ricordo dei Caduti e rappresenta, un momento di riflessione e di crescita morale come affermazione della solidarietà di appartenenza all’Aeronautica Militare e dell’impegno dell’Arma dell’Aeronautica verso di essa e verso il Paese.
E’ attesa l’adesione, anche delle Sezioni all’estero, per la sfilata del corteo con tutti i Labari delle Sezioni e Nuclei.
PROGRAMMA DEL RADUNO
Giorno 10 giugno
ore 21.00 - concerto pubblico della Banda A.M. in piazza San Carlo
Giorno 11 giugno
ore 09.00 - omaggio ai Caduti, da parte delle Autorità civili, militari e dei Presidenti nazionali A. A. A. e A. N. A. E., con deposizione Corona al Mausoleo A.M. sito nel Cimitero monumentale; “ 09.00 - 10,30 ammassamento radunisti in Piazza Vittorio “ 10.00 - arrivo Autorità ed Invitati; “ 10.15 - inizio cerimonia; “ 10.30 - arrivo massima Autorità; “ 10.30 - sfilata partecipanti Raduno nazionale sul percorso via Po, piazza Castello, via Roma, piazza San Carlo. Ammassamento radunisti in piazza San Carlo; “ 12.00 - interventi Autorità; “ 12.15 - termine cerimonia; “ 13.30 - rancio sociale presso il Palazzo delle esposizioni.
Durante la sfilata dei partecipanti al Raduno si potrà assistere al passaggio sopra il corteo della Pattuglia Acrobatica Nazionale dell’Aeronautica Militare .
Anche un questo caso è previsto un grande afflusso di pubblico per salutare i protagonisti di questo raduno.
Usa: Chrysler rimborsa i prestiti - Plauso di Obama, Fiat sale al 46%
24/05/2011 - ASSE TORINO-DETROIT
Marchionne, 58 anni, amministratore delegato di Fiat e ChryslerIl saldo (7,6 miliardi di dollari) arriva con sei anni di anticipo sulla scadenza. Marchionne: «Una dimostrazione di solidità»
NEW YORK Restituiti i 7,6 miliardi di dollari prestati dai governi americano e canadese alla Chrysler. «Meno di due anni fa, ci eravamo impegnati a ripagare i contribuenti americani e canadesi, oggi possiamo dire di aver mantenuto quella promessa», ha detto l'amministratore delegato di Chrysler e Fiat, Sergio Marchionne.
Il rimborso - informa una nota - segue il completamento della nuova operazione di rifinanziamento. Il prestito originale, si legge, è stato restituito, completamente, con oltre sei anni d'anticipo rispetto alle scadenze. «I prestiti ci hanno dato una, rara, seconda opportunità per dimostrare ciò che le persone di quest'azienda possono fare. Saremo per sempre grati a coloro che sono intervenuti e hanno permesso a Chrysler di affermarsi nuovamente come casa automobilistica solida e in grado di stare in piedi da sola», ha aggiunto Marchionne. Immediato il plauso del presidente americano Barack Obama che, secondo quanto riporta il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, ha definito il saldo «una pietra miliare».
L’obiettivo della conquista del 51% di Chrysler da parte di Fiat ora è più vicino. Si è partiti dal 20% iniziale con la possibilità di arrivare fino al 35% attraverso tre acquisizioni successive a titolo gratuito del 5%, legate al raggiungimento di precisi obiettivi. Finora ne sono stati raggiunti due che hanno portato al 30% la partecipazione. Nel frattempo è stata esercitata, con il pagamento di circa 1,3 miliardi di dollari, l’opzione di acquisto del 16%, possibile solo dopo il rimborso del debito al Tesoro Usa.
Il Lingotto acquisirà l’ultima quota del 5% e arriverà al 51% quando sarà raggiunto il terzo Performance Event, la produzione negli Stati Uniti di una vettura basata su una piattaforma Fiat con prestazioni di almeno 40 miglia per gallone. Tempi previsti: entro l’anno. Non si conoscono i tempi dell’Ipo. Per la Fiat è importante completare la scalata prima della quotazione, perchè le azioni Chrysler potrebbero poi diventare più care. Secondo Marchionne dipende dal desiderio del sindacato Veba «di monetizzare per pagare le domande dei pensionati di Chrysler».
