“ALPI - 4000 DA COLLEZIONE”

“ALPI - 4000 DA COLLEZIONE”

È uscito il libro “Alpi - 4000 da collezione” di Lu-
ciano Ratto, edizione completamente aggiornata e
riveduta anche nel titolo, della prima edizione Tutti
i 4000 - L’aria sottile dell’alta quota edito nel 2010
da Vivalda editori. Il nuovo testo di 192 pagine,
molto curato nella sua veste grafica, con copertina
rigida, non può mancare nella libreria di ogni ap-
passionato di montagna e di conoscenza in genere
ed è edito da Edizioni del Graffio di Borgone Susa,
con il sostegno del Consiglio Regionale della Valle
d’Aosta, con Tuxor come parte di progetto e con la
convenzione FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Questa nuova edizione è frutto delle ricerche dell’-
autore con un team di colleghi e amici del CAI
sezione di Torino. Ne consegue la completezza del testo su tutti i 4000 delle Alpi e su tutto quanto c’è da
sapere in merito, tanto che non voglio svelarvi di più sul suo contenuto, se non invitarvi a leggerlo e
sognare grazie alle meravigliose immagini delle quali è ricchissimo questo libro ben rilegato.
Non si può a questo punto non spendere due parole sull’autore Luciano Ratto, che è un alpinista molto
noto, non solo per le sue grandi salite ma per esser stato il primo uomo al mondo ad aver “conquistato”
tutte le cime alpine che superano i 4000 metri.
Questo grande progetto ha probabilmente gettato le basi per la creazione del “Club 4000” di cui Luciano
Ratto è stato co-fondatore insieme a Franco Bianco nel 1993 e di cui è attualmente il Presidente Onora-
rio.
Nato nel 1932 a Châtillon (AO), è ingegnere
industriale, esperto di management, e nell’ambi-
to “montagna”, socio del CAI di Torino dal
1956 e socio onorario della sezione di Châtillon
dal 1998.
Nel suo carnet alpinistico vi sono molteplici
spedizioni extraeuropee, con la realizzazione di
alcune prime ascensioni tra cui il Koh J Sharan
di 6.100 metri, alcune prime ascensioni sulle
Alpi, come la diretta della parete est della Gran-
de Rousse, alcune prime invernali, tra cui la
Cresta De Amicis al Cervino e innumerevoli
ripetizioni, vie di ghiaccio, di roccia e di misto.
È infine coordinatore del gruppo di studiosi che
hanno redatto il “Dossier Progetto 8000” sulle
più alte vette del nostro pianeta.
Lodovico Marchisio“ALPI - 4000 DA COLLEZIONE”

È uscito il libro “Alpi - 4000 da collezione” di Luciano Ratto, edizione completamente aggiornata e riveduta anche nel titolo, della prima edizione Tutti i 4000 - L’aria sottile dell’alta quota edito nel 2010 da Vivalda editori. Il nuovo testo di 192 pagine, molto curato nella sua veste grafica, con copertina rigida, non può mancare nella libreria di ogni appassionato di montagna e di conoscenza in genere ed è edito da Edizioni del Graffio di Borgone Susa, con il sostegno del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, con Tuxor come parte di progetto e con la convenzione FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Questa nuova edizione è frutto delle ricerche dell’autore con un team di colleghi e amici del CAI sezione di Torino. Ne consegue la completezza del testo su tutti i 4000 delle Alpi e su tutto quanto c’è da sapere in merito, tanto che non voglio svelarvi di più sul suo contenuto, se non invitarvi a leggerlo e sognare grazie alle meravigliose immagini delle quali è ricchissimo questo libro ben rilegato.

Non si può a questo punto non spendere due parole sull’autore Luciano Ratto, che è un alpinista molto noto, non solo per le sue grandi salite ma per esser stato il primo uomo al mondo ad aver “conquistato” tutte le cime alpine che superano i 4000 metri.

Questo grande progetto ha probabilmente gettato le basi per la creazione del “Club 4000” di cui Luciano Ratto è stato co-fondatore insieme a Franco Bianco nel 1993 e di cui è attualmente il Presidente Onorario.

Nato nel 1932 a Châtillon (AO), è ingegnere industriale, esperto di management, e nell’ambito “montagna”, socio del CAI di Torino dal 1956 e socio onorario della sezione di Châtillon dal 1998.

Nel suo carnet alpinistico vi sono molteplici spedizioni extraeuropee, con la realizzazione di alcune prime ascensioni tra cui il Koh J Sharan di 6.100 metri, alcune prime ascensioni sulle Alpi, come la diretta della parete est della Grande Rousse, alcune prime invernali, tra cui la Cresta De Amicis al Cervino e innumerevoli ripetizioni, vie di ghiaccio, di roccia e di misto.

È infine coordinatore del gruppo di studiosi che hanno redatto il “Dossier Progetto 8000” sulle più alte vette del nostro pianeta.

Lodovico Marchisio

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 27453 - 29 Marzo 2021

 

 

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NOVALESA: UNA VALLE PER SOGNARE

NOVALESA: UNA VALLE PER SOGNARE

Val Cenischia
Val Cenischia 001.JPG
La valle ripresa dalla vetta della Punta Lamet
Novalesa è situata in val Cenischia, valle laterale rispetto all'asse principale della valle di Susa, a ridosso del
confine francese. Già nota in epoca medioevale, in quanto punto di transito per eserciti e pellegrini che valica-
vano le Alpi attraverso il colle del Moncenisio, è proprio una valle per sognare perché si presta a ogni tipo di
avventura, camminate ed eventi culturali (Covid permettendo) che si susseguono tutto l’anno. Questo stupen-
do villaggio è anche un luogo ideale per scalare da primavera ad autunno inoltrato poiché vi sono tre siti prin-
cipali per l’arrampicata per merito di Alberto Bolognesi, guida alpina, che ha scoperto e attrezzato diverse
falesie della zona alcune di queste decisamente interessanti quali il “Settore del Tuopè” (falesia adatta a tutti )
con difficoltà tra il 3° e il 7°, “Settore delle Cascate”: falesia molto più tecnica con muri verticali e con un set-
tore strapiombante, che consta di una trentina di vie con difficoltà elevate dal 6B+ all’8A+ e il “Settore del
Paretone”: muro verticale molto tecnico con 18 vie dal 6B al 7C+. In inverno, avendo Novalesa un numero
innumerevole di cascate è il paradiso per gli “Ice-climber” per la scalata su ghiaccio, grazie al compianto val-
susino Giancarlo Grassi che con altri valenti alpinisti del passato aveva individuato e salito tutte le cascate di
ghiaccio che si formano quasi per magia e che Giancarlo chiamava: “L’urlo pietrificato”. Sono una quindicina
le cascate di quest’anfiteatro, documentate anche sul suo libro: “Ghiaccio dell’ovest”. Ne citiamo solo alcune
tra le più spettacolari: “Cascata di Rio Gioglio”, sviluppo 200 m, in frazione Santa Maria, 5 ore per salirla con
difficoltà sostenute (TD+); “Ricami Polari”, originata dal torrente Cenischia, sviluppo 140 m, caratterizzata
da frange stalattitiche di ghiaccio con difficoltà sostenutissime (TD+), ore 2; “Gran Cascata di Novalesa”, svi-
luppo 250 m, che si raggiunge salendo verso l’idilliaco abitato di Ferrera - Moncenisio e deviando prima del-
l’edificio dell’Enel per uno sterrato che (in mancanza di neve) raggiunge pressoché l’attacco della cascata,
con difficoltà più abbordabili (D), ore 2 circa; “L’Eterea cascata di Novalesa”; sviluppo 250 m, difficoltà
(D+), situata a destra di villette prima del parco, salita ore 3; e per finire la rassegna delle più percorse, vi è la
“Cascata del lungo cammino dei ghiacciatori”; la più indicata, anche se molto lunga, perché composta di mol-
ti risalti con i tratti più difficili evitabili, sviluppo 400 m, difficoltà (D/TD), raggiungibile a lato della prece-
dente, ore 4 per salirla integralmente. Per non parlare della rete di sentieri che cingono questa vallata, da quel-
li adatti alle famiglie per assistere dal basso i portentosi salti del Rio Claretto, più da vicino, e del Rio Marde-
rello, che si può però ammirare più da distante perché zona monitorata a causa d’improvvise colate detritiche
o effusioni frequenti in caso di piogge. Geologicamente interessante e in evoluzione è questa spettacolare e
strettissima gorgia. Entrambi sono raggiungibili in soli 20 minuti dal paese. Un sentiero attrezzato dal CAI di
Pianezza e inaugurato nel 2002, collegava con un giro ad anello di 2 ore, le due cascate transitando in zona
“Pressapel” su un ponticello il Rio Claretto e permetteva con un breve tratto attrezzato di scendere sul Rio
Marderello in direzione di Sant’Anna, per poi fare ritorno dal basso a Novalesa. Questo spettacolare percorso,
distrutto dalle piene del torrente, non è più percorribile per i motivi di sicurezza. Altrettanto bello è il sentiero
della “Strada Reale” o quello più impegnativo che sale al rifugio Stellina, solo per citarne una minima parte
perché non basterebbe un volume intero per descrivere le possibilità di amene camminate che offre la zona.
Va anche detto per inciso che molte delle cascate predette sono attrezzate dall’alto per le calate dei
“torrentisti”, disciplina che richiede però tecniche e una particolare attrezzatura (corda, imbrago, casco, muta,
ecc.). In questa falesia non vi sono pareti strapiombanti, bensì una bella fiancata variegata, composta da plac-
che, diedri e fessure. Favolosa per la comodità di accesso, per la bellezza del luogo e la qualità della roccia
ma anche per la qualità e quantità d’itinerari di livello medio, adatti sia ai principianti sia agli esperti. Questa
falesia ha un'esposizione a sud-est e si trova a circa 950 m di quota: è praticabile tutto l'anno eccetto le fredde
giornate invernali o, in condizioni di caldo afoso ed è facilmente individuabile subito dopo aver superato il
centro dell’abitato in direzione di Ferriera - Moncenisio (ben indicata da un cartello).
Lodovico Marchisio

Novalesa è situata in val Cenischia, valle laterale rispetto all'asse principale della valle di Susa, a ridosso del confine francese. Già nota in epoca medioevale, in quanto punto di transito per eserciti e pellegrini che valicavano le Alpi attraverso il colle del Moncenisio, è proprio una valle per sognare perché si presta a ogni tipo di avventura, camminate ed eventi culturali (Covid permettendo) che si susseguono tutto l’anno. Questo stupendo villaggio è anche un luogo ideale per scalare da primavera ad autunno inoltrato poiché vi sono tre siti principali per l’arrampicata per merito di Alberto Bolognesi, guida alpina, che ha scoperto e attrezzato diverse falesie della zona alcune di queste decisamente interessanti quali il “Settore del Tuopè” (falesia adatta a tutti ) con difficoltà tra il 3° e il 7°, “Settore delle Cascate”: falesia molto più tecnica con muri verticali e con un settore strapiombante, che consta di una trentina di vie con difficoltà elevate dal 6B+ all’8A+ e il “Settore del Paretone”: muro verticale molto tecnico con 18 vie dal 6B al 7C+. In inverno, avendo Novalesa un numero innumerevole di cascate è il paradiso per gli “Ice-climber” per la scalata su ghiaccio, grazie al compianto valsusino Giancarlo Grassi che con altri valenti alpinisti del passato aveva individuato e salito tutte le cascate di ghiaccio che si formano quasi per magia e che Giancarlo chiamava: “L’urlo pietrificato”. Sono una quindicina le cascate di quest’anfiteatro, documentate anche sul suo libro: “Ghiaccio dell’ovest”. Ne citiamo solo alcune tra le più spettacolari: “Cascata di Rio Gioglio”, sviluppo 200 m, in frazione Santa Maria, 5 ore per salirla con difficoltà sostenute (TD+); “Ricami Polari”, originata dal torrente Cenischia, sviluppo 140 m, caratterizzata da frange stalattitiche di ghiaccio con difficoltà sostenutissime (TD+), ore 2; “Gran Cascata di Novalesa”, sviluppo 250 m, che si raggiunge salendo verso l’idilliaco abitato di Ferrera - Moncenisio e deviando prima dell’edificio dell’Enel per uno sterrato che (in mancanza di neve) raggiunge pressoché l’attacco della cascata, con difficoltà più abbordabili (D), ore 2 circa; “L’Eterea cascata di Novalesa”; sviluppo 250 m, difficoltà (D+), situata a destra di villette prima del parco, salita ore 3; e per finire la rassegna delle più percorse, vi è la “Cascata del lungo cammino dei ghiacciatori”; la più indicata, anche se molto lunga, perché composta di molti risalti con i tratti più difficili evitabili, sviluppo 400 m, difficoltà (D/TD), raggiungibile a lato della precedente, ore 4 per salirla integralmente. Per non parlare della rete di sentieri che cingono questa vallata, da quelli adatti alle famiglie per assistere dal basso i portentosi salti del Rio Claretto, più da vicino, e del Rio Marderello, che si può però ammirare più da distante perché zona monitorata a causa d’improvvise colate detritiche o effusioni frequenti in caso di piogge. Geologicamente interessante e in evoluzione è questa spettacolare e strettissima gorgia. Entrambi sono raggiungibili in soli 20 minuti dal paese. Un sentiero attrezzato dal CAI di Pianezza e inaugurato nel 2002, collegava con un giro ad anello di 2 ore, le due cascate transitando in zona “Pressapel” su un ponticello il Rio Claretto e permetteva con un breve tratto attrezzato di scendere sul Rio Marderello in direzione di Sant’Anna, per poi fare ritorno dal basso a Novalesa. Questo spettacolare percorso, distrutto dalle piene del torrente, non è più percorribile per i motivi di sicurezza. Altrettanto bello è il sentiero della “Strada Reale” o quello più impegnativo che sale al rifugio Stellina, solo per citarne una minima parte perché non basterebbe un volume intero per descrivere le possibilità di amene camminate che offre la zona.

Va anche detto per inciso che molte delle cascate predette sono attrezzate dall’alto per le calate dei “torrentisti”, disciplina che richiede però tecniche e una particolare attrezzatura (corda, imbrago, casco, muta, ecc.). In questa falesia non vi sono pareti strapiombanti, bensì una bella fiancata variegata, composta da placche, diedri e fessure. Favolosa per la comodità di accesso, per la bellezza del luogo e la qualità della roccia ma anche per la qualità e quantità d’itinerari di livello medio, adatti sia ai principianti sia agli esperti. Questa falesia ha un'esposizione a sud-est e si trova a circa 950 m di quota: è praticabile tutto l'anno eccetto le fredde giornate invernali o, in condizioni di caldo afoso ed è facilmente individuabile subito dopo aver superato il centro dell’abitato in direzione di Ferriera - Moncenisio (ben indicata da un cartello).


Lodovico Marchisio

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 27086 - 30 Dicembre 2020

 

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IL BUCO DI VISO

 

IL BUCO DI VISO
Ha chiuso con cinque giorni d’anticipo rispetto allo scorso anno il Buco
di Viso. La chiusura stagionale dell’accesso dal lato francese, effettuata
a scopo protettivo per evitare che la neve si accumuli nel tunnel
ostruendo il passaggio, è stata disposta dalla Regione Piemonte, d’inte-
sa con il Parco del Monviso ed il Parc naturel régional du Queyras.
Si trova in provincia di Cuneo, alle pendici del monte Granero, sotto il
versante che separa la valle Po da quella francese del Queyras, ad un'al-
titudine di 2.882 m poco più in basso rispetto al colle delle Traversette a
quota 2.950 m. È stato il primo traforo alpino della storia e rappresenta
una delle più antiche opere di ingegneria civile realizzate in alta monta-
gna. L’accordo per la sua realizzazione venne sancito ad Arles il 22
settembre 1478 ed i lavori di scavo della galleria ebbero inizio nel 1479.
I lavori vennero completati alla fine dell’estate del 1480.
Nel 1601 il marchesato di Saluzzo venne annesso al ducato di Savoia ed
il Buco di Viso perse la sua importanza strategica. Il Duca di Savoia
Carlo Emanuele I ne ordinò l’ostruzione e rimase chiuso anche per delle
frane e le guerre che contrapposero il ducato di Savoia al regno di Fran-
cia. Si dovette attendere il 1837 per un parziale e sommario ripristino su
iniziativa volontaria degli abitanti della valle Po. Il Buco di Viso vide la
riapertura definitiva il 25 agosto 1907. Dopo dei lavori di rinforzo del
tunnel il 15 ottobre 2014 è stata inaugurata la riapertura della galleria.
La riapertura per la prossima stagione avverrà presumibilmente tra i
mesi di giugno e luglio, in base alle condizioni meteo. Il sentiero da
Pian Mait e dalle casermette in su è completamente gelato e quindi è
sconsigliabile a tutti salire fino al Colle delle Traversette.

IL BUCO DI VISO

Buco di Viso
Pertuis du Viso
Buco di Viso.JPG
L'ingresso al Buco di Viso dalla parte italiana

Ha chiuso con cinque giorni d’anticipo rispetto allo scorso anno il Buco di Viso. La chiusura stagionale dell’accesso dal lato francese, effettuata a scopo protettivo per evitare che la neve si accumuli nel tunnel ostruendo il passaggio, è stata disposta dalla Regione Piemonte, d’intesa con il Parco del Monviso ed il Parc naturel régional du Queyras.

Si trova in provincia di Cuneo, alle pendici del monte Granero, sotto il versante che separa la valle Po da quella francese del Queyras, ad un'altitudine di 2.882 m poco più in basso rispetto al colle delle Traversette a quota 2.950 m. È stato il primo traforo alpino della storia e rappresenta una delle più antiche opere di ingegneria civile realizzate in alta montagna. L’accordo per la sua realizzazione venne sancito ad Arles il 22 settembre 1478 ed i lavori di scavo della galleria ebbero inizio nel 1479.

I lavori vennero completati alla fine dell’estate del 1480.

Nel 1601 il marchesato di Saluzzo venne annesso al ducato di Savoia ed il Buco di Viso perse la sua importanza strategica. Il Duca di Savoia Carlo Emanuele I ne ordinò l’ostruzione e rimase chiuso anche per delle frane e le guerre che contrapposero il ducato di Savoia al regno di Francia. Si dovette attendere il 1837 per un parziale e sommario ripristino su iniziativa volontaria degli abitanti della valle Po. Il Buco di Viso vide la riapertura definitiva il 25 agosto 1907. Dopo dei lavori di rinforzo del tunnel il 15 ottobre 2014 è stata inaugurata la riapertura della galleria. La riapertura per la prossima stagione avverrà presumibilmente tra i mesi di giugno e luglio, in base alle condizioni meteo. Il sentiero da Pian Mait e dalle casermette in su è completamente gelato e quindi è sconsigliabile a tutti salire fino al Colle delle Traversette.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 26813 - 27 Ottobre 2020

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 SALVIAMO IL PIANETA

 

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Autunno, quando Oropa è d'oro

AUTUNNO, QUANDO OROPA E' D'ORO
I faggi incendiano di colori la valle, i funghi profumano la tavola,
le castagne scaldano le mani e il cuore.
In Santuario una nuova stagione e l’accoglienza di sempre

CASTAGNATA DEL SANTUARIO DI OROPA
Domenica 18 ottobre l'Associazione Agro Montis organizza la castagnata in occasione del foliage autunnale.
Caldarroste e vin brulè saranno distribuiti nel primo piazzale del Santuario.
Scopri
FOLIAGE AUTUNNALE E PIATTI TIPICI
Tra i percorsi più belli per immergersi tra i colori delle foglie ci sono quelli del Sacro Monte e la Passeggiata dei Preti, due itinerari ben segnalati e facili per chi vuole passare qualche ora all’aperto. Da non perdere, la celebre polenta concia, i piatti a base di funghi, castagne, e prodotti a Km zero nei ristoranti del Santuario. Scopri
SOGGIORNARE A OROPA
Un weekend d’autunno a Oropa significa calore, accoglienza e cose buone. Per assaporare un fine settimana nella suggestiva atmosfera del Santuario, tra passeggiate e sapori che scaldano il cuore, non perdere le offerte del weekend, a partire da 25 € a persona in camera doppia. Scopri
VISITE GUIDATE ALLA CUPOLA
Sabato 24 e domenica 25 ottobre si potrà  salire sulla cupola accompagnati da una guida esperta. La cupola della Basilica, che è tornata a splendere dopo 4 anni di restauri, si innalza da terra per oltre 80 m. e permette l'accesso alla terrazza panoramica. Prenotazioni: info@discoveryaltopiemonte.it  
INFIORA ET LABORA
Con la tua offerta aiuti il santuario dando lavoro a chi lo mantiene accogliente.
A tutti gli amici di Oropa, rinnoviamo l’appello a sostenere quella che abbiamo sempre chiamato “la casa di tutti”.  Le vostre donazioni contribuiranno a far sì che tutti possano abbracciare la Madonna di Oropa in una "casa" accogliente e decorosa. Dona ora
 
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Sei mai salito sulla cupola della Basilica di Oropa?

Sei mai salito sulla cupola della Basilica di Oropa?

VISITA GUIDATA ALLA CUPOLA DELLA BASILICA SUPERIORE DI OROPA
Sabato 24 e domenica 25 ottobre alle ore 11 e alle ore 15

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Prenotazioni: info@discoveryaltopiemonte.it

Mascherine e sanificazione delle mani obbligatorie nel rispetto delle norme sanitarie anti Covid-19

 

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Tel. 393 9116705  

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VALDIERI, IL RILANCIO NELLA “VALLE DEL RE” PASSA ATTRAVERSO NATURA E TRADIZIONI

 

Agenzia Stampa
VALDIERI, IL RILANCIO NELLA “VALLE DEL RE”
PASSA ATTRAVERSO NATURA E TRADIZIONI
In valle Gesso, la «valle del re», quelli che un tempo erano i sudditi sono diventati padroni del loro regno e
collaborano per alimentarne la rinascita. Valdieri è piccola, ma immensa. Lo è per come si presenta al
visitatore che ha voglia di viverla insieme alle sue preziose propaggini che sono le frazioni, in particolare
Sant’Anna, luogo di partenza per escursionisti, ma alpinisti che hanno raggiunto i giganti dei 3000 come
Argentera, Gelas, Clapier, Monte Matto, Corno stella. «Qui c’è la montagna vera - esordisce il sindaco,
Giacomo Gaiotti -: se dalle 5 a mezzogiorno ci si fermasse a guardare chi passa dalla piazza si vedrebbero
gli alpinisti, gli escursionisti, i turisti che salgono alle Terme e fanno quattro passi per poi godersi il fresco
e la permanenza nello stabilimento. Quest’anno ce ne sono molti di più, meno stranieri ma tantissimi italia-
ni: un afflusso straordinario». «Si è riscoperto il turismo dietro l’angolo, una grande risorsa per negozi, bar
e ristoranti - dice Daniela Salvestrin, direttrice dell’Atl -. Stiamo lavorando per far comprendere ai visitato-
ri che il paese non chiude il 31 agosto, che l’autunno e l’inverno qui sono ricchi di proposte ed esperienze
da vivere. Anche per questo abbiamo una testimonial d’eccellenza, Marta Bassino, che si è formata come
campionessa di sci su queste montagne ed è genuina come la valle».
Questi sono i giorni della Festa della segale organizzata dall’Ecomuseo di Sant’Anna con il supporto di
Comune, Pro loco, Terme e dell’ente Aree protette Alpi marittime, già parco delle Alpi marittime e del
Marguareis. Il direttore Piermario Giordano mostra la sede del parco in piazza Regina Elena, un tempo
casa della famiglia del partigiano Dante Livio Bianco. «Quest’anno - spiega - Valdieri e la valle sono meta
di moltissime persone che probabilmente prima non ci avevano quasi mai messo piede. Tutti gli operatori
sono contenti e sono stati ampiamente all’altezza». Oggi, durante la festa, un gruppo di residenti di ogni età
(c’è anche Veronica che ha sei anni e sta imparando), eredi dei battitori storici, darà una dimostrazione del-
la battitura a mano della segale. Un viaggio attraverso la storia della valle da completare con la visita al
museo della civiltà della segale. «L’ecomuseo va oltre i muri - racconta Alessio Barale che ne è l’animato-
re -. Nacque trent’anni fa da un’idea del guardaparco Mauro Rabbia, che ci ha già lasciati. Il primo elemen-
to fu la creazione de “I Bateur” che ora è alimentari, osteria e posto di ritrovo a Sant’Anna. Anno dopo
anno il tessuto si è fatto più ampio e ricco. Oggi, oltre al museo nel senso più tradizionale del termine,
abbiamo manifestazioni, forno comunitario, nuovi tetti in paglia, murales, festa della segale, della lavanda,
il Carnevale alpino, i laboratori di panificazione». Anche l’agricoltura è attiva e ha prodotti unici. Come le
patate Balin del Re, chiamate così perché un contadino per strada accolse l’invito del re di avere un assag-
gio. «Non si tratta di una varietà, ma di un modo di coltivare - dice Alberto Rosso di Andonno che con la
moglie coltiva patate, segale e castagne -: è tutto bio, senza diserbanti né concimi chimici. C’è un consor-
zio e vendiamo direttamente da produttore e consumatore». Insieme a Tiziano Boerio, anche lui produttore
di patate e fondatore di un agriturismo, Alberto ed altri hanno ripreso la coltivazione della segale: «Il pro-
getto è sostenuto dai Comuni di Valdieri e Roaschia e funziona anche grazie al prezioso lavoro del mulino
Cavanna di Dronero con cui ci siamo subito intesi sulla salvaguardia di integrità e genuinità del prodotto».
A «I Bateur» si sono dati appuntamento anche le colonne dell’alpinismo locale, Gianni Bernardi ed Elio
Allario che, insieme a Michela Formento e Giuseppe Chialvetto, portano avanti un progetto per avvicinare
residenti e visitatori all’alpinismo passando attraverso la storia. Lo hanno chiamato «Sant’Anna capitale
alpinistica delle Marittime» e ci sono già fotografie nei locali della frazione che ritraggono le cime e coloro
che per primi le hanno raggiunte.
Barbara Morra - La Stampa, 23 agosto 20a

VALDIERI, IL RILANCIO NELLA “VALLE DEL RE” PASSA ATTRAVERSO NATURA E TRADIZIONI

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In valle Gesso, la «valle del re», quelli che un tempo erano i sudditi sono diventati padroni del loro regno e collaborano per alimentarne la rinascita. Valdieri è piccola, ma immensa. Lo è per come si presenta al visitatore che ha voglia di viverla insieme alle sue preziose propaggini che sono le frazioni, in particolare Sant’Anna, luogo di partenza per escursionisti, ma alpinisti che hanno raggiunto i giganti dei 3000 come Argentera, Gelas, Clapier, Monte Matto, Corno stella. «Qui c’è la montagna vera - esordisce il sindaco, Giacomo Gaiotti -: se dalle 5 a mezzogiorno ci si fermasse a guardare chi passa dalla piazza si vedrebbero gli alpinisti, gli escursionisti, i turisti che salgono alle Terme e fanno quattro passi per poi godersi il fresco  e la permanenza nello stabilimento. Quest’anno ce ne sono molti di più, meno stranieri ma tantissimi italiani: un afflusso straordinario». «Si è riscoperto il turismo dietro l’angolo, una grande risorsa per negozi, bar e ristoranti - dice Daniela Salvestrin, direttrice dell’Atl -. Stiamo lavorando per far comprendere ai visitatori che il paese non chiude il 31 agosto, che l’autunno e l’inverno qui sono ricchi di proposte ed esperienze da vivere. Anche per questo abbiamo una testimonial d’eccellenza, Marta Bassino, che si è formata come campionessa di sci su queste montagne ed è genuina come la valle».

Questi sono i giorni della Festa della segale organizzata dall’Ecomuseo di Sant’Anna con il supporto di Comune, Pro loco, Terme e dell’ente Aree protette Alpi marittime, già parco delle Alpi marittime e del Marguareis. Il direttore Piermario Giordano mostra la sede del parco in piazza Regina Elena, un tempo casa della famiglia del partigiano Dante Livio Bianco. «Quest’anno - spiega - Valdieri e la valle sono meta di moltissime persone che probabilmente prima non ci avevano quasi mai messo piede. Tutti gli operatori sono contenti e sono stati ampiamente all’altezza». Oggi, durante la festa, un gruppo di residenti di ogni età  (c’è anche Veronica che ha sei anni e sta imparando), eredi dei battitori storici, darà una dimostrazione della battitura a mano della segale. Un viaggio attraverso la storia della valle da completare con la visita al museo della civiltà della segale. «L’ecomuseo va oltre i muri - racconta Alessio Barale che ne è l’animatore -. Nacque trent’anni fa da un’idea del guardaparco Mauro Rabbia, che ci ha già lasciati. Il primo elemento fu la creazione de “I Bateur” che ora è alimentari, osteria e posto di ritrovo a Sant’Anna. Anno dopo anno il tessuto si è fatto più ampio e ricco. Oggi, oltre al museo nel senso più tradizionale del termine, abbiamo manifestazioni, forno comunitario, nuovi tetti in paglia, murales, festa della segale, della lavanda, il Carnevale alpino, i laboratori di panificazione». Anche l’agricoltura è attiva e ha prodotti unici. Come le patate Balin del Re, chiamate così perché un contadino per strada accolse l’invito del re di avere un assaggio. «Non si tratta di una varietà, ma di un modo di coltivare - dice Alberto Rosso di Andonno che con la moglie coltiva patate, segale e castagne -: è tutto bio, senza diserbanti né concimi chimici. C’è un consorzio e vendiamo direttamente da produttore e consumatore». Insieme a Tiziano Boerio, anche lui produttore di patate e fondatore di un agriturismo, Alberto ed altri hanno ripreso la coltivazione della segale: «Il progetto è sostenuto dai Comuni di Valdieri e Roaschia e funziona anche grazie al prezioso lavoro del mulino Cavanna di Dronero con cui ci siamo subito intesi sulla salvaguardia di integrità e genuinità del prodotto».

A «I Bateur» si sono dati appuntamento anche le colonne dell’alpinismo locale, Gianni Bernardi ed Elio Allario che, insieme a Michela Formento e Giuseppe Chialvetto, portano avanti un progetto per avvicinare residenti e visitatori all’alpinismo passando attraverso la storia. Lo hanno chiamato «Sant’Anna capitale alpinistica delle Marittime» e ci sono già fotografie nei locali della frazione che ritraggono le cime e coloro che per primi le hanno raggiunte.

 

Barbara Morra - La Stampa, 23 agosto 2020

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 26555 - 26 Agosto 2020

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SALVIAMO IL PIANETA

VALDIERI E LA 23^ FESTA DELLA SEGALE

sabato 22 e domenica 23 agosto

VALDIERI E LA 23^ FESTA DELLA SEGALE
Tradizione, escursioni e buon cibo: la Festa della Segale punta alla si-
curezza e si presenta con un programma leggero, dedicato alle famiglie
e agli appassionati di cultura alpina. Appuntamento sabato 22 e dome-
nica 23 agosto a Sant’Anna di Valdieri. Si comincia con il teatro, saba-
to alle 21, Filio dello spedale: la storia di Michè, orfano, classe 1898.
Un spettacolo di Alice Bignone con Ermanno Rovella, messo in scena
dalla Compagnia teatrale Salz. Allo spettacolo gratuito all’aperto, pres-
so l’Arena dell’Ecomuseo della Segale, sarà consentito l’accesso sola-
mente agli spettatori registrati (tel. 0171976800) e muniti di mascheri-
na, che dovrà essere indossata dall’ingresso fino al raggiungimento del
posto assegnato, e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso,
incluso il deflusso. La festa continua domenica, ore 9, con la Passeg-
giata sui sentieri della Segale, escursione in compagnia dei Guardia
Parco e delle Guide Parco. Un’opportunità per imparare a guardare i
boschi di Sant’Anna di Valdieri con occhi nuovi e scoprire, nascosti tra
tronchi, rami e foglie, grandi terrazzamenti, canali irrigui e antichi
forni: testimonianze di un tempo in cui queste montagne erano abitate e
vissute da tante persone. Ritrovo: ore 9, Arena dell'Ecomuseo della
Segale, con scarponi o scarponcini, zaino, acqua, impermeabile. Parte-
cipazione gratuita, con registrazione obbligatoria (tel. 0171976800).
La Festa della Segale è organizzata dall'Ecomuseo della Segale grazie
alla collaborazione ed al supporto di Aree Protette Alpi Marittime, Co-
mune di Valdieri e Proloco Sant0Anna e Terme di Valdieri, con il coin-
volgimento della popolazione. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, ma
per parteciparvi è necessario prenotarsi ed indossare la mascherina.

Informazioni:

 

 

info@parcoalpimarittime.it

 

Comune di Valdieri
Coat of arms of Valdieri

VALDIERI E LA 23^ FESTA DELLA SEGALE

Festa Della Segale - Valdieri

Tradizione, escursioni e buon cibo: la Festa della Segale punta alla si-urezza e si presenta con un programma leggero, dedicato alle famiglie e agli appassionati di cultura alpina. Appuntamento sabato 22 e domenica 23 agosto a Sant’Anna di Valdieri. Si comincia con il teatro, sabato alle 21, Filio dello spedale: la storia di Michè, orfano, classe 1898.

Un spettacolo di Alice Bignone con Ermanno Rovella, messo in scena dalla Compagnia teatrale Salz. Allo spettacolo gratuito all’aperto, presso l’Arena dell’Ecomuseo della Segale, sarà consentito l’accesso solamente agli spettatori registrati (tel. 0171976800) e muniti di mascherina, che dovrà essere indossata dall’ingresso fino al raggiungimento del posto assegnato, e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il deflusso. La festa continua domenica, ore 9, con la Passeggiata sui sentieri della Segale, escursione in compagnia dei Guardia Parco e delle Guide Parco. Un’opportunità per imparare a guardare i boschi di Sant’Anna di Valdieri con occhi nuovi e scoprire, nascosti tra tronchi, rami e foglie, grandi terrazzamenti, canali irrigui e antichi forni: testimonianze di un tempo in cui queste montagne erano abitate e vissute da tante persone. Ritrovo: ore 9, Arena dell'Ecomuseo della Segale, con scarponi o scarponcini, zaino, acqua, impermeabile. Partecipazione gratuita, con registrazione obbligatoria (tel. 0171976800).

La Festa della Segale è organizzata dall'Ecomuseo della Segale grazie alla collaborazione ed al supporto di Aree Protette Alpi Marittime, Comune di Valdieri e Proloco Sant0Anna e Terme di Valdieri, con il coinvolgimento della popolazione. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, ma per parteciparvi è necessario prenotarsi ed indossare la mascherina.

Informazioni: info@parcoalpimarittime.it

 

 

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Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 26470 - 8 Agosto 2020

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MONTAGNATERAPIA SULLA TORRE DI CAMPAMBIARDO IN VALLE DI SUSA

MONTAGNATERAPIA SULLA TORRE DI CAMPAMBIARDO IN VALLE DI SUSA

bizzarre della natura attira l’attenzione dei curiosi, come diceva il compianto alpinista Valsusino Gian
Carlo Grassi: “I monoliti sono pura esplosione di assoluta verticalità dalle forme austere, irraggiungibi-
li, per proiettare la nostra dimensione in uno spazio immaginario, ristretto all’essenziale”.
Ebbene questa torre naturale né è un esempio lampante. Essa si raggiunge, provenendo da Torino dall'u-
scita della tangenziale di Avigliana Ovest, prendendo la SS 24 per Susa. Dopo 2,5 km circa si trovano le
due rotonde di Villar Dora. Superata l'ultima rotonda si percorrono altri tre km circa e si trova sulla
destra l'indicazione Caprie. Proseguire sulla strada fino al primo incrocio. Svoltare a sinistra entrando nel
paese per salire poi sulla destra prendendo la strada che conduce a Celle e seguire questa deviazione sino
a superare la borgata di Peroldrado. Si prosegue ancora per una breve discesa e poi si riprende a salire
fino ad arrivare alla borgata di Campambiardo. Il Monolito appare severo e austero sulla destra. Non
prendere il primo sentiero (rimesso a nuovo dopo gli incendi boschivi di alcuni anni fa) che conduce alle
vie di arrampicata, perché più ripido di quello che vi propongo come valida alternativa allo scopo che mi
sto prefiggendo e di cui vi parlerò alla fine. Esso è ben individuabile sulla destra, dopo aver attraversato
tutto il paese, in pieno bosco prendendo come riferimento un parcheggio sulla sinistra, ben riconoscibile
perché a lato di bidoni per la raccolta differenziata. Il sentiero che conduce a Celle, attraversa in piano le
vecchie baite alte del paese, per “Via delle Alpi”. Salire a sinistra, quando il sentiero tra le case inizia a
scendere verso la borgata, prendendo come riferimento una vecchia scritta su un muro di un caseggiato
accanto ad una meridiana: “Via Celle”, superarlo seguendo sempre il pietroso (acciottolato) ma suggesti-
vo ed agevole sentiero che s’inoltra nel bosco dopo due curve iniziali, per poi continuare con un lungo
traverso da sinistra verso destra in leggera salita che vi porta in vista dell’evidente torrione.
Lasciare il sentiero principale per una traccia orizzontale che vi conduce al colletto a monte del monolito.
Per salire sul punto culminante un unico passo di “I grado” (protetti da un albero) vi accompagna alla
cima. Essendo da solo mi sono auto assicurato e sarei disposto a legare con uno spezzone di corda chiun-
que volesse provare con me questa terapeutica emozione, di breve accesso come qua sotto indicato.
Desidero infatti prendere ora spunto da questo veloce itinerario per lanciare un appello e tracciare una
linea guida chiamata non a torto “Montagnaterapia” rendendomi disponibile ad accompagnare gratuita-
mente qui e in luoghi simili, i lettori con qualche problema motorio o ipovedenti, per dimostrare loro
come questo tipo di montagna possa riportarci in vita. Infatti, causa motivi che non mi va di ripetere se
non nella sua essenzialità e cioè che per un indebolimento della colonna vertebrale causata da vecchie
fratture e un’attuale cifosi e osteoporosi, aggravate da lieve “bradicinesia”, che mi obbligano a portare un
busto ortopedico, essendomi precluse le lunghe camminate, quest’itinerario è proprio l’ideale per speri-
mentare la “Montagnaterapia” in quanto il dislivello è irrisorio (150 m scarsi), l’avvicinamento compor-
ta meno di 20 minuti e la breve salita che vi porta all’apice sul vuoto assoluto, è quanto di più gratificante
le nostre deboli forze riescano ancora a sopportare; provare per credere!
Per gli arrampicatori infine questo monolito si presta, dal suo strapiombante lato a valle, alto più di 70
metri a scalate eccezionali dal 5c al 7a, su ottima roccia.
Lodovico MarchisiMONTAGNATERAPIA SULLA TORRE DI CAMPAMBIARDO IN VALLE DI SUSA


La Torre di Campambiardo è un monolito che si staglia sopra l’abitato omonimo e come tutte le forme bizzarre della natura attira l’attenzione dei curiosi, come diceva il compianto alpinista Valsusino Gian Carlo Grassi: “I monoliti sono pura esplosione di assoluta verticalità dalle forme austere, irraggiungibili, per proiettare la nostra dimensione in uno spazio immaginario, ristretto all’essenziale”.

Ebbene questa torre naturale né è un esempio lampante. Essa si raggiunge, provenendo da Torino dall'uscita della tangenziale di Avigliana Ovest, prendendo la SS 24 per Susa. Dopo 2,5 km circa si trovano le due rotonde di Villar Dora. Superata l'ultima rotonda si percorrono altri tre km circa e si trova sulla destra l'indicazione Caprie. Proseguire sulla strada fino al primo incrocio. Svoltare a sinistra entrando nel paese per salire poi sulla destra prendendo la strada che conduce a Celle e seguire questa deviazione sino a superare la borgata di Peroldrado. Si prosegue ancora per una breve discesa e poi si riprende a salire fino ad arrivare alla borgata di Campambiardo. Il Monolito appare severo e austero sulla destra. Non prendere il primo sentiero (rimesso a nuovo dopo gli incendi boschivi di alcuni anni fa) che conduce alle vie di arrampicata, perché più ripido di quello che vi propongo come valida alternativa allo scopo che mi sto prefiggendo e di cui vi parlerò alla fine. Esso è ben individuabile sulla destra, dopo aver attraversato tutto il paese, in pieno bosco prendendo come riferimento un parcheggio sulla sinistra, ben riconoscibile perché a lato di bidoni per la raccolta differenziata. Il sentiero che conduce a Celle, attraversa in piano le vecchie baite alte del paese, per “Via delle Alpi”. Salire a sinistra, quando il sentiero tra le case inizia a scendere verso la borgata, prendendo come riferimento una vecchia scritta su un muro di un caseggiato accanto ad una meridiana: “Via Celle”, superarlo seguendo sempre il pietroso (acciottolato) ma suggestivo ed agevole sentiero che s’inoltra nel bosco dopo due curve iniziali, per poi continuare con un lungo traverso da sinistra verso destra in leggera salita che vi porta in vista dell’evidente torrione.

Lasciare il sentiero principale per una traccia orizzontale che vi conduce al colletto a monte del monolito.

Per salire sul punto culminante un unico passo di “I grado” (protetti da un albero) vi accompagna alla cima. Essendo da solo mi sono auto assicurato e sarei disposto a legare con uno spezzone di corda chiunque volesse provare con me questa terapeutica emozione, di breve accesso come qua sotto indicato.

Desidero infatti prendere ora spunto da questo veloce itinerario per lanciare un appello e tracciare una linea guida chiamata non a torto “Montagnaterapia” rendendomi disponibile ad accompagnare gratuitamente qui e in luoghi simili, i lettori con qualche problema motorio o ipovedenti, per dimostrare loro come questo tipo di montagna possa riportarci in vita. Infatti, causa motivi che non mi va di ripetere se non nella sua essenzialità e cioè che per un indebolimento della colonna vertebrale causata da vecchie fratture e un’attuale cifosi e osteoporosi, aggravate da lieve “bradicinesia”, che mi obbligano a portare un busto ortopedico, essendomi precluse le lunghe camminate, quest’itinerario è proprio l’ideale per sperimentare la “Montagnaterapia” in quanto il dislivello è irrisorio (150 m scarsi), l’avvicinamento comporta meno di 20 minuti e la breve salita che vi porta all’apice sul vuoto assoluto, è quanto di più gratificante le nostre deboli forze riescano ancora a sopportare; provare per credere!

Per gli arrampicatori infine questo monolito si presta, dal suo strapiombante lato a valle, alto più di 70 metri a scalate eccezionali dal 5c al 7a, su ottima roccia.

Lodovico Marchisio

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 26218 - 7 Giugno 2020

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CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI

 

 

CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI
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Dopo un'interruzione di circa 40 anni, dal 2007 in Valle Gesso è tornato il Carnevale alpino di Valdieri. Protagonista indiscusso della festa è l'Orso di Segale insieme a Frà e Perulìer. La riscoperta è il frutto di una ricerca condotta dalla Regione Piemonte e dall'Ecomuseo della Segale, con il sostegno del Parco Naturale Alpi Marittime e del Comune, che ha consentito di fissare la memoria di Din del Papa, un valdierese che da giovane aveva interpretato la mitica figura carnevalesca.
L’evento è organizzato da Ecomuseo della Segale, Parco Naturale Alpi Marittime e Comune di Valdieri, in stretta collaborazione con le associazioni Ecoturismo in Marittime e Ma.n.i.a., la Proloco e gli esercenti di Valdieri sabato 15 e domenica 16 febbraio. Non sarà solamente un momento di festa, bensì un'occasione per restituire alla comunità locale le conoscenze acquisite negli ultimi anni di ricerca e per presentare al pubblico il patrimonio storico e culturale della media Valle Gesso.
 
da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©
Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04
n. 25603 - 4 Febbraio 2020
 
  

 

 

PARCHI NATURALI: PARCO REGIONALE DELLA MANDRIA TORINO, NEL PIÙ GRANDE PARCO CINTATO D’EUROPA

 

PARCHI NATURALI: PARCO REGIONALE DELLA MANDRIA
TORINO, NEL PIÙ GRANDE PARCO CINTATO D’EUROPA

La Reggia di Venaria è circondata da un grande e bellissimo parco che vanta un primato
©La Venaria.it
 
Reggia di Venaria Reale - Corpo centrale e vasca del Parco Basso.jpg
Corpo central da Reggia di Venaria Reale visto do parque baixo.
  