Napolitano alla Festa dell'Esercito - Contestazione per La Russa e Cota
04/05/2011 - l'anniversario in piazza castello
Sfogo del ministro della Difesa: "Solo fischiatori professionisti" Il Capo dello Stato: forze armate strumento di garanzia dei diritti
Sfogo del ministro della Difesa: "Solo fischiatori professionisti" Il Capo dello Stato: forze armate strumento di garanzia dei diritti
torino
Bandiere tricolore e la folla assiepata fin dal mattino ai lati di piazza Castello, in pieno centro a Torino. Così il capoluogo piemontese ha accolto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in visita per partecipare alla cerimonia dei 150 anni dalla fondazione dell’Esercito Italiano. Una festa segnata però dalle polemiche per i fischi nei confronti del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e del governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota. Fischi che fanno però da contraltare ai lunghi applausi tributati, invece, al Capo dello Stato.
Così la festa si trasforma ancora in palcoscenico politico. La cerimonia prevede il conferimento, da parte del presidente Napolitano, delle "Croci alla Memoria" ai familiari di militari morti in servizio e la decorazione di ’Cavaliere dell’Ordine militare d’Italià alla bandiera del 9/o Reggimento paracadutisti d’assalto ’Col Moschin’. Il cerimoniale esclude che Napolitano, che ricopre il ruolo di Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, prenda la parola. Ma in un messaggio sottolinea come oggi l’Esercito Italiano concorra, in ambito Onu, Ue e Nato, «ad interventi di pacificazione e stabilizzazione di complesse situazioni conflittuali in cui vengono violati i diritti umani più elementari e sono posti a rischio la sicurezza comune e lo sviluppo globale».
Secondo il Capo dello Stato, inoltre, «grazie alla professionalità ed alla dedizione dimostrate nelle numerose missioni di cui è stato ed è protagonista, l’esercito è divenuto, insieme alle altre Forze Armate, strumento essenziale della comunità internazionale a garanzia del rispetto di principi e regole condivisi, in una concreta prospettiva di crescita e di cooperazione tra i popoli». Dello stesso tenore le parole del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Giuseppe Valotto, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Biagio Abrate, che sottolineano «l’accresciuto ruolo dell’esercito nella politica estera italiana» e si augurano che «non manchino mai le risorse adatte ed i mezzi per servire il Paese».
Prende poi la parola il ministro della Difesa. La Russa inizia il suo discorso ma dalla folla subito un gruppo di contestatori fa partire una selva di fischi. Sono gli stessi che poco prima hanno fischiato il governatore Cota quando le immagini sugli schermi in piazza inquadravano la sua stretta di mano con Napolitano. La reazione di La Russa è immeditata: «Sono poveri, piccoli fischiatori di professione», spiega. Il ministro continua a leggere il suo discorso, qualche fischio si ascolta ancora ma dal palco parte un applauso a sostegno del responsabile della Difesa. Il ministro va avanti e non si scompone: nel suo intervento sottolinea che l’Italia «contribuisce a salvare vite umane in Libia ed a evitare una carneficina da parte dei militari di Gheddafi». L’Italia «è tra le prime per il contributo date alle missioni di sicurezza - aggiunge - fino alla recente crisi libica nella quale la nostra presenza dà un contributo importante per salvaguardare tante vite che altrimenti fatte segno di un’azione che potrebbe trasformarsi in carneficina».
La Russa si rivolge poi a Napolitano, un ringraziamento «per avere saputo trasformare, in quest’anno di festa per i 150 anni dell’unità d’Italia, il sentimento nazionale in occasione di popolo». La cerimonia per commemorare la storica firma della nota dell’allora ministro della Guerra Manfredo Fanti con la quale è nato l’esercito unitario, è al termine. Il Capo dello Stato passa in parata l’esercito e conferisce le onorificenze. Termina così la sua breve visita a Torino per fare rientro a Roma, dove lo attendono impegni istituzionali. Dovrebbe tornare nel capoluogo piemontese, prima capitale dell’Italia unitaria, il prossimo 20 settembre nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
E’ stata inaugurata oggi la sede dell’associazione musicale “Musicaviva” di Torino, riconvertendo così quella che era stata la casa di Luciano D’Agostino, boss dell’’ndrangheta, che la utilizzava per gestire i suoi traffici criminosi. L’abitazione, confiscata nel 1997, dal 2001 era stata assegnata al Comune di Torino, che due anni fa lo ha affidato in gestione all’associazione musicale. Da oggi è sede delle iniziative sonore.“In un posto che è stato luogo di criminalità – ha detto Maria José Fava di Libera Piemonte – d’ora in poi verranno svolte attività per i giovani, in particolare, corsi di pianoforte, viola e canto”.
A circa trent’anni dall’approvazione della legge che prevede la confisca dei beni ai mafiosi (la legge Rognoni-La Torre, del 1982) – fa sapere l’Osservatorio sui beni sottratti alle mafie di Libera Piemonte (www.liberapiemonte.it/geobeni) -, sul territorio sono stati confiscati 135 beni di cui 12 aziende e 123 immobili tra abitazioni, fabbricati, terreni e locali vari. L’intento è quello di “far vivere questi spazi”, coinvolgendo “un numero sempre maggiore di persone”.
In provincia di Torino esiste anche un altro edificio, a Volvera (Torino), rinato dopo la confisca a un associazione mafiosa. Lo scorso 8 maggio, Cascilla Arzilla, l’edificio confiscato a Volvera, dedicato ad Antonio Landieri e Rita Atria, ha festeggiato la primavera, rinascita della natura e di un luogo che in passato è stato teatro di corruzione, piantando alcuni cespugli di lavanda nel terreno circostanze. Oggi la risposta di Libera al potere della mafia passa per la promozione della musica.
Lutto nella politica - "Colpito da ictus fulminante" E' morto Domenico Coppola
20/05/2011 -
Domenico Coppola si era candidato alla guida della città sostenuto da una coalizione di liste che comprende Lega Padana e Grillo Parlante
La sua corsa a Palazzo Civico aveva sollevato polemiche per via dell'omonimia con il candidato sindaco del Pdl: «Di fronte alla morte ogni cosa passa in secondo piano». E Fassino annulla la festatorino
È morto all’improvviso, senza avere mai toccato quella poltroncina di consigliere comunale conquistata fra mille polemiche: Domenico Coppola, candidato a sindaco di Torino alle ultime elezioni per una serie di liste minori, è stato stroncato la notte scorsa dalle conseguenze di un ictus fulminante.
Domenico Coppola - sorretto da una coalizione che comprendeva simboli quali Forza Toro, Lista del Grillo, Forza Nuova, No Euro - si era tirato dietro gli strali di una buona parte della politica cittadina perchè omonimo del candidato del centrodestra, Michele Coppola: l’accusa, naturalmente, era di aver cercato di ramazzare voti confondendo gli elettori. Dietro Domenico Coppola c’era Renzo Rabellino, consigliere provinciale per la «Lega Padana Piemont», che non è nuovo a questi espedienti: alle ultime regionali, per esempio, aveva reclutato una signora Nadia Cota.
Ma Rabellino non ammette insinuazioni: «Domenico era un uomo perbene. Lavorava con noi già da sette anni, aveva fatto il consigliere di quartiere e l’assessore al comune di Sambuco. Era bravo, preparato, attivo soprattutto nella lotta al signoraggio bancario».
Ieri sera Domenico Coppola ha festeggiato con una bicchierata con gli amici i 16 mila voti che aveva raccolto domenica e lunedì e che gli erano serviti per conquistare la «Sala Rossa» di Palazzo Civico. Poco prima aveva seguito il saggio di fine anno scolastico di una delle sue due figlie piccole (che è in quinta elementare). Alle 23:30 è rincasato senza disturbi di alcun genere. Verso le 3, però, è stato colpito da un violentissimo mal di testa. La moglie ha chiamato i soccorsi, l’ambulanza è arrivata in pochi minuti (l’ospedale Maria Vittoria è a due passi) ma non c’è stato niente da fare.
Il neosindaco, Piero Fassino, ha rinviato in segno di cordoglio la festa che aveva in programma per questa sera. «Di fronte alla morte tutto passa in secondo piano - ha detto Michele Coppola - Sono colpito dalla scomparsa improvvisa di Domenico Coppola. Alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi colleghi di lavoro va tutta la mia partecipazione per questo loro grande dolore». A Domenico Coppola dovrebbe subentrare un altro Coppola: si tratta di Denis Stefano Martucci, detto Coppola (come risulta dai documenti ufficiali depositati per la presentazione della candidatura), che è il primo dei non eletti della lista «Domenico Coppola Sindaco». Lo ha annunciato lo stesso Rabellino sulla base dei dati resi noti dal Comune e ora al vaglio della commissione elettorale.