La Reggia di Venaria, costruita per volontà del duca Carlo Emanuele II, è una delle più belle residenze sabaude, famosa per la sua imponenza e fastosità che richiama la Reggia di Versailles. Alla morte di Vittorio Emanuele II la tenuta passò ai marchesi Medici del Vascello e, nel corso del periodo successivo, porzioni di terreno vennero vendute per la costruzione di varie residenze e perfino di un campo da golf, finché, dal 1976, divenne proprietà della Regione Piemonte che istituì poi il Parco Regionale della Mandria. Il complesso include anche il borgo storico di Venaria e il parco che, con i suoi 3.000 ettari, vanta il primato di rappresentare l’ambiente recintato con prati e boschi tutelati più grande d’Europa in cui vivono liberamente nei suoi prati e foreste numerose specie di animali selvatici e domestici. Si possono quindi avvistare cervi, volpi, aironi, scoiattoli, cinghiali e cavalli grazie ad appositi punti di avvistamento che permettono di vedere gli animali al loro stato brado. Insieme alla Reggia e ai Giardini di Venaria, il parco si può visitare con un ricco programma di attività e di itinerari che ne svelano tutta la sua incomparabile bellezza.
Al suo interno, infatti, è custodito un notevole patrimonio storico architettonico che comprende oltre 20 edifici tutelati tra cui il Castello della Mandria, che Vittorio Emanuele II aveva adibito a Dimora di Caccia, la Villa dei Laghi, la Bizzarria, diverse cascine e i resti di di un ricetto medievale, quella che era un’antica fortificazione. Essendo il Parco a poca distanza dalla città ed avendo diverse attrazioni perfette per essere scoperte da grandi e piccoli, è sicuramente un luogo ideale per famiglie grazie anche alle tante attività proposte come l’apiario didattico e le visite in cascina.
Si possono prevedere escursioni in bicicletta, passeggiate a cavallo, in carrozza o anche percorsi con itrenino. La maggior parte dei sentieri del parco offre la possibilità di percorre sentieri non asfalta ma percorribili perfettamente dai passeggini. Particolarmente importante è la presenza di Osmoderma eremita, una specie protetta di scarabeo che vive nelle vecchie querce di Viale dei Roveri, alberi centenari che hanno avuto bisogno di un programma di tutela dedicato. Numerose sono le specie protette dall’Unione Europea ensite all’interno del parco. Per quel che riguarda gli altri aspetti flogistici una parte del Parco della Mandria è considerata un vero e proprio bosco planiziale con il suo terreno in pianura coperto da alberi. Chi si trova a Torino può continuare a lasciarsi guidare dalle ispirazione naturalistiche e visitare il Parco di Villa Genero o andare a scoprire i rifugi antiaerei di Parco Giacomo Leopardi. Un altro luogo da non perdere è ovviamente la Collina di Superga con la sua meravigliosa basilica. (...)

La Stampa, 2 dicembre 2019
da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©
Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04
n. 25285 - 5 Dicembre 2019
 
 
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OROPA: MERCATINO DI NATALE E CONCERTI PER CELEBRARE LA FESTA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE

 


MERCATINO DI NATALE E CONCERTI
PER CELEBRARE LA FESTA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE

CONCERTO DEL CORO DI S.LUCIA 
Sabato 7 dicembre alle ore 17.15,
in occasione del gemellaggio con la cittadina svedese di Enköping della comunità di Ronco B.se, il coro delle ragazze svedesi intonerà canti natalizi nella Basilica Antica.
Alle ore 21 seguirà il Concerto di voce e archi per la Festa dell'Immacolata Concezione nella Basilica Antica

 
MERCATINO DI NATALE
Domenica 8 dicembre,
dalle ore 9 alle ore 17.30,  nel primo piazzale del Santuario hobbisti e artigiani esporranno in vendita i propri manufatti: presepi, accessori in lana e tante originali idee regalo.

 
FESTA DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE
In preparazione della V Centenaria Incoronazione della Madonna di Oropa, il Pontificale del Vescovo Mons. Roberto Farinella sarà celebrato a Oropa domenica 8 dicembre alle ore 10.30.
Alle ore 15.15 si svolgerà la tradizionale Processione dalla Basilica Antica alla Cappella dell’Immacolata Concezione

 
OROPA E' LA CASA DI TUTTI: PRENDIAMOCENE CURA INSIEME!
Tenere in vita il Santuario comporta ogni anno il costo di 5 Euro al minuto. Oropa è un ente autonomo che si sostiene grazie al contributo dei pellegrini: con la tua donazione ci aiuti a gestire l’accoglienza dei visitatori, a garantire la celebrazione delle S. Messe tutti i giorni e a mantenere il patrimonio storico artistico che è stato riconosciuto Patrimonio UNESCO. Scopri i nostri progetti
 
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Informazioni

 
Santuario di Oropa


Tel. 015 25551200  info@santuariodioropa.it 

www.santuariodioropa.it

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C’è neve, nel weekend si scia in provincia di Cuneo. Artesina, Prato Nevoso, Pian Munè e Crissolo: ecco le prime piste aperte

CHIARA VIGLIETTI Pubblicato il 20 Novembre 2019 

C’è neve, nel weekend si scia in provincia di Cuneo. Artesina, Prato Nevoso, Pian Munè e Crissolo: ecco le prime piste aperte

Dopo l’anteprima a Entracque con gli appassionati dello sci di fondo entrano in funzione le prime piste per la discesa

 

Meno due. La neve di novembre regala un altro anticipo di stagione bianca sulle montagne cuneesi: venerdì riparte il tempo dello sci. E s’inizia dal Mondolé, dove l’ultima nevicata ha aggiornato la quota neve a un metro, uno e mezzo sopra i 2000 metri. Seguono nel weekend le Saluzzesi: Pian Munè e Crissolo con una preview di stagione ai piedi del Monviso. E la prossima settimana spazio alla Riserva Bianca che ha deciso di raddoppiare con due giorni di festa: il 29 sarà welcome ski day con la super promozione con le piste a 15 euro. Il giorno dopo segue l’opening official day.

 

Mondolè

Artesina e Prato Nevoso preparano il conto alla rovescia. A Prato l’attesa è tutta per la telecabina della Porsche che i tecnici stanno portando a termine nonostante le tre nevicate di fila. Gian Luca Oliva, amministratore delegato: «Il nostro impianto più atteso verrà inaugurato a dicembre. Intanto lavoriamo ai grandi appuntamenti della stagione: dal Gusto montagna, che porterà i migliori chef stellati nelle baite del comprensorio, all’arrivo dei grandi marchi del fashion che verrà annunciato a breve. E poi tanti eventi capaci di portare in Conca migliaia di persone».

Ad Artesina Paolo Palmieri spiega, pista per pista, cosa attende gli sciatori: «Da venerdì gli impianti aperti saranno: tappeto Costabella, seggiovia Colletto e Castellino e doppio skilift Turra». E annuncia: «Tante le novità per chi scia: abbiamo rifatto la pista Selletta che dalla Turra scende ad Artesina 1300, il campo scuola Pinky Park, perfetto per bambini e le discese in bob». Per il collegamento del comprensorio, invece, si dovrà attendere il via al nuovo Rosso firmato Porsche.

 

Saluzzese

La stagione riparte da Pian Munè e da Crissolo, entrambe aperte già questo weekend. Elisa Tarasco di Monvisoski conferma: «L’ultima nevicata ci ha convinto ad aprire sabato e domenica il tapis roulant di Pian della Regina. Gli impianti in quota saranno in funzione dal 7 dicembre». Invariati i costi rispetto allo scorso anno: 10 euro per la giornata sul tapis roulant, 21 euro per lo ski pass festivo. Nel frattempo, ai piedi del Monviso, è già partita la stagione dei ciaspolatori: sul sito Monviso Piemonte ci si può prenotare la prima passeggiata nella neve di stagione, «Ai piedi del re di Pietra» in programma l’8 dicembre (www.monvisopiemonte.com).

Anche Pian Munè festeggia l’ottava stagione di gestione aprendo domenica, dalle 9 alle 17, il tapis roulant di valle per gli sciatori principianti e per la pista bob. On line è disponibile il nuovo calendario di eventi. Tra gli altri le cene in baita con salita sul gatto delle nevi. Lo slogan: «Pensiamo a tutto noi, tu scegli il tipo di serata che vuoi». Eccole: romantica, divertente, musicale, aziendale. Costo: 25 euro per la cena, 10 per il gatto. E anche a Pian Munè i prezzi non ritoccano: 20 euro per lo ski pass festivo che è possibile acquistare anche on line con una riduzione di due euro sul costo del biglietto.

 

Riserva Bianca

In attesa della festa del prossimo weekend, si lavora alle nuove promozioni. Antonella Zanotti, ad della Lift: «Quest’anno, acquistando uno ski pass stagionale si potranno avere due giornalieri omaggio per portare un amico a sciare. Tra le iniziative la formula subito in pista: permette di acquistare on line lo skipass evitando le code alle biglietterie e risparmiando fino a tre euro. In alternativa si può aderire alla formula easypass, il cui funzionamento è simile al telepass autostradale: prima si scia e poi si paga».

 

Le piccole stazioni

Le altre piccole stazioni non hanno ancora sciolto le riserve. È il caso di Frabosa Soprana, Viola St Grèe, Lurisia che sperano comunque di poter inaugurare nel tradizionale ponte dell’Immacolata. Idem per Entracque, decisa a tagliare il nastro sabato 7. Anche se qui il fondo è già in funzione: giocando d’anticipo su tutti il centro di Entracque ha aperto lo scorso weekend. Garessio 2000, invece, spera nel 30 novembre. Lorenzo Bollito della Chioni srl: «Gli anni scorsi in questo periodo qui pioveva. Quest’anno il trend è diverso: oltre un metro in quota ci fanno sperare in un’apertura anticipata come non mai: il 30 novembre». In funzione ci saranno due impianti ma non la seggiovia: non sono arrivati i finanziamenti richiesti alla Regione. Prezzo del biglietto: 15 euro il giornaliero per l’adulto, 13 per i senior over 65.

 

Argentera e Sampeyre

La Valle Stura quest’anno resta a secco. Non si scia: Argentera resterà chiusa. La conferma viene del sindaco Monica Ciaburro: “Aprire, oggi come oggi, è come voler far partire un’auto senza benzina. Alcuni degli impianti hanno superato la vita tecnica dei 40 anni e sono senza rinnovo. Ci troviamo con un Comune in dissesto e indebitato per oltre un milione di euro. Una situazione complessa». L’unico impianto che si potrebbe attivare è il Baby. E anche se appare improbabile che qualcuno si possa fare avanti, la sindaca parlamentare rilancia: «Ben vengano eventuali iniziative private».

Anche Sampeyre è lotta contro il tempo per individuare un nuovo gestore: qui il bando di affidamento si chiuderà il 5 dicembre con l’apertura delle buste. Il vecchio gestore, Manuel Fina, ha già deciso di non partecipare

 

da:  https://www.lastampa.it/cuneo/2019/11/20/news/c-e-neve-nel-weekend-si-scia-in-provincia-di-cuneo-artesina-prato-nevoso-pian-mune-e-crissolo-ecco-le-prime-piste-aperte-1.37924599

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Langhe&Roero sempre al top nell’alta cucina: seconda stella a un ristorante di Guarene

 

Langhe&Roero sempre al top nell’alta cucina: seconda stella a un ristorante di Guarene

Michelin premia anche un locale di Monforte (1 stella): ora i templi della gastronomia sono 18

Lo chef Michelangelo Mammoliti del ristorante «La Madernassa» di Guarene celebra la conquista della seconda stella Michelin

Roberto Fiori Pubblicato il 08 Novembre 2019

È sempre più stellato il firmamento che illumina i ristoranti di Langa e Roero. La guida Michelin ha svelato ieri a Piacenza i riconoscimenti assegnati per il 2020 ai migliori locali italiani e per le colline patrimonio Unesco ci sono due gustosissime novità. Quella più significativa è la seconda stella conferita a La Madernassa, elegante relais di Guarene dove a guidare la cucina c’è il giovane chef Michelangelo Mammoliti. Per dare l’idea dell’importanza del riconoscimento, basti dire che nell’edizione 2020 la rossa Michelin ha assegnato la doppia stella solo a due nuovi locali in tutta Italia: oltre a La Madernassa, ha raggiunto il traguardo Enrico Bartolini con lo chef Donato Ascani del Glam di Venezia.

 

Enrico Bartolini, nuovo tre stelle Michelin: "In Italia anche se siamo i più ricchi di cultura non è detto che siamo i più innovativi, non addormentiamoci" 

Ma le Langhe festeggiano anche per la stella nuova di zecca conferita al ristorante Fre dello chef Bruno Melatti, nell’altrettanto esclusivo resort Réva di Monforte d’Alba. Un progetto voluto dall’imprenditore ceco Miro Lekes e realizzato in pochi anni da uno staff langarolo e internazionale per regalare un lusso genuino, semplice ed essenziale immersi tra i vigneti.

«Mi scoppia il cuore - è il commento a caldo di Mammoliti -. Sto vivendo uno dei giorni più belli della mia vita, mi resterà impresso nella mente ogni attimo di questa giornata». Classe 1985, gavetta da Gualtiero Marchesi e da Stefano Baiocco a Villa Feltrinelli, lo chef originario di Giaveno e arrivato nel Roero grazie a una felice intuizione dei titolari della Madernassa, Fabrizio Ventura e la moglie Luciana. Propone una cucina innovativa che è diventata una tappa irrinunciabile nel circuito dei grandi ristoranti della zona. I segreti della seconda stella? «Continuità, serietà e ricerca del miglioramento complessivo di tutta la struttura - dice il cuoco -. Abbiamo portato avanti un grande lavoro di squadra e continueremo a farlo con passione, per offrire emozioni a tutti coloro che varcheranno la soglia del nostro ristorante».

 Ecco cosa vuol dire avere le stelle della Guida Michelin e come si fa a "prenderle"

C’è voglia di brindare anche da Réva, dove lo chef Bruno Melatti, 33 anni, da pochi mesi è subentrato a Paolo Meneguz nella cucina del ristorante Fre aperto nel 2016. «Si tratta di un grande risultato, non un punto di arrivo, ma una tappa nel nostro percorso di continua crescita e ricerca» dicono il cuoco e il direttore di Réva, Daniele Scaglia. «Il lavoro prosegue per offrire ai nostri clienti un’esperienza enogastronomica e culturale di più alto livello nel nostro territorio».

 Chi è lo chef italiano più ricco? Ecco la classifica dei primi dieci 

Quali sono gli altri

Con quest’ultimo arrivo, i ristoranti stellati che da Alba si susseguono in un raggio di meno di 30 km, sono diventati ben 18: una concentrazione altissima, un vero circuito che attrae appassionati e visitatori da ogni angolo del mondo. Per questo vale la pena ricordarli tutti, a partire dall’albese Piazza Duomo di Enrico Crippa, unico 3 stelle Michelin in tutto il Piemonte, e dall’Antica Corona Reale di Cervere, dove lo chef Gian Piero Vivalda per oltre 10 anni ha conservato in solitaria le due stelle ora assegnate anche alla Madernassa. Gli altri locali stellati sono: Larossa e Locanda del Pilone di Alba, Damiano Nigro al Villa D’Amelia di Benevello, All’Enoteca di Canale, Da Francesco di Cherasco, Marc Lanteri Al Castello di Grinzane Cavour, 21.9 alla Tenuta Carretta di Piobesi d’Alba, Il Centro di Priocca, Il Ristorante di Guido da Costigliole di Santo Stefano Belbo, La Rei e Guido a Serralunga d’Alba, La Ciau del Tornavento di Treiso, Massimo Camia e Osteria dell’Arborina di La Morra. 

 da: https://www.lastampa.it/cuneo/2019/11/08/news/langhe-roero-sempre-al-top-nell-alta-cucina-seconda-stella-a-un-ristorante-di-guarene-1.37872886

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Castagnata e passeggiate alla scoperta del foliage in valle Oropa


Castagnata e passeggiate alla scoperta del foliage in valle Oropa

 
DOMENICA 27 OTTOBRE
CASTAGNATA DEL SANTUARIO DI OROPA E MERCATINO DEGLI HOBBISTI

Dalle ore 10: Mercatino degli hobbisti
Dalle ore 15: Caldarroste e vin brulé
 
TOUR AUTUNNALI NEL BIELLESE
Fino al 10 novembre

Tour guidati nel Biellese nei colori autunnali: da Oropa fino al Ricetto di Candelo e all'Oasi Zegna, per scoprire e assaporare il territorio nella suggestiva atmosfera del foliage.
Info e prenotazioni


 
 
8 - 9 - 10 NOVEMBRE
BEN CUNCIA' - FESTA DELLA POLENTA CONCIA 
Ben Cuncià è il primo festival diffuso della polenta concia, il tipico piatto biellese nato nelle valli di Oropa. Mangiare insieme la polenta concia è da sempre segno di convivialità ed unione.
Informazioni

 

OROPA E' LA CASA DI TUTTI: PRENDIAMOCENE CURA INSIEME!
Tenere in vita il Santuario comporta ogni anno il costo di 5 Euro al minuto. Oropa è un ente autonomo che si sostiene grazie al contributo dei pellegrini: con la tua donazione ci aiuti a gestire l’accoglienza dei visitatori, a garantire la celebrazione delle S. Messe tutti i giorni e a mantenere il patrimonio storico artistico che è stato riconosciuto Patrimonio UNESCO. 

 

 

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GRANDE MARATONA DELLE LANGHE

il 27 ottobre 2019

GRANDE MARATONA DELLE LANGHE
La X Grande Maratona delle Langhe si svolgerà domenica 27 ottobre,
in un clima di festa a Alba, Barbaresco, Neive e Treiso. Due saranno le
gare, inserite nel calendario Nazionale della Federazione Italiana di
Atletica Leggera, per atleti agonisti e sulle lunghe distanze (21 e
42,195 km), ed una camminata per accompagnatori di 10 km.
Sono stati invitati numerosi atleti della disciplina ed i vincitori delle
edizioni precedenti, che correranno al fianco delle centinaia di parteci-
panti provenienti da tutta Italia e come da tradizione da molti paesi
(Francia, Giappone, Lituania, Svizzera, Regni di Norvegia, di Svezia,
di Danimarca e del Belgio hanno già inviato numerose adesioni).

GRANDE MARATONA DELLE LANGHE

La X Grande Maratona delle Langhe si svolgerà domenica 27 ottobre, in un clima di festa a Alba, Barbaresco, Neive e Treiso. Due saranno le gare, inserite nel calendario Nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera, per atleti agonisti e sulle lunghe distanze (21 e 42,195 km), ed una camminata per accompagnatori di 10 km.

Sono stati invitati numerosi atleti della disciplina ed i vincitori delle edizioni precedenti, che correranno al fianco delle centinaia di partecipanti provenienti da tutta Italia e come da tradizione da molti paesi (Francia, Giappone, Lituania, Svizzera, Regni di Norvegia, di Svezia, di Danimarca e del Belgio hanno già inviato numerose adesioni).

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 24637 - 1 Settembre 2019

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SANT’ANNA DI VALDIERI (CN): scialpinismo ed alpinismo dagli anni '70 ai 2000

 

 

SANT’ANNA DI VALDIERI (CN)
Roby Peano presenterà "Com'eravamo: scialpinismo ed alpinismo dagli anni '70 ai 2000"
     
Nell’ambito della rassegna Racconti sotto l’Asta, incontri a Sant'Anna di Valdieri Capitale alpinistica delle Alpi Marittime, oggi alle ore 17 Roby Peano presenterà "Com'eravamo: scialpinismo ed alpinismo dagli anni '70 ai 2000". La video proiezione (46 min.) è a cura dell'intramontabile alpinista cuneese, membro della spedizione Akusiliarek 74 in Groenlandia, protagonista di molte prime ascensioni nelle Marittime, di prime invernali e di una notevole attività scialpinistica e di sci ripido.
Roby Peano è “figlio d'arte”, il nonno e il padre furono anch’essi alpinisti, il primo fu anche presidente della sezione del Cai di Cuneo, ed il suo dvd Come eravamo è il racconto per immagini di un'epoca di profonde trasformazioni e delle avventure di un uomo cresciuto a “pan e pere” (pane e pietre) che prese slancio nella sua attività alpinistica durante il periodo del gruppo “Cit ma Bon”.
L’appuntamento successivo della rassegna sarà il 9 novembre alle ore 17,30, presso I Bateur, con Giacomo Para, maestro di sci e alpinista che nel 2012 ha compiuto la traversata invernale delle Alpi.
da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 25039 - 26 Ottobre 2019
 
 
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I GIARDINI DELLA VENARIA REALE E IL PARCO DI FATTORIA DI CELLE SONO I PARCHI PIÙ BELLI DELL'ITALIA 2019

I GIARDINI DELLA VENARIA REALE E IL PARCO DI FATTORIA DI CELLE SONO "I PARCHI PIÙ BELLI DELL'ITALIA" 2019

27/09/2019 - 18:56

 

I GIARDINI DELLA VENARIA REALE E IL PARCO DI FATTORIA DI CELLE SONO  
 
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TORINO\ aise\ - Sono ufficiali i nomi dei due vincitori, categoria parchi pubblici e categoria parchi privati, della XVII edizione del concorso promosso dal network ilparcopiubello.it, che premia i parchi ed i giardini visitabili più belli del nostro paese.
I Giardini della Venaria Reale poco lontano da Torino ed il Parco di Fattoria di Celle in provincia di Pistoia: questi i due vincitori selezionati dal Comitato Scientifico per la XVII edizione del
Concorso nazionale "Il Parco più Bello d’Italia", rispettivamente nella categoria "Parchi Pubblici" e "Parchi Privati".
Più di 1.000 i giardini aderenti al network dei parchi più belli d’Italia e censiti nella guida online ilparcopiubello.it, che ogni giorno forniscono ai visitatori le indicazioni sui percorsi di visita, orari di apertura, un fitto calendario di eventi ed attività da vivere durante tutta la stagione di apertura.
I Giardini della Venaria Reale (Piemonte)
Capolavoro dell’architettura e del paesaggio, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, i Giardini della Reggia sono uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo virtuoso tra insediamenti archeologici e opere contemporanee. Il giardino è composto infatti da numerosi episodi: il Parco Basso con il Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone ed il Potager Royal; il Parco Alto con il giardino a Fiori, il Roseto, il Gran Parterre juvarriano.
Il tutto incorniciato in un’incomparabile visione all’infinito che non ha riscontri analoghi fra i giardini italiani per la magnificenza delle prospettive e la vastità del panorama naturale circondato dai boschi del Parco La Mandria e dalla catena montuosa delle Alpi.
I giovani Giardini della Reggia di Venaria, inaugurati solo nel 2007, iniziano a delineare la “forza” del loro disegno, a testimonianza di una continua trasformazione naturale che nel panorama dei grandi giardini storici europei rappresenta un’esperienza unica.
Oltre ad una semplice passeggiata o alle visite guidate con specifici itinerari didattici, i Giardini possono essere esplorati in altri modi divertenti, come con il trenino Freccia di Diana, la gondola o la carrozza a cavallo.
Il complesso de La Venaria Reale è un unicum ambientale-architettonico dal fascino straordinario, uno spazio immenso, vario e suggestivo, dove il visitatore non può che restare coinvolto in atmosfere magiche raccolte in un contesto di attrazioni culturali e per il tempo libero.
Spettacoli, eventi, concerti, mostre d’eccezione si alternano infatti ad occasioni di svago, contatto diretto ed intimo con la natura, relax, intrattenimento sportivo e cultura enogastronomica.
Il Parco di Fattoria di Celle (Toscana)
Situata sulle colline di Santomato in provincia di Pistoia, in una splendida posizione per godere del panorama che spazia dal Duomo di Firenze alle torri di Serravalle, la Fattoria di Celle viene così definita già in origine: “L’insieme di architettura, scultura, parco, giardini, fontane, opere d’arte costituisce un episodio significativo e riassuntivo della cultura sette-ottocentesca del Granducato”.
Al suo interno esiste una collezione di Arte Ambientale riconosciuta a livello internazionale e voluta dalla famiglia Gori col preciso intento di sperimentare un nuovo tipo di partecipazione nella creatività contemporanea. Agli artisti è richiesto l’assoluto rispetto per la natura e per lo spazio in cui intervengono.
Qui ha inizio un complesso e ambizioso programma di Arte Ambientale che consiste nella realizzazione di progetti per i quali lo spazio cessa il suo rituale ruolo di semplice contenitore per assumere quello più importante di parte integrante dell’opera.
La Collezione Gori si identifica a Celle come un laboratorio interdisciplinare delle arti in un ambiente che continua senza sosta un’attività creativa in un ambiente naturalistico d’eccellenza. Nata senza modelli di riferimento è divenuta poi un esempio per tante altre realtà in Italia e all’estero; conta oggi ottanta installazioni tra opere nel parco e all’interno degli edifici storici.
Ogni anno ospita appassionati d’arte, musei, istituzioni di tutto il mondo.
Il Concorso
Il Concorso “Il Parco più Bello” è un’iniziativa dell’architetto Leandro Mastria, presidente della Segreteria Organizzativa, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Ministero dell’Ambiente, dell’UNESCO, dell’ACI e con l’adesione del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) e dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio).
Per la selezione dei vincitori, il Comitato scientifico ha valutato i parametri previsti dal regolamento del Concorso: l’interesse storico-artistico e botanico, lo stato di conservazione, gli aspetti connessi con la gestione e la manutenzione, l’accessibilità, la presenza di servizi, le relazioni con il pubblico e la promozione turistica.
La giuria si compone di sei esperti del settore: Vincenzo Cazzato (presidente, Università del Salento, per anni coordinatore del Comitato ministeriale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Alberta Campitelli (già Dirigente dell’Ufficio Ville e Parchi Storici della Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma), Marcello Fagiolo (già Presidente del Comitato nazionale per lo studio e la conservazione dei giardini storici), Ines Romitti (architetto paesaggista AIAPP-IFLA), Luigi Zangheri (già Presidente del Comitato scientifico internazionale per i paesaggi culturali ICOMOS-IFLA), Margherita Azzi Visentini (Politecnico di Milano).
Il Premio “Il Parco Più Bello d’Italia”
“Il parco più bello” è un concorso nazionale che ha lo scopo di valorizzare l’inestimabile patrimonio di parchi e giardini presenti nella nostra Penisola, contribuendo a stimolare l’interesse e la sensibilità verso il verde nelle sue forme più alte.
Al concorso partecipano tutti i parchi affiliati al Network “Il parco più bello” (www.ilparcopiubello.it), ad oggi oltre 1.000, tra i quali vengono ogni anno selezionate le eccellenze tenendo conto del regolamento che prevede la valutazione degli aspetti storico-artistici e botanici, dello stato di conservazione, del programma di manutenzione e gestione, della presenza di adeguati servizi, accessibilità e informazioni al pubblico.
Il Premio intende promuovere la cultura e la conoscenza di questo nostro inestimabile patrimonio, per far sì che questi beni siano apprezzati non solo da una ristretta cerchia di specialisti, ma soprattutto dai giovani e dal pubblico nazionale e internazionale.
Il Concorso, unico del settore in Italia, è ormai giunto alla XVII edizione, riscuotendo un interesse e un successo sempre più ampi. Lo dimostrano il numero e la qualità dei partecipanti, nonché l’attenzione da parte della stampa e dei media nazionali, in costante crescita negli ultimi anni.
Tra i vincitori delle precedenti edizioni: il Giardino de La Mortella a Ischia (2004), Villa d'Este a Tivoli (2006), Villa Pisani a Strá  (2008), la Reggia di Caserta (2009), il Vittoriale degli Italiani (2012), il Real Bosco di Capodimonte a Napoli (2014), il Giardino di Ninfa a Latina (2015) e Villa Parco Bolasco a Castelfranco Veneto (2018). (aise)

 
 
da: https://www.aise.it/cultura/i-giardini-della-venaria-reale-e-il-parco-di-fattoria-di-celle-sono-i-parchi-più-belli-ditalia-2019/135954/1/1/8421
 
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CONVEGNO A MODANE - ANNIVERSARIO DELL’APERTURA DEL TRAFORO DEL FREJUS

 

CONVEGNO A MODANE
ANNIVERSARIO DELL’APERTURA DEL TRAFORO DEL FREJUS
 
L’IRCS ha organizzato un convegno a Modane, ieri, per commemorare l’apertura del traforo del Frejus ilm17 settembre 1871. Erano passati appena 14 anni fra il momento in cui le prime mine furono fatte scoppiare dall’allora Duca di Savoia e Re di Sardegna Vittorio Emanuele II ed il passaggio de La Valigia delle Indie. Nacque così l’opera che, con il Canale di Suez, cambiò la fisionomia economica e sociale dell’Europa e del Mediterraneo. Nel 1840 Re Carlo Alberto incaricò il suo Ministro Luigi Des Ambrois di studiare la realizzazione di un tunnel ferroviario sotto il Colle del Frejus. Il 31 agosto 1857 Re Vittorio Emanuele II ordinò l’inizio dei lavori di scavo del tunnel, diretti dall'Ingegnere Sommeiller. Due settimane dopo il Re Vittorio Emanuele II, accompagnato da Cavour e del Ministro dei trasporti Paleocapa, parte da Torino con un convoglio speciale della Torino-Susa e, attraversato il Moncenisio, giunto nel pianoro di Les Fourneaux, inaugura i lavori (ai quali il governo francese si sarebbe associato nel 1862) dando fuoco alla prima mina e ponendo la prima pietra, proveniente dal massiccio del Frejus. Sede direttiva e cantiere centrale dell’opera sono allestiti a Bardonecchia. La durata dei lavori è prevista nell’arco di 25 anni. In realtà - anche grazie all’apporto della macchina “perforatrice automatica pneumatica” ad aria compressa, montata su un carro affusto, brevettata da Sommelier nel 1858 - dopo 9 anni è finito lo scavo e, dopo altri 5, la posa dei binari da Modane a Bussoleno, passando dalla stazione di Oulx, dal forte di Exilles, da Chiomonte e Meana può considerarsi conclusa. Il 18 agosto 1871 viene posta l’ultima pietra dell’entrata del tunnel. Quel che era un progetto è realtà. Costo totale dei lavori circa 70 milioni di lire. Il 17 settembre 1871, primo passaggio di un treno nella galleria del Frejus, il convoglio è composto da 20 vetture, sul quale viaggiano 400 persone. Da Bardonecchia impiega 22 minuti per attraversare la galleria (12.847 metri in origine poi diventati 13.636 nel 1881) e giungere in Francia a Fourneaux. Oltre ad essere il primo tunnel sotto le Alpi, quel traforo fu anche il primo al mondo dove vennero utilizzati in modo significativo strumenti meccanici di scavo. Purtroppo si contarono 48 morti fra i circa 4.000 operai che avevano prestato la loro opera, tra i quali 18 vittime di una epidemia di colera scoppiata nel 1864.
L’opera apri il Regno d’Italia all’Europa e viceversa per le persone e le merci ma anche, idealmente, ivenendone un simbolo del progresso e della modernità. Significativo il ricordare che il 5 gennaio 1872 per la prima volta transitò nel tunnel il treno del collegamento Londra-Brindisi, denominato Valigia delle Indie.
Quando fu aperto il tunnel ferroviario risultava essere il più lungo del mondo.
Il record fu mantenuto sino al giugno 1882, quando fu inaugurato quello del Gottardo, lungo 15 km. E’ da ricordare che tra il 1874 e il 1889, a controllo e difesa del traforo e delle valli circostanti, fu costruito, sul colle dominante la conca di Bardonecchia, il Forte Bramafam. Torino ha dedicato a tutti coloro i quali idearono e lavorarono e diedero la vita all’opera un notevole monumento a piramide in piazza Statuto. Inaugurato nel 1890 è composto da pietre della montagna perforata e al suo culmine è posta la statua del Genio della Scienza (opera di Odoardo Tabacchi) che incide sulla roccia i nomi di Grandis, Grattoni e Sommelier. Le statue di contorno, in marmo bianco, opera degli allievi dell’Accademia Albertina, rappresentano i Titani sconfitti.
Questo convegno fa seguito a quello organizzato, sempre dall’IRCS, a Bardonecchia il 17 settembre 2011 per il 140° anniversario dell’apertura del traforo del Frejus nell’ambito delle sue celebrazioni per il 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia ed a Parigi il 17 settembre 2018.
 
da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©
Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04
n. 25004 - 18 Ottobre 2019
 

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LA STORIA DEL PARCO NAZIONALE VAL GRANDE

LA STORIA DEL PARCO NAZIONALE VAL GRANDE

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Dalla prima riserva integrale delle Alpi al Parco Nazionale La Val Grande, chiusa tra le montagne dell'Ossola, il bacino del Lago Maggiore e la Valle Cannobina, vede la presenza di pastori almeno dal XIII secolo e, dal XV secolo, anche di boscaioli.
Con la fine della seconda guerra mondiale, taglialegna e alpigiani abbandonarono la Valle e il bosco riprese il sopravvento. Nel giro di 50 anni la Val Grande ha assunto un aspetto così impervio e selvaggio che nel 1977 è stata individuata dall'Associazione Italiana per la Wilderness come una delle aree del settore più interessanti a livello internazionale. L'idea di istituire un parco risale però al 1953 e fu allora sostenuta dal sen. Raffaele Cadorna e dall'on. Natale Menotti. L'idea fu ripresa nel 1963 dal Prof. Mario Pavan dell'Università di Pavia. L'Azienda di Stato delle foreste demaniali istituì, nel 1971, dopo aver acquistato molte proprietà comunali e private, la Riserva naturale integrale del Pedum e la Riserva naturale orientata del Mottac, per un territorio complessivo di circa 3.400 ettari.
Nel 1974 nel programma della Sezione novarese di Italia Nostra compare un'articolata proposta per la costituzione di un “Parco naturale della Val Grande” che avrebbe dovuto conglobare anche la Valle Cannobina e raggiungere il confine di Stato tra l'Italia e la Svizzera. Di questo parco veniva auspicato l'allargamento al territorio svizzero. Il progetto fu pubblicato in Val Grande parco naturale (a cura di T. Valsesia) sulla rivista Novara edita dalla CCIA di Novara.
L'anno prima Robi Ronza si era fatto promotore dell'istituzione di un “Parco inter-regionale della Val Grande di Cossogno” (“Cooperare”, Milano, giugno 1973).
Nel 1982 il consigliere regionale Nino Carazzoni presentava una proposta legislativa per “l'istituzione di un parco naturale della Val Grande”. In questo periodo l'associazione italiana Wilderness, nella persona del suo presidente, Franco Zunino, sosteneva, a livello internazionale, che era necessario salvaguardare la Val Grande come area Wilderness. Nel libro Val Grande, ultimo Paradiso, pubblicato nel 1985, Teresio Valsesia riprendeva l'idea del Parco. Sempre nel 1985, in occasione del convegno sul turismo integrato, organizzato dal Comprensorio Verbano-Cusio-Ossola e tenutosi a Verbania, gli amministratori della Valle fecero propria l'iniziativa di istituire il parco, e precisamente un parco nazionale.
Nel 1987 con il convegno Val Grande, ultimo Paradiso, organizzato dagli enti locali, venne costituito un Comitato promotore per l'istituzione del parco, formato da Comuni, dalle Comunità montane, dalla Regione Piemonte e dalle associazioni ambientaliste, che dette vita ad una commissione paritetica ministeriale.
Ci vollero cinque anni per raggiungere l'obiettivo. In questo periodo fu importante e decisivo l'interessamento dell'allora ministro dell'ambiente Giorgio Ruffolo, del presidente della commissione ambiente e degli assessori regionali ai parchi Bianca Vetrino e Enrico Nerviani. Il 4 dicembre 1989 un decreto del Ministero dell'Ambiente individuava la Val Grande come zona di importanza naturalistica internazionale.
Sulla base della legge n. 394 del 1991 il Parco Nazionale Val Grande veniva istituito il 2 marzo 1992 sul territorio dei seguenti comuni: Beura Cardezza, Caprezzo, Cossogno, Cursolo Orasso, Intragna, Malesco, Miazzina, Premosello Chiovenda, San Bernardino Verbano, Santa Maria Maggiore, Trontano.
Il 23 novembre 1993, con Decreto del Capo dello Stato, nasceva l'Ente di gestione del Parco. Dopo ci fu un ulteriore significativo passo con la richiesta del comune di Premosello Chiovenda di inserire nel Parco la frazione Colloro, e con i comuni di Aurano e Vogogna che chiesero di poter entrare a far parte del Parco con una parte del proprio territorio. L'ampliamento fu approvato con D.P.R. del 24.06.1998.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 24845 - 30 Settembre 2019

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A Montiglio Monferrato, il 6 e il 13 ottobre torna la Fiera del Tartufo

 

Eventi | 02 ottobre 2019, 09:40

A Montiglio Monferrato, il 6 e il 13 ottobre torna la Fiera del Tartufo 

 
 

Terza in Piemonte per importanza, è giunta alla 40^ edizione

A Montiglio Monferrato,  il 6 e il 13 ottobre torna la Fiera del Tartufo
 

Ritorna a Montiglio Monferrato, il 6 e il 13 ottobre, la ‘Fiera Regionale del Tartufo’, terza in Piemonte per importanza, nonché fra gli appuntamenti del settore di maggior rilievo e richiamo in Italia nel suo genere.

Un evento che ricorre con crescente successo dal lontano, e giunto quest’anno alla sua 40° edizione.

Montiglio consolida e amplia la propria vocazione turistica ed enogastronomica, coinvolgendo in modo armonico e producente tutte le risorse cittadine, le associazioni e i commercianti dei territori amici anche confinanti, al fine di offrire ogni volta un calendario di attrattive stimolanti e diversificate per molteplici tipologie di pubblico, pronto a conoscere da vicino le bellezze del nostro Paese: tre insediamenti abitativi e 14 frazioni, 30 Chiese, un palazzo juvarriano, un lago e diversi castelli che puntellano i nostri borghi facendone davvero un prezioso unicum”, dichiara entusiasta il sindaco Dimitri Tasso.

IL PROGRAMMA DEL 6 OTTOBRE

S’inizia alle 9.00 con il ritrovo, in Piazza Regina Margherita, dei partecipanti alla 14^ Podistica del Tartufo in versione competitiva (valida, cioè, per l’accesso al campionato provinciale di maratona) e non (libera, per tutti). Si prosegue, alle 9.30, con il Raduno dei Tartufai per l’Apertura della Fiera con tanto di prodotti tipici locali: torte di nocciole, miele, salumi, vini doc, farine e molto altro ancora.

Alla stessa ora sono attesi i protagonisti del raduno di auto e moto storiche promosso dal C.A.M.E.A., Circolo Auto e Moto D’Epoca Astigiano, dal 1972 il più rinomato e antico della provincia (per informazioni, tel. 340 5396666), che transiteranno in un colorato e vivace carosello di veicoli dalle 16.30 in poi lungo le strade del borgo.

Alle 10, sfilata per le vie della città con la musica allegra della Banda ‘La Bersagliera’ di Tonco, mentre alle 10.30 s’inizia con l’esposizione dei tartufi provenienti da tutta Italia.

A partire dalle ore 12.00, invece, spazio alle premiazioni alla presenza dei giornalisti, del Sindaco e degli esponenti di Giunta Comunale per l’assegnazione di due preziosi riconoscimenti: 1° Premio “Il cane d’argento”, messo in palio dal Comune, seguito da un ‘Premio Speciale Pro Loco’ tributato al miglior piatto presentato da un “trifulao” montigliese.

Alle 12.15, apertura del servizio di ristorazione all’interno del Padiglione ‘PRO LOCO’ in via Alla Stazione per un prelibato menù a base di tartufo e portate del posto.

Per poi riprendere nel pomeriggio alle ore 14.30, nel Padiglione Tartufi, con uno spettacolo di arte varia dialettale e tradizionale con ‘La Cricca dij Mes-cià’ – Talenti da Piola, bollenti da strada e musica folk piemontese.

Alle 15.00, invece, è la volta di Moncirco, che presenta Giorgio Bertolotti in “Unicycle Dream Man”, alias una performance di circo contemporaneo e teatro urbano di alto livello. Alle 16.00, invece, nella raffinata cornice della Pieve di San Lorenzo, va in scena “30 anni dalla caduta del muro di Berlino” con un ensemble di professionisti comporto da Manuela Matis (viola) e Raffaele Bertolini (clarinetto), per una originale rilettura di musiche di Johann Sebastian Bach, Astor Piazzolla ed Ennio Morricone. Un concerto a ingresso gratuito nell’ambito della rassegna “Milaresol Musica 2019”.

Per informazioni, 0141 994008 oppure 389 1136691. Tutti i dettagli e la brochure completa scaricabile e disponibile anche sul sito www.comune.montigliomonferrato.at.it.

Comunicato stampa

da: http://www.lavocediasti.it/2019/10/02/leggi-notizia/argomenti/eventi-18/articolo/a-montiglio-monferrato-il-6-e-il-13-ottobre-torna-la-fiera-del-tartufo.html?fbclid=IwAR3exe9md2Ekov9YgJ_NnORUA9jb9PNtjegCGOBVTpJNIsiIxXzQQz6dRdw
 

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IL CASTELLO DI MONCALIERI

Facciata sud del Castello di Moncalieri.

 

IL CASTELLO DI MONCALIERI
Il Castello di Moncalieri conserva l’impianto architettonico dato nel XVII secolo, sui resti di una struttura medioevale, di cui sono segno le torri cilindriche quattrocentesche mantenute in facciata. A partire dal 1612, Carlo Emanuele I diede inizio ai lavori di ampliamento dell’antica preesistenza, proseguiti sotto Vittorio Amedeo I e la Madama Reale, Maria Cristina di Francia. Nei successivi decenni, con l’intervento degli architetti Andrea Costaguta, Amedeo di Castellamonte, Carlo Morello e altri, l’edificio assunse la configurazione odierna. Si deve soprattutto ad Amedeo di Castellamonte l’impianto architettonico e la logica distributiva: lo schema alla francese a pavillon, qui caratterizzato con la posizione del corpo di fabbrica principale avanzato, affacciato sulla pianura, mentre due gallerie laterali si allungano verso la collina, saldandosi ai terrazzamenti superiori anticamente sistemati a bosco e a giardini.
Residenza di Vittorio Amedeo II, durante il regno del figlio Carlo Emanuele III, l’edificio fu oggetto di numerosi interventi, sotto la direzione di Benedetto Alfieri; gli abbellimenti proseguirono al tempo di Vittorio Amedeo III (morto a Moncalieri nel 1796), con l’intervento dell’architetto messinese Francesco Martinez, primo architetto regio, a cui si devono ulteriori complesse risistemazioni e si attribuiscono, tra; le altre, l’inserimento della Cappella Regia, e la «carrozzeria» nel piazzale antistante il castello (l’attuale Giardino delle rose).
Moncalieri nel 1865, con il palazzo a sinistra
Nel 1817, si intrapresero con Vittorio Emanuele I nuovi interventi e riplasmazioni: furono allora realizzati lo scalone a tre rampe opera di Carlo Randoni (1820-22) e la Cavallerizza in fondo al cortile rincipale.
L’appartamento di Vittorio Emanuele II e della consorte Maria Adelaide venne, per loro stessa volontà, interamente ammodernato ed allestito secondo il gusto eclettico tipico della seconda metà dell’Ottocento e in tale veste ci è pervenuto. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, il castello ospitò stabilmente la Principessa Maria Clotilde di Savoia, primogenita di Vittorio Emanuele II; e la figlia Maria Letizia (che vi morì nel 1926), che apportarono nuove modifiche all’allestimento interno tardo settecentesco.
Occupato durante la seconda guerra mondiale, nel 1948 il complesso diventò sede del 1° Battaglione Carabinieri “Piemonte”.
Nel dopoguerra gli unici appartamenti ancora allestiti e la Cappella Regia furono consegnati dall’amministrazione sabauda agli uffici ministeriali di tutela, che hanno provveduto in tempi e fasi successive al loro mantenimento, recupero e apertura al pubblico.