Lancieri di Montebello in una recente manifestazione
“Soit à pied soit à cheval mon honneur est sans égal” (sia a piedi che a cavallo il mio onore non ha eguali). E’ il motto del Genova cavalleria, il più antico reparto equestre dell’esercito italiano, che da domani fino a domenica celebrerà a Torino, con gli altri reparti di specialità, i suoi oltre 300 anni di storia.
Nata come arma autonoma tra il 1683 e il 1692, per volere del duca di Savoia Vittorio Amedeo II, la cavalleria si è distinta nell’Ottocento in tutti i campi di battaglia delle guerre d’indipendenza italiane, contribuendo alla stagione del Risorgimento. E proprio nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità, Torino, già meta dell’adunata nazionale degli alpini, ospiterà il raduno nazionale della cavalleria.
Domani pomeriggio, dopo il saluto alle autorità, sarà inaugurato in piazza Castello il posto tappa, centro delle manifestazioni. Sabato alle 16 in piazza d’Armi è previsto il Carosello storico (evoluzioni di gruppo di cavalli e cavalieri), effettuato da un reparto del reggimento dei Lancieri di Montebello. Domenica, invece, dopo la messa a suffragio dei caduti nella chiesa di San Lorenzo, dalle 10 i diversi reparti sfileranno da piazza San Carlo a piazza Castello. Non mancherà lo sfilamento di un cavallo senza cavaliere, in commemorazione dei Caduti.
La manifestazione si chiuderà alle 16 con l’ammainabandiera davanti al monumento al cavaliere, al quale parteciperanno il presidente dell’Anac, i Consiglieri nazionali, le sezioni locali e le autorità civili e militari della Città.
Traffico internazionale Italia-Brasile Droga, in manette sette pregiudicati
17/05/2011
Tra gli arrestati anche il titolare di un noto night del capoluogo piemontese: nella sua abitazione trovato un chilo e mezzo di coca
torino
Sette persone sono state arrestate dagli agenti della Questura di Torino per traffico internazionale di stupefacenti. L’operazione, coordinata dal pubblico ministero Antonio Smeriglio, si è svolta tra Piemonte, Lombardia e Calabria e ha comportato il sequestro di due chili di cocaina, 20 chili di hashish e alcune armi.
Secondo quanto appurato dagli investigatori della squadra mobile e dei commissariati della zona Dora Vanchiglia e di Rivoli (Torino), la droga proveniva dal Brasile. Fornitore - secondo l’accusa - era Joseph Dalmasso, francese di 54 anni, arrestato alla stazione ferroviaria di Rho (Milano). Con lui sono finiti in manette due pluripregiudicati italiani: Antonio Rao, 59 anni, di Frossasco (Torino), e Massimo Gigliotti, 43 anni, di Caronno Pertusella (Milano). I tre si stavano recando a Zurigo (Svizzera) ed erano già in possesso dei biglietti aerei per il Brasile.
A Torino, dove risiedono, sono stati arrestati Antonio Russi, titolare di un noto night club del capoluogo piemontese, a casa del quale è stato trovato un chilo e mezzo di cocaina; la sua convivente Valentina Dorin Oana, romena di 24 anni; Rocco Solimena, 51 anni; e Francesco Simpatico, 50 anni, nella cui abitazione sono stati trovati mezzo chilo di cocaina, 20 chili di hashish, un fucile, due pistole e numerose munizioni. Infine a Mammola (Reggio Calabria), dove risiede, è stato arrestato Antonio Lino, 40 anni.
L’inchiesta era partita dall’arresto, lo scorso 3 maggio, della brasiliana Luciana Da Silva Souza, 25 anni, trovata dalla Guardia di finanza con due chili di cocaina all’aeroporto di Malpensa
La lunga corsa è finita. Piero Fassino è il nuovo sindaco della città di Torino. L’esponente del Pd (sostenuto anche dell’Idv e Sel) ha ottenuto il 56,73% di voti, contro i 27.23% di Michele Coppola, candidato del Pdl (sostenuto anche da Lega e La Destra). Niente ballottaggio dunque. “Da oggi comincia una sfida appassionante. Si tratta di governare all’altezza delle aspettative della città”, ha detto Fassino durante la conferenza stampa che è in corso a Palazzo Bertalazone.
Le intenzioni di voto diffuse poco dopo le 15 di ieri vedevano Fassino in vantaggio, con una forbice piuttosto ampia. Le proiezioni a metà pomeriggio avevano poi confermato i primi dati.
Verso le 23 è arrivata la conferma ufficiale con lo spoglio delle urne. «Esprimo un sentimento di grande gratitudine nei confronti dei torinesi – ha commentato Fassino, pochi minuti dopo lo spoglio –. E’ un risultato che mi sprona ancora di più ad interpretare il ruolo di sindaco come il sindaco di tutti i torinesi» Delusione per il Terzo Polo, che aveva proposto Alberto Musy per la poltrona di primo cittadino, che si ferma a 4.86%, e che è stato superato da Vittorio Bertola, con il 5,01% del Movimento 5 stelle. Intanto scoppia il caso “Domenico Coppola, che ha ottenuto il 3,62%. L’omonimia non è stata gradita in casa Pdl, da dove hanno fatto sapere che “ha portato via voti nostri”.
Aspettando "Leonardo. Il genio, il mito", il Codice del Volo atterrerà su Marte
Marilena De Giorgio
La notizia è abbastanza straordinaria e arriva da Torino dove, su invito della redazione del Tg scientifico della Rai "Leonardo", ha fatto capolino Charles Elachi, direttore del Jpl, il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, il più prestigioso centro di ricerca della Nasa sulle missioni spaziali.
Il Codice del Volo di Leonardo da Vinci, custodito alla Biblioteca Reale, protetto da un caveau blindato che viene aperto soltanto in occasioni eccezionali, potrebbe atterrare su Marte.
Elachi ha confermato la disponibilità della Nasa a mandare su Marte, con il prossimo rover, una copia digitale del Codice. Ora la parola passa all'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, che deve dichiarare in una lettera formale alla Nasa la sua disponibilità all'iniziativa.
Se tutto sarà confermato, la partenza della navicella che trasporterà il Codice sarà il 26 novembre prossimo.
Pensando al volo spaziale, guardaremo con occhi sempre più meravigliati l'opera del grande artista esposta a Venaria Reale, nella mostra che sarà allestita da Esperienza Italia e che seguiremo.
Fassino: "Il modello Torino sia un esempio per l'intero Paese"
17/05/2011 - le parole del primo cittadino
Il sindaco: «Dal Nord spira vento di cambiamento, ora bisogna voltare pagina. Centrodestra in crisi profonda»
torino
Il successo elettorale del centrosinistra nelle città del Nord può dare una spinta per una nuova proposta valida per l'intero paese. Ne è convinto Piero Fassino, fresco vincitore delle Comunali a Torino, che oggi nel capoluogo torinese ha annunciato: «Da oggi comincia una sfida affascinante. Milano segna la crisi profonda del centrodestra, c'è uno smottamento elettorale». E da questa tornata elettorale il primo sconfitto, secondo l’ex ministro, «è il tentativo di Silvio Berlusconi di estremizzare il voto», ma anche la linea seguita dalla Lega «di stare tutti i giorni con Berlusconi a Roma, per poi spiegare in Lombardia che loro erano una cosa diversa».
«Dal Nord - ha detto Fassino parlando di questione settentrionale - il centrosinistra può prendere la forza e la spinta di una proposta che parli di cambiamento all'intero paese». Il punto di svolta, è dietro l’angolo, come dimostrato anche dallo straordinario risultato ottenuto alle urne a Milano. «Siamo di fronte a un tornante della politica italiana decisivo, dopo questo voto le cose non potranno più essere come prima - ha osservato, assicurando che circa 30 mila voti presi a Torino da lui sono arrivati anche dagli elettori dello schieramento opposto - Il Pd e il centrosinistra sono in grado di interpretare le domande della gente del Nord».
«Oggi sarò a Roma per partecipare al coordinamento politico nazionale del Pd, per fare una prima analisi dei risultati elettorali. Avrò occasione di parlare con Bersani, con cui discuteremo i passi politici che occorrerà perseguire». Poi, da domani, si torna a ragionare in termini «torinesi»: nei prossimi giorni Fassino avvierà una serie di consultazioni con i partiti della coalizione, ma anche di incontri costituzionali con i presidenti di Regione e Provincia di Torino, Roberto Cota e Antonio Saitta. Sistema che vince non si cambia: «Il mio metodo di ascolto che ha caratterizzato tutta la campagna elettorale sarà anche il mio metodo di governo».