Dopo l’incendio del 2008 che ne ha imposto la chiusura con la vasta ed articolata campagna di restauri che è seguita, il percorso museale del Castello risulta oggi ampliato e dotato di un completo adeguamento impiantistico e di sicurezza. Gli interventi agli appartamenti hanno comportato una rilettura delle vicende decorative, quale traccia per coerenti scelte di restauro all’insegna di un criterio filologico: ci restituiscono gli ambienti in una veste in parte rinnovata che mantiene il fascino della dimora vissuta. Nelle sale irreversibilmente danneggiate, il recupero “evocativo” proposto ricompensa della perdita subìta con un allestimento del tutto innovativo e ricco di spunti per la futura valorizzazione del Castello.
Nel corso dei lavori si è deciso di allestire la Cavallerizza a deposito temporaneo delle opere d’arte della Galleria Sabauda, che dall’antica sede del Collegio dei Nobili doveva essere spostata alla Manica Nuova del Palazzo Reale di Torino, con il presupposto della loro visitabilità sia ad un’utenza di tipo tecnico (storici dell’arte, restauratori, ecc.), sia al pubblico, in occasione di visite guidate. Ciò ha comportato anche l’installazione di nuovi impianti elettrici e la movimentazione delle opere d’arte, con imballaggi, trasporti e accrochage sulle griglie di supporto.
 
da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©
Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04
n. 24838 - 29 Settembre 2019
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Santuario di Oropa: Fiera di San Bartolomeo

Santuario di Oropa

Fiera di San Bartolomeo


TORNA LA FIERA DI SAN BARTOLOMEO CON IL 1° SIMPOSIO DI SCULTURA

DAL 13 AL 15 SETTEMBRE
FIERA DI SAN BARTOLOMEO

Da venerdì a sabato: Simposio di Scultura
Sabato: Raduno della Pezzata Rossa di Oropa, mostra di trattori d'epoca, mercatino degli hobbisti e di prodotti tipici.
Domenica: mercatino degli hobbisti e di prodotti tipici, dimostrazione della lavorazione del latte e musica tradizionale piemontese. Scopri il programma
DOMENICA 22 SETTEMBRE 
Ore 15 - VISITA GUIDATA AL SACRO MONTE, PATRIMONIO UNESCO

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, si potrà visitare la Cappella della Dimora di Maria al Tempio, appena restaurata. I restauri hanno riportato in luce la cromia originale delle statue, che era andata perduta in seguito alle ridipinture del 1970. Ritrovo allo Chalet Info Turistiche

ESCURSIONI NEL FOLIAGE AUTUNNALE
I boschi che circondano il Santuario di Oropa nei mesi autunnali regalano uno spettacolo di colori affascinanti. Una passeggiata nel bosco attraverso i sentieri della Riserva Speciale del Sacro Monte di Oropa può diventare un momento da vivere insieme a tutta la famiglia, in autonomia o in compagnia di una guida esperta. Scopri il programma

OROPA E' LA CASA DI TUTTI: PRENDIAMOCENE CURA INSIEME!
Tenere in vita il Santuario comporta ogni anno il costo di 5 Euro al minuto. Oropa è un ente autonomo che si sostiene grazie al contributo dei pellegrini: con la tua donazione ci aiuti a gestire l’accoglienza dei visitatori, a garantire la celebrazione delle S. Messe tutti i giorni e a mantenere il patrimonio storico artistico che è stato riconosciuto Patrimonio UNESCO. Scopri i nostri progetti
Fiera di san Bartolomeo
 
Visita al Sacro Monte
 
Foliage nella Valle Oropa
 
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Tel. 015 25551200  info@santuariodioropa.it  www.santuariodioropa.it
 
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OROPA: DAL 30 GIUGNO AL 8 SETTEMBRE VISITE GUIDATE AL SANTUARIO E AI SUOI TESORI NASCOSTI

DAL 30 GIUGNO AL 8 SETTEMBRE
VISITE GUIDATE AL SANTUARIO E AI SUOI TESORI NASCOSTI 

DAL 30 GIUGNO AL 8 SETTEMBRE
TUTTE LE DOMENICHE 
e GIOVEDI 15 AGOSTO
alle ore 11 e alle ore 15

Visite guidate al Santuario, al Tesoro e agli Appartamenti Reali dei Savoia.
Ritrovo allo Chalet Info Turistiche


DAL 13 LUGLIO AL 31 AGOSTO
Tutti i sabati alle ore 15 

Visite guidate al Sacro Monte, alla Cupola della Basilica Superiore e al Cimitero Monumentale 
 

VENERDI 9 E 16 AGOSTO alle ore 21
Visite guidate alla scoperta del Santuario e del Tesoro nell'affascinante atmosfera notturna .
Ritrovo ai cancelli del Santuario

 

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Estate a Oropa: appuntamenti in attesa dell'anniversario dell'Incoronazione


VISITE GUIDATE E  APPUNTAMENTI PER CELEBRARE L'ANNIVERSARIO DELL'INCORONAZIONE

SABATO 24  AGOSTO
Ore 11 - S. MESSA ALL'ALPE DI S. BARTOLOMEO

Sabato 24 agosto si celebra la tradizionale Messa all'Alpe, (Ecclesia Sancti Bartholomei) citata per la prima volta insieme al più antico documento scritto che parla di Oropa nel 1207. 
Ritrovo all'Alpe di S. Bartolomeo
SABATO 24 AGOSTO
Ore 15 - 1620-2020: VISITA GUIDATA VERSO LA V INCORONAZIONE

Visita guidata a cura di Fabrizio Gremmo alla scoperta dei progetti, dei documenti e dei manufatti che hanno fatto la storia delle Incoronazioni Centenarie.
 Ritrovo allo Chalet Info Turistiche
DOMENICA 25 AGOSTO
Ore 9.30  - FESTA DELL'ANNIVERSARIO DELL'INCORONAZIONE

A un anno dal grande evento del 2020, celebreremo l’anniversario con l'annuale rievocazione dell’apertura dei cancelli alle 9.30. Alle ore 10 inizierà la Processione sul Sagrato della Basilica Superiore a cui seguirà la Solenne Celebrazione Eucaristica. Alle ore 11.45, presentazione delle attività svolte dal Consiglio di Amministrazione. Sala Frassati.
 
DOMENICA 25 AGOSTO
Ore 11 e ore 15 - VISITE GUIDATE
Visite guidate alla scoperta del complesso monumentale del Santuario, del Tesoro e degli Appartamenti reali dei Savoia

Ritrovo allo Chalet Info Turistiche

 

SABATO 31  AGOSTO
Ore 15 - VISITA GUIDATA AL SACRO MONTE, PATRIMONIO UNESCO

Durante la visita guidata, si potrà ammirare anche la Cappella della Dimora di Maria al Tempio, appena restaurata. I restauri hanno riportato in luce la cromia originale delle statue, che era andata perduta in seguito alle ridipinture del 1970.
Ritrovo allo Chalet Info Turistiche



 
S. Messa all'Alpe
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Tel. 015 25551200  info@santuariodioropa.it  www.santuariodioropa.it
 

I SEGRETI DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO NELLA VALLE DI RHÊMES

 

I SEGRETI DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO
NELLA VALLE DI RHÊMES
Siamo spesso abituati a percorre sentieri conosciuti e maggiormente frequentati, che magari ci portano in
alta quota nei pressi di qualche rifugio, per approfittare di un buon piatto di polenta. Se volessimo invece
un giorno regalarci un momento magico ecco, questo è l’itinerario giusto, anche se non adatto a tutti.
In Valle di Rhêmes esistono dei luoghi dove il tempo sembra non esser passato mai, dove la storia ha
scritto le sue vicissitudini e dove la natura ha disegnato le sue scenografie.
Partendo dalla frazione Carré, lasciando la macchina nel parcheggio dell’area pic-nic, si segue il segnavia
al di là del ponte, sulla destra orografica della valle, segnato in giallo con il numero 8 - 8A verso il casot-
to dei Guardaparco, il Pechoud. Il sentiero è conosciuto da quelli del posto come il sentiero dei muli.
In effetti il fondo risulta molto omogeneo e lineare senza particolari salti o rocce da superare. La sua
caratteristica principale, che non lo rende adatto a tutti, sono le due/tre rampe molto ripide nella prima
sua parte, alternate a tratti in falso piano per rifiatare. Per il resto non presenta particolari difficoltà.
Per tutta la prima ora e mezza si attraversa un ripido bosco di Larici antichi alternato ad Abeti rossi con
un ricco sottobosco popolato da Caprioli, Camosci e Scoiattoli rossi. Lungo tutto l’itinerario si incontrano
diverse colonie di Formiche rosse organizzate in enormi formicai, importante segno di qualità del bosco.
Grazie a questi, molte specie come il Fagiano di monte, scelgono questo habitat per far nascere e crescere
le proprie nidiate, in quanto nella prima settimana di vita dei pulli, la dieta è quasi esclusivamente a base
di Formiche rosse. Inoltre la parte superiore del bosco si apre in splendide radure, luoghi adatti per i fa-
mosi combattimenti amorosi primaverili di questi bellissimi galliformi.
Dopo diversi tornanti, arrivati quasi al confine del bosco con le praterie alpine, si incontra il sentiero di
quota che dal casotto del Sort porta a Chaussettaz per proseguire verso la nostra destinazione. A questo
bivio giriamo difatti a sinistra da dove non ci resta che proseguire con tutta calma su un sentiero legger-
mente in discesa fino a un grosso Pino cembro che si affaccia su un ripido canalone, dove bisogna fare
molta attenzione nel camminare, in quanto molto esposto! Come diciamo noi in questo tratto è vietato
cadere.
Ci separano solo 10 minuti di passeggiata dal casotto del Pechoud che, come buona abitudine di questi
antichi punti di controllo, si fa vedere solo nel momento in cui si arriva. Questa stupenda antica costru-
zione di fine ‘800 è tra i due casotti delle Guardie del Re più antichi di tutto il Parco Nazionale del Gran
Paradiso. La sua storia la si percepisce nel legno e nelle pietre che la costituiscono. Piccola ed essenziale,
ancora oggi è utilizzata dai Guardaparco come casotto di sorveglianza.
Per rientrare al nostro punto di partenza possiamo ripercorrere i nostri passi sul sentiero di salita o
scegliere quello che dal casotto scende direttamente alla frazione di Artalle.
Se si sceglie questa seconda opzione bisogna tenere conto che si affronta uno dei sentieri più ripidi della
Regione, tutto fatto quasi esclusivamente da gradini. Questa risulta una soluzione sicuramente impegnati-
va ma allo stesso tempo molto rapida per rientrare. Un ottimo motivo per percorrerlo è però che verso la
fine, poco sopra Artalle, si attraversa una porzione di bosco con circa trenta Larici secolari segnalati
come piante monumentali nel registro Regionale. Un angolo di Parco segreto e poco conosciuto ma ricco
di un’energia antica e saggia che avvolge chiunque passi tra queste enormi colonne di legno.
Quota di partenza: 1.640 m, quota di arrivo: 2.060 m, tempo di percorrenza: giornata intera.
Info: info@percorsialpini.com

I SEGRETI DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO NELLA VALLE DI RHÊMES

Siamo spesso abituati a percorre sentieri conosciuti e maggiormente frequentati, che magari ci portano in alta quota nei pressi di qualche rifugio, per approfittare di un buon piatto di polenta. Se volessimo invece un giorno regalarci un momento magico ecco, questo è l’itinerario giusto, anche se non adatto a tutti.

In Valle di Rhêmes esistono dei luoghi dove il tempo sembra non esser passato mai, dove la storia ha scritto le sue vicissitudini e dove la natura ha disegnato le sue scenografie.

Partendo dalla frazione Carré, lasciando la macchina nel parcheggio dell’area pic-nic, si segue il segnavia al di là del ponte, sulla destra orografica della valle, segnato in giallo con il numero 8 - 8A verso il casotto dei Guardaparco, il Pechoud. Il sentiero è conosciuto da quelli del posto come il sentiero dei muli.

In effetti il fondo risulta molto omogeneo e lineare senza particolari salti o rocce da superare. La sua caratteristica principale, che non lo rende adatto a tutti, sono le due/tre rampe molto ripide nella prima sua parte, alternate a tratti in falso piano per rifiatare. Per il resto non presenta particolari difficoltà.

Per tutta la prima ora e mezza si attraversa un ripido bosco di Larici antichi alternato ad Abeti rossi con un ricco sottobosco popolato da Caprioli, Camosci e Scoiattoli rossi. Lungo tutto l’itinerario si incontrano diverse colonie di Formiche rosse organizzate in enormi formicai, importante segno di qualità del bosco.

Grazie a questi, molte specie come il Fagiano di monte, scelgono questo habitat per far nascere e crescere le proprie nidiate, in quanto nella prima settimana di vita dei pulli, la dieta è quasi esclusivamente a base di Formiche rosse. Inoltre la parte superiore del bosco si apre in splendide radure, luoghi adatti per i famosi combattimenti amorosi primaverili di questi bellissimi galliformi.

Dopo diversi tornanti, arrivati quasi al confine del bosco con le praterie alpine, si incontra il sentiero di quota che dal casotto del Sort porta a Chaussettaz per proseguire verso la nostra destinazione. A questo bivio giriamo difatti a sinistra da dove non ci resta che proseguire con tutta calma su un sentiero leggermente in discesa fino a un grosso Pino cembro che si affaccia su un ripido canalone, dove bisogna farenmolta attenzione nel camminare, in quanto molto esposto! Come diciamo noi in questo tratto è vietato cadere.

Ci separano solo 10 minuti di passeggiata dal casotto del Pechoud che, come buona abitudine di questi antichi punti di controllo, si fa vedere solo nel momento in cui si arriva. Questa stupenda antica costruzione di fine ‘800 è tra i due casotti delle Guardie del Re più antichi di tutto il Parco Nazionale del Gran Paradiso. La sua storia la si percepisce nel legno e nelle pietre che la costituiscono. Piccola ed essenziale, ancora oggi è utilizzata dai Guardaparco come casotto di sorveglianza.

Per rientrare al nostro punto di partenza possiamo ripercorrere i nostri passi sul sentiero di salita o scegliere quello che dal casotto scende direttamente alla frazione di Artalle.

Se si sceglie questa seconda opzione bisogna tenere conto che si affronta uno dei sentieri più ripidi della Regione, tutto fatto quasi esclusivamente da gradini. Questa risulta una soluzione sicuramente impegnativa ma allo stesso tempo molto rapida per rientrare. Un ottimo motivo per percorrerlo è però che verso la fine, poco sopra Artalle, si attraversa una porzione di bosco con circa trenta Larici secolari segnalati come piante monumentali nel registro Regionale. Un angolo di Parco segreto e poco conosciuto ma ricco di un’energia antica e saggia che avvolge chiunque passi tra queste enormi colonne di legno. Quota di partenza: 1.640 m, quota di arrivo: 2.060 m, tempo di percorrenza: giornata intera.

Info: info@percorsialpini.com

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 24599 - 23 Agosto 2019

 

 

 

In 20mila al 39° concerto di Ferragosto nei prati di San Lorenzo

15 agosto 2019, 14:15

In 20mila al 39° concerto di Ferragosto nei prati di San Lorenzo, tutte le immagini più belle dell’evento più seguito dell’agosto cuneese (FOTO)

Non sono mancati momenti di promozione attraverso immagini suggestive di questo splendido territorio che si affaccia alla vicina Francia e alla Liguria. Ricordati durante la diretta Rai il giornalista Gianfranco Bianco e le vittime del ponte Morandi

In 20mila al 39° concerto di Ferragosto nei prati di San Lorenzo, tutte le immagini più belle dell’evento più seguito dell’agosto cuneese (FOTO)


Un successo la 39^ edizione del concerto di Ferragosto, appuntamento annuale del 15 agosto cuneese che ha visto protagonista quest’anno i prati del vallone di S. Lorenzo, una conca sciistica a monte dell'abitato di Limonetto. 

Una grande partecipazione – si parla di 20mila persone – giunte in valle Vermenagna per ascoltare le note dell’Orchestra Bruni diretta dal maestro Andrea Oddone. Il tutto, come è ormai diventata prassi, in diretta nazionale su Rai 3. L’ora e un quarto di concerto è stata condotta dai giornalisti del Tg regionale Chiara Pottini e Francesco Marini. 

Non sono mancati momenti di promozione attraverso immagini suggestive di questo splendido territorio che si affaccia alla vicina Francia e alla Liguria. Proprio per la vicinanza alla Liguria e visto che Limone Piemonte è meta turistica di tantissimi Liguria è stata ricordata la ricorrenza del primo anno del crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto  del 2018. 

Intervenuti in diretta spettatori provenienti da Roma che hanno potuto ammirare le “vie romane” presenti in queste vallate, oltre agli interventi istituzionali del sindaco Massimo Riberi e dell’assessore regionale Chiara Caucino in rappresentanza della neo eletta giunta regionale capeggiata dall’albese Alberto Cirio. Ricordato anche il giornalista cuneese Gianfranco Bianco, storico volto del giornale regionale della Rai e grande promotore e presentatore dell'evento che ogni anno promuove le nostre splendide terre alte.   

da: http://www.targatocn.it/2019/08/15/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/in-20mila-al-39-concerto-di-ferragosto-nei-prati-di-san-lorenzo-tutte-le-immagini-piu-belle-dell.html

 

 

Vicoforte: Mangiando Sotto Le Stelle. Passeggiata Enogastronomica su percorso campestre

Mangiando Sotto Le Stelle

Passeggiata Enogastronomica Su Percorso Campestre

Sabato 10 Agosto 2019 - dalle ore 19:00
Vicoforte (CN)

Mangiando Sotto Le Stelle - Vicoforte

Ritorna a Vicoforte sabato 10 agosto “Mangiando sotto le Stelle”, la passeggiata enogastronomica organizzata dalla Pro Vicoforte che giunge quest’anno all’ottava edizione.

La camminata si svolge in notturna su percorso campestre panoramico di circa 6 km immerso nella splendida cornice delle colline vicesi, dominate dal Santuario di Vicoforte.

Dal tramonto alle stelle, dall’aperitivo al caffè, immersi nella magica atmosfera del paesaggio vicese, alla scoperta della campagna e delle cascine tradizionali, con i sapori del territorio, incantevoli scorci e panorami unici e la festosa convivialità della vita rurale… tutto questo è Mangiando sotto le Stelle, per assaporare una Vicoforte inedita che lascia senza fiato!

Musica e intrattenimenti durante il percorso ed all’arrivo, premio al gruppo più originale e photo contest su facebook e/o instagram con gli hashtag #mangiavì2019 e #mangiandosottolestelle

Partenze ed arrivo presso impianti sportivi comunali, partenze scalari dalle 19.00 alle 21.45. I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria.

Telefono per prenotazioni e informazioni: 3334138746 Roby Botto

Mail per informazioni: proloco.48@gmail.com

Facebook Pro Vicoforte

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SALVIAMO IL PIANETA

 

 

Sant’Anna di Valdieri: RACCONTI SOTTO L’ASTA

 

I Racconti sotto l'Asta sono un nuovo progetto della comunità di Sant’Anna di Valdieri, di alcuni volon-
tari del Club Alpino Italiano della sezione di Cuneo con la collaborazione delle Aree Protette Alpi Marit-
time e del Comune di Valdieri. Un’iniziativa per riscoprire, divulgare la storia dell’alpinismo in Maritti-
me e per restituire a Sant’Anna l’identità di capitale dell’alpinismo. locale. Il progetto si realizzerà con il
passo cadenzato e sicuro di chi va in montagna lungo cammini non facili prendendo avvio con la rasse-
gna in cui saranno protagonisti alpinisti ed esploratori. Un calendario di appuntamenti per raccontare
l’avventura vissuta con quei mezzi e quello spirito di cui ha scritto Walter Bonatti “I soldi non possono
regalarti l'avventura. Se la compri non è più tale. L'avventura va sognata, va voluta, va conquistata, va
fatta prima di tutto con il cuore, nella tua mente. L'ultima cosa da fare è realizzarla. Ma devi sognarla!”.
Sabato 8 giugno alle ore 17, il coro alpino di Tarantasca si esibirà in concerto presso il negozio-osteria I
bateur, poi alle ore 19, nella Locanda alpina sarà presentato il film documentario Una via possibile dei
braidesi Giacomo Piumatti e Marcello Manzino, vincitori del premio “miglior tematica sociale” al Festi-
val nazionale dello sport integrato e del cinema d'inclusione di Courmayeur.
Sabato 15 giugno, sarà ospite Fulvio Scotto, accademico del CAI e grande esploratore delle Alpi Maritti-
me, che proietterà il film documentario Matè realizzato con Angelo Siri. Un video che racconta Matteo
Campia attraverso immagini e le parole di chi lo ha conosciuto. Un alpinista “ruvido” e determinato che
ha dominato la scena alpinistica delle Marittime per un ventennio, a cavallo della seconda Guerra. Nella
serata interverranno alpinisti cuneesi che dialogheranno con Scotto e Nanni Villani.
Il 28 giugno dalle Marittime si andrà in Antartide. Paola Catapano, divulgatrice scientifica del Cern di
Ginevra parlerà della spedizione Polarquest 2018 che ha seguito le tracce di Umberto Nobile e del dirigi-
bile Italia. Un viaggio per celebrare il centenario della storica e avventurosa missione in cui sono stati
eseguiti campionamenti di microplastiche e raccolti un insieme di dati, senza precedenti, del flusso di
raggi cosmici alle più alte latitudini mai raggiunte al livello del mare. Nell’appuntamento interverranno
anche gli autori di Ritorno al Polo Nord - La Tenda rossa 2.0, Gerardo Unia e Pino Biagi Jr, nipote del
telegrafista di Nobile. Il 29 giugno Akuliarusek ’74, proiezione a cura di Toni Caranta e Roby Peano della
spedizione alpinistica effettuata in Groenlandia nel 1974, in occasione del centenario del Club Alpino Ita-
liano di Cuneo. Al viaggio parteciparono alcune figure di spicco dell’alpinismo cuneese di quel periodo,
generazione che rappresenta la cerniera tra la fase storica degli Ellena-Campia e l’alpinismo moderno.
Venerdì 9 agosto, Gerardo Unia e Sergio Costagli presenteranno il libro Ali Spezzate dedicato agli inci-
denti aerei sulle Alpi occidentali a partire dalla tragedia del Comet di Re Saud schiantatosi nel gruppo
dell’Argentera. Il giorno seguente è in programma una gita nei luoghi del disastro. Dal 6 all’8 settembre,
è in programma Montagna formato famiglia. Una festa interamente dedicata a piccoli, giovani e genitori.
La rassegna proporrà eventi e farà anche una “trasferta” nel capoluogo della Granda in occasione del
Cuneo Alps Outdoor Festival, venerdì 13, sabato 14, domenica 15 settembre.
Dall’11 al 13 ottobre, tornerà a Sant’Anna di Valdieri festa del soccorso alpino Aiuta chi ti aiuta con
tantissime iniziative e l’inaugurazione del grande pannello panoramico “Benvenuti a Sant’Anna di Val-
dieri, storica capitale dell'Alpinismo in Marittime” primo tassello del museo diffuso dedicato all’alpini-
smo locale. Allestimenti tra Sant'Anna e Terme dedicati agli esploratori e scalatori delle Marittime, dai
precursori inglesi, americani e francesi, alle guide locali, agli alpinisti cuneesi, liguri e torinesi. Ritratti di
personaggi, che con la loro attività pionieristica e di scoperta, hanno dato valore e notorietà al territorio.

RACCONTI SOTTO L’ASTA

I Racconti sotto l'Asta sono un nuovo progetto della comunità di Sant’Anna di Valdieri, di alcuni volontari del Club Alpino Italiano della sezione di Cuneo con la collaborazione delle Aree Protette Alpi Marittime e del Comune di Valdieri.

Valdieri panorama.jpg

Un’iniziativa per riscoprire, divulgare la storia dell’alpinismo in Marittime e per restituire a Sant’Anna l’identità di capitale dell’alpinismo. locale. Il progetto si realizzerà con il passo cadenzato e sicuro di chi va in montagna lungo cammini non facili prendendo avvio con la rassegna in cui saranno protagonisti alpinisti ed esploratori. Un calendario di appuntamenti per raccontare l’avventura vissuta con quei mezzi e quello spirito di cui ha scritto Walter Bonatti “I soldi non possono regalarti l'avventura. Se la compri non è più tale. L'avventura va sognata, va voluta, va conquistata, va fatta prima di tutto con il cuore, nella tua mente. L'ultima cosa da fare è realizzarla. Ma devi sognarla!”.

Sabato 8 giugno alle ore 17, il coro alpino di Tarantasca si esibirà in concerto presso il negozio-osteria I bateur, poi alle ore 19, nella Locanda alpina sarà presentato il film documentario Una via possibile dei braidesi Giacomo Piumatti e Marcello Manzino, vincitori del premio “miglior tematica sociale” al Festival nazionale dello sport integrato e del cinema d'inclusione di Courmayeur.

Sabato 15 giugno, sarà ospite Fulvio Scotto, accademico del CAI e grande esploratore delle Alpi Marittime, che proietterà il film documentario Matè realizzato con Angelo Siri. Un video che racconta Matteo Campia attraverso immagini e le parole di chi lo ha conosciuto. Un alpinista “ruvido” e determinato che ha dominato la scena alpinistica delle Marittime per un ventennio, a cavallo della seconda Guerra. Nella serata interverranno alpinisti cuneesi che dialogheranno con Scotto e Nanni Villani.

Il 28 giugno dalle Marittime si andrà in Antartide. Paola Catapano, divulgatrice scientifica del Cern di Ginevra parlerà della spedizione Polarquest 2018 che ha seguito le tracce di Umberto Nobile e del dirigibile Italia. Un viaggio per celebrare il centenario della storica e avventurosa missione in cui sono stati eseguiti campionamenti di microplastiche e raccolti un insieme di dati, senza precedenti, del flusso di raggi cosmici alle più alte latitudini mai raggiunte al livello del mare. Nell’appuntamento interverranno anche gli autori di Ritorno al Polo Nord - La Tenda rossa 2.0, Gerardo Unia e Pino Biagi Jr, nipote del telegrafista di Nobile. Il 29 giugno Akuliarusek ’74, proiezione a cura di Toni Caranta e Roby Peano della spedizione alpinistica effettuata in Groenlandia nel 1974, in occasione del centenario del Club Alpino Italiano di Cuneo. Al viaggio parteciparono alcune figure di spicco dell’alpinismo cuneese di quel periodo, generazione che rappresenta la cerniera tra la fase storica degli Ellena-Campia e l’alpinismo moderno.

Venerdì 9 agosto, Gerardo Unia e Sergio Costagli presenteranno il libro Ali Spezzate dedicato agli incidenti aerei sulle Alpi occidentali a partire dalla tragedia del Comet di Re Saud schiantatosi nel gruppo dell’Argentera. Il giorno seguente è in programma una gita nei luoghi del disastro. Dal 6 all’8 settembre, è in programma Montagna formato famiglia. Una festa interamente dedicata a piccoli, giovani e genitori.

La rassegna proporrà eventi e farà anche una “trasferta” nel capoluogo della Granda in occasione del Cuneo Alps Outdoor Festival, venerdì 13, sabato 14, domenica 15 settembre.

Dall’11 al 13 ottobre, tornerà a Sant’Anna di Valdieri festa del soccorso alpino Aiuta chi ti aiuta con tantissime iniziative e l’inaugurazione del grande pannello panoramico “Benvenuti a Sant’Anna di Valdieri, storica capitale dell'Alpinismo in Marittime” primo tassello del museo diffuso dedicato all’alpinismo locale. Allestimenti tra Sant'Anna e Terme dedicati agli esploratori e scalatori delle Marittime, dai precursori inglesi, americani e francesi, alle guide locali, agli alpinisti cuneesi, liguri e torinesi. Ritratti di personaggi, che con la loro attività pionieristica e di scoperta, hanno dato valore e notorietà al territorio.

 

 da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 24272 - 6 Giugno 2019

 

 

 

Oropa 2020: in cammino verso la V Centenaria Incoronazione

Oropa 2020:

in cammino verso la V Centenaria Incoronazione

LE INIZIATIVE CHE CI ACCOMPAGNERANNO VERSO L'INCORONAZIONE DEL 2020

IL MANTO DELLA MISERICORDIA
Tutti sono invitati a donare un pezzo di stoffa particolarmente caro per creare insieme il Manto della Madonna di Oropa. Per la V Centenaria Incoronazione confezioneremo un grande manto unendo i pezzi di stoffa che giungeranno in Santuario. Qualche esempio? L’abito da sposa, la tuta da lavoro, una giacca alla quale sei particolarmente affezionato...

 
SALVE REGINA!
Nel 70° anniversario della Peregrinatio Mariae, la Madonna di Oropa visiterà il Biellese dal 3 al 18 marzo 2019. La Statua partirà dalla Parrocchia del Villaggio La Marmora per poi proseguire lungo un cammino di dodici tappe. A visitare i luoghi simbolo del territorio, sarà la vera copia fedele all’originale realizzata nel 1936.

 
LE CORONE PER LA MADONNA E PER IL BAMBINO
E' stato aperto il  bando di concorso di idee per la progettazione e la realizzazione di due corone per la statua della Vergine Maria e del Bambino Gesù. Fino al 21 marzo 2019 gli artisti potranno inviare la propria candidatura e la propria manifestazione di interesse.

 
 
Informazioni
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SANTUARIO-BASILICA REGINA MONTIS REGALIS DI VICOFORTE

SANTUARIO-BASILICA REGINA MONTIS REGALIS DI VICOFORTE Santuario di Vicoforte presso Mondovì.jpg

 

Nel maestoso e imponente, ma troppo poco conosciuto, Santuario-Basilica Regina Montis Regalis di
Vicoforte, a 9 km da Mondovì (CN), Papa Pio VII (1742-1823), ostaggio di Napoleone I, si recò in visita
il 16 agosto 1809. Il Papa era infatti stato fatto prigioniero in Vaticano il 5 luglio precedente e fu condot-
to a Savona, percorrendo le strade interne del monregalese, anziché quelle lungo la costa, perché ritenute
più sicure contro le rivolte locali, in appoggio del Pontefice, ai danni delle truppe francesi. Grande fu la
commozione e la devozione dimostrate dalla popolazione a Pio VII, il quale lasciò in dono ai vicesi la sua
portantina come segno d’affetto. Tuttora si può ammirare, nella cappella di San Bernardo dello stesso
Santuario, il monumento che venne eretto in suo onore.

Nel maestoso e imponente, ma troppo poco conosciuto, Santuario-Basilica Regina Montis Regalis di Vicoforte, a 9 km da Mondovì (CN), Papa Pio VII (1742-1823), ostaggio di Napoleone I, si recò in visita il 16 agosto 1809. Il Papa era infatti stato fatto prigioniero in Vaticano il 5 luglio precedente e fu condotto a Savona, percorrendo le strade interne del monregalese, anziché quelle lungo la costa, perché ritenute più sicure contro le rivolte locali, in appoggio del Pontefice, ai danni delle truppe francesi. Grande fu la commozione e la devozione dimostrate dalla popolazione a Pio VII, il quale lasciò in dono ai vicesi la sua portantina come segno d’affetto. Tuttora si può ammirare, nella cappella di San Bernardo dello stesso Santuario, il monumento che venne eretto in suo onore.

Vicoforte sorge sulla sommità di una collina e si snoda lungo un dolce pendio, dove si raccordano da un lato l’arco delle Alpi Marittime e dall’altro le prime propaggini della pianura. In questo Comune di 3.000 anime si trova il grandioso santuario mariano con quattro campanili, venuto alla ribalta ultimamente, poiché qui sono ritornate in patria le salme di Elena del Montenegro seconda Regina d’Italia (1873-1952) prima, il 15 dicembre 2017 e di Vittorio Emanuele III terzo Re d’Italia (1869-1947) due giorni dopo, sepolti provvisoriamente all’estero rispettivamente dal 30 novembre 1952 a Montpellier (Francia) e dal 30 dicembre 1947 ad Alessandria (Egitto).

La tradizione narra che un fornaciaio, al quale non riuscivano bene i mattoni commissionatigli per la costruzione di un forte, abbia fatto voto di erigere un pilone alla Madonna, se la sua opera avesse avuto un esito migliore. Così avvenne. Sul pilone, nel 1489 circa, fu affrescata la Madonna con il Bambino.

La devozione si riaccese nel 1592, quando il cacciatore Giulio Sargiano colpì inavvertitamente l’immagine, provocando l’abrasione dell’intonaco (ancora visibile) e l’effigie mariana sanguinò. Il cacciatore, pentito, appese l’archibugio al pilone e iniziò una raccolta di fondi, per riparare il danno ed espiare così il suo peccato. Il diacono Cesare Trombetta guidò il fervore religioso, che venne a crearsi sulla vicenda prodigiosa e nel 1594 i vicesi chiesero al Vescovo Castrucci di poter erigere una cappella intorno al pilone. Ottenuta l’autorizzazione, si iniziarono i lavori su progetto di Pietro Goano, capomastro luganese.

Il luogo divenne meta di pellegrinaggi sempre più frequenti, tanto da spingere Carlo Emanuele I (1562-1630) a gestire lui stesso una monumentale opera. Prima si orientò sul progetto di Ercole Negro di Sanfront, poi su quello dell’orvietano Ascanio Vittozzi (1539-1615), poiché il suo disegno si prestava a divenire Pantheon di Casa Savoia, anche chiamato “l’Altacomba del Piemonte”.

Il Seicento subalpino fu un secolo difficile, perciò non stupisce il fatto che la fabbrica del Santuario si arrestò per diverso tempo, riprendendo la sua attività solo nel 1729 sotto la direzione dell’architetto monregalese Francesco Gallo (1672-1750). Sugli otto pilastri degli arconi in arenania innalzò un grande tamburo in cotto a due ordini di finestroni con otto snelli contrafforti. Su di esso impostò la cupola a forma semiellissoidale (“ovata”), chiusa da una lanterna, la cui croce giunge a 84 metri dal suolo.

La poderosa cupola ellittica (alta 74 metri , lunga 37,15 metri sull’asse maggiore e 24,80 metri sull’asse minore) è la più grande del mondo, sulla quale, all’interno, si ammirano le decorazioni ad affresco, anch’esse un unicum per dimensioni (oltre 6.032 metri quadrati di superficie), raffiguranti la Gloria di Maria Assunta di fronte alla Santissima Trinità tra Santi e Dottori della Chiesa, opera realizzata da Mattia Bortoloni (figure), Giuseppe Galli da Bibbiena (decorazioni), Felice Biella (vedute prospettiche e ornati). Si tratta di una teologia per immagini di valore inestimabile, che prese inizio nel 1745 per essere ultimata nel 1748.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 23963 - 8 Aprile 2019

 

 

CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI

 

CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI
LA TRADIZIONE SCENDE IN PIAZZA DOMENICA 24 FEBBRAIO
Domenica 24 febbraio per le strade di Valdieri tornerà a correre l’orso di paglia di segale, il protagonista
del Carnevale alpino del paese della Valle Gesso.
La manifestazione le cui origini affondano le radici nella notte dei tempi ha corso il rischio di essere
dimenticata per sempre. Fortuna vuole che, nel 2003, all’interno di ricerche promosse dal Laboratorio
Ecomusei della Regione Piemonte, il valdierese Bernardino Giraudo detto Din del Papa, intervistato,
racconti della rappresentazione bizzarra che aveva interpretato da giovane: “non so chi abbia sognato
questo: di fare un orso, un orso vestito di paglia!”. Da allora l’Orso e una serie di personaggi tipici della
festa con l’impegno dell’Ecomuseo delle Segale, del Comune di Valdieri e della comunità locale, sono
tornati a vivere (domatore, Quaresima, perulier, Frà...), a rallegrare il pubblico e a rappresentare un rito
arcaico legato alla fertilità della terra e alla celebrazione della fine dell’inverno.
L’appuntamento con l’Orso e gli altri personaggi è alle ore 14.30 in piazza del Municipio, ma gli eventi
cominciano sin dal mattino con l’allestimento del mercatino di prodotti tipici e artigianali.
Chi è curioso e appassionato di cultura locale non perda l’invito di Vudier Cuento a una visita guidata
(gratuita) nel centro storico: come un mago estrae dal cilindro ogni sorta di oggetto, i volontari dell’asso-
ciazione a ogni angolo del paese tireranno fuori una storia, una peculiarità, una vicenda, che daranno un
volto nuovo e inedito a Valdieri. Appuntamento ore 9.30, in piazza del Municipio.
Nello storico e centrale palazzo Lovera è allestito un Museo in cui riposano preziosi gioielli, vasi, armi,
ceramiche del periodo che va dall’età del Bronzo a quella del Ferro. Un patrimonio di reperti provenienti
dalla necropoli di Valdieri e da altri siti archeologici delle valli Gesso e Vermenagna che in occasione
della manifestazione prenderanno vita con le visite guidate (gratuite) a cura di archeologhe specializzate.
Orario: 9.30-12 e 13.30-17.
Animazioni per bambini e ragazzi saranno proposte per tutta la giornata. Il gruppo E20 Valdieri, dalle ore
10, farà scendere dai boschi gli gnomi che tenteranno di far giocare l’orso, cosa assai più ardua dell’in-
trattenere e coinvolgere i bambini nelle attività del Gnomo Park. Per i piccoli sono in programma ancora
due appuntamenti: l’atelier, laboratorio creativo (orario: 10-12) con Ma.n.i.a e l’Ago nel pagliaio (ore 1-
6.15): una sorta di caccia al tesoro in una montagna di paglia con tanti regali per i partecipanti.
Scriveva lo studioso Euclide Milano: “Il carnevale a Valdieri era un tempo molto complesso e compren-
deva: pubblica gnoccolata - elezione degli Abbà - taglio della testa d’un gallo o di un gatto - testamento
del Carnevale - arriva la Quaresima”. La decapitazione del malcapitato animale - fortunatamente - non
viene più eseguita, ma in piazza non manca mai la distribuzione degli gnocchi (ore 12), a cura della
Proloco di Valdieri, che prepara a celebrare il carnevale. Un tempo, gli gnocchi venivano dati solo a chi
fosse disposto a utilizzare quale contenitore un “tupìn” (vaso da notte). Mente si mangia, in qualche
angolo segreto del paese l’orso si prepara alla sua comparsa in pubblico intrattenuto nel frattempo dai
Cantori dell’Orso e dal gruppo di organetti I Jouvarmoni diretti da Silvio Peron.
L’Orso arriverà a sorpresa nella piazza e con lui ci saranno il domatore che cercherà di trattenerlo,
i perulìer (gli stagnini), ovvero bambini dell’oratorio animato dall’Unità pastorale Valle Gesso vestiti di
stracci e con il volto annerito che faranno un gran fracasso battendo del vecchio pentolame, i religiosi, un
prete e alcuni Frà (finti frati), che declamano Epistule (satire appositamente composte per l’occasione che
nel dialetto locale mettono alla berlina vizi e virtù degli abitanti della valle Gesso).

CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI

LA TRADIZIONE SCENDE IN PIAZZA DOMENICA 24 FEBBRAIO

Domenica 24 febbraio per le strade di Valdieri tornerà a correre l’orso di paglia di segale, il protagonista del Carnevale alpino del paese della Valle Gesso.

La manifestazione le cui origini affondano le radici nella notte dei tempi ha corso il rischio di essere dimenticata per sempre. Fortuna vuole che, nel 2003, all’interno di ricerche promosse dal Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte, il valdierese Bernardino Giraudo detto Din del Papa, intervistato, racconti della rappresentazione bizzarra che aveva interpretato da giovane: “non so chi abbia sognato questo: di fare un orso, un orso vestito di paglia!”. Da allora l’Orso e una serie di personaggi tipici della festa con l’impegno dell’Ecomuseo delle Segale, del Comune di Valdieri e della comunità locale, sono tornati a vivere (domatore, Quaresima, perulier, Frà...), a rallegrare il pubblico e a rappresentare un rito arcaico legato alla fertilità della terra e alla celebrazione della fine dell’inverno.

L’appuntamento con l’Orso e gli altri personaggi è alle ore 14.30 in piazza del Municipio, ma gli eventi cominciano sin dal mattino con l’allestimento del mercatino di prodotti tipici e artigianali.

Chi è curioso e appassionato di cultura locale non perda l’invito di Vudier Cuento a una visita guidata (gratuita) nel centro storico: come un mago estrae dal cilindro ogni sorta di oggetto, i volontari dell’associazione a ogni angolo del paese tireranno fuori una storia, una peculiarità, una vicenda, che daranno un volto nuovo e inedito a Valdieri. Appuntamento ore 9.30, in piazza del Municipio.

Nello storico e centrale palazzo Lovera è allestito un Museo in cui riposano preziosi gioielli, vasi, armi, ceramiche del periodo che va dall’età del Bronzo a quella del Ferro. Un patrimonio di reperti provenienti dalla necropoli di Valdieri e da altri siti archeologici delle valli Gesso e Vermenagna che in occasione della manifestazione prenderanno vita con le visite guidate (gratuite) a cura di archeologhe specializzate.

Orario: 9.30-12 e 13.30-17.

Animazioni per bambini e ragazzi saranno proposte per tutta la giornata. Il gruppo E20 Valdieri, dalle ore 10, farà scendere dai boschi gli gnomi che tenteranno di far giocare l’orso, cosa assai più ardua dell’intrattenere e coinvolgere i bambini nelle attività del Gnomo Park. Per i piccoli sono in programma ancora due appuntamenti: l’atelier, laboratorio creativo (orario: 10-12) con Ma.n.i.a e l’Ago nel pagliaio (ore 1-6.15): una sorta di caccia al tesoro in una montagna di paglia con tanti regali per i partecipanti. 

Scriveva lo studioso Euclide Milano: “Il carnevale a Valdieri era un tempo molto complesso e comprendeva: pubblica gnoccolata - elezione degli Abbà - taglio della testa d’un gallo o di un gatto - testamento del Carnevale - arriva la Quaresima”. La decapitazione del malcapitato animale - fortunatamente - non viene più eseguita, ma in piazza non manca mai la distribuzione degli gnocchi (ore 12), a cura della Proloco di Valdieri, che prepara a celebrare il carnevale. Un tempo, gli gnocchi venivano dati solo a chi fosse disposto a utilizzare quale contenitore un “tupìn” (vaso da notte). Mente si mangia, in qualche angolo segreto del paese l’orso si prepara alla sua comparsa in pubblico intrattenuto nel frattempo dai Cantori dell’Orso e dal gruppo di organetti I Jouvarmoni diretti da Silvio Peron.

L’Orso arriverà a sorpresa nella piazza e con lui ci saranno il domatore che cercherà di trattenerlo, i perulìer (gli stagnini), ovvero bambini dell’oratorio animato dall’Unità pastorale Valle Gesso vestiti di stracci e con il volto annerito che faranno un gran fracasso battendo del vecchio pentolame, i religiosi, un prete e alcuni Frà (finti frati), che declamano Epistule (satire appositamente composte per l’occasione che nel dialetto locale mettono alla berlina vizi e virtù degli abitanti della valle Gesso).

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 23659 - 16 Febbraio 2019

 

 

 

Tre scheletri che danzano, ecco il segreto di Vezzolano. Un gioiello imperdibile

 

 

Tre scheletri che danzano, ecco il segreto di Vezzolano. Un gioiello imperdibile

Pubblicato il 06/02/2019
Ultima modifica il 06/02/2019 alle ore 09:00
FULVIO CERUTTI

Della sua esistenza si parla già in un documento del 1095: la Canonica di Santa Maria di Vezzolano era parte di un importante complesso monastico di cui restano la chiesa, il chiostro e la sala capitolare. Vale assolutamente una visita, sorge ad Albugnano, nell’Astigiano, nel verde di una splendida valle, un angolo di Monferrato tra i più suggestivi e incontaminati, fra vigneti, prati e boschi.

Le leggende 
L’origine è incerta, storia e leggende si intrecciano. Una, simile a quella che riguarda la Sacra di San Michele, parla di frane che, di volta in volta, distrussero precedenti costruzioni indicando il punto definitivo dove sorge quella attuale. Per alcuni la chiesa è nata come cappella privata di un castello andato distrutto; altri la vogliono edificata addirittura nell’VIII secolo. Di sicuro la leggenda più suggestiva, che accresce l’alone di mistero intorno a questo gioiello del romanico, è quella che attribuisce la sua nascita a Carlo Magno: narra che l’imperatore, andando a caccia nella selva di Vezzolano, nell’anno 773, fosse stato colto da una macabra visione: la danza di tre scheletri umani usciti da un sepolcro. Un eremita di passaggio lo avrebbe invitato a chiedere aiuto alla Vergine Maria per riprendersi dallo spavento. In segno di ringraziamento Carlo Magno avrebbe ordinato inquel luogo l’edificazione della chiesa.

Esplora capolavori ed enigmi dell’Abbazia di Vezzolano

 

Il contrasto dei tre vivi e dei tre morti 
L’impianto della chiesa, a pianta basilicale, si può far risalire alla fine del XII secolo, ma le forme denotano l’appartenenza al secolo XIII. Delle tre navate, quella laterale destra è in parte inglobata nel chiostro cui si accede attraverso una porta minuscola: un angolo di assoluto silenzio conservato nei secoli, simbolo dell’antica pace dei monasteri cristiani. È uno dei meglio conservati del Piemonte, ospita capitelli scolpiti e un importante ciclo di affreschi trecentesco, con la notevole rappresentazione del Contrasto dei tre vivi e dei tre morti.La facciata, con logge cieche e statue (Cristo Redentore, gli arcangeli Michele e Raffaele, cherubini e serafini e piatti in terracotta decorata, simbolo di ospitalità) doveva presentarsi smagliante di colori. L’importanza del culto della Madonna a Vezzolano è testimoniato dalle opere d’arte che abbracciano un periodo di quasi due secoli.