Nel corso della prima conferenza stampa come primo cittadino, l’ex segretario dei Ds è tornato ancora una volta a battere sul tema più scottante per la città, il lavoro, sempre in primo piano tra i dati preoccupanti che riguardano la disoccupazione giovanile e le tensioni con i sindacati degli ultimi mesi. «Confermo che vogliamo che la Fiat continui a stare a Torino in modo strategico. La Fiat senza Torino e l’Italia sarebbe un’altra cosa, il suo ruolo e la sua funzione stanno nel dna della città», ha sottolineato.
Migliaia i messaggi di congratulazioni ricevuti da Fassino nella lunga notte elettorale di ieri, anche da parte di esponenti dell'opposizione come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan. Colloqui telefonici anche col presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e col leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini e complimenti dal mondo dell'industria: la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ma la chiamata più gradita è stata senza dubbio quella con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Gerusalemme in visita istituzionale: « Il capo dello Stato mi ha chiamato da Gerusalemme per manifestarmi amicizia e soddisfazione».
Comunali, la città sceglie Fassino: "Sarò il sindaco di tutti i torinesi"
16/05/2011 - il dopo-Chiamparino
Piero Fassino
Il candidato Pd verso la vittoria al primo turno, Coppola fermo al 30%: «Riconosco la sconfitta» Bersani telefona all'ex ministro: «Complimenti, grande risultato» Chiamparino: «Mai avuto dubbi» Rosso: «Amarezza, ora bisognerà capire il perchè della debacle»
torino
Netto vantaggio a Torino per Piero Fassino, candidato del centrosinistra: secondo le ultime proiezioni Ipr Marketing per la Rai, Fassino avrebbe il 56% dei voti, e verrebbe così eletto al primo turno.
Fermo al 27,5% Michele Coppola. Alberto Musy per il Terzo polo al 5%, 4,7% per Vittorio Bertola (Movimento 5 stelle). Quanto alle coalizioni, centrosinistra al 53%, centrodestra al 31%, Terzo polo al 5%, Movimento 5 stelle al 4,5%.
Affluenza al voto di quasi due punti percentuali in piu' riapetto alle ultime comunali a Torino. Secondo i dati definitivi resi noti dal Comune, si e' recato alle urne il 66,54% degli aventi diritto, l'1,9 per cento in piu' rispetto al 64,66% di cinque anni fa.
Fassino: «Grazie, sarò il sindaco di tutti» «Sarò il sindaco di tutti i torinesi, sia di chi mi ha votato, sia di chi ha ritenuto di fare scelte diverse», ha detto Piero Fassino, commentando con i giornalisti la vittoria che si delinea per lui al primo turno. «Da domani - ha aggiunto - mi metterò al lavoro per dare a Toirno una guida solida, autorevole, forte, all’altezza delle aspettative dei torinesi».
Coppola: «Speravo nel ballottaggio, riconosco la sconfitta» «Un torinese su tre mi ha votato. È un risultato molto bello, un’esperienza positiva. Ho 38 anni e una vita davanti»: è il primo commento di Michele Coppola, sconfitto nella corsa alla carica di sindaco di Torino. Arriva alle 19,30 alla sede del Pdl: è stanco, ma sorridente. «È stata una bella campagna elettorale - spiega - nella quale ho cercato di portare temi che mancavano nell’agenda. Ho giocato una partita importante, sono dispiaciuto del risultato, ma mi considero fortunato».
Coppola ammette di avere sperato nel ballottaggio: «Nelle ultime settimane ho sperato che ci fossero quindici giorni di campagna elettorale in più, sarebbe stata una bella occasione. I torinesi hanno preferito Fassino, bisogna dargliene atto». Nessuna polemica con il partito: «Io ringrazio tutti, politici, candidati che si sono spesi in questa campagna elettorale. Per fare le analisi ci sarà tempo». Quanto ai voti tolti dall’omonimo Coppola alla guida di una lista civetta, l’esponente del Pdl è critico, ma fa anche una battuta: «se avessi saputo, avrei chiamato mio figlio Domenico»
Chiamparino: «Mai avuto dubbi su vittoria al primo turno» «Avevo scommesso sulla vittoria di Fassino al primo turno, mai avuto dubbi. E i risultati mi danno ragione», commenta Sergio Chiamparino. «Fassino - osserva il sindaco uscente - si è buttato con grande entusiasmo nella campagna elettorale, si è messo in gioco ed è stato premiato. Darà continuità ma anche la necessaria innovazione a una politica che premia il centrosinistra. C’è un’onda lunga che è data da un modo di governare che è iniziata con Chiamparino e - conclude - andrà avanti con Fassino». Il leader del Pd Nazionale, Pierluigi Bersani, ha immediatamente telefonato a Fassino per complimentarsi: «È un grande risultato!».