 

Contrasto dei tre vivi e dei tre morti

Il costoso e rarissimo lapislazzulo 
L’elemento più sorprendente dell’interno è il pontile (o jubè, francesismo desunto dall’invito «jube Domine benedicere…» rivolto dal predicatore ai fedeli) che attraversa la chiesa all’altezza della prima campata: rarissima struttura architettonica, è una delle poche ancora esistenti in Italia, molte furono infatti eliminate a seguito del concilio di Trento. Rara struttura architettonica su colonnine, su cui si stende un bassorilievo policromo a due registri sovrapposti raffigurante i Patriarchi e Storie della Vergine, è riferibile alla terza decade del Duecento anche se reca la data 1189. È realizzato in arenaria del Monferrato dipinta, resa preziosa dalle originali coloriture, con l’uso del costoso e rarissimo lapislazzulo proveniente dalle montagne del Caucaso (manto della Vergine e del Cristo): un rarissimo esempio di scultura medievale con policromie intatte. Un gioiello imperdibile.

L’albero di ginepro della croce 

Nel recente restauro del giardino si è posto al centro l’albero di ginepro con il legno del quale, secondo la credenza popolare, era stata costruita la croce di Gesù. Anche i fiori (rosa gallica, iris germanico e il lilium candidum) sono legati alla simbologia religiosa, ed erano gli unici fiori coltivati nei chiostri per adornare l’altare.

Quando andare 

Sino al 10 marzo 2019: solo sabato, domenica e festivi dalle 10,00 alle 17,00. La visita libera richiede circa un’ora. In caso di neve, gelo o ghiaccio la chiesa potrebbe restare inaccessibile e chiusa per cui è consigliabile contattare prima il numero 0119920607.

Come arrivare 
Per raggiungere Santa Maria di Vezzolano bisogna arrivare ad Asti e poi seguire la statale 458 per Chivasso fino al bivio per Albugnano oppure svoltare a Gallareto per Castelnuovo Don Bosco e poi da Castelnuovo per Albugnano.

 

da: https://www.lastampa.it/2019/02/06/societa/tre-scheletri-che-danzano-ecco-il-segreto-di-vezzolano-un-gioiello-imperdibile-0OVbf3EHE0XOhxhZ5uDPnK/pagina.html

 

 

CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI

 

CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI
Dopo un'interruzione di circa 40 anni, dal 2007 in Valle Gesso è torna-
to il Carnevale alpino di Valdieri. Protagonista indiscusso della festa è
l'Orso di Segale insieme a Frà e Perulìer. La riscoperta è il frutto di
una ricerca condotta dalla Regione Piemonte e dall'Ecomuseo della
Segale, con il sostegno del Parco Naturale Alpi Marittime e del Comu-
ne, che ha consentito di fissare la memoria di Din del Papa, un valdie-
rese che da giovane aveva interpretato la mitica figura carnevalesca.
L’evento è organizzato da Ecomuseo della Segale, Parco Naturale Alpi
Marittime e Comune di Valdieri, in stretta collaborazione con le asso-
ciazioni Ecoturismo in Marittime e Ma.n.i.a., la Proloco e gli esercenti
di Valdieri sabato 23 e domenica 24 febbraio. Non sarà solamente un
momento di festa, bensì un'occasione per restituire alla comunità loca-
le le conoscenze acquisite negli ultimi anni di ricerca e per presentare
al pubblico il patrimonio storico e culturale della media Valle Gesso.

CARNEVALE ALPINO DI VALDIERI

 

Dopo un'interruzione di circa 40 anni, dal 2007 in Valle Gesso è tornato il Carnevale alpino di Valdieri. Protagonista indiscusso della festa è l'Orso di Segale insieme a Frà e Perulìer. La riscoperta è il frutto di una ricerca condotta dalla Regione Piemonte e dall'Ecomuseo della Segale, con il sostegno del Parco Naturale Alpi Marittime e del Comune, che ha consentito di fissare la memoria di Din del Papa, un valdierese che da giovane aveva interpretato la mitica figura carnevalesca.

L’evento è organizzato da Ecomuseo della Segale, Parco Naturale Alpi Marittime e Comune di Valdieri, in stretta collaborazione con le associazioni Ecoturismo in Marittime e Ma.n.i.a., la Proloco e gli esercenti di Valdieri sabato 23 e domenica 24 febbraio. Non sarà solamente un momento di festa, bensì un'occasione per restituire alla comunità locale le conoscenze acquisite negli ultimi anni di ricerca e per presentare al pubblico il patrimonio storico e culturale della media Valle Gesso.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 23584 - 4 Febbraio 2019

        

           

 

A Carignano, nel Torinese: nascosto in campagna c’è un gioiello del Barocco che fu casa di un esorcista

Nascosto in campagna c’è un gioiello del Barocco che fu casa di un esorcista

A Carignano, nel Torinese, «Il Valinotto» ha un suggestivo sistema di “camere di luce” e triplice volta

Carignano - Santuario del Valinotto

la spettacolare cupola ''a tre volte l'una sopra l'altra tutte traforate e aperte'' come il Vittone stesso la descriveva

 

FULVIO CERUTTI

Un’architettura ardita e raffinata, un capolavoro che ha rischiato a lungo di andare perduto. Lungo la strada provinciale che da Carignano conduce a Virle, in provincia di Torino, si trova il piccolo Tempio della Visitazione di Maria a Elisabetta, conosciuto come Santuario del Valinotto, meta di una visita perfetta per gli amanti dell’architettura, ma anche di natura e paesaggio. Dal 1972 alla metà degli anni ’80 la Cappella ha ospitato padre Giovanni Lanfranco, prima come eremita e poi, su autorizzazione del vescovo, come esorcista per il basso pinerolese. Era soprannominato “Padrino” per la sua struttura esile.

Edificato dal 1738 con una linea sobria ed elegante, non ha lo stile delle chiese di campagna ed è un gioiello dell’architettura barocca. La luce che proviene dall’alto, dalla bellissima cupola che si apre come un fiore sulla testa dei visitatori, attira immediatamente lo sguardo verso l’alto. Fa parte di un complesso architettonico di origine medievale, la Cascina Valinotto, e rappresenta l’opera giovanile più significativa dell’architetto Bernardo Antonio Vittone, cui fu commissionata dal notaio Antonio Faccio (proprietario della Cascina e fondatore dell’Opera Pia Faccio-Frichieri).

 

Alla scoperta del Piemonte: il Santuario del Valinotto

 

La caratteristica più conosciuta del Vallinotto, di nuovo visitabile dopo una lunga chiusura e un imponente restauro, è la sua forma centripeta «a stadi sovrapposti», dove ciascuno dei tre livelli della costruzione presenta curve e controcurve opposte a quella del livello precedente, sormontati dalla cupola caleidoscopica a pianta matrice esagonale. A una prima calotta diafana e stellare, si sovrappone una seconda volta, svuotata al centro. Ciascuno dei “vuoti” generati dalla “stella” inferiore, inquadra una piccola finestra nascosta, creando giochi di luce.

Come “leggere” gli affreschi 
Sulle pareti interne si trovano affreschi raffiguranti i santi della Controriforma: a destra dell’ingresso S. Filippo Neri e S. Francesco di Sales, mentre a sinistra dell’ingresso sono raffigurati S. Francesco Saverio e S. Carlo Borromeo. Tutti gli affreschi della cupola sono attribuiti a Pier Francesco Guala così pure la pala dell’ altare raffigurante la Visitazione, ora sostituita da una copia. Per motivi di sicurezza, l’originale è custodito all’Opera Pia Faccio e Frichieri di Carignano, così come il bellissimo paliotto dell’ altare e il tronetto, raffigurante gli angeli che adorano l’Eucarestia, attribuito al Piffetti, realizzato con l’utilizzo di legni rari intarsiati con avorio e madreperla.

 

 

La parte inferiore è dedicata ai motivi religiosi della Controriforma, santi e sacramenti; nella parte superiore, gli apostoli e infine, sulla volta, gli angeli e l’assunzione in cielo di Maria. All’apice ultimo, finalmente, sono evidenti i segni della Trinità.

La Madonna del latte e il culto di Iside 
La Cappella è stata congiunta all’antico tempietto dedicato alla Madonna del Latte, con la Vergine col Bambino, affresco attribuito a Jacopino Longo, un artista vicino a Macrino d’Alba: un piccolo dipinto cinquecentesco intorno a cui l’attuale santuario fu costruito. È la rivisitazione secondo la tradizione cristiana del culto pagano di Iside, dea della fecondità, cui si oppose il Concilio di Trento senza riuscire a scalfire l’affezione popolare.

 

 

Come Arrivare 
Si arriva al Vallinotto attraversando la strada centrale di Carignano (via Umberto I, poi via Silvio Pellico), svoltando poi a destra su Strada Virle e procedendo per un paio di chilometri. Percorsi ciclabili permettono di avvicinarsi in modo protetto

Quando andare 
Visite consigliate prima o dopo le funzioni (sabato alle 16,30 e domenica alle 16)
Per visite guidate telefonare al 338 145 2945 con almeno due settimane di anticipo

         

da: https://www.lastampa.it/2018/12/17/societa/nascosto-in-campagna-c-un-gioiello-del-barocco-che-fu-casa-di-un-esorcista-PJQ5OUsbP3UYzxOfZ9U94I/pagina.html

 

 

VENARIA REALE (TO) - FESTA DI SANT’UBERTO NELLA REGGIA SABAUDA

 

VENARIA REALE (TO)
FESTA DI SANT’UBERTO NELLA REGGIA SABAUDA
Sant’Uberto è il patrono dei cacciatori, a lui sono legate tradizioni e antichi rituali propri della Venaria.
La fondazione stessa della città, oltreché il suo toponimo, si deve alla pratica venatoria che si svolgeva in
questo territorio fin dal XVII secolo.
I festeggiamenti della Venaria per Sant’Uberto culminano con la Messa dedicata al Santo che si celebra
nell’omonima Cappella della Reggia, con suggestivi accompagnamenti musicali.
Programma
Sabato 3 novembre
ore 17.30 Reading concerto di Guido Roncalli "Roncalli legge Roncalli", Recital per voce e violoncello.
Guido e Diego Roncalli, discendenti di S. Giovanni XXIII, hanno deciso di celebrarlo con un recital che
ripercorra i momenti salienti della parabola terrena del Santo. Il Recital è un atto unico composto dalla
lettura dei discorsi più noti di Papa Giovanni XXIII e da lettere inedite, tratte dall'archivio della famiglia
di Guido Roncalli, accompagnati dalle Suite di J. S. Bach per violoncello solo, eseguite dal vivo dal
fratello Diego, violoncellista professionista.
Domenica 4 novembre
Equipaggio della Regia Venaria - Trombe da caccia dell'Accademia di Sant'Uberto
Les Trompes de Bonne (Alta Savoia) - Fédération Internationale des Trompes de France
Organi, timpani e trombetti della Reale Scuderia - Accademia di Sant'Uberto
ore 10.45 Sfilata degli Equipaggi da piazza Annunziata alla Cappella di Sant’Uberto
ore 11.15 S. Messa accompagnata da trombe da caccia, Organo, timpani e trombetti
ore 12.00 Musiche per trombe da caccia, trombe, timpani e organi, presso la Cappella di Sant’Uberto
ore 12.40 Réjouissance, Corte delle Carrozze Le trombe da caccia per Sant'Uberto.
La candidatura Unesco dell’Arte Musicale dei Suonatori di Tromba da Caccia sarà depositata nel 2019,
dopo cinque anni di lavoro. Si tratta di una candidatura multinazionale di Belgio, Francia, Italia e
Lussemburgo. L’Italia è rappresentata dal gruppo dell’Equipaggio della Regia Venaria dell’Accademia di
Sant’Uberto (Piemonte) e dall’Accademia dei Suonatori di Corno da Caccia dell’Alto Adige.
La sede musicale dell’Accademia di Sant’Uberto nella corte delle carrozze della Reggia di Venaria sarà
anche Scuola di Tromba da Caccia, per la trasmissione del sapere. Il progetto comprende in particolare i
seguenti corni naturali (XVIII - XXI sec.): la Trompe d’Orléans e Dauphine, il corno da caccia ora deno-
minato corno barocco, il Parfocehorn ed il Plesshorn della tradizione mitteleuropea.
La presenza alla festa di Sant’Uberto dei suonatori di tromba da caccia francesi della Fédération Interna-
tionale des Trompes de France (FITF) sottolinea il valore internazionale della candidatura Unesco in
corso.
Al mattino, presso la Cappella di Sant’Uberto, sarà dedicato uno spazio per la visione dei libri dello stori-
co Marco Iuffrida Il cane. Una storia sociale dall’Antichità al Medioevo, Odoya; L’uomo e il cane nelle
collezioni dei Musei Vaticani, edizioni Musei Vaticani; Cani e uomini. Una relazione nella letteratura
italiana del Medioevo, Rubbettino, disponibili alla Reggia.

VENARIA REALE (TO)

FESTA DI SANT’UBERTO NELLA REGGIA SABAUDA

 

Sant’Uberto è il patrono dei cacciatori, a lui sono legate tradizioni e antichi rituali propri della Venaria. La fondazione stessa della città, oltreché il suo toponimo, si deve alla pratica venatoria che si svolgeva in questo territorio fin dal XVII secolo.

I festeggiamenti della Venaria per Sant’Uberto culminano con la Messa dedicata al Santo che si celebra nell’omonima Cappella della Reggia, con suggestivi accompagnamenti musicali.

Programma

Sabato 3 novembre

ore 17.30 Reading concerto di Guido Roncalli "Roncalli legge Roncalli", Recital per voce e violoncello.

Guido e Diego Roncalli, discendenti di S. Giovanni XXIII, hanno deciso di celebrarlo con un recital che

ripercorra i momenti salienti della parabola terrena del Santo. Il Recital è un atto unico composto dalla

lettura dei discorsi più noti di Papa Giovanni XXIII e da lettere inedite, tratte dall'archivio della famiglia

di Guido Roncalli, accompagnati dalle Suite di J. S. Bach per violoncello solo, eseguite dal vivo dal

fratello Diego, violoncellista professionista.

Domenica 4 novembre

Equipaggio della Regia Venaria - Trombe da caccia dell'Accademia di Sant'Uberto Les Trompes de Bonne (Alta Savoia) - Fédération Internationale des Trompes de France Organi, timpani e trombetti della Reale Scuderia - Accademia di Sant'Uberto ore 10.45 Sfilata degli Equipaggi da piazza Annunziata alla Cappella di Sant’Uberto ore 11.15 S. Messa accompagnata da trombe da caccia, Organo, timpani e trombetti ore 12.00 Musiche per trombe da caccia, trombe, timpani e organi, presso la Cappella di Sant’Uberto ore 12.40 Réjouissance, Corte delle Carrozze Le trombe da caccia per Sant'Uberto.

La candidatura Unesco dell’Arte Musicale dei Suonatori di Tromba da Caccia sarà depositata nel 2019, dopo cinque anni di lavoro. Si tratta di una candidatura multinazionale di Belgio, Francia, Italia e Lussemburgo. L’Italia è rappresentata dal gruppo dell’Equipaggio della Regia Venaria dell’Accademia di Sant’Uberto (Piemonte) e dall’Accademia dei Suonatori di Corno da Caccia dell’Alto Adige.

La sede musicale dell’Accademia di Sant’Uberto nella corte delle carrozze della Reggia di Venaria sarà anche Scuola di Tromba da Caccia, per la trasmissione del sapere. Il progetto comprende in particolare i seguenti corni naturali (XVIII - XXI sec.): la Trompe d’Orléans e Dauphine, il corno da caccia ora denominato corno barocco, il Parfocehorn ed il Plesshorn della tradizione mitteleuropea.

La presenza alla festa di Sant’Uberto dei suonatori di tromba da caccia francesi della Fédération Internationale des Trompes de France (FITF) sottolinea il valore internazionale della candidatura Unesco in corso.

Al mattino, presso la Cappella di Sant’Uberto, sarà dedicato uno spazio per la visione dei libri dello storico Marco Iuffrida Il cane. Una storia sociale dall’Antichità al Medioevo, Odoya; L’uomo e il cane nelle 

collezioni dei Musei Vaticani, edizioni Musei Vaticani; Cani e uomini. Una relazione nella letteratura italiana del Medioevo, Rubbettino, disponibili alla Reggia.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 23007 - 31 Ottobre 2018

 

         

 

UNITI PER MIGLIORARE MONTIGLIO MONFERRATO: 1a Camminata d'autunno

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Castagnata e sapori d'autunno a Oropa

21 OTTOBRE 2019

CASTAGNATA, MERCATINO DEGLI HOBBISTI,
LABORATORI PER BAMBINI E MENU AUTUNNALI IN OCCASIONE DEL FOLIAGE

DOMENICA 21 OTTOBRE
Ore 10.00 - 17.00: Mercatino degli hobbisti
Ore 15.00: Distribuzione delle caldarroste e del vin brulé.
 Il ricavato sarà devoluto al Santuario
Davanti ai cancelli del Santuario
Ore 15.00 - 16.30:  Presentazione del libro "Teodoro, l'elfo della cascina", di Chiara Verrua e Vincenzo Lerro. Casa editrice Lineadariaeditore.  

In occasione della presentazione, Chiara Verrua propone il laboratorio creativo "Dipingiamo con il fieno", adatto ai bambini di tutte le età. I partecipanti realizzeranno un'opera creativa da portare a casa.
Davanti ai cancelli del Santuario
 
 
 
SAPORI D'AUTUNNO
Dal mese di ottobre è possibile assaporare l'autunno nei ristoranti di Oropa, che propongono, oltre alla famosa polenta concia, i menù della tradizione con i prodotti tipici di questa stagione, dai funghi alle castagne. Tra i piatti proposti: castagne con burro e lardo, minestra di latte e castagne e deliziosi dessert. 

 
Informazioni
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Santuario di Oropa
Tel. 015 25551200  info@santuariodioropa.it  www.santuariodioropa.it

Festa della zucca. San Germano Chisone

Festa della zucca. San Germano Chisone

14/10/2018 19:08
 
 
Si è appena concluso l'annuale appuntamento della 'Festa della Zucca', presso San Germano Chisone borgata Turina area la Rortia, organizzato dall'associazione 'La Turinella'. 
L'evento è iniziato questa mattina alle 9.30 quando si è dato il via, come lo scorso anno, alla 'camminata su vecchi sentieri da riscoprire'.
Sul piazzale sono stati allestiti numerosi banchetti di prodotti artigianali ed enogastronomici. Durante la giornata è stato possibile inoltre mangiare caldarroste,  goffri e vari infusi per tisane. 
Aperto tutta la giornata il bar gestito dall'Associazione Turina.
Dopo il pranzo, che si è svolto sotto il portico della piazza allestito per l'occasione, si sono tenuti la gara dei boscaioli ed il concerto della banda musicale di S. Germano Chisone. La giornata si è conclusa con la tradizionale premiazione della Zucca più pesante.
 
da: http://www.vocepinerolese.it/articoli/2018-10-14/festa-della-zucca-san-germano-chisone-15239
 
            

Alla 69^ Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola arriva l'Accademia San Filippo

Alla 69^ Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola arriva l'Accademia San Filippo

Sarà allestita all’interno della Chiesa di San Filippo, in Piazza Manzoni. La Fiera è in programma dal 31 agosto al 9 settembre con tantissime iniziative

Tra le numerose proposte della 69^ Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, trova spazio la grande novità dell’Accademia San Filippo che propone un eccezionale percorso sensoriale e numerosi eventi condotti dai giornalisti Paolo Massobrio e Renata Cantamessa, organizzati in collaborazione con diverse importanti realtà del territorio regionale e nazionale e con degustazioni gratuite dei prodotti protagonisti.
Ci saranno le Confessioni Laiche condotte da Paolo Massobrio con importanti ospiti, i Caffè Letterari con presentazioni di libri e di percorsi culturali, gli incontri Peperone in Viaggio con principali protagonisti alcuni agricoltori delle aree terremotate del Centro Italia ed ancora talk food, laboratori d’assaggio ed agri-cooking.

Dal 31 agosto al 9 settembre 2018 si svolge la 69^ edizione della Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, la più grande manifestazione fieristica italiana dedicata a un prodotto agricolo con 10 giorni di eventi gastronomici, culturali ed artistici per tutti i sensi e per tutte le età, che nel 2017 ha creato un impatto economico sul territorio di oltre 10 milioni di euro. 

In una immensa area espositiva di 18.000 mq i visitatori troveranno tanti spettacoli e concerti con ospiti principali LUCA BARBAROSSA e PLATINETTE, cabaret tutte le sere con gli artisti del Cab41, la grande Piazza dei Sapori ed altre aree enogastronomiche, la rassegna commerciale con 250 espositori, contest per decine di food-blogger italiani e stranieri, la tradizionale Festa di Re Peperone e la Bela Povronera, il raduno di auto storiche, area bimbi con attività e spettacoli, cene e degustazioni a tema nel Salone Antichi Bastioni, spazio ed eventi dedicati alla canapa, iniziative solidali e di alta sostenibilità, punti pet-service per cani e gatti, mostre, convegni, esibizioni sportive, ecc…

Un importante evento collaterale è “Il Foro Festival” che propone una Silent Disco il 2 settembre e il concerto di ERMAL META il 3 settembre (evento a pagamento con biglietti acquistabili su ticketone.it )

L’ACCADEMIA SAN FILIPPO è una grande novità che valorizzerà la bellissima Chiesa di San Filippo, nella centrale Piazza Manzoni, e sarà il cuore della cultura e dell’esperienza gastronomica della Fiera con tanti eventi che prevedono anche degustazioni gratuite dei prodotti protagonisti.

Una delle principali attrattive dell’Accademia sarà il percorso sensoriale “Peperone in tutti i sensi”. 
Ideato e curato insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia, alla ditta Totem Eventi di Chiavari e al Consorzio del Peperone, il percorso sarà un viaggio in cui la mente, gli occhi, le mani, la bocca ed il cuore si incontreranno per accogliere nuovi sapori e in cui, grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!”, alcuni light-box a led assieme a un ologramma faranno danzare i peperoni, regalando incredibili trasparenze sensoriali visive.

Di particolare interesse saranno le “Confessioni Laiche”, condotte dal giornalista Paolo Massobrio per dibattere su temi attuali e curiosi con ospiti d’eccezione - tra i quali il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo il 1° settembre, esponenti di partiti politici quali Davide Gariglio (Partito Democratico) il 1° settembre, Riccardo Molinari (Lega Nord) e Claudia Porchietto (Forza Italia) l’8 settembre, il Vice Direttore de La Stampa Luca Ubaldeschi il 9 settembre.

Nei Caffè Letterari, proposti in collaborazione con Caffè Vergnano e con l’ente di promozione Turismo Torino e Provincia, verranno presentati i seguenti libri: il “Libro del riso italiano” con Massimo Biloni e Valentina Masotti il 1° settembre, “Avanzi d'autore e Cucinare i sapori d'Italia” con Giovanna Ruo Berchera il 2 settembre, “Tutti no, ma questo sì” con Elisa e Sonia Ricci il 3 settembre, “Un castello goloso. Dal castello di Pralormo: consigli, ricette e andeddoti culturali” con Consolata Beraudo di Pralormo il 4 settembre, “Il Toro delle Meraviglie” con Giancarlo Morino il 5 settembre in collaborazione con torinoggi.it, “Piccole ricette - Scambio di saperi” con le autrici della Casa delle Donne di Villafalletto il 7 settembre e “Bartender a casa tua” con Alessandro Ricci il 9 settembre. Nel Caffè Letterario del 6 settembre si svolgerà la presentazione del percorso culturale “I Segni del Sacro” con l'Opera Pia Cavalli e quello dell’8 settembre è intitolato “Reali Sensi alla scoperta delle Residenze Reali di Torino e del Piemonte attraverso i cinque sensi” insieme ad esponenti dell’ente Turismo Torino e Provincia.

Negli incontri intitolati Peperone in Viaggio, a cura della CIA di Torino (Confederazione Italiana Agricoltori), da sabato 1 a sabato 8 settembre, tra gli ospiti ci sarà anche Martin Vera, lo chef argentino delle Tavole Accademiche dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Otto appuntamenti con produttori, agronomi, cuochi e operatori del settore, ogni sera all’ora dell’aperitivo, dalle 20 alle 21, intervistati da Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Dall’innesto del peperone con i semi di terre lontane, al confronto con le produzioni di altre parti d’Italia, attraverso inedite degustazioni che vedranno protagonisti in primo piano gli agricoltori delle aree terremotate del Centro Italia e i loro prodotti tipici, dall’olio ai salumi, dal formaggio allo zafferano. L’incontro del 2 settembre sarà un aperitivo narrato dai Maestri del Gusto di Torino e Provincia tra le eccellenze enogastronomiche della provincia. 

Gli Agri-Cooking saranno cinque e vengono organizzati in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica. Il 3 settembre sarà a base di miele con l'Agrichef Paolo Sappa dell'Agriturismo Ca del Duduro di Garessio; il 4 settembre a base di pasta con l'Agrichef Daniele Barbero dell'Agriturismo Fior di Campo di Dronero; il 5 settembre a base di frutta secca con l'Agrichef Francesca Molon dell'Agripasticceria La Cascinassa di Pavone Canavese; il 6 settembre a base di caffè con l'Agrichef Stefania Grandinetti dell'Agriturismo Le Piagge di Ponzone Monferrato; il 7 settembre a base di mela rossa Cuneo Igp e Brachetto d'Acqui Docg con l'Agrichef Angelo Ballasina dell'Azienda Ballasina di Monticello Novarese.

I Laboratori d’Assaggio saranno dedicati al miele con Aspromiele Piemonte, alla pasta con Pasta Berruto e Centro Assaggiatori di Brescia, alla frutta secca con la Fondazione Veronesi, al caffè con Caffè Vergnano, alle mele e al vino con Assortofrutta e il Consorzio di Tutela Vini d'Acqui.

I Talk Food saranno tre. Il 1° settembre si partirà dalla guida “Dentro al Guscio” di Marco Bianchi per parlare di gusto e salute insieme ai prodotti di Life, ai consigli della Fondazione Veronesi e a una degustazione finale; il 2 settembre si parlerà e si mangierà con Elia Botto dell'Osteria Da Cecco di Bosia e i formaggi di Assopiemonte Dop & Igp; l’8 settembre si parlerà e si mangerà di Peperone e di Nergi, i piccoli frutti di Ortofruit, con gli Allievi della Fondazione Agroalimentare per il Piemonte di Cuneo.

Inoltre, il 2 settembre ci sarà la presentazione del ricettario #PeperoneIn5Minuti e la premiazione dei contest tra Food Blogger italiani e internazionali - con la partecipazione di Paolo Massobrio e Giovanna Ruo Berchera in collaborazione con Carrefour Market e con degustazione dei prodotti "Terre d'Italia" e il 9 settembre si svolgerà la premiazione per la sfida al miglior abbinamento con il peperone tra gli espositori di Piazza dei Sapori - in collaborazione con torinoggi.it e con il Centro Assaggiatori di Brescia.



IL PROGRAMMA

VENERDÌ 31 AGOSTO
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazioni gratuita.

SABATO 1 SETTEMBRE 
● Ore 18 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazioni gratuita.
● Ore 18 > 19 CONFESSIONE LAICA con Roberto Moncalvo (Presidente nazionale Coldiretti) a cura di Paolo Massobrio.  Con degustazione di Asti Spumante Docg e finger di panettone Galup. 
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione del Libro del riso italiano con Massimo Biloni e Valentina Masotti. Conduce Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita di Asti Secco Docg e "piemondini" (finger di riso piemontese a cura della Strada del Riso vercellese di Qualità). 
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: la salsiccia di Norcia al peperone di Carmagnola. A cura dell'Azienda Dall'Orso di Norcia in collaborazione con la CIA provinciale di Torino. Conduce Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita.
● Ore 21 > 22 CONFESSIONE LAICA con Davide Gariglio (PD) a cura di Paolo Massobrio.  Con degustazione gratuita di Asti Spumante Docg e finger di panettone Galup. 
● Ore 22 > 23 TALK FOOD: dalla guida Dentro al Guscio con le ricette di Marco Bianchi… alla tavola con gusto e salute insieme ai prodotti di Life e ai consigli della Fondazione Veronesi. Conducono Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita. 

DOMENICA 2 SETTEMBRE 
● Ore 10 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazione gratuita.
● Ore 17 > 18 MAESTRI DEL GUSTO: aperitivo narrato con le eccellenze enogastronomiche di Torino e provincia. Conduce Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita.
● Ore 18 > 19 CONFESSIONE LAICA con Dario Osella (titolare Fattorie Osella) a cura di Paolo Massobrio.  Con degustazione gratuita di Asti Secco Docg e Robiola Osella. 
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione dei libri Avanzi d'autore e Cucinare i sapori d'Italia con Giovanna Ruo Berchera. Conduce Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita di Asti Spumante Docg e finger di panettone Galup. 
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: aperitivo narrato dai Maestri del Gusto di Torino e Provincia tra le eccellenze enogastronomiche del territorio. Conducono Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.
● Ore 21 > 22 Presentazione del ricettario #PeperoneIn5Minuti e premiazione dei contest tra Food Blogger italiani e internazionali con la partecipazione di Paolo Massobrio e Giovanna Ruo Berchera in collaborazione con Carrefour Market. Con degustazione gratuita dei prodotti "Terre d'Italia".
● Ore 22 > 23 TALK FOOD: si parla e si mangia con Elia Botto dell'Osteria Da Cecco di Bosia e i formaggi di Assopiemonte Dop & Igp. Conducono Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.

LUNEDÌ 3 SETTEMBRE
● Ore 18 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazioni gratuita.
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione del libro per bambini Tutti no, ma questo sì con Elisa e Sonia Ricci. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita di Acqui Docg e chips di mela rossa Cuneo Igp. 
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: peperoni con radici lontane - la tecnica dell'innesto. A cura di Flavio Reburdo (agronomo della CIA di Torino). Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.
● Ore 21 > 22 LABORATORIO DI ASSAGGIO con Aspromiele Piemonte: il miele, i bambini e tutto ciò che c'è da sapere. A cura del Centro Assaggiatori di Brescia e Bimbingamba. Con degustazione guidata e gratuita.  
● Ore 22 > 23 AGRI-COOKING a base di miele con l'Agrichef Paolo Sappa dell'Agriturismo Ca del Duduro di Garessio in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.

MARTEDÌ 4 SETTEMBRE
● Ore 18 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazione gratuita.
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione del libro Un castello goloso. Dal castello di Pralormo: consigli, ricette e andeddoti culturali con Consolata Beraudo di Pralormo in collaborazione con Turismo Torino. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita di Acqui Docg e chips di mela rossa Cuneo Igp.  
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: l'olio bio delle Marche incontra il peperone di Carmagnola nel pinzimonio. La tradizione marchigiana del vino cotto. Con le Aziende Conca D'Oro di Appignano del Tronto (AP) e Carboni Settimio di Castignano (AP) e a cura della CIA di Torino. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.
● Ore 21 > 22 LABORATORIO DI ASSAGGIO con Pasta Berruto: i segreti degli ambasciatori della pasta italiana. A cura del Centro Assaggiatori di Brescia. Con degustazione guidata e gratuita.  
● Ore 22 > 23 AGRI-COOKING a base di pasta con l'Agrichef Daniele Barbero dell'Agriturismo Fior di Campo di Dronero in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.

MERCOLEDÌ 5 SETTEMBRE
● Ore 18 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazioni gratuita.
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione del libro Il Toro delle Meraviglie con Giancarlo Morino in collaborazione con torinoggi.it. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita di Acqui Docg e chips di mela rossa Cuneo Igp.  
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: la ricotta salata aromatizzata al peperone e la lenticchia di Castelluccio. Con l'Azienda Brandimarte di Norcia e a cura della CIA di Torino. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.
● Ore 21 > 22 LABORATORIO DI ASSAGGIO con Life: la salute vien mangiando - i plus della frutta secca. A cura della Fondazione Veronesi. Con degustazione guidata e gratuita.  
● Ore 22 > 23 AGRI-COOKING a base di frutta secca con l'Agrichef Francesca Molon dell'Agripasticceria La Cascinassa di Pavone Canavese in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.

GIOVEDÌ 6 SETTEMBRE
● Ore 18 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazioni gratuita.
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione del percorso culturale I Segni del Sacro con l'Opera Pia Cavalli. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita di Acqui Docg e chips di mela rossa Cuneo Igp. 
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: “Segreti e sapori del peperone nel mondo”, con lo chef delle Tavole Accademiche dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Martin Vera. A cura della CIA di Torino. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.
● Ore 21 > 22 LABORATORIO DI ASSAGGIO con Caffè Vergnano: a scuola di caffè attraverso i cinque sensi. A cura dell'Accademia Vergnano. Con degustazione guidata e gratuita.  
● Ore 22 > 23 AGRI-COOKING a base di caffè con l'Agrichef Stefania Grandinetti dell'Agriturismo Le Piagge di Ponzone Monferrato in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.

VENERDÌ 7 SETTEMBRE
● Ore 18 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazione gratuita.
● Ore 18 > 19 PEPERO' TOUR CON CARREFOUR: laboratorio al peperone di Carmagnola per grandi e piccini con Fata Zucchina in collaborazione con Bimbingamba e Carrefour Market. Merenda gratuita con i prodotti "Terre d'Italia".  
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione del libro per bambini Piccole ricette - Scambio di saperi con le autrici della Casa delle Donne di Villafalletto. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita di Acqui Docg e chips di mela rossa Cuneo Igp. 
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: le produzioni di peperone nel Sud Italia. Con Edoardo Ramondo del Gruppo T18 di Torino e a cura della CIA di Torino. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.
● Ore 21 > 22 LABORATORIO DI ASSAGGIO con Assortofrutta e il Consorzio di Tutela Vini d'Acqui: mela e Brachetto, binomio perfetto! A cura dei Sommellier del vino e della frutta. Con degustazione guidata e gratuita.  
● Ore 22 > 23 AGRI-COOKING a base di mela rossa Cuneo Igp e Brachetto d'Acqui Docg con l'Agrichef Angelo Ballasina dell'Azienda Ballasina di Monticello Novarese in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica. Conduce Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.

SABATO 8 SETTEMBRE
● Ore 18 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazioni gratuita.
● Ore 18 > 19 CONFESSIONE LAICA con Riccardo Molinari (Lega Nord) a cura di Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita di Asti Spumante Docg e finger di panettone Galup. 
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: Reali Sensi alla scoperta delle Residenze Reali di Torino e del Piemonte attraverso i cinque sensi. In collaborazione con Turismo Torino. Conducono Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita di Asti Spumante Docg e finger di panettone Galup. 
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN VIAGGIO: lo zafferano e l'aglio nero di Norcia incontrano il peperone di Carmagnola. Con l'Azienda Bosco Torto-Etiche terre di Norcia e a cura della CIA di Torino. Conduce Paolo Massobrio. Con degustazione.
● Ore 21 > 22 CONFESSIONE LAICA con Claudia Porchietto (FI) a cura di Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita di Asti Spumante Docg e finger di panettone Galup. 
● Ore 22 TALK FOOD > 23: si parla e si mangia con gli Allievi della Fondazione Agroalimentare per il Piemonte di Cuneo, il peperone di Carmagnola, Nergi e i piccoli frutti di Ortofruit Italia. Conducono Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Con degustazione gratuita.

DOMENICA 9 SETTEMBRE
● Ore 10 > 24 PEPERONE IN TUTTI I SENSI, percorso sensoriale sulle 4 tipologie del peperone di Carmagnola, realizzato in collaborazione con la ditta Totem Eventi, il Centro Studi Assaggiatori di Brescia ed il Consorzio del Peperone. Grazie all’artista Lia Pascaniuc ed al suo progetto “Però!!” ci saranno anche alcuni light-box a led e un ologramma del Peperone. Con degustazione gratuita.
● Ore 17.30 CONFESSIONE LAICA con Luca Ubaldeschi (Vice Direttore La Stampa) a cura di Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita di Asti Spumante Docg e finger di panettone Galup. 
● Ore 19 > 20 CAFFÈ LETTERARIO: presentazione del libro Bartender a casa tua con Alessandro Ricci. Conduce Paolo Massobrio. Con degustazione gratuita di Acqui Docg e chips di mela rossa Cuneo Igp.
● Ore 20 > 21 PEPERONE IN TUTTI I SENSI: esperienza sensoriale guidata del "pane della Sagra". A cura del Centro Assaggiatori di Brescia, con la partecipazione di Casa Roberta. Conducono Paolo Massobrio e Renata Cantamessa. Con degustazione guidata e gratuita.
● Ore 21 > 22 Premiazione per la sfida al miglior abbinamento con il peperone tra gli espositori di Piazza dei Sapori. In collaborazione con torinoggi.it e con il Centro Assaggiatori di Brescia.

 

da: http://www.targatocn.it/2018/08/20/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/alla-69-fiera-nazionale-del-peperone-di-carmagnola-arriva-laccademia-san-filippo.html

 

 

GIARDINO BOTANICO VALDIERIA

 

GIARDINO BOTANICO “VALDIERIA”
Il giardino botanico Valderia si trova a Terme
di Valdieri, in alta Valle Gesso, proprio nel cuo-
re delle Alpi Marittime. Valderia deve il suo no-
me alla Viola valderia, un endemismo scoperto
nel 1780 dal botanico Carlo Allioni sul greto del
torrente Gesso, precisamente dove oggi sorge il
giardino. Il luogo, per il suo clima fresco e om-
broso e per la ricchezza di vegetazione spontane-
a, era stato attrezzato con sentieri e vialetti già
nell'Ottocento: era il Giardino degli Inglesi, me-
ta di rilassanti passeggiate per gli ospiti del vici-
no stabilimento termale. Abbandonata per molto
tempo, l'area è stata recuperata nel 1990 su ini-
ziativa del Parco Naturale delle Alpi Marittime,
che l'ha destinata a ospitare il nuovo giardino
botanico. Oggi Valderia conta circa 500 specie riunite in quattordici ambienti, rappresentativi dei princi-
pali ecosistemi delle Alpi Marittime: dalle roccere calcaree all'abetina mista, passando per il ruscello, il
lariceto, la torbiera e il giàs. Questa impostazione, studiata
per rispondere in modo ottimale alle finalità informative e
didattiche del giardino, non solo rende comodamente osser-
vabili specie che in natura si potrebbero incontrare soltanto
dopo ore di cammino, ma offre anche un quadro completo,
chiaro e comprensibile dell'intero “mondo vegetale” delle
Alpi Marittime. Alla scoperta delle caratteristiche di ogni sin-
golo fiore, si unisce così il piacere di cogliere i legami fra le
diverse specie botaniche nonché fra le piante stesse e ciò che
le circonda.
Il giardino ospita al suo interno un facile sentiero naturalisti-
co ad anello, percorribile in circa un'ora, con uno sviluppo
di 950 metri ed un dislivello di 60 metri. Lungo la piacevole
passeggiata sono stati predisposti dei punti di sosta numerati,
a ognuno dei quali corrisponde un capitolo dell'opuscolo Sen-
tiero naturalistico-Terme di Valdieri (in vendita all'ingresso).
Questa agile pubblicazione permette di compiere osservazio-
ni circa le principali caratteristiche delle specie presenti nel
bosco misto di latifoglie e conifere. Sono inoltre evidenziati
gli aspetti geologici e paesaggistici più significativi.
Il giardino botanico è aperto dal 15 giugno al 15 settembre
con orario 10-18, dal 16 al 30 settembre solo la domenica
con orario 10-18.

GIARDINO BOTANICO “VALDIERIA”

 

Il giardino botanico Valderia si trova a Terme di Valdieri, in alta Valle Gesso, proprio nel cuore delle Alpi Marittime. Valderia deve il suo nome alla Viola valderia, un endemismo scoperto nel 1780 dal botanico Carlo Allioni sul greto del torrente Gesso, precisamente dove oggi sorge il giardino. Il luogo, per il suo clima fresco e ombroso e per la ricchezza di vegetazione spontanea, era stato attrezzato con sentieri e vialetti già nell'Ottocento: era il Giardino degli Inglesi, meta di rilassanti passeggiate per gli ospiti del vicino stabilimento termale. Abbandonata per molto tempo, l'area è stata recuperata nel 1990 su iniziativa del Parco Naturale delle Alpi Marittime, che l'ha destinata a ospitare il nuovo giardino botanico.

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Oggi Valderia conta circa 500 specie riunite in quattordici ambienti, rappresentativi dei principali ecosistemi delle Alpi Marittime: dalle roccere calcaree all'abetina mista, passando per il ruscello, il lariceto, la torbiera e il giàs. Questa impostazione, studiata per rispondere in modo ottimale alle finalità informative e didattiche del giardino, non solo rende comodamente osservabili specie che in natura si potrebbero incontrare soltanto dopo ore di cammino, ma offre anche un quadro completo, chiaro e comprensibile dell'intero “mondo vegetale” delle Alpi Marittime. Alla scoperta delle caratteristiche di ogni singolo fiore, si unisce così il piacere di cogliere i legami fra le diverse specie botaniche nonché fra le piante stesse e ciò che le circonda.

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Il giardino ospita al suo interno un facile sentiero naturalistico ad anello, percorribile in circa un'ora, con uno sviluppo di 950 metri ed un dislivello di 60 metri. Lungo la piacevole passeggiata sono stati predisposti dei punti di sosta numerati, a ognuno dei quali corrisponde un capitolo dell'opuscolo Sentiero naturalistico-Terme di Valdieri (in vendita all'ingresso).

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Questa agile pubblicazione permette di compiere osservazioni circa le principali caratteristiche delle specie presenti nel bosco misto di latifoglie e conifere. Sono inoltre evidenziati gli aspetti geologici e paesaggistici più significativi.

Il giardino botanico è aperto dal 15 giugno al 15 settembre con orario 10-18, dal 16 al 30 settembre solo la domenica con orario 10-18.

          

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 22615 - 27 Agosto 2018

 

 

 

FESTA D’INIZIO ESTATE A SANT'ANNA DI VALDIERI (CN)

 

FESTA D’INIZIO ESTATE A SANT'ANNA DI VALDIERI (CN)
LE DONNE PREMIANO LA FORESTALE LAURA GIORDANO
Domenica 24 giugno, Sant’Anna di Valdieri (CN), festeggia l’inizio
dell’estate con mercatini, dimostrazioni ed esibizioni di artisti e arti-
giani nella strada principale, l’apertura del Museo della Civiltà della
Segale, una passeggiata e balli occitani.
La frazione, diventata famosa come “paese delle donne” perché tutte
le sei attività imprenditoriali sono gestite da figure femminili, in
occasione della giornata di festa, per la prima volta, consegnerà il
riconoscimento Una donna per le Marittime.
A riceverlo Laura Giordano della squadra 117 - Valle Gesso dei
forestali dell’Assessorato alla Montagna della Regione Piemonte.
Un gruppo di operai zelante (Laura Giordano, Paolo Girodengo,
Fabio Congiu e Giovanni Dalmasso) che sotto la direzione di Marco
Rocca contribuisce con il suo lavoro al mantenimento dell’assetto
idrogeologico, alla manutenzione e alla valorizzazione della rete
sentieristica del territorio.
In particolare, il riconoscimento viene attributo da Proloco, Asso-
ciazione Ecoturismo in Marittime e Aree Protette Alpi Marittime per
l’intervento di manutenzione straordinaria effettuata recentemente
sull’itinerario culturale dell’Ecomuseo della Segale “Lo viòl di Tèit”
e per la riapertura di un vecchio sentiero di collega-
mento tra Tetti Bàrtola e la località Rivoire che per-
mette di compiere un nuovo e bellissimo anello e-
scursionistico tra Sant’Anna e Desertetto.
Domenica 24 giugno, dalle 9.30, sarà allestito il
mercatino di prodotti artigianali, alimentari e arti-
coli da collezionismo.
La festa vera è propria comincia nel primo pome-
riggio con l’esibizione di artisti e le dimostrazioni
di artigiani.
Alle 14.30 appuntamento con i guardiaparco e gli
operai forestali per una camminata sul sentiero del-
l’Ecomuseo della Segale recentemente ripristinato.
Al rientro a Sant’Anna, alle ore 16, sotto la tettoia
del Museo della Civiltà della Segale sarà consegna-
to l’atteso e meritato riconoscimento Una donna
per le Marittime ed un omaggio ai membri della
squadra e poi si ballerà occitano con il gruppo
Descarpetats.

FESTA D’INIZIO ESTATE A SANT'ANNA DI VALDIERI (CN)

LE DONNE PREMIANO LA FORESTALE LAURA GIORDANO


Domenica 24 giugno,

Sant’Anna di Valdieri (CN), festeggia l’inizio dell’estate con mercatini, dimostrazioni ed esibizioni di artisti e artigiani nella strada principale, l’apertura del Museo della Civiltà della Segale, una passeggiata e balli occitani.

La frazione, diventata famosa come “paese delle donne” perché tutte le sei attività imprenditoriali sono gestite da figure femminili, in occasione della giornata di festa, per la prima volta, consegnerà il riconoscimento Una donna per le Marittime.

A riceverlo Laura Giordano della squadra 117 - Valle Gesso dei forestali dell’Assessorato alla Montagna della Regione Piemonte.

Un gruppo di operai zelante (Laura Giordano, Paolo Girodengo, Fabio Congiu e Giovanni Dalmasso) che sotto la direzione di Marco Rocca contribuisce con il suo lavoro al mantenimento dell’assetto idrogeologico, alla manutenzione e alla valorizzazione della rete sentieristica del territorio.

In particolare, il riconoscimento viene attributo da Proloco, Associazione Ecoturismo in Marittime e Aree Protette Alpi Marittime per l’intervento di manutenzione straordinaria effettuata recentemente sull’itinerario culturale dell’Ecomuseo della Segale “Lo viòl di Tèit” e per la riapertura di un vecchio sentiero di collegamento tra Tetti Bàrtola e la località Rivoire che permette di compiere un nuovo e bellissimo anello e scursionistico tra Sant’Anna e Desertetto.

Domenica 24 giugno, dalle 9.30, sarà allestito il mercatino di prodotti artigianali, alimentari e articoli da collezionismo.

La festa vera è propria comincia nel primo pomeriggio con l’esibizione di artisti e le dimostrazioni di artigiani.

Alle 14.30 appuntamento con i guardiaparco e gli operai forestali per una camminata sul sentiero dell’Ecomuseo della Segale recentemente ripristinato.

Al rientro a Sant’Anna, alle ore 16, sotto la tettoia del Museo della Civiltà della Segale sarà consegnato l’atteso e meritato riconoscimento Una donna per le Marittime ed un omaggio ai membri della squadra e poi si ballerà occitano con il gruppo Descarpetats.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 22224 - 23 Giugno 2018

 

 

 

Oropa inedita

Oropa inedita

SABATO 16 GIUGNO

Primo appuntamento con "Oropa inedita" e con i giovani di Intercultura

Sabato 16 giugno ore 15
IL RESTAURO DELLA STATUARIA DEL SACRO MONTE DI OROPA 
Visita al cantiere con 
Claudio Valazza, restauratore della Cappella della Dimora di Maria al Tempio.
Ritrovo allo Chalet info turistiche.
Iniziativa organizzata dal FAI Biella in collaborazione con il Santuario e il Giardino Botanico di Oropa
 
 
Sabato 16 giugno ore 15 
RITORNO A OROPA: UN MONDO SENZA CONFINI

I giovani che hanno vissuto un anno all'estero porteranno a Oropa la loro esperienza, in collaborazione con l'Associazione Intercultura
Sala Convegni

 
Oropa inedita
 
Ritorno a Oropa
 
Informazioni
Santuario di Oropa
Tel. 015 25551200  info@santuariodioropa.it  www.santuariodioropa.it
 

Sostegno ai siti Unesco del Piemonte

Sostegno ai siti Unesco del Piemonte

Il Sacro Monte di Varallo Sesia

La Giunta regionale investe 4,2 milioni di euro per sostenere e valorizzare i siti piemontesi classificati dall'Unesco come Patrimonio mondiale dell'Umanità, e in particolare i Sacri Monti, il paesaggio vitivinicolo delle Langhe-Roero e Monferrato, le Residenze Reali, nonché quelli ad alto potenziale di attività. Le risorse derivano dal Fondo europeo di sviluppo regionale e consentiranno interventi di recupero, restauro, ristrutturazione e rifunzionalizzazione con sovvenzioni a fondo perduto nella misura massima dell'80 % dell'investimento complessivo. Ne sono beneficiari gli enti locali e i consorzi pubblici. Una decisione che per l'assessore alle Attività produttive mira a rafforzare l'integrazione tra le eccellenze culturali, il paesaggio e il sistema economico locale, e tra pubblico e privato in chiave di sviluppo. Occorre rendere attrattivi i siti promuovendo una governance manageriale innovativa, capace di reperire risorse e investimenti. L'assessora alla Cultura e Turismo ricorda dal canto suo che la misura si colloca all'interno dell'importante lavoro svolto in questi anni per favorire lo sviluppo dei siti Unesco piemontesi e perché, intorno a questi beni-faro, si sviluppi un sistema virtuoso di valorizzazione che metta insieme attori pubblici e privati.

 

da: http://www.regione.piemonte.it/pinforma/economia/2064-sostegno-ai-siti-unesco-del-piemonte.html

 

      

Torino, Langhe e Roero si promuovono a Stoccolma


Torino, Langhe e Roero si promuovono a Stoccolma

Torino, le Langhe e il Roero si propongono al pubblico svedese come una sola destinazione: l’occasione per presentare i due territori rientra nell’iniziativa “La settimana piemontese”, in programma fino a domenica 3 giugno nella sede Eataly di Stoccolma. Uno spazio centrale dello store è dedicato a questo territorio e animato da immagini: i visitatori possono così scoprire le bellezze e le eccellenze di Torino e delle Langhe attraverso i materiali di promozione in libera distribuzione e degustare menu piemontesi nei vari ristoranti. A facilitare il viaggio il nuovo collegamento TorinoStoccolma operato da Blue Air. All’apertura della settimana piemontese ha presenziato l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, che ha dichiarato che un’iniziativa come questa, che si inserisce nel progetto di promozione congiunta avviata da Regione Piemonte, Città di Torino, Alba e Bra e Atl di Torino e delle Langhe, ha l’indubbio merito di promuovere un’importante alleanza e riunire due tra i territori più attrattivi del Piemonte, che valgono circa la metà dei flussi turistici. Ha inoltre evidenziato che si va nella direzione, fortemente auspicata dalla Regione, di offrire un prodotto integrato che aumenti la permanenza dei turisti.

 

da: http://www.regione.piemonte.it/repository/pnews/newsletter/2018/19.pdf

 

NOVALESA: UN POMERIGGIO CULTURALE ALLA CASA DEGLI AFFRESCHI

 Sabato 26 maggio

 

NOVALESA: UN POMERIGGIO CULTURALE ALLA CASA DEGLI AFFRESCHI
Da sinistra: G.M. Francese, F. Buffille, R. Picone,
Assessoree T. Roccia, P- Allio, L.L. Massarotto,
P. Rossotti Pogliano
Sabato 26 maggio, presso la Casa degli Affre-
schi, sono stati presentati due eventi simultanei:
un libro con la scrittrice Grazia Maria Francese
e l’inaugurazione di una mostra d’arte con
Luciana Lorella Massarotto. Per prima l’orga-
nizzatore Francis Buffille ha accolto la scrittri-
ce, Grazia Maria Francese venuta con la sua
editrice Piera Rossotti Pogliano, Presidente di
“Edizioni Esordienti E-book”.
Grazia Maria Francese, originaria di Novara. è
medico di professione. Ma da molti anni si interessa alla storia dell'alto Medioevo italiano. Ha pubblicato
finora tre romanzi storici ambientati rispettivamente nel VI, VIII e X secolo. Il titolo del romanzo presentato
“Arduhinus” è stato pubblicato nel 2017. Tratta di Arduino d'Ivrea, ultimo sovrano del Regno Italico. Fu
veramente un'ombra fosca, come lo definì Carducci? Per quale ragione fu scomunicato e maledetto? La sua
figura si staglia, sul volgere dell'anno Mille, in contrasto alla nascente alleanza tra gerarchia ecclesiastica e
Sacro Romano Impero. Allora, Novalesa era il luogo ideale per parlare di questo romanzo, lì, vicino ad un’-
abbazia più che millenaria dove Pipino il Breve e poi Carlo Magno hanno installato il loro accampamento
prima di andare a combattere i Longobardi.
Dopo questa presentazione, Francis Buffille ha lanciato la seconda parte del pomeriggio con l’inaugurazione
di una mostra di pitture di Luciana Lorella Massarotti, nata a Torino, sempre stata attenta alle forme artisti-
che. A tredici anni, dipingeva già soggetti figurativi. Non ha frequentato una scuola d’arte; è autodidatta. Il
primo quadro a olio, l’ha eseguito a 17 anni; fu l’inizio di un bel e lungo percorso. Sono la curiosità e la
voglia di imparare che l’hanno portata a creare, sempre creare. Ha cominciato ad introdursi in parecchie mo-
stre ed a partecipare a collettive a Torino ed in provincia, ed anche a Sestri Levante in provincia di Genova
per finire con personali in provincia di Torino. Ma un punto notevole è l’interesse per tecniche diverse e il
gusto del rischio utilizzando materiali vari; lavori su tavola, utilizzo di paraffina su tela, o ancora alluminio su
masonite. Altre cose che ha ritenuto l’attenzione di Francis Buffille nella sua presentazione dell’artista: sono,
nel che ha permesso al pubblico venuto in numero di conversare, di scoprire il libro di Grazia Maria Francese
1986, le sculture a partire da oggetti di ricuperazioni che uno lascia morire ed ai quali lei ha dato una nuova
vita integrandoli nell’Arte. Questo rivela la sua visione artistica di tutto quello che la circonda. Ma poi, è stata
affascinata dal restauro. Ha imparato la tecnica a calce. Comincia allora una serie di lavori di restauro. Il pri-
mo fu nel 1991 con la chiesa di Sangano. Da questo momento, ha-i alternato lavori ex novo e restauri in chie-
se, ville, castelli privati ed edifici pubblici. Fu un lungo periodo pieno di esperienze e di arricchimenti, con
dipinti su tavola, su muro, soffitti e volte, opere di stampo classico: citiamo ancora “Vedute di Torino” a tem-
pera su tela perché è stato un lavoro commissionato da un complesso alberghiero chiamato “Turin” al Cairo
in Egitto. La vena artistica non gli ha mai mancata, perché durante tutto questo periodo di lavori di restauro,
non ha cessato di fare altre cose, come ex novo, dipinti su tela, su tavola.
In seguito, fu offerto un rinfresco che ha permesso al pubblico venuto in numero di conversare, di scoprire il
libro di Grazia Maria Francese e di ammirare la bellissima mostra di Luciana Lorella Massarotto.

NOVALESA: UN POMERIGGIO CULTURALE ALLA CASA DEGLI AFFRESCHI

 

Sabato 26 maggio, presso la Casa degli Affreschi, sono stati presentati due eventi simultanei: un libro con la scrittrice Grazia Maria Francese e l’inaugurazione di una mostra d’arte coLuciana Lorella Massarotto. Per prima l’organizzatore Francis Buffille ha accolto la scrittrice, Grazia Maria Francese venuta con la sua editrice Piera Rossotti Pogliano, Presidente di “Edizioni Esordienti E-book”.

Grazia Maria Francese, originaria di Novara. è medico di professione. Ma da molti anni si interessa alla storia dell'alto Medioevo italiano. Ha pubblicato finora tre romanzi storici ambientati rispettivamente nel VI, VIII e X secolo. Il titolo del romanzo presentato “Arduhinus” è stato pubblicato nel 2017. Tratta di Arduino d'Ivrea, ultimo sovrano del Regno Italico. Fu veramente un'ombra fosca, come lo definì Carducci? Per quale ragione fu scomunicato e maledetto? La sua figura si staglia, sul volgere dell'anno Mille, in contrasto alla nascente alleanza tra gerarchia ecclesiastica e Sacro Romano Impero. Allora, Novalesa era il luogo ideale per parlare di questo romanzo, lì, vicino ad un’abbazia più che millenaria dove Pipino il Breve e poi Carlo Magno hanno installato il loro accampamento prima di andare a combattere i Longobardi.

Dopo questa presentazione, Francis Buffille ha lanciato la seconda parte del pomeriggio con l’inaugurazione di una mostra di pitture di Luciana Lorella Massarotti, nata a Torino, sempre stata attenta alle forme artistiche. A tredici anni, dipingeva già soggetti figurativi. Non ha frequentato una scuola d’arte; è autodidatta. Il primo quadro a olio, l’ha eseguito a 17 anni; fu l’inizio di un bel e lungo percorso. Sono la curiosità e la voglia di imparare che l’hanno portata a creare, sempre creare. Ha cominciato ad introdursi in parecchie mostre ed a partecipare a collettive a Torino ed in provincia, ed anche a Sestri Levante in provincia di Genova per finire con personali in provincia di Torino. Ma un punto notevole è l’interesse per tecniche diverse e il gusto del rischio utilizzando materiali vari; lavori su tavola, utilizzo di paraffina su tela, o ancora alluminio su masonite. Altre cose che ha ritenuto l’attenzione di Francis Buffille nella sua presentazione dell’artista: sono, nel che ha permesso al pubblico venuto in numero di conversare, di scoprire il libro di Grazia Maria Francese 1986, le sculture a partire da oggetti di ricuperazioni che uno lascia morire ed ai quali lei ha dato una nuova vita integrandoli nell’Arte. Questo rivela la sua visione artistica di tutto quello che la circonda. Ma poi, è stata affascinata dal restauro. Ha imparato la tecnica a calce. Comincia allora una serie di lavori di restauro. Il primo fu nel 1991 con la chiesa di Sangano. Da questo momento, ha-i alternato lavori ex novo e restauri in chiese, ville, castelli privati ed edifici pubblici. Fu un lungo periodo pieno di esperienze e di arricchimenti, con dipinti su tavola, su muro, soffitti e volte, opere di stampo classico: citiamo ancora “Vedute di Torino” a tempera su tela perché è stato un lavoro commissionato da un complesso alberghiero chiamato “Turin” al Cairo in Egitto. La vena artistica non gli ha mai mancata, perché durante tutto questo periodo di lavori di restauro, non ha cessato di fare altre cose, come ex novo, dipinti su tela, su tavola.

In seguito, fu offerto un rinfresco che ha permesso al pubblico venuto in numero di conversare, di scoprire il libro di Grazia Maria Francese e di ammirare la bellissima mostra di Luciana Lorella Massarotto.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 22090 - 1 Giugno 2018

 

 

 

FESTA DEI MUSEI A RACCONIGI

 

FESTA DEI MUSEI A RACCONIGI
Il castello di Racconigi (CN) partecipa alla Festa dei
musei che si terrà il 19 e 20 maggio. Giunta con succes-
so alla terza edizione, coinvolge l’intera rete museale
nazionale con un ricco calendario di eventi. Quest’anno
le iniziative saranno dedicate all’Anno europeo del pa-
trimonio culturale. In occasione della Festa dei musei,
il castello organizzerà oggi e domani la visita tematica
dal titolo “Dalla casa del Re. Cronache, interviste e fo-
tografie” cui si potrà prender parte alle ore 11.30, 15 e
17. La visita prevede un percorso attraverso gli ambien-
ti novecenteschi, dalle camere dei principini agli allog-
gi delle balie fino agli appartamenti del secondo piano,
riflettendo sugli strumenti di divulgazione odierni e su
quelli di cent’anni fa. La residenza reale sarà raccontata
attraverso la lente dei mezzi di comunicazione della
prima metà del ‘900 e di come veicolavano notizie e
immagini del castello di Racconigi e dei suoi abitanti:
cosa si raccontava delle villeggiature estive di Re Vit-
torio Emanuele III e della Regina Elena? In quali occa-
sioni i Savoia aprivano le porte della propria casa a
giornalisti e fotografi? Come conciliano la loro vita pri-
vata con gli obblighi dinastici di pubblica rappresentanza?.
Attività gratuita previo pagamento del biglietto di ingresso (€ 5), salvo riduzioni o esenzioni consultabili
sul sito. E’ consigliata la prenotazione all’indirizzo e-mail: pm-pie.racconigi.sed@beniculturali.it.
Mercoledì 23 maggio, alle ore 16, si potranno seguire le orme degli ebanisti tra le sale del castello di
Racconigi ammirando le raffinate decorazioni a intarsio dei mobili del Gabinetto etrusco, gli arredi da
gioco della Sala del biliardo, la culla della Camera da letto di Maria Adelaide, le consoles dorate e le
poltrone intagliate della Sala del palchetto. Il percorso di visita, dal titolo Interior design al Castello di
Racconigi - Il mobile tra arte e storia, si snoda nei due piani nobili della residenza e attraversa ambienti
progettati da Pelagio Palagi per il Duca di Savoia e Re di Sardegna Carlo Alberto, tra gli anni trenta e
quaranta dell’Ottocento, ai quali lavorarono ebanisti come Gabriele Capello ed Henry Thomas Peters. La
visita tematica alla scoperta dei capolavori di ebanisteria, dei maestri intagliatori e delle loro tecniche,
sarà replicata il 6 e 20 giugno ed il 4 luglio.
Visita tematica gratuita previo pagamento del biglietto di ingresso al Castello (€ 5), salvo riduzioni
esenzioni consultabili sul sito: http://polomusealepiemonte.beniculturali.it/index.php/musei-e-luoghi-
della-cultura/castello-di-racconigi/visita-il-castello-di-racconigi.
Per info e prenotazioni: racconigi.prenotazioni@beniculturali.it.
Le visite tematiche Interior design al Castello di Racconigi - Il mobile tra arte e storia sono organizzate
in occasione della mostra “Genio e Maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Otto-
cento” in corso presso la Reggia di Venaria fino al 15 luglio.

FESTA DEI MUSEI A RACCONIGI 

 

Il castello di Racconigi (CN) partecipa alla Festa dei musei che si terrà il 19 e 20 maggio. Giunta con successo alla terza edizione, coinvolge l’intera rete museale nazionale con un ricco calendario di eventi. Quest’anno le iniziative saranno dedicate all’Anno europeo del patrimonio culturale. In occasione della Festa dei musei, il castello organizzerà oggi e domani la visita tematica dal titolo “Dalla casa del Re. Cronache, interviste e fotografie” cui si potrà prender parte alle ore 11.30, 15 e 17.

festa musei 2018 - Racconigi_LOCANDINA

 La visita prevede un percorso attraverso gli ambienti novecenteschi, dalle camere dei principini agli alloggi delle balie fino agli appartamenti del secondo piano, riflettendo sugli strumenti di divulgazione odierni e su quelli di cent’anni fa. La residenza reale sarà raccontata attraverso la lente dei mezzi di comunicazione della prima metà del ‘900 e di come veicolavano notizie e immagini del castello di Racconigi e dei suoi abitanti: cosa si raccontava delle villeggiature estive di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena? In quali occasioni i Savoia aprivano le porte della propria casa a giornalisti e fotografi? Come conciliano la loro vita privata con gli obblighi dinastici di pubblica rappresentanza?.

Attività gratuita previo pagamento del biglietto di ingresso (€ 5), salvo riduzioni o esenzioni consultabili sul sito. E’ consigliata la prenotazione all’indirizzo e-mail: pm-ie.racconigi.sed@beniculturali.it.

Mercoledì 23 maggio, alle ore 16, si potranno seguire le orme degli ebanisti tra le sale del castello di Racconigi ammirando le raffinate decorazioni a intarsio dei mobili del Gabinetto etrusco, gli arredi da gioco della Sala del biliardo, la culla della Camera da letto di Maria Adelaide, le consoles dorate e le poltrone intagliate della Sala del palchetto. Il percorso di visita, dal titolo Interior design al Castello di Racconigi - Il mobile tra arte e storia, si snoda nei due piani nobili della residenza e attraversa ambienti progettati da Pelagio Palagi per il Duca di Savoia e Re di Sardegna Carlo Alberto, tra gli anni trenta e quaranta dell’Ottocento, ai quali lavorarono ebanisti come Gabriele Capello ed Henry Thomas Peters. La visita tematica alla scoperta dei capolavori di ebanisteria, dei maestri intagliatori e delle loro tecniche, sarà replicata il 6 e 20 giugno ed il 4 luglio.

Visita tematica gratuita previo pagamento del biglietto di ingresso al Castello (€ 5), salvo riduzioni esenzioni consultabili sul sito: http://polomusealepiemonte.beniculturali.it/index.php/musei-e-luoghi-della-cultura/castello-di-racconigi/visita-il-castello-di-racconigi.

Per info e prenotazioni: racconigi.prenotazioni@beniculturali.it.

Le visite tematiche Interior design al Castello di Racconigi - Il mobile tra arte e storia sono organizzate in occasione della mostra “Genio e Maestria. Mobili ed ebanisti alla corte sabauda tra Settecento e Ottocento” in corso presso la Reggia di Venaria fino al 15 luglio.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 22010 - 19 Maggio 2018

 

 

AVIGLIANA (TO) - ESCURSIONE TRA CUORE VERDE, LAGHI E CENTRO STORICO

Il 6 maggio

AVIGLIANA (TO)
ESCURSIONE TRA CUORE VERDE, LAGHI E CENTRO STORICO
Il 6 maggio il CAI Sezione di Torino e il CAI UGET, organizzano, in collaborazione con la Città di
Avigliana, la sottosezione GEB, il Gruppo TAM e Commissione CITAM (Tutela Ambiente Montano), il
CAI sottosezione di Avigliana con l’Intersezionale Valle di Susa e Val Sangone, il Gruppo Cammino
della Città di Avigliana, il FAI – delegazione della Valle di Susa, Pro Natura, l’Ente di Gestione Aree
Protette delle Alpi Cozie, Scuola per Via e Valle di Susa Tesori d’Arte, un’escursione attraverso i sentieri
dei Laghi, della Palude dei Mareschi e collinare.
Punto di ritrovo Lago Piccolo -Area FIPS (“La Zanzara”) alle ore 9.
Percorreremo la sponda ovest del Lago Piccolo (oasi d’incredibile bellezza paesaggistica), attraversando i
piccoli immissari del medesimo (Rii Grosso, Bui, Giacomino e Freddo), supereremo poi il Rio Meana
(istmo fra i laghi), per portarci sul sentiero circumlacuale del Lago Grande (sponda orientale) superando
pontili galleggianti sull’acqua. Dopo essere arrivati alla Baia Grande transiteremo di fronte alla sede avi-
glianese dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie per poi percorrere il sentiero che attra-
versa la Palude dei Mareschi (Area SIC/ZPS, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale)
e il sentiero S501 (CAI 150). Si sale al Monte Capretto, si prosegue per “Pera Piana” (caratteristica for-
mazione rocciosa residuo della glaciazione - rocce montonate), per il “Roc di Pera Piana” (caratteristico
monolito alto 18 m) e si raggiunge la cima delle Rocce Rosse (targa a ricordo di Franco Grottanelli, tavo-
le d’orientamento), si scende all’intaglio o colletto del Culatè, (che collega il Borgo Vecchio col Borgo
Paglierino) e si risale, tramite anche un breve tratto attrezzato (gradini e corrimano), per raggiungere la
cima del Monte Pezzulano con i ruderi del Castello Sabaudo. Successiva discesa e breve visita alle innu-
merevoli bellezze del Centro Storico Medioevale (Borgo Nuovo e Borgo Vecchio), con successivo arrivo
alla Stazione FS di Avigliana.
Quota massima della traversata Monte Capretto, 474 m; quota minima Lago Grande, 352 m.
Tempo di percorrenza ore 5/6 (escluse le soste). Difficoltà E.
Per chi vuole raggiungere Avigliana utilizzando il mezzo pubblico:
Treno in partenza da Torino P.N. alle ore 7:45 arriva ad Avigliana alle 8.13 (ferma in tutte le stazioni)
Treno in partenza da Bussoleno alle 8.19 arriva ad Avigliana alle 8.44 (ferma in tutte le stazioni)
Treno in partenza da Bardonecchia alle 6.48 arriva ad Avigliana alle 7.44 (ferma in tutte le stazioni dell’-
Alta Valle, nella Bassa solo a Bussoleno e a Sant’Antonino).
Con navetta/bus è previsto il trasporto Stazione/Lago Piccolo sia al mattino (per chi ha utilizzato il treno)
sia alla sera (per chi deve andare a riprendere il mezzo privato al costo di € 2.50 per persona e per corsa).
Treni per il rientro a Torino ore 17:45 - 18:45 - 19:45
Treni per il rientro a Bussoleno (che prosegue per Bardonecchia) ore 18:14 – 20:14
Treno per il rientro a Bussoleno (che prosegue per Susa) ore 19:14 (ferma in tutte le stazioni)
Si rammenta che domenica 6 maggio vi è la Fiera di Primavera in Corso Torino e Corso Dora e pertanto
si consiglia di utilizzare i parcheggi dal lato di Corso Laghi.
Sono necessarie le segnalazioni di coloro che intendono usufruire della navetta/bus.
I capi gita saranno: Lodovico Marchisio (AE), Giampiero Salomone (AE), e Maria Tamietti (ASE), con
la collaborazione di Arnaldo Reviglio (delegato ambiente e paesaggio del FAI Valle di Susa e socio del
CAI locale) e di Alberto Rossignoli (CAI - GEB). Info: lodovico.marchisio@gmail.com

AVIGLIANA (TO)

ESCURSIONE TRA CUORE VERDE, LAGHI E CENTRO STORICOtorre dell'orologio e chiesa di san pietro_giovanni falco

Il 6 maggio il CAI Sezione di Torino e il CAI UGET, organizzano, in collaborazione con la Città di Avigliana, la sottosezione GEB, il Gruppo TAM e Commissione CITAM (Tutela Ambiente Montano), il CAI sottosezione di Avigliana con l’Intersezionale Valle di Susa e Val Sangone, il Gruppo Cammino della Città di Avigliana, il FAI – delegazione della Valle di Susa, Pro Natura, l’Ente di Gestione Aree Protette delle Alpi Cozie, Scuola per Via e Valle di Susa Tesori d’Arte, un’escursione attraverso i sentieri dei Laghi, della Palude dei Mareschi e collinare.

Punto di ritrovo Lago Piccolo -Area FIPS (“La Zanzara”) alle ore 9.

Percorreremo la sponda ovest del Lago Piccolo (oasi d’incredibile bellezza paesaggistica), attraversando i piccoli immissari del medesimo (Rii Grosso, Bui, Giacomino e Freddo), supereremo poi il Rio Meana (istmo fra i laghi), per portarci sul sentiero circumlacuale del Lago Grande (sponda orientale) superando pontili galleggianti sull’acqua. Dopo essere arrivati alla Baia Grande transiteremo di fronte alla sede aviglianese dell’Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie per poi percorrere il sentiero che attraversa la Palude dei Mareschi (Area SIC/ZPS, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale) e il sentiero S501 (CAI 150). Si sale al Monte Capretto, si prosegue per “Pera Piana” (caratteristica formazione rocciosa residuo della glaciazione - rocce montonate), per il “Roc di Pera Piana” (caratteristico monolito alto 18 m) e si raggiunge la cima delle Rocce Rosse (targa a ricordo di Franco Grottanelli, tavole d’orientamento), si scende all’intaglio o colletto del Culatè, (che collega il Borgo Vecchio col Borgo Paglierino) e si risale, tramite anche un breve tratto attrezzato (gradini e corrimano), per raggiungere la cima del Monte Pezzulano con i ruderi del Castello Sabaudo. Successiva discesa e breve visita alle innumerevoli bellezze del Centro Storico Medioevale (Borgo Nuovo e Borgo Vecchio), con successivo arrivo alla Stazione FS di Avigliana.

Quota massima della traversata Monte Capretto, 474 m; quota minima Lago Grande, 352 m.

Tempo di percorrenza ore 5/6 (escluse le soste). Difficoltà E.

Per chi vuole raggiungere Avigliana utilizzando il mezzo pubblico:

Treno in partenza da Torino P.N. alle ore 7:45 arriva ad Avigliana alle 8.13 (ferma in tutte le stazioni)

Treno in partenza da Bussoleno alle 8.19 arriva ad Avigliana alle 8.44 (ferma in tutte le stazioni)

Treno in partenza da Bardonecchia alle 6.48 arriva ad Avigliana alle 7.44 (ferma in tutte le stazioni dell’Alta Valle, nella Bassa solo a Bussoleno e a Sant’Antonino).

Con navetta/bus è previsto il trasporto Stazione/Lago Piccolo sia al mattino (per chi ha utilizzato il treno)

sia alla sera (per chi deve andare a riprendere il mezzo privato al costo di € 2.50 per persona e per corsa).

Treni per il rientro a Torino ore 17:45 - 18:45 - 19:45

Treni per il rientro a Bussoleno (che prosegue per Bardonecchia) ore 18:14 – 20:14

Treno per il rientro a Bussoleno (che prosegue per Susa) ore 19:14 (ferma in tutte le stazioni) Si rammenta che domenica 6 maggio vi è la Fiera di Primavera in Corso Torino e Corso Dora e pertanto si consiglia di utilizzare i parcheggi dal lato di Corso Laghi.

Sono necessarie le segnalazioni di coloro che intendono usufruire della navetta/bus.

I capi gita saranno: Lodovico Marchisio (AE), Giampiero Salomone (AE), e Maria Tamietti (ASE), con la collaborazione di Arnaldo Reviglio (delegato ambiente e paesaggio del FAI Valle di Susa e socio del CAI locale) e di Alberto Rossignoli (CAI - GEB). Info: lodovico.marchisio@gmail.com

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21903 - 1 Maggio 2018

 

 

 

In bici : Da Torino alla Reggia di Venaria, patrimonio dell’umanità

 

Domenica 8 aprile in bici

Da Torino alla Reggia di Venaria, patrimonio dell’umanità

 

TORINO - Domenica 8 aprile il Cai di Verbania propone una ciclo escursionistica Torino Reggia di Venaria uno splendido percorso per chi vuole scoprire la città di Torino e i suoi dintorni, e ama farlo andando in bicicletta. Un itinerario cicloturistico leggero e piacevole, dal centro di Torino alla Reggia di Venaria Reale, passando per lo stadio di calcio del Torino e per lo Juventus Stadium, per i parchi Ruffini e Pellerina, fino al parco La Mandria. Il 90% dell’itinerario è su pista ciclabile.

La Reggia di Venaria, in stile barocco, fa parte delle Residenze Sabaude Piemontesi ed è stata dichiaratd dall’Unesco patrimonio dell’umanità; restaurata nel 2007 si estende su una superficie di 80000 metri. Il percorso è di 20 chilometri. (Inform)

 

da:

INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05

ANNO LVII N. 66                                                                                               4 APRLE 2018

 

 

Riaprono i tesori delle Isole Borromee: riparte la stagione turistica del Lago Maggiore

fino al 21 ottobre

e per Villa Pallavicino l’apertura si prolungherà fino al 4 novembre

Riaprono i tesori delle Isole Borromee: riparte la stagione turistica del Lago Maggiore

Dal 23 marzo visite anche nel parco di Villa Pallavicino a Stresa

 

Pubblicato il 23/03/2018
LUCA GEMELLI
STRESA

Al via la stagione turistica di laghi e giardini, anticipata giovedì scorso da Villa Taranto. Palazzo Borromeo all’Isola Bella, i Giardini e la Villa dell’Isola Madre e il Parco di Villa Pallavicino riaprono stamattina alle 9 e stupiranno i visitatori tutti i giorni fino al 21 ottobre, mentre per Villa Pallavicino l’apertura si prolungherà fino al 4 novembre. Molte le novità, innanzitutto dal punto di vista commerciale: proseguendo sulla strada di offrire un’esperienza a 360 gradi, continuano anche per il 2018 le promozioni sulle visite a più proprietà del circuito Borromeo. 

Si potranno acquistare biglietti combinati, da sfruttare in giorni diversi: con 31 euro per gli adulti e 18 euro fino a 15 anni si potrà accedere a tutte le quattro proprietà Borromeo, aggiungendo alle Isole anche Villa Pallavicino e la Rocca di Angera (con il vincolo di visitare Isola Bella e Isola Madre nello stesso giorno).  

 

LEGGI ANCHE - Verbania mette in mostra le camelie del Lago Maggiore  

 

La stagione 2018 si apre con un’iniziativa a favore dei residenti di Stresa: per loro oggi Villa Pallavicino è gratis, basta presentare la carta di identità. «Ringrazio la proprietà Borromeo, che, condividendo una nostra proposta, ha voluto rimarcare in questo modo il profondo legame con Stresa - sottolinea il sindaco Giuseppe Bottini - aprendo le porte di Villa Pallavicino, oggetto di significativi interventi di miglioramento, che entra a far parte così del circuito di eccellenza Borromeo». 

LEGGI ANCHE - Aperto il giardino di Villa Taranto
Bici park al Mottarone

Le novità non si limitano alla parte commerciale: nell’intento di creare un sistema turistico vero e proprio, sono state attivate altre iniziative. Per i più attivi il Mottarone, dopo la neve, diventerà un luogo per fruire della natura, grazie al bike park, un noleggio biciclette in vetta. Sulle Isole Borromee nel periodo invernale sono stati attuati interventi per preservare il patrimonio artistico: così si è proceduto ad un restauro della Cappella sepolcrale dell’Isola Madre e alla manutenzione straordinaria degli stipi della Sala del trono e della Sala della musica e del baldacchino di Napoleone nel Palazzo Borromeo dell’Isola Bella.  

 

 

La novità più grande arriva dalla Rocca di Angera, sulla sponda lombarda, dove nei primi giorni di aprile sarà aperto il quinto corpo di fabbrica del castello, l’ala scaligera, che il Principe Vitaliano Borromeo, rinnovando la passione di famiglia per la cultura, ha deciso di dedicare alla creatività contemporanea.  

Arte contemporanea

Dall’8 aprile al 30 settembre una collettiva di grandi nome dell’arte contemporanea, Giovanni Anselmo, Vanessa Beecroft, Daniel Buren, Sheila Hicks, Anish Kapoor, Giulio Paolini e Ettore Spalletti , proporrà un viaggio nelle forme espressive contemporanee. 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/03/23/edizioni/verbania/riaprono-i-tesori-delle-isole-borromee-riparte-la-stagione-turistica-del-lago-maggiore-Vkd14552WvS5HJlxKeJxyO/pagina.html

 

 

Riaprono i tesori delle Isole Borromee: riparte la stagione turistica del Lago Maggiore

Da oggi visite anche nel parco di Villa Pallavicino a Stresa

 

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Pubblicato il 23/03/2018
LUCA GEMELLI
STRESA

Al via la stagione turistica di laghi e giardini, anticipata giovedì scorso da Villa Taranto. Palazzo Borromeo all’Isola Bella, i Giardini e la Villa dell’Isola Madre e il Parco di Villa Pallavicino riaprono stamattina alle 9 e stupiranno i visitatori tutti i giorni fino al 21 ottobre, mentre per Villa Pallavicino l’apertura si prolungherà fino al 4 novembre. Molte le novità, innanzitutto dal punto di vista commerciale: proseguendo sulla strada di offrire un’esperienza a 360 gradi, continuano anche per il 2018 le promozioni sulle visite a più proprietà del circuito Borromeo.  

 

 

Si potranno acquistare biglietti combinati, da sfruttare in giorni diversi: con 31 euro per gli adulti e 18 euro fino a 15 anni si potrà accedere a tutte le quattro proprietà Borromeo, aggiungendo alle Isole anche Villa Pallavicino e la Rocca di Angera (con il vincolo di visitare Isola Bella e Isola Madre nello stesso giorno).  

 

LEGGI ANCHE - Verbania mette in mostra le camelie del Lago Maggiore  

 

La stagione 2018 si apre con un’iniziativa a favore dei residenti di Stresa: per loro oggi Villa Pallavicino è gratis, basta presentare la carta di identità. «Ringrazio la proprietà Borromeo, che, condividendo una nostra proposta, ha voluto rimarcare in questo modo il profondo legame con Stresa - sottolinea il sindaco Giuseppe Bottini - aprendo le porte di Villa Pallavicino, oggetto di significativi interventi di miglioramento, che entra a far parte così del circuito di eccellenza Borromeo». 

Bici park al Mottarone

Le novità non si limitano alla parte commerciale: nell’intento di creare un sistema turistico vero e proprio, sono state attivate altre iniziative. Per i più attivi il Mottarone, dopo la neve, diventerà un luogo per fruire della natura, grazie al bike park, un noleggio biciclette in vetta. Sulle Isole Borromee nel periodo invernale sono stati attuati interventi per preservare il patrimonio artistico: così si è proceduto ad un restauro della Cappella sepolcrale dell’Isola Madre e alla manutenzione straordinaria degli stipi della Sala del trono e della Sala della musica e del baldacchino di Napoleone nel Palazzo Borromeo dell’Isola Bella.  

 

 

La novità più grande arriva dalla Rocca di Angera, sulla sponda lombarda, dove nei primi giorni di aprile sarà aperto il quinto corpo di fabbrica del castello, l’ala scaligera, che il Principe Vitaliano Borromeo, rinnovando la passione di famiglia per la cultura, ha deciso di dedicare alla creatività contemporanea.  

Arte contemporanea

Dall’8 aprile al 30 settembre una collettiva di grandi nome dell’arte contemporanea, Giovanni Anselmo, Vanessa Beecroft, Daniel Buren, Sheila Hicks, Anish Kapoor, Giulio Paolini e Ettore Spalletti , proporrà un viaggio nelle forme espressive contemporanee. 

S. GIULIANA CELEBRATA A BORGOLAVEZZARO (NO)

S. GIULIANA CELEBRATA A BORGOLAVEZZARO

Juliana of Nicomedia.jpg

La festa liturgica di S. Giuliana è stata celebrata il 18 febbraio, come ogni anno, a Borgolavezzaro (NO).

La solenne concelebrazione è stata presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Severino Poletto, Arcivescovo emerito di Torino e Custode pontificio emerito della Sacra Sindone. La Corale S. Cecilia è stata diretta dal M° Lino Mortarino.

Erano presenti il Sindaco, il Prefetto ed il Presidente della Provincia di Novara, l’On. Giuseppe Vegas, Presidente emerito della Consob, Assessori regionali del Piemonte, Sindaci della Lomellina e della Bassa novarese, altre autorità civili e militari, le delegazioni delle Comunità di Santillana del Mar (Regno di Spagna) e di Frasso Telesino (Benevento)e l’Ordine patriarcale di Sant’Ignazio d’Antiochia.

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La chiesa parrocchiale dei SS. Bartolomeo e Gaudenzio è stata progettata nel 1858 dall'architetto Alessandro Antonelli. In stile neoclassico, ha una sola navata ed è preceduta da un pronao con quattro colonne in granito e capitelli corinzi che sostengono un architrave con timpano. Il campanile risale al seicento.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21495 - 22 Febbraio 2018

 

 

 

VALDIERI (CN): serata con un musicista d’Oc e un falegname e Carnevale Alpino con l’Orso di paglia di segale

 

VALDIERI
Sabato 17 febbraio, al Parco Alpi Marittime, serata con un musicista d’Oc e un falegname
Domenica 18 febbraio, il Carnevale Alpino di Valdieri con l’Orso di paglia di segale
Domenica 18 febbraio, per le strade di Valdieri tornerà a correre l’orso di paglia di segale, indiscusso
protagonista del carnevale locale. Come un fulmine, alle 14.30, irromperà nella piazza del Municipio
dove sorge la fontana di S. Martino, patrono del paese, per una giornata di festa all’insegna della cultura
locale. Ad attenderlo, insieme al pubblico, i Frà, i simpatici e chiassosi Perulìer, la Quaresima, i domato-
ri, la corale Ciantùr d’ Vudier e i Jouvarmoni (giovani musicisti locali guidati da Silvio Peron) con i loro
organetti. L’orso arriverà correndo tra la gente e, correndo, fuggirà per le strade del centro storico per
evitare l’acquasanta dei frati (i Frà) esorcisti e soprattutto i domatori che vogliono catturarlo.
Una rappresentazione che, seppur con modalità diverse, era diffusa in molte comunità rurali europee e le
cui origini si perdono nella notte dei tempi. In Valle Gesso, l’antica tradizione venne con un provvedi-
mento della questura di Cuneo del 28 gennaio 1931, perché a quei tempi le rappresentazioni carnevale-
sche non erano troppo apprezzate. Ma nel 2003, nell’ambito delle ricerche e interviste condotte dall’Ar-
chivio della Teatralità Popolare su incarico del Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte un anziano
del paese, Bernardo Giraudo, detto “Din del papa”, racconta della rappresentazione che aveva vissuto da
bambino e, nel Carnevale del 2006, si presta a interpretare il mitico orso di paglia di segale di Valdieri
che da allora ritorna puntualmente ogni anno la domenica dopo il mercoledì delle Ceneri.
“La figura dell’orso - spiega Nicoletta Nicoletti, ricercatrice dell’Archivio - celebra il ritorno della prima-
vera e l’inizio di un nuovo ciclo riproduttivo. Nell’immaginario popolare l’orso è il simbolo della forza
fisica e sessuale, inoltre gli viene attribuita l’abilità di prevedere il tempo meteorologico, aspetto di fon-
damentale importanza nella società agricola. Il tentativo di addomesticare l’animale selvatico rappresenta
un tentativo di appropriarsi dei suoi saperi e, forse, dei suoi poteri”. L’orso, dopo aver corso all’impazza-
ta per il centro storico, tornerà in piazza del Municipio per incontrare la bella Quaresima, l’unica capace
di ammansirlo e di porre fine alle sue mattane. Balleranno insieme e l’orso “spaventoso” divenuto docile
sarà catturato e messo al rogo. Le fiamme alte in cielo con il loro calore e crepitio che si diffonderanno
sulla piazza faranno pregustare al pubblico che “L’inverno sta finendo e la primavera è vicina!”.
La festa, dopo il sacrificio dell’orso, continua con balli occitani, la merenda ed il gioco per bambini l’ago
nel pagliaio. La domenica pomeriggio, momento centrale del carnevale, è accompagnata da una serie di
eventi legati al territorio.
Sabato sera e poi anche a pranzo e a cena della domenica i ristoranti della Valle Gesso (elenco di quelli
aderenti all’iniziativa su alpimarittime.it) proporranno speciali menù per far gustare piatti e prelibatezze
locali. Sabato 17, alle 21, nella sede del Parco, inedita serata “Lu sunadur e lu mis da bosc” con il musici-
sta Silvio Peron e il falegname-artista Paolo Giraudo per conoscere la storia degli strumenti a mantice e le
modalità costruttive. Nelle due giornate di festa saranno aperti i musei della Valle Gesso, custodi di tradi-
zioni, strutture di intrattenimento e di informazione.
Per chi ama camminare con le ciastre, domenica mattina, a Sant’Anna di Valdieri, sono in programma
un’escursione gratuita con aperitivo offerto e un laboratorio per bambini a Valdieri.
La manifestazione è organizzata da: Aree Protette Alpi Marittime, Ecomuseo della Segale, Comune di
Valdieri, associazioni Ma.n.i.a., Ecoturismo in Marittime, coop. Montagne del Mare, Ciantùr d’Vudier,
Proloco di Valdieri, comunità locale ed esercenti.

VALDIERI

Sabato 17 febbraio:

al Parco Alpi Marittime, serata con un musicista d’Oc e un falegname

Domenica 18 febbraio:

il Carnevale Alpino di Valdieri con l’Orso di paglia di segale

Domenica 18 febbraio, per le strade di Valdieri tornerà a correre l’orso di paglia di segale, indiscusso protagonista del carnevale locale. Come un fulmine, alle 14.30, irromperà nella piazza del Municipio dove sorge la fontana di S. Martino, patrono del paese, per una giornata di festa all’insegna della cultura

locale. Ad attenderlo, insieme al pubblico, i Frà, i simpatici e chiassosi Perulìer, la Quaresima, i domatori, la corale Ciantùr d’ Vudier e i Jouvarmoni (giovani musicisti locali guidati da Silvio Peron) con i loro organetti. L’orso arriverà correndo tra la gente e, correndo, fuggirà per le strade del centro storico per evitare l’acquasanta dei frati (i Frà) esorcisti e soprattutto i domatori che vogliono catturarlo.

Una rappresentazione che, seppur con modalità diverse, era diffusa in molte comunità rurali europee e le cui origini si perdono nella notte dei tempi. In Valle Gesso, l’antica tradizione venne con un provvedimento della questura di Cuneo del 28 gennaio 1931, perché a quei tempi le rappresentazioni carnevalesche non erano troppo apprezzate. Ma nel 2003, nell’ambito delle ricerche e interviste condotte dall’Archivio della Teatralità Popolare su incarico del Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte un anziano del paese, Bernardo Giraudo, detto “Din del papa”, racconta della rappresentazione che aveva vissuto da bambino e, nel Carnevale del 2006, si presta a interpretare il mitico orso di paglia di segale di Valdieri che da allora ritorna puntualmente ogni anno la domenica dopo il mercoledì delle Ceneri.