Rosso (Pdl): «Amarezza, bisognerà capire il perchè della debacle» «Ero convinto che si potesse almeno andare al ballottaggio, non è stato così, ora bisognerà cercare di capire come è stato possibile una debacle di questo tipo» - commenta il sottosegretario all’Agricoltura del Pdl Roberto Rosso. «Rimane il fatto che se il Pdl scenderà al di sotto dei risultati conseguiti quando fu candidato sindaco di Torino per il centrodestra Rocco Buttiglione, si tratterebbe di un dato veramente incredibile di cui la dirigenza dovrebbe in qualche misura rendere conto».
Movimento 5 stelle: «Risultato clamoroso» «Aspettiamo di vedere i risultati definitivi che però, per ora, sono clamorosi». Lo ha detto il candidato sindaco a Torino per il Movimento 5 stelle, Vittorio Bertola, commentando i dati parziali delle elezioni amministrative. «Abbiamo praticamente gli stessi voti del Terzo polo - ha aggiunto Bertola - nonostante non abbiamo avuto la stessa visibilità». Secondo Bertola, elettori del Movimento 5 stelle sono «persone che non votavano più e persone deluse che non hanno visto nei programmi dei partiti una speranza per Torino». «Andiamo in consiglio comunale agguerriti - ha continuato - perchè vogliamo fare una opposizione vera, segnalare le cose che non vanno e portare moltissime proposte».
Consiglio regionale del Piemonte: Salone del Libro 2011
Mercoledì 11 Maggio 2011
Giovedì 12 maggio prende il via la 24esima edizione del Salone Internazionale del Libro, allestito fino al 16 maggio negli spazi del Lingotto Fiere di Torino. Il presidente del Consiglio regionale, insieme ad altre autorità, partecipa all’inaugurazione della kermesse e presenta “Piazzetta Parole di Piemonte”, lo stand dell’Assemblea legislativa piemontese, situato all’Oval, nell’area dedicata alle istituzioni. Durante i cinque giorni della manifestazione presso lo stand del Consiglio sono ospitati incontri per le scuole, presentazioni di libri e conferenze, anche a cura delle Consulte regionali, tavole rotonde e spettacoli seguendo il filo conduttore della memoria storica e dell’Unità d’Italia. “Parole di Piemonte - 1861-2011” costituisce inoltre il titolo dell’ultima pubblicazione della collana editoriale I Tascabili, edita dal Consiglio regionale. Il volumetto, che viene presentato al Salone, racconta la storia, gli usi e i costumi delle quattro minoranze linguistiche della regione ovvero piemontese, francoprovenzale, occitano e walser, al tempo della formazione dello Stato unitario. Allo stand istituzionale sono poi disponibili due nuovi annulli filatelici: un omaggio ai 150 anni dell’Italia unita e al noto scrittore Emilio Salgari, di cui ricorre quest’anno il centenario della morte. Ogni sera è infine previsto un intrattenimento teatrale con protagoniste le marionette di Augusto Grilli. Nello stand i visitatori possono scoprire eleganti volumi sul territorio e il patrimonio culturale piemontese, nonché gadget con il logo dell’ente.
La Giunta comunale ha approvato il progetto preliminare per la realizzazione dell’Energy Center nell’area ex Westinghouse di via Borsellino. Il progetto, redatto dal Politecnico, prevede la creazione di un polo di eccellenza nel campo dell’innovazione energetica e ambientale.
Gli studenti e i dottorandi dell’ateneo torinese si occuperanno di studio e ricerca applicata, testeranno nuove tecnologie e forniranno consulenze ad enti pubblici e privati riguardanti le tematiche energetiche.
La struttura, studiata come “eco-edificio” a consumo zero, prevede una centrale termica ed elettrica al piano interrato, un grande laboratorio, una sala conferenze e un settore per l’esposizione dei prodotti al piano terra. I piani superiori, invece, ospiteranno grandi open space destinati a uffici e sale per la formazione.