“La figura dell’orso - spiega Nicoletta Nicoletti, ricercatrice dell’Archivio - celebra il ritorno della primavera e l’inizio di un nuovo ciclo riproduttivo. Nell’immaginario popolare l’orso è il simbolo della forza fisica e sessuale, inoltre gli viene attribuita l’abilità di prevedere il tempo meteorologico, aspetto di fondamentale importanza nella società agricola. Il tentativo di addomesticare l’animale selvatico rappresenta un tentativo di appropriarsi dei suoi saperi e, forse, dei suoi poteri”. L’orso, dopo aver corso all’impazzata per il centro storico, tornerà in piazza del Municipio per incontrare la bella Quaresima, l’unica capace di ammansirlo e di porre fine alle sue mattane. Balleranno insieme e l’orso “spaventoso” divenuto docile sarà catturato e messo al rogo. Le fiamme alte in cielo con il loro calore e crepitio che si diffonderanno sulla piazza faranno pregustare al pubblico che “L’inverno sta finendo e la primavera è vicina!”.

La festa, dopo il sacrificio dell’orso, continua con balli occitani, la merenda ed il gioco per bambini l’ago nel pagliaio. La domenica pomeriggio, momento centrale del carnevale, è accompagnata da una serie di eventi legati al territorio.

Sabato sera e poi anche a pranzo e a cena della domenica i ristoranti della Valle Gesso (elenco di quelli aderenti all’iniziativa su alpimarittime.it) proporranno speciali menù per far gustare piatti e prelibatezze locali. Sabato 17, alle 21, nella sede del Parco, inedita serata “Lu sunadur e lu mis da bosc” con il musicista Silvio Peron e il falegname-artista Paolo Giraudo per conoscere la storia degli strumenti a mantice e le modalità costruttive. Nelle due giornate di festa saranno aperti i musei della Valle Gesso, custodi di tradizioni, strutture di intrattenimento e di informazione.

Per chi ama camminare con le ciastre, domenica mattina, a Sant’Anna di Valdieri, sono in programma un’escursione gratuita con aperitivo offerto e un laboratorio per bambini a Valdieri.

La manifestazione è organizzata da: Aree Protette Alpi Marittime, Ecomuseo della Segale, Comune di Valdieri, associazioni Ma.n.i.a., Ecoturismo in Marittime, coop. Montagne del Mare, Ciantùr d’Vudier, Proloco di Valdieri, comunità locale ed esercenti.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © R

eg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 21453 - 15 Febbraio 2018

 

 

La fotografia delle montagne piemontesi nel Rapporto 2017

La fotografia delle montagne piemontesinel Rapporto 2017Resultado de imagem para La fotografia delle montagne piemontesi nel Rapporto 2017Il Rapporto Montagne Italia 2017, la fotografia delle aree montane del Paese è stato presentato al Circolo dei lettori di Torino, insieme al Rapporto Piccoli Comuni e tipicità, edito da Coldiretti e Fondazione Symbola. Centinaia di numeri, dati, carte, analisi che dimostrano la straordinaria vitalità delle aree interne del Paese, dei borghi, dei territori montani, a cominciare dalla nostra regione. Dall’analisi del Rapporto risulta che valgono 8 miliardi di euro i servizi ecosistemiciambientali prodotti in Piemonte, più del reddito regionale, valore che è stato definito dalla Fondazione Montagne Italia assieme a Uncem e Caire (Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia) Questi servizi comprendono ad esempio l'approvvigionamento idrico e la purificazione dell'aria, il riciclo naturale dei rifiuti, la formazione del suolo, la manutenzione dei versanti, l'impollinazione e molti altri meccanismi regolatori naturali, ma anche fissazione del carbonio delle foreste di proprietà demaniale e collettiva, Tra i dati del Rapporto 2017 in Piemonte non emerge solo il grande valore dei servizi ecosistemici-ambientali prodotti nei territori agricoli, montani, nelle aree interne, ma tra i numeri più significativi ci sono quelli del volontariato: i territori montani sono più virtuosi con 129,6 volontari per 1000 residenti nei Comuni montani contro 96,9 in tutti i Comuni della Regione. Il terzo settore, è anima ed eccellenza delle aree interne, va incoraggiato e deve essere profondamente legato al lavoro degli Enti locali, Comuni e Unioni montane, oltre che delle imprese. Altro dato da rilevare è il tasso di occupazione femminile superiore alle medie nazionali e largamente diffuso nell'arco alpino. A fronte di una media nazionale di occupazione femminile del 41,8% nell'arco alpino si registra una percentuale del 45,6%. Dalle schede emerge che i territori montani sono virtuosi anche nella gestione dei rifiuti. A fronte dei 486,7 kg pro capite di rifiuti differenziati prodotti annualmente dalla media italiana, le montagne alpine registrano una produzione media di 464,9 kg e l'Appennino addirittura 428,4 kg. Rispetto ad una media nazionale di 255,8 kg pro capite annuo di rifiuti indifferenziati, le aree alpine scendono ad un livello di 193,0 Kg e gli Appennini a 248,2 kg. L’assessore regionale all’Agricoltura è intervenuto dichiarando che la Regione si sta impegnando nel sostenere l’associazionismo fondiario, mentre l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo ha raccontato di aver scoperto nelle vallate piemontesi, nelle zone cosiddette preturistiche, molte esperienze interessanti da un punto di vista imprenditoriale, fatte dai giovani, veri e propri incubatori d’impresa.. Ha poi aggiunto che dal punto di vista turistico la montagna e i piccoli borghi sono un’opportunità purché si mantenga la storia della regione, che diventa un veicolo importante di cultura, di artigianato, di enogastronomia. (da)

Resultado de imagem para La fotografia delle montagne piemontesi nel Rapporto 2017

 

da: http://www.regione.piemonte.it/repository/pnews/newsletter/2018/4.pdf

 

 

Treno o bus: raggiungere Bardonecchia è ancora più facile e conveniente

Treno o bus: raggiungere Bardonecchia è ancora più facile e conveniente

Due pacchetti, skipass incluso, dalla città alle piste da sci

 

Pubblicato il 03/02/2018
CHIARA TODESCO

Niente auto ma treno o bus e sci in spalla: così è più semplice ma soprattutto conveniente. Oggi raggiungere le piste di Bardonecchia coi mezzi ha i suoi vantaggi. Due in particolare le convenzioni da sfruttare. Trenitalia, che serve la tratta Torino-Bardonecchia con diciotto treni regionali giornalieri, offre ai suoi clienti sconti e agevolazioni non solo sul viaggio. Intanto i bambini viaggiano gratis fino a 4 anni, i ragazzi fino ai 12 anni non compiuti hanno diritto al 50% di sconto.  

 

E poi dal lunedì al venerdì fino al 13 aprile (escluso il periodo 12-18 febbraio) si potrà acquistare lo skipass con uno sconto di 10 euro. Ma ci sono sconti anche sulle lezioni di sci: le lezioni di gruppo, fino a dieci persone, nella scuola di sci e snowboard Bfoxes, fino al 30 aprile costeranno come una lezione singola e sarà applicato anche uno sconto del 20% sul noleggio dell’attrezzatura nei centri di noleggio convenzionati. 

 

Inoltre, dall’11 marzo al 13 aprile ci sono grandi vantaggi anche sui pacchetti vacanza: sette notti in mezza pensione, skipass valido sei giorni e una cena al rifugio saranno acquistabili online su www.bardonecchiabooking.com , con uno sconto di 120 euro (ovvero 457 euro anziché 577) contestualmente al biglietto del treno. 

 

Per avere diritto alle agevolazioni basta presentare il biglietto o l’abbonamento regionale validi per raggiungere Bardonecchia.  

 

Chi invece arriva da più lontano e preferisce il bus può approfittare di questo pacchetto molto conveniente: si chiama Snowbus Bardonecchia ed è valido tutti i sabato e domenica fino al 25 marzo. Comprende viaggio a/r in bus da Milano, Genova, Novara o Alessandria fino a Bardonecchia, skipass giornaliero, sconti per la colazione, il pranzo e le consumazioni negli chalet sulle piste e convenzioni per il noleggio attrezzatura e per le lezioni sci o snowboard. Tutto a partire da 49 euro,  

Info www.snowbusbardonecchia.it 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/02/03/societa/montagna/turismo/treno-o-bus-raggiungere-bardonecchia-ancora-pi-facile-e-conveniente-qTuQGi1xsWqCltSSEyAvSL/pagina.html

 

 

Cuneo, una cappella davvero particolare

Cuneo, una cappella davvero particolare

Per molti è la chiesa più colorata del mondo: è la Cappella delle Grazie in località La Morra
Pubblicato il 10/01/2018
Ultima modifica il 10/01/2018 alle ore 05:00
FLAMINIA GIURATO (NEXTA)

C’è un luogo davvero particolare vicino La Morra, pittoresco borgo in provincia di Cuneo. In località Brunate si trova quella che era conosciuta come la Cappella della Madonna delle Grazie, ora chiamata Cappella del Barolo. Si tratta di una piccola chiesa, mai stata consacrata, costruita per volontà di un facoltoso contadino nel 1914 come riparo per chi lavorava nelle vigne circostanti in caso di temporali o grandinate. Nel 1970 la cappella venne acquistata dalla famiglia Ceretto insieme a 6 ettari del vigneto di Brunate. Dopo anni di abbandono in cui era ridotta un rudere oggi si può a ben ragione definire come una delle attrazioni più celebri di tutto il territorio. 

Cuneo: cosa vedere a La Morra La sua fama ha scavalcato anche i confini internazionali nel 1999 quando la piccola struttura è diventata uno degli edifici più colorati del mondo. E’ stata infatti reinterpretata grazie agli interventi di David Tremlett, artista inglese che si è occupato delle decorazioni interne, calde e serene, e dell’americano Sol Lewitt che ha dotato l’esterno di un’accesa policromia trasformando la facciata in un colpo d’occhio giocoso e vivace. Si possono infatti ammirare moduli geometrici dalle tinte molto accese: viola, arancione, giallo, verde e rosso, il cui motivo ondulato rimanda ai dolci pendii collinari. Alla vivacità cromatica dell’esterno si contrappone l’atmosfera più raccolta dell’interno, con tinte smorzate nei colori bruni della terra ad occupare le pareti, il pavimento in marmo e le finestre ovali chiuse da vetrate di Murano. L’edificio, dotato di una nuova vita, ospita spetto eventi culturali e rassegne.

Il tutto incorniciato della colline ondulate che rendono caratteristica questa parte della campagna piemontese. I vigneti offrono il prezioso oro rosso donando il Barolo, vino prelibato vanto dell’economia e del turismo locale. E’ questa deliziosa bevanda, accompagnata dalle eccezionali ricette gastronomiche che rivisitano i sapori tipici della zona, a fare di La Morra una terra accogliente e genuina, pronta per essere scoperta grazie non solo al Barolo ma anche alle attrazioni storico artistiche. Al di là della Cappella della Madonna delle Grazie, infatti, ad attrarre il visitatore ci sono anche il Castello, la Torre Campanaria, Palazzo dei Marchesi di Barolo, la chiesa parrocchiale dedicata a San Martino, la Confraternita di San Sebastiano, la chiesetta di Santa Brigida e la parrocchiale di Santa Maria in Plaustra. Il Museo Ratti dei Vini di Alba trova sede nell’ex convento della Santissima Annunziata.

©CERRETTO.COM

Veduta della Cappella del Barolo con la neve

 

 

da: http://www.lastampa.it/2018/01/10/societa/viaggi/italia/cuneo-una-cappella-davvero-particolare-RS6fthsE6sbNwuAIx2guuN/pagina.html

 

 

A Settimo Vittone (Torino): La Battaglia delle capre

 

Il 16 dicembre

A Settimo Vittone (Torino) “La Battaglia delle capre”

 

TORINO - Sabato 16 dicembre Settimo Vittone (Torino) dedica un'intera giornata alla tradizione dell'allevamento ovino-caprino, proponendo ai visitatori, dalle ore 9 alle 12, la Mustra dij Buc ovvero i becchi (caproni) di tutti i colori e per tutti i gusti, di razze e varietà diverse, che gareggeranno in concorso suddivisi per categorie di peso e di età.

L'associazione turistica Pro Loco Settimese, che organizza l'evento in collaborazione con gli allevatori del territorio, allestirà il pranzo e la cena. Nel pomeriggio, dalle ore 13 alle 18, gli stessi caproni gareggeranno anche in duello, nella spettacolare "Bataja dij Crave", da cui emergerà il campione annuale. (Inform)

 

da: INFORM - INFORMAZIONI DEL GIORNO  AGENZIA QUOTIDIANA

 

EDITRICE INFORM-IDG Srl - Via della Marranella, 23 -  00176 ROMA  - Tel.. 339.357.8989 - Tel./Fax  06.244.161.05

ANNO LVI N. 240                                                                        14 DICEMBRE 2017

 

 

A Ceresole Reale la festa per i 95 anni del Parco del Gran Paradiso

 

A Ceresole Reale la festa per i 95 anni del Parco del Gran Paradiso

Festa per i 95 anni del Parco Nazionale del Gran Paradiso e i 70 dei Guardaparco

Doppio compleanno per il Parco Nazionale del Gran Paradiso, che questo fine settimana si prepara a festeggiare due importanti traguardi: i 95 anni dalla nascita del Parco e i 70 di istituzione del Corpo di Sorveglianza, formato dai Guardaparco, eredi diretti delle Guardie della Riserva Reale di caccia dei Savoia in servizio fino al 1922. Per celebrare le ricorrenze, il Parco ha in programma una due giorni ricca di eventi: l’8 e 9 dicembre a Ceresole Reale, cuore del versante piemontese del Parco, i visitatori potranno seguire i Guardaparco nel corso delle loro attività, degustare i prodotti a Marchio di Qualità e vedere in anteprima il nuovo filmato dedicato alla Sorveglianza del Parco.

      

da: http://www.regione.piemonte.it/repository/pnews/newsletter/2017/42.pdf

 

        

GRAZIE A RE VITTORIO EMANUELE III FU CREATO IL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADIS

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GRAZIE A RE VITTORIO EMANUELE III
FU CREATO IL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO
Compie 95 anni il Parco nazionale del Gran
Paradiso, territorio alpino di 70mila ettari tra
Piemonte e Valle d’Aosta, che racchiude vallate
e cime montagnose di una bellezza struggente. È
una delle più importanti riserve faunistiche ita-
liane con 2.400 stambecchi - simboli del Parco -
e 8mila camosci, nata come riserva di caccia nel
1856 per volere del Duca di Savoia e Re di Sar-
degna Vittorio Emanuele II che, per impedire
l’estinzione dello stambecco, vi introdusse la
figura del guardiacaccia. Tra il 1860 e il 1900 vi
furono tracciati 325 km di mulattiere e sentieri, ancora oggi percorsi dai nume-
rosi escursionisti che frequentano il Parco del Gran Paradiso. Fu Re Vittorio
Emanuele III a donare al Regno d’Italia la riserva di caccia per crearvi un par-
co nazionale, istituito il 3 dicembre
1922 come prima area protetta italia-
na. Per raccontare la sua storia e le
sue tradizioni alpine, per valorizzare
e festeggiare la sua straordinaria na-
tura sono stati organizzati spettacoli,
eventi, manifestazioni artistiche, con-
corsi fotografici, convegni, escursio-
ni, festival ed attività didattiche.

GRAZIE A RE VITTORIO EMANUELE III

FU CREATO IL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO

Compie 95 anni il Parco nazionale del Gran Paradiso, territorio alpino di 70mila ettari tra Piemonte e Valle d’Aosta, che racchiude vallate e cime montagnose di una bellezza struggente.

È una delle più importanti riserve faunistiche italiane con 2.400 stambecchi - simboli del Parco - e 8mila camosci, nata come riserva di caccia nel 1856 per volere del Duca di Savoia e Re di Sardegna Vittorio Emanuele II che, per impedire l’estinzione dello stambecco, vi introdusse la figura del guardiacaccia.

Tra il 1860 e il 1900 vi furono tracciati 325 km di mulattiere e sentieri, ancora oggi percorsi dai numerosi escursionisti che frequentano il Parco del Gran Paradiso.

Vittorio Emanuele III (c. 1924-1934).jpgFu Re Vittorio Emanuele III a donare al Regno d’Italia la riserva di caccia per crearvi un parco nazionale, istituito il 3 dicembre 1922 come prima area protetta italiana. Per raccontare la sua storia e le sue tradizioni alpine, per valorizzare e festeggiare la sua straordinaria natura sono stati organizzati spettacoli, eventi, manifestazioni artistiche, concorsi fotografici, convegni, escursioni, festival ed attività didattiche.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20996 - 3 Dicembre 2017

 

 

Quel Piemonte che ha fatto la storia su due ruote

Quel Piemonte che ha fatto la storia su due ruote

Era il 1867 quando l’imprenditore Carlo Michel tornò dalla visita all’Expo di Parigi con un velocipede Michaux: gli alessandrini ne rimasero folgorati, era la prima bicicletta in Italia

Nella foto di Federica Castellana Giorgio Annone di LineLab che ha curato l’allestimento del museo «Acdb»

Pubblicato il 28/11/2017
VALENTINA FREZZATO
ALESSANDRIA

Era il 1867 quando l’imprenditore Carlo Michel tornò dalla visita all’Expo di Parigi con un velocipede Michaux. Gli alessandrini ne rimasero folgorati. Era il primo mezzo con due ruote e un manubrio, che andava a pedali, a entrare in Italia. E successe in provincia di Alessandria. dove ancor oggi ci sono persone e luoghi «dentro» al mondo della bicicletta. Un insieme di officine, fabbriche, negozi e grandi campioni che hanno fatto parte della storia del Piemonte, dell’Italia e del mondo.  

 

C’è la riscoperta di questa storia che inizia 150 anni fa alla base del progetto del nuovo Museo che verrà inaugurato giovedì ad Alessandria: è «Acdb - Alessandria Città delle biciclette», «figlio» di una mostra chiusa il 10 luglio 2016 con strascichi di complimenti e di: «Riapritela». L’aveva organizzata la Camera di commercio, dopo mesi di studi e ricerche. E sempre l’ente ha deciso, il 4 luglio di quest’anno, di trasformare quell’esperienza da temporanea in permanente. Nello stesso Palazzo, quello che si chiama Monferrato, in pieno centro ad Alessandria (via San Lorenzo).  

«Nelle sale - spiegano Roberto Livraghi e Gian Paolo Coscia, segretario e presidente della Camera -, si pedala a ritroso nella vita delle due ruote e si riscopre un numero importante di “paternità” di questa orgogliosa provincia piemontese, luogo dal quale sono partite tante storie a pedali e di successo. Sono testimonianze del nostro territorio e dei valori di questi luoghi da sempre “dediti” alla bicicletta».  

 

L’idea principale, quindi, è la ricostruzione del ruolo rivestito dalla provincia di Alessandria (la città stessa, Novi, Castellania, Pozzolo Formigaro) nella storia dell’industria della bicicletta, del giornalismo sportivo e del ciclismo. Con una carrellata di personaggi e racconti affascinanti: da Carlo Michel a Giovanni Maino, dalle Borsaline (le operaie di Borsalino che andavano in fabbrica pedalando) al Circolo Velocipedisti Alessandrino (il Cva, appena ricostituito), dalla rivalità tra il tortonese Giovanni «Manina» Cuniolo e l’astigiano Giovanni «Diavolo Rosso» Gerbi, fino alle vicende di campionissimi come Costante Girardengo e Fausto Coppi. E si parla anche dell’idea di Eliso Rivera, avvocato di Masio fra i fondatori della Gazzetta dello Sport.  

 

«Acdb» è diviso in aree tematiche e al suo interno si scopre anche la singolare nascita del quartiere Pista, chiamato così proprio perché c’era una pista per velocipedi, inaugurata nel 1890 e attiva per circa quindici anni; si potrà entrare nella fabbrica Maino, quella fondata nel 1896 e diventata punto di riferimento per sportivi e appassionati. Altre piccole storie imprenditoriali: Montù e Castagneri, Pizzorno, Amerio, Gerbi, Quattrocchio, Girardengo, Validior, Peloso, Verde, Fossati, Welter, Torielli, per arrivare ai due grandi marchi di Novi legati a Bartali e Coppi, rispettivamente Santamaria e Fiorelli. Un ruolo particolare nel Museo lo ricoprono due artigiani della bicicletta, gli alessandrini GiuseppeDottino Giovanni Meazzo, che hanno partecipato attivamente a studi e realizzazione. Si raccontano anche le storie degli «angeli di Coppi», cioè Andrea «Sandrino» Carrea e Ettore Milano, e della indimenticabile «maglia nera» Luigi Malabrocca.  

 

Il Museo sarà inaugurato giovedì alle 18; sarà presente anche Giorgio Annone di LineLab, che ha curato l’allestimento prevedendo un’area dedicata a video e foto d’epoca donate dagli alessandrini e una parte per le «new entry», cioè i prestiti occasionali che arricchiranno il Museo nei prossimi mesi e anni

 

da: http://www.lastampa.it/2017/11/28/edizioni/alessandria/quel-piemonte-che-ha-fatto-la-storia-su-due-ruote-4jXxgTlQ4GRipRK2ZXAc9J/pagina.html

 

 

Sagra del cardo gobbo

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 Sagra del cardo gobbo

Il 21 e 22 ottobre ad Incisa Scapaccino torna la sagra del “cardo gobbo”.Panorama Incisa2.jpg

Il cardo gobbo è così definito perché viene parzialmente sotterrato, così da costringerlo a curvarsi verso l’alto per cercare luce assumendo la caratteristica forma.

Alla 44° edizione, il vegetale è protagonista della fiera enogastronomica accompagnato dalla bagna cauda e dal vino rosso Barbera, offerto dai produttori locali.

 

da: PIEMONTE NEWSLETTER N.35 del 20 ottobre 2017

 

 

Castagnata a Oropa in occasione del Foliage autunnale

 

Castagnata a Oropa in occasione del Foliage autunnale


Castagnata e mercatino degli hobbisti
Sapori d'autunno e passeggiate nei colori del foliage

DOMENICA 15 OTTOBRE
CASTAGNATA E MERCATINO DEGLI HOBBISTI

Con l'autunno, le foglie si tingono di colori straordinari e le montagne si accendono di rosso, giallo e arancio. Per scaldare il cuore quando arrivano primi freddi, le caldarroste e il vin brulé vi aspettano al Santuario di Oropa!Scopri il programma della giornata
 
DOMENICA 22 OTTOBRE
FOLIAGE: I COLORI DELL'AUTUNNO IN VALLE OROPA

Ore 15,00 - Foliage al Giardino, visita guidata al Giardino Botanico ed ai suoi dintorni.
Come la natura si prepara all'autunno.
Al termine, la Tisana delle quattro
Info: Giardino Botanico Tel.015.2523058
 
 
OTTOBRE E NOVEMBRE
SAPORI D'AUTUNNO

Dal mese di ottobre è possibile assaporare l'autunno nei ristoranti di Oropa, che propongono, oltre alla famosa polenta concia, i menù della tradizione con i prodotti tipici di questa stagione, dai funghi alle castagne.Informazioni e menù
DOMENICA 22 OTTOBRE
I POLESANI NEL MONDO A OROPA

Domenica 22 ottobre nella Basilica Antica del Santuario di Oropa, i Polesani nel Mondo si ritroveranno ad Oropa. Il rettore don Michele Berchi celebrerà la S. Messa delle ore 10.30. Tutti i Polesani sono invitati a partecipare
Castagnata
 
 
Passeggiata tra i colori dell'autunno
Tagliolini ai funghi
 
 

 

Lo Chevalier Errant e il castello della Manta: un rapporto interrotto

 

mercoledì 11 ottobre 2017, 14:02

Lo Chevalier Errant e il castello della Manta: un rapporto interrotto

Affreschi del castello della Manta - Giorgio Majno

Venerdì 13 ottobre: visita agli affreschi della sala baronale del castello Fai e conferenza del prof Marco Piccat. Ultimo appuntamento del gruppo Fai Saluzzo Fai

Il terzo e ultimo appuntamento dell’ iniziativa “Fai conoscere il Marchesato di Saluzzo” promossa  dal gruppo Fai di Saluzzo, riservata ai soci del Fondo Ambiente italiano, è al Castello della  Manta, venerdì 13 ottobre per conoscere più da vicino  gli affreschi della Sala Baronale e il loro rapporto con lo Chevalier Errant  del marchese Tommaso III. Evento a contributo: 5 euro. 70 posti. E’ possibile iscriversi alla Fondazione Fondo Ambiente Italiano in  loco prima dell’incontro. Prenotazioni sul sito www.faiprenotazioni.it

Interverrà il professor Marco Piccat, professore eminente dell’Università di Trieste sul tema delle  miniature del Livre du Chevalier  Errant parigino che  raccontano la storia del viaggio allegorico del marchese di Saluzzo e molto altro. “Ci parlano dei suoi costumi, della sua vita e dei suoi interessi, Insieme aprono i nostri occhi a comprendere il clima culturale della Parigi di inizio 400. Le botteghe dei miniaturisti si stavano allora impegnando per rispondere alle richieste degli autori più quotati alla corte di Carlo VI e, prima fra tutti, della stessa Christine de Pisan.

La scelta effettuata da Tommaso III per l'illustrazione del suo volume decretò la grande successiva fortuna del giovane illustratore Arco".

Programma: ore 16,30 – visita alla  sala degli affreschi del Castello della Manta. Ore 17 – presentazione Fai a cura di Anna Maria Parola. Ore 17,10: “ Le miniature del Livre du Chevalier Errant” relatore  Marco Piccat.

 

 Rs

 

da: http://www.targatocn.it/2017/10/11/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/lo-chevalier-errant-e-il-castello-della-manta-un-rapporto-interrotto.html

 

 

CON LA FAMIGLIA NEL SITO ARCHEOLOGICO DI BENE VAGIENNA

Domenica 8 ottobre

CON LA FAMIGLIA NEL SITO ARCHEOLOGICO DI BENE VAGIENNA
Domenica 8 ottobre per la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo (F@MU), la Soprintendenza
abap-al, in collaborazione con il Comune di Bene Vagienna ed Archea, organizza al Museo Archeologico
di Bene Vagienna (MAB), la scoperta delle origini di Augusta Bagiennorum, disegnando la storia insie-
me ad Augustina e Giulio, i protagonisti della storia a fumetti ambientata nella colonia romana.
I laboratori didattici destinati ai bambini dai 4 ai 9 anni saranno preceduti da visite guidate alle sale del
museo a cura degli archeologi della Soprintendenza. Alle ore 10.30 e 15 visita guidata per tutta la fami-
glia mentre alle ore 11 e 15.30 laboratori didattici per tutti (durata 45 min. circa). I piccoli di età compre-
sa tra i 4 e i 6 anni (si consiglia la presenza di almeno uno dei genitori) potranno conoscere Augusta
Bagiennorum completando il fumetto. I bambini dai 7 ai 9 anni potranno “riscrivere” la storia con l’aiuto
di Augustina e Giulio. Saranno inoltre disponibili i giochi virtuali Augusta VR per scoprire e ricostruire
l`antica colonia romana, Musicus per divertirsi suonando gli strumenti musicali romani, e Vestimenta per
abbigliarsi alla moda degli antichi.
Info: Dott. Debora Rocchietti - deborah.rocchietti@beniculturali.it

CON LA FAMIGLIA NEL SITO ARCHEOLOGICO DI BENE VAGIENNA

Museo Archeologico di Bene Vagienna

Domenica 8 ottobre per la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo (F@MU), la Soprintendenza abap-al, in collaborazione con il Comune di Bene Vagienna ed Archea, organizza al Museo Archeologico di Bene Vagienna (MAB), la scoperta delle origini di Augusta Bagiennorum, disegnando la storia insieme ad Augustina e Giulio, i protagonisti della storia a fumetti ambientata nella colonia romana.

I laboratori didattici destinati ai bambini dai 4 ai 9 anni saranno preceduti da visite guidate alle sale del museo a cura degli archeologi della Soprintendenza. Alle ore 10.30 e 15 visita guidata per tutta la famiglia mentre alle ore 11 e 15.30 laboratori didattici per tutti (durata 45 min. circa). I piccoli di età compresa tra i 4 e i 6 anni (si consiglia la presenza di almeno uno dei genitori) potranno conoscere Augusta Bagiennorum completando il fumetto. I bambini dai 7 ai 9 anni potranno “riscrivere” la storia con l’aiuto di Augustina e Giulio. Saranno inoltre disponibili i giochi virtuali Augusta VR per scoprire e ricostruire l`antica colonia romana, Musicus per divertirsi suonando gli strumenti musicali romani, e Vestimenta per abbigliarsi alla moda degli antichi.

Info: Dott. Debora Rocchietti - deborah.rocchietti@beniculturali.it

 

da:

 

 

 

GIARDINO BOTANICO VALDIERIA

GIARDINO BOTANICO “VALDIERIA”

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Il giardino botanico Valderia si trova a Terme
di Valdieri, in alta Valle Gesso, proprio nel cuo-
re delle Alpi Marittime. Valderia deve il suo no-
me alla Viola valderia, un endemismo scoperto
nel 1780 dal botanico Carlo Allioni sul greto del
torrente Gesso, precisamente dove oggi sorge il
giardino. Il luogo, per il suo clima fresco e om-
broso e per la ricchezza di vegetazione spontane-
a, era stato attrezzato con sentieri e vialetti già
nell'Ottocento: era il Giardino degli Inglesi, me-
ta di rilassanti passeggiate per gli ospiti del vici-
no stabilimento termale. Abbandonata per molto
tempo, l'area è stata recuperata nel 1990 su ini-
ziativa del Parco Naturale delle Alpi Marittime,
che l'ha destinata a ospitare il nuovo giardino
botanico. Oggi Valderia conta circa 500 specie riunite in quattordici ambienti, rappresentativi dei princi-
pali ecosistemi delle Alpi Marittime: dalle roccere calcaree all'abetina mista, passando per il ruscello, il
lariceto, la torbiera e il giàs. Questa impostazione, studiata
per rispondere in modo ottimale alle finalità informative e
didattiche del giardino, non solo rende comodamente osser-
vabili specie che in natura si potrebbero incontrare soltanto
dopo ore di cammino, ma offre anche un quadro completo,
chiaro e comprensibile dell'intero “mondo vegetale” delle
Alpi Marittime. Alla scoperta delle caratteristiche di ogni sin-
golo fiore, si unisce così il piacere di cogliere i legami fra le
diverse specie botaniche nonché fra le piante stesse e ciò che
le circonda.
Il giardino ospita al suo interno un facile sentiero naturalisti-
co ad anello, percorribile in circa un'ora, con uno sviluppo
di 950 metri ed un dislivello di 60 metri. Lungo la piacevole
passeggiata sono stati predisposti dei punti di sosta numerati,
a ognuno dei quali corrisponde un capitolo dell'opuscolo Sen-
tiero naturalistico-Terme di Valdieri (in vendita all'ingresso).
Questa agile pubblicazione permette di compiere osservazio-
ni circa le principali caratteristiche delle specie presenti nel
bosco misto di latifoglie e conifere. Sono inoltre evidenziati
gli aspetti geologici e paesaggistici più significativi.
Il giardino botanico è aperto dal 15 giugno al 15 settembre
con orario 10-18, dal 16 al 30 settembre solo la domenica
con orario 10-18.

Il giardino botanico Valderia si trova a Terme di Valdieri, in alta Valle Gesso, proprio nel cuore delle Alpi Marittime. Valderia deve il suo nome alla Viola valderia, un endemismo scoperto nel 1780 dal botanico Carlo Allioni sul greto del torrente Gesso, precisamente dove oggi sorge il giardino. Il luogo, per il suo clima fresco e ombroso e per la ricchezza di vegetazione spontanea, era stato attrezzato con sentieri e vialetti già nell'Ottocento: era il Giardino degli Inglesi, meta di rilassanti passeggiate per gli ospiti del vicino stabilimento termale. Abbandonata per molto tempo, l'area è stata recuperata nel 1990 su iniziativa del Parco Naturale delle Alpi Marittime, che l'ha destinata a ospitare il nuovo giardino botanico. Oggi Valderia conta circa 500 specie riunite in quattordici ambienti, rappresentativi dei principali ecosistemi delle Alpi Marittime: dalle roccere calcaree all'abetina mista, passando per il ruscello, il lariceto, la torbiera e il giàs. Questa impostazione, studiata per rispondere in modo ottimale alle finalità informative e didattiche del giardino, non solo rende comodamente osservabili specie che in natura si potrebbero incontrare soltanto dopo ore di cammino, ma offre anche un quadro completo, chiaro e comprensibile dell'intero “mondo vegetale” delle Alpi Marittime. Alla scoperta delle caratteristiche di ogni singolo fiore, si unisce così il piacere di cogliere i legami fra le diverse specie botaniche nonché fra le piante stesse e ciò che le circonda.

Il giardino ospita al suo interno un facile sentiero naturalisti co ad anello, percorribile in circa un'ora, con uno sviluppo di 950 metri ed un dislivello di 60 metri. Lungo la piacevole passeggiata sono stati predisposti dei punti di sosta numerati, a ognuno dei quali corrisponde un capitolo dell'opuscolo Sentiero naturalistico-Terme di Valdieri (in vendita all'ingresso).

Questa agile pubblicazione permette di compiere osservazio ni circa le principali caratteristiche delle specie presenti nel bosco misto di latifoglie e conifere. Sono inoltre evidenziati gli aspetti geologici e paesaggistici più significativi.

Il giardino botanico è aperto dal 15 giugno al 15 settembre con orario 10-18, dal 16 al 30 settembre solo la domenica con orario 10-18.

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da: TRICOLORE - Agenzia Stampa © Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04 n. 20350 - 28 Agosto 2017

 

 

Arriva la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola

venerdì 01 settembre 2017, 17:25

Arriva la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola

Il primo intenso week-end di Peperò: tutti gli appuntamenti di sabato 2 e domenica 3 settembre

 

Entra nel vivo, con un programma fitto di interessanti appuntamenti, tra cui la presentazione del "Salone della Solidarietà", iniziativa a favore dei comuni terremotati del Centro Italia, la premiazione della competizione “La Tradizione…col Peperone” e il Comic Show del CAB41, la 68^ Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola - Peperò.

Nel primo intenso weekend i visitatori troveranno il concorso di eleganza per vespe e derivati "La Più Bella Sei Tu", laboratori di inglese e intrattenimenti per bambini, rappresentazioni teatrali, concerti, danze latino americane, esibizioni sportive e sketch comici, musei, chiese e gallerie aperte con mostre d'arte ed esposizioni, il Concorso del Peperone, i mercati "Campagna Amica" e “Spesa in Campagna” con prodotti a km 0 e quello dei produttori del Consorzio del Peperone, la tradizionale Festa di Re Peperone e la Bela Povronera, degustazioni e cene a tema al Pala BCC – Salone Antichi Bastioni, convegni, open talk e talk show enogastronomici condotti da Paolo Massobrio e Renata Cantamessa e molto altro.

Tanti i punti di ristoro in cui i visitatori potranno acquistare e gustare il Peperone di Carmagnola e altri prodotti tipici locali e nazionali, dalla Piazza dei Sapori ai numerosi stand enogastronomici sparsi per la Città.

Il programma completo della Fiera è consultabile al sito www.fieradelpeperone.it.

Si svolge sino a domenica 10 settembre 2017 la 68^ Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola - Peperò, grande Festival di gastronomia, cultura e arte, pensato per soddisfare e coinvolgere, con il suo programma ricco di eventi, attività ed esperienze creative, tutti i sensi e tutte le fasce di età. In questi due giorni, i visitatori troveranno il concorso di eleganza per vespe e derivati "La Più Bella Sei Tu", laboratori di inglese nel Salone della Chiesa di San Filippo, giochi, attività e spettacoli di magia e fantasia per bambini con "Pepper Magic Show", la rappresentazione teatrale della Compagnia 7D Senior, "Con le ali ai piedi", il concerto dei KACHUPA, show di danze latino americane con Ilario Parise Villaggio della Danza e Mambojambo Club, spettacoli di cabaret con il CAB41, musei, chiese e gallerie aperte con mostre d'arte ed esposizioni, il Concorso del Peperone riservato ai produttori locali, il mercato "Campagna Amica" con prodotti a km 0, il mercato “Spesa in Campagna” e quello dei produttori del Consorzio Del Peperone, il Mercatino Produttori del Laboratorio Gourmet, con il Parlapà, l'hamburger di Carmagnola a km 0, la tradizionale Festa di Re Peperone e la Bela Povronera con sfilata di centinaia di personaggi e maschere del Piemonte e intrattenimento con la cantante Sonia De Castelli, degustazioni e cene a tema al Pala BCC - Salone Antichi Bastioni, convegni, open talk e talk show enogastronomici condotti da Paolo Massobrio e Renata Cantamessa e molto altro.

Tanti i punti di ristoro in cui i visitatori potranno acquistare e gustare il Peperone di Carmagnola e altri prodotti tipici locali e nazionali, dalla Piazza dei Sapori ai numerosissimi stand gastronomici, con oltre 220 espositori, della Rassegna Commerciale, sparsi per la Città.

Eventi di rilievo saranno la presentazione, presso la Chiesa di San Filippo, del "Salone della Solidarietà", iniziativa dedicata alla promozione e alla vendita dei prodotti di diverse aziende agricole e agrituristiche di comuni terremotati del Centro Italia; la premiazione, con la presenza di Paolo Massobrio, della competizione “La Tradizione…col Peperone”, sfida tra dieci Food Blogger italiani, e il Comic Show del Cab41 con tanti comici noti al grande pubblico.

SPETTACOLI, INTRATTENIMENTI E INCONTRI CON OSPITI NOTI AL GRANDE PUBBLICO 
Sabato 2 settembre, alle ore 21, sul Palco di Piazza Sant’Agostino si terrà il concerto dei Kachupa, Band Patchanka con un sound energico tra ska, rock, reggae miscelato al folk del Mediterraneo e dei Balcani. I Kachupa nascono come band di strada, per poi ottenere, negli anni, notevoli successi in tutta Europa. Tra i loro album più famosi, “Terzo Binario” (2011), 12 brani originali che raccolgono la loro storia, i viaggi, le feste vissute, e “Giù la Maschera” (2016), contenente 19 tracce. Componenti della Band sono Lidiya Koycheva, Davide Borra, Alberto Santoru, Mattia Floris e Domenico Inguaggiato.

Domenica 3 settembre si terrà, alle ore 10, l’inaugurazione del Salone della Solidarietà, con il giornalista Paolo Massobrio. Il Salone della Solidarietà, allestito nella Chiesa di San Filippo, è un’iniziativa organizzata in collaborazione con Coldiretti e Cia - Confederazione Italiana Agricoltori di Carmagnola, RECOSOL (Rete Comuni Solidali), con il patrocinio del MIPAAF, dedicata alla vendita dei prodotti tipici, tra cui legumi, cereali, formaggi, conserve e confetture, di diverse aziende agricole e agrituristiche di comuni terremotati dell’Umbria e delle Marche. Ospiti l’Assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero e i rappresentanti dei territori terremotati coinvolti nell’iniziativa.

Sempre domenica 3 settembre, alle ore 20.30, si svolgerà la premiazione della Competizione “La Tradizione col Peperone”, con la presenza del giornalista di economia agricola ed enogastronomia Paolo Massobrio e della giornalista, ghostwriter, autrice e conduttrice Renata Cantamessa, che coinvolgeranno il pubblico in un grande talk show culinario, alla scoperta di antichi sapori piemontesi e nuove ricette italiane. “La Tradizione…col Peperone” è una sfida social-culinaria tra dieci foodblogger di diverse regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Campania, Sardegna), incentrata sulla rivisitazione di una ricetta delle proprie origini, con il Peperone di Carmagnola come protagonista assoluto. Le ricette saranno valutate da una giuria tecnica di qualità presieduta da Paolo Massobrio e da una giuria popolare “social”, che si esprimerà attraverso la pagina Facebook del contest. Parteciperanno all’iniziativa Anastasia Grimaldi, Maria Antonietta Grassi, Beatrice Piselli, Laura Ghezzi, Caterina Boagno, Lorella Giugni, Alessandra Gabrielli, Veronica Anconetani, Pasquale Alberico e Rita Mighela, che, nel corso della serata, parleranno dal vivo delle loro intuizioni culinarie. “La Tradizione…col Peperone” è organizzata in collaborazione con il portale sagreataly.com e la guida-ricettario “Italia in un Piatto”. Chiude la serata di domenica 3 settembre, il Comic Show del CAB41 con comici noti al grande pubblico. Dalle ore 21.30, si esibiranno sul Palco in sketch comici e spettacoli di cabaret i Mammuth da Zelig, Fabrizio Voghera, cantante del musical “Notre dame de Paris”, Mauro Villata da Colorado e Bred e Pitt, Enrico Luparia e Marco Turano da Eccezionale Veramente. Conduttore della serata sarà Gianpiero Perone, attore comico torinese.

ALTRI EVENTI, SPETTACOLI E INCONTRI: IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO

In questo intenso weekend, oltre agli eventi sopra descritti, i visitatori troveranno numerosi appuntamenti e intrattenimenti variegati.

Sabato 2 settembre, in orario Fiera, è in programma "La Più Bella Sei Tu", concorso di eleganza per vespe e derivati. Alle ore 14.30, dal Centro Sportivo CarmaSport di Corso Roma, partirà "Cicloturismo", raduno cicloturistico non agonistico, con la 7ma Prova Campionato Provinciale di Cicloturismo ACSI Torino e Cuneo, il 3° Memorial Secondo Albini e l'11° Memorial Bruno Solavagione a cura della A.S.D. Pedale Carmagnolese. Alle ore 18, inaugurazione della mostra "Opera Grafica Incisa dal 1908 al 1963 Felice Casorati”, presso la Saletta d'Arte Celeghini di via Valobra 141. Alle ore 20, al Pala BCC – Salone Antichi Bastioni, per le cene della Fiera, "Gran Bollito Misto alla Piemontese di Carmagnola", a cura della Confraternita del Gran Bollito Misto alla Piemontese di Carmagnola e dei Macellai della Garavella. Dalle ore 20.30, in Piazza Garavella, Festa della Confraternita di San Giovanni Battista Decollato, con la partecipazione del Coro 500°. A seguire, "Incanto del Cappello" e intrattenimento musicale con lj Stick. Alle ore 21, In Piazza Raineri, per Cabaret Peperò, Francesco Damiano in "Scusate se esisto", a cura del CAB41 e in collaborazione con TRS Radio e, in Piazza Sant'Agostino, rappresentazione teatrale della Compagnia 7D Senior, "Con le ali ai piedi".

Domenica 3 settembre, tra gli altri eventi, dalle 8.30 alle 11, in Piazza Sant'Agostino, si terrà "Concorso del Peperone", selezione a premi riservata ai produttori dell'area di coltivazione del Peperone di Carmagnola. Dalle ore 9.30, in Via Valobra, 2° Raduno Auto Storiche "Città di Carmagnola", a cura del Gruppo Auto Moto Storiche di Carmagnola. Dalle ore 10,00 in zona S. Rocco, mercato “Spesa in Campagna” a cura della Confederazione italiana Agricoltori Torino e in Piazza Manzoni, "Campagna Amica", mercato con prodotti a km 0, a cura della Coldiretti Torino. Alle ore 11, in Piazza del Popolo, Zona Bussone, sfilata d'onore delle vespe in concorso e conferimento Premio della Giuria "La Più Bella Sei Tu 2017" e, sul palco di Piazza Sant'Agostino, "LA SOSTENIBILITÀ ALIMENTARE" - Un nuovo modello di filiera tra terra, salute e felicità, open talk sul bi-libro "Il Mistero del Grandalbero. Ricette favolate di Fata Zucchina" con l'autrice Renata Cantamessa, il giornalista Paolo Massobrio e tanti ospiti, tra cui lo chef Sergio Barzetti, maestro in cucina de "La Prova del Cuoco" di Rai Uno. Dalle ore 14 alle ore 18, spettacoli, esibizioni sportive, lancio dei palloncini solidali e altre attività svolte dalla BCC di Casalgrasso e Sant'Albano Stura a favore della Fondazione Forma Onlus. Dalle ore 16 alle ore 24, al Pala BCC – Salone Antichi Bastioni, "Marenda Sinoira", a cura del Laboratorio Gourmet Carmagnola. Alle ore 16.30, in Via Valobra e Piazza del Popolo (Zona Bussone), Festa di Re Peperone e la Bela Povronera con sfilata di centinaia di personaggi e maschere del Piemonte e intrattenimento musicale con la cantante Sonia De Castelli. Alle ore 17, in Piazza Sant'Agostino, Premiazione Concorso del Peperone e Asta Benefica destinata alla Fondazione Forma Onlus dell'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. Dalle ore 18.00, in Piazza Garavella, "Cin Cin con il Cicin", degustazioni a pagamento di carni al peperone e salumi, a cura dei Macellai della Garavella. Alle ore 19, allo Stand BCC di Piazza Sant'Agostino, "Un aperitivo con i Maestri del Gusto", incontro di approfondimento dedicato ai custodi dei saperi e dei sapori delle eccellenze enogastronomiche di Torino e provincia. Alle ore 21, in Piazza del Popolo (Zona Bussone), Spettacolo con il Gruppo Folkloristico I Brighella e le Bergamaschere, a cura della Pro Loco Carmagnola e, al Circolo Arci Margot, “Incontro con Bruno Piazzese. In entrambi i giorni i visitatori troveranno anche il Mercato dei produttori del Consorzio del Peperone in Viale Garibaldi (angolo Via Bobba); Piazza Mazzini e Via Porta Zucchetta (lato Salone Antichi Bastioni); il Mercatino Produttori del Laboratorio Gourmet, in Via Valobra (zona San Rocco), dalle ore 18, con il Parlapà, l'hamburger di Carmagnola a km 0; show di danze latino americane con Ilario Parise Villaggio della Danza e Mambojambo Club; musei, chiese e gallerie aperte con mostre d'arte ed esposizioni e tanti eventi speciali, tra cui laboratori di inglese per bambini, nel Salone della Chiesa di San Filippo, accanto al Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino; "A caccia di libri", quiz, giochi e indovinelli dedicati ai più piccoli, al Museo Tipografico Rondani; "Esplora Museo", percorso di visita al Museo Civico di Storia Naturale, "Pepper Magic Show”, spettacoli di musica e magia con il folletto Piluca'x e di teatro di burattini, nei Giardini Unità d'Italia, e animazioni divertenti in Piazza Antichi Bastioni, allo stand Vida!! Network, con RDR eventi.

Novità di quest’anno, nell’area “Bambini in Fiera” – Area Giardino Scuola 1° Istituto Comprensivo, “Baby Parking Arcobaleno”, dedicato ai bambini tra i 3 e i 10 anni a cura della Cooperativa Oltre la Siepe di Carignano. Il Baby Parking sarà aperto in Orario Fiera.

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.fieradelpeperone.it 

 i.p.

 

da: http://www.targatocn.it/2017/09/01/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/arriva-la-fiera-nazionale-del-peperone-di-carmagnola.html

 

 

PRESENTAZIONE DELLE AZIONI DEL PROGETTO TRA[CE]S - INAUGURAZIONE DI UNA MOSTRA E LABORATORI

 

 

PRESENTAZIONE DELLE AZIONI DEL PROGETTO TRA[CE]S
INAUGURAZIONE DI UNA MOSTRA E LABORATORI
Archeologia nelle Alpi del Sud: 5-6 agosto, due giorni di eventi a Valdieri
L’archeologia della Valle Gesso è protagonista, a Valdieri, del primo fine settimana di agosto.
Sabato 5, l’Ente Aree protette Alpi Marittime, il Comune e la Soprintendenza archeologia, belle arti e
paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo presentano il progetto TRA[ce]s (Trasmettere
Ricerca Archeologica nelle Alpi del Sud), inaugurano una nuova mostra presso il Museo di Valdieri e
propongono laboratori e visite guidate gratuite.
TRA[ce]s è un progetto europeo Interreg-Alcotra, entrato nella fase operativa questa primavera, attraver-
so il quale entro il 2020 saranno realizzate azioni di valorizzazione, di promozione e messa in rete del pa-
trimonio archeologico di una vasta area transfrontaliera, in Provincia di Cuneo e nel Dipartimento Alpes
de Haute-Provence, collegata dal Colle della Maddalena. Capofila del progetto (2.380.000 euro) è il
Comune di Bene Vagienna al quale si affiancano otto partner italiani e tre francesi. Alle ore 16.30, presso
il salone conferenze del Parco (piazza Regina Elena 30) i partner di progetto illustreranno le principali
azioni di TRA[ce]s con particolare riferimento a quelle che coinvolgono i comuni delle Aree protette Alpi
Marittime (Aisone, Roaschia, Valdieri, Chiusa di Pesio) all’interno dei quali sono ospitati siti preistori-
ci molto importanti: Grotte di Aisone e del Bandito, necropoli protostorica di Valdieri, Monte Cavanero.
Alle ore 18.30, presso il Museo di Valdieri si inaugura la mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in
Valle Gesso 3000 anni fa. I reperti esposti offrono un panorama della presenza umana in epoca protosto-
rica in Valle Gesso. Ai contesti funerari della necropoli protostorica di Valdieri, già esposti nella prece-
dente mostra, si aggiungono nuovi materiali provenienti da scavi e rinvenimenti fortuiti in varie località
nei territori dei Comuni di: Valdieri, Entracque, Roaschia, Roccavione. Dalle 20.30 alle 23, e domenica 6
agosto, dalle 15 alle 18, gli archeologi che hanno curato la mostra sono a disposizione per visite guidate
ai nuovi allestimenti.
Gli altri appuntamenti del fine settimana, coinvolgenti e da non perdere, sono il laboratorio per famiglie
sabato 5, presso l’aula didattica del Parco con le archeologhe dell’associazione Le Muse (gratuito, iscri-
zione: tel. 393 5837413) e domenica 6, i laboratori di archeologia sperimentale. In questi, a cura dell’as-
sociazione L’ARC e di Mauro Cinquetti, con il solo utilizzo di materiali naturali si sperimenta la costru-
zione di utensili vari, di armi, di ornamenti e si osservano le tecniche di fusione dei bronzo.
Sabato 5 agosto, alle ore 14.30, Laboratorio di archeologia per famiglie a cura dell’associazione Le Muse
Sede Aree Protette Alpi Marittime. Conclusione alle ore 16.30.
Presentazione del progetto Alcotra TRA[ce]S e della mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in
Valle Gesso 3000 anni fa. Intervengono: Aree Protette Alpi Marittime, Comune di Valdieri, Comune di
Bene Vagienna, Département Alpes-de-Haute-Provence, Soprintendenza Archeologia, belle arti e pae-
saggio delle province di Cuneo, Alessandria e Asti, Museo Civico di Cuneo.
Presentazione del Progetto di ricerca e valorizzazione Alle origini della civiltà alpina: Bèc Bërchasa, re-
cupero e valorizzazione di un insediamento protostorico (Comune di Roccavione).
Inaugurazione della mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in Valle Gesso 3000 anni fa.
Museo di Valdieri Ore 19.30 Aperitivo con prodotti locali; ore 20.30 Apertura al pubblico e visite guidate
alla mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in Valle Gesso 3000 anni fa. Conclusione alle ore 23.

PRESENTAZIONE DELLE AZIONI DEL PROGETTO TRA[CE]S

INAUGURAZIONE DI UNA MOSTRA E LABORATORI

Archeologia nelle Alpi del Sud: 5-6 agosto, due giorni di eventi a Valdieri 

L’archeologia della Valle Gesso è protagonista, a Valdieri, del primo fine settimana di agosto.

Sabato 5, l’Ente Aree protette Alpi Marittime, il Comune e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo presentano il progetto TRA[ce]s (Trasmettere Ricerca Archeologica nelle Alpi del Sud), inaugurano una nuova mostra presso il Museo di Valdieri e propongono laboratori e visite guidate gratuite.

TRA[ce]s è un progetto europeo Interreg-Alcotra, entrato nella fase operativa questa primavera, attraverso il quale entro il 2020 saranno realizzate azioni di valorizzazione, di promozione e messa in rete del patrimonio archeologico di una vasta area transfrontaliera, in Provincia di Cuneo e nel Dipartimento Alpes de Haute-Provence, collegata dal Colle della Maddalena. Capofila del progetto (2.380.000 euro) è il Comune di Bene Vagienna al quale si affiancano otto partner italiani e tre francesi. Alle ore 16.30, presso il salone conferenze del Parco (piazza Regina Elena 30) i partner di progetto illustreranno le principali azioni di TRA[ce]s con particolare riferimento a quelle che coinvolgono i comuni delle Aree protette Alpi Marittime (Aisone, Roaschia, Valdieri, Chiusa di Pesio) all’interno dei quali sono ospitati siti preistorici molto importanti: Grotte di Aisone e del Bandito, necropoli protostorica di Valdieri, Monte Cavanero.

Alle ore 18.30, presso il Museo di Valdieri si inaugura la mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in Valle Gesso 3000 anni fa. I reperti esposti offrono un panorama della presenza umana in epoca protostorica in Valle Gesso. Ai contesti funerari della necropoli protostorica di Valdieri, già esposti nella precedente mostra, si aggiungono nuovi materiali provenienti da scavi e rinvenimenti fortuiti in varie località nei territori dei Comuni di: Valdieri, Entracque, Roaschia, Roccavione. Dalle 20.30 alle 23, e domenica 6 agosto, dalle 15 alle 18, gli archeologi che hanno curato la mostra sono a disposizione per visite guidate ai nuovi allestimenti.

Gli altri appuntamenti del fine settimana, coinvolgenti e da non perdere, sono il laboratorio per famiglie

sabato 5, presso l’aula didattica del Parco con le archeologhe dell’associazione Le Muse (gratuito, iscrizione: tel. 393 5837413) e domenica 6, i laboratori di archeologia sperimentale. In questi, a cura dell’associazione L’ARC e di Mauro Cinquetti, con il solo utilizzo di materiali naturali si sperimenta la costruzione di utensili vari, di armi, di ornamenti e si osservano le tecniche di fusione dei bronzo.

Sabato 5 agosto, alle ore 14.30, Laboratorio di archeologia per famiglie a cura dell’associazione Le Muse Sede Aree Protette Alpi Marittime. Conclusione alle ore 16.30.

Presentazione del progetto Alcotra TRA[ce]S e della mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in Valle Gesso 3000 anni fa. Intervengono: Aree Protette Alpi Marittime, Comune di Valdieri, Comune di Bene Vagienna, Département Alpes-de-Haute-Provence, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio delle province di Cuneo, Alessandria e Asti, Museo Civico di Cuneo.

Presentazione del Progetto di ricerca e valorizzazione Alle origini della civiltà alpina: Bèc Bërchasa, recupero e valorizzazione di un insediamento protostorico (Comune di Roccavione).

Inaugurazione della mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in Valle Gesso 3000 anni fa.

Museo di Valdieri Ore 19.30 Aperitivo con prodotti locali; ore 20.30 Apertura al pubblico e visite guidate alla mostra Frammenti di storia. Vivere e morire in Valle Gesso 3000 anni fa. Conclusione alle ore 23.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 20168 - 31 Luglio 2017

 

 

nato il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude

 

È nato il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude

Il neonato “Consorzio delle Residenze Reali Sabaude” si è ufficialmente costituito mercoledì 19 luglio con la modifica dello statuto del “Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale”, approvata dall’Assemblea dei Consorziati. L’istituzione del nuovo Consorzio pone le basi per l’avvio e lo sviluppo del Circuito delle Residenze Reali, fornendo gli strumenti per la sua gestione integrata e, in prospettiva, per la valorizzazione congiunta delle diverse Residenze ed attività culturali. Lo statuto prevede inoltre la possibilità per soggetti pubblici o privati di aderire al Consorzio con convenzioni, o tramite il conferimento di beni culturali. La sede del Consorzio continua ad essere la Reggia di Venaria, che si candida a diventare capofila e “porta d’accesso” di un sistema di eccellenze storiche, architettoniche e paesaggistiche capace di proporsi come nuova meta del turismo culturale a livello internazionale. «La nascita del nuovo Consorzio - dice Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte - rappresenta un passaggio fondamentale per la creazione di un circuito delle Residenze Reali Sabaude, un progetto a cui crediamo fortemente e che è stato reso possibile dalla collaborazione di tutte le istituzioni coinvolte. Il nuovo ente potrà così rafforzare il sistema delle Residenze sul piano della valorizzazione culturale e della promozione turistica a livello nazionale e internazionale». L'assemblea dei consorziati è composta da ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Città di Venaria Reale, Compagnia di San Paolo, Fondazione 1563 per l'Arte e la Cultura. Il consiglio di amministrazione è composto da Paola Zini (presidente), Ugo Soragni, per il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Luca Remmert, per la Compagnia di San Paolo, Bernardo Bertolotti, per la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura. Per la Regione Piemonte la nomina è da definire. Il direttore è Mario Turetta.

(Donatella Actis   donatella.actis@regione.piemonte.it)


  da: http://www.regione.piemonte.it/repository/pnews/newsletter/2017/27.pdf

 

 

Sabato 24 giugno 2017 riapre la Via del sale

 

Sabato riapre la "Via del sale"

L'ex strada militare, sterrata, mette in comunicazione il Cuneese con la Francia e la Liguria 

Sabato riapre la
22/06/2017 di Andrea Ottolia

A piedi, in bicicletta o con veicoli a motore dalle moto ai quad e ai fuoristrada. Sabato 24 giugno riapre la "Via del sale", che - se le condizioni meteorologiche lo permetteranno - si potrà percorrere per tutta l'estate fino a domenica 8 ottobre. È la terza "stagione" di apertura al pubblico per questo itinerario, un'ex strada militare - sterrata - che, restaurata, rappresenta oggi un collegamento alternativo fra il Cuneese, la Liguria e la Francia, capace di offrire straordinari scorci panoramici.

Il traffico verrà regolamentato come negli anni scorsi. La strada è aperta dalle 8 alle 20 fino al 17 settembre e dalle 8 alle 18 - con ultimo passaggio alle 16 - nel periodo compreso tra il 18 settembre e l’8 ottobre. Per ciclisti ed escursionisti a piedi o a cavallo non c’è alcun limite; a bordo di fuoristrada, moto e quad non si può transitare il lunedì e il martedì, mentre dal mercoledì alla domenica l’accesso sarà consentito fino al raggiungimento di un limite massimo giornaliero (80 fuoristrada e 140 tra moto e quad). Sempre per i veicoli a motore il passaggio è a pagamento, 15 euro al giorno per i fuoristrada e 10 per le moto e i quad.

Il percorso a pagamento si estende per 40 chilometri, al termine dei quali si aprono vari itinerari, verso il mare o verso l’entroterra ligure e francese. Un tratto della via è stato in parte modificato rispetto agli anni precedenti, a causa dei danni provocati dall’alluvione del novembre scorso: sul lato delle Alpi Liguri non sarà più possibile l’accesso da Monesi, ma lo sarà da Upega, frazione del Comune di Briga Alta.

“La Via del sale rappresenta senza dubbio un prodotto turistico dalle grandi potenzialità e, se vogliamo, una via alternativa per raggiungere il mare - dice il sindaco di Limone Angelo Fruttero -. L’inaugurazione della strada, lo scorso 15 giugno dopo la chiusura invernale, si inserisce in un progetto più ampio di promozione congiunta del territorio, in cui rientra anche il recente affidamento di gestione dell’Ufficio turistico limonese all’Atl del Cuneese”.

Domenica 25 giugno la strada sarà chiusa per gara di mountain bike. Informazioni sulla percorribilità al 366/6815384, informazioni su pagamenti e prenotazioni su  www.limoneturismo.it

 

da: http://www.lafedelta.it/Fossano/Sabato-riapre-la-Via-del-sale

 

 

RIAPRE A STUPINIGI LAPPARTAMENTO DEL RE Restituito alla vista del pubblico dopo tredici anni di restauri

 

RIAPRE A STUPINIGI L’APPARTAMENTO DEL RE
Restituito alla vista del pubblico dopo tredici anni di restauri

RIAPRE A STUPINIGI L’APPARTAMENTO DEL RE

 

Restituito alla vista del pubblico dopo tredici anni di restauri

 

 

ubblicato il 08/05/2017
Ultima modifica il 08/05/2017 alle ore 16:12
STUPINIGI (TORINO)

Riapre al pubblico dopo 13 anni l’Appartamento del Re della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Termina infatti a giugno il recupero delle stanze juvarriane della residenza sabauda per la caccia e le feste alle porte di Torino. Si tratta dell’ultima tappa di un percorso avviato 30 anni fa per il recupero del complesso, patrimonio Unesco dell’Umanità. I lavori sono stati finanziati dalla Fondazione Crt con un investimento di 20 milioni di euro. 

 

«Riconsegniamo al pubblico un edificio storico di enorme valore - spiegano il presidente e il segretario generale della Fondazione Crt, Giovanni Quaglia e Massimo Lapucci -. Adesso faremo il possibile per dargli una nuova e virtuosa governance, come merita un museo del genere. Stiamo infatti progettando un tavolo con l’Ordine Mauriziano, proprietario della Palazzina, e la Compagnia di San Paolo». L’obiettivo è quello di accrescere l’offerta culturale di Torino e del Piemonte, arricchendo il circuito delle residenze sabaude di un altro importante tassello. 

 

L’intervento in corso riguarda il restauro degli apparati decorativi dell’Appartamento del Re, in particolare dei dipinti murali delle volte e delle pareti, delle boiserie dipinte e dorate, della tappezzeria novecentesca, della carta da parati, dei serramenti, dei camini e della pavimentazione in seminato alla veneziana. 

 

Le indagini conoscitive eseguite sulle volte dell’Anticamera e della Camera da letto, dipinte dal 1737 al 1739 da Michele Antonio Milocco, il cui restauro è stato completato unitamente a quello sui cornicioni, hanno fornito interessanti informazioni sullo stato di conservazione e sulla tecnica esecutiva. Il restauro sugli sguinci delle aperture dell’Anticamera ha riportato alla luce l’originaria decorazione settecentesca, di grande impatto formale e cromatico. 

 

Sono in corso gli interventi di restauro su tutta la boiserie dell’Appartamento, in gran parte di fattura settecentesca, che presentava in particolare sulle porte gravi problemi conservativi con sollevamenti importanti. Si è proceduto alla pulitura e al consolidamento delle superfici in legno dipinto e dorato, che ha riportato cromie e dorature all’antico fulgore, mentre ci si appresta all’esecuzione di piccole stuccature e integrazioni cromatiche della foglia d’oro. Sono inoltre in restauro in laboratorio tutti i dipinti su tela delle sovrapporte: le opere di Domenico Olivero dell’Anticamera e quelle della Galleria e del Gabinetto da toeletta. 

 

Di particolare pregio il Pregadio nella Camera da letto realizzato da Piffetti nel 1762. È in restauro, e sarà a breve rimontata, anche la tappezzeria in seta con motivo a catenelle. Singolare il piccolo locale adibito a servizio igienico dove la pulitura dei dipinti murali ha fatto emergere la cromia delle piastrelle bianche e azzurre dipinte, e dove la scelta è stata quella di conservare le rifunzionalizzazioni subite nel tempo da questo piccolo ambiente. 

 

Gli interventi sul Gabinetto da toeletta hanno comportato la pulitura e il consolidamento dei dipinti murali opera di Giovan Francesco Fariano, il restauro delle Angoliere di Servozelli, mentre sono in corso le integrazioni e le finiture. I primi interventi sulla Galleria verso il Salone centrale, completamente dipinta da Pietro Antonio Pozzo, hanno permesso di ritrovare le cromie originali e il loro scenografico rapporto con la grande architettura del Salone juvarriano. 

 

È iniziato anche l’intervento previsto sulle pavimentazioni in seminato alla veneziana dell’Anticamera, della Camera da letto e del Gabinetto da toeletta che riporterà la superficie all’unitarietà ed ai colori originali. Sono in corso di restauro i serramenti di tutte le aperture, che saranno dotati di pellicole anti raggi u.v. al fine di preservare quanto restaurato. E’ quasi completato il restauro dei camini in marmo. Seguiranno gli interventi per la ricollocazione dei tre grandi lampadari già restaurati e degli straordinari arredi mobili dell’intero Appartamento. 

     www.lastampa.it/2017/05/08/

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 19479 - 10 Maggio 2017

 

Nuccia Maritano Comoglio: SOLO IN PIEMONTE

Abbiamo ricevuto:
Buona giornata a tutti . Nuccia

SOLO IN PIEMONTE

1- Un bimbo non lo si partorisce ma "as cäta"
2- L’insalata si mangia nel grilletto
3– Ci si sporca con la pauta.
4– Si può sbrinciare la maglia col sugo e spatarare le briciole per terra
5– Se non hai voglia di ruscare, non vai in giro ma vai ingirula
6– Dopo il caffè c’è il pusacafè
7– Qualcuno mangia il sanguis ma non si osa dirlo
8– Se esci di strada puoi finire in una bialera o contro una ciuenda
9– C’è l’albero della gasia  e qualcuno è verde come una gasia
10– Si beve al turet
11– Puoi essere il nipote di barba Bertu e magna Pina
12– Dicendo froc magari stai solo parlando di tuo fratello
13– Se è un bun’anima è sicuramente morto
14– Si è stati tutti gagni e tutti i gagni hanno avuto almeno un babacio
15– Ci si da appuntamento alla mezza
16– Ciulando si fa sesso, o si ruba o si inganna.
17– Si toglie la cracia
18– Se vuoi spronare: “sah”. Se non ne vuoi più: “bon”
19– Si inizia con “ciao com’è”?
20– Si lasciano due note di una sigaretta
21– Nella bagna caoda si mettono i tapinabur
22– Ci sono le madame, le madamine e le tote
23– Si sta sotto la topia
24– Si mangia nella piola
25– Il muro può essere grutuluto
26– Devi avere o le paterle o i patin per andare sul palchetto nel tinello
27– C’è la ratavuloira, la boia panatera, il pitu e i babi. Ma meglio non star al pian dei babi
28– Giuanin Lamiera ha fatto venire su i Napuli
29– Si mangiano i ramasin
30– Si fa merenda sinoira
31– Hai una marea di appellativi con cui caratterizzare, all’occorrenza, le persone: badola, balengo, ciaparat, fafiuché, piciu, paiasu, babaciu, fagnan, patelavache, blagheur, betè, ciamporgna, ciospa, pepia, cuntabale, gadan.

Un atlante su oltre 850 giardini

 

Un atlante su oltre 850 giardini

 

Un archivio contenente oltre 850 giardini selezionati, recensiti e raccontati attraverso schede dettagliate: queste le caratteristiche dell'Atlante dei giardini del Piemonte, volume edito da Libreria Geografica, curato da Renata Lodari e collocato all’interno di un programma di lavoro per la salvaguardia e la valorizzazione di aree di interesse botanico promosso e sostenuto dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione e coordinato dall’associazione AbbonamentoMusei.it . Vi sono incluse le aree verdi pubbliche e private attribuite ad autore certo, quelle private anche non aperte al pubblico se annesse a dimore storiche di interesse rilevante, i giardini inseriti nel World Heritage List Unesco, e quelli delle dimore sabaude o abitate da famiglie reali. Ma è anche un racconto visivo del complesso patrimonio botanico del territorio, narrato attraverso i 250 scatti realizzati dal fotografo Giorgio Olivero. Intervenendo alla presentazione del volume, tenutasi il 3 maggio a Torino a Villa della Regina, l'assessora regionale alla Cultura e al Turismo ha definito questo censimento un passo importante per la valorizzazione dei giardini piemontesi, che è appena iniziata in quanto i giardini sono un gioiello da tutelare, far conoscere e sfruttare. (gg)

 

da: http://www.regione.piemonte.it/repository/pnews/newsletter/2017/16.pdf

 

 

MUSEO STORICO DELLARMA DI CAVALLERIA

 

MUSEO STORICO DELL’ARMA DI CAVALLERIAMuseo di Cavalleria (6702207245).jpg

Nel 1849, dopo la Battaglia di Novara, l'abdicazione del Duca di Savoia e Re di Sardegna Carlo Alberto
e la salita al trono del figlio Vittorio Emanuele II, nell'ambito della riorganizzazione dell'Esercito, l'allora
Ministro della Guerra Alfonso La Marmora, decise di trasferire la Scuola di Equitazione, creata dal Duca
di Savoia e Re di Sardegna Carlo Felice nel 1823 alla Venaria Reale, nella città di Pinerolo, con il nuovo
nome di Scuola di Cavalleria. Ciò, secondo una memoria del Generale Montù, “per la mitezza del clima,
l'abbondanza delle acque e dei foraggi, la salubrità delle terre ed al fine di aumentare la distanza da Tori-
no che, specialmente per la gioventù, costituiva un centro di attrazione pericoloso”.
E a Pinerolo la Scuola rimase fino al 1943, anno del suo scioglimento. Su istanza del Consiglio della As-
sociazione Nazionale Arma di Cavalleria, il Museo fu istituito nella sede di Pinerolo dal Ministro della
Difesa alla fine del 1961, ed è quindi uno tra i più recenti Musei Militari dello Stato. Fu inaugurato ed
aperto al pubblico nell'ottobre del 1968. Oggi il Museo dipende dal Comando Reclutamento e Forze di
Completamento Interregionale Nord di Torino. Particolarità del Museo è che quasi nulla di ciò che vi è
custodito proviene dall'amministrazione della Difesa: la stessa Caserma che lo ospita è di proprietà della
città di Pinerolo, alla quale viene pagato un affitto simbolico di poche lire l'anno. Quasi tutti i cimeli
esposti infatti, sono stati donati nel tempo da Ufficiali, Sottufficiali, Militari ed estimatori dell'Arma.
La vasta esposizione di reperti, che si arricchisce grazie a nuove donazioni, lo rende uno tra i più ricchi
Musei d'Arma d'Europa. Nell'utilizzazione degli spazi e nella sistemazione dei reperti, si è cercato di
conseguire un filo storico caratterizzato da senso logico e cronologico. Al piano terra sono stati riuniti
carri, carriaggi, selle, gualdrappe ed è stata curata la ricostruzione di una mascalcia reggimentale. Al pri-
mo piano sono esposti Stendardi, Bandiere, bronzi, argenti, quadri, stampe, fotografie, decorazioni ed
una ricca raccolta di uniformi risalenti al periodo che intercorre tra l'inizio delle Guerre per il Risorgi-
mento Nazionale ed i giorni nostri. Il secondo piano è stato dedicato alle Campagne Coloniali ed alle
due Guerre Mondiali ed una delle sue gallerie è stata riservata all'esposizione delle armi bianche e da
fuoco, africane ed europee. Interessante il Polo Culturale, costituito da una Biblioteca Militare e da una
Biblioteca del Cavallo, che custodiscono importanti e rare opere dei secoli XV, XVI, XVII, XVIII e
XIX e la Fototeca nella quale è conservata una ricca documentazione fotografica, attraverso la quale è
possibile ripercorrere la vita della Scuola e dell'Arma dal 1861. Il Museo, molto frequentato da scolare-
sche e gruppi organizzati, ospita spesso comitive di stranieri, e ciò a dimostrazione di quanto la Scuola
di Cavalleria sia conosciuta all'estero. Tale Istituto infatti, negli anni compresi tra l'inizio del ‘900 e lo
scoppio del secondo conflitto mondiale ospitò i migliori cavalieri di ben 33 Nazioni, venuti a Pinerolo al
fine di apprendere il nuovo metodo di montare a cavallo ideato dal Capitano livornese Federigo Caprilli.
Nel Museo Storico dell'Arma di Cavalleria (tre piani espositivi, circa 5.000 mq., 33 sale), il visitatore
può percorrere tre itinerari diversi: il primo riguarda l'evoluzione dell'uniforme italiana di Cavalleria dal
1861 osservata attraverso l'esame di centinaia di fotografie antiche, quasi sempre inedite, corredate da
approfondite didascalie, disposte su ben 18 espositori piani; il secondo affronta il tema delle uniformi, i
copricapo ed i loro accessori, in uso dalla proclamazione del Regno d'Italia ad oggi, illustrati attraverso
lo stralcio dei Giornali Militari dell'epoca e la riproduzione delle relative tavole sinottiche, conservati in
circa duecento vetrine espositive; il terzo percorso è dedicato alle Medaglie, Decorazioni e gli Ordini
Cavallereschi di cui furono insigniti più frequentemente gli Ufficiali dell'Armata Sarda prima e del
Regio Esercito poi, anch'essi corredati da ampie schede informative.

 

Nel 1849, dopo la Battaglia di Novara, l'abdicazione del Duca di Savoia e Re di Sardegna Carlo Alberto e la salita al trono del figlio Vittorio Emanuele II, nell'ambito della riorganizzazione dell'Esercito, l'allora Ministro della Guerra Alfonso La Marmora, decise di trasferire la Scuola di Equitazione, creata dal Duca di Savoia e Re di Sardegna Carlo Felice nel 1823 alla Venaria Reale, nella città di Pinerolo, con il nuovo nome di Scuola di Cavalleria. Ciò, secondo una memoria del Generale Montù, “per la mitezza del clima, l'abbondanza delle acque e dei foraggi, la salubrità delle terre ed al fine di aumentare la distanza da Torino che, specialmente per la gioventù, costituiva un centro di attrazione pericoloso”.

E a Pinerolo la Scuola rimase fino al 1943, anno del suo scioglimento. Su istanza del Consiglio della Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, il Museo fu istituito nella sede di Pinerolo dal Ministro della Difesa alla fine del 1961, ed è quindi uno tra i più recenti Musei Militari dello Stato. Fu inaugurato ed aperto al pubblico nell'ottobre del 1968. Oggi il Museo dipende dal Comando Reclutamento e Forze di Completamento Interregionale Nord di Torino. Particolarità del Museo è che quasi nulla di ciò che vi è custodito proviene dall'amministrazione della Difesa: la stessa Caserma che lo ospita è di proprietà della città di Pinerolo, alla quale viene pagato un affitto simbolico di poche lire l'anno. Quasi tutti i cimeli esposti infatti, sono stati donati nel tempo da Ufficiali, Sottufficiali, Militari ed estimatori dell'Arma.

La vasta esposizione di reperti, che si arricchisce grazie a nuove donazioni, lo rende uno tra i più ricchi Musei d'Arma d'Europa. Nell'utilizzazione degli spazi e nella sistemazione dei reperti, si è cercato di conseguire un filo storico caratterizzato da senso logico e cronologico. Al piano terra sono stati riuniti carri, carriaggi, selle, gualdrappe ed è stata curata la ricostruzione di una mascalcia reggimentale. Al primo piano sono esposti Stendardi, Bandiere, bronzi, argenti, quadri, stampe, fotografie, decorazioni ed una ricca raccolta di uniformi risalenti al periodo che intercorre tra l'inizio delle Guerre per il Risorgimento Nazionale ed i giorni nostri. Il secondo piano è stato dedicato alle Campagne Coloniali ed alle due Guerre Mondiali ed una delle sue gallerie è stata riservata all'esposizione delle armi bianche e da fuoco, africane ed europee. Interessante il Polo Culturale, costituito da una Biblioteca Militare e da una Biblioteca del Cavallo, che custodiscono importanti e rare opere dei secoli XV, XVI, XVII, XVIII e XIX e la Fototeca nella quale è conservata una ricca documentazione fotografica, attraverso la quale è possibile ripercorrere la vita della Scuola e dell'Arma dal 1861. Il Museo, molto frequentato da scolaresche e gruppi organizzati, ospita spesso comitive di stranieri, e ciò a dimostrazione di quanto la Scuola di Cavalleria sia conosciuta all'estero. Tale Istituto infatti, negli anni compresi tra l'inizio del ‘900 e lo scoppio del secondo conflitto mondiale ospitò i migliori cavalieri di ben 33 Nazioni, venuti a Pinerolo al fine di apprendere il nuovo metodo di montare a cavallo ideato dal Capitano livornese Federigo Caprilli.

Nel Museo Storico dell'Arma di Cavalleria (tre piani espositivi, circa 5.000 mq., 33 sale), il visitatore può percorrere tre itinerari diversi: il primo riguarda l'evoluzione dell'uniforme italiana di Cavalleria dal 1861 osservata attraverso l'esame di centinaia di fotografie antiche, quasi sempre inedite, corredate da approfondite didascalie, disposte su ben 18 espositori piani; il secondo affronta il tema delle uniformi, i copricapo ed i loro accessori, in uso dalla proclamazione del Regno d'Italia ad oggi, illustrati attraverso lo stralcio dei Giornali Militari dell'epoca e la riproduzione delle relative tavole sinottiche, conservati in circa duecento vetrine espositive; il terzo percorso è dedicato alle Medaglie, Decorazioni e gli Ordini Cavallereschi di cui furono insigniti più frequentemente gli Ufficiali dell'Armata Sarda prima e del Regio Esercito poi, anch'essi corredati da ampie schede informative.

 

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 19465 - 8 Maggio 2017

 

 

L'Atelier del Camouflage inizia da La Morra

 

L'Atelier del Camouflage inizia da La Morra

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L'Atelier del Camouflage inizia da La Morra La prima installazione ambientale del progetto “Atelier del camouflage”, ideato dall’artista Hilario Isola, è stata inaugurata domenica 23 aprile a La Morra (Cuneo): intitolata “Il quarto paesaggio”, copre un muro di cemento armato che si estende a ridosso degli antichi Bastioni del Belvedere su una superficie di 200 metri quadrati con un tessuto sul quale è riprodotta e ingigantita una porzione di soli quaranta centimetri di un paesaggio rurale che fa parte de “Lo specchio della vita (E ciò che l’una fa, le altre fanno)" del pittore piemontese Pellizza da Volpedo e che è stata acquisita ad altissima definizione grazie a una sofisticata tecnologia di analisi microscopica messa a disposizione dal Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. Realizzata in collaborazione con il Comune di La Morra nell’ambito dell’azione Nuovi Committenti, curata con il sostegno della Fondation de France e dell’assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte nell'ambito del progetto “Dopo l’Unesco, Agisco!”, si pone come un’opera ambientale che invita alla scoperta del paesaggio e che sollecita, attraverso l’arte contemporanea, uno sguardo inedito sui luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità per tenere viva l’attenzione verso di essi e il modo di farne esperienza, prendendosi cura dei centri storici, delle borgate e dei percorsi turistici. Alla cerimonia era presente l'assessore regionale alla Cultura e Turismo. Questo progetto, ha sottolineato l’assessore, ed i tanti attori del territorio che hanno contribuito alla sua realizzazione testimoniano quanto il riconoscimento Unesco sia stato importante nella crescita culturale sui temi della qualità del paesaggio. Un tema che emerge con particolare forza grazie a questa prima applicazione di La Morra, e che rappresenta un segno tangibile del percorso che la Regione Piemonte sta portando avanti sui temi dell’arte e del suo contributo alla salvaguardia del paesaggio. In collaborazione con i laboratori di ricerca e sviluppo di importanti aziende del territorio, il progetto Atelier del Camouflage è partito dalle possibilità di utilizzo di questa arte del mimetizzare per mettere a punto di un nuovo tessuto ecosostenibile per esterni in grado di contrastare e mitigare l’impatto visivo di fabbricati, capannoni o altri manufatti invasivi nel paesaggio: un materiale ad alta prestazione estetica capace di ridisegnarne forme e colori e di alterarne la percezione visiva, mimetizzandosi con il territorio circostante. Il tessuto è un nuovo materiale tecnologico prodotto e ingegnerizzato dalle aziende Sublitex, divisione di Miroglio Textile, Ferrino&C e Sinterama, con il supporto di Tessitura Oreste Mariani e GPlast Technology. (gg)

 

 

da:

 

 

LAbbazia di Staffarda

 

L’Abbazia  di Staffarda

 Abbazia di Staffarda il chiostro visto dalla Sala Capitolare

 

 

L’Abbazia cistercense  di Staffarda, fondata tra il 1122 e il 1138,come ha documentato un servizio del Tg Piemonte, sta cadendo in pezzi. Essa è proprietà di quell’Ordine Mauriziano che troppo frettolosamente venne liquidato, senza neppure considerare il dettato costituzionale che ne stabiliva la rilevanza. Con Dario Cravero, Marco Laudi e pochi altri ci battemmo inutilmente  per farlo vivere. Era stato l’Ordine presieduto da uomini come Badini Confalonieri e Fusi. Oggi la Fondazione Mauriziana, privata di terreni e tenute, vendute altrettanto frettolosamente, non ha i fondi necessari per fare la manutenzione ,né ordinaria né straordinaria, di un gioiello architettonico e religioso  così legato alla storia piemontese. Il  suo splendido chiostro è transennato, i pavimenti  sono sconnessi. Il visitatore rimane esterrefatto. L’abate dell’abbazia si è espresso in termini sconsolati nell’intervista concessa al TG.E’ indispensabile intervenire e intervenire  subito.

 

La Chiesa Abbaziale di Staffarda dal Chiostro.jpg

Complesso abbaziale di Staffarda

 Sembra però  che nessuno sia interessato alle sorti dell’abbazia. Se penso all’avv. Giacomo Volpini che quasi trascurava la sua professione per studiare Staffarda e scrivere articoli e libri oggi dimenticati, mi si stringe il cuore. Volpini era originario di Modica, ma sentiva forte il legame con quel pezzo di Piemonte tra Saluzzo e Cavour. Inorridirebbe vedendo che la foresteria viene usata per matrimoni e feste da un ristorantino  attiguo all ‘abbazia. La Fondazione, nata sulle ceneri dell’Ordine, che è proprietaria della palazzina di caccia di Stupinigi, naviga da anni a vista tra debiti e crediti che non riesce ad esigere. Che tristezza, se consideriamo la storia multisecolare dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, una dignità cavalleresca sabauda  e italiana, seconda solo all’Ordine Supremo della S.S. Annunziata.

Pier Franco Quaglieni

 

                 

da: http://www.iltorinese.it/linea-di-confine-spigolature-di-vita-e-storie-torinesi-10/


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Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 19374 - 24 Aprile 2017

            

                  

Nasce la rete dei belvedere dellarea Unesco

 

Accordo di programma tra Regione ed i Comuni di La Morra, Grinzane Cavour, Neive, Vinchio, Canelli e Ottiglio

Nasce la rete dei belvedere dell’area Unesco

 

A La Morra è stato firmato, lunedì 3 aprile, l’accordo di programma tra la Regione Piemonte e sei Comuni delle aree Unesco per la realizzazione di una rete di punti di vista panoramici per rafforzare lo sviluppo economico e turistico delle aree coinvolte.

I Comuni di La Morra, Grinzane Cavour, Neive, Vinchio, Canelli e Ottiglio hanno sottoscritto l’accordo con la Regione proprio perché il riconoscimento Unesco ottenuto dai paesaggi vitinicoli di Langhe-Roero e Monferrato ha sancito l’importanza storica, culturale e ambientale di questi territori, risvegliando un grande interesse da parte sia delle comunità locali sia dei visitatori. L’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte ha dichiarato che questo progetto rappresenta un importante traguardo e testimonia quanto il riconoscimento Unesco sia stato importante nella crescita culturale sui temi della qualità del paesaggio e che la realizzazione di una rete di belvedere porterà in questi territori un ulteriore elemento di attrazione turistica dedicato proprio allo splendido patrimonio paesaggistico di Langhe-Roero e Monferrato. Per il progetto sono stati stanziati 1.448.600 euro, ripartiti tra la Regione Piemonte (924.600) e gli enti locali coinvolti, che ne hanno investiti 524.000. Sono stati individuati, tra i belvedere esistenti, quelli più rappresentativi, uno per ogni “core zone” del sito seriale Unesco. Queste le aree interessate e gli interventi previsti: a La Morra valorizzazione del Belvedere di piazza Castello, a Grinzane Cavour recupero paesaggistico dell’area turistica a verde e parcheggio adiacente la salita al Castello per l’inserimento di un punto belvedere, a Neive riqualificazione e restauro conservativo dell’antica torre comunale dell’orologio, a Vinchio lavori per il belvedere di Rocca del Castello, a Canelli per il punto panoramico in via Costa, ad Ottiglio edificazione di una nuova rampa pedonale e ripristino della scala esistente presso la chiesa di San Michele. L’accordo prevede la sistemazione, dove necessario anche attraverso opere edilizie, delle aree scelte e la collocazione di elementi comuni che rendano riconoscibile la rete dei belvedere con percorsi ed elementi multimediali. (da)

 Al via una rete di punti panoramici per rafforzare lo sviluppo turistico ed economico

 

da: http://www.regione.piemonte.it/repository/pnews/newsletter/2017/13.pdf

 

          

Verso il restauro del Forte di Vinadio

 

 

Verso il restauro del Forte di Vinadio

Categoria:TURISMO
Pubblicato:20/03/2017

Regione Piemonte e Comune di Vinadio hanno firmato il 20 marzo l’accordo di programma per il restauro e la valorizzazione del Forte Albertino.

Il testo riguarda in particolare la messa in sicurezza della Caserma Carlo Alberto, unica struttura protetta da un tetto con travi in legno, gravemente danneggiata nel corso della Seconda guerra mondiale e il cui successivo abbandono ha provocato il crollo totale e l’asportazione del tetto. Per avviare i lavori di rifacimento della copertura la Regione stanzia un milione di euro, che permetteranno di realizzare una prima parte dei lavori e di ripristinare l’agibilità di alcune scale.

“E’ un passaggio importante per il recupero di un’infrastruttura di grande valore storico, architettonico e culturale, che fa seguito alla recente acquisizione del Forte da parte del Comune di Vinadio dal Demanio dello Stato - afferma Antonella Parigi, assessora regionale alla Cultura e al Turismo - Il nostro intervento intende inoltre rilanciare dal punto di vista turistico un bene che può costituire una forte attrattiva per la valle, sia per le caratteristiche uniche del Forte, sia in sinergia con la rete di fortificazioni presenti in Piemonte”.

Il protocollo rappresenta una delle prime e più significative azioni previste dal programma di valorizzazione del Forte di Vinadio, discusso dal Comune con i Ministeri dei Beni e delle Attività culturali e delle Attività economiche e sottoscritto dal Comune stesso con il Demanio dello Stato e la Soprintendenza ai Beni architettonici.

Gianni Gennaro

gianni.gennaro@regione.piemonte.it

da: http://www.regione.piemonte.it/pinforma/turismo/1065-accordo-per-il-restauro-del-forte-di-vinadio.html

 

 

IL PIEMONTE A MOSCA

 

 

IL PIEMONTE A MOSCA

 12/03/2017 - 19.20

 IL PIEMONTE A MOSCA

TORINO\ aise\ - Il Piemonte vuole tornare protagonista nelle più importanti fiere internazionali del settore turistico: dopo la tappa berlinese, dove gli operatori del settore e Piemonte Marketing, la struttura regionale di marketing strategico e promozione turistica hanno partecipato all’ITB Iternationale Tourismus Borse – da oggi al 14 marzo gli stessi saranno al MITT Moscow International Travel&Tourism di Mosca.
Come afferma l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo, Antonella Parigi“vogliamo confermare la nostra presenza nelle maggiori fiere internazionali scegliendo gli appuntamenti più importanti ma allo stesso tempo più strategici per il nostro turismo, come sono effettivamente i mercati tedesco e russo, insieme a quello inglese. Un'attività essenziale, vista la crescita significativa del turismo estero in Piemonte, e che mira a promuovere le tante eccellenze del nostro territorio: dai musei all'enogastronomia, dalla montagna ai laghi, che, anche grazie all'aumento dei collegamenti con l'aeroporto di Caselle, sono sempre più raggiungibili dai turisti stranieri”.
A Mosca saranno presenti alcuni tour operator delle aree di maggior interesse, anche alla luce del ristabilito collegamento diretto tra la capitale russa e Torino effettuato da Siberian Airlines.
Infine il 23 marzo, nell’ambito del protocollo d’intesa per la promozione turistica congiunta tra le Regioni Liguria, Piemonte e Lombardia, è previsto a Londra un evento b2b a cui parteciperanno 45 operatori, 15 per ogni regione, che incontreranno 15 buyer inglesi per discutere e stabilire accordi commerciali. (aise) 

        

da: http://www.aise.it/made-in-italy/-il-piemonte-a-mosca/83343/1/1/3239

 

 

DUE POLI ARCHEOLOGICI UNICI DA SCOPRIRE TRA LE VALLI PESIO E GESSO

 

DUE POLI ARCHEOLOGICI UNICI DA SCOPRIRE TRA LE VALLI PESIO E GESSO
IMMACOLATA CON PARCOARCHEOSTORIA
montaggio
Ponte dell'Immacolata 2016 per scoprire tutto il fascino dell'archeologia: “Parcoarcheostoria” ti aspetta a Valdieri, Chiusa di Pesio e Roaschia!

Una grande area protetta, oggi estesa tra la Valle Gesso e la Valle Pesio, custodisce due poli archeologici unici, capaci di raccontare ai visitatori, affascinanti storie di uomini vissuti tremila anni fa: la Necropoli protostorica di Valdieri e la Collezione i Bronzi del Monte Cavanero di Chiusa di Pesio.