Antonio Lanfranco col berretto da alpino (foto di Fabio Lepore)
C’è chi ci ha rimesso la vita. Lui in Russia ha perduto un pezzo di alluce, congelato dopo una marcia estenuante nel ghiaccio della steppa. “Noi siamo sopravvissuti, ma oggi nel raduno vogliamo celebrare soprattutto quelli che non sono più tornati a casa”. Comincia così la testimonianza dell’alpino Antonio Lanfranco, classe 1919, reduce della seconda guerra mondiale. Ieri ha sfilato per le vie del centro di Torino insieme con i commilitoni del passato e del presente. Il viso segnato dal tempo e la parlata lenta, di chi è consapevole di essere sopravvissuto agli orrori della seconda guerra mondiale.
“Sono originario di Revello (in provincia di Cuneo). Ho due fratelli e una sorella, i miei genitori gestivano una tabaccheria. A 15 anni, dopo aver frequentato la scuola fino alla prima media, ho incominciato a lavorare presso una taglieria di pietre sintetiche , gestita da un imprenditore francese. Nel 1940 sono stato richiamato per il servizio militare, e sono stato assegnato al Genio Alpini di Casale Monferrato. I tre mesi di addestramento li ho svolti a Cuneo, dove ci hanno insegnato a piazzare mine nel terreno e a costruire fosse e apprestamenti”.
Quali sono state le sue prime esperienze al fronte? “Nella primavera del 1940 sono stato inviato sul Col Maurin, al confine francese. Con la mia compagnia abbiamo costruito dei fossati per impedire al nemico di scendere a valle coi carri armati. Ma i Francesi ne avevano già fin sopra i capelli con i Tedeschi. Che assurdità, Mussolini ci ha fatto combattere contro i nostri vicini”.
Dopo la Francia, l’Italia ha attaccato la Grecia. Lei è stato coinvolto? “Sì, per inviarci sul fronte greco albanese, noi alpini siamo stati spediti in treno da Cuneo a Bari. Io sono stato fortunato, perché si sono dimenticati di imbarcare la mia compagnia. Così mi sono saltato qualche settimana di guerra. L’esperienza in Grecia è durata poco. Il peggio è venuto con la campagna di Russia”.
I reduci in sfilata ieri a Torino (foto di Fabio Lepore)
La divisione Cunense a cui era aggregato è arrivata sul fronte orientale nell’estate del ’42. Come era la sua vita di soldato in Russia? “Ero caporale, avevo sotto di me 12 ragazzi. Noi del Genio non stavamo nelle prime linee, ci andavamo solo per costruire campi minati e fossati di difesa. Per stare al caldo nel nostro accampamento ci siamo costruiti un piccolo bunker: una buca profonda nel terreno, e un soffitto di travi in legno ricoperte di paglia, impermeabile a pioggia e neve. Mangiavamo soprattutto minestra, e un po’ di formaggio e carne; la pasta solo una volta alla settimana. Con gli alleati Tedeschi ci trovavamo male, ci trattavano come pezze da piedi, sembrava fossero loro i nostri nemici”.
Tra il dicembre 1942 e il gennaio 1943 il corpo d’armata alpino, schierato tra Novo Kalitwa e Pawlowsk è stato investito dalla controffensiva sovietica, che ha sfondato le linee italiane e costretto alla ritirata. Che cosa ricorda? “Quando la mia compagnia ha incominciato la ritirata, molti di noi non erano abituati a camminare così tanto. Avevamo le scarpe di cartone, la neve ci entrava nelle dita dei piedi, e l’unico modo per sopportare il freddo era muoversi. Chi si fermava sedendosi nella neve, dopo cinque minuti moriva assiderato. Per due volte i miei compagni mi hanno fatto rialzare a suon di pugni, se no ci avrei lasciato la pelle. Solo una volta siamo riusciti a trovare rifugio nelle isbe (case dei contadini russi), che erano calde e accoglienti, ma la gente le aveva abbandonate per paura. Siamo arrivati in salvo nelle retrovie dopo 17 giorni di marcia”.
Cosa è successo dopo? “Rimpatriati, mi hanno curato all’ospedale di Ascoli Piceno, e poi mi hanno dato 6 mesi di convalescenza. L’8 settembre del 1943, quando dovevo ripresentarmi al comando, alcuni amici mi hanno informato che c’era stato l’armistizio, così sono rimasto a casa fino alla fine della guerra. Quando è tut