In occasione del lungo fine settimana compreso tra venerdì 9 e domenica 11 dicembre, i musei, i siti e le aree archeologiche interessate dal progetto Parcoarcheostoria, apriranno le porte al pubblico, offrendo momenti di animazione, visita e laboratori gratuiti, particolarmente rivolti alle famiglie.

L'iniziativa Parcoarcheostoria, giunta alla terza annualità, è promossa dall'Associazione Fermenti Musei, in collaborazione con il Comune di Chiusa di Pesio, il Comune di Valdieri e l'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime.

Il progetto, nato nel 2014, valorizza due collezioni museali, un sito archeologico all'aperto, due archeoparchi di recente realizzazione (che ospitano la ricostruzione di antiche capanne) e infine alcuni spazi didattici dedicati all'archeologia sperimentale con funzione didattica parcheoarcheostoria.it.

In occasione della manifestazione e in compagnia dei rievocatori e figuranti delle Associazioni culturali l'Arc, Flamulasca e Terra Taurina, sarà possibile immergersi nel passato, approfondire e sperimentare tutti gli aspetti della quotidianità delle popolazioni liguri e celto liguri che hanno frequentato e abitato le nostre valli: dalla caccia alle tecniche artigiane, dalla ritualità agli ornamenti.

Si comincia venerdì 9 con la visita alle Grotte del Bandito di Roaschia, Comune che ha aderito a questo “archeoweekend”, per proseguire con le animazioni in programma al Parco della Roccarina di Chiusa di Pesio sabato 10.

In chiusura, domenica 11, l'appuntamento sarà a Valdieri.

Stage, dimostrazioni, esposizioni e "menù a tema archeologico" ti aspettano per un fine settimana indimenticabile di visita e divertimento.
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da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 18200 - 6 Dicembre 2016

                        

                          

A BENE VAGIENNA (CN) IL PREMIO LA CITT PER IL VERDE

 

A BENE VAGIENNA (CN)
IL PREMIO LA CITTÀ PER IL VERDE
Significativa la presenza del Giardino romano presso l'area archeologica
Il Comune di Bene Vagienna ha vinto il Premio La Città per il Verde, nella sezione “Orti urbani, orti
didattici e parchi agricoli”. Tra le principali motivazioni che hanno indotto la giuria a scegliere il Comune
cuneese vi è l’originalità del progetto Il giardino romano, realizzato nella Riserva naturale di Bene
Vagienna che fa parte dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime. L’attribuzione del
riconoscimento è un’iniziativa della casa editrice Il Verde Editoriale di Milano, che da oltre 30 anni pub-
blica ACER, la rivista tecnico-scientifica dedicata ai professionisti del verde e del paesaggio. Il premio,
alla 17 edizione, viene dato alle Amministrazioni pubbliche che hanno investito in modo eccellente il
proprio impegno e le proprie risorse a favore del verde pubblico e della sostenibilità ambientale.
Il Comune di Bene Vagienna è stato selezionato per il premio, nella categoria dei Comuni fino a 5.000
abitanti, per la ricostruzione di un giardino di età romana presso la Cascina Ellena. Il giardino fa riferi-
mento a modelli coevi del I-II secolo a.C., con scopo utilitaristico, di Pompei e Roma, dedicati alla colti-
vazione di ortaggi, frutta ed erbe aromatiche, utili per la vita domestica della casa. Le specie botaniche
introdotte sono state selezionate con criterio filologico, in base agli studi condotti a Pompei, dal confron-
to con trattati di agricoltura di autori classici e dalle analisi archeobotaniche, eseguite durante l’ultima
campagna di scavi presso l’anfiteatro.
L’intervento promosso dal Parco naturale Marguareis - che aveva in gestione la Riserva prima dell'istitu-
zione dell'Ente Aree protette Alpi Marittime - e da un pool di altri soggetti tra cui il Comune di Bene.
La realizzazione del giardino si è svolta sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologica del
Piemonte e la consulenza scientifica delle professoresse Rosanna Caramiello (Ordinario di Botanica
Ambientale e Applicata presso l’Università di Torino) e della compianta Annamaria Ciarallo, (al tempo
Responsabile del Laboratorio di ricerche archeo-ambientali della Soprintendenza Speciale di Napoli e
Pompei). Hanno elaborato il progetto gli architetti Marialuce Reyneri di Lagnasco e Mirna Irene Colpo.
La cerimonia di assegnazione del Premio “La Città per il Verde” si svolgerà giovedì 10 novembre alla
Fiera Ecomondo a Rimini. Per tutta la durata del salone (8-11 novembre) dedicato alla green economy e
allo sviluppo sostenibile, presso
il padiglione Città Sostenibile
sarà allestita la mostra dedicata
agli Enti premiati nell’edizione
2016 del Premio “La Città per il
Verde”. Un’ottima vetrina per
promozionare la Riserva natu-
rale di Bene Vagienna e l’area
archeologica.
Il pemio è ovviamente un suc-
cesso per il Comune cuneese
ma anche per l'Ente Aree pro-
tette Alpi Marittime.

A BENE VAGIENNA (CN)

IL PREMIO LA CITTÀ PER IL VERDE



Un particolare del Giardino Romano. Foto Reyneri Architetti

Un parti

rSignificativa la presenza del Giardino romano presso l'area archeologica.

Il Comune di Bene Vagienna ha vinto il Premio La Città per il Verde, nella sezione “Orti urbani, orti didattici e parchi agricoli”.

Tra le principali motivazioni che hanno indotto la giuria a scegliere il Comune cuneese vi è l’originalità del progetto Il giardino romano, realizzato nella Riserva naturale di Bene Vagienna che fa parte dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime. L’attribuzione del riconoscimento è un’iniziativa della casa editrice Il Verde Editoriale di Milano, che da oltre 30 anni pubblica ACER, la rivista tecnico-scientifica dedicata ai professionisti del verde e del paesaggio. Il premio, alla 17 edizione, viene dato alle Amministrazioni pubbliche che hanno investito in modo eccellente il proprio impegno e le proprie risorse a favore del verde pubblico e della sostenibilità ambientale.

Il Comune di Bene Vagienna è stato selezionato per il premio, nella categoria dei Comuni fino a 5.000 abitanti, per la ricostruzione di un giardino di età romana presso la Cascina Ellena. Il giardino fa riferimento a modelli coevi del I-II secolo a.C., con scopo utilitaristico, di Pompei e Roma, dedicati alla coltivazione di ortaggi, frutta ed erbe aromatiche, utili per la vita domestica della casa. Le specie botaniche introdotte sono state selezionate con criterio filologico, in base agli studi condotti a Pompei, dal confronto con trattati di agricoltura di autori classici e dalle analisi archeobotaniche, eseguite durante l’ultima campagna di scavi presso l’anfiteatro.

L’intervento promosso dal Parco naturale Marguareis - che aveva in gestione la Riserva prima dell'istituzione dell'Ente Aree protette Alpi Marittime - e da un pool di altri soggetti tra cui il Comune di Bene.

La realizzazione del giardino si è svolta sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologica del Piemonte e la consulenza scientifica delle professoresse Rosanna Caramiello (Ordinario di Botanica Ambientale e Applicata presso l’Università di Torino) e della compianta Annamaria Ciarallo, (al tempo Responsabile del Laboratorio di ricerche archeo-ambientali della Soprintendenza Speciale di Napoli e Pompei). Hanno elaborato il progetto gli architetti Marialuce Reyneri di Lagnasco e Mirna Irene Colpo.

La cerimonia di assegnazione del Premio “La Città per il Verde” si svolgerà giovedì 10 novembre alla Fiera Ecomondo a Rimini. Per tutta la durata del salone (8-11 novembre) dedicato alla green economy e allo sviluppo sostenibile, presso il padiglione Città Sostenibile sarà allestita la mostra dedicata agli Enti premiati nell’edizione 2016 del Premio “La Città per il Verde”. Un’ottima vetrina per promozionare la Riserva naturale di Bene Vagienna e l’area archeologica.

Il pemio è ovviamente un successo per il Comune cuneese ma anche per l'Ente Aree protette Alpi Marittime.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 17675 - 5 Novembre 2016

 

 

 

Fossano perde la sua leggenda. Il fantasma riposa da 500 anni

28/10/2016

Fossano perde la sua leggenda. Il fantasma riposa da 500 anni

“Senza pace perché mai sepolta”, ora scoperta la sua tomba
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28/10/2016 
PAOLA ITALIANO

Narra la leggenda che un fantasma si aggiri per le torri del castello degli Acaia che domina la città di Fossano: quello della duchessa Bona di Savoia, morta in una notte di novembre del 1503. Si dice che la salma venne portata via in gran segreto dalla fortezza e fu mai sepolta. Dopo cinque secoli, l’anima inquieta può trovare pace. Ma, forse, è più corretto dire che tormenti non ne abbia mai avuti: c’è chi è pronto a dimostrare di averne ritrovato il corpo, e di provare che non solo Bona di Savoia ebbe un funerale in pompa magna degno del suo lignaggio, ma che le sue spoglie mortali da sempre giacciono a poche centinaia di metri dal castello, nel nucleo più antico di quello che oggi è il Duomo di Fossano. 

 

La scoperta  

È un uomo arrivato dalla Sicilia l’autore della scoperta, Carmelo Cataldi, appassionato studioso di Casa Savoia da quando, una trentina d’anni fa, venne a risiedere a Fossano. L’«incontro» con Bona era inevitabile: la duchessa era una delle figure più interessanti tra le principesse di Casa Savoia, prima che l’alone di leggenda che circonda la sua morte ispirasse racconti, libri e testi teatrali, e facesse arrivare a Fossano anche team di investigazioni sul paranormale, convinti di aver rilevato «anomalie interessanti», quando non proprio l’immagine di una figura femminile nello spettro catturato dai raggi infrarossi. 

 

Sposa di Galeazzo Maria Sforza, Duca di Milano, Bona era una bella donna - «alta, con vita sottile, bei lineamenti e un carattere gentile», così la descrisse lo stesso Galeazzo - che si dedicò ai figli e non prese parte attiva agli affari di Stato. La vita serena dopo otto anni si trasforma in tragedia, quando Galeazzo viene assassinato. Bona, non ancora trentenne, diventa reggente in vece del figlio e rivela ottime doti di governo.finché il cognato, Ludovico detto «il moro» si impadronisce del potere e la costringe a una triste stagione da esiliata. In cui finisce anche a dimorare nel castello di Fossano, nel 1500, dove muore tre anni dopo e diventa leggenda. Tale sarebbe rimasta se le ricerche negli archivi di Cataldi e dei suoi collaboratori, Mario Saettone e Giuseppe Vetrano, non si fossero intrecciate con gli scavi del 2009 nel Duomo, supervisionati dalla Soprintendenza. Nella parte più antica, quella della prima chiesa di San Giovenale, venne alla luce lo scheletro. «Il primo esame degli esperti - spiega - conferma che si tratta di una donna, anche dal ritrovamento di una medaglietta d’argento, ornamento prettamente femminile. L’orientamento della testa, non verso l’altare, fa escludere che si tratti di un religioso». Le prove del funerale sono invece annotate dal castellano, ma soprattutto dalla corte dei conti del Ducato che documentano il pagamento di 24 tavole con cui era usanza ripercorrere la vita dei nobili nell’estremo saluto. 

 

Il Dna  

Non che gli storici credessero al fantasma: per loro, Bona era forse sepolta a Savigliano nella chiesa di San Giuliano. «Ma una chiesa con quel nome a Savigliano non c’era ancora», obietta Cataldi. «È forse un errore di trascrizione nelle carte: “San Juvenal” è diventato “San Julian”». Manca solo la prova scientifica: basterebbe confrontare il dna con quello del fratello di Bona, Amedeo IX «il beato», sepolto nel Duomo di Vercelli. Prima bisogna sentire cosa ne pensino gli eredi di casa Savoia e se loro o altri siano interessati a finanziare le operazioni. Ma chi è disposto a pagare per uccidere una leggenda? 

Le torri del castello dei Principi di Acaia che domina la città di Fossano: da sempre si crede che qui si aggiri il fantasma inquieto di Bona di Savoia

 

da: http://www.lastampa.it/2016/10/28/edizioni/cuneo/fossano-perde-la-sua-leggenda-il-fantasma-riposa-da-anni-dBu5cJSjDI0GGWecSOsczN/pagina.html

 

 

Paola Alessandra Taraglio: 35 RADUNO INTERNAZIONALE: 1.400 SPAZZACAMINI HANNO INVASO LA VALLE (AUTORE MAURIZIO BESANA )

02/09/2016

Emozioni, ricordi, memorie e uno sguardo al futuro.
Ogni anno, la prima settimana di settembre, si ripete una Manifestazione nata trentaquattro
anni fa grazie all’adesione di venti spazzacamini: si celebrano gli “uomini neri” che da queste Valli,
e non solo, sono andati in tutta Europa e nel mondo.
La loro è stata un’emigrazione massiccia e nel lavoro erano soprattutto impegnati i bambini
detti “rusca” che, più facilmente, si arrampicavano su per i camini date le loro minuscole
dimensioni, e facevano un mestiere durissimo e molto rischioso.
Il ricordo poetico del film di Walt Disney che ci ha fatto amare lo spazzacamino che,
cantando, lavorava allegro è solo una fantasia perché la realtà era ben diversa e ben lo sanno i
vecchi “magnin, magninot, spassacamin, spaciafornel”, come venivano chiamati nelle forme
dialettali piemontesi, erano meno romantici e molto più affaticati.
A Santa Maria Maggiore, ove sono di “casa” proprio perché vi ha sede il Museo
regionale dell’Emigrazione Vigezzina che è dedicato agli spazzacamini ed al loro
peregrinare nel mondo, si svolge, durante la settimana dedicata al Raduno, il clou della
manifestazione che impegna non solo il Sindaco Claudio Cottini, la Vice Presidente
dell’Associazione Spazzacamini Anita Hofer, la segretaria tuttofare del Museo, nonché Vice
Sindaco di Craveggia, Graziella Gnuva, e la Pro-Loco comunale ma l’intera popolazione.
L’entusiasmo è sempre maggiore anno dopo anno e tutto il territorio della Valle viene
“invaso” non solo dagli spazzacamini ma da migliaia e migliaia di persone che partecipano con
entusiasmo e di questa pacifica “invasione” ne beneficia tutto il territorio che viene coinvolto,
Comune dopo Comune, nell’iniziativa.
Il raduno di quest’anno verrà ricordato nello stesso modo in cui si ricorda una
vendemmia da record: è stata “un’annata eccezionale”, grazie anche al tempo estivo, ed ha
visto la partecipazione di nuove delegazioni da altri Paesi del mondo che mancavano nei
precedenti raduni quali la Polonia e la Bosnia Erzegovina.
Le delegazioni dal Piemonte sono state, come sempre numerosissime e la Valsesia, con 46
rappresentanti, ha fatto, con la Valle Vigezzo, “parte del leone.
Come ha sottolineato il Vice Presidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna,
“Questo incontro ricorda un mestiere duro e rende omaggio ad un pezzo di Storia della Val
Vigezzo”.
Una Storia fatta di tantissime storie personali a partire proprio dal quella della Vice
Presidente dell’Associazione, tedesca di origine e vigezzina d’adozione, che ha ricordato
come “ Le prime edizioni registravano solo una ventina di partecipanti quando era
presidente dell’Associazione Dante Castelnuovo. Io ho iniziato a dare il mio contributo
come interprete e, nel tempo, ho potuto constatare l’evoluzione dell’evento che conta oggi,
più di mille iscritti”.
Ha sottolineato come vi sia stato, durante il corso degli anni, il coinvolgimento di tutto il
territorio da Orta a Cannobio, dove sono stati ricordati i fratelli Neri, bambini morti durante un
naufragio mentre andavano a lavorare, a La Piana di Vigezzo, Varallo e Stresa dove quest’anno i
partecipanti sono stati ricevuti nell’elegante Regina Palace.
Alcuni “uomini neri” hanno veramente cambiato il corso della Storia a partire dal
piccolo “rusca” alle dipendenze di Giacomo Pidò di Villette che ascoltò le trame ordite alla
Corte di Francia per spodestare l’allora re.
Il piccino aveva sbagliato camino ed ascoltò tutto ciò che stavano dicendo i cospiratori e lo
raccontò alla regina che non solo sventò il complotto e fece arrestare i congiurati ma premiò le
popolazioni di Villette, Malesco e Craveggia che ottennero il diritto a commerciare in tutto il regno.
Interessante è la testimonianza di Carlo Mattei di Santa Maria Maggiore, unico
testimone rimasto nella valle a ricordare la vita che conducevano i piccoli “rusca”: “Lavoravo
durante la stagione invernale lontano da casa, in Piemonte e in Lombardia percorrendo 40/50 km
al giorno in bicicletta e non potevo portare con me abiti di ricambio”.
Proprio per il fatto di essere sempre sporchi e fuligginosi, non erano ben guardati dalla
gente e si sentivano “diversi” e pativano il peso di questo loro lavoro “sporco”. “per molti anni,
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continua Mattei ora pittore, 20,seppure i guadagni fossero buoni, eravamo sporchi e mal
considerati da tutti. La fuliggine era il nostro disinfettante”
Nel 2000 Benito Mazzi, scrittore ossolano, ha pubblicato un volume dal titolo:” Fam,
fum, frecc” (fame, fumo, freddo), che riporta più di cento testimonianze di spazzacamini che
gli hanno raccontato la loro vita.
Ci sono poi degli spazzacamini che hanno fatto molta fortuna come Pietro Zanna di
Zornasco (ora frazione di Malesco), che inventò nella prima metà dell’Ottocento, il calorifero
moderno e la novità fu divulgata con grande successo a Vienna dove aprì una fumisteria insieme
al fratello Bartolomeo e, successivamente, venne chiamato in Italia da Carlo Alberto per realizzare
un impianto di riscaldamento per il Palazzo Reale di Torino e le Residenze Reali dei Savoia.
Certo ora le cose sono molto cambiate, raccontano Livio e Manuela Milani di Casale
Corte Cerro: “Abbiamo imparato il mestiere da nonno Luigi e papà Franco” che è Presidente
dell’Associazione Nazionale Spazzacamini e la cui sorella è una delle poche donne in Italia a fare il
mestiere dello spazzacamino. “Oggi usiamo aspirapolvere, spazzole in nylon e video camere -
hanno raccontato alla giornalista Francesca Zani -, ma ci ricordiamo con orgoglio di chi ha fatto
questo mestiere prima di noi: ai nostri occhi agili folletti che si arrampicavano e si guadavano la
vita con tanto sacrificio”.
E così, gli “angeli folletti” di un tempo, i “rusca”e gli “spaciafurnel” si sono ritrovati domenica
4 settembre a Santa Maria Maggiore, per una sfilata memorabile per le vie del paese ed una
rievocazione storica della pulitura dei camini in piazza Risorgimento e piazza Gennari.
Una sfilata lunghissima e piena di colore e di entusiasmo che ha coinvolto ben più di
30 mila persone giunte non solo dal Piemonte e dalla Lombardia ma anche da altre parti
d’Italia, per accogliere gli spazzacamini vecchi e nuovi, pittoreschi nelle loro divise da
lavoro che, a molti dei presenti, hanno ricordato storie vissute o memorie raccontate e che
hanno fatto emozionare chi li applaudiva con gioia.
Tutti vestiti di nero, abiti un po’ laceri e strappati dall’uso, gli arnesi sulle spalle, il cappellino
di traverso e la fuliggine sul viso e sulle mani, hanno “marchiato”, proprio con le dita fuligginose,
molte persone che erano riuscite a guadagnare la prima fila, lungo il percorso del corteo, proprio
per non perdersi nulla della sfilata.
Tra gli “uomini neri” giunti da molti Paesi del mondo, in gran parte dalla Germania,
spiccavano gli “uomini bianchi” arrivati dall’Olanda perché sono gli unici ad indossare
divise bianche.
Questa scelta, che è un segno di distinzione, fu voluta nel 1715 da un “capo
spazzacamino” di Coimo, che si chiamava Cavallini che, ad Amsterdam, aveva diversi
collaboratori alle sue dipendenze e fece loro indossare questa divisa per distinguersi dagli
altri spazzacamini.
La maggior parte del cosiddetti “bianchi d’Olanda” è originaria della Valle e, perlopiù dei
paesi di Druogno e Albogno e ciò è confermato dai cognomi che si sono tramandati e che sono
Vitali e Cormaita.
La loro storia è raccontata in un “Quaderno” edito in collaborazione con il Museo Regionale
dell’Emigrazione Vigezzina ’ed è molto interessante e dettagliata.
L’invasione pacifica, coinvolgente, emozionante e talmente sentita da trascinare
l’innumerevole folla, stupefatta e meravigliata dalla dimostrazione della pulitura dei camini, in
ovazioni quasi da stadio, è durata da venerdì 2 settembre a lunedì 5 settembre ed è stata una
sferzata di energia vitale per tutta la Valle che ha ritrovato le proprie radici e gran parte
dell’identità, mai perduta ma a volte dimenticata, che ha caratterizzato per secoli l’emigrazione da
tutta l’Ossola.
L’identità di persone che hanno saputo farsi valere facendo un mestiere utilissimo che
veniva considerato umile e che, oggi come oggi, è più che mai attuale, riveduto e corretto dalla
tecnologia perché dal mestiere dello spazzacamino dipende la salute pubblica.
Ben sappiamo come il riscaldamento invernale delle nostre case sia pesantemente
inquinante per l’aria che respiriamo e che, dalla perfetta funzionalità di un camino, dipende gran
parte della salubrità dell’aria che respiriamo.
Quindi VIVA gli SPAZZACAMINI, ogni anno, sempre più numerosi, che ci ricordano quanto
siano stati importanti in passato e quanto lo siano attualmente per tutta la Comunità.
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Fulvio Bianconi, che con il figlio Edoardo, è un professionista di questo mestiere ed a
capo di un’azienda di famiglia nella quale la sicurezza nel lavoro è al primo posto, ha voluto
ricordare che, oggigiorno, ci sono i corsi di perfezionamento e c’è l’Associazione Nazionale Fumisti
e Spazzacamini che disciplina la materia che attiene il loro lavoro.
Ricordando con orgoglio le radici dei proprio mestiere, ereditato dal nonno Andrea e dal
padre Giovanni, ha precisato che l’Azienda di famiglia sorta a Varallo, quasi centenaria, ha
raccolto quattro generazioni incluso l’ultimo nipote Edoardo di 16 anni che, nelle pause di studio,
aiuta il padre ed indossa con orgoglio il “tòni”, la tuta di lavoro, e gli scarponi che furono del
nonno..
Oggi, ha sottolineato nell’intervista rilasciata alla giornalista Francesca Zani, molta
attenzione è dedicata all’ambiente e “la fuliggine deve essere stoccata e portata alle apposite ditte
che si occupano del suo smaltimento; inoltre gli spazzacamini sono incaricati di segnalare le canne
di amianto e di eternit”.
Il sogno del signor Bianconi, la cui ditta compirà proprio 100 anni nel 2020 è quello di
“pulire il camino della Cappella Sistina in Vaticano da cui esce la fumata bianca che annuncia
l’elezione del nuovo Pontefice”.
Le nuove tecnologie fanno si che, il mestiere dello spazzacamino, sia diventato una vera e
propria impresa che non conosce crisi e che crea posti di lavoro nonostante il periodo di crisi
anche perché, molti che avevano abbandonato l’uso del camino, soprattutto in campagna e
montagna, lo stanno ripristinando per poter non solo usufruire di una fonte di calore alternativa
pulita ma anche per un risparmio di costi sul riscaldamento “moderno”.
Questo 35° Raduno, piu spettacolare dei precedenti e pieno di vivacità e di calore
umano, forse non è solo dedicato alla memoria ed al ricordo di una professione antica ma
anche al futuro: e se pensassimo che diventare spazzacamini qualificati significa avere un
lavoro assicurato ?
Forse è utile non solo ricordare i vecchi mestieri ma, come è stato sottolineate da molti,
diffonderli tra i giovani alla ricerca di un’occupazione perché non solo non scompaiano ma perché
diventino nuove opportunità di lavoro per chi lo sceglie come mestiere.
L’importante, però …..è non soffrire di vertigini !!!!!!
Paola Alessandra Taraglio

35° RADUNO INTERNAZIONALE: 1.400 SPAZZACAMINI HANNO INVASO LA VALLE

 AUTORE MAURIZIO BESANA 


Piemonte, migliaia di spazzacamini da tutto il mondo per il raduno nella loro

VIGEZZO E 34.000 PERSONE SONO STATE AFFASCINATE DAGLI “UOMINI NERI”.


Emozioni, ricordi, memorie e uno sguardo al futuro.

Ogni anno, la prima settimana di settembre, si ripete una Manifestazione nata trentaquattro anni fa grazie all’adesione di venti spazzacamini: si celebrano gli “uomini neri” che da queste Valli, e non solo, sono andati in tutta Europa e nel mondo.

La loro è stata un’emigrazione massiccia e nel lavoro erano soprattutto impegnati i bambini detti “rusca” che, più facilmente, si arrampicavano su per i camini date le loro minuscole dimensioni, e facevano un mestiere durissimo e molto rischioso.

Il ricordo poetico del film di Walt Disney che ci ha fatto amare lo spazzacamino che, cantando, lavorava allegro è solo una fantasia perché la realtà era ben diversa e ben lo sanno i vecchi “magnin, magninot, spassacamin, spaciafornel”, come venivano chiamati nelle forme dialettali piemontesi, erano meno romantici e molto più affaticati.

Piemonte, migliaia di spazzacamini da tutto il mondo per il raduno nella loro

A Santa Maria Maggiore, ove sono di “casa” proprio perché vi ha sede il Museo regionale dell’Emigrazione Vigezzina che è dedicato agli spazzacamini ed al loro peregrinare nel mondo, si svolge, durante la settimana dedicata al Raduno, il clou della manifestazione che impegna non solo il Sindaco Claudio Cottini, la Vice Presidente dell’Associazione Spazzacamini Anita Hofer, la segretaria tuttofare del Museo, nonché Vice Sindaco di Craveggia, Graziella Gnuva, e la Pro-Loco comunale ma l’intera popolazione.

L’entusiasmo è sempre maggiore anno dopo anno e tutto il territorio della Valle viene “invaso” non solo dagli spazzacamini ma da migliaia e migliaia di persone che partecipano con entusiasmo e di questa pacifica “invasione” ne beneficia tutto il territorio che viene coinvolto, Comune dopo Comune, nell’iniziativa.

Il raduno di quest’anno verrà ricordato nello stesso modo in cui si ricorda una vendemmia da record: è stata “un’annata eccezionale”, grazie anche al tempo estivo, ed ha visto la partecipazione di nuove delegazioni da altri Paesi del mondo che mancavano nei precedenti raduni quali la Polonia e la Bosnia Erzegovina.

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Le delegazioni dal Piemonte sono state, come sempre numerosissime e la Valsesia, con 46 rappresentanti, ha fatto, con la Valle Vigezzo, “parte del leone.

 Come ha sottolineato il Vice Presidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna, “Questo incontro ricorda un mestiere duro e rende omaggio ad un pezzo di Storia della Val Vigezzo”.

spazzacamino_04

Una Storia fatta di tantissime storie personali a partire proprio dal quella della Vice Presidente dell’Associazione, tedesca di origine e vigezzina d’adozione, che ha ricordato come “ Le prime edizioni registravano solo una ventina di partecipanti quando era presidente dell’Associazione Dante Castelnuovo. Io ho iniziato a dare il mio contributo come interprete e, nel tempo, ho potuto constatare l’evoluzione dell’evento che conta oggi, più di mille iscritti”.

Ha sottolineato come vi sia stato, durante il corso degli anni, il coinvolgimento di tutto il territorio da Orta a Cannobio, dove sono stati ricordati i fratelli Neri, bambini morti durante un naufragio mentre andavano a lavorare, a La Piana di Vigezzo, Varallo e Stresa dove quest’anno i partecipanti sono stati ricevuti nell’elegante Regina Palace.

Alcuni “uomini neri” hanno veramente cambiato il corso della Storia a partire dal piccolo “rusca” alle dipendenze di Giacomo Pidò di Villette che ascoltò le trame ordite alla Corte di Francia per spodestare l’allora re.

Il piccino aveva sbagliato camino ed ascoltò tutto ciò che stavano dicendo i cospiratori e lo raccontò alla regina che non solo sventò il complotto e fece arrestare i congiurati ma premiò le popolazioni di Villette, Malesco e Craveggia che ottennero il diritto a commerciare in tutto il regno.

Interessante è la testimonianza di Carlo Mattei di Santa Maria Maggiore, unicotestimone rimasto nella valle a ricordare la vita che conducevano i piccoli “rusca”: “Lavoravo durante la stagione invernale lontano da casa, in Piemonte e in Lombardia percorrendo 40/50 km al giorno in bicicletta e non potevo portare con me abiti di ricambio”.

Proprio per il fatto di essere sempre sporchi e fuligginosi, non erano ben guardati dalla gente e si sentivano “diversi” e pativano il peso di questo loro lavoro “sporco”. “per molti anni, continua Mattei ora pittore, 20,seppure i guadagni fossero buoni, eravamo sporchi e mal considerati da tutti. La fuliggine era il nostro disinfettante” Nel 2000 Benito Mazzi, scrittore ossolano, ha pubblicato un volume dal titolo:” Fam, fum, frecc” (fame, fumo, freddo), che riporta più di cento testimonianze di spazzacamini che gli hanno raccontato la loro vita.

Ci sono poi degli spazzacamini che hanno fatto molta fortuna come Pietro Zanna di Zornasco (ora frazione di Malesco), che inventò nella prima metà dell’Ottocento, il calorifero moderno e la novità fu divulgata con grande successo a Vienna dove aprì una fumisteria insieme al fratello Bartolomeo e, successivamente, venne chiamato in Italia da Carlo Alberto per realizzare un impianto di riscaldamento per il Palazzo Reale di Torino e le Residenze Reali dei Savoia.

Certo ora le cose sono molto cambiate, raccontano Livio e Manuela Milani di Casale Corte Cerro: “Abbiamo imparato il mestiere da nonno Luigi e papà Franco” che è Presidente dell’Associazione Nazionale Spazzacamini e la cui sorella è una delle poche donne in Italia a fare il mestiere dello spazzacamino. “Oggi usiamo aspirapolvere, spazzole in nylon e video camere - hanno raccontato alla giornalista Francesca Zani -, ma ci ricordiamo con orgoglio di chi ha fatto questo mestiere prima di noi: ai nostri occhi agili folletti che si arrampicavano e si guadavano la vita con tanto sacrificio”.

E così, gli “angeli folletti” di un tempo, i “rusca”e gli “spaciafurnel” si sono ritrovati domenica 4 settembre a Santa Maria Maggiore, per una sfilata memorabile per le vie del paese ed una rievocazione storica della pulitura dei camini in piazza Risorgimento e piazza Gennari.

Una sfilata lunghissima e piena di colore e di entusiasmo che ha coinvolto ben più di 30 mila persone giunte non solo dal Piemonte e dalla Lombardia ma anche da altre parti d’Italia, per accogliere gli spazzacamini vecchi e nuovi, pittoreschi nelle loro divise da lavoro che, a molti dei presenti, hanno ricordato storie vissute o memorie raccontate e che hanno fatto emozionare chi li applaudiva con gioia.

 Tutti vestiti di nero, abiti un po’ laceri e strappati dall’uso, gli arnesi sulle spalle, il cappellino di traverso e la fuliggine sul viso e sulle mani, hanno “marchiato”, proprio con le dita fuligginose, molte persone che erano riuscite a guadagnare la prima fila, lungo il percorso del corteo, proprio per non perdersi nulla della sfilata.

Tra gli “uomini neri” giunti da molti Paesi del mondo, in gran parte dalla Germania, spiccavano gli “uomini bianchi” arrivati dall’Olanda perché sono gli unici ad indossare divise bianche.

Questa scelta, che è un segno di distinzione, fu voluta nel 1715 da un “capo spazzacamino” di Coimo, che si chiamava Cavallini che, ad Amsterdam, aveva diversi collaboratori alle sue dipendenze e fece loro indossare questa divisa per distinguersi dagli altri spazzacamini.

La maggior parte del cosiddetti “bianchi d’Olanda” è originaria della Valle e, perlopiù dei paesi di Druogno e Albogno e ciò è confermato dai cognomi che si sono tramandati e che sono Vitali e Cormaita.

La loro storia è raccontata in un “Quaderno” edito in collaborazione con il Museo Regionale dell’Emigrazione Vigezzina ’ed è molto interessante e dettagliata.

L’invasione pacifica, coinvolgente, emozionante e talmente sentita da trascinare l’innumerevole folla, stupefatta e meravigliata dalla dimostrazione della pulitura dei camini, in ovazioni quasi da stadio, è durata da venerdì 2 settembre a lunedì 5 settembre ed è stata una sferzata di energia vitale per tutta la Valle che ha ritrovato le proprie radici e gran parte dell’identità, mai perduta ma a volte dimenticata, che ha caratterizzato per secoli l’emigrazione da tutta l’Ossola.

Exibindo 01 Foto Maurizio Besana SFILATA.jpg

L’identità di persone che hanno saputo farsi valere facendo un mestiere utilissimo che veniva considerato umile e che, oggi come oggi, è più che mai attuale, riveduto e corretto dalla tecnologia perché dal mestiere dello spazzacamino dipende la salute pubblica.

Ben sappiamo come il riscaldamento invernale delle nostre case sia pesantemente inquinante per l’aria che respiriamo e che, dalla perfetta funzionalità di un camino, dipende gran parte della salubrità dell’aria che respiriamo. 

 Quindi VIVA gli SPAZZACAMINI, ogni anno, sempre più numerosi, che ci ricordano quanto siano stati importanti in passato e quanto lo siano attualmente per tutta la Comunità.

Fulvio Bianconi, che con il figlio Edoardo, è un professionista di  questo mestiere ed a capo di un’azienda di famiglia nella quale la sicurezza nel lavoro è al primo posto, ha voluto ricordare che, oggigiorno, ci sono i corsi di perfezionamento e c’è l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini che disciplina la materia che attiene il loro lavoro.

Ricordando con orgoglio le radici dei proprio mestiere, ereditato dal nonno Andrea e dal padre Giovanni, ha precisato che l’Azienda di famiglia sorta a Varallo, quasi centenaria, ha raccolto quattro generazioni incluso l’ultimo nipote Edoardo di 16 anni che, nelle pause di studio, aiuta il padre ed indossa con orgoglio il “tòni”, la tuta di lavoro, e gli scarponi che furono del nonno..

Oggi, ha sottolineato nell’intervista rilasciata alla giornalista Francesca Zani, molta attenzione è dedicata all’ambiente e “la fuliggine deve essere stoccata e portata alle apposite ditte che si occupano del suo smaltimento; inoltre gli spazzacamini sono incaricati di segnalare le canne di amianto e di eternit”.

Il sogno del signor Bianconi, la cui ditta compirà proprio 100 anni nel 2020 è quello di “pulire il camino della Cappella Sistina in Vaticano da cui esce la fumata bianca che annuncia l’elezione del nuovo  Pontefice”.

Le nuove tecnologie fanno si che, il mestiere dello spazzacamino, sia diventato una vera e propria impresa che non conosce crisi e che crea posti di lavoro nonostante il periodo di crisi anche perché, molti che avevano abbandonato l’uso del camino, soprattutto in campagna e montagna, lo stanno ripristinando per poter non solo usufruire di una fonte di calore alternativa pulita ma anche per un risparmio di costi sul riscaldamento “moderno”.

Questo 35° Raduno, piu spettacolare dei precedenti e pieno di vivacità e di calore umano, forse non è solo dedicato alla memoria ed al ricordo di una professione antica ma anche al futuro: e se pensassimo che diventare spazzacamini qualificati significa avere un lavoro assicurato ?

Forse è utile non solo ricordare i vecchi mestieri ma, come è stato sottolineate da molti,diffonderli tra i giovani alla ricerca di un’occupazione perché non solo non scompaiano ma perché diventino nuove opportunità di lavoro per chi lo sceglie come mestiere.

L’importante, però …..è non soffrire di vertigini !!!!!!


Paola Alessandra Taraglio


 

Pinerolo: diciottesima edisione de La Maschera di Ferro

1 e 2 ottobre 2016

Diciottesima edisione de "La Maschera di Ferro"

Venerdì 2 settembre è stata presentata la diciottesima edisione de "La Maschera di Ferro". La rievocazione storica si terrà l'1 e il 2 ottobre nelle vie del centro storico di Pinerolo e, come ogni anno, artigiani, soldati e giocolieri popoleranno le strade della città vecchia, circondando il misterioso prigioniero scortato dai moschettieri. Una manifestazione di assoluto successo che, ogni anno, presenta delle novità. Sarà così anche quest’anno e la prima curiosità è indirizzata proprio su chi sarà il volto coperto  dalla Maschera di Ferro. Dietro ' le quinte" l'infaticabile regista Gino Oddoero con i " ragazzi" del Piccolo Varietà e di tutto il gruppo organizzatore della Maschera di Ferro.

 

da: http://www.vocepinerolese.it/articoli/2016-09-04/tutto-pronto-maschera-ferro-manifestazione-top-pinerolo-9957

 

 

35 RADUNO INTERNAZIONALE DELLO SPAZZACAMINO VALLE VIGEZZO (PROV. NOVARA ITALIA)

 

 

35° RADUNO INTERNAZIONALE DELLO SPAZZACAMINO – VALLE VIGEZZO (PROV. NOVARA – ITALIA)

Dal 2 al 5 settembre 2016 si è svolto in Valle Vigezzo (prov. Novara) il 35° Raduno Internazionale dello Spazzacamino, organizzato dall’Associazione Nazionale Spazzacamini in collaborazione con diverse Istituzioni, tra cui la Regione Piemonte e il Museo regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo, di cui è parte integrante il Museo dello Spazzacamino, di Santa Maria Maggiore, museo finalizzato a promuovere e diffondere la conoscenza della storia e dell’opera degli spazzacamini, molti dei quali emigrati all’estero per il loro lavoro.

Il Raduno è una consolidata manifestazione, un evento di notevole rilievo turistico e di memoria storica. Anche quest’anno sono giunti numerosissimi spazzacamini da diverse parti del mondo.

L'omaggio al Monumento allo Spazzacamino, sfilate e rievocazioni storiche della pulitura dei camini con l’utilizzo degli antichi attrezzi hanno animato le giornate del Raduno, alla presenza di un numerosissimo pubblico. L.G

 

da: Piemontesi nel Mondo   -   Sede di FROSSASCO (TO) 10060 – Piazza Donatori di Sangue, 1 – web: www.piemontesinelmondo.org e.mail: colombino@piemontesinelmondo.org - uff. stampa-pubbl.relazioni : ufficio.stampa@piemontesinelmondo.org N. 9 SETTEMBRE 2016

 

 

Canelli wine run, nel centro cittadino e nelle cantine storiche di Canelli

 

26/08/2016  

Sabato 3 settembre 2016

“Canelli wine run” nel centro cittadino e nelle cantine storiche di Canelli

 

Sabato 3 settembre, si svolgerà la “Canelli Wine Run”, una “fun run” dedicata al vino, un’dea originale e fantasiosa proveniente da un gruppo di ragazzi del territorio. Una «colour run», corsa non competitiva, durante la quale i partecipanti verranno «marchiati» (spruzzati). Correre con un buon bicchiere di Moscato o Barbera, assaporando qualche prelibatezza dell’Astigiano con la visita di alcuni monumenti storici legati al viticoltura monferrina.

I partecipanti potranno percorrere i cinque chilometri più “vinosi” di sempre nel centro cittadino. Su un percorso pianeggiante saranno allestite ad ogni km archi sotto i quali i numerosi wine sprayer spruzzeranno il vino con atomizzatori a spalla. tutti i runner, chi corre e chi passeggia, verranno inondati da vino e colori.

I numerosi wine sprayer non lasceranno tregua al pubblico e faranno gustare il bello di questa corsa per le vie del centro cittadino e le splendide cantine sotterranee di Canelli. “Abbiamo in cantiere questa corsa da diverso tempo e abbiamo lavorato a lungo per creare davvero un evento spettacolare e che lascera’ tutti a bocca aperta” afferma entusiasta il sindaco, Marco Gabusi.

Non manchera’ la musica con le hit dance del momento in versione liscio, la house, il pop con polka, mazurka, beguine, e che sta conquistando tutti con la febbre della liscio dance. Ad un mese dalla corsa col vino, gli organizzatori annunciano alcune la presenza di alcune personalità del panorama musicale, tra cui di Dj Angelo, noto conduttore di radio Deejay.

Le iscrizioni sono aperte, tutte le informazioni su www.canelliwinerun.it o sulla pagina Facebook. La manifestazione si realizzerà grazie al supporto del Comune di Canelli, della Camera di commercio di Asti e delle Cantine che parteciperanno con i propri vini: Bosca, Contratto, Coppo, Gancia, Pico Maccario, il consorzio della Barbera e dell’Asti Spumante, Associazione dei Produttori Moscato Canelli e Proloco Borgo Antico di Villanuova.

 

da: http://www.vallibbt.com/canelli-15/

 

 

GIARDINO BOTANICO VALDIERIA

 

GIARDINO BOTANICO “VALDIERIA

Uno scorcio del Giardino botco Valderia.

Uno scorcio del Giardino botanico Valderia.Uno scorcio del Giardino botanico Valderia.

Il giardino botanico Valderia si trova a Terme di Valdieri, in alta Valle Gesso, proprio nel cuore delle Alpi Marittime. Valderia deve il suo nome alla Viola valderia, un endemismo scoperto nel 1780 dal botanico Carlo Allioni sul greto del torrente Gesso, precisamente dove oggi sorge il giardino. Il luogo, per il suo clima fresco e ombroso e per la ricchezza di vegetazione spontanea, era stato attrezzato con sentieri e vialetti già nell'Ottocento: era il Giardino degli Inglesi, meta di rilassanti passeggiate per gli ospiti del vicino stabilimento termale. Abbandonata per molto tempo, l'area è stata recuperata nel 1990 su iniziativa del Parco Naturale delle Alpi Marittime, che l'ha destinata a ospitare il nuovo giardino botanico. Oggi Valderia conta circa 500 specie riunite in quattordici ambienti, rappresentativi dei principali ecosistemi delle Alpi Marittime: dalle roccere calcaree all'abetina mista, passando per il ruscello, il lariceto, la torbiera e il giàs. Questa impostazione, studiata per rispondere in modo ottimale alle finalità informative e didattiche del giardino, non solo rende comodamente osservabili specie che in natura si potrebbero incontrare soltanto dopo ore di cammino, ma offre anche un quadro completo, chiaro e comprensibile dell'intero “mondo vegetale” delle Alpi Marittime. Alla scoperta delle caratteristiche di ogni singolo fiore, si unisce così il piacere di cogliere i legami fra le diverse specie botaniche nonché fra le piante stesse e ciò che le circonda.

Fioritura di Gentiana lutea: in piena estate il giardino si svela in tutto il suo splendore (L. Martinelli/PNAM)

Il giardino ospita al suo interno un facile sentiero naturalistico ad anello, percorribile in circa un'ora, con uno sviluppo di 950 metri ed un dislivello di 60 metri. Lungo la piacevole passeggiata sono stati predisposti dei punti di sosta numerati, a ognuno dei quali corrisponde un capitolo dell'opuscolo Sentiero naturalistico-Terme di Valdieri (in vendita all'ingresso).

Questa agile pubblicazione permette di compiere osservazioni circa le principali caratteristiche delle specie presenti nel bosco misto di latifoglie e conifere. Sono inoltre evidenziati gli aspetti geologici e paesaggistici più significativi.

Il giardino botanico è aperto dal 15 giugno al 15 settembre con orario 10-18, dal 16 al 30 settembre solo la domenica con orario 10-18.

 

da: TRICOLORE - Agenzia Stampa ©

Reg. Trib. Bergamo n. 25 del 28/09/04

n. 16788 - 29 Agosto 2016

GIARDINO BOTANICO “VALDIERIA”
Il giardino botanico Valderia si trova a Terme
di Valdieri, in alta Valle Gesso, proprio nel cuo-
re delle Alpi Marittime. Valderia deve il suo no-
me alla Viola valderia, un endemismo scoperto
nel 1780 dal botanico Carlo Allioni sul greto del
torrente Gesso, precisamente dove oggi sorge il
giardino. Il luogo, per il suo clima fresco e om-
broso e per la ricchezza di vegetazione spontane-
a, era stato attrezzato con sentieri e vialetti già